Come misurare il ph delle urine e del sangue e perché

Come misurare il ph delle urine e del sangue e perché (Fonte: F. Stefanini )

Perché può essere interessante sapere come misurare il pH delle urine e del sangueAlcune teorie, recepite dal grande pubblico e sviluppate in diversi libri, sostengono che l’equilibrio acido basico possa influenzare la nostra salute.

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Negli ultimi tempi si è addirittura diffusa la teoria che una dieta alcalina possa essere utile per combattere il cancro. Come indicato anche sul sito AIRC questa affermazione non trova putroppo conferme scientifiche. Ma allora, perché è così importante l’equilibrio acido basico? Scopriamolo assieme.

In questo articolo ci occuperemo dei seguenti argomenti.

  • Perché è importante l’equilibrio acido-base?
  • La scala del pH: acido, basico e neutro
  • Quali sono i valori del pH di pelle, sangue e urine?
  • Serve davvero la dieta alcalina?
  • Quali danni può fare un eccesso di acidità?
  • Come utilizzare correttamente le cartine di tornasole?
  • Come misurare correttamente il pH
  • Come valutare i valori del pH
  • Le possibili cause di un pH delle urine alterato

L’IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO ACIDO-BASE

Il benessere del nostro corpo si basa essenzialmente sul concetto di equilibrio. Quando lo stato di equilibrio viene alterato, il nostro fisico inizia a mandarci segnali, sotto forma di disturbi di varia entità.

Anche l’equilibrio del pH è un fattore fondamentale per la salute del nostro corpo. Ecco perché è bene sapere come misurare il pH delle urine, oltre a come alcalinizzare il corpo. In questo modo sarà possibile modificare in tempo eventuali abitudini errate e prevenire eventuali squilibri.

VALORI DEL PH: ACIDO, BASICO E NEUTRO

Per indicare l‘acidità o l’alcalinità di una sostanza, si usa come unità di misura la scala del pH (ovvero il potenziale idrogeno).

La scala del pH è compresa tra 0 e 14, dove lo 0 indica l’acidità massima (acido forte) e il 14 il valore più altodi basicità (basico forte).

Basandosi su questo parametro viene indicato come:

  • neutroun pH pari a 7;
  • acidoun pH inferiore a 7;
  • basicoun pH superiore a 7.

VALORI DI PH DELLA PELLE, DEL SANGUE E DELLE URINE

valori “normali” del pH per pelle, sangue e urine sono leggermente diversi. Vediamo quali sono e perché.

PELLE

Un esempio classico è il pH della pelle che, in condizioni di normalità, è leggermente acido. Questo per consentire alla cute di assolvere al meglio al ruolo di barriera

SANGUE

Il pH del sangue, invece, è in genere lievemente alcalino. I suoi valori possono variare entro limiti piuttosto ristretti (tra 7,35 3 7,45).

URINE

Il pH delle urine, infine, può variare all’interno di un range piuttosto ampio, compreso tra 4,6 e 8.

Oscillazioni, anche minime, rispetto agli standard di “normalità” del pH del sangue (+ o – 0,4) sono spia di patologie gravissime.

Il pH delle urine, invece, ha un range più ampio. Oltre a essere influenzato dalla salute generale, può subire oscillazioni anche a causa della dieta. Uno scostamento dai valori considerati “standard” anche nel caso delle urine è in genere considerato patologico.

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I DANNI CONNESSI A UN ECCESSO DI ACIDITÀ

Un pH troppo acido, stando ad alcuni studi, sarebbe un fattore che “indebolisce” le naturali difese dell’organismo, favorendo lo sviluppo di diverse patologie.

Diversi studosi hanno di recente messo in evidenza i danni connessi a un eccesso di acidità:

«a mio parere, i rifiuti acidi aggrediscono letteralmente le articolazioni, i tessuti, i muscoli, gli organi e le ghiandole causando disfunzioni di diverso grado, a partire da quelle di entità minore a quelle più gravi.» (theodore a. baroody, rocco palmisano, alcalinizzatevi e ionizzatevi – per vivere sani e longevi, bis edizioni)

Per aiutare il corpo a far fronte a questi sbalzi di acidità è possibile agire su più fronti. Nel caso in cui l’alimentazione, da sola, non fosse sufficiente, per favorire il mantenimento dell’equilibrio acido-base, è consigliabile assumere integratori alcalinizzantiricchi di aminoacidi basici e sali minerali alcalini.

SERVE DAVVERO LA DIETA ALCALINA?

Si può alcalinizzare in maniera significativa il corpo? Fino a che punto serve davvero una dieta alcalina? E che benefici può apportare?

Ricordiamo che per dieta alcalina si intende un’alimentazione costituita per il 70-80% da  alimenti alcalini. Questo tipo di alimentazione, stando a recenti teorie, sarebbe in grado di prevenire diversi problemi di salute.

Il corpo umano è però impostato per evitare spostamenti significativi dell’equilibrio acido-base. Questo perché alterazioni significative possono essere pericolose. Un’acidità eccessiva (acidosi metabolica: pH < 6.8), così come un’alcalinità esagerata (alcalosi metabolica: pH > 7.8) possono portare anche alla morte.

Per “alcalinizzare” in modo significativo il corpo quindi non sarebbero sufficienti nemmeno quantità ingenti di cibi “alcalini”. Inoltre, come abbiamo visto, sarebbe in ogni caso un obiettivo controproducente da raggiungere.

La dieta alcalina, e ancor di più integratori “alcalinizzanti”, possono però aiutarci a contrastare l’eccessiva presenza di acidi, e a mentenere il giusto equilibrio acido-base, fondamentale per la salute dell’intero organismo.

COME MISURARE IL PH DELLE URINE IN MODO CORRETTO

Il dibattito sulla reale possibilità di calcolare con precisione il livello di acidità del corpo è tutt’ora aperto.

Secondo alcuni una misurazione davvero accurata è impossibile:

«nessun esame è in grado di misurare accuratamente il nostro livello di acidità, perché gli attuali metodi diagnostici rivelano solo che sono presenti rifiuti acidi nei fluidi corporei… Tali esami non forniscono mai il livello certo di quanti rifiuti acidi siano, di fatto presenti…» (Theodore A. Baroody, Rocco Palmisano, Ibidem).

Gli esami del sangue e delle urine sono tuttavia in grado di fornire buoni parametri di riferimento.

Il pH delle urine è soggetto a variazioni maggiori rispetto a quello del sangue. I suoi valori riflettono infatti la capacità dei reni di mantenere la giusta concentrazione di ioni di idrogeno nel plasma.

A prescidere dalle verie teorie, esiste la possibilità di misurare il pH delle urine del sangue mediante specifici esami di laboratorio, che devono essere richiesti dal medico curante.

È tuttavia anche possibile procedere autonomamente al calcolo del pH delle urine, utilizzando le apposite cartine di tornasole .

USARE CORRETTAMENTE LE CARTINE DI TORNASOLE

Per misurare correttamente il pH dei fluidi corporei (urina e saliva) mediante le cartine di tornasole è bene seguire alcune regole.

Il procedimento è semplice: è sufficiente bagnare con le urine una cartina, attendere qualche secondo, quindi verificare il colore che essa assume, mettendola a confronto con i colori della scala del pH.

Per ottenere risultati più precisi, sarebbe bene effettuare il controllo appena svegli (prima di lavarsi i denti, bere o mangiare, se si fa sulla saliva).

Per un’accuratezza estrema, alcuni consigliano poi di calcolare la media dei valori rilevati misurando il pH 3 volte nel corso della giornata (mattina, mezzogiorno e sera).

valori considerati “ottimali” dalla maggior parte dei testi sull’argomento sono:

  • un pH tra il 6,5 e 7.5 per la saliva;
  • per le prime urine del mattino (in genere più acide), un pH non superiore a 7.5.

COME VALUTARE I VALORI DEL PH DELLE URINE

Dopo aver compreso come misurare il pH delle urine in maniera corretta, cerchiamo di capire in che modo interpretare i valori ottenuti.

Come accennato in precendenza, il valore del pH delle urine può oscillare tra 4,6 e 8.

I VALORI CONSIDERATI IDEALI, A SECONDA DEGLI AUTORI, SONO INVECE QUELLI COMPRESI TRA 6,0 E 7,0: UN PH CHE SI DISCOSTA DA QUESTO RANGE NON È TUTTAVIA SEMPRE SINTOMO DI PROBLEMI DI SALUTE E NON DEVE SUSCITARE AUTOMATICAMENTE PREOCCUPAZIONE.

PH DELLE URINE TROPPO ALTO O TROPPO BASSO: LE POSSIBILI CAUSE

In campo medico i valori del pH delle urine sono sfruttati per individuare anche disordini di origine metabolica respiratoria.

VALORI DEL PH DELLE URINE CHE SI DISCOSTANO DA QUELLI CONSIDERATI “IDEALI” SI POSSONO INDIVIDUARE, PER ESEMPIO, NELLE PERSONE “A RISCHIO” DI CALCOLI RENALI.

Ricordiamo che è sempre necessario sottoporre possibili “valori anomali” all’attenzione di un medico, per evitare inutili allarmismi o l’auto prescrizione.

Un pH delle urine troppo alto (alcalinità) può essere causato, tra le altre cose, da:

  • vomito
  • insufficienza renale
  • problemi diuretici
  • problemi a carico dell’apparato respiratorio che causano iperventilazione

Mentre un pH delle urine basso (acidità) può avere le seguenti cause:

  • diabete fuori controllo
  • dissenteria
  • disidratazione estrema
  • problemi respiratoriche comportano un’insufficiente eliminazione di anidride carbonica
  • digiuni prolungati

Per finire, ricordiamo che una maggiore consapevolezza dell’importanza del pH e del suo controllo può esserci di aiuto per sostenere la salute.

La misurazione del pH delle urine “fai da te” può essere uno strumento utile, per correggere eventuali comportamenti  e stili di vita poco corretti.

L’ultima parola, tuttavia, spetterà sempre al medico di fiducia, che avrà il compito di approfondire le cause di eventuali “anomalie” prescrivendo all’occorrenza esami specifici.

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Liberarsi dall’acidosi tissutale aiuta ritrovare il ‘benessere’

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base.
Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.
In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.
Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.
La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.
Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).
Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!
Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Curare l’acidosi.
Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Alimenti alcalinizzanti.
Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi
È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.
Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.
Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

Clorofilla liquida

La clorofilla è una sostanza, di formula complessa contenente un atomo di magnesio, presente nelle parti verdi delle piante. E’ appunto la clorofilla che dà alle foglie il colore verde e capta l’energia luminosa necessaria perché le piante possano svolgere la fotosintesi clorofilliana.

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Come l’emoglobina, la clorofilla è costituita da una trama di molecole che sono raggruppate intorno ad una singola molecola di metallo: nel caso dell’emoglobina si tratta del Ferro (Fe), per la clorofilla è il Magnesio (Mg).

Le attuali ricerche continuano ad esaminare la clorofilla e suoi probabili effetti benefici. In particolare viene consigliata per il potere deodorante sia topico che interno. Infatti, come supplemento alimentare, viene velocemente assimilata dal corpo e procede attivamente e ridurre i gli odori che si originano nel tratto digestivo.

Portando simbolicamente l’energia del sole all’interno del nostro corpo, la clorofilla può essere considerata un vero rigeneratore per le cellule in quanto apporta ossigeno. Può così essere utile in varie forme di anemia, migliora la contrazione cardiaca e si rivela utile soprattutto per gli sportivi poiché ne aumenta la resistenza.

Nel corpo umano la clorofilla è necessaria per molte peculiarità, fra le quali:
aumenta i globuli rossi, porta ferro agli organi e migliora le condizioni anemiche:
– aiuta a purificare il fegato e porta miglioramento nel caso di epatite;
– regolarizza le mestruazioni;
– porta miglioramento ai diabetici e nei casi di asma;
migliora il drenaggio nasale e diminuisce il gocciolamento del naso;
– utile per i tessuti ulcerosi e le emorroidi;
– rivitalizza il sistema vascolare nelle gambe e migliora le vene varicose;
– migliora la depressione per il suo effetto tonico;
– favorisce l’assorbimento del calcio;
– porta sollievo in caso di colite, gastrite, ulcera.

La CLOROFILLA è presente in tutto il mondo vegetale.

La CLOROFILLA contiene molto ferro biologico assimilabile ed ha il pregio di aumentare del 20% il consumo di ossigeno in tutte le cellule del corpo umano.

E’ chiamata “sangue vegetale” perchè la struttura chimica è quasi uguale a quella dell’emoglobina con la sola differenza la clorofilla contiene Magnesio invece che Ferro e questo metallo è importante perchè calma la fame nervosa, migliora e rinvigorisce il sistema immunitario, è un magnifico anti-age.

Viene usata dagli sportivi perchè favorisce lo sviluppo della “massa muscolare esente da grasso” a scapito della “massa che contiene il grasso”, ne risultano muscoli asciutti e “scolpiti.

La Clorofilla rivitalizza la circolazione, migliora il colesterolo e protegge il fegato e non bisogna mai dimenticare che fornisce ossigeno di cui ogni organismo ha bisogno oltre a quello derivante dalla respirazione.

La CLOROFILLA è estremamente utile nelle patologie degenerative: infatti uno dei problemi di queste patologie è che le cellule sono in carenza di ossigeno, quindi fornire alle cellule l’ossigeno significa difenderle meglio dalla patologia degenerativa. Pertanto migliora la resistenza del corpo umano nei confronti delle patologie degenerative (in genere è associata in questi casi anche ad altri prodotti).

La CLOROFILLA, aumentando il consumo di ossigeno a livello cellulare, rallenta il processo di invecchiamento.

La CLOROFILLA può essere usata assieme a tanti altri rimedi perché fa da catalizzatore cioè, aumentando il consumo di ossigeno, accelera le reazioni chimiche all’interno delle cellule, quindi associata ad altri rimedi naturali ne aumenta l’efficacia proprio perché favorisce il metabolismo cellulare.

Tra i numerosi effetti benefici della clorofilla ve ne è anche uno che riduce gli effetti delle radiazioni sull’organismo.

La CLOROFILLA é utile a tutti: anziani, bambini, sportivi, uomini, donne, con particolare riguardo alle anemie iposideremiche, per cui le donne che hanno mestruazioni abbondanti che di solito presentano una sideremia bassa, con la CLOROFILLA miglioreranno rapidamente.

E’ bene utilizzare la CLOROFILLA pura meglio se liquida a concentrazione controllata.

Equilibrio e salute

I concetti di salute e guarigione si basano sulla nozione di equilibrio. Si è in equilibrio soltanto quando, internamente, c’è equilibrio tra acidità e alcalinità.

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Tutti i meccanismi fisiologici (tra cui la respirazione, la circolazione, la digestione e la produzione di ormoni) funzionano sinergicamente per mantenere il delicato equilibrio interno tra acidità e alcalinità. Questo equilibrio si basa sul principio acido/alcalino, più comunemente noto come equilibrio del pH fisiologico. Nei suoi libri il Dr. Robert O. Young massimo esperto mondiale sul potere dell’alcalinizzazione — spiega che la relazione tra acidi e basi (sostanze alcaline) è quantificata scientificamente su una scala conosciuta come “pH” (che letteralmente significa potenziale di idrogeno). Questa scala è usata per misurare quanto una sostanza sia acida o alcalina. Il corpo umano è costituito per più del 70% da acqua e cosi è possibile misurare il pH dei suoi vari fluidi.

– un pH inferiore a 7 indica una soluzione acida
– un pH uguale a 7 indica una soluzione neutra
– un pH superiore a 7 indica una soluzione alcalina

Pertanto, più basso è il pH e più è acida la sostanza in esame. Affinchè la vita sia possibile il nostro organismo deve mantenere costante il pH del sangue a 7,365.Per comprendere meglio il rapporto acido-basico, sappi che c’è un valore normale di pH corrispondente alle varie parti del corpo (ad es. i fluidi extracellulari, intracellulari e il plasma). Il valore del pH si può misurare dalla saliva o dalle urine, ma l’indicatore più importante è il pH del sangue.Per una buona salute questo rapporto tra acidità e alcalinità dovrebbe sempre rimanere .Se l’ambiente in cui vivono le cellule diventa molto acido questa acidità penetrerà all’interno delle cellule alterando il pH del nucleo e creando i presupposti per quei fenomeni incurabili che vengono comunemente chiamati “malattie da degenerazione cellulare”.

TROPPA ACIDITA’ = PROBLEMI

Se esiste un problema di salute, si è quasi sempre in presenza di troppa acidità. Le ricerche indicano che se il livello di pH del corpo non è leggermente alcalino, il corpo non riuscirà a guarire. Per cui indipendentemente dal tipo di modalità scelta per guarire un problema di salute, la cura incomincerà ad avere effetto soltanto in un ambiente alcalino; dato che è l’ambiente alcalino che favorisce la guarigione. Se il livello del pH nel corpo non è in uno stato di equilibrio, non è possibile assimilare efficacemente le vitamine, i minerali o altre sostanze supplementari. Il livello del pH nel corpo ha una funzione determinante per il benessere totale dell’organismo e deve quindi essere correttamente bilanciato. L’alcalinità dell’ambiente interno è l’elemento cruciale, infatti le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che le malattie non possono sopravvivere in un ambiente alcalino, mentre prosperano in un ambiente acido.

“Gli infiniti nomi che diamo alle malattie non hanno alcun valore. Ciò che davvero conta è che derivano tutte dalla stessa causa… troppe scorie acide nel corpo!”—Dr Theodore A. Baroody“

Può sembrare strano che tutte le malattie derivino dalla stessa causa, qualsiasi siano i sintomi, ma questa è la pura verità.”—Dr William Howard Hay“

Esiste soltanto una malattia, e quella malattia è l’acidosi del corpo causata principalmente da un modo sbagliato di vivere, di pensare e di mangiare… quindi può esserci soltanto un rimedio e un trattamento: alcalinizzare il corpo e ripristinare l’equilibrio, ritornando in questo modo ad avere l’energia, la vitalità e quella vera salute che noi tutti abbiamo il diritto di avere.” —Dr Robert O. Young

La troppa acidità inibisce la capacità dell’organismo ad assimilare le sostanze nutritive, produrre nuove cellule, depurare e riparare i tessuti danneggiati; per giunta un ambiente acido favorisce lo sviluppo di cellule tumorali ed aumenta il livello di suscettibilità all’affaticamento e alle malattie.

FATTORI CHE PROMUOVONO L’ACIDOSI

Purtroppo la maggior parte dei cibi che mangiamo,quello che respiriamo e cio che beviamo tende sempre maggiormente ad acidificare il nostro l’organismo.L’eccessiva acidità è determinata da diversi fattori, tra cui

• le emozioni negative (collera, preoccupazione, paura, stress),
• alcol, aceto, caffè, zucchero, sigarette, proteine animali, oli cotti o frazionati, cibi trattati, carboidrati raffinati,
• mancanza di riposo e di esercizio fisico,
• respirazione superficiale,
• sostanze chimiche contenute negli alimenti
• farmaci,
• inquinamento,
• radiazioni,
• reazioni del sistema immunitario,
• sovraccarico di tossicità,
• eccessiva alimentazione
• e qualsiasi altro processo che impedisca la somministrazione dell’ossigeno e delle altre sostanze nutrienti alle cellule.

Che valore ha un pH fisiologico corretto?

Valore ottimale dell’urina alla mattina: pH 6,4 – 6,8
Valore ottimale della saliva: pH 7,0 – 7,4Il livello del pH dei fluidi interni dell’organismo influenza ogni cellula del corpo umano. Il livello ottimale del pH del sangue ha un valore intorno a 7.4 (7.36-7.45). L’indice di valori che va da 7.36 a 7.45 è di vitale importanza per il benessere dell’ organismo umano. Il corpo farà di tutto per mantenere la natura leggermente alcalina del sangue.

Che cosa succede se la “lancetta” del ph si sposta verso l’acidità?

Una variazione del pH verso valori acidi comporterà una riduzione del livello di ossigeno. Quando ciò accade, il metabolismo cellulare si blocca e le cellule incominciano a morire.. Così come il fuoco ha bisogno di ossigeno per bruciare, i virus e i batteri necessitano di un ambiente acido per svilupparsi e moltiplicarsi. A causa dell’eccesso di acidità il valore del pH medio del corpo può scendere a valori molto bassi tipo 5-5,5

Quando il sangue diventa troppo acido l’organismo preleva i minerali alcalinizzanti (calcio, potassio, sodio e magnesio) dalle ossa, dai muscoli e dalle cellule di tutti i tessuti. A causa di un acidosi prolungata, le riserve di minerali nel corpo incominciano ad esaurirsi fino al punto in cui il tessuto connettivo si indebolisce (cellulite), la consistenza delle ossa diminuisce (osteoporosi), i denti si cariano o cadono (paradentosi), i capelli cadono, le articolazioni diventano dolenti (reumatismi, gotta, artrosi), le infezioni da funghi si moltiplicano (al piede, alle unghie, agli organi genitali) e questo solo per citare alcuni sintomi.In presenza di acidosi il metabolismo non funziona correttamente.

Diversi processi metabolici non possono avvenire in un ambiente troppo acido. L’acidosi causa inoltre un aumento di microorganismi patogeni che producono le cosiddette “malattie”. Germi e batteri possono infatti vivere solo se hanno a disposizione un “terreno” adatto; ovvero ACIDO. Un altro espediente che il corpo usa per liberarsi degli acidi in eccesso è quello di espellerli attraverso la pelle, causando effetti come eczema, acne, foruncoli, mal di testa, crampi muscolari, indolenzimento, gonfiore, irritazione, infiammazione e dolori vari. Se i sintomi vengono curati con medicinali e antibiotici, il sangue diventa ancora più acido. L’aumentare di questo squilibrio fa insorgere patologie ancor più gravi, dall’obesità alle cardiopatie, all’artrite, al cancro. Inoltre se il pH del sangue è acido, si tende a invecchiare più precocemente e risulta più difficile mantenere un aspetto giovanile e una forma fisica snella e dinamica.

I segnali e i sintomi che denotano la presenza di un ambiente acido nel corpo includono:

• Stanchezza cronica
• Stress eccessivo
• Dolori cronici
• Confusione mentale
• Crampi alle gambe e dolori muscolari
• Cattivo umore
• Disfunzioni renali
• Malessere
• Mal di testa
• Aumento dei dolori mestruali
• Facili contusioni
• aumento di peso
• Stitichezza
• Indebolimento sistema immunitario
• Problemi epidermici

Dr. George W. Crile, uno dei più famosi chirurghi del mondo, dice: “Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo”.L’acidosi, infatti, precede e causa le malattie.