PEDICULOSI: PREVENZIONE E TRATTAMENTO

La pediculosi è un’infestazione da parte dei Pidocchi, piccoli insetti grigio-biancastri che parassitano il corpo umano, alimentandosi di sangue.

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In base alla forma e alla parte del corpo nella quale si insediano, si distinguono tre tipi di pidocchi:

•    Pediculus humanus capitis, o pidocchio del capo, che vive esclusivamente tra i capelli;

•    Pediculus humanus corporis, o pidocchio del corpo, specie assai simile al precedente, ma colonizzante il corpo e gli abiti;

•    Phthirus pubis, o pidocchio del pube, detto volgarmente piattola, ben differenziato morfologicamente dalle prime duespecie e localizzato nella regione pubica, ma che eccezionalmente può rinvenirsi sulle sopracciglia, ciglia e sotto le ascelle.

La pediculosi del capo interessa soprattutto i bambini di età scolare dai 3 anni in su (con un picco all’età di 9 anni) ed è estremamente frequente nelle comunità infantili, soprattutto nelle scuole, dove colpisce dal 5 al 22% dei bambini,  indipendentemente dallo stato sociale. Il fenomeno è in continuo incremento e costituisce un problema dal punto di vista socio-sanitario.

Il pidocchio adulto, visibile ad occhio nudo, è lungo 1-3 millimetri, è di colore grigio e presenta arti con estremità ad uncino che gli consentono di attaccarsi tenacemente al capello. Il pidocchiocompie il suo intero ciclo vitale sulla testa della persona parassitata in 1-2 mesi. La femmina produce 5-10 uova al giorno, dette lendini, per un totale di circa 300, deposte strettamente attaccate ai capelli a circa un centimetro dal cuoio capelluto, perché la temperatura prossima ai 37°C è ottimale per la maturazione.

Le lendini hanno una forma a goccia, con un diametro massimo di un millimetro e sono di colorito giallo-grigio opaco. Da esse, dopo 7-10 giorni, nasce il giovane insetto, detto ninfa, che inizia a nutrirsi del sangue dell’ospite e matura in una settimana, diventando in grado di deporre nuove uova. Ogni 4-6 ore, per nutrirsi, il pidocchio appoggia alla pelle dell’ospite la sua bocca, da cui fuoriesce una struttura tubulare che penetra attraverso la pelle e secerne una sostanza anticoagulante e vasodilatatrice che facilita la suzione del sangue. Il pidocchio non sopravvive senza nutrirsi e lontano dall’ospite muore in 1-2 giorni. Le lendini sono invece molto più resistenti e possono sopravvivere nell’ambiente fino a 10 giorni.

Come avviene il contagio

Il passaggio del pidocchio da una testa all’altra può avvenire sia per contatto diretto (i capelli si toccano) che indiretto (con lo scambio di pettini, cappelli, sciarpe, cuscini, etc.). L’avvenuto contagio non è indice di cattiva igiene.

Come si manifesta

I punti in cui i pidocchi si localizzano con maggiore frequenza sono la zona della nuca e dietro le orecchie, ma possono ritrovarsi anche tra le sopracciglia, le ciglia e la barba. Il sintomo caratteristico della pediculosi è il prurito, che è dovuto ad una reazione irritativa-allergica agli enzimi della saliva del pidocchio. È importante sottolineare che tale reazione impiega giorni o settimane per estrinsecarsi, per cui, quando il prurito si manifesta, l’infestazione è già vecchia, può essere ad uno stadio avanzato e inoltre può già essere stata causa di trasmissione ad un altro individuo.

Le lesioni superficiali prodotte dal grattarsi possono provocare impetigine del cuoio capelluto e infiammazioni delle ghiandole linfatiche dietro le orecchie e nella parte posteriore del collo (linfoadenopatie regionali). A volte l’infestazione può essere priva di sintomi particolari, il che rende difficile la sua identificazione.

I trattamenti “tradizionali”

I prodotti in commercio per il trattamento della pediculosi contengono uno o più antiparassitari e sono disponibili in diverse formulazioni. Sulla base dell’esperienza di questi ultimi anni si può affermare che nessun principio attivo rappresenta la scelta ideale sia per efficacia che per effettiva mancanza di tossicità e, comunque, nessuno può essere utilizzato ad azione preventiva; i più impiegati sono: il malathion, le piretrine e la permetrina. Il malathion è un estere fosforico discretamente efficace nel trattamento della pediculosi.

Agisce determinando il blocco irreversibile dell’acetilcolinesterasi; ne deriva l’accumulo dell’acetilcolina a livello recettoriale e la conseguente paralisi respiratoria del pidocchio. Gli stessi effetti possono però risultare tossici anche per l’uomo, a concentrazioni elevate per ingestione, determinando l’insorgenza di sintomi colinergici (nausea, vomito, aumento delle secrezioni, bradicardia, bradipnea, coma, arresto cardio-respiratorio). La sintomatologia si instaura, in relazione alla quantità ingerita, dopo 30/60 minuti. Inoltre, non è nota la sicurezza del malathion in bambini di età inferiore ai sei anni ed ultimamente sono stati evidenziati casi di resistenza al trattamento.

Le piretrine (estratti di piretro) e la permetrina (derivato sintetico del piretro) agiscono principalmente attraverso il blocco del sistema nervoso periferico del pidocchio, provocandone prima l’immobilizzazione, quindi la morte. Sono sostanze a ridotta tossicità per l’uomo, se non a dosi elevate nel qual caso possono dar luogo a nausea, dolori addominali, dermatiti da contatto, riniti, asma. Tuttavia in questi ultimi anni la loro efficacia verso la pediculosi è fortemente diminuita a causa dell’enorme crescita di fenomeni di resistenza da parte delle ultime generazioni di pidocchi.

Il problema delle resistenze

È riconosciuto che lo sviluppo di resistenze è la causa principale dell’aumento dell’incidenza della pediculosi riscontrato a partire dagli anni Novanta. Le infestazioni di pidocchi nelle scuole e nelle comunità si ripropongono ogni anno e sono sempre più difficili da debellare. L’abuso di antiparassitari porta ad una sorta di “assuefazione” da parte dei pidocchi che diventano sempre più resistenti con conseguente maggiore diffusione.

Tutto ciò, unito ai rischi di tossicità per l’uomo, pone l’esigenza di strategie alternative, in cui possano coniugarsi efficacia, assenza di resistenze ed innocuità per l’uomo. È inoltre opportuno attuare misure preventive per evitare le infestazioni e la trasmissione delle stesse nelle scuole e nelle comunità, attraverso non solo l’accurata periodica ispezione dei capelli e del cuoio capelluto, ma anche tramite l’utilizzo di prodotti che possano essere applicati, anche quotidianamente, a scopo preventivo.

La natura ti aiuta in caso di pediculosi.

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L’approccio naturale ed efficace

Come è stato evidenziato, il sospetto di pediculosi si ha al manifestarsi del caratteristico prurito. Il sintomo però si evidenzia ad infestazione già in atto, talvolta dopo alcune settimane, quando questa è ad uno stadio avanzato e probabilmente è già stata causa di trasmissione ad altri individui; non di rado la pediculosi è addirittura asintomatica. Una volta riconosciuta, l’infestazione può essere insensibile ai trattamenti tradizionali, a causa di fenomeni di resistenza sempre più frequenti, se non con dosi elevate o somministrazioni ripetute di parassiticidi, peraltro tossici per l’uomo.

Questi fatti sottolineano la crescente necessità di attuare metodiche preventive, volte a ridurre al minimo i rischi di infestazione e di trasmissibilità. È bene chiarire che non si può intendere, parlando di prevenzione, l’assicurare al 100% che il pidocchio non si trasferisca da una testa all’altra; al contrario è invece possibile evitare che un pidocchio si insedi nel cuoio capelluto deponendo uova che nel giro di qualche settimana, una volta schiuse, diano origine ad una vera e propria infestazione.

Se il sintomo del prurito non è immediato e quindi non è utile per la diagnosi tempestiva della presenza del pidocchio, l’unica strada possibile per evitare infestazione, trasmissibilità e conseguente utilizzo di parassiticidi “pericolosi”, è l’utilizzo costante di prodotti naturali, in grado di contrastare l’insediamento iniziale del pidocchio e quindi di prevenire l’infestazione. Questa è la prevenzione attuabile e questa è la via percorribile per salvaguardare non solo il singolo ma anche gli interessi socio-sanitari dell’intera comunità.
La natura può ancora una volta venire in aiuto, associando a principi vegetali per uso topico, le straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), garantendo così anche una contemporanea attività antiparassitaria.

GSE e pediculosi

Oltre che come antibatterico, antivirale, antimicotico, l’Estratto di semi di Pomplemo (GSE) è largamente sfruttato per le sorprendenti proprietà antiparassitarie; numerosi tests effettuati da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo ne dimostrano l’efficacia nei confronti di uno svariato numero di parassiti fra cui, oltre a quelli che colpiscono gli animali o aggrediscono i vegetali, ritroviamo i principali parassiti dell’uomo: i pidocchi. Il GSE ha evidenziato risultati stupefacenti verso la pediculosi del cuoio capelluto manifestando efficacia anche nei confronti delle lendini.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE costituisce perciò il cardine di un approccio di indubbia efficacia nei confronti di questa infestazione parassitaria. L’associazione con estratti vegetali specifici, prevede essenzialmente di:

1.    prevenire attraverso l’utilizzo costante e continuativo di prodotti innocui per l’uomo ma in grado di esercitare un’azione parassiticida e repellente naturale;

2.    trattare la pediculosi con prodotti in grado di risolvere rapidamente ed efficacemente l’infestazione senza rischi di tossicità per l’uomo.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire sia a prevenire che a trattare e risolvere la pediculosi.

1.    Prevenire attraverso l’utilizzo costante e continuativo di prodotti innocui per l’uomo ma in grado di esercitare un’azione parassiticida e repellente naturale

LOZIONE

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antiparassitaria dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche per uso locale. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Sassafrasso: contiene un olio essenziale ricco di terpeni il cui componente principale è il safrolo, con spiccata azione parassiticida nei confronti del pediculus humanus capitis; in soluzioni dallo 0,5 all’1% è innocuo per l’uomo e può essere utilizzato oltre che come antiparassitario anche come repellente nei confronti dei pidocchi, per un’azione di prevenzione.

Olio di Neem (Melia azadirachta): Da circa tremila anni, gli Indiani sfruttano le proprietà d’insetticida naturale del Neem, utilizzandone l’olio diluito con acqua per proteggere i propri raccolti dagli insetti predatori. Per limitare le infestazioni di tarme e cimici, le foglie ed i ramoscelli di Neem vengono posti nei letti, dentro gli armadi, tra gli indumenti e nei depositi di stoccaggio dei cereali.

Negli ultimi vent’anni, vari studi scientifici hanno riscoperto e riesaminato in dettaglio il potenziale di quest’albero, avvalorandone le straordinarie proprietà come parassiticida e repellente dei pidocchi. Tale azione è imputabile in modo particolare all’azadiractina (principio attivo contenuto nelle foglie e nei semi) che esercita sul pidocchio una potentissima azione antiappetente, impedendone la maturazione, lo sviluppo e la riproduzione.

Lavanda: l’olio essenziale ha dimostrate proprietà antifungine, antibatteriche ed antiparassitarie. I componenti di cui è ricco, linaiolo, acetato di linalile, eugenolo, canfora, p-cimene, terpinen-4-olo, esercitano in particolar modo un’azione repellente nei confronti del pidocchio del capo.

D-Pantenolo (Vitamina B5): ha attività antipruriginosa e contribuisce alla formazione di un film protettivo del capello, ostacolando l’adesione delle lendini e facilitando la rimozione delle stesse con il pettine.

Veicolo ideale per questi componenti funzionali è una lozione facilmente nebulizzabile su capelli e cuoio capelluto, con ecospray.

SHAMPOO

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antiparassitaria dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche per uso locale. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Sassafrasso: contiene un olio essenziale ricco di terpeni il cui componente principale è il safrolo, con spiccata azione parassiticida nei confronti del pediculus humanus capitis; in soluzioni dallo 0,5 all’1% è innocuo per l’uomo e può essere utilizzato oltre che come antiparassitario anche come repellente nei confronti dei pidocchi, per un’azione di prevenzione.

Olio di Neem (Melia azadirachta): Da circa tremila anni, gli Indiani sfruttano le proprietà d’insetticida naturale del Neem, utilizzandone l’olio diluito con acqua per proteggere i propri raccolti dagli insetti predatori. Per limitare le infestazioni di tarme e cimici, le foglie ed i ramoscelli di Neem vengono posti nei letti, dentro gli armadi, tra gli indumenti e nei depositi di stoccaggio dei cereali. Negli ultimi vent’anni, vari studi scientifici hanno riscoperto e riesaminato in dettaglio il potenziale di quest’albero, avvalorandone le straordinarie proprietà come parassiticida e repellente dei pidocchi.

Tale azione è imputabile in modo particolare all’azadiractina (principio attivo contenuto nelle foglie e nei semi) che esercita sul pidocchio una potentissima azione antiappetente, impedendone la maturazione, lo sviluppo e la riproduzione.

D-Pantenolo (Vitamina B5): ha attività antipruriginosa e contribuisce alla formazione di un film protettivo del capello, ostacolando l’adesione delle lendini e facilitando la rimozione delle stesse con il pettine.

Veicolo ideale per questi componenti funzionali è uno shampoo, sia in fase preventiva che come coadiuvante del trattamento.

2.    Trattare la pediculosi con prodotti in grado di risolvere rapidamente ed efficacemente l’infestazione senza rischi di tossicità per l’uomo

GEL

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antiparassitaria dell’Estratto di emi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche per uso locale. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Olio di Cade (Juniperus Oxycedrus): l’olio di cade, ricavato per distillazione dalla corteccia di Juniperus oxycedrus, è una sostanza aromatica (ricca di idrocarburi sesquiterpenici e di sostanze fenoliche, guajacolo e cresolo) con spiccate proprietà antiparassitarie e parassiticide evidenziate anche verso il pediculus humanus capitis.

Sassafrasso: contiene un olio essenziale ricco di terpeni il cui componente principale è il safrolo, con spiccata azione parassiticida nei confronti del pediculus humanus capitis; in soluzioni dallo 0,5 all’1% è innocuo per l’uomo e può essere utilizzato oltre che come antiparassitario anche come repellente nei confronti dei pidocchi, per un’azione di prevenzione.

Olio di Neem (Melia azadirachta): da circa tremila anni, gli Indiani sfruttano le proprietà d’insetticida naturale del Neem, utilizzandone l’olio diluito con acqua per proteggere i propri raccolti dagli insetti predatori. Per limitare le infestazioni di tarme e cimici, le foglie ed i ramoscelli di Neem vengono posti nei letti, dentro gli armadi, tra gli indumenti e nei depositi di stoccaggio dei cereali. Negli ultimi vent’anni, vari studi scientifici hanno riscoperto e riesaminato in dettaglio il potenziale di quest’albero, avvalorandone le straordinarie proprietà come parassiticida e repellente dei pidocchi.

Tale azione è imputabile in modo particolare all’azadiractina (principio attivo contenuto nelle foglie e nei semi) che esercita sul pidocchio una potentissima azione antiappetente, impedendone la maturazione, lo sviluppo e la riproduzione.

Lavanda: l’olio essenziale di Lavanda ha dimostrate proprietà antifungine, antibatteriche e antiparassitarie. I componenti di cui è ricco, linaiolo, acetato di linalile, eugenolo, canfora, p-cimene, terpinen-4-olo, esercitano in particolar modo un’azione repellente nei confronti del pidocchio del capo.

Questi funzionali vengono facilmente veicolati in un gel leggero e non appiccicoso che si distribuisce facilmente su capelli e cuoio capelluto.

SCHIUMA

La natura può aiutarti con

D-Pantenolo (Vitamina B5): ha attività antipruriginosa e contribuisce alla formazione di un film protettivo del capello, ostacolando l’adesione delle lendini e facilitando la rimozione delle stesse con il pettine.

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antiparassitaria dell’Estratto di emi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche per uso locale. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Sassafrasso: contiene un olio essenziale ricco di terpeni il cui componente principale è il safrolo, con spiccata azione parassiticida nei confronti del pediculus humanus capitis; in soluzioni dallo 0,5 all’1% è innocuo per l’uomo e può essere utilizzato oltre che come antiparassitario anche come repellente nei confronti dei pidocchi, per un’azione di prevenzione.

Olio di Neem (Melia azadirachta): da circa tremila anni, gli Indiani sfruttano le proprietà d’insetticida naturale del Neem, utilizzandone l’olio diluito con acqua per proteggere i propri raccolti dagli insetti predatori. Per limitare le infestazioni di tarme e cimici, le foglie ed i ramoscelli di Neem vengono posti nei letti, dentro gli armadi, tra gli indumenti e nei depositi di stoccaggio dei cereali.

Negli ultimi vent’anni, vari studi scientifici hanno riscoperto e riesaminato in dettaglio il potenziale di quest’albero, avvalorandone le straordinarie proprietà come parassiticida e repellente dei pidocchi. Tale azione è imputabile in modo particolare all’azadiractina (principio attivo contenuto nelle foglie e nei semi) che esercita sul pidocchio una potentissima azione antiappetente, impedendone la maturazione, lo sviluppo e la riproduzione.

Lavanda: l’olio essenziale di Lavanda ha dimostrate proprietà antifungine, antibatteriche e antiparassitarie. I componenti di cui è ricco, linaiolo, acetato di linalile, eugenolo, canfora, p-cimene, terpinen-4-olo, esercitano in particolar modo un’azione repellente nei confronti del pidocchio del capo.

Veicolo ideale di questi funzionali è una schiuma di facile applicazione, con erogatore meccanico di schiuma istantanea, senza propellenti.

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I tuoi capelli naturalmente

I capelli esaltano l’espressività del volto e definiscono l’immagine che comunichiamo agli altri. Contribuiscono in modo sostanziale all’autostima e dalla sicurezza determinando di conseguenza maggior successo nel lavoro, nella vita privata e nei rapporti sociali.

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Abbandonarsi alla rassegnazione non serve a niente. Non è vero che non si possa fare nulla per prevenire la caduta dei capelli. I capelli appartengono ad un universo non ancora completamente esplorato. Ad eccezione delle patologie di esclusiva competenza medica, utilizzando trattamenti cosmetricologici specifici e i nostri prodotti per l’igiene dei capelli, si potranno ottenere ottimi risultati. L’importante è agire tempestivamente.

Da molti anni la LORAL RADICCHIO è impegnata contro tutti i problemi di capelli e di cuoio capelluto.
Grazie alla ricerca e all’attenzione data ad ogni particolare scientifico e tecnico,è riuscita con grande entusiasmo a migliorare quello che già era un prodotto consolidato nel mercato.
Rispettando l’ambiente e la soddisfazione dei clienti anche il Trattamento Radicchio si rinnova per offrirvi sempre il miglior servizio.
Il ciclo vitale dei capelli
Il ciclo della crescita dei capelli consiste in tre fasi:
ANAGEN o della crescita attiva, che dura da un minimo di 2 ad un massimo di 6 anni;
CATAGEN o della regressione, di appena 3—4 settimane;
TELOGEN di circa 3 mesi, è la fase della caduta.
Ogni qual volta un capello arriva alla caduta tutti i follicoli ritornano, se le condizioni psicofisiche dell’individuo sono normali, alla fase ANAGEN e cosi via nel tempo.

Questo fenomeno è fisiologico: in altre parole a “caduta’ è in realtà un ricambio, un rinnovo, una ‘muta’ Sul numero preciso di capelli persi fisiologicamente in un giorno, sono stati riportati numerosi dati talvolta abbastanza contrastanti, Un individuo possiede mediamente dai 100.000 ai 180.000 follicoli piliferi.
In un cuoio capelluto sano, il 10% circa dei follicoli è in TELOGEN: ciò significa che il 10% dei capelli che abbiamo in testa sta per cadere, e per essere sostituito da “nuovi’ capelli. Il 90% di tutta la capigliatura è in fase di crescita. La caduta fisiologica dei capelli giornaliera può variare da 30-50 a 90-100 capelli al giorno, sempre a seconda del numero di pori piliferi.

Cos’è l’alopecia
Il termine ‘alopecia” indica caduta di capelli o calvizie, qualunque sia la causa o il tipo. La parola “Alopecia” deriva dal greco classico volpe, animale soggetto a muta, Nel cuoio capelluto umano l’attività di ogni follicolo pilifero sembra essere completamente indipendente da quella degli altri, in modo tale che il ricambio fisiologico dei capelli avviene senza conseguenze visibili per la capigliatura. Diventa una vera e propria “muta” quando si presentano zone di diradamento.

L’alopecia è una diffusa alterazione del cuoio capelluto che si manifesta con la rapida comparsa di chiazze, più o meno rotondeggianti, singole o multiple, in cui scompaiono i capelli, sia per caduta che per mancata riproduzione di nuovi capelli, dovuta ad inattività dei bulbi. Più che di una singola malattia, sarebbe più corretto parlare di “alopecie”, in quanto si tratta di forme diverse, soprattutto in relazione al loro momento causale, per cui si distinguono:

Alopecia infettiva: come conseguenza di una malattia infettiva (ad esempio, il tifo).
Alopecia medicamentosa: compare in quegli individui che sono stati sottoposti a trattamento antitumorale, oppure in coloro che eseguono terapie anticoagulanti, oppure per l’abbassamento del tasso di colesterolo e dell’attività tiroideo; infine, in coloro che fanno uso di prodotti riduttori della fame, nel corso di cure dimagranti.
Alopecia traumatica: dopo un intervento chirurgico, come conseguenza del parto (dopo 2-3 mesi) o di forti shock psico-affettivi.
Alopecia androgenetica (anche detta area celso: è forse la forma più comune e diffusa; si tratta di un’alopecia funzionale in cui la crescita dei capelli viene inibita da diversi fattori (predisposizione familiare, disordini ormonali. processi infettivi ad andamento cronico a carico dell’orecchio o dei denti, disturbi psico-somatici), senza lesioni irreversibili del bulbo. Può avere un’estensione relativamente limitata (alopecia decalvante parziale) oppure può interessare l’intero capillizio (alopecia decalvante totale),
Alopecia seborroica: è la seconda in ordine di frequenza dopo l’alopecia androgenetica; la caduta dei capelli, sottili e fragili di per sé stessi, è condizionata e favorita dalla presenza, in eccesso e qualitativamente anomala, di secrezione sebacea del cuoio capelluto; si accompagna in genere a desquamazione forforale (la cosiddetta forfora grassa).
Alopecia areata: si manifesta con la comparsa di una o più chiazze rotondeggianti del cuoio capelluto prive di capelli. Se non sì risolve spontaneamente entro pochi mesi l’affezione tende a progredire verso forme di alopecia totale.
Alopecia congenite: presente dalla nascita è quasi sempre associate a patologie.

Dall’alopecia bisogna ben distinguere il TELOGEN EFFLUVIUM,
Questo termine (telogen effluvium) significa caduta profusa dei capelli in fase telogen. Nel caso menzionato la percentuale di capelli in fase telogen, subisce un aumento che dal 10% circa può variare fino al 40% circa, provocando un diradamento diffuso. A volte il diradamento è più visibile e marcato nelle zone del vertice e temporali.

FORFORA E SEBORREA
E uno dei problemi più diffusi e fastidiosi: milioni di persone ne soffrono e spesso non ottengono risultati con i prodotti in commercio.
Le cause di formazioni della forfora sono in gran parte simili a quelle della seborrea: il problema dipende essenzialmente dalla formazione nel cuoio capelluto di sostanze irritanti (acidi a corta catena, aldeidi, chetoni, lipo-perossidi) derivati da auto-ossidazione degli acidi grassi insaturi (cosiddetti PUFA cioè Poly Unsaturated Fattv Acids) costituenti le normali secrezioni sebacee. Senza addentrarsi nei vari dettagli chimici e biologici di questo processo, si può sintetizzare che queste sostanze irritanti provocano da una parte irritazione delle strutture sebo-produttrici con contemporanea scomparsa delle normali attività antimicrobiche e sebo-statiche (seborrea), e dall’altra irritazione, prurito, disidratazione del Vepidermide, sviluppo abnorme della flora microbica nel cuoio capelluto, mitosi accelerate dello strato germinativo dell’epidermide con conseguente, abnorme desquamazione forfora.

E’ PERO OGGI POSSIBILE COMBATTERE CONCRETAMENTE QUESTI PROBLEMI CON SICURI RISULTATI.
Un preciso e metodologico trattamento dermocosmetico ed igienico con principi attivi e componenti naturali favorisce i seguenti risultati:
• un’azione scrostante e detergente;
• un’azione lenitiva e purificante delle strutture sebacee;
• un contenimento degli effetti negativi indotti da batteri e miceti;
• la prevenzione dei processi di auto-ossidazione degli acidi grassi insaturi (PUFA) mirando così ad una normalizzazione dei processi germinativi e sebacei dei cuoio capelluto con la conseguente scomparsa della forfora e/o della seborrea.

RIMEDI FINORA ADOTTATI
finora si è intervenuto praticamente con tre sistemi:
a) DIFESA E PREVENZIONE: nei limiti dei possibile attraverso lozioni (spesso di scarsa efficacia) e la pulizia dei cuoio capelluto con vari shampoo. Tali sistemi abbinati ad altri più sofisticati metodi moderni (ad esempio laser terapia e particolari diete alimentari) possono nella maggioranza dei casi rallentare e talvolta anche bloccare, la caduta patologica dei capelli. Non sembrava comunque possibile recuperare i capelli con bulbo atrofizzato: nei migliori dei casi la situazione rimaneva quella al momento della cura.
b) PROTESI: con un intervento puramente meccanico, si coprono zone calve con toupets, parrucchini ecc. Sono noti a tutti gli svantaggi ditali soluzioni:
alti costi, sostituzioni nel tempo, progressiva differenza nel colore con i propri capelli, spesso precaria stabilità, antiesteticità.
e) TRAPIANTO CHIRURGICO: recentemente il trapianto chirurgico ha ovviato ad alcuni di questi problemi ma rimane sempre, oltre al costo ed al trauma dell’intervento, il grave problema dei possibile rigetto e la ripetizione dell’intervento comunque dopo alcuni anni.

UNA CONCRETA POSSIBILITA’: IL RINFOLTIMENTO DEI CAPELLI
Non si tratta assolutamente di una speranza, ma di una realtà constatata e documentata nella maggioranza assoluta dei casi.
Non solo la soluzione al problema della caduta dei capelli ma anche una rivitalizzazione dei bulbi atrofizzati con progressiva produzione pilifera e rinfoltimento, sono i risultati che è possibile ottenere.
I bulbi piliferi dei cuoio capelluto che non producono più il capello appaiono come “quiescenti” e sembra tendano a morire completamente solo dopo molti anni di calvizie totale.
Infatti è stato verificato che possono riprendere una loro funzione germinativa: comincerà a spuntare una peluria poco pigmentata a ciclo vitale breve che verrà via via sostituita da capelli più robusti e pigmentati e così, con i tempi fisiologici necessari, tenderà a ripristinarsi un normale ciclo vitale. Non si tratta di un evento miracoloso che in un attimo porta la chioma ai livelli dell’adolescenza, però, soprattutto in persone giovani, si è riscontrato spesso un rinfoltimento in percentuali eccezionali anche in breve tempo.

Cosa favorisce la crescita di nuovi capelli
La salute, la crescita normale e continua dei capelli dipendono esclusivamente da un perfetto equilibrio delle funzioni germinative, sebacee ed in generale biologiche dell’insieme dei complesso pilifero, cutaneo ed epidermico dei cuoio capelluto.
Quando questi equilibri vengono compromessi è utile e importante operare degli opportuni interventi igienico-cosmetici che favoriscono la normalizzazione delle varie funzioni con l’apporto dei precisi e dosati elementi naturali essenziali alla vita dei capello, e cioè:
• interventi di pulizia e detersione delle impurità e degli eccessi di sostanze oleose o grasse;
• apporto di ossigeno e di complessi nutritivi con l’irrorazione sanguigna;
• apporto di indispensabili sali minerali (specialmente ferro, rame, zinco, zolfo);
• apporto delle vitamine assolutamente necessarie (specialmente le vitamine A, E, C, B, B6, PP, H).

La forma cosmetica più valida per gli interventi necessari è costituita dalla lozione a moderato tenere alcolico e dallo shampoo idoneo. Sono senz’altro controindicati tutti quei prodotti che contengano elementi chimici dannosi e che non rispondono ai seguenti requisiti:
• non devono soffocare il follicolo pilifero;
• non devono risultare troppo astringenti, limitando la circolazione capillare sanguigna;
• non devono denaturare le proteine delle cellule cutanee;
• non devono danneggiare il mantello idrolipidico cutaneo;
• non devono indurre un effetto secondario di aumento della secrezione sebacea (effetto rimbalzo);
• devono avere un PH iso—epidermico cioè fisiologico.

Quanto riportato sopra illustra sinteticamente i principali processi della vita e delle disfunzioni dei cuoio capelluto alla luce delle varie recenti conoscenze in materia.

La conoscenza di questi processi e di questi problemi permette anche di indicare, su basi più concrete, gli ideali interventi in campo dermocosmetico.

IL TRATTAMENTO TRICOLOGICO RADICCHIO
Il trattamento Radicchio, di precisa funzione dermocosmetica, è stato messo a punto da un barbiere Trevigiano, ormai famoso per questo, MarioLorenzin. Nel 1975, vedendo pian piano sfoltire i propri capelli e deluso da ogni altro intervento provato, decide di trovar da solo una soluzione cominciando, dopo accurati studi, da un’infusione di un particolare tipo di radicchio, da qui il nome da Lui dato al trattamento, che è stata poi via via integrata, modificata e migliorata negli anni successivi. Nel 1979 arrivarono i primi entusiasmanti riscontri; finalmente aveva trovato la sperata soluzione. Iniziò subito il trattamento ai propri clienti: i risultati furono eccezionali soprattutto da un punto di vista estetico. Da allora iniziò una fase di seria sperimentazione, con fotografie, documentazioni e riscontri, coadiuvato da altri barbieri in varie zone. I successi sono stati sorprendenti; anche personaggi popolari e importanti sono venuti da lui per questo trattamento; giornali, anche esteri, gli hanno dedicato molti articoli. Oggi il trattamento può considerarsi a punto, centinaia e centinaia di persone lo hanno adottato con esiti senz’altro positivi, verifiche antiallergiche sono state fatte, i risultati si mantengono e migliorano nel tempo, senza controindicazioni,

EFFICACIA E MECCANISMO D’AZIONE DELLA LOZIONE RADICCHIO NEL TRATTAMENTO DI ALOPECIA ANDROGENETICA
Gli ingredienti attivi contenuti nel “Cichorium Intybus” sono stati studiati per valutare la loro efficacia nel trattamento dell’alopecia androgenetica e per la cura del capello.
I loci del DNA geneticamente programmati del recettore citosolico del bulbo del capello, che sono portatori del carattere dell’alopecia androgenetica è stato già parzialmente dimostrato dalla presenza del gene responsabile per il carattere.

Una terapia efficace deve avere la capacità di ridurre la trasformazione intrafollicolare del diidrotestosterone e prevenire la captazione recettoriale, esercitando simultaneamente un’attività sull’adenil-ciclasi-CAMP-proteinachinasi-glicolìsi e sul metabolismo energetico del tricocheratinocita.

A questo scopo, il Servizio Tricologico, al Centro Resnati, Ospedale San Raffaele, Milano, ha intrapreso una ricerca sull’efficacia di un estratto di “Cichorium Intybus” in una soluzione glicoalcolica in un trattamento di un maschio (2° e 3° grado Hamilton) e una femmina (1 °e 2° grado secondo Luddwing) ‘affetti” da alopecia androgenetica (perdita di capelli). Lo studio venne realizzato in condizioni di doppio cieco contro una soluzione nota (placebo) usata come controllo, su un totale di 30 pazienti. I risultati ottenuti durante la ricerca sugli effetti del prodotto hanno dimostrato l’efficacia dei suddetti principi attivi non sistematici nel trattamento dell’alopecia androgenetica, in modo particolare la sua capacità di modificare i principali parametri coinvolti nel processo. Infatti, c’è una singolare modifica nei valori registrati per la percentuale dei bulbi in anagen e del rapporto anagen/telogen delle regioni frontali/vertice del capo, avvalendoci dell’uso del fototricogramma. Significante è anche l’incremento del capello situato nell’ area frontale/ vertice del cuoio capelluto. Il diametro del fusto del capello, è certamente uno dei più indicativi parametri dell’attività della stimolazione del tricocheratinocita. Il principale valore di base di 0.05 mm cambia a 0.09 mm dopo il trattamento con un miglioramento del 48% nell’area frontale/vertice del capo.

GLI STUDI CLINICI EFFETTUATI
Al fine di valutare la reale efficacia e tollerabilità del Trattamento Radicchio nella cura delle disfunzioni del cuoio capelluto sono stati svolti degli studi clinici, che qui vengono brevemente riportati.

Lo studio eseguito dal Dottor Simioni Francesco, specialista in dermatologia e venereologia, ha preso in considerazione 50 soggetti, uomini e donne, d’età media 23,5 anni, che presentavano un’alopecia di tipo androgenetico ed altri ed altri sintomi ad essa correlati (seborrea, forfora grassa secca, perdita eccessiva di capelli).
Ai pazienti è stato applicato il Trattamento Radicchio per tre mesi, seguendo le modalità d’impiego date dal produttore e durante questo periodo essi sono stati seguiti e visitati dal Dottor Simioni. Al termine dell’esperimento è stata redatta una valutazione finale:

“I fenomeni in oggetto del nostro studio, ed in modo particolare l’alopecia di tipo androgenetico sono conseguenza di una particolare situazione costituzionale, non reversibile. Ciò nonostante i risultati che abbiamo ottenuto possono considerarsi soddisfacenti; infatti, le percentuali di miglioramento dei tricogrommi (analisi computerizzata del copillizio) dopo tre mesi variano:
-per la fase ANAGEN del 35%;
– per la fase TELOGEN del 60%.
Abbiamo inoltre apprezzato un netto miglioramento dell’untuosità e della forfora e un parallelo incremento della crescita dei capelli a partire dal terzo mese circa. Il trattamento in esame è quindi da considerare valido, e, se condotto con costanza, rappresenta un pilastro contro l’evoluzione irreversibile verso la calvizie’ Dott. Simioni Francesco

Un secondo studio è stato condotto presso il Servizio Medico di Tricologia dell’Ambulatorio Resnati dell’ospedale San Raffaele dì Milano, sotto la responsabilità del Dottor Fabio Rinaldi.
In questo caso sono stati reclutati 26 soggetti d’ambo i sessi, d’età compresa tra i 18 e i 50 anni, che presentavano casi d’alopecia androgenetica. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: il gruppo A è stato trattato con il Trattamento Radicchio, il gruppo B è stato trattato con una lozione placebo, fornita dallo sperimentatore.
Per tutta la durata dell’esperimento (3 mesi) i soggetti sono stati sottoposti ad una serie di accertamenti clinici e strumentali (valutazione dermatologica dello stato della cute e del capillizio, tricogramma, valutazione microscopica del fusto dei capelli, sebometria, valutazione del pli cutaneo) che sono serviti a compilare una valutazione finale:

“La differenza tra i dati ottenuti nel gruppo A (principio attivo) e gruppo B (placebo) è evidente: i risultati positivi nel gruppo A raggiungono circa il 90% rispetto il 20% del gruppo trattato con placebo.
Senza dubbio è possibile concludere che l’applicazione costante della soluzione testata è stata in grado di:
– Arrestare la caduta dei capelli;
– Aumentare il numero dei bulbi in fase anagen;
– Ridurre i bulbi in fase anagen distrafica;
-Aumentare il diametro dei fusti con effetti positivi sull’alopecia androgenetica maschile e femminile”. Prof. Rinaldi Fabio

LA LOZIONE RADICCHIO
La Lozione Radicchio è un infuso idroalcolico (a modesto volume anidrico) di un particolare tipo di radicchio miscelato con altre selezionate erbe fresche: la mistura, esattamente dosata, viene lavorata sotto infuso a freddo per oltre 40 giorni in vasche speciali.
La lozione risultante è cosi alla fine satura di un completo insieme di vitamine, sali minerali e vari principi attivi derivati naturalmente dagli ingredienti vegetali freschi utilizzati.
E’ importante sottolineare che la Lozione Radicchio non contiene assolutamente composti chimici addizionati, estratti industriali vegetali (come quasi tutti i prodotti in commercio), conservanti, coloranti e profumi. E’ perciò un prodotto assolutamente puro e naturale (l’alcool stesso contenuto è
derivato esclusivamente dalla distillazione artigianale di prodotti vegetali) che attraverso particolari azioni igieniche e dermocosmetiche:
dissolve e pulisce le impurità ed i depositi eccessivi;
contribuisce ad ostacolare auto ossidazione degli acidi grassi insaturi;
favorisce il ripristino dell’equilibrio idro-lipidico cutaneo;
ostacola cosi l’eccesso seborroico e la formazione della forfora;
promuove l’apporto, attraverso il massaggio ed una maggior irrorazione sanguigna, degli essenziali elementi nutritivi per una vitale funzione germinativa dei bulbi dei capelli.

La lozione favorisce così il crearsi delle condizioni idonee alla regressione del processo di caduta dei capelli, al ristabilirsi del normale ciclo vitale dei capelli e specialmente al rinfoltimento dei capelli. I risultati, soprattutto estetici, possono essere sbalorditivi: in persone giovani sono solitamente rapidi, in persona anziane, soprattutto se affette da calvizie di lunga data, più lenti anche se concreti.

LO SHAMPOO RADICCHIO
Per coadiuvare nel modo più valido l’efficacia della Lozione Radicchio è stato indispensabile studiare e mettere a punto uno shampoo speciale delicato di alta qualità senza controindicazioni verso tutte le specifiche caratteristiche della lozione stessa e con precise proprietà iso-epidermiche.

Infatti lo Shampoo Radicchio, non solo non inibisce le azioni della Lozione ma, soprattutto:
• rispetta l’equilibrio lipidico del cuoio capelluto e dei capelli essendo a PH fisiologico;
• non induce ad un incremento della secrezione sebacea secondaria (effetto rimbalzo);
• non irrita gli strati più esterni dell’epidermide;
• non inibisce gli enzimi delle cellule cutanee;
• non elettrizza i capelli possedendo tensidi non ionici.

Pertanto, per questa sue caratteristiche, può essere tranquillamente usato, non solo nel trattamento dermo-cosmetico con la Lozione, ma ogni volta si desidera. Anzi ne è consigliabile l’uso il più spesso possibile: più il cuoio capelluto è libero e pulito più facilmente si instaurano i processi di normalizzazione e più facilmente si mantengono e migliorano i risultati conseguiti.