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LAPACHO: utile contro candida, cistite ed altre infezioni

IL LAPACHO, TINTURA MADRE SPAGIRICA: un valido aiuto per candidosi, disbiosi intestinale, intolleranze alimentari e allergie.

(fonte: Laboratorio Di Leo)

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Il Lapacho è un albero sempreverde originario delle foreste pluviali, ma predilige regioni più fresche, come le montagne del Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù.

Gli indigeni sudamericani e gli Incas lo hanno usato per migliaia di anni, considerandolo una vera e propria panacea per trattare una grande varietà di patologie, che andavano dalla dissenteria, alla febbre, ai morsi di serpente e anche per curare certi tipi di tumore. Utile in presenza di funghi, micosi, candidodisi, muffe, aiuta contro i radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes, e rafforza il sistema immunitario.

Il Lapacho è una delle migliori piante per la purificazione dell’organismo, per ottimizzare e rinforzare l’importante funzionamento sia del sistema linfatico che del sistema immunitario.

Il Lapacho appartiene alla famiglia delle Bignoniacee. Si tratta di alberi lignei di medie e grandi dimensioni, con tronchi molto robusti. I fiori sono gialli con varietà rosa, rossi, purpurei; il frutto è una lunga capsula legnosa con all’interno dei semi alati; nei vasi è contenuta una polvere gialla (lapacholo). Il Lapacho è anche noto col nome portoghese di PAU D’ARCO, che significa “bastone per archi” e con altri nomi comuni (popolari) quali ipe roxo, tecoma curialis. Le specie più usate a livello terapeutico sono la Tabebuia impetiginosa, la Tabebuia heptaphylla e la Tabebuia avellanedea.

COSTITUENTI ATTIVI

La parte interna della corteccia (floema) è quella che dà i risultati terapeutici migliori. I costituenti principali di questa pianta sono 18 chinoni che comprendono sia naflachinoni (fattori-N) che antrachinoni (fattori-A). Tra i naflachinoni troviamo il lapacholo, il lapachone e lo xiloidone con azione battericida e flingicida. Il lapacholo fu isolato dal ricercatore E.Paterno nel 1884 e manifesta una elevata attività antivirale contro l’Herpes simplex di tipo I e Il e parecchi virus influenzali; interviene anche nelle ulcere peptiche e gastriti indotte da stress.

Altri componenti sono la quercetina, il lapachenolo, il carnosolo, gli indoli, il coenzima Q, alcaloidi come tecomina, acidi idrossibenzoici e saponine steroidee. L’acido tannico è utile contro le affezioni del cavo orale. La quercetina è un bioflavonoide con elevata azione antinfiammatoria ed ha un’elevata attività come inibitore del rilascio di istamina nei confronti delle cellule esposte ad allergeni Altri composti sono la vanillina, l’acido vanillico (ac. 4-idrossimetossibenzoico), composto antinfiammatorio topico e inibitore della tirosinasi, l’ac. Veratrico (ac. 3,4- dimetossibenzoico) e la verataldeide, con una debole attività di stimolatore della fagocitosi dei granulociti e una notevole attività di stimolazione dei linfociti. Molteplici sono i campi di azione del Lapacho.

La forma migliore di estrazione dei principi attivi delle piante è la Tintura Madre Spagirica. I rimedi spagirici sono diversi dalle tinture, dai decotti e dalle tisane. La preparazione spagirica apre la pianta e reintegra i vari componenti dopo un processo di separazione e di purificazione. Le qualità di una tintura spagirica vanno ben al di là delle prescrizioni generiche di una pianta, poiché con delle manipolazioni particolari vengono messe in evidenza qualità latenti, maggiormente esaltate rispetto ad un procedimento normale. Per esempio, una tintura spagirica è ricca dei sali della pianta dato che essa viene calcinata e le ceneri aggiunte al preparato.

Il fondamento essenziale è che ogni preparazione spagirica contiene al massimo grado le forze guaritrici della pianta o delle piante usate.

Il termine SPAGIRIA viene dal greco e la reale etimologia della parola vuol dire “sapere estrarre da un ente i doni divini”, in altri termini significa sapere estrarre, usando un termine dell’alchimia medievale, gli ARCANA dagli individui di natura, la loro parte più sottile, le forze archetipiche, le energie divine che li sostengono. Le piante non sono quindi solo portatrici di “principi attivi” ma “simbolo” di una o più finzioni planetarie e potenzialità zodiacali e come tale sono l’espressione materiale di determinate forze che hanno concorso a formare la pianta e tutti i suoi costituenti in modo globale. Le preparazioni spagiriche migliorano con il passare del tempo. Non ci sono problemi, come con tanti rimedi omeopatici che non possono essere assunti con menta, canfora, caffè, ecc.

La SPAGIRIA è una medicina energetica dolce senza controindicazioni perché agisce in profondità senza presentare alcun fenomeno di aggravamento o di recrudescenza. La posologia in genere è di 7 gocce per una, due o tre volte al giorno, da assumere direttamente in bocca o in acqua o in tisana, preferibilmente prima dei pasti. In alcuni casi si può arrivare a 14 o 21 gocce per 3 volte al giorno.

Il ritmo di assunzione è importante come pure è importante il momento del contatto e l’inizio della cura. In linea generale con i rimedi che servono per drenare e disintossicare l’organismo è consigliabile iniziare la tempia in luna calante; con i rimedi volti a potenziare, dare tono ed energia all’organismo, va meglio la luna crescente. I rimedi spagirici hanno palesi risultati positivi sull’organismo perché agiscono su più piani. Essendo rimedi essenzialmente basati sulla liberazione e purificazione dell’energia latente degli archetipi presenti nelle erbe hanno influenza sul piano psichico (emotivo e mentale), sul piano energetico e quindi, curando la causa dei disturbi, sul piano fisico. Il Lapacho rientra in molti schemi di fitoterapia per il trattamento dell’affaticamento cronico, delle allergie e delle affezioni micotiche.

L’uso del Lapacho nella terapia per la sindrome allergica e micotica risale al 1983; si trattava di un soggetto che manifestava un’ipersensibilità ai prodotti chimici e a varie specie fungine con conseguenze a livello celebrale da essere costretto a rimanere in casa. L’uso del Lapacho permise una notevole riduzione delle sue manifestazioni allergiche. Nei soggetti con manifestazioni micotiche accade spesso che nella prima fase di terapia si abbia una riacutizzazione dei sintomi che poi scompaiono dopo un certo periodo di tempo.

Questo problema è dovuto alla presenza di cellule morte che si riversano nella circolazione sanguigna dando manifestazioni di tipo allergico. Dai vari studi si è potuto dedurre che i soggetti che si sottoponevano a terapia col Lapacho via via diventavano più resistenti agli agenti chimici, alle allergie alimentari e agli attacchi fungini; si assisteva anche a una diminuzione delle eruzioni cutanee e delle micosi a livello delle unghie. È comunque importante tener presente che il processo di guarigione è graduale e richiede molti mesi. Il problema delle micosi oltre ad essere collegato a persone con sindromi allergiche, riguarda anche quelle persone affette da immunodeficienze, diabete mellito, oppure persone che hanno subito trattamenti con farmaci immunosoppressori (antibiotici e glucosteroidi) e anche donne che fanno uso della pillola anticoncezionale.

E’ noto che l’uso dei cateteri intravenosi, gli antibiotici, la chemioterapia e livelli elevati di zucchero nel sangue offrono le condizioni favorevoli per la diffusione della infezione da Candida. La Candida è appunto un fungo patogeno in quei soggetti che presentano carenze di neutrofili (che sono i globuli bianchi reputati a fagocitare appunto gli agenti patogeni); oppure in quei soggetti affetti da carenza di linfociti T; spesso si hanno Candidosi disseminate o localizzate in quei soggetti che pur avendo un numero di Linfociti T nella norma presentano un mal funzionamento nella loro reattività.

Il Lapacho rientra nella terapia micotica proprio per la sua capacità di stimolare e reintegrare il sistema immunitario.

La Candida albicans è la primaria causa di fenomeni allergici e intolleranze I problemi causati da lieviti, muffe e funghi, sono estremamente diffusi; spesso sono sottovalutati, talvolta ignorati. La maggior parte delle persone colpite, infatti, non ne è consapevole. La Candida albicans è responsabile di tutta una serie di disturbi tra cui vaginiti e irritazioni cutanee. Se questo fungo riesce a moltiplicarsi, può provocare una serie lunga e complicata di sintomi, come cefalea, irritabilità, problemi digestivi, allergie e depressione e soprattutto allergie e intolleranze alimentari. Nei soggetti con un sistema immunitario seriamente compromesso i lieviti possono entrare nel flusso sanguigno e risultare nocivi. Purtroppo non è sempre facile individuare una proliferazione di lieviti. La Candida albicans si trova naturalmente nelle membrane mucose dei tratti gastrointestinale e genito-urinario e sulla pelle. Nel 99% di noi i lieviti iniziano a formarsi nel corpo dall’età di sei mesi.

La Candida condivide l’intestino insieme a miliardi di batteri “buoni” che svolgono molte funzioni necessarie, come quella di produrre vitamine e abbassare il colesterolo e con questi compete per spazio e nutrimento. Se abbiamo sufficiente flora intestinale, il nostro organismo riesce a mantenere sotto controllo i lieviti. In una persona sana il lievito Candida è presente in quantità limitate. Se la Candida inizia a dominare l’ambiente intestinale, i soggetti sviluppano sintomi caratteristici come bruciori di stomaco, flatulenza, meteorismo, prurito anale e vaginite. Con l’indebolimento delle difese immunitarie, la Candida e altri funghi estendono l’infezione a nuove parti del corpo, causando il piede d’atleta, infezioni sulla cute e sulle unghie. Sebbene i lieviti non possano invadere i tessuti del corpo direttamente come fanno batteri e virus, formano, come altri funghi, strutture simili a radici che penetrano nel rivestimento dell’intestino.

Il danno provocato permette alle proteine alimentari non del tutto digerite di entrare nel flusso sanguigno, il corpo le scambia per antigeni e risponde sviluppando una reazione allergica verso quel particolare alimento. Le persone affette da Candida sono spesso affette da varie intolleranze alimentari, una condizione che crea un circolo vizioso di soppressione di difese immunitarie, ulteriore sviluppo della Candida e di allergie. Con il progredire della candidosi, le cellule di lievito si attaccano alla superficie delle membrane mucose formando una colonia e trasformandosi in un micelio lanuginoso (simile alla muffa sul pane). Man mano che le radici penetrano nei tessuti in cerca di sostanze nutritive, i lieviti producono tossine che danneggiano i tessuti e provocano infiammazioni.

Quando i sottoprodotti tossici dell’infezione da lievito iniziano a circolare nel flusso sanguigno i sintomi si manifestano anche in parti distanti del corpo, provocando disturbi molto diversi tra loro come asma, sinusite, lupus, sindrome premestruale, persino calcoli renali. I sintomi dipendono dall’organo colpito dalle tossine, quindi un danno al cervello provoca confusione nei pensieri, mentre un danno alla pelle causa prurito e irritazioni. Quando il sistema immunitario è compromesso il corpo diventa ipersensibile a sostanze chimiche comuni come gas di scarico, profumi, pesticidi, additivi alimentari, anche se presenti in piccole quantità.

Nella così detta “candidosi” si riscontra un’ampia gamma di sintomi che si presentano in maniera più o meno accentuata quali artrite, asma, cistite, emicrania, cefalee, blocco delle giunture, meteorismo, gonfiore, colite spastica, afte, lesioni e eruzioni della pelle, stipsi cronica o diarrea, letargia, irregolarità ormonali, dolori muscolari cronici. A questi si aggiungono poi stati mentali ed emotivi quali ansia, depressione (molto diffusa), calo della memoria, irritabilità fino ad arrivare a casi estremi di schizofrenia. Purtroppo non è facile fare diagnosi di candidosi; l’esame più accurato che dà un 92% di riuscita è oggi il CEIA (Candid Sphere Enzyme Imniunoassay). Studi accurati hanno dimostrato che spesso la “sindrome da allergia totale” può avere origine da questo fungo.

Questa patologia si sta diffondendo largamente sotto il nome di “malattia del XXI SECOLO”, “sensibilità multipla agli agenti chimici” e “malattia ambientale”, e ne sono colpite soprattutto le donne (il 70-80% dei soggetti) e può presentare questa sintomatologia, più o meno evidente: affaticamento, intontimento, asma, ipersensibilità alle infezioni fungine, cefalea, mal d’orecchi, congestione mentale, mal di schiena, depressione, perdita della memoria a breve, difficoltà di apprendimento, raffreddori frequenti, disfunzioni del sistema immunitario, respiro corto, dolore alle giunture e ai muscoli, scoordinamento dei movimenti, emicrania, sonnolenza, eruzioni cutanee, spasmi, gonfiori dell’apparato digerente, stipsi, diarrea, indigestione, tachicardia, intolleranza al freddo, vertigini, capogiri, intolleranza all’alcool, visione sfocata. Si è dimostrato che le tossine della Candida producono all’interno dell’organismo molti sintomi che normalmente sono associati alla sindrome da allergia totale, per es., paralisi alle estremità, lesioni agli organi, edema, trasformazione a livello celebrale.

Gli allergologi stanno registrando un aumento di individui che non possono più indossare indumenti con fibre sintetiche, mangiare prodotti industriali, bere acqua dal rubinetto, tenere in mano un giornale, usare detersivi o detergenti, fino ai casi più gravi di non poter respirare senza l’ausilio della maschera; e si ipotizza che alla base di tutto ciò ci sia l’incapacità dell’organismo di difendersi dagli attacchi della Candida.

L’arma principale è l’alimentazione: Preferire cereali integrali; evitare lo zucchero, i carboidrati raffinati e le patate. Contro le voglie di dolci: mangiare alimenti ricchi di proteine come toffi al forno. I cibi da limitare sono: dolciumi, frutta secca e molto dolce, patate, funghi, ketchup, salsine varie industriali, tutti i superalcolici, cioccolato, caffè, formaggi fermentati, aceto. Nel 1985 si iniziò a parlare di “malfùnzionamento del sistema immunitario” (ISD: Immune System Dysregulation) racchiudendo così le disfunzioni immunologiche, sia rapide che graduali, dovute all’azione delle tossine della Candida.

Questo malfunzionamento riguarda soprattutto i linfociti T che possono essere ridotti come numero oppure mal funzionanti e come conseguenza anche i linfociti B (quelli che secernono anticorpi) hanno maggiori difficoltà a individuare le sostanze tossiche per l’organismo. Soggetti con candidosi vaginali presentano un soppressore linfocitario, la cui produzione sarebbe indotta dal fungo stesso, il quale veniva a ostacolare i linfociti T helper nella reazione contro il fungo. Anche nei soggetti con sindrome da affaticamento cronico si sono riscontrate riduzioni nel numero di linfociti T CD4+ (o linfociti T helper) i quali erano stati indotti a lasciare il flusso sanguigno e a incorporarsi nei tessuti forse in seguito a fattori neuroormonali o per esposizione a qualche agente infettivo. Il trasferimento di questi linfociti T dal flusso sanguigno ai tessuti potrebbe anche essere responsabile di alcuni sintomi della sindrome da affaticamento cronico, quali i dolori articolari e muscolari e la dolenza dei linfonodi proprio perché questi linfociti T helper all’interno dei tessuti rilasciano messaggeri chimici in grado di causare dolore e lievi infiammazioni. Poiché la maggior parte dei soggetti affetti da malattia ambientale, sindrome micotica e sindrome da affaticamento cronico manifestano gli stessi sintomi come affaticamento, diarrea o stipsi, si può ipotizzare che alla base di queste patologie vi sia lo stesso problema che riguarda i linfociti T, per cui un’attivazione del sistema immunitario potrebbe essere risolutiva.

Il Lapacho stimola le cellule del sistema inununitario note come macrofagi che svolgono un molo primario nella resistenza contro la Candida a fianco dei linfociti T e B. Soffrire di allergie ricorrenti o croniche diminuisce la qualità della vita e può limitare notevolmente le possibilità di scegliere un lavoro o uno sport, lo svago , e la vita sociale. Chi soffre di allergie o di intolleranze alimentari è in numerosissima compagnia. Alcune stime ipotizzano che, oltre il 15% degli italiani soffre di qualche forma di allergia o intolleranza e che il fenomeno tende ad aumentare.

Uno studio eseguito in Danimarca, ha evidenziato che le allergie sono raddoppiate in 10 anni. Tali disturbi, però, non sono affatto ineluttabili. Molto può essere fatto per prevenirli. Esistono numerosi approcci terapeutici, tra i quali la fitoterapia, per tornare a stare veramente bene, senza più dipendere esclusivamente dai farmaci, con il rischio di pesanti effetti collaterali.

Come si diventa intolleranti

Il sistema immunitario si trova in ogni parte del nostro corpo. Lo troviamo subito in bocca , tra le mucose e nella saliva. Poi più avanti nel tratto digestivo, lungo le pareti intestinali. Poi nella milza e in tutti gli organi depuratori. Soprattutto è presente in ogni goccia di sangue. Sembra persino che noi disponiamo di “antenne” speciali, collegate al nostro cuore e al sistema nervoso, grazie alle quali il semplice contatto di una sostanza può scatenare una reazione.

Il lavoro del sistema immunitario è, quindi, molto vario e sono diversi i fattori che possono intralciarlo:

  1. Sovraccarico di tossine
  2. Carenze di micronutrienti vitali
  3. Eccesso di lavoro in circostanze difficili.

Prendendo in considerazione il punto 3, quando c’è in atto un’infezione il sistema immunitario deve alzare la temperatura corporea per impedire il moltiplicarsi di virus e di batteri, deve cioè produrre un maggior numero di cellule “killer” predisposte a eliminare gli “invasori” dal nostro organismo per evitare l’intossicazione. Circostanze difficili sono soprattutto – rialzi febbrili – gastroenteriti acute – ferite o traumi , tra cui interventi chirurgici – terapie a base di cortisone – uso intensivo e prolungato di antibiotici – uso prolungato di antinfiammatori – parassitosi intestinali e candidosi – alcune infezioni virali – gravi e prolungati stress fisici o emotivi – disturbi digestivi in particolare pancreatici – intolleranze alimentari preesistenti e non curate. Il sistema immunitario è costituito da vari tipi di globuli bianchi (o leucociti) che hanno il compito di combattere e prevenire le infezioni. Vi sono due tipi di globuli bianchi: granulociti e agranulociti, caratterizzati dalla presenza o meno di granuli. I granulociti a seconda della colorazione assunta con l’uso di specifici coloranti si dividono in: eosinofili, basofili (mastociti) e neutrofili.

Ciascun tipo di granulocita partecipa in modo diverso ai meccanismi di difesa. Gli eosinofili neutralizzano l’istamina, i basofili la rilasciano e i neutrofili sono fagocitari in quanto ingeriscono batteri e altre sostanze estranee; producono anche lisozima, un enzima in grado di attaccare le cellule batteriche degradandone la parete cellulare. Linfociti e monociti sono sprovvisti di granuli; i linfociti sono direttamente coinvolti nelle difese immunitarie, mentre i monociti sono precursori delle cellule fagocitarie più potenti, i macrofagi.

Quando il sistema immunitario è pienamente impegnato è bene riposare e mangiare in modo estremamente leggero e digeribile anche dopo due settimane dalla scomparsa dei sintomi. Infatti, nei momenti di massima all’erta il sistema immunitario ha tutte le sue armi pronte e tende ad avventarsi anche su chi fino a quel momento era riconosciuto come un amico o una sostanza neutra. Il problema è che da quel momento in poi rimane “una memoria” del fatto, un po’ come il file in un computer: ogni volta che questa sostanza viene nuovamente introdotta nell’organismo il sistema immunitario è allertato. Se si tratta di un alimento che consumiamo quotidianamente, ciò costituisce un dispendio notevole di lavoro e di energia in quanto egli vive come se fossimo perennemente malati e produce sostanze infiammatorie, soprattutto istamina, che si diffondono facilmente in tutto il corpo. Questo surmenage può indebolirlo, per cui, nel tempo, non reagisce più a dovere alle vere situazioni di pericolo.

Ci sono una serie di alimenti con i quali il nostro sistema immunitario viene a contatto ogni giorno: latte e latticini, frumento nei vari prodotti da forno (pasta, pizza,biscotti, ecc.) pomodoro, carne suina, additivi alimentari, cioccolato. L’intolleranza si forma per questa concomitanza di fatti che portano ad uno stato di allerta continuativo. La terapia consiste proprio in questo: dare riposo al sistema immunitario. Gli bastano solitamente 3 giorni per riprendersi dalla sollecitazione e per accettare senza problemi la presenza della sostanza incriminata.

La differenza fra allergia e intolleranza è appunto questa: – nell’ALLERGIA la reazione si scatena entro pochi minuti dall’assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti (da 2-3 minuti a 30-120 minuti) ed è mediata immunologicamente e i sintomi sono scatenati dall’assunzione anche di piccole quantità dell’alimento responsabile. L’organismo del soggetto allergico a contatto con la sostanza (per lui) nociva attiva le Immunoglobuline di tipo E (dette IgE), una classe di anticorpi in grado di legarsi alla superficie dei mastociti e dei basofili, particolari cellule ricche di istamina (sostanza utile a combattere l’elemento sconosciuto all’organismo). Alla base delle malattie allergiche, pertanto, vi è un’alterazione dei normali meccanismi di difesa, che tendono ad azionarsi nei confronti di sostanze giudicate pericolose, al contrario considerate innocue dalla maggior parte della popolazione. – nell’ INTOLLERANZA si ha una reazione legata alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo di “tossine” nell’organismo che provoca sintomi sovrapponibili a quelli dell’allergia ma che si differenziano in quanto non interessano il sistema immunitario. L’intolleranza è legata alla quantità di cibo assunta (dose-dipendente) ed è determinata da particolari molecole che sono farmacologicamente attive e che sono presenti negli alimenti, oppure per disfunzione dell’apparato digerente o delle catene enzimatiche.

CHE COSA È L’ ALLERGIA

L’allergia è un eccesso di reazione difensiva del nostro corpo ad una sostanza ( di origine vegetale, animale o chimica — nel caso di sostanze naturali si tratta quasi sempre di proteine) che “normalmente” è innocua. Il nostro organismo produce costantemente degli anticorpi (sostanze specificatamente preparate) i quali si legano agli allergeni (sostanze che possono scatenare delle reazioni). Normalmente ciò avviene senza problemi. Solo la produzione eccessiva di anticorpi specifici, le immunoglobuline E (IgE) in risposta agli allergeni può definirsi reazione allergica. Gli anticorpi si attaccano alla superficie dei mastociti, una forma di globuli bianchi, li fanno scoppiare e li inducono a versare degli ormoni tissutali come istamina e serotonina. Questo processo induce delle infiammazioni con conseguente gonfiore, prurito, vasodilatazione, eczemi, eccessiva produzione di muco. Occorre un ripetuto contatto con l’allergene: al primo incontro non succede nulla, ma può essere innescato un processo che si manifesterà dopo alcuni giorni o dopo diversi. Quindi, un’allergia si acquisisce, anche con una certa predisposizione che può essere ereditaria, a causa di una disfunzione del sistema immunitario.

Quando questo viene rinforzato e regolato, anche un’allergia già manifesta può guarire. A influire negativamente sulle difese immunitarie, sull’insorgere delle allergie sono: – Alimentazione carente di alcune sostanze vitali; anche l’eccessivo consumo di dolciumi, carboidrati raffinati, grassi di qualità scadente o conserve contribuiscono a queste carenze. – Disbiosi intestinale: ricordiamo che buona parte del sistema immunitario risiede nell’intestino. La presenza di Candida albicans è un fattore che predispone all’allergia. – Assunzione di additivi alimentari di sintesi – Tossine ambientali come piombo, cadmio, anidride carbonica, nitrati nell’aria, nell’acqua e nel suolo. – Fumo, anche passivo (specie per i bambini) – Elettrosmog – Forte consumo di farmaci – Forte stress ( il sistema immunitario lavora a stretto contatto con il sistema nervoso centrale, quindi anche con il cervello).

Le allergie si manifestano principalmente laddove l’organismo entra in contatto con l’ambiente esterno: l’apparato respiratorio, la cute e l’intestino. Troviamo quindi: • la rinite • la congiuntivite l’asma • la dermatite atopica • le allergie gastriche e intestinali. Queste si possono manifestare “in solitaria”, come unico sintomo, oppure essere coopresenti in numero di due o tre, con diversi livelli di intensità. Chi soffre di rinite, infatti, quasi sempre soffre di congiuntivite e asma e non raramente manifesta anche la dermatite atopica, così come l’allergia alimentare si associa frequentemente a crisi d’asma e all’orticaria. Inoltre la componente genetica è importante nell’insorgenza delle reazioni allergiche. Uno studio scientifico di Krader, famoso immunologo, allarga la ricerca scientifica alle emozioni e dà spazio alla personalità e al vissuto personale come all’altra fondamentale causa delle allergie.

PERCHE’ IL LAPACHO E’ CONSIGLIATO A TUTTI

ab-04Il Lapacho può essere usato periodicamente come preventivo durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata.

La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica.

Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo. E quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilire le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario. Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali. Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

Il Lapacho può essere utilizzato nella prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

In sintesi:

1 Riduce il Dolore. La ricerca mostra che il decotto di Pau d’Arco ha il potere di ridurre naturalmente il dolore nei pazienti affetti da cancro e da altre gravi condizioni di salute. E’ infatti in grado di interagire con il processo sensoriale che fornisce i segnali che portano al dolore.

2. Contrasta la Candida. Il Lapacho ha una potente attività antifungina in grado di debellare la Candida. Il corpo produce normalmente la Candida in bocca, vagina, retto e intestino e in quantità normali rimane innocua; tuttavia, se l’equilibrio del pH naturale del corpo è sconvolto e la dieta è ricca di zuccheri, la candida inizierà a crescere rapidamente fuori controllo. Se si soffre di mal di testa, incapacità di concentrarsi, iperattività, sindrome da affaticamento cronico, dipendenza da zucchero e problemi di stomaco, si può essere affetti da una infezione da candida.

3. Riduce l’Infiammazione. Riducendo l’infiammazione nel corpo, si evitano gravi condizioni di salute come l’asma, l’artrite, il morbo di Crohn, la malattia di Alzheimer, il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete, la pressione alta, livelli elevati di colesterolo e il morbo di Parkinson. Uno studio del 2014 pubblicato su The Journal of Toxicological Sciences ha scoperto che il Pau d’Arco ha aumentato l’espressione dei geni Nrf2 bersaglio nell’intestino. Nrf2 è una proteina che regola l’espressione di proteine antiossidanti che proteggono contro il danno ossidativo innescato da lesioni e infiammazioni. Quindi è particolarmente utile per chi ha infiammazione intestinale.

4. Guarisce l’Ulcera. L’ulcera peptica inizia quando una debolezza nello stomaco o nel rivestimento intestinale permette all’acido di creare una erosione o danno nel rivestimento. E’ il tipo più comune di malattia dello stomaco ed è causata da un aumento dell’acidità gastrica derivante da stress, farmaci, dieta, fumo, alcol o Helicobacter pylori. Il sintomo più comune dell’ulcera è un dolore bruciante aggravato dall’acido dello stomaco che entra in contatto con l’area ulcerata. Uno studio 2013 pubblicato in Phytotherapy Research ha dimostrato che il Pau d’Arco accelera la guarigione dell’ulcera aumentando il contenuto di muco gastrico (fondamentale per proteggere le pareti dello stomaco) e la proliferazione cellulare che rigenera il tessuto.

5. Anticancro. Una delle proprietà più famose del Pau d’Arco è la sua capacità di combattere il cancro e alleviare il dolore associato al cancro. Uno studio condotto dal Dana-Farber Cancer Institute di Boston ha scoperto che il beta-lapachone, uno dei principali composti nel lapacho, è un potenziale rimedio da aggiungere alla chemioterapia in particolare per il cancro alla prostata. Un altro studio del 2002 ha concluso che il beta-lapachone è uno dei pochi farmaci antitumorali attualmente sotto inchiesta attiva, e potrebbe essere usato anche da solo per il trattamento del cancro: questo potente composto causato la morte delle cellule tumorali nei topi senza alcun effetto collaterale.

6. Antivirale e Antiparassitario. Per migliaia di anni il Pau d’Arco è stata usato come rimedio antivirale. E’ in grado di contrastare moltissimi virus, da quello del raffreddore all’herpes. Il beta-lapochone infatti inibisce gli enzimi nelle cellule del virus colpendo direttamente la sintesi del DNA e RNA. Il virus non è quindi più in grado di prendere il controllo sui processi riproduttivi della cellula così che non può né replicarsi nè infettare altre cellule.

7. Disintossica l’organismo. Il Pau d’Arco disintossica eliminando le sostanze tossiche come metalli pesanti, pesticidi, conservanti e persino residui di chemioterapia.

E’ quindi un valido aiuto per

  • Candidosi
  • Cistite
  • Disbiosi intestinale
  • Intolleranze alimentari e allergie
  • Malattie da raffreddamento (prevenzione influenza)
  • Aumento difese immunitarie
  • Tossine
  • Problemi digestivi
  • Malattie della pelle (applicato localmente con una garza)

Risultati immagini per Lapacho

http://www.erboristeriarcobaleno.it/allergie/

Linfa di copaiba dalla foresta amazzonica

Gli indigeni della foresta Amazzonica osservando la natura hanno appreso le benefiche proprietà della linfa di Copaiba e come la sua assunzione regolare depuri e rivitalizzi l’organismo umano.

Gli imponenti alberi della Copaiba sono in grado di sopravvivere nel difficile ambiente della foresta per secoli, perfettamente insensibili all’azione di funghi e batteri. Ma se li si priva della loro preziosa linfa questi alberi imponenti rinsecchiscono rapidamente e si ammalano facilmente. Questo processo ricorda con sorprendente analogia quanto avviene nel nostro organismo: anche il nostro corpo cresce sano e si mantiene in forma in un ambiente naturale. Ma sottoposto all’inquinamento continuo ed allo stress della vita moderna subisce l’azione nociva di radicali liberi e di altre sostanze dannose.

Come la scienza ha recentemente dimostrato, i primi segnali vengono proprio dalla matrice interstiziale e dal circolo linfatico che diventa lento, edematoso e non riesce più ad esercitare la sua benefica azione protettiva e drenante. Gli indigeni della foresta Amazzonica sono consapevoli di questo processo: osservando la natura hanno appreso le benefiche proprietà della linfa di Copaiba e come la sua assunzione regolare depuri e rivitalizzi l’organismo umano.

La sua azione è particolarmente attiva sul sistema digestivo e, in virtù del particolare metabolismo dei suoi composti (sostanze volatili e non), sul sistema respiratorio e sul sistema urinario. Per via esterna risulta viceversa un utile tonico e riequilibratore della pelle, agendo direttamente a livello di quella matrice interstiziale che è la causa principale degli squilibri della nostra cute. Nell’Amazzonia peruviana la linfa di Copaiba viene raccolta in maniera quasi sacra, in piccole quantità, secondo un metodo tradizionale, che non danneggia l’albero e ne preserva tutte le meravigliose proprietà rivitalizzanti.

INDICAZIONI D’USO REGOLATORE DELLA FUNZIONE DIGESTIVA
La capacità di rinforzare le difese dell’apparato gastrointestinale la rende particolarmente utile nel trattamento di disturbi cronici o di squilibri dietetici persistenti da lungo tempo, soprattutto nei casi in cui la funzione di questo apparato risulta indebolita. Ricerche scientifiche hanno dimostrato come la sua assunzione rinforzi le difese degli organi digestivi verso sostanze tossiche ed agenti estranei, aumentando le secrezioni delle sostanze protettive come il muco. In questa maniera la sua azione riequilibrante favorisce una funzione digestiva più fisiologica e naturale, risolvendo rapidamente fastidi e disturbi.

PREVENZIONE DEL DANNO DA AGENTI OSSIDANTI SUI TESSUTI DELL’ORGANISMO

Tale danno, dovuto all’accumulo di radicali liberi, è particolarmente marcato nei soggetti fumatori o in chi vive a contatto con sostanze inquinanti. La linfa di Copaiba agisce rivitalizzando la matrice interstiziale dei tessuti del nostro organismo, che è dove tali sostanze generalmente esercitano la loro azione dannosa, e riattiva la funzione linfatica. La sua azione antiossidante è risultata, in esperimenti di laboratorio, superiore a quella dei più importanti antiossidanti naturali in commercio.

PREVENZIONE DI DISTURBI DELLE VIE RES PIRATORIE, URINARIE E GASTROINTESTINALI
La linfa di Copaiba risulta attiva, in esperimenti in vitro, contro moltissimi batteri ed agenti virali. Questa azione diretta, associata alla potente azione antiossidante e rivitalizzante sulla matrice interstiziale, esercita un beneficio immediato in caso di disturbi da raffreddamento, urinari o a localizzazione gastrointestinale.

RIEQUILIBRATORE DELLA PELLE
L’azione drenante e quella riequilibrante agiscono in maniera sinergica nello stabilire le condizioni adeguate per liberare la pelle da impurità e dai piccoli e fasti- diosi disturbi che turbano la sua salute e bellezza. La capacità di agire direttamente a livello della matrice interstiziale permette di esercitare un’azione diretta sulle cause all’origine del disturbo.

CHI PUÒ TRARRE BENEFICIO DALLA LINFA DI COPAIBA?
Persone che presentano squilibri a livello cutaneo (acne, arrossamenti, disidratazione) e vogliono riequilibrarli in maniera rapida e naturale.

Chiunque voglia prevenire e risolvere rapidamente i disturbi da raffreddamento o urinari: l’azione tonica della linfa di Copaiba sulla matrice interstiziale rafforza e potenzia la funzione delle nostre difese. Persone che avvertono disturbi gastrointestinali principalmente dovuti ad una debolezza o incapacità di svolgere le naturali funzioni digestive. Chiunque avverta la necessità di riequilibrare il proprio organismo o il bisogno di agire contro l’usura che lo stress ossidativo e l’inquinamento esercitano conti-nuamente sul nostro corpo.

Depurarsi significa rinnovarsi

La depurazione dell’organismo diventa particolarmente importante in primavera. La primavera, in tutte le culture, è infatti il periodo del rinnovamento e della purificazione dalle scorie invernali. Non è infatti un caso che la Natura porti a maturazione proprio in primavera le piante più utili alla depurazione: Tarassaco, Carciofo, Cicoria, Crescione Bardana…

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L’argomento “depurazione dell’organismo” è uno di quelli che mette d’accordo la medicina naturale in tutte le sue espressioni con la tradizione medica occidentale che, infatti, non ha mai trascurato la necessità di purificare o purgare il corpo soprattutto in determinati periodi dell’anno o per riattivare le energie in vista della guarigione da una malattia.

Digiuni, purghe e salassi che oggi sono considerati di scarsa efficacia o tossici addirittura svolgevano la funzione di attivatori dei processi naturali di auto-guarione.
Erano accompagnati da diete specifiche, riposo, aria buona, attività fisica moderata e un po’ di svago. Una prescrizione medica semplice, ma in molti casi sufficiente a recuperare le energie e il buon umore e cioè a recuperare e rinnovare la salute psico-fisica.
Una completa azione depurativa dovrà essere rivolta alla stimolazione di tutti gli organi cosiddetti emuntori dell’organismo, cioè quelli deputati a disintossicare l’organismo da sostanze tossiche, sia provenienti da catabolismo cellulare sia introdotte dall’esterno con i cibi o i medicamenti: il fegato con la colecisti, i reni, l’intestino, i polmoni e la pelle.
Una formulazione bilanciata e sapientemente miscelata di erbe officinali è in grado di attivare il drenaggio dell’organismo, di ripulire il terreno, cioè la predisposizione patologica dell’organismo, e di solito è già in grado di per sé di attenuare la sintomatologia in atto.

Può seguire poi una terapia naturale specifica cioè mirata alla risoluzione del problema, che avrà di solito un decorso più rapido.
Questo trattamento disintossicante puro o disintossicante preparatorio ad un successivo altro trattamento può durare da un minimo di 15 giorni ad un massimo di un mese e potrà essere ripetuto durante l’anno secondo necessità individuali.

Le piante più utili sono parecchie, ma solo se potranno essere associate tra loro potranno permettere un’azione combinata globale. Non solo, ma un valido contributo depurativo viene anche dagli oligoelementi, che, associati a loro volta ai rimedi fitoterapici andranno a costituire un reale trattamento depurativo e ricostituente della perfetta forma del nostro organismo.

Papaya fermentata

Ogni stagione è indicata per una dieta disintossicante: nutrito di vitamine, il nostro corpo si rinforza e si prepara ai benefici influssi dell’estate. A tavola, tutto ciò che è verde e bianco (stiamo parlando di frutta e verdura, naturalmente) è ideale per sgonfiare e accelerare un ripulisti dagli eccessi che possono mettere alla prova apparato digerente, reni, fegato, intestino. Facciamoci aiutare anche da specifici integratori alimentari che depurano l’organismo, eliminando le scorie tossiche che si accumulano nel tempo.

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Per partire col piede giusto durante la giornata non dobbiamo trascurare il riposo. La primavera ha un effetto eccitante sull’organismo: l’aumento di ore di luce stimola la serotonina e la dopamina, che sono i neurotrasmettitori dello stress. Allo stesso tempo, diminuiscono i livelli di melatonina, che è legata al buio. Questo squilibrio può alterare sensibilmente la qualità del sonno. Dunque, per risincronizzare l’orologio biologico e favorire il riposo è utile reintegrare la melatonina dall’esterno, da sola o in abbinamento alla valeriana, che riduce i leggeri stati d’ansia.

Anche lo sport è un antidoto contro i disturbi legati al cambio di stagione perché aiuta il corpo e la mente a stare meglio. A differenza di quanto si possa pensare, infatti, è l’inattività a provocare stanchezza!
Infine, per fortificarsi niente meglio di un frutto esotico ricco di sostanze biologicamente attive come la papaya.

Usata come integratore, è un ottimo tonico del corpo e contribuisce ad aumentare l’energia fisica. Inoltre, stimola le difese immunitarie, aiuta a digerire e a contrastare i radicali liberi e apporta nutrienti utili per il benessere dell’intero organismo.
Se vogliamo purificare il nostro organismo la Papaya ci aiuta perché stimola l’eliminazione e lo smaltimento delle sostanze di scarto e purifica il sangue, effettua anche una sorta di pulizia dell’intestino, stimola gli organi emuntori, aiuta anche a ridurre il sovrappeso stimolando il metabolismo e aiutando a scomporre più velocemente le proteine, con beneficio per la digestione e con minor formazione di sostanze di scarto che l’organismo deve eliminare, perché tossiche.

Si ritiene anche che la Papaya abbia una sorta di azione “ringiovanente” per l’organismo, perché il suo effetto depurativo non si limita al canale alimentare, ma si estende anche alle altre cellule. Da alcuni studi effettuati recentemente si è notato, infatti, che l’uso della Papaya riduce l’incidenza di alcune malattie degenerative.

Gli aborigeni australiani conoscevano da secoli i benefici effetti della Papaya sull’organismo, ed essa costituiva un alimento chiave della loro dieta per la sua ricchezza di sostanze nutritive.
Grandi esploratori come Cristoforo Colombo, Marco Polo, Vasco de Gama e Magellano, al ritorno dalle loro spedizioni riferirono dell’uso della Papaya presso le popolazioni che avevano conosciuto. In particolare Colombo annotò nei suoi appunti l’uso della Papaya dopo i pasti per prevenire i problemi digestivi, mentre Marco Polo verificò la sua efficacia contro lo scorbuto (malattia causata dalla carenza di Vitamina C, anticamente diffusa fra i naviganti che stavano in mare moltissimo tempo senza potersi approvvigionare di cibi freschi).

Oggi sappiamo che queste azioni benefiche sono dovute al fatto che la Papaya contiene un enzima, la papaina, che ha un’azione proteolitica quindi è molto utile per migliorare la digestione; inoltre è ricchissima di Vitamina C (più dei kiwi e delle carote!) la cui carenza provoca lo scorbuto.

La Papaya contiene anche in gran quantità antiossidanti come selenio, flavonoidi, carotene e provitamina A, che l’organismo trasforma in Vitamina A; infatti questo frutto contiene più carotenoidi del pompelmo, dell’avocado, delle arance, del kiwi, delle banane, dei limoni e persino delle carote.

I carotenoidi principali sono il licopene e la B-criptoxantina, che insieme agli altri antiossidanti proteggono le cellule dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare, e dalle patologie legate alla degenerazione cellulare indotta appunto dai radicali liberi.

I flavonoidi regolano la permeabilità dei vasi sanguigni, quindi sono importanti per il microcircolo e per la circolazione del sangue in generale.

La Papaya, inoltre, è ricca di minerali, in particolare potassio, magnesio e calcio, in forma naturale biologica, assimilabile, utili per le ossa, soprattutto durante la menopausa per prevenire l’osteoporosi, e di enzimi, sostanze importantissime senza le quali la vita sarebbe impossibile, poiché essi entrano a far parte di tutte le reazioni chimiche che avvengono nell’organismo, rendendole compatibili con la vita. Essi sono definiti infatti “biocatalizzatori” perché attivano e favoriscono i processi fondamentali della vita stessa. La parola enzima deriva dal greco “zumé”, che significa “lievito”. Nel 1897 Eduard Buschner isolò il primo enzima dal lievito di birra e lo chiamò “Zimase”: vinse il premio Nobel.

Il frutto acerbo della Papaya contiene molti più enzimi del frutto maturo; i principali sono la papaina, la chimopapaina e la papaialisozima. Le vitamine, i minerali e gli oligoelementi di cui la Papaya è ricca, svolgono la cosiddetta funzione di “coenzimi”.
La moderna alimentazione spesso non ci fornisce un’adeguata quantità di enzimi, poiché la cottura e la conservazione impoveriscono i nostri alimenti di queste importantissime sostanze, mentre la Papaya, che ne è ricchissima, può fornircene in abbondanza.

Una particolare forma di assunzione della Papaya è la Papaya fermentata, che potenzia le caratteristiche benefiche di questo frutto e ci aiuta ancora di più a mantenerci in forma, combattendo l’invecchiamento cellulare indotto dai radicali liberi.

La Papaya fermentata contiene, infatti, frutti maturi ma ancora verdi, perché è in questo stadio di maturazione che la Papaya sviluppa il massimo di principi attivi e di enzimi, ed è preparata utilizzando la polpa, i semi, la buccia e le foglie, per avere la totalità dei principi attivi della pianta.

La fermentazione avviene in presenza di Tè verde, succo di limone fresco e un particolare lievito, la Kombucha; si ottiene così un arricchimento di sostanze benefiche e si rende il composto totalmente assimilabile, per via della fermentazione che è quasi una pre-digestione, e lo rende utile a tutti e a tutte le età.