, , , ,

La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della natura

Immunomicoterapia

E’ un supporto immunologico a base di funghi medicinali che sfrutta i componenti attivi per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria, supportando lo stato nutrizionale del consumatore garantendo una migliore qualità di vita. 

Il vantaggio di usare i funghi medicinali deriva dal fatto che sono “Super-Alimenti” funzionali adattogeni che lavorano in contemporanea su i 4 grandi sistemi di regolazione:

  • SISTEMA PSICHICO
  • SISTEMA ENDOCRINO
  • SISTEMA NERVOSO
  • SISTEMA IMMUNITARIO

L’equilibrio PNEI ( PsicoNeuroEndocrinolmmunologia ) è una condizione fondamentale per il mantenimento di un perfetto stato di salute.

Il Sistema Immunitario

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologiciterapie chemioterapicheantibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Unico metodo che rende biodisponibile per via orale il più potente betaglucano in natura del fungo Shiitake, con minor costi e massima efficacia

ß-D-Glucani 
I Funghi Medicinali svolgono attivita` adattogena o di Modificazione della Risposta Biologica (BRM). Questo avviene grazie al contenuto di ß-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi. I ß-glucani sono polimeri lineari costituiti da unita` monomeriche di glucosio unite da legame ß-(1-3) e da ramificazioni ß-(1-6), aventi dimensioni variabili e che sono in grado di modulare l’attivita` del sistema immunitario[1][2].

I numerosi studi e ettuati hanno dimostrato che la loro attivita` sembra dipendere dalla dimensione e dalla complessita` strutturale: la prerogativa principale affinche´ vi sia una funzionalita` a livello siologico e` la conformazione dello scheletro polisaccaridico, ma soprattutto dalla tripla elica con avvolgimento destrorso (e sostituenti idro lici localizzati sulla superficie esterna della stessa).

E` stata dimostrata la loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica[3], stimolare la fagocitosi e la produzione di citochine specifiche[4][5].

L’azione protettiva dei ß-glucani e` dovuta alla loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica, coinvolgendo diversi percorsi del sistema immunitario. D’altra parte, l’immunomodulazione specifica dei ß-glucani puo` attivare attraverso la via classica o alternativa il sistema del complemento, stimolare le cellule T e aumentare la produzione di anticorpi[6][7].

Questi percorsi includono l’attivazione dei macrofagi, la stimolazione del sistema reticoloendoteliale e l’attivazione delle cellule Natural Killer. I macrofagi sono il bersaglio principale per i ß-glucani che attivano queste cellule aumentandone dimensione e numero, stimolando la secrezione del fattore di necrosi tumorale (tNF) e aumentandone la fagocitosi degli antigeni. La stimolazione dei macrofagi avviene tramite il legame del ß-glucano con il recettore Toll-Like 2 (TRL2) e stimolazione della produzione di TNF-a per il percorso del Fattore Nucleare -kß (NF-kß)[6][7][10][11]. L’azione immunostimolante dei ß-glucani puo` anche essere associata alla loro capacita` di attivare i leucociti[8].

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Bibliografia

 

, , , ,

Punti di Forza LENTINex®

Punti di Forza LENTINex®

Lentinex®, il β-glucano GlycaNova, ricavato con un processo particolare di fermentazione del micelio del fungo Lentinula Edodes (Shiitake), conserva la configurazione a tripla elica, un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

unicita lentinex

Unicità di LENTINex®

La capacità di modulare l’immunità dipende strettamente dalla massa molecolare, dalla conformazione, dalla solubilità, dal grado e posizione delle sue ramificazioni.

1. Peso Molecolare

  • I β-glucani ad alto peso molecolare (prevalenti in natura) possono attivare direttamente i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica, antivirale e citotossica[9].
  • I β-glucani di peso molecolare intermedio hanno un’attività biologica in vivo, ma gli effetti cellulari sono meno evidenti.
  • I β-glucani di basso peso molecolare sono generalmente considerati inattivi[9].

È importante considerare che un composto o un farmaco ad alto peso molecolare è difficilmente assorbibile; questo è dovuto all’ingombro sterico e ai numerosi gruppi funzionali che possono comporre la molecola e causare difficoltà nel superare il doppio foglietto fosfolipidico che compone la membrana plasmatica.

Il Lentinex ha un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

2. Solubilità

Questo parametro è estremamente importante ed influenza attivamente la biodisponibilità di un determinato principio attivo.
Una bassa biodisponibilità si osserva comunemente con preparazioni orali poco idrosolubili che vengono assorbite troppo lentamente (per esempio compresse o capsule). Inoltre, un principio attivo polare o ionizzato non è in grado di superare efficacemente la membrana epiteliale.

Il Lentinex® è una soluzione acquosa di β-glucano (Lentinano β 1-3,1-6). La forma farmaceutica in fase liquida lo rende più assorbibile e gli consente di essere assunto per via sublinguale, saltando il sistema portale e il conseguente metabolismo epatico. Questo incide positivamente sulla biodisponibilità che risulta superiore rispetto a quanto si ottiene con altri prodotti a base di β-glucani in polvere.

3. Struttura a Tripla Elica

ll Lentinano è un β-glucano estratto dal micelio del fungo Shiitake che si è dimostrato essere la molecola attiva principale in grado di modulare efficacemente il sistema immunitario a basso dosaggio (low dose).

Questo β-glucano è composto da una catena glucosidica β-1,3 con ramificazioni β-1,6[13] ed è attiva se caratterizzata da una struttura a tripla elica in cui le singole catene si legano tra loro.

struttura tripla elica

Uno studio ha dimostrato che il lentinano a tripla elica ha mostrato l’attività antitumorale più alta in vivo, con un rapporto di inibizione del 49,5%, simile a quello del 5-fluorouracile (50,5%)[14] senza effetti collaterali indotti dalla terapia farmacologica.

Il Lentinex® è l’unico brevetto costituito esclusivamente da β-glucano Lentinano β 1-3,1-6, solubile, con struttura a tripla elica ad alto peso molecolare.

Lentinex from Netron on Vimeo.

Integrazione con un B-glucano solubile esportato dal fungo medicinale Shiitake, Lentinus edodes

(Clicca qui per accedere all’articolo completo)

Questo studio ha esaminato l’effetto e la sicurezza del β-glucano da L.edodes micelio, in soggetti sani e anziani.

Un totale di quarantadue soggetti sani (sia maschi che femmine) di età pari o superiore a 65 anni hanno partecipato a uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato con placebo e sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi trattati con LENTINEX ® da 2,5 mg / die o con placebo in cellulosa per via orale per sei settimane. Quando è stato analizzato un sottogruppo con valori di pretrattamento al di sotto della mediana di gruppo all’ingresso, è stata osservata una differenza statisticamente significativa nella risposta nelle cellule B

 

 

,

Oncologia Integrata: il ruolo dei funghi medicinali

Il settore medico, in particolare gli oncologi, hanno bisogno di aprirsi maggiormente alle terapie complementari basate su evidenze. Il cancro, se definito da una prospettiva di Oncologia Integrata, è una malattia complessa che non colpisce gli individui nello stesso modo.

ruolo dei funghi in oncologia

Il Prof. PERE GASCÓN, medico, Dottore Ricercatorea, Direttore dei Laboratori Oncologici Molecolari Cellex, Consulente Senior all’Ospedale Clinic di Barcellona e consulente Hifas da Terra, brevemente analizza la ricerca scientifica mostrando il potenziale enorme dei funghi nell’applicazione clinica:

Oggi abbiamo accesso a tecniche, discipline e a una moltitudine di metodi terapeutici che possono essere ritenuti utili per supportare il cancro e ritengo sia giusto prenderli in considerazione. Possiamo considerare la Micoterapia come una terapia adiuvante rispetto alla chemioterapia. Oggi la letteratura scientifica occidentale vanta più di 5.000 documenti, e le testimonianze aumentano grazie al vantaggio di applicare la Micoterapia come approccio integrativo ai pazienti malati di cancro.

Di recente i funghi sono emersi come unica fonte di nutraceutici, antiossidanti e prebiotici, con poprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e antidiabetiche (Barros et al, 2007; Sarikurkcu et al, 2008; Wang et al, 2004; Kim et al, 2007; Synytsya et al, 2009).

In correlazione al cancro, esistono delle relazioni scientifiche che descrivono come gli estratti fungini abbiano effetti anti-proliferativi sulle cellule cancerogene (Jian et al.2008), anti-angiogenetici (Kimura et al, 2004), immunomodulanti (Wu et al, 2013), anti-mutogeni (Wu et al, 2012) e proprietà anti-invasive (Patelet al, 2012).

Diversi studi clinici sul cancro hanno riportato miglioramenti nella sopravvivenza libera da progressione di malattia e nella sopravvivenza libera da eventi (Lindquist et al, 2005). I progetti di ricerca integrativa in corso hanno dimostrato importanti miglioramenti nei pazienti.
Nella nostra pratica clinica abbiamo integrato l’uso dei funghi medicinali con la chemioterapia e abbiamo notato che questi lavorano in modo più efficace se in combinazione.

Oggi ho personalmente visto i miei pazienti sperimentare miglioramenti nella neuropatia indotta da oxaliplatin e paclitaxel e in generale, una migliore qualità di vita. Il primo rappresenta un parametro oggettivo da seguire, il secondo punto è documentato da informazioni fornite dai pazienti stessi:

  • Migliore qualità di vita
  • Miglioramento nelle statistiche di sopravvivenza nei pazienti oncologici
  • Minore tossicità dalla chemioterapia
  • Rafforzamento dell’efficacia della Chemioterapia
  • Un importante calo della neuropatia nei pazienti
  • Una migliore compliance dai pazienti

I funghi Medicinali: un promettente agente naturale nell’Oncologia Integrata

Recenti sviluppi suggeriscono che i principi naturali attivi nei funghi medicinali rivelino un potenziale enorme nelle applicazioni cliniche. Essi sono fonte naturale di sostanze con proprietà mediche, poiché presentano diverse componenti cellulari e metaboliti secondari con diverse attività e applicazioni mediche (Sze & Chan, 2009). I composti bioattivi includono: polisaccaridi, complessi polisaccaridi-proteici, fibre alimentari, alcune proteine, terpenoidi, steroidi e fenoli (Ivanova et al. 2014).
In particolare i polisaccaridi estratti da alcune specie fungine sono stati i più attentamente studiati negli studi clinici e pre-clinici. E’ il polisaccaride beta-glucano il metabolita più versatile grazie all’attività biologica ad ampio spettro che influenza l’immuno-modulazione. Questa capacità fungina di agire come immuno-modulatori è una delle ragioni che mi hanno spinto a sviluppare un interesse personale nella Micoterapia.

Gli ultimi anni hanno visto ampi studi sui costituenti attivi e sulle applicazioni cliniche dei funghi e questi si sono rivelati un nuovo trattamento nell’Oncologia Integrativa, in particolare nei casi di cancro che eludono:

  • Segnali anti-crescita
  • Apoptosi
  • Terapia angiogenica

L’inibizione della crescita delle cellule tumorali ad opera di alcuni composti bioattivi fungini spiegano il loro utilizzo negli approcci complementari ai trattamenti del cancro. In aggiunta, proprietà immunostimolanti ampiamente documentate sono state rilevate in modelli cellulari e animali. Benefici a questo livello sono anche stati dimostrati in studi umani con composti a base fungina in combinazione con chemioterapia e radioterapia.
In pazienti con cancro ovarico, cervicale e all’endometrio l’estratto di Agaricus blazei Murrill ricco in betaglucani somministrato in concomitanza con la chemioterapia (Carboplatino e VP16 o Carboplatino e Taxol) ha indotto un aumento significativo nell’attività delle cellule NK comparate al placebo (Ahn et al, 2004).

Anche nei pazienti con cancro colon-rettale di livello II e III, l’estratto di Trametes versicolor ricco in betaglucani e somministrato simultaneamente alla chemioterapia (Tegafur e Uracil) ha indotto un aumento nel numero delle cellule NK e una riduzione nella proteina acida immuno-sopressiva e inoltre un ridotto rischio di ricaduta (Ohwada et al, 2006).

In aggiunta, risultati positivi di composti fungini sono stati osservati in combinazione con la radioterapia, pazienti con cancro mammario precedentemente trattati con radioterapia hanno dimostrato che il micelio essiccato del fungo Trametes versicolor [Coriolus] ha aumentato il numero di linfociti (CD8+, CD19+) e l’attività dei NK in questi pazienti (Torkelson et al, 2012).
La frazione D del Maitake (estratta dal fungo Grifola frondosa) mostra diversi effetti anti-cancro, inclusa l’anti-carcinogenesi, l’inibizione di metastasi e l’inibizione di crescita tumorale. Rafforza la funzione immunitaria e gli effetti di alcuni farmaci chemioterapici anti-cancro. Ho attualmente introdotto questo integratore nei miei protocolli per i pazienti oncologici.
Le aziende di funghi più innovative in Europa, tra cui l’azienda bio-tecnologica spagnola Hifas da Terra, stanno studiando nuove tecniche di coltura basate sul bioreattore al fine di massimizzare e standardizzare la composizione dei prodotti a base funghi.

Risultati recenti promettenti

Nell’ultimo anno, promettenti risultati hanno mostrato il potenziale enorme dei funghi medicinali nel trattamento del cancro. I risultati ottenuti con una combinazione di chemioterapia e polisaccaridi di Lentinus edodes [Shiitake] hanno indotto un tasso di controllo della malattia pari all’83% e una sopravvivenza media di 407 giorni in pazienti con cancro gastrico non operabile e metastasi al fegato (Ina et al, 2016). In aggiunta a ciò è stata dimostrata la capacità epatoprotettiva dei triterpenoidi e polisaccaridi arricchiti con peptidi di Ganoderma lucidum [Reishi] in uno studio randomizzato in doppio ceco, controllato verso placebo in crossover (Chiu et al, 2017).

E’ difficile trovare studi controllati che comparino un gruppo di pazienti oncologici al quale siano somministrati esclusivamente trattamenti convenzionali con un altro gruppo al qale vengano invece somministrati trattamenti convenzionali combinati con un programma di Micoterapia, ma credo che Hifas da Terra abbia già iniziato studi con tali gruppi in doppio cieco controllato verso placebo, integrando la Micoterapia come supporto integrativo nei casi oncologici. In collaborazione con il gruppo Oncologico Translazionale all’Ospedale Universitario di Coruña in Galizia (Spagna) sono in fase di studio gli effetti delle formulazioni sulle cellule cancerogene utilizzando sferoidi multicellulari tumorali che ricreano molte caratteristiche in vivo del tumore e del suo microambiente. Questo è lo scopo del progetto “FungiTechOnco” supportato dal Fondo per lo Sviluppo Regionale Europeo e dal Centro Spagnolo per lo Sviluppo della Tecnologia Industriale.

Per ora Hifas da Terra ha dimostrato che le formule fungine integrano la chemio- e radioterapia contrastando gli effetti collaterali del cancro quali nausea, soppressione del midollo osseo, anemia e abbassamento delle difese, e rafforzando l’efficacia del trattamento convenzionale.
I risultati correnti e gli sviluppi futuri sono molto promettenti.

Referenze online at www.ichan-mag.com/references.

SULL’AUTORE
PROF. PERE GASCÓN, Medico e Dottore Ricercatore, è Direttore dei Laboratori Oncologici Molecolari per Cellex. Ha il ruolo di Consulente Senior e di Coordinatore del Dipartimento di Oncologia Ematica all’Ospedale Clinic di Barcellona. E’ specializzato in Oncologia Molecolare e transazionale e immunologia. Il Dr. Gascon è consulente della Ricerca di Hifas da Terra e patron della Fondazione. Lo scorso anno ha ricevuto il Premio della ECO Foundation per la sua carriera scientifica e clinica in Oncologia. E’ relatore mondiale di Oncologia Integrata e uno degli oncologi spagnoli più noti sul panorama internazionale.

 

, , , ,

Benefici della supplementazione di Pleurotus e Shiitake

Benefici della supplementazione di Pleurotus e Shiitake

Il fungo Lentinula edodes (Shiitake) e il fungo Pleurotus ostreatus (Orecchione), grazie alle loro proprietà probiotiche documentate (Bobek et al. 1991, Stamets 1993, Lasota and Karmaska 1994, Wasser and Weis 1999, Manzi and Pizzoferrato 2000, Wang et al. 2000, Smith at al. 2002, Rajewska and Baasiska 2004) e all’alto valore nutrizionale, sono consigliati in numerosi paesi come ideale supplemento alla normale dieta giornaliera (Lasota et al. 1992, Lasota and Florczak 1996, Kala and Svoboda 2000, Isiloglu et al. 2001, Florczak et al. 2004, Berna et al. 2006).

Pleurotus_ostreatus_group_1_Michael_Beug

A questo fungo sono state attribuite molte proprietà benefiche, sia nella medicina orientale, sia occidentale. Queste proprietà permettono la riduzione del colesterolo, l’abbassamento della pressione sanguigna, il rafforzamento del sistema immunitario per la difesa dell’organismo, contro patologie virali e tumorali, di migliorare la funzionalità epatica (Bobek et al. 1991, Wang et al. 2000, Mau et al. 2002, Rajewska and Baasiska 2004). Molti benefici sulla salute provengono dai diversi composti che questo fungo produce e che includono: il lentinano, l’eritadenina e l’L-ergotioneina (Lasota and Karmaska 1994, Smith at al. 2002, Rajewska and Ba?asi?ska 2004, Berna et al. 2006).

Il Lentinano ha mostrato diversi effetti sul cancro intestinale, del fegato, dello stomaco, ovarico e sul tumore al polmone. Questo composto stimola la produzione dei linfociti T e delle cellule Natural Killer e può potenziare l’effetto dell’AZT (Azidotimidina, un antineoplastico e antivirale) nel trattamento antivirale dell’AIDS. Lo Shiitake è ricco di diversi antiossidanti (selenio, acido urico, vitamina A, E, C), così come di vitamina D (Lasota and Florczak 1996, Mau et al. 2002, Florczak et al. 2004). Oltre a permettere di abbassare la pressione sanguigna in soggetti ipertesi e ridurre i livelli di colesterolo nel siero, stimola la produzione di interferone che ha effetti antivirali e si è dimostrato efficace, in alcuni casi, contro l’epatite (Lasota et al. 1992, Mau et al. 2002, Smith et al. 2002).

 Una lectina isolata dai corpi fruttiferi di Pleurotus ostreatus ha dimostrato attività antitumorale, in topi da laboratorio, nel sarcoma e nel tumore epatico (Wang et al. 2000). Diversi studi su animali, il fungo ostrica ha potenziato il turnover di colesterolo nel plasma del 50%, con la riduzione del 25% dei livelli di colesterolo nel fegato rispetto ai controlli (Bobek et al. 1991).

Altri studi sugli animali hanno mostrato significative riduzioni dei livelli di colesterolo nel siero e nel fegato quando i funghi essiccati e polverizzati sono stati inclusi nelle diete degli animali, anche in regimi alimentari ad alto contenuto di grassi e in animali con livelli elevati di colesterolo ereditario (Bobek et al. 1991).

Si ritiene che per gli individui, ad esclusione dei prodotti di origine animale dalla loro dieta, i funghi secchi Pleurotus ostreatus e Lentinula edodes possano essere una buona fonte di ferro, zinco e rame (Dwyer 1999, Kala? and Svoboda 2000, Isiloglu et al. 2001). Entrambi i funghi secchi hanno un alto contenuto di fibre alimentari, Fe, Cu, Mg, K e un basso contenuto di grassi, Na e Ca. Relativamente basso è l’assorbimento dei micronutrienti ad un valore di pH pari a 1.8, mentre l’alto assorbimento di Cu e Fe è stato osservato ad un pH di 8,7.

Questo ci indica che l’acidosi sistemica è un vero e proprio problema per chi vuole assumere i nutrienti derivanti da questi funghi; ecco perché, molto spesso, alla somministrazione di funghi medicinali viene prescritto un regime alimentare tale da ridurre o eliminare l’acidosi nell’organismo.