Auricularia a supporto di circolazione e intestino

Auricularia auricula-judae. Fungo decompositore saprofita, di colore rosso scuro e consistenza gommosa e gelatinosa. Cresce su ceppi e rami morenti ed è priva di gambo. Cresce in relazione mutualistica con le piante su cui si sviluppa, ed è ritenuto un fungo che fa micorizza. Ha interessanti proprietà medicinali ed è stato utilizzato per centinaia di anni come rimedio tradizionale popolare.

Auricularia

L’Auricularia auricula-judae è un prezioso fungo medicinale ampiamente utilizzatonella cucina cinese per le sue proprietà culinarie e nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) per i suoi effetti benefici sull’organismo. Negli ultimi anni, questo fungo è stato segnalato per avere diverse attività biologiche, compresa l’attività anticoagulante (Yoon et al. 2003), antitumorale (Mizuno et al. 1995), ipoglicemizzante (Takeuchi et al. 2004) e ipocolesterolemizzante (Cheung 1996). Fino ad ora, notevole attenzione è stata focalizzata sulla componente in fibra alimentare e polisaccaridi, principalmente estratta dal corpo fruttifero.

Molti nutrizionisti hanno studiato la componente polisaccaridica dell’Auricularia (Aletor 1995), il loro cambiamento conformazionale (Zhang et al. 1995a), peso molecolare (Zhang et al. 1995b) e impatto sul metabolismo lipidico (Chen et al. 2008).

Più di recente, alcuni regimi alimentari formulati per promuovere la salute sono stati sviluppati utilizzando l’Auricularia come il principale ingrediente in combinazione con altri alimenti a base di erbe (Luo et al. 2009a, b). In realtà, i corpi fruttiferi di Auricularia auricula-judae contengono non solo polisaccaridi, ma anche altre sostanze importanti come alcaloidi, tiamina, riboflavina, acido ascorbico, vitamina D2 e sali minerali. Acharya et al. (2004) ha riferito che gli estratti etanolici di questo fungo favoriscono la sintesi di antiossidanti e ossido nitrico. Inoltre, l’estratto metanolico potrebbe inibire la perossidazione dei lipidi e diminuire il danno epatico in topi trattati con benzo[a]pirene (Chang et al. 1998).

Questo fungo medicinale, grazie all’alto contenuto di antiossidanti, previene lo stress sulle pareti dei vasi, operato dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS), permettendo di mantenere inalterato e in salute lo stato di queste membrane fisiologiche.

La sua azione principale si esplica a livello del microcircolo,l’insieme dei vasi ematici con dimensioni inferiori a 100 micron attraverso cui avvengono gli scambi trofico-metabolici che intercorrono tra sangue e tessuti. Possono essere numerose le anomalie morfologiche a carico del microcircolo, tra le quali la malattia varicosa (“vene varicose”), una dilatazione patologica dovuta solitamente all’aumento della pressione intraluminale venosa (causata ad es. da compressione dei vasi), trombosi delle vene profonde e insufficienza delle valvole venose.

Il fungo Auricularia, grazie al contenuto di adenosina (Agarwal KC et al. 1982), previene trombosi e ostruzioni vasali e rappresenta pertanto un valido supporto nella prevenzione e cura di questa patologia. La sua azione antiaggregante e vasodilatatrice lo rende utile nell’insufficienza venosa periferica e permette una migliore circolazione sistemica.

Altro aspetto fondamentale è la capacità dell’Auricularia di agire in caso di stitichezza: uno studio in vivo (Kim TI et al. 2004) ha evidenziato la sua capacità di favorire la peristalsi intestinale e accelerare il passaggio del cibo lungo l’intestino, riducendo i sintomi della costipazione e accorciando il tempo di transito nel colon. Inoltre, favorisce la guarigione delle ferite e ammorbidisce le feci che, in sinergia con l’azione sul microcircolo, agisce riducendo la ragade anale e l’infiammazione delle emorroidi (malattia emorroidaria).

Vischio: un rimedio per la Vita

L’efficacia del farmaco antroposofico Viscum album nella terapia oncologica

Estratto da Scienza e Conoscenza n. 46

Viscum

L’introduzione del Viscum come terapia antineoplastica risale agli anni 1920-24 in base all’indicazione di Rudolf Steiner, che per primo consigliò l’uso di questa pianta pur nota dall’antichità con tutt’altre prerogative e altri usi terapeutici.

Grazie alla collaborazione con la dottoressa Ita Wegman si arrivò in breve all’applicazione del rimedio.

La medicina antroposofica, da loro nata, non rinnega le acquisizioni della scienza medica; solo ritiene che il metodo scientifico empirico, sicuramente adatto allo studio della materia inanimata, non basti a spiegare una realtà come l’uomo, dotato di un’anima e di uno spirito individuale.

Per Steiner l’evento tumore avviene come conseguenza di uno squilibrio nelle connessioni tra le parti costitutive dell’uomo: il corpo vitale (forze vegetative) e il corpo fisico (l’uomo minerale, biochimico) tra loro e in relazione all’uomo superiore (anima e organizzazione dell’io o spirito).

Con altra terminologia, oggi si parla di uno squilibrio fra stimolo alla replicazione cellulare e capacità differenziative, tra crescita anarchica e riproduzione che rispetti la forma e l’unicità dell’individuo tutto: un lavoro chimico-fisico che viene, si può dire, a mancare di senso, e quindi di individualità.

Per Steiner il vischio, che cresce nell’aria e nella luce, lontano dalla terra, porta in sé forze di luce e di calore, forze opposte ai processi di indurimento, di freddo e di materializzazione che sono l’humus preferenziale del tumore.

Un farmaco antico, ma quanto mai attuale ed efficace

Il Viscum, farmaco antiblastico antico, è ancora oggi di fatto uno dei più usati almeno nel vecchio continente.

In Germania il Viscum album è il rimedio più prescritto nella terapia oncologica complementare. Già nel 1999 più del 80% dei pazienti oncologici ricorrevano alle medicine non convenzionali di cui circa il 60% usavano il Viscum (Stoll, 1999). Sia in Germania che in Svizzera è dispensato dal sistema sanitario.

È interessante notare che anche se questo rimedio, con la sua particolare preparazione farmaceutica, è nato dalle conoscenze della medicina antroposofica, oggigiorno in Germania viene principalmente prescritto da medici non antroposofici, come anche dagli oncologi.

Questo è dovuto al suo utilizzo come terapia di supporto coadiuvante alle terapie convenzionali, per ridurre gli effetti collaterali di queste ultime e quindi per migliorare la qualità di vita del paziente oncologico.

Ci chiediamo quali siano i motivi che lo rendono ancora così diffuso e quali riteniamo siano le proprietà che lo rendono tuttora proponibile e più che mai attuale.

Negli ultimi decenni le ricerche di laboratorio hanno reso noto con precisione i componenti del farmaco, che viene ricavato con un procedimento complesso di miscelazione del succo estratto dalla pianta invernale e dalla pianta estiva, trattati tramite un’apparecchiatura tecnologicamente evoluta.

Oggi i lavori scientifici sul Viscum album sono numerosi, molte le ricerche in ambito biologico e clinico. Diversi studi prospettici randomizzati sono in corso a scopo scientifico e registrativo.

Come agisce il Viscum album

Se vogliamo spiegare nei termini della scienza moderna l’azione del vischio, parliamo di una sua azione sul sistema immunitario, ma anche di un’azione diretta inibitoria sulla proliferazione delle cellule neoplastiche.

Già dagli anni ’80 sono state studiate a fondo le proprietà delle sostanze attive del vischio: le principali individuate sono viscotossine, lectine e polisaccaridi.

Le viscotossine e le lectine, entrambe sostanze proteiche, hanno però caratteristiche completamente diverse e per certi versi polari.

Le lectine hanno una reazione lenta, bloccano la sintesi proteica a livello ribosomiale, sono da inquadrare come sostanze citostatiche; le viscotossine hanno reazione più rapida, agiscono sulla membrana cellulare, sono citolitiche.

I polisaccaridi, estratti da tutte le componenti della pianta, determinano l’azione immunostimolante, incrementano l’azione dei linfociti T, NK, attivano il complemento.

Se dovessimo fare una sintesi dell’efficacia clinica del vischio, potremmo così elencare l’attesa di vantaggi che questa terapia potrebbe recare ai nostri pazienti:

  • Miglioramento delle condizioni generali (performance status ECOG o Karnofski)

– Aumento del benessere soggettivo

– Aumento dell’appetito

– Normalizzazione del peso corporeo

  • Effetti psichici

– Riduzione dell’ansia e miglioramento del sonno

– Diminuzione degli stati depressivi

  • Effetti fisico – psichici

– Riduzione della sintomatologia dolorosa indotta dal tumore (azione sulla soglia, miglioramento non sempre verificabile in situazioni compressive)

– Incremento, stabilizzazione e migliore distribuzione del calore corporeo

  • Arresto della crescita tumorale senza danno ai tessuti sani
  • Riduzione della suscettibilità alle infezioni
  • Migliore tollerabilità di radioterapia e chemioterapia.

Questa correlazione tra effetti sul sistema immunitario e vantaggio clinico può trovare fondamento se pensiamo al contributo moderno della psico-neuro-endocrino-immunologia, secondo la quale tra questi sistemi esistono produzione di mediatori chimici e recettori comuni, quindi comunicazione con una sorta di linguaggio comune.

Indicazioni per l’uso del vischio

Le indicazioni attuali all’uso del Viscum album prevedono l’uso nelle diverse fasi della malattia, dalla fase precauzionale post-chirurgica, alla fase della terapia radiante o medica fino alla fase terminale.

Qualche accenno pratico sulla somministrazione.

Esistono in Italia diverse preparazioni di Viscum album fermentatum che si diversificano in base all’albero ospite: quercia (Qu), melo (M), pino (P).

In base alla diversa azione delle lectine e viscotossine e al diverso contenuto nei vari tipi di vischio, esistono indicazione in base al tipo di neoplasia, al sesso, alla tipologia del paziente. La sede di inoculazione del viscum è prevalentemente sottocutanea (evitando zone della pelle infiammate, irritate, irradiate), anche se vi sono esperienze di iniezioni per via venosa, intratumorali o intracavitarie.

Vi possono essere reazioni avverse in genere non gravi (dipendenti da dose e sensibilità del paziente): reazioni locali, febbre, riattivazioni flogistiche, reazioni allergiche. Nessuna evidenza di tossicità o effetti mutageni/teratogeni.

Un leggero aumento della temperatura corporea (sotto i 38°) durante il trattamento con Viscum album è un segno positivo, da non reprimere con antipiretici. In generale si verifica un aumento della temperatura del paziente, anche se sotto i 37°.

Le sperimentazioni sull’efficacia del Viscum album

Citiamo solo qualche esempio di lavori recenti particolarmente esplicativi.

In primo luogo si può prendere in esame una review sistematica a opera di Kienle G e Kiene H. (2007), che riassume i principali risultati degli studi disponibili.

In un significativo lavoro di Grossarth Maticek (2001-2007, uno studio epidemiologico prospettico non randomizzato di coorte, sono stati studiati 10.226 pazienti oncologici, di cui 1.668 (16%) avevano assunto vischio. All’interno di questa casistica sono stati comparati 2 x 622 pazienti in “prospective matched pairs”.

Lo studio comprende tumori di diverse sedi, vi sono rappresentate le forme più frequenti. È risultato che il tempo di sopravvivenza medio è aumentato del 40% nel gruppo vischio (circa un anno; P< 0.001, il beneficio è correlato alla durata della terapia) .

Gli studi recenti sono numerosi, volti a dimostrare un’evidenza sull’efficacia della terapia con vischio in relazione ai seguenti punti:

  • Sopravvivenza
  • Qualità di vita
  • Riduzione degli effetti collaterali da trattamenti oncologici convenzionali
  • Sicurezza dei preparati di vischio
  • Valutazione sulla validità degli studi

La maggiore evidenza di risultato si osserva riguardo al miglioramento della qualità della vita e riduzione degli effetti citotossici nei pazienti radio o chemiotrattati.

Si osserva anche un beneficio sulla sopravvivenza, in alcuni casi come nel tumore della mammella, colon e pancreas con significatività statistica. Circa la remissione di malattia risulta un trend positivo, che incoraggia a un approfondimento con studi prospettici.

A titolo esemplificativo citiamo due studi recenti significativi, presentati nel 2007 alla ESMO Conference di Lugano, con dati ancora aggiornati negli anni successivi. Si tratta di studi di coorte, multicentrici, controllati, retrospettivi (retrolective study), a gruppi paralleli.

Il primo, di W.E. Friedel, et al. (2009), ha come oggetto il carcinoma colorettale, su 804 pazienti di 26 istituti.

Il secondo, di H. Matthes, et al. (2010) riguarda il carcinoma del pancreas di qualsiasi stadio (stadio UICC I – IV). Hanno preso parte allo studio 396 pazienti seguiti in 17 istituti in Germania e in Svizzera.

Nei due studi il trattamento con Viscum è avvenuto con diversi tipi di preparato, oltre il 50% con Viscum Qu.

In entrambi gli studi, rispetto al gruppo di controllo, i pazienti del gruppo vischio hanno presentato una netta diminuzione degli effetti collaterali legati al trattamento convenzionale: sintomi legati alla malattia o al trattamento, come nausea/vomito, inappetenza, diarrea, cefalea, irritabilità o depressione, astenia, disturbi della memoria, disturbi del sonno o mucositi risultano significativamente diminuiti. Anche il performance status, misurato mediante l’indice di Karnofski, risulta migliorato in modo significativo nei pazienti trattati con Viscum.

Nel primo studio infine risulta migliorata la sopravvivenza libera da malattia, e nel secondo la sopravvivenza globale (l’uso dei due differenti indici è correlato alla diversa tipologia prognostica delle popolazioni indagate nei due studi).

Uno studio italiano prospettico randomizzato su 20 casi di sarcoma osseo è in fase avanzata presso l’Istituto Rizzoli di Bologna.

Sono stati pubblicati risultati parziali (comunicazione ESMO e ASCO 2011), che evidenziano un vantaggio di sopravvivenza libera da malattia correlabile a un miglior stato immunitario nei pazienti alla seconda recidiva di malattia, a confronto con il gruppo trattato con un chemioterapico (etoposide).

Vischio, un rimedio per la vita

In conclusione il Viscum album ci sembra farmaco estremamente attuale, in un momento in cui il bisogno del malato si è sempre più chiaramente configurato come richiesta di cura vera e propria, non solo di guerra alla malattia, ma di sostegno alla vita, alla qualità dell’esistenza, allo stato emotivo, di rafforzamento delle decisioni, in vista dei cambiamenti da instaurare per affrontare il futuro.

Una fase di cambiamento richiede forze a disposizione dell’Io, richiede un’anima il più possibile disposta serenamente, un sentire positivo e un pensare fiducioso e costruttivo, un riprendere in mano il passato con la sua ricchezza, magari non più percepita, e un immaginare un futuro possibile e vivibile.

Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista Scienza e Conoscenza

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Fisica quantistica e fotoni: informazioni e frequenze per il benessere

La tecnologia Taopatch unisce le conoscenze dell’antica medicina con quelle più moderne della medicina quantistica in piccoli dispositivi “adattivi” per il corpo umano.

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La medicina tradizionale cinese

Nell’antica medicina c’è una grande saggezza e una profonda conoscenza dell’organismo e dell’individuo, soprattutto in una delle più antiche: la medicina tradizionale cinese. Tra le varie tecniche della MTC, una delle più famose è l’agopuntura, una tecnica naturale per il benessere e la salute i cui fondamenti si basano sul concetto di energia ed equilibrio.

Nell’agopuntura, la mappa di riferimento è il sistema energetico che è costituito da un complesso sistema di canali energetici (chiamati meridiani) che corrono lungo tutto il corpo. In questo sistema fluisce l’energia che alimenta tutto l’organismo. La loro esistenza, per chi non lo sapesse, è stata scientificamente dimostrata pochi anni fa, attraverso mezzi di contrasto innovativi e sono stati rinominati Sistema di Bonhang o Primo Vascular System (ci sono tutte le pubblicazioni ufficiali nelle riviste internazionali). Secondo la MTC la malattia insorge quando si presenta un disequilibrio nel sistema, individuabile in un ristagno (o blocco) energetico nei meridiani (o in alcuni punti specifici) che non permette il libero fluire dell’energia. La tecnica dell’agopuntura infatti agisce lungo i meridiani attraverso la stimolazione di specifici punti, chiamati agopunti, per ripristinare l’equilibro energetico ed eliminare lo scompenso, tramite stimolazione con aghi, digitopressione o attraverso moxibustione. Questa pratica è usata tutt’oggi, anche in occidente, soprattutto come medicina preventiva, infatti nella concezione della medicina tradizionale non si cura il sintomo, ma piuttosto si agisce per mantenere uno stato di salute ottimale. La medicina quantistica L’evoluzione della scienza – da Einstein che sosteneva che tutto fosse energia, fino ai giorni nostri con la moderna fisica quantistica – ci ha aperti sempre più ad una visione “energetica” e “sottile” della materia.

Tanto per usare le parole di Nicola Tesla: “Oggi, siamo consapevoli che anche i pensieri sono energia e informazione e in questo nuovo scenario le prospettive per comprendere come è possibile interagire con la materia diventano “incredibili”. Grazie a questa nuova consapevolezza la visione della salute cambia: si riesce a comprendere che la malattia si presenta quando c’è uno scompenso informazionale, quando cioè le frequenze e le informazioni non sono coerenti con il sistema, creando così una distorsione funzionale all’interno dell’organismo. E’ tutta questione di biofotoni Grazie alla teoria dei biofotoni del Úsico F.A. Popp, oggi sappiamo che ogni cellula e ogni organo assorbe ed emette biofotoni (energia luminosa o “quanti energetici”), che permettono il passaggio delle informazioni tra le cellule. Queste informazioni vengono gestite attraverso il sistema elettromagnetico dell’organismo, il cui stato ottimale rappresenta la base per la salute. Se infatti avviene uno squilibrio o un’alterazione in questo sistema di informazioni, si iniziano a creare i presupposti per l’insorgere della malattia. Questo dimostra che la vita biologica di qualsiasi essere vivente è un evento fisico di natura informazionale e quindi elettromagnetica. Stando così le cose, per ripristinare lo stato ottimale del sistema si può intervenire sullo scompenso direttamente attraverso il campo di informazione. Informazioni che curano.

E se si riuscisse a trasmettere informazioni “corrette”, coerenti al sistema in squilibrio? Oggi, in realtà, già esistono alcune realtà che da tempo utilizzano con successo questo approccio.

Con questo approccio si possono “trasmettere” informazioni che ripristinano il naturale stato di salute del sistema senza l’utilizzo di sostanze chimiche. Un input utile all’organismo può essere “trasmesso” sotto forma di frequenza e non solo attraverso una molecola chimica.

Il connubio vincente: TaoPatch.

Se fosse possibile trasmettere all’organismo le informazioni utili per ripristinare lo stato di salute ottimale? E’ possibile “trasferire” le informazioni che mancano in un sistema in squilibrio per ripristinare lo stato di salute?  Sembra che qualcuno si stia avvicinando a questo…. Oggi esiste una realtà italiana, la Tao Technologies, che ha realizzato una tecnologia in grado di farlo. I Taopatch, infatti, sono dispositivi in grado di trasmettere informazioni coerenti con l’organismo grazie ad una tecnologia quantistica.

I dispositivi Taopatch riescono a trasmettere fotoni coerenti con il corpo umano (della stessa lunghezza d’onda) attraverso l’applicazione degli stessi su precisi punti, come recettori, trigger point, ma usati anche lungo meridiani energetici. Il merito di Fabio Fontana, founder della Tao Technologies, è quello di essere riuscito ad unire l’antica scienza della MTC con le più innovative tecnologie in piccoli microchip di nemmeno 2 cm2

I Taopatch appaiono come piccoli dischetti di materiale plastico all’esterno ma super-tecnologico all’interno. I Taopatch sono dispositivi che possono essere utilizzati da tutti 24h al giorno, ma prevedono protocolli di applicazione specifici. Infatti i destinatari principali di questa tecnologia sono medici e professionisti della salute e benessere che, dopo un percorso formativo dedicato all’applicazione dei Taopatch, possono utilizzarli nei propri studi per i propri pazienti. Il principale ambito di applicazione dei dispositivi riguarda la propriocezione, ovvero il sistema dell’organismo atto al controllo del movimento, della postura e della gestione del corpo nello spazio. Tuttavia, l’utilizzo dei Taopatch, oggi ha dato ottimi riscontri in molti campi e viene utilizzato da professionisti e privati sia in ambito medico, che sportivo.

Ridurre o eliminare alcuni dolori in pochi minuti, se dovuti ad errati schemi posturali

Favorire un recupero energetico e un aumento del benessere globale

Ottimizzare le prestazioni fisiche e biologiche

Incrementare la propriocezione

Personalmente ho trovato beneficio nell’utilizzo dei Taopatch sia a livello posturale, che a livello energetico, constatando un aumento generale dell’energia e del benessere. Li ho utilizzati anche per trattare delle particolari problematiche di intestino e pancreas, riuscendo a trovare un sostegno importante che non ho trovato con altri metodi. Oggi, la sperimentazione di questa tecnologia, che la Tao Technologies sta portando avanti in ambito clinico, sta dando riscontri positivi anche nell’applicazione in casi di patologie complesse come nei disordini del movimento della sclerosi multipla, facendo ben sperare che in un breve futuro l’evoluzione della medicina quantistica possa apportare supporto e benefici in tutti gli ambiti della salute della persona, fisica e non solo.

MICOPLASMI e fitoterapia

I micoplasmi sono un tipo di batterio che manca di parete cellulare. Per questa ragione, sono immuni all’azione di molti antibiotici e molto difficili da scoprire. I micoplasmi modificano il loro aspetto e la loro struttura a seconda di dove sono localizzati nell’organismo. Spesso vengono paragonati a dei funghi, ma in realtà agiscono come dei parassiti attaccando la loro membrana plasmatica ad altre cellule e sottraendo loro il nutrimento.

micoplasmi

A differenza dei virus, i micoplasmi possono crescere nei tessuti fluidi, come sangue e nei fluidi di articolazioni, cuore, polmoni e spinale. Inoltre possono crescere in un qualsiasi tessuto organico senza uccidere le cellule, come invece di solito fanno i virus e i batteri. I micoplasmi si travoni spesso nel tratto orale e genito-urinario di persone sane e l’incidenza nelle donne è quattro volte superiore a quella degli uomini, tasso che coincide con quello di incidenza di artrite reumatoide, fibromialgia, sindrome da affaticamento cronico, e altri disturbi autoimmuni.

I micoplasmi agiscono come dei parassiti poiché sottraggono i nutrienti alle cellule ospiti, inclusi colesterolo, amminoacidi, acidi grassi e addirittura DNA. Prosperano in particolare nei tessuti ricchi di colesterolo e arginina.

In particolare, il colesterolo è necessario al fine della funzionalità e della crescita della membrana di questi microorganismi e, per questo, trovano un terreno particolarmente fertile nel tratto respiratorio e nei bronchi.

Una volta attaccatisi alla cellula ospite, i micoplasmi iniziano a sottrarre i nutrienti dalle cellule ospiti. Consumando i nutrienti delle cellule ospiti, ne mettono a rischio non solo la funzionalità, ma possono addirittura modificarla, creando una reazione a catena con altre cellule, specialmente all’interno del sistema immunitario e del sistema endocrino. I micoplasmi possono addirittura causare delle mutazioni del RNA e DNA delle cellule ospiti e, pertanto, sono stati collegati ad alcune tipologie di tumori (colon, gastrico, polmoni, prostata, reni).
I micoplasmi possono anche invadere e vivere all’interno di cellule che evadano dal sistema immunitario, in particolare nei globuli bianchi. Una volta all’interno dei globuli bianchi, i micoplasmi possono spostarsi in tutto l’organismo e attraversare la barriera sangue/cervello e, quindi, entrare nel sistema nervoso centrale e nel fluido spinale.

In alcuni individui, l’attaccamento dei micoplasmi alle cellule ospiti causano una reazione immunitaria per la quale il sistema immunitario attacca se stesso e/o cellule apparentemente sane. Questo tipo di reazione spesso sfocia in tessuti doloranti e infiammati, come quelli caratteristici dell’artrite reumatoide, della fibromialgia e di molte altre malattie autoimmuni come il lupus, la sclerosi multipla, il morbo di Crohn.

Le infezioni da micoplasma sono molto pericolose, poiché tendono a passare inosservate e man mano che l’infezione si propaga, possono compromettere molti organi e funzioni organiche.

Finora sono stati evidenziati una vasta serie di sintomi associati alle infezioni di micoplasmi inclusi: dolore articolare o mobilità ridotta, spasmi muscolari, affaticamento cronico, depressione, mal di testa, problemi visivi e sensibilità alla luce, problemi cognitivi, balbuzie, problemi respiratori, problemi cardiaci
gonfiore, diarrea, flatulenza, vomito, nausea, crampi di stomaco, minzione frequente, congestione nasale, impotenza, mancanza di libido, dolore mestruale, mal di gola, tinnito, sfoghi cutanei, infezioni da lieviti, allergie, sudorazione notturna.

Infezioni da micoplasmi sono stati trovati nelle persone affette da diversi disturbi inclusi: artrite, disturbi del tratto genito-urinario, HIV, fibromialgia, psoriasi, malattie autoimmuni, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile, tumore, leucemia, sclerosi  multipla, diabete, polmonite, disturbi degli occhi e infezioni agli occhi, disturbi respiratori, disturbi del sistema nervoso centrale, disturbi cardiovascolari, gengiviti, ecc.

Che cosa fare
Integratori che potenzino il sistema immunitario possono aiutare le naturali capacità del sistema immunitario di combattere l’infezione. Inoltre, potrebbe essere utile assumere supplementi che aumentino l’apporto di nutrienti alle cellule come: vitamine, minerali (zinco, magnesio, cromo, selenio), amminoacidi, coenzima Q10. Bioflavonoidi, acido folico, olio di semi di lino, integratori a supporto della flora intestinale inclusi i frutto oligosaccaridi (FOS):

Dall’altro lato, c’è la necessità di combattere l’infezione senza danneggiare la funzionalità del sistema immunitario. In questo senso un aiuto può derivare dalla formulazione a base di erbe dell’Amazzonia, Amazon Myco. La formulazione di Myco, messa a punto dalla Raintree Nutrition nel 2001, contiene alcune piante che sono state usate per secoli nella foresta pluviale per combattere le infezioni e, pertanto, tale formula di erbe dell’Amazzonia costituisce un supporto non solo per combattere il micoplasmi, ma anche altri eventuali agenti patogeni che potrebbero aver attaccato l’organismo indebolito.

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Microidrina Plus: un esercito di antiossidanti

Il Microhydrin Plus ha unito tutte le proprietà benefiche del Microhydrin con la potenza di otto antiossidanti diversi; così la sua azione positiva sull’organismo è ancora più efficace. Il Microhydrin Plus è di fatto diventato un antiossidante con spettro d’azione ancora più ampio rispetto al Microhydrin.

Microhydrin Plus è un potente antiossidante a largo spettro d’azione, creato a base di microidrina, il cui scopo è quello di garantire all’organismo la massima difesa dall’azione distruttiva dei radicali liberi.   Il Microhydrin Plus ha unito tutte le proprietà benefiche del Microhydrin con la potenza di otto antiossidanti diversi; così la sua azione positiva sull’organismo è ancora più efficace. Il Microhydrin Plus è di fatto diventato un antiossidante con spettro d’azione ancora più ampio rispetto al Microhydrin.   Per una difesa totale l’organismo umano ha bisogno di diversi antiossidanti.

Il Microhydrin Plus contiene tutti gli antiossidanti necessari che garantiscono un supporto mirato ai seguenti settori:   fegato, aumentando il livello di glutatione, il quale facilita la disintossicazione dalle sostanze chimiche nocive, medicinali ed alcol; sistema immunitario, migliorando la funzione dei leucociti ed aumentando la produzione di interferone e di anticorpi; sistema cardiovascolare, neutralizzando i radicali sciolti nel grasso e nell’acqua; sistema digerente, agendo sui fermenti e permettendo una migliore assimilazione delle sostanze nutritive; pelle, rendendola più elastica.

Il Microhydrin Plus contiene una miscela di antiossidanti che neutralizzano diversi tipi di radicali liberi.   In questo preparato sono infatti presenti sia gli antiossidanti che agiscono direttamente che quelli che “lavorano” indirettamente. L’organismo umano ha bisogno sia degli uni che degli altri.   Gli antiossidanti diretti, come la vitamina C ed E, legano il radicale libero neutralizzandolo e difendendo le cellule dalla distruzione. Una volta che ha agito direttamente sul radicale, l’antiossidante si distrugge e perde la propria capacità antiossidante.

Gli antiossidanti indiretti non neutralizzano i radicali liberi direttamente, ma sostengono il sistema di difesa antiossidante dell’organismo. I meccanismi della loro azione possono essere diversi: attivazione (riattivazione) dei fermenti antiossidanti; inibizione delle reazioni che portano alla formazione delle forme attive dell’ossigeno; trasformazione dei radicali liberi in elementi meno dannosi nel corso di reazioni di ossidazione.

Ciò permette loro di agire contro i radicali liberi per un periodo prolungato. Questi antiossidanti continuano ad essere efficaci persino dopo che gli antiossidanti diretti si sono già annullati.

La medicina moderna afferma che la formazione di radicali liberi e di altre molecole sono all’origine dello stress ossidativo, che è una delle cause principali della genesi delle malattie della società moderna. Questi metaboliti tossici intermedi (ITM) agiscono a livello del cuore con un numero impressionante di processi biologici e patologici. Invecchiamento, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, il diabete, i tumori e le malattie infiammatorie sono solo alcuni ben noti esempi.

Il legame tra ITM e antiossidanti è stato sin dall’inizio studiato, alimentando così l’interesse dei laboratori per analizzare i prodotti che causano tali azioni.

Metodo:
E’ stato condotto uno studio su un totale di 40 soggetti maschili e femminili di età compresa tra i 30 ei 50 anni. Sono stati analizzati sangue, urine e la saliva utilizzando il test bioelettrico Vincent, che misura il potenziale acido-alcalino o pH, il potenziale di ossido-riduzione o rH2 e il potenziale resistività-conduttività.

Le misure della Funzione Antiossidante Totale (eseguite dalla Spectra-cell Laboratories Inc.) sono inoltre state ripetute su campioni a caso.

I soggetti erano sani, non facevano uso di altri integratori o farmaci e osservavano sia una dieta povera di CAOR (Capacità d’Assorbimento di Radicali Ossigenati) oppure di una con un buon indice CAOR, con o senza 2 Microhydrin Plus o placebo (farina di riso). L’esperimento è durato 8 settimane, con una rotazione dopo la 4 settimana.

Risultati:
I risultati hanno evidenziato che i soggetti che avevano utilizzato Microhydrin Plusassociata ad una dieta ricca di antiossidanti avevano ottenuto un più alto livello di protezione contro lo stress ossidativo rispetto a quando si attenevano solamente ad una dieta ricca di antiossidanti.
La conclusione dello studio investigativo preliminare suggerisce che Microhydrin Plus svolge un ruolo importante come cofattore per aumentare l’azione antiossidante di origine alimentare.

Questa ricerca è stata sostenuta in parte dal Laboratoire d’évaluation des indices de santé Inc. e da RBC Life Sciences Inc. ed è stato condotto sotto la direzione di Jean-Claude Magny N.D., M.Sc., DESS scienziato responsabile del Centre de Recherche et d’Eductation Orthobiologiques.

In dettaglio i  principali elementi che costituiscono Microhydrin Plus

Microidrina: Una fonte d’elettroni disponibili per neutralizzare l’azione dei radicali liberi più nocivi; grazie ad essa migliora l’idratazione delle cellule, si riduce notevolmente il livello di acido lattico nei muscoli, togliendo così tensione e stanchezza; inoltre aumenta l’elasticità dei muscoli, quindi le capacità fisiche, ed anche quelle intellettuali.

Acido ascorbico (vitamina C): Stimola la produzione dei leucociti, degli interferoni, ovvero intensifica la risposta all’attacco di agenti infettivi esterni; interviene nella sintesi del collagene e della serotonina; rinforza i vasi sanguigni e regola la circolazione sanguigna.

Acido alfalipoico: E’ un epatoprotettore ed ha un’azione ipolipidemica. Partecipando nel metabolismo dei carboidrati, assicura una tempestiva assimilazione del glucosio da parte del cervello, essendo il glucosio la sostanza nutritiva e fonte di energia principale per quest’importantissimo organo e per le cellule nervose; accresce le riserve di glicogene nel fegato; ha un effetto lipotropo, ovvero previene l’accumulo di grassi nel fegato e ripristina le sue funzioni.

Selenio: E’ un sostegno per il sistema cardiovascolare ed è importante per la salute della pelle. Interviene inoltre nella sintesi di particolari enzimi che agiscono nella riparazione del muscolo cardiaco; migliora l’elasticità delle pareti capillari e la fluidità del sangue, prevenendo l’aterosclerosi; ottimizza il rifornimento di sostanze nutritive e di ossigeno ai vari tessuti; agisce in difesa della pelle, riducendo la pigmentazione e dando elasticità all’epidermide.

Estratto di tè verde: Un eccellente tonico e una ricarica d’energia. I principi attivi del tè verde svolgono un’azione regolatrice del metabolismo, prevengono l’ossidazione del colesterolo ad alta densità e normalizzano il tono vascolare, ostacolando il restringimento dei vasi sanguigni.

Estratto di cardo mariano: La sostanza in esso contenuta, chiamata silimarina, favorisce la disintossicazione del fegato dalle tossine e dai metalli pesanti; fortifica le membrane cellulari e partecipa nella formazione di nuove cellule stimolando la sintesi delle proteine. Favorisce la digestione, migliora la secrezione della bile, per cui la digestione dei grassi risulta più agevole come pure l’assorbimento delle vitamine liposolubili. Altrettanto importante è la capacità della silimarina di ridurre del 50% la perdita d’umidità sottocutanea, importantissimo per mantenere il tono.

Benefici:

  • Accresce la difesa antiossidante dell’organismo, e per aumentare la resistenza agli inquinanti ambientali
  • Stimola il sistema immunitario
  • Previene lesioni cellulari e tissutali