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Perché integrare la vitamina D

La vitamina D è uno dei fattori nutrizionali più importanti per la nostra salute, spesso viene sottovalutato, ma in realtà svolge un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza. Essa è un ormone importantissimo per la nostra vita.

VitaminaD

Il sole e il cibo non bastano

Esiste in diverse isoforme, alcune più biodisponibili di altre, quindi più facilmente assimilabili dall’uomo.

La forma attiva e più facilmente assimilabile dall’uomo è la vitamina D3, anche detta colecalciferolo e la fonte migliore da cui reperirla è l’esposizione solare.

Purtroppo è impossibile ottenere buoni livelli di vitamina D affidandosi esclusivamente alla luce del sole, in quanto l’esposizione a cui dovremmo sottoporci dovrebbe essere quella delle ore più calde, nella fascia oraria tra le 12 e le 14, e che troviamo esclusivamente nella stagione estiva. In più, l’esposizione dovrebbe avvenire tutti i giorni e in assenza di protezione solare, perché la crema solare blocca quei raggi solari, gli ultravioletti, che ci permettono di attivare la vitamina d a livello di epidermide.

Si può capire quindi quanto questo fattore sia poco applicabile, e perché la sola esposizione solare non basta!

Anche le fonti alimentari di vitamina D purtroppo sono scarse. Essa infatti è contenuta in piccole concentrazioni, nel fegato, nell’olio di pesce e nei pesci marini, in forme difficilmente assimilabili dall’uomo.

Dunque possiamo affermare che neanche la sola alimentazione è sufficiente per ottenere dei buoni livelli di vitamina D!

Queste premesse ci permettono di capire quanto sia indispensabile integrarla ulteriormente attraverso dei prodotti suppletivi.

Ma a cosa serve questo ormone?

La vitamina D è conosciuta per il ruolo da protagonista che svolge nel metabolismo del calcio. Essa permette infatti il riassorbimento di calcio a livello intestinale e la deposizione dello stesso nelle ossa per poterle rinforzare; ma non è l’unica funzione di tale nutriente.

La vitamina D permette anche il riassorbimento del fosforo nei reni, interviene nella regolazione di molti geni (è quindi indispensabile per l’espressione genica), rinforza il sistema immunitario in quanto permette l’attivazione dei globuli bianchi.

Le sue funzioni “ad ampio spettro” fanno sì che tale nutriente, che agisce sia da ormone che da vitamina, possa avere un ruolo determinante nella gestione di patologie e disturbi cronici, come ad esempio il diabete, malattie autoimmuni e tante altre ancora.

A dimostrazione di ciò ci sono numerosi studi che osservano un’elevata correlazione tra forti carenze di vitamina D e l’aumento dell’incidenza di tali patologie.

Dati bibliograci dimostrano inoltre che l’integrazione suppletiva di concentrazioni ottimali di vitamina D può determinare la riduzione, o il miglioramento, di patologie croniche (da quello che interessano lo stomaco, all’intestino, fino al sistema nervoso, come le malattie neuro degenerative).

La vitamina D, in conclusione, ha un ruolo enorme per la salute del nostro organismo e del nostro metabolismo.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

 

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L’ORO VERDE DELLA CALABRIA GRECA: IL BERGAMOTTO

L’ORO VERDE DELLA CALABRIA GRECA: IL BERGAMOTTO

Appartenenti alla stessa famiglia del colesterolo, i – fitosteroli -, a differenza del colesterolo che è presente solo negli alimenti di origine animale, sono presenti nelle piante e hanno effetto inverso. Pare infatti che possano ridurre l’assorbimento e quindi la concentrazione del colesterolo nel sangue.

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Citrus Bergamia Risso è il bergamotto, un innesto casuale di cedri, mandarini, limoni e aranci che fruttifica solo nella costa meridionale dello Jonio, grazie alla particolarità del microclima e del terreno. Più specificamente è giusto sottolineare che, lungo i cento chilometri di litorale tra Villa San Giovanni e Stilo, questo agrume produce un’essenza così forte, da fissare la fragranza dei migliori profumi del mondo.

Pare che il nome derivi dalla combinazione delle parole “pergamena” e “motta”, ovvero “difesa della pergamena” ma non è esclusa l’associazione con il termine Bey Armudi, cioè “Pero del Principe”, in allusione alla somiglianza con la pera bergamotta, una varietà dalla polpa succosa, acidula e profumata.

La sua prima attestazione sembra si possa far risalire al 1536, quando, in occasione del banchetto offerto dal cardinal Campeggi, in onore di Carlo V, furono serviti, Bergamini Confetti. Un sorbetto composto da una crema aromatizzata con bergamotto fu inventato, poco dopo, a Firenze da Bernardo Buontalenti, per Cosimo dei Medici.

Rifacendosi ai contadini dello Stretto di Messina che, dalla buccia di questo frutto ricavavano un olio essenziale, aromatizzante, purificante e curativo, Procopio dé Coltelli creò una particolare “acqua di bergamotto” che introdusse alla corte di Luigi XIV di Francia. Versailles se ne innamorò fin da subito, dal momento che era un efficace palliativo ai cattivi odori dell’epoca. Contemporaneamente, un mercante novarese, Gian Paolo Feminis, aveva avuto modo di comprendere l’efficacia dell’olio dell’agrume per fissare tutte le altre fragranze, rivelandosi un efficiente ingrediente per la profumeria. Emigrato in Germania, confezionò nel 1680 un unguento, l’aqua admirabilis, da cui nel 1704 si brevettarono le acque aromatiche che presero il nome della città tedesca. Era nata l’acqua di Colonia.

Da allora il bergamotto resta uno dei grandi prodotti basilari per la realizzazione del profumo. Il suo consumo fu tale che, a partire dal 1750, la costa reggina vide ricoprirsi di bergamotteti, necessari per andare incontro alla crescente domanda, nell’Ottocento estesa anche al mercato alimentare. Nel 1830, la ditta inglese Twining lanciò il suo più famoso tè, l’Earl Grey Tea, aromatizzato al bergamotto, attribuendo ingannevolmente al prodotto origini cinesi. Poco dopo l’agrume calabrese fu impiegato anche per la realizzazione delle Caramelle di Nancy e così fecero molte case di liquori inglesi, statunitensi e francesi. L’industrializzazione del processo di estrazione dell’olio essenziale dalla buccia di bergamotto inizia nel 1844 con l’invenzione della macchina calabrese da parte del reggino Nicola Barillà.

Prima di allora l’essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale, fatta assorbire da spugne naturali, collocate in appositi recipienti detti concoline.
Macchinari, processi di lavorazione antichi e moderni, insieme ad interessanti foto d’epoca sono esposti nel Museo del Bergamotto a Reggio Calabria, alle spalle del più noto Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Oggi sono 650 le aziende agricole coinvolte nel processo di produzione del bergamotto, 7.000 gli addetti e 1300 gli ettari ricoperti dall’agrume che nel 1999 ha ricevuto la denominazione D.O.P. Il suo impiego spazia dall’industria cosmetica a quella alimentare, dove il bergamotto viene utilizzato come aromatizzante di prodotti dolciari, di liquori e bevande dal gusto unico. Persino la buccia, rovesciata e trattata, è utilizzata per fare delle caratteristiche tabacchiere per il tabacco da pipa.

Recente è l’impiego nell’industria farmaceutica, derivante dalle proprietà dell’agrume nella cura di glicemia e colesterolo, grazie alla presenza di due flavonoidi, denominati brutieridina e melitidina. Somministrando una o più porzioni da 500 mg di estratto a individui con colesterolo alto, è stato infatti registrato l’aumento di colesterolo buono, di contro alla diminuzione di colesterolo cattivo.

Testo di Pasquale Faenza

 

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Le proprietà curative del bergamotto, in azione i flavonoidi naturali

Le proprietà curative del bergamotto, in azione i flavonoidi naturali

le proprietà curative del bergamotto si evidenziano specialmente nel succo di bergamotto naturale al 100%, hanno concreta azione in caso di escherichia coli, listeria innocua, bacillus subtilis, staphylococcus lactis, helicobacter pylori.

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APIGENINA
Flavonoide naturale, con proprietà antiinfiammatorie, antiossidante, antiangiogeniche, antiallergico, antigenotossiche e anticancerose. Gli studi epidemilogici indicano che un’alimentazione ricca di flavoni ridurrebbe il rischio di alcune forme di cancro, in particolare, il cancro al seno, del tubo digerente, della pelle e della prostata. L’apigenina possiede proprietà chemio-preventive e antinfiammatorie, L’apigenina nei documenti medici ne evocano la regolarizzazione della pigmentazione, può essere di supporto per il trattamento della vitiligine.

DIOSMETINA
Studi effettuati su diabetici hanno constatato l’efficacia di questo flavone nel trattare l’iperglicemia, nel trattamento di alcune malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, antinfiammatorio. Gli usi clinici di questo flavonoide, l’uso è indirizzato per il trattamento degli strati di fragilità dei vasi sanguigni, trova pratica applicazione nell’insufficienza venosa cronica, nella terapia contro gli emorroidi interni ed esterni.

NARINGENINA
La letteratura attribuiscono a questo flavonoide un effetto bioattivo per la salute come antiossidante, scavenger dei radicali liberi, anti-infiammatorio, promoter del metabolismo dei carboidrati e modulatore del sistema immunitario. (Scavenger. letteralmente “spazzino” ha lo scopo di rimuovere le impurità indesiderate)

NEOESPERIDINA
Composto dal potere dolcificante e praticamente privo di apporto calorico, il composto chimico è utilizzato nella comunità Europea (codice E 959) come dolcificante, nel bergamotto è un composto naturale.

CRISERIOLO
Flavonoide naturale al quale si attribuisce la riduzione del gonfiore ed è catalizzatore per il metabolismo della cellulite.

I composti elencati  fanno parte delle attribuzione delle proprietà curative del bergamotto supportate da vari studi scientifici che ne descrivono ampiamente anche il comportamento sull’epitelio vascolare, sulla sindrome metabolica e nell’attività antiossidante.

Il questo articolo, come in tutto il contenuto del sito citrusbergamia.com si utilizzano testi, studi e ricerche, che non intendono determinare cura o soluzioni a malattie. Per questi motivi, il parere del medico rimane imprescindibile.

 

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Lattanza di pesce

Lattanza di pesce

La Lattanza di pesce ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici. Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nella fisiologia delle funzioni nervose e psichiche, dell’attenzione, della concentrazione ed in modo particolare della memoria. In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale.

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In linea con l’azione di rivitalizzazione, volta alla restaurazione delle funzioni vitali attraverso elementi naturali che concentrano l’essenza della vita e hanno un’origine marina, presentiamo la lattanza di pesce. La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa  o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA,  oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione,  rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:

– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione,

l’attenzione, e specialmente la memoria.

– Per risolvere i disturbi del sonno.

– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.

– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.

– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile,  morbo di Alzheimer.

– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.

– Per favorire la buona costituzione ossea.

– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.

– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.