ALBERO DELLA VITA

L’ALBERO DELLA VITA NELLE DIVERSE CULTURE

L’albero della vita è presente in tantissime culture, antiche e non, oltre che in moltissimi miti e credenze ancora attuali. È un elemento ricorrente, il cui significato cambia leggermente, ma rimane comunque l’inizio della vita. Un inizio che può essere metaforico o letterale.

Nella Bibbia era presente come simbolo di una vita esente da preoccupazioni, in opposizione all’albero della conoscenza. Nella mitologia egizia, da un albero emersero il primo uomo e la prima donna emersero da un albero: in questo caso nell’albero della vita erano racchiusi sia la vita che la morte. Nella mitologia cinese è presente un albero che produce frutti preziosi, che rendono chi li mangia immortale: il frutto nasce però una volta ogni 300 anni.

Dell’albero della vita vengono sempre evidenziati la forza della vita generatrice, che fa nascere rami, foglie, frutti; e la ricchezza del frutto generato, simbolo di abbondanza, che porta benefici, anche se in diversi modi.

Un simbolo riscontrabile nelle religioni del mondo da migliaia di anni e rimasto inalterato… E’ il “codice della creazione” , punto di partenza di ogni forma di vita. Unito alla Piastra Tesla, questo simbolo amplifica il suo effetto armonizzante e consente allo stesso tempo di rendere la piastra doppiamente efficace. La piastra viene lavorata a mano e con l’aiuto del laser il simbolo diviene parte del materiale stesso della piastra. Un’opera accurata ed artigianale. Un prodotto che TeslaVital® , il produttore,  propone con molto amore e gioia.

,

LES estratti – gemmoderivati monopianta – Forza Vitale

Gli estratti LES sono prodotti tramite la macerazione di gemme, giovani getti e radicelle di alberi e arbusti in una soluzione gliceralcolica; l’estratto ottenuto è la tintura base della gemma ad una gradazione alcolica pari al 60% che viene successivamente diluita in rapporto 1:10 con acqua, alcool e glicerolo.

Forza Vitale ha applicato le pratiche spagyriche alla lavorazione dei gemmoderivati, ottenendo un preparato che contiene tutto lo spettro fitochimico dei tessuti embrionali vegetali utilizzati, e un’intensa attività vibrazionale aggiunta dalla circolazione del preparato.

Tutti gli estratti LES sono prodotti da tessuti embrionali vegetali freschi, che vengono immersi entro 12 ore dalla raccolta nella soluzione gliceralcolica; è utile ricordare che studi indipendenti hanno comprovato che che l’utilizzo di tessuti vegetali congelati, diminuisce per più del 20% la potenza fitochimìca dell’estratto.

La linea LES utilizza circa 30 delle milioni di specie di alberi, arbusti e piante presenti sul pianeta, e il nostro impegno è quello di colmare la mancanza di conoscenza ed inserire nel catalogo altri estratti che contengano tesori fitochimici utili a stimolare la disintossicazione e la rigenerazione cellulare.

L’intera varietà della flora è un dono incredibile e la rivelazione dei misteri ci ispira ad apprezzare il miracolo della vita e della natura.

I principi fitochimici

La concentrazione dei prìncipi fitochimici nelle gemme è molto intensa in quanto il tessuto si trova in uno stato di moltiplicazione cellulare che ne influenza l’intensità energetica e la vitalità. Nella fase di crescita, i tessuti come le gemme e i giovani getti, contengono alte dosi di minerali, vitamine, enzimi, antiossidanti, nonché una grande quantità di informazioni genetiche utili per la formazioni della pianta e diversi ormoni tra cui:

L’Auxina: un ormone vegetale ad azione fetale che stimola la crescita e la resistenza alle malattie;

Le Gibberelline: un gruppo di ormoni che stimolano la sintesi delle proteine RNA e che hanno un’azione curativa e anti-infimmatoria nella pianta.

Similmente agli animali, le piante hanno un sistema ormonale che aiuta la regolazione delle loro attività fisiologiche e agisce nel mantenimento dell’omeostasi. Generalmente gli ormoni delle piante sono suddivisi in 5 grandi categorie: auxine, citochine, gibberelline, acido abscissico ed etilene. E utile ricordare che gli ormoni della crescita si trovano solo nelle gemme e negli altri tessuti meristematici e non nella pianta adulta.

I LES sono prodotti complementari alle terapie allopatiche, omeopatiche e fitoterapiche tradizionali in quanto agiscono sulla stimolazione del sistema cellulare favorendo la depurazione dell’organismo e l’interazione tra le componenti fitochimiche degli estratti delle cellule staminali vegetali e il sistema neuroimmunologico umano. La disintossicazione o meglio depurazione è il frutto della stimolazione dell’organismo, l’eccitazione dei tessuti e l’eliminazione delle tossine da parte degli ormoni della crescita. La depurazione può essere ricondotta al trattamento dei disturbi della Forza Vitale dell’organismo.

Gemme e depurazione

I LES correggono la funzione dell’organismo stimolando l’eliminazione delle tossine tramite l’attività che gli ormoni contenuti nei tessuti embrionali esercitano sulle cellule degli organi emuntori.

La funzionalità del sistema depurativo è legato al benessere di organi dediti all’eliminazione delle scorie metaboliche: Fegato, Cistifellea, Reni, Colon, Pelle, Polmoni, nonché di altri sistemi e organi che non hanno una spiccata funzione di eliminazione delle scorie ma il cui benessere è fondamentale per un’ottimale depurazione; Sistema linfatico, Sistema nervoso e Cuore.

Per comprendere a pieno le potenzialità dei LES è necessario analizzare la scienza che è alla base delle cellule staminali e le loro proprietà autorigenerative.

Le cellule staminali sono cellule primarie indìfferenziate capaci di riprodursi nell’organismo da sole e diventare qualsiasi tipo di cellula organo; questo avviene tramite la suddivisione mitotica delle cellule, un processo in cui la cellula duplica i propri cromosomi e genera due cellule identiche con un’equa distribuzione dei componenti cellulari.

Questa proprietà di differenziazione cellulare rappresenta un potenziale illimitato dì risorse curative. Un prodotto che può stimolare la moltiplicazione e la differenziazione delle cellule staminali può riparare qualsiasi tipo di tessuto specifico e di organo in fase di sviluppo.

Le cellule staminali (cellule indifferenziate capaci di dividersi e differenziarsi in una cellula tipo di cui un particolare organo ha bisogno) sono presenti in molti organismi multi-cellulari tra cui gli esseri umani, gli animali e le piante.

La fitochimica e i processi cellulari coinvolti nell’utilizzo dei gemmoderivati sono:

  1. Stimolazione delle cellule PGH che causano l’eccitazione tessutale e l’eliminazione delle tossine;
  2. Fito-antiossidanti che diminuiscono il livello di ROS (Reactive Oxygen Species) inducendo una diminuzione del danno ossidativo;
  3. La sintesi enzimatica chelante blocca i metalli nel le sostanze escrezionali del corpo;
  4. La gemmoterapia regola l’apoptosi ossia la frammentazione del DNA per indurre la morte delle cellule displastiche e infette (per esempio di virus o batteri), proteggendo l’organismo da invasioni infettive e cancerogene. La chelazione dei metalli tossici dalle cellule ristabilizza la funzionalità del sistema di apoptosi.
  5. Dopo la normalizzazione di questi processi, i gemmoderivati hanno una forte attività di stimolazione della rigenerazione del benessere delle cellule e dei tessuti e favorendo la funzione dell’organo.

Questa fine orchestrazione della natura e i suoi sinergismi derivano solo dalla somministrazione di tessuti embrionali come quelli utilizzati nei LES Forza Vitale. Le cellule staminali vegetali hanno un grande potenziale aggiunto rispetto alle cellule staminali umane in quanto contengono antiossidanti, ormoni vegetali della crescita minerali, vitamine, etc, che contribuiscono all’attivazione dei processi depurativi.

OPPURE VISITA ANCHE LA PAGINA ESTRATTI SPAGIRICI

Quale Oligoelemento fa al caso mio?

In Naturopatia si parla spesso del concetto di terreno, cioè la costituzione organico-genetica-psicologica da cui deriviamo e di cui siamo costituiti prevalentemente. Nel momento in cui si comprendono le caratteristiche base di una determinata persona anche la terapia risulta più semplice ed efficace.

Esistono alcuni preparati che vanno a riequilibrare proprio il terreno di cui siamo fatti.

Immaginate di aver un fazzoletto di terra da coltivare ma essendo da tempo sfruttato risulta poco produttivo, cosa fate?

Cercherete di capire il tipo di terreno, e lo nutrirete degli elementi carenti. I naturopati cercano di fare la stessa cosa e si fanno aiutare dagli oligoelementi.

Gli oligoelementi sono dei catalizzatori, dei regolatori delle funzioni fondamentali del nostro organismo e fanno sì che esso funzioni in modo armonioso, equilibrato. Essi sono minerali contenuti in minime quantità nell’organismo, che svolgono un’azione di controllo potente, a volte determinante, su tutte le funzioni vitali.

E’ dunque corretto affermare che l’oligoterapia, insieme alla vitaminoterapia, è una terapia di apporto biologica e integrata.

Gli oligoelementi sono degli incredibili catalizzatori delle nostre funzioni o per meglio dire sono i catalizzatori degli enzimi, infatti molti di essi funzionano solo se attivati (catalizzati) dagli oligoelementi. Le reazioni enzimatiche del nostro organismo sono migliaia, quindi potete immaginare l’importanza degli oligoelementi nel nostro organismo.

Vediamone alcuni dei principali.

  • Bismuto – Coadiuvante fisiologico per le manifestazioni infiammatorie del cavo orale
  • Calcio – svolge un ruolo fondamentale nel fisiologico processo di mineralizzazione ossea, in molte attività enzimatiche e in numerose fasi della coagulazione del sangue
  • Cobalto – Coadiuvante fisiologico nel trattamento dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori, studi condotti da Henry Picard
  • Cromo – Complemento nutrizionale in grado di accelerare il metabolismo. Consente di ripristinare una normale sensibilità all’insulina, con minor formazione di adipe e maggior riassorbimento del tessuto adiposo immagazzinato
  • Ferro – Può essere utile come coadiuvante fisiologico nelle condizioni a rischio carenziale di ferro e nelle anemie da carenza di ferro
  • Fluoro – Coadiuvante fisiologico, può svolgere un’attività riparativa e protettiva per i denti e può conferire solidità alle ossa e resistenza ed elasticità ai tessuti di sostegno
  • Fosforo – Coadiuvante fisiologico, regolatore dell’eccitabilità neuromuscolare, assicura la formazione, il deposito e l’utilizzo dell’energia nella cellula
  • Iodio – Può agire favorevolmente sulla funzione tiroidea responsabile della regolazione del metabolismo basale, del livello energetico e della crescita
  • Litio – Oligoelemento elettivo nell’ansia cronica – depressiva
  • Manganese – Può favorire una fisiologica attività detossificante generale. Utile nel trattamento delle manifestazioni allergiche e iperergiche
  • Manganese-cobalto – E’ il complesso regolatore della diatesi neuroatritica .Viene consigliato nelle manifestazioni da distonia neurovegetativa, dominata da ansia e da diminuita capacità di concentrazione e memoria
  • Manganese-rame – Può agire favorevolmente sui processi infiammatori recidivanti e persistenti. Utile per il benessere del cavo orale e delle vie aeree
  • Potassio – Coadiuvante fisiologico, può favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso
  • Rame – Può essere utile come coadiuvante alimentare nei processi infiammatori anche a livello articolare e respiratorio
  • Rame-oro-argento – Può essere utile in tutte le manifestazioni caratterizzate da una risposta nulla o ridotta agli stimoli e dalla compromissione dei meccanismi difensivi . Facilita la ripresa generale, riduce l’incidenza delle infezioni
  • Selenio – Può essere utile per ostacolare i radicali liberi il cui accumulo minimo ma costante è all’origine dell’invecchiamento
  • Silicio – Coadiuvante fisiologico, svolge un’attività rimineralizzante, in particolare a livello scheletrico e degli annessi cutanei
  • Zinco – E’ l’oligoelemento essenziale della crescita, dell’integrità cellulare e della modulazione immunitaria. Può favorire il rinnovamento del tessuto cutaneo e stimolare la produzione del collagene, costituente fondamentale del tessuto osseo
  • Zinco-nichel-cobalto – E’ il complesso regolatore endocrino della “sindrome da disadattamento “dell’asse ipofiso-pancreatico. Può agire positivamente sulle alterazioni del metabolismo glucidico, nel sovrappeso e nell’obesità. Contrasta la fame eccessiva
  • Zinco-rame – Complesso regolatore endocrino, può agire positivamente sulle alterazioni della crescita e dei disturbi ormonali
  • Zolfo – Coadiuvante fisiologico con azione detossificante e di drenaggio cutaneo

 

,

I funghi e le piante medicinali per la gestione delle candidosi

Strategie di depurazione e micoterapia
Elena Renier, BSc (Hons) BA (Hons) MNIMH, Comitato Scientifico IMI

 

Esistono c.100.000 specie di funghi diverse, suddivise in due categorie:
1- macro-funghi che comprendono funghi per uso alimentare
2- micro-funghi che comprendono lieviti e muffe.

Avendo un’alimentazione eterotrofa, non essendo cioè capaci di produrre le sostanze di cui necessitano, si avvicinano di più agli animali che alle piante. A differenza di quest’ultime, i funghi hanno la parete cellulare costituita da glucani differenziati (beta-glucani prevalentemente non-cellulosici) e dal polisaccaride chitina, la quale è presente anche nell’esoscheletro degli artropodi.

Riguardo ai polisaccaridi di riserva, i funghi possono accumulare analogamente agli animali, il glicogeno, mentre i vegetali utilizzano l’amido. I funghi sono privi di clorofilla e si nutrono di organismi ricchi di carboidrati, minerali, vitamine e proteine. In simbiosi con l’organismo umano vivono funghi, il cui sostentamento è simile alla nutrizione umana.

In condizione di omeostasi, la microflora dell’intestino umano contiene fino a circa 400 commensali microbici, per circa l’85% sani e 15% considerati nocivi. Tra i commensali che in moderazione svolgono un ruolo utile, citiamo i lieviti comuni delle specie Candida: C.albicans, C.tropicalis, C.glabrata, C.krusei, C.guillermondi, C.dubliniensis e C.zeylanoides e i batteri utili, come, ad esempio, i Lactobacilli: L.fermentum e L.acidophilus, in grado di neutralizzare i lieviti e le candidosi in particolare.

Come disse Pasteur, “beviamo il 90% delle nostre malattie”, indicando che l’eccesso di microbi entra nel corpo attraverso la cavità orale, mangiando e respirando. La Candida assieme al resto della microflora sana, in quantità moderate, modula elementi del sistema immunitario intestinale ad azione pro-infiammatoria.
La Candida e il muco gastrointestinale, il quale si forma sullo strato epiteliale della mucosa e, in seguito all’erosione dei villi intestinali, sulla sottomucosa, provoca infiammazione, la quale, in eccesso, può contribuire a lesionare questi tessuti. I globuli bianchi, apportati dal flusso sanguigno, reagiscono agli agenti patogeni e ai radicali liberi per neutralizzarli, aumentando il pus che forma muco nel tentativo di guarire i tessuti cellulari lesionati neutralizzano tossine e radicali liberi, purché nel corpo esistano quantità adeguate di aminoacidi, vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi e carboidrati grezzi, come quelli contenuti nei funghi, cioè i polisaccaridi, tra i quali i alfa-glucani e beta-glucani, le glicoproteine e i triterpeni. Tali polisaccaridi soffrono un’attività farmacologica analoga ai Biological Response Modifers (BRM), ben nota dai sistemi medici oprientali moderni e antichi di Cina, Giappone e Tibet.

Recentemente gli USA e l’Europa hanno cominciato ad utilizzare estratti concentrati di funghi medicinali titolati in beta-glucani per i casi di immunosoppressione e di candidosi cronica. I beta-glucani stimolano l’immunità, legandosi a ricettori sulla superficie di granulociti, monociti, macrofagi e cellule dendritiche, attivando così la risposta immunitaria innata aspecifica e di conseguenza anche quella specifica. Attivando la risposta immunitaria innata per affrontare micosi e altre infezioni, i beta-glucani riportano le citochine Th2 iperattive a uno stato di omeostasi Th1/Th2, riducendo l’infiammazione e neutralizzando i radicali liberi.

Funghi particolarmente adatti a regolare la bilancia immunitaria e le infezioni sono l’Agaricus Blazei Murrill, il Reishi e il Coriolus, sebbene tutti i funghi medicinali contengano beta-glucani e agiscano sul sistema immunitario con affinità più spiccate per organi e sistemi fisiologici specifici, ciò che la medicina tradizionale cinese (MTC) chiama organo-tropismo.

Internamente, l’eccesso di Candida, senza segni cutanei, va differenziata da casi rari di Cryptococcus (meningite fungina), oppure Aspergillus (aflatossine alimentari e muffe ambientali inalate), anche se la infezioni fungine possono coesistere. Ancor prima di manifestare segni di mughetto, la candidosi si cronicizza gradualmente a causa della deplezione nutrizionale, inclusi di molti antiossidanti endogeni come il glutatione, un potente antiossidante, essenziale per rendere biodisponibili e attive nel corpo altre sostanze come il ferro e le vitamine C ed E. Le micosi del corpo umano già in fase di cronicità avanzata facilmente identificabili. Manifestandosi sotto forma di “mughetto”, muffa a tutti gli effetti, la Candida è visibile sulle mucose della bocca e sulla superficie cutanea dello scalpo, delle pieghe inguinali, delle ascelle, delle braccia, dietro alle ginocchia e sotto il seno, dove si può confondere e coesistere con altre micosi comuni: Pityriasis versicolor, Tinea corporis, Tinea cruris e Tinea pedis.

La candidosi cronica può essere la causa oppure la conseguenza di fattori stressogeni sia psicologici che fisiologici, i quali si possono manifestarsi nei punti più vulnerabili della costituzione innata dell’individuo ed essere scatenati da fattori ambientali, spesso dovuti ad abitudini scorrette che, in combinazione tassano il sistema immunitario. La candidosi e lo stress cronici affiggono i tessuti epiteliali del cuoio capelluto, della pelle e delle unghie assieme a tutti i tessuti epiteliali che proteggono le membrane delle mucose gastrointestinali e delle membrane neuronali, perché i tessuti nervosi e tegumentari si formano dallo stesso ectoderma embrionale durante la gestazione.

I funghi Reishi ed Hericium agiscono allo stesso tempo sui tessuti epiteliali di tutte le mucose fisiologiche e del sistema nervoso. Il Reishi contiene adenosina, sostanza ad azione spasmolitica importante per l’intero sistema digestivo e per il rilassamento nervoso e i suoi polisaccaridi risparmiano il cortisolo, aumentando la capacità di affrontare lo stress fisiologico e regolando l’attività antimicrobica delle ghiandole sebacee. Mentre il fungo Hericium, ricco di ericenoni agisce sulla rigenerazione della mielina delle membrane nervose, partendo dall’area centrale cerebrale e dalla spina dorsale, fino alle diramazioni dei plessi nervosi enterici e cutanei. La varietà delle presentazioni cliniche della candidosi non è sempre facilmente riconducibile a una sola area deficitaria ai fini terapeutici. Per questo, è indispensabile prendere in considerazione le abitudini alimentari, lo stile di vita e le condizioni ambientali, oltre ad utilizzare questionari analitici e test di conferma.
L’alimentazione raffinata moderna è sovraccarica di zuccheri, carboidrati, alcolici e lieviti lavorati industrialmente che apportano calorie “vuote”, sostanze prive di valore nutrizionale e tossine “acidificanti” che producono radicali liberi in quantità difficili da smaltire attraverso i meccanismi d’eliminazione fisiologici. L’acidosi sostenuta e l’ossidazione favoriscono l’espansione di pseudo-ife e pseudo-miceti della Candida, la quale si nutre dei metaboliti dei processi infiammatori che contribuiscono a stimolare la formazione di muco nelle pareti epiteliali delle mucose delle membrane gastrointestinali, provocando malassorbimento e malnutrizione, e sulla mielina delle membrane neuronali, ostacolando, parzialmente o totalmente la neurotrasmissione.

La Candida produce ottanta micotossine, tra cui l’acetaldide, la stessa tossina prodotta dall’alcol. Il sistema linfatico di tutta la parete intestinale è ricoperto dalle Placche di Peyer, con ricettori sulle membrane, le quali contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi, provocati dall’alterazione dell’equilibrio acido-basico gastrointestinale, e quindi, dalla maggiore quantità di sostanze mal digerite, oltre che dalle micotossine. In particolare, le Placche di Peyer presenti nell’ileo nella sottomucosa e nella lamina propria, quando incontrano un antigene, si attivano, moltiplicandosi (sono presenti linfociti B e un pò di linfociti T e cellule M), iniziando processi autoimmuni.

La malnutrizione, il consumo d’alcolici, l’uso d’antibiotici, corticosteroidi e farmaci non steroidei, la pillola anticoncezionale, l’esposizione a sostanze chimiche e metalli pesanti: alluminio, arsenico, mercurio e piombo che si trovano nei pesticidi, nei residui di amalgama dentario e nelle vaccinazioni che inseriscono virus mutevoli prima di contrarli, danneggiano la microflora batterica, alterando il pH fisiologico, instaurando processi infiammatori cronici e aumentando la permeabilità delle mucose gastrointestinali, ciò che si definisce “Leaky Gut Syndrome”. Le tossine non filtrate dalle mucose gastrointestinali sono riassorbite nel flusso sanguigno, provocando reazioni autoimmuni e favorendo la proliferazione di miceti della Candida in tutto il corpo.

L’alimentazione contribuirebbe all’equilibrio delle mucose e dell’apparato gastrointestinale dalla bocca all’intestino retto, se l’apporto di vitamine, minerali, amminoacidi, acidi grassi e carboidrati di qualità nella dieta moderna fosse adeguato e se l’uso frequente d’antibiotici non esaurisse le poche risorse vitali. Altre misure per ridurre la tossicità che altera il pH sono l’esercizio fisico che favorisce l’ossigenazione muscolare, la qualità del sonno e il riposo, ridurre il consumo di carne, caffeina e nicotina, aumentare il consumo di verdure alcalinizzanti e consumare frutta povera di zuccheri in moderazione e lontano dai pasti. Esistono linee guida che indicano se i cibi sono alcalini, neutri oppure acidi da valutare nell’equilibrio complessivo di ogni dieta, considerando aspetti di biodisponibilità di ogni alimento e aspetti riguardanti l’equilibrio della flora batterica che varia da persona a persona.

Per gestire la proliferazione incontrollata di candidosi, è essenziale iniziare a inserire nelle abitudini alimentari cibi idonei, seguendo una dieta ricca di cibi genuini, integrali e provenienti da coltivazioni biologiche, prive di pesticidi, ad alta densità nutrizionale.

La sostituzione alimentare di carboidrati raffinati, i formaggi stagionati, muffe, lieviti e alcolici dovrebbe avere l’accortezza di non privare la persona affetta da candidosi, solitamente già carente di sostanze nutritive, di una dieta varia, equilibrata e piacevole, adatta sia alla condizione della flora intestinale, sia ai gusti e alle abitudini personali, spesso dettati da aspetti relativi alla cultura individuale.

Per ottenere la massima efficacia, la micoterapia dovrebbe seguire un programma di depurazione del fegato, delle vie biliari, urinarie e linfatiche, con strategie per neutralizzare l’infiammazione e i danni sistemici prodotti dai radicali liberi delle micotossine e dell’acidosi. In tutti i casi, le strategie di disintossicazione devono essere graduali e agire in profondità, in tempi consoni ai ritmi fisiologici dell’individuo, riducendo al minimo le crisi di guarigione, provocate dalla rimozione delle micotossine. Gli estratti di Cardo mariano, titolato in silimarina, e di Curcuma, titolata in curcuminoidi, aumentano la produzione endogena degli antiossidanti glutatione ed enzima superossidodismutasi (SOD), riducendo l’infiammazione causata dal fattore NK-FB, correlato alla rigenerazione e alla riparazione dei tessuti cellulari danneggiati dall’acetaldeide, la principale tossina nella candidosi. È importante assumere fitopreparati che aumentino la secrezione e il flusso biliare, dal fegato alla colecisti, favorendo l’eliminazione di colesterolo e accumuli di acidi grassi, contenenti anche le micotossine, migliorando così la peristalsi intestinale, e fitopreparati che stimolino la diuresi per risolvere cistiti ricorrenti, spesso associate a candidosi. Composti di piante medicinali, come, ad esempio, le foglie di Carciofo e le foglie e la radice del Tarassaco, facilitano l’espulsione delle micotossine liposolubili trasportate nella bile e dei residui idrosolubili nell’urina. La Curcuma è utile anche per depurare il sistema linfatico che trasporta i residui microbici sia dalla circolazione sanguigna, sia dalla superficie cutanea, attraverso una intricata rete di linfonodi.

In un secondo momento, la depurazione graduale delle vie fisiologiche d’eliminazione deve essere accompagnata dall’integrazione della microflora batterica con fermenti e funghi adatti. La flora batterica intestinale della maggioranza delle persone è di circa 5kg e svolge la funzione di produrre vitamine B e di aumentare la biodisponibilità di calcio, magnesio e ferro. La microflora debellata deve essere totalmente reintegrata con probiotici solamente in seguito a somministrazione antibiotica, mentre in tutti gli altri i casi possono essere sufficienti i prebiotici.

Assieme ai probiotici Lactobacilli, sono consigliabili i frutto-oligo-saccaridi (FOS), fibre presenti in frutta e verdura, indigeribili per il corpo umano ma indispensabili per la microflora. Altri FOS alimentari reperibili sono l’inulina presente in mirtilli, tuberi, cicoria, cipolle, aglio e carciofi. Prebiotici ineguagliati sono presenti negli enzimi attivi dei funghi salutari in toto, principalmente le laccasi delle specie di Hericium, Reishi e le specie di Pleurotus e Shiitake. Questi funghi salutari devono provenire da coltivazioni biologiche controllate per essere benefici e offrire, quindi, una vasta gamma di polisaccaridi ed enzimi attivi e differenziati, normalmente assenti nell’alimentazione. La micoterapia svolge attività prebiotiche per la presenza d’enzimi antiossidanti e antimicrobici, capaci, oltretutto, di regolare la produzione di antigeni sulle mucose gastrointestinali e di alleviare le complicazioni della candidosi, degenerate in sindromi autoimmuni e malattie croniche degenerative. La disintossicazione linfatica può essere coadiuvata anche dal fungo Polyporus, il quale è preferibile alla Curcuma nei casi d’occlusione parziale o totale delle vie biliari.

Fonti
Akram et al (2010) Curcuma longa and curcumin: a review article. RojJBiol-PlantBiol 55(2), 65-70.
Al-Habib S B e Al-Rashedi A M (2011) Effect of Some Plant Extracts on Candida albicans. Journal of Thi-Qar University Vol 6(4), 53-60.
Bianchi I (2008) Micoterapia. I funghi medicinali nella pratica clinica. Nuova IPSA Editore.
Bondarenko V M e Rybal’chenko O V (2009) Ultrastructural change of lactobacilli during suppression of their growth by clinical strains of Candida albicans [Article in Russian] ZhMikorbiolEpidemiolImmunobiol 4, 96-99.
Cazzavillan S (2011) Funghi Medicinali dalla tradizione alla scienza. Nuova IPSA Editore.
Emanuele et al (2011) Antioxidant and Antimicrobial Activities of Ethanol Extracts of Cynara Scolymus (Cynarae foliu, Asteraceae Family). Tropical Journal of Pharmaceutical Research 10(6), 777-783.
Kemper K (1999) Dandelion (Taraxacum officinale). The Centre for Holistic Pediatric Education and Research. The Longwood Task Force.
Kumar A et al (2011) A Review of Curcuma longa (Turmeric). International Journal of Applied Biology and Pharmaceutical Technology Vol2(4), 371-379.
Morien K (1998) Benefits of Artichoke Leaf Extract in Hypercholesterolemia, Dyspepsia and Liver Function. Herbalgram 44, 21-22.
Rönnqvist D et al (2007) Lactobacillus fermentum Ess-1 with unique growth inhibition of vulvo-vaginal candidiasis pathogens. JMedMicrobiol 56(pt11), 1500-1504.
Sandur et al (2007) Curcumin, demethoxycurcumin, bidemethoxycurcumin, tetrahydrocurcumin and turmerones differentially regulate anti-inflammatory and anti-proliferative responses through a ROS-independent mechanism. Carcinogenesis Vol 28(8), 1765-1773.
SIFIT (2012) Il Cardo mariano ed i suoi effetti epatoprotettivi: uno strumento di prevenzione e terapia per varie forme di affezioni epatiche. Fitoterapia.
Strumm M et al (2012) Studies on the effects of probiotic Lactobacillus mixture given orally on vaginal and rectal colonization and on parameters of vaginal health in women with intermediate vaginal flora. EurJObstetGynecolReprodBio.
Verma S e Thuluvath P L (2007) Complementary and Alternative Medicine in Hepathology: Review of the Evidence and Efficacy. Clinical Gastroenterology and Hepathology 5 (4), 1-8.

 

,

Funghi: la saggezza della medicina orientale

I funghi sono stati a lungo apprezzati nella medicina naturale. Gli archeologi hanno trovato resti e testimonianze delle persone che utilizzavano i funghi nel lontano 3300 a.C. I funghi hanno una loro propria branca della medicina che è nota come “micoterapia”.

 

Il termine micoterapia letteralmente sta a significare “terapia con i funghi medicinali”; è una tecnica olistica, derivante dalla fitoterapia, che utilizza i funghi medicinali per trattare o prevenire la formazione di diverse patologie. Questa pratica è utilizzata come trattamento complementare e comprende alcuni dei rimedi più antichi conosciuti. Questi sono stati usati per migliaia di anni in Asia e l’interesse in questa terapia si sta diffondendo rapidamente in Europa. I funghi sono utilizzati principalmente come rimedi che compongono la medicina tradizionale (MTC), i cui principi si trovano sul taoismo, e gli antichi cinesi credevano che i funghi rafforzassero il corpo e impedissero la formazione delle patologie e la gente, curandosi con questi nutraceutici, riuscì così a vivere una vita più lunga. La ricerca moderna ha dimostrato che le specie cinesi e giapponesi di funghi sono particolarmente ricche di composti che danno numerosi benefici al corpo, migliorando il sistema immunitario e combattendo le malattie.

Indispensabile affinché si voglia ottenere un qualche effetto benefico sull’organismo, bisogna aver cura di assumere dei funghi medicinali coltivati in Europa, controllati, lavorati in modo tale da non deturparne le proprietà salutari e certificati di standard biologico europeo e GMP. È importante sapere che gli standard di coltivazione biologica europea sono molto migliori di quelli asiatici, molto meno restrittivi e più permissivi. Un prodotto che rispetta le norme GMP (di buona fabbricazione) è sicuramente un prodotto valido e sicuro, privo di contaminati e di sicuro affidabilità.

Sono stati identificati oltre 14.000 diversi tipi di funghi, anche se solo circa 3.000 sono considerati commestibili per l’uomo. Molte specie sono estremamente velenosi o contengono sostanze chimiche psicoattive e allucinogene e circa 700 tipi di funghi sono stati riconosciuti come aventi proprietà medicinali.

Praticamente ogni forma di fungo hanno prevenzione delle malattie e componenti di combattimento, oltre ad essere ingredienti di cottura versatili. I funghi contengono fibre e sono caratterizzati da alti livelli di vitamine e minerali come riboflavina, niacina, acido pantotenico, vitamina D, potassio e selenio. Alcune varietà di funghi come lo Shiitake e il Maitake contengono alti livelli di potente antiossidante conosciuto come L-ergotioneina. Sono anche una buona fonte di proteine, importanti per chi segue una dieta vegetariana o vegana, e possono essere facilmente utilizzati per creare una vasta gamma di piatti deliziosi e possono essere facilmente accompagnati con ortaggi vari, zuppe e altri alimenti in genere. Sono considerati, però, dei veri e propri nutraceutici, cioè non dei semplici alimenti, ma dei veri e propri farmaci. Il panorama scientifico sta rivolgendo grande interesse verso questi organismi e sempre più studi iniziano a esser effettuati; la maggior parte arrivano dall’Oriente, dove la tradizione micoterapeutica è più antica e radicata. Inizialmente, in occidente, si isolavano specifiche biomolecole per studiarne gli effetti, ma solo di recente si sono concentrate le attenzioni nella pianta nella sua “totalità e completezza”, arrivando a comprendere quanto sia fondamentale l’armoniosa sinergia di tutte le componenti del fungo affinché questo possa avere un efficace effetto benefico sull’organismo. Secondo alcuni micologi, le proprietà medicinali dei funghi sono connesse proprio alla loro straordinaria capacità di scomporre la materia organica. Infatti, in questo processo i funghi entrano continuamente in contatti con batteri patogeni, per sopravvivere ai quali devono necessariamente avere difese immunitarie molto forti e attive. Queste proprietà antipatogeniche sarebbero all’origine dell’azione immunostimolante dei funghi sull’organismo.

Di seguito sono elencati i funghi medicinali più importanti:

I. Agaricus blazei Murrill. È il fungo medicinali con la concentrazione maggiore di polisaccaridi. A differenza degli altri funghi medicinali, la sua tradizione non è originaria del lontano Oriente, ma di una cittadina di montagna del Brasile. Ottimo nel stimolare il sistema immunitario, è ricco di proteine, carboidrati e fibre.

II. Auricularia auricula-judae. Fungo medicinale abbastanza diffuso, di consistenza gelatinosa e parassita del legno. Il suo nome deriva dalla leggenda secondo cui crebbe per la prima volta sull’albero in cui si impiccò il famoso discepolo traditore. Ha un notevole contenuto di minerali e vitamine , antiossidanti, minerali, soprattutto calcio e ferro, e adenosina. È un ottimo supporto per il sistema cardiovascolare.

III. Coprinus comatus. Fungo che cresce spontaneo anche nei nostri prati, soprattutto quelli ricchi di materiale organico e nei letamai. È famoso per la produzione di una specie di inchiostro più resistente della china, in seguito ad un processo di liquefazione per autodigestione. È ricchissimo di Vanadio, minerale che aumenta la sensibilità delle cellule all’insulina, e Ferro che riduce l’effetto inibente del Vanadio sull’azione di altri enzimi.

IV. Cordyceps sinensis. Fungo prezioso che nasce dalla larva di un lepidottero nel Tibet. La sua composizione è molto varia e comprende aminoacidi essenziali, vitamine (E, K e gruppo B), proteine, nucleosidi (cordicepina in particolare) e minerali come ferro, zinco, rame e magnesio. È un fungo rinvigorente e che accresce l’energia vitale.

V. Coriolus o Trametes versicolor. Fungo di non difficile reperibilità, comune in Europa, in Asia e in America. È molto conosciuto perché da un suo biocomponente estratto, il PSK, si è prodotto un farmaco antitumorale adiuvante in alcuni paesi. Studi certificano una sua spiccata azione antivirale.

VI. Ganoderma lucidum. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome di Reishi, è considerato il fungo dell’immortalità e più efficace dello stesso ginseng. È un adattogeno e, di conseguenza, in possesso di diverse proprietà che ne fanno un nutraceutico straordinario e molto versatile.

VII. Grifola frondosa. Conosciuto con il nome di Maitake, è considerato il “re dei funghi”. In passato, era considerato prezioso come l’argento, vista la sua rarità, e viene utilizzato da sempre come supporto immunologico e in caso di obesità e sovrappeso.

VIII. Hericium erinaceus. Fungo caratteristico dall’aspetto simile alla criniera di un leone, da sempre utilizzato nella medicina tradizionale cinese per problematiche legate all’apparato digerente. Contiene importanti minerali, come potassio, fosfati e altri oligoelementi.

IX. Lentinula edodes. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome Shiitake, è ricchissimo di fibre vegetale e ha un importante effetto prebiotico. Diversi studi su questo fungo ne hanno certificato un importante azione sui batteri che provocano la caria e la Candida albicans.

X. Pleurotus ostreatus. Chiamato anche “fungo orecchione”, è un fungo abbastanza comune, avente valore nutrizionale considerevole: 100g di questo fungo forniscono 38 calorie e contengono il 15-25% di proteine. È ricco di componenti salutari, in particolare di lovastatina appartenente alla famiglia delle statine, che viene utilizzato in associazione alla dieta, all’esercizio fisico ed alla ricerca della perdita di peso per ridurre l’ipercolesterolemia.

XI. Polyporus umbellatus. Fungo che può crescere fino a dimensioni considerevoli, è delicato e molto fragile, composto da cappelli affiancati e sovrapposti. In Medicina Tradizionale veniva usato in caso di stasi dei fluidi ed era impiegato come efficace diuretico e detossificante.