ALBERO DELLA VITA

L’ALBERO DELLA VITA NELLE DIVERSE CULTURE

L’albero della vita è presente in tantissime culture, antiche e non, oltre che in moltissimi miti e credenze ancora attuali. È un elemento ricorrente, il cui significato cambia leggermente, ma rimane comunque l’inizio della vita. Un inizio che può essere metaforico o letterale.

Nella Bibbia era presente come simbolo di una vita esente da preoccupazioni, in opposizione all’albero della conoscenza. Nella mitologia egizia, da un albero emersero il primo uomo e la prima donna emersero da un albero: in questo caso nell’albero della vita erano racchiusi sia la vita che la morte. Nella mitologia cinese è presente un albero che produce frutti preziosi, che rendono chi li mangia immortale: il frutto nasce però una volta ogni 300 anni.

Dell’albero della vita vengono sempre evidenziati la forza della vita generatrice, che fa nascere rami, foglie, frutti; e la ricchezza del frutto generato, simbolo di abbondanza, che porta benefici, anche se in diversi modi.

Un simbolo riscontrabile nelle religioni del mondo da migliaia di anni e rimasto inalterato… E’ il “codice della creazione” , punto di partenza di ogni forma di vita. Unito alla Piastra Tesla, questo simbolo amplifica il suo effetto armonizzante e consente allo stesso tempo di rendere la piastra doppiamente efficace. La piastra viene lavorata a mano e con l’aiuto del laser il simbolo diviene parte del materiale stesso della piastra. Un’opera accurata ed artigianale. Un prodotto che TeslaVital® , il produttore,  propone con molto amore e gioia.

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LES estratti – gemmoderivati monopianta – Forza Vitale

Gli estratti LES sono prodotti tramite la macerazione di gemme, giovani getti e radicelle di alberi e arbusti in una soluzione gliceralcolica; l’estratto ottenuto è la tintura base della gemma ad una gradazione alcolica pari al 60% che viene successivamente diluita in rapporto 1:10 con acqua, alcool e glicerolo.

Forza Vitale ha applicato le pratiche spagyriche alla lavorazione dei gemmoderivati, ottenendo un preparato che contiene tutto lo spettro fitochimico dei tessuti embrionali vegetali utilizzati, e un’intensa attività vibrazionale aggiunta dalla circolazione del preparato.

Tutti gli estratti LES sono prodotti da tessuti embrionali vegetali freschi, che vengono immersi entro 12 ore dalla raccolta nella soluzione gliceralcolica; è utile ricordare che studi indipendenti hanno comprovato che che l’utilizzo di tessuti vegetali congelati, diminuisce per più del 20% la potenza fitochimìca dell’estratto.

La linea LES utilizza circa 30 delle milioni di specie di alberi, arbusti e piante presenti sul pianeta, e il nostro impegno è quello di colmare la mancanza di conoscenza ed inserire nel catalogo altri estratti che contengano tesori fitochimici utili a stimolare la disintossicazione e la rigenerazione cellulare.

L’intera varietà della flora è un dono incredibile e la rivelazione dei misteri ci ispira ad apprezzare il miracolo della vita e della natura.

I principi fitochimici

La concentrazione dei prìncipi fitochimici nelle gemme è molto intensa in quanto il tessuto si trova in uno stato di moltiplicazione cellulare che ne influenza l’intensità energetica e la vitalità. Nella fase di crescita, i tessuti come le gemme e i giovani getti, contengono alte dosi di minerali, vitamine, enzimi, antiossidanti, nonché una grande quantità di informazioni genetiche utili per la formazioni della pianta e diversi ormoni tra cui:

L’Auxina: un ormone vegetale ad azione fetale che stimola la crescita e la resistenza alle malattie;

Le Gibberelline: un gruppo di ormoni che stimolano la sintesi delle proteine RNA e che hanno un’azione curativa e anti-infimmatoria nella pianta.

Similmente agli animali, le piante hanno un sistema ormonale che aiuta la regolazione delle loro attività fisiologiche e agisce nel mantenimento dell’omeostasi. Generalmente gli ormoni delle piante sono suddivisi in 5 grandi categorie: auxine, citochine, gibberelline, acido abscissico ed etilene. E utile ricordare che gli ormoni della crescita si trovano solo nelle gemme e negli altri tessuti meristematici e non nella pianta adulta.

I LES sono prodotti complementari alle terapie allopatiche, omeopatiche e fitoterapiche tradizionali in quanto agiscono sulla stimolazione del sistema cellulare favorendo la depurazione dell’organismo e l’interazione tra le componenti fitochimiche degli estratti delle cellule staminali vegetali e il sistema neuroimmunologico umano. La disintossicazione o meglio depurazione è il frutto della stimolazione dell’organismo, l’eccitazione dei tessuti e l’eliminazione delle tossine da parte degli ormoni della crescita. La depurazione può essere ricondotta al trattamento dei disturbi della Forza Vitale dell’organismo.

Gemme e depurazione

I LES correggono la funzione dell’organismo stimolando l’eliminazione delle tossine tramite l’attività che gli ormoni contenuti nei tessuti embrionali esercitano sulle cellule degli organi emuntori.

La funzionalità del sistema depurativo è legato al benessere di organi dediti all’eliminazione delle scorie metaboliche: Fegato, Cistifellea, Reni, Colon, Pelle, Polmoni, nonché di altri sistemi e organi che non hanno una spiccata funzione di eliminazione delle scorie ma il cui benessere è fondamentale per un’ottimale depurazione; Sistema linfatico, Sistema nervoso e Cuore.

Per comprendere a pieno le potenzialità dei LES è necessario analizzare la scienza che è alla base delle cellule staminali e le loro proprietà autorigenerative.

Le cellule staminali sono cellule primarie indìfferenziate capaci di riprodursi nell’organismo da sole e diventare qualsiasi tipo di cellula organo; questo avviene tramite la suddivisione mitotica delle cellule, un processo in cui la cellula duplica i propri cromosomi e genera due cellule identiche con un’equa distribuzione dei componenti cellulari.

Questa proprietà di differenziazione cellulare rappresenta un potenziale illimitato dì risorse curative. Un prodotto che può stimolare la moltiplicazione e la differenziazione delle cellule staminali può riparare qualsiasi tipo di tessuto specifico e di organo in fase di sviluppo.

Le cellule staminali (cellule indifferenziate capaci di dividersi e differenziarsi in una cellula tipo di cui un particolare organo ha bisogno) sono presenti in molti organismi multi-cellulari tra cui gli esseri umani, gli animali e le piante.

La fitochimica e i processi cellulari coinvolti nell’utilizzo dei gemmoderivati sono:

  1. Stimolazione delle cellule PGH che causano l’eccitazione tessutale e l’eliminazione delle tossine;
  2. Fito-antiossidanti che diminuiscono il livello di ROS (Reactive Oxygen Species) inducendo una diminuzione del danno ossidativo;
  3. La sintesi enzimatica chelante blocca i metalli nel le sostanze escrezionali del corpo;
  4. La gemmoterapia regola l’apoptosi ossia la frammentazione del DNA per indurre la morte delle cellule displastiche e infette (per esempio di virus o batteri), proteggendo l’organismo da invasioni infettive e cancerogene. La chelazione dei metalli tossici dalle cellule ristabilizza la funzionalità del sistema di apoptosi.
  5. Dopo la normalizzazione di questi processi, i gemmoderivati hanno una forte attività di stimolazione della rigenerazione del benessere delle cellule e dei tessuti e favorendo la funzione dell’organo.

Questa fine orchestrazione della natura e i suoi sinergismi derivano solo dalla somministrazione di tessuti embrionali come quelli utilizzati nei LES Forza Vitale. Le cellule staminali vegetali hanno un grande potenziale aggiunto rispetto alle cellule staminali umane in quanto contengono antiossidanti, ormoni vegetali della crescita minerali, vitamine, etc, che contribuiscono all’attivazione dei processi depurativi.

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Quale Oligoelemento fa al caso mio?

In Naturopatia si parla spesso del concetto di terreno, cioè la costituzione organico-genetica-psicologica da cui deriviamo e di cui siamo costituiti prevalentemente. Nel momento in cui si comprendono le caratteristiche base di una determinata persona anche la terapia risulta più semplice ed efficace.

Esistono alcuni preparati che vanno a riequilibrare proprio il terreno di cui siamo fatti.

Immaginate di aver un fazzoletto di terra da coltivare ma essendo da tempo sfruttato risulta poco produttivo, cosa fate?

Cercherete di capire il tipo di terreno, e lo nutrirete degli elementi carenti. I naturopati cercano di fare la stessa cosa e si fanno aiutare dagli oligoelementi.

Gli oligoelementi sono dei catalizzatori, dei regolatori delle funzioni fondamentali del nostro organismo e fanno sì che esso funzioni in modo armonioso, equilibrato. Essi sono minerali contenuti in minime quantità nell’organismo, che svolgono un’azione di controllo potente, a volte determinante, su tutte le funzioni vitali.

E’ dunque corretto affermare che l’oligoterapia, insieme alla vitaminoterapia, è una terapia di apporto biologica e integrata.

Gli oligoelementi sono degli incredibili catalizzatori delle nostre funzioni o per meglio dire sono i catalizzatori degli enzimi, infatti molti di essi funzionano solo se attivati (catalizzati) dagli oligoelementi. Le reazioni enzimatiche del nostro organismo sono migliaia, quindi potete immaginare l’importanza degli oligoelementi nel nostro organismo.

Vediamone alcuni dei principali.

  • Bismuto – Coadiuvante fisiologico per le manifestazioni infiammatorie del cavo orale
  • Calcio – svolge un ruolo fondamentale nel fisiologico processo di mineralizzazione ossea, in molte attività enzimatiche e in numerose fasi della coagulazione del sangue
  • Cobalto – Coadiuvante fisiologico nel trattamento dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori, studi condotti da Henry Picard
  • Cromo – Complemento nutrizionale in grado di accelerare il metabolismo. Consente di ripristinare una normale sensibilità all’insulina, con minor formazione di adipe e maggior riassorbimento del tessuto adiposo immagazzinato
  • Ferro – Può essere utile come coadiuvante fisiologico nelle condizioni a rischio carenziale di ferro e nelle anemie da carenza di ferro
  • Fluoro – Coadiuvante fisiologico, può svolgere un’attività riparativa e protettiva per i denti e può conferire solidità alle ossa e resistenza ed elasticità ai tessuti di sostegno
  • Fosforo – Coadiuvante fisiologico, regolatore dell’eccitabilità neuromuscolare, assicura la formazione, il deposito e l’utilizzo dell’energia nella cellula
  • Iodio – Può agire favorevolmente sulla funzione tiroidea responsabile della regolazione del metabolismo basale, del livello energetico e della crescita
  • Litio – Oligoelemento elettivo nell’ansia cronica – depressiva
  • Manganese – Può favorire una fisiologica attività detossificante generale. Utile nel trattamento delle manifestazioni allergiche e iperergiche
  • Manganese-cobalto – E’ il complesso regolatore della diatesi neuroatritica .Viene consigliato nelle manifestazioni da distonia neurovegetativa, dominata da ansia e da diminuita capacità di concentrazione e memoria
  • Manganese-rame – Può agire favorevolmente sui processi infiammatori recidivanti e persistenti. Utile per il benessere del cavo orale e delle vie aeree
  • Potassio – Coadiuvante fisiologico, può favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso
  • Rame – Può essere utile come coadiuvante alimentare nei processi infiammatori anche a livello articolare e respiratorio
  • Rame-oro-argento – Può essere utile in tutte le manifestazioni caratterizzate da una risposta nulla o ridotta agli stimoli e dalla compromissione dei meccanismi difensivi . Facilita la ripresa generale, riduce l’incidenza delle infezioni
  • Selenio – Può essere utile per ostacolare i radicali liberi il cui accumulo minimo ma costante è all’origine dell’invecchiamento
  • Silicio – Coadiuvante fisiologico, svolge un’attività rimineralizzante, in particolare a livello scheletrico e degli annessi cutanei
  • Zinco – E’ l’oligoelemento essenziale della crescita, dell’integrità cellulare e della modulazione immunitaria. Può favorire il rinnovamento del tessuto cutaneo e stimolare la produzione del collagene, costituente fondamentale del tessuto osseo
  • Zinco-nichel-cobalto – E’ il complesso regolatore endocrino della “sindrome da disadattamento “dell’asse ipofiso-pancreatico. Può agire positivamente sulle alterazioni del metabolismo glucidico, nel sovrappeso e nell’obesità. Contrasta la fame eccessiva
  • Zinco-rame – Complesso regolatore endocrino, può agire positivamente sulle alterazioni della crescita e dei disturbi ormonali
  • Zolfo – Coadiuvante fisiologico con azione detossificante e di drenaggio cutaneo

 

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I funghi e le piante medicinali per la gestione delle candidosi

Strategie di depurazione e micoterapia
Elena Renier, BSc (Hons) BA (Hons) MNIMH, Comitato Scientifico IMI

 

Esistono c.100.000 specie di funghi diverse, suddivise in due categorie:
1- macro-funghi che comprendono funghi per uso alimentare
2- micro-funghi che comprendono lieviti e muffe.

Avendo un’alimentazione eterotrofa, non essendo cioè capaci di produrre le sostanze di cui necessitano, si avvicinano di più agli animali che alle piante. A differenza di quest’ultime, i funghi hanno la parete cellulare costituita da glucani differenziati (beta-glucani prevalentemente non-cellulosici) e dal polisaccaride chitina, la quale è presente anche nell’esoscheletro degli artropodi.

Riguardo ai polisaccaridi di riserva, i funghi possono accumulare analogamente agli animali, il glicogeno, mentre i vegetali utilizzano l’amido. I funghi sono privi di clorofilla e si nutrono di organismi ricchi di carboidrati, minerali, vitamine e proteine. In simbiosi con l’organismo umano vivono funghi, il cui sostentamento è simile alla nutrizione umana.

In condizione di omeostasi, la microflora dell’intestino umano contiene fino a circa 400 commensali microbici, per circa l’85% sani e 15% considerati nocivi. Tra i commensali che in moderazione svolgono un ruolo utile, citiamo i lieviti comuni delle specie Candida: C.albicans, C.tropicalis, C.glabrata, C.krusei, C.guillermondi, C.dubliniensis e C.zeylanoides e i batteri utili, come, ad esempio, i Lactobacilli: L.fermentum e L.acidophilus, in grado di neutralizzare i lieviti e le candidosi in particolare.

Come disse Pasteur, “beviamo il 90% delle nostre malattie”, indicando che l’eccesso di microbi entra nel corpo attraverso la cavità orale, mangiando e respirando. La Candida assieme al resto della microflora sana, in quantità moderate, modula elementi del sistema immunitario intestinale ad azione pro-infiammatoria.
La Candida e il muco gastrointestinale, il quale si forma sullo strato epiteliale della mucosa e, in seguito all’erosione dei villi intestinali, sulla sottomucosa, provoca infiammazione, la quale, in eccesso, può contribuire a lesionare questi tessuti. I globuli bianchi, apportati dal flusso sanguigno, reagiscono agli agenti patogeni e ai radicali liberi per neutralizzarli, aumentando il pus che forma muco nel tentativo di guarire i tessuti cellulari lesionati neutralizzano tossine e radicali liberi, purché nel corpo esistano quantità adeguate di aminoacidi, vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi e carboidrati grezzi, come quelli contenuti nei funghi, cioè i polisaccaridi, tra i quali i alfa-glucani e beta-glucani, le glicoproteine e i triterpeni. Tali polisaccaridi soffrono un’attività farmacologica analoga ai Biological Response Modifers (BRM), ben nota dai sistemi medici oprientali moderni e antichi di Cina, Giappone e Tibet.

Recentemente gli USA e l’Europa hanno cominciato ad utilizzare estratti concentrati di funghi medicinali titolati in beta-glucani per i casi di immunosoppressione e di candidosi cronica. I beta-glucani stimolano l’immunità, legandosi a ricettori sulla superficie di granulociti, monociti, macrofagi e cellule dendritiche, attivando così la risposta immunitaria innata aspecifica e di conseguenza anche quella specifica. Attivando la risposta immunitaria innata per affrontare micosi e altre infezioni, i beta-glucani riportano le citochine Th2 iperattive a uno stato di omeostasi Th1/Th2, riducendo l’infiammazione e neutralizzando i radicali liberi.

Funghi particolarmente adatti a regolare la bilancia immunitaria e le infezioni sono l’Agaricus Blazei Murrill, il Reishi e il Coriolus, sebbene tutti i funghi medicinali contengano beta-glucani e agiscano sul sistema immunitario con affinità più spiccate per organi e sistemi fisiologici specifici, ciò che la medicina tradizionale cinese (MTC) chiama organo-tropismo.

Internamente, l’eccesso di Candida, senza segni cutanei, va differenziata da casi rari di Cryptococcus (meningite fungina), oppure Aspergillus (aflatossine alimentari e muffe ambientali inalate), anche se la infezioni fungine possono coesistere. Ancor prima di manifestare segni di mughetto, la candidosi si cronicizza gradualmente a causa della deplezione nutrizionale, inclusi di molti antiossidanti endogeni come il glutatione, un potente antiossidante, essenziale per rendere biodisponibili e attive nel corpo altre sostanze come il ferro e le vitamine C ed E. Le micosi del corpo umano già in fase di cronicità avanzata facilmente identificabili. Manifestandosi sotto forma di “mughetto”, muffa a tutti gli effetti, la Candida è visibile sulle mucose della bocca e sulla superficie cutanea dello scalpo, delle pieghe inguinali, delle ascelle, delle braccia, dietro alle ginocchia e sotto il seno, dove si può confondere e coesistere con altre micosi comuni: Pityriasis versicolor, Tinea corporis, Tinea cruris e Tinea pedis.

La candidosi cronica può essere la causa oppure la conseguenza di fattori stressogeni sia psicologici che fisiologici, i quali si possono manifestarsi nei punti più vulnerabili della costituzione innata dell’individuo ed essere scatenati da fattori ambientali, spesso dovuti ad abitudini scorrette che, in combinazione tassano il sistema immunitario. La candidosi e lo stress cronici affiggono i tessuti epiteliali del cuoio capelluto, della pelle e delle unghie assieme a tutti i tessuti epiteliali che proteggono le membrane delle mucose gastrointestinali e delle membrane neuronali, perché i tessuti nervosi e tegumentari si formano dallo stesso ectoderma embrionale durante la gestazione.

I funghi Reishi ed Hericium agiscono allo stesso tempo sui tessuti epiteliali di tutte le mucose fisiologiche e del sistema nervoso. Il Reishi contiene adenosina, sostanza ad azione spasmolitica importante per l’intero sistema digestivo e per il rilassamento nervoso e i suoi polisaccaridi risparmiano il cortisolo, aumentando la capacità di affrontare lo stress fisiologico e regolando l’attività antimicrobica delle ghiandole sebacee. Mentre il fungo Hericium, ricco di ericenoni agisce sulla rigenerazione della mielina delle membrane nervose, partendo dall’area centrale cerebrale e dalla spina dorsale, fino alle diramazioni dei plessi nervosi enterici e cutanei. La varietà delle presentazioni cliniche della candidosi non è sempre facilmente riconducibile a una sola area deficitaria ai fini terapeutici. Per questo, è indispensabile prendere in considerazione le abitudini alimentari, lo stile di vita e le condizioni ambientali, oltre ad utilizzare questionari analitici e test di conferma.
L’alimentazione raffinata moderna è sovraccarica di zuccheri, carboidrati, alcolici e lieviti lavorati industrialmente che apportano calorie “vuote”, sostanze prive di valore nutrizionale e tossine “acidificanti” che producono radicali liberi in quantità difficili da smaltire attraverso i meccanismi d’eliminazione fisiologici. L’acidosi sostenuta e l’ossidazione favoriscono l’espansione di pseudo-ife e pseudo-miceti della Candida, la quale si nutre dei metaboliti dei processi infiammatori che contribuiscono a stimolare la formazione di muco nelle pareti epiteliali delle mucose delle membrane gastrointestinali, provocando malassorbimento e malnutrizione, e sulla mielina delle membrane neuronali, ostacolando, parzialmente o totalmente la neurotrasmissione.

La Candida produce ottanta micotossine, tra cui l’acetaldide, la stessa tossina prodotta dall’alcol. Il sistema linfatico di tutta la parete intestinale è ricoperto dalle Placche di Peyer, con ricettori sulle membrane, le quali contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi, provocati dall’alterazione dell’equilibrio acido-basico gastrointestinale, e quindi, dalla maggiore quantità di sostanze mal digerite, oltre che dalle micotossine. In particolare, le Placche di Peyer presenti nell’ileo nella sottomucosa e nella lamina propria, quando incontrano un antigene, si attivano, moltiplicandosi (sono presenti linfociti B e un pò di linfociti T e cellule M), iniziando processi autoimmuni.

La malnutrizione, il consumo d’alcolici, l’uso d’antibiotici, corticosteroidi e farmaci non steroidei, la pillola anticoncezionale, l’esposizione a sostanze chimiche e metalli pesanti: alluminio, arsenico, mercurio e piombo che si trovano nei pesticidi, nei residui di amalgama dentario e nelle vaccinazioni che inseriscono virus mutevoli prima di contrarli, danneggiano la microflora batterica, alterando il pH fisiologico, instaurando processi infiammatori cronici e aumentando la permeabilità delle mucose gastrointestinali, ciò che si definisce “Leaky Gut Syndrome”. Le tossine non filtrate dalle mucose gastrointestinali sono riassorbite nel flusso sanguigno, provocando reazioni autoimmuni e favorendo la proliferazione di miceti della Candida in tutto il corpo.

L’alimentazione contribuirebbe all’equilibrio delle mucose e dell’apparato gastrointestinale dalla bocca all’intestino retto, se l’apporto di vitamine, minerali, amminoacidi, acidi grassi e carboidrati di qualità nella dieta moderna fosse adeguato e se l’uso frequente d’antibiotici non esaurisse le poche risorse vitali. Altre misure per ridurre la tossicità che altera il pH sono l’esercizio fisico che favorisce l’ossigenazione muscolare, la qualità del sonno e il riposo, ridurre il consumo di carne, caffeina e nicotina, aumentare il consumo di verdure alcalinizzanti e consumare frutta povera di zuccheri in moderazione e lontano dai pasti. Esistono linee guida che indicano se i cibi sono alcalini, neutri oppure acidi da valutare nell’equilibrio complessivo di ogni dieta, considerando aspetti di biodisponibilità di ogni alimento e aspetti riguardanti l’equilibrio della flora batterica che varia da persona a persona.

Per gestire la proliferazione incontrollata di candidosi, è essenziale iniziare a inserire nelle abitudini alimentari cibi idonei, seguendo una dieta ricca di cibi genuini, integrali e provenienti da coltivazioni biologiche, prive di pesticidi, ad alta densità nutrizionale.

La sostituzione alimentare di carboidrati raffinati, i formaggi stagionati, muffe, lieviti e alcolici dovrebbe avere l’accortezza di non privare la persona affetta da candidosi, solitamente già carente di sostanze nutritive, di una dieta varia, equilibrata e piacevole, adatta sia alla condizione della flora intestinale, sia ai gusti e alle abitudini personali, spesso dettati da aspetti relativi alla cultura individuale.

Per ottenere la massima efficacia, la micoterapia dovrebbe seguire un programma di depurazione del fegato, delle vie biliari, urinarie e linfatiche, con strategie per neutralizzare l’infiammazione e i danni sistemici prodotti dai radicali liberi delle micotossine e dell’acidosi. In tutti i casi, le strategie di disintossicazione devono essere graduali e agire in profondità, in tempi consoni ai ritmi fisiologici dell’individuo, riducendo al minimo le crisi di guarigione, provocate dalla rimozione delle micotossine. Gli estratti di Cardo mariano, titolato in silimarina, e di Curcuma, titolata in curcuminoidi, aumentano la produzione endogena degli antiossidanti glutatione ed enzima superossidodismutasi (SOD), riducendo l’infiammazione causata dal fattore NK-FB, correlato alla rigenerazione e alla riparazione dei tessuti cellulari danneggiati dall’acetaldeide, la principale tossina nella candidosi. È importante assumere fitopreparati che aumentino la secrezione e il flusso biliare, dal fegato alla colecisti, favorendo l’eliminazione di colesterolo e accumuli di acidi grassi, contenenti anche le micotossine, migliorando così la peristalsi intestinale, e fitopreparati che stimolino la diuresi per risolvere cistiti ricorrenti, spesso associate a candidosi. Composti di piante medicinali, come, ad esempio, le foglie di Carciofo e le foglie e la radice del Tarassaco, facilitano l’espulsione delle micotossine liposolubili trasportate nella bile e dei residui idrosolubili nell’urina. La Curcuma è utile anche per depurare il sistema linfatico che trasporta i residui microbici sia dalla circolazione sanguigna, sia dalla superficie cutanea, attraverso una intricata rete di linfonodi.

In un secondo momento, la depurazione graduale delle vie fisiologiche d’eliminazione deve essere accompagnata dall’integrazione della microflora batterica con fermenti e funghi adatti. La flora batterica intestinale della maggioranza delle persone è di circa 5kg e svolge la funzione di produrre vitamine B e di aumentare la biodisponibilità di calcio, magnesio e ferro. La microflora debellata deve essere totalmente reintegrata con probiotici solamente in seguito a somministrazione antibiotica, mentre in tutti gli altri i casi possono essere sufficienti i prebiotici.

Assieme ai probiotici Lactobacilli, sono consigliabili i frutto-oligo-saccaridi (FOS), fibre presenti in frutta e verdura, indigeribili per il corpo umano ma indispensabili per la microflora. Altri FOS alimentari reperibili sono l’inulina presente in mirtilli, tuberi, cicoria, cipolle, aglio e carciofi. Prebiotici ineguagliati sono presenti negli enzimi attivi dei funghi salutari in toto, principalmente le laccasi delle specie di Hericium, Reishi e le specie di Pleurotus e Shiitake. Questi funghi salutari devono provenire da coltivazioni biologiche controllate per essere benefici e offrire, quindi, una vasta gamma di polisaccaridi ed enzimi attivi e differenziati, normalmente assenti nell’alimentazione. La micoterapia svolge attività prebiotiche per la presenza d’enzimi antiossidanti e antimicrobici, capaci, oltretutto, di regolare la produzione di antigeni sulle mucose gastrointestinali e di alleviare le complicazioni della candidosi, degenerate in sindromi autoimmuni e malattie croniche degenerative. La disintossicazione linfatica può essere coadiuvata anche dal fungo Polyporus, il quale è preferibile alla Curcuma nei casi d’occlusione parziale o totale delle vie biliari.

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Funghi: la saggezza della medicina orientale

I funghi sono stati a lungo apprezzati nella medicina naturale. Gli archeologi hanno trovato resti e testimonianze delle persone che utilizzavano i funghi nel lontano 3300 a.C. I funghi hanno una loro propria branca della medicina che è nota come “micoterapia”.

 

Il termine micoterapia letteralmente sta a significare “terapia con i funghi medicinali”; è una tecnica olistica, derivante dalla fitoterapia, che utilizza i funghi medicinali per trattare o prevenire la formazione di diverse patologie. Questa pratica è utilizzata come trattamento complementare e comprende alcuni dei rimedi più antichi conosciuti. Questi sono stati usati per migliaia di anni in Asia e l’interesse in questa terapia si sta diffondendo rapidamente in Europa. I funghi sono utilizzati principalmente come rimedi che compongono la medicina tradizionale (MTC), i cui principi si trovano sul taoismo, e gli antichi cinesi credevano che i funghi rafforzassero il corpo e impedissero la formazione delle patologie e la gente, curandosi con questi nutraceutici, riuscì così a vivere una vita più lunga. La ricerca moderna ha dimostrato che le specie cinesi e giapponesi di funghi sono particolarmente ricche di composti che danno numerosi benefici al corpo, migliorando il sistema immunitario e combattendo le malattie.

Indispensabile affinché si voglia ottenere un qualche effetto benefico sull’organismo, bisogna aver cura di assumere dei funghi medicinali coltivati in Europa, controllati, lavorati in modo tale da non deturparne le proprietà salutari e certificati di standard biologico europeo e GMP. È importante sapere che gli standard di coltivazione biologica europea sono molto migliori di quelli asiatici, molto meno restrittivi e più permissivi. Un prodotto che rispetta le norme GMP (di buona fabbricazione) è sicuramente un prodotto valido e sicuro, privo di contaminati e di sicuro affidabilità.

Sono stati identificati oltre 14.000 diversi tipi di funghi, anche se solo circa 3.000 sono considerati commestibili per l’uomo. Molte specie sono estremamente velenosi o contengono sostanze chimiche psicoattive e allucinogene e circa 700 tipi di funghi sono stati riconosciuti come aventi proprietà medicinali.

Praticamente ogni forma di fungo hanno prevenzione delle malattie e componenti di combattimento, oltre ad essere ingredienti di cottura versatili. I funghi contengono fibre e sono caratterizzati da alti livelli di vitamine e minerali come riboflavina, niacina, acido pantotenico, vitamina D, potassio e selenio. Alcune varietà di funghi come lo Shiitake e il Maitake contengono alti livelli di potente antiossidante conosciuto come L-ergotioneina. Sono anche una buona fonte di proteine, importanti per chi segue una dieta vegetariana o vegana, e possono essere facilmente utilizzati per creare una vasta gamma di piatti deliziosi e possono essere facilmente accompagnati con ortaggi vari, zuppe e altri alimenti in genere. Sono considerati, però, dei veri e propri nutraceutici, cioè non dei semplici alimenti, ma dei veri e propri farmaci. Il panorama scientifico sta rivolgendo grande interesse verso questi organismi e sempre più studi iniziano a esser effettuati; la maggior parte arrivano dall’Oriente, dove la tradizione micoterapeutica è più antica e radicata. Inizialmente, in occidente, si isolavano specifiche biomolecole per studiarne gli effetti, ma solo di recente si sono concentrate le attenzioni nella pianta nella sua “totalità e completezza”, arrivando a comprendere quanto sia fondamentale l’armoniosa sinergia di tutte le componenti del fungo affinché questo possa avere un efficace effetto benefico sull’organismo. Secondo alcuni micologi, le proprietà medicinali dei funghi sono connesse proprio alla loro straordinaria capacità di scomporre la materia organica. Infatti, in questo processo i funghi entrano continuamente in contatti con batteri patogeni, per sopravvivere ai quali devono necessariamente avere difese immunitarie molto forti e attive. Queste proprietà antipatogeniche sarebbero all’origine dell’azione immunostimolante dei funghi sull’organismo.

Di seguito sono elencati i funghi medicinali più importanti:

I. Agaricus blazei Murrill. È il fungo medicinali con la concentrazione maggiore di polisaccaridi. A differenza degli altri funghi medicinali, la sua tradizione non è originaria del lontano Oriente, ma di una cittadina di montagna del Brasile. Ottimo nel stimolare il sistema immunitario, è ricco di proteine, carboidrati e fibre.

II. Auricularia auricula-judae. Fungo medicinale abbastanza diffuso, di consistenza gelatinosa e parassita del legno. Il suo nome deriva dalla leggenda secondo cui crebbe per la prima volta sull’albero in cui si impiccò il famoso discepolo traditore. Ha un notevole contenuto di minerali e vitamine , antiossidanti, minerali, soprattutto calcio e ferro, e adenosina. È un ottimo supporto per il sistema cardiovascolare.

III. Coprinus comatus. Fungo che cresce spontaneo anche nei nostri prati, soprattutto quelli ricchi di materiale organico e nei letamai. È famoso per la produzione di una specie di inchiostro più resistente della china, in seguito ad un processo di liquefazione per autodigestione. È ricchissimo di Vanadio, minerale che aumenta la sensibilità delle cellule all’insulina, e Ferro che riduce l’effetto inibente del Vanadio sull’azione di altri enzimi.

IV. Cordyceps sinensis. Fungo prezioso che nasce dalla larva di un lepidottero nel Tibet. La sua composizione è molto varia e comprende aminoacidi essenziali, vitamine (E, K e gruppo B), proteine, nucleosidi (cordicepina in particolare) e minerali come ferro, zinco, rame e magnesio. È un fungo rinvigorente e che accresce l’energia vitale.

V. Coriolus o Trametes versicolor. Fungo di non difficile reperibilità, comune in Europa, in Asia e in America. È molto conosciuto perché da un suo biocomponente estratto, il PSK, si è prodotto un farmaco antitumorale adiuvante in alcuni paesi. Studi certificano una sua spiccata azione antivirale.

VI. Ganoderma lucidum. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome di Reishi, è considerato il fungo dell’immortalità e più efficace dello stesso ginseng. È un adattogeno e, di conseguenza, in possesso di diverse proprietà che ne fanno un nutraceutico straordinario e molto versatile.

VII. Grifola frondosa. Conosciuto con il nome di Maitake, è considerato il “re dei funghi”. In passato, era considerato prezioso come l’argento, vista la sua rarità, e viene utilizzato da sempre come supporto immunologico e in caso di obesità e sovrappeso.

VIII. Hericium erinaceus. Fungo caratteristico dall’aspetto simile alla criniera di un leone, da sempre utilizzato nella medicina tradizionale cinese per problematiche legate all’apparato digerente. Contiene importanti minerali, come potassio, fosfati e altri oligoelementi.

IX. Lentinula edodes. Conosciuto in Cina e Giappone con il nome Shiitake, è ricchissimo di fibre vegetale e ha un importante effetto prebiotico. Diversi studi su questo fungo ne hanno certificato un importante azione sui batteri che provocano la caria e la Candida albicans.

X. Pleurotus ostreatus. Chiamato anche “fungo orecchione”, è un fungo abbastanza comune, avente valore nutrizionale considerevole: 100g di questo fungo forniscono 38 calorie e contengono il 15-25% di proteine. È ricco di componenti salutari, in particolare di lovastatina appartenente alla famiglia delle statine, che viene utilizzato in associazione alla dieta, all’esercizio fisico ed alla ricerca della perdita di peso per ridurre l’ipercolesterolemia.

XI. Polyporus umbellatus. Fungo che può crescere fino a dimensioni considerevoli, è delicato e molto fragile, composto da cappelli affiancati e sovrapposti. In Medicina Tradizionale veniva usato in caso di stasi dei fluidi ed era impiegato come efficace diuretico e detossificante.

Zolfo e benessere

Lo zolfo è il quarto minerale più abbondante nel corpo, così essenziale da essere presente in ogni cellula di origine animale e vegetale. Questo minerale è stato da sempre un nutriente sottovalutato, forse perché associato allo zolfo che tutti conosciamo, maleodorante e di origine inorganica, mentre andrebbe considerato per la sua importante presenza negli aminoacidi sulfurici quali metionina, cisteina (quindi glutatione) e taurina determinanti costituenti delle proteine. Il passaggio dello zolfo da inorganico ad organico avviene grazie a delle forme di vita marina molto semplici come le alghe e il fitoplancton che assimilano lo zolfo e lo convertono, generando una molecola volatile: il dimetil-solfuro.

Successivamente a questa trasformazione, le molecole di dimetil-solfuro si vanno a posizionare nella parte dell’atmosfera più ricca di ozono, dove, a causa della presenza della luce ultravioletta, generano il DMSO (dimetilsulfossido) e il MSM (metil-sulfonil-metano). Entrambi questi prodotti si dissolvono nell’atmosfera e si concentrano nelle nuvole, dove attraverso la pioggia e le altre precipitazioni atmosferiche, raggiungono finalmente la superficie terrestre per essere assorbite dalle piante ed usate per la formazione degli aminoacidi ed altri composti organosolforici.

Il MSM come abbiamo detto sopra, è quindi la forma naturale dello zolfo organico. Si trova in tutti gli organismi viventi ed è presente in basse concentrazioni nei nostri tessuti e fluidi corporei. Il MSM si trova anche in molte varietà di alimenti: vegetali, carne, pesce, frutta e latte. Sfortunatamente in seguito a certi trattamenti come lavaggio, cottura e altre metodiche coinvolte nella moderna preparazione di questi cibi per il loro consumo quotidiano, l’effettivo livello di MSM, di cui l’organismo ha bisogno per mantenersi in buona salute, va perso. Per questo motivo un’integrazione di MSM supplementare potrebbe essere vantaggiosa.

Questa sostanza si presenta in forma di polvere bianca, pura, stabile, inodore e insapore, non produce gas intestinali ma soprattutto è stata usata per molti anni come integratore alimentare senza provocare alcuna intolleranza o reazione allergica. L’uso dell’MSM è illimitato proprio per il fatto che è atossico; non ci sono rischi di sovradosaggio perché il nostro organismo lo immagazzina e lo utilizza nel momento del bisogno, eliminando le quantità in eccesso dopo dodici ore.

Lo zolfo è un elemento importante, è presente nei muscoli, nell’epidermide e nelle ossa per circa la metà della quantità totale presente nel nostro corpo. È presente nella cheratina, nelle unghie e nei capelli. È indispensabile per la formazione del collagene, il costituente primario della cartilagine e del tessuto connettivo; è responsabile della conformazione delle proteine del corpo attraverso la formazione di disolfuro.

Diversi sono gli studi che attribuiscono all’MSM proprietà curative e preventive di molti disturbi: il MSM ammorbidisce i tessuti e riequilibra la pressione sanguigna e cellulare, aiutando ad eliminare le sostanze tossiche; le persone che soffrono di artrite reumatoide, artrosi, dolori e crampi muscolari troveranno giovamento assumendo dosi supplementari di MSM.

Ma le proprietà curative di questa fantastica sostanza non finiscono qui:

lupus eritematoso, diabete, stress, disfunzioni polmonari, acidità di stomaco e molte allergie e intolleranze ai più comuni allergeni sono state trattate con successo con somministrazioni supplementari di MSM. Sebbene la risposta allergica non sia stata completamente eliminata, in soggetti con gravi allergie c’è stata una importante riduzione della sintomatologia.

 

Il MSM è tossico?

In biologia il MSM è classificato come una delle sostanze meno tossiche, ha un grado di tossicità simile a quello dell’acqua. Il comune sale da tavola è molto più tossico. La dose letale per topi di laboratorio è stata di 20 grammi per chilogrammo di peso. Quando è stato somministrato a dei volontari, non si sono verificati episodi di tossicità con 1g per chilo per 30 giorni di somministrazione. Iniezioni endovenose giornaliere di 0,5 g/Kg per 5 giorni a settimana non hanno prodotto risultati di tossicità misurabile su esseri umani. Il MSM è stato ampiamente testato come ingrediente alimentare senza ottenere alcuna reazione allergica. All’università Oregon Health Sciences University di Portland (USA) è stato eseguito uno studio sulla tossicità del MSM: più di 12.000 pazienti sono stati trattati con dosi di 2 grammi di MSM al giorno per più di sei mesi e non si sono riscontrati seri casi di tossicità.

 

Cosa può fare per noi?

Risposte ad allergie.

Il MSM per via orale ha alleviato la risposta allergica a pollini e alimenti. Le proprietà anti-allergiche del MSM sono state pari o migliori dei tradizionali preparati antistaminici.

Controllo dell’iperacidità.

Pazienti che hanno usato antiacidi e farmaci antagonisti dei recettori istaminici per controllare l’iperacidità hanno utilizzato il MSM con risultati eccellenti.

Controllo della costipazione.

Pazienti con costipazione cronica hanno ottenuto un sollievo immediato e continuativo con una somministrazione orale di 100 fino a 500 mg di MSM al giorno.

Altri studi clinici

Sono stati condotti molti studi sulle potenzialità del MSM come agente terapeutico per varie malattie. Queste includono sia patologie gravi che lievi; fra le altre artrite reumatoide, lupus, cancro al seno e al colon e il russare cronico. Qui di seguito alcuni di questi studi:

 

ARTRITE REUMATOIDE

Alcuni studi di laboratorio e su volontari hanno riportato significativi successi dalla somministrazione di MSM da 100 mg a 5 gr al giorno per un periodo medio di 19 mesi. La capacità del MSM di mantenere una buona permeabilità cellulare ha permesso una più facile eliminazione delle sostanze tossiche, (acido lattico, tossine), favorendo l’assimilazione dei nutrienti e riducendo contemporaneamente l’infiammazione.

 

LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO

Il Lupus è una patologia infiammatoria di origine sconosciuta, (è considerata autoimmune). Colpisce principalmente giovani donne e bambini. Può iniziare con febbre o dopo diversi mesi di episodi febbrili e affaticamento. I sintomi comprendono dolori articolari come nell’artrite, macchie rosse della pelle, disfunzioni renali, (nefrite del lupus) e infezioni del tratto urinario. La malattia può provocare anche danni al cuore, polmoni, milza, sangue e al tratto gastrointestinale. Gli studi eseguiti su topi di laboratorio hanno mostrato che il MSM può avere effetti protettivi sia prima che dopo la comparsa dei sintomi.

 

DIABETE

Questa patologia deriva dall’insufficiente capacità dell’organismo di metabolizzare i carboidrati assunti con l’alimentazione provocando in questo modo un pericoloso innalzamento del livello degli zuccheri nel sangue che può portare severe complicanze cardiache, renali, oltre che cecità ed amputazioni. Le cause possono essere ricercate nell’insufficiente produzione di insulina, l’ormone preposto a metabolizzare i carboidrati oppure una resistenza delle cellule a quest’ultima. Il MSM, secondo alcuni studi, preso in dosi di almeno 2 gr al giorno, rende le cellule più permeabili permettendo un migliore bilanciamento dei livelli di zucchero nel sangue.

 

ACIDITÁ DI STOMACO

Secondo uno studio che ha preso in esame dei soggetti che assumevano antiacidi o gli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, nel 75% dei casi dopo una settimana di trattamento con 3 gr al giorno di MSM si è verificata la possibilità di ridurre ed in molti casi eliminare l’assunzione dei farmaci antiacidi.

 

ALLERGIE

Il MSM ha un ampio e profondo effetto benefico nel miglioramento di diverse risposte allergiche. Migliora la reazione allergica ad allergeni da inalazione, ingestione, contatto e infettivi. I soggetti degli studi hanno trovato una diretta correlazione fra la concentrazione del MSM usato e la resistenza agli allergeni.

Allergie ambientali.

Soggetti con allergie croniche a materiali ambientali presenti nelle case, polvere, polline, lana, pelo di animali, piume e diversi altri allergeni, hanno riportato un sostanziale fino a un completo sollievo dei loro sintomi dell’allergia con dosi di MSM varianti da 50 fino a 1000 mg al giorno. I sintomi variavano da congestione respiratoria ad infiammazione, prurito, catarro e malessere generale. Nonostante il MSM da solo non possa eliminare completamente la risposta allergica, la maggioranza dei soggetti ha riportato una significativa riduzione della necessità di assumere farmaci. Gli individui con asma allergica o febbre da fieno hanno controllato meglio i loro sintomi con la riduzione a un quarto o meno dei farmaci in precedenza necessari.

 

Allergie a cibi e medicinali.

I soggetti che avevano manifestato una risposta allergica a farmaci quali aspirina, anti-infiammatori non steroidei per l’artrite e antibiotici (orali) come pure quelli con allergie a vari tipi di cibo (cereali, gamberetti, latte, ecc.) hanno riportato sia una minore intolleranza che una completa tolleranza a queste sostanze assumendo da 100 a 1000 mg di MSM al giorno.

Riassumendo, gli studi finora condotti hanno dimostrato che il MSM è utile nelle seguenti condizioni:

 

DOLORE: cronico, denti, herpes zoster, nevralgia.

INFIAMMAZIONE: artrite reumatoide, cistite interstiziale, distorsioni.

MAL DI TESTA: emicrania, mal di testa da stress.

ALLERGIE: asma, febbre da fieno, intolleranze alimentari, acari della polvere

PELLE: cicatrici, ustioni, scottature solari, acne, sclerodermia.

CAPELLI E UNGHIE: tasso di crescita, unghie fragili.

MUSCOLI: crampi, fibromialgia, recupero da sforzo sportivo.

DIGESTIONE: bruciori di stomaco, reflusso acido, iperacidità, ulcere, effetti collaterali da anti- infiammatori FANS, infiammazioni intestinali, colon spastico, morbo di Crohn, costipazione.

DIABETE: resistenza all’insulina.

OCCHI: prevenzione della cataratta, lesioni.

BOCCA: igiene orale, mal di denti, problemi alla mandibola (TMJ)

PARASSITI: morsi e punture, repellente per insetti, giardia.

DISTORSIONI-STRAPPI: tendiniti, borsiti.

PROBLEMI NEUROLOGICI: herpes zoster, paralisi di Bell, sindrome del tunnel carpale.

CIRCOLAZIONE: mani e piedi freddi.

RESPIRAZIONE: debolezza polmonare, russare

DISINTOSSICAZIONE: ipersensibilità a farmaci, protezione contro inquinanti, rimozione del mercurio da otturazioni dentali.

ENERGIA: affaticamento, effetti dello stress.

IMMUNITÁ: recupero atletico dopo sforzo, malattie autoimmuni, artrite reumatoide, lupus.

Dosaggio

Una dose singola non è efficace per migliorare i sintomi. Perciò il MSM è somministrato periodicamente durante il giorno. Risultati apprezzabili di solito si ottengono entro tre settimane. Il dosaggio effettivo dipende dalla natura, dalla gravità dei sintomi e dal livello di MSM già presente nel sangue. Le persone sane sembrano avere livelli di MSM di almeno 1 ppm (parti per milione), mentre pazienti con i sintomi sopra descritti spesso hanno valori più bassi. Comunque, non è necessario sottoporsi ad analisi del sangue per trovare il livello di MSM, una quantità in eccesso non è dannosa dato la non tossicità di questa sostanza.

 

Huanarpo macho

Huanarpo macho

Huanarpo macho è un albero cespuglioso di media grandezza tipico del Perù e, in particolare, si trova in abbondanza nella valle del fiume Marañon e nel distretto di Puno. Huanarpo macho è una pianta che rispecchia la “Dottrina del segno”, ovvero la teoria per cui dal colore dei fiori o delle radici, dalla forma delle foglie, dal luogo di crescita, o da altri “segni” è possibile determinare ciò per cui la pianta può essere usata.

E infatti i fusti dei rami giovani di huanarpo macho hanno una forma simile all’anatomia maschile e per secoli sono stati usati dalla medicina popolare per supportare, aiutare e potenziare la funzione sessuale maschile.

Huanarpo macho contiene sapogenine, steroidi, flavonoidi, olii essenziali e alcaloidi, oltre che una grande quantità di proantocianidina. Le proantocianidine sono dei composti, naturalmente presenti in diverse piante, con azioni antinfiammatorie e antiartritiche. E’ stato riportato che questi flavonoidi sono in grado di prevenire l’invecchiamento cutaneo e i disturbi cardiaci, decontaminare l’ossigeno dei radicali liberi e inibire la perossidazione indotta dalle radiazioni UV.

Numerose ricerche hanno documentato il possibile ruolo della proantocianidina nella stimolazione sessuale e, nello specifico, nella correzione delle disfunzioni erettili e della sterilità. E l’elevata quantità di questo elemento in huanarpo macho concorderebbe con l’uso tradizionale di questa pianta come afrodisiaco, come è stato anche sottolineato da ricercatori italiani che avevano condotto studi sulla presenza di questo elemento in huanarpo macho. Tuttavia, una ricerca peruviana attribuisce queste stesse proprietà agli alcaloidi della pianta.

Una delle principali proantocianidine, la proantocianidina B-3, è presente in grande quantità nei fusti dei rami giovani.

Secondo alcune ricerche, questo elemento chimico sarebbe capace di interagire e regolare la bradichinina (un ormone presente nel corpo umano). Studi hanno dimostrato che il corpus carvernosum si rilassa in presenza di questo ormone e il deterioramento dell’endotelio del muscolo molle cavernoso accade in presenza di disturbi vascolari, come il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, causando la disfunzione erettile. Regolando la bradichinina, come fa la proantocianidina B-3, si otterrebbe dunque un possibile trattamento delle disfunzioni erettili e/o si raggiungerebbe e manterrebbe l’erezione per periodi di tempo più lunghi.

Con una tale quantità di proantocianidine antiossidanti, non sorprende che un estratto puro di radice e corteccia di huanarpo macho abbia manifestato proprietà antiossidanti. In uno studio condotto su delle cavie nel 2003, i ricercatori hanno miscelato 5 grammi di polvere di huanarpo macho in 100 ml di acqua, dandoli alle cavie come bevanda. Dopo 30 giorni, un gruppo di cavie che avevano bevuto huanarpo macho avevano accresciuto i loro livelli di testosterone, ma non quelli di progesterone ed estrogeni. I ricercatori hanno attribuito questo effetto ormonale alle sapogenine presenti nella pianta.

Nei sistemi erboristici in Perù, questa pianta è considerata un afrodisiaco, un antiasmatico, un antidiabetico, un antitussivo, un antiulceroso ed un nervino.

E’ inoltre usata per ripristinare la potenza sessuale maschile, per l’eiaculazione precoce, le disfunzioni erettili, e come tonico sessuale maschile e afrodisiaco. Recentemente, huanarpo macho è stato chiamato “Viagra peruviano” in alcuni programmi di vendita ed è un afrodisiaco famoso in Perù tanto quanto lo è la muira puama in Brasile.

Accanto a questo uso, i rami e la corteccia vengono anche usati nella medicina erboristica peruviana per asma, bronchite, tosse e diabete. Alcuni erboristi e curatori ritengono che huanarpo macho possa bloccare gli alfa-adrenorecettori che riducono l’effetto di ormoni che solitamente causano la vasocostrizione dei vasi sanguigni del pene, e che possa aumentare la produzione di noradrenalina che è essenziale nel mantenere la funzione erettile.

https://www.erboristeriarcobaleno.com/lui_e_lei.html

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La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della natura

Immunomicoterapia

E’ un supporto immunologico a base di funghi medicinali che sfrutta i componenti attivi per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria, supportando lo stato nutrizionale del consumatore garantendo una migliore qualità di vita. 

Il vantaggio di usare i funghi medicinali deriva dal fatto che sono “Super-Alimenti” funzionali adattogeni che lavorano in contemporanea su i 4 grandi sistemi di regolazione:

  • SISTEMA PSICHICO
  • SISTEMA ENDOCRINO
  • SISTEMA NERVOSO
  • SISTEMA IMMUNITARIO

L’equilibrio PNEI ( PsicoNeuroEndocrinolmmunologia ) è una condizione fondamentale per il mantenimento di un perfetto stato di salute.

Il Sistema Immunitario

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologiciterapie chemioterapicheantibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Unico metodo che rende biodisponibile per via orale il più potente betaglucano in natura del fungo Shiitake, con minor costi e massima efficacia

ß-D-Glucani 
I Funghi Medicinali svolgono attivita` adattogena o di Modificazione della Risposta Biologica (BRM). Questo avviene grazie al contenuto di ß-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi. I ß-glucani sono polimeri lineari costituiti da unita` monomeriche di glucosio unite da legame ß-(1-3) e da ramificazioni ß-(1-6), aventi dimensioni variabili e che sono in grado di modulare l’attivita` del sistema immunitario[1][2].

I numerosi studi e ettuati hanno dimostrato che la loro attivita` sembra dipendere dalla dimensione e dalla complessita` strutturale: la prerogativa principale affinche´ vi sia una funzionalita` a livello siologico e` la conformazione dello scheletro polisaccaridico, ma soprattutto dalla tripla elica con avvolgimento destrorso (e sostituenti idro lici localizzati sulla superficie esterna della stessa).

E` stata dimostrata la loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica[3], stimolare la fagocitosi e la produzione di citochine specifiche[4][5].

L’azione protettiva dei ß-glucani e` dovuta alla loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica, coinvolgendo diversi percorsi del sistema immunitario. D’altra parte, l’immunomodulazione specifica dei ß-glucani puo` attivare attraverso la via classica o alternativa il sistema del complemento, stimolare le cellule T e aumentare la produzione di anticorpi[6][7].

Questi percorsi includono l’attivazione dei macrofagi, la stimolazione del sistema reticoloendoteliale e l’attivazione delle cellule Natural Killer. I macrofagi sono il bersaglio principale per i ß-glucani che attivano queste cellule aumentandone dimensione e numero, stimolando la secrezione del fattore di necrosi tumorale (tNF) e aumentandone la fagocitosi degli antigeni. La stimolazione dei macrofagi avviene tramite il legame del ß-glucano con il recettore Toll-Like 2 (TRL2) e stimolazione della produzione di TNF-a per il percorso del Fattore Nucleare -kß (NF-kß)[6][7][10][11]. L’azione immunostimolante dei ß-glucani puo` anche essere associata alla loro capacita` di attivare i leucociti[8].

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Bibliografia

 

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Punti di Forza LENTINex®

Punti di Forza LENTINex®

Lentinex®, il β-glucano GlycaNova, ricavato con un processo particolare di fermentazione del micelio del fungo Lentinula Edodes (Shiitake), conserva la configurazione a tripla elica, un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

unicita lentinex

Unicità di LENTINex®

La capacità di modulare l’immunità dipende strettamente dalla massa molecolare, dalla conformazione, dalla solubilità, dal grado e posizione delle sue ramificazioni.

1. Peso Molecolare

  • I β-glucani ad alto peso molecolare (prevalenti in natura) possono attivare direttamente i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica, antivirale e citotossica[9].
  • I β-glucani di peso molecolare intermedio hanno un’attività biologica in vivo, ma gli effetti cellulari sono meno evidenti.
  • I β-glucani di basso peso molecolare sono generalmente considerati inattivi[9].

È importante considerare che un composto o un farmaco ad alto peso molecolare è difficilmente assorbibile; questo è dovuto all’ingombro sterico e ai numerosi gruppi funzionali che possono comporre la molecola e causare difficoltà nel superare il doppio foglietto fosfolipidico che compone la membrana plasmatica.

Il Lentinex ha un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

2. Solubilità

Questo parametro è estremamente importante ed influenza attivamente la biodisponibilità di un determinato principio attivo.
Una bassa biodisponibilità si osserva comunemente con preparazioni orali poco idrosolubili che vengono assorbite troppo lentamente (per esempio compresse o capsule). Inoltre, un principio attivo polare o ionizzato non è in grado di superare efficacemente la membrana epiteliale.

Il Lentinex® è una soluzione acquosa di β-glucano (Lentinano β 1-3,1-6). La forma farmaceutica in fase liquida lo rende più assorbibile e gli consente di essere assunto per via sublinguale, saltando il sistema portale e il conseguente metabolismo epatico. Questo incide positivamente sulla biodisponibilità che risulta superiore rispetto a quanto si ottiene con altri prodotti a base di β-glucani in polvere.

3. Struttura a Tripla Elica

ll Lentinano è un β-glucano estratto dal micelio del fungo Shiitake che si è dimostrato essere la molecola attiva principale in grado di modulare efficacemente il sistema immunitario a basso dosaggio (low dose).

Questo β-glucano è composto da una catena glucosidica β-1,3 con ramificazioni β-1,6[13] ed è attiva se caratterizzata da una struttura a tripla elica in cui le singole catene si legano tra loro.

struttura tripla elica

Uno studio ha dimostrato che il lentinano a tripla elica ha mostrato l’attività antitumorale più alta in vivo, con un rapporto di inibizione del 49,5%, simile a quello del 5-fluorouracile (50,5%)[14] senza effetti collaterali indotti dalla terapia farmacologica.

Il Lentinex® è l’unico brevetto costituito esclusivamente da β-glucano Lentinano β 1-3,1-6, solubile, con struttura a tripla elica ad alto peso molecolare.

Lentinex from Netron on Vimeo.

Integrazione con un B-glucano solubile esportato dal fungo medicinale Shiitake, Lentinus edodes

(Clicca qui per accedere all’articolo completo)

Questo studio ha esaminato l’effetto e la sicurezza del β-glucano da L.edodes micelio, in soggetti sani e anziani.

Un totale di quarantadue soggetti sani (sia maschi che femmine) di età pari o superiore a 65 anni hanno partecipato a uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato con placebo e sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi trattati con LENTINEX ® da 2,5 mg / die o con placebo in cellulosa per via orale per sei settimane. Quando è stato analizzato un sottogruppo con valori di pretrattamento al di sotto della mediana di gruppo all’ingresso, è stata osservata una differenza statisticamente significativa nella risposta nelle cellule B

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Oncologia Integrata: il ruolo dei funghi medicinali

Il settore medico, in particolare gli oncologi, hanno bisogno di aprirsi maggiormente alle terapie complementari basate su evidenze. Il cancro, se definito da una prospettiva di Oncologia Integrata, è una malattia complessa che non colpisce gli individui nello stesso modo.

ruolo dei funghi in oncologia

Il Prof. PERE GASCÓN, medico, Dottore Ricercatorea, Direttore dei Laboratori Oncologici Molecolari Cellex, Consulente Senior all’Ospedale Clinic di Barcellona e consulente Hifas da Terra, brevemente analizza la ricerca scientifica mostrando il potenziale enorme dei funghi nell’applicazione clinica:

Oggi abbiamo accesso a tecniche, discipline e a una moltitudine di metodi terapeutici che possono essere ritenuti utili per supportare il cancro e ritengo sia giusto prenderli in considerazione. Possiamo considerare la Micoterapia come una terapia adiuvante rispetto alla chemioterapia. Oggi la letteratura scientifica occidentale vanta più di 5.000 documenti, e le testimonianze aumentano grazie al vantaggio di applicare la Micoterapia come approccio integrativo ai pazienti malati di cancro.

Di recente i funghi sono emersi come unica fonte di nutraceutici, antiossidanti e prebiotici, con poprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e antidiabetiche (Barros et al, 2007; Sarikurkcu et al, 2008; Wang et al, 2004; Kim et al, 2007; Synytsya et al, 2009).

In correlazione al cancro, esistono delle relazioni scientifiche che descrivono come gli estratti fungini abbiano effetti anti-proliferativi sulle cellule cancerogene (Jian et al.2008), anti-angiogenetici (Kimura et al, 2004), immunomodulanti (Wu et al, 2013), anti-mutogeni (Wu et al, 2012) e proprietà anti-invasive (Patelet al, 2012).

Diversi studi clinici sul cancro hanno riportato miglioramenti nella sopravvivenza libera da progressione di malattia e nella sopravvivenza libera da eventi (Lindquist et al, 2005). I progetti di ricerca integrativa in corso hanno dimostrato importanti miglioramenti nei pazienti.
Nella nostra pratica clinica abbiamo integrato l’uso dei funghi medicinali con la chemioterapia e abbiamo notato che questi lavorano in modo più efficace se in combinazione.

Oggi ho personalmente visto i miei pazienti sperimentare miglioramenti nella neuropatia indotta da oxaliplatin e paclitaxel e in generale, una migliore qualità di vita. Il primo rappresenta un parametro oggettivo da seguire, il secondo punto è documentato da informazioni fornite dai pazienti stessi:

  • Migliore qualità di vita
  • Miglioramento nelle statistiche di sopravvivenza nei pazienti oncologici
  • Minore tossicità dalla chemioterapia
  • Rafforzamento dell’efficacia della Chemioterapia
  • Un importante calo della neuropatia nei pazienti
  • Una migliore compliance dai pazienti

I funghi Medicinali: un promettente agente naturale nell’Oncologia Integrata

Recenti sviluppi suggeriscono che i principi naturali attivi nei funghi medicinali rivelino un potenziale enorme nelle applicazioni cliniche. Essi sono fonte naturale di sostanze con proprietà mediche, poiché presentano diverse componenti cellulari e metaboliti secondari con diverse attività e applicazioni mediche (Sze & Chan, 2009). I composti bioattivi includono: polisaccaridi, complessi polisaccaridi-proteici, fibre alimentari, alcune proteine, terpenoidi, steroidi e fenoli (Ivanova et al. 2014).
In particolare i polisaccaridi estratti da alcune specie fungine sono stati i più attentamente studiati negli studi clinici e pre-clinici. E’ il polisaccaride beta-glucano il metabolita più versatile grazie all’attività biologica ad ampio spettro che influenza l’immuno-modulazione. Questa capacità fungina di agire come immuno-modulatori è una delle ragioni che mi hanno spinto a sviluppare un interesse personale nella Micoterapia.

Gli ultimi anni hanno visto ampi studi sui costituenti attivi e sulle applicazioni cliniche dei funghi e questi si sono rivelati un nuovo trattamento nell’Oncologia Integrativa, in particolare nei casi di cancro che eludono:

  • Segnali anti-crescita
  • Apoptosi
  • Terapia angiogenica

L’inibizione della crescita delle cellule tumorali ad opera di alcuni composti bioattivi fungini spiegano il loro utilizzo negli approcci complementari ai trattamenti del cancro. In aggiunta, proprietà immunostimolanti ampiamente documentate sono state rilevate in modelli cellulari e animali. Benefici a questo livello sono anche stati dimostrati in studi umani con composti a base fungina in combinazione con chemioterapia e radioterapia.
In pazienti con cancro ovarico, cervicale e all’endometrio l’estratto di Agaricus blazei Murrill ricco in betaglucani somministrato in concomitanza con la chemioterapia (Carboplatino e VP16 o Carboplatino e Taxol) ha indotto un aumento significativo nell’attività delle cellule NK comparate al placebo (Ahn et al, 2004).

Anche nei pazienti con cancro colon-rettale di livello II e III, l’estratto di Trametes versicolor ricco in betaglucani e somministrato simultaneamente alla chemioterapia (Tegafur e Uracil) ha indotto un aumento nel numero delle cellule NK e una riduzione nella proteina acida immuno-sopressiva e inoltre un ridotto rischio di ricaduta (Ohwada et al, 2006).

In aggiunta, risultati positivi di composti fungini sono stati osservati in combinazione con la radioterapia, pazienti con cancro mammario precedentemente trattati con radioterapia hanno dimostrato che il micelio essiccato del fungo Trametes versicolor [Coriolus] ha aumentato il numero di linfociti (CD8+, CD19+) e l’attività dei NK in questi pazienti (Torkelson et al, 2012).
La frazione D del Maitake (estratta dal fungo Grifola frondosa) mostra diversi effetti anti-cancro, inclusa l’anti-carcinogenesi, l’inibizione di metastasi e l’inibizione di crescita tumorale. Rafforza la funzione immunitaria e gli effetti di alcuni farmaci chemioterapici anti-cancro. Ho attualmente introdotto questo integratore nei miei protocolli per i pazienti oncologici.
Le aziende di funghi più innovative in Europa, tra cui l’azienda bio-tecnologica spagnola Hifas da Terra, stanno studiando nuove tecniche di coltura basate sul bioreattore al fine di massimizzare e standardizzare la composizione dei prodotti a base funghi.

Risultati recenti promettenti

Nell’ultimo anno, promettenti risultati hanno mostrato il potenziale enorme dei funghi medicinali nel trattamento del cancro. I risultati ottenuti con una combinazione di chemioterapia e polisaccaridi di Lentinus edodes [Shiitake] hanno indotto un tasso di controllo della malattia pari all’83% e una sopravvivenza media di 407 giorni in pazienti con cancro gastrico non operabile e metastasi al fegato (Ina et al, 2016). In aggiunta a ciò è stata dimostrata la capacità epatoprotettiva dei triterpenoidi e polisaccaridi arricchiti con peptidi di Ganoderma lucidum [Reishi] in uno studio randomizzato in doppio ceco, controllato verso placebo in crossover (Chiu et al, 2017).

E’ difficile trovare studi controllati che comparino un gruppo di pazienti oncologici al quale siano somministrati esclusivamente trattamenti convenzionali con un altro gruppo al qale vengano invece somministrati trattamenti convenzionali combinati con un programma di Micoterapia, ma credo che Hifas da Terra abbia già iniziato studi con tali gruppi in doppio cieco controllato verso placebo, integrando la Micoterapia come supporto integrativo nei casi oncologici. In collaborazione con il gruppo Oncologico Translazionale all’Ospedale Universitario di Coruña in Galizia (Spagna) sono in fase di studio gli effetti delle formulazioni sulle cellule cancerogene utilizzando sferoidi multicellulari tumorali che ricreano molte caratteristiche in vivo del tumore e del suo microambiente. Questo è lo scopo del progetto “FungiTechOnco” supportato dal Fondo per lo Sviluppo Regionale Europeo e dal Centro Spagnolo per lo Sviluppo della Tecnologia Industriale.

Per ora Hifas da Terra ha dimostrato che le formule fungine integrano la chemio- e radioterapia contrastando gli effetti collaterali del cancro quali nausea, soppressione del midollo osseo, anemia e abbassamento delle difese, e rafforzando l’efficacia del trattamento convenzionale.
I risultati correnti e gli sviluppi futuri sono molto promettenti.

Referenze online at www.ichan-mag.com/references.

SULL’AUTORE
PROF. PERE GASCÓN, Medico e Dottore Ricercatore, è Direttore dei Laboratori Oncologici Molecolari per Cellex. Ha il ruolo di Consulente Senior e di Coordinatore del Dipartimento di Oncologia Ematica all’Ospedale Clinic di Barcellona. E’ specializzato in Oncologia Molecolare e transazionale e immunologia. Il Dr. Gascon è consulente della Ricerca di Hifas da Terra e patron della Fondazione. Lo scorso anno ha ricevuto il Premio della ECO Foundation per la sua carriera scientifica e clinica in Oncologia. E’ relatore mondiale di Oncologia Integrata e uno degli oncologi spagnoli più noti sul panorama internazionale.