, , ,

Hericium studio Università di Pavia

In anteprima lo studio pubblicato su pubmed eseguito presso Miconet, spinoff Università di Pavia su Micotherpy Hericium

Supplemento dietetico di Hericium erinaceus aumenta la memoria neurotrasmissione e la memoria di Ippocampo Mossy Fiber-CA3 nei topi wild-type

ABSTRACT
Hericium erinaceus (Bull.) Pers. è un fungo medicinale in grado di indurre un gran numero di effetti modulatori sulla fisiologia umana che vanno dal rafforzamento del sistema immunitario al miglioramento delle funzioni cognitive. Nei topi, integrazione alimentare con H. erinaceuspreviene la compromissione della memoria spaziale a breve termine e del riconoscimento visivo in un modello di Alzheimer. Sono stati recentemente segnalati altri effetti neurobiologici come l’effetto sulla crescita dei neuriti e la differenziazione nelle cellule PC12. Finora non sono state condotte indagini per valutare l’impatto di questa integrazione alimentare sulla funzione cerebrale in soggetti sani. Pertanto, abbiamo affrontato il problema considerando l’effetto sulle capacità cognitive e sulla neurotrasmissione ippocampale nei topi wild-type. Nei topi wild-type la supplementazione orale con H. erinaceusinduce, nel test di comportamento, un significativo miglioramento della memoria di riconoscimento e, nelle fette ippocampali, un aumento della corrente sinaptica eccitatoria spontanea ed evocata nella sinapsi muscosa-CA3 muscosa. In conclusione, abbiamo prodotto una serie di risultati a sostegno del concetto che H. erinaceus induce un effetto boost sulle funzioni neuronali anche in condizioni non patologiche.
Leggi tutto su Pubmed
Vai alla pagina specifica: MICOTERAPIA
, , , ,

Funghi medicinali per migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.

L’ uso dei funghi medicinali come alimento o come integratore sta, negli ultimi decenni, diventando sempre più diffuso, sia da parte di medici, nutrizionisti e naturopati, sia da parte dei pazienti stessi che stanno apprendendo l’uso alimentare, tradizionale ed antico dei funghi medicinali che è quello di migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.

Del resto, il loro uso terapeutico in oriente da centinaia di anni e le solide ed inconfutabili ricerche scientifiche moderne hanno suscitato l’interesse dei media e della stampa in particolare sulle possibilità terapeutiche offerte dai funghi medicinali edibili. Molta di questa eccitazione è stata generata da ricerche scientifiche prodotte in rapida successione in vari paesi del mondo: dal Giappone agli Usa, dalla Cina all’Inghilterra, dal Brasile alla Corea.

Da queste ricerche emergono dei dati univoci, ovvero che i funghi medicinali in toto, parti di essi od i loro estratti, hanno vari effetti benefici a livello organico. In particolare la maggior parte dei funghi medicinali agisce, ognuno in maniera specifica, ma tutti in generale su il metabolismo glucidico e lipidico, la chelazione di metalli pesanti, il riequilibrio del sistema immunitario e l’antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare.

E’ quindi ormai chiaro che i funghi medicinali possono sostanzialmente aiutare i pazienti in patologie per le quali la medicina ufficiale non ha proposte terapeutiche semplici o prive di effetti collaterali. Tra queste patologie possiamo includere:

diabete, ipercolesterolemia, aterosclerosi, cancro, virosi di vario tipo (epatite C, HPV, Herpes virus, Epstein virus … ), asma, allergie, etc …

I funghi medicinali hanno in comune le seguenti importanti funzioni più altre caratteristiche peculiari per ogni singola specie:

1) Stimolano le difese Immunitarie → Globuli bianchi, Anticorpi, Interferone

2) Aumentano la funzionalità depurativa del fegato in quanto contengono quasi tutti i 100-150 enzimi depurativi del fegato umano

3) Aumentano la forza del cuore e migliorano la circolazione: ↑ flusso arterie coronarie del cuore ↑ ossigenazione e nutrimento del cuore ↑ la fluidità del sangue, regolano la pressione

4) Aiutano a Dimagrire e a ridurre colesterolo grassi e glicemia in eccesso

5) Aumentano le energie Psico-Fisiche: – sono ottimi anti stress ed antifatica – ansiolitici ed antidepressivi, possono aiutare a ridurre o anche a sospendere gli psicofarmaci

6) Ripuliscono e rendono in salute il derma con vari effetti: – effetto cosmetico – antinfiammatorio efficace nelle dermatiti infiammatorie – antistaminico efficace nelle dermatiti allergiche

Visita anche la pagina MICOTERAPIA

,

Il tema delicato dell’infertilità, maschile e femminile

Con il termine infertilità andiamo a definire la scarsa efficacia nel concepimento, sia da parte della donna che infertilità dell’uomo.
Tale condizione andrebbe distinta da quella di sterilità, che definisce invece l’impossibilità assoluta, quindi condizione irreversibile, ad avere una gravidanza; anche se, nell’uso comune, i due termini vanno spesso a sovrapporsi.

Si parla di infertilità, o sub-fertilità, quando la coppia non riesce ad ottenere un concepimento dopo 12 mesi di rapporti regolari e senza l’utilizzo di metodi anticoncezionali. Alcuni studi addirittura posticipano il limite fino a 24 mesi.
Esistono varie cause determinanti una condizione di infertilità e spesso possono coesistere fra loro.

Infertilità femminile: le principali cause
Si calcola che l’infertilità possa interessare il 15% circa delle donne e l’avanzare dell’età è strettamente connessa alla diminuzione della loro capacità riproduttiva (a 30 anni infatti la possibilità di concepire è intorno al 30-40%. Tale percentuale si riduce circa al 10% al raggiungimento dei 40 anni).
Esistono numerose cause di infertilità femminile:
• Riduzione o chiusura delle tube di Falloppio, aderenze pelviche (in seguito a patologie infiammatorie o a precedenti interventi chirurgici).
• Endometriosi: malattia frequente nell’età fertile, in cui cellule dell’endometrio, mucosa che riveste l’utero (normalmente presenti solo all’interno della cavità uterina), migrano e colonizzano altri organi (più comunemente l’ovaio).
infertilità femminile• Scompensi ormonali: irregolarità o mancanza di ovulazione, iperprolattinemia, sindrome dell’ovaio micropolicistico.
• La presenza, nella cervice uterina, di un muco ostile al passaggio degli spermatozoi, dovuto ad una carenza di estrogeni.
• La presenza di malformazioni congenite dell’utero.
• Cause aspecifiche. Questa situazione va sotto il nome di infertilità idiopatica e si osserva quando a livello diagnostico non è stato possibile trovare una causa specifica.
Principali cause dell’infertilità maschile
L’infertilità maschile interessa il 7% degli uomini e corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per una insufficiente produzione di spermatozoi oppure per la natura qualitativamente alterata degli spermatozoi (per la loro ridotta motilità, l’alterata morfologia o il DNA danneggiato) che ostacolano il concepimento.
Si parla di infertilità primaria quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza, di infertilità secondaria quando l’uomo ha già indotto una gravidanza precedentemente.

Accorgimenti per migliorare la fertilità
Nutrirsi in maniera adeguata è fondamentale, la riproduzione infatti è un processo estremamente dispendioso e laborioso. L‘organismo umano non sostiene efficacemente i processi di fecondazione e gravidanza in uno stato generale di malnutrizione.
A questo scopo non deve mancare alcun nutriente e sono particolarmente importanti: certe vitamine, acidi grassi e amminoacidi essenziali.

Vediamo nello specifico cosa si può rivelare prezioso in questo ambito:
1) AMINOACIDI. Gli aminoacidi, unità fondamentali delle proteine, sono indispensabili elementi costituenti di ogni nostro tessuto, sono fonte energetica e permettono un’ottima comunicazione tra le cellule. Andando più nello specifico, a favorire la aminoacidifertilità, ha un ruolo non secondario la CARNITINA, aminoacido con un importante ruolo nella produzione di energia e nella stimolazione del metabolismo dei grassi; la GLUTAMMINA, elemento che interviene nel recupero delle cellule muscolari in seguito a intensi sforzi, ed ha un’attività stimolante a livello cerebrale.
Per favorire l’apporto di aminoacidi, da un punto di vista alimentare è consigliato il consumo di proteine animali come carne rossa e uova (di buona qualità).
2) VITAMINA D. Tale fattore deve essere mantenuto sempre a livelli sufficienti e quindi ottimali, in quanto interviene non solo nel regolare il metabolismo corporeo di calcio, ma come regolatore genico (regola l’espressione genica) e come regolatore di diversi ormoni.
3) MAGNESIO. Questo nutriente è cofattore fondamentale per agevolare l’assimilazione della vitamina D, è un rilassatore muscolare e concilia anche la diminuzione dello stress mentale.
4) ATTIVITÀ FISICA. Svolgere un’attività sportiva con regolarità, non solo è importante come valvola di sfogo per migliorare la condizione mentale e quindi la predisposizione ad un buon rapporto di coppia (soprattutto quando l’infertilità è dovuta non a fattori fisici o meccanici ma più a fattori psicologici e di stress), ma si rivela preziosa per agevolare la circolazione del sangue in tutti i distretti corporei e migliorare l’ossigenazione dei tessuti.
5) ELIMINARE GLI ZUCCHERI. Gli zuccheri raffinati e tutti quegli alimenti che ne sono ricchi, possono essere, in maniera indiretta, un forte ostacolo alla fertilità. Tra le cause di infertilità viste in precedenza, ce ne sono alcune particolarmente correlate al metabolismo degli zuccheri: l’ovaio policistico nelle donne ne è un esempio. Esiste infatti una forte correlazione tra lo sviluppo di tale disturbo e una condizione di insulino-resistenza o di diabete.
Inoltre anche condizioni di obesità o di gravi sindromi metaboliche negli uomini possono rivelarsi un impedimento alla fecondazione. E’ quindi importante limitare il consumo di cibi elaborati industrialmente, ricchi di zuccheri e aumentare il consumo di grassi di buona qualità: frutta secca, avocado, olio extravergine d’oliva ad esempio, poiché permettono di gestire meglio la glicemia.

E’ quindi importante sostenere uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta e ben bilanciata alimentazione, che possa assicurare dei buoni livelli nutrizionali; svolgere una costante attività fisica per promuovere ogni reazione fisiologica del nostro corpo e, laddove necessario, colmare le carenze specifiche che ci caratterizzano per agevolare al meglio la fertilità.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

 

SEMI di POMPELMO

Il GSE è la denominazione di un estratto standardizzato, composto dal 60% di semi di pompelmo con aggiunta della membrana cellulare del pompelmo e dal 40% di soluzione acquosa di glicerina vegetale (derivata dal cocco).Il marchio GSE è di esclusiva proprietà di Prodeco Pharma S.r.l., in Italia, per il settore farmaceutico, erboristico e cosmetico (depositato nel dicembre 1999).

Prodeco Pharma S.r.l è un’azienda italiana, nata oltre vent’anni fa per passione per la medicina alternativa ed in particolare per la fitoterapia. Prodeco Pharma è costituita da un’equipe di professionisti preparati ed aggiornati, ma soprattutto da un gruppo di persone che lavorano ogni giorno fianco a fianco unite dalla passione per la scienza e da obiettivi comuni: formulare, produrre e commercializzare prodotti salutistici a base di piante o di estratti di piante.

Lo scopo per cui mettiamo a punto ogni singolo prodotto è la salute ed il benessere delle persone e non abbiamo soddisfazione più grande di quella di ricevere le innumerevoli mail e telefonate di ringraziamento.

LE PROPRIETA SALUTISTICHE  DEL GSE
Laboratori, Università ed Istituti di tutto il mondo hanno dimostrato, con studi e pubblicazioni, che l’Estratto di semi di Pompelmo possiede un ampio spettro germicida: antivirale, antibatterico, compresi Gram+ e Gram-, antimicotico ed antiparassitario.

La forza di questo “antimicrobico naturale”, rispetto ad altri farmaci ed antimicrobici di sintesi, deriva dalla sua notevole efficacia associata ad un’assoluta mancanza di tossicità;
a questo proposito uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” n.5 del 1990 dimostra che il GSE è efficace contro centinaia di batteri patogeni, mentre pressoché innocuo sulla flora batterica fisiologica, indispensabile per la salvaguardia della salute dell’organismo. Questa selettività è straordinaria ed unica nel suo genere, basti pensare ai tradizionali antibiotici che non fanno distinzioni flagellando anche la flora batterica residente.

Azione antibatterica: il GSE si è dimostrato attivo contro circa 800 ceppi di batteri: Salmonella, E. coli, Vibrio cholerae, Staph, Strep, Lysteria, Shigella dysenteriae, Chlamydia, etc. L’interesse per l’azione antibatterica dell’agrume risulta essere inoltre alimentato dal problema della resistenza agli antibiotici da parte di un numero sempre più in crescita di ceppi batterici. Tutto ciò suggerisce che il GSE potrebbe, dato il suo vasto spettro d’azione, rappresentare un’ efficace alternativa agli antibiotici convenzionali. è di questo parere Allan Sachs (Certified Clinical Nutritionist) che considera il GSE un valido rimedio alternativo al trattamento antibiotico, per la sua efficacia, contro funghi e batteri, associata all’innocuità; al contrario molti antibiotici tradizionali, afferma il Dott. Sachs, sono tossici, sopprimono le normali funzioni del sistema immunitario e distruggono i batteri benefici.

Azione antivirale: i risultati ottenuti sull’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo nei confronti di ceppi virali sono incoraggianti; ulteriori studi sono tuttavia necessari per stabilirne al meglio le potenzialità. Gli studi effettuati dal Dr. Shannon presso la Divisione di Microbiologia- Virologia, Southern Research Institute, dimostrano che il GSE è in grado di inattivare l’HSV-I (herpes simplex virus type I), dopo un’esposizione di 10 minuti ad una diluizione pari a 1:256. Tale concentrazione è risultata ugualmente efficace contro influenze indotte da virus quali A2/Aichi/2/68. l’efficacia del GSE contro alcuni tipi di virus animali (Foot and Mouth Disease, African Swine Fever, Swine Vesicular Disease, Avian Influenza) è stata invece evidenziata dal Dipartimento dell’ Agricoltura degli Stati Uniti. Sono inoltre note testimonianze che attribuiscono al GSE la capacità di curare i sintomi delle affezioni da virus influenzali.

Azione disinfettante: in test effettuati dal Dr. John Mainarich nei Laboratori di Bio-Ricerca di Redmond, Washington, il GSE è risultato incredibilmente più efficace dell’ Argento colloidale, del Tea tree oil e della Candeggina a base di Cloro, nell’azione disinfettante contro cinque comuni microrganismi: Candida albicans, Staphylococcus aureus, Salmo nella typhi, Streptococcus faecium, Escherichia coli. Anche all’Università della Georgia ad Athens sono stati condotti test sulle proprietà disinfettanti dell’estratto contro E. Coli, Salmonella sps e Staphylococcus aureus: il Dr. Roger Wyatt, Dipartimento di Microbiologia, ne ha evidenziato non solo l’eccellente potenzialità, ma anche il basso rischio di tossicità; ciò risulta estremamente interessante considerando che i comuni disinfettanti presentano alti livelli di tossicità e devono essere utilizzati con attenzione.

Azione antimicotica: è da sottolineare l’efficacia dell’estratto contro oltre 100 ceppi di lieviti e muffe compresa la Candida albicans, responsabile di infezioni ricorrenti e recidivanti alle mucose e di affezioni sistemiche. Interessanti e significativi risultano gli studi effettuati dal Dr. Leo Galland di New York su candidosi croniche: un successo del 99% (solo due insuccessi su 297 casi, senza fenomeni di resistenza né effetti collaterali).

Azione antiparassitaria: l’efficacia del GSE contro infezioni da protozoi è stata dimostrata dalla Food and Drug Administration. Il Dr. Louis Paris, dopo studi condotti su 200 pazienti con affezioni intestinali (da Entamoeba histolytica e Giardia lamblia), ha evidenziato un’efficacia del GSE maggiore rispetto ad altri trattamenti. I:attività antiparassitaria del GSE è rilevante anche per l’uso esterno; l’estratto si è dimostrato utilissimo nel contrastare, debellare, ma anche prevenire le infestazioni da parte dei pidocchi.

Azione antisettica e cosmetica sulla pelle: il GSE, addizionato ai saponi ed ai prodotti detergenti come agente antibatterico, uccide i germi senza danneggiare la pelle e l’ambiente. La potenzialità dell’ estratto nella disinfezione della pelle è stata appurata dal Dr. J.A. Botino dell’Università di San Paolo, Brasile, che ha riscontrato un’efficacia dell’estratto pari al 100% rispetto al 72% dell’ alcool etilico.

Azione citoprotettiva e riparatrice: recenti studi, condotti da un gruppo di ricercatori polacchi presso il Jagiellonian University MedicaI College a Cracovia, hanno dimostrato altre straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo. Gli studiosi hanno indagato per verificare la capacità del GSE di esercitare un’azione protettiva sulla mucosa gastro-intestinale, come ipotizzato da studi preliminari. I risultati hanno confermato l’incredibile ruolo cito protettivo del GSE e ne hanno messo in luce anche la capacità di accelerare la guarigione delle lesioni a livello della mucosa gastro-intestinale. Non solo protettivo, quindi, ma anche riparatore!

Il GSE si è dimostrato in grado di esplicare tale azione riparatrice attraverso la stimolazione della sintesi di alcune sostanze, fisiologicamente presenti nel nostro organismo, che hanno un ruolo protettivo nei confronti della mucosa gastrica. Tali sostanze, quali le prostanglandine, i fattori di crescita cellulari e l’ossido nitrico, determinano un aumento del flusso sanguigno nella sottomucosa che garantisce un continuo apporto di ossigeno ed elementi nutritivi necessari, sostengono il ricambio e la crescita cellulare, favoriscono la rapida reintegrazione dell’ epitelio mucosale e lo proteggono dai danni dello stress ossidativo. Queste scoperte, unite alle note proprietà antibatteriche anche nei confronti dell’Helicobacter pylori, esaltano la funzionalità del GSE nei confronti della mucosa gastro-duodenale e lo rendono ideale per un approccio naturale ed efficace, volto al ripristino dell’integrità funzionale e protettiva della mucosa stessa.

IMPIEGHI ED APPLICAZIONI DEL GSE

Il GSE è quindi indicato nelle infezioni da batteri, protozoi, virus, lieviti e funghi; è particolarmente idoneo nel caso di malattie da raffreddamento, nei disturbi del tratto gastro-intestinale, negli squilibri cronici della flora batterica intestinale, nelle affezioni vaginali, urologiche e nelle infestazioni parassitarie.

Le sue caratteristiche di potentissimo disinfettante naturale consentono innumerevoli applicazioni; oramai in moltissimi Paesi al mondo il GSE è largamente diffuso come alternativa naturale agli antibiotici, come antivirale, antimicotico ed antiparassitario per uso umano; è inoltre impiegato in zootecnia ed in floricoltura.

INNOCUITA’ DEL GSE
Il GSE è sicuro e privo di tossicità anche a dosaggi che superano di gran lunga la dose raccomandata. Uno studio tossico logico accurato condotto dal Northview Pacific Laboratori ha portato al riscontro che il GSE è sicuro a livelli che superano i 5000 mg per Kg di peso corporeo! Perciò una persona che pesa 60 Kg è al sicuro anche con una dose di 300.000 mg al giorno, quantità assolutamente smisurata dato che solitamente il consumo tipico giornaliero di GSE non supera i 1000 mg. In altre parole, ricerche tossicologiche confermano che il GSE non presenta alcuna tossicità alle dosi consigliate né a breve né a lungo termine. Anche il parere degli omeopati non è contrario al trattamento con il GSE, ritenendolo non interferente con la terapia omeopatica.

IL GSE IN ITALIA
Anche in Italia sono commercializzati in ambito salutistico prodotti a base di Estratto di semi di Pompelmo (GSE) e principi vegetali specifici; ne riportiamo le varie applicazioni, in relazione alle problematiche o alle zone del corpo verso le quali tali prodotti si sono dimostrati un valido aiuto.

INFEZIONI MICROBICHE DI VARIA NATURA (influenza, ecc.) Prevenzione, per favorire il riequilibrio del sistema immunitario e consentire all’organismo di affrontare e respingere efficacemente le affezioni microbiche, prevenendo le malattie stagionali e non, sono reperibili in commercio prodotti a base di Estratto di semi di Pompelmo, Biosterine® (fitocomposto costituito da Basilico santo + Salvia officinalis, tit. 40% ac. Rosmarinico), Boswellia ed Uncaria, in versione per adulti (compresse in confezione da 40 cpr) e bambini (bustine solubili in confezione da 20 bustine monodose) da assumere ciclicamente all’occorrenza per due mesi.

Trattamento: Per combattere le infezioni microbiche e contemporaneamente potenziare l’efficienza del sistema immunitario nei confronti dell’aggressore. La versione per adulti è in compresse (confezione da 60 cpr) contenenti ciascuna 150 mg di Estratto di semi di Pompelmo associato a componenti naturali (Te a tree oil, Echinacea, Rhodiola rosea, Uncaria) per potenziare l’azione del GSE e rafforzare la capacità di risposta del sistema immunitario; prodotto utile per sintomi influenzali, raffreddori, tutte le affezioni respiratorie (comprese le otiti all’orecchio medio) e per le problematiche in genere in cui vi sia un’infezione in corso ma non sia strettamente necessario assumere l’antibiotico. La versione per i bambini è in bevibile (flacone da 250 mI) con simile composizione e analoga funzione delle compresse ma in forma e gusto adatti alla somministrazione ai più piccoli. L’efficacia sistemica dI entrambe le formulazioni può essere ulteriormente rafforzata grazie ali ’uso concomitante (consigliato) di ulteriori rimedi, a base di GSE, specifici per le varie possibili affezioni microbiche (raffreddori, mal “di gola, otiti, bronchiti, congiuntiviti, micosi, ecc.)

CANDIDA
L’Estratto di semi di Pompelmo si è dimostrato straordinariamente efficace nel contrastare infestazioni acute o recidivanti da Candida (albicans, glabrata, tropicalis, parapsilosis, krusei) sia delle mucose (genitale in modo particolare, ma anche orale ed auricolare) che a livello sistemico/intestinale. La patologia, in qualunque modo si manifesti, ha sempre origine dalla proliferazione della candida a livello intestinale; l’efficacia del trattamento si realizza perciò tramite l’uso di formulazioni ad uso sistemico/intestinale ed il contemporaneo utilizzo di prodotti ad impiego locale, specifici per l’area del corpo che manifesta sintomi di candidosi.
Azione sistemica lintestinale: due prodotti da usare nei singoli episodi acuti, nelle candidosi recidivanti e in cicli preventivi; il primo, in tavolette (confezione da 90 tav.), a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali, per contrastare direttamente la candida a livello intestinale, il secondo, in capsule (confezione da 30 cps), a base di un ceppo selezionato di lactobacillus acidophilus, per la ricolonizzazione della flora batterica fisiologica e contrastare così, in modo indiretto, la proliferazione della candida stessa.
Azione locale vaginale/genitale: un insieme di prodotti, a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali, a pH bilanciato e con tensioattivi delicati (no SLS), per contrastare in loco la candida vaginale/genitale, sia che si tratti di infestazione acuta che recidivante, e favorire il ripristino del naturale equilibrio “autodifensivo” della mucosa (detergente intimo da 200 o 400 mI, lavanda vaginale con cannula incorporata, salviette intime imbustate singolarmente, deodorante-igienizzante intimo in nebulizzatore ecologico da 50 mI, crema intimo da 30 mI). Anche se con frequenza minore rispetto alla vaginite micotica, l’infestazione da candida può colpire le mucose del cavo orale e dell’orecchio esterno; analogamente a quanto descritto precedentemente, in questi casi l’approccio sistemico va associato a prodotti specifici con azione locale.
Azione orale: collutorio igienizzante da 250 mI, spray orale da 30 mI, compresse (confezione da 20 cpr) da sciogliere in bocca gusto menta e gusto agrumi, per contrastare la candida a livello della mucosa orale, grazie all’Estratto di semi di Pompelmo, e contemporaneamente esercitare azione lenitiva e cicatrizzante per la presenza di principi vegetali specifici.
Azione sulla mucosa dell’orecchio esterno: gocce auricolari in 10 pipette monodose, un prodotto a base di Estratto di semi di Pompelmo in glicerina vegetale per contrastare la candida sulla mucosa auricolare.

IGIENIZZAZIONE E SCARSA LUBRIFICAZIONE VAGINALE
Una formulazione in gel specifica per l’impiego vaginale, in due tubi da 20 ml, a base di GSE e principi vegetali, con contemporanee funzioni igienizzanti, lenitive e lubrificanti.

CISTITE
L’Estratto di semi di Pompelmo ha dimostrata efficacia contro gli agenti microbici comunemente responsabili di infezioni alle vie urinarie, normalmente provenienti dal serbatoio fecale (E. coli, S. faecalis, Proteus, Klebsiella, Enterobatteri) ed è perciò indicato per trattare sia cistiti acute che recidivanti, nonché a scopo preventivo.
L’approccio risolutivo prevede l’utilizzo di prodotti: ad uso sistemico, per svolgere al contempo azione antibiotica naturale, azione di pulizia selettiva intestinale, favorire la diuresi ed attenuare l’infiammazione (compresse in confezione da 60 cpr a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali specifici per le vie urinarie) e per riequilibrare ed integrare la flora batterica fisiologica (capsule in confezione da 30 cps a base di lactobacillus acidophilus 10 miliardi); per igienizzare l’area uro-ano-genitale, ostacolando così l’ascesa dei patogeni verso l’uretra e riequilibrando il pH, consentendo la capacità autodifensiva delle mucose interessate (detergente intimo da 200 mI o 400 mI, lavanda vaginale con cannula incorporata, salviette intime, deodorante-igienizzante intimo in spray ecologico da 50 mI).

AFFEZIONI ALLA PROSTATA
L’Estratto di semi di Pompelmo è risultato essere molto efficace nei casi di prostatiti ed ipertrofia prostatica benigna. In queste situazioni il prodotto consigliato, in compresse (confezione da 60 cpr), esplica, grazie al GSE e a principi vegetali, le seguenti funzioni: contrasta i batteri responsabili di infezione, attenua l’infiammazione, favorisce la minzione ed apporta fitosteroli con riconosciuti benefici per la sfera sessuale maschile. Poiché spesso i problemi alla prostata sono accompagnati da difficoltà erettili e calo di desiderio, un aiuto potente dalla natura si ha associando il prodotto sopradescritto con un altro, sempre in compresse (confezione da 60 cpr), a base di Muira puama e Maca, da assumere nei quantitativi giornalieri rispettivamente di 1200 mg e 600 mg, indispensabili per ottenere i risultati desiderati.

EMORROIDI
L’Estratto di semi di Pompelmo, grazie alle sue proprietà antimicrobiche “selettive” è l’aiuto indispensabile per correggere la disbiosi intestinale, spesso all’origine di problemi emorroidali; inoltre grazie alle proprietà citoprotettive difende i tessuti dal danno infiammatorio e mantiene l’integrità e la salute del microcircolo della zona anale. Le sue capacità igienizzanti lo rendono ideale anche per l’applicazione locale, poiché, a causa dei frequenti sanguinamenti, è necessario mantenere “pulita” la zona, favorendo la cicatrizzazione. Il GSE, coadiuvato da componenti naturali ad azione venotonica, è un aiuto concreto sia nel risolvere le crisi acute sia nella prevenzione delle ricadute.
Uso sistemico: compresse (confezioni da 60 o 30 cpr) i cui componenti dalle proprietà antinfiammatorie, vasocostrittrici e vaso toniche sono efficaci nel migliorare le condizioni della circolazione venosa e rafforzare e proteggere l’integrità del tessuto connettivo di sostegno dei vasi, senza esplicare alcun tipo di azione astringente.
Uso locale: pomata in tubo da 50 ml per dare sollievo, risolvere rapidamente la crisi emorroidale e coadiuvare l’azione sistemica delle compresse; i principi funzionaI i agiscono con un’azione lenitiva, contenitiva e trofica sul microcircolo della zona anale. Salviette umidificate in bustine monouso per detergere, igienizzare e lenire delicatamente la zona interessata; durante la fase acuta, al bisogno, tamponare l’epidermide per alcuni minuti prima dell’ applicazione della pomata.

VERMI INTESTINALI
Le proprietà antiparassitarie del GSE lo rendono l’aiuto di base indispensabile per intervenire nelle problematiche legate all’infestazione da vermi intestinali, in particolare da ossiuri (specie più diffusa in Occidente: 30% adulti, 50% bambini). L’approccio risolutivo, nei casi conclamati, in quelli sospetti e anche in prevenzione, prevede l’utilizzo per gli adulti di un prodotto ad azione intestinale, in compresse (confezione da 90 cpr), e per i bambini di un bevibile ad azione intestinale, in flacone da 250 ml, all’interno dei quali l’Estratto di semi di Pompelmo è associato a principi vegetali con funzione di causare l’immobilizzazione o la morte del parassita e di favorirne l’espulsione con le feci; prodotto in crema ad azione perianale, in tubo da 75 mi, che completa l’azione antiparassitaria, impedisce alla femmina di ossiuri di deporre le uova, lenisce la zona perianale evitando cosi il prurito, il grattamento e il conseguente pericolo di trasmettere le uova nell’ambiente o di reinfestarsi; un prodotto indispensabile per interrompere il ciclo vitale del parassita e portare alla definitiva risoluzione del problema; prodotto in salviette monouso ad azione antiitrasmissibilità, formulato per la detersione di parti del corpo e di oggetti con cui l’individuo infestato può essere venuto a contatto e che potrebbero perciò diventare veicolo di trasmissibilità dei parassiti nell’ambiente.

PROBLEMATICHE INTESTINALI
Il GSE è un “pulitore” intestinale selettivo, in grado cioè di spazzare via i patogeni senza intaccare i batteri fisiologici. Questa sua straordinaria caratteristica lo rende l’aiuto indispensabile per trattare le più svariate problematiche intestinali (stipsi, diarrea, meteorismo, gonfiore, infezioni batteriche o virali, ecc.) ognuna delle quali è riconducibile all’alterazione dell’equilibrio della flora intestinale, ossia ad una disbiosi. Di seguito una breve descrizione delle formulazioni consigliate a seconda della problematica:

– intestino in disordine, stitichezza, gonfiore, coliti, diarree episodiche, dolori addominali, ecc.: GSE, fibre e maltodestrine fermentate, ricche di enzimi, in busti ne monodose solubili (confezione da da 14 bust.), utili per ripristinare le fisiologiche funzionalità intestinali.

– diarree da intossicazioni virali, influenzali, batteriche, ecc.: un prodotto in compresse (confezioni da 60 o 15 cpr) con GSE, efficace sui più comuni patogeni intestinali (virus, salmonelle, shigelle, ecc.) associato a componenti naturali con azione astringente in grado di dare sollievo immediato nelle “emergenze”. – meteorismo, fermentazioni, gas intestinali: un prodotto in compresse (confezione da 60 cpr) a base di GSE, utile contro la proliferazione batterica tipica dei processi fermentativi, e principi vegetali con azione riduttiva ed assorbente dei gas intestinali.

PROBLEMATICHE GASTRICHE
Difficoltà digestive: compresse (confezioni da 60 o 15 cpr) con Estratto di semi di Pompelmo e componenti naturali che favoriscono il processo digestivo. Helicobacter pylori: l’Estratto di semi di Pompelmo svolge un’azione specifica contro l’Helicobacter pylori. In queste circostanze, unitamente al prodotto in tavolette sopra menzionato, è indispensabile l’integrazione con un prodotto in compresse (confezione da 60 cpr) contenenti quantità di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali adatti ad affrontare e risolvere efficacemente il problema. Ulcere e gastriti: le proprietà citoprotettive dell’Estratto di semi di Pompelmo risultano particolarmente indicate per favorire la riparazione di lesioni a carico della mucosa gastro-duodenale. A tale scopo, il GSE è associato ad altri principi vegetali specifici ed è reperibile in compresse (confezione da 45 cpr).

Le informazioni sul GSE qui riportate sono tratte da letteratura pubblicata a livello mondiale (in Italia i testi più rappresentativi sono: “Le incredibili proprietà terapeutiche dei semi di pompelmo” di Al1an Sachs Ed. Il Punto d’Incontro; “Le virtù terapeutiche dei semi di pompelmo” di S.Sharamon e B.J,Baginski Ed.Tecniche nuove e “Intolleranze Alimentari” di A. Targhetta Ed. Il Punto d’Incontro) ed hanno uno scopo esclusivamente informativo, ben lungi dal voler dare consigli terapeutici su patologie che rimangono di esclusiva competenza dei medici specialisti. Il nostro unico fine è di divulgare in Italia la conoscenza dell’Estratto di semi di Pompelmo.

GSE: infinite possibilità di applicazione
Le proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo, efficace antibatterico, antivirale, antiparassitario, antimicotico, citoprotettivo e riparatore delle mucose unite alla duttilità del prodotto (l’estratto fluido e secco sono veicolabili sia in acqua che in olio) ne permettono infinite possibilità di applicazione.

E’ assolutamente fuor di dubbio che per sfruttare appieno un rimedio di tale potenza ed efficacia per uno spettro così ampio di possibilità è d’obbligo, più che un utilizzo come singolo componente, un impiego in associazione ad ulteriori elementi naturali con specificità d’azione.
Il risultato sarà quello di ottenere dei veri e propri “pacchetti completi” mirati alla risoluzione di precise problematiche, nei quali il GSE sarà il cardine, inserito con i dosaggi corretti per lo scopo che si vuole ottenere e con il veicolo più consono alla specifica problematica ed al determinato uso.

E’ esattamente con questo approccio che sono state concepite delle vere e proprie linee di prodotti mirate alla risoluzione di numerose affezioni. Di seguito, l’elenco delle problematiche verso cui sono attualmente disponibili soluzioni specifiche con prodotti o linee di prodotti a base di estratto di semi di pompelmo:

In sintesi GSE può essere un vero aiuto in tutti i casi di:

CANDIDA (in tutte le sue forme ed evidenze: sistemica, vaginale, orale, etc.)
SECCHEZZA VAGINALE
CISTITE
AFFEZIONI PROSTATICHE
EMORROIDI
VERMI INTESTINALI
DISORDINI INTESTINALI (stitichezza, coliti, diarree episodiche, dolori addominali, etc.)
ALITOSI
DIARREE (virali, batteriche, etc.)
METEORISMO, FERMENTAZIONI, GAS INTESTINALI
INTOLLERANZE ALIMENTARI
PROBLEMATICHE GASTRICHE (difficoltà digestive, infezioni da Helicobacter pilori, etc.)
ULCERE E GASTRITI
AFFEZIONI DELL’APPARATO RESPIRATORIO (raffreddori, sinusiti, tracheiti, bronchiti, etc.)
OTITI
CONGIUNTIVITI (batteriche, virali, allergiche, da agenti chimici o fisici, blefariti, orzaioli, etc.)
DETERSIONE DELLA PELLE
ACNE (brufoli e punti neri)
DERMATITI (eczemi, eritemi, piede d’atleta, ferite, piaghe, ustioni, etc.)
MICOSI (della pelle, delle unghie, verruche, etc.)
IGIENE ORALE
HERPES LABIALE
PIDOCCHI (infestazione e prevenzione dell’infestazione)

Sono oramai milioni le persone che in tutto il mondo traggono beneficio dalle straordinarie virtù dell’Estratto di semi di Pompelmo, ma nonostante questo rimane un rimedio per certi aspetti “elitario”. Sarebbe veramente grandioso se l’umanità tutta potesse beneficiare di questo prezioso dono della natura ed in tal senso possiamo sperare ed auspicarci che la globalizzazione, termine che a volte ha risvolti non del tutto positivi, riguardo al GSE sia un sogno realizzabile, con la consapevolezza che il piacere non sta solo nel raggiungere la meta, quanto nel percorso per conquistarla.

https://www.erboristeriarcobaleno.it/semi-di-pompelmo-gse

 

 

Caisse formula

Nel 1932 uscì, su un giornale di Toronto, un articolo intitolato:  “Infermiera di Bracebridge fa una importante scoperta per il cancro”.

A questo articolo seguirono innumerevoli richieste di aiuto da parte di malati di cancro e la prima offerta commerciale.

L’offerta era davvero vantaggiosa ma le si richiedeva di svelare la formula in cambio di una somma considerevole e un vitalizio. René rifiutò categoricamente, giustificò la sua decisione col fatto che non voleva che si speculasse sul suo rimedio.

Nel 1933 il comune di Bracebridge le mise a disposizione un Hotel, sequestrato per ragioni di tasse, perchè potesse farne una clinica per i suoi malati.

Da allora e per i successivi otto anni, un cartello sulla porta avrebbe indicato “CLINICA PER LA CURA DEL CANCRO”.

Dal giorno dell’apertura centinaia di persone erano convenute alla clinica e ,alla presenza di un medico, si facevano fare l’iniezione e bevevano la tisana.

La clinica diventò in breve una sorta di Lourdes Canadese.

Nello stesso anno si ammalò la madre di René, cancro al fegato inoperabile. René le somministrò la sua cura ed ella guarì nonostante che i medici le avessero predetto una sopravvivenza di pochi giorni.

Fu in questi anni che il dottor Banting, uno dei partecipanti alla scoperta dell’insulina, affermò che il the aveva il potere di stimolare il pancreas fino a riportarlo alle sue normali funzioni, curando così i malati di diabete. Il dott. Banting invitò ufficialmente la signora Cassie a fare esperimenti presso il suo istituto di ricerca, ma lei per paura di dover abbandonare i propri malati, rifiutò. Era il 1936.

Nel 1937 accadde un incidente. Una donna in fin di vita fu trasportata all’ospedale di René, sofferente per frequenti embolie, subito dopo l’iniezione, morì. Fu un’occasione d’oro per i detrattori di René, fu fatto un processo ed i risultati dell’autopsia dimostrarono che la donna era morta per un embolo.

La pubblicità che il caso scatenò portò ancora più malati in cerca di speranza all’ospedale di Bracebridge.

Lo stesso anno furono raccolte 17.000 firme che invitavano il governo a riconoscere il the come farmaco per il cancro.

Una ditta farmaceutica Americana offrì un milione di dollari (del 1937!) per la formula ennesimo rifiuto di René. Nel frattempo un medico americano, il dott. Wolfer, offrì a René di effettuare esperimenti con la bevanda su trenta pazienti del suo ospedale. René fece la spola fra il Canada e gli USA per molti mesi, i risultati che ella ottenne spinsero il dott. Wolfer ad offrirle uno spazio di ricerca permanente nei suoi laboratori. Ancora una volta René rinunciò ad una vantaggiosa offerta che l’avrebbe però costretta ad abbandonare i suoi malati in Canada.

Di quel periodo abbiamo la testimonianza del dott. Benjamin Leslie Guyatt responsabile del dipartimento di anatomia dell’Università di Toronto che aveva ripetutamente visitato la clinica: “Ho potuto constatare che nella maggior parte dei casi le deformazioni scomparivano, i pazienti denunciavano una forte diminuzione dei dolori. In casi serissimi di cancro ho visto interrompersi le emorragie più gravi. Ulcere aperte alle labbra ed al seno rispondevano al/e cure. Ho visto scomparire cancri alla vescica ,al retto, al collo dell’utero allo stomaco. Posso testimoniare che la bevanda riporta la salute nel malato, distruggendo il tumore e restituendo la voglia di vivere e le funzioni normali degli organi.”

La dottoressa Emma Carlson era arrivata dalla California per visitare la clinica, questa la sua testimonianza:

“Ero venuta ,abbastanza scettica, ed ero risoluta a rimanere solo 24 ore. Sono rimasta 24 giorni ed ho potuto assistere a miglioramenti incredibili su malati terminali senza più speranza e malati diagnosticati terminali, guarire. Ho esaminato i risultati ottenuti su 400 pazienti.”

Nel 1938 un’altra petizione a favore di René raccolse 55.000 firme. Un politico canadese fece la sua campagna elettorale promettendo che avrebbe permesso che la signora Caisse potesse esercitare la professione medica senza laurea e “Praticare la medicina e curare il cancro in tutte le sue forme e le relative indisposizioni e difficoltà che questa malattia comporta.”

La risposta della classe medica fu immediata, il nuovo ministro della sanità, il dott. Kirby istituì la “Royal cancer Commission” il cui scopo era quello di appurare la efficacia di discusse terapie per il cancro. Una delle condizioni inderogabili perchè una medicina potesse essere legalizzata come cura per il cancro era che la sua formula venisse consegnata a priori nelle mani della commissione. La pena per la mancata consegna era una multa la prima volta per pratica abusiva della professione medica e l’arresto in caso di recidiva.

René Cassie non aveva mai voluto svelare la formula e la commissione oltretutto non aveva obbligo di riservatezza riguardo alle formule presentate.

Le due proposte di legge, quella a favore di René e quella che istituiva la commissione per il cancro, furono discusse lo stesso giorno al parlamento Canadese.

La legge Kirby fu approvata e quella pro-René respinta per soli tre voti. La clinica di René era in pericolo, i medici cominciarono a rifiutarsi di consegnare ai propri pazienti i certificati attestanti il cancro.

Una valanga di lettere di protesta raggiunsero il ministero della sanità, gli ex malati curati da René e quelli che volevano farsi curare si ribellarono. Il ministro ritenne saggio che la clinica continuasse ad esistere fino al momento in cui la signora Caisse si sarebbe presentata di fronte alla commissione per il cancro.

Nel marzo 1939 iniziarono le udienze della commissione per il cancro istituita dalla legge Kirby. René fu costretta ad affittare la sala da ballo di un Hotel di Toronto per accogliere i 387 ex pazienti che avevano accettato di testimoniare in suo favore. Tutte queste persone si dichiaravano convinti che René li aveva guariti o che la bevanda aveva arrestato il cammino devastante del cancro. Tutti erano stati definiti “senza speranza” dai loro medici prima di sottoporsi alle cure dell’ospedale di Bracebridge. Solo 49 dei 387 ex malati furono ammessi a testimoniare. Medici illustri testimoniarono a favore di René.

Molti casi furono stralciati perchè le diagnosi furono giudicate sbagliate e vi furono anche dottori che firmarono dichiarazioni in cui riconoscevano l’errore. Alla fine il rapporto della commissione fu che:

Nei casi diagnosticati con biopsia si contava una guarigione e due miglioramenti

Nei casi diagnosticati con raggi x, una guarigione e due miglioramenti

Nei casi diagnosticati clinicamente due guarigioni e quattro miglioramenti

Su dieci diagnosi “incerte”, tre erano sicuramente sbagliate e quattro non definitive.

Undici diagnosi erano definite “corrette”, ma la guarigione veniva attribuita a precedente radioterapia.

Insomma la conclusione era che la bevanda non era una cura per il cancro e che se la signora Cassie non avesse svelato la formula, la legge Kirby sarebbe stata applicata e la clinica chiusa.

René, sfidando la legge, tenne aperta la clinica ancora per tre anni in una situazione di semi-clandestinità.

Nel 1942, la clinica venne chiusa René era sull’orlo di una crisi di nervi. Si trasferì a North Bay ,e là rimase fino al 1948 anno in cui suo marito morì. Si presume che continuasse ad aiutare qualche malato che riusciva a raggiungerla, ma non nella misura che la clinica le aveva permesso.

 

Il Grande Ritorno

Nel 1959 la grande rivista americana “True” pubblicò un articolo su René Caisse e il suo rimedio per il cancro. L’articolo era frutto di mesi e mesi di indagini, interviste e raccolta di materiali.

L’articolo fu letto da un eminente medico americano il dott. Charles Brush, titolare del Brush Medical Center di Cambridge.

Il dott. Brush, dopo averla incontrata le propose di andare a lavorare presso il suo istituto. Quello che le chiedeva era di applicare la medicina su malati di cancro, testare la formula in laboratorio per eventuali modifiche e migliorie e, quando si fosse assolutamente sicuri dell’efficienza, fondare un associazione il cui scopo sarebbe stato quello di diffonderla nel mondo intero ad un prezzo accessibile.

Non le si chiedeva di svelare la formula ma di usarla su persone malate di cancro. Per René era il massimo dei suoi desideri, accettò.

René aveva settant’anni. nPrima di continuare il racconto cerchiamo di capire chi era il dott. Brush. Il dott. Brush era ed è tuttora uno dei medici più rispettati degli Stati Uniti.

E’ stato il medico personale del presidente J.F. Kennedy e suo amico fidato.

Il suo interesse per la medicina naturale ed i rimedi delle scuole di medicina asiatiche risale a molti anni prima il suo incontro con René.

Il Brush Medical Center è uno degli ospedali più grandi degli USA ed è stato il primo ad usare l’agopuntura come metodo di cura, il primo a dare importanza al fattore alimentare nella cura del paziente ed il primo istituto medico americano a istituire un programma di assistenza gratuita per malati indigenti.

René cominciò a lavorare nella clinica del dottor Brush nel Maggio del 1959.

Dopo tre mesi il dott. Brush ed il suo assistente dott. Mc Clure redassero il primo rapporto:

“Tutti i pazienti sottoposti alla cura accusano una riduzione dei dolori e della massa cancerosa con un evidente incremento del peso e delle condizioni cliniche generali. Non possiamo ancora dire che sia una cura per il cancro ma possiamo tranquillamente affermare che è salutare e assolutamente atossica”

Il dottor Brush, in collaborazione col suo amico Elmer Grove, un espertissimo erborista, arrivò a perfezionare la formula fino al punto che essa non dovette mai più essere iniettata. Aggiungendo altre erbe alla formula originale, erbe che definirono “potenziatori”, la medicina poteva essere assunta per via orale solamente.

Finalmente si apriva la possibilità che ognuno potesse assumere la medicina comodamente a casa propria, evitando viaggi e fatiche spesso insopportabili per malati gravi.

Il dott. Mc Clure inviò dei questionari agli ex pazienti di René per verificare la durata di vita dopo la guarigione, le risposte che ricevette confermavano le parole di René: “La bevanda degli indiani CURA IL CANCRO”.

Ecco un breve elenco:

Norma Thompson curata 20 anni prima nessuna ricaduta

Clara Thornbury curata 22 anni prima nessuna ricaduta

DH Laundry curato 12 anni prima nessuna ricaduta

Nellie Mc Vittie curata 23 anni prima nessuna ricaduta

Wilson Hammer curato 31 anni prima nessuna ricaduta

John McNee curato 30 anni prima nessuna ricaduta

Jack Finley curato 20 anni prima nessuna ricaduta

Lizzle Ward curata 14 anni prima nessuna ricaduta

Accadde però che nuove difficoltà impedissero a René di continuare a lavorare col dott. Brush.

I laboratori che fornivano le cavie per gli esperimenti interruppero la fornitura e il dott. Brush fu invitato dalla “American Medical Association” a non usare metodi che uscissero dai binari dell’ortodossia.

René tornò così a Bracebridge per evitare altre battaglie legali.

Il dott. Brush continuò i suoi esperimenti su uomini ed animali e nel 1984 dette la massima fiducia alla bevanda.

Ammalatosi di cancro all’intestino, si curò solo con essa e guarì.

René rimase a Bracebridge dal 1962 al 1978 continuando a rifornire il Dott. Brush con la medicina di erbe, lui la teneva informata dei progressi delle sue ricerche e dell’efficacia che riscontrava su altre malattie degenerative.

 

René, alla veneranda età di 89 anni tornò alla ribalta.

Nel 1977 il periodico” Homemakers” pubblicò la storia della bevanda e di René. L’articolo ebbe l’effetto di una bomba atomica sull’opinione pubblica canadese. Presto la sua casa fu assalita dalle persone che chiedevano la bevanda ed essa fu costretta a richiedere l’aiuto della polizia per poter uscire di casa.

Fra i molti che lessero l’articolo vi era anche David Fingard, un chimico in pensione titolare di una azienda farmaceutica la “Resperin”.

Fingard si domandò come fosse possibile che la formula di una sostanza così efficace avesse potuto rimanere nelle mani di una vecchietta per tutti questi anni.

Decise che lui si sarebbe inpossessato della formula.

Non si scoraggiò ai primi rifiuti e finalmente trovò la chiave per aprire il forziere nel cuore di René. Promise che avrebbe aperto cinque cliniche in Canada, aperte a tutti, poveri compresi, e che per queste aveva già trovato i finanziamenti da una grande azienda mineraria canadese. Il 26 Ottobre 1977 René consegnò la formula della bevanda nelle mani del signor Fingard. Il dott. Brush era presente solo nella veste di testimone. Il contratto prevedeva ,in caso di commercializzazione, un ricavo del 2% a favore di René.

Nei giorni seguenti la Resperin chiese ed ottenne dal ministero per la salute ed il benessere, pressato dall’opinione pubblica, il permesso di testare la bevanda in un programma pilota su malati terminali di cancro.

Due ospedali e molte decine di medici avrebbero partecipato al programma di sperimentazione clinica, usando la bevanda fornita dalla Resperin che si impegnava a seguire tutte le norme sanitarie vigenti. L’opinione pubblica Canadese era entusiasta. René percepiva pochi dollari con i quali doveva anche fornire le erbe alla Resperin. Presto i due ospedali dissero che desideravano cambiare gli accordi e che avrebbero abbinato alla bevanda le terapie tradizionali (chemio e radio-terapia).

Fu deciso di continuare il programma solo con i medici di base.

Nel frattempo René Caisse moriva .

Ai suoi funerali erano presenti centinaia di persone provenienti da ogni dove

Il governo Canadese interruppe gli esperimenti della Resperin giudicandoli inutili perchè mal eseguiti.

La Resperin infatti non era quella grande azienda che il suo titolare aveva fatto credere a René.

Il dott. Brush. insospettito dalla mancanza di informazioni, aveva svolto delle indagini sull’azienda. Quello che ne risultò era che la Resperin era formata da due settantenni di cui uno era Fingard e l’altro un ex ministro di un precedente governo, il dott. Mattew Dyamond.

Dyamond con l’aiuto della moglie preparava l’infuso nella cucina di casa. Le forniture ai medici di base erano spesso in ritardo o insufficienti o malfatte. Inoltre la totale mancanza di coordinazione del programma aveva, reso impossibile un accurato controllo sui medici coinvolti.

In una circolare interna, il ministero giudicava così gli esperimenti clinici con la bevanda: “Non sono valutabili i casi clinici raccolti”.

Nei documenti ufficiali la bevanda, fu dichiarata però: “non efficace nella cura del cancro”. Fu anche riconosciuta la sua assoluta atossicità. Sotto la pressione delle proteste da parte dei malati, fu immessa in un programma di distribuzione di medicine speciali, a malati terminali, per motivi compassionevoli. (Nello stesso programma era anche 1’AZT farmaco per l’AIDS, che fu poi legalizzato nel 1989)

I malati avrebbero potuto d’ora innanzi ottenere la bevanda dietro presentazione di una serie di domande ufficiali di non facile compilazione.

La bevanda ,col nome ufficiale con cui era conosciuta in Canada non avrebbe mai potuto essere venduta come medicina.

Il dott. Brush era disgustato dalla vicenda, unico possessore della formula migliorata, decise che avrebbe aspettato migliore occasione per diffondere questa conoscenza. Continuò nel suo ospedale ad usare la bevanda che nel 1984 lo guarì dal cancro all’intestino.

Elaine Alexander

Nel 1584 entra in scena, il personaggio che avrebbe dato una svolta alla nostra storia. Elaine Alexander una giornalista radiofonica che aveva dato vita ad interessanti e seguitissimi programmi alla radio riguardanti le medicine naturali e approfondimenti sulla allora nuova malattia, l’AIDS.

Elaine telefono al dott. Brush, gli dimostrò che era informatissima sulla storia di René e della bevanda e gli chiese se fosse disposto a farsi intervistare nel corso di un programma che si sarebbe chiamato “STAYN’ ALIVE”.

Il dott. Brush per la prima volta rilasciò una dichiarazione pubblica sulla medicina:

Elaine: “Dott. Brush e vero che lei ha studiato gli effetti della bevanda su malati di cancro ricoverati presso la sua clinica?”

Brush: “E’ vero.”

E.: “I risultati che ha ottenuto si possono definire significativi o dei semplici” aneddoti”, come afferma qualche suo collega?”

B.: “Molto significativi.”

E.: “Ha riscontrato nella cura degli effetti collaterali?”

B.: “Nessuno.”

E.: “Dott. Brush la prego di arrivare al punto, lei afferma che la bevanda può aiutare le persone affette da cancro oppure che è una cura per il cancro?”

B.: “Posso affermare che è una cura per il cancro.”

E.: “Può ripeterlo per favore?”

B.: “Certo, con molto piacere, la bevanda è una cura per il cancro. Ho potuto constatare che può far regredire il cancro ad un punto tale che nessuna conoscenza medica attuale è in grado di raggiungere.”

Le parole del dott. Brush scatenarono una ondata di telefonate, l’uscita della stazione radiofonica fu circondata dalle persone che non avevano potuto accedere alla linea telefonica.

Elaine cominciava a capire quanto frustrante fosse non poter aiutare chi chiede aiuto.

Nei due anni che seguirono Elaine mise in onda sette programmi di due ore ciascuno solo sulla bevanda. Il dott. Brush vi partecipò per quattro volte ancora, numerosi medici, paramedici ed ex malati furono intervistati. Tutti confermarono quanto detto dal dott. Brush.

‘La bevanda è una cura, per il cancro”

Elaine era così pressata dalle richieste di aiuto che si adoperò perchè alcuni dei malati fossero inseriti nel programma caritatevole del Governo. Ma la strada era tanto difficile e complicata che solo pochi vi potevano accedere.

Elaine passò tre anni terribili pressata da migliaia di richieste di aiuto, non poteva distribuire la tisana.

Il programma del governo era così lento nel concedere i permessi che spesso le persone morivano prima di potervi accedere.

Finalmente le venne l’idea luminosa.

Pensò: “Perchè continuare a combattere con le istituzioni per far riconoscere la medicina come una “vera” cura per il cancro? Non era forse questa un semplice the di erbe? Una tisana innocua ed atossica?

Bene si sarebbe venduta come tale. Senza attribuirle nessun merito per la cura del cancro ne per altre malattie. Sarebbe stata venduta nelle erboristerie (che in America e Canada si chiamano “negozi della salute”). La voce si sarebbe presto diffusa tra i malati di cancro.

Illustrò il suo progetto al dott. Brush che ne rimase entusiasta. Egli capì che questa era la chiave per rendere la tisana accessibile a tutti. Decisero insieme di cercare la ditta giusta che potesse garantire un prezzo onesto, una meticolosa, preparazione della formula, un controllo sulla qualità delle erbe utilizzate e la capacità di far fronte alle richieste enormi che sarebbero seguite di lì a qualche anno. Ci misero sei anni, scartando e selezionando decine di aziende.

Finalmente nel 1992 la bevanda era in vendita prima in Canada, poi negli USA. Nel 1995 Ha fatto la sua prima comparsa in Europa.

 

Dal Luglio 1996 si trova anche in Italia.

Elaine Alexander è morta nel maggio 1996

Questa avvincente storia continua.

Settembre 1996

 

MALATTIE E DISORDINI IN CUI LA TISANA HA DIMOSTRATO DI ESSERE EFFICACE

 

  • IPOGLICEMIA
  • SCLEROSI MULTIPLA
  • MORBO DI PARKINSON
  • ARTRITI
  • SINDROME DA AFFATICAMENTO CRONICO
  • ULCERA
  • PROBLEMI ALLA TIROIDE
  • FIBROMATOSI
  • EMORROIDI
  • PROBLEMI URINARI E ALLA PROSTATA
  • PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE
  • DIABETE, (RISTABILISCE LE NORMALI FUNZIONI DEL PANCREAS)
  • TUMORI
  • INSONNIA
  • PSORIASI
  • IMPOTENZA SESSUALE
  • MORBO DI ALZHEIMER
  • ASMA E ALLERGIE

 

INOLTRE:

  • E un sedativo naturale quindi agisce sul sistema nervoso calmando la persona.
  • Attenua i dolori o addirittura li elimina anche nei casi più gravi.
  • Arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue.
  • Previene e corregge la costipazione.
  • Fa ritornare il senso del gusto.
  • Aiuta la digestione.
  • E’ efficace per l’insonnia.
  • Rinforza il sistema immunitario.
  • E’ un ottimo tonico profilattico.
  • Aiuta a guarire dalle ustioni intestinali provocate dalla radioterapia.
  • Lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio, piombo e mercurio.
  • Riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare quelli che circondano le giunture.
  • Protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano.
  • Dà un senso diffuso di benessere al corpo.
  • Riduce il volume delle masse nodulari

 

Autore anonimo, tratto probabilmente dal libro “Essiac Project”.