Il calcio che conta

calcio

Il massimo contenuto di calcio nelle ossa si rileva intorno ai trent’anni poi, progressivamente, le ossa cominciano a perderne. diventa così indispensabile integrarlo quotidianamente con l’alimentazione e fare attività fisica per stimolarne la deposizione nello scheletro. Altrettanto utile è stare al sole per favorire la produzione della vitamina D, che ne migliora l’assorbimento.
È il minerale più abbondante nel nostro organismo. Lo si assume attraverso gli alimenti (ne sono ricchi il latte e i suoi derivati, gli ortaggi e le verdure e alcuni pesci). Ma solo una piccola quantità, circa il 30%, viene effettivamente assorbita.

L’assimilazione del calcio dipende infatti da più fattori:

dall’età (i bambini ne assimilano fino al 60%, mentre negli anziani la percentuale scende al 20%).

Dalla presenza nell’intestino delle vitamine soprattutto la D.

Dall’assunzione di alcuni alimenti (il lattosio, per esempio, ne favorisce l’assorbimento, mentre l’eccesso di sale e di caffeina lo riducono).

Per questo ne è carente chi soffre di intolleranza ai latticini, chi è vegano, chi eccede nell’alcol e spesso anche le donne durante la gravidanza, l’allattamento o la menopausa.

In tutti questi casi può essere utile soddisfarne il fabbisogno con integratori specifici a base di calcio associato alla vitamina D che ne favorisce la disponibilità.

 

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