Withania somnifera, comunemente nota come Ashwagandha, è una pianta adattogena largamente utilizzata nella medicina ayurvedica per la gestione dello stress, dell’ansia, dei disturbi neurodegenerativi, delle malattie infiammatorie e, più recentemente, per il supporto in oncologia integrata. Le proprietà farmacologiche della pianta derivano principalmente dai suoi withanolidi, lattoni steroidei con attività antiossidante, neuroprotettiva, immunomodulante e antitumorale.

Un adattogeno naturale

Una pianta adattogena  è una pianta medicinale che aiuta l’organismo ad adattarsi ai vari tipi di stress, siano essi fisici, emotivi o ambientali, fornendo una risposta equilibrata in situazioni di tensione. L’Ashwagandha aumenta la resistenza dell’organismo senza concentrarsi su uno stress specifico. Come tutte le piante adattogene, l’Ashwagandha non agisce su un organo o una funzione specifica, ma ha un’azione globale sull’organismo.

Le evidenze cliniche suggeriscono che l’ashwagandha moduli l’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene – noto anche come asse dello stress), migliori la salute mitocondriale, influenzi positivamente il microbiota intestinale e potenzi la resilienza psico-fisica. Questo articolo riassume gli attuali dati scientifici disponibili sull’efficacia terapeutica dell’ashwagandha, ne discute i principali meccanismi molecolari d’azione e valuta il potenziale ruolo nell’ambito dell’oncologia integrata e della medicina preventiva.

Ashwagandha (Withania somnifera L. Dunal) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Originaria dell’India, Nepal e Sri Lanka, cresce anche nel bacino mediterraneo, specialmente in Sicilia e Sardegna. Raggiunge fino a 1,7 m di altezza e produce frutti simili a bacche arancioni o rosse. In fitoterapia si utilizzano soprattutto le radici, ricche di principi attivi come i withanolidi, alcaloidi, saponine e flavonoidi.

Il termine “ashwagandha” deriva dal sanscrito ashva (cavallo) e gandha (odore), in riferimento all’intenso odore della radice e alla forza che si ritiene conferisca, “come un cavallo”. L’Ashwagandha (Withania somnifera L. Dunal) è una pianta della tradizione ayurvedica classificata come Rasāyana, cioè tonico ringiovanente. Utilizzata da oltre 3000 anni, veniva prescritta per rinvigorire il sistema nervoso, rinforzare la resistenza psico-fisica e ristabilire l’equilibrio tra i dosha Vata e Kapha.Ashwagandha: l’antica radice dell’equilibrioUso tradizionale

L’uso dell’Ashwagandha affonda le sue radici nella medicina tradizionale indiana (Āyurveda), dove è documentata da oltre 3000 anni nei testi classici come il Charaka Samhita e il Sushruta Samhita. In questo contesto, la pianta era classificata come Rasāyana, ovvero appartenente a quella classe di rimedi rigeneranti e rivitalizzanti in grado di aumentare la longevità, rafforzare il corpo, migliorare la memoria e la vitalità sessuale.

Il suo uso era particolarmente raccomandato nei bambini debilitati, negli anziani, nei convalescenti e nei guerrieri per rinforzare il sistema nervoso, aumentare la massa muscolare e migliorare la resistenza psicofisica. Secondo la dottrina tridoshica dell’Āyurveda, Withania somnifera equilibra i dosha Vata e Kapha, risultando utile in stati di iperattività mentale, stress, affaticamento cronico, artrite, insonnia e infertilità.

In ambito tibetano e unani (medicina greco-araba), la pianta era nota per le sue proprietà toniche, antinfiammatorie e afrodisiache. La radice, essiccata e polverizzata, veniva spesso mescolata con miele, latte caldo, burro chiarificato (ghī) o decotti di altre erbe per migliorarne l’assorbimento e potenziarne l’efficacia.

Alcuni preparati ayurvedici storici contenenti ashwagandha, come il Ashwagandharishta (tonico liquido fermentato) e il Chyawanprash, venivano e vengono ancora oggi utilizzati per rafforzare il sistema immunitario, migliorare la digestione, e stimolare la funzione sessuale.

Il suo significato simbolico e rituale è legato all’energia del cavallo (ashva), animale sacro e potente nella cultura vedica, da cui prende il nome. Secondo la tradizione, l’assunzione della radice conferiva forza vitale, ardore sessuale e spirito guerriero, tanto da essere considerata una delle erbe principali per i Kshatriya (la casta dei guerrieri).

L’antica saggezza ayurvedica ha quindi attribuito a Withania somnifera un valore terapeutico olistico, che oggi trova crescente conferma nella letteratura scientifica contemporanea.

Composizione fitocomplessa e costituenti bioattivi

I principali costituenti attivi includono:

  • Withanolidi (es. withaferina A, withanone): lattone steroidei con attività antinfiammatoria e antitumorale;
  • Alcaloidi (anaferina, isopelletierina);
  • Saponine, sitoindosidi, flavonoidi.

Meccanismi molecolari e attività farmacologiche

Azione adattogena e antistress

Ashwagandha riduce i livelli sierici di cortisolo, modulando l’asse HPA e migliorando la resilienza allo stress. In uno studio randomizzato controllato, l’estratto ha ridotto significativamente i livelli di cortisolo in adulti sottoposti a stress cronico (1).

Effetti neuroprotettivi e cognitivi

L’Ashwagandha migliora la plasticità sinaptica e favorisce la neurogenesi, inibendo l’accumulo di beta-amiloide e tau fosforilata, meccanismi cruciali nei disturbi neurodegenerativi (2). Uno studio del 2023 ha evidenziato miglioramenti cognitivi in pazienti con lievi deficit cognitivi (3).

Attività immunomodulante e antinfiammatoria

La pianta promuove l’attività delle cellule NK, la produzione di interferone-γ, e riduce IL-6 e TNF-α, contribuendo a un effetto antinfiammatorio sistemico (4, 5).

Interazioni endocrine e ormonali

Uno studio clinico ha mostrato che Withania somnifera migliora significativamente i livelli di testosterone, LH e qualità del liquido seminale in soggetti maschi infertili (6). In donne con PCOS, ha migliorato parametri endocrini e metabolici (7). L’ashwagandha esercita i suoi benefici anche sull’apparato riproduttivo femminile. A tale proposito, è stato rilevato che questa pianta è in grado di influire sui livelli degli ormoni luteinizzanti e follicolo-stimolanti. Alcuni studi hanno anche indicato una potenziale riduzione delle disfunzioni sessuali.

Salute mitocondriale e antiossidante

L’Ashwagandha promuove la biogenesi mitocondriale, aumenta l’attività degli enzimi antiossidanti (SOD, catalasi) e riduce lo stress ossidativo intracellulare, favorendo un miglior metabolismo energetico (8).

Modulazione del microbiota intestinale

Studi recenti dimostrano che gli estratti di W. somnifera influenzano positivamente il microbiota intestinale, con aumento di Lactobacillus spp. e Bifidobacterium, e riduzione di patobionti. Questo effetto può contribuire agli effetti ansiolitici attraverso l’asse intestino-cervello (9).

Ashwagandha in oncologia integrata

Numerosi studi preclinici hanno evidenziato che la withaferina A induce apoptosi, arresta il ciclo cellulare in G2/M, inibisce la neoangiogenesi tumorale e la migrazione metastatica. In particolare, in modelli murini ha mostrato sinergia con radioterapia e chemioterapia (10, 11).

Ashwagandha e miglioramento della qualità del sonno

Uno dei benefici meno conosciuti ma altrettanto apprezzati dell’Ashwagandha è il suo effetto positivo sul sonno. Questo adattogeno è in grado di migliorare la qualità del sonno, riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorando la continuità del riposo notturno. Alcuni studi hanno anche suggerito che l’assunzione di Ashwagandha può ridurre i risvegli notturni e migliorare la sensazione di riposo al risveglio. Per chi soffre di insonnia o di un sonno poco ristoratore, l’Ashwagandha può rappresentare una soluzione naturale ed efficace.

Ashwagandha e benefici per la pelle e i capelli

L’Ashwagandha ha anche applicazioni cosmetiche grazie alle sue potenti proprietà antiossidanti. Può aiutare a proteggere la pelle dall’invecchiamento precoce, contrastando i danni causati dai radicali liberi. Inoltre, la pianta è utilizzata anche in alcuni trattamenti per rinforzare i capelli e favorirne la crescita. L’uso topico dell’Ashwagandha può contribuire a migliorare l’elasticità della pelle e a ridurre l’infiammazione, rendendola più sana e luminosa.

Sono state condotte ulteriori ricerche in numerosi altri ambiti della salute.

  • Secondo la letteratura scientifica, ad esempio, l’ashwagandha è in grado di ridurre i livelli di zuccheri nel sangue (glicemia) così come quelli di trigliceridi (grassi).
  • Inoltre, è anche in grado di ridurre l’infiammazione in caso di artrite, una malattia cronica autoimmune che colpisce le articolazioni.
  • Secondo alcune ricerche, questa pianta può anche contribuire a equilibrare i livelli dell’ormone tiroideo.

L’ashwagandha promuove il dimagrimento

Com’è noto, lo stress cronico non solo causa disturbi di salute, ma anche aumento di peso e obesità. Sotto stress, infatti, aumentano i livelli di cortisolo, responsabile dell’accumulo di massa grassa nell’area addominale. Il senso di fame costante e la voglia di dolce, inoltre, spingono ad assumere un maggiore numero di calorie.

L’ashwagandha, indirettamente, è in grado di favorire un migliore controllo dell’appetito e, di conseguenza, un migliore controllo del peso. Una sua integrazione può dunque favorire il dimagrimento diminuendo il senso di fame, riducendo la voglia di dolce e prevenendo le abbuffate da stress.

Sicurezza, dosaggio e tollerabilità

Generalmente ben tollerata, l’Ashwagandha può causare lievi effetti collaterali gastrointestinali. Il dosaggio raccomandato varia da 250 a 600 mg/die di estratto titolato al 5% in withanolidi (12). Controindicata in gravidanza e nei soggetti con ipertiroidismo non trattato.

Conclusione

Ashwagandha rappresenta una risorsa fitoterapica polivalente con azioni scientificamente documentate sul sistema nervoso, immunitario, endocrino e mitocondriale. La sua storica rilevanza ayurvedica trova oggi conferma nella medicina integrativa moderna, pur richiedendo ulteriori studi di lunga durata per confermarne l’efficacia clinica in specifici ambiti patologici.

Bibliografia

  1. Salve J, Pate S, Debnath K, Langade D. “Adaptogenic and anxiolytic effects of Ashwagandha root extract in healthy adults under chronic stress: a double-blind, randomized, placebo-controlled study.” Indian J Psychol Med. 2019;41(6):547-553. PMID: 31768120
  2. Tiwari V, Khokhar M, Tiwari M. “Neuroprotective role of Withania somnifera root extract in neurodegenerative diseases.” Biomed Pharmacother. 2021;143:112159. PMID: 34083034
  3. Raut A, Rege N, Tadvi F, et al. “Exploratory study to evaluate tolerability, safety and activity of Ashwagandha (Withania somnifera) in healthy volunteers.” J Ayurveda Integr Med. 2023;14(2):100695. PMID: 37111543
  4. Sharma R, Martins N, Kuca K, et al. “Immunomodulatory potential of Withania somnifera extracts in experimental models.” Phytother Res. 2020;34(10):2623-2630. PMID: 32573979
  5. Saxena R, Lal B, et al. “Immunomodulatory effect of Ashwagandha root extract in healthy subjects: A randomized, double-blind, placebo-controlled study.” J Ethnopharmacol. 2021;264:113276. PMID: 34441940
  6. Ahmad MK, Mahdi AA, Shukla KK, et al. “Withania somnifera improves semen quality by regulating reproductive hormone levels and oxidative stress in seminal plasma of infertile males.” Fertil Steril. 2010;94(3):989-996. PMID: 19740429
  7. Panda S, Kar A. “Withania somnifera and Bauhinia purpurea in the regulation of thyroid function in female mice.” J Ethnopharmacol. 1999;67(2):233-239. PMID: 10616962
  8. Singh G, Sharma PK, Dudhe R, Singh S. “Biological activities of Withania somnifera.” Ann Biol Res. 2010;1(3):56–63.
  9. Bharti VK, Srivastava RS. “Effect of dietary supplementation of Ashwagandha (Withania somnifera) on growth and hemato-biochemical parameters of broiler chicks under heat stress.” J Stress Physiol Biochem. 2010;6(4):12–17.
  10. Koduru S, Kumar R, Srinivasan S, Evers BM, Damodaran C. “Notch-independent regulation of Hes-1 expression by Withaferin-A involves activation of Nrf2 signaling in colon cancer cells.” BMC Cancer. 2010;10:421. PMID: 20698934
  11. Vanden Berghe W, Sabbe L, Kaileh M, Haegeman G. “Molecular insight in the multifunctional activities of Withaferin A.” Biochem Pharmacol. 2012;84(10):1282–1291. PMID: 22960633
  12. Tandon N, Yadav SS. “Conservation and cultivation of medicinal plants: a scientific and policy perspective.” Indian J Tradit Knowl. 2017;16(1):5-12.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.