Presente in tracce ma decisivo per la vita, lo zinco è coinvolto in centinaia di reazioni biologiche fondamentali. Dal sistema immunitario alla fertilità, dal metabolismo degli zuccheri alla salute cardiovascolare, questo minerale essenziale continua a dimostrare – attraverso solide evidenze scientifiche – un ruolo centrale nel mantenimento del benessere umano.

Lo zinco è un minerale essenziale per la vita e rappresenta, dopo il ferro, il microelemento più abbondante nell’organismo umano (1). Sebbene presente in quantità relativamente piccole – circa 1,5–2,5 grammi nell’adulto – la sua importanza biologica è enorme. Lo zinco è infatti un componente strutturale, catalitico e regolatorio di oltre 300 enzimi ed è coinvolto in più di 2.000 fattori di trascrizione, rendendolo indispensabile per il corretto funzionamento delle cellule.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha stimato che circa un terzo della popolazione mondiale presenta una carenza di zinco. Questo minerale è necessario per la normale crescita, la riproduzione, la sintesi del DNA, la divisione cellulare e l’espressione genica, per i processi fotochimici della vista, la guarigione delle ferite, l’ossificazione e per l’incremento delle difese immunitarie. Tra gli organi dove questo minerale si concentra maggiormente c’è anche la prostata: lo zinco, infatti, si ritrova in elevate quantità nel liquido seminale e mostra un ruolo considerevole nel garantire la funzionalità spermatica.

Un ruolo biochimico insostituibile

Zinco: micronutriente chiave per la salute

Lo zinco partecipa al metabolismo di proteine, lipidi, carboidrati e acidi nucleici. È fondamentale per la sintesi del DNA e dell’RNA, per l’espressione genica e per la divisione cellulare. Non sorprende quindi che sia cruciale nei periodi di rapida crescita e sviluppo, come la gravidanza, l’infanzia e l’adolescenza.

Dal punto di vista endocrino, lo zinco è necessario per la normale funzione di numerosi ormoni, tra cui insulina, ormoni tiroidei, ormoni sessuali e ormone della crescita (GH). Contribuisce inoltre alla stabilità delle membrane cellulari e al mantenimento dell’integrità strutturale di tessuti e organi.

Zinco e sistema immunitario

Uno degli ambiti più studiati è il ruolo dello zinco nel sistema immunitario (3,5). Questo minerale è essenziale sia per l’immunità innata sia per quella adattativa: regola la funzione dei linfociti T e B, modula la produzione di citochine e contribuisce alla risposta antinfiammatoria. Una carenza, anche lieve, può compromettere la risposta immunitaria e aumentare la suscettibilità alle infezioni.

L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha riconosciuto ufficialmente che lo zinco “contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario”, approvando questo claim salutistico ai sensi del Regolamento (UE) 432/2012.

Protezione delle vie respiratorie: cosa dice la ricerca

L’interesse per lo zinco come supporto nelle infezioni delle vie respiratorie superiori nasce negli anni ’80 e si è consolidato nel tempo (2,3). Diverse revisioni sistematiche, inclusa una Cochrane Review, hanno dimostrato che l’assunzione di zinco entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi del raffreddore può ridurne la durata e la persistenza, soprattutto se utilizzato a dosaggi superiori a 30 mg/die per brevi periodi.

Ulteriori studi hanno evidenziato una riduzione della frequenza delle infezioni respiratorie e dell’uso di antibiotici nei bambini che assumevano zinco a scopo preventivo per alcuni mesi. Tuttavia, tali dosaggi elevati devono essere limitati nel tempo e assunti sotto controllo medico, poiché un eccesso cronico può causare effetti avversi.

Zinco e metabolismo del glucosio

La letteratura scientifica suggerisce una stretta relazione tra zinco e metabolismo glicemico (6,7,8). Lo zinco è coinvolto nella sintesi, nell’immagazzinamento e nella secrezione dell’insulina a livello pancreatico. Studi osservazionali hanno evidenziato una maggiore prevalenza di carenza di zinco nei soggetti con diabete rispetto alla popolazione sana.

Meta-analisi e trial clinici indicano che l’integrazione di zinco può migliorare il controllo glicemico, aumentare la sensibilità all’insulina e favorire un profilo lipidico più sano, soprattutto in persone con diabete o obesità. Pur non rientrando nei protocolli standard di trattamento, l’integrazione può rappresentare un valido supporto nutrizionale, da valutare con il medico.

Benefici cardiovascolari

Una revisione sistematica con meta-analisi ha mostrato che l’integrazione di zinco, a dosaggi variabili, è associata a una riduzione del colesterolo totale, delle LDL e dei trigliceridi (10). Alcuni studi osservazionali suggeriscono inoltre un possibile effetto favorevole sulla pressione arteriosa, sebbene i meccanismi non siano ancora completamente chiariti.

Zinco: micronutriente chiave per la saluteFertilità e funzione riproduttiva maschile

Negli uomini, lo zinco è essenziale per la produzione di testosterone e per la spermatogenesi (1,5). La prostata è uno degli organi con la più alta concentrazione di zinco e livelli inadeguati sono stati associati a ipogonadismo, riduzione della libido e infertilità.

Studi clinici hanno dimostrato che bassi livelli di zinco sono correlati a una riduzione significativa del testosterone sierico. Inoltre, durante l’eiaculazione si possono perdere fino a 5 mg di zinco, rendendo particolarmente importante un adeguato apporto dietetico nei soggetti sessualmente attivi.

Zinco e salute riproduttiva femminile

Nelle donne, lo zinco svolge un ruolo chiave nella maturazione dell’ovocita e nel corretto svolgimento dell’ovulazione (1,5). Una carenza può interferire con la fertilità e con l’equilibrio ormonale, influenzando l’utilizzo di estrogeni e progesterone. Un adeguato stato nutrizionale di zinco è quindi fondamentale anche per la salute riproduttiva femminile.

Fabbisogni, fonti alimentari e assorbimento

Lo zinco non può essere sintetizzato dall’organismo e deve essere introdotto con la dieta. Le principali fonti alimentari sono ostriche, carne, pesce, uova, fegato e lievito. Nei vegetali lo zinco è meno biodisponibile a causa della presenza di fitati, che ne riducono l’assorbimento.

Secondo i LARN, il fabbisogno medio giornaliero varia da circa 10 mg nei bambini a 12 mg nelle donne e 15 mg negli uomini (1). L’EFSA raccomanda di non superare i 25 mg/die come limite massimo di sicurezza negli adulti sani (5).

Integrazione: quando e come

L’integrazione di zinco può essere utile in caso di aumentato fabbisogno o ridotto assorbimento, come durante gravidanza, allattamento, crescita, in età avanzata o in presenza di diete squilibrate. L’associazione con altri micronutrienti immunomodulanti – come vitamina C, vitamina D, selenio e magnesio – può potenziarne gli effetti grazie a una sinergia biologica ben documentata.

Zinco colloidale: caratteristiche e processo di produzione

Negli ultimi anni lo zinco colloidale ha attirato un crescente interesse da parte di ricercatori, professionisti della salute e consumatori. Questo interesse nasce dall’idea che la forma colloidale – in cui il minerale è disperso in particelle estremamente piccole all’interno di un mezzo acquoso – possa favorire una distribuzione più omogenea e un utilizzo efficiente dell’oligoelemento da parte dell’organismo.

È importante precisare che, dal punto di vista scientifico e regolatorio, le evidenze consolidate riguardano il ruolo dello zinco come minerale essenziale, indipendentemente dalla forma chimica o fisica con cui viene assunto. Attualmente non esistono pareri ufficiali EFSA che attribuiscano una biodisponibilità superiore allo zinco colloidale rispetto alle forme tradizionali (come gluconato, solfato o citrato). Tuttavia, le formulazioni colloidali vengono studiate e utilizzate come modalità alternative di somministrazione.

Nano Gocce di Zinco Biomed è un integratore liquido a base di zinco colloidale con una concentrazione di 20 ppm (parti per milione) in soluzione acquosa. Il prodotto viene presentato come una forma “nano-ridotta”, cioè con particelle microscopiche di zinco sospese in acqua, attraverso un processo descritto come elettrolisi brevettata per aumentarne la stabilità e distribuzione.

Produzione dello zinco colloidale

Lo zinco colloidale viene generalmente ottenuto attraverso un processo di elettrolisi controllata. In questa procedura, due elettrodi di zinco puro vengono immersi in acqua distillata o demineralizzata e sottoposti a una corrente elettrica a bassa tensione. L’energia elettrica induce il rilascio di micro- e nanoparticelle di zinco dagli elettrodi, che rimangono disperse uniformemente nel liquido.

Il risultato finale è una sospensione colloidale di particelle di zinco metallico o ionico stabilizzate in acqua. La concentrazione viene espressa in ppm (parti per milione): ad esempio, una soluzione a 20 ppm contiene 20 mg di zinco per litro di liquido. La qualità del prodotto finale dipende da diversi fattori, tra cui la purezza degli elettrodi, la qualità dell’acqua utilizzata e il controllo dei parametri elettrici durante la produzione.

Considerazioni su assorbimento e utilizzo

Lo zinco introdotto con la dieta o con gli integratori viene assorbito prevalentemente a livello intestinale. Alcuni produttori di zinco colloidale suggeriscono l’assunzione sublinguale per favorire un assorbimento più rapido ed efficace.

Conclusioni

Lo zinco è un micronutriente essenziale, spesso sottovalutato, ma con un impatto profondo su numerosi aspetti della salute umana. Le evidenze scientifiche supportano il suo ruolo nel sistema immunitario, nel metabolismo, nella salute cardiovascolare e nella funzione riproduttiva. Garantire un apporto adeguato attraverso una dieta varia e, quando necessario, un’integrazione mirata, rappresenta una strategia efficace per sostenere il benessere generale lungo tutto l’arco della vita.

Riferimenti scientifici

  1. Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. IV Revisione, 2014.
  2. Hemilä H. Zinc lozenges and the common cold: a meta-analysis comparing zinc acetate and zinc gluconate, and the role of zinc dosage. JRSM Open. 2017 (Link)
  3. Singh M, Das RR. Zinc for the common cold. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2012. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22895951/
  4. DeGeorge KC, Ring DJ, Dalrymple SN. Treatment of the common cold. American Family Physician. 2019. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31524351/
  5. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for zinc. EFSA Journal. 2014. https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/3844
  6. Al‐Maroof RA, Al‐Sharbatti SS. Serum zinc levels in diabetic patients and effect of zinc supplementation on glycemic control. Journal of Family and Community Medicine. 2020.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6984028/
  7. Jayawardena R et al. Effects of zinc supplementation on diabetes mellitus: a systematic review and meta-analysis. Diabetology & Metabolic Syndrome. 2012. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22515411/
  8. Marreiro DN et al. Zinc and insulin resistance. Biological Trace Element Research. 2012. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27587022/
  9. Everyday Health. Diabetes overview and management. https://www.everydayhealth.com/diabetes/guide/
  10. Foster M et al. Zinc and cardiovascular disease risk factors: a systematic review and meta-analysis. Nutrition & Metabolism. 2015. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4523910/
  11. Kim J et al. Dietary zinc intake and blood pressure in obese women. Nutrition Research and Practice. 2013. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3796663/

 

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