Azioni biologiche degli omega-3

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Numerossime ricerche sono state effettuate sulla funzionalità degli acidi grassi essenziali omega-3 e queste hanno evidenziato che essi possono essere utili nel trattamento e nella prevenzione di moltissime malattie quali: ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, malattie cardiache, infarto, diabete, ictus, artrite, osteoporosi, obesità, anoressia e bulimia, schizofrenia, asma, dismenorrea, cancro al colon, all’utero, alla prostata e in numerose altre malattie infiammatorie.

Da quando, nel 1970, venne evidenziato che la popolazione Eschimese, pur introducendo con la dieta una elevata quantità di grassi, a differenza di quanto ci si poteva attendere in base ai criteri epidemiologici dei paesi occidentali, dimostrava una ridottissima incidenza di cardiopatia ischemica, sono apparsi inequivocabilmente chiari gli effetti benefici apportati da una aumentata introduzione di Acidi Grassi Polinsaturi Omega 3 su svariate patologie ed in particolare sul :

•SISTEMA CARDIOVASCOLARE
In base agli studi effettuati in vitro e in vivo, si è evidenziato che le azioni biologiche degli acidi grassi omega-3 riguardano la diminuzione del processo di aterosclerosi, diminuzione della pressione arteriosa, effetto antiaritmico, ipocolesterolemizzante e ipotrigliceridemizzante.

•GRAVIDANZA
L’importanza sotto il profilo biologico e fisiologico di un adeguato apporto nell’uomo di acidi grassi omega-3 non ha ormai bisogno di ulteriori conferme. Essi sono essenziali per la formazione di nuovi tessuti in quanto costituiscono un importante componente per la formazione delle membrane, che sono fondamentali per lo sviluppo della retina e del sistema nervoso centrale nel periodo fetale, da cui l’importanza, per la futura mamma, di una alimentazione corretta e completa che comprenda anche questi acidi grassi.

•PREVENZIONE E TERAPIA DELLE SINDROMI DEGENERATIVE CEREBRALI
Il cervello umano risulta essere uno dei maggiori consumatori di DHA; il cervello di un adulto normale contiene più di 20 grammi di DHA. Bassi livelli di DHA si sono correlati con bassi livelli di serotonina che a loro volta sono correlati ad una aumentata tendenza alla depressione.
Inoltre, recenti studi su pazienti con demenza di Alzheimer hanno rivelato un netto miglioramento della loro qualità di vita in seguito ad una supplementazione con acidi grassi omega-3.
Anche pazienti con schizofrenia o disturbi bipolari sembrano avvalersi positivamente della supplementazione con acidi grassi omega-3.
L’azione farmacologica più studiata, inizialmente, è stata la capacità di ridurre i trigliceridi. Altre ricerche hanno evidenziato un vasto ambito di proprietà, tutte potenzialmente utili nella prevenzione cardiovascolare, quali l’effetto antitrombotico, antiaterosclerotico e antinfiammatorio.

•MALATTIE AUTOIMMUNI
Nuove conferme stanno emergendo per l’attività degli acidi grassi omega 3 nei confronti di malattie infiammatorie croniche, autoimmuni, quali la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la psoriasi, l’artrite reumatoide.

Una serie di studi sperimentali ha dimostrato che un elevato apporto di acidi grassi n-3 può ridurre la tendenza alla trombosi anche negli animali, mentre altri studi sull’uomo hanno chiarito che l’assunzione di questi acidi grassi come supplementi alimentari modifica in senso favorevole la maggior parte dei fattori di rischio noti per la cardiopatia ischemica. Essi riducono inoltre la pressione arteriosa, la lipidemia e l’insorgenza di aritmie cardiache.

Nel 1985, ricercatori olandesi hanno pubblicato il primo studio prospettico di popolazione in cui si dimostrava, in un gruppo di 850 persone, una significativa riduzione dell’incidenza dei decessi imputabili a cardiopatia ischemica tra coloro che avevano fatto un moderato consumo quotidiano di pesce, rispetto a coloro che non ne avevano fatto uso. Da allora, numerosi studi epidemiologici hanno confermato che un moderato consumo di pesce grasso – ne bastano due/tre porzioni la settimana – proteggere dall’insorgenza di cardiopatia ischemica.

Molteplici studi mostrano che gli omega 3 sono in grado di alterare la composizione lipidica e modulare la struttura della membrana cellulare.

Si è ipotizzato che i molteplici e positivi effetti degli acidi grassi omega-3 siano da attribuirsi ad una loro azione regolatoria che comprenderebbe, con diversi meccanismi, vari fattori di trascrizione tra i quali i PPARs (peroxisome proliferator receptors). Infatti, recentemente è stato evidenziato, in diversi studi, l’effetto regolatorio degli acidi grassi omega-3 sull’espressione genica in diversi tipi cellulari quali adipociti, enterociti, cellule immunitarie e nervose. Alcuni studi in vitro su cellule endoteliali incubate con acidi grassi omega-3 hanno anche riportato un effetto di inibizione di espressione del TNF-α e di citochine, importanti per la regolazione di molecole coinvolte nei processi di flogosi e degenerativi.

 

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