NATTOCHINASI e benessere cardiocircolatorio

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La nattochinasi è un enzima digestivo (una proteasi alcalina) presente nel natto. L’enzima ha suscitato grande interesse per la prevenzione di disturbi cardiovascolari, data la sua attività fibrinolitica e anticoagulante. La proteina risulta infatti in grado di degradare direttamente la fibrina e di promuovere il processo fibrinolitico, meccanismo opposto a quello della coagulazione del sangue.

L’interesse scientifico per la nattochinasi come enzima utile all’apparato cardiovascolare è emerso solo più di recente, nel corso del XX secolo. Negli anni ’80 un ricercatore giapponese iniziò a studiare i potenziali effetti della nattochinasi: le sue ricerche iniziali suggerivano che potesse avere proprietà anticoagulanti.

Il natto è un alimento tradizionale giapponese fermentato, dalla consistenza viscida, appiccicosa e filante. Si ottiene bollendo o cuocendo a vapore i semi di soia, per poi fermentarli con il batterio Bacillus subtilis (chiamato anche Bacillus natto o Bacillus subtilis natto) (1).

La nattochinasi risulta particolarmente concentrata nella “porzione filante” del natto. Si ritiene che il consumo di natto contribuisca in modo significativo alla longevità della popolazione giapponese. Recenti studi hanno dimostrato che un’elevata assunzione di natto è associata a un ridotto rischio di mortalità per malattie cardiovascolari, in particolare per cardiopatie ischemiche (2).

L’interesse medico e salutistico nei confronti della nattochinasi è nato con la scoperta della sua attività fibrinolitica, utile per dissolvere i coaguli di sangue (3).

Oggi sappiamo che la nattochinasi possiede molteplici effetti preventivi e di alleviamento delle malattie cardiovascolari, inclusi effetti antitrombotici, antiipertensivi, anticoagulanti, anti-aterosclerotici e neuroprotettivi. La nattochinasi è nota anche come nattokinasi, subtilisina NAT od orokinasi. Si tratta di un potente enzima fibrinolitico che dimostra molti effetti positivi sulla salute cardiovascolare.

Oltre alla potente azione fibrinolitica/antitrombotica, sia negli studi sugli animali che sull’uomo, la nattochinasi ha mostrato attività:

  • antiipertensive;
  • antiaterosclerotiche;
  • ipolipemizzanti;
  • antipiastriniche/anticoagulanti;

Tutte queste azioni farmacologiche hanno particolare rilevanza per la prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari.

Rispetto ai tradizionali farmaci antitrombotici e antiipertensivi, la nattochinasi è caratterizzata da elevata sicurezza, basso costo, semplice processo di produzione, disponibilità orale e lunga emivita in vivo. In quanto tale, potrebbe diventare un farmaco di nuova generazione per i disturbi trombotici o cardiovascolari (3). Inoltre, è stato dimostrato che la nattochinasi riduce efficacemente il tessuto del polipo nasale attraverso la degradazione della fibrina, indicando il suo potenziale nel trattamento della rinosinusite cronica.

Tuttavia, nonostante i dati scientifici siano incoraggianti e promettenti, sono necessari ulteriori studi clinici per esaminare a fondo la prospettiva di impiego futuro della nattochinasi come farmaco.

TROMBOSI

La nattokinasi ha un potenziale preventivo e terapeutico nei pazienti con trombosi (cioè soggetti alla formazione di coaguli di sangue all’interno dei vasi sanguigni).

Studi su cellule e animali suggeriscono che la nattokinasi è molto attiva nella dissoluzione dei coaguli, più della plasmina o dell’elastasi .

Nei ratti, un’alta dose di nattochinasi ha completamente inibito la formazione di trombi, con un effetto simile a quello dell’aspirina (un noto anticoagulante) e il vantaggio dell’assenza di effetti avversi.

In uno studio su 12 maschi adulti sani, una singola dose di nattochinasi ha degradato la fibrina e ridotto i livelli dei fattori della coagulazione con un effetto di lunga durata (oltre 8 ore).

In uno studio clinico, 45 soggetti sono stati divisi in 3 gruppi: un gruppo sano, pazienti a rischio di malattie cardiache e pazienti sottoposti a dialisi. Dopo il trattamento quotidiano con nattochinasi per 2 mesi, i fattori di rischio per le malattie cardiache (fibrinogeno, fattore VII e fattore VIII) sono diminuiti significativamente in tutti i gruppi (4).

In un altro studio, 76 pazienti moderatamente ipercolesterolemici che non assumevano terapie antiiperlipidemiche, antinfiammatori o farmaci che influenzano la funzione piastrinica hanno ricevuto nattokinasi (100 mg/die – 2.000 FU/die) o placebo per 8 settimane. Il gruppo nattokinasi ha mostrato aumenti significativi del tempo di tromboplastina parziale attivata, del tempo di protrombina e del tempo di chiusura del collagene-epinefrina (5).

PRESSIONE ALTA

La nattochinasi può aiutare ad abbassare la pressione sanguigna inattivando l’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), che provoca il restringimento dei vasi sanguigni aiutando a controllare la pressione.

In effetti, diversi studi dimostrano che gli integratori di nattochinasi hanno ridotto la pressione sanguigna di circa 3 – 5,5 mmHg nei partecipanti con valori iniziali di 130/90 mmHg o superiori.

Ad esempio, in 2 studi clinici, uno con 79 e l’altro con 86 soggetti ipertesi, il gruppo che ha ricevuto una dose di nattochinasi una volta al giorno per 8 settimane ha ottenuto una riduzione della pressione sanguigna (sistolica e diastolica) rispetto al gruppo placebo (6).

ATEROSCLEROSI

In uno studio su 1.062 partecipanti, la nattochinasi è stata somministrata alla dose di 10.800 FU/giorno per 12 mesi. Gli Autori hanno scoperto che l’enzima gestiva efficacemente la progressione dell’aterosclerosi e dell’iperlipidemia, con un significativo miglioramento del profilo lipidico.

In particolare, è stata osservata una significativa riduzione dello spessore intima-media della carotide e delle dimensioni della placca carotidea.

L’effetto ipolipemizzante della nattochinasi era più evidente nei soggetti che fumavano, bevevano alcolici e nei soggetti con indice di massa corporea più elevato. L’esercizio fisico regolare ha ulteriormente migliorato gli effetti dell’enzima. Inoltre, la co-somministrazione di vitamina K2 e aspirina con nattochinasi ha prodotto un effetto sinergico.

In uno studio su 82 pazienti, l’integrazione giornaliera di nattochinasi è stata notevolmente più efficace nel ridurre le dimensioni della placca (-36,6%) che causa l’indurimento delle arterie (aterosclerosi) rispetto al trattamento con statine (-11,5%).

Pertanto, la nattochinasi può essere un modo efficace per sopprimere la progressione dell’aterosclerosi nei pazienti con placche aterosclerotiche.

COLESTEROLO E TRIGLICERIDI

Oltre ai suoi effetti anti-aterosclerotici, l’estratto di natto ha un effetto favorevole sui lipidi.

Studi su animali hanno confermato che la nattochinasi ha un effetto ipolipemizzante e riduce significativamente i livelli elevati di trigliceridi sierici, colesterolo totale e colesterolo LDL.

In uno studio su pazienti con iperlipidemia, il trattamento con nattochinasi (26 settimane a 6.000 FU/die) ha ridotto i livelli di trigliceridi e colesterolo totale e LDL, mentre ha aumentato il livello di colesterolo buono “HDL” (7).

Uno studio che ha confrontato la nattochinasi con le statine (farmaci per abbassare il colesterolo) ha suddiviso casualmente 82 pazienti nei due gruppi, trattandoli per 26 settimane. Entrambi i trattamenti hanno ridotto il colesterolo totale, LDL (il colesterolo “cattivo”) e i trigliceridi; tuttavia, solo il consumo di nattochinasi ha aumentato l’HDL (il colesterolo “buono”) .

In uno studio clinico, 47 soggetti con livelli elevati di colesterolo (iperlipidemia) hanno ricevuto solo nattochinasi, nattochinasi ed estratto di riso rosso fermentato o placebo per 6 mesi. Il trattamento con nattochinasi ha iniziato a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue solo nell’ultimo mese dello studio. Tuttavia, la terapia combinata (nattochinasi e riso rosso fermentato) ha ridotto i livelli di LDL, colesterolo totale e trigliceridi, e aumentato l’HDL dal primo mese in poi.

In un piccolo studio pilota, gli Autori hanno osservato una diminuzione del colesterolo sierico, LDL-C e HDL-C nel gruppo nattochinasi dopo 8 settimane di integrazione alla dose di 4.000 FU, sebbene la differenza non fosse statisticamente significativa.

PER IL SISTEMA NERVOSO (8)

La nattokinasi, grazie alle sue proprietà fibrinolitiche, ha dimostrato di avere un effetto positivo per combattere l’apparizione di fibrille amiloidi nelle terminazioni nervose dei neuroni.

Le fibrille amiloidi vengono create per difetti genetici e vengono potenziate da cause ambientali, per la maggior parte ancora da determinare, generando l’apparizione di amiloidosi, una condizione associata a un’alterazione proteica anormale di amiloide con importanti effetti negativi sulla salute, soprattutto legati a una patologia tra le più conosciute come l’Alzheimer.

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DOSI E MODO D’USO

Non ci sono prove sufficienti per suggerire una dose ottimale di nattochinasi orale.

L’attività della nattochinasi è misurata in FU, sigla che indica il numero di unità fibrinolitiche (FU).

In genere, gli studi sugli esseri umani tendono a utilizzare circa 5.000 FU al giorno, solitamente suddivise in due dosi separate assunte durante i pasti.

Sulla base di alcuni studi sull’uomo, 2.000 FU/die hanno prodotto i maggiori benefici cardiovascolari e antitrombotici . Tuttavia, è ormai noto che è necessaria un’elevata dose di nattochinasi per ottenere effetti ipolipemici.

Ad esempio, in uno studio a lungo termine, dosi inferiori a 3.600 FU al giorno sono risultate inefficaci nell’abbassare i lipidi e sopprimere la progressione dell’aterosclerosi, mentre la dose di 10.800 FU/giorno è risultata sicura e ben tollerata.

In un recente rapporto volto a determinare l’effetto di NK sulla progressione dell’aterosclerosi subclinica, si è concluso che l’integrazione di nattochinasi alla dose di 2.000 FU non ha alcun effetto sulla progressione dell’aterosclerosi subclinica in individui sani a basso rischio cardiovascolare.

Al contrario, negli studi che utilizzano dosi più elevate, pari a 6.000 FU e 7.000 FU al giorno, la nattochinasi è risultata efficace nell’abbassare il livello di colesterolo totale, trigliceridi e colesterolo LDL nei pazienti iperlipidemici; inoltre, è stata efficace nel ridurre lo spessore intima-media dell’arteria carotide comune (CCA-IMT) e la dimensione della placca carotidea.

COME AGISCE

La nattokinasi ha un’elevata stabilità gastrointestinale (anche per quanto riguarda le variazioni di pH e temperatura) e presenta un discreto assorbimento nel tratto intestinale. Nonostante il suo nome, non è un enzima chinasi ma appartiene alla famiglia di enzimi della serina proteasi, che lavorano per degradare altre proteine.

L’attività fibrinolitica della nattokinasi è correlata a un complesso meccanismo d’azione:

  • scompone i coaguli di sangue idrolizzando direttamente la fibrina (una proteina che forma coaguli di sangue);
  • converte la pro-urochinasi endogena in urochinasi (l’aumento dell’attività dell’urochinasi porta a un aumento della plasmina nel sangue);
  • degrada l’inibitore-1 dell’attivatore del plasminogeno, che inibisce la formazione di plasmina (che a sua volta degrada la fibrina);
  • aumenta l’attivatore tissutale del plasminogeno (t-PA, che scompone la fibrina).

I dati disponibili suggeriscono che gli effetti antiaterosclerotici della nattochinasi sono dovuti alla combinazione delle suddette proprietà antitrombotiche e anticoagulanti, con quelle antiossidanti e ipolipemizzanti.

I prodotti di degradazione della nattokinasi, in seguito alla distruzione da parte del calore o dell’acido, possono abbassare la pressione sanguigna riducendo l’attività della renina e dell’angiotensina II. Alcuni Autori hanno proposto che l’estratto di natto sopprima l’ispessimento intimale attraverso un effetto sinergico attribuito alle sue proprietà antiossidanti e anti-apoptotiche.

Un altro studio ha dimostrato che la nattochinasi ha prevenuto l’arteriosclerosi mediante l’azione antiossidante diretta, portando a una ridotta perossidazione lipidica e a un miglioramento del metabolismo lipidico (inibizione dell’ossidazione delle LDL).

CONTROINDICAZIONI E AVVERTENZE

Poiché la nattochinasi può fluidificare il sangue, non dev’essere associata ad altri agenti fluidificanti del sangue come l’aspirina o il warfarin. Ciò può aumentare il rischio di emorragia, come il sanguinamento cerebrale nei pazienti con malattia dei piccoli vasi. Inoltre, l’associazione di nattochinasi ed eparina ne aumenta significativamente l’attività fibrinolitica.

Secondo un rapporto, esiste anche il rischio di coagulazione delle valvole cardiache meccaniche se la nattochinasi viene usata in sostituzione del warfarin. Più in generale, è caldamente sconsigliato intraprendere l’integrazione di nattochinasi in aggiunta (o peggio ancora in sostituzione) del trattamento farmacologico prescritto dal medico, a meno che non sia specificamente consigliato dallo specialista.

I pazienti trattati con warfarin dovrebbero evitare di consumare natto perché può diminuire l’INR, a causa dell’elevato contenuto di vitamina K2. Inoltre, il natto contiene B. subtilis vivente, che continua a sintetizzare la vitamina K2 nell’intestino per diversi giorni dopo l’assunzione.

Infine, si consiglia di evitare l’uso di nattochinasi in gravidanza e allattamento, considerata l’assenza di dati sulla sicurezza e l’efficacia.

EFFETTI COLLATERALI

Il natto è considerato generalmente sicuro da assumere come alimento. Ciò si basa sulla mancanza di effetti collaterali segnalati da studi clinici sull’uomo e sul fatto che fa parte della dieta giapponese da migliaia di anni .

Inoltre, è stato dimostrato che non vi è alcuna preoccupazione per la tossicità quando gli adulti assumono 1.000-14.000 FU di nattochinasi al giorno.

Fonte: https://magazine.x115.it/

Riferimenti bibliografici

  1. Nattokinase: un agente antitrombotico orale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5372539/)
  2. Assunzione alimentare di soia e natto e mortalità per malattie cardiovascolari negli adulti giapponesi: lo studio di Takayama (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27927636/)
  3. Nattokinase: un’alternativa promettente nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6043915/)
  4. La nattokinasi riduce i livelli plasmatici di fibrinogeno, fattore VII e fattore VIII nei soggetti umani (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19358933/)
  5. Gli effetti dell’integrazione di nattochinasi sul tempo di chiusura del collagene-epinefrina, sul tempo di protrombina e sul tempo di tromboplastina parziale attivata in soggetti non diabetici e ipercolesterolemici (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31070609/)
  6. Il consumo di nattokinasi è associato a una riduzione della pressione sanguigna e del fattore di von Willebrand, un marcatore di rischio cardiovascolare: risultati di uno studio clinico multicentrico nordamericano randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5066864/)
  7. [Uno studio clinico sull’effetto della nattochinasi sull’aterosclerosi e sull’iperlipidemia dell’arteria carotide] (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28763875/)
  8. Meccanismi di Nattokinase nella protezione dell’ischemia cerebrale (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25446567/)
  9. Chen, H., Chen, J., Zhang, F., Li, Y., Wang, R., Zheng, Q., … Lin, Y. (2022). Effective management of atherosclerosis progress and hyperlipidemia with nattokinase: A clinical study with 1,062 participants. Frontiers in Cardiovascular Medicine, 9, 964977.
  10. Chen, H., McGowan, E. M., Ren, N., Lal, S., Nassif, N., Shad-Kaneez, F., … Lin, Y. (2018). Nattokinase: A Promising Alternative in Prevention and Treatment of Cardiovascular Diseases. Biomarker Insights, 13, 1177271918785130.
  11. Hsu, R. L., Lee, K. T., Wang, J. H., Lee, L. Y. L., & Chen, R. P. Y. (2009). Amyloid-degrading ability of nattokinase from bacillus subtilis natto. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 57(2), 503–508.
  12. Kurosawa, Y., Nirengi, S., Homma, T., Esaki, K., Ohta, M., Clark, J. F., & Hamaoka, T. (2015). A single-dose of oral nattokinase potentiates thrombolysis and anti-coagulation profiles. Scientific Reports, 5, 11601. https://doi.org/10.1038/srep11601
  13. Selvarajan, E., & Bhatnagar, N. (2017). Nattokinase: An Updated Critical Review on Challenges and Perspectives. Cardiovascular & Hematological Agents in Medicinal Chemistry, 15(2), 128–135.

https://www.erboristeriarcobaleno.it/ipertensione/

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