Il massimo contenuto di calcio nelle ossa si rileva intorno ai trent’anni poi, progressivamente, le ossa cominciano a perderne. diventa così indispensabile integrarlo quotidianamente con l’alimentazione e fare attività fisica per stimolarne la deposizione nello scheletro. Altrettanto utile è stare al sole per favorire la produzione della vitamina D, che ne migliora l’assorbimento.

È il minerale più abbondante nel nostro organismo. Lo si assume attraverso gli alimenti (ne sono ricchi il latte e i suoi derivati, gli ortaggi e le verdure e alcuni pesci). Ma solo una piccola quantità, circa il 30%, viene effettivamente assorbita.

L’assimilazione del calcio dipende infatti da più fattori:

dall’età (i bambini ne assimilano fino al 60%, mentre negli anziani la percentuale scende al 20%);

dalla presenza nell’intestino delle vitamine soprattutto la D;

dall’assunzione di alcuni alimenti (il lattosio, per esempio, ne favorisce l’assorbimento, mentre l’eccesso di sale e di caffeina lo riducono).

Per questo ne è carente chi soffre di intolleranza ai latticini, chi è vegano, chi eccede nell’alcol e spesso anche le donne durante la gravidanza, l’allattamento o la menopausa.

In tutti questi casi può essere utile soddisfarne il fabbisogno con integratori specifici a base di calcio associato alla vitamina D che ne favorisce la disponibilità.

 

Per maggiori informazioni visita anche la pagina MINERALI o QUI

 

Alga spirulina

La Spirulina è un’alga monocellulare, con configurazione fisica a spirale, che può crescere solamente in acque dolci molto alcaline. Originaria dell’America centrale e Africa centrale, attualmente viene coltivata in speciali fattorie acquatiche nelle regioni subtropicali.

La Spirulina è una delle più antiche forme di vita: è apparsa sulla Terra circa 3 miliardi di anni fa.

Oggi la Spirulina è considerata l’alimento del futuro per il suo elevatissimo contenuto proteico(circa il 70%) e le sue straordinarie concentrazioni di betacarotene(molto più della carota) e di tutte le altre vitamine (tra le quali spicca laB12, difficilmente reperibile negli alimenti vegetali) e minerali (ricca di ferro e rame e quindi è ottima nei casi di anemia), molti enzimi(tra cui la SOD, un potente antiossidante).

Le proteine della Spirulina sono estremamente facili da digerire e da assimilare, ed è completa perché possiede tutti gli amminoacidi essenziali (quelli che l’organismo non riesce a sintetizzare) in proporzione ottimale e 10 dei 12 amminoacidi non essenziali. Proprio per l’alto apporto di proteine è molto consigliata agli sportivi, e ai vegetariani e ai vegani(soprattutto per la B12).

Alga spirulina ha proprietà antibiotiche, inibisce la crescita di batteri, lieviti e funghi. Questo superalimento ha una concentrazione eccezionale di nutrienti funzionali quale non si è mai vista in nessun cibo, pianta, erba o cereale. Studi eseguiti in USA e Giappone hanno dimostrato un’attività antivirale contro diversi virus (hiv, herpes simplex, citomegalovirus); questa azione antivirale sarebbe data dal calcium spirulan, un polisaccaride che contiene sia zolfo che calcio, che impedirebbe al virus di penetrare nella cellula

È stato dimostrato che la ficocianina e i polisaccaridi della spirulina aumentano la produzione di macrofagi, contribuiscono alla riproduzione del midollo spinale, rafforzano il sistema immunitario e la capacità di resistenza alle malattie.

Per la ricchezza di minerali basici, la spirulina contribuisce a ristabilire l’equilibrio acido-base rendendo più alcalini i tessuti.

Altri aspetti molto importanti della Spirulina è la presenza di alti livelli di clorofilla (disintossicante da metalli e tossine), di magnesio(essenziale in tutte le funzioni biologiche), della Vitamina A(contro l’acne e per la salute degli occhi e delle ossa), delle Vitamine E e F (salute del cuore e dei vasi sanguigni). Stimolando le cellule staminali del midollo spinale, vengono rinforzati e riequilibrati i globuli bianchi (effetto immunostimolante) e i globuli rossi (azione antianemica).

Una regolare assunzione di Spirulina aiuta a completare la nostra alimentazione, spesso povera di micronutrienti(farinacei, zuccheri, cibi pronti non contengono nutrienti; la frutta e verdura coltivate con erbicidi e pesticidi sono povere di nutrienti) e impoverita maggiormente dalla sedentarietà, dallo stress e dall’inquinamento, tutti fattori che indeboliscono il nostro organismo rendendoci più vulnerabili. Le dosi quotidiane di solito riportate sulle confezioni sono da 2 a 4 grammi al giorno.

PRINCIPI ATTIVI:

  • 65% Proteine (8 aminoacidi essenziali)
  • 18% Carboidrati (fra cui il ramnosio che favorisce il metabolismo del glucosio); fibra.
  • 7% Minerali (Calcio, Magnesio, Ferro, Potassio, Zinco, Rame, Manganese, Cromo, Selenio),
  • 5% Vitamine naturalmente ricca di betacarotene, vitamine (complesse B, D, E, K)
  • 5% Lipidi – tra i quali gli acidi grassi essenziali Omega6.
  • Sali minerali (Ca, K, P, Na, Mg, S, Cl, Fe, Zn, Mn, Cu, Co, Ni, Mo, Cr).
  • Pigmenti quali clorofille, ficocianine, caroteni e xantofille (mixoxantofilla, zeaxantina, criptoxantina, echinenone).

INDICAZIONI:

  • Affaticamento
  • Attività sportiva
  • Invecchiamento precoce
  • Alimentazione squilibrata
  • Stress psico fisico
  • Immunostimolante

Alga spirulina a confronto:

1,65 volte più proteine della soia e 3 volte dei fagioli

8,4 volte più calcio del latte

34 volte più ferro degli spinaci

25 volte più betacarotene delle carote

3 volte più vitamina B12 di quella presente nelle uova

 

Nel 1974 è stata nominata come “alimento del futuro” durante la Conferenza Mondiale dell’Alimentazione dell’ONU, considerata la sua digeribilità e la sua capacità di contenere al suo interno elementi nutritivi che non si trovano spesso in natura: perfetta per conferire energia e per migliorare il proprio stato di salute. Aztechi e Maya ne conoscevano il grande valore e l’effetto curativo: molti erano gli utilizzi nel quale veniva applicata, ed era considerata addirittura come “il cibo degli dei”, perché in grado di fornire energia rapidamente e di aumentare le capacità di resistenza.

zeolite

Recenti studi sull’utilizzo della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard, hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali.

L’azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano l’applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle.

Secondo gli studi clinici: la zeolite consentirebbe di migliorare l’efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero.

 

Cosa sono le zeoliti ?

Le zeoliti sono minerali microporosi di origine vulcanica. Chimicamente esse sono alluminosilicati idrati di metalli alcalini ed  alcalino-terrosi. Il nome “zeolite” deriva dalle parole greche “zeo” = “bollire” e “lithos” = “pietra”, pertanto significa pietra che bolle e deriva dal fatto che, quando viene scaldata, libera acqua senza modificare la struttura dell’alluminosilicato e sembra che bolla.

Le zeoliti si formano perlopiù dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla salute, come anche radicali liberi, nitrosamine, ione ammonio, micotossine, pesticidi e cationi radioattivi.

Numerosi studi sono stati effettuati su un particolare tipo di zeolite per la sue possibili applicazioni in medicina: la zeolite clinoptilolite sottoposta ad attivazione.

Attivazione

Per attivazione si intende in genere l’applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico ad un materiale perché possa reagire più facilmente. Grazie ad una metodologia di attivazione (Panaceo Activation Process), che si attua con l’utilizzo di speciali mulini, la struttura delle particelle di zeolite acquisisce particolari proprietà che, unite all’incremento della superficie, consente di legare più velocemente e più stabilmente tossine, metalli e radicali liberi, incrementandone l’attività. Partendo da una dimensione di circa 3 metri quadrati per grammo di zeolite clinoptilolite, dopo l’attivazione si raggiungono oltre i 250 metri quadrati per grammo, si tratta di un procedimento puramente fisico. Le zeoliti clinoptiloliti attivate sono caratterizzate da numerose cariche negative presenti nei canali che sono neutralizzate da altrettanti cationi come calcio, magnesio, potassio e sodio e sono in grado di svolgere una duplice funzione: quella di legare nei canali molecole organiche di varia natura, ad esempio tossine, (funzione di setaccio molecolare) e quella di rilasciare i cationi in esse presenti legando al loro posto i metalli pesanti tossici (scambiatori di cationi).

Stress ossidativo

I radicali liberi sono presenti nel nostro organismo e vengono utilizzati come sistema di difesa. Gli studi sullo stress ossidativo indicano però che un eccesso di radicali liberi può non solo provocare patologie, ma anche aggravarle; tra queste, il diabete, il cancro, le patologie cardiovascolari, quelle del tratto gastro intestinale e molte altre ancora. I fattori che provocano la formazione di radicali liberi sono molteplici e complessi: inquinamento, polveri sottili, sostanze inquinanti presenti nei cibi, alimentazione irregolare e squilibrata, fumo, stress, farmaci, malattie croniche, etc.

La conseguenza della presenza di un eccesso di radicali liberi nell’organismo è l’attacco di alcune strutture cellulari con conseguenti danni funzionali che, se non eliminati, possono provocare l’insorgenza di varie patologie e l’accelerazione dei processi di invecchiamento.

Anche nell’attività sportiva c’è produzione di radicali liberi che limitano la resa atletica perché accompagnati dalla presenza a livello muscolare di una quantità rilevante di acido lattico. La zeolite rientra tra gli strumenti importanti per combattere e neutralizzare i radicali liberi.

Metalli pesanti

Mercurio, piombo, cadmio sono tra i più conosciuti e pericolosi agenti tossici per l’organismo e per l’ambiente, presenti in quantità minime nelle polveri che respiriamo e nei cibi che ingeriamo. La zeolite attraverso la riduzione di questi metalli nel tratto gastro-intestinale può ridurne la presenza nell’intero organismo (/detossicazione) e/o evitarne l’assorbimento nei tessuti (prevenzione).

Ulteriori indicazioni dalla ricerca

Recenti studi sull’utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard, hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali. L’azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano l’applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle. Secondo gli studi clinici: la zeolite consentirebbe di migliorare l’efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero. La zeolite clinoptilolite attivata si trova in commercio solo in forma di dispositivo medico. L’effetto sinergico della zeolite con principi attivi fitoterapici e integratori è dovuta alla progressiva riduzione nell’organismo di inibitori funzionali quali: ione ammonio, mmetalli pesanti, radicali liberi e tossine.

Oggi la zeolite è classificata (GMDN General Medical Device Nomenclature) come dispositivo medico e definita come segue: Sostanze ad uso orale adatte ad assorbire / chelare e rimuovere sostanze dannose e tossiche nel tratto gastro-intestinale (es. metalli pesanti, nitrosamine, ammonio, micotossine, cationi, pesticidi, riducendone l’assorbimento da parte dell’organismo. Possono anche funzionare come antiossidanti catturando radicali liberi e riducendo la formazione di ROS (reactive oxygen species).

La Zeolite clinoptilolotite rappresenta quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall’organismo, nell’adiuvare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi: non è tossica per l’organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita.

Le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l’organismo:

– ridurre l’ammoniaca nell’organismo

– legare, mediante scambio cationico, i metalli pesanti eliminandoli;

– adsorbire tossine inattivandole;

– salvaguardare l’organismo dai danni dei radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante.

Tratto da: Conferenza a cura del Prof. Manna dell’Università “La Sapienza” in Roma

 

La nostra salute — intesa non come semplice assenza di malattia, ma come sensazione percepita di completo benessere psicofisico e socioculturale, in armonia con la Natura l’ambiente che ci circonda — è oggi minacciata dagli effetti disastrosi dell’inquinamento e dall’adozione di errati stili di vita. 

Infatti, agenti di natura fisica (radiazioni ultraviolette,campi elettromagnetici, etc, chimica (benzene, diossina, pesticidi, fumo di sigaretta, metalli pesanti, etc.) e biologica (virus, batteri, funghi, tossine, etc.), da soli o in sinergia tra loro, contaminano l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e gli alimenti di cui ci nutriamo, arrecando grave danno al nostro organismo. Persino i pensieri che evochiamo e le emozioni che proviamo possono risultare negativamente condizionati.

L’insieme di questi eventi indesiderati si traduce, spesso, in una riduzione della cosiddetta “biodisponibilità” ovvero della quantità di ossigeno, di macronutrienti (soprattutto amminoacidi e proteine) e di micronutrienti (sali minerali e vitamine) effettivamente utilizzabili per far fronte alle nostre esigenze vitali. Per esempio, il soggiorno in ambienti chiusi aumenta il rischio di inspirare, al posto dell’ossigeno — gas vitale per eccellenza — un killer cellulare, quale il monossido di carbonio, mentre l’abuso di bevande alcoliche “fa consumare” al nostro organismo preziosi micronutrienti, sottraendoli ad altre necessità biologiche.

Purtroppo, anche l’adozione del più salutare stile di vita non è più sufficiente, da solo, a tutelare il nostro stato di salute. Infatti, una buona parte della frutta e degli ortaggi, quando non contaminata da sostanze tossiche, giunge sulla nostra tavola in larga misura depauperata dei propri principi nutritivi, a causa delle piogge acide, della desertificazione dei terreni e dai processi di conservazione o di manipolazione degli alimenti, come il raffinamento.

Ma quali integratori? 
Noi riteniamo che la scelta debba cadere sulle formulazioni naturali e, possibilmente, su quelle a base colloidale (diametro delle particelle disciolte in acqua comprese tra i e 200 nmetri), perché colloidale è la natura del sangue e della matrice extracellulare con cui devono interagire i loro principi attivi.
In tale contesto, CELLF00D®, sistema colloidale contenente solfato di deuterio ed una miscela complessa di 78 minerali, i7 amminoacidi e 34 enzimi in tracce, si propone come un prodotto davvero unico al mondo. Arricchito, all’occorrenza, da altre componenti nutrizionali (vitamine e sostanze similvitaminiche) grazie alle sue 9 formulazioni (8 sistemiche ed 1 topica), favorendo l’estrazione di idrogeno dai nutrienti, è un integratore nutrizionale potenzialmente efficace nel proteggere la cellula dagli insulti provocati sia dall’inquinamento che da un errato stile di vita.

CELLFOOD®, inoltre, grazie probabilmente al solfato di deuterio, può rendere biodisponibile ossigeno “on demand” — ossia nella giusta quantità ed al momento opportuno ai tessuti a rischio di ipossia (carenza di ossigeno) e, contemporaneamente, evitare che l’eventuale gas in eccesso, trasformato in radicali liberi, generi le caratteristiche lesioni da stress ossidativo ( effetto antiossidante).

La “Formula Everett Storey” fu per anni limitata al solo uso in campo militare. Poi, con la successiva liberalizzazione della vendita, essa si rese disponibile come CELLFOOD® a tutti i potenziali consumatori, guadagnando rapidamente in numerosi Paesi del mondo la fiducia di milioni di consumatori, fino a coprire una delle più ampie fette di mercato nel settore degli integratori.

La formula che è alla base di CELLFOOD® è di proprietà e numerosi ricercatori, nel corso degli anni, si sono cimentati nel cercare di scoprire il meccanismo biochimico che è alla base del suo successo, che lo rende oggi un esclusivo PASS PER IL BENESSERE.

Come misurare il ph delle urine e del sangue e perché (Fonte: F. Stefanini )

Perché può essere interessante sapere come misurare il pH delle urine e del sangueAlcune teorie, recepite dal grande pubblico e sviluppate in diversi libri, sostengono che l’equilibrio acido basico possa influenzare la nostra salute.

Negli ultimi tempi si è addirittura diffusa la teoria che una dieta alcalina possa essere utile per combattere il cancro. Come indicato anche sul sito AIRC questa affermazione non trova putroppo conferme scientifiche. Ma allora, perché è così importante l’equilibrio acido basico? Scopriamolo assieme.

In questo articolo ci occuperemo dei seguenti argomenti.

  • Perché è importante l’equilibrio acido-base?
  • La scala del pH: acido, basico e neutro
  • Quali sono i valori del pH di pelle, sangue e urine?
  • Serve davvero la dieta alcalina?
  • Quali danni può fare un eccesso di acidità?
  • Come utilizzare correttamente le cartine di tornasole?
  • Come misurare correttamente il pH
  • Come valutare i valori del pH
  • Le possibili cause di un pH delle urine alterato

L’IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO ACIDO-BASE

Il benessere del nostro corpo si basa essenzialmente sul concetto di equilibrio. Quando lo stato di equilibrio viene alterato, il nostro fisico inizia a mandarci segnali, sotto forma di disturbi di varia entità.

Anche l’equilibrio del pH è un fattore fondamentale per la salute del nostro corpo. Ecco perché è bene sapere come misurare il pH delle urine, oltre a come alcalinizzare il corpo. In questo modo sarà possibile modificare in tempo eventuali abitudini errate e prevenire eventuali squilibri.

VALORI DEL PH: ACIDO, BASICO E NEUTRO

Per indicare l‘acidità o l’alcalinità di una sostanza, si usa come unità di misura la scala del pH (ovvero il potenziale idrogeno).

La scala del pH è compresa tra 0 e 14, dove lo 0 indica l’acidità massima (acido forte) e il 14 il valore più altodi basicità (basico forte).

Basandosi su questo parametro viene indicato come:

  • neutroun pH pari a 7;
  • acidoun pH inferiore a 7;
  • basicoun pH superiore a 7.

VALORI DI PH DELLA PELLE, DEL SANGUE E DELLE URINE

valori “normali” del pH per pelle, sangue e urine sono leggermente diversi. Vediamo quali sono e perché.

PELLE

Un esempio classico è il pH della pelle che, in condizioni di normalità, è leggermente acido. Questo per consentire alla cute di assolvere al meglio al ruolo di barriera

SANGUE

Il pH del sangue, invece, è in genere lievemente alcalino. I suoi valori possono variare entro limiti piuttosto ristretti (tra 7,35 3 7,45).

URINE

Il pH delle urine, infine, può variare all’interno di un range piuttosto ampio, compreso tra 4,6 e 8.

Oscillazioni, anche minime, rispetto agli standard di “normalità” del pH del sangue (+ o – 0,4) sono spia di patologie gravissime.

Il pH delle urine, invece, ha un range più ampio. Oltre a essere influenzato dalla salute generale, può subire oscillazioni anche a causa della dieta. Uno scostamento dai valori considerati “standard” anche nel caso delle urine è in genere considerato patologico.

I DANNI CONNESSI A UN ECCESSO DI ACIDITÀ

Un pH troppo acido, stando ad alcuni studi, sarebbe un fattore che “indebolisce” le naturali difese dell’organismo, favorendo lo sviluppo di diverse patologie.

Diversi studosi hanno di recente messo in evidenza i danni connessi a un eccesso di acidità:

«a mio parere, i rifiuti acidi aggrediscono letteralmente le articolazioni, i tessuti, i muscoli, gli organi e le ghiandole causando disfunzioni di diverso grado, a partire da quelle di entità minore a quelle più gravi.» (theodore a. baroody, rocco palmisano, alcalinizzatevi e ionizzatevi – per vivere sani e longevi, bis edizioni)

Per aiutare il corpo a far fronte a questi sbalzi di acidità è possibile agire su più fronti. Nel caso in cui l’alimentazione, da sola, non fosse sufficiente, per favorire il mantenimento dell’equilibrio acido-base, è consigliabile assumere integratori alcalinizzantiricchi di aminoacidi basici e sali minerali alcalini.

SERVE DAVVERO LA DIETA ALCALINA?

Si può alcalinizzare in maniera significativa il corpo? Fino a che punto serve davvero una dieta alcalina? E che benefici può apportare?

Ricordiamo che per dieta alcalina si intende un’alimentazione costituita per il 70-80% da  alimenti alcalini. Questo tipo di alimentazione, stando a recenti teorie, sarebbe in grado di prevenire diversi problemi di salute.

Il corpo umano è però impostato per evitare spostamenti significativi dell’equilibrio acido-base. Questo perché alterazioni significative possono essere pericolose. Un’acidità eccessiva (acidosi metabolica: pH < 6.8), così come un’alcalinità esagerata (alcalosi metabolica: pH > 7.8) possono portare anche alla morte.

Per “alcalinizzare” in modo significativo il corpo quindi non sarebbero sufficienti nemmeno quantità ingenti di cibi “alcalini”. Inoltre, come abbiamo visto, sarebbe in ogni caso un obiettivo controproducente da raggiungere.

La dieta alcalina, e ancor di più integratori “alcalinizzanti”, possono però aiutarci a contrastare l’eccessiva presenza di acidi, e a mentenere il giusto equilibrio acido-base, fondamentale per la salute dell’intero organismo.

COME MISURARE IL PH DELLE URINE IN MODO CORRETTO

Il dibattito sulla reale possibilità di calcolare con precisione il livello di acidità del corpo è tutt’ora aperto.

Secondo alcuni una misurazione davvero accurata è impossibile:

«nessun esame è in grado di misurare accuratamente il nostro livello di acidità, perché gli attuali metodi diagnostici rivelano solo che sono presenti rifiuti acidi nei fluidi corporei… Tali esami non forniscono mai il livello certo di quanti rifiuti acidi siano, di fatto presenti…» (Theodore A. Baroody, Rocco Palmisano, Ibidem).

Gli esami del sangue e delle urine sono tuttavia in grado di fornire buoni parametri di riferimento.

Il pH delle urine è soggetto a variazioni maggiori rispetto a quello del sangue. I suoi valori riflettono infatti la capacità dei reni di mantenere la giusta concentrazione di ioni di idrogeno nel plasma.

A prescidere dalle verie teorie, esiste la possibilità di misurare il pH delle urine del sangue mediante specifici esami di laboratorio, che devono essere richiesti dal medico curante.

È tuttavia anche possibile procedere autonomamente al calcolo del pH delle urine, utilizzando le apposite cartine di tornasole .

USARE CORRETTAMENTE LE CARTINE DI TORNASOLE

Per misurare correttamente il pH dei fluidi corporei (urina e saliva) mediante le cartine di tornasole è bene seguire alcune regole.

Il procedimento è semplice: è sufficiente bagnare con le urine una cartina, attendere qualche secondo, quindi verificare il colore che essa assume, mettendola a confronto con i colori della scala del pH.

Per ottenere risultati più precisi, sarebbe bene effettuare il controllo appena svegli (prima di lavarsi i denti, bere o mangiare, se si fa sulla saliva).

Per un’accuratezza estrema, alcuni consigliano poi di calcolare la media dei valori rilevati misurando il pH 3 volte nel corso della giornata (mattina, mezzogiorno e sera).

valori considerati “ottimali” dalla maggior parte dei testi sull’argomento sono:

  • un pH tra il 6,5 e 7.5 per la saliva;
  • per le prime urine del mattino (in genere più acide), un pH non superiore a 7.5.

COME VALUTARE I VALORI DEL PH DELLE URINE

Dopo aver compreso come misurare il pH delle urine in maniera corretta, cerchiamo di capire in che modo interpretare i valori ottenuti.

Come accennato in precendenza, il valore del pH delle urine può oscillare tra 4,6 e 8.

I VALORI CONSIDERATI IDEALI, A SECONDA DEGLI AUTORI, SONO INVECE QUELLI COMPRESI TRA 6,0 E 7,0: UN PH CHE SI DISCOSTA DA QUESTO RANGE NON È TUTTAVIA SEMPRE SINTOMO DI PROBLEMI DI SALUTE E NON DEVE SUSCITARE AUTOMATICAMENTE PREOCCUPAZIONE.

PH DELLE URINE TROPPO ALTO O TROPPO BASSO: LE POSSIBILI CAUSE

In campo medico i valori del pH delle urine sono sfruttati per individuare anche disordini di origine metabolica respiratoria.

VALORI DEL PH DELLE URINE CHE SI DISCOSTANO DA QUELLI CONSIDERATI “IDEALI” SI POSSONO INDIVIDUARE, PER ESEMPIO, NELLE PERSONE “A RISCHIO” DI CALCOLI RENALI.

Ricordiamo che è sempre necessario sottoporre possibili “valori anomali” all’attenzione di un medico, per evitare inutili allarmismi o l’auto prescrizione.

Un pH delle urine troppo alto (alcalinità) può essere causato, tra le altre cose, da:

  • vomito
  • insufficienza renale
  • problemi diuretici
  • problemi a carico dell’apparato respiratorio che causano iperventilazione

Mentre un pH delle urine basso (acidità) può avere le seguenti cause:

  • diabete fuori controllo
  • dissenteria
  • disidratazione estrema
  • problemi respiratoriche comportano un’insufficiente eliminazione di anidride carbonica
  • digiuni prolungati

Per finire, ricordiamo che una maggiore consapevolezza dell’importanza del pH e del suo controllo può esserci di aiuto per sostenere la salute.

La misurazione del pH delle urine “fai da te” può essere uno strumento utile, per correggere eventuali comportamenti  e stili di vita poco corretti.

L’ultima parola, tuttavia, spetterà sempre al medico di fiducia, che avrà il compito di approfondire le cause di eventuali “anomalie” prescrivendo all’occorrenza esami specifici.

 

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base.
Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.
In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.
Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.
La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.
Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).
Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!
Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Curare l’acidosi.
Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Alimenti alcalinizzanti.
Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi
È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.
Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.
Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

Il magnesio è uno die minerali di maggiore importanza per l’organismo umano ma è anche uno dei minerali di cui al giorno d’oggi vi è la maggiore carenza nell’organismo umano. Può essere considerato come il “minerale del rilassamento” per eccellenza; dal magnesio dipendono più di 300 reazioni enzimatiche nel corpo.

Il magnesio si trova in tutti i tessuti del corpo ed in particolare nel cervello,nelle ossa e nei muscoli. E’indispensabile per le cellule affinché producano energia, per stabilizzare le membrane e per aiutare i muscoli a rilassarsi e pertanto ogni situazione in cui vi è tensione, crampi ed irrigidimento e contrazione, può denotare una carenza di magnesio.

Si tratta purtroppo anche di uno dei minerali di cui al giorno d’oggi vi è la maggiore carenza. L’alimentazione moderna manca di sostanze ricche di magnesio ed anche gli alimenti che una volta ne contenevano molto, a causa dell’impoverimento in minerali dei terreni, ormai ne contengono poco. Inoltre numerose sostanze purtroppo diffuse al giorno d’oggi, come ad es. l’alluminio (contenuto in preparati contro l’acidità di stomaco, rilasciato da pentole e contenitori in alluminio ecc.) esercitano un effetto antagonistico sulla assimilazione del magnesio da parte dell’organismo.

I livelli di magnesio nell’organismo vengono inoltre diminuiti anche da alcol, caffè, zucchero, acido fosforico (contenuto nelle coca cola), sudorazione intensa, diuretici, antibiotici ed alcuni altri medicinali. Purtroppo anche una respirazione sbagliata porta a perdite di magnesio nell’organismo; si tratta di un fatto poco conosciuto ma importante e consiglio di leggere il mio articolo sulla respirazione Buteyko

Non è facile accertare la quantità di magnesio presente in qualcuno poiché quello che conta è in realtà il magnesio intracellulare (il magnesio dentro le cellule dei vari tessuti) e non quello dentro l’urina o il sangue, che varia molto a seconda degli alimenti mangiati nei giorni precedenti l’analisi.

Si può tuttavia dare per quasi certo che tutti soffriamo, più o meno, di una carenza di magnesio, in particolare se sono presenti i seguenti problemi:irritabilità, depressione,ansia, crampi, contrazioni e irrigidimenti, palpitazioni cardiache, mal di testa frequenti,stanchezza,asma, calcoli renali, diabete. La lista delle malattie e problemi collegate alla carenza di magnesio è molto lunga:vi sono nella letteratura medica oltre 3.500 riferimenti a problemi connessi alla carenza di magnesio.

Purtroppo si tratta anche di uno dei minerali più difficili da assimilare con integratori generici, che non lo portano la dove dovrebbe andare, e cioè all’interno delle cellule. Il consiglio pertanto, oltre a quello di mangiare alimenti possibilmente ricchi di magnesio, come le verdure verdi, noci e fagioli, è quello di integrare la dieta con un prodotto sicuro ed efficace.

Ogni foglia di Aloe è una vera miniera di composti nutritivi con una variegata presenza di Vitamine, Minerali, Mono e Polisaccaridi, Aminoacidi ed Enzimi. Tutte queste sostanze nutritive compensano, nel nostro organismo, la carenza dovuta alla scarsità di risorse nutrizionali all’interno dei prodotti alimentari che acquistiamo ogni giorno.

Con i sistemi di coltivazione odierni come pesticidi e OGM, e la raccolta prematura per farli arrivare sugli scaffali dei supermercati con l’aspetto di prodotto appena raccolto, non consentono alla frutta e verdura di completare il loro ciclo di vita biologico, pertanto la presenza di sostanze nutritive essenziali all’uomo non può essere garantita.

10 BUONI MOTIVI PER BERE OGNI GIORNO ALOE VERA:

1) Aiuta l’intestino pigro, migliora la regolarità intestinale e riduce il bruciore di stomaco quando ci sono problemi di cattiva digestione.

2) Aiuta l’organismo a difendersi, fornisce un supporto naturale con i sali minerali come Zinco, Magnesio e Ferro.

3) Contiene la dose giornaliera di minerali importanti per il nostro organismo come Calcio, Sodio, Potassio, Cromo, Manganese, Rame, Zinco e tanti altri stimolando i processi enzimatici per garantire un buon equilibrio organico.

4) Integra l’apporto giornaliero di Vitamine quali A, B1, B2, B12, C ed E, per soddisfare e compensare la loro carenza dovuta ad una dieta non equilibrata.

5) Contiene Aminoacidi e numerosi Enzimi, molto utili per i processi di rinnovamento cellulare e per la sintesi delle Proteine.

6) E’ un depurativo e facilita l’eliminazione delle scorie tossiche, sonnolenza e stanchezza spesso sono i primi sintomi di sostanze indesiderate che non riusciamo ad espellere, aloe vera è utile per riequilibrare in modo naturale l’organismo.

7) Ripara la Pelle, con le sue proprietà rigenerative in virtù del Fitocomplesso ricco di mucillagini, Minerali, Vitamine e Aminoacidi.

8) Ha proprietà anti-infiammatorie, l’aloe vera contiene 12 sostanze naturali che hanno dimostrato di poter combattere le infiammazioni autonomamente. Aiuta anche le Articolazioni e la mobilità Muscolare.

9) Procura un’azione lenitiva per piccole scottature, tagli, graffi e irritazioni della pelle.

10) Assicura igiene e salute dentale, con l’azione anti-infiammatoria è molto utile a chi soffre di gonfiori continui alle gengive;

ALOE VERA è utile a chiunque voglia sentirsi bene e in piena forma Ogni Giorno, per una migliore qualità della propria vita.

Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si formano per lo più dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. La zeolite clinoptilolite ha una struttura cristallina estremamente stabile caratterizzata da una superficie microporosa in grado di interagire con molte sostanze.

Le caratteristiche peculiari della zeolite clinoptilolite attivata (ZECLA) sono costituite dalla capacità di legare, a livello intestinale, radicali liberi, metalli pesanti, ione ammonio e tossine, allontanandole dall’organismo, attività descritte nella definizione stilata dal Nomenclatore Europeo dei dispositivi medici.

Una combinazione con entità variabili dei quattro tipi di sostanze tossiche prima riportate è stata rilevata nei tumori nei quali esse possono svolgere la funzione di responsabili diretti nella loro insorgenza odi adiuvanti nella loro induzione, come dimostrato da numerose ricerche.

Confortato da tali dati il Prof Pavelic (1) ha svolto ricerche in vitro per verificare la possibilità che l’eliminazione di questi induttori potesse influenzare la velocità di sviluppo dei tumori ed ha evidenziato un’azione inibitrice della ZECLA nei confronti della crescita delle cellule tumorali variabile in funzione del dosaggio utilizzato e della tipologia di neoplasia.

Ulteriori studi in vivo effettuati trattando con ZECLA topi e cani affetti da una varietà di tumori ha portato ad un miglioramento dello stato di salute, prolungamento del tempo di sopravvivenza e ad una diminuzione delle dimensioni del tumore. Inoltre l’applicazione locale di ZECLA su tumori della pelle ha diminuito la formazione del tumore stesso e la sua crescita. Infine studi tossicologici effettuati su topi e ratti hanno dimostrato che il trattamento non ha effetti negativi (2).

La ZECLA è anche in grado in indurre una stimolazione della risposta immunitaria legata ad una diminuzione della perossidazione lipidica derivante dalla formazione di radicali liberi in eccesso.

Alcuni studi hanno evidenziato in culture cellulari in soluzione nutriente senza silicio l’arresto dopo breve tempo delle principali funzioni di sintesi, ad esempio la sintesi proteica e la sintesi clorofilliana, con compromissione della parete cellulare che diventa instabile (3).
Questa perdita metabolica presente anche nel substrato della matrice extracellulare nei malati cronici e tumorali è stata confermata, tra l’altro, da deficit di adenosina trifosfatasi, dall’inibizione della pompa Na+/K+, dalla riduzione dell’ossiemoglobina nel sangue, dal maggiore consumo di ossigeno, dall’eccesso di radicali 02 liberi ed infine da problemi di natura elettrofisiologica. In caso di neoplasia infatti si riscontra un potenziale negativo eccedente in quanto il tessuto tumorale agisce come una batteria che si sta fortemente scaricando.

Gli effetti collaterali generati dalla radioterapia sono legati all’elevata energia che viene assorbita dalle cellule circostanti la massa tumorale con formazione di radicali liberi che comportano un incremento dello stress ossidativo e dalla reazione infiammatoria locale, anche a livello del derma, che modifica la fisiologia cellulare.

La capacità adiuvante della ZECLA nella terapia antitumorale, chemio e radio, può essere quindi attribuita alla sua partecipazione alla sintesi proteica, alla capacità di contribuire alla costruzione del tessuto connettivo, all’azione adsorbente, al controllo del metabolismo del calcio nelle cellule da parte del silicio presente nella sua struttura ed infine all’azione antiossidante.

Numerose applicazioni cliniche hanno pienamente confermato tali attività ed il risultato finale è caratterizzato da migliori condizioni di vita dei pazienti trattati, con tempi di recupero funzionale molto brevi dopo le applicazioni di chemio o radio-terapia. Tali risultati sono confortati dai dati clinici che dimostrano un incremento dell’emoglobina fino alla sua normalizzazione ed il netto miglioramento nel tempo della formula leucocitaria in genere sconvolta dalla terapia (3).

L’organismo è quindi in grado di reagire meglio nei confronti del tumore rendendo più efficaci le terapie.

1) M. Colic Al, K. Pavelic, Journal of Molecular Medicine 78, 333—336, (2000)
2) K. Pavelic et al. Molecular Medicine 78: 708-720 (2001)
3) K. Hecht, E. Hecht-Savoley, Natur-Mineralien, Regulation und Gesundheit. Schibri-Verlag, Berlin! Milow (2005)

Dall’incontro di lava e acqua salmastra un aiuto all’uomo per proteggere e disintossicare gli organi, per ridurre l’ossidazione, per chelare i metalli pesanti e molte altre sostanze dannose.

Cosa sono le zeoliti

Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si fonnano perlopiù dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. Le zeoliti si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla salute. (come anche radicali liberi, nitrosamine, ammonio, micotossine, pesticidi e cationì radioattivi). Numerosi studi sono stati effettuati su un particolare tipo di zeolite per la sue possibili applicazioni in medicina: la zeolite clinoptilolite sottoposta ad attivazione.

Attivazione

Per attivazione si intende in genere l’applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico ad un materiale perché possa reagire più facilmente. Nel caso di particolari solidi caratterizzati dalla capacità di legare sostanze tossiche sulla loro superficie come il carbone, si cerca di incrementarne la porosità o di aumentarne la superficie attraverso la diminuzione delle dimensioni delle particelle. Ciò consente di avere a disposizione un maggior numero di canali capaci di legare le sostanze tossiche.

Immaginate un chilometro quadrato di pianura e un chilometro quadrato di alpi, nel secondo caso la superficie a contatto con l’aria è enormemente superiore rispetto al primo caso perché, oltre allo sviluppo orizzontale della superficie, vi è anche quello verticale. Ma se le alpi fossero ridotte in polvere sottile la superficie globale esposta all’aria aumenterebbe enormemente perché sarebbe costituita dalla sommatoria delle superfici di tutte le piccole particelle generate.

Proprio quest’ultimo è il tipo di attivazione applicato alla zeolite clinoptilolite e viene realizzato sottoponendo il minerale ad un processo che provoca la collisione delle particelle fra di loro, evitando la diretta collisione con le pareti o con le pale metalliche dei mulini in modo che le particelle ottenute non vengano inquinate dai metalli presenti. 11 risultato è l’incremento del numero di particelle con dimensioni ridotte e quindi un incremento della superficie totale (le alpi). Inoltre, grazie a questa metodologia di attivazione, che si attua con l’utilizzo di speciali mulini, la struttura delle particelle acquisisce particolari proprietà che unite all’incremento della superficie, consentono loro di legare più velocemente e più stabilmente tossine e metalli, incrementandone l’attività.

In conclusione partendo da una dimensione di circa 3 metri quadrati per grammo di zeolite clinoptilolite, dopo l’attivazione si raggiungono persino i mille metri quadrati per grammo. Si tratta quindi, in questo caso, di un procedimento puramente fisico.
Stress ossidativo e sua importanza

I radicali liberi sono presenti nel nostro organismo che li utilizza come sistema di difesa. Gli studi sullo stress ossidativo indicano però che un eccesso di radicali liberi può non solo provocare patologie, ma anche aggravarle; tra queste, il diabete, il cancro, le patologie cardiovascolari, quelle del tratto gastrointestinale e molte altre ancora. I fattori che provocano la formazione di radicali liberi sono molteplici e complessi: inquinamento, polven sottili, sostanze inquinanti presenti nei cibi, alimentazione irregolare e squilibrata, fumo, stress, fannaci, malattie croniche etc.

La conseguenza della presenza di un eccesso di radicali liberi nell’organismo è l’attacco di alcune strutture cellulari con conseguenti danni funzionali che, se non eliminati, possono provocare l’insorgenza di varie patologie. L’azione dei radicali liberi è responsabile anche dei processi di invecchiamento. La zeolite rientra tra gli strumenti importanti per combattere e neutralizzare i radicali liberi. E’ possibile oggi misurare l’entità dei radicali liberi presenti nell’organismo con appositi test.

Metalli Pesanti

Mercurio, piombo, cadmio sono tra i più conosciuti e pericolosi agenti tossici per l’organismo e per l’ambiente, presenti in quantità minime nelle polveri che respiriamo e nei cibi che ingeriamo.

La tossicità elevata di questi metalli può danneggiare significativamente le cellule riducendone il loro buon funzionamento, con conseguente indebolimento dell’organismo (malattie autoimmuni, allergie etc).

La presenza concomitante di più metalli tossici crea sinergie che aumentano drasticamente la loro pericolosità. La zeolite attraverso la riduzione di questi metalli nel tratto gastro-intestinale può ridurne la presenza nell’intero organismo (detossicazione) e/o evitarne l’assorbimento nei tessuti (prevenzione).

Quali sono le applicazioni

Le zeoliti clinoptiloliti attivate sono caratterizzate da numerose cariche negative presenti nei canali che sono neutralizzate da altrettanti cationi come calcio, magnesio, potassio e sodio e quindi sono in grado di svolgere una duplice funzione: quella di legare nei canali molecole organiche di varia natura, ad esempio tossine, (funzione di setaccio molecolare) e quella di rilasciare i cationi in esse presenti legando al loro posto i metalli pesanti tossici (scambiatori di cationi).

Queste due funzioni principali della zeolite clinoptilolite, hanno dato prova di un loro possibile utilizzo a largo spettro nell’organismo umano (ed animale), Numerosi studi scientifici hanno messo in evidenza aspetti applicativi molto interessanti: un’elevata attività antiossidante derivante dalla neutralizzazione dei radicali liberi, un’azione adiuvante in numerose patologie, comprese quelle tumorali, una capacità di ridurre gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia, una riduzione della produzione di acido lattico ed infine un’elevata capacità di legare metalli pesanti e tossine.

La Clinoptilolite potrebbe rappresentare quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall’organismo, nell’adiuvare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi:
non è tossica per l’organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita;

le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l’organismo:
-legare mediante scambio cationico i metalli pesanti eliminandoli;
-adsorbire tossine inattivandole;
-salvaguardare l’organismo dai danni dci radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante;
-è associabile ad altri composti in quanto non sono state rilevate interazioni con altri prodotti o farmaci. Infatti la sua utilizzazione come additivo alimentare, ampiamente sperimentata sugli animali, ha dimostrato i notevoli benefici effetti sulla salute, in assenza di tossicità o di reazioni avverse anche in associazione con altre sostanze;
-non necessita di particolari condizioni per la conservazione e la sua stabilità risulta estremamente lunga.

Per la prima volta ci troviamo di fronte ad una sostanza in grado di svolgere le funzioni antiossidante e d.etossicante oltre a quella adsorbente, in grado di esplicare la sua attività nel tratto gastro-intestinale per essere poi eliminata con le feci.

Ulteriori indicazioni dalla ricerca

Recenti studi sull’utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali. L’azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e anche sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano t’applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle. Secondo gli studi cImici, la zeolite consentirebbe di migliorare l’efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero. Ciò ha portato all’uso della zeolite come coadiuvante nella cura delle patologie gravi.

A chi può essere utile

Sportivi
Lc zeoliti clinoptiloliti attivate, anche in sinergia con altri principi attivi, vengono usate per ridurre l’acidosi lattica e aumentare resistenza e recupero.
Manager di ogni età e sesso, lavoratori, imprenditori, studenti
Le zeoliti aiutano ad aumentare concentrazione (attraverso la riduzione di ammonia nel corpo) ed a ridurre stress ossidativo e stanchezza.

Anziani, convalescenti e persone sottoposte a stress
Le zcoliti possono favorire la riduzione di stress e stanchezza aiutando a superare affaticamento e debolezza con risorse proprie e naturali

Stress ossidativo
La riduzione dello stress ossidativo provocata dall’assunzione di zeolite clinoptilolite aiuta inoltre a ridurre l’insorgenza di molte patologie (prevenzione) e migliora la qualità della vita. (minore uso degli organi).
Si trova in commercio in forma di dispositivo medico

A cura del Prof. Fedele Manna
Docente di Chimica Farmaceutica
Università “La Sapienza” di Roma