Come misurare il ph delle urine e del sangue e perché

Come misurare il ph delle urine e del sangue e perché (Fonte: F. Stefanini )

Perché può essere interessante sapere come misurare il pH delle urine e del sangueAlcune teorie, recepite dal grande pubblico e sviluppate in diversi libri, sostengono che l’equilibrio acido basico possa influenzare la nostra salute.

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Negli ultimi tempi si è addirittura diffusa la teoria che una dieta alcalina possa essere utile per combattere il cancro. Come indicato anche sul sito AIRC questa affermazione non trova putroppo conferme scientifiche. Ma allora, perché è così importante l’equilibrio acido basico? Scopriamolo assieme.

In questo articolo ci occuperemo dei seguenti argomenti.

  • Perché è importante l’equilibrio acido-base?
  • La scala del pH: acido, basico e neutro
  • Quali sono i valori del pH di pelle, sangue e urine?
  • Serve davvero la dieta alcalina?
  • Quali danni può fare un eccesso di acidità?
  • Come utilizzare correttamente le cartine di tornasole?
  • Come misurare correttamente il pH
  • Come valutare i valori del pH
  • Le possibili cause di un pH delle urine alterato

L’IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO ACIDO-BASE

Il benessere del nostro corpo si basa essenzialmente sul concetto di equilibrio. Quando lo stato di equilibrio viene alterato, il nostro fisico inizia a mandarci segnali, sotto forma di disturbi di varia entità.

Anche l’equilibrio del pH è un fattore fondamentale per la salute del nostro corpo. Ecco perché è bene sapere come misurare il pH delle urine, oltre a come alcalinizzare il corpo. In questo modo sarà possibile modificare in tempo eventuali abitudini errate e prevenire eventuali squilibri.

VALORI DEL PH: ACIDO, BASICO E NEUTRO

Per indicare l‘acidità o l’alcalinità di una sostanza, si usa come unità di misura la scala del pH (ovvero il potenziale idrogeno).

La scala del pH è compresa tra 0 e 14, dove lo 0 indica l’acidità massima (acido forte) e il 14 il valore più altodi basicità (basico forte).

Basandosi su questo parametro viene indicato come:

  • neutroun pH pari a 7;
  • acidoun pH inferiore a 7;
  • basicoun pH superiore a 7.

VALORI DI PH DELLA PELLE, DEL SANGUE E DELLE URINE

valori “normali” del pH per pelle, sangue e urine sono leggermente diversi. Vediamo quali sono e perché.

PELLE

Un esempio classico è il pH della pelle che, in condizioni di normalità, è leggermente acido. Questo per consentire alla cute di assolvere al meglio al ruolo di barriera

SANGUE

Il pH del sangue, invece, è in genere lievemente alcalino. I suoi valori possono variare entro limiti piuttosto ristretti (tra 7,35 3 7,45).

URINE

Il pH delle urine, infine, può variare all’interno di un range piuttosto ampio, compreso tra 4,6 e 8.

Oscillazioni, anche minime, rispetto agli standard di “normalità” del pH del sangue (+ o – 0,4) sono spia di patologie gravissime.

Il pH delle urine, invece, ha un range più ampio. Oltre a essere influenzato dalla salute generale, può subire oscillazioni anche a causa della dieta. Uno scostamento dai valori considerati “standard” anche nel caso delle urine è in genere considerato patologico.

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I DANNI CONNESSI A UN ECCESSO DI ACIDITÀ

Un pH troppo acido, stando ad alcuni studi, sarebbe un fattore che “indebolisce” le naturali difese dell’organismo, favorendo lo sviluppo di diverse patologie.

Diversi studosi hanno di recente messo in evidenza i danni connessi a un eccesso di acidità:

«a mio parere, i rifiuti acidi aggrediscono letteralmente le articolazioni, i tessuti, i muscoli, gli organi e le ghiandole causando disfunzioni di diverso grado, a partire da quelle di entità minore a quelle più gravi.» (theodore a. baroody, rocco palmisano, alcalinizzatevi e ionizzatevi – per vivere sani e longevi, bis edizioni)

Per aiutare il corpo a far fronte a questi sbalzi di acidità è possibile agire su più fronti. Nel caso in cui l’alimentazione, da sola, non fosse sufficiente, per favorire il mantenimento dell’equilibrio acido-base, è consigliabile assumere integratori alcalinizzantiricchi di aminoacidi basici e sali minerali alcalini.

SERVE DAVVERO LA DIETA ALCALINA?

Si può alcalinizzare in maniera significativa il corpo? Fino a che punto serve davvero una dieta alcalina? E che benefici può apportare?

Ricordiamo che per dieta alcalina si intende un’alimentazione costituita per il 70-80% da  alimenti alcalini. Questo tipo di alimentazione, stando a recenti teorie, sarebbe in grado di prevenire diversi problemi di salute.

Il corpo umano è però impostato per evitare spostamenti significativi dell’equilibrio acido-base. Questo perché alterazioni significative possono essere pericolose. Un’acidità eccessiva (acidosi metabolica: pH < 6.8), così come un’alcalinità esagerata (alcalosi metabolica: pH > 7.8) possono portare anche alla morte.

Per “alcalinizzare” in modo significativo il corpo quindi non sarebbero sufficienti nemmeno quantità ingenti di cibi “alcalini”. Inoltre, come abbiamo visto, sarebbe in ogni caso un obiettivo controproducente da raggiungere.

La dieta alcalina, e ancor di più integratori “alcalinizzanti”, possono però aiutarci a contrastare l’eccessiva presenza di acidi, e a mentenere il giusto equilibrio acido-base, fondamentale per la salute dell’intero organismo.

COME MISURARE IL PH DELLE URINE IN MODO CORRETTO

Il dibattito sulla reale possibilità di calcolare con precisione il livello di acidità del corpo è tutt’ora aperto.

Secondo alcuni una misurazione davvero accurata è impossibile:

«nessun esame è in grado di misurare accuratamente il nostro livello di acidità, perché gli attuali metodi diagnostici rivelano solo che sono presenti rifiuti acidi nei fluidi corporei… Tali esami non forniscono mai il livello certo di quanti rifiuti acidi siano, di fatto presenti…» (Theodore A. Baroody, Rocco Palmisano, Ibidem).

Gli esami del sangue e delle urine sono tuttavia in grado di fornire buoni parametri di riferimento.

Il pH delle urine è soggetto a variazioni maggiori rispetto a quello del sangue. I suoi valori riflettono infatti la capacità dei reni di mantenere la giusta concentrazione di ioni di idrogeno nel plasma.

A prescidere dalle verie teorie, esiste la possibilità di misurare il pH delle urine del sangue mediante specifici esami di laboratorio, che devono essere richiesti dal medico curante.

È tuttavia anche possibile procedere autonomamente al calcolo del pH delle urine, utilizzando le apposite cartine di tornasole .

USARE CORRETTAMENTE LE CARTINE DI TORNASOLE

Per misurare correttamente il pH dei fluidi corporei (urina e saliva) mediante le cartine di tornasole è bene seguire alcune regole.

Il procedimento è semplice: è sufficiente bagnare con le urine una cartina, attendere qualche secondo, quindi verificare il colore che essa assume, mettendola a confronto con i colori della scala del pH.

Per ottenere risultati più precisi, sarebbe bene effettuare il controllo appena svegli (prima di lavarsi i denti, bere o mangiare, se si fa sulla saliva).

Per un’accuratezza estrema, alcuni consigliano poi di calcolare la media dei valori rilevati misurando il pH 3 volte nel corso della giornata (mattina, mezzogiorno e sera).

valori considerati “ottimali” dalla maggior parte dei testi sull’argomento sono:

  • un pH tra il 6,5 e 7.5 per la saliva;
  • per le prime urine del mattino (in genere più acide), un pH non superiore a 7.5.

COME VALUTARE I VALORI DEL PH DELLE URINE

Dopo aver compreso come misurare il pH delle urine in maniera corretta, cerchiamo di capire in che modo interpretare i valori ottenuti.

Come accennato in precendenza, il valore del pH delle urine può oscillare tra 4,6 e 8.

I VALORI CONSIDERATI IDEALI, A SECONDA DEGLI AUTORI, SONO INVECE QUELLI COMPRESI TRA 6,0 E 7,0: UN PH CHE SI DISCOSTA DA QUESTO RANGE NON È TUTTAVIA SEMPRE SINTOMO DI PROBLEMI DI SALUTE E NON DEVE SUSCITARE AUTOMATICAMENTE PREOCCUPAZIONE.

PH DELLE URINE TROPPO ALTO O TROPPO BASSO: LE POSSIBILI CAUSE

In campo medico i valori del pH delle urine sono sfruttati per individuare anche disordini di origine metabolica respiratoria.

VALORI DEL PH DELLE URINE CHE SI DISCOSTANO DA QUELLI CONSIDERATI “IDEALI” SI POSSONO INDIVIDUARE, PER ESEMPIO, NELLE PERSONE “A RISCHIO” DI CALCOLI RENALI.

Ricordiamo che è sempre necessario sottoporre possibili “valori anomali” all’attenzione di un medico, per evitare inutili allarmismi o l’auto prescrizione.

Un pH delle urine troppo alto (alcalinità) può essere causato, tra le altre cose, da:

  • vomito
  • insufficienza renale
  • problemi diuretici
  • problemi a carico dell’apparato respiratorio che causano iperventilazione

Mentre un pH delle urine basso (acidità) può avere le seguenti cause:

  • diabete fuori controllo
  • dissenteria
  • disidratazione estrema
  • problemi respiratoriche comportano un’insufficiente eliminazione di anidride carbonica
  • digiuni prolungati

Per finire, ricordiamo che una maggiore consapevolezza dell’importanza del pH e del suo controllo può esserci di aiuto per sostenere la salute.

La misurazione del pH delle urine “fai da te” può essere uno strumento utile, per correggere eventuali comportamenti  e stili di vita poco corretti.

L’ultima parola, tuttavia, spetterà sempre al medico di fiducia, che avrà il compito di approfondire le cause di eventuali “anomalie” prescrivendo all’occorrenza esami specifici.

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Liberarsi dall’acidosi tissutale aiuta ritrovare il ‘benessere’

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base.
Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.
In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.
Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.
La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.
Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).
Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!
Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Curare l’acidosi.
Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Alimenti alcalinizzanti.
Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi
È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.
Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.
Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

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MAGnesio, il MAGnifico

Il magnesio è uno die minerali di maggiore importanza per l’organismo umano ma è anche uno dei minerali di cui al giorno d’oggi vi è la maggiore carenza nell’organismo umano. Può essere considerato come il “minerale del rilassamento” per eccellenza; dal magnesio dipendono più di 300 reazioni enzimatiche nel corpo.

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Il magnesio si trova in tutti i tessuti del corpo ed in particolare nel cervello,nelle ossa e nei muscoli. E’indispensabile per le cellule affinché producano energia, per stabilizzare le membrane e per aiutare i muscoli a rilassarsi e pertanto ogni situazione in cui vi è tensione, crampi ed irrigidimento e contrazione, può denotare una carenza di magnesio.

Si tratta purtroppo anche di uno dei minerali di cui al giorno d’oggi vi è la maggiore carenza. L’alimentazione moderna manca di sostanze ricche di magnesio ed anche gli alimenti che una volta ne contenevano molto, a causa dell’impoverimento in minerali dei terreni, ormai ne contengono poco. Inoltre numerose sostanze purtroppo diffuse al giorno d’oggi, come ad es. l’alluminio (contenuto in preparati contro l’acidità di stomaco, rilasciato da pentole e contenitori in alluminio ecc.) esercitano un effetto antagonistico sulla assimilazione del magnesio da parte dell’organismo.

I livelli di magnesio nell’organismo vengono inoltre diminuiti anche da alcol, caffè, zucchero, acido fosforico (contenuto nelle coca cola), sudorazione intensa, diuretici, antibiotici ed alcuni altri medicinali. Purtroppo anche una respirazione sbagliata porta a perdite di magnesio nell’organismo; si tratta di un fatto poco conosciuto ma importante e consiglio di leggere il mio articolo sulla respirazione Buteyko

Non è facile accertare la quantità di magnesio presente in qualcuno poiché quello che conta è in realtà il magnesio intracellulare (il magnesio dentro le cellule dei vari tessuti) e non quello dentro l’urina o il sangue, che varia molto a seconda degli alimenti mangiati nei giorni precedenti l’analisi.

Si può tuttavia dare per quasi certo che tutti soffriamo, più o meno, di una carenza di magnesio, in particolare se sono presenti i seguenti problemi:irritabilità, depressione,ansia, crampi, contrazioni e irrigidimenti, palpitazioni cardiache, mal di testa frequenti,stanchezza,asma, calcoli renali, diabete. La lista delle malattie e problemi collegate alla carenza di magnesio è molto lunga:vi sono nella letteratura medica oltre 3.500 riferimenti a problemi connessi alla carenza di magnesio.

Purtroppo si tratta anche di uno dei minerali più difficili da assimilare con integratori generici, che non lo portano la dove dovrebbe andare, e cioè all’interno delle cellule. Il consiglio pertanto, oltre a quello di mangiare alimenti possibilmente ricchi di magnesio, come le verdure verdi, noci e fagioli, è quello di integrare la dieta con un prodotto sicuro ed efficace.

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10 Ottimi Motivi per bere Ogni Giorno Aloe Vera

Ogni foglia di Aloe è una vera miniera di composti nutritivi con una variegata presenza di Vitamine, Minerali, Mono e Polisaccaridi, Aminoacidi ed Enzimi. Tutte queste sostanze nutritive compensano, nel nostro organismo, la carenza dovuta alla scarsità di risorse nutrizionali all’interno dei prodotti alimentari che acquistiamo ogni giorno.

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Con i sistemi di coltivazione odierni come pesticidi e OGM, e la raccolta prematura per farli arrivare sugli scaffali dei supermercati con l’aspetto di prodotto appena raccolto, non consentono alla frutta e verdura di completare il loro ciclo di vita biologico, pertanto la presenza di sostanze nutritive essenziali all’uomo non può essere garantita.

10 BUONI MOTIVI PER BERE OGNI GIORNO ALOE VERA:

1) Aiuta l’intestino pigro, migliora la regolarità intestinale e riduce il bruciore di stomaco quando ci sono problemi di cattiva digestione.

2) Aiuta l’organismo a difendersi, fornisce un supporto naturale con i sali minerali come Zinco, Magnesio e Ferro.

3) Contiene la dose giornaliera di minerali importanti per il nostro organismo come Calcio, Sodio, Potassio, Cromo, Manganese, Rame, Zinco e tanti altri stimolando i processi enzimatici per garantire un buon equilibrio organico.

4) Integra l’apporto giornaliero di Vitamine quali A, B1, B2, B12, C ed E, per soddisfare e compensare la loro carenza dovuta ad una dieta non equilibrata.

5) Contiene Aminoacidi e numerosi Enzimi, molto utili per i processi di rinnovamento cellulare e per la sintesi delle Proteine.

6) E’ un depurativo e facilita l’eliminazione delle scorie tossiche, sonnolenza e stanchezza spesso sono i primi sintomi di sostanze indesiderate che non riusciamo ad espellere, aloe vera è utile per riequilibrare in modo naturale l’organismo.

7) Ripara la Pelle, con le sue proprietà rigenerative in virtù del Fitocomplesso ricco di mucillagini, Minerali, Vitamine e Aminoacidi.

8) Ha proprietà anti-infiammatorie, l’aloe vera contiene 12 sostanze naturali che hanno dimostrato di poter combattere le infiammazioni autonomamente. Aiuta anche le Articolazioni e la mobilità Muscolare.

9) Procura un’azione lenitiva per piccole scottature, tagli, graffi e irritazioni della pelle.

10) Assicura igiene e salute dentale, con l’azione anti-infiammatoria è molto utile a chi soffre di gonfiori continui alle gengive;

ALOE VERA è utile a chiunque voglia sentirsi bene e in piena forma Ogni Giorno, per una migliore qualità della propria vita.

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Zeolite come adiuvante nella chemio e radioterapia

Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si formano per lo più dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua salmastra dei mari. Si trovano in grande quantità in giacimenti e ne sono presenti più di cento tipologie diverse. La zeolite clinoptilolite ha una struttura cristallina estremamente stabile caratterizzata da una superficie microporosa in grado di interagire con molte sostanze.

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Le caratteristiche peculiari della zeolite clinoptilolite attivata (ZECLA) sono costituite dalla capacità di legare, a livello intestinale, radicali liberi, metalli pesanti, ione ammonio e tossine, allontanandole dall’organismo, attività descritte nella definizione stilata dal Nomenclatore Europeo dei dispositivi medici.

Una combinazione con entità variabili dei quattro tipi di sostanze tossiche prima riportate è stata rilevata nei tumori nei quali esse possono svolgere la funzione di responsabili diretti nella loro insorgenza odi adiuvanti nella loro induzione, come dimostrato da numerose ricerche.

Confortato da tali dati il Prof Pavelic (1) ha svolto ricerche in vitro per verificare la possibilità che l’eliminazione di questi induttori potesse influenzare la velocità di sviluppo dei tumori ed ha evidenziato un’azione inibitrice della ZECLA nei confronti della crescita delle cellule tumorali variabile in funzione del dosaggio utilizzato e della tipologia di neoplasia.

Ulteriori studi in vivo effettuati trattando con ZECLA topi e cani affetti da una varietà di tumori ha portato ad un miglioramento dello stato di salute, prolungamento del tempo di sopravvivenza e ad una diminuzione delle dimensioni del tumore. Inoltre l’applicazione locale di ZECLA su tumori della pelle ha diminuito la formazione del tumore stesso e la sua crescita. Infine studi tossicologici effettuati su topi e ratti hanno dimostrato che il trattamento non ha effetti negativi (2).

La ZECLA è anche in grado in indurre una stimolazione della risposta immunitaria legata ad una diminuzione della perossidazione lipidica derivante dalla formazione di radicali liberi in eccesso.

Alcuni studi hanno evidenziato in culture cellulari in soluzione nutriente senza silicio l’arresto dopo breve tempo delle principali funzioni di sintesi, ad esempio la sintesi proteica e la sintesi clorofilliana, con compromissione della parete cellulare che diventa instabile (3).
Questa perdita metabolica presente anche nel substrato della matrice extracellulare nei malati cronici e tumorali è stata confermata, tra l’altro, da deficit di adenosina trifosfatasi, dall’inibizione della pompa Na+/K+, dalla riduzione dell’ossiemoglobina nel sangue, dal maggiore consumo di ossigeno, dall’eccesso di radicali 02 liberi ed infine da problemi di natura elettrofisiologica. In caso di neoplasia infatti si riscontra un potenziale negativo eccedente in quanto il tessuto tumorale agisce come una batteria che si sta fortemente scaricando.

Gli effetti collaterali generati dalla radioterapia sono legati all’elevata energia che viene assorbita dalle cellule circostanti la massa tumorale con formazione di radicali liberi che comportano un incremento dello stress ossidativo e dalla reazione infiammatoria locale, anche a livello del derma, che modifica la fisiologia cellulare.

La capacità adiuvante della ZECLA nella terapia antitumorale, chemio e radio, può essere quindi attribuita alla sua partecipazione alla sintesi proteica, alla capacità di contribuire alla costruzione del tessuto connettivo, all’azione adsorbente, al controllo del metabolismo del calcio nelle cellule da parte del silicio presente nella sua struttura ed infine all’azione antiossidante.

Numerose applicazioni cliniche hanno pienamente confermato tali attività ed il risultato finale è caratterizzato da migliori condizioni di vita dei pazienti trattati, con tempi di recupero funzionale molto brevi dopo le applicazioni di chemio o radio-terapia. Tali risultati sono confortati dai dati cImici che dimostrano un incremento dell’emoglobina fino alla sua normalizzazione ed il netto miglioramento nel tempo della formula leucocitaria in genere sconvolta dalla terapia (3).

L’organismo è quindi in grado di reagire meglio nei confronti del tumore rendendo più efficaci le terapie.

1) M. Colic Al, K. Pavelic, Journal of Molecular Medicine 78, 333—336, (2000)
2) K. Pavelic et al. Molecular Medicine 78: 708-720 (2001)
3) K. Hecht, E. Hecht-Savoley, Natur-Mineralien, Regulation und Gesundheit. Schibri-Verlag, Berlin! Milow (2005)