Le microalghe verdi-azzurre del lago klamath

La microalga del lago Klamath (nome scientifico: Aphanizomenon Flos Aquae var. Ralph …) fa parte della grande famiglia delle microalghe verdi-azzurre che sono la prima forma di vita del pianeta e la base di tutta la catena alimentare. 

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Tutte le popolazioni del passato hanno fatto uso delle verdi-azzurre come fonte di nutrizione superiore. Gli Aztechi riservavano la Spirulina selvatica a nobili e guerrieri, considerandolo un cibo divino. Oggi, l’unica microalga commestibile a crescere selvatica in un ambiente vulcanico pressoché incontaminato è la microalga Klamath.La microalga Klamath , raccolta con la massima cura e sottoposta a numerosi controlli di qualità, è essiccata con l’esclusivo metodo Refractance Window ® (v. Refractance Window ® ) che ne preserva i nutrienti da 2 a 30 volte più degli altri metodi, quali liofilizzazione e spray-drying. Attorno a questa straordinaria microalga selvatica e primordiale, la ditta NUTRIGEA, nostra fornitrice, ha costruito una linea di prodotti fitonutrizionali che traggono la loro straordinaria efficacia anche dagli altri nutrienti primordiali fondamentali: i batteri probiotici di origine umana, come l’esclusivo Acidophilus DDS1, e gli enzimi ad ampio spettro di origine fungina.

Esse sono dei procarioti (cianobatteri), organismi primordiali monocellulari.

A differenza dei microrganismi eterotrofi, non necessitano di complessi mezzi di coltura ed utilizzano l’energia luminosa per organicare il carbonio. La crescita di questi fototrofi combina il processo fotosintetico, tipico delle piante superiori, con le caratteristiche delle fermentazioni microbiche: alti tassi di moltiplicazione e sviluppo in coltura liquida, generalmente vengono coltivati utilizzando la luce solare come fonte d’energia e la CO2 come fonte di carbonio.

Le acque del lago Klamath, dove esse crescono, situato tra le montagne del centro-sud dell’Oregon, forniscono, infatti, un habitat ideale per tale alga. Quando l’acqua defluisce dal Crater Lake, passa sopra e sotto gli svariati strati delle Cascade Mountains raccogliendo innumerevoli importanti minerali inorganici che verranno potenzialmente incorporati dalle alghe verdi-azzurre del lago Klamath.

Il lago Klamath è poco profondo, con una media di appena 35 piedi, il che significa che si scalda molto velocemente, grazie anche alla sua posizione nel sud dell’Oregon che lo espone ad una certa quantità di luce solare, il che fornisce l’habitat ideale per la fotosintesi. Le alghe fioriscono da milioni di anni nel lago Klamath, immerse in condizioni nutritive, minerali e di luce solare ideali. Di grande importanza è il fatto che il lago Klamath è assolutamente esente da insetticidi, antiparassitari, erbicidi, fungicidi, diossine, D.D.T. e composti chimici in genere, al contrario della maggior parte dei terreni che non risultano esenti da questi inquinanti.

La Klamath di Nutrigea è certificata biologica dall’organizzazione USA OTCO.

La microalga Klamath possiede un profilo nutrizionale e una carica energetica assolutamente unici perchè contiene, in forma altamente assimilabile, oltre 100 nutrienti fondamentali per la nostra salute !

Oltre 60 minerali e oligoelementi indispensabili alla nostra salute!

Oltre ad essere la massima fonte di calcio , la Klamath contiene lo spettro completo di tutti i minerali traccia, essenziali alla salute e sempre più rari. Di particolare rilievo, i quantitativi del ferro (fino a 4 mg/gr, 100% del fabbisogno in 3 gr !); del vanadio (3 mcg/gr, 100% del fabbisogno in appena 3 gr !), minerale essenziale per il metabolismo insulinico e glicemico, necessario quindi anche per il metabolismo dei grassi; e del fluoro (7 mcg/gr, ovvero quasi il 100% del fabbisogno giornaliero in appena 2 gr), essenziale per la salute dei denti e delle ossa. 14 vitamine La Klamath contiene lo spettro completo delle vitamine. In particolare, oltre a fornire il 100% del fabbisogno di vitamina A in appena 3 gr., è un’eccellente fonte delle vitamine del gruppo B e garantisce oltre il 200% del fabbisogno di vitamina B12 , in forma assimilabile, in un solo grammo! Inoltre, un solo grammo di Klamath fornisce circa il 100% del fabbisogno di vitamina K , essenziale non solo per la coagulazione del sangue ma, soprattutto, per la salute delle ossa e dei denti. 20 aminoacidi e oltre il 65% di proteine complete La Klamath è l’unico cibo che contiene tutti e venti gli aminoacidi. La proporzione dei suoi aminoacidi essenziali è tale da rendere le sue proteine notevolmente più assimilabili delle stesse proteine animali. Oltre a numerosi pigmenti antiossidanti, la Klamath ha un elevatissimo contenuto di betacarotene , perfettamente assimilabile e potenziato da ben altri 14 carotenoidi. La Klamath contiene anche quantità importanti di cantaxantina (il carotene più potente, assieme all’astaxantina) e piccole quantità di astaxantina, zeaxantina, luteine e licopene .

La Klamath è un’ottima fonte di Omega-3. Mentre Spirulina, Clorella, erbe di cereali, ecc., contengono Omega-6, il loro contenuto in Omega-3 è praticamente nullo. La Klamath ha una delle più alte concentrazioni di clorofilla, fino al 2% (20 mg/gr), di contro allo 0,3% dei supercibi verdi (erbe di cereali, ecc.).

Le Klamath contengono dai 60 al 65% dì proteine nobili contenenti 20 aminoacidi, inclusi tutti gli aminoacidi essenziali. In particolare, la proporzione degli aminoacidi essenziali è praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, che le rende perfettamente assimilabili sotto il profilo proteico. La Klamath contiene anche elevate quantità di aminoacidi liberi, cioè non legati in catena proteica, che l’organismo assimila con estrema facilità e che sono precursori dei neuropeptidi, i veri motori dell’attività cerebrale e neurologica generale. Assieme alla elevata quantità e qualità di acidi grassi essenziali, ciò le rende estremamente utili in tutte le patologie legate alla degenerazione del sistema neurologico (Alzheimer, sclerosi multipla, etc.).

Una volta ingerita, la clorofilla naturale ha dimostrato di possedere elevate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali 1.

La ricerca più recente ha evidenziato come la Klamath sia ricchissima di specifiche molecole, come ficocianine , feniletilammina e polisaccaridi immunostimolanti , dotate di elevate proprietà nutriterapiche.

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ACIDO JALURONICO: fondamentale integrarlo

L’acido ialuronico, relegato quasi esclusivamente ad interventi estetici, sta dimostrando che la sua utilizzazione può essere molto piu’ ampia e contrastare efficacemente gli effetti generali dell’invecchiamento oltre ad alleviare sintomi di malattie respiratorie anche croniche, quali asma e bronchite.

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L’acido jaluronico si presenta come una molecola estremamente voluminosa (il suo peso molecolare si aggira normalmente intorno ai 1-5 milioni di Daltons) e contiene un’alternanza ripetitiva di unità monomeriche di Nacetilglucosammina e di acido Dglucoronico.

E’ presente in tutti i tessuti corporei in quanto componente estremamente importante nelle articolazioni. E’ il principale agente responsabile della viscosità e delle proprietà lubrificanti del liquido sinoviale; funge da sostegno per l’aggregazione dei proteoglicani e dei legami proteici presenti nella matrice extracellulare.

La presenza di specifici recettori per l’acido jaluronico su tutte le cellule lo rende un importante regolatore delle funzioni metaboliche e di quelle dei tessuti.

Poiché l’acido jaluronico si presenta come un polimero contenente unità di disaccaridi che si ripetono e privo di modificazioni (ramificazioni o esterificazione con gruppi solforici), le principali differenze nell’attività biologica sono imputabili al suo peso molecolare.

È stato dimostrato che solo l’acido jaluronico ad alto peso molecolare viene effettivamente assorbito dall’organismo, ed entra a far parte della struttura cartilaginea e della pelle.
L’acido jaluronico nativo si caratterizza per possedere un elevato peso molecolare. Diversi studi hanno dimostrato che frammenti di acido jaluronico a basso peso molecolare non sono in grado di legarsi ai recettori specifici delle membrane cellulari che, al contrario, riconoscono solo l’acido jaluronico ad elevato peso molecolare. Per esempio, frammenti di acido jaluronico a bassissimo peso molecolare (6,9 kDalton), oppure di peso molecolare basso (intorno ai 250.000 Daltons), inducono l’espressione dei geni infiammatori nei macrofagi.

Hyalur©n è uno dei pochi prodotti a contenere acido jaluronico con un peso molecolare non inferiore ai 2,4 milioni di Daltons, l’unico che viene effettivamente assimilato dall’organismo.

L’acido jaluronico presente in Hyalur©n deriva da una proteina extracellulare ottenuta per fermentazione batterica. La fermentazione batterica permette di ottenere acido jaluronico ad elevato peso molecolare. Non deriva quindi da nessuna fonte animale (cresta di gallo o cartilagine dello sterno di gallo purificata). Il peso molecolare influenza in maniera diretta le proprietà idratanti e la capacità di legare le molecole d’acqua. L’acido jaluronico viene prodotto in modo naturale dal nostro organismo in quanto costituente del fluido sinoviale e della matrice extracellulare.

Quando invecchiamo, i livelli di acido jaluronico presenti nella matrice extracellulare decrescono in maniera progressiva, per tale motivo diviene sempre più difficoltoso approvvigionare l’organismo in maniera adeguata e continuativa.

In presenza di osteoartrite, la cartilagine e le altre strutture dell’articolazione iniziano a sfaldarsi. In alcune persone, una lieve infiammazione può provocare una cospicua perdita di acido jaluronico e conseguente perdita delle sue proprietà lubrificanti. Le articolazioni divengono rigide e il movimento provoca dolore. L’integrazione di acido jaluronico permette di ripristinare l’adeguata lubrificazione delle articolazioni.

Come agisce l’acido jaluronico nelle articolazioni?

L’acido jaluronico presente in HyalurOn agisce incrementando il movimento articolare e proteggendo l’articolazione. Se paragoniamo le articolazioni del corpo al motore dell’automobile, il fluido presente nelle articolazioni imita l’azione dell’olio nel motore. A intervalli regolari l’olio del motore viene sostituito poiché il calore e l’attrito diminuiscono la viscosità dell’olio. L’olio comincia a non essere più in grado di proteggere le superfici metalliche dall’eccessivo logorio. HyalurOn agisce nel medesimo modo nelle articolazioni. Quando invecchiamo la viscosità del fluido sinoviale diminuisce e, diventando più sottile, non sarà più in grado di proteggere l’articolazione, questo incrementa lo sfregamento e deteriora la superficie della cartilagine.

Assumendo HyalurOn è possibile ripristinare la normale viscosità del fluido sinoviale e in tal modo prevenire o bloccare il danno articolare.

Quali distretti corporei possono beneficiare dell’uso di HyalurOn?

SISTEMA MUSCOLO SCHELETRICO

In quanto naturale componente del liquido sinoviale, garantisce un’adeguata lubrificazione dell’articolazione, protegge le superfici della cartilagine, annulla l’azione dei radicali liberi e delle tossine. Fa diminuire lo stato infiammatorio e il dolore.
L’acido jaluronico è uno dei maggiori componenti del disco intervertebrale.
VISIONE

L’acido jaluronico è presente nell’Humor Vitreo dell’occhio; la sua consistenza gelatinosa aiuta ad assorbire gli shock alla retina prevenendo i traumi agli occhi.

PELLE

Estremamente importante per il mantenimento di una pelle adeguatamente idratata ed elastica. La sintesi di acido jaluronico subisce una costante riduzione nel corso degli anni già a partire dall’adolescenza. La ridotta sintesi si associa a una minore capacità di trattenere l’acqua, con il passare del tempo i tessuti cutanei appariranno meno distesi e sostenuti. L’industria cosmetica include l’acido jaluronico nei prodotti per il makeup, nelle creme ad azione idratante e anti-age.

APPARATO CARDIO VASCOLARE

Elevati livelli di acido jaluronico sono presenti nelle valvole cardiache.

SISTEMA IMMUNITARIO

E’ in grado di attivare i leucociti, controllandone la migrazione cellulare e proteggendoli. Aiuta a ridurre le infezioni batteriche e si è riscontrato che sia in grado di ridurre gli episodi infettivi nei pazienti con bronchiti croniche.

BIBLIOGRAFIA
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Alga KLAMATH e feniletilammina: la molecola dell’amore

Alla base di gran parte delle patologie tipiche dell’epoca attuale c’è l’enorme aumento da un lato dei processi infiammatori, dall’altro di quelli neurodegenerativi. In entrambi i casi gli acidi grassi Omega-3 hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo terapeutico fondamentale.

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E’ noto come i processi degenerativi causati dalla produzione eccessiva di eicosanoidi infiammatori come le prostaglandine di serie 2 (PGE2) e certi tipi di leucotrieni e trombossani, siano alla base delle patologie cardiocircolatorie, tumorali, osteoarticolari e neurodegenerative. Anche se tale eccesso di eicosanoidi infiammatori dipende da numerosi fattori nutrizionali (e non solo), il rapporto sbilanciato tra grassi saturi e insaturi da un lato, e quello ancora più squilibrato tra Omega-6 e Omega-3 all’interno degli insaturi, gioca un ruolo certamente decisivo.

Mentre il rapporto tra grassi saturi e insaturi va progressivamente migliorando all’interno della popolazione, per fattori che sarebbe troppo lungo analizzare qui, il rapporto tra Omega-6 (acido linoleico — LA) e Omega-3 (acido alfa-linolenico — LNA), la cui proporzione ideale si situa tra 4:1 e 2:1, è attualmente così squilibrato che l’ultimo rapporto dello EDA statunitense parla di un rapporto medio nella comune alimentazione di ben 25:1 (in Europa siamo attorno al 15:1). Questo squilibrio è la principale causa dell’eccesso di produzione degli eicosanoidi infiammatori. Esso può essere contrastato sia correggendo l’utilizzo dei grassi nella alimentazione, soprattutto introducendo fonti di acido alfa-linolenico quali olio di lino e microalghe Klamath; sia introducendo nella dieta fonti di Omega-3 direttamente utilizzabili dal corpo quali il pesce (azzurro, salmonidi non di allevamento, tonno, etc.) o, meglio ancora, olio algale.

Anche se le fonti alimentari di alfa-linolenico LNA sono importanti indipendentemente dai suoi metaboliti EPA e DHA, il fatto che la trasformazione metabolica dello LNA è problematica nella gran parte della popolazione, e soprattutto proprio nei soggetti più a rischio, rende estremamente utile (spesso indispensabile) l’introduzione alimentare di Omega-3 direttamente utilizzabili dal nostro organismo quali il DHA. La trasformazione dello LNA in EPA e DHA dipende infatti da un enzima, il Delta-6 desaturasi, che è scarsamente presente nel tratto digestivo, e riesce a trasformare in metaboliti finali, EPA e DHA, non più del 5% dello LNA ingerito. Inoltre, il Delta-6-desaturasi è ancora più carente proprio negli anziani, nei diabetici, negli ipertesi, e nelle persone affette da patologie neurodegenerative, cioè proprio in quelle persone che più avrebbero bisogno di compiere quella trasmutazione metabolica.

I VANTAGGI DELL’OLIO ALGALE
Stabilita dunque l’utilità di una integrazione diretta degli Omega-3 biodisponibili, restano da chiarire i motivi per cui l’olio algale è preferibile rispetto agli oli di pesce. Innanzitutto va detto che la fonte originaria di EPA e DHA sono le alghe verdi-azzurre contenute nel plancton, e che solo in quanto si nutrono ditali microalgbe i pesci sono fonti effettive di Omega-3. Poiché 180% del pesce consumato è ormai di allevamento e si nutre di tutto fuorché di microalghe verdi-azzurre, il contenuto di Omega-3 del pesce comunemente consumato è praticamente nullo: questa è la ragione per cui, nonostante il consumo di pesce sia quintuplicato negli ultimi 20 anni, le patologie legate al dismetabolismo dei grassi (obesità, problematiche cardiovascolari, infiammatorie, etc.) anziché diminuire sono ulteriormente aumentate. La situazione è ovviamente diversa in rapporto agli oli di pesce, che sono estratti da pesce di mare e normalmente titolati in EPA e DHA.

Il primo problema è ovviamente quello della drammatica depauperazione dei mari e della ingente diminuzione del pesce disponibile; l’aumento del consumo terapeutico degli oli di pesce ovviamente non fa che rafforzare questo tragico trend di distruzione ecologica.

L’altro problema pratico degli oli di pesce è quello legato ai fenomeni di rigurgito che esso provoca nella maggior parte delle persone (anche se ultimamente esistono sul mercato oli di pesce meno soggetti a questo tipo di problemi). Di sicuro, l’olio algale è ben tollerato da tutti gli individui, e non genera assolutamente nessun fenomeno di rigurgito o nausea. Inoltre, mentre l’olio di pesce necessità di numerosi processi di lavorazione chimica (specie se è manipolato per evitare i problemi di rigurgito), l’olio algale è assolutamente puro e non manipolato.

Il vantaggio più grande dell’olio algale è di tipo funzionale: l’olio algale ha infatti una titolazione di DHA notevolmente superiore a quella degli oli di pesce, che in genere hanno un più alto contenuto di EPA. La maggior parte dei benefici deriva però soprattutto dal DHA.

DHA E SISTEMA NEUROCEREBRALE
Il DHA è il principale componente del cervello, tanto che nelle membrane nervose e sinaptosomali plasmatiche rappresenta circa un 35% della porzione acidica totale. Proprio per questo, esso è essenziale per il corretto sviluppo neurale del bambino e più in generale per la plasticità sinaptica.
Con l’invecchiamento si assiste al calo del DHA, e in parallelo ad una perdita di funzionalità cerebrale. In effetti, i pazienti affetti da morbo di Alzheimer mostrano livelli bassissimi di DHA nel cervello.
Quando il ripetersi di stress implicanti il sistema nervoso si associa ad una carenza di DHA, si ha come risultato una perdita di plasticità sinaptica che a sua volta genera perdita di memoria e ridotta efficienza intellettiva.
Diversi studi hanno dimostrato come l’integrazione di DHA nella dieta possa apportare un significativo miglioramento delle funzioni cognitive e un rovesciamento della senescenza neurocerebrale.

Da notare anche che le carenze di DHA portano all’alterazione delle proprietà biofisiche delle membrane neuronali, e ciò ha non solo degli effetti diretti sulla traduzione del segnale, ma anche sui neurotrasmettitori, sull’uptake di serotonina e sulla trasmissione dopaminergica e serotoninergica. Tutto ciò implica di riflesso che l’integrazione di DHA, promuovendo la normalizzazione dell’attività dei neurotrasmettitori, può avere effetti significativi su condizioni quali depressione, senso della fame, memoria e acutezza mentale, processi di degenerazione neurocerebrale.

In particolare, il DHA gioca un ruolo decisivo nella prevenzione dell’invecchiamento neurologico e nella protezione dai processi neurodegenerativi, aiutando a mantenere l’efficienza cerebrale, anche grazie alla sua capacità di stimolare antiossidanti endogeni come il glutation-perossidasi soprattutto nel cerebro.

DHA E SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO
Anche se effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio sono prodotti sia dallo EPA che dal DHA, la recente letteratura scientifica ascrive solo al DHA l’intera gamma di benefici terapeutici sulle patologie cardiovascolari. Il DHA è un normale componente delle membrane vascolari e cardiache, e la carenza di DHA può compromettere l’integrità e la funzionalità tissutale cardiaca.
Numerosi studi hanno confermato che l’integrazione di DHA nella dieta porta ad una significativa riduzione dei biomarkers associati alla patologia cardiovascolare, che ancora oggi costituisce la prima causa di morte nel mondo.

La serie di benefici attribuibili all’integrazione di DHA sono così riassumibili:
a) riduzione dei triglìceridi;
b) riduzione dell’aggregazione piastrinica e della viscosità sanguigna;
c) inibizione dello sviluppo di placche aterosclerotiche;
d) abbassamento della pressione sanguigna;
e) riduzione della fibrillazione ventricolare e delle aritmie.

GRAVIDANZA E LATTAZIONE
Un altra area dove il DHA svolge un ruolo fondamentale è la nascita, crescita e sviluppo cerebrale del neonato e del bambino.

In gravidanza, si ha un forte accumulo di DHA nel cervello del feto proprio nell’ultimo trimestre, e dalla quantità e qualità ditale accumulo dipende il normale sviluppo neuronale e cerebrale del neonato. Il feto riceve il DHA di cui ha bisogno dalla placenta materna, e dunque la salute neurocerebrale del neonato dipende in misura significativa dalla presenza o meno nella dieta della madre di DHA o del suo precursore LNA (ma in questo caso ci devono anche essere tutte le condizioni nutrizionali ed enzimatiche necessarie a trasformare lo LNA in DHA, condizioni che sono sempre più rare nella popolazione).

In effetti, diversi studi hanno stabilito una diretta correlazione tra composizione della dieta materna e il contenuto di DHA nel cervello e nella retina della prole.

Oltre a svolgere un ruolo decisivo per il corretto sviluppo neuronale del feto, la ricerca ha iniziato a dimostrare come l’assunzione di DHA durante la gravidanza possa prolungare la gestazione, aumentare il peso alla nascita e ridurre le possibilità di nascite premature. Va infine aggiunto che, proprio a causa del trasferimento degli acidi grassi essenziali (EFA) dalla madre al feto durante la gravidanza, la madre stessa tende a subire una forte depauperazione dei suoi livelli di EFA, il che è ritenuto da alcuni una delle principali cause della depressione post-partum. L’integrazione di EFA, e in particolare di DHA, durante la gravidanza è utile dunque non solo per il bambino ma per la madre stessa.

INFANZIA
La letteratura scientifica sul ruolo essenziale giocato dal DHA nello sviluppo neuronale e cerebrale del bambino è ormai fortemente consolidata, I bambini allattati al seno tendono ad avere una presenza maggiore di DHA nelle membrane neuronali, ma ciò dipende molto dalla qualità della dieta materna (da cui l’importanza della integrazione dietetica di DHA nella madre). I preparati industriali sostitutivi del latte materno contengono non tanto il DHA, quanto il suo precursore, l’acido alfalinolenico (LNA), che molto spesso non riesce ad essere trasformato nei suoi metaboliti utili a causa delle carenze nutrizionali ed enzimatiche prevalenti nella popolazione (specie quella infantile). L’integrazione di Omega-3 prontamente biodisponibili può essere dunque essenziale per il corretto sviluppo neurocerebrale del bambino. Nel caso del bambino, l’olio algale ricco in DHA è superiore all’olio di pesce anche perché quest’ultimo, contenendo elevate dosi di EPA, interferisce con l’azione dell’acido arachidonico (AA), anch’esso essenziale per la crescita neuronale nell’infanzia. Per concludere, occorre anche sottolineare come l’integrazione di DHA nella dieta dei bambini non allattati al seno, o delle mamme che allattano, ha forti possibilità di migliorare lo sviluppo immunologico del bambino, in particolare tramite il potenziamento della composizione e maturità di linfociti, citochine e antigeni.

ACUTEZZA VISIVA
Le membrane fotorecettoriali della retina rappresentano la parte de! nostro organismo che è costituita dalla più alta percentuale di DHA, circa il 60%. Diversi studi, condotti sia sugli animali che sull’uomo, hanno messo in luce come la carenza di DHA generi conseguenze negative anche sulla capacità visiva. Con l’avanzare dell’età, si assiste ad una perdita progressiva dei fotorecettori, anche a causa di processi ossidativi degenerativi che implicano soprattutto la frazione lipidica ditali recettori, costituita in gran parte dal DHA. La capacità del DHA, e solo del DHA, di arrestare l’apoptosi dei fotorecettori è stata provata sia in vivo che in vitro. Questo conferma come l’integrazione di DHA possa avere effetti benefici sia sulla degenerazione maculare legata all’età, sia su patologie oculari quali la retinite pigmentosa.

ATTIVITÀ ANTINFIAMMATORIA
Per la sua capacità di sostituire l’acido arachidonico (AA) nelle membrane, il DHA esercita anche una importante azione antinfiammatoria. L’AA è intatti precursore delle PGE2 e dei leucotrieni infiammatori, e poter evitare che esso diventi parte delle diverse membrane tissutali, anche muscolari, gioca un ruolo decisivo nel ridurre i diversi processi infiammatori (anche negli sportivi). Inoltre, il DHA favorisce la produzione delle prostaglandine di serie 1 (PGE1) che stimolano l’afflusso di sangue ai muscoli, favorendo così una migliore ossigenazione muscolare.

PHYCOPLUS®
PhycoPlus® è un concentrato di ficocianine e feniletilammina da microalghe Klamath. La Klamath è naturalmente ricca di ficocianine (come tutte le verdi-azzurre ne contiene ca. il 5% del suo peso a secco). In PhycoPluse, tale concentrazione sale attorno al 15%, assieme ad un 0,8-1% di feniletilammina. Grazie alle proprietà antinfiammatorie e neurorigeneranti di queste due molecole, PhycoPluse potenzia in maniera sinergica l’azione del DHA contenuto nell’olio algale.

LE FICOCIANINE UN NUOVO INIBITORE SELETTIVO DI COX-2 E DI LIPOSSIGENASI
Le ficocianine inibiscono l’enzima ciclossigenasi-2 (COX-2), ma lasciano intatto il COX-1.Mentre il COX-1 svolge importanti e benefiche funzioni omeostatiche, il COX2 conduce alla produzione di vari eicosanoidi (prostaglandine, leucotrieni, trombossani) infiammatori, Il problema dei farmaci antinfiammatori (FANS) è che essi inibiscono sia il COX-2 che il COX-1, generando così devastanti effetti collaterali, Le ficocianine svolgono dunque una potente azione antinfiammatoria senza effetti collaterali.

Le ficocianine hanno anche elevate proprietà antiossidanti, notevolmente superiori a quelle delle vitamine C ed E, in particolare contro i radicali OH e RO.
Anche grazie a tale potere antiossidante, le ficocianine inibiscono direttamente l’enzima 5-lipossigenasi, e dunque la produzione del leucotriene 84 (LTB4), responsabile di vari stati infiammatori tra cui l’asma.
Infine, le ficocianine inibiscono l’enzima fosfolipase A2, e quindi la produzione della prostaglandina PGE2, direttamente coinvolta nello sviluppo di varie forme di tumore.
Anche grazie a ciò, le ficocianine svolgono una forte azione antitumorale, e sembrano in grado di ridurre l’angiogenesì e rallentare la crescita cancerosa. Ulteriori studi hanno dimostrato che le ficocianine sono in grado; dì inibire la perossidazione lipidica nel fegato, e l’edema indotto in vivo nelle cavie da GO (glucoso-ossidasD; di inibire l’infiammazione auricolare, e “ridurre sostanzialmente” sia l’infiammazione che il danno colonico nelle coliti indotte da acido acetico nelle cavie; di “ridurre in maniera significativa” il danno epatico provocato nelle cavie da sostanze chimiche epatotossiche.

Recenti studi hanno dimostrato come le ficocianine siano una valida alternativa naturale anche ai nuovi farmaci inibitori selettivi di COX-2; la capacità antinfiammatoria delle ficocianine è risultata da 2 a 3 volte più elevata di quella, rispettivamente, del Celecoxib® e del Rofecoxib®, senza nessuno degli effetti collaterali di questi.

Le proprietà neurorigeneranti della feniletilammina (PEA)

La Klamath è l’unico cibo a tutt’oggi conosciuto che contiene in quantità significative la feniletilammina, una molecola naturalmente prodotta dal nostro cervello negli stati di euforia e gioia (al punto da essere definita la “molecola dell’amore”). La feniletilammina contribuisce direttamente ad aumentare la quantità di dopamina liberamente circolante, incrementando così la trasmissione dopaminergica. Recenti studi hanno messo in luce come la PEA sia anche direttamente coinvolta nella trasmissione serotoninergica e delle catecolamine. E’ grazie a questa sua versatilità neurologica che la PEA è nota come capace di alleviare la depressione, normalizzare l’umore, migliorare l’acutezza mentale e la memoria, stimolare sentimenti di gioia e affetto. PhycoPlus concentra a livelli elevati la PEA naturalmente contenuta nella Klamath, e dunque si presenta come capace di produrre effetti nutriterapici importanti in problematiche come depressione e sbalzi di umore; cali di memoria, concentrazione e acutezza mentale; patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson; disordini dell’attenzione e dell’apprendimento.

Klamath contro parkinson

La malattia di Parkinson colpisce il sistema nervoso, apparentemente attraverso una alterazione nella produzione di neurotrasmettitori quali la dopamina e l’acetilcolina. Le cause sono ancora ignote, ma si specula che esse siano legate sia ad importanti carenze nutrizionali, sia all’aggressione organica da parte di sostanze tossiche ambientali.

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Poiché la causa più prossima del Parkinson è l’alterazione dei neurotrasmettitori cerebrali, è a questo livello che l’intervento nutriterapico tende a concentrarsi.

E infatti, l’approccio nutraceutico a questa malattia prevede la somministrazione di aminoacidi precursori dei neurotrasmettitori cerebrali quali la fenilalanina, la tirosina, la glutammina.

La microalga Klamath è in effetti la migliore risposta a questo tipo di esigenza, proprio perché contiene lo spettro completo degli aminoacidi precursori dei neuropeptidi in una forma e proporzione che li rende perfettamente assimilabili a livello neurocerebrale. E soprattutto perché contiene alte quantità di feniletilammina (PEA), aminoacido che attiva in maniera diretta dopamina e acetilcolina, i principali neurotrasmettitori implicati nello sviluppo della malattia.
Oltre a ciò, la Klamath è un delle migliori fonti di acidi grassi essenziali, davvero essenziali per la salute del sistema nervoso; di vitamine del gruppo B e di B12, anch’esse importanti a livello neurocerebrale; di una elevatissima concentrazione di antiossidanti, che proteggono anche cervello e sistema nervoso dall’attacco dei radicali liberi.

E’ a causa di tutti questi fattori che la Klamath si è ripetutamente rivelata di grande aiuto in tutte le patologie di degenerazione neurocerebrale, incluso il Parkinson.
Come sempre, un intervento globale di terreno a base di probiotici ed enzimi è fortemente consigliato, così come l’uso del CoQ10 e dell’olio algale, che è titolato al 40% di DHA, essenziale per il buon funzionamento neurologico. In sinergia con il potente effetto antinfiammatorio e antiossidante di Afamax produce importanti benefici sulle funzioni cerebrali e neurosomatiche.