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Sistema immunitario e salute

Il nostro sistema immunitario è potente mediatore del nostro stato di salute. Attraverso cellule specializzate definite linfociti, riesce a neutralizzare e distruggere virus e batteri. Una delle sue caratteristiche fondamentali è quello di essere finemente regolato in perfetto equilibrio con l’ambiente che ci circonda, ma in situazioni in cui l’alimentazione è fortemente sbilanciata, una vita troppo sedentaria, la mancanza di esercizio fisico e lo stress cronico, tendono a disregolare l’immunità aumentando le probabilità di andare incontro a infezioni o al contrario di sviluppare patologie autoimmunitarie (artrite reumatoide, sclerosi multipla, tiroiditi ecc.), allergie e intolleranze. 

Questo equilibrio è molto simile a una bilancia con i suoi piatti ben in equilibrio fra loro. Uno dei piatti serve per aiutare l’organismo a difendersi da virus e batteri (sistema TH1), mentre l’altro serve contro le aggressioni di parassiti e virus endocellulari (sistema TH2).

Quando questo equilibrio viene a mancare si ha uno sbilanciamento di un piatto rispetto all’altro. Un sistema TH1 troppo marcato (caratteristico delle donne) pur difendendo da molte infezioni, determina una maggiore probabilità di contrarre patologie autoimmunitarie come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Al contrario, se pesa di più il sistema TH2, si presentano spesso allergie e patologie da autoanticorpi come le tiroiditi o nei casi gravi anche una maggiore incidenza del cancro.

L’alimentazione attraverso i suoi nutrienti è capace di ristabilire l’equilibrio della bilancia. 

Studi recenti indicano che le vitamine svolgono un ruolo importante. In particolare le ricerche si sono concentrate sulla vitamina B6 e B12. È stato visto che queste due vitamine presenti soprattutto nei cereali integrali, uova e latte, svolgono una potente stimolazione del sistema TH1 contro tutte le infezioni virali e batteriche. Gli anziani sono più a rischio di un loro deficit, in quanto presentano una maggiore atrofizzazione dello stomaco, che compromette l’assorbimento di queste vitamine a livello intestinale.

La vitamina C scoperta nel 1970 da Pauling grazie alla quale è stato insignito del premio Nobel, fu molto reclamizzata come toccasana per il comune raffreddore. In effetti queste caratteristiche non furono mai confermate, ma fu visto che supplementazioni di vitamina C erano efficaci nel ridurre l’intensità e la durata di questo disturbo invernale.

La vitamina E è un potente stimolatore TH1, e inoltre è stata associata ad una minore incidenza del cancro alla prostata.

Il selenio alla dose di 200 microgrammi al giorno è capace di contrastare le infezioni virali stimolando il sistema TH1 e le cellule natural killer potenti distruttori di virus e batteri.

Lo zinco ha le stesse potenzialità del selenio ma ha un effetto diverso in base alla dose somministrata. Se si vogliono contrastare i malanni invernali, la dose giornaliera non deve superare i 25-35 milligrammi per un periodo non oltre le 2-3 settimane. Dosi superiore e per periodi più prolungati stimolano il sistema TH2 e dunque possono avere effetto su patologie autoimmunitarie, ma anche indurre allergie e tiroiditi.

L’utilizzo dei probiotici rafforzano il sistema immunitario dell’intestino contro tutti quei virus e batteri che prediligono il sistema gastro-intestinale.

A supporto dell’alimentazione, inoltre, esistono diverse piante ad effetto immunostimolante. Diversi studi hanno confermato l’efficacia dell’Echinacea, della Spirulina e un mix di piante cinesi la cui principale è la Sophora Flavescens, contro le infezioni. Queste piante potenziano efficacemente il sistema TH1.

La natura dunque ci ha dato diverse armi per combattere i malanni di stagione, e forse questo ci rende più sereni anche nei confronti della influenza A specialmente del ceppo H1N1.

 

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Vitamina C per il tuo benessere

La vitamina C  è una sostanza necessaria per la normale crescita e la salute di cellule e tessuti. Si tratta di un micronutriente  fondamentale per il  benessere dell’organismo.

La vitamina C o acido ascorbico è ampiamente distribuita nel mondo vegetale, una riserva importante si trova nelle ghiandole surrenali e nei momenti di maggior tensione s’impoverisce notevolmente, nei momenti di stress le surrenali rilasciano epinefrina e norepinefrina.

E’ solubile in acqua, poco in alcool. In soluzione acquosa rapidamente si ossida in presenza di metalli, alcali, luce, ossigeno.

E’ necessario un rifornimento continuo, infatti il corpo umano non è capace di sintetizzarla. Sembra vadano bene 200 mg al giorno (100 mg al mattino e 100 mg nella colazione del pomeriggio, verso le 17:00).

Aumenta la resistenza dell’organismo, rafforza la funzione dei fagociti, aumenta la produzione di anticorpi, stimola la sintesi di interferone, la biosintesi della carnitina, anticolesterolo, antistress, distrugge i radicali liberi ossigenati, il radicale ossidrile, il radicale superossido, il radicale di ossigeno, partecipa ai processi di respirazione cellulare, interviene nello sviluppo dei fibroplasti, nella sintesi del collagene, nella formazione degli ormoni surrenalici, favorisce l’assorbimento del ferro (in dosi di 200-500 mg) incrementando il tasso di emoglobina, zinco, calcio, magnesio, etc., contrasta gli effetti tossici della nicotina, del benzoato, dei composti azotati, dei citotossici, delle radiazioni ionizzanti, inattiva le tossine batteriche, interviene nel trasporto dell’ossigeno e degli elettroni, indispensabile per le attività vitali di tutte le cellule, indispensabile per la produzione di energia soprattutto muscolare, previene l’accumulo di istamina (responsabile di allergie), modula le prostaglandine (mediatori dei processi infiammatori), previene la degenerazione cellulare (fra cui il processo di invecchiamento), previene i danni provocati dal formolo, protegge occhio e polmone, converte cistina (da origine alimentare) in cisteina, etc. etc.

Una sua funzione molto importante è quella di mantenere in attività il collagene, una proteina necessaria per la formazione del tessuto connettivo della pelle, dei legamenti e delle ossa.

La vitamina C è sicuramente di vitale importanza per il sistema immunitario.

Scoprire che assumendo vitamina C non ci si ammala più, non gioverebbe ai bilanci multimiliardari delle lobby farmaceutiche.

Un ricercatore del calibro di Linus Pauling, doppio premio Nobel, assumeva fino a 18 grammi di vitamina C al giorno; alcuni dottori hanno curato dei pazienti da polmoniti in soli tre giorni facendogli ingerire maxi dosi di vitamina C (30 grammi al giorno).

E’ da preferire quella di origine naturale (come quella contenuta per esempio in Robur, Man Plus,Wonderup)perché possiede un importante fattore di utilizzo da parte dell’organismo, infatti è costituita da2 tipi C1 e C2che si completano e migliorano l’utilizzo e l’assorbimento. In quella di sintesi è presente solo la C1. Si ritrova in quantità elevata nell’ ACEROLA-ROSA CANINA FRUTTI-OLIVELLO SPINOSO. Possiede azione antiossidante, stimolante del sistema immunitario, coadiuvante nella formazione del collagene, favorente il riassorbimento del ferro di origine vegetale dell’organismo.

La vitamina C ha un ruolo rilevante nella rimarginazione delle ferite e delle ustioni perché facilita la formazione del tessuto connettivo della cicatrice.

Contrasta gli effetti tossici del fumo di tabacco, dei gas di scarico degli autoveicoli, etc.

La vitamina C ha un ruolo rilevante nella rimarginazione delle ferite e delle ustioni perché facilita la formazione del tessuto connettivo della cicatrice.

La vitamina C in soluzione è acida, ph=2.4 .

E’ idrosolubile quindi è presente nei fluidi corporei.

Rigenera la vitamina E. Agisce contro OH-, O2-

Contenuta in frutta e verdura, frattaglie (fegato e reni).

Pochissimo contenuta in latte e carne.

Il livello di acido ascorbico nel sangue raggiunge la punta massima due o tre ore dopo l’ingestione di una quantità media, per poi diminuire quando inizia l’eliminazione attraverso le urine e la sudorazione.

La maggior parte della vitamina C viene eliminata dal corpo in tre o quattro ore, ecco perché essa deve essere assunta diverse volte al giorno.

Una maggiore eliminazione della vitamina C attraverso le vie urinarie dovuta ad una maggiore assunzione della vitamina non significa che i tessuti del corpo sono saturi. Il livello di vitamina C nel sangue tornerà ai livelli medi in 12 o 13 ore, indifferentemente dalla quantità assunta.

Per mantenere un giusto livello della vitamina nel siero, bisognerebbe assumerla ad intervalli di tre o quattro ore.

L’eccesso di vitamina C che arriva alla vescica può prevenire il cancro alla vescica.

E’ una vitamina estremamente labile, e viene distrutta rapidamente dalla cottura, dall’esposizione all’aria e alla luce.

La conservazione riduce molto il contenuto di vitamina C.

Il succo d’arancia, se viene conservato coperto nel frigorifero, conserverà la sua forza per diversi giorni.

Quanto più freschi e meno cotti saranno gli alimenti maggiore sarà la quantità di vitamina contenuta.

Tra i metodi di cottura da preferire ricordiamo il forno a microonde, il vapore e la frittura rapida.

I gambi dei  broccoli conservano la vitamina molto più a lungo delle infiorescenze. Gli spinaci perdono 105 mg della vitamina nel giro di 10 giorni.

I peperoni dolci possono essere conservati per 3 settimane con una perdita minima.

La capacità dell’organismo di assorbire la vitamina C viene ridotta dal fumo, dallo stress, dalla febbre alta o dall’inalazione di gas derivati dalla combustione del petrolio.

I sulfamidici aumentano l’eliminazione della vitamina C attraverso le vie urinarie di due o tre volte rispetto alla quantità normale.

Il bicarbonato di sodio crea un ambiente alcalino che distrugge la vitamina C.

Inoltre quantità d’acqua eccessive impoveriscono le riserve organiche di vitamina C.

I contraccettivi orali ne diminuiscono l’effetto. I salicilati, i sulfamidici, le tetracicline, il fumo, l’aspirina ne riducono l’assorbimento.

La sospensione improvvisa di vitamina C in soggetti che la assumono regolarmente, può rilevare sintomi da carenza.

Per uso esterno, la vitamina C è un potente antiossidante ed opportunamente formulato è capace di penetrare nella cute, proteggerla contro i danni indotti dai raggi U.V., stimola la crescita dei fibroplasti e la sintesi di nuovo collagene.

La vitamina C e la vitamina E combinate insieme, proteggono le componenti idrofile e lipofile della cute, riducendo i danni indotti da UVA, UVB.

Se viene assunta vitamina C sufficiente per saturare i tessuti, essa entra nelle cellule e distrugge i virus momentaneamente inattivi.

Per più di 25 anni il dott. Frederick Klenner di Reidsville, in North Carolina, ha usato la vitamina C nel trattamento di malattie virali.

La sua terapia si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di 20-40 grammi di vitamina C al dì.

La vitamina C è importante per il recupero di pazienti colpiti da attacco cardiaco, prevenendo la dannosa azione dei radicali liberi.

Comunque, il cuore assorbirà una così grande quantità di vitamina C da altri tessuti del corpo, che sarà necessaria un’integrazione sufficiente.

Alcuni medici scozzesi sostengono che la vitamina C contrasta le emorragie del tratto intestinale causate dall’aspirina o dall’alcool.

L’emorragia può anche continuare o rincominciare se non è presente vitamina C sufficiente per chiudere le lesioni.

La vitamina C può bloccare la formazione di sostanze cancerogene come le nitrosammine.

Queste sostanze si trovano nei cosmetici, nei prodotti a base di tabacco, nel fumo di sigaretta, nelle bevande a base di malto e nelle carni trattate (ad alcuni tipi di salumi viene aggiunta la vitamina C per evitare che le nitrosammine entrino nell’organismo).

Si riporta che alcuni individui sono stati guariti dal cancro con l’assunzione di 10 grammi di vitamina C al giorno.

La mancanza di vitamina C può essere causa di infarti e di ictus, provocati da coaguli.

La carenza può causare degenerazione muscolare che può includere il cuore.

E’ noto che il fumo diminuisce il livello di acido ascorbico nel sangue.

Ad un campione di sangue umano di cui si conosceva con precisione il contenuto di acido ascorbico è stato aggiunta nicotina.

Il contenuto di acido ascorbico è diminuito di una percentuale dal 24 al 31%.

Gli etilisti hanno un tasso bassissimo di vitamina C nel siero perché la vitamina è utilizzata per eliminare gli effetti tossici dell’alcool.

Segni di carenza sono respiro corto, cattiva digestione, capelli fragili con doppie punte, capelli che si spezzano sottopelle e che si attorcigliano, capelli secchi e annodati, scarsità di latte, rottura dei vasi sanguigni causa di sanguinamento delle gengive alla base dei denti, rottura dei capillari causa di emorragie puntiformi, problemi alla pelle, indebolimento dello smalto, tendenza alla formazione di ematomi, giunture gonfie o doloranti, perdita di sangue dal naso, anemia, diminuita resistenza alle infezioni, lenta guarigione di fratture e ferite. I denti possono essere meno saldi e perdere le otturazioni.

Anche carenze minime di vitamina C possono causare disturbi alle gengive che permettono ai batteri e alle sostanze tossiche di penetrare nei tessuti causando periodontopatie.

Protegge il materiale genetico dello sperma e garantisce la buona salute della progenie.

E’ importante per gli ormoni e combatte le infezioni.

Tra gli alimenti che lo contengono di più: arance, kiwi(circa 85mg per etto), limone e soprattutto le cime di rape (circa 110mg per etto). Una quantità di 500mg di vitamina C è contenuta in circa 6 kiwi. Vi è un effetto della vitamina C, presa in forti dosi, che è stato riferito da molti: si tratta dell’effetto lassativo.

Nella letteratura medica non viene riferito neppure un caso di formazione di calcoli renali in seguito all’assunzione di forti dosi di vitamina C. Sussiste tuttavia la possibilità che alcune persone abbiano una tendenza accentuata a produrre calcoli renali di ossalato di calcio in seguito all’assunzione di forti dosi di vitamina C.

E’ noto che l’acido ascorbico (vitamina C) può essere ossidato nell’organismo diventando acido ossalico.

Appare verosimile che la maggior parte della gente non vada incontro a problemi relativi all’acido ossalico prendendo forti dosi di vitamina C, ma un certo numero di persone dovrà fare attenzione, proprio come deve stare attento a non mangiare troppi spinaci o rabarbaro, che hanno un alto contenuto di ossalati.”

Quantità supplementari di vitamina C presenti nell’urina potrebbero far sì che i normali esami di dosaggio del glucosio nell’urina diano un risultato positivo falso. Un altro esame che può essere falsato è quello del sangue nelle feci. Perciò nei giorni precedenti un esame sospendere l’assunzione di vitamina C. Le compresse di vitamina C possono danneggiare lo smalto dei denti.

I cibi devono essere freschi, crudi o solo scottati, poiché calore e luce distruggono la vitamina C.

Fonte: http://www.anagen.net

 

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Sintomi influenzali: un approccio naturale

Sia per prevenire che per risolvere una della più comuni tra le “affezioni stagionali”, l’influenza, la natura può però ancora una volta essere di grande aiuto, grazie all’impiego dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia nei confronti dei virus coinvolti è stata confermata da numerosi studi e applicazioni, e di altri estratti naturali dalle eccezionali proprietà salutistiche.

GSE e influenza

L’Estratto di semi di Pompelmo, conosciuto ai più con la sigla di GSE (Grapefruit Seed Extract) è ricavato dai semi e dalle membrane del pompelmo (Citrus paradisi); le forme utilizzate sono: l’estratto secco che si presenta come una fine polvere bianco-giallognola e l’estratto glicerico (o glicerinato) che si presenta come un liquido viscoso color caramello.

Il GSE è ricchissimo in composti polifenolici come quercitina, esperidina, glicoside canforato, neoesperidina, apigenina, rutinoside, poncirina, etc. che manifestano un alto potere antimicrobico, come testimoniano una grandissima quantità di studi e sperimentazioni; in campo erboristico-fitoterapico è conosciuto ed utilizzato in questo senso, sin dalla metà del Novecento.

La sua efficacia è stata ampiamente dimostrata da Laboratori, Università ed Istituti di tutto il mondo che ne hanno provato l’attività battericida e batteriostatica nei confronti di svariate centinaia di ceppi batterici patogeni sia Gram+ che Gram-, di parecchi virus e di decine di miceti e parassiti. Nonostante un’ampia bibliografia dimostri l’efficacia dell’Estratto dei semi di Pompelmo, il meccanismo d’azione con il quale questo esplichi la sua attività risulta ancora sconosciuto,  anche se da studi condotti negli ultimi anni, proprio per l’interesse che sta suscitando in ambito scientifico, pare che l’azione antibatterica sia dovuta all’interazione del GSE con la membrana cellulare dei batteri patogeni.

Ma ciò che principalmente caratterizza questo meraviglioso estratto è la caratteristica più unica che rara della “selettività”: il GSE infatti non intacca i batteri fisiologici (come riportato sul Journal of Orthomolecular Medicine Vol.5 n°3 del 1990) ma, al contrario, ne facilita la proliferazione inibendo i microbi patogeni che entrano in competizione con la flora fisiologica.

Questa caratteristica lo rende un “antibiotico” naturale unico: basti pensare agli effetti negativi dei tradizionali antibiotici che non fanno distinzioni flagellando anche la flora batterica fisiologica. Inoltre l’uso del GSE è totalmente sicuro, è infatti provata l’assoluta mancanza di tossicità, di controindicazioni, di effetti collaterali, di interazione con altri farmaci ed il fatto che non crei alcuna resistenza, il che lo rende la più efficace, completa e sicura alternativa alle cure antibiotiche tradizionali, quando non strettamente necessarie.

Per questo motivo il GSE risulta il rimedio ideale nella cura e prevenzione delle affezioni tipicamente stagionali come influenze, raffreddori, otiti, bronchiti, sinusiti, tonsilliti, laringiti e disturbi affini, oltre che di innumerevoli altre problematiche sia acute che croniche.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace sia per prevenire che per risolvere l’influenza. L’associazione con estratti vegetali specifici consente di attuare un rimedio attraverso un meccanismo d’azione che deve prevedere:

1. un’azione sistemica con un prodotto in grado di interrompere, assunto ai primi sintomi, l’evoluzione dell’aggressione virale, risolvendola rapidamente ed evitando l’insorgenza di complicazioni;

2. un’integrazione della microflora intestinale con l’assunzione di probiotici e principi funzionali vegetali ad azione immunostimolante.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione.

1. Agire per via sistemica con un prodotto in grado di interrompere, assunto ai primi sintomi, l’evoluzione dell’aggressione virale, risolvendola rapidamente ed evitando l’insorgenza di complicazioni

La natura può aiutarti con Estratto di semi di Pompelmo: agisce sui virus, inibendoli direttamente. Inoltre, essendo uno straordinario “pulitore selettivo”, ha un’azione antivirale indiretta, è efficace cioè sui patogeni senza intaccare in modo significativo la flora microbica delle mucose e consentendo invece la ricostruzione della flora benefica, migliorando così l’efficienza della risposta del sistema immunitario. Inoltra la sua comprovata attività antibatterica è fondamentale per prevenire e arginare possibili sovra infezioni, spesso di origine batterica. 

(Fonte Prodecopharma.com)

 

Influenza nei bambini

Influenza nei bambini (Fonte: Dr. Matteo Menetti Cobellini)

Per molti l’influenza è un fastidioso inconveniente che incombe quando il tempo si fa inclemente, ma anche un appuntamento con Madre Natura messo in agenda come qualcosa che potrebbe accaderci, ma che, chissà perché, capiterà sicuramente a qualcun altroPrevenire, si potrebbe pensare, non è utile quanto curare.  Quando però parliamo di influenza nei bambini, essere lungimiranti è sempre un dovere e lo deve essere anche quest’anno.

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INFLUENZA NEI BAMBINI: I NUMERI

A leggere il Rapporto Epidemiologico della Sorveglianza Virologica dell’Influenza 2017-2018 elaborato dal Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, il rischio epidemico per i bambini si è concluso, ma già si pensa a cosa potrebbero andare incontro a dicembre.

L’Istituto Superiore di Sanità afferma che, statistiche alla mano, «la frequenza con cui insorgono casi di influenza si aggira mediamente ogni anno intorno all’8% della popolazione generale, mentre nella fascia d’età 0-14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza, mediamente, è pari a circa il 22%».

COME SI CONTRAE L’INFLUENZA?

È bene precisare che i giovanissimi, al pari di donne in gravidanzaanziani e pazienti cardiaci, sono tra i soggetti più esposti a contrarre il virus influenzale. Come?

La trasmissione avviene attraverso minuscole goccioline emesse starnutendotossendo, anche parlando. I bambini, dai più piccoli ai più grandicelli, sono dunque vulnerabili perché il loro organismo è ancora in formazione.

L’influenza sopravviene quando il virus raggiunge le cellule dell’epitelio del primo tratto respiratorio (l’epitelio è un tessuto di rivestimento delle cellule), attraverso le vie aeree del bambino. Il virus inizia quindi a replicarsie, nell’arco di quattro o sei ore, la riproduzione virale è completa.

INFLUENZA NEI BAMBINI: SINTOMI

Se corrisponde al vero che l’infezione tende ad autolimitarsi e a risolversi in pochi giorni negli adulti, per i bambini è d’obbligo prestare attenzione ai sintomi, soprattutto se l’ammalato è molto giovane, dai zero ai quattro anni.

Il Ministero della Salute avverte anche che nel lattante, per esempio, l’influenza è spesso accompagnata da vomito diarrea solo eccezionalmente da febbre; occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell’influenza nei bambini in età prescolare.

Nel bambino nella fascia di età compresa tra uno e cinque anni la sindrome influenzale si associa invece, e frequentemente, a laringotracheitebronchite e febbre elevata.  Malessere diffuso, dolori osseiinappetenzae fotofobia sono sempre campanelli d’allarme cui è doveroso prestare attenzione!

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COME AFFRONTARE L’INFLUENZA

In caso di virus conclamato – spiegano i medici – gli antibiotici sono inadatti, poiché questi aggrediscono i batteri. Naturalmente, in questi casi sarà il pediatra il primo riferimento in caso di dubbio, poiché un’infezione virale non impedisce, per sua natura, che avvenga una batterica.

Se il bambino è attaccato dall’influenza nonostante le precauzioni che suggerisce il Ministero della Sanità (pulire sempre le mani del bambino, coprirlo adeguatamente ed evitare che egli tocchi superfici sporche), si può alleviare il disagio in molti modi: dissetarlo per reintegrare i liquidi persi con la febbre aiuterà certamente il suo equilibrio corporeo.

Se il bambino è già svezzato, una dieta con un adeguato apporto di zuccheri (pasta e riso), e povera in grassi è quasi una scelta obbligata. Per prevenire le crisi di acetone, che si produce quando si assorbono pochi zuccheri e il corpo inizia ad assimilare al loro posto i grassi, si consigliano bevande zuccherate, meglio se a base di fruttosio, perfetto se succhi di frutta naturali.

E ancora: brodo di pollo, le cui proteine aiutano il sistema immunitario, e il miele, nella misura di un cucchiaino, ma solo dopo i due anni.

Per il mal di gola, alcuni medici suggeriscono i ghiaccioli perché il freddo dona sollievo e blocca la fuoriuscita di muco irritante, mentre per le occlusioni nasali, mal di testa e astenia, è sempre bene chiedere il parere del pediatra di fiducia che fornirà un trattamento adeguato. I decongestionanti nasali, per quanto liberino il respiro del bambino, possono – in caso di abuso – nondimeno irritare le vie nasali.

Una buona integrazione è data dal sambuco: ricco di potassio, calcio, fosforo, ferro, selenio e vitamine, questo arbusto possiede riconosciute proprietà diaforetiche, è infatti uno stimolante della sudorazione, a efficacia «antinfluenzale, antinfiammatoria antivirale» (A. Formenti, Alimentazione e fitoterapia. Metodologia ed esperienze cliniche, Milano 2010).