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SISTEMA IMMUNITARIO E ANTIOSSIDANTI – Tutte le informazioni

SISTEMA IMMUNITARIO E ANTIOSSIDANTI – Tutte le informazioni

Il sistema immunitario è particolarmente sensibile allo stress ossidativo. Le cellule immunitarie fanno molto affidamento sulla comunicazione cellula-cellula, in particolare tramite i recettori di membrana, per funzionare in modo efficace.

Le membrane cellulari sono ricche di acidi grassi polinsaturi che, se perossidati, possono portare a una perdita di integrità della membrana, alterazione della fluidità e provocare alterazioni nella segnalazione intracellulare e nella funzione cellulare.

È stato dimostrato che l’esposizione a ROS può condurre a una riduzione dell’espressione dei recettore di membrana. Inoltre, la produzione di ROS da parte delle cellule immunitarie fagocitiche può danneggiare le cellule stesse, se non sufficientemente protette dagli antiossidanti.

Una condizione di stress ossidativo è stata a lungo associata ad una maggiore suscettibilità alle malattie infettive: si ritiene che l’aumento della gravità e la suscettibilità alle malattie infettive sia il risultato di una ridotta risposta immunitaria conseguente a un cattivo bilancio tra ROS e antiossidanti, inducendo una meno efficace capacità di gestione della malattia infettiva.

Immaginando l’equilibrio tra specie radicaliche e antiossidanti come una bilancia a due piatti, con ROS da una parte e antiossidanti dall’altra, si ritiene che “ribaltare” l’equilibrio a favore del “piatto ROS” sia uno dei principali fattori che contribuiscono alla patogenesi di numerosi disturbi degenerativi come il cancro, malattie autoimmuni, cardiovascolari e al processo di invecchiamento in generale.

SISTEMA IMMUNITARIO

Notevoli miglioramenti della funzione immunitaria sono stati osservati in soggetti anziani a seguito di integrazione con nutrienti antiossidanti, ma esistono prove crescenti che tali effetti possono essere osservati anche in soggetti giovani sani.

L’associazione tra diete ricche di nutrienti antiossidanti e una ridotta incidenza di cancro sono state osservate in numerosi studi epidemiologici ed è stato suggerito che un’attivazione del sistema immunitario da parte degli antiossidanti potrebbe, almeno in parte, giustificare tale evidenza.

Ragion per cui può risultare cruciale mantenere l’equilibrio tra specie radicaliche e ROS tramite l’impiego di antiossidanti, al fine di rallentare, se non prevenire, l’insorgenza di molti disturbi legati all’età.

Un sistema immunitario “vigile” e “ben regolato” è determinante per salvaguardare la salute dell’organismo e prevenire la patogenesi di malattie cronico-degenerative, infezioni virali e batteriche.

ACIDO ASCORBICO (VITAMINA C)

L’acido ascorbico (noto anche come vitamina C) è un micronutriente essenziale per l’uomo, con funzioni pleiotropiche legate alla sua capacità di donare elettroni. È un potente antiossidante e cofattore di una famiglia di enzimi biosintetici e regolatori genici della monossigenasi e della diossigenasi: sono coinvolti nella sintesi di collagene, carnitina, catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e ormoni peptidici (vasopressina), oltre a svolgere un ruolo di rilievo nella trascrizione genica e nella regolazione epigenetica.

La vitamina C contribuisce alla difesa immunitaria supportando varie funzioni cellulari del sistema immunitario innato e adattivo, regolando l’attivazione sia della risposta cellulare che umorale, sostiene la funzione della barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività scavenger della pelle, proteggendo quindi potenzialmente dallo stress ossidativo ambientale.

La vitamina C si accumula nelle cellule fagocitiche, come i neutrofili, e può migliorare la chemiotassi, la fagocitosi, la generazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e infine l’uccisione microbica. È anche necessaria per l’apoptosi e l’eliminazione dei neutrofili esauriti dai siti di infezione da parte dei macrofagi, riducendo così la necrosi/NETosi e il potenziale danno tissutale. Il ruolo della vitamina C nei linfociti è meno chiaro, ma è stato dimostrato che migliora la differenziazione e la proliferazione delle cellule B e T, probabilmente grazie ai suoi effetti sulla regolazione genica.

La carenza di vitamina C provoca un’immunità compromessa e una maggiore suscettibilità alle infezioni.

A loro volta le infezioni hanno un impatto significativo sui livelli di vitamina C per l’aumento dell’infiammazione e del fabbisogno metabolico. L’integrazione con vitamina C favorisce la prevenzione e la cura delle infezioni respiratorie e sistemiche. La prevenzione profilattica dell’infezione richiede assunzioni dietetiche di vitamina C che forniscano livelli plasmatici almeno adeguati, se non saturi (cioè, 100-200 mg/die), che ottimizzano i livelli di cellule e tessuti.

PROANTOCIANIDINE (OPC)

Le proantocianidine oligomeriche, anche note come OPC, sono sostanze antiossidanti appartenenti al gruppo dei flavonoidi, ovvero polifenoli metaboliti secondari delle piante. Alcuni flavonoidi sono in grado di inibire la lipoossigenasi altri, come la luteolina e la galangina, sono in grado di inibire la cicloossigenasi. Si ha in questo modo una doppia inibizione sulla cascata dell’acido arachidonico (antinfiammatorio e antiaggregante).

Esplicano importante attività antiossidante di cui sono ipotizzati due meccanismi: chelazione di metalli di transizione (in particolare ferro e rame) e inattivazione dei radicali liberi. In sinergia con la vitamina C, gli OPC funzionano come antiossidanti per l’acido ascorbico, probabilmente perché chelano il rame ed altri metalli, ritardando così la sua conversione a deidroascorbato; agiscono come accettori di radicali liberi, poiché quest’ultimi sono responsabili dell’ossidazione dell’ascorbato; aumentano l’assorbimento intestinale dell’acido ascorbico.

OLEUROPEINA DELL’OLEA EUROPAEA

Le proprietà farmacologiche dell’olio d’oliva, del frutto dell’olivo e delle sue foglie sono state riconosciute come componenti importanti della medicina e una dieta sana grazie al contenuto fenolico. Tra i composti fenolici che si trovano in tutte le parti della pianta di olivo il più importante è indubbiamente l’oleuropeina. Essa, come tutte le fitoalessine, ha diverse proprietà farmacologiche:
antiossidante
– antinfiammatora
– anti-aterogenica
– anti-cancro
– antimicrobici
– antivirali

Inoltre, l’oleuropeina ha dimostrato di essere cardioprotettiva[41] e ha dimostrato di esibire attività anti-ischemiche e ipolipidemizzante[42]. Azione antinfettiva. L’oleuropeina ha dimostrato possedere una forte attività antimicrobica nei confronti di batteri Gram-negativi, Gram-positivi e micoplasma. Strutture fenoliche simili all’oleuropeina sembrano produrre questo effetto antibatterico danneggiando la membrana batterica e/o degradando i peptidoglicani cellulari.

L’attività antinfettiva si esplica anche nei confronti dei virus: gli studi hanno evidenziato potenti attività antivirali contro Epstein-Barr Virus (EBV), virus dell’epatite, rotavirus, rinovirus, parvovirus canino e virus della leucemia felina. Gli studi hanno anche dimostrato che l’oleuropeina mostra una significativa attività antivirale contro il virus respiratorio sinciziale e il virus para-influenza.

Azione antiossidante

L’oleuropeina riduce i livelli intracellulari di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la quantità di proteine ossidate. È importante sottolineare che le colture cellulari trattate con oleuropeina presentano un ritardo nella comparsa della morfologia della senescenza.

Azione Ipoglicemizzante

L’azione antidiabetica dell’oleuropeina è supportata da recenti ricerche sperimentali e da studi clinici: la somministrazione giornaliera di circa 50 mg del polifenolo per 12 settimane a un gruppo di soggetti di mezza età, sovrappeso e, pertanto a rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2, ha ridotto la glicemia e migliorato sia la secrezione che la sensibilità all’insulina. A livello dei tessuti periferici, l’effetto sulla riduzione della resistenza all’attività insulinica appare essere basato su meccanismi comuni a quelli ipotizzati per la metformina.

Azione neuroprotettiva

Gli effetti anti-neurodegenerativi sono stati oggetto di una serie di studi effettuati sia su cellule neuronali in coltura che su animali modello, in situazione cerebrale simile a quella presente nel morbo di Alzheimer, la principale forma di demenza associata all’invecchiamento nell’uomo. Questi effetti, che mostrano una chiara dose-dipendenza, almeno in parte, essere ricondotti alla mobilizzazione del calcio dai depositi intracellulari con la conseguente attivazione di segnali che risultano nell’attivazione dell’autofagia.

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Funghi medicinali e i loro effetti antivirali

Il termine “Funghi” non identifica una categoria tassonomica. Questo termine dovrebbe indicare, secondo la definizione di Chang e Miles, “un macrofungo con un corpo fruttifero distintivo che può essere sia ipogeo o epigeo, grande abbastanza per essere visto ad occhio nudo ed essere raccolto con le mani”(1).

I funghi costituiscono almeno 14.000 specie conosciute, numero che può arrivare forse fino a 22.000.

Il numero di specie di funghi sulla terra è stimato essere approssimativamente intorno a 140.000, il che suggerisce che solo il 10% sono noti. Supponendo che la percentuale di funghi utili tra i funghi sconosciuti e non esaminate sarà solo il 5%, ciò implica che 7.000 specie ancora sconosciute potrebbero essere benefiche per l’umanità(2).

Anche tra le specie note la percentuale di funghi saggiate è molto bassa.

L’utilizzo dei funghi per il benessere dell’organismo, ha iniziato a prendere sempre più piede anche nel sistema occidentale; molte cose devono essere ancora scoperte, molte ricerche devono ancora essere effettuate, ma ciò che sappiamo sul loro conto e sul benessere che possono apportare alla nostra salute è di certo di buon auspicio.

Micoterapia

I funghi più studiati in questo campo, ad oggi, sono:

– Agaricus blazei Murrill

– Cordyceps sinensis

– Coriolus versicolor

– Ganoderma lucidum

– Grifola frondosa

– Lentinula edodes

I loro composti bioattivi, soprattutto i polisaccaridi, i beta-glucani e i triterpeni, sono molto studiati e sembrano possedere importanti attività antibatterica e antivirale.

AZIONE ANTIBATTERICA

I funghi necessitano di composti antibatterici e antimicotici per sopravvivere nel loro ambiente naturale; non sorprende quindi che composti antimicrobici, con attività più o meno forte ed efficace, potrebbero essere isolati da diversi funghi che potrebbero essere di beneficio per l’uomo(3). Ad esempio, l’acido ossalico è l’agente responsabile dell’effetto antimicrobico svolto dalla Lentinula edodes contro lo Staphylococcus aureus e altri batteri(4). Gli estratti etanolici di questo fungo possiedono attività antiprotozoaria contro il Paramecium caudatum(5).

AZIONE ANTIVIRALE

Diversi triterpeni estratti da Ganoderma lucidum (cioè Ganoderiol F(6), Ganodermanontriol(7), acido Ganodermico B(8)) sono agenti antivirali attivi contro il virus dell’immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1). È stato calcolato che la concentrazione minima di Ganoderiol F e Ganodermanontriol, per completa l’inibizione dell’infezione da HIV-1 ad effetto citopatico in cellule MT-4, è di 7,8 microgrammi/ml.
È stata segnalata un’attività anti-HIV del terreno di coltura del micelio di Lentinula edodes (Shiitake) e della lignina idrosolubile di questo fungo(9,10). Il Lentinano solfato, estratto dallo Shiitake, ha completamente impedito l’effetto citopatico HIV-indotto(11). I polisaccaridi legati alle proteine PSK e PSP isolate da Coriolus versicolor (o Trametes versicolor) è stato trovato possedere un effetto antivirale in vitro sul virus dell’HIV e il citomegalovirus(12). Oltre l’efficace immunostimolazione operata da questi composti che caratterizzano il fungo, altri effetti svolti dai complessi polisaccaride-proteina contribuiscono all’attività antivirale, ad esempio all’inibizione del legame della glicoproteina 120 (gp120) dell’HIV-1 al recettore CD4 immobilizzato e all’inibizione dell’attività della trascrittasi inversa del virus(13). Inoltre, la Frazione D (MD-fraction) estratta dalla Grifola frondosa (Maitake) è stata testata in un trial a lungo termine in 35 pazienti affetti da HIV. L’85% di questi, dopo somministrazione della frazione estratta, ha segnalato un maggiore senso di benessere per quanto riguarda i vari sintomi e le malattie secondarie opportunistiche causate dall’HIV. Venti pazienti hanno mostrato un aumento della conta delle cellule CD4+ di 1,4-1,8 volte e otto pazienti una diminuzione di 0,8-0,5 volte(14).
Questo dimostra la possibile azione che i vari funghi possono avere in questo campo. Ovviamente bisogna sempre avere il parere di uno specialista medico e non eseguire mai di proprio conto un possibile piano di cura, questo peggiorerà solamente il decorso della malattia. È importante, inoltre, informarsi sull’origine, la coltivazione e i metodi di produzione dei funghi e dei loro estratti: funghi non biologici e non lavorati con le metodiche opportune possono causare gravi intossicazioni, reazioni allergiche anche gravi e provocare un peggioramento nella patologia.

Sono stati valutati vari funghi ad azione antivirale, in particolare:

– Inonotus obliquus (Chaga)
Contrasta lo stress ossidativo aberrante derivante dall’attività immunitaria conseguente a infezione virale acuta.
– Agaricus blazei Murrill (AbM)
La somministrazione di ABM ha portato alla negativizzazione degli indici di attività virale in pazienti con epatite B cronicizzata.
– Lentinus edodes (Shiitake)
Agisce antagonizzando le replicazione sia di RNA-virus che DNAvirus, in particolare: herpes, encefalite, poliovirus, morbillo, parotite, HIV.
– Grifola frondosa (Maitake)
Ha un effetto antivirale nei confronti del virus dell’epatite B. E’ utile nel trattamento dell’HIV perché protegge i linfociti T dalla distruzione, ritardando il progredire della malattia.
– Ganoderma lucidum (Reishi)
E’ utile per il suo effetto di stimolo immunologico che si esplica soprattutto in soggetti che si ammalano spesso per virosi in relazione ad uno stato di deficit immunologico fisiologico (età) o iatrogeno. L’azione antivirale diretta si esplica nei confronti di RNA-virus: due terpenoidi specifici hanno evidenziato la capacità di interagire con la neuraminidasi e inibire l’attività di rilascio della struttura virale neoformata.

 

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Graviola Raintree: un vero dono della natura sud americana

La Graviola è conosciuta per le sue proprietà contro il cancro, ma di fatto non è questo il motivo per cui viene usata da secoli dagli uomini della medicina del Sud America ma per curare uno strabiliante numero di indisposizioni. La sua “vocazione” anticancro  e relativamente recente rispetto al suo uso classico millenario.

La graviola è un frutto tropicale ottenuto dalla pianta dell’Annona Muricata, una specie originaria dalle Antille e che cresce in molte regioni tropicali del Sud America. Proprio grazie agli alti contenuti di antiossidanti e vitamine, la graviola è considerata un superfood a tutti gli effetti

I frutti dell’Annona Muricata si presentano a forma di cuore e posseggono una consistenza fibrosa e ricca di succo. Infatti della graviola non si butta mai quasi nulla e dalle radici, alle foglie vengono utilizzate quasi tutte le parti della pianta.

Attenzione i dosaggi che vengono consigliati (nelle preparazioni con foglie e steli) usati prevalentemente come “aiuto” nei tumori sono spesso molto elevati e non devono essere usati per gli utilizzi “classici” della pianta ma in un dosaggio differente. Nel dubbio consultate un esperto Naturopata o un medico naturale o informatevi dal distributore.

Se Usate direttamente la foglie e rametti in tisana o altro non eccedete nel dosaggio o nell’uso giornaliero è una pianta molto potente!

20 Benefici della graviola

Grazie agli alti contenuti di vitamine e minerali, la graviola se consumata in moderazione può essere molto utile per la salute, grazie alle sue proprietà antivirali particolarmente efficaci ad esempio contro l’ herpes simplex.

Tra le sue annoverate proprietà vi è spesso confusione a causa delle larghe quantità di informazioni spesso contraddicenti tra gli esiti di diverse ricerche condotte sulla Annona Muricata, ma fondamentale il segreto per sfruttare al meglio la graviola è rispettare i limiti consigliati sul consumo.

Rafforza il sistema immunitario

La graviola contiene sostanze che aiutano le difese del nostro corpo e stimola la produzione di globuli bianchi, mentre gli antiossidanti contribuiscono nella lotta ad i radicali liberi. Questo frutto inoltre possiede una capacità antifebbrifica riconosciuta dalla FDA per il supporto della risposta immunitaria dell’organismo (Wu FE various J Nat Prod 1995 June).

Tra i contenuti presenti nella graviola indichiamo: acido gentistico, acido linoleico e muricarpentocina, acetogenine, anncatacina, annocatalina, annonacina, annohexocina, annomuricina, anomurina e anonolo.

Aiuta a dormire più facilmente

Nella graviola possiamo trovare anche il triptofano, una sostanza che promuove il sonno e facilita il rilassamento. Per tale ragione l’annona muricata è indicata contro l’insonnia, tra l’altro le sue foglie vengono utilizzata anche in aromaterapia per infusioni contro il sonno.

Analgesico naturale efficace nel sedare il dolore

I nativi nei paesi del Sud America hanno utilizzato le foglie dell’annona muricata da tempo immemore per trattare piccole ferite e ridurre la sensazione del dolore. La tradizione vuole che masticare le foglie e bere il succo di graviola aiutasse a guarire più in fretta. Gli aspetti sedativi e antiinfiammatori di questo imponente frutto tropicale lo rendono una soluzione ideale per tutti i tipi di dolore al corpo, sia all’interno che all’esterno.

Protegge gli occhi ed è ricco di antiossidanti indispensabili

Molti dei benefici per la salute della graviola sono considerati come derivati ​​dalle sue proprietà antiossidanti. Diversi studi dimostrano come i fitonutrienti presenti nella graviola posseggono livelli elevati di composti antiossidanti, tra cui alcaloidi, saponini, terpenoidi, flavonoidi, coumarini, lattoni, antrachinoni, tannini, glicosidi cardiaci, fenoli e fitosteroli . Ulteriori ricerche hanno evidenziato che gli antiossidanti possono aiutare contro diverse malattie agli occhi in particolare legale all’avanzare dell’età. Una ricerca condotta dal National Eye Institute, ha trovato gli antiossidanti particolarmente efficaci, specialmente se consumati in combinazione con vitamina C, vitamina E, beta-carotene e zinco. I risultati sono stati impressionati, con un 25% di miglioramento in coloro che erano già effetti da simili disturbi.

Utile per eliminare tosse e muco

Se stai lottando contro tosse grassa o ti senti intasato, la graviola può esserti d’aiuto, infatti è in grado di decongestionare e liberare le vie aree. Ma non solo perché il succo di graviola ad esempio possiede in parte una funzione espettorante, in grado di liberare il muco e ridurre anche l’infiammazione di cavità nasali e tratti respiratori.

Efficace contro parassiti

La graviola è utilizzata nell’America Latina come rimedio popolare contro i parassiti data la sua efficacia nel combattere e la Schistosomiasi, una parassitosi causata da Platelminti del genere Schistosoma.

Si rivela anche particolarmente utile per la maggior parti delle infezioni parassitare più comuni, sotto forma di infuso con foglie di Annona Muricata è possibile realizzare una bevanda per pulire il tratto gastrointestinale. Inoltre la riboflavina può aiutare nell’inibire i parassiti all’interno del corpo.

Facilita la prevenzione delle infezioni del tratto urinario

Sotto forma di succo, la graviola può donare benefici anche nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie, in particolare dell’uretrite e dell’ematuria.

Vitamine B1 e B2 aiutano il cuore e migliorano il metabolismo

La vitamina B1 accelera il metabolismo, facilita la circolazione del sangue e previene i disturbi nervosi. Inoltre la graviola contiene la vitamina B2, che è vitale per il corretto funzionamento del nostro organismo e include effetti sul del sistema nervoso e la manutenzione del muscolo cardiaco.

Trattamento delle ulcere della bocca

Se hai una pustola in bocca che proprio ti dà fastidio, sbuccia una graviola e appoggiaci un pezzo di frutta sopra. Questo gradualmente diminuirà le dimensioni delle ulcere e ridurrà il senso di irritazione

È un rimedio naturale per l’artrite

L’Applicazione topica di una infusione di foglie di graviola è nota per alleviare il dolore causato da artrite e reumatismi. Potete immergere un panno pulito nell’infuso ancora caldo e applicarlo sulla zona interessata, per massimo due volte al giorno.

Antivirale ed antisettico efficace contro le infezioni

La Graviola è spesso usato per trattare le infezioni causate da batteri e parassiti, inclusa la leishmaniosi. È anche usato per trattare l’herpes, tosse e vomito. Le infezioni batteriche e virali possono causare tosse, starnuti, febbre e altri sintomi e, sebbene questi sintomi possono essere frustranti, sono efficaci dal momento che fanno parte del metodo che il corpo usa per far scattare il sistema immunitario per Corpo di qualsiasi infezione.

Antidepressivo naturale efficace nel sedare lo stress

Il succo di graviola è stato utilizzato come rimedio naturale contro lo stress per secoli. Del frutto dell’Annona Muricata spicca una ricerca che illustra la possibile capacità della graviola nello stimolare i I recettori serotoninergici (o della serotonina) indispensabili poiché modulano dei neurotrasmettitori ed influenzando diversi processi neurologici e biologici come aggressività, ansia e appetito. (Roman G; Curr. Op. Neurology 1998; 11:539) e (Bourne RR. West Indian Med J 1979 28:2).

Rallenta l’invecchiamento ed è potente frutto antiaging

La graviola è una ricca fonte di vitamina C ed acido ascorbico ma anche di preziosi antiossidanti che svolgono un ruolo importante nella lotta contro i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento della pelle. Eliminando i radicali liberi, si può letteralmente ridurre i segni più evidenti dell’invecchiamento come le rughe.

Aiuta le ferite a cicatrizzare più in fretta

La parte carnosa del frutto può essere applicata su una piccola ferita per almeno 3 giorni. Ciò non solo accelererà il processo di guarigione ma anche impedisce le infezioni batteriche. Una decozione di foglie dell’annona muricata è utile per il trattamento dell’infiammazione e dei piedi gonfi.

Elimina i pidocchi

I pidocchi sono uno di quei parassiti che si moltiplicano rapidamente, e che possono danneggiare i capelli. Un decotto fatto preparato con le foglie di graviola può essere applicato al tuo cuoio capelluto per liberarsi dei pidocchi.

Bolle della pelle? Nessun problema

Le bolle sono un disturbo della pelle che si caratterizza per il dolore immenso e persino ha il rischio di catturare l’infezione. Queste possono verificarsi sul corpo o sul viso, quindi interferiscono con la salute e la bellezza della pelle. Le foglie di graviola o anche il succo possono essere un rimedio naturale per eliminarle.

Aiuta contro l’eczema

È possibile macinare alcune foglie di graviola e applicarle regolarmente sulle zone colpite due volte al giorno. Questo aiuterà a alleviare il dolore causato dall’eczema oltre a diminuirne gli effetti visibili.Un composto di foglie di graviola e acqua di rose può essere applicata sulla pelle per prevenire la comparsa di punti neri e di altri problemi cutanei.

La Graviola è utilizzata dalla medicina popolare da secoli per:

  • ipertensione
  • influenza
  • sfoghi
  • nevralgia
  • artrite
  • reumatismi
  • diarrea
  • nausea
  • dispepsia
  • ulcera
  • tricofizie
  • scorbuto
  • malaria
  • dissenteria
  • palpitazioni
  • nervosismo
  • insonnia
  • febbre
  • bolle
  • spasmi muscolari

AVVISO IMPORTANTE

Graviola è diventata famosa per alcuni ingredienti attivi contenuti principalmente nelle foglie e negli steli della pianta, le Annonacee acetogenine. ATTENZIONE ALL’ETICHETTA: Gli studi sulle acetogenine sono stati condotti usando estratti delle foglie e degli steli. Sebbene questi composti siano contenuti anche nei semi del frutto di graviola, tuttavia se ne sconsiglia l’utilizzo poiché alcune ricerche hanno documentato possibili effetti neurotossici dei semi del frutto in caso di assunzione prolungata. Allo stato attuale, si consiglia l’assunzione di integratori contenenti prevelentemente foglie e steli di graviola.

La Graviola è una sostanza completamente naturale senza effetti collaterali a parte una possibile lieve scombussolamento gastrointestinale se preso a stomaco pieno ad alti dosaggi (superiore a 5 gr)

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  1. Unpublished data, National Cancer Institute. Anon: Nat Cancer 1st Central Files–(1976)

from Napralert Files, University of Illinois, 1995

  1. Bioorg Med Chem 8(1):285-90, 2000
  2. J Nat Prod 59(2):100-108, 1996
  3. Phytochemistry 49(2):565-71, 1998
  4. J. Nat Prod 58(6):902-908, 1995

 

 

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Integratori alimentari contro l’invecchiamento della pelle

Ecco come fare fronte all’invecchiamento cellulare con l’impiego degli integratori alimentari.


L’invecchiamento cellulare è un processo fisiologico che interessa tutte le cellule dell’organismo.

Ogni tipo di cellula (del cuore, del fegato del cervello, del sangue, della pelle ecc.) è interessata da questo fenomeno, con tempistiche differenti determinate sia dal tipo stesso di cellula, “programmata” dal proprio codice genetico a restare giovane per un tempo maggiore o minore, sia dai danni provocati da agenti esterni di vario tipo.

Principale responsabile dell’invecchiamento cellulare sono i radicali liberi, forme di ossigeno caricate negativamente che interferiscono con le normali reazioni chimiche delle cellule determinando anomalie di funzionamento e quindi accelerando l’invecchiamento e la morte cellulare.

I radicali liberi, che possono originarsi in quantità moderate anche a partire dalle attività cellulari, aumentano a causa di stili di vita impropri.
Tra questi: l’eccessiva esposizione ai raggi UV del sole o delle lampade abbronzanti, soprattutto senza crema solare con adeguato filtro protettivo, il fumo di sigaretta (anche passivo), l’eccesso di alcool, reazioni collaterali dei farmaci, infezioni. Per contrastare l’ossidazione e il conseguente invecchiamento cellulare è bene seguire uno stile di vita salubre e un’alimentazione bilanciata e ricca di micronutrienti.

Alimentazione contro l’invecchiamento

Un’alimentazione ricca di pesce azzurro, olio extravergine di oliva, pomodoro e carboidrati può essere d’aiuto nel contrastare questo fenomeno, ma non sempre sufficiente.

È qui che a supporto di una dieta variegata, entrano in gioco sempre più gli integratori alimentari.

L’integrazione alimentare è ormai sempre più una realtà necessaria e confermata da svariate ricerche scientifiche.

Antiossidanti e minerali sono estremamente importanti a questo scopo, tra gli altri: Omega 3, Vitamina E, Vitamina C, Licopene, Selenio, Rame e Zinco.

http://www.erboristeriarcobaleno.com/antiage.html

 

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Come scegliere un buon integratore (fonte Dott. Filippo Ongaro)

Sugli integratori le opinioni sono molto contrastanti. Per alcuni sono sostanze miracolose che curano ogni male, per altri sono veleni da evitare a tutti i costi. Ovviamente entrambe le posizioni sono tanto assurde quanto poco scientifiche.

Gli integratori sono utili strumenti per migliorare la salute e la funzionalità dell’organismo e come tali non sono né una panacea né una fonte di danno.

Con il termine integratori alimentari possiamo raggruppare un numero molto ampio di sostanze naturali di cui il nostro organismo ha bisogno per funzionare nel modo corretto.

Tipicamente chi non ama il concetto di integrazione alimentare sostiene che i cibi ci forniscono già tutto ciò che ci serve. Nella realtà le cose non stanno proprio così.

Prima di tutto viviamo molto più a lungo e ci ammaliamo molto spesso di malattie croniche quindi le nostre esigenze non sono rimaste costanti nel corso dell’evoluzione. Poi i cibi vengono prodotti, processati, cotti e conservati e questo cambia in modo significativo le concentrazioni di nutrienti che essi sono in grado di fornirci.

Infine non è affatto detto che poiché sono scomparse le patologie da grave carenza (come per esempio scorbuto, pellagra e rachitismo), questo voglia dire che non esistono carenze meno forti ma comunque deleterie.

I ricercatori parlano di micro carenze croniche e suggeriscono che queste possano accelerare l’invecchiamento e peggiorare la salute.

Detto questo è bene chiarire che la soluzione non è certamente quella di riempirsi di prodotti di discutibile qualità e di prenderli a casaccio.

In un mondo perfetto dovrebbe essere un medico preparato in materia a suggerire gli integratori più adatti in base alla condizione del paziente. Purtroppo questa opportunità rimane ancora piuttosto rara, anche se sicuramente sarà destinata a diffondersi nei prossimi anni.

In alternativa si può ricorrere al parere di un farmacista esperto in integrazione alimentare che sarà in grado di dare dei suggerimenti mirati.

In molti casi però la persona interessata dovrà arrangiarsi e allora sarà bene seguire per lo meno alcune indicazioni.

La prima è che ci sono solo alcune sostanze che apportano benefici e che sono da considerarsi a bassissimo rischi. Sono solo queste che vanno prese in considerazione quando non si è seguiti da un medico.

Partiamo allora da queste sostanze e cerchiamo di capire come possiamo orientarci sul prodotto da scegliere:

Multivitaminico: la scelta migliore è quella di assumere un prodotto ad ampio spettro di vitamine, con aggiunta di minerali e fitonutrienti o estratti vegetali. In linea generale i dosaggi non dovrebbero superare il 100% di quelli consigliati (LARN).

Omega 3: è fondamentale assumere oli certificati per purezza e assenza di inquinanti, ma è anche necessario prestare attenzione alla loro conservazione. In primo luogo sarebbero da preferire prodotti in blister con capsule separate oppure in confezioni di vetro scure e con capsule rigide e non trasparenti. In casa vanno conservati sempre in frigo.

PER APPROFONDIRE: Tutta la verità sugli Omega 3

Vitamina D: la forma migliore è quella oleosa in gocce ma è bene ricordarsi che va assunta su un piccolo pezzo di pane o una galletta di riso. Meglio l’assunzione giornaliera di un dosaggio adeguato piuttosto che la dose settimanale o mensile.

PER APPROFONDIRE: Vitamina D: effetti e rischi da carenza

Acido alfa lipoico: si tratta di una sostanza antiossidante e antiglicante molto stabile e sicura. La forma R è più efficace di quella Alfa, anche se meno facile da trovare.

Coenzima Q10: antiossidante e cofattore nel metabolismo energetico mitocondriale, la forma più efficace è l’ubichinolo piuttosto che il più popolare ubichinone.

Proteine isolate del siero del latte: essenziali come integratore post-allenamento, vanno scelti prodotti privi di lattosio (se si è intolleranti) e possibilmente al naturale, senza dolcificanti. Sono accettabili le versioni con stevia, sucralosio o xilitolo.

PER APPROFONDIRE: Le proteine in polvere fanno male?

Il parere di un medico esperto sarebbe sempre desiderabile.

Infine credo sia necessario prestare attenzione ai prezzi. Alcuni integratori distribuiti a prezzi davvero molto bassi rispetto ad altri hanno concentrazioni estremamente ridotte o materia prima di scarsa qualità.

Rimani forte, vivi a pieno!

Filippo Ongaro: medico degli astronauti dal 2000 al 2007, coach e autore bestseller

Dopo aver lavorato come medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e aver collaborato con NASA e Agenzia Spaziale Russa, sono stato il primo italiano a ottenere la certificazione in medicina anti-aging in USA e ho fondato e diretto il primo istituto di medicina anti-aging in Italia. Ho lavorato con militari d’élite, atleti, manager e migliaia di pazienti e ho scritto 9 libri, la maggior parte dei quali bestseller. Ora ho deciso di non svolgere più attività clinica e di dedicarmi esclusivamente al coaching.

La tua vita è la mia missione!