CELLF00D®: un prodotto unico al mondo

La nostra salute — intesa non come semplice assenza di malattia, ma come sensazione percepita di completo benessere psicofisico e socioculturale, in armonia con la Natura l’ambiente che ci circonda — è oggi minacciata dagli effetti disastrosi dell’inquinamento e dall’adozione di errati stili di vita. 

Infatti, agenti di natura fisica (radiazioni ultraviolette,campi elettromagnetici, etc, chimica (benzene, diossina, pesticidi, fumo di sigaretta, metalli pesanti, etc.) e biologica (virus, batteri, funghi, tossine, etc.), da soli o in sinergia tra loro, contaminano l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e gli alimenti di cui ci nutriamo, arrecando grave danno al nostro organismo. Persino i pensieri che evochiamo e le emozioni che proviamo possono risultare negativamente condizionati.

L’insieme di questi eventi indesiderati si traduce, spesso, in una riduzione della cosiddetta “biodisponibilità” ovvero della quantità di ossigeno, di macronutrienti (soprattutto amminoacidi e proteine) e di micronutrienti (sali minerali e vitamine) effettivamente utilizzabili per far fronte alle nostre esigenze vitali. Per esempio, il soggiorno in ambienti chiusi aumenta il rischio di inspirare, al posto dell’ossigeno — gas vitale per eccellenza — un killer cellulare, quale il monossido di carbonio, mentre l’abuso di bevande alcoliche “fa consumare” al nostro organismo preziosi micronutrienti, sottraendoli ad altre necessità biologiche.

Purtroppo, anche l’adozione del più salutare stile di vita non è più sufficiente, da solo, a tutelare il nostro stato di salute. Infatti, una buona parte della frutta e degli ortaggi, quando non contaminata da sostanze tossiche, giunge sulla nostra tavola in larga misura depauperata dei propri principi nutritivi, a causa delle piogge acide, della desertificazione dei terreni e dai processi di conservazione o di manipolazione degli alimenti, come il raffinamento.

Ma quali integratori? 
Noi riteniamo che la scelta debba cadere sulle formulazioni naturali e, possibilmente, su quelle a base colloidale (diametro delle particelle disciolte in acqua comprese tra i e 200 nmetri), perché colloidale è la natura del sangue e della matrice extracellulare con cui devono interagire i loro principi attivi.
In tale contesto, CELLF00D®, sistema colloidale contenente solfato di deuterio ed una miscela complessa di 78 minerali, i7 amminoacidi e 34 enzimi in tracce, si propone come un prodotto davvero unico al mondo. Arricchito, all’occorrenza, da altre componenti nutrizionali (vitamine e sostanze similvitaminiche) grazie alle sue 9 formulazioni (8 sistemiche ed 1 topica), favorendo l’estrazione di idrogeno dai nutrienti, è un integratore nutrizionale potenzialmente efficace nel proteggere la cellula dagli insulti provocati sia dall’inquinamento che da un errato stile di vita.

CELLFOOD®, inoltre, grazie probabilmente al solfato di deuterio, può rendere biodisponibile ossigeno “on demand” — ossia nella giusta quantità ed al momento opportuno ai tessuti a rischio di ipossia (carenza di ossigeno) e, contemporaneamente, evitare che l’eventuale gas in eccesso, trasformato in radicali liberi, generi le caratteristiche lesioni da stress ossidativo ( effetto antiossidante).

La “Formula Everett Storey” fu per anni limitata al solo uso in campo militare. Poi, con la successiva liberalizzazione della vendita, essa si rese disponibile come CELLFOOD® a tutti i potenziali consumatori, guadagnando rapidamente in numerosi Paesi del mondo la fiducia di milioni di consumatori, fino a coprire una delle più ampie fette di mercato nel settore degli integratori.

La formula che è alla base di CELLFOOD® è di proprietà e numerosi ricercatori, nel corso degli anni, si sono cimentati nel cercare di scoprire il meccanismo biochimico che è alla base del suo successo, che lo rende oggi un esclusivo PASS PER IL BENESSERE.

Picnogenolo migliora il flusso nell’orecchio interno e allevia i sintomi di tinnito

Il tinnito è una condizione debilitante dell’udito, che causa costantemente una cattiva percezione del suono, con sibili, vibrazioni e scrosci che possono notevolmente influire sulla salute in generale e sulla qualità della vita.

Uno studio pilota ha valutato l’efficacia del picnogenolo nel miglioramento del flusso cocleare in pazienti con tinnito lieve o moderato presente da almeno due settimane (senza vertigini o perdita di udito consistente) possibilmente associati ad ipoperfusione cocleare. Il tinnito è un disturbo nel quale il paziente percepisce una sensazione sonora senza che ci sia effettivamente un suono esterno. Si tratta di un disturbo debilitante che può riflettersi in modo marcato sulla qualità della vita. Il peggioramento del flusso è una causa comune di tinnito.

In questo studio sono stati arruolati pazienti con tinnito lieve-moderato, idiopatico, monolaterale presente da almeno due settimane; non sono stati rilevate vertigini o importanti perdite di udito all’esame specifico. L’origine del tinnito era stata improvvisa.

58 pazienti sono stati trattati con Pycnogenol®, una miscela brevettata (n.4698360 Horphag Research Ltd) di proantocianidine estratte dalla corteccia di pino marittimo francese. 24 pazienti hanno ricevuto 150 mg/die (gruppo A, età media 43,2 ± 4,3) e 34 pazienti hanno ricevuto 100 mg/die (gruppo B, età media 42,4± 3,8). Il gruppo di controllo comprendeva 24 pazienti (età media 42,3±4,5). I gruppi risultavano confrontabili per condizione clinica, età e sesso. La durata media del trattamento è stata di 34,3±3,1 giorni. Non sono stati osservati effetti collaterali e abbandoni dello studio.

Il flusso sanguigno nell’orecchio interno è stato misurato mediante ultrasonografia ad alta risoluzione. Le variazioni della velocità del flusso cocleare (in cm/sec nell’arteria cocleare) all’inizio dello studio e dopo 4 settimane di trattamento hanno indicato che la velocità nell’orecchio malato era significativamente inferiore (sia la componente sistolica che diastolica; p<0,05) rispetto all’altro orecchio Pycnogenol® ha migliorato la velocità sistolica e diastolica del flusso nei gruppi di trattamento A e B (p<0,05). L’aumento della velocità di flusso nel gruppo di controllo è risultato invece molto limitato e non significativo.

Gli autori inoltre hanno utilizzato un scala soggettiva del sintomo STS (Subjective Tinnitus Scale) per valutare il tinnito. I risultati hanno dimostrato una riduzione da una media di 8,8 a 5,2 e 3,3 nei pazienti trattati con Pycnogenol® rispettivamente ad alte e basse dosi. Non sono state riportate modifiche secondo la scala STS nei pazienti del gruppo di controllo.

Questi risultati indicano che in pazienti selezionati con tinnito e alterata perfusione cocleare, Pycnogenol® è efficace in tempi brevi nell’alleviare i sintomi di tinnito migliorando il flusso sanguigno cocleare. L’effetto è più pronunciato a dosaggi maggiori.

Si auspicano ulteriori studi per valutare meglio la patologia e le potenziali applicazioni di Pycnogenol® in un più ampio numero di pazienti attualmente privi di una soluzione terapeutica.

Bibliografia: Grossi MG et al. “Improvement in cochlearr flow with Pycnogenol® in patients with tinnitus: a pilot evaluation” Panminerva medica 2010 June; 52 (2 suppl 1): 63-8

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LES – gemmoderivati monopianta

Gli estratti LES sono prodotti tramite la macerazione di gemme, giovani getti e radicelle di alberi e arbusti in una soluzione gliceralcolica; l’estratto ottenuto è la tintura base della gemma ad una gradazione alcolica pari al 60% che viene successivamente diluita in rapporto 1:10 con acqua, alcool e glicerolo.

Forza Vitale ha applicato le pratiche spagyriche alla lavorazione dei gemmoderivati, ottenendo un preparato che contiene tutto lo spettro fitochimico dei tessuti embrionali vegetali utilizzati, e un’intensa attività vibrazionale aggiunta dalla circolazione del preparato.

Tutti gli estratti LES sono prodotti da tessuti embrionali vegetali freschi, che vengono immersi entro 12 ore dalla raccolta nella soluzione gliceralcolica; è utile ricordare che studi indipendenti hanno comprovato che che l’utilizzo di tessuti vegetali congelati, diminuisce per più del 20% la potenza fitochimìca dell’estratto.

La linea LES utilizza circa 30 delle milioni di specie di alberi, arbusti e piante presenti sul pianeta, e il nostro impegno è quello di colmare la mancanza di conoscenza ed inserire nel catalogo altri estratti che contengano tesori fitochimici utili a stimolare la disintossicazione e la rigenerazione cellulare. L’intera varietà della flora è un dono incredibile e la rivelazione dei misteri ci ispira ad apprezzare il miracolo della vita e della natura.

I principi fitochimici

La concentrazione dei prìncipi fitochimici nelle gemme è molto intensa in quanto il tessuto si trova in uno stato di moltiplicazione cellulare che ne influenza l’intensità energetica e la vitalità. Nella fase di crescita, i tessuti come le gemme e i giovani getti, contengono alte dosi di minerali, vitamine, enzimi, antiossidanti, nonché una grande quantità di informazioni genetiche utili per la formazioni della pianta e diversi ormoni tra cui:

L’Auxina: un ormone vegetale ad azione fetale che stimola la crescita e la resistenza alle malattie;

Le Gibberelline: un gruppo di ormoni che stimolano la sintesi delle proteine RNA e che hanno un’azione curativa e anti-infimmatoria nella pianta.

Similmente agli animali, le piante hanno un sistema ormonale che aiuta la regolazione delle loro attività fisiologiche e agisce nel mantenimento dell’omeostasi. Generalmente gli ormoni delle piante sono suddivisi in 5 grandi categorie: auxine, citochine, gibberelline, acido abscissico ed etilene. E utile ricordare che gli ormoni della crescita si trovano solo nelle gemme e negli altri tessuti meristematici e non nella pianta adulta.

I LES sono prodotti complementari alle terapie allopatiche, omeopatiche e fitoterapiche tradizionali in quanto agiscono sulla stimolazione del sistema cellulare favorendo la depurazione dell’organismo e l’interazione tra le componenti fitochimiche degli estratti delle cellule staminali vegetali e il sistema neuroimmunologico umano. La disintossicazione o meglio depurazione è il frutto della stimolazione dell’organismo, l’eccitazione dei tessuti e l’eliminazione delle tossine da parte degli ormoni della crescita. La depurazione può essere ricondotta al trattamento dei disturbi della Forza Vitale dell’organismo.

Gemme e depurazione

I LES correggono la funzione dell’organismo stimolando l’eliminazione delle tossine tramite l’attività che gli ormoni contenuti nei tessuti embrionali esercitano sulle cellule degli organi emuntori.

La funzionalità del sistema depurativo è legato al benessere di organi dediti all’eliminazione delle scorie metaboliche: Fegato, Cistifellea, Reni, Colon, Pelle, Polmoni, nonché di altri sistemi e organi che non hanno una spiccata funzione di eliminazione delle scorie ma il cui benessere è fondamentale per un’ottimale depurazione; Sistema linfatico, Sistema nervoso e Cuore.

Per comprendere a pieno le potenzialità dei LES è necessario analizzare la scienza che è alla base delle cellule staminali e le loro proprietà autorigenerative.

Le cellule staminali sono cellule primarie indìfferenziate capaci di riprodursi nell’organismo da sole e diventare qualsiasi tipo di cellula organo; questo avviene tramite la suddivisione mitotica delle cellule, un processo in cui la cellula duplica i propri cromosomi e genera due cellule identiche con un’equa distribuzione dei componenti cellulari.

Questa proprietà di differenziazione cellulare rappresenta un potenziale illimitato dì risorse curative. Un prodotto che può stimolare la moltiplicazione e la differenziazione delle cellule staminali può riparare qualsiasi tipo di tessuto specifico e di organo in fase di sviluppo.

Le cellule staminali (cellule indifferenziate capaci di dividersi e differenziarsi in una cellula tipo di cui un particolare organo ha bisogno) sono presenti in molti organismi multi-cellulari tra cui gli esseri umani, gli animali e le piante.

La fitochimica e i processi cellulari coinvolti nell’utilizzo dei gemmoderivati sono:

  1. Stimolazione delle cellule PGH che causano l’eccitazione tessutale e l’eliminazione delle tossine;
  2. Fito-antiossidanti che diminuiscono il livello di ROS (Reactive Oxygen Species) inducendo una diminuzione del danno ossidativo;
  3. La sintesi enzimatica chelante blocca i metalli nel le sostanze escrezionali del corpo;
  4. La gemmoterapia regola l’apoptosi ossia la frammentazione del DNA per indurre la morte delle cellule displastiche e infette (per esempio di virus o batteri), proteggendo l’organismo da invasioni infettive e cancerogene. La chelazione dei metalli tossici dalle cellule ristabilizza la funzionalità del sistema di apoptosi.
  5. Dopo la normalizzazione di questi processi, i gemmoderivati hanno una forte attività di stimolazione della rigenerazione del benessere delle cellule e dei tessuti e favorendo la funzione dell’organo.

Questa fine orchestrazione della natura e i suoi sinergismi derivano solo dalla somministrazione di tessuti embrionali come quelli utilizzati nei LES Forza Vitale. Le cellule staminali vegetali hanno un grande potenziale aggiunto rispetto alle cellule staminali umane in quanto contengono antiossidanti, ormoni vegetali della crescita minerali, vitamine, etc, che contribuiscono all’attivazione dei processi depurativi.

 

RESVERATROLO, patrimonio genetico, longevita’ e qualita’ della vita

Il resveratrolo è un polifenolo, una molecola con funzioni antiossidanti presente nell’uva e nel vino rosso, bevanda non a caso “osannata” più volte per i suoi effetti positivi sulla salute se bevuta in modiche quantità. La sostanza deve la sua fama proprio agli studi di Sinclair, il quale lo ha scoperto dotato di poteri “allunga-vita” nei topi e in altri animali.

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Ma il resveratrolo potrebbe fare di più che “semplicemente” spostare il nostro “calendario”, potrebbe infatti aiutare ad invecchiare in salute proteggendo dalle malattie.

 Proprio Sinclair in uno dei suoi tanti studi pubblicato sulla rivista Nature lo scorso anno aveva dimostrato che la molecola protegge dai rischi per la salute legati all’ obesità: pur non aiutando a perdere peso, il resveratrolo è risultato capace di contrastare le conseguenze dell’obesità in topolini ipernutriti con una dieta ricca di grassi. Di fatto rende la fisiologia del corpo dei topolini grassi molto simile a quella di topolini di peso normale, insomma il resveratrolo protegge gli animali dalle disastrose conseguenze del sovrappeso.

Il nuovo studio pubblicato  da Sinclair insieme con Rafael de Cabo dell’Istituto Federale di Ricerca sull’Invecchiamento (National Institute on Aging) mostra altri poteri protettivi del resveratrolo. Gli scienziati hanno osservato a lungo lo stato di salute di topolini di mezza età (con un’età comparabile ai nostri 40 anni) nutrendoli o con una dieta eccessivamente calorica o con una dieta sana. Ad alcuni dei topolini gli scienziati hanno aggiunto una dose giornaliera di resveratrolo. E’ emerso intanto che i topolini ipernutriti che assumono resveratrolo riescono a vivere più a lungo dei ‘compagni’ ipernutriti cui non è somministrata la molecola. Poi Sinclair ha visto che, indipendentemente da eventuali effetti ‘allunga-vita’, i topolini che prendevano resveratrolo erano protetti da molte malattie legate all’età: dalla cataratta alle malattie cardiovascolari, inoltre il resveratrolo riduce il colesterolo, protegge la salute delle arterie, rafforza le ossa e preserva equilibrio e coordinazione motoria.

Insomma, anche se tutti questi effetti benefici sono stati riscontrati finora solo su topolini, il resveratrolo potrebbe davvero divenire la base per un farmaco che ci permetta di invecchiare in salute al riparo dalle malattie che tipicamente insorgono con gli anni, soprattutto se non si osservano stili di vita corretti o si è in sovrappeso.

 RESVERATROLO …UN’ALTERNATIVA NATURALE ALLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA?

In base a un nuovo studio sembra che il trattamento basato sul resveratrolo potrebbe essere un’alternativa naturale alla terapia ormonale sostitutiva (HRT) in donne in post-menopausa.

Le conclusioni di uno studio pubblicato nel Journal of Nutritional Biochemistry indicano che il resveratrolo è il candidato più probabile tra i fitoestrogeni ad offrire una HRT più sicura grazie alle sue peculiari proprietà estrogeniche e antiossidanti.

I Fitoestrogeni sono sostanze vegetali naturali che esercitano un’attività debolmente estrogenica nei mammiferi; alcuni esempi sono la daidzeina, genisteina e gliciteina della soia, il cumestrolo nei fagioli e nei germogli di erba medica e il resveratrolo delle bucce d’uva e del vino rosso.

L’obiettivo di questo studio quindi è stato di valutare gli effetti estrogeno-simile dei singoli fitoestrogeni alimentari, analizzando i loro effetti sulla crescita cellulare incontrollata, sul ciclo cellulare e sull’apoptosi (morte cellulare programmata).

 Risultati

Benchè sia la genisteina, il resveratrolo che la gliciteina aumentino l’apoptosi e riducano il rapporto Bcl-2/Bax, il resveratrolo riduce questo rapporto più degli altri composti, contrastando in tal senso la crescita cellulare incontrollata.

Poichè il resveratrolo stimola la trascrizione del recettore per gli estrogeni endogeno e gli effetti proapoptotici, questo fitoestrogeno è il candidato più promettente per la terapia ormonale sostitutiva. Gli Autori sottolineano che sono necessarie nuove ricerche per comprendere il meccanismo col quale il resveratrolo sia in grado di sopprimere la crescita cellulare.

FONTE: T Sakamoto, H Horiguchi, E Oguma, F Kayama “Effects of diverse dietary phytoestrogens on cell growth, cell cycle and apoptosis in estrogen-receptor-positive breast cancer cells” Journal of Nutritional Biochemistry

RESVERATROLO, PATRIMONIO GENETICO, LONGEVITA’ E QUALITA’ DELLA VITA

 Negli ultimi decenni sono state fatte tre importanti scoperte sui fattori che regolano la durata della nostra vita:

1) la restrizione calorica ha un effetto antinvecchiamento sull’uomo e sugli animali: gli animali obesi tendono a vivere meno mentre quelli mantenuti a dieta ipocalorica tendono a vivere più di quanto dovrebbero;

2) il nostro metabolismo oltre a produrre energia produce delle “scorie” sotto forma di radicali liberi che finiscono con il danneggiare la cellula e le sue strutture;

3) nell’ultimo decennio gli scienziati hanno individuato una serie di geni le cui mutazioni possono prolungare la vita.

In particolare recentemente Leonard Guarente al MIT di Boston ha individuato un gruppo di geni denominati “SIR”, attivati da un regime di restrizione calorica, che provocano un prolungamento della vita. Nel 2003 David Sinclair uno scienziato dell’Harvard University ha scoperto che tali geni possono essere attivati anche dal resveratrolo, una molecole normalmente contenuta nel vino rosso e negli acini d’uva. La scoperta di questo nuovo meccanismo d’azione ha aumentato in maniera rilevante l’importanza del resveratrolo ( e di conseguenza di altri polifenoli) fino ad oggi considerati dei semplici antiossidanti come molte altre molecole naturali.

Nel 1933, Mc Cay e collaboratori, scoprirono come la restrizione calorica ha l’effetto di prolungare la vita degli animali da esperimento.

Solo nel 2003 però Leonard Guarente e Jana Koubova (2003) prima e David Sinclair (2005) dopo fecero chiarezza sul meccanismo fisiologico alla base di un tale effetto.

La restrizione calorica attiverebbe una gruppo di geni denominati SIR, che regolerebbero la durata della vita in diverse specie di animali. I geni SIR, presenti in molte specie viventi, regolerebbero la produzione di particolari enzimi denominati SIRT 1 e SIRT 2.

E’ dimostrato che i geni SIRT 2 una volta attivati ritardano l’apoptosi e favoriscono i meccanismi di riparazione cellulare nei lieviti mentre gli enzimi SIRT 1, presenti nei mammiferi, inibiscono l’aterosclerosi, l’insorgere di neoplasie e la neurodegenrazione e ritardano l’apoptosi e quindi la morte cellulare. La restrizione calorica, cioè la scarsità di cibo, provocherebbe una aumentata espressione degli enzimi SIRT 1, che influenzano direttamente l’immagazzinamento dei grassi e il metabolismo dei glucidi. L’attivazione degli enzimi SIRT 1 implica un aumento della biogenesi dei mitocondri cui corrisponde un aumento del metabolismo energetico.

La presenza di questi geni nel nostro corredo genetico solleva un problema molto chiaro: quale è la loro funzione?

Da questa premessa nasce la cosiddetta ipotesi dell’ “ormesi”. La restrizione calorica, condizione sperimentata più volte nella storia dell’umanità in epoca di carestie, soprattutto prima dell’avvento dell’agricoltura, è una condizione stressante che provoca una risposta di sopravvivenza per superare le avversità: il metabolismo viene alterato e le difese dell’organismo vengono aumentate. Il comportamento sessuale viene ridotto in quanto in epoca di carestia la sopravvivenza dei nuovi nati è più precaria mentre grazie all’attivazione degli enzimi SIRT 1 viene prolungata la vita dell’individuo.

Grazie alla stimolazione degli enzimi SIRT 1 il nostro organismo diventa più resistente alla restrizione di nitrogeno e di amminoacidi, di glucosio, allo stress osmotico e allo stress da caldo (Sinclair 2005). A livello cellulare viene migliorata la stabilità del DNA, aumentano i meccanismi di riparazione e difesa, il coordinamento della risposta allo stress, l’aumento di produzione di energia e in generale il prolungamento della sopravvivenza delle cellule.

In epoca di carestia però anche gli organismi vegetali subiscono uno stress dovuto al maggior attacco di insetti e altri animali per difendersi dai quali generalmente producono maggiori metabolici secondari (come il resveratrolo ad esempio).

L’attività SIRT 1 è aumentata nelle cellule grasse dopo una limitazione di cibo provocando la mobilizzazione delle riserve di grasso dalle cellule al flusso sanguigno per la loro conversione in energia negli altri tessuti. Se ad un animale viene somministrato un attivatore degli enzimi SIRT egli non aumenterà di peso dopo una dieta ad alto contenuto in grassi. Tra oltre 20.000 sostanze testate come attivatore degli enzimi SIRT il resveratrolo e 18 altri polifenoli dell’uva sono risultati i più attivi.

Queste sostanze sono risultate:

  • Le prime sostanze in grado di estendere la lunghezza della vita in diverse specie;
  • In grado di proteggere le cellule dell’organismo dallo stress ossidativo e dalle radiazioni gamma;
  • Capaci di sopprimere i fattori infiammatori N FK-B, COX-1 e -2, PI3 chinasi;
  • Esercitare un’azione neuroprotettiva contro i ROS;
  • Aumentare il metabolismo del glucosio e l’utilizzazione dell’insulina.

RESVERATROL

Il resveratrolo è una piccola molecola presente nel vino rosso e ottenuta da una varietà di piante sotto stress.

La somministrazione di 100mg e 400mg di resveratrolo al giorno è chiaramente in grado di allungare la vita dei ratti da esperimento se paragonata a un gruppo controllo che assumeva solo placebo. Mentre i ratti alimentati con questa sostanza presentavano un allungamento della vita del 59%, una attività fisica alla 90 settimana quattro volte maggiore ed un cervello più giovane con una memoria più grande (Valenzano etal 2006)

Il resveratrolo riduce il peso ed il grasso nei modelli animali (ratti) con obesità indotta da una dieta ricca in grassi saturi: se paragoniamo il fegato di ratti alimentati con una dieta a basso contenuto di grassi per 18 mesi con quello di ratti alimentati con una tipica dieta occidentale e quella di ratti che assumono la dieta occidentale + resveratrolo possiamo osservare come il fegato di quest’ultimi sia paragonabile a quello dei ratti che seguivano una dieta povera in grassi nonostante assumessero grassi in abbondanza nella loro dieta (Sinclair 2005).

Non solo ma anche la muscolatura dei ratti alimentati con resveratrolo è diversa da quella dei ratti che assumono solo sostanza placebo: maggior consumo di energia, aumentata resistenza e un metabolismo prevalentemente ossidativo sotto sforzo rispetto a quello glicolitico dei ratti senza resveratrolo.

Infine la memoria dei ratti che assumono resveratrolo risulta decisamente migliore di quella dei ratti che non l’assumono.

Vanno infine citate le importanti proprietà antinfiammatorie del resveratrolo dimostrate in modelli di osteoartrite (EElmali et coll. 2005) e di colite (Ramon Marti net al 2006) nei ratti. L’importanza del resveratrolo sembra risiedere nel fatto che agisce a differenza degli antinfiammatori non steroidei (NSAID) su molteplici target del processo infiammatorio.

I NSAID agiscono infatti sul sistema delle COX mentre il resveratrolo oltre ad agire sul sistema COX, esercita un importante effetto farmacologico sui sistema NF-kB

POLIFENOLI DELL’UVA (VITIS VINIFERA)

Migliaia di polifenoli naturali (oltre 100.000) si trovano nelle piante: essi sono probabilmente i più abbondanti antiossidanti nella nostra dieta, le sostanze che ci proteggono dallo stress ossidativi. I polifenoli possono prevenire tutte le malattie associate con lo stress ossidativo, come le malattie cardiovascolari, il cancro e le malattie infiammatorie.

Il più abbondante tipo di polifenoli presenti nella dieta sono i flavonoidi: flavoni, flavonli, isoflavonoli, antocianine, flavoni, porantocianidine e flavanoni.

Le fitoalexine, come il resveratrolo contenuto nell’uva, sono molecole polifenoliche che proteggono l’ambiente da vari stress ambientali: se l’uva è sotto stress (attacchi da funghi, altri microbi, secchezza, eccessivi raggi UV, etc ) produce una più alta concentrazione di fitoalexine nella buccia degli acini, I ricercatori hanno identificato nella buccia degli acini dell’uva i geni specifici responsabili per la biosintesi delle fitoalexine.

Nel 1991 esplose il caso del “Paradosso Francese”: una ricerca epidemiologica evidenziò come i francesi che consumano circa il 40% in più di grassi di origine animale al giorno, quattro volte la quantità di burro, il 60% in più di formaggi e 3 volte più di carne di maiale degli americani, hanno un tasso di mortalità dovuto ad attacchi di cuore e a patologie delle arterie che è solo la metà di quella degli americani.

La  spiegazione venne trovata in un maggior consumo divino rosso, ricco di polifenoli e antiossidanti (oltre ovviamente all’alcool che comunque ha un effetto vasodilatore).

Successivamente le stesse proprietà vennero evidenziate anche nel succo di uva rossa (privo di alcool) e imputate quindi essenzialmente ai polifenoli e al resveratrolo in particolare.

In realtà il resveratrolo da solo non può essere responsabile di tutte le proprietà dell’uva rossa:

– in quanto è presente in piccolissime quantità;

– una volta assorbito va incontro rapidamente a processi di sul fonazione e di glicosilazione;

– studi metabolici hanno evidenziato come i livelli di resveratrolo dopo assunzione allo stato puro sia a livello palsmatico molto bassi;

– esiste però un aumentato assorbimento e un effetto sinergico quando il resveratrolo viene assunto con altri polifenoli del vino rosso.

I benefici del vino rosso sono quindi imputabili non al solo resveratrolo ma a un effetto sinergico di questo con gli altri polifenoli. E’ infatti dimostrato che:

  • i polifenoli del vino rosso sono reperibili a livello plasmatici dopo consumo di soli 100ml divino rosso;
  • la loro concentrazione nel plasma dopo consumo di 200ml è compresa tra 1-10 mg/ml;
  • una loro miscela ha un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule muscolari liscie riducendo in questa maniera il rischio cardiovascolare (Toba etal 2000);
  • i polifenoli dell’uva hanno un effetto antiossidante inibendo l’ossidazione del colesterolo LDL.

Tra tutte le qualità di vino quella che sembra produrre la maggior quantità di polifenoli è una varietà di Pinot Nero che proviene dall’Australia dove lo stress dovuto all’attacco di infezioni fungine e radiazioni UV determina un’alta concentrazione di queste sostanze. L’azione degli estratti di questa uva australiana è in grado di prolungare la vita dei lieviti in maniera analoga a quanto esercitato dal resveratrolo.

RESVERATROLO E POLIFENOLI, UNA SINERGIA INDISPENSABILE

Come abbiamo detto il resveratrolo è presente in quantità abbastanza basse nella buccia dell’uva nera. Per ottenere una quantità farmacologicamente significativa esso va estratto da una pianta cinese: il Polygonum cuspidatum (Hu Zhang) attraverso un processo tecnologicamente sofisticato.

L’importanza dell’associazione tra il resveratrolo da Polygomun cuspidatum e l’estratto di uva deriva dal fatto che negli estratti di uva spesso il resveratrolo non arriva a dosaggi farmacologicamente significativi, ma l’utilizzo del solo resveratrolo non garantisce che questo possa arrivare nella giusta concentrazione nel sangue. Ogni volta che apriamo una bottiglia di vino infatti il resveratrolo va incontro a un rapido processo di ossidazione (Prokop et al 2006).

lI resveratrolo esiste infatti in due forme, cis- e trans-. La forma trans- è quella biologicamente più attiva. La conversione da trans- a cis- avviene con l’esposizione alla luce e all’ossigeno (Canto set al 2000). II resveratrolo trans- è ben assorbito a livello intestinale. La dose minima per cui il suo dosaggio sia apprezzabile a livello ematico è di 100 mg.

La biodisponibilità è comunque bassa dovuta al rapido metabolismo e conversione nei metaboliti trans-resveratrol-3-o- glucuronide e trans-resveratrol-3-solfato. Gli studi fino ad oggi realizzati hanno utilizzato dosi molte alte di resvetarolo, molto più alte di quella degli estratti di uva (Bauret al 2006; Lagouge et al 2006).

Sulla base di questi studi e poiché è dimostrato che la quercitina come altri polifenoli dell’uva inibiscono i processi metabolici di glucoronizzazione e di sulfazione il resveratrolo in ResAge è stato associato a un estratto di vino australiano ricco in polifenoli. In questa maniera la biodisponibiltà del resveratrolo risulta aumentata fino ad ottenere una concentrazione ematica farmacologicamente significativa.

  Studio Clinico (Dott. Antonio Bianchi)

Lo studio clinico eseguito su ResAge è stato realizzato su 90 soggetti adulti sedentari divisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto ogni giorno per 90 giorni una capsula di ResAge corrispondente a 100 mg di resveratrolo.

L’altro gruppo ha ricevuto una sostanza placebo. I soggetti avevano 30-65 anni di età e sono stati sottoposti a test da sforzo con cicloergometro e a test computerizzato sulla memoria all’inizio e alla fine dello studio.

Il test con cicloergimetro consisteva in un test effettuato partendo da una resistenza inziale di 50W che veniva incrementata di 25W ogni 3 minuti fino a quando il soggetto richiedeva di fermarsi. Il test sulla memoria è un noto test elaborato dall’università di Pittsburg, USA,denominato ImPACT®.

I risultati evidenziati dallo studio dimostravano che a parità di sforzo fisico i soggetti che assumevano ResAge manifestavano una minor tachicardia, segno di un minor sforzo fisico mentre il test sulla memoria evidenziava un miglioramento molto marcato dei processi mnemonici. Questo dato è particolarmente importante considerando la potenziale azione preventiva del resveratrolo sull’Alzheimer (Anekonda 2006).

Bibliografia

– Anekonda TS (2006). Resveratrol- a boon for treatingAlzheimer’s disease? Srain Res Rev., 52(2), 316-326.

– BauriA, Pearson KJ, Price NL, iamieson HA, Lerin C, Kaira A, Parbhu VV and Ailard G. Resveratrol improves heaith and survivai of mice on a high-calorie diet Nature 444, 337-342.

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