Il Chaga, conosciuto scientificamente come Inonotus obliquus, è un fungo medicinale che cresce principalmente nelle regioni fredde e boreali dell’emisfero settentrionale, soprattutto su betulle. Utilizzato da lungo tempo nelle tradizioni popolari del Nord Europa e dell’Asia settentrionale, oggi è oggetto di crescente interesse da parte della ricerca scientifica per la particolare ricchezza di polisaccaridi, polifenoli e triterpeni.
Per il suo caratteristico aspetto scuro e irregolare, il Chaga viene chiamato anche “diamante della foresta” o “perla nera”.
Le ricerche moderne stanno studiando in particolare le proprietà antiossidanti e immunomodulanti degli estratti di Inonotus obliquus, oltre al possibile coinvolgimento di alcuni suoi composti bioattivi in diversi processi biologici.
Che cos’è il Chaga (Inonotus obliquus)?
Inonotus obliquus è un fungo appartenente alla famiglia delle Hymenochaetaceae. Cresce prevalentemente sui tronchi di betulla e di altre latifoglie nelle foreste boreali e nelle zone caratterizzate da climi freddi.
La parte più caratteristica è lo sclerozio, una formazione scura e dura che si sviluppa sulla corteccia dell’albero e che contiene numerosi composti bioattivi.
Il Chaga è conosciuto nella medicina tradizionale di alcune popolazioni dell’Europa settentrionale, della Russia e dell’Asia. Tradizionalmente veniva preparato soprattutto come decotto o infuso, ottenuto dalla lavorazione del fungo essiccato.
La ricerca moderna ha successivamente concentrato l’attenzione sulla composizione chimica del fungo e sulle caratteristiche dei suoi estratti.
Chaga e medicina tradizionale
Il fungo Chaga (Inonotus obliquus) vanta una lunga storia di utilizzo nella medicina popolare di diverse aree del mondo, in particolare Russia, Siberia, Cina, Giappone, Corea ed Europa orientale.
Tradizionalmente veniva preparato soprattutto sotto forma di infuso o decotto, ottenuto dal fungo essiccato, e utilizzato nell’ambito delle pratiche popolari per il benessere generale e per diversi disturbi dell’apparato digerente.
Le fonti storiche riportano l’impiego del Chaga anche in relazione a disturbi gastrointestinali, problematiche epatiche e cardiovascolari e, in alcune tradizioni, come rimedio popolare per altre condizioni.
L’interesse della ricerca moderna nasce proprio da questa lunga tradizione d’uso. Gli studi hanno successivamente analizzato la composizione di Inonotus obliquus, identificando numerose sostanze bioattive, tra cui polisaccaridi, β-glucani, triterpeni, polifenoli, betulina, acido betulinico e inotodiolo.
Dalla medicina popolare alla ricerca scientifica

Negli ultimi decenni il Chaga è stato studiato soprattutto per le sue possibili attività antiossidanti e immunomodulanti. Sono state inoltre condotte ricerche sperimentali sui suoi componenti in relazione a diversi processi biologici.
Il valore del Chaga risiede quindi oggi soprattutto nell’interesse scientifico verso la sua particolare composizione e verso le biomolecole che contiene.
Questo approccio permette di valorizzare la tradizione del “fungo della perla nera” senza confondere l’uso tradizionale con una dimostrata efficacia terapeutica.
A partire dal XX secolo sono aumentati gli studi dedicati alla composizione del Chaga e alle possibili attività biologiche dei suoi estratti. Le ricerche hanno evidenziato la presenza di numerose molecole di interesse, favorendo lo sviluppo di estratti più concentrati e standardizzati.
Quali sono i principali principi attivi del Chaga?
Uno degli aspetti più interessanti di Inonotus obliquus è la varietà di sostanze bioattive presenti nel fungo.
Tra le principali troviamo:
- polisaccaridi, inclusi polisaccaridi ricchi di β-glucani;
- triterpeni;
- polifenoli e composti fenolici;
- betulina e acido betulinico;
- inotodiolo;
- altri composti ad attività antiossidante.
La composizione può variare in funzione dell’origine del fungo, della parte utilizzata e soprattutto del metodo di estrazione e standardizzazione.
Le revisioni scientifiche più recenti evidenziano proprio l’importanza della struttura dei polisaccaridi, del loro peso molecolare e delle caratteristiche dell’estratto nel determinare le attività biologiche osservate negli studi sperimentali.
Polisaccaridi del Chaga e sistema immunitario
I polisaccaridi di Inonotus obliquus rappresentano una delle categorie di composti maggiormente studiate. Le ricerche sperimentali hanno evidenziato possibili attività immunomodulanti, cioè la capacità di influenzare alcuni meccanismi coinvolti nella risposta immunitaria.
Questo non significa che il Chaga “stimoli” indiscriminatamente le difese immunitarie. Il termine immunomodulante indica più correttamente un’interazione con specifici meccanismi della risposta immunitaria.
Le evidenze disponibili suggeriscono un potenziale interesse dei polisaccaridi del Chaga per la ricerca nutraceutica e farmacologica, ma sono necessari ulteriori studi clinici per stabilire quanto questi risultati possano essere trasferiti all’uomo.
Chaga e attività antiossidante
Un’altra caratteristica frequentemente studiata di Inonotus obliquus è la sua attività antiossidante. Diversi composti presenti nel fungo, tra cui polisaccaridi e sostanze fenoliche, sono stati studiati per la loro capacità di interagire con i processi ossidativi.
Studi sperimentali hanno evidenziato attività di contrasto ai radicali liberi in differenti modelli di laboratorio.
Chaga, betulina e acido betulinico
Tra le sostanze di particolare interesse presenti nel Chaga troviamo betulina e acido betulinico, composti appartenenti alla famiglia dei triterpeni. L’acido betulinico è stato oggetto di numerosi studi sperimentali, anche nell’ambito della ricerca oncologica. Alcuni lavori hanno osservato effetti biologici su cellule tumorali in modelli di laboratorio.
È tuttavia fondamentale precisare che questi risultati non dimostrano che il Chaga sia una cura contro il cancro. La ricerca oncologica sul fungo riguarda principalmente meccanismi cellulari e modelli preclinici e non può essere utilizzata per sostituire terapie oncologiche comprovate.
Chaga e ricerca cardiovascolare
Tra gli ambiti di ricerca che hanno suscitato interesse verso il Chaga (Inonotus obliquus) rientra anche quello cardiovascolare.
Alcuni studi sperimentali hanno valutato l’azione degli estratti di Chaga sul metabolismo dei lipidi e sullo stress ossidativo, osservando risultati interessanti soprattutto in modelli animali.
In particolare, uno studio condotto per otto settimane su ratti alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi ha osservato, dopo la somministrazione di polisaccaridi di Inonotus obliquus, una riduzione del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi, associata a un aumento di alcuni parametri legati alla capacità antiossidante dell’organismo.
Altri studi condotti su modelli animali hanno riportato risultati favorevoli anche sui livelli di colesterolo HDL, comunemente definito “colesterolo buono”.
Un ulteriore filone di ricerca ha esaminato l’interazione degli estratti di Chaga con l’aggregazione piastrinica, osservando in laboratorio una possibile attività inibitoria.
Chaga e apparato gastrointestinale
L’apparato gastrointestinale rappresenta uno degli ambiti legati alla tradizione d’uso del Chaga. Le preparazioni tradizionali venivano consumate soprattutto sotto forma di decotto. La ricerca contemporanea sta inoltre studiando i polisaccaridi di Inonotus obliquus in relazione al microbiota intestinale e all’asse intestino-sistema immunitario. Si tratta di un settore di ricerca particolarmente interessante, ma ancora in evoluzione.
Chaga: fungo intero, polvere ed estratto
Il Chaga può essere utilizzato in diverse forme.
- Fungo essiccato: la materia prima essiccata può essere utilizzata per preparare tradizionalmente infusi o decotti.
- Polvere: la polvere deriva dalla lavorazione del fungo essiccato. La concentrazione dei diversi composti può però variare considerevolmente in base alla materia prima e al processo produttivo.
- Estratto: gli estratti di Chaga sono ottenuti attraverso specifici processi di estrazione finalizzati a concentrare determinate categorie di composti.
La qualità di un estratto dipende quindi non soltanto dalla quantità di materia prima utilizzata, ma anche dal processo di estrazione, dalla standardizzazione e dalla composizione finale.
Gli estratti possono essere ottenuti con tecnologie sostenibili che preservano l’integrità dei composti funzionali. Il risultato è un’elevata concentrazione delle sostanze di interesse medico, con un miglior profilo di efficacia. Inoltre, la standardizzazione assicura una composizione costante in termini di contenuto di polisaccaridi, terpeni, zinco e altri micronutrienti..
Chaga e sicurezza: attenzione all’uso prolungato
Un aspetto particolarmente importante riguarda il contenuto di ossalati. In letteratura sono stati descritti casi di danno renale associati all’assunzione prolungata o elevata di preparazioni a base di Chaga, in particolare di polvere. È quindi opportuno evitare l’automedicazione con quantità elevate o l’uso prolungato senza una valutazione professionale.
Particolare prudenza è consigliabile in presenza di problemi renali, terapie farmacologiche o condizioni cliniche che richiedano un controllo medico.
Curiosità
Oggi il Chaga è uno dei funghi medicinali più popolari e studiati a livello internazionale.
Nel 1955 è stato ufficialmente riconosciuto dal Russian Medical Research Council per il suo impiego nel trattamento dei tumori, in particolare quelli gastrici e polmonari.
Il premio Nobel Aleksandr Solženicyn ne ha descritto l’uso tradizionale e le sue proprietà medicinali nei suoi scritti del 1968 e del 1971, ispirati alle esperienze vissute in Siberia.
Mico-Chaga Hifas da Terra: estratto puro di Chaga

Tra gli integratori a base di Inonotus obliquus, Mico-Chaga di Hifas da Terra, proposto da Erboristeria Arcobaleno, è una formulazione specificamente dedicata al Chaga. A differenza degli integratori che associano diverse specie di funghi medicinali, Mico-Chaga è progettato esclusivamente a base di estratto di Chaga (Inonotus obliquus), arricchito con vitamina C da acerola.
Il risultato è una formulazione pensata per chi desidera conoscere con precisione la natura dell’estratto utilizzato e le principali biomolecole che lo caratterizzano.
Un estratto di Chaga standardizzato
Uno degli aspetti più interessanti di Mico-Chaga è la standardizzazione dell’estratto.
Hifas da Terra pone particolare attenzione alla quantità e alla tipologia delle biomolecole presenti nel Chaga, tra cui:
- β-glucani fungini β-(1-3),(1-6) D-glucani;
- triterpeni;
- ergotioneina;
- acido betulinico;
- inotodiolo.
La presenza di queste sostanze permette di caratterizzare l’estratto in modo più preciso rispetto alla semplice indicazione generica “Chaga”. In particolare, acido betulinico e inotodiolo sono due composti caratteristici di Inonotus obliquus e rappresentano interessanti marcatori della composizione dell’estratto.
Secondo i dati riportati da Hifas da Terra, la dose giornaliera di Mico-Chaga fornisce oltre 370 mg di β-(1-3),(1-6) D-glucani, oltre a composti triterpenoidi, acido betulinico, inotodiolo ed ergotioneina.
Il particolare rapporto tra Chaga e betulla
Il Chaga presenta una caratteristica particolarmente interessante legata al suo rapporto con la betulla, uno degli alberi sui quali cresce spontaneamente.
La betulla è naturalmente ricca di betulina. Il metabolismo del fungo è in grado di trasformare la betulina in altri composti, tra cui l’acido betulinico, una delle molecole che hanno contribuito a suscitare l’interesse della ricerca scientifica sul Chaga.
La presenza di acido betulinico e inotodiolo nell’estratto rappresenta quindi un elemento particolarmente interessante per la caratterizzazione di un Chaga di qualità.
Mico-Chaga e vitamina C
Mico-Chaga associa all’estratto di Chaga la vitamina C proveniente dall’acerola. La vitamina C svolge numerose funzioni fisiologiche riconosciute e, in particolare, contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e al normale funzionamento del sistema immunitario.
Questa associazione completa la formulazione offrendo, accanto alle biomolecole naturalmente presenti nel fungo, un nutriente con funzioni nutrizionali ufficialmente riconosciute.
Una capsula 100% vegana
Anche la capsula è stata progettata in linea con la filosofia del prodotto. Mico-Chaga utilizza una capsula 100% vegetale, adatta a chi segue un’alimentazione vegana. La caratteristica colorazione viola della capsula è ottenuta utilizzando concentrato di succo di carota, evitando il ricorso a coloranti sintetici.
Perché scegliere Mico-Chaga?
La scelta di un integratore a base di Chaga non dovrebbe basarsi soltanto sulla quantità di fungo indicata in etichetta.
È importante considerare anche:
- la specie utilizzata;
- l’origine della materia prima;
- la parte del fungo impiegata;
- il processo di estrazione;
- la quantità di β-glucani;
- la presenza e la quantificazione dei triterpeni;
- la presenza di composti caratteristici come acido betulinico e inotodiolo;
- la qualità e la tracciabilità delle materie prime.
Mico-Chaga nasce proprio da questa filosofia: offrire un estratto puro di Inonotus obliquus del quale sia possibile conoscere e caratterizzare le principali componenti bioattive. È una scelta particolarmente interessante per chi cerca un prodotto specificamente dedicato al Chaga, anziché una miscela di differenti funghi medicinali.
Chaga: domande frequenti
Che cos’è il Chaga?
Il Chaga è il nome comune di Inonotus obliquus, un fungo che cresce soprattutto nelle foreste boreali e che presenta una lunga tradizione d’uso nella medicina popolare.
Quali sono le principali sostanze del Chaga?
Tra i principali componenti studiati troviamo polisaccaridi, β-glucani, triterpeni, polifenoli, betulina, acido betulinico e inotodiolo.
Il Chaga sostiene il sistema immunitario?
I polisaccaridi di Inonotus obliquus hanno mostrato attività immunomodulanti in numerosi studi sperimentali. Le evidenze cliniche nell’uomo sono però ancora insufficienti per attribuire al Chaga specifici effetti terapeutici.
Il Chaga è un antiossidante?
Gli estratti di Chaga hanno mostrato attività antiossidante in diversi modelli sperimentali. Questo rappresenta uno degli ambiti di ricerca più studiati sul fungo.
Il Chaga cura i tumori?
Alcuni composti del Chaga sono studiati per possibili attività antitumorali in laboratorio, ma non esistono evidenze sufficienti per considerare il Chaga una cura contro il cancro. Non deve sostituire le terapie oncologiche prescritte.
Come viene utilizzato tradizionalmente?
Tradizionalmente il Chaga veniva soprattutto preparato sotto forma di infuso o decotto a partire dal fungo essiccato.
Il Chaga è sempre sicuro?
L’uso prolungato o in quantità elevate può comportare rischi, e in letteratura sono stati riportati casi di nefropatia da ossalati associati al consumo di Chaga.
In sintesi
Il Chaga (Inonotus obliquus) è un fungo di interesse nutraceutico caratterizzato dalla presenza di polisaccaridi, triterpeni, polifenoli e altri composti bioattivi.
La ricerca scientifica sta approfondendo soprattutto le sue proprietà antiossidanti e immunomodulanti, oltre alle possibili interazioni dei suoi componenti con diversi processi biologici.
Il crescente interesse per gli estratti standardizzati rappresenta un’importante evoluzione rispetto all’uso tradizionale del fungo. Tuttavia, per molte delle applicazioni oggi studiate sono ancora necessari studi clinici nell’uomo.
Per questo il Chaga va considerato soprattutto come un fungo oggetto di ricerca e di interesse nutraceutico, senza attribuirgli proprietà terapeutiche non ancora dimostrate.
Nota: le informazioni presenti in questo articolo hanno finalità informative e non sostituiscono il parere del medico, del farmacista o di altro professionista sanitario.
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Bibliografia
Le informazioni relative alla composizione, ai principi bioattivi e alla ricerca su Inonotus obliquus sono state approfondite attraverso la letteratura scientifica indicizzata su PubMed.
- Glamočlija J. et al., Chemical characterization and biological activity of Chaga (Inonotus obliquus), a medicinal “mushroom”, Journal of Ethnopharmacology, 2015.
- Lu Y. et al., Recent Developments in Inonotus obliquus (Chaga mushroom) Polysaccharides, Polymers, 2021.
- Tee Yon Ern P. et al., Therapeutic properties of Inonotus obliquus (Chaga mushroom): A review, Mycology, 2024.
- Study on the hypolipidemic effect of Inonotus obliquus polysaccharide in hyperlipidemia rats based on the regulation of intestinal flora.
- Study of active components and mechanisms mediating the hypolipidemic effect of Inonotus obliquus polysaccharides.
- Hyun K.W. et al., Isolation and characterization of a novel platelet aggregation inhibitory peptide from the medicinal mushroom, Inonotus obliquus, Peptides, 2006.
















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