Una selezione di integratori naturali pensati per supportare benessere generale, energia ed equilibrio dell’organismo in modo naturale e quotidiano.

Nutraceutico, proenergetico e ricostituente cellulare naturale a base di proxeronina, scopoletina, serotonina, damnacantale e polissaccaridi ( estratto puro di morinda citrifolia.. noni) per gli stati di affaticamento e deterioramento psicofisici.

Da sempre si ritiene che l’organismo umano “è in salute” quando ogni cellula ed ogni apparato reagiscono con equilibrio in rapporto agli stimoli endogeni ed esogeni, mentre la vecchiaia è il progressivo rallentamento delle funzioni fisiologiche con decadimento della salute. “Stare in salute” è sinonimo di “restare giovani” e di “cercare di contrastare il più possibile l’invecchiamento”.

Negli ultimi vent’anni i ricercatori di tutto il mondo hanno sempre più focalizzato l’attenzione su principi attivi “bioregolatori” in grado di “riaggiustare e ricostruire” i meccanismi funzionali e difensivi dell’organismo, in modo da prevenire o rallentare l’insorgere di stati patologici, dove l’obbiettivo finale è quello di invecchiare in modo armonico. La Proxeronina, principio attivo di Morinda Citrifolia (Rubiaceae), si è dimostrata in grado di regolare il corretto funzionamento delle cellule umane esposte a stress, disidratazione e invecchiamento, fattori che la rendono non più in grado di svolgere in modo ottimale la loro azione fisiologica.

La Proxeronina è una molecola complessa, pesante 2000 volte più dell’acqua (H2O), contiene un gruppo tiolitico (SH).
Essa è attiva solo quando il gruppo –SH è libero ed è il precursore della Xeronina, un alcaloide utile ogni volta si renda necessaria l’attivazione metabolica delle proteine. Qualora la proteina (enzima, recettore, trasduttore di segnali), non sia più nella corretta conformazione, cessa di espletare la sua funzione in maniera ottimale.
La Xeronina interagisce con la proteina ripristinandone la corretta configurazione, facendo sì che si ritorni al normale assetto fisiologico della cellula.
A seconda della collocazione dei singoli aminoacidi all’interno delle lunghe catene di una proteina, si ottengono diversi tipi di proteine con differenti modalità d’azione.

La Xeronina, attingendo energia dall’acqua (gli alcaloidi sono in grado di scindere in modo mirato i legami idrogeno che contengono insieme i vari gruppi di molecole cluster dell’acqua), si lega chimicamente con una proteina, attivandola. La Xeronina presente nell’organismo ha una vita molto breve in quanto viene distrutta da enzimi od ossidata poco tempo dopo la liberazione da Proxeronina, per catalisi mediata dall’enzima Proxeronasi (presente sia nel frutto di Morinda Citrifolia, sia nell’organismo), coadiuvata dalla Serotonina, anch’essa presente in Morinda Citrifolia. La quantità di Xeronina non utilizzata dall’organismo, viene rapidamente espulsa dal corpo per via renale, rendendone impossibile un sovradosaggio.

La Xeronina fa parte di una nuova classe di integratori alimentari naturali biologicamente attivi, in grado di svolgere un’attività correttiva/ricostituente sulle funzioni delle cellule dei tessuti e degli organi del corpo.
La Xeronina risulta quindi INDISPENSABILE per un corretto equilibrio dell’organismo, la Proxeronina giunge all’intestino e da qui arriva al fegato dove viene immagazzinata.
Ogni due ore circa, in seguito ad uno specifico segnale inviato al cervello, il fegato ne rilascia un determinato quantitativo nel flusso sanguigno in modo che i vari organi e tessuti possono assorbire la quantità necessaria per produrre la Xeronina di cui necessitano per funzionare correttamente e mantenersi in salute ed efficienza.

L’organismo umano produce Xeronina traendola dagli alimenti, ma molti ricercatori incluso Heineike, a partire dagli anni ’80 sostengono che, a causa dell’impoverimento dei terreni e dell’utilizzo di fertilizzanti chimici, molte sostanze si siano considerevolmente ridotte.

L’agricoltura commerciale inquina i terreni con l’uso intensivo di pesticidi ed erbicidi, che abbattono il contenuto in nutrienti degli alimenti che assumiamo, rendendo la nostra alimentazione impoverita e disarmonica. Il depauperamento in amminoacidi essenziali, vitamine e minerali determina squilibri nei processi fisiologici di accrescimento e di difesa dell’organismo. I terreni continuano a perdere valore in termini di qualità nutritiva a causa delle colture intensive e della crescita demografica. Il mondo si trova stretto fra la denutrizione dei paesi sottosviluppati e l’obesità o la malnutrizione dell’Occidente.

La malnutrizione che nei paesi economicamente sviluppati colpisce quasi esclusivamente gli anziani, può dipendere in una certa percentuale di soggetti da cause organiche, ma affonda le sue radici nella scarsa qualità in nutrienti degli alimenti disponibili a livello commerciale. Quando si hanno preoccupazioni ed emozioni negative, esperienze stressanti, la produzione di Xeronina si inibisce o si riduce; alla stregua di quanto accade in età avanzata, a causa della fisiologica malnutrizione da progressiva diminuzione della capacità di assorbire nutrienti.

Altri principi attivi del  NONI sono:

SCOPOLETINA
Appartiene al gruppo delle Curarine ed una sostanza molto versatile, ha dimostrato di avere attività epatoprotettiva e un effetto adattogeno simile a quello del Ginseng, protegge il sistema cardiocircolatorio da tutti gli eccessi, dilata i vasi sanguigni sclerotizzati, normalizza la pressione sanguigna; esercita un’azione antinfiammatoria e antistaminica, antagonizzando le allergie.

POLISSACCARIDI
Gli zuccheri complessi, polimeri costituiti da monosaccaridi, si dividono in oligossaccardi (corte catene di zuccheri semplici, generalmente fino ad otto unità) e polisaccaridi (con catene molto lunghe, che possono essere anche ramificate e cicliche), possono essere strutturali o di riserva, possono agire come immunostimolanti.

DAMNACANTALE
La scoperta di questo alcaloide antrachinonico in Morinda Citrifolia, si realizzò presso l’ Università di Kelo e l’Istituto per le Scienze Biomediche del Giappone nel 1993; i risultati delle ricerche portano alla conclusione che grazie ad una modificazione genetica provocata dal Damnacantale, le cellule precancerogene sono indotte a una
moltiplicazione cellulare più lenta, incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi.

SEROTONINA
La Serotonina (5idrossitriptamina,5HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell’apparato gastrointestinale. A livello del Sistema Nervoso Centrale, la Serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonnoveglia, della sessualità, dello stimolo della fame, della termoregolazione; influenza la percezione del dolore; favorisce la digestione, partecipa alla biosintesi della Xeronina.
Studi scientifici hanno permesso di concludere che la Xeronina, la Scopoletina, la Serotonina e tutti gli altri costituenti del frutto agiscono insieme al fine dell’arminica stimolazione dell’attività dell’ipofisi, stimolando la biosintesi e la formazione di Melatonina.

La Melatonina è un ormone che garantisce un sonno tranquillo, aiuta in
caso di crampi allo stomaco, in caso di stanchezza e di stati depressivi. Insieme con la Serotonina influisce sul ciclo femminile e sullo stato d’animo emozionale; gli effetti sinergici delle suddette sostanze influiscono positivamente sulla sindrome premestruale, che comporta spesso sbalzi di umore, isteria, crampi allo stomaco, nervosismo, svenimenti e cali energetici nel periodo compreso fra
l’ovulazione e l’inizio. Negli uomini agisce sulla funzione della prostata, stimolando la minzione notturna.

L’effetto sinergico di Xeronina, Scopoletina, Serotonina stabilizza anche i valori della glicemia.

La FDA (Food&Drug Administration) ha inserito la Morinda Citrifolia, nelle categoria dei GRAS (Generally Recognised As Safe). Ragion per cui questi principi attivi “sono sicuri” anche per le gestanti e le donne che allattano.
Morinda Citrifolia è ritenuta una delle più grandi scoperte degli ultimi decenni nel campo delle cure naturali: negli USA, Germania, Australia, Olanda, Sud America e tanti altri paesi viene utilizzata nei moderni protocolli medici alternativi e non per una vastissima gamma di problemi di salute, nonché nell’alimentazione quotidiana.

AZIONI FISIOLOGICHE DEL  NONINoni dalla Polinesia per rigenerarsi ogni giornoInibizione della replicazione cellulare aberrante:
Ogni cellula, in base alle proprie caratteristiche funzionali e in base alla sua specializzazione, ha in sé la capacità di replicarsi, che comunque non può essere indefinita. Sotto l’influenza di fattori sia esogeni sia endogeni, le cellule possono crescere e moltiplicarsi in modo anormale e incontrollato. Se una cellula cambia modalità di replicazione siamo di fronte ad una situazione grave che non controllata correttamente dalla Xeronina prodotta dall’organismo. PERDITA DI ENERGIA E DI PESO, DEPIGMENTAZIONE CUTANEA SONO I SINTOMI INIZIALI. In questi casi, è molto utile l’assunzione, fin dall’inizio della percezione di questi sintomi, il succo NONI.

Protezione dall’effetto dei radicali liberi:
I radicali liberi generati sia dagli stress sia da agenti esterni danneggiano la cellula e molto spesso si ha una replicazione cellulare che può portare a melanomi cutanei o addirittura a forme tumorali. Per rallentare o bloccare questi effetti occorre operare direttamente sulla cellula. L’azione del succo NONI e quindi della Xeronina esercita un sicuro effetto di rallentamento dei danni provocati da cellule danneggiate dai radicali liberi.

Ottimizzazione del metabolismo cellulare:
Gli alimenti, tramite i processi digestivi, vengono ridotti a sostanze assimilabili dalle cellule dei villi intestinali. Con il procedere degli anni e con l’attuale stile di vita, è sempre più difficile avere efficienti sia le cellule intestinali, sia i sistemi di depurazione epatico renale dell’organismo. L’azione suppletiva del succo NONI e
quindi della Xeronina, porta a migliorare i processi cellulari di assimilazione e di digestione cellulare.

Antagonizzazione di ansia e insonnia:
La depressione è un disordine del tono dell’umore che colpisce i pensieri, il comportamento ed il benessere della persona cui molto spesso si accompagna,sul piano fisico, l’astenia, cioè una condizione più o meno accentuata di stanchezza. Bassi livelli di Serotonina, neurotrasmettitore chimico, risultano essere significativamente associati alla depressione, il succo NONI, con un elevato contenuto di Serotonina, svolge un’azione modulatrice nella produzione di sostanze che portano le persone a sentirsi meno depresse ed a superare molte problematiche ad esse collegate.

Protezione da asma e allergie:
L’asma bronchiale è una patologia caratterizzata essenzialmente da uno spasmo dei bronchi. Che induce difficoltà di respiro (dispnea): Esistono due forme di asma bronchiale: una allergica. In cui l’allergene può agire in modo perenne o sporadico e una non allergia, determinata da fattori di vari natura. Gli effetti dell’asma possono essere peggiorati da allergie, infezioni batteriche o virali.
L’assunzione del succo NONI aiuta a ridurre i sintomi dell’asma, a modulare il sistema immunitario e a migliorare la funzionalità del sistema respiratorio.

Controllo della pressione arteriosa elevata:
L’assunzione del succo NONI può essere utile in quanto contiene Scopoletina, che ha la funzione di dilatare le arterie riducendo la pressione, attraverso la produzione di ossido nitrico che dilata e rende elastiche le arterie e la Xeronina che interviene nel ristrutturare le cellule danneggiate nel sistema circolatorio.

Stimolazionedel sistema immunitario:
Il succo NONI, grazie ai Polisaccaridi ad alto peso molecolare esplica un’azione immunostimolante in toto. In risposta all’azione di agenti esterni, i Polisaccaridi titolano l’organismo umano alla produzione di linfociti, che sono i costituenti principale del sistema immunitario, cioè una difesa contro l’attacco di microrganismi patogeni quali virus, batteri, funghi e protesti. I linfociti producono anticorpi e li dispongono sulla membrana cellulare, con funzioni difensive. La Xeronina, stimolando la produzione delle cellule T, agisce direttamente a livello dell’immunità cellulomediata.

Effetto analgesico e sedativo:
La Xeronina agisce in modo indiretto stimolando l’organismo alla produzione e all’impiego di endorfine, oppioidi endogeni.
Le endorfine, grazie ai loro potenti effetti antidolorifici contribuiscono al benessere in toto dell’organismo, contrastando la sintomatologia depressiva. Una sperimentazione ha accertato chela Morinda Citrifolia, può garantire un effetto analgesico al 75% rispetto l’effetto analgesico del solfato di morfina senza provocare affetti laterocollaterali. Naturalmente Morinda Citrifolia deve essere usata in quantità sostenute per poter raggiungere un effetto analogo. A livello farmacologico, il fatto che una determinata attività aumenti in concomitanza all’aumento di una sostanza, evidenzia una caratteristica importantissima di questa essenza vegetale contenuta nel succo NONI: il comportamento è identico a quello di un farmaco. Nel farmaco infatti, a differenza del prodotto omeopatico, il principio attivo è dosabile

Effetto antinfiammatorio:
Il target dei FANS (acido acetilsalicilico, indometacina, diclofenac, piroxicam, ibuprofene…) è l’enzima ciclossigenasi nelle due isoforme identificate, COX 1, o costitutiva (sempre presente nell’organismo) e la COX 2 o inducibile (espressa solo in seguito ad un processo infiammatorio in atto).

L’enzima COX 1 è normalmente presente nei tessuti, dove stimola la sintesi della prostaglandine che regolano le normali attività cellulari, contribuendo a processi fisiologici quali la citopretezione gastroenterica, il flusso renale e l’aggregazione piastrinica. Risulta quindi fondamentale un’azione farmacologia quanto più selettiva sulla COX 2, espressa in corso di un’infiammazione sotto lo stimolo di fattori fitogeni e citochine. Studi e sperimentazioni portate avanti presso l’Università dll’Illinois (USA) dall’equipe di ricercatori formata da Wang, West, Jensen, Nowicki, Su, Palu e Andersen e concluse nel 2002, hanno evidenziato che l’azione dell’inibizione selettiva della COX 2 da parte di Morinda Citrifolia è comparabile a quella del Celecoxib. Questa scoperta è altamente significativa, dal momento che il frutto di Morinda Citrifolia succo NONI è un semplice frutto privo di effetti collaterali. Questa è la prima evidenza scientifica che conduce ad un forte attività antinfiammatoria del frutto di Morinda Citrifolia.

Effetto disintossicante da fumo:
La Nicotina, principio attivo presente nel fumo di tabacco, essendo molto simile alla Xeronina, viene scambiata con essa e utilizzata al suo posto. Come gli altri alcaloidi, la Nicotina attiva le proteine ma il suo grado di azione è molto più ridotto ed è per questo che l’organismo si trova ben presto di nuovo in stato di necessità; le altre sostanze che compongono l’alcaloide provocano inoltre diversi effetti dannosi. Le funzioni metaboliche che coinvolgono le proteine perdono così l’equilibrio naturale. In caso di rifornimento continuato di alcaloidi, le molecole ricettrici, che dovrebbero collaborare con la Xeronina, si adeguano sempre più alla “scarsa alimentazione” delle sostanze nutritive.
Ne consegue che, a causa della ridotta utilità degli alcaloidi, quando l’organismo non è rifornito rapidamente soffre di un fabbisogno di alcaloidi sempre più forte, oppure emette segnali di stress. Stando alle esperienze dirette, quando questo processo patologico è completamente reversibile: non appena l’organismo riceve adeguate quantità di Xeronina e quindi di succo NONI con l’Acido Folico, i processi biochimici vitali si svolgono di nuovo in modo corretto e i recettori di Xeronina riprendono a funzionare in modo adeguato: scompaiono quindi la dipendenza e i sintomi della privazione, che non sono altro che invocazioni d’ aiuto dell’organismo che richiede Xeronina. Per queste azioni combinate diventa molto semplice smettere di fumare.

Effetto antinvecchiamento
Il fegato è il principale organo che contiene Proxeronina, il secondo è la cute. La Proxeronina viene trasformata in tutto il corpo in Xeronina, pelle inclusa, per mantenere sana e liscia la sua superficie, la cute ha bisogno di molta Proxeronina. Il rapido invecchiamento cutaneo e la formazione delle rughe caratteristica dei fumatori, come anche la caduta dei capelli, possono essere ricondotti a carenze di (Pro)xeronina.

Il NONI in pediatria:
I fattori nutrizionali e biochimici contenuti nel succo NONI, aiutano a stabilizzare la salute dei bambini, migliorando l’assorbimento degli alimenti e rendendoli più resistenti a possibili influenze o malattie. Il succo NONI, al di sotto dei tre anni, deve essere somministrato dietro consiglio medico. Per il bambino la dose consigliata è comunque sempre la metà della dose dell’adulto.

Il NONI in ginecologia:
La sinergia degli alimenti costituenti il fitocomplesso ha validi effetti sulla sindrome premestruale quando è accompagnata da sbalzi di umore, nervosismo e da cali di energia comuni fra l’ovulazione e l’inizio del periodo. Le sue proprietà emmenagoghe trovano un impiego mirato nelle regolazione del ciclo mestruale. In caso di gravidanza è opportuno assumere il succo NONI sin dall’inizio e durante l’allattamento, per ottimizzare il rifornimento di sostanze vitali.

Effetto benefico sulla prostata:
Attraverso l’azione combinata degli Antiossidanti presenti all’interno del frutto di Morinda Citrifolia, di Betasitosterolo e grazie all’azione antiapoptosica della Xeronina, il succo NONI viene utilizzato opportunamente per antagonizzare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Esplica un’azione antinfiammatoria e antiedemigena, dimostrata dalla ridotta permeabilità capillare ridotta dall’istimina; inoltre viene ridotta , di fatto, l’ostruzione cervicoprostatica.
E’ indicata principalmente nel trattamento dell’IPB al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari, che si definiscono “disuria”.
Grazie all’antagonizzazione dei processi di pseudoapoptosi indotti dalle cellule tumorali. Il succo NONI svolge un’azione preventiva nei confronti dei tumori prostatici, ripristinando la struttura citoscheletrica delle cellule precancarose.Noni dalla Polinesia per rigenerarsi ogni giornoAVVERTENZE:
Il  NONI è completamente privo di effetti collaterali anche a dosi tre volte superiori a quelle consigliate, qualora si assumano farmaci immunosoppressori , il  NONI deve essere assunto solo dietro consenso medico, poiché uno degli effetti principali del  NONI è quello di rafforzare la risposta immunitaria. Il NONI può essere assunto con effetti molto positivi e sinergici da pazienti che assumono farmaci chemioterapici.

 

Un ciclo di trattamento ha una durata minima di un mese.
Stimolando le cellule alla produzione endogena di Xeronina, in modo da potenziare l’organismo nei confronti di veleni, scorie, virus e batteri, il dott. Heinicke è dell’opinione che non esista alcun tipo di sintomo da crisi di astinenza che non possa essere eliminato nell’arco di poco tempo con un’adeguata quantità di NONI.

Essendo un nutraceutico, il  NONI non può essere dosato in eccesso e nemmeno in difetto perché il NONI non è un farmaco ma un alimento. Utilizzando quotidianamente, con costanza, il  NONI è un modo per prendersi cura del proprio benessere. Consigliarlo alle persone che ci sono vicine e a cui vogliamo bene è un modo di prendersi cura di loro! Vedrete che vi ringrazieranno!

Nessuno può prendersi cura di noi stessi, dobbiamo pensarci da soli, stare bene con noi stessi vuol dire stare bene con gli altri, la serenità è un bene prezioso!

Buona salute e buona vita a tutti!!!

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Nei confronti degli integratori alimentari (più precisamente detti nutraceutici) esiste molto scetticismo e parecchia disinformazione.

La classe medica certamente non ha contribuito a diffondere informazioni scientificamente valide sul tema a causa di un misto di incompetenza, disinteresse e malafede. Per questo ancora oggi si sentono spesso opinioni di esperti o pseudotali che sostengono che non servono a nulla, che sono soldi buttati via o addirittura che sono dannosi.

La verità però è molto diversa. Intanto un numero immenso di studi dimostra l’utilità preventiva e terapeutica di sostanze nutrizionali e fitoterapici. Inoltre viene stimato che oltre il 90% delle persone presenti una o più deficienze nutrizionali, non cosi gravi da far insorgere un’avitaminosi acuta, ma sufficienti ad alterare nel tempo il metabolismo e ad aumentare il rischio di malattie croniche.
Spesso mancano, è vero, grandi studi randomizzati, simili a quelli usati per valutare i farmaci. Ma questo tipo di studio è disegnato per valutare l’effetto di un farmaco su una singola patologia e si adatta male a comprendere i molteplici effetti dei nutrienti sulla salute.

Inoltre gli studi randomizzati non hanno in genere durata sufficiente a valutare gli effetti di sostanze naturali che agiscono con tempistiche molto più lunghe rispetto ai farmaci.
Un’analisi della letteratura di qualche anno fa (The Lewin Group.2006. An evidence-based study of the role of dietary supplements in helping seniors maintain their independence.Prepared for: The Dietary Supplement Education Alliance), ha messo in evidenza come pochi integratori chiave potrebbero prevenire molte malattie croniche e far risparmiare miliardi di dollari in pochi anni.

Lo studio ha preso in considerazione solo integratori basilari usati per scopi tradizionali:

1. Calcio e vitamina D per contrastare l’osteoporosi
2. Acido folico per prevenire difetti del tubo neurale
3. Omega 3 per ridurre il rischio cardiovascolare
4. Luteina e zeaxantina per prevenire la degenerazione maculare

I ricercatori sono stati molto selettivi e hanno preso in considerazione solo gli studi che rispettavano i seguenti criteri:

1. L’integratore deve produrre un effetto fisiologico misurabile
2. L’effetto fisiologico deve corrispondere ad un cambiamento della condizione di salute
3. Il cambiamento dello stato di salute deve corrispondere ad una diminuita spesa sanitaria

I dati sono davvero interessanti. Partiamo da calcio e vitamina D in cui lo studio del Lewin Group stima che l’uso di questi 2 integratori potrebbe prevenire oltre 776.000 ospedalizzazioni per frattura dell’anca in 5 anni con un risparmio di 16.1 miliardi di dollari.
Invece l’uso di omega 3 per prevenire aritmie cardiache, ridurre l’ infiammazione, abbassare il colesterolo e la pressione potrebbe prevenire 374.000 ospedalizzazioni riducendo i costi di 3.2 miliardi di dollari in 5 anni.Ma gli integratori funzionano o no?L’uso di luteina e zeaxantina potrebbe invece aiutare 190.000 persone ad evitare l’assistenza per cecità comportando costi ridotti per 3.6 miliardi di dollari. Infine 44 milioni di donne negli USA non assumono acido folico durante la gravidanza. Se solo 11.3 milioni di esse assumessero acido folico ci sarebbero 600 neonati in meno con diffetti del tubo neurale con un risparmio di 1.4 miliardi di dollari. Se si sommano questi dati si arriva alla conclusione che spendendo qualche soldo in più al giorno, in 5 anni si otterrebbero 24 miliardi di costi sanitari in meno. Certo sono dati americani ma quelli per l’Europa e l’Italia non si discosterebbero di molto. E questi dati non prendono in considerazione né le persone con meno di 65 anni né i molteplici benefici che singoli integratori producono. Basti pensare all’azione preventiva sui tumori della vitamina D che in questa analisi non è stata presa in considerazione.

Dunque chi si ostina a sostenere che gli integratori non servono forse dovrebbe studiare più a fondo la letteratura scientifica. Come concludeva uno studio di qualche anno fa sulJournal of the American Medical Association (JAMA), i medici dovrebbero invece fare maggiori sforzi per comprendere se i pazienti assumono le vitamine necessarie.

Scritto in data 09/05/2011 da FILIPPO (https://www.filippo-ongaro.it)


L’arginina sta assumendo notevole importanza come precursore dell’ossido nitrico per le tante funzioni che quest’ultimo esplica nell’attività cellulare, nella trasduzione dei segnali biologici e nella difesa immunitaria.

La L-Arginina e un importante amminoacido che, se assunto ad alte dosi favorisce la produzione dell’ormone della crescita (GH). Le sue funzioni sono analoghe a quelle di questo importante ormone (favorisce il mantenimento del trofismo muscolare, accelera la guarigione dalle ferite, favorisce l’utilizzo di grassi a scopo energetico, migliora l’attività cerebrale e le difese immunitarie, partecipa alla sintesi del collagene). E’ pertanto indicata nella cura dell’obesità, nella terapia dell’HIV e come integratore per l’aumento della massa muscolare.

L’arginina è un aminoacido essenziale per i bambini in fase di crescita ma non per gli adulti (dato che può essere sintetizzata dall’organismo, soprattutto a livello renale ed epatico). Nell’adulto l’arginina rientra comunque nella categoria degli “aminoacidi condizionatamente essenziali” (insieme a glicina, glutamina, prolina e taurina) perché ricopre un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi e delle funzioni dell’organismo. In alcune condizioni patologiche l’arginina può essere sintetizzata ad una velocità insufficiente per far fronte ai reali bisogni e proprio a questa sua caratteristica deve l’appellativo di “amminoacido condizionatamente essenziale”.

Modifiche radicali del proprio stile di vita oppure dell’alimentazione, ma anche stress psicofisico provocato da affaticamento eccessivo sono tra le condizioni più frequenti che possono indurre una vera e propria mancanza di arginina. I sintomi di un apporto insufficiente non così evidenti e possono comprendere: condizione di spossatezza, alterazioni del sonno, difficoltà di concentrazione. In casi come questi si può ricorrere a un integratore di arginina; ciò nonostante, il suggerimento è di intervenire – prima di tutto – sull’alimentazione, optando per una serie di cibi (mandorle, noci, nocciole, arachidi e legumi ma anche riso, carne e tuorlo d’uovo).

Le funzioni dell’arginina sono molteplici: è un precursore della creatina e ne aumenta la velocità di sintesi; tuttavia non si sa ancora se tale proprietà sia in grado di influenzare positivamente la performance atletica. L’arginina interviene inoltre nella sintesi di altri amminoacidi e in quella del glucosio, agendo in tal senso come aminoacido gluconeogenetico (l’arginina può cioè essere catabolizzata per produrre energia quando le scorte di glucosio scarseggiano). E’ un prodotto intermedio del ciclo dell’urea e come tale contribuisce a detossificare l’organismo.

Durante un esercizio fisico l’ammoniaca prodotta deriva principalmente dalla deaminazione dell’AMP (adenosinmonofosfato) nelle cellule muscolari. Dato che l’accumulo di ammoniaca è uno dei fattori che determinano la fatica, il potere detossificante dell’arginina potrebbe essere molto utile anche negli sport di durata (ciclismo, corsa, sci di fondo ecc.).

In uno studio l’infusione endovenosa di arginina ha aumentato significativamente la concentrazione sierica di ormone della crescita e prolattina; per ottenere lo stesso risultato con la somministrazione per via orale i dosaggi di arginina dovrebbero essere elevatissimi, nell’ordine dei 250 mg/kg/die. Per favorire tale azione viene spesso consigliato di assumere integratori a base di arginina poco prima di coricarsi per il riposo notturno. Molti degli studi che hanno confermato tali proprietà anche a dosaggi inferiori sono stati condotti su gruppi di soggetti anziani, defedati ed in regime di ricovero, con problemi relativi ad una scarsa alimentazione o difficoltoso assorbimento di nutrienti. Tali risultati non sarebbero pertanto applicabili a soggetti giovani ed in buona salute con un alimentazione varia ed equilibrata.

Deficit di arginina potrebbero invece essere presenti nelle persone che seguono una dieta strettamente vegetariana (dieta vegana), in condizioni di stress psicofisico severo, malattie o traumi. L’arginina è utilizzata come agente immunostimulante nelle condizioni in cui l’organismo è debilitato (ustioni, traumi e patologie varie).

Arginina e prevenzione rischio cardiovascolare

GUARIGIONE DELLE FERITE: le persone con carenza di arginina hanno una lenta cicatrizzazione e guarigione delle ferite e dei traumi a causa della ridotta deposizione di collagene nei siti di lesione. L’arginina viene spesso utilizzata assieme a creme ed unguenti topici per la medicazione delle ferite poiché induce la secrezione di ormoni (tra i quali anche l’ormone della crescita, GH) coinvolti nei processi di cicatrizzazione. Grazie al miglioramento del flusso sanguigno sulla parte lesa e alla produzione di L-prolina, aumenta anche la sintesi di collagene necessario alla riparazione e al ripristino della funzionalità tissutale, accelerandone la guarigione. Ciò si rivela particolarmente utile nel trattamento dei grandi ustionati, riducendo anche gonfiore e dolore.

PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIE E ANTIOSSIDANTI: l’arginina contribuisce all’eliminazione delle tossine (ammoniaca) e dei radicali liberi responsabili dell’infiammazione e dell’invecchiamento. Viene spesso data in combinazione con altri antiossidanti, in particolare con la vitamina C e gli omega 3 come antiaging. Grazie alla sua capacità di eliminare l’ammoniaca attraverso le urine, spesso l’arginina viene utilizzata nelle persone con problemi metabolici e danni all’uretra. L’ammoniaca infatti, se persiste in questi distretti, può scomporre le proteine e causare necrosi dei tessuti con conseguente infiammazione cronica.

L’ARGININA INTERVIENE NELLA SINTESI DI OSSIDO NITRICO,
una sostanza che induce VASODILATAZIONE diminuendo la pressione arteriosa ed aumentando l’apporto di sangue ai tessuti, genitali compresi. Tale effetto contribuisce in linea teorica all’aumento delle prestazioni sessuali (Disfunzione erettile). Una recente pubblicazione [J Sex Med. 2019] ha affermato che su 10 studi randomizzati su 540 pazienti con disfunzione erettile si è riscontrato un miglioramento significativo assumendo un dosaggio compreso tra 1500 e 5000 mg. Il miglioramento riscontrato non ha riguardato solo l’ erezione ma anche l’ orgasmo, mentre non ci sono state variazioni sul desiderio sessuale.
Per queste sue proprietà vasodilatatorie l’arginina potrebbe essere utile anche nella cura delle patologie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, angina ed ipercolesterolemia). Tali ipotesi, per lo più derivanti da ricerche condotte su animali da esperimento, sono ancora in attesa di conferma.

DIABETE: l’arginina è l’amminoacido che, più di ogni altro, ha la capacità di stimolare la sintesi dell’insulina, che può essere d’aiuto nel diabete ma, soprattutto, nel prediabete, fase in cui c’è una riduzione della secrezione di insulina ma non una totale assenza di questo ormone. Nei casi di diabete di tipo 1, in cui il pancreas non produce più l’insulina, l’arginina non può essere d’aiuto, mentre nelle situazioni prediabetiche aiuta ad evitare l’aggravarsi della sintomatologia e l’instaurarsi della patologia diabetica.

Sembra ci sia una relazione anche tra l’ ARGININA E IL SONNO. Questo perché l ‘arginina aumenta la produzione di ossido nitrico che pare abbia un ruolo importante nella regolazione del sonno.
In uno studio in particolare fatto su alcuni ratti [Life Sci. 2004] si è riscontrato un significativo aumento delle ore di sonno ad onde lente e la riduzione della veglia.

Altro argomento dibattuto riguarda l’ ARGININA E I CAPELLI. Uno studio in particolare [J Cosmet Sci. 2005] ha voluto misurare gli effetti protettivi dell’ arginina collegati alla colorazione dei capelli. In questo studio si ipotizza che l’ uso di arginina prevenga l’ attacco indesiderato del perossido di idrogeno sulle proteine e sui lipidi della superficie dei capelli. Si è visto anche che una notevole quantità di arginina si deposita sulle fibre dei capelli.

IN SINTESI:

Gli effetti benefici dell’ arginina sono molteplici e centinaia di studi scientifici hanno cercato di dimostrarne i risultati che, in particolare, possono essere così riassunti:

  • aiuta a smaltire l’ ammoniaca e i rifiuti azotati;
  • aumenta la produzione di ossido nitrico;
  • aiuta a combattere l’ affaticamento muscolare;
  • stimola il sistema immunitario;
  • aiuta a rilassare i vasi sanguigni e a prevenire problemi cardiovascolari di diverso tipo;
  • stimola la produzione di creatina, l-prolina e l-glutammato;
  • a grandi dosi stimola l’ormone della crescita e della prolattina;
  • stimola l’ ossidazione dell’ acido grasso muscolare scheletrico e l’ assorbimento del glucosio muscolare.

ARGININA NEGLI ALIMENTI
Normalmente una persona assume dai 3,5 ai 5 grammi di arginina al giorno soprattutto attraverso carne, frutta secca e alimenti vegetali ricchi di proteine (legumi).

ALIMENTO mg/100g
Arachidi tostate 3736, nocciole 2824, fave secche, ceci, lenticchie secche, soia 2000-2200, carne 1500-2000, mandorle 1587 pesce 900-1200, uovo intero 790, albume 576, tuorlo 1131, formaggi 540, cereali e derivati (pasta, pane, riso ecc.) 400-500.

L’utilizzo di arginina è controindicato alle persone soggette a frequenti manifestazioni da herpes virus, dato che tale amminoacido sembra favorire gli episodi di riattivazione del ceppo virale. L’amminoacido lisina, dall’altra parte, parrebbe avere effetti contrari, migliorando il controllo dell’herpes sia labiale che genitale.

Elevate dosi di arginina (oltre i 30 grammi al giorno) hanno provocato anche cefalea, ipotensione e nefrotossicità. Più gravi le reazioni per via parenterale. Per dosi inferiori gli effetti collaterali più comuni si riferiscono ad episodi di diarrea, crampi addominali e nausea.

L’assimilazione dell’arginina varia in base alla forma in cui viene consumata. Sebbene ci siano arginina in alcuni prodotti alimentari, il più efficace è consumarlo sotto forma di un integratore alimentare (polvere o capsula). Se consumato per via orale, l’arginina viene rapidamente assorbita nell’intestino tenue e quindi passa nel flusso sanguigno. Una volta nel sangue, l’arginina viene trasportata negli organi e nei tessuti dove viene utilizzata per produrre ossido nitrico. La velocità con cui viene assorbita l’arginina è influenzata da vari fattori come l’acidità dello stomaco, il consumo di altri alimenti, la forma in cui viene consumata, così come la presenza di altri nutrienti.

BIBLIOGRAFIA:

  1. Menzel D, Haller H, Wilhelm M, Robenek H. L-Arginine and B vitamins improve endothelial function in subjects with mild to moderate blood pressure elevation. Eur J Nutr. 2018 Mar;57(2):557-568
  2. Effetti dell’integrazione di arginina sulle prestazioni atletiche in base al metabolismo energetico: una revisione sistematica e una meta-analisi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32370176/)
  3. Il potenziale della L-arginina nella prevenzione e nel trattamento del metabolismo alterato dei carboidrati e dei lipidi: una revisione (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35267936/)
  4. L-Arginina nel diabete: evidenze cliniche e precliniche (https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10114382/)
  5. L-Arginina e Malattia di Alzheimer (https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2600464/)
  6. “Arginine for Erectile Dysfunction: Does It Work?” Healthline, 2022, https://www.healthline.com/health/arginine-for-erectile-dysfunction
  7. “L-arginine and Erectile Dysfunction.” Mayo Clinic, 2022, https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/erectile-dysfunction/expert-answers/l-arginine/faq-20058268
  8. “Arginine.” National Center for Complementary and Integrative Health, 2022, https://www.nccih.nih.gov/health/arginine

Le foglie dell’olivo vengono utilizzate per uso terapeutico da migliaia di anni senza perdere di attualità. L’estratto delle foglie è efficace contro batteri, virus, funghi, organismi unicellulari, malattie da vermi ed altri parassiti. L’assunzione dell’Estratto di foglie d’olivo (EFO) “pulisce” i vasi da eventuali depositi. L’EFO aiuta di allontanare le tossine dal tessuto connettivo e dalle cellule. La capacità infiammatoria dell’organismo diminuisce in generale.

BATTERI
L’EFO viene utilizzato per molti batteri conservando la flora batterica fisiologica intestinale.
Molti studi specifici sono stati effettuati sulla sostanza principale: la Oleuropina.

L’EFO può essere utilizzato anche in casi di infezioni delle vie respiratorie superiori, Leaky-Gut-Syndrom, colon irritabile, colite ulcerosa, Morbo di Crohn, colecistiti, sinusiti, borreliosi e gastrite.
L’uso dell’EFO non è paragonabile ad una terapia antibiotica però e molto efficace e può essere eseguito senza problemi anche per mesi. La lista degli agenti patogeni include anche Borrelia, Corynebacterium, Salmonella, Helicobacter pylori, Bacillus subtilis, Stafilococcus (anche pluriresistenti), Chlamydia, batteri tubercolari.

VIRUS
Contro gli infezioni virali esistono solo pochi rimedi. Perciò l’impiego di EFO è molto interessante.
La lista dei virus trattabili include l’Epstein-Barr-virus, Human Papilloma Virus (HPV), Virus dell’Epatite A/B/C, Herpes labialis/genitalis/zoster, (Para-)Influenza, Morbillo, Parotite, Newcastle-Disease-Virus (NDV), Polio-Virus, determinati Coxsackie-Virus ecc.

FUNGHI
Gli antimicotici classici provocano spesso effetti collaterali a livello epatico, diversamente l’EFO non ha effetti collaterali per gli organi.
L’assunzione è consigliata in caso di Aspergillus niger, Candida albicans (anche orale e vaginale), micosi cutanei ed altri.
La terapia topica come tintura per applicazioni esterne è possibile in caso di micosi cutanea a livello dei piedi e delle verruche. La colorazione della pelle dovuta all’applicazione del prodotto è solo temporanea.

VERMI (ELMINTI) E ORGANISMI UNICELLULARI (PROTOZOI)
L’EFO è utile anche in caso di infezioni da elminti e protozoi. Esempi sono le infezioni da Lamblia, Ascaridi, Anchilostoma, Tenia, Malaria (anche come profilassi). L’uso esterno può essere utile in caso di pulci, pidocchi, acari ed altri agenti tropicali. La terapia di queste infezioni può durare anche per mesi. L’uso dell’EFO è idoneo anche come trattamento complementare, perché l’estratto viene tollerato bene anche in caso di trattamenti di lunga durata.

“PULIZIA DEI VASI”
In caso di disturbi della circolazione arteriosa e venosa è utile un trattamento della causa delle placche ateromasiche con una terapia chelante, l’uso di veleni di serpente o dell’EFO. L’EFO può essere utilizzato anche in caso di una degenerazione maculare, stenosi dell’arteria renale e concomitante ipertensione arteriosa, stenosi delle arterie carotidei e cerebrali che sono accompagnati da rischio di ictus, sclerosi delle arterie coronarie con rischio d’infarto, angina pectoris, occlusione della circolazione profonda degli arti inferiori, sclerosi dell’aorta toracica o addominale ed insufficiente circolazione gastrica. Contemporaneamente va migliorata anche la fluidità del sangue aumentando l’apporto sanguigno a livello periferico (“cute pallida”) ed anche la pressione parziale dell’ossigeno, cosi si riduce indirettamente anche l’iperacidità periferica. L’assunzione contemporanea di antiaggreganti deve essere controllata dal medico. In caso di una degenerazione maculare è possibile notare già dopo tre mesi un miglioramento del campo visivo.

DISINTOSSICAZIONE
I drenanti possiedono la capacità di trasportare tossine del tessuto connettivo e delle cellule nel sangue. Sostanze tossiche depositati in profondità si mobilizzano difficilmente e l’EFO li rende solubili. Anche il drenaggio degli agenti patogeni e dei parassiti, spesso presenti in caso di un’intossicazione, viene accelerato. E’ stato osservato anche il drenaggio di precipitati immunologici della sinovia (liquido vischioso che umetta le superfici articolari). I disturbi articolari diminuiscono o scompaiono completamente.

INFIAMMAZIONI
I polifenoli contenuti nell’EFO possiedono una capacità inibitoria sui mediatori dell’infiammazione.
Questo vale per i Leukotriene (specificamente Leukotriene B4) e le Prostaglandine. L’EFO contiene sostanze che inibiscono la Lipossigenasi e la Ciclossigenasi. Perciò il suo effetto antinfiammatorio assomiglia a quello dell’Aspirina del gruppo degli antireumatici non-steroidei. L’effetto antidolorifico dell’EFO è comunque meno intenso.
Molti disturbi vengono accompagnati da infiammazioni come per esempio: reazioni immunitarie ed allergie, disturbi della cute e delle mucose, infezioni tissutali, foci dentali, parassitosi e molti altri.

ALLERGIE E SISTEMA IMMUNITARIO
La produzione eccessiva di determinati Leukotrieni favorisce uno squilibrio del Sistema immunitario scatenando malattie autoimmuni come per esempio: Epatite autoimmune, Morbus Crohn, Colite ulcerosa, Sclerosi multipla, diverse malattie reumatiche, Pancreatite asintomatica e subclinica, Tiroidite di Hashimoto, Miastenia gravis, Lupus eritematodes, Sclerodermia o Vitiligo.
Una terapia d’accompagnamento con EFO può influenzare positivamente i disturbi del Sistema immunitario come anche le reazioni infiammatorie conseguenti.
La stessa cosa vale anche per l’asma, raffreddore da fieno, disturbi intestinali e Lucky-Gut- Syndrom, dermatite atopica, psoriasi ecc.

DIABETE
L’assunzione dell’EFO migliora il valore HbA1c, l’utilizzo del glucosio e riduce cosi la componente infiammatoria delle Isole di Langerhans del pancreas.

APPLICAZIONE TOPICA
Gli effetti sopracitati ovviamente inducono anche all’applicazione cutanea dell’EFO. L’EFO in combinazione con altre sostanze in forma di crema può essere applicato in caso di dermatite atopica, psoriasi, rosacea ed altri disturbi cutanei.

Estratto di foglie d'olivo: il rinascimento di un rimedio antico

ESPERIENZE TERAPEUTICHE

L’associazione dell’EFO aumenta la velocità e l’effetto di molte terapie:

Helicobacter pylori: una terapia efficace dell’Helicobacter pylori è la combinazione di Estratto di Foglie d’oliva e Zeolite / minerale vulcanico. L’EFO aggredisce l’agente patogeno e riduce la reazione infiammatoria della mucosa gastrica. La Zeolite / minerale vulcanico distrugge l’involucro d’ammoniaca del batterio, il quale lo protegge dagli acidi gastrici, e lo rende vulnerabile.

Dermatite atopica: l’assunzione dell’estratto e l’applicazione topica in forma di crema cutanea riducono molto la sintomatologia della Dermatite atopica. Lesioni cutanei migliorano subito e possono scomparire già dopo una settimana.

Psoriasi: l’estratto in forma di tintura può essere applicato direttamente sulla pelle. La colorazione dovuta al colore naturale scompare in poco tempo. In questo modo si previene anche una eventuale infezione micotica secondaria. In ogni caso é necessario associare una terapia disintossicante..

Borreliosi: in caso di una Borreliosi di lunga durata (Neuroborreliosi) gli antibiotici col tempo possono diventa meno efficaci, anche per il fatto, che l’agente patogeno (Borrelia burgdorferi) si è ritirata a livello intracellure. In questo caso è consigliabile l’associazione dell’EFO.

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Il fungo Cordyceps è stato descritto molto bene nei vecchi testi di medicina Cinese e si trova anche nella medicina tibetana. I guaritori tibetani tradizionali raccomandavano il Cordyceps come tonico per qualunque malattia. Questo perché ricevevano continuamente testimonianze della potenza di questo fungo nell’aumentare l’energia, migliorare il sonno, la digestione, la libido e la forza fisica.

Vengono descritti gli effetti sui livelli di testosterone e cortisolo salivare dopo l’assunzione, per 4 mesi, di due integratori alimentari a base fungina da parte di un gruppo di ciclisti impegnati in gare di Gran Fondo. Tali integratori contengono degli estratti idroalcolici, l’uno di Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst., più noto con il termine giapponese “Reishi” e definito anche “fungo dell’immortalità” per la sua azione polivalente sull’organismo umano; l’altro di Cordyceps sinensis (Berk.) Sacc., dal 2007 rinominata Ophiocordyceps sinensis (Berk.) G.H. Sung, J.M. Sung, Hywel-Jones & Spatafora, un ascomicete che cresce solo sulle alte montagne dell’Himalaya e con effetti tonificanti.

Queste due specie, insieme a Polyporus umbellatus (Pers.) Fr. e Poria cocos F.A. Wolf, sono menzionate in uno dei trattati fondamentali della medicina tradizionale cinese (“Shen Nung Pen ts’ao ching”) dove le piante medicinali vengono suddivise in tre classi, di cui la prima, considerata la superiore, comprende le erbe ad azione tonificante sull’organismo, note come le “erbe dell’imperatore”.

L’utilizzo sinergico dei due integratori in atleti adulti trova la sua giustificazione nel fatto che i due funghi presentano un’attività complementare: Cordyceps sinensis è tipicamente il fungo degli sportivi con un notevole effetto stimolante, mentre Ganoderma lucidum ha un’azione protettiva sull’attività cardiovascolare (Cazzavillan, 2011).

Il testosterone è un ormone steroideo appartenente al gruppo degli androgeni classificabile come un ormone virilizzante e con effetti anabolici. Gli effetti anabolici includono l’aumento di massa e forza muscolare, aumento della densità ossea, stimolazione dello sviluppo osseo.

Il cortisolo è un ormone steroideo appartenente alla famiglia dei glucocorticoidi. Il cortisolo è secreto dalla corteccia surrenalica attraverso l’asse ipotalamo-ipofisi-corteccia surrenalica (asse HPA) e aumenta in risposta a stressori, tra i quali anche l’esercizio fisico intenso. Il cortisolo è considerato il principale ormone ad effetto catabolico; riduce, infatti, la sintesi proteica, aumenta la degradazione proteica e inibisce la risposta immunitaria.Cordyceps e ReishiIl rapporto testosterone/cortisolo è ritenuto un indice dell’attività anabolica dell’organismo: una sua diminuzione indica una tendenza al catabolismo, mentre un aumento esprime una tendenza verso l’anabolismo. Una certa diminuzione del rapporto T/C nelle fasi di incremento dei carichi di lavoro è indice di un allenamento adeguato ed efficace. Tuttavia, una diminuzione del T/C superiore al 30% rispetto ai valori iniziali è considerata un indice di rischio di overtraining ovvero sovrallenamento dell’atleta [Meeusenetal., 2004].

Il termine overtraining definisce una situazione di squilibrio tra gli stress derivanti dai carichi di lavoro sostenuti in allenamento o in competizione e le capacità di recupero dell’atleta. È possibile ritenere che un atleta incapace di recupero completo entro le 72 ore dall’impegno fisico massimale sia affetto da sindrome da overtraining (Kentta e Hassmen, 1998). L’overtaining è un fenomeno che colpisce oltre il 65% degli atleti all’apice della loro carriera professionale (Sassi, 1998; McKenzie, 1999).

CONCLUSIONI
La variabilità dei dati basali di testosterone e cortisolo salivare nei diversi soggetti richiede un’ulteriore indagine per poter far emergere tutti i dati dal punto di vista statistico.
Lo studio evidenzia come siano necessari almeno 3 mesi di integrazione fungina alle dosi indicate.
Nella condizione di placebo iniziale il rapporto testosterone e cortisolo post-gara rispetto alla condizione pre-gara cala del 41,6%; dopo integrazione per 3 mesi con Cordyceps e Reishi non si assiste ad alcuna modifica di tale rapporto, evidenziando come l’esercizio fisico intenso venga “protetto” dalla attesa variazione anabolica/catabolica dei due ormoni usati come biomarcatori.
Dopo 1 mese dalla sospensione dell’integrazione fungina, il rapporto T/C pre gara si mantiene elevato e significativamente differente dal placebo iniziale, mentre il rapporto T/C post gara tende tornare ai valori iniziali, non proteggendo più l’atleta dallo stress imposto dall’esercizio fisico.

La supplementazione con Cordyceps sinensis e Ganoderma lucidum è in grado di modulare e ridurre la sindrome da sovrallenamento (overtraining syndrome, OTS).

L’analisi dei dati ottenuti in questo lavoro di tesi induce ad ipotizzare che l’integrazione, da noi studiata, potrebbe avere una certa importanza nelle gare a tappe, dove risulta essenziale una corretta programmazione dei tempi di recupero. Rimangono ancora da analizzare i parametri antinfiammatori, necessari per comprendere il ruolo svolto sul sistema immunitario dai due funghi, ciò sarà materia di proseguimento dello studio in futuro.

Università di Pavia, Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”

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Le emorroidi costituiscono la patologia anale più frequente, tanto che si stima colpiscano almeno una volta nella vita circa il 90% della popolazione. In realtà i sintomi caratteristici di questa malattia sono comuni a diversi disturbi proctologici, spesso erroneamente etichettati come emorroidari.

La patologia emorroidaria è una delle affezioni più comuni del mondo occidentale. Si stima che ne soffra almeno il 50% della popolazione adulta. Vengono chiamati in causa il diminuito consumo di fibre nell’alimentazione moderna, l’abuso di cibi raffinati e di farmaci, la vita sedentaria.

Pur essendo una problematica comune ad entrambi i sessi, le emorroidi si manifestano più spesso nella popolazione femminile; le cause di questa predisposizione sono da ricercare nelle gravidanze, nei cambiamenti ormonali legati al ciclo mestruale e nella maggiore tendenza alle varici.

Cosa sono

Con il termine di emorroidi si intende la dilatazione varicosa patologica a carico dei cuscinetti artero-venoso, detti plessi emorroidari, situati nella parte distale del retto. I plessi emorroidari provvedono, assieme allo sfintere, alle funzioni di evacuazione e di continenza dell’ano e si differenziano in plesso interno sottomucoso e plesso esterno sottocutaneo, in collegamento anatomico tra loro.

La patologia emorroidale è caratterizzata da vasi sanguigni che si dilatano in modo irregolare innescando la formazioni di varici. In seguito a ciò si può avere prolasso (fuoriuscita dei plessi emorroidari dallo sfintere anale), trombosi (formazione di noduli bluastri dolorosi) e sanguinamento (quando la parete venosa, dilatata ed assottigliata, si rompe). Dal punto di vista anatomico, a seconda del plesso maggiormente interessato, le emorroidi si distinguono in interne ed esterne.

Quest’ultime, a causa della ricca innervazione della parte terminale del retto, possono essere particolarmente dolorose. In relazione alla stadio del disturbo si differenziano in:

• emorroidi di 1° grado: in presenza di rigonfiamenti vascolari sanguinanti o meno, con prolasso assente;

• emorroidi di 2° grado: in presenza di prolasso che si verifica in seguito a sforzi eccessivi (evacuazione, gravidanza, parto, ecc.), con ritorno spontaneo al termine di questi;

• emorroidi di 3° grado: in presenza di prolasso che non rientra spontaneamente dopo lo sforzo, ma è ancora riducibile manualmente;

• emorroidi di 4° grado: in presenza di prolasso indipendente da qualsiasi sforzo, ormai irriducibile e spesso associato a trombosi. La progressione si verifica perchè i tessuti di sostegno e di contenimento dei vasi si stirano e, come risultato, le vene si dilatano, le loro pareti divengono più sottili e sanguinano. Se la tensione e la pressione continuano, le vene indebolite prolassano.

Perché si formano

Tra i fattori determinanti vi è prima di tutto la predisposizione ereditaria, caratterizzata da debolezza congenita delle pareti venose e tendenza a formazione di varici anche in altri distretti corporei. La stitichezza cronica, associata spesso ad un’alimentazione povera di fibre, il maggiore sforzo defecatorio che ne deriva e l’abuso di lassativi favoriscono l’irritazione e il prolasso emorroidale.

La prolungata stazione eretta o lo stare a lungo seduti possono provocare uno stato di aumentata pressione nelle vene anali, per gravità o per difficoltoso scarico venoso. Alcuni sport quali equitazione, motociclismo, ciclismo, possono causare alla lunga l’indebolimento delle strutture di sostegno del canale anale, esponendo al rischio emorroidale.

I cibi piccanti, il cacao, l’alcool e le carni suine irritano ed innescano la dilatazione venosa e agiscono da fattori scatenanti. Nella donna l’aumento di pressione pelvica, soprattutto durante la gravidanza ma anche in alcuni momenti del ciclo mestruale, costituisce un ulteriore fattore di predisposizione.Emorroidi e fitoterapiaFrequenti ricadute

La crisi emorroidale acuta si manifesta con dolore pungente e sensazione di corpo estraneo a livello dell’orifizio anale. Si verifica in presenza di trombosi emorroidale, ossia in concomitanza alla formazione di tumefazioni bluastre di consistenza dura che generalmente prolassano, aggravate dalla contrazione dello sfintere anale. La trombosi emorroidale può presentarsi con frequenza in pazienti con malattia emorroidale, solitamente innescata da uno stress fisico o da “errori” alimentari, alternata a fasi di latenza in cui il soggetto convive con la sintomatologia, senza tuttavia averla risolta.

Il trattamento delle emorroidi con la medicina convenzionale

I farmaci disponibili in commercio sono soprattutto per uso topico, sottoforma di pomate e supposte, e hanno un’azione prevalentemente sintomatica. I principi attivi utilizzati sono i cortisonici, con effetto di attenuare l’infiammazione, e gli anestetici locali, con azione di alleviare il dolore. Spesso utilizzati assieme nella stessa formulazione, queste sostanze possono indurre sensibilizzazioni (eruzioni cutanee, irritazioni della zona anale), specie se utilizzate per lunghi periodi. Inoltre, trattano il sintomo senza agire sulle cause del disturbo, che risulta così senza soluzione concreta esponendo non solo a recidive ma anche all’aggravamento progressivo della patologia.

La frequenza delle ricadute, unitamente all’abitudine diffusa di trattare l’affezione solamente dal punto di vista sintomatico, pone la necessità di una valida alternativa naturale volta non solo a trattare efficacemente le crisi emorroidarie ma anche ad interrompere l’alternanza tra fase acuta e periodo di latenza, attraverso un’azione mirata volta a migliorare la salute del microcircolo della zona anale.

La natura ti aiuta nella risoluzione delle emorroidi con:

Emorrstop-Plus Composto PVB 19

Emorrstop-Plus Composto PVB 19 è un integratore alimentare a base di estratti di Mirto (Myrtus communis L.), Calendula (Calendula officinalis L.), Achillea (Achillea millefolium L.), Quercia (Quercus robur L.), Olmaria (Filipendula ulmaria L.) e Agrimonia (Agrimonia eupatoria L.). Il formato prevede un flacone da 50 ml.

Emorrstop-Plus Composto PVB 19 grazie alla sua specifica formulazione agisce sulla circolazione venosa, agendo come angiotonico-decongestionante. Inoltre permette di stimolare la circolazione periferica modificando il tono dei capillari e impedendo la stasi venosa e grazie all’ACHILLEA MILLEFOLIUM, agisce come antispasmodico del sistema vascolare. Agisce anche con un’azione disinfiammante- antidolorifica in caso di emorroidi.

I fiori e le foglie dell’Achillea sono caratterizzate dalla presenza di un particolare olio essenziale e una ricca composizione con componenti quali flavonoidi, acidi organici, steroli e tannini idrolizzabili. Conosciuta da tempi antichi per la sua attività cicatrizzante e riparatrice tissutale, oggi viene adoperata come un ottimo rimedio naturale di tipo antispasmodico. Infatti permette di rilassare la muscolatura liscia. Inoltre l’achillea possiede proprietà astringenti, antinfiammatorie ed emostatiche

Gel di aloe: conosciamone i benefici per le emorroidi infiammate

L’aloe vera è una pianta della quale molti di noi avranno sentito parlare. All’aloe vengono riconosciute alcune proprietà benefiche per la nostra salute. Si tratta di una pianta caratterizzata da foglie molto carnose, succulente e dal margine seghettato. Le foglie sono ricche di un gel denso e fresco, con proprietà calmanti e refrigeranti. L’uso locale del gel di aloe vera è particolarmente indicato nei casi di irritazione della cute.

In caso di emorroidi infiammate, la sensazione di prurito e bruciore può essere davvero insopportabile, e si acuisce notevolmente al momento dell’evacuazione. A volte siamo costretti, nostro malgrado, ad assecondare lo stimolo a grattarci. Tuttavia, il grattamento non farà che peggiorare la nostra situazione locale, causando intenso bruciore, perdita di siero e lesioni che possono infettarsi.

Possiamo utilizzare il gel di aloe per emorroidi infiammate? Sì, ancora meglio se combinato con l’effetto di altri componenti, come ad esempio olio di jojoba e acido ialuronico. Le loro proprietà lenitive, emollienti, protettive e rigeneranti garantiranno una rapida sensazione di freschezza e sollievo da dolore, prurito bruciore e pesantezza del canale anale.

Sarà sufficiente applicare una modesta quantità di gel sulla zona ano-rettale interessata da emorroidi infiammate, compiendo un massaggio circolare per favorire una rapida azione del prodotto e avvertire una immediata sensazione di sollievo e freschezza dai sintomi fastidiosi.