Sistema endocannabinoide
Che cos’è il sistema endocannabinoide?

Il sistema endocannabinoide è un regolatore omeostatico chiave del corpo, che svolge un ruolo in quasi tutti i sistemi fisiologici. Per un lungo periodo di tempo è stato trascurato come possibile obiettivo terapeutico, in particolare perché non si sapeva molto delle implicazioni sulla malattia sistematica. Tuttavia, con gli incredibili successi avuti con l’uso della cannabis terapeutica e dei prodotti a base di canapa, in particolare del cannabidiolo (CBD) e dell’acido cannabidiolico (CBDA), molti scienziati stanno spostando la loro attenzione sul sistema endocannabinoide.

Prove più evidenti stanno venendo alla luce, sostenendo la teoria della carenza endocannabinoide clinica sostenuta dal dott.Ethan Russo, in particolare per le malattie come l’emicrania, la fibromialgia e la sindrome dell’intestino irritabile. Dato l’alto numero di malattie che hanno mostrato anomalie nel sistema endocannabinoide come l’epilessia, il cancro e una vasta gamma di malattie neurodegenerative, questa è un’area che sarà senza dubbio esplorata ulteriormente in futuro.

Oltre ai composti derivati ​​dalla cannabis, recentemente è emerso che un’ampia gamma di composti naturali interagiscono con il sistema. Ciononostante, il CBD e il CBDA sono ancora considerati i composti chiave (o quelli che hanno dimostrato la maggiore efficacia fino ad oggi) e l’evidenza del loro valore terapeutico cresce ogni giorno. La ricerca sul CBD e il CBDA sta crescendo rapidamente, ed è stato rivelato un vasto numero di obiettivi farmacologici. Il preciso meccanismo d’azione per entrambi questi composti rimane ancora un mistero, ma le loro caratteristiche farmacologiche forniscono indizi interessanti sul loro funzionamento.

Cannabidiolo: come funziona?

L’azione farmacologica del CBD è molto interessante, in quanto ha un’azione molto limitata sui recettori CB1 e CB2. Tuttavia è in grado di bloccare le azioni dei composti che attivano questi recettori, come il THC. Questa proprietà del CBD è molto importante, in quanto può sopprimere quella psicoattiva del THC. Questo può risultare utile per coloro che usano il THC per il trattamento di condizioni come dolore e spasticità. Ridurre la psicoattività ridurrebbe gli “effetti collaterali” del THC e della cannabis terapeutica, e questo equilibrio può essere controllato somministrando il CBD insieme al THC.

L’enzima amide idrolasi degli acidi grassi (FAAH) è l’enzima responsabile della degradazione intracellulare dell’anandamide, e il CBD ha dimostrato di inibire questo enzima. In questo modo il CBD ripristina i livelli di anandamide (bloccando la sua rottura), ripristinando così la carenza endocannabinoide clinica osservata in molte malattie. Uno studio clinico eseguito con il CBD sulla schizofrenia ha dimostrato che questo composto ha causato un aumento significativo dei livelli sierici di anandamide, e si è pensato che questa fosse la causa dell’evidente miglioramento clinico.

 

Il cbd mostra affinità con i recettori non endocannabinoidi

Il CBD è un composto enantiomerico, e l’enantiomero (-) è risultato significativamente più potente dell’enantiomero (+) nell’inibizione della FAAH. Al contrario, l’enantiomero (+) ha mostrato più affinità per i recettori CB1 e CB2 rispetto all’enantiomero (-). Per questo motivo il (+) – CBD probabilmente servirà meglio se in combinazione con il THC, mentre (-) – CBD potrebbe essere sfruttato per trattare la carenza di endocannabinoidi. Gli studi hanno rivelato che il CBD ha affinità con alcuni Transient receptor potential channels (TRP channels), il che amplia la portata delle malattie che il CBD può guarire. Il CBD ha dimostrato di desensibilizzare (smorzare l’attività del recettore) i canali TRPV1, TRPV2, TRPV3, TRPV4 e TRPA1.

Questi recettori sono altamente attivi negli stati di dolore in una vasta gamma di malattie. Il CBD ha anche dimostrato di essere un antagonista del recettore TRPM8, che è un altro interessante bersaglio recettore per il trattamento del dolore – in particolare l’allodinia. Al di fuori del sistema endocannabinoide, il CBD si rivolge anche ai recettori di segnalazione neurale chiave come il 5-HT1a e il 5-HT3a. Sebbene non si sappia molto sulle implicazioni di questi recettori nella malattia, si ritiene che siano fortemente implicati in malattie come l’epilessia e in numerosi disturbi ansiosi.

Acido cannabidiolico (cbda): il precursore con un ruolo importante.

Il CBDA è il precursore acido del CBD. La conversione avviene convenzionalmente da una reazione attivata dal calore, che porta alla rimozione del gruppo carbossile dal CBD. Poiché l’interazione del CBDA con il sistema endocannabinoide è piuttosto limitata, è spesso trascurato come composto terapeutico. Tuttavia, ha una serie di interessanti recettori bersaglio che sono molto importanti per un certo numero di malattie. Proprio come il CBD, il CBDA desensibilizza i recettori TRPV1, TRPV3, TRPV4 e TRPA1.

Ciò suggerisce che potrebbe avere proprietà promettenti per il trattamento degli stati del dolore che derivano da una serie di malattie e che spesso stimolano l’attività in questi recettori. Il CBDA ha poca affinità con gli altri recettori del sistema endocannabinoide, ma inibisce i mediatori dell’infiammazione chiave come il COX-1 e COX-2. In particolare, è di una certa importanza la sua azione sul COX-1, in quanto recenti ricerche hanno suggerito che questo enzima può essere un obiettivo promettente per ridurre le convulsioni.

Il COX-2 invece è un enzima responsabile di una vasta gamma di processi infiammatori nel corpo, e l’inibizione di questo enzima può aiutare a trattare i sintomi di numerosissime malattie, dato che l’infiammazione è una costante comune nella maggior parte dei disturbi. Inibendo questi enzimi, potrebbe essere in grado di avere le stesse azioni di altri farmaci con meccanismo simile di azione, quali ad esempio l’acido acetilsalicilico (Aspirina), il naprossene, l’ibuprofene e la tolmetina.

Molecole di azione sinergica

Molte testimonianze hanno dimostrato che il CBD e il CBDA funzionano meglio se in combinazione, specialmente per malattie come l’epilessia. Sono necessarie azioni combinatorie di questi composti, perché le malattie sono spesso causate dalla errata regolazione di più sistemi fisiologici nel corpo. Gli scienziati che studiano la fisiopatologia di queste malattie possono imparare da questi risultati, chiarendo ulteriormente i meccanismi della malattia. Il CBD e il CBDA hanno incredibili proprietà terapeutiche, in particolare perché completano l’attività l’uno dell’altro.

Dati molto recenti hanno rivelato che gli acidi cannabinoidi (come il CBDA) possono aiutare l’assorbimento e il metabolismo del CBD o di altri fitocannabinoidi. Inoltre, la somministrazione di CBDA con il CBD diminuisce la quantità di CBD necessaria per raggiungere lo stesso livello di efficacia.

Fonte: https://www.endoca.com/it/tutto-sul-cbd/cosa-e-il-sistema-endocannabinoide

Ormai ci siamo, manca pochissimo alla prova costume. Maggio è il mese in cui molti di noi iniziano a trascorrere qualche weekend al mare e, se il clima lo permette, a prendere il sole in costume. È già il momento per qualcuno di sfoggiare i risultati dell’attività sportiva invernale. Ormai la parte più importante di preparazione è stata fatta, ma si può ancora intervenire con un allenamento più mirato, un’alimentazione più sana ed equilibrata e dei prodotti di bellezza più concentrati e a forte impatto. L’unione di questi tre elementi può aiutare ad arrivare alle vacanze estive con un corpo perfetto.

 

ALIMENTAZIONE

Spesso i kg di troppo che si accumulano durante l’inverno, sono dovuti ad una vita più sedentaria, ma anche all’ assunzione di cibi calorici e ad un’alimentazione poco controllata. Per questo la prima cosa da fare è cambiare le nostre abitudini alimentari.

– Bere tanta acqua per idratarsi e depurarsi dalle tossine. Questa è l’arma migliore contro la cellulite ed è utilissima per sgonfiare l’addome;
– Non bere bibite gassate, zuccherate e alcoliche. Piuttosto meglio optare per le centrifughe di frutta o verdura;
– Bere tisane specifiche per sgonfiare la pancia e detossinare;
– Evitare cibi grassi e fritti;
– Limitare anche tutti i cibi lievitati come pizza e pasta. Non significa eliminare i carboidrati ma è meglio preferire quelli a più basso indice glicemico come la farina di grano saraceno, mais e riso o cereali quali il farro e la quinoa, ottimi anche per delle insalatone;
– Tra le verdure meglio evitare le patate che tendono a favorire i gonfiori alla pancia;
– Mangiare molte fibre, questa è la parola magica per una pancia piatta. Abbinati a tanta acqua, depureranno l’organismo;
– Per condire limitare l’utilizzo di sale classico, usare piuttosto il sale rosa dell’himalaya, l’aceto e le spezie come la curcuma.

ALLENAMENTO

All’alimentazione va ovviamente associato un allenamento costante, ora più che mai focalizzato su dimagrimento e tonificazione. Per ottenere questi due risultati il modo migliore è quello di svolgere dei circuiti di esercizi che uniscano il lavoro aerobico a quello di forza, attivando il metabolismo e migliorando la forma fisica in molto meno tempo rispetto a molti altri tipi di discipline. Basterà riscaldarsi 10 minuti con una leggera corsetta o con una camminata veloce per poi concentrarsi per 20 minuti su 3 o 4 esercizi ripetuti per almeno 5 volte senza pausa uno dall’altro. Si chiama lavoro ad alta intensità e permette di consumare calorie, ma nello stesso tempo anche di tonificare. Basteranno 30 minuti al giorno.

 

 

Il sistema immunitario è di notevole importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

 

Le cause di squilibri Immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a :

  • infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano,
  • a trattamenti farmacologici,
  • terapie chiemioterapiche, antibiotiche
  • a uno stile di vita non corretto ( malnutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana)
  • carenze di vitamine e minerali dovuti ad una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

ImmunoMicoFermentato low dose

È un supporto immunologico a base di funghi medicinali fermentati . E’ un brevetto internazionale che permette l’assorbimento per via orale del lentinano del fungo Shitake , cambiando il paragadima dose-dipendente in low dose.

Sfrutta quindi, i componenti più attivi dello Shitake come β-1,3-1,6 glucano per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria che con dosaggi minimi grazie alla brevettata fermentazione, garantisce ottimi risultati in termini di tempo, costo e benefici sul miglioramento della qualità della vita.

E ‘il trattamento più sicuro, in quanto segue le regole della natura, lavorando sull’intero organismo senza creare danno, con il massimo rispetto e la minima quantità, grazie al mantenimento della struttura a tripla elica, l’alto peso molecolare e la solubilità.

Il Lentinano è un beta-glucano estratto dal micelio del fungo Shitake che si è dimostrato essere la molecola attiva principale in grado di modulare efficacemente il sistema immunitario a basso dosaggio (low dose).

Indicato come

  • Immunomodulante;
  • Stati di immunosoppressione, anche conseguenti a trattamenti farmacologici;
  • Attivare i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica e citotossica;
  • Azione preventiva contro le infezioni virali e batteriche da Helicobacter pylori, Leishmania major e Leishmania donovani, Candida albicans, Toxoplasma gondii, Streptococcus suis, Plasmodium berghei, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Mesocestoides corti, Trypanosoma cruzi, Eimeria vermiformis e Bacillus anthracis;
  • Stati di affaticamento;
  • Ansia,
  • Stress;
  • Insonnia;
  • Miglioramento della qualità della vita del paziente oncologico;
  • Modulazione dei valori pressori.

Caratteristica del prodottoLentinex®, il β-glucano GlycaNova, è un prodotto ricavato con un processo particolare di fermentazione del micelio del fungo Lentinula Edodes (Shiitake). Lentinex® è prodotto in Norvegia, una delle principali società biotecnologiche nella produzione di polisaccaridi biologicamente attivi come i β-glucani.L’azienda ha sviluppato una tecnologia di produzione unica e brevettata, garantendo una qualità e purezza del prodotto costante nel tempo.Lentinex® viene prodotto utilizzando materie prime per uso alimentare e non prevede pertanto l’uso di pesticidi, metalli pesanti, solventi, insetticidi o altri materiali contaminanti spesso presenti nei prodotti a base di funghi.

Dose giornaliera

1 ml (10 gocce) al mattino, da prendere in acqua o in un liquido caldo, a stomaco vuoto.

Lentinex è un integratore in fase liquida a base di estratto di fungo Shiitake (Lentinula edodes) fermentato.

La Lentinula edodes è il primo macrofungo medicinale ad essere impiegato con le moderne biotecnologie; è il secondo fungo commestibile più popolare e ricercato nel mercato globale, a cui vengono attribuiti non solo un ottimo valore nutrizionale ma anche un potenziale terapeutico. È la fonte di numerosi preparati ben studiati con comprovate proprietà farmacologiche, in particolare il polisaccaride Lentinano e l’eritadenina.

Attraverso il processo di fermentazione dello Shiitake si mira ad esaltare la componente polisaccaridica del fungo, in particolare quella del betaglucano Lentinano (principale composto bioattivo del fungo). La fermentazione è caratterizzata da una serie di processi chimici di demolizione parziale di sostanze organiche, con la produzione di composti più semplici o di specifici derivati. Questo avviene tramite l’impiego di enzimi o microorganismi specializzati che dal processo fermentativo ricavano energia per il loro sviluppo e proliferazione. L’industria farmaceutica impiega i processi fermentativi soprattutto per la produzione di antibiotici (penicilline, antibiotici semisintetici).

Il particolare processo di fermentazione dello Shiitake contenuto nel Lentinex permette di ottenere un Novel Food in fase liquida ad alto contenuto di Lentinano che conservare la configurazione a tripla elica, un peso molecolare superiore a 104 Dalton e un’alta solubilità. Queste tre caratteristiche sono fondamentali affinché il prodotto somministrato sia assorbibile dal nostro organismo; inoltre la formulazione in fase liquida consente una somministrazione orale per via sublinguale, una forma di assunzione molto rapida e quindi molto più potente.

La Fermentazione è un processo metabolico attraverso cui gli esseri viventi ricavano energia da specifiche molecole organiche (carboidrati e raramente amminoacidi) in assenza di ossigeno. L’energia ricavata viene impiegata dai microorganismi per produrre ATP, composto ad alta energia indispensabile nelle reazioni metaboliche. Avviene solitamente nei funghi unicellulari o nei batteri, ma si verifica anche nell’uomo in particolari condizioni (produzione di acido lattico a livello muscolare). Per sintetizzare al meglio il concetto di fermentazione è possibile indicarla come “respirazione in assenza di ossigeno”.

La fermentazione rappresenta uno dei più semplici sistemi biologici per ottenere energia dagli alimenti e viene sfruttata prevalentemente per migliorare gusto e conservabilità delle sostanze di origine ma anche per arricchirle di alcune molecole nutrizionalmente pregiate (proteine, e vitamine). La fermentazione dei funghi viene utilizzata per aumentare la concentrazione polisaccaridica (in particolare la quantità di beta-glucani), rendere i beta-glucani solubili nei liquidi (quindi più assorbibili), ad alto peso molecolare (superiore a 104 Da) e con struttura a tripla elica (indispensabile per la bioattività della molecola). La particolare tecnica di fermentazione (brevetto Europeo) impiegata dall’azienda GlycaNova consente di ottenere un preparato, a base di Funghi Medicinale, ad alto contenuto di beta-glucani per uso topico e per somministrazione orale.

 

Le mele sono storicamente riconosciute come frutto con proprietà curative e il loro regolare consumo è generalmente associato ad un basso rischio di incidenza delle patologie cardiovascolari. Le diverse cultivar di mele non sono equivalenti, in particolare la mela Annurca è risultata la varietà più indicata per lo sviluppo di integratori utili per il mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue.

 

Recenti studi evidenziano che la frazione polifenolica (principalmente flavonoidi) della mela è responsabile di effetti benefici sulla salute tra cui:

– regolazione del metabolismo lipidico
– regolazione dell’assorbimento di glucosio
– beneficio sulla microcircolazione
– antiossidante
– antinfiammatorio

Caratteristiche:

  • produzione italiana
  • filiera totale
  • prodotto nutraceutico a base di estratto polifenolico concentrato di mela Annurca.

Secondo un recente studio clinico condotto dall’Università di Napoli è stato dimostrato che il consumo di due capsule al giorno di tale prodotto favorisce il ripristino del corretto equilibrio plasmatico tra i livelli di colesterolo totale, LDL-C e HDL-C che consiste in un abbassamento significativo del colesterolo totale e del colesterolo cattivo (LDL-C) e un aumento del colesterolo buono (HDL-C).
Tale risultato dimostra un’efficacia paragonabile a quella di classici farmaci indicati allo scopo. L’unicità che contraddistingue questo prodotto è rappresentata inoltre dall’assenza di effetti collaterali tipici dei farmaci e degli estratti (ad esempio riso rosso) più comunemente impiegati per la cura dell’ipercolesterolmia plasmatica.

La mela annurca campana è un prodotto a identità geografica protetta (Igp) tipico della Regione, dove la coltivazione si è andata diffondendo nei decenni scorsi in molte aree (prima quella giuglianese-aversana, poi il Maddalonese, il Beneventano, il Nocerino e tutta l’area dell’alto Casertano).

Secondo le prove,  consumando regolarmente due di queste mele al giorno si riducono in media dell’8,3% i livelli di colesterolo totale TC e del 14,6% il colesterolo ‘cattivo’ LDL. E, molto più importante,

la Mela Annurca campana incrementa del 15,2% i valori medi del colesterolo ‘buono’ HDL

Al momento nessun rimedio farmaceutico o naturale si è rivelato tanto efficace nell’incrementare in modo significativo i livelli del cosiddetto “colesterolo buono”.

Un futuro nutraceutico – È evidente quindi che lo studio apre grandi scenari all’impiego della Melannurca Campana Igp, come integratore nutraceutico. Potrebbe avere una diffusione e un successo come quello della melagrana come potente anti ossidativo.

I dati emersi dagli studi dei ricercatori dell’ateneo napoletano hanno evidenziato che l’annurca contiene sostanze in grado di contrastare la caduta dei capelli, sia negli uomini sia nelle donne. Da qui la messa a punto, dopo ulteriori ricerche e approfondimenti, di Integratori alimentari tricologici a base di estratto di mela annurca campana IGP (Malus pumila Miller cultivar Annurca) ricco in procianidine B2 con selenio, zinco e biotina”.

Contrastare l’alopecia androgenetica non è però l’unica proprietà virtuosa della melannurca:  altri esperimenti effettuati dagli stessi ricercatori partenopei hanno infatti evidenziato che i preparati a base di estratti di mela riescono a ridurre quasi del 30 percento i livelli di colesterolo complessivo, aumentando contestualmente la quantità colesterolo buono (Hdl).

Alla base di tante proprietà salutari ci sarebbe uno specifico gruppo di polifenoli, le cosiddette procianidine, le cui concentrazioni nella mela annurca campana Igp sono molto superiori a quelle di qualunque tipo di mela, grazie anche (probabilmente) al suo particolare processo di maturazione, che passa per una peculiare fase di “arrossamento”, ovvero un passaggio intermedio a terra in apposite strutture chiamate melai, filari di graticci di paglia ricavata dalla trebbiatura, dove le annurche sono esposte a maturare al sole dai 10 ai 15 giorni.

Le proprietà benefiche del frutto erano peraltro ben note a livello popolare, almeno fino a qualche decennio fa: fino agli anni 70’/ 80′ era ancora in auge l’abitudine di dare ai neonati e ai bambini la “grattata di mela annurca”, ossia la polpa grattugiata e ricca di succo del  frutto arricchito da una piccola aggiunta di zucchero (l’annurca è già discretamente dolce):  una sorta di salutare integratore alimentare d’antan, dalle spiccate qualità nutrienti, che oggi – dopo le conferme arrivate dalla ricerca – è diventato un “nutraceutico” a tutti gli effetti.

Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa  per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane.

 

L’olio di semi di canapa è un alimento naturale che si ricava per spremitura a freddo dei semi biologici della canapa meglio conosciuta con il nome botanico Cannabis Sativa.
La canapa è tra gli amenti vegetali con il più alto valore nutrizionale, particolarmente ricco di poteine (20-25 %).

Tali proteine contengono tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tuo il mondo vegetale, fornendo così al nostro corpo la base su cui creare a e potei ne come per esempio le immunoglobuline o anticorpi. Gli anticorpi costituiscono il nostro sistema di difesa, respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.
Il seme della canapa contiene anche una frazione gassa (34-35%o) di ottima qualità, costituita per il 70-75%o da omega-6 e omega-3 o acidi gassi essenziali (Essential Fatty Add = EFA), ossia il nostro corpo non è in grado di forma Mi da solo, quindi dobbiamo necessariamente introdurli con la dieta. Omega-6 e omega-3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 tino a 5:1, se non vene rispettato questo rapporto si possono sviluppare sintomi di carenza e malattie sene, o al contrario accumulo di prodotti intermedi che ostacola il metabolismo degli acidi gassi.

L’olio di semi di canapa è correttamente equilibrato poiché contiene omega6-omega3 nel rapporto ottimale di 3 a 1, ideale come integratore senza promuovere l’accumulo di foli componenti.
Inoltre, è considerevole anche il contenuto di va mi ne e minerali presenti nell’olio di semi di canapa, va mina A, E (antiossidanti naturali),PP, C, e va mi ne del gruppo B, calcio, magnesio e potassio ecc.

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare è, cioè, un amento che per sua natura può ottimizzare la sposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche come rimedio per malattie alla cui origine c’è la reazione infiammatoria.

Il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato di acidi gassi essenziali omega6-omega3 e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. E’ sa to dimostrato che la somministrazione giornaliera di olio di semi di canapa abbassa nel sangue i livelli di colesterolo e di trigliceridi, oltre ad avere una importante funzione protettiva sul muscolo cardiaco dopo un danno, quale per esempio un infarto.

Infine, l’olio di canapa contiene anche piccole quantità di molte altre sostanze benefiche o persino essenziali.

Da menzionare:
I fitosteroli che ostacolano l’assorbimento del colesterolo e quindi abbassano i livelli di colesterolo nel sangue.
I fosfolipidi, conosciuti come lecitina, che sono essenziali per l’integrità delle membrane cellulari, iuta no a digerire i gassi e migliorano il loro utilizzo da parte del fegato.
I caroteni, che sono i predecessori della va mina A, necessari per crescita e per la vista.

La presenza di queste sostanze nutritive nell’olio di semi di canapa sostiene, inoltre, la sua reputazione come amento osco che fornisce una vasta gamma delle sostanze nutritive di cui il nostro corpo necessita, in un insieme bilanciato e gradevole al palato.

L’olio di canapa può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che ha tutti i benefici di un amento protettivo se introdotto quotidianamente con la dieta.
Recenti sudi scientifici hanno dimostrato come la canapa possa “aiutare” naturalmente molte patologie in quanto vanta diverse proprietà terapeutiche, per esempio nel dolore (a livello muscolare e nervoso), come antinfiammatorio e nelle allergie.

Attualmente sono in corso sudi per valutare eventuali effetti terapeutici della canapa sulle malattie della pelle tra le quali la psoriasi.

Fonte: Dott.ssa Antonella Chiechi – Medico Chirurgo – Specialista in Endocrinologia (Roma)

Immunomicoterapia

E’ un supporto immunologico a base di funghi medicinali che sfrutta i componenti attivi per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria, supportando lo stato nutrizionale del consumatore garantendo una migliore qualità di vita. 

 

Il vantaggio di usare i funghi medicinali deriva dal fatto che sono “Super-Alimenti” funzionali adattogeni che lavorano in contemporanea su i 4 grandi sistemi di regolazione:

  • SISTEMA PSICHICO
  • SISTEMA ENDOCRINO
  • SISTEMA NERVOSO
  • SISTEMA IMMUNITARIO

L’equilibrio PNEI ( PsicoNeuroEndocrinolmmunologia ) è una condizione fondamentale per il mantenimento di un perfetto stato di salute.

Il Sistema Immunitario

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologiciterapie chemioterapicheantibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Unico metodo che rende biodisponibile per via orale il più potente betaglucano in natura del fungo Shiitake, con minor costi e massima efficacia

ß-D-Glucani 
I Funghi Medicinali svolgono attivita` adattogena o di Modificazione della Risposta Biologica (BRM). Questo avviene grazie al contenuto di ß-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi. I ß-glucani sono polimeri lineari costituiti da unita` monomeriche di glucosio unite da legame ß-(1-3) e da ramificazioni ß-(1-6), aventi dimensioni variabili e che sono in grado di modulare l’attivita` del sistema immunitario[1][2].

I numerosi studi e ettuati hanno dimostrato che la loro attivita` sembra dipendere dalla dimensione e dalla complessita` strutturale: la prerogativa principale affinche´ vi sia una funzionalita` a livello siologico e` la conformazione dello scheletro polisaccaridico, ma soprattutto dalla tripla elica con avvolgimento destrorso (e sostituenti idro lici localizzati sulla superficie esterna della stessa).

E` stata dimostrata la loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica[3], stimolare la fagocitosi e la produzione di citochine specifiche[4][5].

L’azione protettiva dei ß-glucani e` dovuta alla loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica, coinvolgendo diversi percorsi del sistema immunitario. D’altra parte, l’immunomodulazione specifica dei ß-glucani puo` attivare attraverso la via classica o alternativa il sistema del complemento, stimolare le cellule T e aumentare la produzione di anticorpi[6][7].

Questi percorsi includono l’attivazione dei macrofagi, la stimolazione del sistema reticoloendoteliale e l’attivazione delle cellule Natural Killer. I macrofagi sono il bersaglio principale per i ß-glucani che attivano queste cellule aumentandone dimensione e numero, stimolando la secrezione del fattore di necrosi tumorale (tNF) e aumentandone la fagocitosi degli antigeni. La stimolazione dei macrofagi avviene tramite il legame del ß-glucano con il recettore Toll-Like 2 (TRL2) e stimolazione della produzione di TNF-a per il percorso del Fattore Nucleare -kß (NF-kß)[6][7][10][11]. L’azione immunostimolante dei ß-glucani puo` anche essere associata alla loro capacita` di attivare i leucociti[8].

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Bibliografia

 

Punti di Forza LENTINex®

Lentinex®, il β-glucano GlycaNova, ricavato con un processo particolare di fermentazione del micelio del fungo Lentinula Edodes (Shiitake), conserva la configurazione a tripla elica, un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

Unicità di LENTINex®

La capacità di modulare l’immunità dipende strettamente dalla massa molecolare, dalla conformazione, dalla solubilità, dal grado e posizione delle sue ramificazioni.

1. Peso Molecolare

  • I β-glucani ad alto peso molecolare (prevalenti in natura) possono attivare direttamente i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica, antivirale e citotossica[9].
  • I β-glucani di peso molecolare intermedio hanno un’attività biologica in vivo, ma gli effetti cellulari sono meno evidenti.
  • I β-glucani di basso peso molecolare sono generalmente considerati inattivi[9].

È importante considerare che un composto o un farmaco ad alto peso molecolare è difficilmente assorbibile; questo è dovuto all’ingombro sterico e ai numerosi gruppi funzionali che possono comporre la molecola e causare difficoltà nel superare il doppio foglietto fosfolipidico che compone la membrana plasmatica.

Il Lentinex ha un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

2. Solubilità

Questo parametro è estremamente importante ed influenza attivamente la biodisponibilità di un determinato principio attivo.
Una bassa biodisponibilità si osserva comunemente con preparazioni orali poco idrosolubili che vengono assorbite troppo lentamente (per esempio compresse o capsule). Inoltre, un principio attivo polare o ionizzato non è in grado di superare efficacemente la membrana epiteliale.

Il Lentinex® è una soluzione acquosa di β-glucano (Lentinano β 1-3,1-6). La forma farmaceutica in fase liquida lo rende più assorbibile e gli consente di essere assunto per via sublinguale, saltando il sistema portale e il conseguente metabolismo epatico. Questo incide positivamente sulla biodisponibilità che risulta superiore rispetto a quanto si ottiene con altri prodotti a base di β-glucani in polvere.

3. Struttura a Tripla Elica

ll Lentinano è un β-glucano estratto dal micelio del fungo Shiitake che si è dimostrato essere la molecola attiva principale in grado di modulare efficacemente il sistema immunitario a basso dosaggio (low dose).

Questo β-glucano è composto da una catena glucosidica β-1,3 con ramificazioni β-1,6[13] ed è attiva se caratterizzata da una struttura a tripla elica in cui le singole catene si legano tra loro.

Uno studio ha dimostrato che il lentinano a tripla elica ha mostrato l’attività antitumorale più alta in vivo, con un rapporto di inibizione del 49,5%, simile a quello del 5-fluorouracile (50,5%)[14] senza effetti collaterali indotti dalla terapia farmacologica.

Il Lentinex® è l’unico brevetto costituito esclusivamente da β-glucano Lentinano β 1-3,1-6, solubile, con struttura a tripla elica ad alto peso molecolare.

Lentinex from Netron on Vimeo.

Integrazione con un B-glucano solubile esportato dal fungo medicinale Shiitake, Lentinus edodes

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Questo studio ha esaminato l’effetto e la sicurezza del β-glucano da L.edodes micelio, in soggetti sani e anziani.

Un totale di quarantadue soggetti sani (sia maschi che femmine) di età pari o superiore a 65 anni hanno partecipato a uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato con placebo e sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi trattati con LENTINEX ® da 2,5 mg / die o con placebo in cellulosa per via orale per sei settimane. Quando è stato analizzato un sottogruppo con valori di pretrattamento al di sotto della mediana di gruppo all’ingresso, è stata osservata una differenza statisticamente significativa nella risposta nelle cellule B

L’ORO VERDE DELLA CALABRIA GRECA: IL BERGAMOTTO

Appartenenti alla stessa famiglia del colesterolo, i – fitosteroli -, a differenza del colesterolo che è presente solo negli alimenti di origine animale, sono presenti nelle piante e hanno effetto inverso. Pare infatti che possano ridurre l’assorbimento e quindi la concentrazione del colesterolo nel sangue.

Citrus Bergamia Risso è il bergamotto, un innesto casuale di cedri, mandarini, limoni e aranci che fruttifica solo nella costa meridionale dello Jonio, grazie alla particolarità del microclima e del terreno. Più specificamente è giusto sottolineare che, lungo i cento chilometri di litorale tra Villa San Giovanni e Stilo, questo agrume produce un’essenza così forte, da fissare la fragranza dei migliori profumi del mondo.

Pare che il nome derivi dalla combinazione delle parole “pergamena” e “motta”, ovvero “difesa della pergamena” ma non è esclusa l’associazione con il termine Bey Armudi, cioè “Pero del Principe”, in allusione alla somiglianza con la pera bergamotta, una varietà dalla polpa succosa, acidula e profumata.

La sua prima attestazione sembra si possa far risalire al 1536, quando, in occasione del banchetto offerto dal cardinal Campeggi, in onore di Carlo V, furono serviti, Bergamini Confetti. Un sorbetto composto da una crema aromatizzata con bergamotto fu inventato, poco dopo, a Firenze da Bernardo Buontalenti, per Cosimo dei Medici.

Rifacendosi ai contadini dello Stretto di Messina che, dalla buccia di questo frutto ricavavano un olio essenziale, aromatizzante, purificante e curativo, Procopio dé Coltelli creò una particolare “acqua di bergamotto” che introdusse alla corte di Luigi XIV di Francia. Versailles se ne innamorò fin da subito, dal momento che era un efficace palliativo ai cattivi odori dell’epoca. Contemporaneamente, un mercante novarese, Gian Paolo Feminis, aveva avuto modo di comprendere l’efficacia dell’olio dell’agrume per fissare tutte le altre fragranze, rivelandosi un efficiente ingrediente per la profumeria. Emigrato in Germania, confezionò nel 1680 un unguento, l’aqua admirabilis, da cui nel 1704 si brevettarono le acque aromatiche che presero il nome della città tedesca. Era nata l’acqua di Colonia.

Da allora il bergamotto resta uno dei grandi prodotti basilari per la realizzazione del profumo. Il suo consumo fu tale che, a partire dal 1750, la costa reggina vide ricoprirsi di bergamotteti, necessari per andare incontro alla crescente domanda, nell’Ottocento estesa anche al mercato alimentare. Nel 1830, la ditta inglese Twining lanciò il suo più famoso tè, l’Earl Grey Tea, aromatizzato al bergamotto, attribuendo ingannevolmente al prodotto origini cinesi. Poco dopo l’agrume calabrese fu impiegato anche per la realizzazione delle Caramelle di Nancy e così fecero molte case di liquori inglesi, statunitensi e francesi. L’industrializzazione del processo di estrazione dell’olio essenziale dalla buccia di bergamotto inizia nel 1844 con l’invenzione della macchina calabrese da parte del reggino Nicola Barillà.

Prima di allora l’essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale, fatta assorbire da spugne naturali, collocate in appositi recipienti detti concoline.
Macchinari, processi di lavorazione antichi e moderni, insieme ad interessanti foto d’epoca sono esposti nel Museo del Bergamotto a Reggio Calabria, alle spalle del più noto Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Oggi sono 650 le aziende agricole coinvolte nel processo di produzione del bergamotto, 7.000 gli addetti e 1300 gli ettari ricoperti dall’agrume che nel 1999 ha ricevuto la denominazione D.O.P. Il suo impiego spazia dall’industria cosmetica a quella alimentare, dove il bergamotto viene utilizzato come aromatizzante di prodotti dolciari, di liquori e bevande dal gusto unico. Persino la buccia, rovesciata e trattata, è utilizzata per fare delle caratteristiche tabacchiere per il tabacco da pipa.

Recente è l’impiego nell’industria farmaceutica, derivante dalle proprietà dell’agrume nella cura di glicemia e colesterolo, grazie alla presenza di due flavonoidi, denominati brutieridina e melitidina. Somministrando una o più porzioni da 500 mg di estratto a individui con colesterolo alto, è stato infatti registrato l’aumento di colesterolo buono, di contro alla diminuzione di colesterolo cattivo.

Testo di Pasquale Faenza

 

Le proprietà curative del bergamotto, in azione i flavonoidi naturali

le proprietà curative del bergamotto si evidenziano specialmente nel succo di bergamotto naturale al 100%, hanno concreta azione in caso di escherichia coli, listeria innocua, bacillus subtilis, staphylococcus lactis, helicobacter pylori.

APIGENINA
Flavonoide naturale, con proprietà antiinfiammatorie, antiossidante, antiangiogeniche, antiallergico, antigenotossiche e anticancerose. Gli studi epidemilogici indicano che un’alimentazione ricca di flavoni ridurrebbe il rischio di alcune forme di cancro, in particolare, il cancro al seno, del tubo digerente, della pelle e della prostata. L’apigenina possiede proprietà chemio-preventive e antinfiammatorie, L’apigenina nei documenti medici ne evocano la regolarizzazione della pigmentazione, può essere di supporto per il trattamento della vitiligine.

DIOSMETINA
Studi effettuati su diabetici hanno constatato l’efficacia di questo flavone nel trattare l’iperglicemia, nel trattamento di alcune malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, antinfiammatorio. Gli usi clinici di questo flavonoide, l’uso è indirizzato per il trattamento degli strati di fragilità dei vasi sanguigni, trova pratica applicazione nell’insufficienza venosa cronica, nella terapia contro gli emorroidi interni ed esterni.

NARINGENINA
La letteratura attribuiscono a questo flavonoide un effetto bioattivo per la salute come antiossidante, scavenger dei radicali liberi, anti-infiammatorio, promoter del metabolismo dei carboidrati e modulatore del sistema immunitario. (Scavenger. letteralmente “spazzino” ha lo scopo di rimuovere le impurità indesiderate)

NEOESPERIDINA
Composto dal potere dolcificante e praticamente privo di apporto calorico, il composto chimico è utilizzato nella comunità Europea (codice E 959) come dolcificante, nel bergamotto è un composto naturale.

CRISERIOLO
Flavonoide naturale al quale si attribuisce la riduzione del gonfiore ed è catalizzatore per il metabolismo della cellulite.

I composti elencati  fanno parte delle attribuzione delle proprietà curative del bergamotto supportate da vari studi scientifici che ne descrivono ampiamente anche il comportamento sull’epitelio vascolare, sulla sindrome metabolica e nell’attività antiossidante.

Il questo articolo, come in tutto il contenuto del sito citrusbergamia.com si utilizzano testi, studi e ricerche, che non intendono determinare cura o soluzioni a malattie. Per questi motivi, il parere del medico rimane imprescindibile.

 

 

Pleurotus

Molto diffusi e conosciuti, i pleurotus sono funghi in grado di stupire per il sapore e la consistenza, oltre che per le benefiche proprietà per la salute.

 

Nome scientifico: Pleurotus ostreatus. Fungo saprofita-parassita, di colore variabile dal bruno-violaceo, bruno-rossiccio o grigio-biancastro.

Cresce su vecchie ceppaie, su tronchi vivi di latifoglie (gelsi, pioppi, ecc.); fruttifica dall’autunno alla primavera successiva e anche in inverni miti. Ha importanti azioni a livello dell’organismo, sopratutto sul sistema digerente (soprautto per quanto rigurada la zona gastro-enterica).

STORIA

Il Pleurotus ostreatus, chiamato anche orecchione, è il più comune tra i pleuroti, lo si trova in autunno e in inverno nelle zone settentrionali temperate. Cresce, in palchi o in file, su vecchie ceppaie, tronchi e parti morte si alberi vivi, specialmente latifoglie, salici e pioppi. Si tratta di un fungo saprofita-parassita. In cinese è chiamato Píng g?, che significa “fungo piatto”. È un Basidiomycota, della classe dei Basidiomycetes, dell’ordine delle Agaricales e della famiglia delle Pleurotaceaeenere.

LA LEGGENDA DEL PLEUROTUS

Nella dinastia Sung (420-479 a.C.) si riferivano a questo fungo come al “fungo dei fiori celestiali”. Gli effetti benefici di questo fungo per la salute sono stati scoperti in modo indipendente nei diversi continenti. La conoscenza delle sue proprietà medicinali non viene, per una volta, solo dall’Asia, ma anche dalla tradizione del Centro Europa, del Sud America e dell’Africa. È stato coltivato per la prima volta negli Stati Uniti, ma ad oggi è prodotto in tutto il mondo.

CARATTERISTICHE GENERALI

Allo stadio iniziale di crescita assume una forma convessa, e si trova intimamente unito ad altri cappelli che gli crescono attorno; successivamente assume una forma di ostrica ed è spesso eccentrico, imbricato con altri cappelli, a volte numerosi. Il colore varia da bruno-violaceo, bruno-rossiccio o grigio-biancastro; il margine è involuto, liscio, ma a maturità tende ad appianarsi con possibili fratture. Il diametro può misurare mediamente 20-25 cm. La cuticola è serica, ma diventa decisamente vischiosa con il tempo umido.

Le lamelle sono alte, più o meno fitte, morbide, decorrenti sul gambo, di colore biancastro. Il gambo è corto, laterale o spesso mancante, di colore bianco, duro, liscio e peloso alla base. La polpa è molto compatta, piuttosto tenace, di colore bianco, ha un odore di farina fresca e un sapore gradevole. È quindi un fungo mangereccio, ottimo in cucina, ma devono essere impiegati esemplari giovani; se infatti l’orecchione è molto stagionato può causare qualche disturbo intestinale.

Questo fungo si presta molto bene a essere conservato sott’olio, cotto sulle braci, o impanato e fritto in padella. Essendo una specie invernale, non è consigliato conservarlo nel congelatore.

COMPONENTI GENERALI DEL PLEUROTUS

Il Pleurotus ostreatus contiene: una grande quantità di proteine, otto amminoacidi essenziali (eccetto il triptofano), le vitamine B1, B2, B3, B5, B7, vitamina C e PP ed elementi minerali (calcio, magnesio, ferro, rame, manganese, fosforo, potassio, selenio, sodio e zinco).

Questo fungo parassita-saprofita contiene composti bioattivi che sono responsabili degli effetti immunomodulanti, dell’attività antibatterica, antivirale, antinfiammatoria, antineoplastica che numerosi studi gli hanno attribuito:

  • Betaglucani e glicoproteine
  • Lovastatina
  • Ostreolisina
  • Laccasi
  • D-glucosio ossidasi
  • Ribonucleasi
  • Lectine dimeriche
  • Peptide di 9 kD con attività ribonucleasica
  • Acido palmitico e linoleico

SOSTANZE BIOATTIVE

Le sostanze bioattive principali, riconducibili all’effetto benefico di questo fungo sull’organismo, sono le fibre alimentari, le vitamine del gruppo B, le numerose sostanze antiossidanti e la lovastatina. Le fibre alimentari rendono il Pleurotus ostreatus un ottimo prebiotico; queste sostanze non sono assorbite dall’organismo ma sono utilizzate dalla flora intestinale. I prebiotici favoriscono la corretta crescita del macrobiota umano, in particolare dei lactobatteri, e ne regolano l’attività. Hanno, inoltre, interessanti proprietà nutrizionali in soggetti aventi diabete, sindrome metabolica, acidosi sistemica, obesità e allergia.

Le vitamine del gruppo B, come sappiamo, sono indispensabili all’organismo umano infatti costituiscono un ruolo essenziale al normale funzionamento del sistema nervoso, del tono muscolare dell’area gastroenterica e sono molto utili per il corretto funzionamento di cute e capelli, ma anche per bocca e occhi, per la corretta funzionalità epatica, per la conversione dei carboidrati in glucosio (elementi primari utilizzati dall’organismo per la produzione di energia) e sono fondamentali per il metabolismo di lipidi e proteine.

Le sostanze antiossidanti contenute sono la vitamina C (acido ascorbico) e PP (acido nicotinico); la prima è indispensabile per la  salute della pelle, in quanto interviene nel processo di produzione del collagene, e mantiene stabili la vitamina A, la vitamina E, l’acido folico e la tiamina. L’acido nicotinico è indispensabile per la produzione della nicotinammide adenina di nucleotide (NAD) e nicotinammide adenina dinucleotide fosfato (NADP): il NAD viene sintetizzato, nell’organismo, da tre diverse vie che coinvolgono, rispettivamente, l’acido nicotinico, la nicotinammide e l’acido chinolinico. Il NADP, invece, viene ottenuto attraverso il legame tra un gruppo fosfato ed il gruppo OH del NAD. Sia il NAD che il NADP vengono coinvolti in molteplici reazioni di ossidoriduzione di vie sia cataboliche che anaboliche.

La lovastatina è una statina naturale, scoperta nel 1970 e immediatamente sviluppata come farmaco per abbassare il colesterolo “cattivo” LDL. La lovastatina si trova nel micelio, nei primordia del fungo e nella parti del fungo adulto. Riduce sensibilmente la sintesi delle LDL e delle VLDL, che principalmente condizionano i livelli serici del colesterolo stesso, e questo effetto è potenziato da una diminuzione della dell’assorbimento e della biosintesi del colesterolo, un aumento del catabolismo del colesterolo e dell’eliminazione e della degradazione degli acidi biliari. Si ha, inoltre, una riduzione dell’attività dell’HMG-CoA e quindi una riduzione della sintesi di colesterolo endogeno.

STUDI SCIENTIFICI

Dati sperimentali hanno evidenziato che l’aggiunta del 10% di Pleurotus ad una dieta contenente l’1% di colesterolo ha ridotto, in conigli maschi, il colesterolo serico del 65% e il contenuto di colesterolo nel fegato, cuore, muscolo estensore e aorta rispettivamente del 60, 47, 25, e 79%.  Nel gruppo trattato rispetto al controllo è stata inoltre notata una sostanziale riduzione del danno coronarico e della fibrosi del miocardio, oltre che la presenza di una minore quantità di cellule schiumose in tutti i tipi di lesione ateromasica. Altri due studi (Bobek et al.) su ratti sottoposti ad un regime ricco di colesterolo hanno dimostrato che una dieta contenente 5% di Pleurotus era in grado di ridurre del 46% i livelli di colesterolo serico, di interferire sull’accumulo di colesterolo e trigliceridi a livello del fegato (rispettivamente del 51% e 32%) e di aumentare la frazione di colesterolo-HDL. Lo stesso regime portava ad una riduzione del 53% delle VLDL e del 47% delle LDL.

Il genere Pleurotus è rappresentato in Cile da due specie, il P. ostreatus e il P. sutherlandii (Francia et al., 2000). Le statine sono degli ottimi inibitori dell’enzima idrossimetilglutaril coenzima A (HMG-CoA) reduttasi che catalizza la riduzione della HMG-CoA a mevalonato durante la sintesi del colesterolo (Endo , 1992; Bobek et al, 1997). Tutte le statine naturali hanno una struttura molecolare comune, ma differiscono tra loro a causa di catene laterali e un gruppo metilico intorno all’anello. Il fatto che la lovastatina è presente in così alta percentuale nel pleurotus, lo rende un integratore alimentare importante per i pazienti affetti da ipercolesterolemia.

FONTI:

Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE

Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE

Georges M. Halpern – I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO

Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

Valentina Bianchi (2009) – I funghi medicinali, Per vivere a lungo in perfetta salute – Edizioni L’Età dell’Acquario.