Incensi naturali, il benessere nell’aria.

L’uso di bruciare incenso si è molto diffuso, in questi ultimi decenni, anche in Italia. Accendere un bastoncino di incenso o bruciare delle resine ha infatti influenze positive sulla persona e sull’ambiente. Vengono riconosciuti alla fumigazione mediante incenso effetti stimolanti, calmanti, armonizzanti ed equilibranti, apportatrici di un pensiero ed emozioni positive. Gli incensi possono inoltre essere usati per attività più pratiche, come la purificazione di stanze ed ambienti, grazie alla loro funzione antisettica, antibatterica, insettorepellente e antivirale.

L’incenso è la resina solidificata proveniente dalle secrezioni delle piante della famiglia delle BURSERACEE, ripartite in 17 generi e a loro volta in circa 600 specie. In Etiopia ne crescono principalmente due generi, la Boswellia, (che dà origine all’incenso, detto olibanum, da lubàn, incenso in ambo) presente con sette specie, e la Commyphora, pianta diffusa in oltre 50 specie differenti, dalla quale proviene la famosa mirra. Possono avere una dimensione che varia dall’arbusto alla pianta di alto fusto.
La produzione della resina avviene o per essudazione spontanea dalla pianta, o tramite un metodico processo d’incisioni sul tronco, dal quale comincia ad essudare una sorta di lattice. Dopo circa un mese la gommoresina è sufficientemente indurita da essere raccolta.

Il tronco della Boswellia può essere inciso fino ad un massimo di 12 volte in un anno, con un intervallo di 15- 25 giomi, da settembre a giugno (prima che inizi la stagione delle piogge), e ogni pianta può produrre da uno a tre kg di resina.

La raccolta dell’incenso risulta essere un lavoro molto importante per i contadini e i pastori dediti a questa attività, garantendo loro un reddito anche nel periodo della stagione secca, in cui è quasi impossibile praticare l’agricoltura. Inoltre la Boswellia e la Commyphora riescono a crescere anche in terreni aridi e rocciosi, con un suolo fertile di 20cm appena di profondità, e le loro foglie costituiscono nella stagione secca una fondamentale fonte di nutrimento per capre, cammelli ed altri erbivori ed un refrigerio con la propria ombra per piante, uomini e animali. Svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella preservazione del suolo dalla desertificazione.

Nel solo Tigray (regione a nord, confinante con l’Eritrea) i lavoratori stagionali impiegati annualmente nella raccolta dell’incenso sono 7000, tra i quali il 31% sono donne, Gli uomini sono tradizionalmente dediti all’incisione della pianta e alla raccolta; le donne, invece si occupano della selezione e della classificazione.

In Etiopia l’incenso è chiamato comunemente “ettan”, ma assume nomi comuni differenti.

L’incenso e la mirra da sempre sono utilizzati sia a scopo religioso, che curativo, o come elemento nei riti quotidiani, In Etiopia, ad esempio, in ogni cerimonia del caffè che si rispetti, un rito che gli etiopi celebrano diverse volte al giorno (bevendone ogni volta tre tazze), viene fatto annusare il dolce profumo dell’incenso; preferito in questo caso risulta essere l’aroma rilassante dei lubanja, ideale per ricreare un’atmosfera lieta ed accogliente per l’ospite,

Nella medicina tradizionale etiopica, la resina della Boswellia e della Commyphora è utilizzata per diverse patologie, soprattutto come antisettico ed antibatterico, febbrifugo, espettorante e come cura per le linfonodopatie, e nelle regioni dei bassopiani, si mastica per alleviare la sete nei giorni più infuocati; la corteccia è masticata per lenire i disturbi allo stomaco. L’incenso è un ottimo rimedio naturale anche per allontanare insetti e zanzare.

Acqua sorgente di vita

Quando Informazione ed Energia incontrano l‘Acqua, si origina la Vita.

 

L’acqua è al centro della vita ed è ‘elemento costitutivo di tutti gli organismi viventi. Abbiamo visto che l’uomo è composto mediamente per il 70% di acqua. Il nostro pianeta è anch’esso ricoperto per il 72% di acqua.

Nel nostro corpo l’acqua ha molte funzioni. E’ il mezzo di comunicazione tra i tessuti cellulari, il cosiddetto liquido interstiziale. Quando l’acqua in questo liquido è inquinata da sostanze tossiche (cibi non naturali, abuso di medicine, infiammazioni, ecc.), gelifica ed impedisce la comunicazione tra cellule, organi ed apparati, dando origine a tossilinfemia e poi nel tempo a malattie più gravi di tipo degenerativo o infiammatorio.

L’acqua è il mezzo regolatore di tutte e funzioni dell’organismo (per esempio la nostra temperatura è costante indipendentemente dall’ambiente esterno, grazie alla sudorazione, cioè al rilascio di acqua e sali). depura dalle scorie, trasporta i nutrienti, mantiene la pressione (osmotica).

E’ infine il veicolo del pensiero e della consapevolezza, quando si è disidratati il nostro cervello è il primo organo a risentirne.

L’acqua veicola tutte le informazioni fisiche ed intellettive. E’ il Solvente più potente sia nella chimica che nella biochimica del nostro Corpo.

In 24 ore nel nostro organismo circolano all’incirca:
• 1400 litri di Sangue nel Cuore
• 2000 litri di liquidi nei Reni
• 1,5 litri di Liquidi persi al giorno

Si dovrebbe bere più di 2 litri di acqua “pura” al giorno per reintegrare i liquidi persi. Meno acqua è disponibile per il corpo, più le cellule invecchiano e muoiono.

Ma che acqua si dovrebbe bere?
In realtà non c’è una sola acqua, ma migliaia di acque diverse tutte costituite dalla medesima molecola di base (in formula H20) con differenti caratteristiche chimico-fisiche e differente presenza di elementi in esse disciolti. Esempi ne sono le acque di sorgente, di mare, le acque inquinate, le acque strutturate delle nostre cellule, quelle di acquedotto, quelle in bottiglia, l’acqua presente nei cibi, quella nelle bibite industriali, ecc.

Le bibite e l’acqua gassata sono soluzioni concentrate e perdono le capacità di solvenza e di trasporto, inoltre le informazioni che portano all’organismo, la maggior parte delle volte sono disarmoniche, come è stato dimostrato dalla ricerca Pantheum. L’Acqua pura è Forza Vitale e porta Energia ed Informazioni che sono trasferite al Corpo.

Quando beviamo acqua che non ha caratteristiche bioenergetiche coerenti , non assimiliamo i Sali in essa disciolti e le informazioni portate dalle molecole d’acqua non sono in armonia con il nostro sistema energetico. Il nostro corpo si adopera, allora, per eliminarne i soluti, che risultano solo una zavorra non assimilabile. Sprechiamo il liquido coerente delle nostre cellule per ristrutturarla in modo da idratare i tessuti che lo necessitano, creando paradossalmente una disidratazione.

La nostra Energia è in grado di neutralizzare le Frequenze Nocive per un po’ di tempo, ma se siamo costantemente sottoposti ad esse e ad altri fattori inquinanti, nell’aria, nel cibo, ecc. il nostro sistema immunitario si indebolisce ed il liquido interstiziale accumula tossine e sali inorganici difficili da eliminare.

A volte la cattiva qualità dell’acqua potabile porta a bere acqua minerale imbottigliata. Ma l’alto residuo fisso di alcune acque minerali è difficilmente assimilabile dal nostro organismo.

Infatti solo i minerali legati organicamente ai cibi sono assimilabili. I minerali presenti nelle acque a bassa energia non lo sono, inoltre sottopongono il corpo ad uno sforzo metabolico per essere chelati e smaltiti.

Per l’eliminazione del Calcio (Ca), ad esempio, sono impiegate dall’organismo macromolecole lipidiche che si accumulano in alcune zone sottocutanee, che vengono poi a loro volta idratate per evitare concentrazioni saline eccessive (il soggetto ingrassa e presenta ritenzione idrica con la contemporanea comparsa di ampie zone di cellulite); oppure vanno a formare depositi cristallizzati sulle giunture affaticando le articolazioni per la perdita di fluidità con conseguenti dolori e blocchi.

Perché l’acqua possa trasportare energia, occorre dunque che mantenga la struttura cristallina. Ma se non si può muovere in modo naturale o sta ferma, la carica si esaurisce, le molecole si depolarizzano, le catene, e quindi i cristalli, si disfano: così l’acqua sotto pressione negli acquedotti, nei tubi (flusso laminare) o ferma a lungo ed esposta a calore, in bottiglia o comunque stagnante, “muore”.

Se noi beviamo acqua morta riceviamo un danno, perché si abbassa il livello di energia dell’acqua organica che E’ IL NOSTRO CORPO per oltre il 70%.

Si può ridare energia a un’acqua che l’abbia persa?

Si, si può. Dinamizzandola a lungo o mettendola in contatto con fonti di energia che la possano ricaricare. Ma il massimo è poterle dare anche informazioni che abbiano effetti benefici (o addirittura terapeutici) sull’organismo.

Questa è l’opera svolta dagli energizzatori/rivitalizzatori dell’acqua.
(fonte: O.Costa, D.Tessarotto, C.K.Cortella: l’Acqua specchio della vita, Editoriale Delfino, Milano, 2006, cap.2^)

Validi motivi per avere una Tiroide “in equilibrio”

l problema della patologia tiroidea in generale e del morbo di Hashimoto in particolare sta diventando una vera epidemia a livello mondiale.

Nei paesi occidentali ormai quasi la metà delle donne, in un certo momento della loro vita, scoprono un deficit di funzione tiroidea che comporta moltissimi sintomi clinici, per citarne solo alcuni dei più comuni e meno gravi, tipici delle fasi iniziali della malattia:
freddolosità
repentini
cambi di umore
aumento di peso
depressione
secchezza della pelle
stipsi e gonfiore addominale
senso di affaticamento
fragilità di unghie e capelli

L’approccio della Medicina Ufficiale è a dir poco semplicistico: si monitora la situazione con periodiche analisi, non si fa quindi nulla nelle prime fasi della malattia e si interviene quando la ghiandola Tiroide da segni di insufficienza, prescrivendo univocamente un farmaco ormai a tutti noto : Eutirox. Si inizia spesso con i 25mcg ma poi è quasi inevitabile un incremento della dose, fino ad arrivare ai 100-125 mcg al giorno che hanno un effetto soppressivo-sostitutivo sulla funzione della ghiandola. Dopo anni di questa terapia la Tiroide scompare, si atrofizza ed il paziente diviene schiavo di questa compressa sostitutiva, non priva di effetti collaterali, non facilissima da dosare nello specifico caso.

Come ho già detto in miei precedenti scritti su questo argomento l’approccio della Medicina Naturale – Integrativa è completamente diverso. In realtà non esiste uno schema, un protocollo buono per tutti, ogni caso va valutato singolarmente. Il paziente può arrivare ad essere ipotiroideo attraverso varie strade : squilibrio ormonale, assunzione di farmaci o acqua o cibi con effetto negativo sulla Tiroide, patologie virali, stress psicofisici, squilibri immunitari. Per il medico di Medicina Integrativa, soprattutto se la patologia è colta nelle sue prime fasi, è molto importante capire o ipotizzare la ragione del problema in quello specifico paziente.

Le possibilità terapeutiche nell’ambito della Medicina Integrativa sono molte, oltre allo specifico consiglio dietetico ed alla correzione eventuale dello stile di vita, si può ipotizzare l’impiego di vari integratori che vado citando sinteticamente:

L-Tirosina, si tratta di un aminoacido molto importante perchè rappresenta il mattone da cui la Tiroide sintetizza l’ormone tiroideo. La tirosina è biologicamente importante in quanto precursore di vari ormoni, quali la tiroxina (un ormone tiroideo) e le catecolammine (dopamina, noradrenalina e adrenalina), e della melanina. La tirosina rappresenta un fondamentale substrato per la sintesi di neurotrasmettitori e aumenta i livelli ematici degli stessi. L’effetto regolatore dell’umore è particolarmente osservabile in pazienti depressi e in condizioni di stress. Una grande quantità di studi indicano l’utilità dell’assunzione di tirosina in condizioni di stress, freddo, affaticamento, lavoro prolungato e insonnia. La tirosina è un fantastico riequilibratore del TSH e degli ormoni tiroidei

Selenio, elemento minerale fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei più attivi e per la protezione dell’organismo dai danni legati all’Autoimmunità.

Iodio, elemento minerale chiave per la sintesi degli ormoni tiroidei che deve essere usato però in dose e modalità opportune per non causare l’effetto opposto

Zinco, elemento minerale essenziale per la funzione dell’Ipofisi, che nutre e sostiene la ghiandola Tiroide

Omega 3, sono grassi poli insaturi essenziali per diminuire i fattori infiammatori organici e quindi anche per regolare la funzione immunitaria.
Vitamina D, sostanza spessissimo carente nella nostra popolazione, fondamentale non solo per le ossa e per la prevenzione di molte forme tumorali, ma anche per una buona funzione tiroidea.

Vitamina A: il beta-carotene, il precursore della vitamina A, in caso di insufficienza della tiroide non si trasforma più in vitamina A e quindi i soggetti ipotiroidei possono presentare segni di ipovitaminosi A. D’altra parte la mancanza di vitamina A riduce l’attività secretoria della tiroide creando così un circolo vizioso che può essere interrotto solo con l’integrazione.

Acido Caprilico, ricavato dall’olio di cocco, questa sostanza non è utile solo per debellare la candida intestinale ma anche per proteggere la ghiandola Tiroide.

Glutatione, importantissimo anti ossidante e fattore di protezione per tutte le cellule del nostro organismo. E’ l’unica molecola che può difenderci dall’aggressione del Mercurio e dei metalli pesanti in generale. Non è sempre facile trovare una forma ben assorbibile di questa sostanza e spesso si ovvia somministrando i suoi precursori ( Cisteina, Glutammina e Glicina ).

Ho citato solo alcuni concetti terapeutici salienti, penso sia importante aggiungere che le pere sono un frutto particolarmente utile per supportare la funzione tiroidea e che la soya ha invece un effetto deprimente sulla ghiandola. (fonte: Dott. Ivo Bianchi in scienzanatura.it)

Dott. Ivo Bianchi
Dopo aver praticato Medicina Interna presso i reparti di Patologia e Clinica Medica dell’Università di Verona… da quasi 30 anni mi interesso delle varie branche della Medicina Naturale. Specializzazioni: Medicina Interna Omeopatia Omotossicologia

La tiroide è un organo impari, situato nella regione anteriore del collo alla base della gola. Questa ghiandola ricopre un ruolo fisiologico estremamente importante, poiché influenza direttamente lo sviluppo scheletrico e cerebrale, partecipa alla regolazione del metabolismo corporeo tiroide e allo sviluppo di pelle, apparato pilifero ed organi genitali.

Situata anteriormente rispetto alla laringe e alla trachea, la tiroide consta di due lobi, uno destro ed uno sinistro, tra loro congiunti da una porzione trasversale detta istmo; questa particolarità anatomica conferisce alla tiroide un aspetto simile ad una H o, più artisticamente, ad una piccola farfalla.

In un adulto sano ciascun lobo misura circa cinque centimetri, mentre la tiroide raggiunge, nel suo insieme, un peso di circa venti grammi. Peso e dimensioni possono tuttavia variare, anche considerevolmente, in base all’età (calano con l’invecchiamento), al sesso (sono superiori negli uomini) e alle modificazioni ormonali (pubertà , gravidanza, allattamento, fase del ciclo mestruale, menopausa).

Oltre a T3 e a T4, la tiroide, con le sue cellule “parafollicolari” o “cellule C” (situate sul contorno dei follicoli), produce un terzo ed importantissimo ormone, chiamato calcitonina.

La sua azione è definita ipocalcemizzante, in quanto viene prodotta e secreta con lo scopo di abbassare il calcio in circolo, ostacolandone l’assorbimento a livello intestinale, favorendo la sua deposizione nelle ossa e l’escrezione a livello renale.

La calcitonina ha attività diametralmente opposta a quella dell’ormone delle paratiroidi o paratormone.
Contrariamente ad altre ghiandole endocrine, la tiroide contiene abbondanti riserve ormonali, cosicché le fluttuazioni quotidiane dell’apporto di iodio non determinano importanti alterazioni della sua funzionalità. E’ tuttavia importante non sottovalutare il ruolo di questo minerale nell’alimentazione quotidiana, soprattutto durante la gravidanza, un periodo in cui un eventuale carenza potrebbe causare aborto o deficienze mentali piuttosto serie (cretinismo) durante lo sviluppo del feto. Il consumo di alimenti cosiddetti “gozzigeni” (perché capaci di sequestrare lo iodio assunto con la dieta) non riveste particolare interesse clinico, salvo in quei rari casi in cui l’apporto alimentare di iodio è particolarmente basso (eventualità scongiurata dal semplice consumo di sale iodato). Per lo stesso motivo non vi sono evidenze convincenti che il consumo di soia e dei suoi isoflavoni possa rallentare la funzionalità tiroidea. Le dosi di assunzione raccomandate per la popolazione italiana sono di 150 mcg di iodio al giorno e, per la donna, 200 mcg/die durante l’allattamento e 175 mcg/die in gravidanza.

Una volta prodotti, gli ormoni tiroidei possono essere direttamente convogliati nel circolo sanguigno oppure depositati nella colloide dei follicoli tiroidei; questi ultimi sono strutture sferiche dotate di una cavità centrale ripiena di un denso materiale glicoproteico, detto appunto colloide. Al suo interno troviamo grandi quantità di tireoglobulina, una proteina piuttosto complessa, con numerosi residui di tirosina, che costituisce la forma di deposito di T3 e T4. Al momento del bisogno interviene un enzima specifico che, all’interno del follicolo, libera gli ormoni tiroidei dal loro legame con la tireoglobulina, come succede, per esempio, in risposta all’azione stimolante del TSH.

La colloide costituisce una riserva di ormoni tiroidei sufficiente per 2-3 mesi.
Le molecole ormonali secrete dai tireociti (o cellule della tiroide) sono costituite soprattutto da tiroxina e soltanto in minima parte da triiodotironina; è tuttavia quest’ultimo ormone ad avere maggior gioco nella fisiologia cellulare. Va inoltre sottolineato che la maggior parte del T3 circolante non è di origine tiroidea, ma deriva dalla monodeiodazione periferica di T4, che avviene soprattutto a livello epatico; T4 può quindi essere considerato una sorta di proormone.

Il trasporto degli ormoni prodotti dalla tiroide nel torrente ematico è mediato da specifiche proteine plasmatiche, come la TBG e l’albumina; solo la piccola quota di T3 e T4 che sfugge a questo legame è metabolicamente attiva.

Nell’organismo umano nulla è affidato al caso, ogni reazione metabolica è finemente intrecciata con le altre ed avviene con lo scopo preciso di mantenere in equilibrio il sistema interno. Così, anche per la tiroide, esiste un fine meccanismo regolatorio deputato a controllarne le funzioni. In effetti, l’attività secretoria di questa ghiandola è influenzata da numerosi ormoni, primo tra tutti il TSH od ormone tireostimolante, la cui secrezione è a sua volta controllata dal neuroormone ipotalamico TRH (o fattore di rilascio dell’ormone tireostimolante).

Come dice il nome stesso, il TSH, prodotto dal lobo anteriore dell’ipofisi o ghiandola pituitaria, viene liberato quando si abbassano i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue. Una volta secreto, il TSH stimola la tiroide ad incorporare più iodio, a sintetizzare più ormoni tiroidei e a liberarli in circolo.

Al contrario, quando i livelli di T3 e T4 salgono, la secrezione dell’ormone viene inibita secondo una reazione conosciuta come “feedback negativo”. Questo complesso meccanismo regolatorio consente di mantenere un equilibrio ormonale adeguato alle esigenze dell’organismo.

Il nostro corpo, in pratica, ricalca la funzione del termostato di una caldaia: quando la temperatura dell’acqua scende al di sotto di un valore limite il bruciatore si accende e riscalda il liquido fino a quando, raggiunta una temperatura massima prefissata, viene spento automaticamente.

Il paragone con la caldaia non è affatto casuale; gli ormoni prodotti dalla tiroide rappresentano infatti uno stimolo importante per l’attività metabolica dei tessuti, un’azione resa particolarmente evidente dal tipico fenotipo dei soggetti ipertiroidei (magrezza accentuata, sudorazione profusa, intolleranza alle alte temperature, cute calda e sottile, corporatura esile ed una caratteristica protrusione dei bulbi oculari). Un’iperfunzione tiroidea, contenuta entro i limiti fisiologici, provoca un aumento del metabolismo corporeo e favorisce il dimagrimento. Per questo motivo ritroviamo lo iodio in molti prodotti dimagranti di sintesi (i cosiddetti brucia grassi) o naturali (fucus, laminaria); alcuni atleti o medici senza scrupoli arrivano addirittura ad assumere/prescrivere ormoni tiroidei o loro precursori, con lo scopo esclusivo di migliorare l’aspetto fisico (vedi bodybuilder) o la performance atletica. Si tratta tuttavia di una pratica pericolosissima per la possibile insorgenza di disfunzioni croniche alla tiroide. In ogni caso, terminata l’assunzione, si avrà comunque un temporaneo rallentamento di tutte le funzioni corporee a causa del “feed back negativo” descritto poche righe orsono.

Malattie della tiroide
Se la tiroide non è abbastanza attiva, si parla di ipotiroidismo. L’ipotiroidismo può portare ad aumento di peso, stanchezza e scarsa tolleranza delle basse temperature. Se la tiroide è troppo attiva (ipertiroidismo) si producono più ormoni tiroidei di quanto necessiti il corpo, con conseguente perdita di peso, aumento del battito cardiaco e sensibilità al calore.

Si definisce ipertiroidismo una condizione clinica caratterizzata dall’aumento degli ormoni tiroidei in circolo. L’ipotiroidismo ricalca invece la condizione opposta (sindrome clinica caratterizzata da sintesi insufficiente o carente azione di T3 e T4 a livello tissutale). Gli ipertiroidismi possono essere primitivi, cioè dovuti a malattie della tiroide, secondari e terziari; i primi dipendono da patologie che ne incrementano l’attività, quali la malattia di Basedow o morbo di Graves (di origine autoimmune), l’adenoma iperfunzionante ecc; gli ipertiroidismi secondari dipendono da iperincrezione di TSH, in genere a causa di un tumore ipofisario; infine, le forme terziarie sono provocate da eccessiva secrezione ipotalamica di TRH.

Qualunque sia la sua natura, l’ipertiroidismo determina un aumento del consumo di ossigeno, cui consegue un aumento dell’attività cardiaca, della produzione di calore, del catabolismo e dell’irritabilità del sistema nervoso.

Similmente all’eccesso, anche un difetto nella quantità di ormoni tiroidei (ipotiroidismo) può avere origini primitive o secondarie. Gli ipotiroidismi primitivi dipendono da alterazioni della tiroide che ne abbassano l’attività, quali atrofia idiopatica, carenza di iodio nella dieta o tiroidectomia (asportazione chirurgica della tiroide). Gli ipotiroidismi secondari sono in relazione con deficit di increzione dei due principali ormoni che regolano l’attività della ghiandola (TRH e TSH) per patologie ipotalamiche e/o ipofisarie, quali neoplasie, o per loro asportazione chirurgica.

I sintomi dell’ipotiroidismo dipendono dal rallentamento generale del metabolismo e della funzionalità nervosa, che determina cretinismo nel feto, ridotta crescita staturale e dello sviluppo sessuale in epoca puberale, mixedema nell’adulto (pallore, voce roca, cute mixedematosa ecc). Qualunque sia la sua causa, la difettosa sintesi di ormoni tiroidei stimola l’increzione dell’ormone tireostimolante ed il suo fattore di rilascio ipotalamico. Come descritto in precedenza, il bersaglio di questi ormoni è la tiroide, che accelera la propria attività aumentando, come i muscoli in risposta all’allenamento, il proprio volume (ipertrofia tiroidea o gozzo) fino a raggiungere un peso di centinaia di grammi.
Se tale compenso è sufficiente si mantiene la normale funzionalità tiroidea (gozzo semplice), in caso contrario si ha ipotiroidismo con gozzo.

Nell’adulto, quindi, gli ormoni tiroidei non sono essenziali per la sopravvivenza, ma sono importanti per la qualità della vita.

I disturbi della tiroide sono piuttosto frequenti, tanto da colpire in media una persona su venti, con una netta prevalenza nella popolazione femminile. Come accennato queste disfunzioni possono avere varia natura (ipertiroidismo, ipotiroidismo, crescita anomala della tiroide e, più raramente, tumori della ghiandola tiroidea). La cura del disturbo, attraverso farmaci specifici, porta generalmente alla guarigione e anche il cancro alla tiroide, se preso in tempo, può essere debellato.

Validi motivi per avere una Tiroide “in equilibrio”

1) Per mantenere alto il desiderio sessuale.
Se la tua tiroide, per esempio a causa di noduli o di una malattia autoimmune, produce ormoni in eccesso o in difetto, è facile che ne risenta negativamente anche il desiderio sessuale. Infatti, gli ormoni tiroidei influiscono sia sul bilancio tra i neurotrasmettitori serotonina e dopamina, sia, indirettamente, sul rilascio degli ormoni sessuali (estrogeni, progesterone e testosterone), che influiscono anche sulla libido

2) Per avere unghie, capelli e pelle forti e belli.
Quando la tiroide non produce a sufficienza ormoni tiroidei, per esempio per colpa di un gozzo o di piccoli noduli, ne risentono anche le unghie e i capelli, che sono tendenzialmente più fragili e quest’ultimi tendono a cadere. Cio’ accade in quanto i follicoli capilliferi sono particolarmente sensibili all’azione degli ormoni tiroidei. Questi influenzano il metabolismo cellulare delle proteine, dei carboidrati, dei lipidi e dei minerali. Le cellule della matrice del capello, dati gli elevati livelli di attività metabolica, sono assai profondamente influenzate dalla carenza o dall’eccesso di ormoni che derivano dalla tiroide. Anche la pelle ne risente diventando più secca, oltre che pallida. La pelle è altresi’ mal irrorata, di conseguenza è fredda e tende ad ispessirsi. I tessuti sottocutanei assumono una consistenza spugnosa e solida (mixedema). Cio’ accade in quanto gli ormoni tiroidei influenzano il metabolismo dei fibroblasti e di conseguenza la salute della nostra pelle.

3) Per non essere troppo magra senza motivo o per non sentirti sempre gonfia come un pallone.
Gli ormoni tiroidei T3 e T4, che sono gli unici nell’organismo ad essere costituiti anche da iodio, regolano il metabolismo: così, se per qualche squilibrio o disturbo della tiroide sono in eccesso il metabolismo è troppo veloce e si tende a dimagrire anche se si mangia molto. Se, invece, sono insufficienti, come accade nell’ipotiroidismo, il metabolismo rallenta e, oltre tutto, si tende a trattenere più liquidi, col risultato di essere sovrappeso e soprattutto gonfia – soprattutto al viso – anche se si mangia poco.

4) Per non soffrire ad ogni sbalzo climatico.
Sempre loro, gli ormoni tiroidei, regolano la produzione di calore nell’organismo, aumentando o diminuendo il consumo dell’ossigeno: ecco perché chi è ipertiroidea, quindi produce troppi ormoni tiroidei, tende a soffrire particolarmente il caldo per un eccesso di calore interno, al contrario di chi è ipotiroidea, che è sempre freddolosa. Per lo stesso motivo, sia chi è ipertiroidea, sia ipotiroidea ha un sistema di termoregolazione alterato che rende più difficile adattarsi prontamente agli sbalzi climatici, tra l’altro così frequenti per il riscaldamento globale.

5) Per essere scattante e piena di energia.
Oltre a modulare il tono dell’umore, la tiroide influendo sul metabolismo e sull’utilizzo dell’ossigeno da parte delle cellule determina anche la maggiore o minore carica di energia fisica (oltre che psicologica) a disposizione. Non a caso, l’ipertiroidismo provoca uno stato di continua sovreccitazione e di superattivismo logorante, che rende anche difficile addormentarsi la sera, mentre l’ipotiroidismo rende facilmente stanche, prive di energie (soprattutto al mattino, appena sveglie).

 

 

La pelle parla di noi

La bellezza della pelle è frutto di una cura attenta e mirata alle particolari esigenze che ogni parte del corpo richiede.

La pelle, o cute, è uno degli organi più estesi dell’organismo umano: infatti rivestendolo completamente arriva ad un’estensione di circa 2 metri quadri, e in termini di peso arriva a rappresentare circa il 16% del peso totale del corpo.

La sua funzione principale è quella di proteggere gli organi e i tessuti interni dalle aggressioni del “mondo esterno” costituendo una barriera fisica su tutta la superficie corporea. Riveste quindi un ruolo indispensabile nel proteggere l’organismo da caldo e freddo (funzione di termoregolazione), da lesioni, dall’aggressione degli agenti patogeni esterni. Non da ultimo è la sede delle terminazioni nervose del seno del tatto.

La superficie della cute non è uniforme, ha un disegno molto complesso e varia da zona a zona per la presenza di solchi superficiali paralleli che determinano, soprattutto nei polpastrelli, delle figurazioni caratteristiche (le famose “impronte digitali”) che variano da individuo a individuo. La cute è formata da due strati: l’epidermide ed il derma.

Nella specie umana, il colore della pelle degli individui dipende da molte variabili (spessore dello strato corneo, stato di sanguificazione, presenza e assorbimento ottico di melanina, vitamina A dimera, emoglobina). Per questo il colore varia non solo tra i vari gruppi etnici, ma anche da individuo a individuo e, benché di poco, varia anche nei diversi distretti corporei di uno stesso individuo.

L’epidermide è la parte più esterna della pelle; è formata da più strati di cellule che man mano che si sale dagli strati più profondi, si trasformano in cellule praticamente morte ma resistenti agli agenti esterni. Le principali funzioni di questo strato della cute sono: formare una barriera fisica agli agenti esterni; impedire la disidratazione del corpo; impedire la penetrazione di batteri o altri agenti patogeni; proteggersi da eventuali scottature solari per mezzo di cellule, chiamate melanociti, che posseggono la proprietà di produrre una proteina, la melanina, che è la responsabile della colorazione della nostra pelle; la capacità di potersi riparare velocemente in presenza di ferite.

Il derma è lo strato sottostante l’epidermide. La funzione principale è quella di sostegno e nutrimento della cute; infatti nel suo interno si trovano vasi sanguigni che portano nutritivi alla cute stessa, le ghiandole sudoripare e sebacee che hanno la funzione di regolare la temperatura corporea, terminali nervosi che servono a ricevere gli impulsi che passano attraverso l’epidermide, e i bulbi dei peli.

La pelle è un organo molto delicato che può andare incontro a diverse problematiche di tipo lesivo o irritativo. Le più frequenti sono lesioni da pressione, ulcerazioni, ustioni, ferite, ematomi, eritemi, abrasioni, escoriazioni,…

E’ indubbio che la cute svolga funzioni fondamentali per la salute ed il benessere dell’intero organismo, risulta quindi importante provvedere alla sua integrità e funzionalità grazie ad abitudini igieniche corrette coadiuvate da detergenti specifici, e nei casi patologici, grazie all’utilizzo degli adeguati rimedi naturali.

Terapia consecutiva

La terapia consecutiva esprime, per mezzo di un innovativo concetto terapeutico, il connubio tra l’esperienza millenaria della medicina cinese e la regolazione della bilancia PNEI, fornendo finalmente delle risposte valide a patologie spesso non risolvibili.

La terapia consecutiva si basa sull’utilizzo di sostanze di origine vegetale che, nelle giuste percentuali, mimano specifiche molecole presenti nel nostro organismo, dando un segnale alle cellule che in questa maniera vengono riattivate.

La terapia consecutiva permette l’utilizzo contemporaneo di diversi approcci curativi come i farmaci tradizionali, i farmaci fitoterapici e i farmaci omeopatici: essi vengono armonizzati e reciprocamente regolati, consentendo di ottenere risultati maggiormente apprezzabili. La Terapia Consecutiva, è la sintesi di una Medicina Integrata, ossia la sinergia tra Terapia Consecutiva, Medicina Biologica e Fitoterapia Sistemica.

La linea Reayang si compone di cinque miscele scelte e formulate da Renaco By R.I. Group. Le cinque miscele corrispondono ai cinque elementi della MTC con una rivisitazione in chiave moderna dell’energetica cinese. Le formulazioni sono articolate con un’accurata ricerca di piante occidentali facilmente rintracciabili e documentabili, prescritte secondo la legge dei cinque elementi.

Le preparazioni trasmettono al paziente il messaggio terapeutico su entrambi gli aspetti dell’equilibrio globale: a livello organico i principi attivi di ogni ingrediente svolgono le loro funzioni e, allo stesso tempo, viene attivata a livello energetico l’energia della cellula permettendo di superare la fase reattiva di blocco.

In uno stato di malattia, l’organismo umano è energeticamente carente e questo livello tende ad abbassarsi , quando i protocolli terapeutici sono principalmente gestiti dalla medicina allopatica. Ciò è dovuto dal fatto che i processi di estrazione chimica o di produzione di un farmaco allopatico mancano di quel quantum energetico che ritroviamo in natura.

Ecco perché è fondamentale poter estrarre le risorse energetica direttamente dall’alimentazione, oppure integrare e migliorare il livello energetico attraverso un farmaco naturale, creato appositamente secondo i principi che si ritrovano in natura. Le varie fasi di estrazione devono fare in modo di non alterare il principio attivo, ma di riportarlo direttamente con lo stesso livello energetico.

La Natura inoltre riconosce se stessa e così è quello che fa il nostro organismo quando introduciamo alimenti naturali. Questo principio è andato perduto negli ultimi 150 anni, con la predominanza del pensiero meccanicista, il quale appare ormai obsoleto, grazie alle nuove conoscenze in campo medico – scientifico.

La Terapia Consecutiva, è la sintesi di una Medicina Integrata, ossia la sinergia tra Terapia Consecutiva, Medicina Biologica e Fitoterapia Sistemica.

Il fine della terapia è mantenere la funzionalità del sistema immunitario e i prodotti della linea Reayang sono stati studiati per essere collocati tra i rimedi fitoterapici e/o allopatici: essi possono essere utilizzati, a discrezione, nella fase di “drenaggio” e nella fase“omeopatica”. Essi permettono l’attivazione cellulare e il riequilibrio generale dell’organismo tramite sia un drenaggio organico, agendo sulla PNEI e rispettando i meccanismi fisiopatologici di risposta all’aggressione del conflitto, sia attraverso un drenaggio energetico.

REAYANG è l’elemento terapeutico di base in quanto permette di riattivare la risposta organica specifica dei vari recettori (citochine, ormoni, neurotrasmettitori, ecc..) di fronte alla patologia.

• ATTIVAZIONE E RIEQUILIBRIO REATTIVO
• DRENAGGIO ORGANICO
• DRENAGGIO ENERGETICO

I CitoYang si collocano come stimolatori specifici nelle fasi intermedie di terapia, in modo da accentuare certi passaggi specifici, i quali richiedono una maggiore accentuazione. Essi attivano la produzione delle Interleuchine e fattori di crescita nervina in modo specifico.

Essi permettono:
• LO SBLOCCO A-REATTIVO DELLA FASE YIN
• L’USCITA DALLA FASE DI CRONICITA’
• L’ATTIVAZIONE ENERGETICA E LA REGOLAZIONE DEL SISTEMA ORMONALE
• LA REGOLAZIONE NEURONALE E IL MIGLIORAMENTO DELLO STATO PSICOLOGICO

Bagni derivativi il potere dell’acqua fresca per la salute e la disintossicazione del corpo

Il bagno derivativo, come può indicare il suo nome, fa derivare, viaggiare le sostanze, le materie, le molecole di troppo che abbiamo nel nostro corpo, quelle che non sono trasformate in muscoli, sangue, ossa, il bagno derivativo sembra dunque far ritornare lentamente queste eccedenze inutili lì dove erano all’inizio, nell’intestino, al fine di evacuarle.

Un rimedio semplice e gratuito per la salute (psico-fisica) del nostro corpo è l’acqua. Madre natura ha fornito a tutti gli esseri viventi l’accesso a semplici e gratuiti mezzi di guarigione, con la differenza che mentre un gatto quando sta male sa per istinto cosa fare, noi spesso dobbiamo ragionarci su per delle ore, dei giorni, dei mesi, rivolgerci a specialisti, affidarci a rimedi allopatici od omeopatici, sperando che la cura sia quella giusta.

Vantaggi terapeutici

Si rivolge alla zona inguinale: una delle aree del corpo a più alta concentrazione di nervi. Da qui il suo effetto positivo sull’umore, sul sonno e sull’energia. In questa zona passano anche le arterie principali, e la tecnica aumenta notevolmente la circolazione sanguigna, l’eliminazione e la digestione. Stimola direttamente il plesso sacrale che governa l’energia sessuale e gli organi riproduttivi. Aiuta a regolare il ciclo mestruale, ed è stata usata da Louis Kuhne per trattare l’impotenza. E ‘utile anche per risolvere i livelli bassi di libido e i sintomi della menopausa.

La funzione principale dei Bagni Derivativi è quello di aiutare il corpo, attraverso una reazione termica interna per eliminare le tossine e il grasso in eccesso. Per ottenere un corpo proporzionato, tonico e sano, un sonno ristoratore, il buon umore, la digestione efficiente, la pelle liscia e livelli di grande energia, è necessario dedicare un minimo di 10 minuti al giorno per raffreddare l’area inguinale con i Bagni Derivativi. Occorre assicurarsi che il resto del corpo rimanga caldo (per garantire la essenziale reazione termica).
Non farti ingannare dalla semplicità dei bagni derivativi prendendoli alla leggera a causa della loro semplicità, provali e sperimenterai benefici enormi, spesso dopo una settimana.

La tecnica dei bagni derivativi fa parte di molte tradizioni ancestrali/popolari ed è stata riscoperta in occidente da Louis Kuhne. In un periodo in cui ERA sofferente di una grave malattia aI polmoni, ha avuto la fortuna di osservare un gatto che per guarire rapidamente da una frattura ha utilizzato una miracolosa cura a suon di leccate sul proprio sesso (e sulla gamba rotta). Kuhne, osservando la rapida guarigione del gatto ha quindi provato a replicare la cura sul proprio corpo ed è guarito rapidamente dalla sua afflizione con quelli che da allora sono stati denominati “semicupi con frizione” o “bagni derivativi”.

Nel suo libro France Guillain (un’autorità mondiale nel campo dei bagni derivativi) riporta un’esperienza ventennale sull’uso di tale tecnica semplice e gratuita di cura e prevenzione sperimentata su di sé, sulla sua famiglia, sui suoi amici e conoscenti e testimonia i benefici dei bagni derivativi per una lunga serie di problemi di salute:

– foruncoli, acne, dermatiti, eczemi
– verruche
– stitichezza
– vari disturbi associati alla gravidanza
– nevralgie e mal di denti (anche associato ai dentini che spuntano nei bimbi)
– dolori al collo e alla schiena
– mal di gola
– dolori di varia natura
– mal di testa
– insonnia
– dipendenza da droghe (anche da caffè)

A questi effetti benefici secondo l’autrice del libro citato si aggiungono il riacquisto di un peso-forma, la ricrescita dei capelli ed il riacquisto del colore originale da parte dei capelli che erano diventati bianchi, la diminuzione del tartaro sui denti, nonchè la prevenzione delle afflizioni delle vie respiratorie e delle otiti.

Se l’esperienza di F.Guillain e di tante altre persone mostra che i bagni depurativi realmente hanno una funzione di cura e prevenzione di molte malattie (tramite l’attivazione di un processo di eliminazione delle tossine), perchè non ipotizzare che possano essere d’aiuto anche nel nostro caso (magari in sinergia con altri trattamenti naturali)? Ovviamente tale metodo non è mai stato testato clinicamente (ovvero la medicina ortodossa si è guardata bene dallo sperimentare un meotodo di prevenzione e cura che non porta un centesimo) nonostante milioni di persone in tutto il mondo lo utilizzino (qui vicino a noi, soprattutto in Francia) e nonostante l’assenza totale di eventuali seri effetti collaterali.

NOTA BENE: non effettuare i bagni derivati durante la fase digestiva, attendere almeno un’ora e mezza dalla fine del pasto

Per quanto riguarda la durata essi dovrebbero essere secondo le indicazioni di F. Guillain di 10 minuti per una persona adulta con un peso di 70 kg, di 15 minuti se il peso supera i 70 kg. Di due minuti per un neonato di meno di 6 mesi, fino ad arrivare a 3/4 minuti per un bimbo di 18 mesi e 5/7 all’età di 4/5 anni.

Una volta al giorno può essere sufficiente se fatto con regolarità, due volte al giorno se avete fretta di risolvere il vostro problema o se esso avete un notevole sovraccarico di tossine da smaltire.

(fonte:metamedicina.altervista.org)