L’uso del Noni è particolarmente indicato per sostenere momenti particolarmente faticosi associati allo stress, migliorare la concentrazione e il tono dell’umore.

Il noni fa parte dei superfrutti. Si tratta di una pianta esotica, la Morinda citrifolia L. (Famiglia: Rubiaceae), anche nota come gelso indiano. È un piccolo albero sempreverde, ampiamente diffuso in tutto il Pacifico, e rappresenta una delle più importanti piante medicinali tradizionali polinesiane. La sua popolarità è dovuta al frutto dal quale si ottiene per spremitura un succo, a cui vengono ascritte numerose proprietà (1). Inoltre, nelle preparazioni della medicina tradizionale polinesiana, sono impiegati anche foglie, fiori, corteccia e radici (1).

Il Noni viene impiegato da diversi secoli per scopi alimentari. Le parti principalmente utilizzate in ambito culinario sono i frutti maturi (crudi e cotti), le foglie ed i semi arrostiti.

Cenni storici

Tradizionalmente nelle culture hawaiane e polinesiane la pianta era considerata sacra e veniva venerata perché fonte di vita. I guaritori indigeni kahuna, che utilizzavano erbe e piante autoctone, la chiamavano “albero della vita”, “pianta che uccide il dolore” e anche “albero del mal di testa”. Tutte le parti del Noni (corteccia, radici, foglie, fiori e frutti) sono state utilizzate in erboristeria per le loro proprietà medicinali.

La pianta del Noni è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute. Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la “pianta sacra“.

Tradizionalmente i guaritori indigeni della Polinesia preparavano un succo utilizzando i frutti maturi che venivano lasciati fermentare al sole per lunghi periodi. Ancora oggi le aziende che hanno avviato il business internazionale attorno al fenomeno Noni seguono l’antico e tradizionale metodo di fermentazione.

La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Nonu e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Nonu reca giovamento per la prevenzione e per l’autotutela del proprio benessere da un’ampia gamma di problemi riguardanti la salute.

I vantaggi diffusi del Nonu sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Nonu. La pianta del Nonu è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute.

Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la “madre” di tutte le piante curative è il Nonu, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Nonu cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.

Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la “pianta sacra”. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Nonu ha prodotto risultati incredibili. Il Nonu contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Nonu contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica.

PERCHÉ FUNZIONA TANTO BENE IL NONU?

Grazie al favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Alcuni affermano che contiene l’alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Nonu offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Nonu funziona. Ugualmente importante è l’approfondita ricerca scientifica che conferma l’efficacia e la sicurezza del Nonu.

I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri.

L’albero del Nonu cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla. I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all’aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni.

I molteplici usi medicinali del Nonu divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Nonu come “l’albero della cefalea” e “l’albero antidolorifico”. I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell’utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Nonu era identificato e riconosciuto come “l’erba sacra” per il corpo rigenerante.

Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione. Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo. Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al “medico” il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la’au lapa’au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti.

Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed “… erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia”, secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal.

Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Nonu. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava “… usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie”.

Il Nonu fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna.

Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti. La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze.

Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli.

Da quel momento la ricchezza d’informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Nonu è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni.

Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Nonu reca tanto giovamento per i dolori.

La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l’isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Nonu ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane.

Ricerche significative sugli usi medicinali del Nonu sono state presentate durante l’ottantatreesimo, l’ottantaquattresimo e l’ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research.

Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all’ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel “Proceeding of the American Association for Cancer Research” era la seguente: “L’Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi”. In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9/12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Nonu vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest’indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Nonu si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Nonu.

Detto semplicemente, il Nonu può inibire la crescita tumorale.

I costituenti più importanti del Noni sono:

  • VITAMINE E MINERALI: il Noni è ricco di vitamina A e C, fondamentali per il nostro corpo, in quanto sono entrambe coinvolte in numerose attività biochimiche. In particolare, il succo è una buona fonte di vitamina C (o acido ascorbico), importante per il sistema immunitario e per l’azione antiossidante. Inoltre, il frutto di Noni contiene minerali come magnesio, ferro, potassio, selenio, zinco, calcio, sodio, rame e zolfo.
  • PROXERONINA E XERONINA: la proxeronina è un alcaloide e rappresenta un precursore della xeronina. Quest’ultima sostanza è implicata in un gran numero di processi biochimici e sembra prendere parte al metabolismo delle proteine. Inoltre, favorisce l’assorbimento a livello intestinale di minerali, aminoacidi e vitamine, assunti con l’alimentazione.
  • CUMARINE: sono sostanze naturali con funzioni anticoaugulanti, flebotoniche, antispasmodiche ed antibatteriche. La scopoletina è tra le principali cumarine presenti. Questa ha dimostrato di possedere un’attività epatoprotettiva ed un effetto adattogeno. La scopoletina protegge il sistema cardiocircolatorio, normalizza la pressione sanguigna, esercita un’azione antinfiammatoria ed antistaminica.
  • TERPENI E TERPENOIDI: i terpeni svolgono un’azione antiossidante contrastando i radicali liberi. Nel Noni sono presenti: l’eugenolo (antisettico e anestetico), il beta-carotene (precursore della vitamina A) e l’acido ursolico. I terpenoidi sono composti correlati ai terpeni e possiedono importanti proprietà antiossidanti.
  • POLISACCARIDI (ACIDO GLUCURONICO, ARABINOSIO, GALATTOSIO): sono polimeri costituiti da monosaccaridi che possono agire come immunostimolanti.
  • SEROTONINA: è un neurotrasmettitore che svolge a livello del sistema nervoso centrale un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonno-veglia, dello stimolo della fame e della termoregolazione. La serotonina influenza la percezione del dolore e stimola la biosintesi della melatonina. Infine, l’effetto sinergico di scopoletina, serotonina e xeronina è in grado di stabilizzare anche i valori della glicemia.
  • DAMNACANTALE: è un alcaloide che incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi e sembra avere un’azione inibitrice su alcune cellule pre-cancerogene.
  • ALTRE IMPORTANTI SOSTANZE FITOCHIMICHE CONTENUTE NEL NONI SONO: antiossidanti, acido deacetilasperulosidico, niacina (vitamina B3), caroteni, acido linoleico, acido caprilico e caproico, antrachinoni, flavonglicosidi, alcaloidi, beta-sitosterolo, flavonoidi, catechina, aminoacidi, proteine, carboidrati, fibre, fruttosio.

Tutti questi elementi aiutano a migliorare e potenziare le prestazioni del nostro sistema immunitario ed inoltre c’è da considerare che conferiscono molte altre proprietà come ad esempio di tipo analgesico, sedativo e antinfiammatorio.

Gli studi indicano che il Nonu è utile per una miriade di condizioni:

  • Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
  • Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate. Poiché il Nonu sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande varietà di condizioni.
  • Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
  • Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
  • Genera proprietà adattogeniche.
  • Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.

Tutti possono avere benefici da questo frutto, che nelle isole del Pacifico viene utilizzato da secoli:

  • i bambini per crescere bene,
  • gli adolescenti per attenuare i problemi di una pelle sempre in eruzione e gli incontenibili sbalzi d’umore,
  • gli sportivi per avere prestazioni migliori,
  • la business class per eliminare lo stress,
  • le donne per essere piú vitali più toniche e più belle,
  • gli anziani per combattere tutti quei fenomeni tipici dell’invecchiamento.

NONI ED IL DOLORE

Il frutto del Nonu è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Nonu erano “l’albero antidolorifico” e “l’albero della cefalea”.

In aggiunta alle migliaia e migliaia d’anni di uomini che usano con successo il Nonu per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Nonu sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che “la somministrazione dell’estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)”.

Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l’estratto di Nonu “non mostra alcun effetto tossico”. La Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati sono sorprendentemente veloci.

E’ importante ricordare che il Nonu agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio. Il Nonu contiene due dei migliori antiossidanti – la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l’infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente.

Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Nonu International, Inc., è riconosciuto come il “padre del Nonu moderno” ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Nonu stanno ricevendo sollievo naturale per le loro “sfide” nel campo della salute. Il Nonu era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell’agosto del 1994.

Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Nonu schiacciata come “cerotto”. Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.

La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.

E’ importante far rilevare che alcuni dei costituenti attivi del Nonu sono solubili quindi tendono ad essere eliminati tramite l’urina o la sudorazione. Uno studio ha mostrato che i costituenti del frutto del Nonu raggiungono la loro massima funzione curativa due ore dopo l’ingestione ed iniziano ad indebolirsi dopo quattro ore, eppure sono ancora attivi anche dopo 12 ore. Le implicazioni di questo studio suggeriscono che per ottenere i massimi benefici è consigliabile somministrare il Nonu (succo, capsule ecc.) parecchie volte a giorno in dosaggi scaglionati o divisi piuttosto che una o due volte al giorno. Ancora più importante, per ottenere risultati ottimali è meglio somministrare il Nonu, come altri tonici o erbe, continuamente e giornalmente come è sempre stato fatto tradizionalmente. A causa del suo sapore sgradevole, sarebbe difficile assumere il Noni al naturale, ma oggi è possibile reperirlo anche sotto forma di compresse.

DANNI DA FUMO

Diversi studi di intervento in doppio cieco e controllati con placebo hanno coinvolto i fumatori di sigarette, dimostrando la sostanziale attività antiossidante del succo di noni.

Uno studio di 30 giorni, ad esempio, ha studiato 285 volontari adulti che fumavano più di 20 sigarette al giorno (16). Mentre il placebo (succhi d’uva e mirtillo con un sapore di formaggio aggiunto per imitare il sapore del noni) non ha avuto alcun effetto, il succo di noni ha dimostrato una riduzione di circa il 30% dei radicali liberi.

Due studi clinici su fumatori hanno scoperto che bere 118 ml di succo di noni al giorno per 1 mese ha ridotto i livelli di sostanze chimiche cancerogene (addotti aromatici del DNA) di circa il 45% (17 e 18).

SALUTE DEL CUORE

Gli studi sui fumatori adulti hanno dimostrato l’effetto positivo del succo di noni sui lipidi nel sangue e sulla Proteina C Reattiva ad alta sensibilità (hs-PCR), che è un marcatore ematico dell’infiammazione.

Uno studio sui fumatori ha scoperto che bere fino a 188 ml di succo di noni al giorno per 1 mese ha ridotto significativamente il colesterolo totale, l’omocisteina (-23,9%), il colesterolo cattivo LDL (-12,1-36,4%) e la proteina C-reattiva (-15,2%) (19).

Parallelamente, si è osservato un aumento del colesterolo buono HDL (da 49 a 57 mg/dL).

In un altro studio umano su non fumatori sani, il succo di noni non ha ridotto il colesterolo. Gli Autori hanno suggerito che i suoi benefici ipocolesterolemizzanti potrebbero, quindi, essere limitati alle persone con colesterolo alto .

Negli studi sull’uomo e sugli animali, il frutto e l’estratto di noni hanno anche ridotto la pressione sanguigna (20 e 21)..

DIABETE

Diversi studi in vitro hanno indicato che il frutto del noni può essere utile nel controllo della formazione di prodotti finali di glicazione avanzata (AGE) e può successivamente ridurne gli effetti avversi.

Questi AGE si formano a causa degli alti livelli glicemici che caratterizzano il diabete e sono alla base delle sue complicanze.

Il potenziale antiglicativo del succo di noni è stato ulteriormente dimostrato in uno studio di intervento in aperto di 8 settimane e in uno studio trasversale (22).

Si ritiene che gli iridoidi siano gli attivi più importanti nel determinare tale effetto.

Attenzione, comunque, ai prodotti industriali a base di succo di noni, spesso ricchi di zuccheri aggiunti. Gli studi dimostrano che le bevande dolcificate con zucchero possono aumentare il rischio di malattie metaboliche, come la steatosi epatica (fegato grasso) e il diabete di tipo 2 (23 e 24).

Bibliografia e sitografia

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  20. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9731690/
  21. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5490519/
  22. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26904624/
  23. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29761318/
  24. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26199070/

 

Pubblicato uno studio da un team di Clinici di Tor Vergata e della Sapienza, sulla rivista Journal of Molecular Sciences (1).

La recente pandemia da SarsCov2 ha riunito gli sforzi della comunità scientifica per identificare i target virali, perfezionando terapie mirate al controllo della malattia, che ha causato più di cinquecentomila decessi nel mondo.

Tra le considerazioni e gli approfondimenti scientifici un dato è emerso durante la fase cruciale della pandemia, ossia che i bambini pur essendo contagiati dal virus, hanno avuto sintomi decisamente più lievi degli adulti, e solo in rarissimi casi l’infezione si è aggravata.

Ancora molto c’è da capire su questo aspetto, ma tra le motivazioni si pone l’attenzione sul ruolo dell’immunità innata e umorale dei piccoli pazienti, con funzioni probabilmente più restrittive ed efficaci nei confronti del Covid-19 rispetto agli adulti. A ben vedere infatti il sistema di difesa dei bambini risponde rapidamente alle infezioni con l’immunità naturale aspecifica e con la produzione di anticorpi.

Una proteina dell’immunità naturale, la lattoferrina presente già nel latte materno, protegge dalle infezioni come una rete a maglie strette, impedendo ai patogeni (virus, batteri, funghi) il passaggio nelle cellule della mucosa respiratoria e intestinale

Le proprietà antivirali ed antinfiammatorie della lattoferrina, intuisce e sostiene la Prof.ssa Elena Campione, Associato della UOSD di Dermatologia del Policlinico Tor Vergata, la candidano come molecola ideale per trattare i pazienti Covid19 positivi. Nel mese di aprile, quindi, è stato successivamente proposto insieme ai Proff. Luca Bianchi, Ordinario e Direttore della UOSD di Dermatologia e Massimo Andreoni, Ordinario di Malattie Infettive del PTV, uno studio clinico per i pazienti Covid19 paucisintomatici ed asintomatici per valutare l’efficacia e la sicurezza di una formulazione liposomiale innovativa di lattoferrina, somministrata per uso orale e ed intranasale. Questo trial clinico, sostiene il team di Tor Vergata, è stato il primo approvato, sull’utilizzo della lattoferrina nei pazienti Covid positivi a livello nazionale ed internazionale. I risultati ottenuti nei pazienti hanno dimostrato, per la prima volta l’efficacia della lattoferrina nel favorire, senza effetti avversi, la remissione dei sintomi clinici nei pazienti Covid-19 positivi sintomatici e la negativizzazione del tampone già dopo 12 giorni dal trattamento. Anche dagli esami ematici abbiamo osservato risultati notevoli che saranno presto pubblicati.

Accanto a questo studio clinico, un team coordinato dalla Prof.ssa Piera Valenti, Ordinario di Microbiologia dell’Università La Sapienza di Roma e Membro del Comitato Internazionale sulla Lattoferrina ha verificato in parallelo la qualità, la purezza e l’integrità della lattoferrina utilizzata. Ha inoltre eseguito delle prove in vitro sull’azione antivirale della lattoferrina dimostrando come questa proteina inibisca l’infezione da SARS-CoV-2, bloccando le fasi precoci dell’interazione virus-cellula.

La lattoferrina è una glicoproteina capace di sottrarre il ferro non legato dai fluidi corporei e dalle aree di flogosi, con capacità due volte superiori rispetto a quella della transferrina, così da evitare il danno prodotto dai radicali tossici dell’ossigeno e diminuire la disponibilità di ioni ferrici per i microorganismi che invadono l’ospite. E’ dotata di attività antivirale e antibatterica, è considerata uno tra i più importanti fattori dell’immunità naturale non anticorpale. È presente nelle mucose e nei granuli dei neutrofili insieme ad altri fattori quali il lisozima e la lattoperossidasi. I recettori specifici della lattoferrina sono presenti sulle cellule epiteliali a livello delle mucose, sui linfociti, monociti, macrofagi e piastrine.

La lattoferrina inibisce sia direttamente che indirettamente i diversi virus che causano malattie nell’uomo. Inibisce direttamente l’infezione virale legandosi ai siti dei recettori virali e/o agli eparansolfati delle cellule dell’ospite impedendo in tal modo che il virus infetti le cellule. La lattoferrina, inoltre, aumenta la risposta immunitaria sistemica all’invasione virale. Interessante notare che c’è una carenza sistemica di lattoferrina in chi è affetto da HIV. In svariati studi in vitro la lattoferrina ha dimostrato di avere potenti effetti antivirali contro la replicazione sia dell’HIV umano che del Citomegalovirus (CMV) senza mostrare alcuna citotossicità. Oltre all’HIV e al CMV, ulteriori studi hanno riscontrato che la lattoferrina inibisce l’infezione da Herpes Simplex di tipo 1 e 2. L’azione antivirale della lattoferrina è stata anche studiata in vitro nel 2011, nei confronti del virus da Sars-Cov, da un team di ricercatori cinesi, che hanno confermato un suo ruolo protettivo, grazie al legame all’eparansolfato che impedisce, quindi, l’entrata del virus.

Lo studio appena pubblicato dal team dei clinici di Tor Vergata, insieme ai Colleghi della Sapienza sulla rivista Journal of Molecular Sciences ha approfondito i meccanismi d’azione della lattoferrina, suggerendo l’utilizzo di quest’ultima nel trattamento dei pazienti Covid positivi paucisintomatici ed asintomatici. L’effetto della lattoferrina contro il Covid può essere considerato anche in prevenzione come un’arma efficace nel controllo del contagio.

Un ulteriore studio (3) di ricercatori dell’Università di Harvard, Cambridge e Berlino ha dimostrato che l’assunzione per via orale di Lattoferrina e Lisozima, da parte di uomini ed animali, oltre ad essere sicuro è anche efficace, con la capacità di migliorare la risposta immunitaria. La ricerca quindi su queste proteine è estremamente utile per prevenire o gestire il COVID-19.

“In considerazione degli effetti antivirali diretti di lattoferrina e lisozima contro un’ampia gamma di virus (incluso SARS-CoV-2) e i loro effetti antimicrobici contro un’ampia gamma di batteri e funghi che può causare infezioni secondarie nei pazienti COVID-19; le loro proprietà immunomodulatorie che stimolano le risposte antimicrobiche promuovono tuttavia la risoluzione dell’infiammazione e in particolare il loro beneficio precedentemente dimostrato nel contrastare l’infiltrazione patologica dei neutrofili, l’attivazione dei macrofagi, il sovraccarico di ferro libero e la produzione eccessiva di citochine proinfiammatorie (IL-6 e TNF-α in particolare) e la formazione di trombi , che caratterizzano una forma grave di COVID-19”, affermano i ricercatori nello studio pubblicato su NCBI (National Center for Biotechnology Information).

Fonte: Ufficio Stampa d’Ateneo Tor Vergata, Università degli studi di Roma

RIFERIMENTI e FONTI

  1. https://web.uniroma2.it/it/contenuto/lattoferrina__una_probabile_risposta_al_covid
  2. https://www.mdpi.com/1422-0067/21/14/4903
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7543043/

colostro di capra

Il colostro di capra è la prima secrezione delle ghiandole mammarie durante la gravidanza o dopo il parto. È costituito da acqua, grassi, carboidrati, immunoglobuline e fattori di crescita. Il colostro è il mezzo mediante il quale la madre trasmette al neonato le proprie difese immunitarie ed è molto importante per proteggerne la salute intestinale.

 

Nel colostro, oltre agli anticorpi (immunoglobuline secretorie IgA), alle cellule immunitarie (macrofagi, neutrofili, linfociti ecc.) e agli importantissimi fattori di crescita epiteliale, sono presenti le prostaglandine (PG) che hanno una importante funzione protettiva dell’apparato digerente ed intervengono nella liberazione degli enzimi e nella regolazione dell’acidità. Il colostro di capra contiene inoltre vitamine – in particolare A, E, B12, ma anche D e pro vitamina A (betacarotene). Per quanto riguarda i minerali è invece ricco di zolfo – importante per la riparazione dei tessuti e la sintesi con il collagene – e il ferro contenuto risulta particolarmente assorbitile grazie alla lattoferrina: una proteina antivirale, antibatterica e antinfiammatoria. La lattoferrina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti e ne priva i batteri che lo utilizzano per la replicazione.

La capra è in assoluto l’animale con le difese immunitarie più alte presente in natura. Essa riesce infatti  a sopravvivere ai veleni degli animali più letali (ragni, serpenti ecc.) senza bisogno di alcun aiuto esterno. Secondo gli studi effettuati, è proprio grazie al colostro che questo patrimonio immunitario viene trasmesso alle nuove generazioni.

L’assunzione di colostro può essere di aiuto:

  • nei casi di disbiosi intestinale ed intolleranze alimentari
  • per rinforzare il sistema immunitario
  • per l’attività sportiva
  • per combatte l’invecchiamento precoce
  • per facilitare la riparazione dei tessuti
  • per stimolare la produzione di particolari enzimi

Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa  per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane.

 

L’olio di semi di canapa è un alimento naturale che si ricava per spremitura a freddo dei semi biologici della canapa meglio conosciuta con il nome botanico Cannabis Sativa.
La canapa è tra gli amenti vegetali con il più alto valore nutrizionale, particolarmente ricco di poteine (20-25 %).

Tali proteine contengono tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tuo il mondo vegetale, fornendo così al nostro corpo la base su cui creare a e potei ne come per esempio le immunoglobuline o anticorpi. Gli anticorpi costituiscono il nostro sistema di difesa, respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.
Il seme della canapa contiene anche una frazione gassa (34-35%o) di ottima qualità, costituita per il 70-75%o da omega-6 e omega-3 o acidi gassi essenziali (Essential Fatty Add = EFA), ossia il nostro corpo non è in grado di forma Mi da solo, quindi dobbiamo necessariamente introdurli con la dieta. Omega-6 e omega-3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 tino a 5:1, se non vene rispettato questo rapporto si possono sviluppare sintomi di carenza e malattie sene, o al contrario accumulo di prodotti intermedi che ostacola il metabolismo degli acidi gassi.

L’olio di semi di canapa è correttamente equilibrato poiché contiene omega6-omega3 nel rapporto ottimale di 3 a 1, ideale come integratore senza promuovere l’accumulo di foli componenti.
Inoltre, è considerevole anche il contenuto di va mi ne e minerali presenti nell’olio di semi di canapa, va mina A, E (antiossidanti naturali),PP, C, e va mi ne del gruppo B, calcio, magnesio e potassio ecc.

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare è, cioè, un amento che per sua natura può ottimizzare la sposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche come rimedio per malattie alla cui origine c’è la reazione infiammatoria.

Il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato di acidi gassi essenziali omega6-omega3 e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. E’ sa to dimostrato che la somministrazione giornaliera di olio di semi di canapa abbassa nel sangue i livelli di colesterolo e di trigliceridi, oltre ad avere una importante funzione protettiva sul muscolo cardiaco dopo un danno, quale per esempio un infarto.

Infine, l’olio di canapa contiene anche piccole quantità di molte altre sostanze benefiche o persino essenziali.

Da menzionare:
I fitosteroli che ostacolano l’assorbimento del colesterolo e quindi abbassano i livelli di colesterolo nel sangue.
I fosfolipidi, conosciuti come lecitina, che sono essenziali per l’integrità delle membrane cellulari, iuta no a digerire i gassi e migliorano il loro utilizzo da parte del fegato.
I caroteni, che sono i predecessori della va mina A, necessari per crescita e per la vista.

La presenza di queste sostanze nutritive nell’olio di semi di canapa sostiene, inoltre, la sua reputazione come amento osco che fornisce una vasta gamma delle sostanze nutritive di cui il nostro corpo necessita, in un insieme bilanciato e gradevole al palato.

L’olio di canapa può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che ha tutti i benefici di un amento protettivo se introdotto quotidianamente con la dieta.
Recenti sudi scientifici hanno dimostrato come la canapa possa “aiutare” naturalmente molte patologie in quanto vanta diverse proprietà terapeutiche, per esempio nel dolore (a livello muscolare e nervoso), come antinfiammatorio e nelle allergie.

Attualmente sono in corso sudi per valutare eventuali effetti terapeutici della canapa sulle malattie della pelle tra le quali la psoriasi.

Fonte: Dott.ssa Antonella Chiechi – Medico Chirurgo – Specialista in Endocrinologia (Roma)

Il Chaga, Inonotus obliquus, contiene numerose sostanze adattogene e antiossidanti che favoriscono la forza fisica e potenziano il tono muscolare. Produce una serie di sostanze protettive come: enzimi, antiossidanti e antibiotici. L’uso costante nel tempo del Chaga alcalinizza il pH del corpo umano, alleviando lo stress ed eliminando l’acidità che è responsabile dell’insorgere della maggior parte delle malattie. Utile in qualsiasi periodo dell’anno, è consigliato durante i cambi stagionali, specialmente in inverno e primavera, per sostenere le difese immunitarie e per allentare tensione e stanchezza.

Il termine (traslitterazione dal cirillico caga – in occidente piu’ diffuso come chaga) deriva dalla lingua dei Komi-Permiacchi, una minoranza etnica che si era insediata in Siberia nella valle del fiume Kama, ad ovest degli Urali. In lingua Komi con il termine tšak venivano un tempo designati tutti o funghi legnosi e spugnosi che crescono sugli alberi. Oggi invece con il nome “chaga” si intende solo una specie di questi funghi, piu’ precisamente l’inonotus obliquus, famoso in tutta la Russia e ora anche al di la’ dei suoi confini grazie alle sue proprieta’ terapeutiche e nella fattispecie antitumorali.

Il chaga si riproduce tramite spore, che germinano infiltrandosi nelle zone danneggiate della corteccia di alberi vivi e formano col tempo un’escrescenza legnosa. Ama il clima freddo e nella maggiorparte dei casi cresce sul tronco delle betulle per questo viene comunemente chiamato “fungo nero di betulla”.

Proprietà terapeutiche del fungo Chaga

Le escrescenze di chaga vengono utilizzate a scopi medicinali. Di norma vengono raccolte durante tutto l’anno ma il momento migliore è l’autunno o la primavera. Vengono selezionate solo le escrescenze di chaga provenienti da alberi vivi di betulla, mentre non sono adatte all’uso quelle formatesi su alberi morenti o morti e su alberi che crescono in ambiente molto umido. Non vengono inoltre trattate le escrescenze vecchie, grandi, in evidente sgretolamento, nonche’ quelle che crescono sulla parte inferiore del tronco o che presentino una colorazione nera sull’intero spessore.

Il fungo chaga ha numerose proprieta’ terapeutiche: migliora il metabolismo, nella fattispecie attiva il ricambio nel tessuto cerebrale e accelera l’attività dei sistemi enzimatici. Il Chaga contribuisce inoltre a regolare il funzionamento dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, stimola l’ematopoiesi (favorisce l’incremento del livello dei leucociti), agisce come tonico, aumentando la resistenza alle malattie infettive, possiede proprietà anti-infiammatorie sia a uso topico che per assunzione orale, migliora l’attività citotossica dei farmaci anti-tumorali, rallenta la crescita di neoplasie, facendole regredire e frenando lo sviluppo di metastasi. L’assunzione di chaga durante il periodo di cura contribuisce a migliorare lo stato di salute dei pazienti e la loro risposta ai trattamenti antitumorali.

I preparati a base di chaga hanno proprieta’ antispasmodiche, diuretiche, ricostituenti, anti-microbiche e gastroprotettive, contribuendo a normalizzare l’attività del tratto gastrointestinale e della microflora intestinale e favorendo la cicatrizzazione delle ulcere dello stomaco e del duodeno. Il chaga è inoltre utilizzato nel trattamento di malattie dermatologiche, odontostomatologiche e otorinolaringologiche .

Il chaga e’ utilizzato nell’industria farmaceutica per la produzione del farmaco Befunginum (Befungin), un estratto del fungo arricchito da cloruro o solfato di cobalto. Il Befungin e’ consigliato nel trattamento di tumori maligni di varia localizzazione, nella gastrite cronica e nella discinesia gastrointestinale.

A quale fine e’ più spesso usato il chaga?

In Russia e in altre zone dell’Europa Centrale (Bielorussia, Polonia) il chaga è conosciuto da tempi immemorabili e largamente utilizzato nella medicina popolare per far fronte a disturbi di diverso genere, dalle patologie piu’ comuni del tratto gastro-intestinale ai problemi dermatologici e alle malattie oncologiche. Questo fungo possiede infatti eccellenti proprietà anti-infiammatorie e contiene componenti attive che rafforzano in modo naturale il sistema immunitario, migliorano le funzioni dell’organismo e il metabolismo. Di cio’ si erano spontaneamente avveduti gli abitanti delle zone periferiche della Russia, lontane da ospedali e farmacie e costretti ad affrontare malattie spesso in modo autonomo, sfruttando le risorse del territorio.

Le proprieta’ immunostimolanti, immunomodulanti e adattogene furono scientificamente provate negli anni ’50 del secolo scorso, quando in Unione Sovietica lo stato diede inizio a una ricerca sistematica e furono condotti numerosi esperimenti in vitro e in vivo oltre a studi clinici su pazienti oncologici al fine di investigare le caratteristiche del chaga. Il risultato fu l’inserimento del chaga nella farmacopea di stato dell’URSS.

Il primo preparato a base di chaga fu prodotto nel 1958 ed e’ in vendita a tutt’oggi nelle farmacie della Russia. Si e’ stabilito che l’assunzione di chaga favorisce la normalizzazione del funzionamento dei sistemi cardiovascolare e respiratorio, e’ utile in disturbi del tratto gastro-intestinale, specie in stati precancerosi, e’ un rimedio antidolorifico, consigliato anche nella terapia combinata in casi di patologie oncologiche di 3 e 4 stadio per alleviare I sintomi della malattia, esercita un’azione immunostimolante e immunomodulante, puo’ essere usato per applicazione topica per la cicatrizzazione di ferite e lesioni cutanee. Viene spesso consigliato nel trattamento del lupus eritematoso, della psoriasi e applicato localmente per alleviare il dolore di lesioni cutanee causate da herpes zoster. Nonostante il chaga non abbia severe controindicazioni si consiglia comunque di consultare sempre il medico prima di introdurre il chaga nel regime alimentare di un paziente.

Preparati a base di fungo chaga sono assolutamente sconsigliati:
• in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti: ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il chaga può scatenare effetti collaterali;
• in caso di assunzione di farmaci per diabetici: ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il consumo di chaga da parte di pazienti affetti da diabete abbassa i livelli di zucchero nel sangue, causando effetti collaterali.

Vanno inoltre sottolineate le seguenti controindicazioni, dovute alle sostanze che si accumulano nel chaga nel corso della sua crescita:
1. L’assunzione di chaga e’ categoricamente controindicata a bambini e donne incinte – due categorie di persone nel cui organismo avvengono rapidi processi di divisione cellulare e reazioni biochimiche. Il chaga è ricco di sostanze che bloccano l’attività vitale delle cellule, frenandone lo sviluppo.
2. Avendo il chaga un effetto lassativo, è assolutamente sconsigliato in casi di dissenteria e diarrea.
3. Gli acidi presenti nel fungo chaga sono incompatibili con il gruppo delle penicilline e con il glucosio, pertanto in caso di assunzione di antibiotici o di somministrazione di soluzioni di glucosio per via endovenosa e’ rigorosamente vietato il consumo di preparati a base di chaga.

Dieta da seguire nel periodo di assunzione di preparati a base di chaga
Quando si affronta una cura con preparati di fungo chaga e’ preferibile seguire una dieta a base di latticini e verdure: zuppe di verdure, frutta e verdura fresca, yogurt, latte, formaggio fresco, ricotta, cereali, pasta, piatti a base di uova, pane con crusca, gelatine e composte, succhi di frutta e smoothies di verdura, acqua minerale, tè nero non forte, tisane di erbe.
Va invece moderato o del tutto escluso il consumo di piatti piccanti e speziati, conserve in scatola, carne, salumi e affumicati, brodi di carne, grassi, in particolare la margarina, piatti molto caldi o troppo freddi, tè forte e caffè, aglio e cipolla.

Fonti Bibliografiche

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  • Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITORE
  • Ivo Bianchi (2013) – Il Fungo dell’Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONI

Nutraceutico, proenergetico e ricostituente cellulare naturale a base di proxeronina, scopoletina, serotonina, damnacantale e polissaccaridi ( estratto puro di morinda citrifolia.. noni) per gli stati di affaticamento e deterioramento psicofisici.

Da sempre si ritiene che l’organismo umano “è in salute” quando ogni cellula ed ogni apparato reagiscono con equilibrio in rapporto agli stimoli endogeni ed esogeni, mentre la vecchiaia è il progressivo rallentamento delle funzioni fisiologiche con decadimento della salute. “Stare in salute” è sinonimo di “restare giovani” e di “cercare di contrastare il più possibile l’invecchiamento”.

Negli ultimi vent’anni i ricercatori di tutto il mondo hanno sempre più focalizzato l’attenzione su principi attivi “bioregolatori” in grado di “riaggiustare e ricostruire” i meccanismi funzionali e difensivi dell’organismo, in modo da prevenire o rallentare l’insorgere di stati patologici, dove l’obbiettivo finale è quello di invecchiare in modo armonico. La Proxeronina, principio attivo di Morinda Citrifolia (Rubiaceae), si è dimostrata in grado di regolare il corretto funzionamento delle cellule umane esposte a stress, disidratazione e invecchiamento, fattori che la rendono non più in grado di svolgere in modo ottimale la loro azione fisiologica.

La Proxeronina è una molecola complessa, pesante 2000 volte più dell’acqua (H2O), contiene un gruppo tiolitico (SH).
Essa è attiva solo quando il gruppo –SH è libero ed è il precursore della Xeronina, un alcaloide utile ogni volta si renda necessaria l’attivazione metabolica delle proteine. Qualora la proteina (enzima, recettore, trasduttore di segnali), non sia più nella corretta conformazione, cessa di espletare la sua funzione in maniera ottimale.
La Xeronina interagisce con la proteina ripristinandone la corretta configurazione, facendo sì che si ritorni al normale assetto fisiologico della cellula.
A seconda della collocazione dei singoli aminoacidi all’interno delle lunghe catene di una proteina, si ottengono diversi tipi di proteine con differenti modalità d’azione.

La Xeronina, attingendo energia dall’acqua (gli alcaloidi sono in grado di scindere in modo mirato i legami idrogeno che contengono insieme i vari gruppi di molecole cluster dell’acqua), si lega chimicamente con una proteina, attivandola.
La Xeronina presente nell’organismo ha una vita molto breve in quanto viene distrutta da enzimi od ossidata poco tempo dopo la liberazione da Proxeronina, per catalisi mediata dall’enzima Proxeronasi (presente sia nel frutto di Morinda Citrifolia, sia nell’organismo), coadiuvata dalla Serotonina, anch’essa presente in Morinda Citrifolia. La quantità di Xeronina non utilizzata dall’organismo, viene rapidamente espulsa dal corpo per via renale, rendendone impossibile un sovradosaggio.

La Xeronina fa parte di una nuova classe di integratori alimentari naturali biologicamente attivi, in grado di svolgere un’attività correttiva/ricostituente sulle funzioni delle cellule dei tessuti e degli organi del corpo.
La Xeronina risulta quindi INDISPENSABILE per un corretto equilibrio
dell’organismo, la Proxeronina giunge all’intestino e da qui arriva al fegato dove viene immagazzinata.
Ogni due ore circa, in seguito ad uno specifico segnale inviato al cervello, il fegato ne rilascia un determinato quantitativo nel flusso sanguigno in modo che i vari organi e tessuti possono assorbire la quantità necessaria per produrre la Xeronina di cui necessitano per funzionare correttamente e mantenersi in salute ed efficienza.

L’organismo umano produce Xeronina traendola dagli alimenti, ma molti ricercatori incluso Heineike, a partire dagli anni ’80 sostengono che, a causa dell’impoverimento dei terreni e dell’utilizzo di fertilizzanti chimici, molte sostanze si siano considerevolmente ridotte.
L’agricoltura commerciale inquina i terreni con l’uso intensivo di pesticidi ed erbicidi, che abbattono il contenuto in nutrienti degli alimenti che assumiamo, rendendo la nostra alimentazione impoverita e disarmonica. Il depauperamento in amminoacidi essenziali, vitamine e minerali determina squilibri nei processi fisiologici di accrescimento e di difesa dell’organismo. I terreni continuano a perdere valore in termini di qualità nutritiva a causa delle colture intensive e della crescita demografica. Il mondo si trova stretto fra la denutrizione dei paesi sottosviluppati e l’obesità o la malnutrizione dell’Occidente.

La malnutrizione che nei paesi economicamente sviluppati colpisce quasi esclusivamente gli anziani, può dipendere in una certa percentuale di soggetti da cause organiche, ma affonda le sue radici nella scarsa qualità in nutrienti degli alimenti disponibili a livello commerciale. Quando si hanno preoccupazioni ed emozioni negative, esperienze stressanti, la produzione di Xeronina si inibisce o si riduce; alla stregua di quanto accade in età avanzata, a causa della fisiologica malnutrizione da progressiva diminuzione della capacità di assorbire nutrienti.

Altri principi attivi del  NONI sono:

SCOPOLETINA
Appartiene al gruppo delle Curarine ed una sostanza molto versatile, ha dimostrato di avere attività epatoprotettiva e un effetto adattogeno simile a quello del Ginseng, protegge il sistema cardiocircolatorio da tutti gli eccessi, dilata i vasi sanguigni sclerotizzati, normalizza la pressione sanguigna; esercita un’azione antinfiammatoria e antistaminica, antagonizzando le allergie.

POLISSACCARIDI
Gli zuccheri complessi, polimeri costituiti da monosaccaridi, si dividono in oligossaccardi (corte catene di zuccheri semplici, generalmente fino ad otto unità) e polisaccaridi (con catene molto lunghe, che possono essere anche ramificate e cicliche), possono essere strutturali o di riserva, possono agire come immunostimolanti.

DAMNACANTALE
La scoperta di questo alcaloide antrachinonico in Morinda Citrifolia, si realizzò presso l’ Università di Kelo e l’Istituto per le Scienze Biomediche del Giappone nel 1993; i risultati delle ricerche portano alla conclusione che grazie ad una modificazione genetica provocata dal Damnacantale, le cellule precancerogene sono indotte a una
moltiplicazione cellulare più lenta, incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi.

SEROTONINA
La Serotonina (5idrossitriptamina,5HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell’apparato gastrointestinale. A livello del Sistema Nervoso Centrale, la Serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonnoveglia, della sessualità, dello stimolo della fame, della termoregolazione; influenza la percezione del dolore; favorisce la digestione, partecipa alla biosintesi della Xeronina.
Studi scientifici hanno permesso di concludere che la Xeronina, la Scopoletina, la Serotonina e tutti gli altri costituenti del frutto agiscono insieme al fine dell’arminica stimolazione dell’attività dell’ipofisi, stimolando la biosintesi e la formazione di Melatonina.

La Melatonina è un ormone che garantisce un sonno tranquillo, aiuta in
caso di crampi allo stomaco, in caso di stanchezza e di stati depressivi. Insieme con la Serotonina influisce sul ciclo femminile e sullo stato d’animo emozionale; gli effetti sinergici delle suddette sostanze influiscono positivamente sulla sindrome premestruale, che comporta spesso sbalzi di umore, isteria, crampi allo stomaco, nervosismo, svenimenti e cali energetici nel periodo compreso fra
l’ovulazione e l’inizio. Negli uomini agisce sulla funzione della prostata, stimolando la minzione notturna.

L’effetto sinergico di Xeronina, Scopoletina, Serotonina stabilizza anche i valori della glicemia.

La FDA (Food&Drug Administration) ha inserito la Morinda Citrifolia, nelle categoria dei GRAS (Generally Recognised As Safe). Ragion per cui questi principi attivi “sono sicuri” anche per le gestanti e le donne che allattano.
Morinda Citrifolia è ritenuta una delle più grandi scoperte degli ultimi decenni nel campo delle cure naturali: negli USA, Germania, Australia, Olanda, Sud America e tanti altri paesi viene utilizzata nei moderni protocolli medici alternativi e non per una vastissima gamma di problemi di salute, nonché nell’alimentazione quotidiana.

AZIONI FISIOLOGICHE DEL  NONI

Inibizione della replicazione cellulare aberrante:
Ogni cellula, in base alle proprie caratteristiche funzionali e in base alla sua specializzazione, ha in sé la capacità di replicarsi, che comunque non può essere indefinita. Sotto l’influenza di fattori sia esogeni sia endogeni, le cellule possono crescere e moltiplicarsi in modo anormale e incontrollato. Se una cellula cambia modalità di replicazione siamo di fronte ad una situazione grave che non controllata correttamente dalla Xeronina prodotta dall’organismo. PERDITA DI ENERGIA E DI PESO, DEPIGMENTAZIONE CUTANEA SONO I SINTOMI INIZIALI. In questi casi, è molto utile l’assunzione, fin dall’inizio della percezione di questi sintomi, il succo NONI.

Protezione dall’effetto dei radicali liberi:
I radicali liberi generati sia dagli stress sia da agenti esterni danneggiano la cellula e molto spesso si ha una replicazione cellulare che può portare a melanomi cutanei o addirittura a forme tumorali. Per rallentare o bloccare questi effetti occorre operare direttamente sulla cellula. L’azione del succo NONI e quindi della Xeronina esercita un sicuro effetto di rallentamento dei danni provocati da cellule danneggiate dai radicali liberi.

Ottimizzazione del metabolismo cellulare:
Gli alimenti, tramite i processi digestivi, vengono ridotti a sostanze assimilabili dalle cellule dei villi intestinali. Con il procedere degli anni e con l’attuale stile di vita, è sempre più difficile avere efficienti sia le cellule intestinali, sia i sistemi di depurazione epatico renale dell’organismo. L’azione suppletiva del succo NONI e
quindi della Xeronina, porta a migliorare i processi cellulari di assimilazione e di digestione cellulare.

Antagonizzazione di ansia e insonnia:
La depressione è un disordine del tono dell’umore che colpisce i pensieri, il comportamento ed il benessere della persona cui molto spesso si accompagna,sul piano fisico, l’astenia, cioè una condizione più o meno accentuata di stanchezza. Bassi livelli di Serotonina, neurotrasmettitore chimico, risultano essere significativamente associati alla depressione, il succo NONI, con un elevato contenuto di Serotonina, svolge un’azione modulatrice nella produzione di sostanze che portano le persone a sentirsi meno depresse ed a superare molte problematiche ad esse collegate.

Protezione da asma e allergie:
L’asma bronchiale è una patologia caratterizzata essenzialmente da uno spasmo dei bronchi. Che induce difficoltà di respiro (dispnea): Esistono due forme di asma bronchiale: una allergica. In cui l’allergene può agire in modo perenne o sporadico e una non allergia, determinata da fattori di vari natura. Gli effetti dell’asma possono essere peggiorati da allergie, infezioni batteriche o virali.
L’assunzione del succo NONI aiuta a ridurre i sintomi dell’asma, a modulare il sistema immunitario e a migliorare la funzionalità del sistema respiratorio.

Controllo della pressione arteriosa elevata:
L’assunzione del succo NONI può essere utile in quanto contiene Scopoletina, che ha la funzione di dilatare le arterie riducendo la pressione, attraverso la produzione di ossido nitrico che dilata e rende elastiche le arterie e la Xeronina che interviene nel ristrutturare le cellule danneggiate nel sistema circolatorio.

Stimolazionedel sistema immunitario:
Il succo NONI, grazie ai Polisaccaridi ad alto peso molecolare esplica un’azione immunostimolante in toto. In risposta all’azione di agenti esterni, i Polisaccaridi titolano l’organismo umano alla produzione di linfociti, che sono i costituenti principale del sistema immunitario, cioè una difesa contro l’attacco di microrganismi patogeni quali virus, batteri, funghi e protesti. I linfociti producono anticorpi e li dispongono sulla membrana cellulare, con funzioni difensive. La Xeronina, stimolando la produzione delle cellule T, agisce direttamente a livello dell’immunità cellulomediata.

Effetto analgesico e sedativo:
La Xeronina agisce in modo indiretto stimolando l’organismo alla produzione e all’impiego di endorfine, oppioidi endogeni.
Le endorfine, grazie ai loro potenti effetti antidolorifici contribuiscono al benessere in toto dell’organismo, contrastando la sintomatologia depressiva. Una sperimentazione ha accertato chela Morinda Citrifolia, può garantire un effetto analgesico al 75% rispetto l’effetto analgesico del solfato di morfina senza provocare affetti laterocollaterali. Naturalmente Morinda Citrifolia deve essere usata in quantità sostenute per poter raggiungere un effetto analogo. A livello farmacologico, il fatto che una determinata attività aumenti in concomitanza all’aumento di una sostanza, evidenzia una caratteristica importantissima di questa essenza vegetale contenuta nel succo NONI: il comportamento è identico a quello di un farmaco. Nel farmaco infatti, a differenza del prodotto omeopatico, il principio attivo è dosabile

Effetto antinfiammatorio:
Il target dei FANS (acido acetilsalicilico, indometacina, diclofenac, piroxicam, ibuprofene…) è l’enzima ciclossigenasi nelle due isoforme identificate, COX 1, o costitutiva (sempre presente nell’organismo) e la COX 2 o inducibile (espressa solo in seguito ad un processo infiammatorio in atto).
L’enzima COX 1 è normalmente presente nei tessuti, dove stimola la sintesi della prostaglandine che regolano le normali attività cellulari, contribuendo a processi fisiologici quali la citopretezione gastroenterica, il flusso renale e l’aggregazione piastrinica. Risulta quindi fondamentale un’azione farmacologia quanto più selettiva sulla COX 2, espressa in corso di un’infiammazione sotto lo stimolo di fattori fitogeni e citochine. Studi e sperimentazioni portate avanti presso l’Università dll’Illinois (USA) dall’equipe di ricercatori formata da Wang, West, Jensen, Nowicki, Su, Palu e Andersen e concluse nel 2002, hanno evidenziato che l’azione dell’inibizione selettiva della COX 2 da parte di Morinda Citrifolia è comparabile a quella del Celecoxib. Questa scoperta è altamente significativa, dal momento che il frutto di Morinda Citrifolia succo NONI è un semplice frutto privo di effetti collaterali. Questa è la prima evidenza scientifica che conduce ad un forte attività antinfiammatoria del frutto di Morinda Citrifolia.

Effetto disintossicante da fumo:
La Nicotina, principio attivo presente nel fumo di tabacco, essendo molto simile alla Xeronina, viene scambiata con essa e utilizzata al suo posto. Come gli altri alcaloidi, la Nicotina attiva le proteine ma il suo grado di azione è molto più ridotto ed è per questo che l’organismo si trova ben presto di nuovo in stato di necessità; le altre sostanze che compongono l’alcaloide provocano inoltre diversi effetti dannosi. Le funzioni metaboliche che coinvolgono le proteine perdono così l’equilibrio naturale. In caso di rifornimento continuato di alcaloidi, le molecole ricettrici, che dovrebbero collaborare con la Xeronina, si adeguano sempre più alla “scarsa alimentazione” delle sostanze nutritive.
Ne consegue che, a causa della ridotta utilità degli alcaloidi, quando l’organismo non è rifornito rapidamente soffre di un fabbisogno di alcaloidi sempre più forte, oppure emette segnali di stress. Stando alle esperienze dirette, quando questo processo patologico è completamente reversibile: non appena l’organismo riceve adeguate quantità di Xeronina e quindi di succo NONI con l’Acido Folico, i processi biochimici vitali si svolgono di nuovo in modo corretto e i recettori di Xeronina riprendono a funzionare in modo adeguato: scompaiono quindi la dipendenza e i sintomi della privazione, che non sono altro che invocazioni d’ aiuto dell’organismo che richiede Xeronina. Per queste azioni combinate diventa molto semplice smettere di fumare.

Effetto antinvecchiamento
Il fegato è il principale organo che contiene Proxeronina, il secondo è la cute. La Proxeronina viene trasformata in tutto il corpo in Xeronina, pelle inclusa, per mantenere sana e liscia la sua superficie, la cute ha bisogno di molta Proxeronina. Il rapido invecchiamento cutaneo e la formazione delle rughe caratteristica dei fumatori, come anche la caduta dei capelli, possono essere ricondotti a carenze di (Pro)xeronina.

Il NONI in pediatria:
I fattori nutrizionali e biochimici contenuti nel succo NONI, aiutano a stabilizzare la salute dei bambini, migliorando l’assorbimento degli alimenti e rendendoli più resistenti a possibili influenze o malattie. Il succo NONI, al di sotto dei tre anni, deve essere somministrato dietro consiglio medico. Per il bambino la dose consigliata è comunque sempre la metà della dose dell’adulto.

Il NONI in ginecologia:
La sinergia degli alimenti costituenti il fitocomplesso ha validi effetti sulla sindrome premestruale quando è accompagnata da sbalzi di umore, nervosismo e da cali di energia comuni fra l’ovulazione e l’inizio del periodo. Le sue proprietà emmenagoghe trovano un impiego mirato nelle regolazione del ciclo mestruale. In caso di gravidanza è opportuno assumere il succo NONI sin dall’inizio e durante l’allattamento, per ottimizzare il rifornimento di sostanze vitali.

Effetto benefico sulla prostata:
Attraverso l’azione combinata degli Antiossidanti presenti all’interno del frutto di Morinda Citrifolia, di Betasitosterolo e grazie all’azione antiapoptosica della Xeronina, il succo NONI viene utilizzato opportunamente per antagonizzare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Esplica un’azione antinfiammatoria e antiedemigena, dimostrata dalla ridotta permeabilità capillare ridotta dall’istimina; inoltre viene ridotta , di fatto, l’ostruzione cervicoprostatica.
E’ indicata principalmente nel trattamento dell’IPB al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari, che si definiscono “disuria”.
Grazie all’antagonizzazione dei processi di pseudoapoptosi indotti dalle cellule tumorali. Il succo NONI svolge un’azione preventiva nei confronti dei tumori prostatici, ripristinando la struttura citoscheletrica delle cellule precancarose.

AVVERTENZE:
Il  NONI è completamente privo di effetti collaterali anche a dosi tre volte superiori a quelle consigliate, qualora si assumano farmaci immunosoppressori , il  NONI deve essere assunto solo dietro consenso medico, poiché uno degli effetti principali del  NONI è quello di rafforzare la risposta immunitaria. Il NONI può essere assunto con effetti molto positivi e sinergici da pazienti che assumono farmaci chemioterapici.

Un ciclo di trattamento ha una durata minima di un mese.
Stimolando le cellule alla produzione endogena di Xeronina, in modo da potenziare l’organismo nei confronti di veleni, scorie, virus e batteri, il dott. Heinicke è dell’opinione che non esista alcun tipo di sintomo da crisi di astinenza che non possa essere eliminato nell’arco di poco tempo con un’adeguata quantità di NONI.

Essendo un nutraceutico, il  NONI non può essere dosato in eccesso e nemmeno in difetto perché il NONI non è un farmaco ma un alimento. Utilizzando quotidianamente, con costanza, il  NONI è un modo per prendersi cura del proprio benessere. Consigliarlo alle persone che ci sono vicine e a cui vogliamo bene è un modo di prendersi cura di loro! Vedrete che vi ringrazieranno!

Nessuno può prendersi cura di noi stessi, dobbiamo pensarci da soli, stare bene con noi stessi vuol dire stare bene con gli altri, la serenità è un bene prezioso!

Buona salute e buona vita a tutti!!!

 

 

Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho (tabebuia impetiginosa) è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario.

Gli indigeni sudamericani raccolgono da migliaia d’anni la parte interna della corteccia di un albero chiamato appunto Lapacho (Tabebuia Avellanadae). Questo albero che cresce nelle foreste amazzoniche e nelle montagne di Paraguay, Argentina e Brasile ha la particolarità che la sua corteccia appena tolta ricresce molto velocemente senza arrecare alcun danno alla pianta stessa.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario, ha un’azione antiossidante con un utilizzo simile a quello dell’Echinacea e del Ginseng e non contiene caffeina.

Questa pianta contiene grandi speranze per l`effettivo trattamento di alcuni tumori, tra cui la Leucemia, della Candida e di altre fastidiose infezioni, così come di malattie debilitanti (incluso l`artrite) e una moltitudine di altri disturbi.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come prevenzione durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata. La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l`uso di troppa carne portano lo stomaco e l`apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica.

Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l`intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l`organismo. E` quindi necessario disintossicare l`organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell`organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilizzare le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l`equilibrio dell`organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

II Lapacho è per il fegato e il sistema linfatico la pianta migliore, mentre i reni possono migliorare la loro attività con Solidago, Ortosiphon, Barbe del mais e altre piante, arrivando cosi a ridurre il rischio di malattie. Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di sali minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

II Lapacho può essere utilizzato nelle infiammazioni della prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Azioni
anemia
artrite
ipertensione
ferite e ulcere
arteriosclerosi
asma e bronchite
dolori in generale
debolezza cardiaca
gastrite, ulcera gastrica
infezioni della bocca, naso e gola
infezioni parassitarie, quali malaria
infezioni batteriche da stafilococchi, brucella, streptococchi
infezioni viriali: influenza, raffreddore, herpes, polio, epstein-barr
affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
disordini del tratto gastrointestinale: colite, infiammazione delle mucose, morbo di crohon, polipi, dissenteria, ulcere peptiche
disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginite, leucorrea, infiammazione della cervice uterina

Indicazioni

  • Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.
  • Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, ecc.
  • Infezioni parassitarie, quali malaria
  • Infezioni della bocca, naso e gola.
  • Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi,dissenteria, ulcere peptiche
  • Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
  • Gastrite, ulcera gastrica
  • Ferite e ulcere
  • Anemia
  • Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
  • Artrite
  • Dolori in generate
  • Arteriosclerosi
  • Debolezza cardiaca
  • Asma e bronchite Ipertensione

Mentre non ci sono dubbi che il Lapacho sia altamente tossico per molti vari tipi di virus, batteri, funghi, parassiti e altri tipi di organismi, questa sostanza sembra non possedere alcun tipo di tossicità significativa per le cellule umane sane.

Le reazioni avverse al cibo sono spesso globalmente ed erroneamente definite allergie alimentari. In molti casi esse possono essere provocate da altre cause, quali un’intossicazione alimentare di tipo microbico, un’avversione psicologica al cibo o un’intolleranza ad un determinato ingrediente di un alimento.

L’allergia alimentare è una forma specifica di reazione avversa ad alimenti o a componenti degli  stessi che presuppone l’attivazione del sistema immunitario. L’allergene, una proteina presente nell’alimento che nella maggioranza delle persone è del tutto innocua, può in alcuni soggetti innescare una catena di reazioni immunitarie tra cui la produzione di anticorpi. A loro volta, gli anticorpi determinano il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l’istamina, che provocano vari sintomi: prurito, naso che cola, tosse o affanno.

Le allergie alimentari si riscontrano in un numero sempre maggiore di persone di diverse fasce di età. In Italia presentano un’incidenza effettiva intorno al 2% della popolazione adulta. Nei bambini, il dato sale al 3-7%, anche se, nella maggior parte dei casi, l’allergia viene superata con l’età scolare.

Un recente studio (Marmsjo et al., 2009), pubblicato sull’ American Journal of Clinical Nutrition, ha evidenziato l’importanza di una adeguata integrazione vitaminica per ridurre l’incidenza delle allergie alimentari nei bambini.

In questo studio è stato valutato un campione di 2.423 bambini di ambo i sessi, suddiviso in 2 gruppi:

GRUPPO 1: bambini di età compresa tra gli 1 e i 4 anni (n=1986)
GRUPPO 2: bambini di 8 anni (n=437).

Ogni bambino aveva presentato diverse manifestazioni allergeniche alimentari (es.: rinite allergica, asma, eczema, sensibilizzazione cutanea) nell’arco dell’ultimo anno solare. Per ogni soggetto è stato compilato un questionario alimentare atto a definire le abitudini nutrizionali e l’uso eventuale di un integratore multivitaminico (contenente minerali, vitamine A, combinata con vitamina D, C, e B12).

Al termine dei 12 mesi, dai dati raccolti è emerso che la pregressa assunzione dell’integratore multivitaminico nei bambini di età inferiore ai 4 anni era correlata a una riduzione del 39% delle manifestazioni allergiche su base alimentare; nei soggetti di 8 anni invece non vi erano state variazioni dell’incidenza di tali
manifestazioni.

Questi dati suggeriscono che una supplementazione quotidiana con un multivitaminico classico, se fatta con la giusta tempistica e consultando il pediatra, può essere efficace nel favorire una diminuzione dell’incidenza di manifestazioni allergiche su base alimentare ed influire positivamente, di conseguenza, nella riduzione dello sviluppo di sintomatologie che possono modificare qualitativamente la dieta e lo stile di vita di bambini in fase di crescita.

Riferimenti Bibliografici
Kristin Marmsjo, Helen Rosenlund, Inger Kull, Niclas Ha°kansson, Magnus Wickman, Go¨ran Pershagen, and
Anna Bergstro¨m. Use of multivitamin supplements in relation to allergic disease in 8-y-old children. AJCN. October 28, 2009.

Il Lapacho è un albero sempreverde originario delle foreste pluviali, ma predilige regioni più fresche, come le montagne del Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come preventivo durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata.
La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica. Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo.

E quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilire le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

Il Lapacho può essere utilizzato nella prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Il polline delle piante, tra tutte le sostanze allergeniche, è la principale causa di allergia. Si presenta sotto forma di granuli di piccole dimensioni (tra i 10 e i 200 micron) di forma variabile, ovoidale o elicoidale. Esistono diversi prodotti naturali che aiutano ad alleviare i fastidi nei soggetti allergici.

Generalmente, il periodo di maggiori disturbi allergici è tra Marzo e Ottobre, i più precoci allergeni sono quelli degli alberi (marzo aprile) seguiti dalle graminacee (aprile-maggio) poi dai cereali (giugno-luglio) ed infine dalle piante erbacee (luglio-agosto-settembre).

Nei soggetti allergici, l’istamina è la maggiore responsabile per i sintomi congestionanti delle prime vie respiratorie, infatti, il suo rilascio da parte delle cellule mastocite, provoca una vasocostrizione delle grandi arterie e delle arteriole, per apertura degli sfinteri precapillari, effetto che normalmente viene svolto localmente come nel caso della congestione nasale. L’istamina provoca inoltre broncocostrizione dovuta alla contrazione delle cellule muscolari bronchiali e rappresenta, cronologicamente, uno dei primi mediatori che intervengono nello sviluppo dei sintomi di un attacco di asma allergica.

Spesso i soggetti allergici sono caratterizzati da “allergie” anche verso persone e situazioni sgradite. La reazione che si manifesta sul piano immunitario è paragonabile ad analoghe insofferenze sui piani psicologici.

In questa luce l’allergico ricerca qualcosa contro cui volgere la propria aggressività, una sorta di tossina psichica che ben si accorda con la concezione del fegato in Medicina Cinese e che ci riporta a considerare l’importanza di una corretta funzionalità degli organi emuntori. Dunque le allergie richiamano la nostra attenzione a più fattori: la predisposizione costituzionale, le abitudini alimentari, la capacità di detossificare (a livello fisico e psichico), l’aspetto legato alla psicosomatica, l’ambiente più o meno sano in cui si vive

In taluni soggetti l’eccessiva sintomatologia può essere dovuta ad una reazione ansiosa nei confronti del disturbo di cui si soffre; ciò aggrava notevolmente la sintomatologia. In questi casi è indipensabile agire sul piano dell’equilibrio del sistema nervoso.

La reazione allergica al polline è causata dall’anormale risposta immunitaria alle sostanze che entrano a contatto con le mucose, che inizia a produrre istamine per sconfiggere il “falso nemico”:
I medici concordano che nell’ambito dell’approccio terapeutico della rinite merita particolare attenzione la profilassi ambientale. Infatti ridurre l’esposizione agli allergeni verso cui il soggetto risulta sensibilizzato porta ad un miglioramento della sintomatologia.

Quando si è in luoghi aperti è importante seguire alcuni semplici consigli:
– Minimizzare le passeggiate in campagna o nei giardini;
– Nel caso di lavori di giardinaggio indossare una mascherina;
– Limitare l’esposizione della biancheria all’esterno per l’asciugatura;

Se si è in luoghi chiusi è importante ricordarsi di:
– Rimuovere tappeti, peluche e oggetti che possano accumulare polvere:
– Mantenere le finestre chiuse ed utilizzare l’aria condizionata;
– Pulire frequentemente i filtri dei condizionatori.

Estratti di cellule meristematiche (staminali vegetali)

Il Ribes nero è un potente anti-infiammatorio, stimolante della produzione di cortisone naturale per il tramite della funzione surrenale. Il Ribes nero è indicato per il mantenimento del benessere dell’organismo e nella profilassi di infezioni, rinofaringiti, sinusiti, otiti e disturbi del sistema immunitario. Il profondo effetto sul sistema immunitario è da ricondurre alla capacità del ribes nero di attivare le cellule T-helper. Sul piano del sistema endocrino, il Ribes nigrum stimola la produzione di cortisone endogeno senza gli effetti collaterali e le conseguenze iatrogene del cortisone di sintesi.

Il Faggio, è la gemma per eccellenza nella stimolazione delle immunoglobuline. Aumenta il numero di cellule T-Helper espresse tramite il valore del CD4. Le gemme di Faggio contengono, inoltre, cisteina che funge da inibitore di proteina inducendo una diminuzione di cellule virali nel sangue.

La Betulla stimola le potenzialità del sistema immunitario; nel caso di pollinosi, la gemma riduce l’infiltrazione degli eosinfili nella mucosa nasale, e contribuisce sostenere la funzione polmonare durante la stagione allergica. Le gemme di Betulla contengono un principio attivo chiamato Dammarane, un triterpene tetraciclico del gruppo delle saponine, che svolge azione adattogena stimolando la capacità del corpo di adattarsi allo stress indotto da qualsiasi fattore di tipo chimico, emozionale o biochimico (tra cui gli allergeni).

Le gemme di Carpino hanno azione elettiva per il sistema olfattivo in quanto capaci di stimolare la riparazione cellulare delle mucose di superficie e alleviare lo spasmo respiratorio. Ripristina la funzionalità respiratoria dissolvendo il muco che riveste la parte superiore della cavità; inibisce le interleuchine 4 e 5, stimolando l’aumento di IL-i 2.

L’Eufrasia è una pianta che conosce largo uso nel trattamento della affezioni oculari, pur mancando di studi cImici e farmacologici di rilievo, la pianta viene utilizzata con successo nel trattamento delle congiuntiviti anche di natura allergica.

Propoli e Cotogno svolgono azione antinfiammatoria del sistema respiratorio e bronco-polmonare.