Questo frutto dal colore rosso inconfondibile è ricco di vitamine e antiossidanti, che favoriscono la rigenerazione cellulare e aiutano a ridurre il rischio cardiovascolare. 

Tra i frutti autunnali, merita una particolare attenzione. Frutto della Punica granatum, specie appartenente alla famiglia delle Lythraceae, ha un’origine antichissima e viene coltivato in India, nel Caucaso, in Iran, nell’area mediterranea.

Ogni frutto della pianta viene chiamato melagrana: nel linguaggio popolare, il nome della pianta viene utilizzato impropriamente anche per indicare il frutto. Chiarito che il melograno è l’albero e la melagrana il suo frutto, i lettori più puntigliosi vogliano perdonarci se nell’articolo useremo talvolta il termine popolare melograno anche in riferimento al frutto.

Il frutto del melograno è  molto affascinante. Lo è già nel nome: il termine “melo-grano” affonda le proprie radici nell’antico latino e chiama in causa le parole “malum” e “granatum”, termini con i quali in italiano si indicano rispettivamente i sostantivi “mela” e “con semi”. Stando alla traduzione letterale, avremmo quindi la fascinosa immagine di una “mela con i semi”, una descrizione che tratteggia appieno un ritratto esatto di questo strano ma gustoso frutto.

Le qualità della melagrana sono ben note fin dai tempi antichi, infatti, è da sempre simbolo di fertilità e abbondanza. Il frutto deriva dall’albero del melograno, di origine orientale, le cui numerose varietà sono diffuse in tutto il mondo.

Il frutto del melograno viene da tempo inserito sia nel VI sia nel VII gruppo fondamentale degli alimenti, ovvero tra quei cibi ricchi di vitamina e provitamina A, e di vitamina C. Contiene, infatti, 15 mcg su 100 g di parte edibile della prima e ben 20 mg su 100 g di prodotto della seconda. I chicchi della melagrana sono, inoltre, ricchi di acqua (circa 80% del peso complessivo) e di importanti macronutrienti:

  • zuccheri (13% del totale del peso);
  • fibre (3-4%);
  • proteine (1%);
  • lipidi (0,5-1%).

Riguardo ai sali minerali, ricordiamo l’importanza della melagrana nella fornitura di potassio (250 mg su 100 g di parte edibile) e di fosforo (22 mg su 100 g), ma si riscontrano anche buone dosi di sodiomagnesio e, non per ultimo, di ferro (che tuttavia risulta poco biodisponibile, ovvero difficilmente assimilabile dall’organismo in questa forma). Sono, inoltre, presenti anche tracce di zinco, di manganese e di rame.

PRINCIPALI PROPRIETÀ DELLA MELAGRANA PER LA SALUTE E LE SUE CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI:

  • migliora la pressione arteriosa;
  • è un ottimo antiossidante: sicuramente il beneficio più interessante del melograno è la sua azione antiossidante e anti-age, grazie al suo alto contenuto di antiossidanti, ovvero sostanze in grado di contrastare gli effetti dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento. Gli antiossidanti contenuti nelle melagrane sono in particolare i flavonoidi, sostanze che prevengono l’invecchiamento precoce e mantengono l’organismo in salute;
  • ha azione antibatterica: se consumata con costanza e regolarità, ha la capacità di contrastare l’azione dei batteri(e dei virus) aiutando l’organismo a combattere patogeni esterni, specie nella stagione fredda, quando ci ammaliamo con più frequenza;
  • è ottimo per depurare l’intestino e come protettore della mucosa gastrica. Il frutto del melograno rinforza l’intestino, aiuta l’attività dello stomaco e svolge un’utile azione detox: il suo alto contenuto d’acqua e di potassio lo rendono un alimento utile per rinforzare la barriera intestinale e stimolare la digestione;
  • riduce il rischio di aterosclerosi e sostiene la funzionalità cardiaca;
  • aiuta a contrastare l’eccessiva produzione di sebo ed è, quindi, utile in caso di pelle acneica,
  • è ricco di vitamina A C. La vitamina A o retinolo è un componente nutritivo importante per la vista, la differenziazione dei tessuti, il benessere digestivo e come agente anti-infettivo. La vitamina C o acido ascorbico, contrasta l’invecchiamento, innalza le barriere immunitarie e previene il rischio di tumori e malattie degenerative;
  • è anche un frutto “anti-invecchiamento cutaneo” per il ruolo dell’acido ellagico nell’impedire la degradazione del collagene;
  • ha proprietà antinfiammatorie. Recenti studi hanno evidenziato come alcune sostanze contenute nel melograno– come flavoni, acidi grassi coniugati, fenilpropanoidi e acidi idrobenzoici – svolgano un ruolo attivo nella prevenzione di alcuni tipi di infiammazioni;
  • è utile alla donna in menopausa perché in grado di ridurre alcuni disturbi legati a tale fase biologica (riduce le vampate, gli sbalzi di umore, ecc.).
  • ha azione sulla fertilità: dai dati attualmente presenti in letteratura, la presenza di Beta-sitosterolo nell’estratto di semi di melograno potrebbe migliorare l’attività uterina ed ovarica, legando specifici recettori in questi tessuti. Contestualmente, il consumo regolare di questo succo potrebbe aumentare la concentrazione di spermatozoi nell’epididimo, nonché la motilità e la densità cellulare. Altrettanto interessante sembrerebbe anche l’azione embrioprotettiva .

Un integratore contenente estratto di frutto di melograno e rizoma liofilizzato di galanga maggiore ha portato a un aumento del numero totale di spermatozoi e della loro mobilità .

La melagrana può interferire con l’azione di alcuni farmaci come:

  • Carbamazepina, un principio attivo dotato di attività anticonvulsivante, e utilizzato principalmente nel trattamento dell’epilessia, e di alcuni disturbi psichiatrici come le manie.
  • Farmaci metabolizzati dal citocromo
  • ACE inibitori
  • Ipertensivi
  • Rosuvastatina
  • Tolbutamide
  • Warfarin

Le persone allergiche ai pollini sembrano essere più esposte al rischio di effetti collaterali da melograno: si consiglia il parere del medico prima di intraprendere un trattamento a base di estratto di melograno.

La melagrana è disponibile in Erboristeria sotto forma di integratori alimentari, come capsule o estratti, che vengono consumati per beneficiare dei suoi effetti positivi sulla salute.

BIBLIOGRAFIA e FONTI:

  1. Pomegranate Supplementation Protects against Memory Dysfunction after Heart Surgery: A Pilot Study, Evidence-based complementary and alternative medicine
  2. Therapeutic applications of pomegranate (Punica granatum L.): a review, Alternative Medicine Review
  3. Effects of pomegranate juice consumption on inflammatory markers in patients with type 2 diabetes: A randomized, placebo-controlled trial, Journal of research in medical sciences
  4. Studies on the Cytotoxic Activities of Punica granatum L. var. spinosa (Apple Punice) Extract on Prostate Cell Line by Induction of Apoptosis, International Scholarly Research NoticesStudies on the Cytotoxic Activities of Punica granatum L. var. spinosa (Apple Punice) Extract on Prostate Cell Line by Induction of Apoptosis, International Scholarly Research Notices
  5. Antiproliferative effects of pomegranate extract in MCF-7 breast cancer cells are associated with reduced DNA repair gene expression and induction of double strand breaks, Molecular carcinogenesis
  6. Clinical Evaluation of Blood Pressure Lowering, Endothelial Function Improving, Hypolipidemic and Anti-Inflammatory Effects of Pomegranate Juice in Hypertensive Subjects, Phytotherapy Research
  7. Effect of pomegranate seed oil on hyperlipidaemic subjects: a double-blind placebo-controlled clinical trial, British Journal of Nutrition
  8. The effect of pomegranate extract on coronary artery atherosclerosis in SR-BI/APOE double knockout mice, Atherosclerosis
  9. Antioxidant activity of pomegranate juice and its relationship with phenolic composition and processing, Journal of agricultural and food chemistry
  10. Pomegranate Supplementation Protects against Memory Dysfunction after Heart Surgery: A Pilot Study, Evidence-based complementary and alternative medicine
  11. The effects of oxidative stress on female reproduction: a review
  12. An Extract of Pomegranate Fruit and Galangal Rhizome Increases the Numbers of Motile Sperm: A Prospective, Randomised, Controlled, Double-Blinded Trial

 

La diminuzione della fertilità dell’uomo, sempre più diffusa, è conseguenza della riduzione del numero e della vita degli spermatozoi, i gameti maschili che consentono il concepimento. Si tratta di una problematica che ha sia delle implicazioni sulla vita dei soggetti che desiderano concepire un figlio, sia su più ampia scala, in quanto meno fertilità significa meno nascite in futuro.

Uno studio aveva già mostrato un calo preoccupante del 50-60% della concentrazione di spermatozoi nell’uomo occidentale tra il 1973 e il 2011 (1). Un nuovo studio insiste sulla questione e affronta due aspetti nuovi: il calo della fertilità maschile peggiora sempre più rapidamente e non interessa soltanto l’Occidente.

Gli epidemiologi Hagai Levine, Shanna Swan e i loro colleghi hanno analizzato centinaia di studi sulla fertilità maschile condotti dal 1973 al 2018 in una cinquantina di paesi (2). Nella meta-analisi pubblicata il 15 novembre 2022, i ricercatori hanno evidenziato che, in 45 anni, la concentrazione media di spermatozoi nello sperma è diminuita in media dell’1,16% all’anno, passando da 101 milioni di spermatozoi per millilitro (nel 1973) a 49 milioni per millilitro (nel 2018). Osservando più da vicino gli ultimi due decenni, ci si rende conto che il fenomeno sta accelerando: dopo il 2000, la quantità di gameti nello sperma si riduce del 2,64% all’anno.

Questa situazione negativa, secondo i ricercatori, costituisce un autentico problema di salute pubblica poiché potrebbe, a lungo andare, “ minacciare l’umanità ”.

Quali sono le cause del calo globale della fertilità maschile?

Due importanti cause sembrano spiegare il declino sempre più rapido della fertilità maschile a livello globale.

  1. Diminuzione della quantità di sperma dovuta allo stile di vita
  2. Il fattore di diminuzione della fertilità più facilmente identificabile è il cambiamento dello stile di vita in tutto il mondo.

La sedentarietà, la cattiva alimentazione o l’obesità che ne deriva nuocciono ovviamente alla fertilità degli uomini. La crescita del tessuto adiposo, che immagazzina il grasso, comporta il rilascio di sostanze che influenzano il testosterone, uno degli ormoni chiave nella produzione di spermatozoi. Secondo l’OMS, nel mondo il 39% degli uomini è in sovrappeso e l’ 11% è obeso.

Fare sport un’ora al giorno aiuterebbe a contenere il problema, perché l’attività fisica consente di bruciare il grasso e aumentare la concentrazione spermatica (numero di spermatozoi per millilitro di sperma). Alcuni ricercatori hanno studiato la composizione dello sperma di 261 uomini sani: dopo 24 settimane, gli uomini attivi presentavano spermatozoi più numerosi e più resistenti allo stress ossidativo rispetto a quelli dei soggetti sedentari (4).

È altresì noto che il consumo di tabacco (e droghe in generale) provoca una diminuzione della quantità di spermatozoi. Lo sperma dei fumatori che consumano 10 o più sigarette al giorno contiene fino al 20% in meno di spermatozoi rispetto a quello dei non fumatori e gli spermatozoi dei soggetti fumatori si rivelano, inoltre, meno vivaci, a seguito di un’alterazione della morfologia (5). Il consumo eccessivo di alcol (a partire da 5 bicchieri a settimana) può anche influenzare la qualità e la produzione di spermatozoi.

Infine, gli uomini che si sentono stressati hanno maggiori probabilità di avere basse concentrazioni di spermatozoi nell’eiaculato, così come livelli più elevati di spermatozoi anormali o meno mobili.

Citiamo, inoltre, il ruolo delle malattie sessualmente trasmissibili (clamidia, gonorrea, virus del papilloma umano ecc.) che possono, dal canto loro, nuocere alla sopravvivenza o allo stato dei gameti (6).

Cause ambientali del calo della fertilità maschile

La seconda grande causa di infertilità maschile in rapida crescita riguarda l’ambiente, con l’inquinamento chimico derivante dalla combustione di combustibili fossili e l’esposizione agli interferenti endocrini.

I primi responsabili del deterioramento dello sperma potrebbero essere i componenti delle materie plastiche (bisfenolo A, bisfenolo S, bisfenolo F, ftalati), le diossine derivanti dalla combustione dei rifiuti, gli additivi come il policlorobifenile ( PCB), i conservanti come i parabeni oppure, più sorprendentemente… il paracetamolo.

Infine, uno studio ha rilevato che gli uomini che consumano regolarmente frutta e verdura caratterizzate da un alto contenuto di pesticidi presentano il 50% di spermatozoi in meno rispetto agli uomini che seguono una dieta più sana (7).

CENNI DI FISIOLOGIA

Non tutti sanno che nel 45% delle coppie che hanno difficoltà a ad avere figli, il fattore maschile è fondamentale. A differenza di una donna, che nasce con gli ovuli che avrà per tutta la vita senza riprodurli, un uomo deve costantemente produrre nuovi spermatozoi. In un maschio sano, gli spermatozoi vengono prodotti continuamente a una velocità di circa 100 milioni al giorno e ogni spermatozoo impiega circa da 42 a 76 giorni a una temperatura di 2 gradi più fredda del resto del corpo (poiché i testicoli sono sospesi all’esterno) per maturare completamente. I numeri devono necessariamente essere elevati – una singola eiaculazione può contenere fino a 150 milioni di spermatozoi, ma solo il 15% circa di essi sarà in grado di penetrare un ovulo.

Anche la forma e la capacità dello sperma di nuotare sono importanti

C’è dell’altro nel determinare le caratteristiche determinanti dello sperma. Anche la motilità e la morfologia sono fattori chiave oltre alla conta, cioè lo spermatozoo deve nuotare in modo dritto e rapido ed essere della forma giusta per raggiungere e penetrare l’uovo. Dal momento in cui lo sperma viene eiaculato fino a quando l’uovo viene fecondato, lo spermatozoo deve prima nuotare attraverso il muco cervicale e la cervice, e quindi risalire le tube di Falloppio.

Considerando che la dimensione di uno spermatozoo è di circa 0,05 mm (non visibile ad occhio nudo), questo equivarrebbe all’incirca a passare dalle Hawaii a Los Angeles. Lo spermatozoo più veloce impiegherà circa 45 minuti e il più lento circa 12 ore per raggiungere l’uovo. La maggior parte degli spermatozoi invece non ce la farà: Mancheranno di  energia, andranno nella direzione sbagliata o si muoveranno in tondo. Altri spermatozoi saranno uccisi da anticorpi naturali o danneggiati dai fluidi cervicali.

Misure di prevenzione e integratori alimentari per la fertilità maschile

La realizzazione di buone abitudini di vita (praticare regolarmente dello sport, ridurre il consumo di sigarette e alcol, gestire correttamente le emozioni…) costituiscono i passi da seguire per aumentare la fertilità maschile. Va evitato anche  l’uso di steroidi anabolizzanti che possono  rendere gli uomini infertili.

Finché il produttivismo contemporaneo continua a inquinare e produrre alimenti di scarsa qualità, bisogna evitare di esporsi a inquinanti e residui di pesticidi. Si consiglia, in particolare, di mangiare bio, optando per la frutta di stagione che avrà subito meno maltrattamenti (trasporti, fertilizzanti chimici, ecc.).

Sempre per quanto riguarda la dieta, è utile prediligere gli alimenti ricchi di zinco (frattaglie, carne rossa, pane integrale, uova, ostriche…) Questo oligoelemento contribuisce, infatti, a una fertilità e riproduzione normali ed è particolarmente importante per la spermatogenesi. Un seme con un’elevata concentrazione di zinco (idealmente 30 volte superiore al livello di zinco nel sangue) è di buon auspicio per la sua ottima qualità (8). Per aiutarti, puoi anche assumere degli integratori alimentari di zinco opportunamente dosati.

I prodotti del mare, la carne, le uova o le alghe kombu, a loro volta, forniscono il selenio. Quest’altro minerale contribuisce alla normale spermatogenesi e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Uno studio riporta un aumento del 10,8% delle gravidanze nelle coppie in cui gli uomini assumono un’integrazione di selenio rispetto agli uomini che non la assumono (9).

Utile puntare anche su salmone, sgombro, sardine o noci, alimenti ricchi di omega-3. Secondo uno studio, il DHA, uno di questi acidi grassi insaturi, sarebbe indispensabile per il corretto funzionamento degli spermatozoi (10).

Vanno privilegiati anche alcuni alimenti come la patata dolce, la carota cruda, la zucca, l’albicocca o gli spinaci, fonti di beta-carotene, una sostanza che favorirebbe la motilità (capacità di movimento) e quindi la velocità degli spermatozoi (11).

Una meta-analisi internazionale, condotta da università spagnole, messicane e statunitensi, ha raccolto i risultati di 28 studi nutrizionali (2900 soggetti studiati in totale), con l’obiettivo di comprendere gli effetti dei nutrienti e degli integratori alimentari sulla qualità dello sperma e sulla fertilità (12).

I risultati confermano che gli uomini beneficerebbero dall’assunzione di zincoselenio e omega-3, ma anche optando per coenzima Q10 e carnitina per aumentare la concentrazione dello sperma e migliorare la morfologia degli spermatozoi.

Un ultimo e semplice: mantenete i testicoli freschi, perché gli spermatozoi odiano il calore. La temperatura ideale è 32 °C. Quindi bagni caldi, bagni turchi, indumenti troppo stretti e persino l’uso del computer sulle ginocchia possono compromettere la qualità del seme (13).

Gli ingredienti-chiave da assumere con gli integratori

  • L-Carnitina (2g/die),  la forma biodisponibile della L-Carnitina, aiuta lo sperma a maturare e mantenere qualità e la vitalità per tutta la sua vita. Nei maschi con livelli bassi di carnitine si assiste a una significativa riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi in confronto con i soggetti con concentrazioni all’interno della cellula di norma o elevate. Il deficit di queste sostanze prova nello sperma una riduzione del consumo di ossigeno della cellula e un alterazione di tutto il metabolismo dello spermatozoo: la carenza di carnitina non solo rende poco efficiente la produzione di energia nello spermatozoo ma riduca, anche, l’utilizzo della fonte energetica di altra origine come quella del glucosio e fruttosio per inibizione di alcuni meccanismi intracellulari che fanno parte del ciclo di Krebs.
  • Coenzima Q10 (200 e 300 mg/die), gli uomini che soffrono di problemi di fertilità associati a una bassa qualità dello sperma possono migliorare la loro situazione assumendo per almeno 3 mesi supplementi a base di coenzima Q10. Questo importante antiossidante agirebbe riducendo lo stress ossidativo che alterando la qualità dello sperma può portare a infertilità e attivando gli enzimi che svolgono, a loro volta, un’azione antiossidante. Il risultato sono spermatozoi dalla forma migliore e in grado di muoversi meglio.  A svelare queste potenzialità del coenzima Q10 è uno studio pubblicato sulla rivista Andrologiada un gruppo di ricercatori della Shahid Sadoughi University of Medical Sciences di Yazd (Iran).
  • Selenio (14) (200 e 100 µg/die), il selenio è strettamente legato alla salute riproduttiva maschile.  La maggior parte del selenio nel corpo si trova, infatti, nei muscoli, nei reni, nel fegato e  soprattutto nei testicoli. Pertanto, non dovrebbe sorprendere quanto sia importante per la salute riproduttiva.
  • Lo zinco 66 mg/die combinato con acido folico (5mg/die)  aiuta la formazione e la motilità degli spermatozoi oltre a supportare il metabolismo del testosterone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha stimato che circa un terzo della popolazione mondiale presenta una carenza di zinco. Questo minerale è necessario per la normale crescita, la riproduzione, la sintesi del DNA, la divisione cellulare e l’espressione genica, per i processi fotochimici della vista, la guarigione delle ferite, l’ossificazione e per l’incremento delle difese immunitarie. Tra gli organi dove questo minerale si concentra maggiormente c’è anche la prostata: lo zinco, infatti, si ritrova in elevate quantità nel liquido seminale e mostra un ruolo considerevole nel garantire la funzionalità spermatica.
  • Acidi grassi polinsaturi e acidi eicosapentaenoico (Epa – 1,12 g/die) e docosaesaenoico (Dha – 0,72 g/die). I casi di infertilità maschile idiopatica (senza apparenti motivi di impedimento fisico-patologico) sono legati a CARENZA di acido grasso omega-3 DHA (19)  come anche allo sbilanciamento di omega-3 (carenti) con omega-6 (in eccesso), verificato a livello della membrana cellulare sia degli spermatozoi sia del globulo rosso maturo isolati da questi soggetti (20).
  • Maca  Ginseng migliorano la motilità degli spermatozoi. L’estratto di Maca peruviana viene impiegato come integratore ormonale per stimolare la fertilità sia maschile che femminile. Essa contiene infatti diverse molecole che favoriscono la produzione di vari ormoni naturali. Si ritiene che l’aumento della fertilità sia dovuto principalmente alla presenza di quattro alcaloidi: macaina 1,2,3 e 4 che sono stati isolati nella radice di Maca. Secondo alcuni studi (21), nell‘uomo la Maca agisce migliorando la funzione erettile e favorendo la maturazione degli spermatozoi, aumentandone il numero e migliorandone la mobilità. Nella radice di Maca peruviana, infatti, vi è un elevato contenuto di fruttosio, un monosaccaride che fisiologicamente si trova in elevata concentrazione nel liquido seminale, dove costituisce la fonte energetica primaria degli spermatozoi.
  • Gli antiossidanti  aumentano la longevità e la forza degli spermatozoi. Tra il 30% e l’80% della subfertilità maschile potrebbe avere origine a causa dello stress ossidativo sullo sperma. Lo stress ossidativo si verifica quando le specie reattive dell’ossigeno (ROS) superano le difese antiossidanti naturali presenti nel campione seminale e causano danni alle cellule riproduttive.
  • Acido D-Aspartico: studi dimostrano che gli integratori di acido aspartico possono aumentare i livelli di testosterone, l’ormone sessuale che svolge un ruolo essenziale nella fertilità maschile. E’ in grado di aumentare i livelli di ormone luteinizzante LH e, quindi, dell’ormone testosterone (soprattutto negli uomini inattivi o in quelli con testosterone basso) e contrastare l’infertilità: sembra aumentare sostanzialmente il numero di spermatozoi prodotti e la loro motilità (capacità di muoversi). L’aumento di testosterone sembra anche apportare benefici in termini di prestazioni fisiche sportive, incrementando massa muscolare e resistenza.
  • Tribulus terrestris: il Tribulus terrestris è una pianta in grado di aumentare il numero degli spermatozoi e la loro vitalità. Il suo effetto si basa su una stimolazione della produzione di testosterone: contiene infatti una saponina, che ha una struttura chimica simile a quella di un ormone umano, l’LH o ormone luteinizzante. Nell’uomo questo ormone, prodotto da una ghiandola che si trova nel cervello, l’ipofisi, ha lo scopo di stimolare la sintesi di testosterone nel testicolo, stimolando indirettamente la crescita degli spermatozoi. Con l’assunzione del Tribulus, il testosterone viene prodotto dal testicolo, secondo il normale meccanismo fisologico, a differenza dei farmaci che integrano direttamente testosterone. Con il Tribulus non si rischiano gli effetti collaterali dovuti al sovradosaggio.
  • Nitroxx: il Nitroxx è un composto a base di arginina purificata, un amminoacido che compone le proteine dell’organismo, tra cui anche quelle degli spermatozoi. L’arginina si trova negli alimenti, oltre ad essere prodotto in quantità minime dall’organismo adulto (il bambino non la produce quindi è importante che vanga assunta tramite le dieta). Non essendo un amminoacido essenziale, non è necessario per vivere, tuttavia ha un ruolo importante nella sintesi delle proteine epatichee di quelle celebrali. Integrare l’arginina significa mettere a disposizione dell’organismo la “materia prima” per formare gli spermatozoi, ma non solo: l’arginina è alla base della formazione di ossido nitrico, che migliora la vitalità degli spermatozoi, riducendo così l’ipofecondità.
  • La zeolite, anche nota come “pietra che bolle” (dal greco zein “bollire” e lithos “pietra”) è un minerale di orgine vulcanica che, grazie alla sua particolare struttura microporosa ha un forte potere disintossicante e aiuta l’organismo e proteggersi dai danni di fumo, alcol, stress, inquinamento ambientale-radioattivo, metalli pesanti, inquinamento alimentare, che possono pregiudicare la fertilità maschile e femminile. Inoltre, ha un alto potere antiossidante, rimineralizzante ed anti-age. Per questo, può essere un importante alleato di chi cerca una gravidanza.
  • La Vitamina D non solo è fondamentale per la formazione delle ossa ma, secondo gli studi, ha effetti positivi sul successo dei percorsi di fecondazione in vitro, su condizioni patologiche come la sindrome dell’ovaio policistico e l’endometriosi e sulla qualità del liquido seminale. Nell’uomo i recettori (porte di accesso) per la Vitamina D sono stati ritrovati anche all’interno dei testicoli confermando che la sua integrazione migliora la qualità spermatica, incrementa lo sviluppo sano del nucleo dello spermatozoo, aumenta i livelli di testosterone, che a loro volta incrementano il desiderio sessuale e la produzione spermatica, migliorando condizioni di oligospermia (ossia bassa concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale).

Fonte: https://www.supersmart.com/it/blog/salute-ormonale/infertilita-maschile-in-forte-crescita-prevenzione-integratori-s547

Bibliografia
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    2. Hagai Levine, Niels Jørgensen, Anderson Martino-Andrade, Jaime Mendiola, Dan Weksler-Derri, Maya Jolles, Rachel Pinotti, Shanna H Swan, Temporal trends in sperm count: a systematic review and meta-regression analysis of samples collected globally in the 20th and 21st centuries, Human Reproduction Update, 2022;, dmac035, https://doi.org/10.1093/humupd/dmac035
    3. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/obesity-and-overweight
    4. Jóźków P, Rossato M. The Impact of Intense Exercise on Semen Quality. Am J Mens Health. 2017 May;11(3):654-662. doi: 10.1177/1557988316669045. Epub 2016 Sep 19. PMID: 27645515; PMCID: PMC5675222.
    5. Sharma R, Harlev A, Agarwal A, Esteves SC. Cigarette Smoking and Semen Quality: A New Meta-analysis Examining the Effect of the 2010 World Health Organization Laboratory Methods for the Examination of Human Semen. Eur Urol. 2016 Oct;70(4):635-645. doi: 10.1016/j.eururo.2016.04.010. Epub 2016 Apr 21. PMID: 27113031.
    6. https://www.bbc.com/afrique/monde-63979656
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    8. Xu B, Chia  SE, Tsakok  M, Ong    Trace elements in blood and seminal plasma and their relationship to sperm quality. Reprod Toxicol. 1993;7(6):613-618. doi:10.1016/0890-6238(93)90038-9PubMedGoogle ScholarCrossref
    9. Moslemi MK, Tavanbakhsh S. Selenium-vitamin E supplementation in infertile men: effects on semen parameters and pregnancy rate. Int J Gen Med. 2011 Jan 23;4:99-104. doi: 10.2147/IJGM.S16275. PMID: 21403799; PMCID: PMC3048346.
    10. Martínez-Soto JC, Domingo JC, Cordobilla B, Nicolás M, Fernández L, Albero P, Gadea J, Landeras J. Dietary supplementation with docosahexaenoic acid (DHA) improves seminal antioxidant status and decreases sperm DNA fragmentation. Syst Biol Reprod Med. 2016 Dec;62(6):387-395. doi: 10.1080/19396368.2016.1246623. Epub 2016 Oct 28. PMID: 27792396.
    11. https://www.topsante.com/maman-et-enfant/conception/infertilite/manger-des-crudites-est-excellent-pour-la-fertilite-masculine 49975
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    13. https://www.passeportsante.net/fr/grossesse/Fiche.aspx?doc=futur-papa-booster-fertilite
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    21. Effect of Lepidium meyenii on Semen Parameters and Serum Hormone Levels in Healthy Adult Men: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Pilot Study (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4569766/).

 

La prostata è una ghiandola presente nell’uomo, delle dimensioni di una castagna , che circonda l’uretra, il “tubicino” attraverso il quale passano le urine e lo sperma. Quando la prostata si contrae, interrompe il flusso dell’urina e permette il passaggio del liquido spermatico che, in parte, ha lei stessa prodotto. La sua salute è dunque fondamentale per il benessere della sfera intima dell’uomo.

Uno tra i più comuni disturbi clinici degli uomini, che si manifesta soprattutto con l’avanzare dell’età, è l’ipertrofia prostatica (IPB), patologia di per sè benigna che può, in alcuni casi, avere un’evoluzione sfavorevole.

Dati statistici ci dicono che l’infiammazione della prostata o prostatite sia un disturbo molto diffuso

L’ ingrossamento progressivo della ghiandola infiammata è responsabile dei principali disturbi, quali: difficoltà ad urinare (flusso debole e sforzo a fare la pipì), aumento della frequenza del bisogno di urinare, soprattutto di notte, urgenza, bruciore, eiaculazione precoce . Se lo stato infiammatorio non viene risolto, si possono poi avere complicanze infettive o evoluzioni sfavorevoli .

La diagnosi corretta di ipertrofia prostatica spetta al medico e allo specialista, che ne ricercheranno la causa per poi proporre i più opportuni rimedi farmacologici.

E’ scientificamente provato che il frutto della Serenoa Repens, contribuisce alla  normale funzionalità della prostata.

La Serenoa repens è una pianta della stessa famiglia delle Palme, ma molto più bassa, il cui nome comune è infatti:”Palmetto”. E’ originaria delle coste del  Sud Est degli Stati Uniti e delle zone tropicali. I suoi frutti contengono principi attivi ( acidi grassi e steroli ) che hanno importanti proprietà salutistiche per la funzionalità della prostata .

Sono tanti gli studi scientifici che evidenziano come l’estratto lipido sterolico di serenoa repens, riuscendo ad inibire la sostanza ( enzima ) che risulta essere coinvolta nel processo dell’infiammazione prostatica ( 5alfa reduttasi), sia efficace nel contrastare l’infiammazione prostatica cronica e possa migliorare la sintomatologia di cui è responsabile.

Tra i componenti del principio attivo della pianta, si evidenzia il beta sitosterolo per la sua attività antiandrogena; cioè in grado di limitare la produzione dell’ormone che deriva dal testosterone, responsabile proprio dell’accrescimento della prostata e, come rivelano studi più recenti, anche della comparsa dell’alopecia androgenetica maschile.

La “Serenoa  Repens” risulta essere, quindi, una  pianta medicinale utile per mantenere in salute la prostata ma anche per combattere l’alopecia androgenetica, che tanto infastidisce l’universo maschile.

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La lattanza, o latte di pesce, generalmente è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua). La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B.

 

La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione, rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:
– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione, l’attenzione, e specialmente la memoria.
– Per risolvere i disturbi del sonno.
– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.
– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.
– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile, morbo di Alzheimer.
– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.
– Per favorire la buona costituzione ossea.
– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.
– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 
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Con il termine infertilità andiamo a definire la scarsa efficacia nel concepimento, sia da parte della donna che infertilità dell’uomo.
Tale condizione andrebbe distinta da quella di sterilità, che definisce invece l’impossibilità assoluta, quindi condizione irreversibile, ad avere una gravidanza; anche se, nell’uso comune, i due termini vanno spesso a sovrapporsi.

 

Si parla di infertilità, o sub-fertilità, quando la coppia non riesce ad ottenere un concepimento dopo 12 mesi di rapporti regolari e senza l’utilizzo di metodi anticoncezionali. Alcuni studi addirittura posticipano il limite fino a 24 mesi.
Esistono varie cause determinanti una condizione di infertilità e spesso possono coesistere fra loro.

Infertilità femminile: le principali cause
Si calcola che l’infertilità possa interessare il 15% circa delle donne e l’avanzare dell’età è strettamente connessa alla diminuzione della loro capacità riproduttiva (a 30 anni infatti la possibilità di concepire è intorno al 30-40%. Tale percentuale si riduce circa al 10% al raggiungimento dei 40 anni).
Esistono numerose cause di infertilità femminile:
• Riduzione o chiusura delle tube di Falloppio, aderenze pelviche (in seguito a patologie infiammatorie o a precedenti interventi chirurgici).
• Endometriosi: malattia frequente nell’età fertile, in cui cellule dell’endometrio, mucosa che riveste l’utero (normalmente presenti solo all’interno della cavità uterina), migrano e colonizzano altri organi (più comunemente l’ovaio).
infertilità femminile• Scompensi ormonali: irregolarità o mancanza di ovulazione, iperprolattinemia, sindrome dell’ovaio micropolicistico.
• La presenza, nella cervice uterina, di un muco ostile al passaggio degli spermatozoi, dovuto ad una carenza di estrogeni.
• La presenza di malformazioni congenite dell’utero.
• Cause aspecifiche. Questa situazione va sotto il nome di infertilità idiopatica e si osserva quando a livello diagnostico non è stato possibile trovare una causa specifica.
Principali cause dell’infertilità maschile
L’infertilità maschile interessa il 7% degli uomini e corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per una insufficiente produzione di spermatozoi oppure per la natura qualitativamente alterata degli spermatozoi (per la loro ridotta motilità, l’alterata morfologia o il DNA danneggiato) che ostacolano il concepimento.
Si parla di infertilità primaria quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza, di infertilità secondaria quando l’uomo ha già indotto una gravidanza precedentemente.

Accorgimenti per migliorare la fertilità
Nutrirsi in maniera adeguata è fondamentale, la riproduzione infatti è un processo estremamente dispendioso e laborioso. L‘organismo umano non sostiene efficacemente i processi di fecondazione e gravidanza in uno stato generale di malnutrizione.
A questo scopo non deve mancare alcun nutriente e sono particolarmente importanti: certe vitamine, acidi grassi e amminoacidi essenziali.

Vediamo nello specifico cosa si può rivelare prezioso in questo ambito:
1) AMINOACIDI. Gli aminoacidi, unità fondamentali delle proteine, sono indispensabili elementi costituenti di ogni nostro tessuto, sono fonte energetica e permettono un’ottima comunicazione tra le cellule. Andando più nello specifico, a favorire la aminoacidifertilità, ha un ruolo non secondario la CARNITINA, aminoacido con un importante ruolo nella produzione di energia e nella stimolazione del metabolismo dei grassi; la GLUTAMMINA, elemento che interviene nel recupero delle cellule muscolari in seguito a intensi sforzi, ed ha un’attività stimolante a livello cerebrale.
Per favorire l’apporto di aminoacidi, da un punto di vista alimentare è consigliato il consumo di proteine animali come carne rossa e uova (di buona qualità).
2) VITAMINA D. Tale fattore deve essere mantenuto sempre a livelli sufficienti e quindi ottimali, in quanto interviene non solo nel regolare il metabolismo corporeo di calcio, ma come regolatore genico (regola l’espressione genica) e come regolatore di diversi ormoni.
3) MAGNESIO. Questo nutriente è cofattore fondamentale per agevolare l’assimilazione della vitamina D, è un rilassatore muscolare e concilia anche la diminuzione dello stress mentale.
4) ATTIVITÀ FISICA. Svolgere un’attività sportiva con regolarità, non solo è importante come valvola di sfogo per migliorare la condizione mentale e quindi la predisposizione ad un buon rapporto di coppia (soprattutto quando l’infertilità è dovuta non a fattori fisici o meccanici ma più a fattori psicologici e di stress), ma si rivela preziosa per agevolare la circolazione del sangue in tutti i distretti corporei e migliorare l’ossigenazione dei tessuti.
5) ELIMINARE GLI ZUCCHERI. Gli zuccheri raffinati e tutti quegli alimenti che ne sono ricchi, possono essere, in maniera indiretta, un forte ostacolo alla fertilità. Tra le cause di infertilità viste in precedenza, ce ne sono alcune particolarmente correlate al metabolismo degli zuccheri: l’ovaio policistico nelle donne ne è un esempio. Esiste infatti una forte correlazione tra lo sviluppo di tale disturbo e una condizione di insulino-resistenza o di diabete.
Inoltre anche condizioni di obesità o di gravi sindromi metaboliche negli uomini possono rivelarsi un impedimento alla fecondazione. E’ quindi importante limitare il consumo di cibi elaborati industrialmente, ricchi di zuccheri e aumentare il consumo di grassi di buona qualità: frutta secca, avocado, olio extravergine d’oliva ad esempio, poiché permettono di gestire meglio la glicemia.

E’ quindi importante sostenere uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta e ben bilanciata alimentazione, che possa assicurare dei buoni livelli nutrizionali; svolgere una costante attività fisica per promuovere ogni reazione fisiologica del nostro corpo e, laddove necessario, colmare le carenze specifiche che ci caratterizzano per agevolare al meglio la fertilità.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

TRIBULUS TERRESTRIS

Stimolante della fertilità femminile e maschile. Il Tribulus Terrestris è noto come sviluppatore muscolare. Riattivante, tonico vitalizzante, energizzante.

La proprietà più importante del tribulus terrestris è legata alla sua azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare.

In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.

E’ un ottimo aiuto per l’uomo nell’infertilità, nell’impotenza, nell’ipogonadismo, agli sportivi per l’attività anabolizzante e tonico-stimolante ( sembra che nel lungo termine abbassi i livelli di colesterolo nel sangue) Essenzialmente il Tribulus stimola la produzione di Testosterone e LH senza provocare una abnorme produzione di questi ormoni  ( nell’uomo il livello di testosterone varia da 3 a 10)  E’ una pianta interessante per chi vuole aumentare la massa muscolare, la forza, la resistenza, la potenza fisica. Intorno alla metà degli anni 90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell’est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta.

Tali effetti vanno attribuiti ad un gruppo di sostanze organiche con attività ormonosimile chiamate saponine.

I semi del tribulus terrestris sono  ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo (Gauthaman K. et al. 2002, 2003). Numerosi altri studi indipendenti, spesso finanziati dalle stesse aziende produttrici di supplementi a base di tribulus terrestris, ribadiscono e sottolineano tali proprietà.

La conferma dell’ipotesi secondo cui gli estratti di questa pianta sarebbero utili nel trattamento delle disfunzioni erettili arriverebbe invece da un altro studio. Durante questa ricerca un gruppo di topi a cui fu somministrato tribulus terrestris si dimostrò più attivo sessualmente e presentò una pressione intracavernosa più alta rispetto ai topi non trattati (la pressione intracavernosa viene registrata all’interno dei corpi cavernosi del pene, strutture paragonabili a spugne che, riempiendosi di sangue, permettono l’erezione).

Huanarpo macho

Huanarpo macho è un albero cespuglioso di media grandezza tipico del Perù e, in particolare, si trova in abbondanza nella valle del fiume Marañon e nel distretto di Puno. Huanarpo macho è una pianta che rispecchia la “Dottrina del segno”, ovvero la teoria per cui dal colore dei fiori o delle radici, dalla forma delle foglie, dal luogo di crescita, o da altri “segni” è possibile determinare ciò per cui la pianta può essere usata.

 

E infatti i fusti dei rami giovani di huanarpo macho hanno una forma simile all’anatomia maschile e per secoli sono stati usati dalla medicina popolare per supportare, aiutare e potenziare la funzione sessuale maschile.

Huanarpo macho contiene sapogenine, steroidi, flavonoidi, olii essenziali e alcaloidi, oltre che una grande quantità di proantocianidina. Le proantocianidine sono dei composti, naturalmente presenti in diverse piante, con azioni antinfiammatorie e antiartritiche. E’ stato riportato che questi flavonoidi sono in grado di prevenire l’invecchiamento cutaneo e i disturbi cardiaci, decontaminare l’ossigeno dei radicali liberi e inibire la perossidazione indotta dalle radiazioni UV.

Numerose ricerche hanno documentato il possibile ruolo della proantocianidina nella stimolazione sessuale e, nello specifico, nella correzione delle disfunzioni erettili e della sterilità. E l’elevata quantità di questo elemento in huanarpo macho concorderebbe con l’uso tradizionale di questa pianta come afrodisiaco, come è stato anche sottolineato da ricercatori italiani che avevano condotto studi sulla presenza di questo elemento in huanarpo macho. Tuttavia, una ricerca peruviana attribuisce queste stesse proprietà agli alcaloidi della pianta.

Una delle principali proantocianidine, la proantocianidina B-3, è presente in grande quantità nei fusti dei rami giovani.

Secondo alcune ricerche, questo elemento chimico sarebbe capace di interagire e regolare la bradichinina (un ormone presente nel corpo umano). Studi hanno dimostrato che il corpus carvernosum si rilassa in presenza di questo ormone e il deterioramento dell’endotelio del muscolo molle cavernoso accade in presenza di disturbi vascolari, come il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, causando la disfunzione erettile. Regolando la bradichinina, come fa la proantocianidina B-3, si otterrebbe dunque un possibile trattamento delle disfunzioni erettili e/o si raggiungerebbe e manterrebbe l’erezione per periodi di tempo più lunghi.

Con una tale quantità di proantocianidine antiossidanti, non sorprende che un estratto puro di radice e corteccia di huanarpo macho abbia manifestato proprietà antiossidanti. In uno studio condotto su delle cavie nel 2003, i ricercatori hanno miscelato 5 grammi di polvere di huanarpo macho in 100 ml di acqua, dandoli alle cavie come bevanda. Dopo 30 giorni, un gruppo di cavie che avevano bevuto huanarpo macho avevano accresciuto i loro livelli di testosterone, ma non quelli di progesterone ed estrogeni. I ricercatori hanno attribuito questo effetto ormonale alle sapogenine presenti nella pianta.

Nei sistemi erboristici in Perù, questa pianta è considerata un afrodisiaco, un antiasmatico, un antidiabetico, un antitussivo, un antiulceroso ed un nervino.

E’ inoltre usata per ripristinare la potenza sessuale maschile, per l’eiaculazione precoce, le disfunzioni erettili, e come tonico sessuale maschile e afrodisiaco. Recentemente, huanarpo macho è stato chiamato “Viagra peruviano” in alcuni programmi di vendita ed è un afrodisiaco famoso in Perù tanto quanto lo è la muira puama in Brasile.

Accanto a questo uso, i rami e la corteccia vengono anche usati nella medicina erboristica peruviana per asma, bronchite, tosse e diabete. Alcuni erboristi e curatori ritengono che huanarpo macho possa bloccare gli alfa-adrenorecettori che riducono l’effetto di ormoni che solitamente causano la vasocostrizione dei vasi sanguigni del pene, e che possa aumentare la produzione di noradrenalina che è essenziale nel mantenere la funzione erettile.

 

Camu-camu è utilizzato principalmente per i suoi frutti commestibili. Il frutto di Camu-camu è conosciuto per il suo contenuto incredibilmente elevato di vitamina C. Non ci sono altri alimenti che contengono tanta vitamina C quanto il camu-camu. Ma oltre alla vitamina C, il frutto di camu-camu contiene numerosi altri nutrienti…

Camu-camu è un arbusto della foresta pluviale peruviana e brasiliana.
Camu-camu è utilizzato principalmente per i suoi frutti commestibili. Il frutto è altamente acido e può essere apprezzato solamente in ricette dove venga diluito o venga aggiunto dello zucchero. Viene spesso preparato in spremute, gelati, dolci. Ma il frutto in polvere può essere anche preparato in capsule.Il frutto di Camu-camu è conosciuto per il suo contenuto incredibilmente elevato di vitamina C. Come senz’altro saprete, la vitamina C naturale (non sintetica) è un antiossidante utile a prevenire non solo raffreddori e influenza, ma anche il danneggiamento del DNA cellulare ad opera dei radicali liberi responsabile di molti disturbi.

Non ci sono altri alimenti che contengono tanta vitamina C quanto il camu-camu. Generalmente, le arance hanno un contenuto di vitamina C pari a 1000ppm e, alle volte, di 3000-4000ppm (anche se è poco frequente, soprattutto considerata la coltivazione intensiva). Il frutto di camu-camu può avere una concentrazione di vitamina C pari a 50000ppm o 2g per 100g di frutto. Ciò significa che il frutto di camu camu fornisce 50 volte più vitamina C di un’arancia.Oltre alla vitamina C, il frutto di camu-camu contiene numerosi altri nutrienti, come gli aminoacidi valina, laucina e serina, e numerosi flavonoidi.

Le principali proprietà

Numerose ricerche hanno dimostrato come camu-camu abbia caratteristiche di:
•Antivirale: aiuta a combattere i virus che attaccano il sistema immunitario
•Anti-artritico: aiuta a ridurre le infiammazioni e, quindi, allevia il dolore associato all’artrite
•Anti-aterosclerotico: aiuta a prevenire l’aterosclerosi e la formazione di placche sulle arterie
•Anti-depressivo: fra le varie cause possibili della depressione, c’è anche la malnutrizione e, quindi, l’alto apporto nutrizionale di camu-camu può essere utile anche in questi casi
•Aiuta a combattere le gengiviti
•Aiuta a proteggere da molti disturbi del fegato, oltre a fornire un supporto alla funzione disintossicante del fegato
•Anti-ulceroso
•Anti-herpes

Camu-camu e vista
Camu-camu è considerato un alimento protettivo utile nei casi di cataratta. Ovviamente ciò non significa che camu-camu sia una sorta di cura miracolosa per ogni paziente che soffre di cataratta, piuttosto che è un frutto da provare per chi soffre di questo disturbo della vista. L’alto contenuto di vitamina C in camu-camu sembra inoltre essere protettivo anche contro il glaucoma.

Camu-camu e sistema nervoso e cervello
Le proprietà antiossidanti che gli derivano dalla vitamina C fanno sì che camu-camu sia potenzialmente protettivo per i disturbi neurodegenerativi del cervello, come ad esempio la demenza e l’Alzheimer.
Ovviamente, camu-camu non è il solo alimento che può aiutare ad aumentare la performance cerebrale. E’ risaputo che, oltre alla vitamina C, per la salute cerebrale sono essenziali gli acidi grassi omega-3 contenuti, ad esempio, nelle noci.
Alcuni individui, dopo aver bevuto un infuso di frutto di camu-camu, hanno riportato una maggiore lucidità mentale. Ciò sarebbe rapportabile al fatto che molti degli elementi fitochimici di camu-camu sembrano essere in grado di proteggere il cervello dal danneggiamento ossidativo e dalle tossine che circolano attraverso il nostro sangue.

Camu-camu e fertilità
Il frutto del camu-camu aiuta anche a promuovere la fertilità. L’impressionante aumento della sterilità di molte coppie in questi ultimi anni, sembra essere causato sia da una cattiva alimentazione, sia dalla scarsa protezione dalle tossine a cui si è continuamente esposti attraverso i cibi e l’ambiente.
Il frutto di camu camu può aiutare a proteggere l’organismo da queste tossine, potenziando conseguentemente le speranze di concepimento

Camu-camu e infiammazioni
È stato dimostrato che camu-camu ha un effetto antinfiammatorio. L’infiammazione non colpisce solo chi soffre di artrite, ma è un problema sistemico che può colpire l’intero organismo e tutti gli organi. La vitamina C è un ottimo supplemento nutrizionale con proprietà antinfiammatorie e, di conseguenza, grazie all’elevato contenuto di vitamina C, il camu-camu può essere considerato un coadiuvante contro le infiammazioni.

Tuttavia, la vitamina C da sola non basta a combattere le infiammazioni, ma può rientrare in un programma nutrizionale che includa altre bevande, erbe, e cibi dalle proprietà antinfiammatorie. Inoltre, nel caso di infiammazioni, si ricorda che è importante evitare, per quanto è possibile, i cibi che possono potenziarla come zucchero raffinato, farina, fritti e oli vegetali ricchi di acidi grassi omega-6 (come l’olio di soia o l’olio di grano).

Camu-camu e mal di testa
Camu-camu ha dimostrato un effetto positivo sull’emicrania. Camu-camu è infatti un frutto dalle proprietà neuroprotettive e, quindi, può essere d’aiuto a diminuire l’incidenza dell’emicrania.

Camu-camu e cancro
Camu-camu ha anche mostrato proprietà anti-mutageniche, vale a dire che potrebbe essere d’aiuto nel prevenire le mutazioni genetiche coinvolte nello sviluppo dei tumori.

Camu-camu e morbo di Parkinson
Una delle caratteristiche più straordinarie di camu-camu è la sua azione nei casi di morbo di Parkinson. Sebbene, come già detto, camu-camu non curi la malattia, tuttavia può essere considerato un ottimo integratore alimentare in grado sia di aiutare a ridurre la progressione della malattia, sia di proteggere potenzialmente dallo sviluppo della stessa.

Camu-camu e infezioni
Camu-camu ha proprietà antisettiche, ovvero uccide i batteri. Spremere il frutto di camu-camu su una ferita, ad esempio, aiuta a prevenire lo sviluppo delle infezioni.

Camu-camu e pressione arteriosa
È stato dimostrato che camu-camu ha proprietà ipotensive. La spiegazione più probabile per questa azione è che la vitamina C, combinata al contenuto di minerali di camu-camu, aiuti a rilassare i vasi sanguigni dell’organismo. I vasi sanguigni risulterebbero più flessibili e, quindi, si abbasserebbe la pressione arteriosa.

fonte: www.naturmedica.com

Lo stato sudamericano del Perù è la casa di numerose piante dagli effetti benefici, inclusa la radice di maca, una leggendaria radice stimolante della libido tramandata dagli Inca.

La radice di maca peruviana è anche soprannominata “Ginseng peruviano”, anche se non ha alcuna relazione con il ginseng asiatico. Tuttavia come il ginseng, la maca è spesso usata nella forma di estratto per aumentare la forza, l’energia, la stamina, la libido e la funzione sessuale.

Che cos’è la maca?
Maca (Lepidium meyenii) è una pianta annuale coltivata nelle highlands centrali del Perù ed era molto famosa nella cultura Inca.
Le leggende narrano che i guerrieri Inca mangiassero la pianta prima di entrare in battaglia perché li faceva diventare più forti. Tuttavia, una volta conquistata una città, ai guerrieri era proibito mangiare la maca, allo scopo di proteggere le donne conquistate dai loro potenti impulsi sessuali.

Oggigiorno la popolarità di maca sta aumentando man mano che le proprietà della pianta ritornano alla luce.

Che cosa contiene?
Un’analisi iniziale di maca indica il suo contenuto di glucosinolati, dei composti che hanno un effetto positivo sulla fertilità.
La radice contiene in quantità significative anche proteine (11%), calcio (10%), magnesio e potassio. Altri minerali che sono stati identificati fra i componenti sono iodio, manganese, zinco, rame e sodio. Vitamine (B2, B6, C, niacina) e amminoacidi sono anche fra i componenti della radice

Gli usi peruviani
In Perù maca è considerata un alimento. La radice di maca viene utilizzata come ingrediente per biscotti, torte, budini, patatine e frullati.

Nei mercati si trovano spesso delle bancarelle dove si vendono frullati di maca. Il tipico frullato contenente maca include radice di maca macerata, papaya, latte condensato, un uovo, miele e vaniglia.

Che cosa dicono i medici su maca
I consumatori non sono i soli a utilizzare maca. La radice e i suoi estratti è infatti utilizzata da molti medici in Perù e non solo.

Il dott. Hugo Malaspina, un cardiologo di Lima esperto anche in medicina alternativa, fa utilizzo di maca da diversi anni, principalmente a supporto della funzione ormonale durante l’invecchiamento.

Un altro pioniere nelle applicazioni terapeutiche di Maca è il dott. Jorge Aguila Calderon. Come il dott. Malaspina, il dott. Calderon prescrive maca per una serie di disturbi ormonali, quali osteoporosi, impotenza, sterilità maschile e femminile. La usa anche nel trattamento di rachitismo, anemia, sintomi della menopausa come vampate e sudori notturni, andropausa e disfunzioni erettili negli uomini, invecchiamento precoce e stati di debolezza generale come nella sindrome da stanchezza cronica.

Negli Stati Uniti, il dott. Gabriel Cousens, dove è possibile prescrive maca al posto della terapia ormonale sostitutiva (TOS) per alleviare i sintomi della menopausa come vampate e depressione, oltre che per aumentare l’energia delle donne in menopausa.

In Italia, il prof. Giovanni Menaldo, direttore dell’Istituto di Medicina della Riproduzione e Psicosomatica San Carlo di Torino, impiega maca assieme ad altre tre piante dell’Amazzonia (ovvero jergon sacha, huanarpo macho e camu-camu) per aiutare le coppie con problemi della fertilità. Secondo il prof. Menaldo, maca aiuta sia gli uomini che le donne che soffrono di sterilità. Negli uomini, gli estratti di maca aiuterebbero ad potenziare la forza degli spermatozoi, mentre nelle donne la pianta stimolerebbe la produzione di ovociti maturi.

Quanta maca dovrei assumere?
In Perù, maca è considerata un alimento e non è usata in piccole quantità.

Purtroppo sono molte le persone che credono che le erbe siano dei farmaci e ritengono che già piccole quantità possano avere effetto. Nella maggior parte dei casi ciò è falso. Di regola, i consumatori assumono troppo poco di gran parte delle erbe per avere i benefici che quelle erbe possono apportare. É molto rara l’erba che funziona in piccole dosi.

Per un utilizzo pari a quello peruviano, andrebbero assunte come minimo 6-10 capsule da 500 mg di maca in polvere al giorno, pari a 3000-5000mg di maca.

Fonte: www.naturmedica.com

Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stress.

VIGOR è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti NEI TRATTAMENTI PER LA DIFFICOLTÀ DI EREZIONE O DI IMPOTENZA MASCHILE.

È noto alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

CORDYCEPS SINENSIS È DEFINITO ANCHE IL FUNGO DELLA VIRILITÀ ed è un impareggiabile afrodiasiaco. un fungo Cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa 6 settimane.
Questo fungo è un parassita delle larve di piccole falene bianche che poi in estate diventa tipo l’erba, infatti secondo la leggenda le pecore che brucavano quest’erba erano più forti e sane.
Questo fungo oltre a migliorare la vita sessuale ha tante altre azioni benefiche ad esempio migliora l’efficenza del sistema immunitario, aiuta a combattere il freddo, fa dimagrire, tiene lontana la depressione, ha un’azione energizzante e combatte l’invecchiamento.

Il Cordyceps sinensis è un vero elisir. Innanzitutto consiglio l’acquisto in erboristeria, il prodotto è sottoposto a controlli scrupolosi e risponde a rigorosi protocolli sia di coltivazione biologica che di produzione europea e italiana certificate.

La cosa interessante è che le capsule di Cordyceps sinensis rispetto alla pillola blu (il viagra) hanno un’azione diversa, in entrambi i casi lo scopo è migliorare la vita sessuale, però mentre il viagra ha un effetto legato all’assunzione momentanea (senza citare poi gli effetti secondari possibili), il fungo della virilità migliora la situazione anche a lungo termine, gli effetti man mano diventano migliori e anche duraturi. Il segreto pare risieda nel bilanciamento dei linfociti Th1 e Th2.