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Funghi medicinali per migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.

L’ uso dei funghi medicinali come alimento o come integratore sta, negli ultimi decenni, diventando sempre più diffuso, sia da parte di medici, nutrizionisti e naturopati, sia da parte dei pazienti stessi che stanno apprendendo l’uso alimentare, tradizionale ed antico dei funghi medicinali che è quello di migliorare qualità e assimilabilità dei cibi.

Del resto, il loro uso terapeutico in oriente da centinaia di anni e le solide ed inconfutabili ricerche scientifiche moderne hanno suscitato l’interesse dei media e della stampa in particolare sulle possibilità terapeutiche offerte dai funghi medicinali edibili. Molta di questa eccitazione è stata generata da ricerche scientifiche prodotte in rapida successione in vari paesi del mondo: dal Giappone agli Usa, dalla Cina all’Inghilterra, dal Brasile alla Corea.

Da queste ricerche emergono dei dati univoci, ovvero che i funghi medicinali in toto, parti di essi od i loro estratti, hanno vari effetti benefici a livello organico. In particolare la maggior parte dei funghi medicinali agisce, ognuno in maniera specifica, ma tutti in generale su il metabolismo glucidico e lipidico, la chelazione di metalli pesanti, il riequilibrio del sistema immunitario e l’antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare.

E’ quindi ormai chiaro che i funghi medicinali possono sostanzialmente aiutare i pazienti in patologie per le quali la medicina ufficiale non ha proposte terapeutiche semplici o prive di effetti collaterali. Tra queste patologie possiamo includere:

diabete, ipercolesterolemia, aterosclerosi, cancro, virosi di vario tipo (epatite C, HPV, Herpes virus, Epstein virus … ), asma, allergie, etc …

I funghi medicinali hanno in comune le seguenti importanti funzioni più altre caratteristiche peculiari per ogni singola specie:

1) Stimolano le difese Immunitarie → Globuli bianchi, Anticorpi, Interferone

2) Aumentano la funzionalità depurativa del fegato in quanto contengono quasi tutti i 100-150 enzimi depurativi del fegato umano

3) Aumentano la forza del cuore e migliorano la circolazione: ↑ flusso arterie coronarie del cuore ↑ ossigenazione e nutrimento del cuore ↑ la fluidità del sangue, regolano la pressione

4) Aiutano a Dimagrire e a ridurre colesterolo grassi e glicemia in eccesso

5) Aumentano le energie Psico-Fisiche: – sono ottimi anti stress ed antifatica – ansiolitici ed antidepressivi, possono aiutare a ridurre o anche a sospendere gli psicofarmaci

6) Ripuliscono e rendono in salute il derma con vari effetti: – effetto cosmetico – antinfiammatorio efficace nelle dermatiti infiammatorie – antistaminico efficace nelle dermatiti allergiche

Visita anche la pagina MICOTERAPIA

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La Micoterapia a bassi dosaggi che segue le regole della natura

Immunomicoterapia

E’ un supporto immunologico a base di funghi medicinali che sfrutta i componenti attivi per bilanciare e sostenere la funzione immunitaria, supportando lo stato nutrizionale del consumatore garantendo una migliore qualità di vita. 

Il vantaggio di usare i funghi medicinali deriva dal fatto che sono “Super-Alimenti” funzionali adattogeni che lavorano in contemporanea su i 4 grandi sistemi di regolazione:

  • SISTEMA PSICHICO
  • SISTEMA ENDOCRINO
  • SISTEMA NERVOSO
  • SISTEMA IMMUNITARIO

L’equilibrio PNEI ( PsicoNeuroEndocrinolmmunologia ) è una condizione fondamentale per il mantenimento di un perfetto stato di salute.

Il Sistema Immunitario

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologiciterapie chemioterapicheantibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Unico metodo che rende biodisponibile per via orale il più potente betaglucano in natura del fungo Shiitake, con minor costi e massima efficacia

ß-D-Glucani 
I Funghi Medicinali svolgono attivita` adattogena o di Modificazione della Risposta Biologica (BRM). Questo avviene grazie al contenuto di ß-glucani che compongono la parete cellulare dei funghi. I ß-glucani sono polimeri lineari costituiti da unita` monomeriche di glucosio unite da legame ß-(1-3) e da ramificazioni ß-(1-6), aventi dimensioni variabili e che sono in grado di modulare l’attivita` del sistema immunitario[1][2].

I numerosi studi e ettuati hanno dimostrato che la loro attivita` sembra dipendere dalla dimensione e dalla complessita` strutturale: la prerogativa principale affinche´ vi sia una funzionalita` a livello siologico e` la conformazione dello scheletro polisaccaridico, ma soprattutto dalla tripla elica con avvolgimento destrorso (e sostituenti idro lici localizzati sulla superficie esterna della stessa).

E` stata dimostrata la loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica[3], stimolare la fagocitosi e la produzione di citochine specifiche[4][5].

L’azione protettiva dei ß-glucani e` dovuta alla loro capacita` di modulare la risposta immunitaria non-specifica, coinvolgendo diversi percorsi del sistema immunitario. D’altra parte, l’immunomodulazione specifica dei ß-glucani puo` attivare attraverso la via classica o alternativa il sistema del complemento, stimolare le cellule T e aumentare la produzione di anticorpi[6][7].

Questi percorsi includono l’attivazione dei macrofagi, la stimolazione del sistema reticoloendoteliale e l’attivazione delle cellule Natural Killer. I macrofagi sono il bersaglio principale per i ß-glucani che attivano queste cellule aumentandone dimensione e numero, stimolando la secrezione del fattore di necrosi tumorale (tNF) e aumentandone la fagocitosi degli antigeni. La stimolazione dei macrofagi avviene tramite il legame del ß-glucano con il recettore Toll-Like 2 (TRL2) e stimolazione della produzione di TNF-a per il percorso del Fattore Nucleare -kß (NF-kß)[6][7][10][11]. L’azione immunostimolante dei ß-glucani puo` anche essere associata alla loro capacita` di attivare i leucociti[8].

Il “Farmaco” più intelligente

Una risposta equilibrata del sistema immunitario è di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione di tutte le patologie.

Le cause di squilibri immunitari possono essere molteplici e di diversa natura e si verificano in seguito a: infiammazioni che con l’avanzare dell’età aumentano e cronicizzano, a trattamenti farmacologici, terapie chemioterapiche, antibiotiche, a uno stile di vita non corretto (mal nutrizione, fumo, alcool, mancata attività fisica, stress, ritmi frenetici della vita quotidiana), oppure a carenze vitaminiche e mineraliche dovute a una dieta poco differenziata e povera di nutrienti.

Bibliografia

 

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Punti di Forza LENTINex®

Punti di Forza LENTINex®

Lentinex®, il β-glucano GlycaNova, ricavato con un processo particolare di fermentazione del micelio del fungo Lentinula Edodes (Shiitake), conserva la configurazione a tripla elica, un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

unicita lentinex

Unicità di LENTINex®

La capacità di modulare l’immunità dipende strettamente dalla massa molecolare, dalla conformazione, dalla solubilità, dal grado e posizione delle sue ramificazioni.

1. Peso Molecolare

  • I β-glucani ad alto peso molecolare (prevalenti in natura) possono attivare direttamente i leucociti, stimolando la loro funzione fagocitica, antimicrobica, antivirale e citotossica[9].
  • I β-glucani di peso molecolare intermedio hanno un’attività biologica in vivo, ma gli effetti cellulari sono meno evidenti.
  • I β-glucani di basso peso molecolare sono generalmente considerati inattivi[9].

È importante considerare che un composto o un farmaco ad alto peso molecolare è difficilmente assorbibile; questo è dovuto all’ingombro sterico e ai numerosi gruppi funzionali che possono comporre la molecola e causare difficoltà nel superare il doppio foglietto fosfolipidico che compone la membrana plasmatica.

Il Lentinex ha un peso molecolare superiore a 104 Dalton.

2. Solubilità

Questo parametro è estremamente importante ed influenza attivamente la biodisponibilità di un determinato principio attivo.
Una bassa biodisponibilità si osserva comunemente con preparazioni orali poco idrosolubili che vengono assorbite troppo lentamente (per esempio compresse o capsule). Inoltre, un principio attivo polare o ionizzato non è in grado di superare efficacemente la membrana epiteliale.

Il Lentinex® è una soluzione acquosa di β-glucano (Lentinano β 1-3,1-6). La forma farmaceutica in fase liquida lo rende più assorbibile e gli consente di essere assunto per via sublinguale, saltando il sistema portale e il conseguente metabolismo epatico. Questo incide positivamente sulla biodisponibilità che risulta superiore rispetto a quanto si ottiene con altri prodotti a base di β-glucani in polvere.

3. Struttura a Tripla Elica

ll Lentinano è un β-glucano estratto dal micelio del fungo Shiitake che si è dimostrato essere la molecola attiva principale in grado di modulare efficacemente il sistema immunitario a basso dosaggio (low dose).

Questo β-glucano è composto da una catena glucosidica β-1,3 con ramificazioni β-1,6[13] ed è attiva se caratterizzata da una struttura a tripla elica in cui le singole catene si legano tra loro.

struttura tripla elica

Uno studio ha dimostrato che il lentinano a tripla elica ha mostrato l’attività antitumorale più alta in vivo, con un rapporto di inibizione del 49,5%, simile a quello del 5-fluorouracile (50,5%)[14] senza effetti collaterali indotti dalla terapia farmacologica.

Il Lentinex® è l’unico brevetto costituito esclusivamente da β-glucano Lentinano β 1-3,1-6, solubile, con struttura a tripla elica ad alto peso molecolare.

Lentinex from Netron on Vimeo.

Integrazione con un B-glucano solubile esportato dal fungo medicinale Shiitake, Lentinus edodes

(Clicca qui per accedere all’articolo completo)

Questo studio ha esaminato l’effetto e la sicurezza del β-glucano da L.edodes micelio, in soggetti sani e anziani.

Un totale di quarantadue soggetti sani (sia maschi che femmine) di età pari o superiore a 65 anni hanno partecipato a uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato con placebo e sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi trattati con LENTINEX ® da 2,5 mg / die o con placebo in cellulosa per via orale per sei settimane. Quando è stato analizzato un sottogruppo con valori di pretrattamento al di sotto della mediana di gruppo all’ingresso, è stata osservata una differenza statisticamente significativa nella risposta nelle cellule B

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L’ORO VERDE DELLA CALABRIA GRECA: IL BERGAMOTTO

L’ORO VERDE DELLA CALABRIA GRECA: IL BERGAMOTTO

Appartenenti alla stessa famiglia del colesterolo, i – fitosteroli -, a differenza del colesterolo che è presente solo negli alimenti di origine animale, sono presenti nelle piante e hanno effetto inverso. Pare infatti che possano ridurre l’assorbimento e quindi la concentrazione del colesterolo nel sangue.

bergamotto-fresco-proprieta

Citrus Bergamia Risso è il bergamotto, un innesto casuale di cedri, mandarini, limoni e aranci che fruttifica solo nella costa meridionale dello Jonio, grazie alla particolarità del microclima e del terreno. Più specificamente è giusto sottolineare che, lungo i cento chilometri di litorale tra Villa San Giovanni e Stilo, questo agrume produce un’essenza così forte, da fissare la fragranza dei migliori profumi del mondo.

Pare che il nome derivi dalla combinazione delle parole “pergamena” e “motta”, ovvero “difesa della pergamena” ma non è esclusa l’associazione con il termine Bey Armudi, cioè “Pero del Principe”, in allusione alla somiglianza con la pera bergamotta, una varietà dalla polpa succosa, acidula e profumata.

La sua prima attestazione sembra si possa far risalire al 1536, quando, in occasione del banchetto offerto dal cardinal Campeggi, in onore di Carlo V, furono serviti, Bergamini Confetti. Un sorbetto composto da una crema aromatizzata con bergamotto fu inventato, poco dopo, a Firenze da Bernardo Buontalenti, per Cosimo dei Medici.

Rifacendosi ai contadini dello Stretto di Messina che, dalla buccia di questo frutto ricavavano un olio essenziale, aromatizzante, purificante e curativo, Procopio dé Coltelli creò una particolare “acqua di bergamotto” che introdusse alla corte di Luigi XIV di Francia. Versailles se ne innamorò fin da subito, dal momento che era un efficace palliativo ai cattivi odori dell’epoca. Contemporaneamente, un mercante novarese, Gian Paolo Feminis, aveva avuto modo di comprendere l’efficacia dell’olio dell’agrume per fissare tutte le altre fragranze, rivelandosi un efficiente ingrediente per la profumeria. Emigrato in Germania, confezionò nel 1680 un unguento, l’aqua admirabilis, da cui nel 1704 si brevettarono le acque aromatiche che presero il nome della città tedesca. Era nata l’acqua di Colonia.

Da allora il bergamotto resta uno dei grandi prodotti basilari per la realizzazione del profumo. Il suo consumo fu tale che, a partire dal 1750, la costa reggina vide ricoprirsi di bergamotteti, necessari per andare incontro alla crescente domanda, nell’Ottocento estesa anche al mercato alimentare. Nel 1830, la ditta inglese Twining lanciò il suo più famoso tè, l’Earl Grey Tea, aromatizzato al bergamotto, attribuendo ingannevolmente al prodotto origini cinesi. Poco dopo l’agrume calabrese fu impiegato anche per la realizzazione delle Caramelle di Nancy e così fecero molte case di liquori inglesi, statunitensi e francesi. L’industrializzazione del processo di estrazione dell’olio essenziale dalla buccia di bergamotto inizia nel 1844 con l’invenzione della macchina calabrese da parte del reggino Nicola Barillà.

Prima di allora l’essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale, fatta assorbire da spugne naturali, collocate in appositi recipienti detti concoline.
Macchinari, processi di lavorazione antichi e moderni, insieme ad interessanti foto d’epoca sono esposti nel Museo del Bergamotto a Reggio Calabria, alle spalle del più noto Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Oggi sono 650 le aziende agricole coinvolte nel processo di produzione del bergamotto, 7.000 gli addetti e 1300 gli ettari ricoperti dall’agrume che nel 1999 ha ricevuto la denominazione D.O.P. Il suo impiego spazia dall’industria cosmetica a quella alimentare, dove il bergamotto viene utilizzato come aromatizzante di prodotti dolciari, di liquori e bevande dal gusto unico. Persino la buccia, rovesciata e trattata, è utilizzata per fare delle caratteristiche tabacchiere per il tabacco da pipa.

Recente è l’impiego nell’industria farmaceutica, derivante dalle proprietà dell’agrume nella cura di glicemia e colesterolo, grazie alla presenza di due flavonoidi, denominati brutieridina e melitidina. Somministrando una o più porzioni da 500 mg di estratto a individui con colesterolo alto, è stato infatti registrato l’aumento di colesterolo buono, di contro alla diminuzione di colesterolo cattivo.

Testo di Pasquale Faenza

 

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Le proprietà curative del bergamotto, in azione i flavonoidi naturali

Le proprietà curative del bergamotto, in azione i flavonoidi naturali

le proprietà curative del bergamotto si evidenziano specialmente nel succo di bergamotto naturale al 100%, hanno concreta azione in caso di escherichia coli, listeria innocua, bacillus subtilis, staphylococcus lactis, helicobacter pylori.

BERGAMOTTO-1

APIGENINA
Flavonoide naturale, con proprietà antiinfiammatorie, antiossidante, antiangiogeniche, antiallergico, antigenotossiche e anticancerose. Gli studi epidemilogici indicano che un’alimentazione ricca di flavoni ridurrebbe il rischio di alcune forme di cancro, in particolare, il cancro al seno, del tubo digerente, della pelle e della prostata. L’apigenina possiede proprietà chemio-preventive e antinfiammatorie, L’apigenina nei documenti medici ne evocano la regolarizzazione della pigmentazione, può essere di supporto per il trattamento della vitiligine.

DIOSMETINA
Studi effettuati su diabetici hanno constatato l’efficacia di questo flavone nel trattare l’iperglicemia, nel trattamento di alcune malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, antinfiammatorio. Gli usi clinici di questo flavonoide, l’uso è indirizzato per il trattamento degli strati di fragilità dei vasi sanguigni, trova pratica applicazione nell’insufficienza venosa cronica, nella terapia contro gli emorroidi interni ed esterni.

NARINGENINA
La letteratura attribuiscono a questo flavonoide un effetto bioattivo per la salute come antiossidante, scavenger dei radicali liberi, anti-infiammatorio, promoter del metabolismo dei carboidrati e modulatore del sistema immunitario. (Scavenger. letteralmente “spazzino” ha lo scopo di rimuovere le impurità indesiderate)

NEOESPERIDINA
Composto dal potere dolcificante e praticamente privo di apporto calorico, il composto chimico è utilizzato nella comunità Europea (codice E 959) come dolcificante, nel bergamotto è un composto naturale.

CRISERIOLO
Flavonoide naturale al quale si attribuisce la riduzione del gonfiore ed è catalizzatore per il metabolismo della cellulite.

I composti elencati  fanno parte delle attribuzione delle proprietà curative del bergamotto supportate da vari studi scientifici che ne descrivono ampiamente anche il comportamento sull’epitelio vascolare, sulla sindrome metabolica e nell’attività antiossidante.

Il questo articolo, come in tutto il contenuto del sito citrusbergamia.com si utilizzano testi, studi e ricerche, che non intendono determinare cura o soluzioni a malattie. Per questi motivi, il parere del medico rimane imprescindibile.

 

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Benefici della supplementazione di Pleurotus e Shiitake

Benefici della supplementazione di Pleurotus e Shiitake

Il fungo Lentinula edodes (Shiitake) e il fungo Pleurotus ostreatus (Orecchione), grazie alle loro proprietà probiotiche documentate (Bobek et al. 1991, Stamets 1993, Lasota and Karmaska 1994, Wasser and Weis 1999, Manzi and Pizzoferrato 2000, Wang et al. 2000, Smith at al. 2002, Rajewska and Baasiska 2004) e all’alto valore nutrizionale, sono consigliati in numerosi paesi come ideale supplemento alla normale dieta giornaliera (Lasota et al. 1992, Lasota and Florczak 1996, Kala and Svoboda 2000, Isiloglu et al. 2001, Florczak et al. 2004, Berna et al. 2006).

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A questo fungo sono state attribuite molte proprietà benefiche, sia nella medicina orientale, sia occidentale. Queste proprietà permettono la riduzione del colesterolo, l’abbassamento della pressione sanguigna, il rafforzamento del sistema immunitario per la difesa dell’organismo, contro patologie virali e tumorali, di migliorare la funzionalità epatica (Bobek et al. 1991, Wang et al. 2000, Mau et al. 2002, Rajewska and Baasiska 2004). Molti benefici sulla salute provengono dai diversi composti che questo fungo produce e che includono: il lentinano, l’eritadenina e l’L-ergotioneina (Lasota and Karmaska 1994, Smith at al. 2002, Rajewska and Ba?asi?ska 2004, Berna et al. 2006).

Il Lentinano ha mostrato diversi effetti sul cancro intestinale, del fegato, dello stomaco, ovarico e sul tumore al polmone. Questo composto stimola la produzione dei linfociti T e delle cellule Natural Killer e può potenziare l’effetto dell’AZT (Azidotimidina, un antineoplastico e antivirale) nel trattamento antivirale dell’AIDS. Lo Shiitake è ricco di diversi antiossidanti (selenio, acido urico, vitamina A, E, C), così come di vitamina D (Lasota and Florczak 1996, Mau et al. 2002, Florczak et al. 2004). Oltre a permettere di abbassare la pressione sanguigna in soggetti ipertesi e ridurre i livelli di colesterolo nel siero, stimola la produzione di interferone che ha effetti antivirali e si è dimostrato efficace, in alcuni casi, contro l’epatite (Lasota et al. 1992, Mau et al. 2002, Smith et al. 2002).

 Una lectina isolata dai corpi fruttiferi di Pleurotus ostreatus ha dimostrato attività antitumorale, in topi da laboratorio, nel sarcoma e nel tumore epatico (Wang et al. 2000). Diversi studi su animali, il fungo ostrica ha potenziato il turnover di colesterolo nel plasma del 50%, con la riduzione del 25% dei livelli di colesterolo nel fegato rispetto ai controlli (Bobek et al. 1991).

Altri studi sugli animali hanno mostrato significative riduzioni dei livelli di colesterolo nel siero e nel fegato quando i funghi essiccati e polverizzati sono stati inclusi nelle diete degli animali, anche in regimi alimentari ad alto contenuto di grassi e in animali con livelli elevati di colesterolo ereditario (Bobek et al. 1991).

Si ritiene che per gli individui, ad esclusione dei prodotti di origine animale dalla loro dieta, i funghi secchi Pleurotus ostreatus e Lentinula edodes possano essere una buona fonte di ferro, zinco e rame (Dwyer 1999, Kala? and Svoboda 2000, Isiloglu et al. 2001). Entrambi i funghi secchi hanno un alto contenuto di fibre alimentari, Fe, Cu, Mg, K e un basso contenuto di grassi, Na e Ca. Relativamente basso è l’assorbimento dei micronutrienti ad un valore di pH pari a 1.8, mentre l’alto assorbimento di Cu e Fe è stato osservato ad un pH di 8,7.

Questo ci indica che l’acidosi sistemica è un vero e proprio problema per chi vuole assumere i nutrienti derivanti da questi funghi; ecco perché, molto spesso, alla somministrazione di funghi medicinali viene prescritto un regime alimentare tale da ridurre o eliminare l’acidosi nell’organismo.

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Azione Antiossidante del Coprinus

Azione Antiossidante del Coprinus

Il Coprinus comatus, anche noto come fungo dell’inchiostro, è un fungo commestibile recentemente coltivato in Cina. Per le sue ottime proprietà nutrizionali, il gusto delizioso e l’aspetto particolare (simile a una “coscia di pollo”) è diventato un fungo molto apprezzato, tant’è che nel 2006 la sua produzione in Cina ha raggiunto le 382,000 tonnellate.

CoprinusComatus

Nei recenti anni sono emerse le diverse proprietà bioattive del fungo, quali gli effetti ipoglicemici, immunomodulanti, ipolipidici, antitumorali e antibatterici[1,2]. Numerosi studi hanno dimostrato che gli antiossidanti naturali delle piante sono correlati strettamente alle loro proprie bioattività, quali la riduzione delle malattie croniche e l’inibizione della crescita dei batteri patogeni, che sono spesso associati con l’eliminazione della propagazione dei radicali liberi nel sistema biologico. I corpi fruttiferi e miceli di diversi funghi hanno segnalato queste attività antiossidanti[3,4,5].

Più di cinquant’anni fa si è scoperto che il Coprinus comatus contiene ergotioneina, un particolare amminoacido con proprietà antiossidanti[6]e questa attività è stata confermata successivamente da Badalyan et al. nel 2003[7]. Le proprietà antiossidanti del corpo fruttifero, del micelio e del filtrato di fermentazione sono state riportate da Tsai et al.[8].

Un polisaccaride con selenio (SPS) isolato dal micelio di Coprinus comatus ha favorito un significativo calo del livello di malondialdeide (MDA) ed un importante aumento nelle attività degli antiossidanti enzimatici e nei livelli di antiossidanti non enzimatici nel fegato e nel rene dei topi diabetici[9]. Comunque ad oggi non sono state segnalate differenze nelle proprietà antiossidanti di cappello e gambo. Il cappello e il gambo possono essere separati con facilità. Dato che il cappello si auto-digerisce velocemente dopo la raccolta, poter separarlo dal gambo giova notevolmente alla lavorazione e all’utilizzazione del fungo. Oltre a questo, come già detto, dal fungo è stato possibile isolare un importantissimo composto naturale: l’ergotioneina (EGT). Da molto tempo si è visto che è possibile estrarre dai funghi (compresi i corpi fruttiferi e il micelio) diversi componenti bioattivi quali lovastatina, l’acido ?-aminobutirrico (GABA) e la stessa ergotioneina[10].

L’ergotioneina è un amminoacido solforato derivante dall’istidina, noto non solo per essere sintetizzati da alcuni tipi di funghi, micobatteri e cianobatteri, ma per il suo accumulo negli organismi superiori fino a livelli millimolari tramite un trasportatore cationico organico (OCTN-1)[11].

È ancora da stabilire il ruolo fisiologico di questo amminoacido; numerosi test in vitro ne hanno dimostrato le capacità antiossidanti e citoprotettive contro una vasta gamma di fattori di stress cellulare, ma un ruolo antiossidante in vivo deve ancora essere pienamente compreso. Uno studio ha reso nota la sua efficacia come antiossidante naturale per la pelle, dimostrandosi più efficace sia del coenzima Q che dell’idebenone nel neutralizzare direttamente l’azione dei radicali liberi e la protezione delle cellule contro il danno indotto dai ROS (specie reattive dell’ossigeno)[12]. Le proprietà di accumulo, distribuzione tissutale e neutralizzazione dei radicali gli conferiscono una potenziale antiossidante a livello fisiologico[13].

In uno studio del 2016 è stato dimostrato che l’ergotioneina, derivata dal Coprinus comatus, è in grado di inibire la mieloperossidasi (MPO), un enzima appartenente alla classe delle ossido riduttasi che causa la formazione di acido ipocloroso e acido ipobromoso, potenti ossidanti ad azione battericida. Diversi studi considerano la MPO una causa della progressione di diverse patologie a carattere infiammatorio. L’ergotioneina ha inibito l’azione della mieloperossidasi così come la formazione di 8-bromo-2′-deossiguanosina in vitro. La neutralizzazione dell’azione dell’acido ipobromoso si è dimostrata superiore sia a quelle di acido ascorbico che del glutatione. La somministrazione di Coprinus comatus ha inibito la risposta infiammatoria indotta da UV-B e l’alogenazione del DNA, suggerendo che EGT è un agente antiinfiammatorio promettente derivante dai funghi[14].

Fonti bibliografiche:

1. Bailey, C.J.; Turner, S.L.; Jakeman, K.J.; Hayes, W.A. Effect of Coprinus comatus on plasma glucose concentrations in mice. Planta Med. 1984, 50, 525–526.
2. Fan, J.M.; Zhang, J.S.; Tang, Q.J.; Liu, Y.F.; Zhang, A.Q.; Pan, Y.J. Structural elucidation of a neutral fucogalactan from the mycelium of Coprinus comatus. Carbohydr. Res. 2006, 341, 1130–1134.
3. Yang, J.H.; Lin, H.C.; Mau, J.L. Antioxidant properties of several commercial mushrooms. Food Chem. 2002, 77, 229–235.
4. Mau, J.L.; Chang, C.N.; Huang, S.J.; Chen, C.C. Antioxidant properties of methanolic extracts from Grifola frondosa, Morchella esculenta and Termitomyces albuminosus mycelia. Food Chem. 2004, 87, 111–118.
5. Lee, Y.L.; Jian, S.Y.; Lian, P.Y.; Mau, J.L. Antioxidant properties of extracts from a white mutant of the mushroom Hypsizigus marmoreus. J. Food Compos. Anal. 2008, 21, 116–124.
6. List, P.H. Occurrence of ergothioneine in shaggy-mane, Coprinus comatus. Arch. Pharm. Ber. Dtsch. Pharm. Ges. 1957, 62, 517–520.
7. Badalyan, C.M.; Gasparyan, A.V.; Garibyan, N.G. Investigation of the antioxidant activity of some basidial macromycetes. Mikol. Fitopatol. 2003, 37, 63–68.
8. Tsai, S.Y.; Tsai, H.L.; Mau, J.L. Antioxidant properties of Coprinus comatus. J. Food Biochem. 2009, 33, 368–389.
9. Yu, J.; Cui, P.J.; Zeng, W.L.; Xie, X.L.; Liang, W.J.; Lin, G.B. Protective effect of seleniumpolysaccharides from the mycelia of Coprinus comatus on alloxan-induced oxidative stress in mice. Food Chem. 2009, 117, 42–47.
10. Lin SY, Chen YK, Yu HT, Barseghyan GS, Asatiani MD, Wasser SP, Mau JL. Comparative study of contents of several bioactive components in fruiting bodies and mycelia of culinary-medicinal mushrooms. Int J Med Mushrooms. 2013;15(3):315-23.
11. Li RW, Yang C, Sit AS, Kwan YW, Lee SM, Hoi MP, Chan SW, Hausman M, Vanhoutte PM, Leung GP. Uptake and protective effects of ergothioneine in human endothelial cells. J Pharmacol Exp Ther. 2014 Sep;350(3):691-700. doi: 10.1124/jpet.114.214049. Epub 2014 Jul 14.
12. Dong KK, Damaghi N, Kibitel J, Canning MT, Smiles KA, Yarosh DB. A comparison of the relative antioxidant potency of L-ergothioneine and idebenone. J Cosmet Dermatol. 2007 Sep;6(3):183-8.
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14. Asahi T, Wu X, Shimoda H, Hisaka S, Harada E, Kanno T, Nakamura Y, Kato Y, Osawa T. A mushroom-derived amino acid, ergothioneine, is a potential inhibitor of inflammation-related DNA halogenation. Biosci Biotechnol Biochem. 2016 Feb;80(2):313-7. doi: 10.1080/09168451.2015.1083396. Epub 2015 Sep 4.

 

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Il Coprinus come supporto contro il cancro al seno

Il Coprinus come supporto contro il cancro al seno

E’ il più importante fungo con effetto antidiabetico; è ricco di vitamine e minerali, contiene gli amminoacidi essenziali ed un’elevata percentuale di proteine. Contiene il vanadio, minerale che ha un chiaro effetto ipoglicemizzante. Inoltre, il coprinus  riesce a chelare questo minerale che è un attivatore delle cellule beta del pancreas. Contiene anche potassio in elevate quantità, ma anche calcio, ferro, rame e zinco.

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Il Coprinus comatus è un fungo commestibile, comune in tutto il mondo, appartenente all’ordine delle Agaricales e alla famiglia delle Agaricaceae. Facilmente identificabile dal suo aspetto perché con l’invecchiamento la cappella annerisce, si apre ed assume un colore nerastro e deperisce. Per questo motivo prende il soprannome di “fungo dell’inchiostro”. Quando è ancora giovane e immaturo, il fungo è commestibile, di color bianco e ricoperto di squame. La cappella è di 3-6 centimetri, di forma ovale e gambo sottile. È diffuso in Gran Bretagna e in Irlanda, in tutta l’Europa continentale, dalla Scandinavia fino al bordo meridionale della Penisola Iberica e le coste del Mediterraneo. È possibile trovarlo anche in Nord America.

Tra le sue virtù principali si annovera l’effetto antidiabetico, con un’efficace riduzione della glicemia conseguente alla sua somministrazione, ma un recente studio del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Ambientale dell’Università di Haifa, in Israele, dimostra che questo fungo può essere utile in caso di cancro al seno (cellule MCF-7). Questo tipo di cancro è il tipo di tumore maligno più comune diagnosticato tra le donne. In questo studio è stato utilizzato il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, H2O2), un noto reagente ossidante in grado di attivare il complesso proteico funzionante come fattore di trascrizione (NF-kB). Questo complesso si trova in tutti i tipi di cellule e controlla la trascrizione del DNA, la produzione delle citochine e la sopravvivenza delle cellule; è coinvolto nella risposta cellulare a stimoli come lo stress, le citochine, i radicali liberi, l’irradiazione ultravioletta, e le infezioni batteriche o virali[1],[2],[3],[4],[5].

L’NF-kB è coinvolto nella regolazione della risposta immunitaria alle infezioni. Una regolazione non corretta di questo complesso proteico è stato collegato al cancro, alle patologie infiammatorie e autoimmuni, allo shock settico, alle infezione virale e lo sviluppo immunitario improprio.

L’estratto di acetato di etile del Coprinus comatus ha influenzato significativamente la fosforilazione della proteina IkBalfa, facente parte di questo complesso, in modo dose-dipendente, ed evitando che l’NF-kB attivo venga traslocato nel nucleo, si leghi al DNA e porti alle varie modificazioni conformazionali della cellula. L’effetto dell’estratto è stato paragonabile all’effetto della curcumina, un noto inibitore del pathway del complesso NF-kB e sembra essere il più attivo inibitore della fosforilazione dell’IkBalfa, H2O2 dipendente. Inoltre, i dati ottenuti hanno mostrato che solo l’estratto di acetato di etile ha inibito l’attività del complesso IKK (proteina chinasi che fosforila il IkBalfa) di quasi il 90% rispetto al controllo del campione non trattato. Questi risultati suggeriscono che il Coprinus comatus contiene potenti composti capaci di inibire la funzione dell’NF-kB e possibilmente agisce come un agente antitumorale[6].

Fonti Bibliografiche.

    1. TD. Gilmore, The Rel/NF-kappaB signal transduction pathway: introduction. in Oncogene, vol. 18, nº 49, novembre 1999, pp. 6842-4, DOI:10.1038/sj.onc.1203237, PMID 10602459.
    2. BC. Albensi, MP. Mattson, Evidence for the involvement of TNF and NF-kappaB in hippocampal synaptic plasticity. in Synapse, vol. 35, nº 2, febbraio 2000, pp. 151-9, DOI:10.1002/(SICI)1098-2396(200002)35:2151::AID-SYN83.0.CO;2-P, PMID 10611641.
    3. R. Sen, D. Baltimore, Multiple nuclear factors interact with the immunoglobulin enhancer sequences. in Cell, vol. 46, nº 5, agosto 1986, pp. 705-16, DOI:10.1016/0092-8674(86)90346-6, PMID 3091258.
    4. NFKB1 nuclear factor of kappa light polypeptide gene enhancer in B-cells 1 [Homo sapiens] – Gene – NCBI.
    5. NFKB2 nuclear factor of kappa light polypeptide gene enhancer in B-cells 2 (p49/p100) [Homo sapiens] – Gene – NCBI.
    6. Asatiani MD, Wasser SP, Nevo E, Ruimi N, Mahajna J, Reznick AZ. The Shaggy Inc Cap medicinal mushroom, Coprinus comatus (O.F.Mull.: Fr.) Pers. (Agaricomycetideae) substances interfere with H2O2 induction of the NF-kappaB pathway through inhibition of Ikappaalpha phosphorylation in MCF7 breast cancer cells. Int J Med Mushrooms. 2011;13(1):19-25.

 

 

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Azione prebiotica dello Shiitake

Azione prebiotica dello Shiitake

I prebiotici sono ogni sostanza che, presente nel cibo, non viene assorbita dall’organismo ma è in grado di stimolare selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri benefici presenti nel colon.

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I prebiotici più conosciuti e studiati sono gli oligosaccaridi e i polisaccaridi.

La fermentazione di prebiotici ad opera della microflora intestinale crea condizioni ambientali favorevoli per la crescita dei simbionti ed ostili per lo sviluppo di microrganismi patogeni. Di conseguenza, si ottiene una diminuzione della flora “nemica” e dei suoi metaboliti tossici (ammoniaca, amine biogene, nitrosamine, ecc.) che, quando presenti in concentrazioni eccessive, favoriscono l’infiammazione della mucosa e ne alterano la permeabilità, con ripercussioni negative sulla salute dell’intero organismo.

I prebiotici favoriscono la salute del Microbiota, l’insieme di microorganismi simbiontici presenti nell’intestino che gioca un ruolo cruciale per una digestione sana e una corretta funzionalità del sistema immunitario.

Prerogativa essenziale per una corretta funzionalità del sistema immunitario è che il Microbiota sia equilibrato e in salute.

I tessuti immunitari nel tratto gastroenterico costituiscono la frazione più ampia e complessa del sistema immunitario umano. La mucosa intestinale è una superficie ampia che riveste l’intestino ed è esposta ad antigeni ambientali patogeni (che causano malattia) e non patogeni (sostanze che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi). Nel lume intestinale, i microrganismi hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo di un sistema immunitario forte e bilanciato. Le alterazioni nel microbiota intestinale di un individuo possono aumentare il rischio di infezioni da patogeni opportunisti.

Per mantenere in salute il microbiota è indispensabile assumere prebiotici, ogni sostanza che, presente nel cibo, non viene assorbita dall’organismo ma è in grado di stimolare selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri benefici presenti nel colon. I prebiotici più conosciuti e studiati sono gli oligosaccaridi e i polisaccaridi. La fermentazione di prebiotici ad opera della microflora intestinale crea condizioni ambientali favorevoli per la crescita dei simbionti ed ostili per lo sviluppo di microrganismi patogeni.

Di conseguenza, si ottiene una diminuzione della flora “nemica” e dei suoi metaboliti tossici (ammoniaca, amine biogene, nitrosamine, ecc.) che, quando presenti in concentrazioni eccessive, favoriscono l’infiammazione della mucosa e ne alterano la permeabilità, con ripercussioni negative sulla salute dell’intero organismo.

Molti virus, entrando con gli alimenti, s’impiantano prima di tutto nell’intestino e, di conseguenza, uno squilibrio della flora batterica diminuisce le difese del sistema immunitario facilitando la comparsa di malattie. Sempre più evidenze scientifiche mostrano quanto l’apparato intestinale sia importante per mantenersi in salute.

Lo Shiitake (Lentinula edodes), un fungo impiegato in Medicina Tradizionale Cinese (MTC), è un efficace prebiotico in grado di mantenere l’equilibrio del Microbiota e sostenere la risposta immunitaria.

Ha un alto valore nutrizionale, ricco di proteine (il contenuto di queste corrisponde a circa il 17,5% del totale di materia secca), contiene nove amminoacidi essenziali. Un eteropolisaccaride (L2) isolato dal corpo fruttifero di questo fungo può invertire la composizione alterata della flora intestinale e ripristinare la risposta immunitaria.

Altre ricerche hanno dimostrato che la Lentinula edodes stimola il sistema immunitario, possiede proprietà antibatteriche e antivirali. In particolare, sembra essere in grado di interferire con la gemmazione e il montaggio del nucleocapside virale.

Fonti bibliografiche

Carneiro AA, Ferreira IC, Dueñas M, Barros L, da Silva R, Gomes E, Santos-Buelga C. Chemical composition and antioxidant activity of dried powder formulations of Agaricus blazei and Lentinus edodes. Food Chem. 2013 Jun 15;138(4):2168-73. doi: 10.1016/j.foodchem.2012.12.036. Epub 2012 Dec 29.
Hirasawa M, Shouji N, Neta T, Fukushima K, Takada K.Three kinds of antibacterial substances from Lentinus edodes (Berk.) Sing. (Shiitake, an edible mushroom). Int J Antimicrob Agents. 1999 Feb;11(2):151-7.
Xu X, Yang J, Ning Z, Zhang X. Lentinula edodes-derived polysaccharide rejuvenates mice in terms of immune responses and gut microbiota. Food Funct. 2015 Aug;6(8):2653-63. doi: 10.1039/c5fo00689a. Epub 2015 Jul 2.
Angélica T. Vieira, Mauro M. Teixeira, and Flaviano S. Martins. The Role of Probiotics and Prebiotics in Inducing Gut Immunity. Front Immunol. 2013; 4: 445. Published online 2013 Dec 12. doi: 10.3389/fimmu.2013.00445. PMCID: PMC3859913
Klaenhammer TR, Kleerebezem M, Kopp MV, Rescigno M. The impact of probiotics and prebiotics on the immune system. Nat Rev Immunol. 2012 Oct;12(10):728-34. doi: 10.1038/nri3312.

 

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Succo di bergamotto: un valido aiuto contro il colesterolo e non solo

Ci sono agrumi come il Bergamotto che possono essere utilizzati nel controllo del colesterolo. Come le statine, il bergamotto potrebbe essere utilizzato con efficacia per ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” e aumentare quelli di colesterolo “buono”.

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Lo studio italiano

Non tutti ottengono benefici dalle statine nel ridurre e controllare il colesterolo LDL, o cattivo. In più, un recente studio del George Centre for Healthcare Innovation presso l’Università di Oxford (Uk) ha messo in evidenza come, sempre le statine, non riducano il rischio di formazione di coaguli nel sangue – che sono in genere causa di trombi. Infine, le statine, quali farmaci possono cagionare effetti collaterali e indesiderati.

Per tutti coloro che non vogliono, non possono o non ottengono benefici dalle statine, ecco che un’alternativa potrebbe trovarsi nel frutto di Bergamotto. Lo ha suggerito uno studio condotto dai ricercatori italiani dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, e i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica International Journal of Cardiology.

Il bergamotto sarebbe dunque capace di ridurre i livelli di colesterolo LDL, e far aumentare al contempo quelli di colesterolo HDL. Dette proprietà, potrebbero anche essere sfruttare per i pazienti con malattie cardiovascolari che potrebbero così ridurre le dosi di farmaci per il cuore, ipotizzano i ricercatori.

Lo studio è stato condotto su 237 pazienti che sono stati invitati a consumare un frutto al giorno per 30 giorni. Al termine del test, i ricercatori hanno potuto constatare che i livelli di colesterolo LDL erano scesi del 38%.

Il bergamotto è conosciuto ai più per il suo utilizzo in cosmetica e profumeria: è infatti un ingrediente di molti profumi e un conservante, nonché un antisettico. Si usa anche in alimentazione nella preparazione di dolci e altri cibi aromatizzati. Assai noto è poi un tipo di tè chiamato “Earl Grey” che contiene proprio questo aroma. Ma, come visto, il bergamotto può avere altri pregi che non solo il suo profumo.

Il succo di bergamotto nella prevenzione della patologia cardiovascolare

Il padre della medicina, Ippocrate, con l’aforisma ” Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo ” aveva, sin dall’antichità, evidenziato il rapporto tra alimentazione e benessere dell’individuo. Il termine “Nutraceutico” fu coniato negli anni ‘80 dal Dott. Stephen L. De Felice, fondatore della FIM ( Foundation for Innovation in Medicine ), ad indicare un alimento” o parte di alimento che fornisce benefici medici o salutari, inclusa la prevenzione o il trattamento della malattia.

Negli anni a seguire si è visto che dall’addizione di alcune sostanze salutari presenti negli alimenti si possono ottenere effetti positivi sulla salute dell’individuo, come gli Omega 3 nel latte o le vitamine nei fiocchi di cereali. In tal modo alle virtù di questi alimenti si sommano quelle degli acidi grassi polinsaturi, ottenendo così dei nutraceutici o alimenti funzionali ricchi di molecole salutari.

Tra i vari fitoterapici ad azione antiossidante utilizzati attualmente per la prevenzione e il trattamento di varie patologie metaboliche trova posto il bergamotto (Citrus bergamiache è una pianta endemica della Calabria, il cui succo presenta un’alta concentrazione di flavonoidi che possiedono proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e vasoprotettive,nonché ipolipemizzanti ed ipoglicemizzanti. In particolare, alcuni di essi agirebbero sulla sintesi intraepatica dei trigliceridi, inibendola, e sulla risposta intracellulare all’insulina, migliorandone il segnale.

Molta attenzione si è posta all’utilizzo del bergamotto come nutraceutico da impiegare nel trattamento dell’ipercolesterolemia lieve ed in caso di intolleranza alle statine, così come in associati stati di disglicemia.

Per quanto riguarda gli effetti sull’assetto lipidico, i derivati di due flavonoidi contenuti nel succo di bergamotto, esperetina e naringenina, possedendo una struttura simile al substrato dell’enzima HMG-CoA reduttasi epatica, lo inibiscono comportandosi come delle statine; anche il derivato glicosidico della naringenina, la naringina, inibisce tale enzima. Ne deriva che il succo di bergamotto riduce i livelli di colesterolo totale.

Inoltre, studi in vitro suggeriscono che la naringenina e l’esperetina riducono l’attività dell’enzima acil CoA: colesterolo aciltransferasi (ACAT), inibendo l’assemblamento delle lipoproteine.

Si hanno pure effetti sui trigliceridi sierici in quanto la esperetina riduce l’attività di un enzima chiave nella sintesi epatica dei trigliceridi, la fosfatidico fosfoidrolasi (PAP).

Un’altra proprietà da tenere in considerazione del succo di bergamotto è la sua attività ipoglicemizzante. In particolare, la naringenina, come altri polifenoli, incrementa l’attività dell’AMP chinasi (AMPK) e l’ uptake di glucosio nel muscolo e a livello epatico, il che si traduce in un miglioramento della sensibilità all’insulina e della tolleranza glicidica.

Per quanto riguarda l’azione sull’endotelio, i flavonoidi contenuti nel bergamotto, incrementando l’attività di alcuni enzimi ad azione antiossidante, limitano la produzione di radicali liberi dell’ossigeno nella parete vasale e insieme ad una ben nota proprietà antiinfiammatoria, migliorano la produzione endoteliale di ossido nitrico.

Fonti :
https://www.medicinalive.com
https://www.lastampa.it
https://donna.libero.it
Cuore e Vasi Anno XXXV n.2 – giugno 2013

 Tesi di laurea specialistica: Analisi ed attività farmacologica del succo di Citrus bergamia Risso