Omega 3 e telomeri

Omega 3 e telomeri – effetto anti-aging

Gli acidi grassi essenziali vengono definiti in questo modo perché non possono essere sintetizzati dal nostro organismo ed è, dunque, indispensabile che vengano forniti con l’alimentazione. Sono definiti, inoltre, poliinsaturi perché la loro catena comprende vari doppi legami, e si dividono un due grosse famiglie: acidi grassi polinsaturi Omega6 e acidi grassi polinsaturi Omega3.

Gli acidi grassi Omega 3 più comuni sono cinque:

Alfa-linolenico (18:3 omega-3);

Eicoisapentenoico (20:5 omega-3) EPA;

Docosapentenoico (22:5 omega-3);

Docosaesaenoico (22:6 omega-3) DHA.

Gli acidi grassi polinsaturi Omega6 sono di origine vegetale, mentre gli acidi grassi polinsaturi Omega3 sono prevalentemente di origine ittica, ma si trovano anche nel regno vegetale in noci, semi di lino e olio di semi di lino, alghe e legumi.

I popoli eschimesi della Groenlandia che mangiano cibo con alto contenuto di acidi grassi omega 3 hanno un ridotto livello ematico di colesterolo e trigliceridi, così come hanno un alto contenuto di lipoproteine ad alta densità (HDL) del colesterolo che proteggono le placche ateromatose, evitando così l’occlusione di importanti vasi sanguigni e i conseguenti problemi di salute. I Giapponesi che vivono lungo le coste hanno una dieta simile e simili risultati.

Nuovi dati della letteratura scientifica supportano “in modo schiacciante” i benefici degli acidi grassi omega-3 sulla lunghezza dei telomeri, considerati un marker dell’invecchiamento biologico.

Un recente studio* pubblicato sulla rivista “Nutrients” lo conferma ancora una volta.

I telomeri, sequenze di DNA all’estremità dei cromosomi che si accorciano quando le cellule si replicano e invecchiano, non sono sempre correlati all’età cronologica e ci sono prove che suggeriscono che l’accorciamento dei telomeri possa essere modificabile da fattori dello stile di vita.

Gli autori dello studio, cioè scienziati dell’Istituto di genetica e biotecnologia animale dell’Accademia polacca delle scienze dei nutrienti, spiegano:

“I fattori fortemente associati all’accorciamento e alla disfunzione accelerati dei telomeri sono lo stress ossidativo e l’infiammazione”,

“La capacità degli acidi grassi omega-3 di ridurre questi effetti negativi è correlata non solo al loro ben documentato effetto benefico su una serie di malattie dello ‘stile di vita’, ma anche ai loro effetti benefici sulla biologia dei telomeri.

“L’uso di acidi grassi omega-3 per ridurre l’attrito accelerato dei telomeri e, di conseguenza, contrastare l’invecchiamento precoce e ridurre il rischio di malattie legate all’età solleva grandi speranze”

L’invecchiamento e la durata della vita delle cellule normali e sane sono legati al cosiddetto meccanismo di accorciamento della telomerasi, che limita le cellule a un numero fisso di divisioni.

Durante la replicazione cellulare, i telomeri funzionano assicurando che i cromosomi della cellula non si fondano tra loro o non si riorganizzino, il che può portare al cancro.

Elizabeth Blackburn, una pioniera dei telomeri presso l’Università della California a San Francisco, ha paragonato i telomeri alle estremità dei lacci delle scarpe, senza i quali il laccio si sarebbe disfatto.

Ad ogni replicazione i telomeri si accorciano e quando i telomeri sono completamente consumati, le cellule vengono distrutte (apoptosi).

L’accorciamento o attrito dei telomeri è stato elencato come uno dei nove segni distintivi dell’invecchiamento in un articolo fondamentale pubblicato su Cell nel 2013 da Carlos López-Otín et al .

Telomeri

“Un fattore inversamente correlato alla lunghezza dei telomeri è lo stress cronico, sia durante il periodo prenatale che durante l’infanzia, così come nella vita adulta”, hanno scritto gli scienziati polacchi in Nutrients.

“Anche depressione, fumo, obesità e consumo di alcol accelerano l’attrito dei telomeri.

“È interessante notare che le restrizioni dietetiche e l’aumento degli antiossidanti dietetici proteggono dall’accorciamento dei telomeri. In questo contesto, gli acidi grassi omega-3 sono importanti composti alimentari che, a causa delle loro proprietà biochimiche, possono influenzare la biologia dei telomeri “

La loro nuova revisione della letteratura scientifica includeva sette studi che indicavano, in generale, che gli acidi grassi omega-3 possono svolgere un ruolo nella biologia dei telomeri.

Tali risultati, tuttavia, mostrano semplicemente una correlazione e non una causalità, il che ha portato i ricercatori a eseguire studi dietetici randomizzati utilizzando integratori di omega-3.

I ricercatori con sede in Polonia hanno riportato quattro di questi studi di intervento, che sono stati eseguiti in una serie di popolazioni, comprese le madri e i loro bambini, persone con insufficienza renale cronica, anziani affetti da lieve deterioramento cognitivo e sani, in sovrappeso, di mezza età e anziani le persone.

Le dosi utilizzate variavano da poco più di un grammo al giorno a quattro grammi al giorno di acidi grassi omega-3.

I dati degli studi randomizzati erano un miscuglio, con alcuni che indicavano un potenziale beneficio e altri che non trovavano effetti.

I revisori hanno anche cercato nella letteratura scientifica dati provenienti da studi sugli animali e hanno trovato tre studi che hanno mostrato un beneficio dall’integrazione di omega-3 nella dieta.

“Sebbene i risultati degli studi trasversali e randomizzati presentati sull’uomo e sui roditori non siano del tutto coerenti, il numero schiacciante di essi ha dimostrato gli effetti benefici degli acidi grassi omega-3 sulla lunghezza dei telomeri”, hanno scritto i revisori.

I fattori fortemente associati all’accorciamento e alla disfunzione accelerati dei telomeri sono lo stress ossidativo e l’infiammazione.

La capacità degli acidi grassi omega-3 di ridurre questi effetti negativi è correlata non solo al loro ben documentato effetto benefico su una serie di malattie dello “stile di vita”, ma anche ai loro effetti benefici sulla biologia dei telomeri, che sono entrambi sollevati in questa recensione .

L’uso degli acidi grassi omega-3 è indiscutibilmente utile per ridurre l’attrito accelerato dei telomeri e, di conseguenza, contrastare l’invecchiamento precoce e ridurre il rischio di malattie legate all’età.

Fonte: Kiecolt-Glaser JK, Epel ES, Belury MA, Andridge R, Lin J, Glaser R, Malarkey WB, Hwang BS, Blackburn E.“Omega-3 fatty acids, oxidative stress, and leukocyte telomere length: A randomized controlled trial”. Brain Behav Immun. 2013 Feb;28:16-24.

Fonte scientifica: QUI o QUI

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collagene

Il collagene è una proteina che dà struttura alle parti più importanti del tuo corpo (come la pelle e le ossa). Senza, saresti fondamentalmente un grumo di sostanza appiccicosa.

Con l’avanzare dell’età, il tuo corpo crea meno di questo utile elemento costitutivo e potresti iniziare a notare i segni di questo normale rallentamento se avverti rughe o dolori articolari.

Significa che gli integratori di collagene sono la fonte della giovinezza?

No. Non sono una pozione magica.

Ma ci sono alcune prove scientifiche che l’assunzione di collagene extra può aiutarti.

Cos’è il collagene?

Il collagene  è una proteina fondamentale che fornisce struttura alle parti del tuo corpo. Crea una struttura rigida tra le cellule della pelle, le ossa, la cartilagine e i tendini. Fornisce anche struttura ai tuoi organi, muscoli e arterie.

Quali tipi di collagene ci sono?

In totale ce ne sono 28 tipi diversi che si distinguono per composizione, struttura e funzione. I più importanti sono i tipi I, II e III:

  • tipo I – rappresenta il 90% del collagene presente nell’organismo e fornisce la struttura a pelle, ossa, tendini, cartilagini, denti e tessuto connettivo.
  • tipo II – questo collagene, definito anche nativo, si trova nella cartilagine elastica a livello delle articolazioni, ed ha lo scopo di ammortizzare gli urti.
  • tipo III – ha la principale funzione di supportare muscoli, organi e arterie.

Se hai una carenza di vitamina C o determinate condizioni mediche (come l’osteogenesi imperfetta -fragilità scheletrica- o la sindrome di Ehlers-Danlos cioè ipermobilità articolare, la produzione di collagene del tuo corpo potrebbe essere compromessa.

Il collagene è importante, ma l’età, l’alimentazione, i fattori ambientali e le malattie possono influenzare il modo in cui il tuo corpo lo produce.

La carenza di produzione di collagene, da parte dell’organismo, può comportare:

  • Perdita o assottigliamento dei capelli;
  • Cellulite;
  • perdita della lucentezza e del colore naturale della pelle;
  • Occhiaie e borse sotto gli occhi accentuate;
  • Dolori alle giunture;
  • Rash cutanei;
  • Debolezza muscolare;
  • Mal di testa.

È qui che entrano in gioco gli integratori di collagene.

Ecco una carrellata di ciò che i ricercatori hanno scoperto su come può aiutare un’integrazione di collagene:

  1. Aiuta la tua pelle ad essere più lucida e piena.

La perdita di collagene porta al cedimento caratteristico e alle rughe associate all’invecchiamento. Livelli più bassi di acido ialuronico significano anche che sperimenterai una pelle più secca, che non è una grande barriera tra la tua carne tenera e il mondo esterno.

L’ uso di prodotti topici con peptidi di collagene (o idrolizzati) migliora la funzione della pelle come barriera per trattenere le cose buone e quelle cattive. Possono anche aiutare il tuo corpo a produrre collagene e acido ialuronico.

Uno studio del 2015 suggerisce che l’assunzione di integratori di peptidi di collagene potrebbe ridurre le rughe e aumentare l’idratazione della pelle. Dopo solo 4 settimane, la pelle presentava più collagene e una minore rottura della rete di collagene.

In un altro studio del 2015 , anche una bevanda contenente collagene, vitamine e minerali si è dimostrata promettente. Ha contribuito a ridurre la profondità delle rughe del viso e a migliorare l’idratazione e l’elasticità della pelle nelle donne in postmenopausa.

Gli studi in corso stanno esplorando i meccanismi nutrizionali coinvolti nel miglioramento della fisiologia e dell’aspetto della pelle.

  1. Promuove una cartilagine sana per articolazioni comode

L’idrolizzato di collagene (noto anche come peptide di collagene) stimola la produzione di collagene nella cartilagine e in altri tessuti. L’osteoartrite è una condizione degenerativa che provoca dolore e perdita di funzionalità delle articolazioni.

In una revisione del 2016 di nove studi (su esseri umani, animali e cellule umane in laboratorio), i ricercatori hanno concluso che l’idrolizzato di collagene potrebbe aiutare con l’osteoporosi e l’osteoartrite. Può anche aumentare la densità minerale ossea, proteggere la cartilagine e alleviare il dolore.

  1. Rinforza i muscoli

In uno studio del 2015 con 53 partecipanti maschi adulti più anziani, i soggetti hanno assunto integratori di collagene e hanno fatto un programma di allenamento di resistenza 3 volte a settimana per 12 settimane.

Il gruppo di test ha aumentato la massa corporea magra e la forza muscolare, diminuendo la massa grassa.

Ma non funziona solo per le persone anziane. Uno studio del 2019 su 77 donne in premenopausa ha avuto risultati simili.

I partecipanti che hanno assunto collagene durante l’allenamento della forza per 12 settimane hanno avuto guadagni in massa magra e forza superiori a quelli del gruppo placebo.

Un altro studio del 2019 su 57 giovani uomini attivi ha mostrato un aumento della massa muscolare dopo 12 settimane di integratori di collagene e allenamento di resistenza.

  1. Previene l’aterosclerosi

L’aterosclerosi è una condizione causata dall’accumulo di placca sulla parete interna di un’arteria. Di solito non ha sintomi fino alla rottura di una placca che potrebbe essere pericolosa per la tua vita.

Come potrebbe avvenire questo tipo di rottura? Il collagene può svolgere un ruolo. Se il collagene intorno alla placca diventa meno resistente alla tensione, la placca diventa meno stabile e le placche con più collagene sono meno vulnerabili alla rottura.

Uno studio del 2017 ha indicato che gli integratori di tripeptidi di collagene possono aiutare a prevenire e curare l’aterosclerosi. Nello studio, 32 soggetti sani hanno assunto l’integratore ogni giorno per 6 mesi. I loro rapporti tra colesterolo HDL (“buono”) e colesterolo LDL (“cattivo”) sono migliorati insieme ad altri marker per l’aterosclerosi.

  1. Riduce il dolore

In uno studio del 2017 , 139 atleti con dolore al ginocchio hanno assunto peptidi di collagene o un placebo per 12 settimane.

I partecipanti che assumevano peptidi di collagene avevano dolore meno intenso durante l’attività e avevano bisogno di meno interventi aggiuntivi (come terapia fisica o impacchi di ghiaccio) per trattare il loro dolore.

Inoltre, uno studio del 2021 su 90 persone di età compresa tra 40 e 65 anni ha rilevato che un integratore di collagene riduceva il dolore articolare e la rigidità meglio di un placebo.

  1. Costruisce le tue ossa

L’osteoporosi è una malattia che causa una riduzione della massa ossea e ciò può rendere le ossa fragili. Ma è possibile combattere questa condizione.

Una revisione del 2016 della ricerca su esseri umani, animali e cellule umane nei laboratori ha concluso che gli integratori di collagene possono essere utili per l’osteoporosi.

In uno studio del 2018 , 131 donne in postmenopausa hanno assunto un integratore giornaliero di collagene per 12 mesi. Hanno visto un aumento significativo della densità minerale ossea nelle loro spine e femori. Lo studio ha anche riscontrato un miglioramento negli indicatori che suggeriscono una migliore formazione ossea e un ridotto deterioramento osseo.

  1. Rinforza le tue unghie

Un piccolo studio del 2017 con 25 partecipanti suggerisce che l’assunzione di peptidi di collagene per via orale può aiutare le unghie a crescere più velocemente e renderle meno soggette a rotture.

Fonte: Steve Zanardi- Coral Club

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il   parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai   consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Letteratura scientifica

Effetti dell’integrazione di collagene idrolizzato su allenamento muscolare.

Ruolo anti-infiammatorio nell’artrite post-traumatica.

Miglioramenti sulla pelle via integrazione orale.

Uno studio sugli effetti sulla pelle.

Capacità anti-invecchiamento del collagene.

Effetti positivi sulle giunture degli atleti.

Ruolo del collagene idrolizzato nella salute delle ossa e dei legamenti.

Gli effetti sulla salute dei muscoli.

Bibliografia

Marine collagen: a promising biomaterial for wound healing, skin anti-aging, and bone regeneration. Mar Drugs. 2022 Jan 10;20(1):61.

Effects of hydrolyzed collagen supplementation on skin aging: a systematic review and meta-analysis. Int J Dermatol. 2021 Dec;60(12):1.449-1.461.

Oral supplementation with hydrolyzed fish cartilage improves the morphological and structural characteristics of the skin: a double-blind, placebo-controlled clinical study. Molecules. 2021 Aug 12;26(16):4.880.

A randomized, triple-blind, placebo-controlled, parallel study to evaluate the efficacy of a freshwater marine collagen on skin wrinkles and elasticity. J Cosmet Dermatol. 2021 Mar;20(3):825-834.

Collagen supplementation for skin health: a mechanistic systematic review. J Cosmet Dermatol. 2020 Nov;19(11):2820-2829.

 

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La polidatina (trans-resveratrol-3-O-glucoside) è un composto naturale appartenente alla classe degli stilbeni, della famiglia dei polifenoli. E’ possibile estrarla dalle radici della pianta di Poligonum Cuspidatum, originaria dell’Asia ma attualmente molto diffusa anche in America ed Europa.

La polidatina è considerata la molecola “gemella” del resveratrolo: i due stilbeni, infatti, differiscono solamente per una molecola di glucosio presente nella polidatina, differenza che la rende maggiormente solubile, più resistente agli attacchi enzimatici e migliore dal punto di vista dell’assorbimento intestinale e della biodisponibilità. Grazie alla sua elevata solubilità in acqua, la polidatina può anche essere somministrata per via parenterale, prestandosi ad una migliore utilizzazione farmacologica.

Utilizzi della polidatina

Resveratrolo e polidatina sono caratterizzati circa dagli stessi effetti biologici, solo che quest’ultima risulta essere decisamente più potente, grazie alla differenza strutturale che la rende molto più assimilabile. Le applicazioni cliniche del resveratrolo, a causa del suo scarso assorbimento e rapido metabolismo, sono limitate.

La polidatina viene utilizzata soprattutto in ambito medico come potente antiossidante e antinfiammatorio nella prevenzione e trattamento delle patologie croniche correlate a infiammazione e stress ossidativo:

  • Diabete mellito
  • Obesità
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie neurodegenerative
  • Cancro

Diversi studi hanno confermato che la polidatina è in grado di ridurre la la propagazione (effetto scavenger–spazzino) di specie reattive dell’ossigeno, la produzione di ossido nitrico e di citochine pro-infiammatorie mediante l’inibizione dell’inflammosoma NLRP e la via di segnalazione del recettore NF-kB, entrambi fattori coinvolti nei processi infiammatori (1,2,3).

Polidatina e oncologia

Le attività antitumorali della polidatina sono mediate attraverso la modulazione di diverse molecole segnale che regolano la progressione del ciclo cellulare, l’infiammazione, la proliferazione e l’angiogenesi delle cellule tumorali.

Gli studi in letteratura circa di gli effetti della polidatina sono diversi e riguardano diverse forme tumorali:

  • In uno studio in vitro del 2018 la polidatina è stata in grado di ridurre la proliferazione e migrazione delle cellule di tumore polmonare non a piccole cellule mediante l’inattivazione dell’inflammosoma NLRP e bloccando la via NF-kB (4).
  • In uno studio del 2019 è stato osservato che la polidatina, in vitro, è in grado di sopprimere la migrazione e l’invasività delle cellule di epatocarcinoma e aumentare i processi di apoptosi delle cellule tumorali. Il meccanismo molecolare coinvolto è il blocco della via di segnalazione AKT/STAT3-FOXO1 (5).
  • Uno studio del 2019 su un modello animale di topi con tumore al seno, ha mostrato che la polidatina ha un effetto anti-proliferativo, anti-angiogenetico e pro-apoptotico. Il meccanismo d’azione è l’inibizione della via di segnalazione PI3K/AKT (6).
  • Uno studio in vitro del 2017 ha mostrato che la polidatina è in grado di indurre apoptosi e bloccare la proliferazione delle cellule di carcinoma della cervice uterina mediante l’inibizione della via di segnalazione PI3K / AKT / mTOR (7).
  • In uno studio in vitro del 2019 è stato osservato che la polidatina inibisce la proliferazione cellulare e promuove l’apoptosi nelle cellule di osteosarcoma. Il meccanismo molecolare alla base di tali effetti è il blocco del pathway TUG1 / Akt (8).
  • Uno studio del 2016 su una linea cellulare in vitro di leucemia, ha mostrato che la polidatina inibisce in modo significativo la proliferazione delle cellule tumorali e ha aumentato i processi di apoptosi. Il meccanismo molecolare coinvolto è l’inibizione del gene JAK2 che codifica per una proteina coinvolta nella promozione della crescita e divisione cellulare (9).
  • Uno studio del 2013 su linee cellulari in vitro di tumore del colon-retto ha mostrato che il trattamento combinato di polidatina e resveratrolo ha prodotto sulle cellule tumorali degli effetti antiproliferativi e pro-apoptotici. Inoltre le due sostanze sembrano avere un’azione sinergica. Il meccanismo d’azione è l’inibizione del pathway PI3K / AKT (10).
  • Uno studio in vitro del 2017 ha osservato che con l’aumentare della concentrazione di polidatina diminuiva sempre di più la proliferazione delle cellule di mieloma multiplo, aumentava l’apoptosi e l’autofagia. Il meccanismo molecolare individuato è l’inibizione della via di segnalazione mTOR / p70s6k (11).

Se da un lato la polidatina è utile nel contrastare la crescita tumorale, dall’altro lato alcuni studi hanno dimostrato che potrebbe essere utile per migliorare la chemiosensibilità o ridurre gli effetti collaterali delle terapie tradizionali di chemio-radioterapia quando indifferibili:

  • Uno studio in vitro del 2019 ha dimostrato che trattando con polidatina linee cellulari di osteosarcoma, resistenti al trattamento con paclitaxel, è stata soppressa la crescita del tumore ed è stata indotta l’apoptosi migliorando, di conseguenza, l’efficacia del paclitaxel (12).
  • Secondo uno studio del 2019 su un modello murino, la polidatina ha un effetto radiosensibilizzante: la terapia combinata di polidatina e radioterapia ha infatti notevolmente ridotto il volume del tumore (13).
  • Uno studio in vivo su un modello murino del 2018 ha mostrato che la polidatina è in grado di alleviare le lesioni indotte dalle radiazioni (14).

Controindicazioni ed effetti collaterali

Ad oggi la polidatina non ha mostrato tossicità o effetti collaterali.

Riferimenti bibliografici:

1) Foods. 2019 Nov 7. Polydatin and Resveratrol Inhibit the Inflammatory Process Induced by Urate and Pyrophosphate Crystals in THP-1 Cells. Oliviero F, Zamudio-Cuevas Y, Belluzzi E, Andretto L, Scanu A, Favero M, Ramonda R, Ravagnan G, López-Reyes A, Spinella P, Punzi L.

2) J Cell Mol Med. 2017 Nov. Polydatin reduces Staphylococcus aureuslipoteichoic acidinduced injury by attenuating reactive oxygen species generation and TLR2NFκB signaling. Gan Zhao, Kangfeng Jiang, Haichong Wu, Changwei Qiu, Ganzhen Deng,  and Xiuli Peng

3) Nutrients. 2019 Nov 15. Polydatin Inhibits NLRP3 Inflammasome in Dry Eye Disease by Attenuating Oxidative Stress and Inhibiting the NF-κB Pathway. Park B, Jo K, Lee TG, Hyun SW, Kim JS, Kim CS.

4) Biomed Pharmacother2018 Dec. Polydatin suppresses proliferation and metastasis of non-small cell lung cancer cells by inhibiting NLRP3 inflammasome activation via NF-κB pathway. Zou J, Yang Y, Yang Y, Liu X.

5) Oncol Lett. 2019 May. Polydatin inhibits hepatocellular carcinoma via the AKT/STAT3-FOXO1 signaling pathway. Jiang J, Chen Y, Dong T, Yue M, Zhang Y, An T, Zhang J, Liu P, Yang X.

6) J Cell Mol Med. 2019 May. Targeting the ROS/PI3K/AKT/HIF1α/HK2 axis of breast cancer cells: Combined administration of Polydatin and 2Deoxydglucos. Tao Zhang,Xinying Zhu, Haichong Wu, Kangfeng Jiang, Gan Zhao, Aftab Shaukat, Ganzhen Deng, and Changwei Qiu  

7) Zhongguo Zhong Yao Za Zhi. 2017 Jun. Polydatin induces human cervical cancer cell apoptosis via PI3K/AKT/mTOR signaling pathway. Pan JH, Wang HB, Du XF, Liu JY, Zhang DJ.

8) Toxicol Appl Pharmacol. 2019 May 15. Polydatin inhibits proliferation and promotes apoptosis of doxorubicin-resistant osteosarcoma through LncRNA TUG1 mediated suppression of Akt signaling. Hu T, Fei Z, Su H, Xie R, Chen L

9) Mol Med Rep. 2016 Apr. Polydatin-induced cell apoptosis and cell cycle arrest are potentiated by Janus kinase 2 inhibition in leukemia cells. Cao WJ, Wu K, Wang C, Wan DM.

10) J Transl Med. 2013 Oct 20. Polydatin, a natural precursor of resveratrol, induces cell cycle arrest and differentiation of human colorectal Caco-2 cell. De Maria S, Scognamiglio I, Lombardi A, Amodio N, Caraglia M, Cartenì M, Ravagnan G, Stiuso P.

11) Onco Targets Ther. 2017 Feb 16. Polydatinregulates proliferation, apoptosis and autophagy in multiple myeloma cells through mTOR/p70s6k pathway. Yang B, Zhao S.

12) J Cell Biochem. 2019 Oct. Polydatinenhances the chemosensitivity of osteosarcoma cells to paclitaxel. Zhao W, Chen Z, Guan M.

13) Int J Biol Sci. 2019 Jan 1. PolydatinIncreases Radiosensitivity by Inducing Apoptosis of Stem Cells in Colorectal Cancer. Chen Q, Zeng YN, Zhang K, Zhao Y, Wu YY, Li G, Cheng HY, Zhang M, Lai F, Wang JB, Cui FM

14) Biosci Rep. 2018 Nov 13. Protective effect of polydatinon radiation-induced injury of intestinal epithelial and endothelial cells. Li L, Zhang K, Zhang J, Zeng YN, Lai F, Li G, Ma N, Hu MJ, Cui FM, Chen Q.

Fonte: https://www.artoi.it/polidatina/

La curcuma è una spezia dal colore giallo-arancio e dall’aroma penetrante, molto utilizzata nella cucina indiana. Si ricava dalla polverizzazione del rizoma (un fusto carnoso simile a una radice) della curcuma longa, pianta tropicale indiana appartenente alla stessa famiglia delle Zingiberacee, la stessa dello zenzero. Il termine curcuma trae origini dalla lingua sanscrita “kum-kuma” e dall’arabo “kour-koum“, che significa appunto zafferano, per via della sua somiglianza con la più preziosa spezia, dello stesso giallo vivo, ma dall’aroma differente. In Occidente la si utilizza soprattutto in cucina, nell’alimentazione sana e naturale e come integratore dalle numerose proprietà.

La curcuma viene usata da migliaia di anni nella medicina tradizionale cinese e nell’ayurveda come rimedio dalle numerose proprietà. Nella medicina tradizionale cinese viene utilizzata per riequilibrare i meridiani di stomacomilza e fegato, inoltre secondo questa medicina tradizionale rende il sangue più fluido e cura i disturbi femminili. L’antica medicina indiana, l’ayurveda, utilizza questa spezia per far fluire l’energia eliminando scorie e tossine e la consiglia la mattina a digiuno, diluendone un cucchiaino nell’acqua, come rimedio detox. In questi ultimi anni, la curcuma è stata oggetto di numerosi studi scientifici che non solo hanno confermato le proprietà individuate dalle antiche medicine, ma ne hanno anche scoperte di nuove.

La curcuma svolge soprattutto tre funzioni benefiche per la salute:

  1. antinfiammatoria
  2. antiossidante
  3. immunostimolante
  • Da queste tre azioni derivano tutte le proprietà e i benefici che fanno sì che, il rizoma della curcuma e i suoi estratti, siano utili per contrastare le malattie infiammatorie croniche (da quelle intestinali alle articolari), per riequilibrare l’apparato digerente, contribuendo alla salute di stomacofegato – che disintossica in profondità – e intestino e contrastando la formazione di colesterolo LDL (“cattivo”) a livello della ghiandola epatica. Insieme, le sue funzioni agiscono anche sulla prevenzione di alcune forme tumorali, così come sulla salute del cervello e del cuore.
  • Come antinfiammatorio, la spezia è utile in caso di dolori muscolo scheletrici e le infiammazioni tipiche di artrite e artrosi, così come in presenza di dolori mestrualicolitecefalea edemicraniafibromialgia. Inoltre, facilita l’eliminazione del grasso addominale, resa difficile dallo stato infiammatorio prodotto dalle stesse cellule adipose.
  • Come antiossidante, si rivela utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce e di tutti i disturbi che l’accompagnano, compreso il rallentamento del metabolismo che porta a prendere peso più facilmente dopo una certa età.
  • L’azione immunostimolante si rivela invece utile per rafforzare le difese dell’organismo, proteggendolo dall’attacco di batteri, virus ed altri elementi dannosi.
È soprattutto la curcumina, un elemento antiossidante che dà il tipico colore al rizoma, la responsabile di tutte le proprietà benefiche della spezia: ogni 10g di polvere ne possono contenere da 2 a 8g. La curcumina fu individuata per la prima volta nel 1842, dagli scienziati Vogel e Pelletier, che le diedero il nome.

Curcuma: disturbi e malattie che traggono beneficio dal suo impiego

  1. Diabete: la curcumina potrebbe migliorare la resistenza all’insulina, un fenomeno associato a intolleranza al glucosiodiabetemalattie cardiovascolari e sindrome metabolica(che comprende sovrappeso, soprattutto con grasso addominalealti livelli di zucchericolesterolo e trigliceridi e di pressione sanguigna).
  2. Celiachia e Morbo di Crohn: entrambe queste condizioni (la celiachia fino a sei mesi dalla sospensione del glutine) comportano una condizione infiammatoria intestinale che trae beneficio dall’assunzione di integratori di curcuma.
  3. Gastrite: grazie all’azione antinfiammatoria e antibatterica di questa spezia, la sua integrazione contrasta il bruciore di stomaco (se presente) e contribuisce all’eliminazione dell’Helicobacter pylori, quando la gastrite è provocata da questo batterio.
  4. Cistiti e candidosi: entrambi queste condizioni beneficiano dell’assunzione della curcuma, dall’azione antibatterica, efficace anche contro i funghi (candida). In poco tempo risolve bruciori e prurito.
  5. Depressione: la curcumina aumenta i livelli di serotonina dopamina, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Uno studio ha osservato che l’assunzione di 1g al giorno di questo principio attivo allevia la depressione in modo apprezzabile.
  6. Morbo di Alzheimer: la curcuma sembra ostacolare la proteina beta amiloide (A-beta), implicata nella progressiva degenerazione delle cellule cerebrali che caratterizza questa forma di demenza.
  7. Piccole ferite, escoriazioni e punture d’insetto: la spezia può anche essere utilizzata esternamente, in quanto è cicatrizzante per piccole ferite ed escoriazioni. Applicata in pasta (cioè diluita con poca acqua naturale o acqua di rose) è utile contro le punture di insetto.

 

 

colostro di capra

Il colostro di capra è la prima secrezione delle ghiandole mammarie durante la gravidanza o dopo il parto. È costituito da acqua, grassi, carboidrati, immunoglobuline e fattori di crescita. Il colostro è il mezzo mediante il quale la madre trasmette al neonato le proprie difese immunitarie ed è molto importante per proteggerne la salute intestinale.

 

Nel colostro, oltre agli anticorpi (immunoglobuline secretorie IgA), alle cellule immunitarie (macrofagi, neutrofili, linfociti ecc.) e agli importantissimi fattori di crescita epiteliale, sono presenti le prostaglandine (PG) che hanno una importante funzione protettiva dell’apparato digerente ed intervengono nella liberazione degli enzimi e nella regolazione dell’acidità. Il colostro di capra contiene inoltre vitamine – in particolare A, E, B12, ma anche D e pro vitamina A (betacarotene). Per quanto riguarda i minerali è invece ricco di zolfo – importante per la riparazione dei tessuti e la sintesi con il collagene – e il ferro contenuto risulta particolarmente assorbitile grazie alla lattoferrina: una proteina antivirale, antibatterica e antinfiammatoria. La lattoferrina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti e ne priva i batteri che lo utilizzano per la replicazione.

La capra è in assoluto l’animale con le difese immunitarie più alte presente in natura. Essa riesce infatti  a sopravvivere ai veleni degli animali più letali (ragni, serpenti ecc.) senza bisogno di alcun aiuto esterno. Secondo gli studi effettuati, è proprio grazie al colostro che questo patrimonio immunitario viene trasmesso alle nuove generazioni.

L’assunzione di colostro può essere di aiuto:

  • nei casi di disbiosi intestinale ed intolleranze alimentari
  • per rinforzare il sistema immunitario
  • per l’attività sportiva
  • per combatte l’invecchiamento precoce
  • per facilitare la riparazione dei tessuti
  • per stimolare la produzione di particolari enzimi

Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa  per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane.

 

L’olio di semi di canapa è un alimento naturale che si ricava per spremitura a freddo dei semi biologici della canapa meglio conosciuta con il nome botanico Cannabis Sativa.
La canapa è tra gli amenti vegetali con il più alto valore nutrizionale, particolarmente ricco di poteine (20-25 %).

Tali proteine contengono tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tuo il mondo vegetale, fornendo così al nostro corpo la base su cui creare a e potei ne come per esempio le immunoglobuline o anticorpi. Gli anticorpi costituiscono il nostro sistema di difesa, respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.
Il seme della canapa contiene anche una frazione gassa (34-35%o) di ottima qualità, costituita per il 70-75%o da omega-6 e omega-3 o acidi gassi essenziali (Essential Fatty Add = EFA), ossia il nostro corpo non è in grado di forma Mi da solo, quindi dobbiamo necessariamente introdurli con la dieta. Omega-6 e omega-3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 tino a 5:1, se non vene rispettato questo rapporto si possono sviluppare sintomi di carenza e malattie sene, o al contrario accumulo di prodotti intermedi che ostacola il metabolismo degli acidi gassi.

L’olio di semi di canapa è correttamente equilibrato poiché contiene omega6-omega3 nel rapporto ottimale di 3 a 1, ideale come integratore senza promuovere l’accumulo di foli componenti.
Inoltre, è considerevole anche il contenuto di va mi ne e minerali presenti nell’olio di semi di canapa, va mina A, E (antiossidanti naturali),PP, C, e va mi ne del gruppo B, calcio, magnesio e potassio ecc.

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare è, cioè, un amento che per sua natura può ottimizzare la sposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche come rimedio per malattie alla cui origine c’è la reazione infiammatoria.

Il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato di acidi gassi essenziali omega6-omega3 e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. E’ sa to dimostrato che la somministrazione giornaliera di olio di semi di canapa abbassa nel sangue i livelli di colesterolo e di trigliceridi, oltre ad avere una importante funzione protettiva sul muscolo cardiaco dopo un danno, quale per esempio un infarto.

Infine, l’olio di canapa contiene anche piccole quantità di molte altre sostanze benefiche o persino essenziali.

Da menzionare:
I fitosteroli che ostacolano l’assorbimento del colesterolo e quindi abbassano i livelli di colesterolo nel sangue.
I fosfolipidi, conosciuti come lecitina, che sono essenziali per l’integrità delle membrane cellulari, iuta no a digerire i gassi e migliorano il loro utilizzo da parte del fegato.
I caroteni, che sono i predecessori della va mina A, necessari per crescita e per la vista.

La presenza di queste sostanze nutritive nell’olio di semi di canapa sostiene, inoltre, la sua reputazione come amento osco che fornisce una vasta gamma delle sostanze nutritive di cui il nostro corpo necessita, in un insieme bilanciato e gradevole al palato.

L’olio di canapa può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che ha tutti i benefici di un amento protettivo se introdotto quotidianamente con la dieta.
Recenti sudi scientifici hanno dimostrato come la canapa possa “aiutare” naturalmente molte patologie in quanto vanta diverse proprietà terapeutiche, per esempio nel dolore (a livello muscolare e nervoso), come antinfiammatorio e nelle allergie.

Attualmente sono in corso sudi per valutare eventuali effetti terapeutici della canapa sulle malattie della pelle tra le quali la psoriasi.

Fonte: Dott.ssa Antonella Chiechi – Medico Chirurgo – Specialista in Endocrinologia (Roma)

Il GSE è la denominazione di un estratto standardizzato, composto dal 60% di semi di pompelmo con aggiunta della membrana cellulare del pompelmo e dal 40% di soluzione acquosa di glicerina vegetale (derivata dal cocco).Il marchio GSE è di esclusiva proprietà di Prodeco Pharma S.r.l., in Italia, per il settore farmaceutico, erboristico e cosmetico (depositato nel dicembre 1999).

Prodeco Pharma S.r.l è un’azienda italiana, nata oltre vent’anni fa per passione per la medicina alternativa ed in particolare per la fitoterapia. Prodeco Pharma è costituita da un’equipe di professionisti preparati ed aggiornati, ma soprattutto da un gruppo di persone che lavorano ogni giorno fianco a fianco unite dalla passione per la scienza e da obiettivi comuni: formulare, produrre e commercializzare prodotti salutistici a base di piante o di estratti di piante.

Lo scopo per cui mettiamo a punto ogni singolo prodotto è la salute ed il benessere delle persone e non abbiamo soddisfazione più grande di quella di ricevere le innumerevoli mail e telefonate di ringraziamento.

LE PROPRIETA SALUTISTICHE  DEL GSE
Laboratori, Università ed Istituti di tutto il mondo hanno dimostrato, con studi e pubblicazioni, che l’Estratto di semi di Pompelmo possiede un ampio spettro germicida: antivirale, antibatterico, compresi Gram+ e Gram-, antimicotico ed antiparassitario.

La forza di questo “antimicrobico naturale”, rispetto ad altri farmaci ed antimicrobici di sintesi, deriva dalla sua notevole efficacia associata ad un’assoluta mancanza di tossicità;
a questo proposito uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” n.5 del 1990 dimostra che il GSE è efficace contro centinaia di batteri patogeni, mentre pressoché innocuo sulla flora batterica fisiologica, indispensabile per la salvaguardia della salute dell’organismo. Questa selettività è straordinaria ed unica nel suo genere, basti pensare ai tradizionali antibiotici che non fanno distinzioni flagellando anche la flora batterica residente.

Azione antibatterica: il GSE si è dimostrato attivo contro circa 800 ceppi di batteri: Salmonella, E. coli, Vibrio cholerae, Staph, Strep, Lysteria, Shigella dysenteriae, Chlamydia, etc. L’interesse per l’azione antibatterica dell’agrume risulta essere inoltre alimentato dal problema della resistenza agli antibiotici da parte di un numero sempre più in crescita di ceppi batterici. Tutto ciò suggerisce che il GSE potrebbe, dato il suo vasto spettro d’azione, rappresentare un’ efficace alternativa agli antibiotici convenzionali. è di questo parere Allan Sachs (Certified Clinical Nutritionist) che considera il GSE un valido rimedio alternativo al trattamento antibiotico, per la sua efficacia, contro funghi e batteri, associata all’innocuità; al contrario molti antibiotici tradizionali, afferma il Dott. Sachs, sono tossici, sopprimono le normali funzioni del sistema immunitario e distruggono i batteri benefici.

Azione antivirale: i risultati ottenuti sull’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo nei confronti di ceppi virali sono incoraggianti; ulteriori studi sono tuttavia necessari per stabilirne al meglio le potenzialità. Gli studi effettuati dal Dr. Shannon presso la Divisione di Microbiologia- Virologia, Southern Research Institute, dimostrano che il GSE è in grado di inattivare l’HSV-I (herpes simplex virus type I), dopo un’esposizione di 10 minuti ad una diluizione pari a 1:256. Tale concentrazione è risultata ugualmente efficace contro influenze indotte da virus quali A2/Aichi/2/68. l’efficacia del GSE contro alcuni tipi di virus animali (Foot and Mouth Disease, African Swine Fever, Swine Vesicular Disease, Avian Influenza) è stata invece evidenziata dal Dipartimento dell’ Agricoltura degli Stati Uniti. Sono inoltre note testimonianze che attribuiscono al GSE la capacità di curare i sintomi delle affezioni da virus influenzali.

Azione disinfettante: in test effettuati dal Dr. John Mainarich nei Laboratori di Bio-Ricerca di Redmond, Washington, il GSE è risultato incredibilmente più efficace dell’ Argento colloidale, del Tea tree oil e della Candeggina a base di Cloro, nell’azione disinfettante contro cinque comuni microrganismi: Candida albicans, Staphylococcus aureus, Salmo nella typhi, Streptococcus faecium, Escherichia coli. Anche all’Università della Georgia ad Athens sono stati condotti test sulle proprietà disinfettanti dell’estratto contro E. Coli, Salmonella sps e Staphylococcus aureus: il Dr. Roger Wyatt, Dipartimento di Microbiologia, ne ha evidenziato non solo l’eccellente potenzialità, ma anche il basso rischio di tossicità; ciò risulta estremamente interessante considerando che i comuni disinfettanti presentano alti livelli di tossicità e devono essere utilizzati con attenzione.

Azione antimicotica: è da sottolineare l’efficacia dell’estratto contro oltre 100 ceppi di lieviti e muffe compresa la Candida albicans, responsabile di infezioni ricorrenti e recidivanti alle mucose e di affezioni sistemiche. Interessanti e significativi risultano gli studi effettuati dal Dr. Leo Galland di New York su candidosi croniche: un successo del 99% (solo due insuccessi su 297 casi, senza fenomeni di resistenza né effetti collaterali).

Azione antiparassitaria: l’efficacia del GSE contro infezioni da protozoi è stata dimostrata dalla Food and Drug Administration. Il Dr. Louis Paris, dopo studi condotti su 200 pazienti con affezioni intestinali (da Entamoeba histolytica e Giardia lamblia), ha evidenziato un’efficacia del GSE maggiore rispetto ad altri trattamenti. I:attività antiparassitaria del GSE è rilevante anche per l’uso esterno; l’estratto si è dimostrato utilissimo nel contrastare, debellare, ma anche prevenire le infestazioni da parte dei pidocchi.

Azione antisettica e cosmetica sulla pelle: il GSE, addizionato ai saponi ed ai prodotti detergenti come agente antibatterico, uccide i germi senza danneggiare la pelle e l’ambiente. La potenzialità dell’ estratto nella disinfezione della pelle è stata appurata dal Dr. J.A. Botino dell’Università di San Paolo, Brasile, che ha riscontrato un’efficacia dell’estratto pari al 100% rispetto al 72% dell’ alcool etilico.

Azione citoprotettiva e riparatrice: recenti studi, condotti da un gruppo di ricercatori polacchi presso il Jagiellonian University MedicaI College a Cracovia, hanno dimostrato altre straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo. Gli studiosi hanno indagato per verificare la capacità del GSE di esercitare un’azione protettiva sulla mucosa gastro-intestinale, come ipotizzato da studi preliminari. I risultati hanno confermato l’incredibile ruolo cito protettivo del GSE e ne hanno messo in luce anche la capacità di accelerare la guarigione delle lesioni a livello della mucosa gastro-intestinale. Non solo protettivo, quindi, ma anche riparatore!

Il GSE si è dimostrato in grado di esplicare tale azione riparatrice attraverso la stimolazione della sintesi di alcune sostanze, fisiologicamente presenti nel nostro organismo, che hanno un ruolo protettivo nei confronti della mucosa gastrica. Tali sostanze, quali le prostanglandine, i fattori di crescita cellulari e l’ossido nitrico, determinano un aumento del flusso sanguigno nella sottomucosa che garantisce un continuo apporto di ossigeno ed elementi nutritivi necessari, sostengono il ricambio e la crescita cellulare, favoriscono la rapida reintegrazione dell’ epitelio mucosale e lo proteggono dai danni dello stress ossidativo. Queste scoperte, unite alle note proprietà antibatteriche anche nei confronti dell’Helicobacter pylori, esaltano la funzionalità del GSE nei confronti della mucosa gastro-duodenale e lo rendono ideale per un approccio naturale ed efficace, volto al ripristino dell’integrità funzionale e protettiva della mucosa stessa.

IMPIEGHI ED APPLICAZIONI DEL GSE

Il GSE è quindi indicato nelle infezioni da batteri, protozoi, virus, lieviti e funghi; è particolarmente idoneo nel caso di malattie da raffreddamento, nei disturbi del tratto gastro-intestinale, negli squilibri cronici della flora batterica intestinale, nelle affezioni vaginali, urologiche e nelle infestazioni parassitarie.

Le sue caratteristiche di potentissimo disinfettante naturale consentono innumerevoli applicazioni; oramai in moltissimi Paesi al mondo il GSE è largamente diffuso come alternativa naturale agli antibiotici, come antivirale, antimicotico ed antiparassitario per uso umano; è inoltre impiegato in zootecnia ed in floricoltura.

INNOCUITA’ DEL GSE
Il GSE è sicuro e privo di tossicità anche a dosaggi che superano di gran lunga la dose raccomandata. Uno studio tossico logico accurato condotto dal Northview Pacific Laboratori ha portato al riscontro che il GSE è sicuro a livelli che superano i 5000 mg per Kg di peso corporeo! Perciò una persona che pesa 60 Kg è al sicuro anche con una dose di 300.000 mg al giorno, quantità assolutamente smisurata dato che solitamente il consumo tipico giornaliero di GSE non supera i 1000 mg. In altre parole, ricerche tossicologiche confermano che il GSE non presenta alcuna tossicità alle dosi consigliate né a breve né a lungo termine. Anche il parere degli omeopati non è contrario al trattamento con il GSE, ritenendolo non interferente con la terapia omeopatica.

IL GSE IN ITALIA
Anche in Italia sono commercializzati in ambito salutistico prodotti a base di Estratto di semi di Pompelmo (GSE) e principi vegetali specifici; ne riportiamo le varie applicazioni, in relazione alle problematiche o alle zone del corpo verso le quali tali prodotti si sono dimostrati un valido aiuto.

INFEZIONI MICROBICHE DI VARIA NATURA (influenza, ecc.) Prevenzione, per favorire il riequilibrio del sistema immunitario e consentire all’organismo di affrontare e respingere efficacemente le affezioni microbiche, prevenendo le malattie stagionali e non, sono reperibili in commercio prodotti a base di Estratto di semi di Pompelmo, Biosterine® (fitocomposto costituito da Basilico santo + Salvia officinalis, tit. 40% ac. Rosmarinico), Boswellia ed Uncaria, in versione per adulti (compresse in confezione da 40 cpr) e bambini (bustine solubili in confezione da 20 bustine monodose) da assumere ciclicamente all’occorrenza per due mesi.

Trattamento: Per combattere le infezioni microbiche e contemporaneamente potenziare l’efficienza del sistema immunitario nei confronti dell’aggressore. La versione per adulti è in compresse (confezione da 60 cpr) contenenti ciascuna 150 mg di Estratto di semi di Pompelmo associato a componenti naturali (Te a tree oil, Echinacea, Rhodiola rosea, Uncaria) per potenziare l’azione del GSE e rafforzare la capacità di risposta del sistema immunitario; prodotto utile per sintomi influenzali, raffreddori, tutte le affezioni respiratorie (comprese le otiti all’orecchio medio) e per le problematiche in genere in cui vi sia un’infezione in corso ma non sia strettamente necessario assumere l’antibiotico. La versione per i bambini è in bevibile (flacone da 250 mI) con simile composizione e analoga funzione delle compresse ma in forma e gusto adatti alla somministrazione ai più piccoli. L’efficacia sistemica dI entrambe le formulazioni può essere ulteriormente rafforzata grazie ali ’uso concomitante (consigliato) di ulteriori rimedi, a base di GSE, specifici per le varie possibili affezioni microbiche (raffreddori, mal “di gola, otiti, bronchiti, congiuntiviti, micosi, ecc.)

CANDIDA
L’Estratto di semi di Pompelmo si è dimostrato straordinariamente efficace nel contrastare infestazioni acute o recidivanti da Candida (albicans, glabrata, tropicalis, parapsilosis, krusei) sia delle mucose (genitale in modo particolare, ma anche orale ed auricolare) che a livello sistemico/intestinale. La patologia, in qualunque modo si manifesti, ha sempre origine dalla proliferazione della candida a livello intestinale; l’efficacia del trattamento si realizza perciò tramite l’uso di formulazioni ad uso sistemico/intestinale ed il contemporaneo utilizzo di prodotti ad impiego locale, specifici per l’area del corpo che manifesta sintomi di candidosi.
Azione sistemica lintestinale: due prodotti da usare nei singoli episodi acuti, nelle candidosi recidivanti e in cicli preventivi; il primo, in tavolette (confezione da 90 tav.), a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali, per contrastare direttamente la candida a livello intestinale, il secondo, in capsule (confezione da 30 cps), a base di un ceppo selezionato di lactobacillus acidophilus, per la ricolonizzazione della flora batterica fisiologica e contrastare così, in modo indiretto, la proliferazione della candida stessa.
Azione locale vaginale/genitale: un insieme di prodotti, a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali, a pH bilanciato e con tensioattivi delicati (no SLS), per contrastare in loco la candida vaginale/genitale, sia che si tratti di infestazione acuta che recidivante, e favorire il ripristino del naturale equilibrio “autodifensivo” della mucosa (detergente intimo da 200 o 400 mI, lavanda vaginale con cannula incorporata, salviette intime imbustate singolarmente, deodorante-igienizzante intimo in nebulizzatore ecologico da 50 mI, crema intimo da 30 mI). Anche se con frequenza minore rispetto alla vaginite micotica, l’infestazione da candida può colpire le mucose del cavo orale e dell’orecchio esterno; analogamente a quanto descritto precedentemente, in questi casi l’approccio sistemico va associato a prodotti specifici con azione locale.
Azione orale: collutorio igienizzante da 250 mI, spray orale da 30 mI, compresse (confezione da 20 cpr) da sciogliere in bocca gusto menta e gusto agrumi, per contrastare la candida a livello della mucosa orale, grazie all’Estratto di semi di Pompelmo, e contemporaneamente esercitare azione lenitiva e cicatrizzante per la presenza di principi vegetali specifici.
Azione sulla mucosa dell’orecchio esterno: gocce auricolari in 10 pipette monodose, un prodotto a base di Estratto di semi di Pompelmo in glicerina vegetale per contrastare la candida sulla mucosa auricolare.

IGIENIZZAZIONE E SCARSA LUBRIFICAZIONE VAGINALE
Una formulazione in gel specifica per l’impiego vaginale, in due tubi da 20 ml, a base di GSE e principi vegetali, con contemporanee funzioni igienizzanti, lenitive e lubrificanti.

CISTITE
L’Estratto di semi di Pompelmo ha dimostrata efficacia contro gli agenti microbici comunemente responsabili di infezioni alle vie urinarie, normalmente provenienti dal serbatoio fecale (E. coli, S. faecalis, Proteus, Klebsiella, Enterobatteri) ed è perciò indicato per trattare sia cistiti acute che recidivanti, nonché a scopo preventivo.
L’approccio risolutivo prevede l’utilizzo di prodotti: ad uso sistemico, per svolgere al contempo azione antibiotica naturale, azione di pulizia selettiva intestinale, favorire la diuresi ed attenuare l’infiammazione (compresse in confezione da 60 cpr a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali specifici per le vie urinarie) e per riequilibrare ed integrare la flora batterica fisiologica (capsule in confezione da 30 cps a base di lactobacillus acidophilus 10 miliardi); per igienizzare l’area uro-ano-genitale, ostacolando così l’ascesa dei patogeni verso l’uretra e riequilibrando il pH, consentendo la capacità autodifensiva delle mucose interessate (detergente intimo da 200 mI o 400 mI, lavanda vaginale con cannula incorporata, salviette intime, deodorante-igienizzante intimo in spray ecologico da 50 mI).

AFFEZIONI ALLA PROSTATA
L’Estratto di semi di Pompelmo è risultato essere molto efficace nei casi di prostatiti ed ipertrofia prostatica benigna. In queste situazioni il prodotto consigliato, in compresse (confezione da 60 cpr), esplica, grazie al GSE e a principi vegetali, le seguenti funzioni: contrasta i batteri responsabili di infezione, attenua l’infiammazione, favorisce la minzione ed apporta fitosteroli con riconosciuti benefici per la sfera sessuale maschile. Poiché spesso i problemi alla prostata sono accompagnati da difficoltà erettili e calo di desiderio, un aiuto potente dalla natura si ha associando il prodotto sopradescritto con un altro, sempre in compresse (confezione da 60 cpr), a base di Muira puama e Maca, da assumere nei quantitativi giornalieri rispettivamente di 1200 mg e 600 mg, indispensabili per ottenere i risultati desiderati.

EMORROIDI
L’Estratto di semi di Pompelmo, grazie alle sue proprietà antimicrobiche “selettive” è l’aiuto indispensabile per correggere la disbiosi intestinale, spesso all’origine di problemi emorroidali; inoltre grazie alle proprietà citoprotettive difende i tessuti dal danno infiammatorio e mantiene l’integrità e la salute del microcircolo della zona anale. Le sue capacità igienizzanti lo rendono ideale anche per l’applicazione locale, poiché, a causa dei frequenti sanguinamenti, è necessario mantenere “pulita” la zona, favorendo la cicatrizzazione. Il GSE, coadiuvato da componenti naturali ad azione venotonica, è un aiuto concreto sia nel risolvere le crisi acute sia nella prevenzione delle ricadute.
Uso sistemico: compresse (confezioni da 60 o 30 cpr) i cui componenti dalle proprietà antinfiammatorie, vasocostrittrici e vaso toniche sono efficaci nel migliorare le condizioni della circolazione venosa e rafforzare e proteggere l’integrità del tessuto connettivo di sostegno dei vasi, senza esplicare alcun tipo di azione astringente.
Uso locale: pomata in tubo da 50 ml per dare sollievo, risolvere rapidamente la crisi emorroidale e coadiuvare l’azione sistemica delle compresse; i principi funzionaI i agiscono con un’azione lenitiva, contenitiva e trofica sul microcircolo della zona anale. Salviette umidificate in bustine monouso per detergere, igienizzare e lenire delicatamente la zona interessata; durante la fase acuta, al bisogno, tamponare l’epidermide per alcuni minuti prima dell’ applicazione della pomata.

VERMI INTESTINALI
Le proprietà antiparassitarie del GSE lo rendono l’aiuto di base indispensabile per intervenire nelle problematiche legate all’infestazione da vermi intestinali, in particolare da ossiuri (specie più diffusa in Occidente: 30% adulti, 50% bambini). L’approccio risolutivo, nei casi conclamati, in quelli sospetti e anche in prevenzione, prevede l’utilizzo per gli adulti di un prodotto ad azione intestinale, in compresse (confezione da 90 cpr), e per i bambini di un bevibile ad azione intestinale, in flacone da 250 ml, all’interno dei quali l’Estratto di semi di Pompelmo è associato a principi vegetali con funzione di causare l’immobilizzazione o la morte del parassita e di favorirne l’espulsione con le feci; prodotto in crema ad azione perianale, in tubo da 75 mi, che completa l’azione antiparassitaria, impedisce alla femmina di ossiuri di deporre le uova, lenisce la zona perianale evitando cosi il prurito, il grattamento e il conseguente pericolo di trasmettere le uova nell’ambiente o di reinfestarsi; un prodotto indispensabile per interrompere il ciclo vitale del parassita e portare alla definitiva risoluzione del problema; prodotto in salviette monouso ad azione antiitrasmissibilità, formulato per la detersione di parti del corpo e di oggetti con cui l’individuo infestato può essere venuto a contatto e che potrebbero perciò diventare veicolo di trasmissibilità dei parassiti nell’ambiente.

PROBLEMATICHE INTESTINALI
Il GSE è un “pulitore” intestinale selettivo, in grado cioè di spazzare via i patogeni senza intaccare i batteri fisiologici. Questa sua straordinaria caratteristica lo rende l’aiuto indispensabile per trattare le più svariate problematiche intestinali (stipsi, diarrea, meteorismo, gonfiore, infezioni batteriche o virali, ecc.) ognuna delle quali è riconducibile all’alterazione dell’equilibrio della flora intestinale, ossia ad una disbiosi. Di seguito una breve descrizione delle formulazioni consigliate a seconda della problematica:

– intestino in disordine, stitichezza, gonfiore, coliti, diarree episodiche, dolori addominali, ecc.: GSE, fibre e maltodestrine fermentate, ricche di enzimi, in busti ne monodose solubili (confezione da da 14 bust.), utili per ripristinare le fisiologiche funzionalità intestinali.

– diarree da intossicazioni virali, influenzali, batteriche, ecc.: un prodotto in compresse (confezioni da 60 o 15 cpr) con GSE, efficace sui più comuni patogeni intestinali (virus, salmonelle, shigelle, ecc.) associato a componenti naturali con azione astringente in grado di dare sollievo immediato nelle “emergenze”. – meteorismo, fermentazioni, gas intestinali: un prodotto in compresse (confezione da 60 cpr) a base di GSE, utile contro la proliferazione batterica tipica dei processi fermentativi, e principi vegetali con azione riduttiva ed assorbente dei gas intestinali.

PROBLEMATICHE GASTRICHE
Difficoltà digestive: compresse (confezioni da 60 o 15 cpr) con Estratto di semi di Pompelmo e componenti naturali che favoriscono il processo digestivo. Helicobacter pylori: l’Estratto di semi di Pompelmo svolge un’azione specifica contro l’Helicobacter pylori. In queste circostanze, unitamente al prodotto in tavolette sopra menzionato, è indispensabile l’integrazione con un prodotto in compresse (confezione da 60 cpr) contenenti quantità di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali adatti ad affrontare e risolvere efficacemente il problema. Ulcere e gastriti: le proprietà citoprotettive dell’Estratto di semi di Pompelmo risultano particolarmente indicate per favorire la riparazione di lesioni a carico della mucosa gastro-duodenale. A tale scopo, il GSE è associato ad altri principi vegetali specifici ed è reperibile in compresse (confezione da 45 cpr).

Le informazioni sul GSE qui riportate sono tratte da letteratura pubblicata a livello mondiale (in Italia i testi più rappresentativi sono: “Le incredibili proprietà terapeutiche dei semi di pompelmo” di Al1an Sachs Ed. Il Punto d’Incontro; “Le virtù terapeutiche dei semi di pompelmo” di S.Sharamon e B.J,Baginski Ed.Tecniche nuove e “Intolleranze Alimentari” di A. Targhetta Ed. Il Punto d’Incontro) ed hanno uno scopo esclusivamente informativo, ben lungi dal voler dare consigli terapeutici su patologie che rimangono di esclusiva competenza dei medici specialisti. Il nostro unico fine è di divulgare in Italia la conoscenza dell’Estratto di semi di Pompelmo.

GSE: infinite possibilità di applicazione
Le proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo, efficace antibatterico, antivirale, antiparassitario, antimicotico, citoprotettivo e riparatore delle mucose unite alla duttilità del prodotto (l’estratto fluido e secco sono veicolabili sia in acqua che in olio) ne permettono infinite possibilità di applicazione.

E’ assolutamente fuor di dubbio che per sfruttare appieno un rimedio di tale potenza ed efficacia per uno spettro così ampio di possibilità è d’obbligo, più che un utilizzo come singolo componente, un impiego in associazione ad ulteriori elementi naturali con specificità d’azione.
Il risultato sarà quello di ottenere dei veri e propri “pacchetti completi” mirati alla risoluzione di precise problematiche, nei quali il GSE sarà il cardine, inserito con i dosaggi corretti per lo scopo che si vuole ottenere e con il veicolo più consono alla specifica problematica ed al determinato uso.

E’ esattamente con questo approccio che sono state concepite delle vere e proprie linee di prodotti mirate alla risoluzione di numerose affezioni. Di seguito, l’elenco delle problematiche verso cui sono attualmente disponibili soluzioni specifiche con prodotti o linee di prodotti a base di estratto di semi di pompelmo:

In sintesi GSE può essere un vero aiuto in tutti i casi di:

CANDIDA (in tutte le sue forme ed evidenze: sistemica, vaginale, orale, etc.)
SECCHEZZA VAGINALE
CISTITE
AFFEZIONI PROSTATICHE
EMORROIDI
VERMI INTESTINALI
DISORDINI INTESTINALI (stitichezza, coliti, diarree episodiche, dolori addominali, etc.)
ALITOSI
DIARREE (virali, batteriche, etc.)
METEORISMO, FERMENTAZIONI, GAS INTESTINALI
INTOLLERANZE ALIMENTARI
PROBLEMATICHE GASTRICHE (difficoltà digestive, infezioni da Helicobacter pilori, etc.)
ULCERE E GASTRITI
AFFEZIONI DELL’APPARATO RESPIRATORIO (raffreddori, sinusiti, tracheiti, bronchiti, etc.)
OTITI
CONGIUNTIVITI (batteriche, virali, allergiche, da agenti chimici o fisici, blefariti, orzaioli, etc.)
DETERSIONE DELLA PELLE
ACNE (brufoli e punti neri)
DERMATITI (eczemi, eritemi, piede d’atleta, ferite, piaghe, ustioni, etc.)
MICOSI (della pelle, delle unghie, verruche, etc.)
IGIENE ORALE
HERPES LABIALE
PIDOCCHI (infestazione e prevenzione dell’infestazione)

Sono oramai milioni le persone che in tutto il mondo traggono beneficio dalle straordinarie virtù dell’Estratto di semi di Pompelmo, ma nonostante questo rimane un rimedio per certi aspetti “elitario”. Sarebbe veramente grandioso se l’umanità tutta potesse beneficiare di questo prezioso dono della natura ed in tal senso possiamo sperare ed auspicarci che la globalizzazione, termine che a volte ha risvolti non del tutto positivi, riguardo al GSE sia un sogno realizzabile, con la consapevolezza che il piacere non sta solo nel raggiungere la meta, quanto nel percorso per conquistarla.

https://www.erboristeriarcobaleno.it/semi-di-pompelmo-gse

 

 

 

L’albero Morinda Citrifolia sta provocando entusiasmo nel mondo dell’industria del benessere naturale. La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Noni e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Nonu reca giovamento per la prevenzione e/o per l’autotutela del proprio benessere da un’ampia gamma di problemi riguardanti la salute.

I vantaggi diffusi del Noni sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Noni. La pianta del Noni è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute. Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la “madre” di tutte le piante curative è il Noni, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Noni cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.

Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Noni in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Noni viene considerata la “pianta sacra”. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Noni ha prodotto risultati incredibili. Il Noni contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Noni contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica. Perché funziona tanto bene il Noni? Io credo che sia un favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Altri affermano che contiene l’alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Noni offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Nonu funziona. Ugualmente importante è l’approfondita ricerca scientifica che conferma l’efficacia e la sicurezza del Noni.

I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri. L’albero del Noni cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla.

I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all’aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni. I molteplici usi medicinali del Noni divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Nonu come “l’albero della cefalea” e “l’albero antidolorifico” . I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell’utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Noni era identificato e riconosciuto come “l’erba sacra” per il corpo rigenerante. Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione. Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo.

Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al “medico” il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la’au lapa’au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti. Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed “… erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia”, secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal. Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Noni. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava ” … usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie”.

Il Noni fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna. Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti.

La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze. Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli. Da quel momento la ricchezza d’informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Noni è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni. Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Nonu reca tanto giovamento per i dolori. La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l’isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Noni ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane. Ricerche significative sugli usi medicinali del Nonu sono state presentate durante l’ottantatreesimo, l’ottantaquattresimo e l’ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research.

Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all’ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel “Proceeding of the American Association for Cancer Research” era la seguente: “L’Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi”. In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9 12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Noni vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest’indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Noni si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Noni. Detto semplicemente, il Noni può inibire la crescita tumorale.

Gli studi indicano che il Nonu è utile per una miriade di condizioni:
Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate.
Poiché il Nonu sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande
varietà di condizioni.
Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.
Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono
un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato
nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
Genera proprietà adattogeniche.
Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti
linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.
Come terapeuta, ho personalmente notato che la Morinda Citrifolia genera profondi e
rilevanti benefici curativi e medicamentosi verso la prevenzione e autotutela dei tantissimi
problemi riguardante la salute.

Noni ed il dolore 

Il frutto del Noni è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Noni erano “l’albero antidolorifico” e “l’albero della cefalea”. Io ho trattato pazienti che soffrivano di dolori cronici dovuti a svariati fattori con il succo di Noni.

Inoltre, conservo moltissime testimonianze di persone che risiedono negli Stati Uniti e che hanno utilizzato il Noni con successo per liberarsi dai dolori debilitanti. In aggiunta alle migliaia e migliaia d’anni di uomini che usano con successo il Noni per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Noni sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che “la somministrazione dell’estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)”. Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l’estratto di Noni “non mostra alcun effetto tossico”. Io ho notato che la Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati erano sorprendentemente veloci.

E’ importante ricordare che il Noni agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio. Il Noni contiene due dei migliori antiossidanti – la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l’infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente. Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Noni International, Inc., è riconosciuto come il “padre del Nonu moderno” ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Nonu stanno ricevendo sollievo naturale per le loro “sfide” nel campo della salute.

Il Nonu era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell’agosto del 1994. Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Noni schiacciata come “cerotto”. Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.

La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.

Steve Schetcher, N.D., H.H.P., è un medico naturopata, esperto della salute solistica, consulente e autore. Dirige la Natural Healing Institute, Inc., una clinica di naturpatia riconosciuta a livello mondiale che si trova a Encinitas, California. Lui è, inoltre, l’autore di testi bestseller come Fighting Radiation and Pollutants with Foods, Herbs and Vitamins (Come combattere le radiazioni e le sostanze inquinanti con i cibi, le erbe e le vitamine) Documented Natural Remedies That Boost Your Immunity and Detoxify (Vitality Ink., Encinitas, CA). (Rimedi naturali documentati che aumentano la vostra immunità e disintossicano).

 

 

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base.
Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.
In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.
Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.
La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.
Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).
Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!
Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Curare l’acidosi.
Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Alimenti alcalinizzanti.
Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi
È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.
Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.
Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

Le malattie reumatiche colpiscono circa una persona su dieci. In Italia 5.500.000 persone sono affette da queste malattie. Al primo posto sono le artrosi (3.900.000), seguite dai reumatismi muscolari (700.000), dalle spondiloentesartriti, fra le quali troviamo: la spondilite anchilosante, l’artrite psoriasica, le entero-artriti, ecc (480.000), dall’artrite reumatoide (300.000), dalla gotta (100.000), dalle connettiviti fra cui: il lupus, la sclerodermia, ecc: (35.000) e da altre malattie reumatiche meno frequenti.

Le M.A.R.I.C.A. (Artrite Reumatoide, Artrite psoriasica, Lupus Eritematoso Sistemico, Sclerodermia, Dermatomiosite, la sindrome di Sjiogren, la patologia autoimmune in gravidanza, le Vasculiti e altre malattie “rare”, inclusa la fibromialgia) rappresentano gravi, diffuse e spesso invalidanti malattie sociali. Non di rado banalizzate e ridotte “a disturbi reumatici” esse, invece, meritano molta più attenzione da parte sia dei ricercatori (le loro cause rimangono tuttora sconosciute) che delle istituzioni (il loro impatto sulla qualità della vita è ancora troppo trascurato).

Nonostante l’ampia e multiforme modalità di insorgenza e di distribuzione dei disturbi ad esse associate, le malattie reumatiche sono accomunate dal coinvolgimento selettivo del tessuto connettivo e, in particolare, della matrice extracellulare, che diviene preda di un processo disreattivo di tipo infiammatorio, afinalistico, in grado di automantenersi, indipendentemente dallo stimolo primario che lo ha generato e al di là delle capacità di controllo da parte del sistema immunitario. La natura ubiquitaria della matrice extracellulare rende ragione del carattere generalmente sistemico di queste patologie che, quindi, possono colpire qualsiasi organo o distretto, dalla pelle alle ossa, dal cuore ai reni.

Studi recenti hanno messo in evidenza che le malattie reumatiche sono associate al cosiddetto “stress ossidativo”, un fattore emergente di rischio per la salute, causato dalla rottura del fisiologico equilibrio fra la produzione e l’eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidante, dei “famigerati” radicali liberi dell’ossigeno. Infatti, il danno a livello dei delicati componenti della matrice extracellulare che si osserva in queste patologie avviene proprio attraverso il rilascio di abnormi quantità di sostanze ossidanti.

Rispetto al passato, oggi è possibile misurare il livello di stress ossidativo, grazie all’esecuzione di semplici test di laboratorio eseguibili su un piccolo prelievo di sangue. Fra tali test, il d-ROMs test si è dimostrato particolarmente valido nell’individuare una condizione di stress ossidativo associata a malattie reumatiche di una certa gravità, quale l’artrite reumatoide, e nel monitorare l’efficacia di trattamenti fisici e/o farmacologici.

La documentata presenza di un’alterazione del bilancio ossidativo in un paziente reumatico può fornire al medico un’evidenza scientifica incontestabile sulla cui base associare alla terapia di base, un’integrazione antiossidante mirata.

In tale contesto, l’assunzione di formulazioni naturali antiossidanti a base di Deutrosulfazyme® [Cellfood®], ad azione selettiva sulla matrice extracellulare, può risultare particolarmente utile come misura coadiuvante nel migliorare la sintomatologia e la qualità della vita dei pazienti affetti da patologie reumatiche, come recentemente dimostrato nella sindrome fibromialgica.