La polidatina (trans-resveratrol-3-O-glucoside) è un composto naturale appartenente alla classe degli stilbeni, della famiglia dei polifenoli. E’ possibile estrarla dalle radici della pianta di Poligonum Cuspidatum, originaria dell’Asia ma attualmente molto diffusa anche in America ed Europa.

La polidatina è considerata la molecola “gemella” del resveratrolo: i due stilbeni, infatti, differiscono solamente per una molecola di glucosio presente nella polidatina, differenza che la rende maggiormente solubile, più resistente agli attacchi enzimatici e migliore dal punto di vista dell’assorbimento intestinale e della biodisponibilità. Grazie alla sua elevata solubilità in acqua, la polidatina può anche essere somministrata per via parenterale, prestandosi ad una migliore utilizzazione farmacologica.

Utilizzi della polidatina

Resveratrolo e polidatina sono caratterizzati circa dagli stessi effetti biologici, solo che quest’ultima risulta essere decisamente più potente, grazie alla differenza strutturale che la rende molto più assimilabile. Le applicazioni cliniche del resveratrolo, a causa del suo scarso assorbimento e rapido metabolismo, sono limitate.

La polidatina viene utilizzata soprattutto in ambito medico come potente antiossidante e antinfiammatorio nella prevenzione e trattamento delle patologie croniche correlate a infiammazione e stress ossidativo:

  • Diabete mellito
  • Obesità
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie neurodegenerative
  • Cancro

Diversi studi hanno confermato che la polidatina è in grado di ridurre la la propagazione (effetto scavenger–spazzino) di specie reattive dell’ossigeno, la produzione di ossido nitrico e di citochine pro-infiammatorie mediante l’inibizione dell’inflammosoma NLRP e la via di segnalazione del recettore NF-kB, entrambi fattori coinvolti nei processi infiammatori (1,2,3).

Polidatina e oncologia

Le attività antitumorali della polidatina sono mediate attraverso la modulazione di diverse molecole segnale che regolano la progressione del ciclo cellulare, l’infiammazione, la proliferazione e l’angiogenesi delle cellule tumorali.

Gli studi in letteratura circa di gli effetti della polidatina sono diversi e riguardano diverse forme tumorali:

  • In uno studio in vitro del 2018 la polidatina è stata in grado di ridurre la proliferazione e migrazione delle cellule di tumore polmonare non a piccole cellule mediante l’inattivazione dell’inflammosoma NLRP e bloccando la via NF-kB (4).
  • In uno studio del 2019 è stato osservato che la polidatina, in vitro, è in grado di sopprimere la migrazione e l’invasività delle cellule di epatocarcinoma e aumentare i processi di apoptosi delle cellule tumorali. Il meccanismo molecolare coinvolto è il blocco della via di segnalazione AKT/STAT3-FOXO1 (5).
  • Uno studio del 2019 su un modello animale di topi con tumore al seno, ha mostrato che la polidatina ha un effetto anti-proliferativo, anti-angiogenetico e pro-apoptotico. Il meccanismo d’azione è l’inibizione della via di segnalazione PI3K/AKT (6).
  • Uno studio in vitro del 2017 ha mostrato che la polidatina è in grado di indurre apoptosi e bloccare la proliferazione delle cellule di carcinoma della cervice uterina mediante l’inibizione della via di segnalazione PI3K / AKT / mTOR (7).
  • In uno studio in vitro del 2019 è stato osservato che la polidatina inibisce la proliferazione cellulare e promuove l’apoptosi nelle cellule di osteosarcoma. Il meccanismo molecolare alla base di tali effetti è il blocco del pathway TUG1 / Akt (8).
  • Uno studio del 2016 su una linea cellulare in vitro di leucemia, ha mostrato che la polidatina inibisce in modo significativo la proliferazione delle cellule tumorali e ha aumentato i processi di apoptosi. Il meccanismo molecolare coinvolto è l’inibizione del gene JAK2 che codifica per una proteina coinvolta nella promozione della crescita e divisione cellulare (9).
  • Uno studio del 2013 su linee cellulari in vitro di tumore del colon-retto ha mostrato che il trattamento combinato di polidatina e resveratrolo ha prodotto sulle cellule tumorali degli effetti antiproliferativi e pro-apoptotici. Inoltre le due sostanze sembrano avere un’azione sinergica. Il meccanismo d’azione è l’inibizione del pathway PI3K / AKT (10).
  • Uno studio in vitro del 2017 ha osservato che con l’aumentare della concentrazione di polidatina diminuiva sempre di più la proliferazione delle cellule di mieloma multiplo, aumentava l’apoptosi e l’autofagia. Il meccanismo molecolare individuato è l’inibizione della via di segnalazione mTOR / p70s6k (11).

Se da un lato la polidatina è utile nel contrastare la crescita tumorale, dall’altro lato alcuni studi hanno dimostrato che potrebbe essere utile per migliorare la chemiosensibilità o ridurre gli effetti collaterali delle terapie tradizionali di chemio-radioterapia quando indifferibili:

  • Uno studio in vitro del 2019 ha dimostrato che trattando con polidatina linee cellulari di osteosarcoma, resistenti al trattamento con paclitaxel, è stata soppressa la crescita del tumore ed è stata indotta l’apoptosi migliorando, di conseguenza, l’efficacia del paclitaxel (12).
  • Secondo uno studio del 2019 su un modello murino, la polidatina ha un effetto radiosensibilizzante: la terapia combinata di polidatina e radioterapia ha infatti notevolmente ridotto il volume del tumore (13).
  • Uno studio in vivo su un modello murino del 2018 ha mostrato che la polidatina è in grado di alleviare le lesioni indotte dalle radiazioni (14).

Controindicazioni ed effetti collaterali

Ad oggi la polidatina non ha mostrato tossicità o effetti collaterali.

Riferimenti bibliografici:

1) Foods. 2019 Nov 7. Polydatin and Resveratrol Inhibit the Inflammatory Process Induced by Urate and Pyrophosphate Crystals in THP-1 Cells. Oliviero F, Zamudio-Cuevas Y, Belluzzi E, Andretto L, Scanu A, Favero M, Ramonda R, Ravagnan G, López-Reyes A, Spinella P, Punzi L.

2) J Cell Mol Med. 2017 Nov. Polydatin reduces Staphylococcus aureuslipoteichoic acidinduced injury by attenuating reactive oxygen species generation and TLR2NFκB signaling. Gan Zhao, Kangfeng Jiang, Haichong Wu, Changwei Qiu, Ganzhen Deng,  and Xiuli Peng

3) Nutrients. 2019 Nov 15. Polydatin Inhibits NLRP3 Inflammasome in Dry Eye Disease by Attenuating Oxidative Stress and Inhibiting the NF-κB Pathway. Park B, Jo K, Lee TG, Hyun SW, Kim JS, Kim CS.

4) Biomed Pharmacother2018 Dec. Polydatin suppresses proliferation and metastasis of non-small cell lung cancer cells by inhibiting NLRP3 inflammasome activation via NF-κB pathway. Zou J, Yang Y, Yang Y, Liu X.

5) Oncol Lett. 2019 May. Polydatin inhibits hepatocellular carcinoma via the AKT/STAT3-FOXO1 signaling pathway. Jiang J, Chen Y, Dong T, Yue M, Zhang Y, An T, Zhang J, Liu P, Yang X.

6) J Cell Mol Med. 2019 May. Targeting the ROS/PI3K/AKT/HIF1α/HK2 axis of breast cancer cells: Combined administration of Polydatin and 2Deoxydglucos. Tao Zhang,Xinying Zhu, Haichong Wu, Kangfeng Jiang, Gan Zhao, Aftab Shaukat, Ganzhen Deng, and Changwei Qiu  

7) Zhongguo Zhong Yao Za Zhi. 2017 Jun. Polydatin induces human cervical cancer cell apoptosis via PI3K/AKT/mTOR signaling pathway. Pan JH, Wang HB, Du XF, Liu JY, Zhang DJ.

8) Toxicol Appl Pharmacol. 2019 May 15. Polydatin inhibits proliferation and promotes apoptosis of doxorubicin-resistant osteosarcoma through LncRNA TUG1 mediated suppression of Akt signaling. Hu T, Fei Z, Su H, Xie R, Chen L

9) Mol Med Rep. 2016 Apr. Polydatin-induced cell apoptosis and cell cycle arrest are potentiated by Janus kinase 2 inhibition in leukemia cells. Cao WJ, Wu K, Wang C, Wan DM.

10) J Transl Med. 2013 Oct 20. Polydatin, a natural precursor of resveratrol, induces cell cycle arrest and differentiation of human colorectal Caco-2 cell. De Maria S, Scognamiglio I, Lombardi A, Amodio N, Caraglia M, Cartenì M, Ravagnan G, Stiuso P.

11) Onco Targets Ther. 2017 Feb 16. Polydatinregulates proliferation, apoptosis and autophagy in multiple myeloma cells through mTOR/p70s6k pathway. Yang B, Zhao S.

12) J Cell Biochem. 2019 Oct. Polydatinenhances the chemosensitivity of osteosarcoma cells to paclitaxel. Zhao W, Chen Z, Guan M.

13) Int J Biol Sci. 2019 Jan 1. PolydatinIncreases Radiosensitivity by Inducing Apoptosis of Stem Cells in Colorectal Cancer. Chen Q, Zeng YN, Zhang K, Zhao Y, Wu YY, Li G, Cheng HY, Zhang M, Lai F, Wang JB, Cui FM

14) Biosci Rep. 2018 Nov 13. Protective effect of polydatinon radiation-induced injury of intestinal epithelial and endothelial cells. Li L, Zhang K, Zhang J, Zeng YN, Lai F, Li G, Ma N, Hu MJ, Cui FM, Chen Q.

Fonte: https://www.artoi.it/polidatina/

La curcuma è una spezia dal colore giallo-arancio e dall’aroma penetrante, molto utilizzata nella cucina indiana. Si ricava dalla polverizzazione del rizoma (un fusto carnoso simile a una radice) della curcuma longa, pianta tropicale indiana appartenente alla stessa famiglia delle Zingiberacee, la stessa dello zenzero. Il termine curcuma trae origini dalla lingua sanscrita “kum-kuma” e dall’arabo “kour-koum“, che significa appunto zafferano, per via della sua somiglianza con la più preziosa spezia, dello stesso giallo vivo, ma dall’aroma differente. In Occidente la si utilizza soprattutto in cucina, nell’alimentazione sana e naturale e come integratore dalle numerose proprietà.

La curcuma viene usata da migliaia di anni nella medicina tradizionale cinese e nell’ayurveda come rimedio dalle numerose proprietà. Nella medicina tradizionale cinese viene utilizzata per riequilibrare i meridiani di stomacomilza e fegato, inoltre secondo questa medicina tradizionale rende il sangue più fluido e cura i disturbi femminili. L’antica medicina indiana, l’ayurveda, utilizza questa spezia per far fluire l’energia eliminando scorie e tossine e la consiglia la mattina a digiuno, diluendone un cucchiaino nell’acqua, come rimedio detox. In questi ultimi anni, la curcuma è stata oggetto di numerosi studi scientifici che non solo hanno confermato le proprietà individuate dalle antiche medicine, ma ne hanno anche scoperte di nuove.

La curcuma svolge soprattutto tre funzioni benefiche per la salute:

  1. antinfiammatoria
  2. antiossidante
  3. immunostimolante
  • Da queste tre azioni derivano tutte le proprietà e i benefici che fanno sì che, il rizoma della curcuma e i suoi estratti, siano utili per contrastare le malattie infiammatorie croniche (da quelle intestinali alle articolari), per riequilibrare l’apparato digerente, contribuendo alla salute di stomacofegato – che disintossica in profondità – e intestino e contrastando la formazione di colesterolo LDL (“cattivo”) a livello della ghiandola epatica. Insieme, le sue funzioni agiscono anche sulla prevenzione di alcune forme tumorali, così come sulla salute del cervello e del cuore.
  • Come antinfiammatorio, la spezia è utile in caso di dolori muscolo scheletrici e le infiammazioni tipiche di artrite e artrosi, così come in presenza di dolori mestrualicolitecefalea edemicraniafibromialgia. Inoltre, facilita l’eliminazione del grasso addominale, resa difficile dallo stato infiammatorio prodotto dalle stesse cellule adipose.
  • Come antiossidante, si rivela utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce e di tutti i disturbi che l’accompagnano, compreso il rallentamento del metabolismo che porta a prendere peso più facilmente dopo una certa età.
  • L’azione immunostimolante si rivela invece utile per rafforzare le difese dell’organismo, proteggendolo dall’attacco di batteri, virus ed altri elementi dannosi.
È soprattutto la curcumina, un elemento antiossidante che dà il tipico colore al rizoma, la responsabile di tutte le proprietà benefiche della spezia: ogni 10g di polvere ne possono contenere da 2 a 8g. La curcumina fu individuata per la prima volta nel 1842, dagli scienziati Vogel e Pelletier, che le diedero il nome.

Curcuma: disturbi e malattie che traggono beneficio dal suo impiego

  1. Diabete: la curcumina potrebbe migliorare la resistenza all’insulina, un fenomeno associato a intolleranza al glucosiodiabetemalattie cardiovascolari e sindrome metabolica(che comprende sovrappeso, soprattutto con grasso addominalealti livelli di zucchericolesterolo e trigliceridi e di pressione sanguigna).
  2. Celiachia e Morbo di Crohn: entrambe queste condizioni (la celiachia fino a sei mesi dalla sospensione del glutine) comportano una condizione infiammatoria intestinale che trae beneficio dall’assunzione di integratori di curcuma.
  3. Gastrite: grazie all’azione antinfiammatoria e antibatterica di questa spezia, la sua integrazione contrasta il bruciore di stomaco (se presente) e contribuisce all’eliminazione dell’Helicobacter pylori, quando la gastrite è provocata da questo batterio.
  4. Cistiti e candidosi: entrambi queste condizioni beneficiano dell’assunzione della curcuma, dall’azione antibatterica, efficace anche contro i funghi (candida). In poco tempo risolve bruciori e prurito.
  5. Depressione: la curcumina aumenta i livelli di serotonina dopamina, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Uno studio ha osservato che l’assunzione di 1g al giorno di questo principio attivo allevia la depressione in modo apprezzabile.
  6. Morbo di Alzheimer: la curcuma sembra ostacolare la proteina beta amiloide (A-beta), implicata nella progressiva degenerazione delle cellule cerebrali che caratterizza questa forma di demenza.
  7. Piccole ferite, escoriazioni e punture d’insetto: la spezia può anche essere utilizzata esternamente, in quanto è cicatrizzante per piccole ferite ed escoriazioni. Applicata in pasta (cioè diluita con poca acqua naturale o acqua di rose) è utile contro le punture di insetto.

 

 

colostro di capra

Il colostro di capra è la prima secrezione delle ghiandole mammarie durante la gravidanza o dopo il parto. È costituito da acqua, grassi, carboidrati, immunoglobuline e fattori di crescita. Il colostro è il mezzo mediante il quale la madre trasmette al neonato le proprie difese immunitarie ed è molto importante per proteggerne la salute intestinale.

 

Nel colostro, oltre agli anticorpi (immunoglobuline secretorie IgA), alle cellule immunitarie (macrofagi, neutrofili, linfociti ecc.) e agli importantissimi fattori di crescita epiteliale, sono presenti le prostaglandine (PG) che hanno una importante funzione protettiva dell’apparato digerente ed intervengono nella liberazione degli enzimi e nella regolazione dell’acidità. Il colostro di capra contiene inoltre vitamine – in particolare A, E, B12, ma anche D e pro vitamina A (betacarotene). Per quanto riguarda i minerali è invece ricco di zolfo – importante per la riparazione dei tessuti e la sintesi con il collagene – e il ferro contenuto risulta particolarmente assorbitile grazie alla lattoferrina: una proteina antivirale, antibatterica e antinfiammatoria. La lattoferrina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti e ne priva i batteri che lo utilizzano per la replicazione.

La capra è in assoluto l’animale con le difese immunitarie più alte presente in natura. Essa riesce infatti  a sopravvivere ai veleni degli animali più letali (ragni, serpenti ecc.) senza bisogno di alcun aiuto esterno. Secondo gli studi effettuati, è proprio grazie al colostro che questo patrimonio immunitario viene trasmesso alle nuove generazioni.

L’assunzione di colostro può essere di aiuto:

  • nei casi di disbiosi intestinale ed intolleranze alimentari
  • per rinforzare il sistema immunitario
  • per l’attività sportiva
  • per combatte l’invecchiamento precoce
  • per facilitare la riparazione dei tessuti
  • per stimolare la produzione di particolari enzimi

Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa  per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane.

 

L’olio di semi di canapa è un alimento naturale che si ricava per spremitura a freddo dei semi biologici della canapa meglio conosciuta con il nome botanico Cannabis Sativa.
La canapa è tra gli amenti vegetali con il più alto valore nutrizionale, particolarmente ricco di poteine (20-25 %).

Tali proteine contengono tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tuo il mondo vegetale, fornendo così al nostro corpo la base su cui creare a e potei ne come per esempio le immunoglobuline o anticorpi. Gli anticorpi costituiscono il nostro sistema di difesa, respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.
Il seme della canapa contiene anche una frazione gassa (34-35%o) di ottima qualità, costituita per il 70-75%o da omega-6 e omega-3 o acidi gassi essenziali (Essential Fatty Add = EFA), ossia il nostro corpo non è in grado di forma Mi da solo, quindi dobbiamo necessariamente introdurli con la dieta. Omega-6 e omega-3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 tino a 5:1, se non vene rispettato questo rapporto si possono sviluppare sintomi di carenza e malattie sene, o al contrario accumulo di prodotti intermedi che ostacola il metabolismo degli acidi gassi.

L’olio di semi di canapa è correttamente equilibrato poiché contiene omega6-omega3 nel rapporto ottimale di 3 a 1, ideale come integratore senza promuovere l’accumulo di foli componenti.
Inoltre, è considerevole anche il contenuto di va mi ne e minerali presenti nell’olio di semi di canapa, va mina A, E (antiossidanti naturali),PP, C, e va mi ne del gruppo B, calcio, magnesio e potassio ecc.

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare è, cioè, un amento che per sua natura può ottimizzare la sposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche come rimedio per malattie alla cui origine c’è la reazione infiammatoria.

Il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato di acidi gassi essenziali omega6-omega3 e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. E’ sa to dimostrato che la somministrazione giornaliera di olio di semi di canapa abbassa nel sangue i livelli di colesterolo e di trigliceridi, oltre ad avere una importante funzione protettiva sul muscolo cardiaco dopo un danno, quale per esempio un infarto.

Infine, l’olio di canapa contiene anche piccole quantità di molte altre sostanze benefiche o persino essenziali.

Da menzionare:
I fitosteroli che ostacolano l’assorbimento del colesterolo e quindi abbassano i livelli di colesterolo nel sangue.
I fosfolipidi, conosciuti come lecitina, che sono essenziali per l’integrità delle membrane cellulari, iuta no a digerire i gassi e migliorano il loro utilizzo da parte del fegato.
I caroteni, che sono i predecessori della va mina A, necessari per crescita e per la vista.

La presenza di queste sostanze nutritive nell’olio di semi di canapa sostiene, inoltre, la sua reputazione come amento osco che fornisce una vasta gamma delle sostanze nutritive di cui il nostro corpo necessita, in un insieme bilanciato e gradevole al palato.

L’olio di canapa può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che ha tutti i benefici di un amento protettivo se introdotto quotidianamente con la dieta.
Recenti sudi scientifici hanno dimostrato come la canapa possa “aiutare” naturalmente molte patologie in quanto vanta diverse proprietà terapeutiche, per esempio nel dolore (a livello muscolare e nervoso), come antinfiammatorio e nelle allergie.

Attualmente sono in corso sudi per valutare eventuali effetti terapeutici della canapa sulle malattie della pelle tra le quali la psoriasi.

Fonte: Dott.ssa Antonella Chiechi – Medico Chirurgo – Specialista in Endocrinologia (Roma)

Il GSE è la denominazione di un estratto standardizzato, composto dal 60% di semi di pompelmo con aggiunta della membrana cellulare del pompelmo e dal 40% di soluzione acquosa di glicerina vegetale (derivata dal cocco).Il marchio GSE è di esclusiva proprietà di Prodeco Pharma S.r.l., in Italia, per il settore farmaceutico, erboristico e cosmetico (depositato nel dicembre 1999).

Prodeco Pharma S.r.l è un’azienda italiana, nata oltre vent’anni fa per passione per la medicina alternativa ed in particolare per la fitoterapia. Prodeco Pharma è costituita da un’equipe di professionisti preparati ed aggiornati, ma soprattutto da un gruppo di persone che lavorano ogni giorno fianco a fianco unite dalla passione per la scienza e da obiettivi comuni: formulare, produrre e commercializzare prodotti salutistici a base di piante o di estratti di piante.

Lo scopo per cui mettiamo a punto ogni singolo prodotto è la salute ed il benessere delle persone e non abbiamo soddisfazione più grande di quella di ricevere le innumerevoli mail e telefonate di ringraziamento.

LE PROPRIETA SALUTISTICHE  DEL GSE
Laboratori, Università ed Istituti di tutto il mondo hanno dimostrato, con studi e pubblicazioni, che l’Estratto di semi di Pompelmo possiede un ampio spettro germicida: antivirale, antibatterico, compresi Gram+ e Gram-, antimicotico ed antiparassitario.

La forza di questo “antimicrobico naturale”, rispetto ad altri farmaci ed antimicrobici di sintesi, deriva dalla sua notevole efficacia associata ad un’assoluta mancanza di tossicità;
a questo proposito uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” n.5 del 1990 dimostra che il GSE è efficace contro centinaia di batteri patogeni, mentre pressoché innocuo sulla flora batterica fisiologica, indispensabile per la salvaguardia della salute dell’organismo. Questa selettività è straordinaria ed unica nel suo genere, basti pensare ai tradizionali antibiotici che non fanno distinzioni flagellando anche la flora batterica residente.

Azione antibatterica: il GSE si è dimostrato attivo contro circa 800 ceppi di batteri: Salmonella, E. coli, Vibrio cholerae, Staph, Strep, Lysteria, Shigella dysenteriae, Chlamydia, etc. L’interesse per l’azione antibatterica dell’agrume risulta essere inoltre alimentato dal problema della resistenza agli antibiotici da parte di un numero sempre più in crescita di ceppi batterici. Tutto ciò suggerisce che il GSE potrebbe, dato il suo vasto spettro d’azione, rappresentare un’ efficace alternativa agli antibiotici convenzionali. è di questo parere Allan Sachs (Certified Clinical Nutritionist) che considera il GSE un valido rimedio alternativo al trattamento antibiotico, per la sua efficacia, contro funghi e batteri, associata all’innocuità; al contrario molti antibiotici tradizionali, afferma il Dott. Sachs, sono tossici, sopprimono le normali funzioni del sistema immunitario e distruggono i batteri benefici.

Azione antivirale: i risultati ottenuti sull’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo nei confronti di ceppi virali sono incoraggianti; ulteriori studi sono tuttavia necessari per stabilirne al meglio le potenzialità. Gli studi effettuati dal Dr. Shannon presso la Divisione di Microbiologia- Virologia, Southern Research Institute, dimostrano che il GSE è in grado di inattivare l’HSV-I (herpes simplex virus type I), dopo un’esposizione di 10 minuti ad una diluizione pari a 1:256. Tale concentrazione è risultata ugualmente efficace contro influenze indotte da virus quali A2/Aichi/2/68. l’efficacia del GSE contro alcuni tipi di virus animali (Foot and Mouth Disease, African Swine Fever, Swine Vesicular Disease, Avian Influenza) è stata invece evidenziata dal Dipartimento dell’ Agricoltura degli Stati Uniti. Sono inoltre note testimonianze che attribuiscono al GSE la capacità di curare i sintomi delle affezioni da virus influenzali.

Azione disinfettante: in test effettuati dal Dr. John Mainarich nei Laboratori di Bio-Ricerca di Redmond, Washington, il GSE è risultato incredibilmente più efficace dell’ Argento colloidale, del Tea tree oil e della Candeggina a base di Cloro, nell’azione disinfettante contro cinque comuni microrganismi: Candida albicans, Staphylococcus aureus, Salmo nella typhi, Streptococcus faecium, Escherichia coli. Anche all’Università della Georgia ad Athens sono stati condotti test sulle proprietà disinfettanti dell’estratto contro E. Coli, Salmonella sps e Staphylococcus aureus: il Dr. Roger Wyatt, Dipartimento di Microbiologia, ne ha evidenziato non solo l’eccellente potenzialità, ma anche il basso rischio di tossicità; ciò risulta estremamente interessante considerando che i comuni disinfettanti presentano alti livelli di tossicità e devono essere utilizzati con attenzione.

Azione antimicotica: è da sottolineare l’efficacia dell’estratto contro oltre 100 ceppi di lieviti e muffe compresa la Candida albicans, responsabile di infezioni ricorrenti e recidivanti alle mucose e di affezioni sistemiche. Interessanti e significativi risultano gli studi effettuati dal Dr. Leo Galland di New York su candidosi croniche: un successo del 99% (solo due insuccessi su 297 casi, senza fenomeni di resistenza né effetti collaterali).

Azione antiparassitaria: l’efficacia del GSE contro infezioni da protozoi è stata dimostrata dalla Food and Drug Administration. Il Dr. Louis Paris, dopo studi condotti su 200 pazienti con affezioni intestinali (da Entamoeba histolytica e Giardia lamblia), ha evidenziato un’efficacia del GSE maggiore rispetto ad altri trattamenti. I:attività antiparassitaria del GSE è rilevante anche per l’uso esterno; l’estratto si è dimostrato utilissimo nel contrastare, debellare, ma anche prevenire le infestazioni da parte dei pidocchi.

Azione antisettica e cosmetica sulla pelle: il GSE, addizionato ai saponi ed ai prodotti detergenti come agente antibatterico, uccide i germi senza danneggiare la pelle e l’ambiente. La potenzialità dell’ estratto nella disinfezione della pelle è stata appurata dal Dr. J.A. Botino dell’Università di San Paolo, Brasile, che ha riscontrato un’efficacia dell’estratto pari al 100% rispetto al 72% dell’ alcool etilico.

Azione citoprotettiva e riparatrice: recenti studi, condotti da un gruppo di ricercatori polacchi presso il Jagiellonian University MedicaI College a Cracovia, hanno dimostrato altre straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo. Gli studiosi hanno indagato per verificare la capacità del GSE di esercitare un’azione protettiva sulla mucosa gastro-intestinale, come ipotizzato da studi preliminari. I risultati hanno confermato l’incredibile ruolo cito protettivo del GSE e ne hanno messo in luce anche la capacità di accelerare la guarigione delle lesioni a livello della mucosa gastro-intestinale. Non solo protettivo, quindi, ma anche riparatore!

Il GSE si è dimostrato in grado di esplicare tale azione riparatrice attraverso la stimolazione della sintesi di alcune sostanze, fisiologicamente presenti nel nostro organismo, che hanno un ruolo protettivo nei confronti della mucosa gastrica. Tali sostanze, quali le prostanglandine, i fattori di crescita cellulari e l’ossido nitrico, determinano un aumento del flusso sanguigno nella sottomucosa che garantisce un continuo apporto di ossigeno ed elementi nutritivi necessari, sostengono il ricambio e la crescita cellulare, favoriscono la rapida reintegrazione dell’ epitelio mucosale e lo proteggono dai danni dello stress ossidativo. Queste scoperte, unite alle note proprietà antibatteriche anche nei confronti dell’Helicobacter pylori, esaltano la funzionalità del GSE nei confronti della mucosa gastro-duodenale e lo rendono ideale per un approccio naturale ed efficace, volto al ripristino dell’integrità funzionale e protettiva della mucosa stessa.

IMPIEGHI ED APPLICAZIONI DEL GSE

Il GSE è quindi indicato nelle infezioni da batteri, protozoi, virus, lieviti e funghi; è particolarmente idoneo nel caso di malattie da raffreddamento, nei disturbi del tratto gastro-intestinale, negli squilibri cronici della flora batterica intestinale, nelle affezioni vaginali, urologiche e nelle infestazioni parassitarie.

Le sue caratteristiche di potentissimo disinfettante naturale consentono innumerevoli applicazioni; oramai in moltissimi Paesi al mondo il GSE è largamente diffuso come alternativa naturale agli antibiotici, come antivirale, antimicotico ed antiparassitario per uso umano; è inoltre impiegato in zootecnia ed in floricoltura.

INNOCUITA’ DEL GSE
Il GSE è sicuro e privo di tossicità anche a dosaggi che superano di gran lunga la dose raccomandata. Uno studio tossico logico accurato condotto dal Northview Pacific Laboratori ha portato al riscontro che il GSE è sicuro a livelli che superano i 5000 mg per Kg di peso corporeo! Perciò una persona che pesa 60 Kg è al sicuro anche con una dose di 300.000 mg al giorno, quantità assolutamente smisurata dato che solitamente il consumo tipico giornaliero di GSE non supera i 1000 mg. In altre parole, ricerche tossicologiche confermano che il GSE non presenta alcuna tossicità alle dosi consigliate né a breve né a lungo termine. Anche il parere degli omeopati non è contrario al trattamento con il GSE, ritenendolo non interferente con la terapia omeopatica.

IL GSE IN ITALIA
Anche in Italia sono commercializzati in ambito salutistico prodotti a base di Estratto di semi di Pompelmo (GSE) e principi vegetali specifici; ne riportiamo le varie applicazioni, in relazione alle problematiche o alle zone del corpo verso le quali tali prodotti si sono dimostrati un valido aiuto.

INFEZIONI MICROBICHE DI VARIA NATURA (influenza, ecc.) Prevenzione, per favorire il riequilibrio del sistema immunitario e consentire all’organismo di affrontare e respingere efficacemente le affezioni microbiche, prevenendo le malattie stagionali e non, sono reperibili in commercio prodotti a base di Estratto di semi di Pompelmo, Biosterine® (fitocomposto costituito da Basilico santo + Salvia officinalis, tit. 40% ac. Rosmarinico), Boswellia ed Uncaria, in versione per adulti (compresse in confezione da 40 cpr) e bambini (bustine solubili in confezione da 20 bustine monodose) da assumere ciclicamente all’occorrenza per due mesi.

Trattamento: Per combattere le infezioni microbiche e contemporaneamente potenziare l’efficienza del sistema immunitario nei confronti dell’aggressore. La versione per adulti è in compresse (confezione da 60 cpr) contenenti ciascuna 150 mg di Estratto di semi di Pompelmo associato a componenti naturali (Te a tree oil, Echinacea, Rhodiola rosea, Uncaria) per potenziare l’azione del GSE e rafforzare la capacità di risposta del sistema immunitario; prodotto utile per sintomi influenzali, raffreddori, tutte le affezioni respiratorie (comprese le otiti all’orecchio medio) e per le problematiche in genere in cui vi sia un’infezione in corso ma non sia strettamente necessario assumere l’antibiotico. La versione per i bambini è in bevibile (flacone da 250 mI) con simile composizione e analoga funzione delle compresse ma in forma e gusto adatti alla somministrazione ai più piccoli. L’efficacia sistemica dI entrambe le formulazioni può essere ulteriormente rafforzata grazie ali ’uso concomitante (consigliato) di ulteriori rimedi, a base di GSE, specifici per le varie possibili affezioni microbiche (raffreddori, mal “di gola, otiti, bronchiti, congiuntiviti, micosi, ecc.)

CANDIDA
L’Estratto di semi di Pompelmo si è dimostrato straordinariamente efficace nel contrastare infestazioni acute o recidivanti da Candida (albicans, glabrata, tropicalis, parapsilosis, krusei) sia delle mucose (genitale in modo particolare, ma anche orale ed auricolare) che a livello sistemico/intestinale. La patologia, in qualunque modo si manifesti, ha sempre origine dalla proliferazione della candida a livello intestinale; l’efficacia del trattamento si realizza perciò tramite l’uso di formulazioni ad uso sistemico/intestinale ed il contemporaneo utilizzo di prodotti ad impiego locale, specifici per l’area del corpo che manifesta sintomi di candidosi.
Azione sistemica lintestinale: due prodotti da usare nei singoli episodi acuti, nelle candidosi recidivanti e in cicli preventivi; il primo, in tavolette (confezione da 90 tav.), a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali, per contrastare direttamente la candida a livello intestinale, il secondo, in capsule (confezione da 30 cps), a base di un ceppo selezionato di lactobacillus acidophilus, per la ricolonizzazione della flora batterica fisiologica e contrastare così, in modo indiretto, la proliferazione della candida stessa.
Azione locale vaginale/genitale: un insieme di prodotti, a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali, a pH bilanciato e con tensioattivi delicati (no SLS), per contrastare in loco la candida vaginale/genitale, sia che si tratti di infestazione acuta che recidivante, e favorire il ripristino del naturale equilibrio “autodifensivo” della mucosa (detergente intimo da 200 o 400 mI, lavanda vaginale con cannula incorporata, salviette intime imbustate singolarmente, deodorante-igienizzante intimo in nebulizzatore ecologico da 50 mI, crema intimo da 30 mI). Anche se con frequenza minore rispetto alla vaginite micotica, l’infestazione da candida può colpire le mucose del cavo orale e dell’orecchio esterno; analogamente a quanto descritto precedentemente, in questi casi l’approccio sistemico va associato a prodotti specifici con azione locale.
Azione orale: collutorio igienizzante da 250 mI, spray orale da 30 mI, compresse (confezione da 20 cpr) da sciogliere in bocca gusto menta e gusto agrumi, per contrastare la candida a livello della mucosa orale, grazie all’Estratto di semi di Pompelmo, e contemporaneamente esercitare azione lenitiva e cicatrizzante per la presenza di principi vegetali specifici.
Azione sulla mucosa dell’orecchio esterno: gocce auricolari in 10 pipette monodose, un prodotto a base di Estratto di semi di Pompelmo in glicerina vegetale per contrastare la candida sulla mucosa auricolare.

IGIENIZZAZIONE E SCARSA LUBRIFICAZIONE VAGINALE
Una formulazione in gel specifica per l’impiego vaginale, in due tubi da 20 ml, a base di GSE e principi vegetali, con contemporanee funzioni igienizzanti, lenitive e lubrificanti.

CISTITE
L’Estratto di semi di Pompelmo ha dimostrata efficacia contro gli agenti microbici comunemente responsabili di infezioni alle vie urinarie, normalmente provenienti dal serbatoio fecale (E. coli, S. faecalis, Proteus, Klebsiella, Enterobatteri) ed è perciò indicato per trattare sia cistiti acute che recidivanti, nonché a scopo preventivo.
L’approccio risolutivo prevede l’utilizzo di prodotti: ad uso sistemico, per svolgere al contempo azione antibiotica naturale, azione di pulizia selettiva intestinale, favorire la diuresi ed attenuare l’infiammazione (compresse in confezione da 60 cpr a base di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali specifici per le vie urinarie) e per riequilibrare ed integrare la flora batterica fisiologica (capsule in confezione da 30 cps a base di lactobacillus acidophilus 10 miliardi); per igienizzare l’area uro-ano-genitale, ostacolando così l’ascesa dei patogeni verso l’uretra e riequilibrando il pH, consentendo la capacità autodifensiva delle mucose interessate (detergente intimo da 200 mI o 400 mI, lavanda vaginale con cannula incorporata, salviette intime, deodorante-igienizzante intimo in spray ecologico da 50 mI).

AFFEZIONI ALLA PROSTATA
L’Estratto di semi di Pompelmo è risultato essere molto efficace nei casi di prostatiti ed ipertrofia prostatica benigna. In queste situazioni il prodotto consigliato, in compresse (confezione da 60 cpr), esplica, grazie al GSE e a principi vegetali, le seguenti funzioni: contrasta i batteri responsabili di infezione, attenua l’infiammazione, favorisce la minzione ed apporta fitosteroli con riconosciuti benefici per la sfera sessuale maschile. Poiché spesso i problemi alla prostata sono accompagnati da difficoltà erettili e calo di desiderio, un aiuto potente dalla natura si ha associando il prodotto sopradescritto con un altro, sempre in compresse (confezione da 60 cpr), a base di Muira puama e Maca, da assumere nei quantitativi giornalieri rispettivamente di 1200 mg e 600 mg, indispensabili per ottenere i risultati desiderati.

EMORROIDI
L’Estratto di semi di Pompelmo, grazie alle sue proprietà antimicrobiche “selettive” è l’aiuto indispensabile per correggere la disbiosi intestinale, spesso all’origine di problemi emorroidali; inoltre grazie alle proprietà citoprotettive difende i tessuti dal danno infiammatorio e mantiene l’integrità e la salute del microcircolo della zona anale. Le sue capacità igienizzanti lo rendono ideale anche per l’applicazione locale, poiché, a causa dei frequenti sanguinamenti, è necessario mantenere “pulita” la zona, favorendo la cicatrizzazione. Il GSE, coadiuvato da componenti naturali ad azione venotonica, è un aiuto concreto sia nel risolvere le crisi acute sia nella prevenzione delle ricadute.
Uso sistemico: compresse (confezioni da 60 o 30 cpr) i cui componenti dalle proprietà antinfiammatorie, vasocostrittrici e vaso toniche sono efficaci nel migliorare le condizioni della circolazione venosa e rafforzare e proteggere l’integrità del tessuto connettivo di sostegno dei vasi, senza esplicare alcun tipo di azione astringente.
Uso locale: pomata in tubo da 50 ml per dare sollievo, risolvere rapidamente la crisi emorroidale e coadiuvare l’azione sistemica delle compresse; i principi funzionaI i agiscono con un’azione lenitiva, contenitiva e trofica sul microcircolo della zona anale. Salviette umidificate in bustine monouso per detergere, igienizzare e lenire delicatamente la zona interessata; durante la fase acuta, al bisogno, tamponare l’epidermide per alcuni minuti prima dell’ applicazione della pomata.

VERMI INTESTINALI
Le proprietà antiparassitarie del GSE lo rendono l’aiuto di base indispensabile per intervenire nelle problematiche legate all’infestazione da vermi intestinali, in particolare da ossiuri (specie più diffusa in Occidente: 30% adulti, 50% bambini). L’approccio risolutivo, nei casi conclamati, in quelli sospetti e anche in prevenzione, prevede l’utilizzo per gli adulti di un prodotto ad azione intestinale, in compresse (confezione da 90 cpr), e per i bambini di un bevibile ad azione intestinale, in flacone da 250 ml, all’interno dei quali l’Estratto di semi di Pompelmo è associato a principi vegetali con funzione di causare l’immobilizzazione o la morte del parassita e di favorirne l’espulsione con le feci; prodotto in crema ad azione perianale, in tubo da 75 mi, che completa l’azione antiparassitaria, impedisce alla femmina di ossiuri di deporre le uova, lenisce la zona perianale evitando cosi il prurito, il grattamento e il conseguente pericolo di trasmettere le uova nell’ambiente o di reinfestarsi; un prodotto indispensabile per interrompere il ciclo vitale del parassita e portare alla definitiva risoluzione del problema; prodotto in salviette monouso ad azione antiitrasmissibilità, formulato per la detersione di parti del corpo e di oggetti con cui l’individuo infestato può essere venuto a contatto e che potrebbero perciò diventare veicolo di trasmissibilità dei parassiti nell’ambiente.

PROBLEMATICHE INTESTINALI
Il GSE è un “pulitore” intestinale selettivo, in grado cioè di spazzare via i patogeni senza intaccare i batteri fisiologici. Questa sua straordinaria caratteristica lo rende l’aiuto indispensabile per trattare le più svariate problematiche intestinali (stipsi, diarrea, meteorismo, gonfiore, infezioni batteriche o virali, ecc.) ognuna delle quali è riconducibile all’alterazione dell’equilibrio della flora intestinale, ossia ad una disbiosi. Di seguito una breve descrizione delle formulazioni consigliate a seconda della problematica:

– intestino in disordine, stitichezza, gonfiore, coliti, diarree episodiche, dolori addominali, ecc.: GSE, fibre e maltodestrine fermentate, ricche di enzimi, in busti ne monodose solubili (confezione da da 14 bust.), utili per ripristinare le fisiologiche funzionalità intestinali.

– diarree da intossicazioni virali, influenzali, batteriche, ecc.: un prodotto in compresse (confezioni da 60 o 15 cpr) con GSE, efficace sui più comuni patogeni intestinali (virus, salmonelle, shigelle, ecc.) associato a componenti naturali con azione astringente in grado di dare sollievo immediato nelle “emergenze”. – meteorismo, fermentazioni, gas intestinali: un prodotto in compresse (confezione da 60 cpr) a base di GSE, utile contro la proliferazione batterica tipica dei processi fermentativi, e principi vegetali con azione riduttiva ed assorbente dei gas intestinali.

PROBLEMATICHE GASTRICHE
Difficoltà digestive: compresse (confezioni da 60 o 15 cpr) con Estratto di semi di Pompelmo e componenti naturali che favoriscono il processo digestivo. Helicobacter pylori: l’Estratto di semi di Pompelmo svolge un’azione specifica contro l’Helicobacter pylori. In queste circostanze, unitamente al prodotto in tavolette sopra menzionato, è indispensabile l’integrazione con un prodotto in compresse (confezione da 60 cpr) contenenti quantità di Estratto di semi di Pompelmo e principi vegetali adatti ad affrontare e risolvere efficacemente il problema. Ulcere e gastriti: le proprietà citoprotettive dell’Estratto di semi di Pompelmo risultano particolarmente indicate per favorire la riparazione di lesioni a carico della mucosa gastro-duodenale. A tale scopo, il GSE è associato ad altri principi vegetali specifici ed è reperibile in compresse (confezione da 45 cpr).

Le informazioni sul GSE qui riportate sono tratte da letteratura pubblicata a livello mondiale (in Italia i testi più rappresentativi sono: “Le incredibili proprietà terapeutiche dei semi di pompelmo” di Al1an Sachs Ed. Il Punto d’Incontro; “Le virtù terapeutiche dei semi di pompelmo” di S.Sharamon e B.J,Baginski Ed.Tecniche nuove e “Intolleranze Alimentari” di A. Targhetta Ed. Il Punto d’Incontro) ed hanno uno scopo esclusivamente informativo, ben lungi dal voler dare consigli terapeutici su patologie che rimangono di esclusiva competenza dei medici specialisti. Il nostro unico fine è di divulgare in Italia la conoscenza dell’Estratto di semi di Pompelmo.

GSE: infinite possibilità di applicazione
Le proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo, efficace antibatterico, antivirale, antiparassitario, antimicotico, citoprotettivo e riparatore delle mucose unite alla duttilità del prodotto (l’estratto fluido e secco sono veicolabili sia in acqua che in olio) ne permettono infinite possibilità di applicazione.

E’ assolutamente fuor di dubbio che per sfruttare appieno un rimedio di tale potenza ed efficacia per uno spettro così ampio di possibilità è d’obbligo, più che un utilizzo come singolo componente, un impiego in associazione ad ulteriori elementi naturali con specificità d’azione.
Il risultato sarà quello di ottenere dei veri e propri “pacchetti completi” mirati alla risoluzione di precise problematiche, nei quali il GSE sarà il cardine, inserito con i dosaggi corretti per lo scopo che si vuole ottenere e con il veicolo più consono alla specifica problematica ed al determinato uso.

E’ esattamente con questo approccio che sono state concepite delle vere e proprie linee di prodotti mirate alla risoluzione di numerose affezioni. Di seguito, l’elenco delle problematiche verso cui sono attualmente disponibili soluzioni specifiche con prodotti o linee di prodotti a base di estratto di semi di pompelmo:

In sintesi GSE può essere un vero aiuto in tutti i casi di:

CANDIDA (in tutte le sue forme ed evidenze: sistemica, vaginale, orale, etc.)
SECCHEZZA VAGINALE
CISTITE
AFFEZIONI PROSTATICHE
EMORROIDI
VERMI INTESTINALI
DISORDINI INTESTINALI (stitichezza, coliti, diarree episodiche, dolori addominali, etc.)
ALITOSI
DIARREE (virali, batteriche, etc.)
METEORISMO, FERMENTAZIONI, GAS INTESTINALI
INTOLLERANZE ALIMENTARI
PROBLEMATICHE GASTRICHE (difficoltà digestive, infezioni da Helicobacter pilori, etc.)
ULCERE E GASTRITI
AFFEZIONI DELL’APPARATO RESPIRATORIO (raffreddori, sinusiti, tracheiti, bronchiti, etc.)
OTITI
CONGIUNTIVITI (batteriche, virali, allergiche, da agenti chimici o fisici, blefariti, orzaioli, etc.)
DETERSIONE DELLA PELLE
ACNE (brufoli e punti neri)
DERMATITI (eczemi, eritemi, piede d’atleta, ferite, piaghe, ustioni, etc.)
MICOSI (della pelle, delle unghie, verruche, etc.)
IGIENE ORALE
HERPES LABIALE
PIDOCCHI (infestazione e prevenzione dell’infestazione)

Sono oramai milioni le persone che in tutto il mondo traggono beneficio dalle straordinarie virtù dell’Estratto di semi di Pompelmo, ma nonostante questo rimane un rimedio per certi aspetti “elitario”. Sarebbe veramente grandioso se l’umanità tutta potesse beneficiare di questo prezioso dono della natura ed in tal senso possiamo sperare ed auspicarci che la globalizzazione, termine che a volte ha risvolti non del tutto positivi, riguardo al GSE sia un sogno realizzabile, con la consapevolezza che il piacere non sta solo nel raggiungere la meta, quanto nel percorso per conquistarla.

https://www.erboristeriarcobaleno.it/semi-di-pompelmo-gse

 

 

 

L’albero Morinda Citrifolia sta provocando entusiasmo nel mondo dell’industria del benessere naturale. La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Noni e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Nonu reca giovamento per la prevenzione e/o per l’autotutela del proprio benessere da un’ampia gamma di problemi riguardanti la salute.

I vantaggi diffusi del Noni sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Noni. La pianta del Noni è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute. Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la “madre” di tutte le piante curative è il Noni, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Noni cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.

Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Noni in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Noni viene considerata la “pianta sacra”. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Noni ha prodotto risultati incredibili. Il Noni contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Noni contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica. Perché funziona tanto bene il Noni? Io credo che sia un favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Altri affermano che contiene l’alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Noni offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Nonu funziona. Ugualmente importante è l’approfondita ricerca scientifica che conferma l’efficacia e la sicurezza del Noni.

I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri. L’albero del Noni cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla.

I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all’aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni. I molteplici usi medicinali del Noni divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Nonu come “l’albero della cefalea” e “l’albero antidolorifico” . I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell’utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Noni era identificato e riconosciuto come “l’erba sacra” per il corpo rigenerante. Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione. Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo.

Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al “medico” il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la’au lapa’au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti. Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed “… erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia”, secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal. Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Noni. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava ” … usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie”.

Il Noni fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna. Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti.

La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze. Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli. Da quel momento la ricchezza d’informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Noni è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni. Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Nonu reca tanto giovamento per i dolori. La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l’isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Noni ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane. Ricerche significative sugli usi medicinali del Nonu sono state presentate durante l’ottantatreesimo, l’ottantaquattresimo e l’ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research.

Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all’ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel “Proceeding of the American Association for Cancer Research” era la seguente: “L’Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi”. In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9 12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Noni vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest’indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Noni si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Noni. Detto semplicemente, il Noni può inibire la crescita tumorale.

Gli studi indicano che il Nonu è utile per una miriade di condizioni:
Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate.
Poiché il Nonu sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande
varietà di condizioni.
Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.
Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono
un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato
nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
Genera proprietà adattogeniche.
Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti
linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.
Come terapeuta, ho personalmente notato che la Morinda Citrifolia genera profondi e
rilevanti benefici curativi e medicamentosi verso la prevenzione e autotutela dei tantissimi
problemi riguardante la salute.

Noni ed il dolore 

Il frutto del Noni è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Noni erano “l’albero antidolorifico” e “l’albero della cefalea”. Io ho trattato pazienti che soffrivano di dolori cronici dovuti a svariati fattori con il succo di Noni.

Inoltre, conservo moltissime testimonianze di persone che risiedono negli Stati Uniti e che hanno utilizzato il Noni con successo per liberarsi dai dolori debilitanti. In aggiunta alle migliaia e migliaia d’anni di uomini che usano con successo il Noni per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Noni sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che “la somministrazione dell’estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)”. Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l’estratto di Noni “non mostra alcun effetto tossico”. Io ho notato che la Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati erano sorprendentemente veloci.

E’ importante ricordare che il Noni agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio. Il Noni contiene due dei migliori antiossidanti – la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l’infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente. Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Noni International, Inc., è riconosciuto come il “padre del Nonu moderno” ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Nonu stanno ricevendo sollievo naturale per le loro “sfide” nel campo della salute.

Il Nonu era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell’agosto del 1994. Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Noni schiacciata come “cerotto”. Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.

La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.

Steve Schetcher, N.D., H.H.P., è un medico naturopata, esperto della salute solistica, consulente e autore. Dirige la Natural Healing Institute, Inc., una clinica di naturpatia riconosciuta a livello mondiale che si trova a Encinitas, California. Lui è, inoltre, l’autore di testi bestseller come Fighting Radiation and Pollutants with Foods, Herbs and Vitamins (Come combattere le radiazioni e le sostanze inquinanti con i cibi, le erbe e le vitamine) Documented Natural Remedies That Boost Your Immunity and Detoxify (Vitality Ink., Encinitas, CA). (Rimedi naturali documentati che aumentano la vostra immunità e disintossicano).

 

 

L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.

L’equilibrio acido-base.
Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.
In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.
Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti.
La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale.
Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti).
Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza!
Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Curare l’acidosi.
Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).

Alimenti alcalinizzanti.
Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.

Liquidi
È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè caffè e alcolici.

Attività fisica e stile di vita.
Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress.
Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti.

Le malattie reumatiche colpiscono circa una persona su dieci. In Italia 5.500.000 persone sono affette da queste malattie. Al primo posto sono le artrosi (3.900.000), seguite dai reumatismi muscolari (700.000), dalle spondiloentesartriti, fra le quali troviamo: la spondilite anchilosante, l’artrite psoriasica, le entero-artriti, ecc (480.000), dall’artrite reumatoide (300.000), dalla gotta (100.000), dalle connettiviti fra cui: il lupus, la sclerodermia, ecc: (35.000) e da altre malattie reumatiche meno frequenti.

Le M.A.R.I.C.A. (Artrite Reumatoide, Artrite psoriasica, Lupus Eritematoso Sistemico, Sclerodermia, Dermatomiosite, la sindrome di Sjiogren, la patologia autoimmune in gravidanza, le Vasculiti e altre malattie “rare”, inclusa la fibromialgia) rappresentano gravi, diffuse e spesso invalidanti malattie sociali. Non di rado banalizzate e ridotte “a disturbi reumatici” esse, invece, meritano molta più attenzione da parte sia dei ricercatori (le loro cause rimangono tuttora sconosciute) che delle istituzioni (il loro impatto sulla qualità della vita è ancora troppo trascurato).

Nonostante l’ampia e multiforme modalità di insorgenza e di distribuzione dei disturbi ad esse associate, le malattie reumatiche sono accomunate dal coinvolgimento selettivo del tessuto connettivo e, in particolare, della matrice extracellulare, che diviene preda di un processo disreattivo di tipo infiammatorio, afinalistico, in grado di automantenersi, indipendentemente dallo stimolo primario che lo ha generato e al di là delle capacità di controllo da parte del sistema immunitario. La natura ubiquitaria della matrice extracellulare rende ragione del carattere generalmente sistemico di queste patologie che, quindi, possono colpire qualsiasi organo o distretto, dalla pelle alle ossa, dal cuore ai reni.

Studi recenti hanno messo in evidenza che le malattie reumatiche sono associate al cosiddetto “stress ossidativo”, un fattore emergente di rischio per la salute, causato dalla rottura del fisiologico equilibrio fra la produzione e l’eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidante, dei “famigerati” radicali liberi dell’ossigeno. Infatti, il danno a livello dei delicati componenti della matrice extracellulare che si osserva in queste patologie avviene proprio attraverso il rilascio di abnormi quantità di sostanze ossidanti.

Rispetto al passato, oggi è possibile misurare il livello di stress ossidativo, grazie all’esecuzione di semplici test di laboratorio eseguibili su un piccolo prelievo di sangue. Fra tali test, il d-ROMs test si è dimostrato particolarmente valido nell’individuare una condizione di stress ossidativo associata a malattie reumatiche di una certa gravità, quale l’artrite reumatoide, e nel monitorare l’efficacia di trattamenti fisici e/o farmacologici.

La documentata presenza di un’alterazione del bilancio ossidativo in un paziente reumatico può fornire al medico un’evidenza scientifica incontestabile sulla cui base associare alla terapia di base, un’integrazione antiossidante mirata.

In tale contesto, l’assunzione di formulazioni naturali antiossidanti a base di Deutrosulfazyme® [Cellfood®], ad azione selettiva sulla matrice extracellulare, può risultare particolarmente utile come misura coadiuvante nel migliorare la sintomatologia e la qualità della vita dei pazienti affetti da patologie reumatiche, come recentemente dimostrato nella sindrome fibromialgica.

Grazie alla sinergia tra Nanotecnologia applicata alla Biofisica e la millenaria scienza della Agopuntura lifewave ha creato i  cerotti in grado di risolvere dolori fisici, poter attingere al vero potenziale energetico del corpo umano, poter dormire migliorando la qualità del riposo, controllare l’appetito e di conseguenza il vostro peso e innescare un processo anti-invecchiamento in modo del tutto naturale. In poche parole: migliorare il benessere del corpo umano.

LifeWave è una nuova tecnologia consistente di strutture organiche ortomolecolari che interagiscono passivamente con il corpo umano allo scopo di indurre la modulazione del flusso degli elettroni e della frequenza termomagnetica. Il flusso di elettroni indotto aiuta il recupero di ioni calcio nelle fibre muscolari durante la fase di contrazione, consentendo l’utilizzo di maggiori porzioni di fibra muscolare durante la contrazione, in modo da poter compiere sforzi maggiori. La modulazione passiva delle frequenze termomagnetiche crea una condizione per cui viene incrementato il trasporto delle lunghe catene di acidi grassi attraverso la membrana mitocondriale per la conseguente beta-ossidazione e produzione di energia. Il risultato è un conseguente aumento di energia e resistenza in seguito all’uso di LW. Tutti i materiali sono stati clinicamente testati per quanto riguarda sicurezza ed efficacia. Tutti i prodotti LW sono prodotti in conformità con le norme FDA (Food and Drug Administration).

INTRODUZIONE
La tecnologia LifeWave rappresenta un approccio nuovo, brevettato e innovativo rivolto a migliorare la performance e ad aumentare la capacità di resistenza e l’energia. Il dispositivo LW consiste nella forma di un cerotto sportivo e come tale si applica a punti specifici del corpo, proprio come un comune cerotto o una placca transcutanea. I prodotti LW non contengono magneti, batterie, rame o metalli nocivi.

Non è un sistema di infusione transcutaneo, né niente del genere. Al contrario, si avvale di un sistema innovativo basato sulla normativa del FDA, con una selezione di elementi benefici di natura organica ortomolecolare, atti a far ottenere i risultati veramente sorprendenti che sono stati raggiunti da chi l’ha sperimentato. Il FDA ha stabilito che questi composti organici ortomolecolari sono innocui alla salute umana. E non solo. I componenti utilizzati nella innovativa ricerca condotta dagli scienziati di LW, sono descritti più dettagliatamente come strutture complesse di natura organica ortomolecolare in grado di svolgere un’azione termomagnetica levorotatoria, dovuta all’energia del protone dell’atomo associata ai campi termomagnetici, oppure un’azione destrogira termomagnetica causata dall’energia del protone dell’atomo associata ai campi termomagnetici.

In entrambi i casi, dal punto di vista pratico del dispositivo LW, gli elementi organici ortomolecolari utilizzati sono disposti parallelamente rispetto al piano della rotazione termomagnetica. Lifewave Products, LLC produce il cerotto sportivo presso impianti registrati all’’FDA che soddisfano i requisiti GMP e QSR.

IL PRINCIPIO. LA TEORIA. COME FUNZIONA.


Come funziona la tecnologia LW?
Il concetto LW si basa sul principio che l’energia del protone dell’atomo associata con il campo termomagnetico umano è in grado di interagire con materiali organici ortomolecolari passivi, a condizione che questi materiali siano disposti parallelamente al piano di rotazione, cosicché tale posizionamento induca il flusso di elettroni, in base a ben noti principi di elettrodinamica ufficialmente riconosciuti. E’ risaputo che nei generatori e negli alternatori elettrici convenzionali impiegati nell’industria l’elettricità è prodotta come risultato della rotazione relativa di campi magnetici in presenza di un conduttore come ad esempio, un filo di rame. Nella tecnologia e nei dispositivi LW, il corpo umano rappresenta sia il campo termomagnetico oscillante, sia il mezzo di conduzione (elettroliti).

Il sistema LW interagisce passivamente con questo campo termomagnetico, in modo da indurre il flusso di elettroni nel mezzo di conduzione, attraverso la modellazione di campo ed effetti di risonanza di feedback. Studi recenti nel campo degli effetti di tunnel quantici indotti a livello termico, hanno dato vita a sistemi in grado di creare emissioni termoioniche su una scala di soli 20 nanometri.

In questi sistemi, l’emissione di elettroni o di ioni è causata dalla temperatura dell’emittente. L’emissione aumenta rapidamente con un conseguente aumento di temperatura. Questi sistemi mimano in parte le condizioni esistenti a livello microscopico nell’essere umano. Inoltre gli studi portati avanti da Brownridge in laboratorio hanno dimostrato che sia i gradienti termici che le condizioni statiche termiche sono in grado di indurre gradienti potenziali in certe sostanze organiche cristalline, dove le vibrazioni ioniche enarmoniche di tali sostanze mancano di un centro di simmetria e, di conseguenza, producono una polarizzazione cristallina. Quindi, questi sistemi che producono un flusso di elettroni ed un potenziale sono presenti a livello microscopico nell’essere umano. Si sa che l’emoglobina è il pigmento delle cellule rosse del sangue che contiene ferro. Il suo compito è trasportare ossigeno dai polmoni ai tessuti. Si sa anche che il collagene è una proteina fibrosa insolubile presente nel tessuto connettivo (come la pelle, le ossa, i legamenti e la cartilagine) che contiene rame. Inoltre, nel corpo umano è presente un differenziale naturale di temperatura tra centro e periferia.

In fisica, l’effetto Seebeck descrive un fenomeno secondo il quale quando in un sistema composto di due metalli (per esempio ferro e rame), uno dei due ha temperatura superiore all’altro, si creerà un flusso di corrente. L’effetto termoelettrico di Thomson è la designazione del gradiente potenziale lungo un conduttore che accompagna un gradiente di temperatura. Il fenomeno termomagnetico si manifesta per il fatto che la potenza termoelettrica e termomagnetica si misura in base alla forza elettromotoria prodotta dalla differenza unitaria di temperatura, in questo caso la differenza di temperatura tra il centro e le estremità. In breve, nell’uomo sono presenti tutte le condizioni necessarie per generare dei campi termomagnetici e un flusso di elettroni.

La tecnologia del LW è un dispositivo passivo, basato su un nuovo ed esclusivo processo di costruzione di composti organici ortomolecolari benefici, allo scopo di migliorare la performance umana, grazie all’interazione del dispositivo con il campo termomagnetico umano. In LW si è convinti del fatto che detta interazione del dispositivo LW con l’individuo induca un aumento del flusso di elettroni nell’individuo stesso. Questa interazione non è diversa da quella che avviene in un generatore elettrico in cui l’elettricità è prodotta da magneti in movimento, o da campi magnetici. Nell’uomo, l’aumento del flusso degli elettroni ha molti effetti benefici evidenti, come l’aumento immediato e misurabile della forza fisica, l’aumento della capacità di resistenza e la diminuzione del dolore.

CAMPI MAGNETICI E TERMOMAGNETICI
I campi termomagnetici nascono come risultato di sostanze dissimili che formano giunzioni lungo un gradiente termico. L’effetto termoelettrico è noto da più di 150 anni e fu scoperto da Michael Faraday. Nell’uomo, l’emoglobina che contiene ferro, forma giunzioni microscopiche e macroscopiche con il collagene che contiene rame, giunzioni che si manifestano lungo un gradiente termico che inizia al centro, con un calo di temperatura corrispondente alle estremità.

I campi magnetici tradizionali (H) sono definiti come la regione che circonda una carica in movimento, come quando gli elettroni si muovono attraverso un conduttore. Tali condizioni si verificano anche nel corpo umano, sebbene al centro di questo argomento ci sia il campo termomagnetico. Inoltre, elementi come il ferro, in grado di essere magnetizzati permanentemente, sono definiti ferromagnetici (come risultato di un allineamento parallelo di dipoli magnetici confinanti), mentre elementi come il rame si definiscono diamagnetici (un magnetismo non permanente dove le suscettibilità magnetica è negativa; il diamagnetismo trova la sua chiara espressione nella super conduttività).

I campi termomagnetici tuttavia di distinguono sia dal fenomeno ferromagnetico sia dal comportamento diamagnetico, per il fatto che il campo termomagnetico prodotto non è il risultato di un allineamento di dipoli magnetici, ma piuttosto è il risultato di una condizione termicamente indotta di cariche di elettroni che si muovono attraverso un conduttore. Come caso pertinente, se prendessimo una sbarra di rame e la mantenessimo ad un gradiente di temperatura da una estremità all’altra, se il calore di una delle estremità fosse abbastanza elevato, si manifesterebbe un aumento termico dell’energia cinetica degli elettroni dell’orbita esterna, il che provocherebbe un rilascio di elettroni nello spazio.
In pratica, a causa della conduttività elettrica del rame, un enorme numero di elettroni si sposterebbe verso l’estremità fredda della barra di rame, con la velocità di propagazione del calore. Gli elettroni eccitati dell’estremità fredda della barra viaggerebbero ora in direzione dell’estremità calda, circondando la barra di rame con un fenomeno giroscopico. Il risultato sarebbe un voltaggio basso (millivolt) in presenza di corrente alta.

Nel corso di esperimenti che avevano come fine di produrre campi termomagnetici molto ampi (10000 Gauss), si sono create delle condizioni per cui gli EMF di un anello con giunzioni di ferro e rame (a un gradiente termico) viaggiavano a velocità lineare pari alla propagazione del calore, con il risultato che l’energia cinetica nella rotazione orbitale degli elettroni era così forte che i gusci dell’elettrone viaggiavano a livello della stessa orbita. Di conseguenza, al centro dell’anello erano esposte porzioni dell’energia dei protoni di atomo. E’ evidente quindi che questo fenomeno termomagnetico è unico e si distingue chiaramente dal classico comportamento ferromagnetico e diamagnetico.

DISPOSITIVI TERMOMAGNETICI
Schroeder ha compiuto studi in campi termomagnetici prodotti artificialmente, studi che hanno trovato applicazione pratica nella conversione diretta dalla perdita di calore al magnetismo. In questi dispositivi, si crea un’unità generatrice a basso voltaggio con segmenti alterni di metalli diversi, posizionati a mo’ di spirale, a forma di cappio o di toro in cui il riscaldamento ed il raffreddamento di giunzioni alterne causa un voltaggio basso, ma un elevato flusso di corrente, dipendente dal differenziale di temperatura tra le giunzioni alterne, dall’area di giunzione e dalla dimensione dell’unità. Il voltaggio generato dal riscaldamento e raffreddamento delle giunzioni di metalli diversi è inferiore a un volt, ma in segmenti di metalli diversi modellati in modo appropriato e disposti in forma toroidale, con il riscaldamento ed il raffreddamento delle giunzioni si ottiene un ampio flusso di corrente.

Nell’uomo le proprietà del campo termomagnetico sono simili a quelle replicate nel dispositivo sopra menzionato, cioè una condizione di basso voltaggio e un elevato flusso di corrente. Questo fatto è conforme ai parametri fisiologici della microbiologia umana, nel senso che il potenziale delle cellule è tra i 45mV e i 70mV. Perciò il campo termomagnetico prodotto dall’uomo e di conseguenza qualsiasi flusso di elettroni risultante da tale campo, sarebbe completamente compatibile con il potenziale cellulare esistente presente nell’uomo.

FORZA – LA TEORIA DEL FUNZIONAMENTO
Gli utilizzatori del dispositivo e della tecnologia LW, hanno sperimentato un immediato aumento palese della forza fisica , pochi minuti dopo l’applicazione del dispositivo LW. Non si tratta di un aumento della forza indotto da sostanze chimiche, come nel caso di steroidi anabolizzanti, ecc., ma piuttosto di un fenomeno nel quale la massa muscolare presente è utilizzata in modo più efficiente, grazie all’aumento del flusso di elettroni. Per capire come ciò sia possibile, se esaminiamo il sistema muscolare scheletrico striato, vediamo che l’insieme di nervi volontari è sottoposto al controllo conscio, per il fatto che questi nervi sono diramazioni del sistema nervoso periferico cerebrospinale (il cervello e il midollo spinale costituiscono l’asse cerebrospinale). Le stesse fibre muscolari sono tessuti composti da cellule contrattili che effettuano il movimento a seguito del processo di eccitamento che si manifesta nelle fibre nervose in conseguenza a uno stimolo (impulso nervoso).

Attualmente la ricerca medica crede che l’impulso nervoso abbia la natura di un’onda di disturbi elettrochimici. L’efficienza con la quale ampi gruppi di muscoli si contraggono si può definire come il numero di fibre muscolari utilizzate in una contrazione diviso per il numero di fibre presenti in quel gruppo muscolare. Si crede che in realtà la maggior parte delle persone contragga solo una piccola percentuale di fibre muscolari in un dato gruppo per un dato impulso nervoso (bassa efficienza dell’uso della massa muscolare come funzione del numero di fibre muscolari contratte diviso per il numero di fibre muscolari presenti; non tutte le unità motorie rispondono a un dato stimolo).
Se noi ora inducessimo una condizione per cui la forza totale disponibile per l’impulso nervoso potesse essere aumentata al punto da far contrarre un maggior numero di fibre muscolari per un dato gruppo di muscoli, l’efficienza reale delle fibre striate aumenterebbe. Poiché nella fase di contrazione si contrarrebbero più fibre muscolari in un gruppo, più unità motorie risponderebbero a un dato stimolo. Quindi la forza muscolare potrebbe aumentare.

In LifeWave Products, LLC si è convinti che questa sia una spiegazione ai fenomeni che si manifestano negli utilizzatori della tecnologia LW, cioè un immediato e tangibile aumento della forza e della capacità di resistenza dopo pochi minuti di applicazione della tecnologia LW.

A sostegno di questa spiegazione, possiamo citare il lavoro svolto da Mower per l’aumento della contrattilità muscolare a seguito di stimolazione bifasica. Nel corso di questo lavoro, Mower afferma che grazie alla stimolazione bifasica si ottiene un miglioramento nella funzionalità miocardica. La combinazione delle pulsazioni catodiche con quelle anodiche basate su uno stimolo o su un condizionamento, garantiscono migliore conduzione e contrattilità nella stimolazione anodica, mentre viene eliminato l’inconveniente dell’aumento della soglia di stimolazione. Il risultato consiste in un’onda depolarizzante dotata di maggiore velocità di propagazione. Questo aumento di velocità di propagazione comporta una maggiore contrazione cardiaca e, di conseguenza, un aumento del flusso sanguigno. I muscoli striati possono anche essere stimolati per via elettrica, chimica, meccanica o a seguito di un cambiamento di temperatura. Nel caso in cui il muscolo sia stimolato da un neurone motorio, il neurone trasmette un impulso che attiva tutte le fibre muscolari sotto il suo controllo, cioè, quelle fibre muscolari che costituiscono la sua unità motoria. La depolarizzazione in un’area della membrana stimola la depolarizzazione anche nelle aree adiacenti, con il risultato che si viene a creare un’onda depolarizzante che si propaga lungo la membrana dal punto della stimolazione in tutte le direzioni. Quindi, quando un neurone motore trasmette un impulso, tutte le fibre muscolari di quell’unità motoria sono stimolate a contrarsi simultaneamente. La forza minima necessaria per provocare la contrazione è detta stimolo soglia. La credenza comune ritiene che, quando si raggiunge questo livello di stimolo, aumentando il livello dello stimolo, la contrazione non aumenti. Inoltre, dato che le fibre muscolari di ogni muscolo sono organizzate in unità motrici, e che ogni unità motrice è controllata da un unico neurone motore, tutte le fibre muscolari in un’unità motrice vengono stimolate contemporaneamente. Tuttavia, il muscolo nel suo insieme è controllato da molte diverse unità motrici che reagiscono a diverse soglie di stimolo. E così, quando a un muscolo si applica un determinato stimolo, qualche unità motoria potrebbe reagire e qualche altra no.

Quindi, mezzi artificiali di impulsi catodici e anodici applicati esternamente allo stimolo bifasico, comportano un aumento e una migliore contrazione dei muscoli striati. Allo stesso modo lo stimolo dei muscoli striati può servire a preservare il percorso neurale, cosicché, in seguito alla guarigione delle fibre nervose associate al tessuto stimolato, i pazienti ‘ricordano’ come contrarre quel particolare muscolo.

In breve, per un dato stimolo applicato a un muscolo striato, non tutte le unità motorie risponderanno a quello stimolo, per cui non tutte le fibre muscolari di quel gruppo si contrarranno a seguito di un certo stimolo in quella fase di contrazione. La stimolazione bifasica applicata esternamente ha dimostrato la capacità di aumento della fase di contrazione, al fine di aumentare o migliorare il livello di contrattilità. Nel dispositivo LW, il flusso indotto di elettroni è creato da un mezzo esterno passivo in modo nuovo e del tutto innovativo, con il risultato finale di un miglioramento nella fase di contrazione di un determinato gruppo muscolare, nel senso che più unità motorie sono in grado di rispondere a un determinato stimolo.

Per una documentazione ulteriore e di supporto, sono stati pubblicati studi sul Giornale di Elettrofisiologia Cardiovascolare, per citare solo un esempio, a sostegno delle affermazioni precedenti. Inoltre, fin dagli anni settanta è risaputo (Becker) che il mantenimento di un potenziale localizzato nel corpo umano, fa sì che in quell’area vengano attirati ioni di calcio. Questo metodo è stato utilizzato con successo da Becker per migliorare la velocità di guarigione nel caso di fratture ossee.

Nel dispositivo LW, un flusso indotto di elettroni potrebbe avere lo stesso effetto di apportare ioni di calcio alla fibra muscolare, allo scopo di incrementare l’efficienza dell’uso della massa muscolare.

Si sa che il muscolo striato è attivato da nervi motori sotto controllo volontario e ciò ha a che fare con la locomozione. Esso è composto di fibre larghe e lunghe che consistono di cellule multinucleate. All’interno di ogni fibra ci sono miofibrille longitudinali, ognuna con un suo modello distinto di bande, determinato dalla distribuzione delle proteine actina e miosina. Le bande di unità ripetute si chiamano sarcomeri. I modelli delle bande di miofibrille nella fase di contrazione e rilassamento, sono facilmente distinguibili. La contrazione di muscoli volontari appare più chiara alla luce della teoria dei ‘filamenti scorrevoli’. Innanzitutto, il muscolo ha bisogno di un impulso da parte di un nervo motore.

In secondo luogo, i filamenti di actina e di miosina si mettono in contatto per creare un complesso che si chiama actomiosina. Questo complesso si può formare solo in presenza di ioni calcio. Dato che le fibre muscolari sono organizzate in unità motorie, ed ogni unità motoria è controllata da un unico neurone motore, tutte le fibre muscolari in un’unità motoria vengono stimolate contemporaneamente. Tuttavia, l’intero gruppo muscolare è controllato da molti diverse unità motorie che rispondono a diverse soglie. Perciò, a seguito di una contrazione muscolare non tutte le fibre muscolari si contraggono nella fase di contrazione (basso livello di efficienza dell’uso della massa muscolare).

La tecnologia LW è un dispositivo passivo composto di strutture organiche orto molecolari posizionate parallelamente rispetto al piano della rotazione termomagnetica umana. Questo dispositivo provoca nell’utilizzatore un flusso indotto di elettroni, proprio come accade in un generatore di elettricità. Questo migliora l’efficienza della contrazione muscolare, reclutando più ioni calcio per attrazione (il che dà luogo alla formazione di actomiosina) e migliora l’efficienza nell’uso della massa muscolare (più fibre muscolari in un gruppo si contraggono durante la fase di contrazione). Il risultato finale è che già dopo pochi minuti dall’applicazione del dispositivo LW, il soggetto è fisicamente più forte.

RESISTENZA – LA TEORIA DEL FUNZIONAMENTO
Le persone che hanno sperimentato il dispositivo LW e la sua tecnologia hanno notato un aumento immediato e palese di resistenza fisica, dopo solo pochi minuti. I risultati attualmente ottenuti variano da un miglioramento minimo dell’8% a un massimo del 400%. La modulazione passiva di frequenza termomagnetica del dispositivo LW crea una condizione nella quale il trasporto di una catena lunga di acidi grassi attraverso la membrana mitocondriale per la successiva beta-ossidazione e produzione di energia è attivata o migliorata. Ciò offre all’utilizzatore maggior energia e resistenza.

Per capire come questo fenomeno sia possibile, basta esaminare il processo metabolico che ha a che fare con le sorgenti primarie di energia nel corpo umano. Al fine di questa discussione, focalizzeremo l’attenzione sugli acidi grassi, idrocarburi nei quali uno degli atomi di idrogeno è stato rimpiazzato da un gruppo carbossile, descritto anche come acido alifatico monobasico composto da un radicale alchile legato a un gruppo carbossile.

I grassi acidi essenziali (definiti tali per il fatto che ci mantengono sani e perché non vengono sintetizzati dal corpo umano) sono per esempio i grassi acidi insaturi come l’acido linoleico, linolenico e arachidonico. Il compito metabolico degli acidi grassi può essere in parte descritto per il fatto che gli acidi grassi rappresentano una delle fonti primarie di energia per gli esseri umani e, attraverso la beta-ossidazione, vengono suddivisi in unità di base di energia. Quello che è più interessante è che, affinché questo processo possa funzionare, occorre che gli acidi grassi entrino nel mitocondrio per la beta-ossidazione, ed essi non sono in grado di penetrare da soli la membrana mitocondriale.

Oltre al metabolismo dei lipidi, il mitocondrio è implicato nella sintesi delle proteine e, sia con il microscopio a contrasto di fase che con il microscopio elettronico, si possono vedere i filamenti o i bastoncini mitocondriali del diametro di 0,5 micrometri. Questa informazione è significativa per il fatto che nella tecnologia LW, si devono selezionare materiali e strutture in base a frequenze risonanti e simpatiche dei mitocondri durante il processo di sintesi delle proteine e del metabolismo dei lipidi, mentre d’altra parte non si interferisce con l’altro obiettivo primario della tecnologia, cioè sostenere il reclutamento di ioni calcio nelle fibre muscolari (per la formazione di actomiosina).

Nel corpo umano, per superare il problema dell’incapacità degli acidi grassi di spostarsi dal citosolo (porzione solubile della cellula) attraverso la membrana mitocondriale, diversi ricercatori hanno stabilito che vari nutrienti sono essenziali per trasportare lunghe catene di acidi grassi dal citosolo attraverso la membrane mitocondriale per il metabolismo e l’ossidazione degli acidi grassi e per la produzione di energia.

Tuttavia sono possibili altri metodi per assistere gli acidi grassi attraverso la membrana mitocondriale, oltre all’uso dei nutrienti. Nel corso degli esperimenti attuati dall’autore, si è scoperto un metodo che implica una fonte di energia attiva in grado di aumentare sia la motilità delle cellule che il ritmo metabolico. In questo metodo, si utilizza un generatore come fonte di onde di forma e di multifrequenze per un radio trasmettitore. Il radio trasmettitore era usato per produrre un’onda portante di alta frequenza, mentre il generatore forniva le frequenze ‘primarie’ di studio. Si usava un amplificatore lineare per aumentare le uscite del trasmettitore fino a circa 300 watt, e l’antenna nel sistema usata per trasmettere il segnale, era un ricettacolo che produce plasma ad alta impedenza.

Durante l’esperimento, si faceva un esame in vitro nel quale si studiavano le varie modulazioni di frequenza per vedere gli effetti sulla mobilità della cellula e sulla velocità del metabolismo mitocondriale. Alla fine, si è scoperto che usando questa apparecchiatura in vitro, si potrebbero alterare attivamente sia la mobilità della cellula che la velocità del metabolismo mitocondriale, nel senso che potrebbe essere sia aumentato che diminuito, grazie a specifiche modulazioni di frequenza. Tali modulazioni di frequenza dipenderebbero dal tipo di cellula esaminata, dal materiale metabolizzato, ecc. Per ottenere l’effetto desiderato di aumentare il metabolismo in modo passivo (soprattutto di aumentare la velocità di beta-ossidazione degli acidi grassi, permettendo agli acidi grassi il passaggio attraverso la membrane mitocondriale), l’autore ha costruito un dispositivo LW, che consiste di strutture organiche ortomolecolari progettate per interagire passivamente con il campo termomagnetico del corpo umano, al fine di creare un sistema di modulazione di frequenza termomagnetica.

Nell’esperimento descritto prima, l’effetto desiderato (l’aumento del metabolismo della cellula) si è ottenuto attivamente, associando la frequenza desiderata a una fonte di plasma ad alta energia. Nel dispositivo LW, la frequenza desiderata si ottiene passivamente grazie a una selezione delle sostanze, alla disposizione delle sostanze e al processo al quale vengono sottoposte. Tale dispositivo interagisce con il corpo grazie alla modulazione passiva del campo termomagnetico presente nel corpo umano. Il risultato che è apparso evidente agli utilizzatori del dispositivo LW, consiste in un enorme aumento dei livelli di resistenza e di energia, nel giro di pochi minuti. Per citare un esempio, nel corso di un test, si chiedeva a dei volontari di compiere un esercizio, come push up, o altri esercizi di performance fisica, e poi di ripetere quell’esercizio il più possibile. In tutti i casi le persone erano in grado di compiere più volte l’esercizio utilizzando il LifeWave piuttosto che senza. Un esempio significativo è costituito da un praticante di body building che ha sollevato 100 libbre per un ciclo di tre ripetizioni senza LW. Con i cerotti LW indossati per un minuto, la stessa persona era in grado di sollevare nove volte lo stesso peso.

RISULTATI OTTENUTI


Si è selezionato un gruppo di più di 50 persone qualsiasi. Ogni persona si è resa disponibile a partecipare a una serie di test allo scopo di raccogliere dati preliminari sull’efficacia della tecnologia LW. Questi test non hanno niente a che fare con i test di laboratorio. Alcune delle informazioni ricercate con questi test riguardano variazioni di forza, di resistenza e di diminuzione del dolore. Come indicatore di base, veniva proposto ad ogni individuo un semplice test di resistenza basato su protocolli convenzionali di terapia fisica , come l’adduzione delle braccia. In ogni caso, tutte le persone mostravano un aumento di forza con il LW.

In studi basati su un numero maggiore di individui, si chiedeva di compiere dei test portando dinamometri e sollevando pesi a volontà. Come esempio campione, una persona produceva una pressione nominale con le mani di 140 libbre in un test di controllo. Con il cerotto LW la pressione esercitata aumentava fino a 160 libbre. Un altro esempio campione è quello di una persona che durante un test di controllo sollevava alla panca 385 libbre e, con il cerotto LW 415 libbre.

Riguardo alla resistenza, si otteneva un miglioramento del 25% e anche di più con il cerotto LW. Come esempio campione, un individuo che sollevava alla panca 200 libbre per otto cicli senza LW, riusciva a sollevare lo stesso peso per 12-16 cicli, con il cerotto LW.

Ci sono anche dozzine di casi di lenimento del dolore ottenuti con il cerotto LW. Alcuni esempi sono quelli di dolori muscolari, mal di schiena, mal di testa, tendiniti e molti altri. I fenomeni che sono stati osservati sono comuni anche ad altri sistemi. Ma il sistema con cui LW ottiene questi risultati è nuovo e innovativo. Per esempio nella terapia fisica si usano impulsi elettrici per stimolare gruppi di muscoli volontari a contrarsi sotto effetto della stimolazione. Questi metodi sono noti comunemente come EMS, stimolatori muscolari elettrici o elettronici. Provocano fasi di contrazione e di rilassamento nei gruppi muscolari. Con il metodo LW, secondo la modalità presentata, si può ottenere un miglioramento netto nell’efficienza della massa muscolare totale utilizzata in fase di contrazione, grazie a un aumento nel flusso di elettroni, nel corso dell’onda di alterazione elettrochimica creata da un impulso nervoso (più unità motorie rispondono durante la fase di contrazione).

In studi condotti con volontari presi tra una larga fetta di popolazione, in tutti i casi le persone testate mostravano un immediato aumento di forza fisica in rapporto diretto all’uso del cerotto LW. In altri studi, gli utenti del sistema LW hanno riportato miglioramenti da una serie di dolori con cause muscolari, mal di testa ed altri tipi di dolore. In tutti i casi, la sparizione del dolore avveniva dai 2 ai 30 minuti.

UNO STUDIO DEL MONDO REALE
Il seguente studio eseguito in modo autonomo da una terza parte indipendente, è stato fatto da Joseph A. Goodson MS, ATC, capo allenatore atletico del College Morehouse di Atlanta, GA. Segue una breve esposizione del test e dei risultati ottenuti.

Un gruppo di 40 atleti è stato scelto a caso per partecipare ai test di LW. Gli atleti venivano così suddivisi: al primo gruppo appartenevano 10 atleti di atletica leggera e velocisti, ed è stato utilizzato come gruppo di controllo; al secondo gruppo appartenevano 10 atleti di atletica leggera e velocisti , ed è stato utilizzato per testare il cerotto LW; il terzo gruppo era formato di 10 giocatori di football, ed è stato utilizzato come gruppo di controllo; il quarto gruppo era formato da 10 giocatori di football ed è stato utilizzato come gruppo per testare il cerotto LW. A tutti gli atleti come prima cosa veniva chiesto di partecipare a un esame di protocollo, che sarebbe servito come punto di riferimento per il confronto. I dati di tale test sono stati raccolti per tutti gli atleti nel corso della prima settimana dello studio. I test di controllo e gli esperimenti sarebbero stati eseguiti in tutti i gruppi nella settimana successiva.

Per gli atleti di atletica leggera e i velocisti, i test consistevano in sessioni di scatto della durata di 90 minuti. Ogni atleta veniva monitorato per notare la presenza di una reazione potenzialmente avversa, durante il test, come per esempio un cambiamento anomalo nel battito cardiaco,ecc. Alla fine dei test, veniva chiesto agli atleti di compilare un questionario, e un referto soggettivo di come si sentivano durante gli scatti e dopo. Informazioni interessanti riportavano come gli atleti erano in grado di ricuperare tra una sessione e l’altra, la presenza di crampi durante e dopo gli scatti, presenza di dolori e, in generale, qualsiasi sensazione energetica alla fine delle sessioni. Per i giocatori di football, i test consistevano di sessioni di sollevamento pesi della durata di 60 minuti. Ogni atleta veniva monitorato per vedere se era presente una reazione potenzialmente avversa nel corso del test, come un cambiamento anomalo nel battito cardiaco, ecc. Questi atleti svolgevano regolarmente sessioni di sollevamento pesi, secondo il piano del preparatore atletico, che consistevano in esercizi alla panca, al manubrio, per le spalle, sollevamenti a strappo, ecc. Ogni esercizio veniva svolto in 3 set di 8 ripetizioni.

Durante il test, veniva chiesto agli atleti di compilare un questionario e dare un resoconto, sia oggettivo che soggettivo, dei risultati ottenuti negli esercizi di sollevamento pesi.Informazioni interessanti includevano il peso che l’atleta riusciva a sollevare, come riusciva a recuperare tra gli esercizi, la presenza di crampi muscolari, di dolori e, in generale, qualsiasi sensazione di energia al completamento delle sessioni. Nel primo gruppo, il gruppo di controllo di atleti di atletica leggera e di velocisti, non c’è stato nessun cambiamento significativo durante le due settimane di esperimento. Dopo ogni sessione di velocità della durata di 90 minuti, la maggior parte degli atleti riferiva alla fine stanchezza e dolori muscolari.

Nel secondo gruppo, il gruppo di test di atletica leggera e di velocisti che hanno usato i cerotti LW, è emersa una differenza significativa tra la performance iniziale e quella del test. Dieci atleti su dieci riportavano che quando usavano i cerotti LW avevano più energia in velocità e un maggior recupero tra una sessione e l’altra. Inoltre, coloro che usavano il LW riferivano di avere energia alla fine della sessione, mentre i crampi erano rari o del tutto assenti, come pure i dolori.

Nel terzo gruppo, il gruppo di controllo per i giocato ridi football, non si notava nessuna differenza durante le due settimane in cui l’esperimento ha avuto luogo. Dopo ogni sessione da 60 minuti di sollevamento pesi, questi atleti riferivano stanchezza fisica e dolore.

Nel quarto gruppo, il gruppo testato di calciatori che avevano usato i cerotti LW, si riscontrava una differenza significativa tra la performance iniziale e quella del test. Tutti gli atleti riferivano che con l’uso dei cerotti LW avevano più energia nella fase del sollevamento pesi, e anche un miglioramento notevole nella quantità di pesi che erano in grado di sollevare. Qualche esempio significativo: l’atleta n. 1 sollevava al manubrio 65 libbre nello studio di base, in 3 set di 8 ripetizioni. Ma se usava i cerotti LW riusciva a fare 3 set di 8 ripetizioni con 80 libbre. L’atleta n.2 sollevava alla panca 185 libbre, nel corso dello studio di base, per 3 set di 8 ripetizioni ciascuna, mentre con i cerotti LW, sollevava 225 libbre, per 3 set di 8 ripetizioni. L’atleta n.3 sollevava a strappo 90 libbre nello studio di base, per 3 set di 8 ripetizioni, mentre con i cerotti LW, era in grado di sollevare a strappo 180 libbre in 3 set di 8 ripetizioni.

APPLICAZIONE PRATICA
In generale, il dispositivo LW teoricamente può essere applicato in ogni punto del corpo umano in cui si voglia promuovere una reazione benefica. Tuttavia, come nota interessante, i punti di applicazione più efficaci sembrano corrispondere con i punti descritti dal sistema dell’agopuntura. Tale correlazione non dovrebbe destare sorpresa, dato che i punti dell’agopuntura coincidono tipicamente con punti di alto potenziale elettrico, come ha scoperto Walter Rawls.
Per esempio, in tutti i test citati, i cerotti LW venivano collocati lungo la linea mediana della regione epigastrica, nella depressione situata al centro del petto. Nell’agopuntura, questo punto viene chiamato ‘Shanzhong’ e si dice che sia situato lungo il canale Ren sulla linea mediana anteriore all’altezza del quarto spazio intercostale. Inoltre, un altro punto interessante per la collocazione del cerotto LW, sarebbe la linea mediana della regione ombelicale, ‘Zonggji’, quattro ‘cun’ sotto l’ombelico, punto in cui si incontra con il canale Ren.
Nel caso in cui si utilizzi il sistema a due cerotti, quello chiaro e quello scuro, il cerotto chiaro si applica sull’avambraccio destro, mentre quello scuro sull’avambraccio sinistro. E’ stato osservato che nella maggior parte dei casi l’effetto LW è più forte ed evidente nel caso in cui si usino i due cerotti complementari, anziché uno singolo (solo il bianco). Questo si può capire chiaramente in termini di superficie esposta, ed anche per il flusso di elettroni in una zona localizzata piuttosto che il flusso di elettroni tra due zone lontane.

UN TEST SEMPLICE
Per coloro che sono nuovi alla tecnologia LW, ci sono diversi test semplici e veloci, a conferma dell’ efficacia del dispositivo LW. Per esempio, dapprima si può far eseguire alla persona un esercizio come un push up per più volte possibile (un solo set, finché la persona non riesce ad andare avanti). Poi si applica il cerotto, si aspetta qualche minuto, o che la persona si sia un po’ riposata, e le si chiede di fare quanti più push up riesce, un solo set, finché non si ferma. Nella maggior parte dei casi, appare evidente che con i cerotti LW è possibile fare più push up. Di fatto, in questo semplice test, si nota un miglioramento del 25% nella performance.

STUDI CLINICI
Tutti i componenti dei cerotti LW sono stati testati clinicamente dal punto di vista della sicurezza e dell’efficacia. Sono stati fatti studi in doppio cieco allo scopo di stabilirne l’efficacia nel campo dell’atletica, cioè del miglioramento della forza e della resistenza. Nei test svolti da LW, oltre il 99% degli utenti riferiva un miglioramento dal punto di vista della forza e/o della resistenza, nel giro di pochi minuti da quando il prodotto veniva applicato. Non solo, la maggior parte di utenti che soffriva di dolori muscolari o di qualche tipo di fastidio, trovava sollievo in un tempo dai 2 ai 30 minuti dall’applicazione dei cerotti. Inoltre, tutti i componenti usati per i prodotti LW sono elencati nel FDA 21 CFR, e realizzati in luoghi di produzione registrati presso il FDA.

CONCLUSIONE
In conclusione, in base agli effetti benefici osservati e riportati da centinaia di utilizzatori dei cerotti LW, è chiaro che si verifica un miglioramento fisiologico evidente, positivo ed effettivo nella risposta dell’unità motoria e del sistema muscolare volontario, grazie al fatto che l’applicazione del dispositivo LW rappresenta un fenomeno nuovo e di valore. Man mano che verranno raccolti più dati dalla LifeWave Products, LLC e da altri laboratori, si realizzerà una maggior comprensione sui miglioramenti ottenuti. La Società LifeWave, LLC è impegnata ad offrire al consumatore esclusivamente una tecnologia sicura ed avanzata che promuova forza, resistenza e benessere. Grazie al dispositivo LW, l’atleta professionista e chiunque desideri un aumento di forza, di resistenza o alleviare il dolore, può ottenere questi risultati in pochi minuti dall’applicazione del cerotto LW.

L’INVENTORE
Mentre era impegnato negli studi universitari e nel master alla Pace University, negli anni 80, Schmidt ricevette una borsa di studio da una società privata del New Jersey, allo scopo di svolgere ricerche su terapie nuove e alternative per i neuroblastomi immunogenetici e non immunogenetici. Questa ricerca, portata avanti con il supporto dell’Ospedale Infantile di Philadelphia, diede vita alla scoperta di un nuovo metodo per eliminare selettivamente le cellule cancerogene C1300 e TBJ, senza danneggiare le cellule sane.

Negli ultimi 15 anni, Schmidt è stato un vero innovatore nel campo della ricerca e dello sviluppo. Gli sono state attribuite molte invenzioni, tra cui, solo per citarne alcune, una batteria biomimetica, la plastica organica, il progetto di una nuova sonda ultrasonica e di un nuovi anodi per celle di combustibile. Non solo ha sviluppato nuove metodologie e brevetti per la produzione del gas idrogeno dall’acqua, ma ha dato anche il suo contributo per l’integrazione di questi sistemi con camere di combustione alimentate da diversi carburanti e di dispositivi e di motori a turbina prive di lama.

Schmidt è inoltre responsabile di un lavoro di ricerca per la Marina Militare sui metodi per produrre ossigeno. Grazie al suo contributo alla ricerca, è stato invitato dalla Marina Militare a far parte del team per il progetto della nuova generazione di sottomarini. Tra i riconoscimenti ottenuti, Schmidt ha ricevuto una laurea HC dalla International Hall of Fame, grazie alle scoperte fatte in campo genetico e metallurgico. E’ un ex membro del Board of Directors (Comitato di Direzione) per NuPro Innovations Inc., una società gestita pubblicamente e impegnata nella vendita di un prodotto polimero metaforico. Attualmente, Schmidt è presidente della LifeWave Products, LLC. E’ il principale ricercatore e inventore della tecnologia LW.

DOMANDE FREQUENTI SU LW
1) Come funziona LW se non viene rilasciata nessuna sostanza nel corpo?
Si ritiene che la tecnologia di LW presente nei cerotti comunichi con il corpo attraverso il campo magnetico del corpo umano. Questo è noto come modulazione di frequenza e trasferimento di energia risonante. Per ulteriori spiegazioni a riguardo, si rimanda al sito LW.

2) Cosa contengono i cerotti?
I cerotti contengono una miscela in attesa di brevetto di aminoacidi, acqua, ossigeno ed elementi organici su un substrato di poliestere sigillato in un guscio di polimero. Tutti i componenti attivi fanno parte della lista di sostanze ammesse dal FDA 21 CFR e sono garantiti innocui per la salute.

3) Si tratta di cerotti transcutanei? Che sostanze rilasciano nel corpo?
Non viene rilasciata nessuna sostanza nel corpo, dato che NON si tratta di cerotti transcutanei. Il principio si basa su una scienza completamente nuova e su un approccio energetico innovativo, per sviluppare resistenza, energia e migliorare la performance.

4) Il LW è un prodotto sicuro?
Tutti i componenti attivi del LW sono elencati dall’FDA sotto il 21 CFR e sono riconosciuti come prodotti innocui. LW è prodotto in stabilimenti registrati presso l’FDA. Se hai problemi di salute o sei in dubbio, tuttavia, sei invitato a consultare un medico prima di usare il prodotto.

5) Cosa si sente quando si applica LW?
Probabilmente nulla. LW NON E’ uno stimolante, come la caffeina o l’efedra. Quello che si nota è un livello di energia costante e stabile nel corso della giornata. Se fai attività sportiva, sarai in grado di vedere miglioramenti nella quantità di esercizi o nella durata dell’attività, senza stancarti.

6) LW è stato testato clinicamente?
Sì, è stato testato clinicamente nelle più importanti università. Studi in doppio cieco hanno rivelato che LW è in grado di aumentare l’energia e la resistenza già dalla prima applicazione.

7) Per quanto tempo deve essere portato il cerotto?
Si consiglia di portare il cerotto per 12 ore o anche meno.

8) Quante volte si deve portare il cerotto?
Al fine di ottenere il miglior risultato, il cerotto va portato o a giorni alterni, o per quattro giorni, sospendendo poi l’uso per i tre giorni consecutivi, a meno che non siano date disposizioni diverse dal medico.

9) C’è un’ età minima per l’uso del cerotto?
Crediamo che il prodotto sia innocuo ed efficace. Tuttavia lo vendiamo solo agli adulti.

10) Come si può fare affinché il cerotto non si stacchi?
Il cerotto LW utilizza lo stesso adesivo usato per altri comuni cerotti. Il sudore e l’uso di oli per il corpo chiaramente influenzano la capacità di adesione. La pelle pertanto dovrebbe essere pulita e asciugata prima dell’applicazione, per poter avere il massimo beneficio dall’uso. Gli sportivi applicano il cerotto al polso e poi ci mettono sopra del nastro adesivo, per essere certi che il cerotto non si sposti. I nuotatori puliscono il punto dove va applicato con alcool prima di applicarlo. Il punto più comune è l’angolo dove la clavicola e la spalla si congiungono. Altri utilizzatori che fanno sport dove si suda molto, utilizzano una polsiera per tenere il cerotto a posto.

Erboristeria Arcobaleno: tutti i colori del benessere

Siamo tutti abituati a pensare che dobbiamo assumere qualche sostanza (come le vitamine) per migliorare la nostra salute. Sebbene una nutrizione sana, l’assunzione di acqua e l’esercizio fisico siano componenti essenziali di uno stile di vita sano, i nostri organismi richiedono anche un flusso continuo di energia. Per esempio, i nostri cervelli e nervi trasmettono segnali elettrici ai muscoli affinché possano utilizzare l’energia chimica immagazzinata per contrarsi.

È risaputo da migliaia di anni che frequenze particolari dello spettro visibile possono provocare cambiamenti specifici nell’organismo. Quando usciamo all’aperto, una certa frequenza di luce fa sì che il nostro organismo produca vitamina D. Una diversa frequenza di luce (UV) provoca la produzione di melanina, la sostanza chimica che ci fa abbronzare.

I cerotti IceWave fanno uso di questa tecnologia per stimolare i punti dell’agopuntura sul corpo in modo da migliorare il flusso d’energia e alleviare il dolore entro pochi minuti dall’uso senza dover assumere alcun medicinale.

I cerotti IceWave, prodotti dalla LifeWave, sono strumenti estremamente potenti per il sollievo di piccoli dolori. Da un punto di vista elettrico, le zone infiammate e doloranti del corpo hanno una conduttività ridotta. In un qualunque momento, quindi, alcune parti del corpo avranno una conduttività elettrica maggiore rispetto ad altre aree. Come analogia, si pensi ad una catena montuosa che ha picchi e valli: i picchi rappresentano le aree con alta conduttività e le valli rappresentano aree con una conduttività elettrica bassa.

L’idea è che, applicando adeguatamente i cerotti IceWave, si possa riequilibrare la conduttività ed il flusso di energia nelle aree che sono al di sotto del livello normale di conduttività. LifeWave ha progettato e prodotto dei cerotti che contengono cristalli biomolecolari nano strutturati che inviano istruzioni specifiche al corpo attraverso i punti di agopuntura.

I cerotti LifeWave usano la radiazione ad infrarossi ad ampio spettro emessa dal corpo come una sorgente di energia che attiva i nano-cristalli all’interno dei cerotti.

I cerotti agiscono come antenne molecolari e centri di trasmissione di informazioni. I cerotti LifeWave non sono transdermici, cioè non trasmettono alcun componente chimico al corpo.

I prodotti Lifewave sono dei cerotti per la fotobiomodulazione senza fili (wireless Photobiomodulation products.