La diminuzione della fertilità dell’uomo, sempre più diffusa, è conseguenza della riduzione del numero e della vita degli spermatozoi, i gameti maschili che consentono il concepimento. Si tratta di una problematica che ha sia delle implicazioni sulla vita dei soggetti che desiderano concepire un figlio, sia su più ampia scala, in quanto meno fertilità significa meno nascite in futuro.

Uno studio aveva già mostrato un calo preoccupante del 50-60% della concentrazione di spermatozoi nell’uomo occidentale tra il 1973 e il 2011 (1). Un nuovo studio insiste sulla questione e affronta due aspetti nuovi: il calo della fertilità maschile peggiora sempre più rapidamente e non interessa soltanto l’Occidente.

Gli epidemiologi Hagai Levine, Shanna Swan e i loro colleghi hanno analizzato centinaia di studi sulla fertilità maschile condotti dal 1973 al 2018 in una cinquantina di paesi (2). Nella meta-analisi pubblicata il 15 novembre 2022, i ricercatori hanno evidenziato che, in 45 anni, la concentrazione media di spermatozoi nello sperma è diminuita in media dell’1,16% all’anno, passando da 101 milioni di spermatozoi per millilitro (nel 1973) a 49 milioni per millilitro (nel 2018). Osservando più da vicino gli ultimi due decenni, ci si rende conto che il fenomeno sta accelerando: dopo il 2000, la quantità di gameti nello sperma si riduce del 2,64% all’anno.

Questa situazione negativa, secondo i ricercatori, costituisce un autentico problema di salute pubblica poiché potrebbe, a lungo andare, “ minacciare l’umanità ”.

Quali sono le cause del calo globale della fertilità maschile?

Due importanti cause sembrano spiegare il declino sempre più rapido della fertilità maschile a livello globale.

  1. Diminuzione della quantità di sperma dovuta allo stile di vita
  2. Il fattore di diminuzione della fertilità più facilmente identificabile è il cambiamento dello stile di vita in tutto il mondo.

La sedentarietà, la cattiva alimentazione o l’obesità che ne deriva nuocciono ovviamente alla fertilità degli uomini. La crescita del tessuto adiposo, che immagazzina il grasso, comporta il rilascio di sostanze che influenzano il testosterone, uno degli ormoni chiave nella produzione di spermatozoi. Secondo l’OMS, nel mondo il 39% degli uomini è in sovrappeso e l’ 11% è obeso.

Fare sport un’ora al giorno aiuterebbe a contenere il problema, perché l’attività fisica consente di bruciare il grasso e aumentare la concentrazione spermatica (numero di spermatozoi per millilitro di sperma). Alcuni ricercatori hanno studiato la composizione dello sperma di 261 uomini sani: dopo 24 settimane, gli uomini attivi presentavano spermatozoi più numerosi e più resistenti allo stress ossidativo rispetto a quelli dei soggetti sedentari (4).

È altresì noto che il consumo di tabacco (e droghe in generale) provoca una diminuzione della quantità di spermatozoi. Lo sperma dei fumatori che consumano 10 o più sigarette al giorno contiene fino al 20% in meno di spermatozoi rispetto a quello dei non fumatori e gli spermatozoi dei soggetti fumatori si rivelano, inoltre, meno vivaci, a seguito di un’alterazione della morfologia (5). Il consumo eccessivo di alcol (a partire da 5 bicchieri a settimana) può anche influenzare la qualità e la produzione di spermatozoi.

Infine, gli uomini che si sentono stressati hanno maggiori probabilità di avere basse concentrazioni di spermatozoi nell’eiaculato, così come livelli più elevati di spermatozoi anormali o meno mobili.

Citiamo, inoltre, il ruolo delle malattie sessualmente trasmissibili (clamidia, gonorrea, virus del papilloma umano ecc.) che possono, dal canto loro, nuocere alla sopravvivenza o allo stato dei gameti (6).

Cause ambientali del calo della fertilità maschile

La seconda grande causa di infertilità maschile in rapida crescita riguarda l’ambiente, con l’inquinamento chimico derivante dalla combustione di combustibili fossili e l’esposizione agli interferenti endocrini.

I primi responsabili del deterioramento dello sperma potrebbero essere i componenti delle materie plastiche (bisfenolo A, bisfenolo S, bisfenolo F, ftalati), le diossine derivanti dalla combustione dei rifiuti, gli additivi come il policlorobifenile ( PCB), i conservanti come i parabeni oppure, più sorprendentemente… il paracetamolo.

Infine, uno studio ha rilevato che gli uomini che consumano regolarmente frutta e verdura caratterizzate da un alto contenuto di pesticidi presentano il 50% di spermatozoi in meno rispetto agli uomini che seguono una dieta più sana (7).

CENNI DI FISIOLOGIA

Non tutti sanno che nel 45% delle coppie che hanno difficoltà a ad avere figli, il fattore maschile è fondamentale. A differenza di una donna, che nasce con gli ovuli che avrà per tutta la vita senza riprodurli, un uomo deve costantemente produrre nuovi spermatozoi. In un maschio sano, gli spermatozoi vengono prodotti continuamente a una velocità di circa 100 milioni al giorno e ogni spermatozoo impiega circa da 42 a 76 giorni a una temperatura di 2 gradi più fredda del resto del corpo (poiché i testicoli sono sospesi all’esterno) per maturare completamente. I numeri devono necessariamente essere elevati – una singola eiaculazione può contenere fino a 150 milioni di spermatozoi, ma solo il 15% circa di essi sarà in grado di penetrare un ovulo.

Anche la forma e la capacità dello sperma di nuotare sono importanti

C’è dell’altro nel determinare le caratteristiche determinanti dello sperma. Anche la motilità e la morfologia sono fattori chiave oltre alla conta, cioè lo spermatozoo deve nuotare in modo dritto e rapido ed essere della forma giusta per raggiungere e penetrare l’uovo. Dal momento in cui lo sperma viene eiaculato fino a quando l’uovo viene fecondato, lo spermatozoo deve prima nuotare attraverso il muco cervicale e la cervice, e quindi risalire le tube di Falloppio.

Considerando che la dimensione di uno spermatozoo è di circa 0,05 mm (non visibile ad occhio nudo), questo equivarrebbe all’incirca a passare dalle Hawaii a Los Angeles. Lo spermatozoo più veloce impiegherà circa 45 minuti e il più lento circa 12 ore per raggiungere l’uovo. La maggior parte degli spermatozoi invece non ce la farà: Mancheranno di  energia, andranno nella direzione sbagliata o si muoveranno in tondo. Altri spermatozoi saranno uccisi da anticorpi naturali o danneggiati dai fluidi cervicali.

Misure di prevenzione e integratori alimentari per la fertilità maschile

La realizzazione di buone abitudini di vita (praticare regolarmente dello sport, ridurre il consumo di sigarette e alcol, gestire correttamente le emozioni…) costituiscono i passi da seguire per aumentare la fertilità maschile. Va evitato anche  l’uso di steroidi anabolizzanti che possono  rendere gli uomini infertili.

Finché il produttivismo contemporaneo continua a inquinare e produrre alimenti di scarsa qualità, bisogna evitare di esporsi a inquinanti e residui di pesticidi. Si consiglia, in particolare, di mangiare bio, optando per la frutta di stagione che avrà subito meno maltrattamenti (trasporti, fertilizzanti chimici, ecc.).

Sempre per quanto riguarda la dieta, è utile prediligere gli alimenti ricchi di zinco (frattaglie, carne rossa, pane integrale, uova, ostriche…) Questo oligoelemento contribuisce, infatti, a una fertilità e riproduzione normali ed è particolarmente importante per la spermatogenesi. Un seme con un’elevata concentrazione di zinco (idealmente 30 volte superiore al livello di zinco nel sangue) è di buon auspicio per la sua ottima qualità (8). Per aiutarti, puoi anche assumere degli integratori alimentari di zinco opportunamente dosati.

I prodotti del mare, la carne, le uova o le alghe kombu, a loro volta, forniscono il selenio. Quest’altro minerale contribuisce alla normale spermatogenesi e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Uno studio riporta un aumento del 10,8% delle gravidanze nelle coppie in cui gli uomini assumono un’integrazione di selenio rispetto agli uomini che non la assumono (9).

Utile puntare anche su salmone, sgombro, sardine o noci, alimenti ricchi di omega-3. Secondo uno studio, il DHA, uno di questi acidi grassi insaturi, sarebbe indispensabile per il corretto funzionamento degli spermatozoi (10).

Vanno privilegiati anche alcuni alimenti come la patata dolce, la carota cruda, la zucca, l’albicocca o gli spinaci, fonti di beta-carotene, una sostanza che favorirebbe la motilità (capacità di movimento) e quindi la velocità degli spermatozoi (11).

Una meta-analisi internazionale, condotta da università spagnole, messicane e statunitensi, ha raccolto i risultati di 28 studi nutrizionali (2900 soggetti studiati in totale), con l’obiettivo di comprendere gli effetti dei nutrienti e degli integratori alimentari sulla qualità dello sperma e sulla fertilità (12).

I risultati confermano che gli uomini beneficerebbero dall’assunzione di zincoselenio e omega-3, ma anche optando per coenzima Q10 e carnitina per aumentare la concentrazione dello sperma e migliorare la morfologia degli spermatozoi.

Un ultimo e semplice: mantenete i testicoli freschi, perché gli spermatozoi odiano il calore. La temperatura ideale è 32 °C. Quindi bagni caldi, bagni turchi, indumenti troppo stretti e persino l’uso del computer sulle ginocchia possono compromettere la qualità del seme (13).

Gli ingredienti-chiave da assumere con gli integratori

  • L-Carnitina (2g/die),  la forma biodisponibile della L-Carnitina, aiuta lo sperma a maturare e mantenere qualità e la vitalità per tutta la sua vita. Nei maschi con livelli bassi di carnitine si assiste a una significativa riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi in confronto con i soggetti con concentrazioni all’interno della cellula di norma o elevate. Il deficit di queste sostanze prova nello sperma una riduzione del consumo di ossigeno della cellula e un alterazione di tutto il metabolismo dello spermatozoo: la carenza di carnitina non solo rende poco efficiente la produzione di energia nello spermatozoo ma riduca, anche, l’utilizzo della fonte energetica di altra origine come quella del glucosio e fruttosio per inibizione di alcuni meccanismi intracellulari che fanno parte del ciclo di Krebs.
  • Coenzima Q10 (200 e 300 mg/die), gli uomini che soffrono di problemi di fertilità associati a una bassa qualità dello sperma possono migliorare la loro situazione assumendo per almeno 3 mesi supplementi a base di coenzima Q10. Questo importante antiossidante agirebbe riducendo lo stress ossidativo che alterando la qualità dello sperma può portare a infertilità e attivando gli enzimi che svolgono, a loro volta, un’azione antiossidante. Il risultato sono spermatozoi dalla forma migliore e in grado di muoversi meglio.  A svelare queste potenzialità del coenzima Q10 è uno studio pubblicato sulla rivista Andrologiada un gruppo di ricercatori della Shahid Sadoughi University of Medical Sciences di Yazd (Iran).
  • Selenio (14) (200 e 100 µg/die), il selenio è strettamente legato alla salute riproduttiva maschile.  La maggior parte del selenio nel corpo si trova, infatti, nei muscoli, nei reni, nel fegato e  soprattutto nei testicoli. Pertanto, non dovrebbe sorprendere quanto sia importante per la salute riproduttiva.
  • Lo zinco 66 mg/die combinato con acido folico (5mg/die)  aiuta la formazione e la motilità degli spermatozoi oltre a supportare il metabolismo del testosterone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha stimato che circa un terzo della popolazione mondiale presenta una carenza di zinco. Questo minerale è necessario per la normale crescita, la riproduzione, la sintesi del DNA, la divisione cellulare e l’espressione genica, per i processi fotochimici della vista, la guarigione delle ferite, l’ossificazione e per l’incremento delle difese immunitarie. Tra gli organi dove questo minerale si concentra maggiormente c’è anche la prostata: lo zinco, infatti, si ritrova in elevate quantità nel liquido seminale e mostra un ruolo considerevole nel garantire la funzionalità spermatica.
  • Acidi grassi polinsaturi e acidi eicosapentaenoico (Epa – 1,12 g/die) e docosaesaenoico (Dha – 0,72 g/die). I casi di infertilità maschile idiopatica (senza apparenti motivi di impedimento fisico-patologico) sono legati a CARENZA di acido grasso omega-3 DHA (19)  come anche allo sbilanciamento di omega-3 (carenti) con omega-6 (in eccesso), verificato a livello della membrana cellulare sia degli spermatozoi sia del globulo rosso maturo isolati da questi soggetti (20).
  • Maca  Ginseng migliorano la motilità degli spermatozoi. L’estratto di Maca peruviana viene impiegato come integratore ormonale per stimolare la fertilità sia maschile che femminile. Essa contiene infatti diverse molecole che favoriscono la produzione di vari ormoni naturali. Si ritiene che l’aumento della fertilità sia dovuto principalmente alla presenza di quattro alcaloidi: macaina 1,2,3 e 4 che sono stati isolati nella radice di Maca. Secondo alcuni studi (21), nell‘uomo la Maca agisce migliorando la funzione erettile e favorendo la maturazione degli spermatozoi, aumentandone il numero e migliorandone la mobilità. Nella radice di Maca peruviana, infatti, vi è un elevato contenuto di fruttosio, un monosaccaride che fisiologicamente si trova in elevata concentrazione nel liquido seminale, dove costituisce la fonte energetica primaria degli spermatozoi.
  • Gli antiossidanti  aumentano la longevità e la forza degli spermatozoi. Tra il 30% e l’80% della subfertilità maschile potrebbe avere origine a causa dello stress ossidativo sullo sperma. Lo stress ossidativo si verifica quando le specie reattive dell’ossigeno (ROS) superano le difese antiossidanti naturali presenti nel campione seminale e causano danni alle cellule riproduttive.
  • Acido D-Aspartico: studi dimostrano che gli integratori di acido aspartico possono aumentare i livelli di testosterone, l’ormone sessuale che svolge un ruolo essenziale nella fertilità maschile. E’ in grado di aumentare i livelli di ormone luteinizzante LH e, quindi, dell’ormone testosterone (soprattutto negli uomini inattivi o in quelli con testosterone basso) e contrastare l’infertilità: sembra aumentare sostanzialmente il numero di spermatozoi prodotti e la loro motilità (capacità di muoversi). L’aumento di testosterone sembra anche apportare benefici in termini di prestazioni fisiche sportive, incrementando massa muscolare e resistenza.
  • Tribulus terrestris: il Tribulus terrestris è una pianta in grado di aumentare il numero degli spermatozoi e la loro vitalità. Il suo effetto si basa su una stimolazione della produzione di testosterone: contiene infatti una saponina, che ha una struttura chimica simile a quella di un ormone umano, l’LH o ormone luteinizzante. Nell’uomo questo ormone, prodotto da una ghiandola che si trova nel cervello, l’ipofisi, ha lo scopo di stimolare la sintesi di testosterone nel testicolo, stimolando indirettamente la crescita degli spermatozoi. Con l’assunzione del Tribulus, il testosterone viene prodotto dal testicolo, secondo il normale meccanismo fisologico, a differenza dei farmaci che integrano direttamente testosterone. Con il Tribulus non si rischiano gli effetti collaterali dovuti al sovradosaggio.
  • Nitroxx: il Nitroxx è un composto a base di arginina purificata, un amminoacido che compone le proteine dell’organismo, tra cui anche quelle degli spermatozoi. L’arginina si trova negli alimenti, oltre ad essere prodotto in quantità minime dall’organismo adulto (il bambino non la produce quindi è importante che vanga assunta tramite le dieta). Non essendo un amminoacido essenziale, non è necessario per vivere, tuttavia ha un ruolo importante nella sintesi delle proteine epatichee di quelle celebrali. Integrare l’arginina significa mettere a disposizione dell’organismo la “materia prima” per formare gli spermatozoi, ma non solo: l’arginina è alla base della formazione di ossido nitrico, che migliora la vitalità degli spermatozoi, riducendo così l’ipofecondità.
  • La zeolite, anche nota come “pietra che bolle” (dal greco zein “bollire” e lithos “pietra”) è un minerale di orgine vulcanica che, grazie alla sua particolare struttura microporosa ha un forte potere disintossicante e aiuta l’organismo e proteggersi dai danni di fumo, alcol, stress, inquinamento ambientale-radioattivo, metalli pesanti, inquinamento alimentare, che possono pregiudicare la fertilità maschile e femminile. Inoltre, ha un alto potere antiossidante, rimineralizzante ed anti-age. Per questo, può essere un importante alleato di chi cerca una gravidanza.
  • La Vitamina D non solo è fondamentale per la formazione delle ossa ma, secondo gli studi, ha effetti positivi sul successo dei percorsi di fecondazione in vitro, su condizioni patologiche come la sindrome dell’ovaio policistico e l’endometriosi e sulla qualità del liquido seminale. Nell’uomo i recettori (porte di accesso) per la Vitamina D sono stati ritrovati anche all’interno dei testicoli confermando che la sua integrazione migliora la qualità spermatica, incrementa lo sviluppo sano del nucleo dello spermatozoo, aumenta i livelli di testosterone, che a loro volta incrementano il desiderio sessuale e la produzione spermatica, migliorando condizioni di oligospermia (ossia bassa concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale).

Fonte: https://www.supersmart.com/it/blog/salute-ormonale/infertilita-maschile-in-forte-crescita-prevenzione-integratori-s547

Bibliografia
    1. Hagai Levine, Niels Jørgensen, Anderson Martino-Andrade, Jaime Mendiola, Dan Weksler-Derri, Irina Mindlis, Rachel Pinotti, Shanna H Swan, Temporal trends in sperm count: a systematic review and meta-regression analysis, Human Reproduction Update, Volume 23, Issue 6, November-December 2017, Pages 646–659, https://doi.org/10.1093/humupd/dmx022
    2. Hagai Levine, Niels Jørgensen, Anderson Martino-Andrade, Jaime Mendiola, Dan Weksler-Derri, Maya Jolles, Rachel Pinotti, Shanna H Swan, Temporal trends in sperm count: a systematic review and meta-regression analysis of samples collected globally in the 20th and 21st centuries, Human Reproduction Update, 2022;, dmac035, https://doi.org/10.1093/humupd/dmac035
    3. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/obesity-and-overweight
    4. Jóźków P, Rossato M. The Impact of Intense Exercise on Semen Quality. Am J Mens Health. 2017 May;11(3):654-662. doi: 10.1177/1557988316669045. Epub 2016 Sep 19. PMID: 27645515; PMCID: PMC5675222.
    5. Sharma R, Harlev A, Agarwal A, Esteves SC. Cigarette Smoking and Semen Quality: A New Meta-analysis Examining the Effect of the 2010 World Health Organization Laboratory Methods for the Examination of Human Semen. Eur Urol. 2016 Oct;70(4):635-645. doi: 10.1016/j.eururo.2016.04.010. Epub 2016 Apr 21. PMID: 27113031.
    6. https://www.bbc.com/afrique/monde-63979656
    7. https://www.lexpress.fr/sciences-sante/sante/les-pesticides-nuisent-a-la-qualite-du-sperme_1666660.html
    8. Xu B, Chia  SE, Tsakok  M, Ong    Trace elements in blood and seminal plasma and their relationship to sperm quality. Reprod Toxicol. 1993;7(6):613-618. doi:10.1016/0890-6238(93)90038-9PubMedGoogle ScholarCrossref
    9. Moslemi MK, Tavanbakhsh S. Selenium-vitamin E supplementation in infertile men: effects on semen parameters and pregnancy rate. Int J Gen Med. 2011 Jan 23;4:99-104. doi: 10.2147/IJGM.S16275. PMID: 21403799; PMCID: PMC3048346.
    10. Martínez-Soto JC, Domingo JC, Cordobilla B, Nicolás M, Fernández L, Albero P, Gadea J, Landeras J. Dietary supplementation with docosahexaenoic acid (DHA) improves seminal antioxidant status and decreases sperm DNA fragmentation. Syst Biol Reprod Med. 2016 Dec;62(6):387-395. doi: 10.1080/19396368.2016.1246623. Epub 2016 Oct 28. PMID: 27792396.
    11. https://www.topsante.com/maman-et-enfant/conception/infertilite/manger-des-crudites-est-excellent-pour-la-fertilite-masculine 49975
    12. Albert Salas-Huetos, Nuria Rosique-Esteban, Nerea Becerra-Tomás, Barbara Vizmanos, Mònica Bulló, Jordi Salas-Salvadó, The Effect of Nutrients and Dietary Supplements on Sperm Quality Parameters: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials, Advances in Nutrition, Volume 9, Issue 6, November 2018, Pages 833–848, https://doi.org/10.1093/advances/nmy057
    13. https://www.passeportsante.net/fr/grossesse/Fiche.aspx?doc=futur-papa-booster-fertilite
    14. Role of Selenium and Selenoproteins in Male Reproductive Function: A Review of Past and Present Evidences. Antioxidants (Basel). 2019 Aug 2;8(8).
    15. Beyond tribulus (Tribulus terrestris L.): The effects of phytotherapics on testosterone, sperm and prostate parameters. Journal of Ethnopharmacology, Vol 235, 10 May 2019.
    16. Influence of oral vitamin and mineral supplementation on male infertility: a meta-analysis and systematic review. Reproductive BioMedicine Online, Vol 39, Issue 2, August 2019.
    17. Diet and sperm quality: Nutrients, foods and dietary patterns. Reproductive Biology. 30 July 2019
    18. Dietary boron supplementation enhances sperm quality and immunity through influencing the associated biochemical parameters and modulating the genes expression at testicular tissue. J Trace Elem Med Biol. 2019 Sep.
    19. Aksoy Y, Aksoy H, Altinkaynak K, Aydin HR, Ozkan A. Sperm fatty acid composition in subfertile men. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2006 Aug;75(2):75-9
    20. R. Mendeluk, M.I. Cohen, C. Ferreri, C. Chatgilialoglu. Nutrition and Reproductive Health: Sperm versus Erythrocyte Lipidomic Profile and -3 Intake. Nutr. Metabol. 2015, 2015, Article ID 670526);
    21. Effect of Lepidium meyenii on Semen Parameters and Serum Hormone Levels in Healthy Adult Men: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Pilot Study (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4569766/).

 

Utile al sistema nervoso e cardiovascolare , il ginkgo è una boccata d’ossigeno per tutto il corpo, in quanto stimola la comunicazione tra le cellule. Elisir di lunga vita naturale, il ginkgo combatte i radicali liberi, grazie a flavonoidi e polifenoli.

Il Ginkgo biloba è un rimedio usato soprattutto per la memoria e le capacità cognitive ma è utile anche in caso di emorroidi, malattie oculari, geloni.. Viene utilizzato inoltre per il trattamento di alcune disfunzioni sessuali, contro l’insorgenza dell’Alzheimer e di altre forme di demenza, per migliorare la memoria e ridurre il tinnito.

Il nome del genere Ginkgo deriva dal cinese Yin-kyo e significa “albicocca d’argento” perché i semi a maturazione hanno un rivestimento carnoso molto simile a questo frutto. Il nome della specie biloba si riferisce invece bilobata delle sue foglie.

Darwin definì questo albero “fossile vivente” e tutt’ora è considerato tale in quanto le sue origini risalgono a 250 milioni di anni fa, nell’era del Paleozoico. E’ la sola specie vivente della famiglia Ginkgoaceae e senza dubbio la pianta a semi vivente più antica. In Cina e in Giappone è considerata da sempre una pianta sacra e per questo si trova molto spesso nei pressi dei templi, famosissimo quello a Hiroshima, accanto al tempio di Myojoin, sopravvissuto all’esplosione nucleare.  La conoscenza di questa pianta è rimasta confinata in Cina per secoli, fino a quando nel 1690 il botanico Engelbert Kaempfer la introdusse in Europa e il botanico Linneo la classificò nel 1771, descrivendone per la prima volta le caratteristiche (1,2).

Secondo la tradizione il maestoso ginkgo situato all’interno della porta Nord nel quarto omonimo dell’Orto Botanico di Padova venne importato a Padova nel 1750. Si tratta di un esemplare maschile su cui, verso la metà dell’Ottocento, fu innestato a scopo didattico un ramo femminile. Questa pianta raccoglie da sempre l’interesse di artisti e poeti di tutto il mondo: tra i più illustri Wolfgang Goethe, che le dedicò uno scritto (https://kwanten.home.xs4all.nl/goethe.htm).

In erboristeria e fitoterapia le foglie di Ginkgo vengono adoperate per ottenere diversi estratti che vantano numerose proprietà. In particolare, il Ginkgo è ritenuto un antiaggregante piastrinico e un rimedio antiossidante utile soprattutto per migliorare la circolazione sanguigna, l’irrorazione di sangue e tessuti e combattere l’azione dei radicali liberi. Proprio per queste sue proprietà è un rimedio utilizzato anche in caso di disfunzione erettile, perché è un apportatore di sangue nei corpi cavernosi del pene e ne facilita il turgore, incrementa la produzione di ossido nitrico nell’uomo, fattore responsabile dell’erezione.

Il Ginkgo Biloba inoltre aumenta la sintesi di dopamina, l’ormone del piacere, lavorando quindi anche sull’aspetto chimico delle disfunzioni sessuali.

Le proprietà fitoterapiche del Ginkgo biloba sono date da un fitocomplesso presente nelle foglie che include:

  • Flavonoidi;
  • triterpeni;
  • lattoni sesquiterpenici.

I costituenti chimici del Ginkgo biloba prendono il nome dalla pianta stessa e sono noti come ginkgolidi (terpeni) e bilobalide (lattone sequiterpenico).

Le evidenze scientifiche accumulate fino ad oggi suggeriscono che l’estratto di Ginkgo potrebbe essere davvero efficace in caso di ansia, quindi per migliorare le performance mentali, oppure in caso di demenza o contro i problemi alla vista associati al diabete oppure contro il glaucoma, ad esempio in caso di dolori alle gambe mentre si cammina causati da problemi alla circolazione o per combattere la sindrome premestruale o contro la schizofrenia o la discinesia o le vertigini e i capogiri.

I BENEFICI DEL GINKGO BILOBA

  • Aiuta la concentrazione e altre funzioni cerebrali, aumentando la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti del cervello.
  • Rinforza i vasi sanguigni e migliora la circolazione, prevenendo fragilità capillare, vene varicose, cellulite e ritenzione idrica.
  • E’ un rimedio utilizzato in caso di disfunzione erettile.
  • È un potente antiossidante che contrasta i radicali liberi che accelerano i processi di invecchiamento (anche della pelle), per un generale effetto anti-age.
  • Potrebbe ridurre l’infiammazione causata dall’artrite, e da alcune malattie come quelle cardiovascolari.
  • Potrebbe essere benefico per alleviare i sintomi degli acufeni e delle vertigini.
  • Potrebbe prevenire malattie della terza età come la demenza senile e l’Alzheimer.
  • Potrebbe alleviare i sintomi dell’ansia e della depressione.
  • Potrebbe prevenire disturbi della vista potenziando il flusso sanguigno agli occhi.
  • Nella dermocosmetica è inserito come ingrediente in prodotti come creme per il viso e il contorno occhi, mist rinfrescanti e creme anticellulite, per le sue proprietà antiossidanti e di stimolo della microcircolazione.

È indicato nel trattamento dell’insufficienza venosa perciò ha un ruolo consolidato nella cura dell’arteriopatia periferica degli arti inferiori, nei disturbi del circolo cerebrale, come la vasculopatia arteriosclerotica, la demenza senile con carenza di memoria e nei disturbi che causano un declino cognitivo.

I suoi effetti positivi possono aiutare nel trattamento di malattie psichiatriche, come la schizofrenia, oppure nel supporto di disturbi della sfera psicologica, migliorando il tono dell’umore.

Il ginkgo biloba è considerato un ottimo integratore anche per il miglioramento delle performance sportive. Viene, infatti, assunto da atleti giovani e professionisti per favorire il recupero muscolare, l’incremento della massa magra e per il sostegno energetico durante gli allenamenti.

È utile anche nel contrastare la fragilità capillare a livello di cute e mucose, in caso di emorroidi e dei problemi di circolazione nell’occhio. Alcuni studi hanno esplorato i possibili benefici del ginkgo biloba anche nel trattamento del diabete e del dolore alle articolazioni legato all’artrite. Infine, è usato per trattare diminuzioni dell’udito, vertigini e ronzii.

GINKGO BILOBA E DISFUNZIONE ERETTILE

La disfunzione erettile è definita come “l’incapacità del soggetto di sesso maschile a raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente”, e può avere diverse cause, anche concomitanti, fra le quali si riscontrano cause:

  • psicologiche (fra cui ansia, stress, depressione, conflitti interiori e/o relazionali)
  • vascolari (fra cui ipertensione arteriosa, dislipidemia, cardiopatia ischemica)
  • neurologiche (fra cui traumi spinali, neuropatie periferiche, Alzheimer)
  • farmacologiche (fra cui antidepressivi, antipertensivi, cortisone)
  • chirurgiche

Poiché gli integratori alimentari di Ginkgo biloba si sono dimostrati utili nel preservare l’integrità neuronale, nel migliorare la circolazione sanguigna e nel diminuire i livelli di ansia, ne è stato ipotizzato un beneficio nel trattamento della disfunzione erettile. Tuttavia, le evidenze scientifiche finora raccolte non consentono di definire certa la loro utilità per questa condizione. Infatti:

  • i primi studi sono stati condotti su pazienti affetti da disfunzione erettile a seguito di prostatectomia o di assunzione di antidepressivi SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), e anche se il trattamento sembrava aver migliorato la funzionalità sessuale, mancavano i controlli che assumevano il placebo.
  • in altri studi, su pazienti affetti da depressione e in terapia con antidepressivi SSRI, non è stato osservato un miglioramento significativo della disfunzione erettile in chi assumeva l’integratore Ginkgo biloba rispetto a chi assumeva placebo.

Ad oggi, il dibattito è ancora aperto, poiché gli studi sopracitati hanno preso in considerazione pazienti o sottoposti ad una procedura chirurgica o in terapia continuativa con antidepressivi, e affetti da condizioni severe di disfunzione erettile, ma nessuna ricerca ha arruolato pazienti con forme meno severe, o nei quali la causa fosse di natura psicologica, vascolare o neurologica.

QUALI SONO LE POSSIBILI CONTROINDICAZIONI DEL GINKGO BILOBA? 

L’estratto di ginkgo aumenta l’effetto di anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, antidepressivi, diltiazem e nifedipina. Riduce l’azione di antiepilettici, beta bloccanti e nicardipina.

In associazione a fluoxetina e buspirone dà disturbi psichici e può indurre lo stato comatoso se abbinato ad alte dosi di trazodone.

Se sia sta assumendo un farmaco di queste o altre tipologie, è necessario fare molta attenzione alle controindicazioni. Si possono trovare informazioni sulle interazioni tra farmaci in tutti i foglietti illustrativi. Tuttavia, in caso di dubbi, è possibile consultare il proprio specialista, così da prevenire reazioni tossiche all’interno del proprio corpo.

CURIOSITÀ

Come un vecchio saggio, il ginkgo biloba è pieno di misteri. Uno di questi è racchiuso nella forma bilobata della sua foglia, suddivisa in due parti, che ricorda la conformazione del cervello umano. Anche il profilo e le nervature sembrano far riferimento alle fibre nervose del cervelletto. Non è, quindi, un caso che la medicina naturale attribuisca a quest’albero sacro la capacità di favorire l’afflusso di sangue al cervello e di essere un ottimo alleato per stimolare le facoltà mentali. Chi aspira a una vita centenaria deve conoscere il ginkgo biloba!

Bibliografia e Fonti

  1. Herbs and Natural Supplements- An evidence-based guide,4th ed.
    L.Braun, M.Cohen. Elsevier Editions
  2. Fitoterapia, 79 (6), 401-18, Sep 2008 Biology and Chemistry of Ginkgo Biloba Bikram Singh, Pushpinder Kaur, Gopichand, R D Singh, P S Ahuja
  3. – AA.VV., Alberi e arbusti. Guida alle specie spontanee del Piemonte, Regione Piemonte, Blu Edizioni, Torino, 2004 –
  4. AA.VV., I boschi del Piemonte, conoscenze e indirizzi gestionali, Regione Piemonte, Blu Edizioni, Torino, 2007 –
  5. AA.VV., Tipi forestali del Piemonte, Regione Piemonte, Blu Edizioni, Torino, 2008 – P.B. Jacobs, W.S. Browner, Ginkgo biloba: a living fossil, in “American Journal of Medicine”, n. 108, 2000 –
  6.  AA.VV., Biology and chemistry of Ginkgo biloba, in “Fitoterapia”, n. 79, 2008 – Marcello Nicoletti, Fernando Piterà, Gemmo
  7. https://www.riza.it/benessere/erbe-e-fitoterapia/7664/ginkgo-biloba-proprieta-benefici-e-tuttigli-usi.html

 

testosterone e integratori

Testosterone: vitamina D e integratori naturali

La libido che cala e qualche episodio di disfunzione erettile dopo i 40 anni potrebbero essere sintomi importanti di un problema da non sottovalutare: una carenza di testosterone.

Questo ormone, l’ormone maschile per eccellenza, è infatti strettamente legato non solo alla salute sessuale dell’uomo, ma anche a quella cardiovascolare e metabolica.
I risultati di una ricerca presentata al Congresso Europeo di Endocrinologia indicano che la somministrazione di vitamina D induce modificazioni delle concentrazioni nel sangue degli ormoni negli uomini di mezza età.

Aumenterebbe, tra l’altro, il livello di testosterone libero.

Al Congresso Europeo di Endocrinologia è stato presentato uno studio eseguito in Austria, nel quale sono stati valutati maschi di mezza età con livelli ridotti di vitamina D, suddivisi in due gruppi, rispettivamente con concentrazioni nel sangue normali e ridotte di testosterone.

I risultati presentati al Congresso hanno riguardato il gruppo di soggetti che, prima di iniziare la ricerca, avevano livelli normali di testosterone.

In questo gruppo, la somministrazione di vitamina D ha determinato la riduzione significativa di una molecola denominata in inglese Sex Steroid Hormone-Binding Globulin (SHBG) traducibile in italiano in Globulina Legante l’Ormone Steroide Sessuale.

Nello stesso gruppo si è rilevato un aumento dell’estradiolo e del testosterone.

Riguardo all’importanza della vitamina D per il buon funzionamento dell’apparato riproduttivo, Elisabeth Lerchbaum, che ha presentato i dati di questo studio, ha ricordato che recettori della vitamina D ed enzimi per il metabolismo di questa vitamina sono presenti nei tessuti dell’apparato riproduttivo, che essa è coinvolta nella produzione e nella maturazione di spermatozoi e ovociti, svolge un ruolo nella preparazione dell’endometrio all’impianto dell’embrione e contribuisce a regolare la secrezione di estrogeni e testosterone, sia nei maschi, che nelle femmine.

La ricercatrice ha aggiunto che la carenza della vitamina D è frequente nelle coppie infertili e che, secondo alcuni studi, i cicli fertili hanno maggiori probabilità di successo in estate e in autunno, stagioni nelle quali i livelli di vitamina D nell’organismo sono più alti.

Tornando ai risultati presentati al Congresso, essi sono stati raccolti in 100 maschi con concentrazione di testosterone al basale ≥3.0 ng/ml, Indice di Massa Corporea di 25.3 kg/m2, quindi normopeso, concentrazione nel sangue di 25 (OH) vitamina D di 21.3 ng/ml ed età media 39 anni.

Elisabeth Lerchbaum si è dichiarata sorpresa dall’aumento significativo del testosterone e ha anticipato che ancora più interessanti potrebbero essere i risultati relativi al gruppo di soggetti con bassi livelli di testosterone prima dell’arruolamento nello studio.

I risultati della ricerca hanno suscitato molto interesse fra gli specialisti presenti al Congresso che, commentandoli, hanno ricordato che precedenti evidenze hanno dimostrato una relazione fra carenza di vitamina D e disfunzione dell’erezione e che anche l’aumento dell’estradiolo potrebbe avere effetti positivi sul metabolismo dell’osso nei maschi di mezza età.

Rimedi naturali per aumentare il livello di testosterone

Il ruolo della supplementazione esterna aiuta a sostenere la fertilità maschile e a tenere monitorato il livello di testosterone. Gli integratori per gli uomini è bene che posseggano i nutrienti adatti a supportare la sfera riproduttiva, tra cui:

  • Vitamina D3, che può aiutare ad innalzare i livelli di testosterone.
  • Vitamina K2, insieme alla vitamina D, la K2 stimola la produzione di testosterone. Assumi un integratore alimentare per aumentare facilmente i livelli con una soluzione naturale.
  • Vitamina B6, capace di regolare l’attività ormonale e di avere un effetto positivo sul testosterone basso.
  • Minerali come zinco, selenio e magnesio che regolano la produzione di testosterone circolante, anche in seguito ad una attività fisica intensa e contribuiscono alla normale spermatogenesi.
  • Cordyceps Sinensis: numerosi lavori scientifici hanno dimostrato i benefici del Cordyceps in disturbi specifici come la Disfunzione Erettile. È stato infatti certificato che l’assunzione di questo fungo stimola la produzione di testosterone, l’ormone che nell’uomo regola il desiderio e la virilità. Il Cordyceps fornisce benefici anche a livello circolatorio perché contiene l’Adenosina, un nucleoside dall’effetto vasodilatatore che aumenta l’afflusso del sangue nei corpi cavernosi. Il Cordycerps contiene anche numerose sostanze ansiolitiche e antidepressive. In particolare, stimola i circuiti mentali superiori che fanno capo “all’area limbica” del cervello. Il Cordyceps si è dimostrato un integratore sicuro e ben tollerato, privo di effetti tossici o rischi di altra natura.

Fonte: Steve Zanardi
Naturopata Professionale

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micoterapia e prostata

La stragrande maggioranza degli uomini, nel corso della propria vita, sviluppa almeno un disturbo alla prostata.

Basti pensare che dopo i 50 anni, l’iperplasia prostatica benigna, ossia l’ingrossamento della ghiandola, è una condizione quasi fisiologica o che tantissimi uomini, anche giovani, vanno incontro a prostatite, cioè l’infiammazione della ghiandola.

Tuttavia, nonostante si tratti molto spesso di malattie curabili, non si può nascondere che si associno a vari disagi, che rischiano di compromettere la qualità della vita.

La micoterapia è ottima per contrastare sia i sintomi sia le cause alla base della prostata, riportando l’equilibrio in tutto l’organismo.

I segnali da non sottovalutare con la prostata

L’iperplasia della prostata ostacola lo svuotamento, che rimane incompleto e impatta sulla qualità della vita. In che modo? Lo stimolo impellente di far pipì che costringe a correre in bagno di giorno e anche di notte.

Non sono rari nemmeno la tensione della vescica e il fastidio pelvico.

I funghi più utili

Nel caso in cui un uomo sia soggetto a una o più di queste manifestazioni, è essenziale che si rivolga al medico. L’esperto in micoterapia consiglierà una cura base di almeno tre mesi.

Il fungo più utile per la prostata è il Maitake: gli studi hanno dimostrato che è 10-20 volte più attivo della Serenoa repens, un principio attivo contenuto in molti farmaci tradizionali, tanto che 1 g di Maitake equivale, per l’effetto sulla prostata, a 10-20 g di Serenoa repens.

Insieme al Reishi, il Maitake costituisce uno schema in grado di ridurre l’ingrossamento della ghiandola e di ripristinare il normale flusso urinario. Occorre sapere, infatti, che anche il Reishi è molto potente: inibisce la 5 alfa-reduttasi che trasforma il testosterone in DH-testosterone, una sostanza responsabile dell’ingrossamento della prostata. Inoltre, blocca altre sequenze biochimiche che comportano l’ingrossamento della prostata.

Nei casi più complessi si può aggiungere anche Polyporus, un rimedio particolarmente efficace per la prostata, sia come prevenzione sia come cura.

Fra l’altro, non bisogna dimenticare che questi tre funghi svolgono molte altre azioni utili, per esempio nel rafforzamento delle difese immunitarie, nella lotta alle infiammazioni, nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, diabete e nel miglioramento dell’energia e del benessere personale.

Come sempre, per avere risultati, i funghi vanno assunti al dosaggio di due grammi al giorno, per almeno tre mesi assieme a vitamina C.

(fonte: buycare.it)

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La lattanza, o latte di pesce, generalmente è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua). La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B.

 

La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione, rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:
– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione, l’attenzione, e specialmente la memoria.
– Per risolvere i disturbi del sonno.
– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.
– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.
– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile, morbo di Alzheimer.
– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.
– Per favorire la buona costituzione ossea.
– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.
– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 
Per maggiori informazioni visita anche la pagina MEMORIA o QUI

TRIBULUS TERRESTRIS

Stimolante della fertilità femminile e maschile. Il Tribulus Terrestris è noto come sviluppatore muscolare. Riattivante, tonico vitalizzante, energizzante.

La proprietà più importante del tribulus terrestris è legata alla sua azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare.

In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.

E’ un ottimo aiuto per l’uomo nell’infertilità, nell’impotenza, nell’ipogonadismo, agli sportivi per l’attività anabolizzante e tonico-stimolante ( sembra che nel lungo termine abbassi i livelli di colesterolo nel sangue) Essenzialmente il Tribulus stimola la produzione di Testosterone e LH senza provocare una abnorme produzione di questi ormoni  ( nell’uomo il livello di testosterone varia da 3 a 10)  E’ una pianta interessante per chi vuole aumentare la massa muscolare, la forza, la resistenza, la potenza fisica. Intorno alla metà degli anni 90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell’est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta.

Tali effetti vanno attribuiti ad un gruppo di sostanze organiche con attività ormonosimile chiamate saponine.

I semi del tribulus terrestris sono  ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo (Gauthaman K. et al. 2002, 2003). Numerosi altri studi indipendenti, spesso finanziati dalle stesse aziende produttrici di supplementi a base di tribulus terrestris, ribadiscono e sottolineano tali proprietà.

La conferma dell’ipotesi secondo cui gli estratti di questa pianta sarebbero utili nel trattamento delle disfunzioni erettili arriverebbe invece da un altro studio. Durante questa ricerca un gruppo di topi a cui fu somministrato tribulus terrestris si dimostrò più attivo sessualmente e presentò una pressione intracavernosa più alta rispetto ai topi non trattati (la pressione intracavernosa viene registrata all’interno dei corpi cavernosi del pene, strutture paragonabili a spugne che, riempiendosi di sangue, permettono l’erezione).

Huanarpo macho

Huanarpo macho è un albero cespuglioso di media grandezza tipico del Perù e, in particolare, si trova in abbondanza nella valle del fiume Marañon e nel distretto di Puno. Huanarpo macho è una pianta che rispecchia la “Dottrina del segno”, ovvero la teoria per cui dal colore dei fiori o delle radici, dalla forma delle foglie, dal luogo di crescita, o da altri “segni” è possibile determinare ciò per cui la pianta può essere usata.

 

E infatti i fusti dei rami giovani di huanarpo macho hanno una forma simile all’anatomia maschile e per secoli sono stati usati dalla medicina popolare per supportare, aiutare e potenziare la funzione sessuale maschile.

Huanarpo macho contiene sapogenine, steroidi, flavonoidi, olii essenziali e alcaloidi, oltre che una grande quantità di proantocianidina. Le proantocianidine sono dei composti, naturalmente presenti in diverse piante, con azioni antinfiammatorie e antiartritiche. E’ stato riportato che questi flavonoidi sono in grado di prevenire l’invecchiamento cutaneo e i disturbi cardiaci, decontaminare l’ossigeno dei radicali liberi e inibire la perossidazione indotta dalle radiazioni UV.

Numerose ricerche hanno documentato il possibile ruolo della proantocianidina nella stimolazione sessuale e, nello specifico, nella correzione delle disfunzioni erettili e della sterilità. E l’elevata quantità di questo elemento in huanarpo macho concorderebbe con l’uso tradizionale di questa pianta come afrodisiaco, come è stato anche sottolineato da ricercatori italiani che avevano condotto studi sulla presenza di questo elemento in huanarpo macho. Tuttavia, una ricerca peruviana attribuisce queste stesse proprietà agli alcaloidi della pianta.

Una delle principali proantocianidine, la proantocianidina B-3, è presente in grande quantità nei fusti dei rami giovani.

Secondo alcune ricerche, questo elemento chimico sarebbe capace di interagire e regolare la bradichinina (un ormone presente nel corpo umano). Studi hanno dimostrato che il corpus carvernosum si rilassa in presenza di questo ormone e il deterioramento dell’endotelio del muscolo molle cavernoso accade in presenza di disturbi vascolari, come il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, causando la disfunzione erettile. Regolando la bradichinina, come fa la proantocianidina B-3, si otterrebbe dunque un possibile trattamento delle disfunzioni erettili e/o si raggiungerebbe e manterrebbe l’erezione per periodi di tempo più lunghi.

Con una tale quantità di proantocianidine antiossidanti, non sorprende che un estratto puro di radice e corteccia di huanarpo macho abbia manifestato proprietà antiossidanti. In uno studio condotto su delle cavie nel 2003, i ricercatori hanno miscelato 5 grammi di polvere di huanarpo macho in 100 ml di acqua, dandoli alle cavie come bevanda. Dopo 30 giorni, un gruppo di cavie che avevano bevuto huanarpo macho avevano accresciuto i loro livelli di testosterone, ma non quelli di progesterone ed estrogeni. I ricercatori hanno attribuito questo effetto ormonale alle sapogenine presenti nella pianta.

Nei sistemi erboristici in Perù, questa pianta è considerata un afrodisiaco, un antiasmatico, un antidiabetico, un antitussivo, un antiulceroso ed un nervino.

E’ inoltre usata per ripristinare la potenza sessuale maschile, per l’eiaculazione precoce, le disfunzioni erettili, e come tonico sessuale maschile e afrodisiaco. Recentemente, huanarpo macho è stato chiamato “Viagra peruviano” in alcuni programmi di vendita ed è un afrodisiaco famoso in Perù tanto quanto lo è la muira puama in Brasile.

Accanto a questo uso, i rami e la corteccia vengono anche usati nella medicina erboristica peruviana per asma, bronchite, tosse e diabete. Alcuni erboristi e curatori ritengono che huanarpo macho possa bloccare gli alfa-adrenorecettori che riducono l’effetto di ormoni che solitamente causano la vasocostrizione dei vasi sanguigni del pene, e che possa aumentare la produzione di noradrenalina che è essenziale nel mantenere la funzione erettile.

 

Cause e rimedi

Meccanica e fisiologia dell’erezione
Per capire quali potrebbero essere i problemi di erezione e le cause scatenanti, dobbiamo avere chiaro cosa accade al corpo di un uomo, a livello fisiologico, durante un’erezione.
Innanzitutto questo processo è fondamentale per poi permettere il rapporto sessuale e quindi la riproduzione.

L’erezione consiste nel rilassamento delle arterie del pene. Dilatandosi le arterie si allargano,ricevono più sangue e il pene si gonfia. Tale gonfiore comprime le vene che si trovano sulla superficie del pene imprigionando il sangue, che fa fatica a ripartire. Più sangue che arriva e meno che se ne va: è l’erezione. Il pene aumenta di volume, allungandosi ed espandendosi, e diventa rigido. Questo processo è noto come tumescenza.

L’erezione riflette un equilibrio dinamico tra forze eccitatorie ed inibitorie, mentre il sistema nervoso simpatico, vasocostrittore, tende ad inibire l’erezione, il sistema parasimpatico, vasodilatante e mio-rilassante, costituisce una delle forze eccitatorie.

Ne esistono diversi “tipi” a seconda dei segnali che la provocano, e che possono originare nei genitali o nel cervello. Si distinguono infatti in:
1. Erezione riflessa, si realizza in seguito a stimolazione dei genitali esterni e delle zone erogene del corpo;
2. Erezione psicogena, si raggiunge grazie a stimoli sessuali elaborati a livello del Sistema Nervoso Centrale (fantasie, stimoli immaginativi, visivi, uditivi, olfattivi ecc.);
3. Erezione notturna: si verifica spontaneamente durante le fasi di sonno REM in ogni soggetto sano, mediamente 4 volte per notte, il cui significato si pensa sia legato alla preservazione dell’integrità delle strutture del pene (completa e continua ossigenazione).
4. Infine l’erezione peniena è l’effetto della cascata di eventi psico-neuro-endocrino (relativa agli ormoni) -vascolari, che si attiva in seguito a stimoli riflessi o centrali.

La risposta sessuale è una sequenza temporale di numerose fasi che, nell’insieme, descrivono un ciclo:
– il desiderio sessuale o libido
– l’eccitazione genitale, cioè l’erezione
– la fase di plateau, ossia il periodo di eccitazione sessuale protratto, durante il quale la respirazione diventa più rapida e superficiale, i muscoli scheletrici si tendono ed aumenta la frequenza cardiaca.
– l’orgasmo
– la risoluzione o eiaculazione

Cosa può causare problemi di erezione?
La disfunzione erettile, un tempo definita “impotenza sessuale”, è l’incapacità di ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente per l’attività sessuale.
I problemi di erezione, per essere davvero considerati una patologia, devono essere presenti in modo costante. In altre parole, una disfunzione occasionale non è da considerare patologica: sono molti gli uomini assolutamente sani che talvolta vanno incontro a defaillance.

Alla base di un deficit dell’erezione possono esserci molti fattori:

a) Stress: lo stress o altri fattori psicologici o forti ansie possono provocare quella che viene anche detta disfunzione erettile psicogena.

b) Diabete: diversi studi hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra diabete e disfunzione erettile. ììInfatti la presenza nel sangue di una quantità eccessiva di glucosio provoca danni ai piccoli vasi sanguigni. Lo zucchero in eccesso si lega infatti alle pareti dei vasi rendendoli meno elastici e impedendone perciò la naturale estensione necessaria al trasporto di adeguate quantità di sangue. Questa condizione comporta un minore afflusso di sangue nel pene e di conseguenza un ridotto aumento delle dimensioni e della turgidità durante l’erezione.
In termini più generici questo fattore scatenante rientra nelle disfunzioni erettili organiche, quindi dovute a fattori fisici, il diabete infatti non è l’unica patologia che può comportare problemi di erezione.

c) Carenza di aminoacidi: anche tale fattore rientra nelle disfunzioni erettili organiche e coinvolge ugualmente il metabolismo. Tale scompenso biochimico non permette all’organismo di produrre la giusta quantità di energia quando necessario e di mantenere toniche le fibre muscolari.

d) Abuso di farmaci: alcuni farmaci possono causare direttamente o indirettamente problemi di erezione (in questo caso si parla di disfunzione erettile farmacologica).

Qual è il giusto approccio a questi disturbi?
– In caso di stress, si rivela fondamentale “correggere” quegli squilibri ormonali che lo alimentano. E’ possibile ad esempio limitare i livelli di adrenalina, cortisolo e altri ormoni dello stress con l’utilizzo di alcune piante adattogene che, quando siamo particolarmente stressati, produciamo in eccesso.
– E’ indispensabile alimentarsi nella maniera corretta, introducendo cibi ad alto valore nutritivo e non raffinati e lavorati industrialmente. In questo modo agevoliamo il corpo a gestire i livelli di zucchero nel sangue, evitando la condizione diabetica. Se però questa fosse già in atto e una corretta alimentazione non fosse sufficiente, è altamente consigliato fornire al corpo vitamina D, magnesio, estratto di cannella, carnitina, vitamine del complesso B.
– Per mantenere un tono vascolare ben elastico è necessario fornire al corpo la vitamina C.

– In caso di carenze aminoacidiche è importante colmarle attraverso le proteine del cibo (pesce, uova, carne, ecc.) e in caso attraverso un apporto ulteriore di aminoacidi in forma libera.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stressLe statistiche dicono che questo grosso disturbo è ormai un problema sociale, che purtroppo risulta in crescita.

L’impotenza è un disturbo legato alla sessualità che nell’uomo può portare alla eiaculazione precoce o alla totale assenza di eiaculazione, in ogni caso alla difficoltà di avere un rapporto sessuale soddisfacente; le cause principali sono gli eccessi alimentari, gli stress intellettuali e fisici, un peso corporeo eccessivo, una vita lontana dai ritmi della natura.

La dieta
Eliminare drasticamente alcol, caffè e bevande eccitanti, tabacco, carne; una dieta vegetariana aumenta la sensibilità a livello sottile sia nella sfera fisica che emozionale; l’aglio e la cipolla sono potenti fattori di vitalità e longevità, farne uso abbondante e giornaliero; altri alimenti consigliati sono i fiocchi d’avena, frutta secca, pane integrale, lievito di birra in fiocchi (da spargere sulle insalate), cavolo, acetosella, funghi, oli vegetali, pinoli; anche le spezie sono utili anche se non bisogna eccedere: pepe, peperoncino, curry, zafferano, paprica, zenzero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, vaniglia.

Consigli utili
Potete profumare l’ambiente con effluvi di muschio e ambra grigia; le erbe dell’amore sono la menta piperita, l’anice verde, il rosmarino, la salvia: con queste potete preparare una tisana da bere al mattino a digiuno e la sera prima di andare a letto.

Il problema viene rilanciato dal Dott. Aldo Isidori, direttore della cattedra di Andrologia all’Università La Sapienza di Roma, che ha esposto il problema a Milano in occasione del primo bilancio di attività del Numero Verde per il problema della disfunzione erettile.
Il nuovo numero verde (800046696) è stato chiamato per il 96% da uomini, il 41% di telefonate provenivano dal nord Italia, e di questi il 60% avevano da 45 anni in su, ed erano sposati il 70%.

Durante il primo mese di attività i 15 medici che hanno lavorato al numero verde (servizio organizzato da Uomo e Donna in Salute di Pfizer Italiana) hanno ricevuto circa 2000 chiamate, il 78% degli uomini ha chiesto un consulenza medica o un aiuto psicologico, il 12% ha affermato di soffrire di eiaculazione precoce, il residuo 10% altre patologie. Altre patologie riscontrate dai medici sono state l’ipertensione (29%), il diabete (13%), l’ansia e la depressione cronica (14%). Il 76% degli uomini che soffrono di problemi erettili sono fumatori e denunciano il problema da almeno un anno, e nonostante tutto non hanno in corso nessuna terapia per guarire. Questo fa capire che l’imbarazzo a parlare di questo problema è notevole e si preferisce tenerlo nascosto piuttosto di parlarne e curarlo.

Trascurare questa patologia, nel lungo tempo, porterà ad un aumento dei costi sociali. Per non incidere pesantemente sul bilancio del nostro Sistema sanitario nazionale, gli esperti spiegano che bisognerà puntare sulla prevenzione.

Attualmente la maggior parte di coloro che soffrono di disfunzione erettile non la ritengono una vera e propria malattia, è per questo motivo che ben 8 uomini su 10 affetti da questo disturbo non si recano dal medico.
Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di urologia e della Società europeo di urologia andrologica, evidenzia che nella maggior parte dei casi le persone affette da disfunzione erettile ritengono si tratti di una condizione non curabile, una disinformazione molto diffusa che va colmata.

Mirone spiega che grazie ad una prevenzione corretta si può evitare il ricorso ad interventi chirurgici, un vantaggio che oltre a migliorare la qualità della vita dei pazienti consente di abbattere i costi sociali di queste patologie.

La disfunzione erettile potrebbe colpire anche uomini tra i 20 e i 30 anni, in questi casi è spesso correlata a stati di depressione e va affrontata adeguatamente con l’aiuto dello specialista.

Mirone ha inoltre evidenziano come la tendenza all’uso di droghe nasca spesso proprio dagli insuccessi sessuali.

L’esperto spiega che una vita sessuale vissuta con difficoltà può essere quindi considerata un fattore predisponente all’utilizzo delle droghe e per questo va tenuta sotto controllo ad ogni età. Gli specialisti suggeriscono comunque di sottoporsi a una visita di controllo nel caso si dovessero riscontrare delle disfunzioni erettili che si protraggono del tempo e, superati i 50 anni, il consiglio è quello di effettuare una visita urologica almeno ogni sei mesi, sottoponendosi all’esame del Psa per la diagnosi precoce del tumore alla prostata e anche ad una ecografia per il controllo del volume prostatico. Il tumore alla prostata si conferma purtroppo la patologia cancerogena più diffusa tra gli uomini, le visite di controllo permetterebbero di riscontrare il problema precocemente consentendo di intervenire in maniera meno invasiva.

Gli uomini con disfunzione erettile dovrebbero essere incoraggiati a superare la propria riluttanza ed a cercare aiuto. Esistono varie possibilità per trattamento della disfunzione erettile. A ciascuna di queste opzioni corrisponde un profilo diverso di efficacia, tollerabilità e soddisfazione da parte del paziente.

È noto per esempio alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

La ditta Vicentina STAR BENE lancia sul mercato un nuovo dispositivo per autoterapia in auricoloterapia pressoria.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

La terapia Vigor si attiva posizionando i due biomagneti 1 volta al giorno per 1 ora nel periodo a voi più comodo, fase pressoria. Una volta tolti si attiva la fase depressoria che vi darà per circa 12/14 ore la capacità di avere una erezione normale (se mancante) o migliore di quella che già avete, controllando anche l’eventuale predisposizione all’eiaculazione precoce. Il grafico sottostante dimostra l’efficacia nella fase depressoria in base alla durata dell’applicazione. Il tempo di applicazione minimo, 20 minuti, genera 4 ore di efficacia da quando vengono tolti i magneti. Il tempo massimo,60 minuti di applicazione prolunga il tempo di efficacia fino a 14 ore.

DALLA RICERCA SULLA MAGNETOTERAPIA AURICOLARE UN NUOVO PRODOTTO STRAORDINARIO EVOLUZIONE DELL’AGOPUNTURA: AURICOLARE SENZA PUNTURA DA AGO

SEMPLICE: 2 piccoli magneti da applicarsi da soli per poco tempo al giorno
PRATICA: non ruba tempo prezioso perchè la fai da solo senza bisogno di recarti in studi medici o centri specializzati
SICURA: nessun farmaco da ingerire o qualsiasi altro elemento invasivo. Non ha controindicazioni o effetti collaterali
EFFICACE: risultati già dalla prima applicazione
DUREVOLE: può essere utilizzata e riutilizzata per più di un anno dalla prima applicazione
COMODO: non devi metterlo durante l’atto ma in qualsiasi momento della giornata
VERSATILE: si può utilizzare ed è efficace da sola o contemporaneamente e in aiuto ad altri prodotti atti a raggiungere lo stesso scopo.

E’ un dispositivo medico testato e registrato al Ministero della Salute e non c’è nessuna controindicazione.

Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stress.

VIGOR è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti NEI TRATTAMENTI PER LA DIFFICOLTÀ DI EREZIONE O DI IMPOTENZA MASCHILE.

È noto alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

CORDYCEPS SINENSIS È DEFINITO ANCHE IL FUNGO DELLA VIRILITÀ ed è un impareggiabile afrodiasiaco. un fungo Cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa 6 settimane.
Questo fungo è un parassita delle larve di piccole falene bianche che poi in estate diventa tipo l’erba, infatti secondo la leggenda le pecore che brucavano quest’erba erano più forti e sane.
Questo fungo oltre a migliorare la vita sessuale ha tante altre azioni benefiche ad esempio migliora l’efficenza del sistema immunitario, aiuta a combattere il freddo, fa dimagrire, tiene lontana la depressione, ha un’azione energizzante e combatte l’invecchiamento.

Il Cordyceps sinensis è un vero elisir. Innanzitutto consiglio l’acquisto in erboristeria, il prodotto è sottoposto a controlli scrupolosi e risponde a rigorosi protocolli sia di coltivazione biologica che di produzione europea e italiana certificate.

La cosa interessante è che le capsule di Cordyceps sinensis rispetto alla pillola blu (il viagra) hanno un’azione diversa, in entrambi i casi lo scopo è migliorare la vita sessuale, però mentre il viagra ha un effetto legato all’assunzione momentanea (senza citare poi gli effetti secondari possibili), il fungo della virilità migliora la situazione anche a lungo termine, gli effetti man mano diventano migliori e anche duraturi. Il segreto pare risieda nel bilanciamento dei linfociti Th1 e Th2.