testosterone e integratori

Testosterone: vitamina D e integratori naturali

La libido che cala e qualche episodio di disfunzione erettile dopo i 40 anni potrebbero essere sintomi importanti di un problema da non sottovalutare: una carenza di testosterone.

Questo ormone, l’ormone maschile per eccellenza, è infatti strettamente legato non solo alla salute sessuale dell’uomo, ma anche a quella cardiovascolare e metabolica.
I risultati di una ricerca presentata al Congresso Europeo di Endocrinologia indicano che la somministrazione di vitamina D induce modificazioni delle concentrazioni nel sangue degli ormoni negli uomini di mezza età.

Aumenterebbe, tra l’altro, il livello di testosterone libero.

Al Congresso Europeo di Endocrinologia è stato presentato uno studio eseguito in Austria, nel quale sono stati valutati maschi di mezza età con livelli ridotti di vitamina D, suddivisi in due gruppi, rispettivamente con concentrazioni nel sangue normali e ridotte di testosterone.

I risultati presentati al Congresso hanno riguardato il gruppo di soggetti che, prima di iniziare la ricerca, avevano livelli normali di testosterone.

In questo gruppo, la somministrazione di vitamina D ha determinato la riduzione significativa di una molecola denominata in inglese Sex Steroid Hormone-Binding Globulin (SHBG) traducibile in italiano in Globulina Legante l’Ormone Steroide Sessuale.

Nello stesso gruppo si è rilevato un aumento dell’estradiolo e del testosterone.

Riguardo all’importanza della vitamina D per il buon funzionamento dell’apparato riproduttivo, Elisabeth Lerchbaum, che ha presentato i dati di questo studio, ha ricordato che recettori della vitamina D ed enzimi per il metabolismo di questa vitamina sono presenti nei tessuti dell’apparato riproduttivo, che essa è coinvolta nella produzione e nella maturazione di spermatozoi e ovociti, svolge un ruolo nella preparazione dell’endometrio all’impianto dell’embrione e contribuisce a regolare la secrezione di estrogeni e testosterone, sia nei maschi, che nelle femmine.

La ricercatrice ha aggiunto che la carenza della vitamina D è frequente nelle coppie infertili e che, secondo alcuni studi, i cicli fertili hanno maggiori probabilità di successo in estate e in autunno, stagioni nelle quali i livelli di vitamina D nell’organismo sono più alti.

Tornando ai risultati presentati al Congresso, essi sono stati raccolti in 100 maschi con concentrazione di testosterone al basale ≥3.0 ng/ml, Indice di Massa Corporea di 25.3 kg/m2, quindi normopeso, concentrazione nel sangue di 25 (OH) vitamina D di 21.3 ng/ml ed età media 39 anni.

Elisabeth Lerchbaum si è dichiarata sorpresa dall’aumento significativo del testosterone e ha anticipato che ancora più interessanti potrebbero essere i risultati relativi al gruppo di soggetti con bassi livelli di testosterone prima dell’arruolamento nello studio.

I risultati della ricerca hanno suscitato molto interesse fra gli specialisti presenti al Congresso che, commentandoli, hanno ricordato che precedenti evidenze hanno dimostrato una relazione fra carenza di vitamina D e disfunzione dell’erezione e che anche l’aumento dell’estradiolo potrebbe avere effetti positivi sul metabolismo dell’osso nei maschi di mezza età.

Rimedi naturali per aumentare il livello di testosterone

Il ruolo della supplementazione esterna aiuta a sostenere la fertilità maschile e a tenere monitorato il livello di testosterone. Gli integratori per gli uomini è bene che posseggano i nutrienti adatti a supportare la sfera riproduttiva, tra cui:

  • Vitamina D3, che può aiutare ad innalzare i livelli di testosterone.
  • Vitamina K2, insieme alla vitamina D, la K2 stimola la produzione di testosterone. Assumi un integratore alimentare per aumentare facilmente i livelli con una soluzione naturale.
  • Vitamina B6, capace di regolare l’attività ormonale e di avere un effetto positivo sul testosterone basso.
  • Minerali come zinco, selenio e magnesio che regolano la produzione di testosterone circolante, anche in seguito ad una attività fisica intensa e contribuiscono alla normale spermatogenesi.
  • Cordyceps Sinensis: numerosi lavori scientifici hanno dimostrato i benefici del Cordyceps in disturbi specifici come la Disfunzione Erettile. È stato infatti certificato che l’assunzione di questo fungo stimola la produzione di testosterone, l’ormone che nell’uomo regola il desiderio e la virilità. Il Cordyceps fornisce benefici anche a livello circolatorio perché contiene l’Adenosina, un nucleoside dall’effetto vasodilatatore che aumenta l’afflusso del sangue nei corpi cavernosi. Il Cordycerps contiene anche numerose sostanze ansiolitiche e antidepressive. In particolare, stimola i circuiti mentali superiori che fanno capo “all’area limbica” del cervello. Il Cordyceps si è dimostrato un integratore sicuro e ben tollerato, privo di effetti tossici o rischi di altra natura.

Fonte: Steve Zanardi
Naturopata Professionale

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micoterapia e prostata

La stragrande maggioranza degli uomini, nel corso della propria vita, sviluppa almeno un disturbo alla prostata.

Basti pensare che dopo i 50 anni, l’iperplasia prostatica benigna, ossia l’ingrossamento della ghiandola, è una condizione quasi fisiologica o che tantissimi uomini, anche giovani, vanno incontro a prostatite, cioè l’infiammazione della ghiandola.

Tuttavia, nonostante si tratti molto spesso di malattie curabili, non si può nascondere che si associno a vari disagi, che rischiano di compromettere la qualità della vita.

La micoterapia è ottima per contrastare sia i sintomi sia le cause alla base della prostata, riportando l’equilibrio in tutto l’organismo.

I segnali da non sottovalutare con la prostata

L’iperplasia della prostata ostacola lo svuotamento, che rimane incompleto e impatta sulla qualità della vita. In che modo? Lo stimolo impellente di far pipì che costringe a correre in bagno di giorno e anche di notte.

Non sono rari nemmeno la tensione della vescica e il fastidio pelvico.

I funghi più utili

Nel caso in cui un uomo sia soggetto a una o più di queste manifestazioni, è essenziale che si rivolga al medico. L’esperto in micoterapia consiglierà una cura base di almeno tre mesi.

Il fungo più utile per la prostata è il Maitake: gli studi hanno dimostrato che è 10-20 volte più attivo della Serenoa repens, un principio attivo contenuto in molti farmaci tradizionali, tanto che 1 g di Maitake equivale, per l’effetto sulla prostata, a 10-20 g di Serenoa repens.

Insieme al Reishi, il Maitake costituisce uno schema in grado di ridurre l’ingrossamento della ghiandola e di ripristinare il normale flusso urinario. Occorre sapere, infatti, che anche il Reishi è molto potente: inibisce la 5 alfa-reduttasi che trasforma il testosterone in DH-testosterone, una sostanza responsabile dell’ingrossamento della prostata. Inoltre, blocca altre sequenze biochimiche che comportano l’ingrossamento della prostata.

Nei casi più complessi si può aggiungere anche Polyporus, un rimedio particolarmente efficace per la prostata, sia come prevenzione sia come cura.

Fra l’altro, non bisogna dimenticare che questi tre funghi svolgono molte altre azioni utili, per esempio nel rafforzamento delle difese immunitarie, nella lotta alle infiammazioni, nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, diabete e nel miglioramento dell’energia e del benessere personale.

Come sempre, per avere risultati, i funghi vanno assunti al dosaggio di due grammi al giorno, per almeno tre mesi assieme a vitamina C.

(fonte: buycare.it)

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La lattanza, o latte di pesce, generalmente è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua). La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B.

 

La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione, rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:
– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione, l’attenzione, e specialmente la memoria.
– Per risolvere i disturbi del sonno.
– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.
– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.
– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile, morbo di Alzheimer.
– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.
– Per favorire la buona costituzione ossea.
– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.
– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 

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TRIBULUS TERRESTRIS

Stimolante della fertilità femminile e maschile. Il Tribulus Terrestris è noto come sviluppatore muscolare. Riattivante, tonico vitalizzante, energizzante.

La proprietà più importante del tribulus terrestris è legata alla sua azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare.

In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.

E’ un ottimo aiuto per l’uomo nell’infertilità, nell’impotenza, nell’ipogonadismo, agli sportivi per l’attività anabolizzante e tonico-stimolante ( sembra che nel lungo termine abbassi i livelli di colesterolo nel sangue) Essenzialmente il Tribulus stimola la produzione di Testosterone e LH senza provocare una abnorme produzione di questi ormoni  ( nell’uomo il livello di testosterone varia da 3 a 10)  E’ una pianta interessante per chi vuole aumentare la massa muscolare, la forza, la resistenza, la potenza fisica. Intorno alla metà degli anni 90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell’est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta.

Tali effetti vanno attribuiti ad un gruppo di sostanze organiche con attività ormonosimile chiamate saponine.

I semi del tribulus terrestris sono  ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo (Gauthaman K. et al. 2002, 2003). Numerosi altri studi indipendenti, spesso finanziati dalle stesse aziende produttrici di supplementi a base di tribulus terrestris, ribadiscono e sottolineano tali proprietà.

La conferma dell’ipotesi secondo cui gli estratti di questa pianta sarebbero utili nel trattamento delle disfunzioni erettili arriverebbe invece da un altro studio. Durante questa ricerca un gruppo di topi a cui fu somministrato tribulus terrestris si dimostrò più attivo sessualmente e presentò una pressione intracavernosa più alta rispetto ai topi non trattati (la pressione intracavernosa viene registrata all’interno dei corpi cavernosi del pene, strutture paragonabili a spugne che, riempiendosi di sangue, permettono l’erezione).

Huanarpo macho

Huanarpo macho è un albero cespuglioso di media grandezza tipico del Perù e, in particolare, si trova in abbondanza nella valle del fiume Marañon e nel distretto di Puno. Huanarpo macho è una pianta che rispecchia la “Dottrina del segno”, ovvero la teoria per cui dal colore dei fiori o delle radici, dalla forma delle foglie, dal luogo di crescita, o da altri “segni” è possibile determinare ciò per cui la pianta può essere usata.

 

E infatti i fusti dei rami giovani di huanarpo macho hanno una forma simile all’anatomia maschile e per secoli sono stati usati dalla medicina popolare per supportare, aiutare e potenziare la funzione sessuale maschile.

Huanarpo macho contiene sapogenine, steroidi, flavonoidi, olii essenziali e alcaloidi, oltre che una grande quantità di proantocianidina. Le proantocianidine sono dei composti, naturalmente presenti in diverse piante, con azioni antinfiammatorie e antiartritiche. E’ stato riportato che questi flavonoidi sono in grado di prevenire l’invecchiamento cutaneo e i disturbi cardiaci, decontaminare l’ossigeno dei radicali liberi e inibire la perossidazione indotta dalle radiazioni UV.

Numerose ricerche hanno documentato il possibile ruolo della proantocianidina nella stimolazione sessuale e, nello specifico, nella correzione delle disfunzioni erettili e della sterilità. E l’elevata quantità di questo elemento in huanarpo macho concorderebbe con l’uso tradizionale di questa pianta come afrodisiaco, come è stato anche sottolineato da ricercatori italiani che avevano condotto studi sulla presenza di questo elemento in huanarpo macho. Tuttavia, una ricerca peruviana attribuisce queste stesse proprietà agli alcaloidi della pianta.

Una delle principali proantocianidine, la proantocianidina B-3, è presente in grande quantità nei fusti dei rami giovani.

Secondo alcune ricerche, questo elemento chimico sarebbe capace di interagire e regolare la bradichinina (un ormone presente nel corpo umano). Studi hanno dimostrato che il corpus carvernosum si rilassa in presenza di questo ormone e il deterioramento dell’endotelio del muscolo molle cavernoso accade in presenza di disturbi vascolari, come il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, causando la disfunzione erettile. Regolando la bradichinina, come fa la proantocianidina B-3, si otterrebbe dunque un possibile trattamento delle disfunzioni erettili e/o si raggiungerebbe e manterrebbe l’erezione per periodi di tempo più lunghi.

Con una tale quantità di proantocianidine antiossidanti, non sorprende che un estratto puro di radice e corteccia di huanarpo macho abbia manifestato proprietà antiossidanti. In uno studio condotto su delle cavie nel 2003, i ricercatori hanno miscelato 5 grammi di polvere di huanarpo macho in 100 ml di acqua, dandoli alle cavie come bevanda. Dopo 30 giorni, un gruppo di cavie che avevano bevuto huanarpo macho avevano accresciuto i loro livelli di testosterone, ma non quelli di progesterone ed estrogeni. I ricercatori hanno attribuito questo effetto ormonale alle sapogenine presenti nella pianta.

Nei sistemi erboristici in Perù, questa pianta è considerata un afrodisiaco, un antiasmatico, un antidiabetico, un antitussivo, un antiulceroso ed un nervino.

E’ inoltre usata per ripristinare la potenza sessuale maschile, per l’eiaculazione precoce, le disfunzioni erettili, e come tonico sessuale maschile e afrodisiaco. Recentemente, huanarpo macho è stato chiamato “Viagra peruviano” in alcuni programmi di vendita ed è un afrodisiaco famoso in Perù tanto quanto lo è la muira puama in Brasile.

Accanto a questo uso, i rami e la corteccia vengono anche usati nella medicina erboristica peruviana per asma, bronchite, tosse e diabete. Alcuni erboristi e curatori ritengono che huanarpo macho possa bloccare gli alfa-adrenorecettori che riducono l’effetto di ormoni che solitamente causano la vasocostrizione dei vasi sanguigni del pene, e che possa aumentare la produzione di noradrenalina che è essenziale nel mantenere la funzione erettile.

 

Cause e rimedi

Meccanica e fisiologia dell’erezione
Per capire quali potrebbero essere i problemi di erezione e le cause scatenanti, dobbiamo avere chiaro cosa accade al corpo di un uomo, a livello fisiologico, durante un’erezione.
Innanzitutto questo processo è fondamentale per poi permettere il rapporto sessuale e quindi la riproduzione.

L’erezione consiste nel rilassamento delle arterie del pene. Dilatandosi le arterie si allargano,ricevono più sangue e il pene si gonfia. Tale gonfiore comprime le vene che si trovano sulla superficie del pene imprigionando il sangue, che fa fatica a ripartire. Più sangue che arriva e meno che se ne va: è l’erezione. Il pene aumenta di volume, allungandosi ed espandendosi, e diventa rigido. Questo processo è noto come tumescenza.

L’erezione riflette un equilibrio dinamico tra forze eccitatorie ed inibitorie, mentre il sistema nervoso simpatico, vasocostrittore, tende ad inibire l’erezione, il sistema parasimpatico, vasodilatante e mio-rilassante, costituisce una delle forze eccitatorie.

Ne esistono diversi “tipi” a seconda dei segnali che la provocano, e che possono originare nei genitali o nel cervello. Si distinguono infatti in:
1. Erezione riflessa, si realizza in seguito a stimolazione dei genitali esterni e delle zone erogene del corpo;
2. Erezione psicogena, si raggiunge grazie a stimoli sessuali elaborati a livello del Sistema Nervoso Centrale (fantasie, stimoli immaginativi, visivi, uditivi, olfattivi ecc.);
3. Erezione notturna: si verifica spontaneamente durante le fasi di sonno REM in ogni soggetto sano, mediamente 4 volte per notte, il cui significato si pensa sia legato alla preservazione dell’integrità delle strutture del pene (completa e continua ossigenazione).
4. Infine l’erezione peniena è l’effetto della cascata di eventi psico-neuro-endocrino (relativa agli ormoni) -vascolari, che si attiva in seguito a stimoli riflessi o centrali.

La risposta sessuale è una sequenza temporale di numerose fasi che, nell’insieme, descrivono un ciclo:
– il desiderio sessuale o libido
– l’eccitazione genitale, cioè l’erezione
– la fase di plateau, ossia il periodo di eccitazione sessuale protratto, durante il quale la respirazione diventa più rapida e superficiale, i muscoli scheletrici si tendono ed aumenta la frequenza cardiaca.
– l’orgasmo
– la risoluzione o eiaculazione

Cosa può causare problemi di erezione?
La disfunzione erettile, un tempo definita “impotenza sessuale”, è l’incapacità di ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente per l’attività sessuale.
I problemi di erezione, per essere davvero considerati una patologia, devono essere presenti in modo costante. In altre parole, una disfunzione occasionale non è da considerare patologica: sono molti gli uomini assolutamente sani che talvolta vanno incontro a defaillance.

Alla base di un deficit dell’erezione possono esserci molti fattori:

a) Stress: lo stress o altri fattori psicologici o forti ansie possono provocare quella che viene anche detta disfunzione erettile psicogena.

b) Diabete: diversi studi hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra diabete e disfunzione erettile. ììInfatti la presenza nel sangue di una quantità eccessiva di glucosio provoca danni ai piccoli vasi sanguigni. Lo zucchero in eccesso si lega infatti alle pareti dei vasi rendendoli meno elastici e impedendone perciò la naturale estensione necessaria al trasporto di adeguate quantità di sangue. Questa condizione comporta un minore afflusso di sangue nel pene e di conseguenza un ridotto aumento delle dimensioni e della turgidità durante l’erezione.
In termini più generici questo fattore scatenante rientra nelle disfunzioni erettili organiche, quindi dovute a fattori fisici, il diabete infatti non è l’unica patologia che può comportare problemi di erezione.

c) Carenza di aminoacidi: anche tale fattore rientra nelle disfunzioni erettili organiche e coinvolge ugualmente il metabolismo. Tale scompenso biochimico non permette all’organismo di produrre la giusta quantità di energia quando necessario e di mantenere toniche le fibre muscolari.

d) Abuso di farmaci: alcuni farmaci possono causare direttamente o indirettamente problemi di erezione (in questo caso si parla di disfunzione erettile farmacologica).

Qual è il giusto approccio a questi disturbi?
– In caso di stress, si rivela fondamentale “correggere” quegli squilibri ormonali che lo alimentano. E’ possibile ad esempio limitare i livelli di adrenalina, cortisolo e altri ormoni dello stress con l’utilizzo di alcune piante adattogene che, quando siamo particolarmente stressati, produciamo in eccesso.
– E’ indispensabile alimentarsi nella maniera corretta, introducendo cibi ad alto valore nutritivo e non raffinati e lavorati industrialmente. In questo modo agevoliamo il corpo a gestire i livelli di zucchero nel sangue, evitando la condizione diabetica. Se però questa fosse già in atto e una corretta alimentazione non fosse sufficiente, è altamente consigliato fornire al corpo vitamina D, magnesio, estratto di cannella, carnitina, vitamine del complesso B.
– Per mantenere un tono vascolare ben elastico è necessario fornire al corpo la vitamina C.

– In caso di carenze aminoacidiche è importante colmarle attraverso le proteine del cibo (pesce, uova, carne, ecc.) e in caso attraverso un apporto ulteriore di aminoacidi in forma libera.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stressLe statistiche dicono che questo grosso disturbo è ormai un problema sociale, che purtroppo risulta in crescita.

L’impotenza è un disturbo legato alla sessualità che nell’uomo può portare alla eiaculazione precoce o alla totale assenza di eiaculazione, in ogni caso alla difficoltà di avere un rapporto sessuale soddisfacente; le cause principali sono gli eccessi alimentari, gli stress intellettuali e fisici, un peso corporeo eccessivo, una vita lontana dai ritmi della natura.

La dieta
Eliminare drasticamente alcol, caffè e bevande eccitanti, tabacco, carne; una dieta vegetariana aumenta la sensibilità a livello sottile sia nella sfera fisica che emozionale; l’aglio e la cipolla sono potenti fattori di vitalità e longevità, farne uso abbondante e giornaliero; altri alimenti consigliati sono i fiocchi d’avena, frutta secca, pane integrale, lievito di birra in fiocchi (da spargere sulle insalate), cavolo, acetosella, funghi, oli vegetali, pinoli; anche le spezie sono utili anche se non bisogna eccedere: pepe, peperoncino, curry, zafferano, paprica, zenzero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, vaniglia.

Consigli utili
Potete profumare l’ambiente con effluvi di muschio e ambra grigia; le erbe dell’amore sono la menta piperita, l’anice verde, il rosmarino, la salvia: con queste potete preparare una tisana da bere al mattino a digiuno e la sera prima di andare a letto.

Il problema viene rilanciato dal Dott. Aldo Isidori, direttore della cattedra di Andrologia all’Università La Sapienza di Roma, che ha esposto il problema a Milano in occasione del primo bilancio di attività del Numero Verde per il problema della disfunzione erettile.
Il nuovo numero verde (800046696) è stato chiamato per il 96% da uomini, il 41% di telefonate provenivano dal nord Italia, e di questi il 60% avevano da 45 anni in su, ed erano sposati il 70%.

Durante il primo mese di attività i 15 medici che hanno lavorato al numero verde (servizio organizzato da Uomo e Donna in Salute di Pfizer Italiana) hanno ricevuto circa 2000 chiamate, il 78% degli uomini ha chiesto un consulenza medica o un aiuto psicologico, il 12% ha affermato di soffrire di eiaculazione precoce, il residuo 10% altre patologie. Altre patologie riscontrate dai medici sono state l’ipertensione (29%), il diabete (13%), l’ansia e la depressione cronica (14%). Il 76% degli uomini che soffrono di problemi erettili sono fumatori e denunciano il problema da almeno un anno, e nonostante tutto non hanno in corso nessuna terapia per guarire. Questo fa capire che l’imbarazzo a parlare di questo problema è notevole e si preferisce tenerlo nascosto piuttosto di parlarne e curarlo.

Trascurare questa patologia, nel lungo tempo, porterà ad un aumento dei costi sociali. Per non incidere pesantemente sul bilancio del nostro Sistema sanitario nazionale, gli esperti spiegano che bisognerà puntare sulla prevenzione.

Attualmente la maggior parte di coloro che soffrono di disfunzione erettile non la ritengono una vera e propria malattia, è per questo motivo che ben 8 uomini su 10 affetti da questo disturbo non si recano dal medico.
Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di urologia e della Società europeo di urologia andrologica, evidenzia che nella maggior parte dei casi le persone affette da disfunzione erettile ritengono si tratti di una condizione non curabile, una disinformazione molto diffusa che va colmata.

Mirone spiega che grazie ad una prevenzione corretta si può evitare il ricorso ad interventi chirurgici, un vantaggio che oltre a migliorare la qualità della vita dei pazienti consente di abbattere i costi sociali di queste patologie.

La disfunzione erettile potrebbe colpire anche uomini tra i 20 e i 30 anni, in questi casi è spesso correlata a stati di depressione e va affrontata adeguatamente con l’aiuto dello specialista.

Mirone ha inoltre evidenziano come la tendenza all’uso di droghe nasca spesso proprio dagli insuccessi sessuali.

L’esperto spiega che una vita sessuale vissuta con difficoltà può essere quindi considerata un fattore predisponente all’utilizzo delle droghe e per questo va tenuta sotto controllo ad ogni età. Gli specialisti suggeriscono comunque di sottoporsi a una visita di controllo nel caso si dovessero riscontrare delle disfunzioni erettili che si protraggono del tempo e, superati i 50 anni, il consiglio è quello di effettuare una visita urologica almeno ogni sei mesi, sottoponendosi all’esame del Psa per la diagnosi precoce del tumore alla prostata e anche ad una ecografia per il controllo del volume prostatico. Il tumore alla prostata si conferma purtroppo la patologia cancerogena più diffusa tra gli uomini, le visite di controllo permetterebbero di riscontrare il problema precocemente consentendo di intervenire in maniera meno invasiva.

Gli uomini con disfunzione erettile dovrebbero essere incoraggiati a superare la propria riluttanza ed a cercare aiuto. Esistono varie possibilità per trattamento della disfunzione erettile. A ciascuna di queste opzioni corrisponde un profilo diverso di efficacia, tollerabilità e soddisfazione da parte del paziente.

È noto per esempio alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

La ditta Vicentina STAR BENE lancia sul mercato un nuovo dispositivo per autoterapia in auricoloterapia pressoria.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

La terapia Vigor si attiva posizionando i due biomagneti 1 volta al giorno per 1 ora nel periodo a voi più comodo, fase pressoria. Una volta tolti si attiva la fase depressoria che vi darà per circa 12/14 ore la capacità di avere una erezione normale (se mancante) o migliore di quella che già avete, controllando anche l’eventuale predisposizione all’eiaculazione precoce. Il grafico sottostante dimostra l’efficacia nella fase depressoria in base alla durata dell’applicazione. Il tempo di applicazione minimo, 20 minuti, genera 4 ore di efficacia da quando vengono tolti i magneti. Il tempo massimo,60 minuti di applicazione prolunga il tempo di efficacia fino a 14 ore.

DALLA RICERCA SULLA MAGNETOTERAPIA AURICOLARE UN NUOVO PRODOTTO STRAORDINARIO EVOLUZIONE DELL’AGOPUNTURA: AURICOLARE SENZA PUNTURA DA AGO

SEMPLICE: 2 piccoli magneti da applicarsi da soli per poco tempo al giorno
PRATICA: non ruba tempo prezioso perchè la fai da solo senza bisogno di recarti in studi medici o centri specializzati
SICURA: nessun farmaco da ingerire o qualsiasi altro elemento invasivo. Non ha controindicazioni o effetti collaterali
EFFICACE: risultati già dalla prima applicazione
DUREVOLE: può essere utilizzata e riutilizzata per più di un anno dalla prima applicazione
COMODO: non devi metterlo durante l’atto ma in qualsiasi momento della giornata
VERSATILE: si può utilizzare ed è efficace da sola o contemporaneamente e in aiuto ad altri prodotti atti a raggiungere lo stesso scopo.

E’ un dispositivo medico testato e registrato al Ministero della Salute e non c’è nessuna controindicazione.

Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stress.

VIGOR è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti NEI TRATTAMENTI PER LA DIFFICOLTÀ DI EREZIONE O DI IMPOTENZA MASCHILE.

È noto alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

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a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

CORDYCEPS SINENSIS È DEFINITO ANCHE IL FUNGO DELLA VIRILITÀ ed è un impareggiabile afrodiasiaco. un fungo Cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa 6 settimane.
Questo fungo è un parassita delle larve di piccole falene bianche che poi in estate diventa tipo l’erba, infatti secondo la leggenda le pecore che brucavano quest’erba erano più forti e sane.
Questo fungo oltre a migliorare la vita sessuale ha tante altre azioni benefiche ad esempio migliora l’efficenza del sistema immunitario, aiuta a combattere il freddo, fa dimagrire, tiene lontana la depressione, ha un’azione energizzante e combatte l’invecchiamento.

Il Cordyceps sinensis è un vero elisir. Innanzitutto consiglio l’acquisto in erboristeria, il prodotto è sottoposto a controlli scrupolosi e risponde a rigorosi protocolli sia di coltivazione biologica che di produzione europea e italiana certificate.

La cosa interessante è che le capsule di Cordyceps sinensis rispetto alla pillola blu (il viagra) hanno un’azione diversa, in entrambi i casi lo scopo è migliorare la vita sessuale, però mentre il viagra ha un effetto legato all’assunzione momentanea (senza citare poi gli effetti secondari possibili), il fungo della virilità migliora la situazione anche a lungo termine, gli effetti man mano diventano migliori e anche duraturi. Il segreto pare risieda nel bilanciamento dei linfociti Th1 e Th2.

 

 

 

 

Nella tradizione orientale il Cordyceps è il fungo della potenza e della forza. Aiuta a rigenerare l’organismo dopo malattie debilitanti, ridando energia al corpo e alla mente. È in grado di aumentare la vitalità e la resistenza, la longevità e il vigore.

Il Cordyceps sinensis, chiamato anche caterpillar arancio, è un piccolo ascomicete, che parassita l’intera larva di un lepidottero, l’Hepialus armoricanus.

Il corpo fruttifero arancio-rosso, a forma di dava o bastone, si erige al di fuori della carcassa mummificata della pupa, che a volte può essere interrata anche in profondità. La zona fertile del fungo si trova sulla sommità rigonfia del bastone.

Da essa emergono delle formazioni simili a fiaschi, che rendono la superficie del carpoforo verrucosa, in cui sono contenuti gli aschi sporigeni. Il gambo è liscio e di un arancione più pallido. Il Cordyceps è un fungo molto raro, è originario delle montagne himalayane, cresce sopra i 3000 m e lo si può trovare fino a 5000 in di altezza.

Furono, più di mille anni fa, dei pastori tibetani a scoprire per primi questo fungo sugli altopiani del Tibet. Pensavano che fosse un’erba e notarono che quando i loro animali se ne nutrivano diventavano più vitali, vivaci e attivi. Provandolo poi sull’uomo il fungo mostrava i medesimi effetti.

L’uso del fungo, da parte della Medicina Tradizionale Cinese, risale al 1700 a.C. La prima testimonianza scritta dell’esistenza del Cordyceps è del 620 a.C., durante la dinastia Tang. Lo si descrive allegoricamente «verme d’inverno erba d’estate», e in effetti il Cordyceps pare proprio un bruco vegetale. Ai tempi della dinastia Ch’in, verso il 200 a.C., l’imperatore pare che pagasse un’oncia d’oro ogni tre giorni per avere il prezioso fungo, che si sapeva donasse calma all’animo e vigore al corpo. Nelle cucine reali 5 g di Cordyceps venivano inseriti nello stomaco di un’anatra che poi, una volta ben cotta, era servita nel corso dei giorni successivi. Ancora oggi nella medicina orientale si consiglia di associare il fungo con la carne di anatra e preparare questo piatto specialmente per le persone anziane, in quanto un pasto di questo genere equivale ad assumere 50 g di ginseng, che è la sostanza energizzante probabilmente più conosciuta e più usata che si trovi in natura.

Il Cordyceps veniva un tempo anche utilizzato negli avvelenamenti da oppio e per curare chi dipendeva da questa droga. Un altro aneddoto riguarda la leggendaria bellezza cinese Yang Kuefei, che pare assumesse regolarmente il Cordyceps, perché considerato «fonte di giovinezza».

In Europa e in Giappone il Cordyceps è conosciuto già dalla prima metà del 1700; fu menzionato per la prima volta a un meeting scientifico, tenutosi a Parigi nel 1726.

La Medicina Tradizionale Cinese considera il Cordyceps un tonico dei polmoni e dei reni, dall’azione simile al ginseng. Il fegato produce l’energia necessaria al nostro organismo e i reni la immagazzinano. Se i reni non riescono a custodire energia sufficiente, si indeboliscono e infondono una sensazione di freddo in particolare alle estremità, e la pressione si abbassa. Il rene è quindi l’organo che custodisce l’energia vitale e regola la riproduzione e l’attività sessuale. L’orario di funzionamento massimo del meridiano del rene è dalle 17 alle 19, per questo il fungo andrebbe assunto in questi orari con una bevanda calda, ad esempio tè verde.

Le molecole bioattive, contenute nel Cordyceps, possiedono molteplici proprietà terapeutiche, che interessano gran parte dei distretti organici: sistema respiratorio, urogenitale, cardiovascolare, immunitario, epatico ed endocrino.
Il fungo svolge un’azione di regolazione a livello immunitario. In particolare, sia il corpo fruttifero che il micelio stimolano e potenziano l’attività di alcune cellule, che presiedono la risposta immunitaria. Il Cordyceps ha un’importante azione antivirale ed è un ottimo tonico nella convalescenza, nelle ricadute infettive e in tutte quelle situazioni di esaurimento del sistema immunologico.
Questo ascomicete è stato studiato in vitro e in vivo su diverse linee cellulari di tumori: nel carcinoma renale, epatico, polmonare e nella leucemia.

La cordicepina, sostanza contenuta nel fungo, ha un’azione simile a quella degli antibiotici; in particolare limita la crescita di clostridium, la cui presenza favorisce l’insorgere di neoplasie.
L’effetto di inibizione sulla crescita e metastatizzazione dei tumori, che si è osservato con la somministrazione di estratti acquosi del fungo, è dose-dipendente. La sperimentazione con l’uso di grandi dosi non ha causato alcun effetto tossico, lo si può ritenere quindi un fungo molto sicuro.

Il Cordyceps è un importante antiossidante, il fungo antiaging per eccellenza e inoltre contribuisce indirettamente a prevenire la formazione delle placche ateromasiche, responsabili dell’arteriosclerosi.

Una molecola, isolata dal fungo, si è dimostrata capace di antagonizzare la tossicità indotta dai radicali liberi, evidenziando quindi un effetto protettivo sulle cellule neuronali.

Si è visto che soggetti anziani che accusavano sintomi correlati all’età avanzata — quali stanchezza, insonnia, perdita di lucidità, tinnito, disturbi motori — hanno avuto un giovamento grazie all’assunzione di estratto di Cordyceps, godendo di maggiore vitalità, migliore tolleranza al freddo e di un aumento della memoria. Uno studio, effettuato su topi anziani, ha dimostrato che, dopo 6 settimane di consumo di estratti di Cordyceps, i topi manifestavano un importante miglioramento nelle capacità di apprendimento e di memoria.

Oggi come oggi il Cordyceps può essere considerato un ottimo rimedio in patologie diffuse come l’insonnia e la depressione. D’altra parte secondo la Medicina Cinese la mancanza di motivazione e di volontà, la paura, l’ansia sono sempre il risultato di un indebolimento del rene, su cui questo fungo lavora direttamente.
Il Cordyceps sinensis svolge un’azione protettiva su tutto il sistema uro-genitale, migliorando la funzionalità renale. In particolare viene utilizzato nel trattamento della glomerulonefrite, un’infiammazione del rene assai pericolosa, causata da un processo autoimmune conseguente a un’infezione streptococcica. Dalle analisi del soggetto che assume questo fungo, si evidenzierà un riequilibrio dei parametri di funzionalità renale; un aumento della clearance della creatinina e una diminuzione della proteinuria e dell’ematuria.

Il Cordyceps sinensis è un importante fungo afrodisiaco. La sua assunzione regolare può portare, sia nell’uomo che nella donna, ad un aumento del 30% nell’attività sessuale.
L’infertilità, nella Medicina Tradizionale Cinese, si definisce un «vuoto di Reni, di Qi» e il Cordyceps sinensis possiede un potente effetto tonificante sull’energia renale ed è quindi il fungo più indicato nell’impotenza, nella sterilità e nella regolarizzazione della produzione degli ormoni sessuali.

Il Cordyceps aumenta inoltre la produzione di DHEA, l’ormone della giovinezza precursore del testosterone, dopo circa 1 ora dall’assunzione, e per questo è da ritenersi un importante stimolatore della funzionalità endocrina e sessuale, in particolare maschile.

La capacità del fungo di sollecitare il rilascio di ormoni da parte delle ghiandole surrenaliche, ne fa infine un utile rimedio contro i sintomi da stress. Tuttavia, tutte queste funzioni che il micete esplica a livello ormonale sono esclusive degli esemplari che crescono in natura, ad alte quote, sulle larve di lepidotteri. Il Cordyceps in commercio oggi, che viene coltivato su terreno, è in grado di aumentare il vigore e il tono muscolare, ma non di svolgere appieno i poteri, sopra descritti, nella sfera sessuale.
Il fungo è indicato in caso di epatite virale e cirrosi epatica perché migliora la funzionalità del fegato.

I preparati a base di micelio sono da preferirsi nell’epatite C, nella steatosi epatica e nella calcolosi biliare, solitamente nella dose di 3 g al giorno.

La somministrazione di Cordyceps sinensis permette anche un rallentamento nella formazione della fibrosi epatica, processo riparativo, pre-cirrotico, a cui va comunemente incontro il fegato in seguito a infezioni da virus, abuso di alcol, sovraccarico di ferro o di rame.

A livello cardiovascolare questo fungo migliora la funzionalità cardiaca; ha un’azione ipotensiva e di regolazione sul ritmo cardiaco.

È molto importante, per questo molto utilizzato, in ambito sportivo sia perché esercita un effetto antinfiammatorio a livello muscolare, sia perché è in grado, grazie alla sua azione sul sistema cardiorespiratorio, di aumentare la forza e la resistenza fisica. Gli atleti possono così migliorare la performance fisica sotto sforzo, avere un incremento della capacità polmonare e un recupero più veloce dopo la prova.
Durante i giochi nazionali cinesi nel 1993, il team di donne a cui era stato prescritto un cocktail di erbe usate in Medicina Tradizionale Cinese, tra cui era compreso il Cordycep, raggiunse nove record mondiali, compreso quello dei 10.000 metri.

È stato dimostrato che l’assunzione regolare di Cordyceps permette un più efficace utilizzo dell’ossigeno da parte dell’organismo, un aumento fino al 55% dell’energia cellulare e quindi un miglioramento, fino al 40%, della reattività e della potenza muscolare con grande riduzione dell’affaticamento.
Il Cordyceps sinensis possiede anche un’azione di regolazione e di attivazione del metabolismo epatico; abbassa la glicemia, così come i trigliceridi e i livelli di colesterolo «cattivo», LDL, a favore di quello «buono», HDL. Uno studio clinico ha dimostrato una riduzione media superiore al 17% dei valori del colesterolo totale. Il fungo risulta anche utile nell’obesità, perché è in grado di diminuire l’appetito.

Dopo i 40 anni le variazioni nell’assetto ormonale influiscono su molte funzioni fisiche, cognitive e sessuali. In questa fase della vita si assiste spesso a un aumento del grasso addominale e a una diminuzione della massa muscolare – segni tipici, insieme a molti altri, di uno squilibrio ormonale. Fino a non molto tempo fa questi segni venivano considerati semplici e inevitabili effetti del proceso di invecchiamento, e ci i aspettava che gli uomini accettassero di entrare in una lunga fase degenerativa che prima o poi termina in modo estremo. Oggi sappiamo che la maggior parte di questi problemi – stanchezza, aumento di peso, alterazioni dell’umore e delle funzioni cognitive, calo della libido, disfunzione erettile, malattie della prostata, e così via – si può curare con successo

L’ormone della virilità
Il testosterone (T) è molto più che un ormone sessuale. I suoi recettori nelle cellule sono presenti in tutto il corpo, anche nel cervello e nel cuore; il testosterone aiuta a mantenere la massa muscolare e la densità ossea, migliora l’assorbimento dell’ossigeno, contribuisce a controllare il livello di glucosio nel sangue, regola il tasso del colesterolo e mantiene attiva la sorveglianza immunitaria, partecipa alle funzioni cardiache e cerebrali e alla produzione dei globuli rossi.

Per l’uomo il testosterone è il più importante prodotto endocrino dei testicoli ed è fondamentale per la differenziazione sessuale, per lo sviluppo dei caratteri maschili secondari (barba, cambio della voce, ecc.) nella pubertà e per il mantenimento della funzione sessuale nella vita adulta. Questo ormone si forma dal colesterolo, ed è secreto principalmente dalle cellule di Leydig presenti nei testicoli. La maggior parte del testosterone (ca. 95%) circola legato alle proteine di trasporto (SHBG e albumina), e solo una piccola parte circola liberamentenel sangue (testosterone libero) ed è disponibile a penetrare nelle cellule degli organi-bersaglio

Troppi estrogeni?

Lo squilibrio ormonale più significativo nell’uomo che invecchia è rappresentato dalla diminuzione del testosterone libero e dal contemporaneo assestamento o aumento del livello di estrogeni. Una delle prime cause dello squilibrio ormonale maschile consiste nell’aumento della conversione del testosterone in estrogeno che la terapia a base di testosterone assunto in varie forme non solo non cura, ma può addirittura peggiorare: il testosterone assunto in questo modo può aromatizzarsi in una quantità addirittura superiore di estrogeno, rendendo ancora più grave lo squilibrio.

Gli estrogeni sono essenziali nella vita di un uomo, ma mentre nella giovinezza il corpo li impiega per controllare gli effetti esplosivi del testosterone, il loro aumento con l’età può bloccare la stimolazione cellulare del testosterone influenzando negativamente il desiderio e l’eccitazione sessuale.

Elevati livelli sierici di estrogeni possono erroneamente segnalare al cervello che la produzione di testosterone è sufficiente, riducendola ancora: questo succede quando gli estrogeni saturano i recettori di testosterone nell’ipotalamo, che quindi interrompe il rilascio dell’ormone che istruisce la ghiandola pituitaria a produrre l’ormone luteizzante (LH) di cui i testicoli hanno bisogno per produrre il testosterone. Inoltre, l’eccesso di estrogeni aumenta la produzione naturale della globulina legante gli ormoni steroidi sessuali (SHBG), che lega il testosterone libero e lo rende indisponibile ai recettori delle cellule

Più anni meno testosterone

La produzione del testosterone inizia nel cervello. Quando l’ipotalamo rileva la carenza di testosterone nel sangue secerne l’ormone rilasciante gonadotropina (GRH) il quale a sua volta sollecita la ghiandola pituitaria a secernere l’ormone luteizzante (LH) dal quale dipende la funzione delle cellule di Leydig che nei testicoli producono il testosterone. In alcuni uomini i testicoli perdono la capacità di produrre testosterone, indipendentemente dalla quantità di ormone luteizzante prodotta dall’organismo.

Questo tipo di carenza viene diagnosticato quando l’analisi del sangue rivela alti livelli di LH e bassi livelli di testosterone. Quando questo avviene, la ghiandola pituitaria, secernendo l’LH, sollecita i testicoli a produrre testosterone, che tuttavia non può essere prodotto perché i testicoli hanno perso la capacità di farlo.

La ghiandola pituitaria continuerà a secernere l’ormone LH inutilmente, dato che nel sangue il livello di testosterone è insufficiente per garantire il meccanismo di risposta che può spingere la ghiandola pituitaria ad arrestare la produzione di LH. In altri casi l’ipotalamo non riesce a produrre quantità sufficienti di ormone luteizzante (LH), perciò i testicoli non possono produrre testosterone. Se i livelli plasmatici di testosterone sono molto bassi, è indispensabile indagarne la causa

Testosterone e libido
La stimolazione sessuale e l’erezione iniziano nel cervello quando i recettori neurali di testosterone vengono sollecitati a produrreuna vera e propria cascata di eventi biochimici che coinvolgono i recettori di testosterone nei nervi, nei vasi sanguigni e nei mucoli.Il testosterone libero stimola il desiderio e facilita l’erezione e l’orgasmo, e quando i suoi livelli sono inadeguati la qualità della vita sessuale di un uomo è compromessa e i suoi genitali tendono ad atrofizzarsi.

Quando viene ristabilito il livello ormonale adeguato, in assenza di altre condizioni mediche avverse la struttura e la funzione degli organi sessuali si normalizzano.
La regione pelvica è ricca di recettori del testosterone che sono molto sensibili alla stimolazione sessuale indotta dal testosterone libero.

Ma cosa succede quando il meccanismo si guasta?

Il testosterone può essere convertito in estrogeni che vengono assorbiti dai recettori delle cellule che si trovano in tutto il corpo. Quando una molecola di estrogeno occupa un recettore di testosterone sulla membrana cellulare, blocca la sua capacità di agire e gli impedisce di inviare un messaggio ormonale corretto.

La quantità del testosterone libero è irrilevante se l’estrogeno in eccesso compete per gli stessi recettori, inoltre l’estrogeno può aumentare la produzione di una globulina (SHBG) che lega il testosterone rendendolo inattivo. Il testosterone che condiziona favorevolmente la libido maschile è sempre in forma libera, cioè liberamente circolante nel sangue

Testosterone e invecchiamento

Con l’età l’abbassamento dei valori di testosterone si collega alla sovrapproduzione di un ormone pericoloso, il cortisolo, dai multipli effetti degenerativi tra i quali si annoverano le disfunzioni del sistema immunitario, i danni a carico delle cellule cerebrali e delle pareti arteriose, e l’aumento del grasso corporeo.

L’eccessiva produzione di cortisolo sopprime la produzione del testosterone e dell’ormone della crescita (GH) e influenza anche quella dell’ormone insulina. Il testosterone è un ormone anabolico, cioè costruisce le proteine, mentre il cortisolo è un ormone catabolico che metabolizza le proteine nel corpo. L’invecchiamento coincide con una diminuzione progressiva dei livelli di testosterone libero e un aumento marcato di quelli del cortisolo. Dopo i 40 anni in genere il cortisolo diventa dominante, e con esso gli effetti catabolici che vi sono associati

Le cause più comuni dello squilibrio estrogeni/testosterone

• eccesso di aromatasi
l’enzima aromatasi converte il testosterone in estrogeni, pertanto la sua inibizione comporta un declino significativo dei livelli di estrogeni e un aumento altrettanto significativo di quelli di testosterone
• attività enzimatica del fegato
un fegato sano smaltisce il surplus di estrogeno e di SHBG, ma l’invecchiamento, il consumo di alcoolici e l’assunzione di alcuni farmaci possono interferire con la funzione epatica provocando uno squilibrio ormonale
• obesità
le cellule grasse producono l’enzima aromatasi e contribuiscono pesantemente al deposito del grasso sull’addome. Anche l’insufficienza di testosterone è causa di ingrassamento, e provoca a sua volta la formazione di aromatasi che diminuisce ulteriormente il livello di testosterone e aumenta quello degli estrogeni
• carenza di zinco
lo zinco è un inibitore naturale dell’aromatasi. La dose quotidiana suggerita è di 30-90 mg

Le cause più comuni della carenza di testosterone

• una quantità eccessiva di testosterone viene convertita in estradiolo a causa di un eccesso di aromatasi, e/oppure il fegato non è in grado di detossificare l’estrogeno prodotto in eccesso
• una quantità eccessiva di testosterone viene legata dall’SHBG; in questo caso il livello del testosterone totale è nella norma, ma quello del testosterone libero è basso
• la ghiandola pituitaria non è in grado di secernere quantità sufficienti di ormone luteizzante (LH) per stimolare la produzione testicolare del testosterone. In questo caso il testosterone totale è basso
• i testicoli hanno perso la capacità di produrre testosterone, anche se la secrezione di LH è nella norma. In questo caso i livelli di LH sono nella norma e quelli del testosterone totale sono particolarmente bassi
• insufficiente produzione di DHEA, l’ormone precursore del testosterone e degli estrogeni