Il magnesio bisglicinato è una forma chelata di magnesio nella quale il minerale è legato a due molecole di glicina. È una delle forme di magnesio maggiormente utilizzate negli integratori alimentari, soprattutto quando si cerca una formulazione ben tollerata a livello gastrointestinale.
Il magnesio è un minerale essenziale coinvolto in numerosi processi dell’organismo, tra cui il normale funzionamento del sistema nervoso e dei muscoli, il metabolismo energetico, l’equilibrio elettrolitico e il mantenimento di ossa e denti.
La forma bisglicinata è interessante soprattutto per le caratteristiche della molecola chelata e per la sua tollerabilità.
Che cos’è il magnesio bisglicinato?
Il magnesio bisglicinato, chiamato anche magnesio diglicinato, è un composto nel quale un atomo di magnesio è associato a due molecole di glicina. La glicina è un amminoacido e la struttura chelata può influenzare il comportamento del minerale durante la digestione e il suo assorbimento intestinale.
La formula comunemente riportata per il magnesio bisglicinato è C4H8MgN2O4.
Il concetto di “chelazione” è importante perché non tutte le forme di magnesio presenti negli integratori hanno le stesse caratteristiche chimiche. Esistono infatti numerose forme, tra cui:
- magnesio ossido;
- magnesio citrato;
- magnesio lattato;
- magnesio malato;
- magnesio pidolato;
- magnesio glicerofosfato;
- magnesio bisglicinato.
La forma chimica può influenzare solubilità, assorbimento e tollerabilità gastrointestinale.
Magnesio bisglicinato e biodisponibilità
Uno degli aspetti più interessanti del magnesio bisglicinato riguarda la sua possibile modalità di assorbimento.
Uno studio clinico condotto su persone con resezione dell’ileo ha confrontato il magnesio diglicinato con l’ossido di magnesio. Nel gruppo complessivo l’assorbimento non risultava significativamente diverso, mentre nei soggetti con maggiore compromissione dell’assorbimento il chelato mostrava una maggiore disponibilità e una comparsa più precoce del magnesio marcato nel sangue. Gli autori hanno inoltre ipotizzato che una parte del diglicinato possa essere assorbita come dipeptide.
Questo studio è interessante, ma non permette di concludere che il bisglicinato sia “quasi totalmente assorbito” o sempre superiore a tutte le altre forme di magnesio. La biodisponibilità dipende infatti dalla forma chimica, dalla dose, dall’alimentazione e dalle caratteristiche individuali.
A cosa serve il magnesio?
Il magnesio è un minerale essenziale coinvolto in numerosi processi fisiologici dell’organismo. Svolge un ruolo nel normale funzionamento del sistema nervoso e dei muscoli, contribuisce al metabolismo energetico e partecipa alla normale sintesi delle proteine.
Il magnesio contribuisce inoltre al mantenimento dell’equilibrio elettrolitico, alla salute di ossa e denti e alla normale funzione psicologica. Un adeguato apporto contribuisce anche alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Tra le principali funzioni del magnesio rientrano quindi:
- contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso;
- contribuisce alla normale funzione muscolare;
- contribuisce al normale metabolismo energetico;
- contribuisce alla normale sintesi proteica;
- contribuisce al mantenimento del normale equilibrio elettrolitico;
- contribuisce al mantenimento di ossa e denti normali;
- contribuisce alla normale funzione psicologica;
- contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Queste indicazioni descrivono funzioni fisiologiche del magnesio e non significano che l’assunzione di un integratore possa trattare o curare una specifica patologia. L’utilità dell’integrazione dipende soprattutto dall’apporto complessivo di magnesio, dall’alimentazione e dalle esigenze individuali.
Magnesio bisglicinato e sistema nervoso
Il magnesio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica. Per questo motivo il magnesio viene spesso inserito nelle formulazioni destinate ai periodi di maggiore stress e affaticamento.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha analizzato gli studi clinici sull’utilizzo degli integratori di magnesio in relazione ad ansia e qualità del sonno. La revisione ha incluso 15 studi interventistici: 8 hanno valutato parametri legati al sonno e 7 quelli relativi all’ansia. Una parte degli studi ha osservato miglioramenti in almeno alcuni dei parametri considerati, ma gli autori hanno evidenziato una notevole eterogeneità tra dosaggi, formulazioni, durata dei trattamenti e caratteristiche dei partecipanti. Inoltre, molti studi avevano campioni di dimensioni ridotte. Per questo motivo, gli autori sottolineano la necessità di studi clinici randomizzati più ampi per definire meglio l’efficacia e individuare le formulazioni e i dosaggi più appropriati.
Magnesio bisglicinato e sonno
Il rapporto tra magnesio e qualità del sonno è uno degli argomenti più studiati negli ultimi anni. Le evidenze disponibili non sono però completamente uniformi.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2023 ha analizzato le evidenze disponibili sul rapporto tra magnesio e qualità del sonno negli adulti, includendo 9 studi per un totale di 7.582 partecipanti. Gli studi osservazionali hanno evidenziato un’associazione tra lo stato del magnesio e alcuni parametri del sonno, mentre gli studi clinici randomizzati hanno prodotto risultati contrastanti e non conclusivi. Gli autori hanno sottolineato la necessità di studi randomizzati meglio progettati, con campioni più ampi e periodi di osservazione più lunghi, per chiarire il possibile ruolo del magnesio nella qualità del sonno.
Più recentemente, una revisione sistematica pubblicata nel 2026 ha analizzato 12 studi clinici randomizzati che hanno valutato l’integrazione orale di magnesio come unico intervento in adulti con problemi di sonno, insonnia o scarsa qualità del sonno. I risultati sono stati eterogenei e non conclusivi: le formulazioni utilizzate, le dosi di magnesio elementare, la durata dei trattamenti e gli strumenti impiegati per valutare il sonno variavano considerevolmente tra gli studi. Gli autori hanno giudicato la certezza complessiva delle prove bassa o molto bassa. Il magnesio potrebbe produrre benefici modesti per alcuni parametri soggettivi del sonno in determinate persone, ma le evidenze attuali non supportano il suo utilizzo come trattamento di routine dell’insonnia.
Un dato particolarmente interessante riguarda proprio il magnesio bisglicinato: uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato nel 2025, ha valutato gli effetti del magnesio bisglicinato sulla qualità del sonno in 155 adulti che riferivano una scarsa qualità del sonno. I partecipanti hanno assunto per quattro settimane 250 mg di magnesio elementare al giorno sotto forma di magnesio bisglicinato oppure un placebo.
Dopo quattro settimane, il gruppo che assumeva magnesio bisglicinato ha mostrato una riduzione significativamente maggiore dei punteggi dell’Insomnia Severity Index (ISI) rispetto al placebo: −3,9 punti contro −2,3. Tuttavia, la dimensione dell’effetto è risultata piccola (Cohen’s d = 0,2), indicando un beneficio complessivamente modesto. Gli autori sottolineano inoltre la necessità di studi più lunghi e di valutazioni oggettive del sonno per confermare questi risultati.
Questi risultati suggeriscono quindi un possibile interesse del bisglicinato nell’ambito del sonno, ma non permettono di considerarlo un trattamento dell’insonnia.
Magnesio e crampi muscolari
Il magnesio è un minerale importante anche per la normale funzione muscolare e viene tradizionalmente utilizzato nell’ambito dell’integrazione alimentare anche quando si manifestano crampi e tensioni muscolari.
La ricerca scientifica ha approfondito in particolare il possibile ruolo del magnesio nei crampi notturni e nei crampi che possono comparire durante la gravidanza. I risultati disponibili indicano che la risposta può variare in base alla causa dei crampi, alle caratteristiche della persona e alla forma e quantità di magnesio utilizzata.
Per quanto riguarda i crampi associati alla gravidanza, uno studio randomizzato del 2012 ha valutato proprio un magnesio bisglicinato chelato, osservando una maggiore percentuale di partecipanti che aveva ottenuto una riduzione di almeno il 50% della frequenza e dell’intensità dei crampi rispetto al gruppo placebo (Leggi lo studio su PubMed).
Anche le revisioni sistematiche successive hanno approfondito il rapporto tra magnesio e crampi muscolari, evidenziando risultati variabili a seconda del tipo di crampo e della popolazione considerata. Una meta-analisi del 2021, che ha incluso quattro studi randomizzati e 332 donne in gravidanza, non ha rilevato una differenza statisticamente significativa nella frequenza dei crampi, pur confermando l’interesse della ricerca sul possibile ruolo del magnesio in questo ambito (Approfondisci la meta-analisi su PubMed).
Nel complesso, il magnesio rimane un nutriente importante per la normale funzione muscolare e il suo utilizzo può essere valutato nell’ambito di un’alimentazione equilibrata e di una corretta integrazione, soprattutto quando l’apporto alimentare non è sufficiente.
Perché scegliere il magnesio bisglicinato?

Uno dei principali punti di forza del magnesio bisglicinato è la sua particolare struttura: il magnesio è legato a due molecole di glicina, formando una forma chelata studiata per favorire una buona disponibilità del minerale e una elevata tollerabilità gastrointestinale.
Questa caratteristica rende il bisglicinato una delle forme di magnesio più apprezzate nell’integrazione alimentare, soprattutto da chi desidera assumere magnesio senza ricorrere a formulazioni che possono risultare più pesanti a livello intestinale.
La buona tollerabilità rappresenta infatti uno degli aspetti più interessanti di questa forma. Il bisglicinato è generalmente adatto anche a chi tende a manifestare sensibilità digestiva con altre formulazioni di magnesio e viene frequentemente scelto quando si desidera integrare il minerale in modo continuativo.
La quantità di magnesio elementare rimane comunque un fattore importante: anche una forma ben tollerata può provocare disturbi gastrointestinali se assunta in quantità eccessive. La risposta può inoltre variare da persona a persona.
In sintesi, il magnesio bisglicinato unisce i vantaggi della forma chelata alla buona tollerabilità, rappresentando una soluzione particolarmente interessante per chi cerca un’integrazione di magnesio efficace e delicata sull’apparato digerente.
Quanto magnesio assumere?
Il fabbisogno giornaliero di magnesio varia in funzione dell’età e del sesso. Secondo i valori di riferimento riportati dal National Institutes of Health, negli adulti il fabbisogno giornaliero è generalmente compreso tra circa 310 e 420 mg al giorno, considerando il magnesio proveniente complessivamente dalla dieta.
È fondamentale distinguere: magnesio bisglicinato ≠ magnesio elementare.
Ad esempio, un prodotto che contiene 500 mg di composto di magnesio bisglicinato non equivale necessariamente a 500 mg di magnesio puro. Per conoscere la quantità effettivamente fornita dall’integratore bisogna quindi leggere in etichetta la quantità di magnesio elementare.
Il limite di 250 mg al giorno
Per il magnesio proveniente da integratori e altre fonti supplementari, l’EFSA mantiene un livello massimo tollerabile di 250 mg al giorno per gli adulti, riferito alle forme facilmente dissociabili e considerando come principale effetto avverso il disturbo gastrointestinale/lassativo. Questo limite non comprende il magnesio naturalmente presente negli alimenti.
Per questo motivo non è corretto utilizzare automaticamente il valore del fabbisogno giornaliero come quantità da assumere attraverso un integratore. La dose va valutata considerando anche il magnesio assunto attraverso l’alimentazione.
Quando assumere il magnesio bisglicinato?
Non esiste un’unica ora della giornata valida per tutti. Il momento dell’assunzione può essere scelto in funzione della formulazione e delle proprie abitudini.
Per esempio:
- durante la giornata può essere utilizzato per integrare l’apporto di magnesio;
- dopo l’attività fisica può essere inserito nella normale routine nutrizionale;
- alla sera è una scelta frequente quando viene utilizzato nell’ambito di una routine orientata al rilassamento e al sonno.
Non è tuttavia dimostrato che assumere necessariamente il bisglicinato un’ora prima di coricarsi produca un effetto superiore in tutte le persone.
La glicina: il valore aggiunto del magnesio bisglicinato
Un altro aspetto interessante del magnesio bisglicinato è la presenza della glicina, un aminoacido fisiologicamente importante che, nella forma bisglicinata, è legato al magnesio attraverso una struttura chelata.
Il bisglicinato non è quindi semplicemente una diversa forma di sale di magnesio: la sua particolare struttura associa il minerale a un aminoacido che svolge numerose funzioni nell’organismo. La ricerca sull’assorbimento dei chelati di magnesio ha inoltre evidenziato che una parte del magnesio diglicinato può essere assorbita come complesso peptidico, anche se i dati disponibili non permettono di affermare che il bisglicinato sia sempre più biodisponibile di qualsiasi altra forma di magnesio.
Glicina e sistema nervoso
La glicina è un neurotrasmettitore inibitorio particolarmente importante nel midollo spinale e nel tronco encefalico. Il suo legame con specifici recettori permette l’apertura di canali per gli ioni cloruro e contribuisce a modulare l’eccitabilità delle cellule nervose. Questo rende la glicina particolarmente interessante quando si parla di rilassamento e qualità del sonno.
La glicina è stata studiata direttamente anche per il sonno. Alcuni studi clinici condotti da Bannai e collaboratori hanno utilizzato 3 grammi di glicina prima di coricarsi, osservando effetti favorevoli su alcuni parametri della qualità del sonno e sulla sensazione di riposo al risveglio.
Una delle spiegazioni proposte riguarda la capacità della glicina di favorire la dissipazione del calore corporeo, contribuendo alla riduzione della temperatura interna che normalmente accompagna la fase di preparazione fisiologica al sonno.
È un dato interessante perché mostra che la glicina non è soltanto un componente strutturale: è un aminoacido coinvolto anche in processi che riguardano il sistema nervoso e la regolazione del sonno.
Glicina e collagene
La glicina ha un ruolo fondamentale anche nella struttura del collagene, la principale proteina strutturale del tessuto connettivo.
Nella caratteristica struttura a tripla elica del collagene, la glicina compare regolarmente ogni tre residui, consentendo l’avvicinamento delle tre catene polipeptidiche e contribuendo alla stabilità della struttura. La glicina rappresenta infatti circa un terzo degli aminoacidi presenti nel collagene.
Per questo motivo, la glicina è una delle materie prime fondamentali utilizzate dall’organismo nei processi di sintesi del collagene, insieme ad altri aminoacidi come prolina e idrossiprolina.
Glicina e glutatione
Un’altra funzione particolarmente interessante riguarda il glutatione, uno dei principali sistemi antiossidanti intracellulari. La sintesi del glutatione richiede tre aminoacidi: glutammato, cisteina e glicina. La disponibilità di glicina può diventare un fattore limitante per la produzione di glutatione in determinate condizioni, motivo per cui questo aminoacido è oggetto di interesse anche nella ricerca sul metabolismo e sulla protezione cellulare.
La ricerca sperimentale ha inoltre evidenziato un’interessante relazione tra glicina e cellule del sistema immunitario, in particolare i macrofagi.
La glicina può interagire con recettori e canali regolati dal cloro presenti sulle cellule immunitarie e, in modelli sperimentali, è stata associata alla modulazione dell’attivazione dei macrofagi e della produzione di mediatori infiammatori.
Il quadro completo: perché magnesio e glicina sono una combinazione interessante
Il vero interesse del magnesio bisglicinato sta quindi nella combinazione di due componenti fisiologicamente importanti.
Il magnesio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e dei muscoli, al normale metabolismo energetico, all’equilibrio elettrolitico, alla normale funzione psicologica e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
La glicina, invece, è coinvolta nella trasmissione nervosa, nella struttura del collagene e nella sintesi del glutatione, oltre a essere oggetto di ricerca per il suo possibile ruolo nella regolazione del sonno e delle risposte cellulari.
È proprio questa combinazione a rendere il magnesio bisglicinato una forma particolarmente interessante da considerare nell’integrazione di magnesio. Non si tratta semplicemente di aggiungere un nome più lungo all’etichetta: la forma chelata mette insieme il minerale e la glicina in una struttura studiata anche per favorire una buona tollerabilità e una disponibilità adeguata del magnesio.
Il vantaggio più concreto rimane quindi l’integrazione di magnesio, mentre la presenza della glicina aggiunge un ulteriore elemento di interesse dal punto di vista fisiologico e nutrizionale.
Magnesio bisglicinato: controindicazioni e precauzioni
Il magnesio è generalmente ben tollerato alle dosi appropriate, ma l’integrazione richiede particolare attenzione in alcune situazioni.
Una delle principali riguarda la funzione renale. I reni svolgono infatti un ruolo importante nell’eliminazione del magnesio e, in presenza di una grave compromissione della funzione renale, l’integrazione deve essere valutata dal medico.
È inoltre importante considerare le possibili interazioni con i farmaci.
Il magnesio può ridurre l’assorbimento di alcuni antibiotici, tra cui tetracicline e chinoloni, e può interferire con l’assorbimento dei bifosfonati orali. Il NIH consiglia quindi di distanziare l’assunzione del magnesio da questi farmaci secondo le indicazioni specifiche.
Anche alcuni farmaci, come diuretici e inibitori della pompa protonica, possono influenzare lo stato del magnesio dell’organismo.
In caso di terapia farmacologica continuativa, gravidanza, patologie renali o altre condizioni cliniche, è quindi consigliabile chiedere consiglio al medico.
In sintesi
Il magnesio bisglicinato è una forma chelata di magnesio associata alla glicina e ampiamente utilizzata negli integratori alimentari.
I suoi principali punti di interesse sono:
- buona tollerabilità gastrointestinale in molti soggetti;
- elevata concentrazione di magnesio rispetto alla massa del composto;
- possibilità di utilizzare il magnesio in una forma chelata;
- interesse scientifico per l’assorbimento e la biodisponibilità;
- possibile utilità nell’ambito di una corretta integrazione di magnesio.
Il magnesio contribuisce inoltre al normale funzionamento del sistema nervoso e muscolare, al metabolismo energetico, alla normale funzione psicologica e alla riduzione della stanchezza.
Per quanto riguarda invece insonnia, ansia, crampi e altri disturbi specifici, la ricerca è ancora in evoluzione e i risultati non sono sempre uniformi. Il magnesio bisglicinato può essere una forma interessante di integrazione, ma non deve essere considerato automaticamente un trattamento per una condizione medica.
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Approfondimenti
- PubMed – Magnesium bisglycinate e sonno, studio randomizzato 2025
- PubMed – Revisione sistematica 2026 su magnesio e sonno
- PubMed – Biodisponibilità del magnesio diglicinato rispetto all’ossido
- PubMed – Revisione sistematica su magnesio e sonno
- PubMed – Magnesio e crampi muscolari
- PubMed – Magnesio bisglicinato e crampi in gravidanza
- NIH – Magnesium Fact Sheet for Health Professionals
- EFSA – Valori massimi tollerabili per vitamine e minerali
- Commissione Europea – Registro dei claim nutrizionali e salutistici
Nota informativa: questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico, del farmacista o di altro professionista sanitario.






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