L’estratto delle radici della Rodiola Rosea costituisce un alleato indispensabile per combattere la stanchezza fisica e mentale, favorire la concentrazione e migliorare il tono dell’umore agendo come anti-depressivo naturale. É un coadiuvante durante i regimi dietetici dimagranti.

La Rodiola rosea emerge come un rimedio naturale promettente con una vasta gamma di benefici per la salute mentale e fisica. Le sue proprietà adattogene, antifatica, e potenzialmente antidepressive la rendono una candidata interessante per ulteriori ricerche e per l’uso come complemento ai trattamenti convenzionali.

La rodiola (Rhodiola rosea) è una piccola pianta erbacea siberiana, con un grande potenziale medicinale.   Relativamente rara in natura, cresce ad altitudini elevate (fino a 2.280 m) nelle regioni artiche e montuose di Europa, Asia e Nord America (1).

La rodiola, Rhodiola rosea, è una pianta della famiglia delle Crassulaceae che può crescere fino a 3000 metri sul livello del mare. Le proprietà di questa pianta perenne sono state menzionate nel libro “De materia medica” scritto nel 77 d.C. da Dioscoride, considerato il padre della farmacologia.

In fitoterapia, è il rizoma della rodiola che viene utilizzato. Contiene flavonoidi (rodiolina, rodiosina, rodialina, kaempferolo) con proprietà antiossidanti e monoterpeni (rosaridina) con poteri antinfiammatori e immunostimolanti. Tuttavia, sono i fenilpropanoidi della Rhodiola, comprese le rosavine, che sono principalmente responsabili dell’attività della pianta. La Rhodiola rosea ha anche feniletanoidi, responsabili del caratteristico odore di rosa.

La rodiola è una pianta considerata adattogena. Come tale, soddisfa tre criteri: aiuta a far fronte allo stress, ha un’azione normalizzante in seguito agli squilibri causati dallo stress ed è completamente sicura, non disturba l’organismo. Una sostanza adattogena è un attivo capace di elevare la resistenza fisica di fronte agli stress ambientali e favorire l’adattamento dell’organismo a situazioni di carico straordinario. Gli adattogeni nootropi, come la Rodiola Rosea, sono sostanze in grado di migliorare le funzioni cerebrali con azione tonica. Nootropo è un termine che deriva dalle parole di origine greca nous e tropos il cui significato rispettivo è quello di “mente” e “cambiare/piegare”. I nootropi sono in altre parole tutte quelle sostanze che alterano le capacità cognitive favorendo stati di apprendimento cognitivo, motivazione, memoria e creatività.

“Cambiare la mente” dunque per migliorare il proprio stato di salute e benessere. In modo particolare la Rodiola rosea, oltre ad avere un potente effetto antidepressivo e anti-stress, è utile anche per stimolare l’agilità mentale, la concentrazione e la lucidità. E’ consigliata in caso di ansia e depressione. Le sue proprietà antinfiammatorie e la sua reputazione di pianta anti-invecchiamento le hanno fatto guadagnare il soprannome di “radice d’oro”. Infine, nell’elenco delle virtù che le sono state attribuite, vanno inclusi anche gli effetti neuroprotettivi e immunostimolanti.

ORIGINI E STORIA DELLA RODIOLA

La rodiola ha radici profonde nella terra e nella storia, essendo originaria delle fredde regioni del Nord Europa e della Siberia. La sua capacità di prosperare in habitat inospitali, come gli ambienti rocciosi e umidi delle zone alpine e prealpine, la rende una testimonianza vivente della forza della natura. In Italia, ad esempio, questa pianta si può trovare dai 1500 ai 3000 metri di altitudine, abbracciando il freddo pungente delle regioni montuose.

Secondo gli studi del naturopata ed erborista Jean Francois Astier – autore del testo “Rhodiola il più potente rimedio antistress” – la bevanda che Medea offre a Giasone per donargli la forza necessaria per sconfiggere il drago e impossessarsi del vello d’oro, è proprio un infuso a base di Rodiola rosea.

Nelle culture che hanno avuto la fortuna di scoprire la rodiola, essa è stata venerata per le sue proprietà vitalizzanti. I popoli siberiani credevano fermamente che il suo infuso potesse estendere la vita oltre il secolo di esistenza. Conosciuta come “rhosenrot“, ovvero radice d’oro per il profumo di rosa emanato dalla radice grattugiata,  la rodiola era un dono prezioso offerto alle coppie in procinto di sposarsi per augurare loro prole robusta e sana. Non solo: questa radice entrava nella composizione di elisir d’amore per le sue qualità stimolanti (2).

La radice d’oro era altrettanto apprezzata dai Vichinghi per la sua capacità di conferire forza e resistenza che la usavano anche per fermare il sanguinamento e per proteggere contro le infezioni.

Gli imperatori cinesi  la utilizzavano per curare un ampio spettro di disturbi. Anche nelle alte vette del Tibet, la rodiola era integrata nell’alimentazione quotidiana per aiutare l’adattamento all’alta quota, mentre in Siberia veniva impiegata per incrementare la resistenza alle temperature glaciali.

Durante il periodo sovietico, la rodiola fu oggetto di studi approfonditi per le sue proprietà adattogene. I ricercatori sovietici erano interessati a scoprire come questa pianta potesse migliorare le prestazioni fisiche e mentali, soprattutto in condizioni estreme. Così, nel corso degli anni, la rodiola ha consolidato la sua fama come un potente alleato naturale per il benessere dell’uomo, una storia che continua ancora oggi nei flaconi degli integratori e nelle tazze di tisane in tutto il mondo.

Oggi, la rodiola è un popolare integratore alimentare adattogeno.

Ricerche preliminari sembrano infatti confermare i benefici di questa pianta nell’aumentare l’energiala resistenza allo stress e alla fatica, l’umore e le capacità cognitive. Inoltre, la rodiola può aiutare a gestire la depressione e l’ansia, e migliorare la funzione sessuale maschile. Da recenti studi emergono anche potenziali effetti anti-invecchiamento, anti-infiammatori e immunostimolanti (3).

Gli estratti di Rhodiola rosea sembrano efficaci per migliorare la naturale resistenza del corpo agli stress psicofisici e per combattere la stanchezza e la depressione.

I principi attivi della rodiola rosea sono concentrati nella radice. La radice di rodiola contiene più di 140 principi attivi, inclusi glucosidi (tra cui rosavina e salidroside), acidi organici (come caffeico, gallico e clorogenico), tannini (catechine e proantocianidine), flavonoidi e polifenoli.

I 3 principi attivi più importanti includono (3):

  • salidroside(noto anche come rodioloside): è considerato il principio attivo più importate della rodiola;
  • rosavina: che condivide molte proprietà con il salidroside;
  • tirosolo: un antiossidante.

PROPRIETÀ E BENEFICI

La rodiola si distingue per una serie di proprietà che ne fanno un alleato fondamentale per il benessere dell’organismo. Ecco un elenco delle sue principali virtù:

  • Adattogena: la rodiola è celebre per la sua capacità di aumentare le resistenze dell’organismo allo stress psicofisico, contribuendo a ridurre il senso di fatica e stanchezza.
  • Antiossidante: i suoi estratti sono ricchi di sostanze come flavonoidi e acidi organici che contrastano l’azione dei radicali liberi.
  • Cardioprotettiva: offre protezione al cuore, aiutando a preservarne la salute e la funzionalità.
  • Tonica: contribuisce a migliorare l’efficienza fisica e mentale, favorendo un incremento generale della vitalità.
  • Immunostimolante: supporta il sistema immunitario, potenziando le difese naturali del corpo.
  • Antidepressiva: ha un lieve effetto antidepressivo grazie all’influenza sui livelli di monoamine cerebrali.
  • Ansiolitica: aiuta a controllare i sintomi legati all’ansia e alla fame ansiosa.
  • Stimolante sul Sistema Nervoso Centrale (SNC): migliora l’attenzione e la concentrazione, sostenendo le performance intellettuali.
  • Nootropa: incrementa le capacità cognitive, favorendo memoria e apprendimento.
  • Antifatica: è utile nel migliorare la resistenza alla fatica fisica e mentale.

ANSIA E STRESS

Due studi hanno indagato la sua azione sulla depressione. Il primo è stato pubblicato nel 2010 (4) e ha concluso che la Rhodiola  “è un’erba adattogena che può essere particolarmente utile nel trattamento della depressione astenica o letargica, e può essere combinata con gli antidepressivi convenzionali per alleviare alcuni dei loro comuni effetti collaterali”.  Un secondo studio, pubblicato nel 2007(5) in Armenia, valuta l’efficacia della Rhodiola nell’alleviare la depressione da lieve a moderata. Ha concluso che “l’estratto standardizzato SHR-5 [estratti di Rhodiola] mostra una potenza antidepressiva in pazienti con depressione da lieve a moderata quando somministrato a dosi di 340 o 680 mg/giorno per un periodo di 6 settimane”.

Secondo una revisione del 2012, la rodiola può essere un valido aiuto per la stanchezza fisica e mentale. Uno studio su 101 persone con problemi di stress ha valutato gli effetti di 400 mg al giorno di un estratto di rodiola, assunti per 4 settimane. Gli Autori hanno osservato miglioramenti significativi nei sintomi dello stress, come stanchezza, spossatezza e ansia, dopo soli 3 giorni 9. Dopo 4 settimane, tutti i partecipanti erano notevolmente migliorati.

È stato anche dimostrato che la Rodiola migliora i sintomi del burnout (sindrome dell’esaurimento da lavoro), che può verificarsi a causa di uno stress lavorativo elevato e cronico. In uno studio su 118 persone con burnout correlato allo stress, 400 mg di estratto di rodiola al giorno per 12 settimane hanno iniziato a produrre miglioramenti già dopo una settimana (6). I miglioramenti sono proseguiti fino alla conclusione dello studio dopo 12 settimane.

STANCHEZZA E FATICA

Gli estratti di Rhodiola rosea agiscono come adattogeni aumentando la resistenza aspecifica a stress fisici, chimici e biologici. In un paio di studi sull’uomo, la rodiola ha migliorato l’affaticamento mentale negli studenti universitari e nei giovani medici (vedi oltre).

Uno studio ha valutato gli effetti di 576 mg di rodiola al giorno, assunti per 4 settimane da 60 persone con affaticamento correlato allo stress. Rispetto al placebo, la rodiola è risultata efficace nel ridurre i livelli di affaticamento e migliorare l’attenzione (7).

FUNZIONI COGNITIVE, PRESTAZIONI INTELLETTUALI

Il potere adattogeno della Rhodiola la rende anche una pianta preziosa per ottimizzare le funzioni cognitive, che possono essere influenzate durante un periodo di stress o di superlavoro. Diversi studi hanno utilizzato estratti di Rhodiola (SHR-5) per osservare il suo effetto stimolante in un contesto di stress e fatica.

Il primo, risalente al 2000 (8) , ha cercato di studiare l’effetto stimolante della Rhodiola sugli studenti durante i periodi d’esame. La sua conclusione generale è stata che “il farmaco in studio ha dato risultati significativi rispetto al gruppo placebo”.

Un altro studio condotto nel 2008 in Svezia (9) conferma questo effetto su pazienti esausti che soffrono di sindrome da fatica: “Si conclude che la somministrazione ripetuta di estratto di R. ROSEA SHR-5 esercita un effetto anti-fatica che aumenta le prestazioni mentali, in particolare la capacità di concentrazione, e diminuisce la risposta del cortisolo allo stress da veglia”

UMORE E DEPRESSIONE

La rodiola può sostenere l’umore e migliorare molti sintomi della depressione. Similmente agli antidepressivi, con i quali può agire sinergicamente, la rodiola sembra aumentare i livelli di alcuni neurotrasmettitori che governano l’umore e le emozioni.

Uno studio RCT ha riportato che estratti di rodiola, al dosaggio di 340 e 680 mg/die per 6 settimane, hanno ridotto i sintomi depressivi, l’insonnia e l’instabilità emotiva in 89 persone con depressione lieve o moderata (10).

Entrambi i dosaggi (340 e 680 mg/die) hanno prodotto miglioramenti significativi nella depressione generale, nell’insonnia e nella stabilità emotiva, mentre solo la dose superiore ha migliorato l’autostima.

In un altro studio, l’associazione del farmaco antidepressivo sertralina con rodiola (600 mg/die) per un periodo di 12 settimane ha migliorato la qualità della vita e i sintomi clinici di pazienti con depressione da lieve a moderata, in misura superiore rispetto alla sola sertralina. Uno studio simile ha messo in confronto gli effetti della sertralina con quelli della rodiola. Sebbene entrambe abbiano ridotto i sintomi della depressione in maniera superiore al placebo, la sertralina ha avuto un effetto maggiore. In compenso, la rodiola ha prodotto meno effetti collaterali ed è stata meglio tollerata (11).

ESERCIZIO FISICO

Gli atleti e gli astronauti russi hanno tradizionalmente usato la rodiola per prevenire l’affaticamento e migliorare le prestazioni . In uno studio, l’assunzione acuta di un estratto di rodiola (200 mg, contenente il 3% di rosavina + 1% di salidroside) due ore prima di eseguire un test ciclistico, ha migliorato la prestazione atletica del 3%.

Un gruppo di ricercatori italiani ha riscontrato che 4 settimane di integrazione con Rhodiola rosea possono ridurre i livelli di lattato e i biomarcatori di danni muscolari in risposta all’esercizio aerobico in atleti allenati .

La rodiola potrebbe anche proteggere gli atleti dalle infezioni. In particolare, sappiamo che al termine di uno sforzo molto impegnativo, si apre una piccola finestra temporale in cui l’atleta risulta maggiormente suscettibile alle infezioni. In uno studio su maratoneti, gli atleti hanno assunto 600 mg al giorno di rodiola per un mese prima e per una settimana dopo la gara. I ricercatori hanno quindi prelevato campioni di sangue dai corridori e vi hanno introdotto virus. Nei corridori che avevano assunto Rhodiola, il virus è cresciuto e si è diffuso più lentamente rispetto al controllo.

FUNZIONE SESSUALE

La rodiola potrebbe avere un beneficio sulla funzione sessuale maschile, probabilmente grazie alle proprietà antidepressive e di sostegno all’umore. Uno studio ha scoperto che la rodiola migliorava tutti i sintomi nelle persone con burnout, inclusa la disfunzione sessuale. In un altro studio aperto, 26 uomini su 35 con disfunzione erettile e/o eiaculazione precoce hanno beneficiato di un miglioramento della funzione sessuale e di una normalizzazione del liquido prostatico, in seguito all’assunzione di 150-200 mg al giorno di rodiola per 3 mesi.

In uno studio, la combinazione di rodiola con zinco, acido folico e biotina ha mostrato di migliorare il controllo dell’eiaculazione e la qualità della vita sessuale nei pazienti affetti da eiaculazione precoce (12).

DISTURBI MESTRUALI E DELLA FERTILITÀ

Una revisione molto completa pubblicata nell’American Botanical Council nel 2002, che riunisce un gran numero di studi condotti sulla Rhodiola (13) , cita lavori sull’estratto di Rhodiola in donne che soffrono di amenorrea (perdita dei cicli mestruali) e di disturbi della fertilità. A quaranta donne con amenorrea è stata data la Rhodiola. rosea. In alcuni soggetti, il ciclo di trattamento è stato ripetuto da 2 a 4 volte. “Le mestruazioni normali sono state ripristinate in 25 donne, 11 delle quali sono rimaste incinte.

RODIOLA E MENOPAUSA

Anche durante la menopausa, quando molte donne possono sperimentare disturbi dell’umore, ansia e difficoltà nella concentrazione, la rodiola può offrire un contributo significativo. Aiutando a contrastare depressione lieve e astenia, questa pianta adattogena sostiene il benessere mentale e promuove il miglioramento delle capacità cognitive, inclusi memoria e concentrazione.

MANTENIMENTO DEL PESO CORPOREO

L’estratto di Rhodiola rosea è in grado di stimolare l’attività della lipasi, favorendo conseguentemente la mobilitazione dei grassi Tale proprietà è stata oggetto di alcuni interessanti studi volti a definire al meglio il ruolo che è possibile attribuire all’estratto secco ottenuto dalla radice di Rhodiola rosea nell’ambito di un programma mirato alla perdita od al mantenimento del peso corporeo.

RODIOLA E CUORE

E’ ormai a tutti noto come lo stress costituisca uno dei principali fattori di rischio delle patologie cardiache e dell’apparato cardiovascolare. L’azione adattogena esercitata dall’estratto di Rhodiola rosea si esplica mediante la modulazione della risposta del cuore allo stress ed è dunque indirizzata alla protezione del tessuto cardiaco. Gli esatti meccanismi con i quali possa realizzarsi un’azione di questo tipo necessitano di un ulteriore approfondimento. Da alcune sperimentazioni condotte su animali sembra comunque che l’estratto di Rhodiola rosea possa contribuire alla prevenzione delle patologie cardiache probabilmente mediante un’azione di modulazione del rilascio di catecolamine e di corticoidi nella fase di risposta allo stress. La Rodiola rosea è un valido alleato per migliorare e normalizzare il battito cardiaco, regolare la pressione arteriosa e quella polmonare.

MODO D’USO

Le dosi normalmente suggerite vanno da 200 a 500mg di estratto di rodiola al giorno.

Gli estratti di alta qualità, come quelli utilizzati nella ricerca medica, contengono almeno il 3% di rosavine e l’1% di salidroside. Altre specie di Rhodiola, come R. crenulata, possono contenere una concentrazione molto più elevata di salidroside. Pertanto, l’estratto dovrebbe essere titolato in rosavina (minimo al 3%) e non in salidroside, in quanto questa sostanza non è specifica della Rhodiola rosea.

La somministrazione di rodiola andrebbe iniziata almeno 7 giorni prima del periodo in cui ci si aspetta un aumentato stress psicofisico. L’assunzione andrà quindi prolungata per tutta la durata dell’evento, fino a un paio di mesi.

EFFETTI COLLATERALI

La rodiola ha un ottimo profilo di sicurezza e rappresenta un rimedio fitoterapico sicuro, privo di effetti collaterali noti. Negli studi sull’uomo che hanno studiato la supplementazione di rodiola, non si sono registrati effetti collaterali clinicamente rilevanti associati al trattamento.

Considerato il meccanismo d’azione, la rodiola potrebbe provocare irritabilità e insonnia nei soggetti sensibili; inoltre, risulta teoricamente controindicata in pazienti con episodi maniacali.

Possono anche manifestarsi effetti additivi se la rodiola viene somministrata insieme ad altri rimedi adattogeni e/o stimolanti, o farmaci antidepressivi. La sicurezza d’uso della rodiola in gravidanza non è stata stabilita. In assenza di dati, a scopo cautelativo, è da ritenersi sconsigliata in gravidanza e allattamento.

Fonti: https://www.nutrimea.com/ e https://magazine.x115.it/

BIBLIOGRAFIA

  1. Rosenroot (Rhodiola rosea): uso tradizionale, composizione chimica, farmacologia ed efficacia clinica (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20378318/)
  2. Rodiola (https://www.nccih.nih.gov/health/rhodiola)
  3. Rhodiola rosea L.:un’erba dalle proprietà antistress, antietà e immunostimolanti per la chemioprevenzione del cancro (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6208354/)
  4. Iovieno N, Dalton ED, Fava M, Mischoulon D. Second-tier natural antidepressants: review and critique. J Affect Disord. 2011 May;130(3):343-57. doi: 10.1016/j.jad.2010.06.010. Epub 2010 Jun 26. PMID: 20579741.
  5. Darbinyan V, Aslanyan G, Amroyan E, Gabrielyan E, Malmström C, Panossian A. Clinical trial of Rhodiola rosea L. extract SHR-5 in the treatment of mild to moderate depression. Nord J Psychiatry. 2007;61(5):343-8. doi: 10.1080/08039480701643290. Erratum in: Nord J Psychiatry. 2007;61(6):503. PMID: 17990195.
  6. Studio clinico esplorativo multicentrico, in aperto, con estratto di Rhodiola roseain pazienti affetti da sintomi di burnout (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5370380/)
  7. Uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli, sull’estratto standardizzato shr-5 delle radici di Rhodiola rosea nel trattamento di soggetti con affaticamento correlato allo stress (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19016404/)
  8. Spasov AA, Wikman GK, Mandrikov VB, Mironova IA, Neumoin VV. A double-blind, placebo-controlled pilot study of the stimulating and adaptogenic effect of Rhodiola rosea SHR-5 extract on the fatigue of students caused by stress during an examination period with a repeated low-dose regimen. Phytomedicine. 2000 Apr;7(2):85-9. doi: 10.1016/S0944-7113(00)80078-1. PMID: 10839209.
  9. Olsson EM, von Schéele B, Panossian AG. A randomised, double-blind, placebo-controlled, parallel-group study of the standardised extract shr-5 of the roots of Rhodiola rosea in the treatment of subjects with stress-related fatigue. Planta Med. 2009 Feb;75(2):105-12. doi: 10.1055/s-0028-1088346. Epub 2008 Nov
  10. Studio clinico sull’estratto SHR-5 di Rhodiola rosea L. nel trattamento della depressione da lieve a moderata (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17990195/)
  11. Rhodiola rosea contro sertralina per il disturbo depressivo maggiore: uno studio randomizzato controllato con placebo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25837277/)
  12. Rhodiola rosea, folic acid, zinc and biotin (EndEP®) is able to improve ejaculatory control in patients affected by lifelong premature ejaculation: Results from a phase I-II study (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5038509/)
  13. Brown, R., Gerbarg, P., & Ramazanov, Z. (2006). Rhodiola rosea: A Phytomedicinal Overview.

” Io sono un grande utilizzatore e sostenitore di un‘integrazione alimentare fatta con intelligenza, eppure ti sarà già capitato di sentir dire proprio dal tuo medico che gli integratori non servono a nulla o che addirittura fanno male, perché questo?

Avendo lavorato per anni come medico, voglio affrontare questo tema in maniera molto chiara e diretta: la ragione è che i medici non conoscono a sufficienza la materia. Non sono tenuti a studiare praticamente nulla riguardo a nutrizione, integrazione alimentare, allenamento fisico e lavoro interiore, che sono quelli che io chiamo i quattro fondamenti e che sono le tematiche di cui la gente ha più bisogno oggi per fare vera prevenzione.

A volte i medici mettono addirittura questi temi al fianco di pratiche alternative che non hanno nessuna base scientifica. La medicina e la facoltà di medicina ha un po’ messo in disparte il tema della promozione della salute.

Anche se stanno nascendo altre professioni in quest’area, per esempio i farmacisti specializzati in nutrizione, il medico non può non essere parte di questa evoluzione perché è l’unico che può davvero comprendere le condizioni e le necessità delle persone

Perché i medici faticano a parlare di integratori?

Vediamo di capire meglio perché si fa così fatica a parlare di integratori con il medico e perché invece dovremmo considerarli nella nostra alimentazione, e voglio ricordarti che tutte le cose che ti sto dicendo non sono mie invenzioni, ma provengono da dati pubblicati in letteratura.

  1. Il medico ragiona per macro carenze che provocano patologie gravi e acute (lo scorbuto, la pellagra, etc.) e siccome non vede le macro carenze, non riconosce che esistono anche le micro carenze croniche. Le micro carenze croniche non raggiungono mai un livello così intenso da creare una patologia importante, ma sono sufficienti ad alterare il metabolismo, ad aumentare il rischio di sviluppare malattie e ad accelerare l’invecchiamento.
  2. Il medico parte dal presupposto che una dieta equilibrata ti dà tutto ciò che ti serve. E la domanda vera è: che ti serve a far cosa? Perché se è a sopravvivere sono d’accordo, ma se è per vivere a lungo in perfetta salute non sono così convinto.
  3. La qualità degli alimenti non è mai stata così scarsa come oggi. Gli alimenti sono ricchi di una sola cosa: calorie; e sono poveri di tutto il resto: nutrienti. Oltre a questo c’è da considerare anche la cottura che altera le concentrazioni dei nutrienti, quindi non si può dare per scontato che l’alimentazione equilibrata ci dia tutto quello che serve.
  4. Oggi lo stress non è più acuto e momentaneo, ma è uno stress cronico che logora l’organismo e che ovviamente aumenta il consumo di determinati nutrienti. È una condizione che non esisteva in passato.
  5. Nella medicina che riguarda le terapie e i farmaci, oggi ci sono formidabili linee guida che vengono costruite da dati scientifici immensi e facilitano quindi l’operatività del medico perché può dare delle indicazioni molto chiare su cosa funziona e cosa non funziona. Nell’ambito della nutrizione questo c’è ma in maniera non così categorica e nell’ambito degli integratori sostanzialmente manca. L’appassionato della materia che va a guardare gli studi, trova indicazioni scientifiche assolutamente sufficienti soprattutto su alcuni integratori ma occorre studiare. La persona che fa altro di mestiere, che si occupa di altre problematiche, di pazienti, di patologie, non ha il tempo di andare in profondità su questi temi e siccome quelle linee guida chiare mancano, allora ti risponde dicendo “non ci sono evidenze scientifiche”, ma così non è!

Credo che sia veramente augurabile che sempre più medici si interessino a questa materia. Questo non è un atto d’accusa nei confronti del medico, anzi è un invito ad un’alleanza. Il medico è un tassello fondamentale e lo diventa ancora di più se si impossessa pienamente dei temi della nutrizione, della nutraceutica, dell’allenamento fisico e del lavoro interiore.

Se sei medico cerca di capire come affrontare questi temi e stare così più vicino ai tui pazienti perché oggi più che mai abbiamo bisogno di evitare che i pazienti delusi dal rapporto col medico, finiscano con il seguire delle strade che sono assolutamente non scientifiche e pericolose. Ogni medico ha la responsabilità di tenere vicino i propri pazienti soprattutto sviluppando grande capacità di ascolto.

Io personalmente ci tengo ad informare correttamente le persone per aiutarle a raggiungere un più alto grado di salute e benessere, per questo motivo il Metodo Ongaro® si fonda su basi scientifiche.

Se sei un professionista della salute e il tuo obiettivo è quello di migliorare la vita delle persone che ti seguono, è importante che tu conosca anche queste dinamiche in modo tale da poter veramente trasformare in meglio la vita delle persone.

Io da tempo ormai faccio il coach a tempo pieno. Ma tu come medico o professionista della salute, se sei interessato a collaborare con me, puoi candidarti al Metodo Ongaro® Certification Program, un programma di certificazione dedicato ai professionisti della salute che vogliono diventare sempre più autorevoli grazie all’acquisizione di nuove competenze”.

Biografia

Filippo Ongaro nasce a Milano il 30 giu­gno del 1970 e cresce tra Milano, Londra e Venezia seguendo gli spostamenti familiari legati al lavoro di giornalista e scrittore di suo padre Alberto, a lungo inviato speciale de L’Europeo.

Influenzato, oltre che dal lavoro del padre anche dai libri e dalla vita di sua zia Franca Ongaro Basaglia che, con il marito Franco Basaglia, riformò la psichiatria italiana, il Dr. Ongaro cresce in un ambiente familiare e culturale creativo che lo stimola costantemente ad andare oltre gli schemi prefissati.

Oltre a dedicarsi all’attività clinica, il Dr. Ongaro é autore di numerosi libri divulgativi e collabora regolarmente con varie testate giornalisti­che nazionali e con emittenti radiofoniche e televisive.

Formazione

Si Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’università di Ferrara e successivamente vince il concorso e frequenta la Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport diretta dal Prof. Francesco Conconi.

Durante la scuola di specializzazione lavora presso la Deutsche Sporthochschule (Scuola Superiore dello Sport) di Colonia (Germania) e inizia a frequentare lo European Astronaut Centre dell’Agenzia Spaziale Europea situato appunto a Colonia dove poco dopo inizierà a lavorare stabilmente.

In questo periodo collabora strettamente con il Prof. Carmelo Bosco, fisiologo dell’esercizio di fama internazionale.

Presso l’Agenzia Spaziale Europea il Dr. Ongaro lavora come medico degli astronauti occupandosi in parti­colare degli aspetti legati alla nutrizione, alla preparazione fisica e alla riabilitazione degli equipaggi.

In questa funzione collabora con gli esperti del Johnson Space Center della NASA (Houston) e del Gagarin Cosmonaut Training Center (Russia) e ha l’opportunità di lavorare a stretto contatto con numerosi centri di ricerca europei ed internazionali. E’ durante quest’intensa esperienza clinica che conosce sua moglie Sonja, psicologa tedesca e consulente dell’Agenzia Spaziale Europea che diventerà la sua principale collaboratrice.

Oltre ad occuparsi della salute degli astronauti, il Dr. Ongaro in questi anni da vita ad un vero e proprio pro­getto di trasferimento tecnologico: studiando la letteratura scientifica, entrando in contatto con i ricercatori e rielaborando i loro risultati in termini pratici, riesce ad apportare sostanziali miglioramenti ai programmi medici e riabilitativi riservati agli astronauti.

Approccio

È da questo lavoro negli ambienti più avanzati della medicina che il Dr. Ongaro matura l’idea che la medicina pratica, quella che viene offerta nel quotidiano ai pazienti negli ambulatori e negli ospedali necessiti di una profonda trasformazione.

Si tratta infatti nella maggior parte dei casi di una medicina poco orientata alla prevenzione e che tende ad intervenire tardivamente, quando la malattia ha già preso il sopravvento sulla salute fisica e psichica della persona.

La medicina anti­aging non è né una disciplina alternativa né una nuova specialità medica ma piuttosto il primo approccio preventivo completo all’invecchiamento e alle sue malattie che trae le sue origini dalle più recenti scoperte scientifiche.

Attività ed incarichi

Il Dr. Ongaro è il primo italiano ad avere ottenuto il Diploma in Medicina Funzionale presso l’Institute for Functional Medicine (AFMCP) e la Board Certification in medicina anti-aging (ABAARM) presso l’Ame­rican Academy of Anti­aging & Regenerative Medicine.

Avendo compreso in profondità il potenziale di prevenzione e cura di questo nuovo approccio alla medicina, il Dr. Ongaro e sua moglie contribuiscono a fondare l’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging (ISMERIAN, Treviso) di cui il Dr. Ongaro è tuttora Diret tore Scientifico. 

ISMERIAN diventerà rapidamente un punto di riferimento italiano ed europeo per pazienti e medici che cercano un approccio nuovo ma altamente scientifico alla prevenzione delle patologie croniche ed è la sede principale del lavoro clinico del Dr. Ongaro.

Oltre ad intervenire a numerosi congressi nazionali ed esteri, il Dr. Ongaro é docente al Master in Space Physiology & Health presso il King’s Col­lege di Londra ed é membro del Human Health & Performance Center della NASA. Per scelta il Dr. Ongaro non si é mai dedicato alla ricerca preferendo la sfera dello studio, dell’applicazione clinica e della divulgazione, ritenendo per altro che troppo spesso i risultati delle ricerche pubblicate non vengano utilizzati nella medicina pratica. Socio Fondatore & CEO Metodo Ongaro Switzerland SA.

Il Dr. Ongaro è Vice Presidente dell’Associazione Medici Italiani Anti-Aging e membro delle seguenti associazioni scientifiche: American Academy of Anti-Aging Medicine, Institute for Functional Medicine, European Society of Preventive, Regenerative and Anti-Aging Medicine ed ha ottenuto una certificazione dall’International School of Gynecological Endocrinology.

Libri

Da diversi anni Filippo Ongaro è un autore molto seguito ed apprezzato. I suoi numerosi libri hanno aiutato moltissime persone più persone possibili a cambiare stile di vita e a migliorare la loro esistenza (https://www.metodo-ongaro.com/libri).

 

Socio Fondatore & CEO Metodo Ongaro Switzerland SA

(https://www.metodo-ongaro.com/)

 

 

Gli integratori alimentari sono: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”

 

Gli integratori alimentari sono sostanze naturali adatti ad essere impiegati anche per la cura e la prevenzione di diversi problemi di salute, la cui efficacia è provata da diversi esperti ed è intesa come un efficace supporto ad una corretta alimentazione e attività fisica.

In particolare, Ongaro (2016) sostiene che sia errata la teoria che l’alimentazione fornisca tutti i nutrienti di cui il nostro organismo necessita, in quanto nella pratica reale quasi mai è veramente così, per diversi motivi tra i quali: la qualità dei prodotti acquistati, i metodi di produzione e la nutrizione sempre più disattenta da parte delle persone.

Gli integratori alimentari sono, secondo l’esperto, un’opportunità che deve essere colta con intelligenza e attenzione per colmare micro-carenze, che nel tempo possono portare deficit metabolici che incidono sul benessere e la salute.

In particolare, si osserva come molte delle sostanze nutraceutiche5 contenute negli integratori alimentari che oggi vengono utilizzati per scopi di prevenzione, salute e benessere, fossero in realtà già conosciute per le loro proprietà terapeutiche ed utilizzate fin dall’antichità.

La scienza e le tecnologie hanno quindi poi permesso di approfondire queste conoscenze mettendo a punto tecniche produttive per rendere disponibili al pubblico le qualità benefiche di questi prodotti. (Brandolini et al., 2012)

La tabella contiene i principali settori di trattamento in cui gli integratori alimentari per la salute e il benessere, secondo Brandolini, Maietti e Tedeschi, hanno dato i maggiori risultati.

I principali integratori alimentari per la salute e il benessere.

Problemi cardiovascolari, trigliceridi e colesterolo, aterosclerosi: Omega 3/Omega 6 
Circolazione cerebrale, problemi di memoria, senescenza precoce, concentrazione: Gingko biloba
Potenziamento sistema immunitario: Multivitaminico/minerale; Vitamina c; Glutammina; Aloe vera, Funghi
Problemi articolari, artrosi, osteoporosi: Glucosamina 
Problemi di sonno: Melatonina
Disintossicazione ed eliminazione metalli pesanti, iperglicemia, prediabete, diabete di tipo 2: Acido lipoico
Stress: Ginseng; Magnesio
Depurazione fegato e vie biliari: Estratti di erbe: tarassaco, cardo mariano, carciofo 
Depurativo generale: Aloe vera 
Problemi di prostata: Serenoa repens 
Ristagno di liquidi, drenaggio liquidi: Estratti di erbe: asparago, ortosiphon, tarassaco 


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Quanto è importante fornire al nostro organismo gli omega 3 e gli omega 6 nelle giuste proporzioni? Scopriamo assieme quali sono le fonti alimentari migliori e quando è necessario appoggiarsi anche ad integratori di omega 3, 6 e 9.

Gli omega 3 6 e i 9 sono fondamentali quando le nostre difese immunitarie sono molto basse oppure nella gestione di malattie croniche che comportano alti livelli infiammatori costanti (ad esempio malattie autoimmuni, artrite reumatoide, ecc). Infine questi nutrienti sono indispensabili con l’avanzare dell’età per mantenere sempre una buona lucidità.

Importanza dei grassi

I grassi svolgono 3 principali funzioni all’interno del nostro corpo:

  1. Intervengono nella produzione di numerosi ormoni,
  2. Servono a produrre energia,
  3. Costituiscono le membrane cellulari, quindi hanno un ruolo strutturale fondamentale.

Omega 3

Insieme agli Omega 6 vengono definiti grassi “essenziali” perché, nonostante siano indispensabili per vivere, il nostro organismo non è in grado di produrli. Essi, di conseguenza, devono essere assunti attraverso l’alimentazione o l’integrazione suppletiva.

Gli omega 3 svolgono un’importante azione protettiva nei confronti del nostro organismo, essi infatti agiscono nel corpo per spegnere le infiammazioni. Inoltre sono un valido supporto per il livello dei trigliceridi nel sangue, gli omega 3 infatti “puliscono” il sangue dai trigliceridi; prevengono l’eccessiva aggregazione delle piastrine e la conseguente possibile formazione di trombi. Infine donano fluidità alle membrane delle cellule nervose, rendendo più facile la comunicazione tra loro. Questo ci porta degli enormi benefici nel miglioramento della concentrazione, delle capacità cognitive, e dell’umore.

Gli omega 3 sono presenti in quantità abbondanti nel pesce (soprattutto nei grossi pesci di mare che non siano da allevamento e nel pesce azzurro), nei crostacei, nel Krill, nella frutta secca (soprattutto nelle mandorle e noci) e in alcuni oli di tipo vegetale come ad esempio l’olio di semi di lino o di nocciole.

I 2 più importanti omega 3 sono detti DHA e EPA e di solito sono altamente sfruttati come integratori di omega 3.

Omega 6

Queste molecole, a differenza di quelle descritte poco fa, sono importanti per l’attivazione delle risposte infiammatorie, le quali sono essenziali per il nostro sistema di difesa. Per il ruolo che hanno, è indispensabile quindi che la loro concentrazione non sia esagerata, in modo da evitare una loro azione pro-infiammatoria eccessiva ed evitare perciò lo sviluppo di uno stato d’infiammazione cronico.

Integratori di omega

Troviamo questo tipo di grassi negli oli vegetali, come ad esempio i vari oli di semi (di borragine, di arachidi, di girasole, di mais), possiamo trovarle anche nella frutta secca (mandorle, noci, nocciole, pistacchi, pinoli, anacardi, etc.,) e nei legumi (ceci, lenticchie, fagioli, fave).

Rapporto omega 6, omega 3

Il rapporto ideale fra gli omega 6 e gli omega 3 nella dieta è di 4:1, mentre il valore medio che ci caratterizza al giorno d’oggi è di 10:1 o anche più elevato. La dieta attuale di un Italiano medio infatti è quasi basata esclusivamente su prodotti a base di cereali, verdure e carni di allevamento, tutti alimenti che contengono grandi quantità di omega 6. Questo tipo di dieta sbilancia enormemente, a favore di quest’ultimi, l’equilibrio tra i due tipi di grasso.

Inoltre gli omega 3 e 6 competono fra loro durante la loro formazione: a partire da una stessa sostanza o si forma l’uno o l’altro. E’ quindi importante cercare di mantenere equilibrata la proporzione tra le due molecole.

Omega 9

Gli omega 9 a differenza degli altri non sono considerati essenziali, in quanto siamointegratori di omega in grado di produrli a partire da altri tipi di grassi. Tra questi il più importante è l’acido oleico, che troviamo in grandi quantità nell’olio extravergine d’oliva e nelle olive.

Integrazione, quando farla e perché

Gli omega 3 6 e i 9 sono fondamentali quando le nostre difese immunitarie sono molto basse oppure nella gestione di malattie croniche che comportano alti livelli infiammatori costanti (ad esempio malattie autoimmuni, artrite reumatoide, ecc). Infine questi nutrienti sono indispensabili con l’avanzare dell’età per mantenere sempre una buona lucidità.

Oltre a sottolineare l’importanza di tutti e 3 questi tipi di molecole è indispensabile ricordare quanto sia essenziale per il nostro corpo, che questi siano presenti in proporzioni precise tra loro.

Quando quindi non possiamo mantenere un rapporto ottimale tra questi grassi solo ed esclusivamente attraverso l’alimentazione, è altamente consigliato sfruttare integratori di omega 3 e omega 6, purché quest’ultimi siano presenti nei giusti rapporti e che provengano da materie prime di buona qualità.

Per quanto riguarda l’alimentazione, al fine di ottenere il giusto rapporto tra i diversi tipi di acidi grassi, è altamente consigliato il consumo di pesce (soprattutto pesce azzurro), frutta secca e olio extravergine d’oliva.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

La lavorazione Spagyrica è l’applicazione della filosofia alchemica agli elementi della natura. L’applicazione dell’Arte nella preparazione di tinture vegetali o metalliche è determinata dalla preparazione di spiriti o mestrui che provocando un’evoluzione delle materie presenti in natura per poi purificarle ed esaltarne le proprietà. Uno dei suoi iniziatori ed utilizzatori era Paracelso (1493-1541) ma tali tecniche erano già in uso fra gli Egizi ed i Greci. Il termine deriva dalle parole greche “spao” (dividere, separare, estrarre) e “geras” (dono divino, nutrice, per estensione anche Divina Unità): implica quindi i concetti di estrarre i doni divini dalla natura.

Al giorno d’oggi siamo abituati ad assumere prevalentemente farmaci che più o meno conosciamo, appartenenti alla medicina che va per la maggiore, definita “allopatica”. Il farmaco, prodotto di sintesi, proviene da un processo eseguito soltanto su alcune delle molecole della pianta, “estratte” chimicamente in laboratorio. I nostri vecchi e i nostri avi, si sono sempre curati sin dalla notte dei tempi con le erbe, assunte sotto forma di decotti, tisane e impasti. La tisana è conosciuta ormai da tutti. Questa la si ottiene utilizzando di preferenza la pianta fresca, appena raccolta (ma anche quella secca va bene, per chi non ha tempo di cercarsela, a patto che provenga dalle nostre terre), immergendola in acqua bollente: si aspetta 15′, si filtra e la si beve con un po’ di miele, (meglio se monofiore, di preferenza acacia, rosmarino, tiglio e timo) e per chi non lo tollera, meglio lo zucchero grezzo.

SPAGIRIA E OMEOPATIA. Altri metodi di utilizzo più complessi di utilizzo e lavorazione della pianta sono costituiti dalla Spagiria e dall’Omeopatia. La Spagiria come l’Omeopatia, usa la pianta intera senza escludere nulla, lavorandola con mezzi e tecniche appropriate. In questo caso la si lavora con le mani, servendosi di utensili che provengono da metalli puri, come il rame, il bronzo e il vetro, per i vari processi lavorativi. La differenza tra Spagiria ed Omeopatia sta nel fatto che la seconda salta alcuni passaggi di elaborazione che risultano alla fine i più importanti, anche se richiedono tempi di preparazione molto più lunghi (più di 3/4 mesi). Per una questione economica, quindi, l’Omeopatia ha deciso di fare a meno di alcuni dei passaggi per ottenere maggiori quantitativi di prodotto da vendere sul mercato farmaceutico.

CONOSCENZA DELLA NATURA. Come diceva Goethe: “La conoscenza della Natura deve rappresentare un punto di incontro, un ritmo tra l’estremo empirico e quello astratto. Tale punto di incontro si realizza in un nuovo sistema di conoscenza, chiamato “intuizione” o percezione del “fenomeno originario”. In essa il fatto percepito perde la sua particolarità empirica per rivelare l’idea, la legge profonda della natura, idea e legge che in un altro modo non potrebbe mai essere colta al di fuori dell’ambito sensibile. Questo è possibile perché l’Uomo fa parte della Natura ed è Natura lui stesso e quindi non si può avere una contrapposizione tra soggetto ed oggetto nel conoscere, poiché lo stesso spirito si esprime nell’Uomo e nella Natura. L’Uomo conoscendo il mondo conosce se stesso e nel soggetto vi è tutto ciò che è nell’oggetto.”

IL PRODOTTO SPAGIRICO. II termine Spagiria deriva dal greco “Spao” e “Agheuro” che significa letteralmente separare e ricongiungere. Il processo di ottenimento dei rimedi spagirici è basato sull’opera del medico svizzero Paracelso (1493-1541), ritenuto l’iniziatore della Spagiria. Oggi, comunque, con l’ampliamento delle conoscenze sulle fonti tradizionali, siamo in grado di affermare che la Spagiria come l’Alchimia, ha avuto i suoi natali nell’antico Egitto. Questa è poi approdata nella Magna Grecia, intorno al 500 a.C., dando luogo alla Scola Italica, preesistente a Pitagora medesimo. Può essere considerata come un ponte fra l’omeopatia classica e la fitoterapia moderna e si distingue da queste per alcune peculiarità ben distinte. La produzione della tintura spagirica (così viene chiamato il prodotto ottenuto) è basata su tre tappe essenziali: la fermentazione, la distillazione e l’incenerimento. In questo modo possono venir estratti gli oli essenziali (sostanze aromatiche), le sostanze minerali e gli oligoelementi propri a ciascuna pianta. Il vantaggio di queste essenze spagiriche risiede dunque nel fatto che contengono non solo delle sostanze organiche, ma anche delle materie inorganiche (sali minerali, oligoelementi). Solitamente le tinture contengono poco alcool (10%-20%) e se il dosaggio prescritto è rispettato, non sono tossiche; sono inoffensive e senza effetti secondari conosciuti. Tramite le differenti tappe di produzione, viene utilizzata tutta la forza della pianta.

LE PIANTE. Per la produzione delle essenze spagiriche si utilizzano preferibilmente piante fresche raccolte in zone incontaminate o a basso inquinamento, come possono essere le nostre montagne. Solitamente un buon spagirista sottomette le piante ad un severo controllo di qualità prima di utilizzarle per la produzione. Questo controllo comporta fra l’altro un’analisi delle impurità, come la presenza di erbicidi, pesticidi e di metalli pesanti.

LA FERMENTAZIONE. Le piante sono sottomesse ad una fermentazione in acqua e ciò rappresenta la prima tappa della produzione di un’essenza spagirica. Secondo le piante, questo processo può durare parecchi giorni o addirittura settimane. Durante il processo di fermentazione, gli oli essenziali vengono liberati e delle sostanze aromatiche caratteristiche ad ogni pianta si sviluppano. Durante la fermentazione, dei cambiamenti strutturali del materiale vegetale generano la formazione d nuove sostanze. La fermentazione è seguita dalla distillazione.

LA DISTILLAZIONE. La massa vegetale è sottomessa ad una distillazione a vapore d’acqua che è una forma di distillazione dolce. Il suo scopo è di recuperare le sostanze aromatiche e l’etanolo estratto dalle piante durante la fermentazione. Dopo aver raggiunto la quantità di distillato prescritto questa tappa di produzione è terminata. Il distillato presenta un aroma molto gradevole che è rinforzato dal processo di fermentazione precedente.

L’INCENERIMENTO. La tappa seguente è l’incenerimento del residuo di distillazione. Lo scopo dell’incenerimento (calcinazione, secondo il termine alchemico) è di estrarre dalla massa vegetale i sali minerali e gli oligoelementi propri alle piante. Questi sono poi rimessi in soluzione nel distillato, e l’eccesso viene filtrato. Notiamo che questo processo di combustione elimina ogni traccia di sostanze organiche potenzialmente tossiche (alcaloidi).

COME UTILIZZARE UNA TINTURA SPAGIRICA
Le tinture spagiriche si utilizzano non solo sotto forma liquida di essenze, individuali o in miscela, ma anche sotto forma di unguenti (oleoliti).
Vanno assunte sotto forma di gocce con poca acqua, alla mattina a digiuno.
Le gocce possono variare da 2 a 5 a seconda del trattamento. Nel caso acuto se ne utilizzano anche 7.

OLEOLITI SPAGIRICI. Per quanto riguarda gli oleoliti, il procedimento risulta essere più semplice da attuare rispetto alle tinture, e chiunque di noi può cimentarsi a casa propria, avendo però la cura di utilizzare pentole in ghisa più resistenti alle alte temperature. Dapprima si lascia asciugare la pianta al sole, fino a quando tutta l’acqua è evaporata. Come secondo procedimento si invasa la pianta assieme all’olio di ricino (acquistabile in una qualsiasi farmacia) e la si lascia in infusione per circa 40 giorni.
Alla fine si filtra il composto e si passa alla calcinazione, ovvero incenerimento, della pianta possibilmente in un forno a combustione naturale: il prodotto che si ottiene assume un colore biancastro e si riduce in polvere. Tale polvere va rimescolata assieme all’olio filtrato. L’oleolito è così pronto.

PREPARAZIONE E SPIEGAZIONE. La raccolta, la preparazione e la manipolazione delle piante dovrà avvenire in tempi precisi e con modalità rigidamente in sintonia con i ritmi della Natura, vale a dire scegliendo il giorno ed anche l’ora più propizi per la raccolta. Un buon libro di Erbe Officinali, ci indicherà, poi, il periodo di crescita di ogni singola pianta, in modo tale da poter scegliere con cura quella che più si addice alle nostre esigenze. Altro fattore da tenere in considerazione, e che i nostri Avi ben conoscevano, erano le “similitudini” con le divinità (Forze di Natura) che si associavano alle erbe. Come alcuni di noi ben sanno, presso i Celti esistevano numerose divinità, ed anche per ogni singola creatura ve ne era una preposta ad hoc, che ne donava caratteristiche uniche e inequivocabili. Per la preparazione spagirica dobbiamo tenere conto di alcuni fattori.
Ogni pianta è composta di tre parti fondamentali, ottenibili per separazione naturale: L’ Acido, positivo. La Base, negativa. Il Sale, neutro, risultante dall’unione dei primi due. In via generale, per macerazione, distillazione ed infine calcinazione, si ottengono i tre elementi separati che, alla fine, riuniti assieme, danno luogo alla cosiddetta Quinta Essenza, che risulta essere un elemento infinitamente potenziato rispetto alla pianta di partenza, in quanto contiene in sé l’elemento energetico che alimenta, sostiene e dirige la parte fisica della pianta. La pianta è complementare all’uomo: RADICI preposte al CERVELLO. TRONCO E FOGLIE preposte alla ZONA TORACICA. FIORE preposte agli ORGANI RIPRODUTTIVI. FRUTTI E SEMI preposte agli ORGANI DEL RICAMBIO.

LUCE DEL MEDIOEVO. Un esempio più recente di questa metodologia spagirica, la ritroviamo nel nostro medioevo, con i monaci benedettini che, all’interno del monastero, costruito secondo i canoni geometrici sacri, vagliavano gli individui da sanare, sia fisicamente che spiritualmente, praticando una vera e propria terapia Psicosomatica. Essi producevano medicamenti spagirici ed alchemici nei propri laboratori, potenziandoli con la sacralità sia del luogo che delle loro tecniche, vere e proprie rituarie sacre. Siamo di fronte ad una filosofia olistica, cioè unitaria, che vede l’Universo come un unico corpo vivente, composto da infiniti elementi interdipendenti, dei quali l’uomo è il riassunto, potremmo dire il luogo geometrico del sistema e che costituisce l’elemento ultimo catalizzatore di tutte le forze divine. Da questo si può ritenere chiaramente che non è il Male, la Malattia ad Esistere, ma il Malato, in questo caso considerato come un piccolo Universo sconnesso, mal combinato, con il quale veniamo in contatto, innanzitutto per via sottile, e che possiamo veramente portare a guarigione. La luna è la lente di convergenza di tutte le forze cosmiche in generale e delle stelle in particolare. Questo in Spagiria è fondamentale e la maggior parte degli operatori del settore lo ignora completamente. La Natura, la Grande Madre, mentre toglie con una mano, si premura di dare con l’altra; cioè, viste le forze sfavorevoli, possiamo evitarle e mutarle a nostro vantaggio.

Fonte di riferimento:ariannaeditrice.it

Spesso si associano erroneamente gli integratori ai farmaci, e si pensa che come questi, essi debbano essere presi esclusivamente per brevi periodi di tempo. Il discorso da fare è un po’ più complesso in realtà.

A differenza di quello che la maggior parte delle persone pensano, gli integratori non sono farmaci e non vanno ad interferire con terapie mediche farmacologiche. Inoltre la loro assunzione non va a sovraccaricare fegato o reni o a danneggiare altri organi.
Gli integratori non sono altro che “cibo concentrato”, cosa significa? Lo scopo di questi prodotti è quello di fornire al corpo quelle sostanze nutrizionali che solitamente apportiamo con la dieta. E come per ogni cosa, anche nella scelta di questi, è fondamentale la buona qualità!
Beh ma allora non basta mangiar bene?! La risposta purtroppo è no!

Il cibo che non alimenta
Sembra quasi una contraddizione eppure è proprio così, più passa il tempo, più il nostro stile di vita migliora, più il cibo si impoverisce delle sue proprietà nutrizionali. Viviamo nell’era moderna, tutto ciò che ci circonda ormai è “artificiale”, siamo circondati da grosse comodità, tecnologie all’avanguardia, che hanno portato fortunatamente degli enormi benefici nel migliorare il nostro stile di vita.

Esiste però il rovescio della medaglia, e non va sottovalutato:
– Questo sviluppo ha impoverito enormemente i suoli, che ormai contengono una minima quantità di sali minerali. Questo si ripercuote sulla qualità delle coltivazioni, che oltretutto avvengono in maniera intensiva, non dando il giusto tempo al suolo di “rigenerarsi” ed arricchirsi nuovamente delle sostanze nutritive necessarie.
– Siamo circondati da agenti inquinanti e tossici con i quali il nostro corpo deve fare i conti.
– Ci nutriamo spesso di cibi altamente elaborati a livello industriale, ricchi in calorie, ma “vuoti” in nutrienti, e se questo non bastasse, ne consumiamo anche una grande quantità.
Fatte queste premesse, viene da sé che la scelta di sfruttare una buona, completa, bilanciata integrazione da associare ad una corretta alimentazione per poter colmare le varie carenze nutrizionali, risulta essere la scelta migliore, anche in una condizione normale.

Che caratteristiche deve avere?
Come abbiamo anticipato poco fa, è indispensabile scegliere dei buoni integratori e per farlo bisogna acquisire consapevolezza su cosa rende “buono” un integratore.

1) LE MATERIE PRIME:
non confondete il termine “chimico” con “artificiale” o “sintetico”. Hanno tutti e tre significati diversi. Affermare infatti che una sostanza contenuta in un integratore sia chimica, non deve per forza avere un’accezione negativa ed essere considerata NON naturale. Ogni reazione infatti, che avviene nel nostro organismo e che caratterizza il nostro metabolismo, è una reazione chimica; ciò non vuol dire che sia tossica o non assimilabile dal nostro corpo. E’ importante che un prodotto di questo tipo sia creato con sostanze di ottima qualità e naturali.

2) L’ASSIMILABILITA’: oltre alla qualità delle sostanze di partenza bisogna tener conto che spesso una sostanza esiste in diverse forme ed è auspicabile che negli integratori venga utilizzata quella più facilmente assimilabile dall’uomo. Un esempio potrebbe essere dato dalla vitamina E, la cui forma solitamente più utilizzata nei prodotti di questo tipo è quella più difficile da assorbire dal corpo umano, ma è anche la più economica.

3) LA SINERGIA: Una sostanza ottima, da sola, non basta. Il nostro metabolismo funziona come una vera e propria macchina e come in ogni macchina che si rispetti, le prestazioni dipendono dal giusto funzionamento di ogni sua parte. Per questo motivo è fondamentale che l’integratore sia ben bilanciato e proporzionato tra i suoi diversi componenti, in modo tale che il suo effetto sia ottimale.

Conclusione
Tenendo conto che esiste un’individualità metabolica secondo la quale ciascun metabolismo ha necessità diverse e queste possono essere soddisfatte nel miglior modo attraverso un’integrazione personalizzata, risulta comunque indispensabile fornire al nostro corpo, come punto di partenza, “le fondamenta” sulle quali costruire la nostra salute.
Queste fondamenta non sono altro che un integratore di base, ossia un multivitaminico, ben proporzionato e bilanciato da poter associare (associare e NON sostituire) ad una dieta altrettanto bilanciata.