L’uso del Noni è particolarmente indicato per sostenere momenti particolarmente faticosi associati allo stress, migliorare la concentrazione e il tono dell’umore.

Il noni fa parte dei superfrutti. Si tratta di una pianta esotica, la Morinda citrifolia L. (Famiglia: Rubiaceae), anche nota come gelso indiano. È un piccolo albero sempreverde, ampiamente diffuso in tutto il Pacifico, e rappresenta una delle più importanti piante medicinali tradizionali polinesiane. La sua popolarità è dovuta al frutto dal quale si ottiene per spremitura un succo, a cui vengono ascritte numerose proprietà (1). Inoltre, nelle preparazioni della medicina tradizionale polinesiana, sono impiegati anche foglie, fiori, corteccia e radici (1).

Il Noni viene impiegato da diversi secoli per scopi alimentari. Le parti principalmente utilizzate in ambito culinario sono i frutti maturi (crudi e cotti), le foglie ed i semi arrostiti.

Cenni storici

Tradizionalmente nelle culture hawaiane e polinesiane la pianta era considerata sacra e veniva venerata perché fonte di vita. I guaritori indigeni kahuna, che utilizzavano erbe e piante autoctone, la chiamavano “albero della vita”, “pianta che uccide il dolore” e anche “albero del mal di testa”. Tutte le parti del Noni (corteccia, radici, foglie, fiori e frutti) sono state utilizzate in erboristeria per le loro proprietà medicinali.

La pianta del Noni è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute. Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la “pianta sacra“.

Tradizionalmente i guaritori indigeni della Polinesia preparavano un succo utilizzando i frutti maturi che venivano lasciati fermentare al sole per lunghi periodi. Ancora oggi le aziende che hanno avviato il business internazionale attorno al fenomeno Noni seguono l’antico e tradizionale metodo di fermentazione.

La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Nonu e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Nonu reca giovamento per la prevenzione e per l’autotutela del proprio benessere da un’ampia gamma di problemi riguardanti la salute.

I vantaggi diffusi del Nonu sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Nonu. La pianta del Nonu è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute.

Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la “madre” di tutte le piante curative è il Nonu, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Nonu cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.

Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la “pianta sacra”. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Nonu ha prodotto risultati incredibili. Il Nonu contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Nonu contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica.

PERCHÉ FUNZIONA TANTO BENE IL NONU?

Grazie al favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Alcuni affermano che contiene l’alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Nonu offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Nonu funziona. Ugualmente importante è l’approfondita ricerca scientifica che conferma l’efficacia e la sicurezza del Nonu.

I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri.

L’albero del Nonu cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla. I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all’aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni.

I molteplici usi medicinali del Nonu divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Nonu come “l’albero della cefalea” e “l’albero antidolorifico”. I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell’utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Nonu era identificato e riconosciuto come “l’erba sacra” per il corpo rigenerante.

Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione. Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo. Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al “medico” il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la’au lapa’au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti.

Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed “… erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia”, secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal.

Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Nonu. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava “… usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie”.

Il Nonu fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna.

Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti. La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze.

Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli.

Da quel momento la ricchezza d’informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Nonu è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni.

Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Nonu reca tanto giovamento per i dolori.

La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l’isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Nonu ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane.

Ricerche significative sugli usi medicinali del Nonu sono state presentate durante l’ottantatreesimo, l’ottantaquattresimo e l’ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research.

Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all’ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel “Proceeding of the American Association for Cancer Research” era la seguente: “L’Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi”. In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9/12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Nonu vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest’indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Nonu si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Nonu.

Detto semplicemente, il Nonu può inibire la crescita tumorale.

I costituenti più importanti del Noni sono:

  • VITAMINE E MINERALI: il Noni è ricco di vitamina A e C, fondamentali per il nostro corpo, in quanto sono entrambe coinvolte in numerose attività biochimiche. In particolare, il succo è una buona fonte di vitamina C (o acido ascorbico), importante per il sistema immunitario e per l’azione antiossidante. Inoltre, il frutto di Noni contiene minerali come magnesio, ferro, potassio, selenio, zinco, calcio, sodio, rame e zolfo.
  • PROXERONINA E XERONINA: la proxeronina è un alcaloide e rappresenta un precursore della xeronina. Quest’ultima sostanza è implicata in un gran numero di processi biochimici e sembra prendere parte al metabolismo delle proteine. Inoltre, favorisce l’assorbimento a livello intestinale di minerali, aminoacidi e vitamine, assunti con l’alimentazione.
  • CUMARINE: sono sostanze naturali con funzioni anticoaugulanti, flebotoniche, antispasmodiche ed antibatteriche. La scopoletina è tra le principali cumarine presenti. Questa ha dimostrato di possedere un’attività epatoprotettiva ed un effetto adattogeno. La scopoletina protegge il sistema cardiocircolatorio, normalizza la pressione sanguigna, esercita un’azione antinfiammatoria ed antistaminica.
  • TERPENI E TERPENOIDI: i terpeni svolgono un’azione antiossidante contrastando i radicali liberi. Nel Noni sono presenti: l’eugenolo (antisettico e anestetico), il beta-carotene (precursore della vitamina A) e l’acido ursolico. I terpenoidi sono composti correlati ai terpeni e possiedono importanti proprietà antiossidanti.
  • POLISACCARIDI (ACIDO GLUCURONICO, ARABINOSIO, GALATTOSIO): sono polimeri costituiti da monosaccaridi che possono agire come immunostimolanti.
  • SEROTONINA: è un neurotrasmettitore che svolge a livello del sistema nervoso centrale un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonno-veglia, dello stimolo della fame e della termoregolazione. La serotonina influenza la percezione del dolore e stimola la biosintesi della melatonina. Infine, l’effetto sinergico di scopoletina, serotonina e xeronina è in grado di stabilizzare anche i valori della glicemia.
  • DAMNACANTALE: è un alcaloide che incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi e sembra avere un’azione inibitrice su alcune cellule pre-cancerogene.
  • ALTRE IMPORTANTI SOSTANZE FITOCHIMICHE CONTENUTE NEL NONI SONO: antiossidanti, acido deacetilasperulosidico, niacina (vitamina B3), caroteni, acido linoleico, acido caprilico e caproico, antrachinoni, flavonglicosidi, alcaloidi, beta-sitosterolo, flavonoidi, catechina, aminoacidi, proteine, carboidrati, fibre, fruttosio.

Tutti questi elementi aiutano a migliorare e potenziare le prestazioni del nostro sistema immunitario ed inoltre c’è da considerare che conferiscono molte altre proprietà come ad esempio di tipo analgesico, sedativo e antinfiammatorio.

Gli studi indicano che il Nonu è utile per una miriade di condizioni:

  • Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
  • Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate. Poiché il Nonu sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande varietà di condizioni.
  • Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
  • Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
  • Genera proprietà adattogeniche.
  • Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.

Tutti possono avere benefici da questo frutto, che nelle isole del Pacifico viene utilizzato da secoli:

  • i bambini per crescere bene,
  • gli adolescenti per attenuare i problemi di una pelle sempre in eruzione e gli incontenibili sbalzi d’umore,
  • gli sportivi per avere prestazioni migliori,
  • la business class per eliminare lo stress,
  • le donne per essere piú vitali più toniche e più belle,
  • gli anziani per combattere tutti quei fenomeni tipici dell’invecchiamento.

NONI ED IL DOLORE

Il frutto del Nonu è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Nonu erano “l’albero antidolorifico” e “l’albero della cefalea”.

In aggiunta alle migliaia e migliaia d’anni di uomini che usano con successo il Nonu per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Nonu sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che “la somministrazione dell’estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)”.

Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l’estratto di Nonu “non mostra alcun effetto tossico”. La Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati sono sorprendentemente veloci.

E’ importante ricordare che il Nonu agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio. Il Nonu contiene due dei migliori antiossidanti – la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l’infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente.

Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Nonu International, Inc., è riconosciuto come il “padre del Nonu moderno” ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Nonu stanno ricevendo sollievo naturale per le loro “sfide” nel campo della salute. Il Nonu era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell’agosto del 1994.

Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Nonu schiacciata come “cerotto”. Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.

La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.

E’ importante far rilevare che alcuni dei costituenti attivi del Nonu sono solubili quindi tendono ad essere eliminati tramite l’urina o la sudorazione. Uno studio ha mostrato che i costituenti del frutto del Nonu raggiungono la loro massima funzione curativa due ore dopo l’ingestione ed iniziano ad indebolirsi dopo quattro ore, eppure sono ancora attivi anche dopo 12 ore. Le implicazioni di questo studio suggeriscono che per ottenere i massimi benefici è consigliabile somministrare il Nonu (succo, capsule ecc.) parecchie volte a giorno in dosaggi scaglionati o divisi piuttosto che una o due volte al giorno. Ancora più importante, per ottenere risultati ottimali è meglio somministrare il Nonu, come altri tonici o erbe, continuamente e giornalmente come è sempre stato fatto tradizionalmente. A causa del suo sapore sgradevole, sarebbe difficile assumere il Noni al naturale, ma oggi è possibile reperirlo anche sotto forma di compresse.

DANNI DA FUMO

Diversi studi di intervento in doppio cieco e controllati con placebo hanno coinvolto i fumatori di sigarette, dimostrando la sostanziale attività antiossidante del succo di noni.

Uno studio di 30 giorni, ad esempio, ha studiato 285 volontari adulti che fumavano più di 20 sigarette al giorno (16). Mentre il placebo (succhi d’uva e mirtillo con un sapore di formaggio aggiunto per imitare il sapore del noni) non ha avuto alcun effetto, il succo di noni ha dimostrato una riduzione di circa il 30% dei radicali liberi.

Due studi clinici su fumatori hanno scoperto che bere 118 ml di succo di noni al giorno per 1 mese ha ridotto i livelli di sostanze chimiche cancerogene (addotti aromatici del DNA) di circa il 45% (17 e 18).

SALUTE DEL CUORE

Gli studi sui fumatori adulti hanno dimostrato l’effetto positivo del succo di noni sui lipidi nel sangue e sulla Proteina C Reattiva ad alta sensibilità (hs-PCR), che è un marcatore ematico dell’infiammazione.

Uno studio sui fumatori ha scoperto che bere fino a 188 ml di succo di noni al giorno per 1 mese ha ridotto significativamente il colesterolo totale, l’omocisteina (-23,9%), il colesterolo cattivo LDL (-12,1-36,4%) e la proteina C-reattiva (-15,2%) (19).

Parallelamente, si è osservato un aumento del colesterolo buono HDL (da 49 a 57 mg/dL).

In un altro studio umano su non fumatori sani, il succo di noni non ha ridotto il colesterolo. Gli Autori hanno suggerito che i suoi benefici ipocolesterolemizzanti potrebbero, quindi, essere limitati alle persone con colesterolo alto .

Negli studi sull’uomo e sugli animali, il frutto e l’estratto di noni hanno anche ridotto la pressione sanguigna (20 e 21)..

DIABETE

Diversi studi in vitro hanno indicato che il frutto del noni può essere utile nel controllo della formazione di prodotti finali di glicazione avanzata (AGE) e può successivamente ridurne gli effetti avversi.

Questi AGE si formano a causa degli alti livelli glicemici che caratterizzano il diabete e sono alla base delle sue complicanze.

Il potenziale antiglicativo del succo di noni è stato ulteriormente dimostrato in uno studio di intervento in aperto di 8 settimane e in uno studio trasversale (22).

Si ritiene che gli iridoidi siano gli attivi più importanti nel determinare tale effetto.

Attenzione, comunque, ai prodotti industriali a base di succo di noni, spesso ricchi di zuccheri aggiunti. Gli studi dimostrano che le bevande dolcificate con zucchero possono aumentare il rischio di malattie metaboliche, come la steatosi epatica (fegato grasso) e il diabete di tipo 2 (23 e 24).

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Micoterapia

Ganoderma lucidum (Reishi) contiene principalmente proteine, grassi, carboidrati e fibre. La varietà coltivata artificialmente ha lo stesso contenuto di componenti nutrizionali di quelli che crescono liberi in natura, anzi utilizzando un metodo di coltivazione che rispetti le norme GMP (norme di buona fabbricazione) e gli standard di prodotto biologico europeo si otterrà un prodotto più sicuro, privo di contaminanti e ricco di elementi nutrizionali.

L’estrazione, poi, aumenta in modo significativo la quantità di proteine grezze (soprattutto i peptidi che svolgono una forte azione sull’organismo), polisaccaridi e riduce la quantità di fibre vegetali grezze. Mizuno ha riportato la composizione dell’estratto di Ganoderma lucidum (in % rispetto al peso secco), che consisteva in: folati (68,9%), glucosio (11,1%), proteine (7,3%), e metalli organici (10,2%) (K, Mg e Ca sono i principali componenti assieme a Ge, avendo la quinta più alta concentrazione di metalli a 489 microg/g).

Questi risultati generalmente concordano con quelli riportati da altri autori; tuttavia, ci sono differenze qualitative e quantitative nella composizione chimica dei prodotti di questo fungo a seconda del ceppo, l’origine, il processo di estrazione e delle condizioni di coltura. Come già detto prima, per ottenere un fungo che abbia una specifica azione a livello fisiologico bisogna che sia coltivato correttamente e lavorato rispettando le norme di buona fabbricazione, garantendo la qualità e l’efficacia del prodotto.

Le Principali Componenti Bioattive

Oltre 300 studi sono stati pubblicati in merito ai costituenti chimici del Ganoderma lucidum e delle specie affini. Il corpo fruttifero, il micelio e le spore contengono circa 400 diversi composti bioattivi, che includono prevalentemente triterpenoidi, polisaccaridi, nucleotidi, steroli, steroidi, acidi grassi, proteine/peptidi e oligoelementi.

1. Componenti terpenoidi: Triterpeni

Almeno 140 diversi triterpeni sono stati identificati nel Ganoderma lucidum. La maggior parte sono di sapore amaro e sono presenti sottoforma di acido Ganodermico. Un nuovo triterpene, chiamato acido Ganosporerico A, è stato recentemente isolato dalla frazione solubile in etere delle spore. In uno studio è stato riportato l’isolamento di sei nuovi triterpeni (lanostane) e anche dalle spore (acidi ganoderici gamma, delta, epsilon, zeta, eta, theta). Studi preliminari indicano che le spore contengono concentrazioni più elevate di acidi ganoderici rispetto ad altre parti del fungo e che la composizione triterpenica del corpo fruttifero varia a seconda della zona in cui viene coltivato. Le spore contengono anche lattoni triterpenici e questi triterpenoidi sono stati suddivisi in 10 gruppi in base alle analogie strutturali e alle proprietà biologiche e medicinali.

2. Carboidrati: Polisaccaridi

Più di 100 tipi di polisaccaridi sono stati isolati dal corpo fruttifero, spore e miceli, o separato dal brodo di coltura liquida sommersa di Ganoderma lucidum. La maggior parte hanno un peso molecolare compreso tra 4×105 a 1×106 nella struttura primaria. I suoi polisaccaridi come beta-D-glucani, eteropolisaccaridi, e glicoproteine sono stati isolati e caratterizzati e sono considerati i maggiori contribuenti della bioattività del fungo. I beta-D-glucani sono costituiti da una spina dorsale lineare di beta-(1à3) legante gruppi D-glucopiranosile con vari gradi di ramificazione dalla posizione C6. Oltre ai beta-D-glucani idrosolubili, ne esistono anche con catene eteropolisaccaride di xilosio, mannosio, galattosio, acido uronico e complessi proteici di beta-D-glucani che sono presenti al 10-50% del Ganoderma lucidum secco. Sono stati isolati  alcuni polisaccaridi legati a proteine e a fucosio, contenente glicoproteine, con bioattività sull’organismo.

3. Proteine

Sono numerose le proteine con particolare bioattività che sono state isolate dal Ganoderma lucidum. La LZ-8 è una proteina isolata da questo fungo che è stato dimostrato, da studi di sequenziamento, essere simile alla regione variabile della catena pesante dell’immunoglobulina nella sua sequenza e nella sua struttura secondaria. Non sono stati inibiti dagli zuccheri monomerici o dimerici esaminati, indicando che LZ-8 non è una lectina di per sé. Non ha agglutinato i globuli rossi umani, ma potrebbe funzionare come un potente soppressore dell’albumina di siero bovino e indurre anafilassi nei topi CFW in vitro. Esso sembra essere correlato ad una proteina ancestrale della superfamiglia delle immunoglobuline.

4. Composti azotati: Nucleotidi e nucleosidi

I Nucleosidi includono adenosina e 5-deoxy-5’methylsulfinylad-nosine.

5. Altri componenti

Il Reishi contiene anche steroli, amminoacidi, proteine ??solubili, acido oleico, ciclo-octasulfur, un perossido ergosterolo (5,8-epidioxy-ergosta-6,22E-dien-3-olo), e le cerebrosidi (4E0,8E) – ND-20-hydroxystearoyl-1-Ob-D-glucopiranosil-9-metil-4-8 sphingadienine, e (4E, 8E) ND-20-hydroxypamitoyl-1-OBD-glucopiranosil-9-metil-4-8- sphingadienine.

Per quanto riguarda gli ioni inorganici, il fungo contiene Mg, Ca, Zn, Mn, Fe, Cu, e Ge. Le spore contengono colina, betaina, acido tetracosanoico, acido stearico, acido palmitico, ergosta-7, 22-dien-3-olo, acido nonadecanoico, acido behenico, tetracosane, hentriacontane, ergosterolo, e b-sitosterolo. Uno dei lipidi isolati da Ganoderma lucidum è l’acido pirofosfatidico.

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Antiossidanti e sistema immunitario

Il sistema immunitario è particolarmente sensibile allo stress ossidativo. Le cellule immunitarie fanno molto affidamento sulla comunicazione cellula-cellula, in particolare tramite i recettori di membrana, per funzionare in modo efficace.

Le membrane cellulari sono ricche di acidi grassi polinsaturi che, se perossidati, possono portare a una perdita di integrità della membrana, alterazione della fluidità e provocare alterazioni nella segnalazione intracellulare e nella funzione cellulare.

È stato dimostrato che l’esposizione a ROS può condurre a una riduzione dell’espressione dei recettore di membrana. Inoltre, la produzione di ROS da parte delle cellule immunitarie fagocitiche può danneggiare le cellule stesse, se non sufficientemente protette dagli antiossidanti.

Una condizione di stress ossidativo è stata a lungo associata ad una maggiore suscettibilità alle malattie infettive: si ritiene che l’aumento della gravità e la suscettibilità alle malattie infettive sia il risultato di una ridotta risposta immunitaria conseguente a un cattivo bilancio tra ROS e antiossidanti, inducendo una meno efficace capacità di gestione della malattia infettiva.

Immaginando l’equilibrio tra specie radicaliche e antiossidanti come una bilancia a due piatti, con ROS da una parte e antiossidanti dall’altra, si ritiene che “ribaltare” l’equilibrio a favore del “piatto ROS” sia uno dei principali fattori che contribuiscono alla patogenesi di numerosi disturbi degenerativi come il cancro, malattie autoimmuni, cardiovascolari e al processo di invecchiamento in generale.

 

Notevoli miglioramenti della funzione immunitaria sono stati osservati in soggetti anziani a seguito di integrazione con nutrienti antiossidanti, ma esistono prove crescenti che tali effetti possono essere osservati anche in soggetti giovani sani.

L’associazione tra diete ricche di nutrienti antiossidanti e una ridotta incidenza di cancro sono state osservate in numerosi studi epidemiologici ed è stato suggerito che un’attivazione del sistema immunitario da parte degli antiossidanti potrebbe, almeno in parte, giustificare tale evidenza.

Ragion per cui può risultare cruciale mantenere l’equilibrio tra specie radicaliche e ROS tramite l’impiego di antiossidanti, al fine di rallentare, se non prevenire, l’insorgenza di molti disturbi legati all’età.

Un sistema immunitario “vigile” e “ben regolato” è determinante per salvaguardare la salute dell’organismo e prevenire la patogenesi di malattie cronico-degenerative, infezioni virali e batteriche.

ACIDO ASCORBICO (VITAMINA C)

L’acido ascorbico (noto anche come vitamina C) è un micronutriente essenziale per l’uomo, con funzioni pleiotropiche legate alla sua capacità di donare elettroni. È un potente antiossidante e cofattore di una famiglia di enzimi biosintetici e regolatori genici della monossigenasi e della diossigenasi: sono coinvolti nella sintesi di collagene, carnitina, catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e ormoni peptidici (vasopressina), oltre a svolgere un ruolo di rilievo nella trascrizione genica e nella regolazione epigenetica.

La vitamina C contribuisce alla difesa immunitaria supportando varie funzioni cellulari del sistema immunitario innato e adattivo, regolando l’attivazione sia della risposta cellulare che umorale, sostiene la funzione della barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività scavenger della pelle, proteggendo quindi potenzialmente dallo stress ossidativo ambientale.

La vitamina C si accumula nelle cellule fagocitiche, come i neutrofili, e può migliorare la chemiotassi, la fagocitosi, la generazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e infine l’uccisione microbica. È anche necessaria per l’apoptosi e l’eliminazione dei neutrofili esauriti dai siti di infezione da parte dei macrofagi, riducendo così la necrosi/NETosi e il potenziale danno tissutale. Il ruolo della vitamina C nei linfociti è meno chiaro, ma è stato dimostrato che migliora la differenziazione e la proliferazione delle cellule B e T, probabilmente grazie ai suoi effetti sulla regolazione genica.

La carenza di vitamina C provoca un’immunità compromessa e una maggiore suscettibilità alle infezioni.

A loro volta le infezioni hanno un impatto significativo sui livelli di vitamina C per l’aumento dell’infiammazione e del fabbisogno metabolico. L’integrazione con vitamina C favorisce la prevenzione e la cura delle infezioni respiratorie e sistemiche. La prevenzione profilattica dell’infezione richiede assunzioni dietetiche di vitamina C che forniscano livelli plasmatici almeno adeguati, se non saturi (cioè, 100-200 mg/die), che ottimizzano i livelli di cellule e tessuti.

PROANTOCIANIDINE (OPC)

Le proantocianidine oligomeriche, anche note come OPC, sono sostanze antiossidanti appartenenti al gruppo dei flavonoidi, ovvero polifenoli metaboliti secondari delle piante. Alcuni flavonoidi sono in grado di inibire la lipoossigenasi altri, come la luteolina e la galangina, sono in grado di inibire la cicloossigenasi. Si ha in questo modo una doppia inibizione sulla cascata dell’acido arachidonico (antinfiammatorio e antiaggregante).

Esplicano importante attività antiossidante di cui sono ipotizzati due meccanismi: chelazione di metalli di transizione (in particolare ferro e rame) e inattivazione dei radicali liberi. In sinergia con la vitamina C, gli OPC funzionano come antiossidanti per l’acido ascorbico, probabilmente perché chelano il rame ed altri metalli, ritardando così la sua conversione a deidroascorbato; agiscono come accettori di radicali liberi, poiché quest’ultimi sono responsabili dell’ossidazione dell’ascorbato; aumentano l’assorbimento intestinale dell’acido ascorbico.

OLEUROPEINA DELL’OLEA EUROPAEA

Le proprietà farmacologiche dell’olio d’oliva, del frutto dell’olivo e delle sue foglie sono state riconosciute come componenti importanti della medicina e una dieta sana grazie al contenuto fenolico. Tra i composti fenolici che si trovano in tutte le parti della pianta di olivo il più importante è indubbiamente l’oleuropeina. Essa, come tutte le fitoalessine, ha diverse proprietà farmacologiche:
antiossidante
– antinfiammatora
– anti-aterogenica
– anti-cancro
– antimicrobici
– antivirali

Inoltre, l’oleuropeina ha dimostrato di essere cardioprotettiva[41] e ha dimostrato di esibire attività anti-ischemiche e ipolipidemizzante[42]. Azione antinfettiva. L’oleuropeina ha dimostrato possedere una forte attività antimicrobica nei confronti di batteri Gram-negativi, Gram-positivi e micoplasma. Strutture fenoliche simili all’oleuropeina sembrano produrre questo effetto antibatterico danneggiando la membrana batterica e/o degradando i peptidoglicani cellulari.

L’attività antinfettiva si esplica anche nei confronti dei virus: gli studi hanno evidenziato potenti attività antivirali contro Epstein-Barr Virus (EBV), virus dell’epatite, rotavirus, rinovirus, parvovirus canino e virus della leucemia felina. Gli studi hanno anche dimostrato che l’oleuropeina mostra una significativa attività antivirale contro il virus respiratorio sinciziale e il virus para-influenza.

Azione antiossidante

L’oleuropeina riduce i livelli intracellulari di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la quantità di proteine ossidate. È importante sottolineare che le colture cellulari trattate con oleuropeina presentano un ritardo nella comparsa della morfologia della senescenza.

Azione Ipoglicemizzante

L’azione antidiabetica dell’oleuropeina è supportata da recenti ricerche sperimentali e da studi clinici: la somministrazione giornaliera di circa 50 mg del polifenolo per 12 settimane a un gruppo di soggetti di mezza età, sovrappeso e, pertanto a rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2, ha ridotto la glicemia e migliorato sia la secrezione che la sensibilità all’insulina. A livello dei tessuti periferici, l’effetto sulla riduzione della resistenza all’attività insulinica appare essere basato su meccanismi comuni a quelli ipotizzati per la metformina.

Azione neuroprotettiva

Gli effetti anti-neurodegenerativi sono stati oggetto di una serie di studi effettuati sia su cellule neuronali in coltura che su animali modello, in situazione cerebrale simile a quella presente nel morbo di Alzheimer, la principale forma di demenza associata all’invecchiamento nell’uomo. Questi effetti, che mostrano una chiara dose-dipendenza, almeno in parte, essere ricondotti alla mobilizzazione del calcio dai depositi intracellulari con la conseguente attivazione di segnali che risultano nell’attivazione dell’autofagia.

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Micoterapia

Il termine “Funghi” non identifica una categoria tassonomica. Questo termine dovrebbe indicare, secondo la definizione di Chang e Miles, “un macrofungo con un corpo fruttifero distintivo che può essere sia ipogeo o epigeo, grande abbastanza per essere visto ad occhio nudo ed essere raccolto con le mani”(1).

I funghi costituiscono almeno 14.000 specie conosciute, numero che può arrivare forse fino a 22.000.

Il numero di specie di funghi sulla terra è stimato essere approssimativamente intorno a 140.000, il che suggerisce che solo il 10% sono noti. Supponendo che la percentuale di funghi utili tra i funghi sconosciuti e non esaminate sarà solo il 5%, ciò implica che 7.000 specie ancora sconosciute potrebbero essere benefiche per l’umanità(2).

Anche tra le specie note la percentuale di funghi saggiate è molto bassa.

L’utilizzo dei funghi per il benessere dell’organismo, ha iniziato a prendere sempre più piede anche nel sistema occidentale; molte cose devono essere ancora scoperte, molte ricerche devono ancora essere effettuate, ma ciò che sappiamo sul loro conto e sul benessere che possono apportare alla nostra salute è di certo di buon auspicio.

 

I funghi più studiati in questo campo, ad oggi, sono:

– Agaricus blazei Murrill

– Cordyceps sinensis

– Coriolus versicolor

– Ganoderma lucidum

– Grifola frondosa

– Lentinula edodes

I loro composti bioattivi, soprattutto i polisaccaridi, i beta-glucani e i triterpeni, sono molto studiati e sembrano possedere importanti attività antibatterica e antivirale.

AZIONE ANTIBATTERICA

I funghi necessitano di composti antibatterici e antimicotici per sopravvivere nel loro ambiente naturale; non sorprende quindi che composti antimicrobici, con attività più o meno forte ed efficace, potrebbero essere isolati da diversi funghi che potrebbero essere di beneficio per l’uomo(3). Ad esempio, l’acido ossalico è l’agente responsabile dell’effetto antimicrobico svolto dalla Lentinula edodes contro lo Staphylococcus aureus e altri batteri(4). Gli estratti etanolici di questo fungo possiedono attività antiprotozoaria contro il Paramecium caudatum(5).

AZIONE ANTIVIRALE

Diversi triterpeni estratti da Ganoderma lucidum (cioè Ganoderiol F(6), Ganodermanontriol(7), acido Ganodermico B(8)) sono agenti antivirali attivi contro il virus dell’immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1). È stato calcolato che la concentrazione minima di Ganoderiol F e Ganodermanontriol, per completa l’inibizione dell’infezione da HIV-1 ad effetto citopatico in cellule MT-4, è di 7,8 microgrammi/ml.
È stata segnalata un’attività anti-HIV del terreno di coltura del micelio di Lentinula edodes (Shiitake) e della lignina idrosolubile di questo fungo(9,10). Il Lentinano solfato, estratto dallo Shiitake, ha completamente impedito l’effetto citopatico HIV-indotto(11). I polisaccaridi legati alle proteine PSK e PSP isolate da Coriolus versicolor (o Trametes versicolor) è stato trovato possedere un effetto antivirale in vitro sul virus dell’HIV e il citomegalovirus(12). Oltre l’efficace immunostimolazione operata da questi composti che caratterizzano il fungo, altri effetti svolti dai complessi polisaccaride-proteina contribuiscono all’attività antivirale, ad esempio all’inibizione del legame della glicoproteina 120 (gp120) dell’HIV-1 al recettore CD4 immobilizzato e all’inibizione dell’attività della trascrittasi inversa del virus(13). Inoltre, la Frazione D (MD-fraction) estratta dalla Grifola frondosa (Maitake) è stata testata in un trial a lungo termine in 35 pazienti affetti da HIV. L’85% di questi, dopo somministrazione della frazione estratta, ha segnalato un maggiore senso di benessere per quanto riguarda i vari sintomi e le malattie secondarie opportunistiche causate dall’HIV. Venti pazienti hanno mostrato un aumento della conta delle cellule CD4+ di 1,4-1,8 volte e otto pazienti una diminuzione di 0,8-0,5 volte(14).
Questo dimostra la possibile azione che i vari funghi possono avere in questo campo. Ovviamente bisogna sempre avere il parere di uno specialista medico e non eseguire mai di proprio conto un possibile piano di cura, questo peggiorerà solamente il decorso della malattia. È importante, inoltre, informarsi sull’origine, la coltivazione e i metodi di produzione dei funghi e dei loro estratti: funghi non biologici e non lavorati con le metodiche opportune possono causare gravi intossicazioni, reazioni allergiche anche gravi e provocare un peggioramento nella patologia.

Sono stati valutati vari funghi ad azione antivirale, in particolare:

– Inonotus obliquus (Chaga)
Contrasta lo stress ossidativo aberrante derivante dall’attività immunitaria conseguente a infezione virale acuta.
– Agaricus blazei Murrill (AbM)
La somministrazione di ABM ha portato alla negativizzazione degli indici di attività virale in pazienti con epatite B cronicizzata.
– Lentinus edodes (Shiitake)
Agisce antagonizzando le replicazione sia di RNA-virus che DNAvirus, in particolare: herpes, encefalite, poliovirus, morbillo, parotite, HIV.
– Grifola frondosa (Maitake)
Ha un effetto antivirale nei confronti del virus dell’epatite B. E’ utile nel trattamento dell’HIV perché protegge i linfociti T dalla distruzione, ritardando il progredire della malattia.
– Ganoderma lucidum (Reishi)
E’ utile per il suo effetto di stimolo immunologico che si esplica soprattutto in soggetti che si ammalano spesso per virosi in relazione ad uno stato di deficit immunologico fisiologico (età) o iatrogeno. L’azione antivirale diretta si esplica nei confronti di RNA-virus: due terpenoidi specifici hanno evidenziato la capacità di interagire con la neuraminidasi e inibire l’attività di rilascio della struttura virale neoformata.

 

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Per maggiori informazioni visita anche la pagina MICOTERAPIA o QUI

Le Proteine di canapa in polvere sono un supplemento proteico utilizzabile sia da vegetariani che da onnivori, per aumentare l’introito proteico giornaliero.

Grazie alla loro elevata digeribilità, le proteine della canapa costituiscono una fonte superiore rispetto alle classiche proteine in polvere. Inoltre, le speciali proprietà della pianta si riflettono su un generale miglioramento del sistema immunitario e del fegato, oltre a una migliore resistenza alla fatica.

La canapa è la varietà di cannabis quasi totalmente, se non completamente, priva di THC: il famoso principio attivo responsabile degli effetti psicotropi derivanti da un suo consumo.

La canapa è, per tale ragione, la più indicata ad essere impiegata sia per scopi alimentari che per scopi medici.

I semi della canapa, a partire dai quali si ottengono le omonime proteine in polvere, sono composti per il 45% da olio, per il 35% da proteine e per il 10% da carboidrati.

Ci sono, oltre a tutto ciò, anche molti benefici nutrizionali, sostenuti da numerose pubblicazioni . Oltre al semplice contenuto proteico, le proteine in polvere della canapa spesso includono altri due componenti che favoriscono una buona salute.

Fibre

La canapa contiene sia fibre solubili che insolubili e la maggior parte dei suoi prodotti proteici contiene circa 10 grammi per porzione.

La fibra solubile nella proteina della canapa è una fonte di batteri intestinali utili che hanno dimostrato di aiutare a regolare lo zucchero nel sangue. La fibra insolubile aiuta il corpo a far transitare i rifiuti attraverso il tratto intestinale.

E’ anche riempitiva, rendendo le proteine della canapa una scelta eccellente per sostituire un pasto con uno shaker. A tal proposito, possono essere una scelta migliore delle proteine del siero di latte, che non contengono praticamente alcuna fibra.

Grassi buoni

Le proteine della canapa presentano generalmente tre grammi di grassi per porzione, derivanti da acidi grassi omega-3 e omega-6, che sono stati riconosciuti per sostenere la salute del cuore.

Gli omega-3 sono difficili da trovare in fonti non ittiche, e l’alto contenuto di acido stearidonico della canapa (un tipo di omega-3) le rende una buona alternativa per coloro che non mangiano pesce.

I semi della canapa contengono il bilancio ideale (3:1) di Omega 3 e Omega 6, molecole lipidiche che contribuiscono a migliorare il sistema cardiovascolare.

Più nello specifico, le proteine in polvere della canapa contengono acido linoleico (omega 3) che come è stato dimostrato da alcuni studi [1] , aiuta a prevenire cardiopatica coronarica.

Altra importante caratteristica, sempre per merito delle fibre, sono i ridotti livelli di colesterolo LDL e la migliore gestione dei grassi che tendono ad essere utilizzati per scopi energetici a breve termine che ad accumularsi.

Altri benefici

Secondo uno studio annuale pubblicato nel 2008 [2], le proteine dei semi di canapa possono avere effetti benefici contro la sensazione di fatica e migliorare il sistema immunitario.

In uno studio controllato, dei topi ai quali sono state somministrate delle proteine della canapa in polvere, hanno mostrato miglioramenti nella durata della loro capacità di nuoto e nella concentrazione di acido lattico nei muscoli (che diminuiva, consentendo uno sforzo prolungato).

Un altro studio, pubblicato nel 2011 in “Molecular Nutrition & Food Research” ha scoperto che una dieta affiancata dall’assunzione di proteine della canapa e di soia (nell’esperimento sono citate anche quest’ultime) è capace di migliorare le funzioni del fegato e di abbassare l’ipertrofia cardiaca.

I semi e l’ olio di semi di Canapa sono considerati, inoltre, un ottimo alleato nella riparazione del DNA:

-hanno il perfetto rapporto 3: 1 di acidi grassi ,Omega 6 e Omega 3, necessari per il corpo umano,

-dispongono di vitamina A, B1, B2, B3, B6, C, D ed E. ;

-contengono antiossidanti, proteine, carotene, fitosteroli, fosfolipidi, così come un certo numero di minerali tra cui calcio, magnesio, zolfo, potassio, ferro, zinco e fosforo.

Tutti questi nutrienti,se assunti giornalmente nella propria dieta alimentare, giocano un ruolo importantissimo nel mantenere il nostro organismo in salute e senza squilibri di alcun genere, ma quello che più di tutti può fare la differenza nella riparazione del DNA, è la proteina.

I semi di Canapa hanno un alto contenuto di proteine, di cui il 65% di Edestina e 35% Albumina.

Questo contenuto eccezionalmente alto di Edestina combinato con l’Albumina, rende immediatamente disponibili tutti gli amminoacidi presenti, in una proporzione perfetta per assicurare al nostro corpo i mattoni necessari alla costruzione delle immunoglobine, gli anticorpi, il cui compito è di respingere le infezioni prima che si presentino i sintomi di una malattia.

Come usare gli integratori proteici a base di canapa

Un individuo sedentario necessita circa di 0.8 g di proteine per Kg di peso corporeo al giorno. La percentuale è più elevata nel caso si pratichi un’attività fisica regolarmente, fino ad arrivare anche a 1,5-1,7 g/kg  giornalieri. Inoltre, per vegetariani e vegani, può risultare più difficile raggiungere il proprio fabbisogno proteico rispetto a chi segue una dieta onnivora.

Uno dei motivi principali è che le proteine vegetali sono meno digeribili rispetto a quelle animali.

La quantità da assumere, dipende dalle vostre personali esigenze ma le dosi consigliate sono di 1-2 misurini, da 25-30 g l’uno, al giorno.

Le proteine in polvere della canapa non presentano particolari limitazioni e sono utilizzabili come qualsiasi altro integratore proteico in commercio.

I modi per assumerle sono molteplici, a cominciare dai famosi shaker proteici fino ad arrivare a gustosi frullati e yogurt a base di canapa.

Ricordo che il giusto non incide molto, quasi tutte le proteine in polvere sono abbastanza neutre e ciò consente una certa manipolazione e versatilità d’uso.

Fonti

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4153275/
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18589601

 

“Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa per quanto riguarda il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa, fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per due settimane”. Dott. Uso Erasmus

Vedi anche la pagina CANAPA

La Graviola è conosciuta per le sue proprietà contro il cancro, ma di fatto non è questo il motivo per cui viene usata da secoli dagli uomini della medicina del Sud America ma per curare uno strabiliante numero di indisposizioni. La sua “vocazione” anticancro  e relativamente recente rispetto al suo uso classico millenario.

La graviola è un frutto tropicale ottenuto dalla pianta dell’Annona Muricata, una specie originaria dalle Antille e che cresce in molte regioni tropicali del Sud America. Proprio grazie agli alti contenuti di antiossidanti e vitamine, la graviola è considerata un superfood a tutti gli effetti

I frutti dell’Annona Muricata si presentano a forma di cuore e posseggono una consistenza fibrosa e ricca di succo. Infatti della graviola non si butta mai quasi nulla e dalle radici, alle foglie vengono utilizzate quasi tutte le parti della pianta.

Attenzione i dosaggi che vengono consigliati (nelle preparazioni con foglie e steli) usati prevalentemente come “aiuto” nei tumori sono spesso molto elevati e non devono essere usati per gli utilizzi “classici” della pianta ma in un dosaggio differente. Nel dubbio consultate un esperto Naturopata o un medico naturale o informatevi dal distributore.

Se Usate direttamente la foglie e rametti in tisana o altro non eccedete nel dosaggio o nell’uso giornaliero è una pianta molto potente!

20 Benefici della graviola

Grazie agli alti contenuti di vitamine e minerali, la graviola se consumata in moderazione può essere molto utile per la salute, grazie alle sue proprietà antivirali particolarmente efficaci ad esempio contro l’ herpes simplex.

Tra le sue annoverate proprietà vi è spesso confusione a causa delle larghe quantità di informazioni spesso contraddicenti tra gli esiti di diverse ricerche condotte sulla Annona Muricata, ma fondamentale il segreto per sfruttare al meglio la graviola è rispettare i limiti consigliati sul consumo.

Rafforza il sistema immunitario

La graviola contiene sostanze che aiutano le difese del nostro corpo e stimola la produzione di globuli bianchi, mentre gli antiossidanti contribuiscono nella lotta ad i radicali liberi. Questo frutto inoltre possiede una capacità antifebbrifica riconosciuta dalla FDA per il supporto della risposta immunitaria dell’organismo (Wu FE various J Nat Prod 1995 June).

Tra i contenuti presenti nella graviola indichiamo: acido gentistico, acido linoleico e muricarpentocina, acetogenine, anncatacina, annocatalina, annonacina, annohexocina, annomuricina, anomurina e anonolo.

Aiuta a dormire più facilmente

Nella graviola possiamo trovare anche il triptofano, una sostanza che promuove il sonno e facilita il rilassamento. Per tale ragione l’annona muricata è indicata contro l’insonnia, tra l’altro le sue foglie vengono utilizzata anche in aromaterapia per infusioni contro il sonno.

Analgesico naturale efficace nel sedare il dolore

I nativi nei paesi del Sud America hanno utilizzato le foglie dell’annona muricata da tempo immemore per trattare piccole ferite e ridurre la sensazione del dolore. La tradizione vuole che masticare le foglie e bere il succo di graviola aiutasse a guarire più in fretta. Gli aspetti sedativi e antiinfiammatori di questo imponente frutto tropicale lo rendono una soluzione ideale per tutti i tipi di dolore al corpo, sia all’interno che all’esterno.

Protegge gli occhi ed è ricco di antiossidanti indispensabili

Molti dei benefici per la salute della graviola sono considerati come derivati ​​dalle sue proprietà antiossidanti. Diversi studi dimostrano come i fitonutrienti presenti nella graviola posseggono livelli elevati di composti antiossidanti, tra cui alcaloidi, saponini, terpenoidi, flavonoidi, coumarini, lattoni, antrachinoni, tannini, glicosidi cardiaci, fenoli e fitosteroli . Ulteriori ricerche hanno evidenziato che gli antiossidanti possono aiutare contro diverse malattie agli occhi in particolare legale all’avanzare dell’età. Una ricerca condotta dal National Eye Institute, ha trovato gli antiossidanti particolarmente efficaci, specialmente se consumati in combinazione con vitamina C, vitamina E, beta-carotene e zinco. I risultati sono stati impressionati, con un 25% di miglioramento in coloro che erano già effetti da simili disturbi.

Utile per eliminare tosse e muco

Se stai lottando contro tosse grassa o ti senti intasato, la graviola può esserti d’aiuto, infatti è in grado di decongestionare e liberare le vie aree. Ma non solo perché il succo di graviola ad esempio possiede in parte una funzione espettorante, in grado di liberare il muco e ridurre anche l’infiammazione di cavità nasali e tratti respiratori.

Efficace contro parassiti

La graviola è utilizzata nell’America Latina come rimedio popolare contro i parassiti data la sua efficacia nel combattere e la Schistosomiasi, una parassitosi causata da Platelminti del genere Schistosoma.

Si rivela anche particolarmente utile per la maggior parti delle infezioni parassitare più comuni, sotto forma di infuso con foglie di Annona Muricata è possibile realizzare una bevanda per pulire il tratto gastrointestinale. Inoltre la riboflavina può aiutare nell’inibire i parassiti all’interno del corpo.

Facilita la prevenzione delle infezioni del tratto urinario

Sotto forma di succo, la graviola può donare benefici anche nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie, in particolare dell’uretrite e dell’ematuria.

Vitamine B1 e B2 aiutano il cuore e migliorano il metabolismo

La vitamina B1 accelera il metabolismo, facilita la circolazione del sangue e previene i disturbi nervosi. Inoltre la graviola contiene la vitamina B2, che è vitale per il corretto funzionamento del nostro organismo e include effetti sul del sistema nervoso e la manutenzione del muscolo cardiaco.

Trattamento delle ulcere della bocca

Se hai una pustola in bocca che proprio ti dà fastidio, sbuccia una graviola e appoggiaci un pezzo di frutta sopra. Questo gradualmente diminuirà le dimensioni delle ulcere e ridurrà il senso di irritazione

È un rimedio naturale per l’artrite

L’Applicazione topica di una infusione di foglie di graviola è nota per alleviare il dolore causato da artrite e reumatismi. Potete immergere un panno pulito nell’infuso ancora caldo e applicarlo sulla zona interessata, per massimo due volte al giorno.

Antivirale ed antisettico efficace contro le infezioni

La Graviola è spesso usato per trattare le infezioni causate da batteri e parassiti, inclusa la leishmaniosi. È anche usato per trattare l’herpes, tosse e vomito. Le infezioni batteriche e virali possono causare tosse, starnuti, febbre e altri sintomi e, sebbene questi sintomi possono essere frustranti, sono efficaci dal momento che fanno parte del metodo che il corpo usa per far scattare il sistema immunitario per Corpo di qualsiasi infezione.

Antidepressivo naturale efficace nel sedare lo stress

Il succo di graviola è stato utilizzato come rimedio naturale contro lo stress per secoli. Del frutto dell’Annona Muricata spicca una ricerca che illustra la possibile capacità della graviola nello stimolare i I recettori serotoninergici (o della serotonina) indispensabili poiché modulano dei neurotrasmettitori ed influenzando diversi processi neurologici e biologici come aggressività, ansia e appetito. (Roman G; Curr. Op. Neurology 1998; 11:539) e (Bourne RR. West Indian Med J 1979 28:2).

Rallenta l’invecchiamento ed è potente frutto antiaging

La graviola è una ricca fonte di vitamina C ed acido ascorbico ma anche di preziosi antiossidanti che svolgono un ruolo importante nella lotta contro i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento della pelle. Eliminando i radicali liberi, si può letteralmente ridurre i segni più evidenti dell’invecchiamento come le rughe.

Aiuta le ferite a cicatrizzare più in fretta

La parte carnosa del frutto può essere applicata su una piccola ferita per almeno 3 giorni. Ciò non solo accelererà il processo di guarigione ma anche impedisce le infezioni batteriche. Una decozione di foglie dell’annona muricata è utile per il trattamento dell’infiammazione e dei piedi gonfi.

Elimina i pidocchi

I pidocchi sono uno di quei parassiti che si moltiplicano rapidamente, e che possono danneggiare i capelli. Un decotto fatto preparato con le foglie di graviola può essere applicato al tuo cuoio capelluto per liberarsi dei pidocchi.

Bolle della pelle? Nessun problema

Le bolle sono un disturbo della pelle che si caratterizza per il dolore immenso e persino ha il rischio di catturare l’infezione. Queste possono verificarsi sul corpo o sul viso, quindi interferiscono con la salute e la bellezza della pelle. Le foglie di graviola o anche il succo possono essere un rimedio naturale per eliminarle.

Aiuta contro l’eczema

È possibile macinare alcune foglie di graviola e applicarle regolarmente sulle zone colpite due volte al giorno. Questo aiuterà a alleviare il dolore causato dall’eczema oltre a diminuirne gli effetti visibili.Un composto di foglie di graviola e acqua di rose può essere applicata sulla pelle per prevenire la comparsa di punti neri e di altri problemi cutanei.

La Graviola è utilizzata dalla medicina popolare da secoli per:

  • ipertensione
  • influenza
  • sfoghi
  • nevralgia
  • artrite
  • reumatismi
  • diarrea
  • nausea
  • dispepsia
  • ulcera
  • tricofizie
  • scorbuto
  • malaria
  • dissenteria
  • palpitazioni
  • nervosismo
  • insonnia
  • febbre
  • bolle
  • spasmi muscolari

AVVISO IMPORTANTE

Graviola è diventata famosa per alcuni ingredienti attivi contenuti principalmente nelle foglie e negli steli della pianta, le Annonacee acetogenine. ATTENZIONE ALL’ETICHETTA: Gli studi sulle acetogenine sono stati condotti usando estratti delle foglie e degli steli. Sebbene questi composti siano contenuti anche nei semi del frutto di graviola, tuttavia se ne sconsiglia l’utilizzo poiché alcune ricerche hanno documentato possibili effetti neurotossici dei semi del frutto in caso di assunzione prolungata. Allo stato attuale, si consiglia l’assunzione di integratori contenenti prevelentemente foglie e steli di graviola.

La Graviola è una sostanza completamente naturale senza effetti collaterali a parte una possibile lieve scombussolamento gastrointestinale se preso a stomaco pieno ad alti dosaggi (superiore a 5 gr)

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Vedi anche la pagina SUPPORTO ONCOLOGICO

Micoterapia

La Micoterapia è la scienza che studia e utilizza i Funghi per migliorare la salute dell’uomo e degli animali.

Agisce sia sulle cause che sui sintomi, riportando le funzioni dell’organismo ad un miglior funzionamento.

 

La natura in tutte le sue manifestazioni è depositaria di poteri che le popolazioni antiche  sapevano riconoscere e interpretare;  molto spesso gli elementi naturali erano venerati e considerati divini. Ogni essere vivente interagisce con l’ambiente attraverso codici energetici che tendono alla condizione di equilibrio; qualsiasi intervento che non rispetti tale equilibrio provoca una rottura dell’omeostasi che inevitabilmente ricade a cascata su tutti gli organismi.

La natura nel suo complesso non è altro che la prima più importante farmacopea conosciuta sin dai tempi antichi ed in particolare alcuni funghi sono da secoli utilizzati come rimedi naturali nelle medicine tradizionali.

A partire dagli anni sessanta istituti di ricerca in Giappone si sono interessati alle proprietà di alcune specie e hanno cominciato a studiarle per verificare se le valenze empiriche potessero avere un fondamento scientifico.

Gli studi successivi hanno stabilito che in alcune specie fungine sono contenuti numerosi composti dei quali si sono verificate le proprietà benefiche.

La micoterapia e i funghi medicinali favoriscono un riequilibrio generale dell’organismo, migliorandone il funzionamento senza causare effetti collaterali e per questi motivi sono definiti adattogeni. Hanno azione aspecifica indipendente dallo stato di salute con effetto lento e progressivo. La combinazione mirata di più funghi, spesso produce un maggiore effetto benefico grazie all’azione sinergica dei diversi composti attivi.

Tutti i funghi medicamentosi hanno la proprietà più o meno marcata di stimolare il sistema immunitario spesso alterato da molteplici stress che riducono le funzionalità dell’organismo e provocano stati di infiammazione cronica con la possibile insorgenza di patologie degenerative. Inoltre l’assunzione quotidiana del fungo associata ad una corretta alimentazione e a uno stile di vita equilibrato, favorisce il recupero o il mantenimento dell’omeostasi, apporta vitalità, tonifica la funzionalità organica e  protegge il metabolismo cellulare.

Consigliata inoltre l’assunzione del fungo in associazione alla vitamina C per favorirne l’assimilazione

Per maggiori informazioni visita anche la pagina sui FUNGHI o QUI

colostro di capra

Il colostro di capra è la prima secrezione delle ghiandole mammarie durante la gravidanza o dopo il parto. È costituito da acqua, grassi, carboidrati, immunoglobuline e fattori di crescita. Il colostro è il mezzo mediante il quale la madre trasmette al neonato le proprie difese immunitarie ed è molto importante per proteggerne la salute intestinale.

 

Nel colostro, oltre agli anticorpi (immunoglobuline secretorie IgA), alle cellule immunitarie (macrofagi, neutrofili, linfociti ecc.) e agli importantissimi fattori di crescita epiteliale, sono presenti le prostaglandine (PG) che hanno una importante funzione protettiva dell’apparato digerente ed intervengono nella liberazione degli enzimi e nella regolazione dell’acidità. Il colostro di capra contiene inoltre vitamine – in particolare A, E, B12, ma anche D e pro vitamina A (betacarotene). Per quanto riguarda i minerali è invece ricco di zolfo – importante per la riparazione dei tessuti e la sintesi con il collagene – e il ferro contenuto risulta particolarmente assorbitile grazie alla lattoferrina: una proteina antivirale, antibatterica e antinfiammatoria. La lattoferrina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti e ne priva i batteri che lo utilizzano per la replicazione.

La capra è in assoluto l’animale con le difese immunitarie più alte presente in natura. Essa riesce infatti  a sopravvivere ai veleni degli animali più letali (ragni, serpenti ecc.) senza bisogno di alcun aiuto esterno. Secondo gli studi effettuati, è proprio grazie al colostro che questo patrimonio immunitario viene trasmesso alle nuove generazioni.

L’assunzione di colostro può essere di aiuto:

  • nei casi di disbiosi intestinale ed intolleranze alimentari
  • per rinforzare il sistema immunitario
  • per l’attività sportiva
  • per combatte l’invecchiamento precoce
  • per facilitare la riparazione dei tessuti
  • per stimolare la produzione di particolari enzimi

funghi

Funghi medicinali: quasi per ogni disturbo è nato un fungo!

Né piante né animali, ma esseri viventi peculiari, da poco inseriti in un regno a parte denominato appunto regno dei funghi. Organismi che, si è scoperto, svolgono un ruolo essenziale nell’equilibrio dell’ambiente ma anche per la salute dell’uomo. I funghi esercitano infatti un’azione rigenerativa, sia per l’ecosistema che per l’organismo umano.

Reishi
Il Reishi, noto anche con il suo nome scientifico, Ganoderma lucidum, è un fungo saprofita della quercia e del castagno. È uno dei funghi orientali più̀ noti ed apprezzati. È conosciuto anche come “fungo della vita eterna”. Ha la proprietà di rinforzare le difese dell’organismo, inoltre i suoi polisaccaridi hanno un’azione immunomodulatoria, per questo ha la capacità di migliorare la funzione immune. È un fungo adattogeno, ha proprietà antiossidanti, rilassanti, e come detto è un ottimi supporto per il sistema immunitario. Inoltre il Reishi esplica un’azione antinfiammatoria e può essere utile anche nel trattamento delle problematiche allergiche.

Cordyceps
Anche questo fungo,il Cordyceps sinensis, è un adattogeno. Ha la proprietà di aiutare il corpo a sfruttare meglio l’ossigeno. Per questo motivo può essere consigliato per migliorare la resistenza fisica e per i periodi di convalescenza da malattia.
Inoltre, Cordyceps è un ottimo supporto per il trattamento di tutti i tipi di debolezza, rafforza il sistema immunitario ed ha un’azione anti-invecchiamento.
Recenti studi hanno anche riconosciuto al Cordyceps proprietà stimolanti del sistema immunitario e proprietà̀ antibatteriche e antivirali.

Maitake
Il Maitake, o Grifola frondosa, ha proprietà toniche adattogene, con la capacità di ristabilire l’armonia dell’organismo dopo uno stress fisico e mentale. Inoltre, in Giappone viene assunto come integratore alimentare per rinforzare le difese immunitarie. Ne beneficiano particolarmente le persone debilitate e che si ammalano frequentemente. Il Maitake è anche chiamato “Re dei funghi” grazie ad una miscela di betaglucani, conosciuti come Frazione-D e MD, in grado di stimolare in modo significativo il sistema immunitario, inibendo anche la crescita tumorale.
Al Maitake è, inoltre, riconosciuta la capacità di ridurre i principali fattori di rischio della sindrome metabolica: glicemia e trigliceridi elevati, valori bassi colesterolo “buono” (HDL), ipertensione, obesità a mela, alti valori di acidi urici.

Shiitake
Lo Shiitake o Lentinus edodes, è forse uno dei più noti funghi medicinali, molto utilizzato ed apprezzato anche nella cucina macrobiotica. Sui tratta infatti di un fungo nutriente con molte proprietà nutrizionali, che svolge azione tonificante, antiage dell’intero organismo. Alcuni studi scientifici hanno verificato un’azione preventiva nei confronti di alcuni tumori

Agaricus (ABM)
Il fungo Agaricus blazei murill è originario del Brasile ed è molto utilizzato anche in oriente nell’ambito delle terapie naturali. Svolge funzione immunostimolante. Inoltre, ha proprietà antiossidanti ed è un coadiuvante del fisiologico metabolismo dei carboidrati. Migliora le naturali difese dell’organismo.

Coriolus
Coriolus versicolor ha un effetto di potenziamento del sistema immunitario (aumenta le difese cellulari di 1° livello (Th1), che sono la linea difensiva più importante contro i batteri, composto da globuli bianchi, linfociti naturali killer, macrofagi; aumenta le difese anticorpali, di 2° livello (Th2), la linea difensiva che interviene, per potenziare l’azione immunitaria in generale o quando serve l’intervento degli anticorpi). Stimola le difese dell’ospite soprattutto nei confronti di malattie virali. Questo fungo è un componente fondamentale dell’armamentario della medicina tradizionale asiatica. Negli anni 80 il governo Giapponese ha approvato l’uso di estratti di questo fungo (PSK e PSP) come supporto al trattamento di varie forme tumorali.

Hericium erinaceus
L’Hericium è un fungo raro considerato una prelibatezza anche se un pò coriaceo, si sviluppa preferibilmente su alberi di quercia ancora vivi oppure faggio, noce, platano e altre latifoglie. È un fungo parassita, il corpo fruttifero somiglia al corpo di una scimmia per cui in Asia è chiamato testa di Scimmia. Contiene potassio, zinco, ferro, germanio, selenio e fosforo. Ricco di amminoacidi essenziali e contiene ß-glucani e vari polisaccaridi. Utilizzato storicamente nella medicina tradizionale cinese (MTC) per migliorare la digestione e le intolleranze alimentari.

Polyporus umbellatus
Fungo commestibile che cresce in Europa e in Asia su terreni boschivi costituiti da querce e faggi, in ammassi anche di oltre 20 kg, di colore marrone chiaro. In Medicina Tradizionale Cinese il Polyporus è molto utilizzato come diuretico naturale e tali sue proprietà sono state confermate dalla ricerca medica moderna. n particolare stimola l’escrezione urinaria di sodio e cloro senza però perdita di potassio, grazie alla sua funzione drenante migliora la stasi linfatica ed aumenta l’eliminazione dei liquidi attraverso le urine.

Coprinus
Fungo commestibile comune in tutto il mondo che cresce a gruppi in prati o luoghi insoliti come il verde urbano e con l’invecchiamento assume un colore bluastro ed è per questo comunemente chiamato Fungo dell’Inchiostro. Molto interessante dal punto di vista benefico perché contenente vit.C, D, B (soprattutto Niacina), E, minerali, potassio (in grande quantità), calcio, vanadio, ferro, rame, zinco, molte proteine e 20 amminoacidi tra cui 8 essenziali. Grazie al contenuto di vanadio il Coprinus è un fungo che in MTC è usato prevalentemente come supporto ipoglicemizzante.

Auricularia
Comune fungo commestibile sessile, con brevissimo gambo a forma di orecchio, di colore rosso-brunasco scuro, cresce su vecchi alberi morti o su parti morte di alberi vivi. In Oriente viene spesso aggiunto ai vari piatti, non tanto per il sapore ma per la credenza tradizionale che migliori respirazione, circolazione ed in generale il benessere. Oltre a molte vitamine e polipeptidi, il fungo contiene importanti minerali, quali: potassio, calcio, magnesio, rame e silicio.

Pleurotus ostreatus
Si tratta di un fungo commestibile dalla carne bianca, incorporato in un corpo bianco, grigio o marrone, senza piedi e con una forma che ricorda un ostrica e può raggiungere i 25 cm di diametro. La sua carne è molto apprezzata sia per il suo gusto sia per la sua fragranza, in Occidente come in Oriente . Nutrizionalmente, oltre al suo contenuto proteico, si evidenzia per la relativa abbondanza di vitamine del gruppo B, vitamina D e zinco. Ampiamente impiegato in Cina come rilassante muscolare e soprattutto contro contratture e tendiniti. È anche usato per il mal di schiena e dolori muscolari in generale.

Chaga
Il chaga e’ un fungo terapeutico conosciuto e utilizzato dai popoli siberiani da tempi remoti. Il termine (traslitterazione dal cirillico caga – in occidente piu’ diffuso come chaga) deriva dalla lingua dei Komi-Permiacchi, una minoranza etnica che si era insediata in Siberia nella valle del fiume Kama, ad ovest degli Urali. In lingua Komi con il termine tšak venivano un tempo designati tutti o funghi legnosi e spugnosi che crescono sugli alberi. Oggi invece con il nome “chaga” si intende solo una specie di questi funghi, piu’ precisamente l‘inonotus obliquus, famoso in tutta la Russia e ora anche al di la’ dei suoi confini grazie alle sue proprieta’ terapeutiche e nella fattispecie antitumorali.
Il chaga si riproduce tramite spore, che germinano infiltrandosi nelle zone danneggiate della corteccia di alberi vivi e formano col tempo un’escrescenza legnosa. Ama il clima freddo e nella maggiorparte dei casi cresce sul tronco delle betulle per questo viene comunemente chiamato “fungo nero di betulla”.

I funghi medicinali sono catalizzatori di tossine ed anticrittogamici. Perció i funghi di bosco o funghi che crescono spontanei sul territorio non possono essere utilizzati come terapici perché sono giá caricati con tossine dal fondo dove crescono e dall´inquinamento.

Nella scelta di prodotti micoterapici, i funghi medicinali e per un’alimentazione sicura è necessario porre al venditore domande in merito ai punti qui di seguito:
• I funghi sono certificati di produzione biologica?
• Dove si trova la coltivazione?
• Dov’è lavorato il prodotto?
• Ci sono informazioni sui metodi di essiccazione?
• Ci sono informazioni sulla lavorazione?
Controllate sempre la provenienza dei funghi terapici.

Per maggiori informazioni visita anche la pagina MICOTERAPIA o QUI

Long Life

Il Long Life contribuisce a migliorare in maniera significativa la longevità del corpo, a  rigenerare gli organi e ripara il DNA e RNA danneggiati, migliorando la salute e la progressione all’evoluzione del nostro organismo in maniera naturale e sicura, con la miglior forma Colloidale Atomica attualmente sul mercato. Nessun accumulo nei tessuti massima penetrazione ed espulsione fisiologia (non carica i Reni). Le persone che hanno provato questo prodotto sono rimaste estasiate dai molteplici benefici avuti. Oro Rame e Argento sono le basi della Medicina Naturale Cinese di 5000 anni fa e ha un ruolo di primaria importanza nella Medicina Naturale Ayurvedica Indiana. Il prodotto si presenta in flaconi da 50 ml con gradazioni da 500 ppm,1000 ppm, 2000 ppm. Ottimo nel trattamento di Artriti, Artrosi, Artrite reumatoide, etc.

L’argento è efficace contro oltre 700 patologie, privo di effetti collaterali è un ottimo rimedio naturale, Anti radicali liberi, antibiotico naturale, antifungino, antinfiammatorio, antiparassitario, decongestionante delle mucose, antiossidante.

L’Oro migliora la capacità di apprendimento, rendendola più veloce; migliora notevolmente l’autostima, la vista, migliora l’energia, l’attenzione, la capacità di concentrazione e di meditazione, la stabilità emotiva, aumenta la libido, riduce lo stress e l’ansietà, riduce, fino ad eliminarla, la depressione, riduce il dolore causato da artrite, riduce il senso di stanchezza, migliora la coordinazione cervello-mano-occhio con migliori risultati in campo sportivo.

Il Rame viene usato per curare: calvizie, bruciature, artriti, parassiti, infezioni virali e batteriche, può uccidere oltre 600 microbi, viene usato per stabilizzare il flusso sanguigno nel corpo, aumenta le funzioni circolatorie, viene usato per pulire e disinfettare le ferite, stimola i processi metabolici. Viene usato per disturbi legati alla denutrizione e alla cattiva circolazione. È considerato un giusto rimedio per disturbi renali spasmodici e crampi formi.

A chi è consigliato?

Essendo un mix di prodotti è consigliato a tutti per riportare l’organismo ad uno stato di equilibrio psicofisico generale. Nello specifico è adatto a coloro che soffrono una condizione di privazione energetica, poca vitalità, spossatezza, scarsa memoria, senso di rinuncia, difficoltà a concentrarsi e vivere il momento presente. Per chi soffre di insonnia, irrequietezza, agitazione, ansia generalizzata o ha subito un trauma da cui non riesce a riprendersi. Il Long Life dona quella spinta necessaria a riprendere in mano la propria vita incrementando energia e vitalità.

Dopo 15 anni di ricerca e studi proponiamo il prodotto più performante in commercio che si differenzia da tutti gli altri per la miglior forma colloidale realizzata con particelle della dimensione di un Atomo.