Una selezione di solari naturali e prodotti dedicati alla protezione e al benessere della pelle durante l’esposizione al sole.

Esporsi al sole apporta numerosi benefici: stimola la sintesi della vitamina D, contribuisce al buonumore e favorisce il benessere generale. Tuttavia, un’esposizione non adeguatamente gestita può accelerare il photoaging, ovvero il processo di invecchiamento cutaneo indotto dai raggi UV, con conseguenze visibili come rughe più marcate, perdita di elasticità, comparsa di macchie e capillari evidenti.

Per questo motivo, la protezione della pelle non dovrebbe limitarsi all’applicazione di una crema solare, ma iniziare anche dall’interno.

Il sole: un alleato da vivere con consapevolezza

Le radiazioni ultraviolette sono in grado di indurre stress ossidativo e di favorire la degradazione delle fibre di collagene ed elastina, elementi fondamentali per mantenere la struttura e la tonicità della pelle. Inoltre, l’esposizione intensa e prolungata può contribuire al danneggiamento del DNA cellulare e alterare i naturali processi di pigmentazione cutanea.

Adottare una dieta ricca di frutta e verdura colorata rappresenta un primo passo importante. Alimenti come carote, albicocche, melone e peperoni apportano betacarotene, un precursore della vitamina A che contribuisce al mantenimento della pelle e favorisce un colorito più uniforme.

Tuttavia, soprattutto in presenza di pelle chiara, sensibile o particolarmente reattiva al sole, il solo supporto alimentare potrebbe non essere sufficiente.

Polypodium leucotomos: il supporto dall’interno

Negli ultimi anni, il mondo della dermocosmesi e della nutrizione funzionale ha rivolto crescente attenzione al Polypodium leucotomos, una felce tropicale originaria dell’America Centrale e Meridionale. Questo estratto vegetale si distingue per il suo elevato contenuto di composti antiossidanti e per le sue interessanti proprietà cosmetiche, in particolare in ambito antiage e fotoprotettivo.

L’esposizione ai raggi solari rappresenta uno dei principali fattori responsabili dell’invecchiamento cutaneo precoce. I raggi UVA favoriscono il photoaging, mentre gli UVB sono maggiormente associati a eritemi, scottature e danni cellulari. Per questo motivo, la ricerca scientifica continua a individuare sostanze in grado di supportare la pelle dall’interno, affiancando le tradizionali protezioni solari.

Il Polypodium leucotomos contiene una preziosa combinazione di polifenoli, tra cui l’acido ferulico, oltre ad acidi idrossibenzoici e idrossicinnamici, molecole strutturalmente affini ai filtri utilizzati in cosmetica. Questi composti contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo generato dall’esposizione solare e a sostenere i naturali meccanismi di difesa della pelle.

Il ruolo nel photoaging

Quando assunto per via orale, il Polypodium leucotomos si è dimostrato particolarmente interessante per il supporto della pelle nei soggetti esposti frequentemente al sole e in quelli con maggiore fotosensibilità.

Le evidenze sperimentali suggeriscono che l’estratto possa contribuire a:

L’azione antiossidante del Polypodium leucotomos è oggi considerata uno degli aspetti più promettenti in ambito nutraceutico, soprattutto per il suo potenziale nel contrastare il photoaging, ovvero l’invecchiamento cutaneo indotto dal sole.

Cosa ci dicono gli studi

La letteratura scientifica ha prodotto risultati particolarmente interessanti. Studi condotti su cellule della pelle umana hanno evidenziato una riduzione dei danni associati all’esposizione ai raggi UV e un aumento della sintesi di nuove proteine cutanee grazie all’attività antiossidante dell’estratto.

Altri studi clinici hanno osservato che l’integrazione con Polypodium leucotomos può contribuire ad aumentare la resistenza della pelle ai raggi UV e a ridurre l’intensità dei rossori post-esposizione. In alcune ricerche, inoltre, l’associazione con altri attivi antiossidanti, come il melograno, ha mostrato un effetto positivo su idratazione ed elasticità cutanea.

Interessanti risultati emergono anche in relazione a condizioni caratterizzate da alterazioni della pigmentazione. Il Polypodium leucotomos è stato infatti studiato come supporto complementare in caso di melasma, vitiligine e iperpigmentazione post-infiammatoria, grazie alla sua capacità di modulare alcuni mediatori coinvolti nella risposta infiammatoria della pelle.

Un approccio completo alla fotoprotezione

Proteggersi dal sole con Polypodium leucotomos

La fotoprotezione moderna si basa su un approccio integrato: protezione topica, alimentazione equilibrata e supporto nutrizionale.

Accanto al Polypodium leucotomos, anche alcuni micronutrienti svolgono un ruolo importante. Il rame contribuisce alla normale pigmentazione della pelle, mentre le vitamine C ed E aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. La vitamina B2, inoltre, contribuisce al mantenimento di una pelle normale.

Per le persone con pelle particolarmente chiara, delicata o nei periodi caratterizzati da stanchezza e stress, può quindi essere utile valutare un’integrazione specifica in grado di apportare questi nutrienti in modo mirato.

Applicazioni cosmetiche e dermatologiche

L’interesse per questa felce tropicale non si limita agli integratori. Alcune formulazioni cosmetiche contenenti estratti di Polypodium leucotomos sono state valutate in associazione a ingredienti come niacinamide, acido ellagico e ossido di ferro, mostrando un miglioramento dell’aspetto di pelli soggette a iperpigmentazione indotta dal sole.

Va tuttavia ricordato che il Polypodium leucotomos non sostituisce la protezione solare topica. L’utilizzo di creme con adeguato SPF rimane fondamentale per una corretta esposizione ai raggi UV e per la prevenzione dei danni cutanei.

Un supporto dall’interno per la bellezza della pelle

Inserire nella propria routine ingredienti ricchi di antiossidanti può rappresentare una scelta utile per sostenere il benessere della pelle durante tutto l’anno, in particolare nei mesi estivi.

In questo contesto, Sun Beauty Bronze Defence 60 Compresse rappresenta una soluzione pensata per accompagnare la pelle durante l’esposizione al sole. La sua formulazione comprende ingredienti selezionati, tra cui il Polypodium leucotomos, apprezzato per le sue proprietà antiossidanti e per il suo ruolo nel contrastare gli effetti del photoaging.

Associato a uno stile di vita equilibrato, a una corretta idratazione e all’utilizzo quotidiano di una protezione solare adeguata, questo integratore può inserirsi in una routine dedicata al benessere e alla bellezza della pelle, contribuendo a prepararla e sostenerla nei periodi di maggiore esposizione ai raggi UV.

Modo d’uso e precauzioni

Gli studi scientifici pubblicati sul Polypodium leucotomos hanno impiegato differenti dosaggi, generalmente compresi tra 240 e 500 mg al giorno, evidenziando un buon profilo di tollerabilità e un interessante supporto al benessere della pelle durante l’esposizione ai raggi UV. In letteratura sono riportati anche studi condotti con quantità superiori, senza che siano emersi benefici significativamente maggiori.

Sulla base delle evidenze attualmente disponibili, l’estratto di Polypodium leucotomos risulta generalmente ben tollerato. Tuttavia, poiché mancano studi clinici di lunga durata, non sono ancora completamente noti gli effetti di un’assunzione protratta nel tempo.

Come per tutti gli integratori alimentari, è consigliabile attenersi alle modalità d’uso riportate in etichetta e consultare il proprio medico o farmacista in presenza di patologie, terapie farmacologiche in corso o particolari condizioni fisiologiche.

A scopo precauzionale, l’utilizzo di integratori contenenti Polypodium leucotomos è generalmente sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento, salvo diversa indicazione del medico.

È inoltre importante ricordare che gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata né uno stile di vita sano e che il Polypodium leucotomos non rappresenta un’alternativa alla protezione solare topica, ma un possibile complemento all’interno di una strategia di fotoprotezione completa.

Fonti

  1. Cosmetic Technology – CEC Editore, n. 1, gennaio-febbraio 2024.
  2. NCBI – Polypodium leucotomos e fotoprotezione.
  3. Studi clinici e revisioni scientifiche sul ruolo del Polypodium leucotomos nel photoaging, nella fotoprotezione e nelle alterazioni della pigmentazione cutanea.

Bibliografia

  1. Cosmetic Technology – CEC Editore, n. 1, gennaio-febbraio 2024.
  2. González S., Gilaberte Y., Philips N., Juarranz A. Current Trends in Photoprotection – Polypodium leucotomos as an Oral Photoprotective Agent.
  3. Middelkamp-Hup M.A. et al. Oral Polypodium leucotomos Extract Decreases Ultraviolet-Induced Damage of Human Skin. Journal of the American Academy of Dermatology.
  4. Nestor M.S. et al. Safety and Efficacy of Oral Polypodium leucotomos Extract in Healthy Adult Subjects. Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology.
  5. Polypodium leucotomos and Skin Photoprotection: A Comprehensive Review. PubMed Central (NCBI).

 

 

Ce lo dicono da anni: il raggi del sole sono nocivi per la pelle. Prendere la tintarella, al mare o in montagna, comporta una serie di rischi come l’eritema solare, e, in casi più gravi, il tumore cutaneo. 

La formazione di un melanoma dipende in particolar modo dal numero di scottature, soprattutto quelle prese durante l’infanzia e l’adolescenza, e non quindi dalla quantità di raggi ultravioletti che assorbe la pelle. La pelle mantiene una traccia delle scottature nel tempo, perché queste apportano dei danni permanenti alla pelle.

Ci sono diversi tipi di raggi nel sole: i raggi visibili (la luce vera e propria), i raggi ultravioletti (UV) e i raggi infrarossi (IR) che portano calore.

Gli UV-A (il 99% degli UV che arriva sulla terra) sono i meno dannosi, ma penetrano comunque negli strati inferiori della pelle e possono renderla meno tonica.
Gli UV-B arrivano in quantità notevolmente minore ma sono più aggressivi, e favoriscono la comparsa di melanomi.
Gli UV-C, sono meno conosciuti, e la loro incidenza sul nostro pianeta è schermata dallo strato di ozono che protegge l’atmosfera. È facile intuire che, dal momento che lo strato di ozono si è assotigliato, anche questi raggi sono diventati una minaccia, perché ancora più potenti degli UV-B.

I raggi infrarossi, impiegati con successo in molti trattamenti medici, non sono nocivi, ma sono responsabili della comparsa delle rughe.

Il 21 maggio 2007 il Ministero della Salute ha reso note, tramite l’agenzia di stampa ADN Kronos le regole fondamentali per limitare i danni provocati dai raggi solari:
1. Un’esposizione eccessiva al sole costituisce un grave rischio per la salute. E’ importante conoscere ed evitare i danni che il sole può provocare. Nessun prodotto filtra tutti i raggi UV (raggi ultravioletti, N.d.R.), ma l’uso di solari appropriati protegge dai rischi del cancro della pelle, evita arrossamenti ed eritemi e previene il foto invecchiamento.

2. E’ importante scegliere e confrontare i solari in base al tipo di pelle (fototipo), di esposizione e luogo (neve, mare, piscina, sabbia, ecc.). Utilizzare prodotti che offrono una protezione sufficiente, chiedendo consiglio, in caso di dubbio, al medico o al farmacista. Porre maggiore attenzione alle radiazioni solari quando si è vicini ad acqua, neve o sabbia.

3. Non esporsi al sole troppo a lungo anche se si utilizza un prodotto per la protezione solare UV-A+UV-B. Nessun prodotto protegge totalmente.

4. Evitare comunque le ore più calde (11.00-15.00) e sostare in un luogo ombreggiato fra le 11.00 e le 13.00, ricordando però che alberi, ombrelloni e tettoie non proteggono completamente dalle radiazioni solari. Controllate l’indice di UV quotidianamente, anche attraverso le pagine delle previsioni del tempo sui giornali: più alto è l’indice, più importante è proteggersi.

5. Cercate di non scottarvi mai. Soprattutto quando il sole è al suo picco è consigliabile indossare una t-shirt, un cappello a falda larga e gli occhiali da sole.

6. Ricordatevi di avere una particolare attenzione per i bambini. Tenere i neonati e i bambini piccoli lontani dalla luce diretta del sole. Proteggeteli sempre utilizzando maglietta e cappello e tenendoli sotto l’ombrellone nelle ore più calde.

7. Applicare il prodotto per la protezione solare prima di ogni esposizione al sole. Il fatto di essere già abbronzati non costituisce una protezione sufficiente.

8. Applicare correttamente una dose sufficiente di crema e rinnovare l’applicazione, specialmente dopo il bagno o essersi asciugati o se si è sudato molto. Non dimenticare di applicare il prodotto solare su tutte le parti del corpo esposte al sole. Per essere efficaci i solari devono essere applicati correttamente e in quantità adeguata (normalmente 35 grammi di solare per tutto il corpo, ossia circa sei cucchiaini da te di prodotto).

9. Proteggete la pelle anche durante il bagno in mare o in piscina perché i raggi ultravioletti agiscono anche quando siete in acqua.

10. Utilizzare prodotti che proteggono sia dai raggi UVA che UVB. Usare prodotti solari che offrono almeno una protezione “media”, ossia un SPF (Fattore di protezione solare) di 15, 20 o 25.Al sole con prudenzaPrepararsi all’abbronzatura 
Così come esistono diversi tipi di pelle (normale, secca, grassa e mista), la cute può avere reazioni diverse ai raggi del sole, a seconda del fototipo.
Il fototipo è una questione di genetica, e dipende dalla quantità e dalla qualità di melanina dal colore della pelle (chiara/scura), il colore dei capelli, dalla reazione al sole e dall’abbronzatura che si ottiene.

Esistono sei fototipi: 
Fototipo I. Carnagione molto chiara, generalmente con efelidi, capelli biondi o rossi, occhi chiari. È il tipo di pelle più sensibile, quella che reagisce maggiormente ai raggi ultravioletti e che corre più rischi di eritemi e danni permanenti. Per i soggetti con questo tipo di pelle è difficile abbronzarsi.
Fototipo II. Carnagione chiara, spesso con efelidi, capelli biondo scuro o castano chiaro, occhi chiari. È un tipo di pelle delicato, predisposto alla scottatura. L’abbronzatura è lieve, di colore dorato.
Fototipo III. Il fototipo più comune, carnagione bruno-chiara, capelli castani, occhi chiari o scuri. I colpi di sole possono causare scottature a questo tipo di pelle. La pelle si abbronza in modo omogeneo.
Fototipo IV. Carnagione olivastra o scura, capelli castano scuro o neri, occhi scuri. È una pelle poco sensibile ai colpi di sole, e l’abbronzatura risulta intensa.
Fototipo V. Carnagione bruno-olivastra, capelli neri, occhi scuri. Questa pelle non reagisce al sole e l’esposizione ai raggi solari lascia un’abbronzatura molto intensa.
Fototipo VI. Carnagione e capelli neri, occhi scuri. L’esposizione al sole non causa eritemi e non varia il colore di questo tipo di pelle.

Per affrontare al meglio il primo sole, le parole d’ordine sono tre: esfoliare, idratare e stimolare la pelle dall’interno, aumentandone le difese.

Prima di tutto occorre un buon esfoliante, due volte alla settimana, che libera l’epidermide da impurità e cellule morte, rendendola più ricettiva nei confronti dei trattamenti successivi e dei raggi solari; il trattamento va ripetuto prima dell’estate: una pelle ben esfoliata, infatti, garantisce colorito luminoso e un’abbronzatura uniforme e duratura. Ma non solo. Una pelle ben idratata si abbronza più in fretta: perciò, dopo il bagno o la doccia, è necessario stendere una crema – idratante, per chi ha la pelle normale, nutriente, per pelli secche – , che aiuta anche a combattere l’inaridimento e la desquamazione, mantenendo la cute morbida e luminosa. Infine, una settimana prima di esporsi al sole, si possono utilizzare prodotti acceleratori dell’abbronzatura che stimolano dall’interno le cellule produttrici di melanina, il pigmento cutaneo che difende la pelle schermando le radiazioni ed è responsabile della tintarella.

Un’alimentazione corretta è il modo più semplice ed efficace per rafforzare l’epidermide e prepararla ad affrontare gli strapazzi dell’abbronzatura. E in questo senso alcuni cibi sono più indicati di altri. I migliori sono quelli ad alto contenuto di vitamine A, C ed E, che hanno proprietà antiossidanti e contrastano l’azione nociva dei radicali liberi. Ottimi cereali, kiwi, agrumi, finocchi, verdure a foglia larga e oli vegetali, questi ultimi ricchi anche di acido linoleico che aiuta a mantenere integro il manto idrolipidico cutaneo.

E per accelerare la tintarella, non far mancare in tavola alimenti ricchi di beta-carotene, il precursore della vitamina A che regola la produzione di melanina, ma serve anche a mantenere la funzionalità dell’epidermide e a riparare le cellule danneggiate. Lo si trova in quantità nel burro, nel tuorlo d’uovo e in tutta la frutta e i vegetali di colore giallo, arancio, rosso e verde scuro, per esempio albicocche, meloni, carote, peperoni e broccoli. Fondamentale anche bere molto: almeno due litri di acqua al giorno, per purificarsi e smaltire le tossine, ma anche per combattere l’azione dei raggi UVA, che disidratano la pelle in profondità.

Per chi non ama frutta e verdura e per potenziare gli effetti benefici della dieta possono essere di grande aiuto integratori specifici, a base di beta-carotene e vitamine antiossidanti. Sono prodotti dietetici (in capsule o in bustine) o per uso topico che favoriscono ulteriormente l’abbronzatura e riducono il rischio di eritemi e scottature prevenendo l’invecchiamento cutaneo. In genere vanno presi un mese prima dell’esposizione al sole, continuando per le 2-4 settimane successive, e sono indicati per chiunque, ma particolarmente utili per chi si scotta facilmente e ha la pelle molto delicata, proprio perché aiutano a rinforzarne le difese.

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