L’uso del Noni è particolarmente indicato per sostenere momenti particolarmente faticosi associati allo stress, migliorare la concentrazione e il tono dell’umore.

Il noni fa parte dei superfrutti. Si tratta di una pianta esotica, la Morinda citrifolia L. (Famiglia: Rubiaceae), anche nota come gelso indiano. È un piccolo albero sempreverde, ampiamente diffuso in tutto il Pacifico, e rappresenta una delle più importanti piante medicinali tradizionali polinesiane. La sua popolarità è dovuta al frutto dal quale si ottiene per spremitura un succo, a cui vengono ascritte numerose proprietà (1). Inoltre, nelle preparazioni della medicina tradizionale polinesiana, sono impiegati anche foglie, fiori, corteccia e radici (1).

Il Noni viene impiegato da diversi secoli per scopi alimentari. Le parti principalmente utilizzate in ambito culinario sono i frutti maturi (crudi e cotti), le foglie ed i semi arrostiti.

Cenni storici

Tradizionalmente nelle culture hawaiane e polinesiane la pianta era considerata sacra e veniva venerata perché fonte di vita. I guaritori indigeni kahuna, che utilizzavano erbe e piante autoctone, la chiamavano “albero della vita”, “pianta che uccide il dolore” e anche “albero del mal di testa”. Tutte le parti del Noni (corteccia, radici, foglie, fiori e frutti) sono state utilizzate in erboristeria per le loro proprietà medicinali.

La pianta del Noni è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute. Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la “pianta sacra“.

Tradizionalmente i guaritori indigeni della Polinesia preparavano un succo utilizzando i frutti maturi che venivano lasciati fermentare al sole per lunghi periodi. Ancora oggi le aziende che hanno avviato il business internazionale attorno al fenomeno Noni seguono l’antico e tradizionale metodo di fermentazione.

La Morinda Citrifolia, conosciuta nelle Isole del Sud Pacifico come Nonu e Nono, viene comunemente riferito come Noni. Il Nonu reca giovamento per la prevenzione e per l’autotutela del proprio benessere da un’ampia gamma di problemi riguardanti la salute.

I vantaggi diffusi del Nonu sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Nonu. La pianta del Nonu è stata usata per più di 1.500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute.

Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole, la “madre” di tutte le piante curative è il Nonu, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Nonu cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.

Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciavano la salute. Il Nonu viene considerata la “pianta sacra”. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici, il Nonu ha prodotto risultati incredibili. Il Nonu contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Nonu contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica.

PERCHÉ FUNZIONA TANTO BENE IL NONU?

Grazie al favorevole effetto sinergico di tutti questi potenti ingredienti naturali che lavorano insieme tra loro come una squadra od orchestra perfetta ed in armonia. Alcuni affermano che contiene l’alcaloide xeronina e il suo enzima necessario che è la proxeronase. Nessuno sa esattamente perché il Nonu offre tantissimi benefici in materia di salute. Il punto focale da ricordare è che il Nonu funziona. Ugualmente importante è l’approfondita ricerca scientifica che conferma l’efficacia e la sicurezza del Nonu.

I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi alla digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicrania), infezioni varie, problemi mestruali, ferite, malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e malesseri.

L’albero del Nonu cresce dai 3 ai 6 metri in altezza. Le lucenti foglie venate sono verde scuro e ricche di clorofilla. I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all’aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni.

I molteplici usi medicinali del Nonu divennero parte del folklore in quanto gli indigeni alludevano al Nonu come “l’albero della cefalea” e “l’albero antidolorifico”. I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell’utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1.500 anni. Il Nonu era identificato e riconosciuto come “l’erba sacra” per il corpo rigenerante.

Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione. Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche insieme ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo. Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio e preparazione, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al “medico” il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi (kahuna la’au lapa’au), chirurghi, ostetrici e massoterapisti.

Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed “… erano esperti altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi fisica e della farmacologia”, secondo una relazione pubblicata nella Hawaii Medical Journal.

Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Nonu. La Dottoressa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava “… usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie”.

Il Nonu fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna.

Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Sono stati trascorse ore interminabili di sperimentazione alla University di Hawaii negli Stati Uniti. La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze.

Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle proprietà antibatteriche contro M. Pirogeno, Ps. Aeruginosa e perfino il letale E. Coli.

Da quel momento la ricchezza d’informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Nonu è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni.

Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche (antidolorifiche) del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica (56(1990)430 4) ha reso manifesto che il Nonu reca tanto giovamento per i dolori.

La rivista Cancer Letter (73 (2-3) 1993, 161 6), aveva reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone avevano rivendicato l’isolamento di un nuovo composto antrachinone da parte della Morinda Citrifolia chiamato damnacantale che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Nonu ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane.

Ricerche significative sugli usi medicinali del Nonu sono state presentate durante l’ottantatreesimo, l’ottantaquattresimo e l’ottantacinquesimo convegno annuale della American Association for Cancer Research.

Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all’ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel “Proceeding of the American Association for Cancer Research” era la seguente: “L’Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi”. In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9/12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Nonu vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest’indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Nonu si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Nonu.

Detto semplicemente, il Nonu può inibire la crescita tumorale.

I costituenti più importanti del Noni sono:

  • VITAMINE E MINERALI: il Noni è ricco di vitamina A e C, fondamentali per il nostro corpo, in quanto sono entrambe coinvolte in numerose attività biochimiche. In particolare, il succo è una buona fonte di vitamina C (o acido ascorbico), importante per il sistema immunitario e per l’azione antiossidante. Inoltre, il frutto di Noni contiene minerali come magnesio, ferro, potassio, selenio, zinco, calcio, sodio, rame e zolfo.
  • PROXERONINA E XERONINA: la proxeronina è un alcaloide e rappresenta un precursore della xeronina. Quest’ultima sostanza è implicata in un gran numero di processi biochimici e sembra prendere parte al metabolismo delle proteine. Inoltre, favorisce l’assorbimento a livello intestinale di minerali, aminoacidi e vitamine, assunti con l’alimentazione.
  • CUMARINE: sono sostanze naturali con funzioni anticoaugulanti, flebotoniche, antispasmodiche ed antibatteriche. La scopoletina è tra le principali cumarine presenti. Questa ha dimostrato di possedere un’attività epatoprotettiva ed un effetto adattogeno. La scopoletina protegge il sistema cardiocircolatorio, normalizza la pressione sanguigna, esercita un’azione antinfiammatoria ed antistaminica.
  • TERPENI E TERPENOIDI: i terpeni svolgono un’azione antiossidante contrastando i radicali liberi. Nel Noni sono presenti: l’eugenolo (antisettico e anestetico), il beta-carotene (precursore della vitamina A) e l’acido ursolico. I terpenoidi sono composti correlati ai terpeni e possiedono importanti proprietà antiossidanti.
  • POLISACCARIDI (ACIDO GLUCURONICO, ARABINOSIO, GALATTOSIO): sono polimeri costituiti da monosaccaridi che possono agire come immunostimolanti.
  • SEROTONINA: è un neurotrasmettitore che svolge a livello del sistema nervoso centrale un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del ritmo sonno-veglia, dello stimolo della fame e della termoregolazione. La serotonina influenza la percezione del dolore e stimola la biosintesi della melatonina. Infine, l’effetto sinergico di scopoletina, serotonina e xeronina è in grado di stabilizzare anche i valori della glicemia.
  • DAMNACANTALE: è un alcaloide che incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi e sembra avere un’azione inibitrice su alcune cellule pre-cancerogene.
  • ALTRE IMPORTANTI SOSTANZE FITOCHIMICHE CONTENUTE NEL NONI SONO: antiossidanti, acido deacetilasperulosidico, niacina (vitamina B3), caroteni, acido linoleico, acido caprilico e caproico, antrachinoni, flavonglicosidi, alcaloidi, beta-sitosterolo, flavonoidi, catechina, aminoacidi, proteine, carboidrati, fibre, fruttosio.

Tutti questi elementi aiutano a migliorare e potenziare le prestazioni del nostro sistema immunitario ed inoltre c’è da considerare che conferiscono molte altre proprietà come ad esempio di tipo analgesico, sedativo e antinfiammatorio.

Gli studi indicano che il Nonu è utile per una miriade di condizioni:

  • Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.
  • Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate. Poiché il Nonu sembra operare a livello cellulare di base, è utile per una grande varietà di condizioni.
  • Elimina e lotta contro molti tipi di batteri, come E. Coli.Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario. (Le cellule T svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).
  • Inibisce la crescita dei tumori cancerosi. Il damnacanthale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa.
  • Genera proprietà adattogeniche.
  • Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.

Tutti possono avere benefici da questo frutto, che nelle isole del Pacifico viene utilizzato da secoli:

  • i bambini per crescere bene,
  • gli adolescenti per attenuare i problemi di una pelle sempre in eruzione e gli incontenibili sbalzi d’umore,
  • gli sportivi per avere prestazioni migliori,
  • la business class per eliminare lo stress,
  • le donne per essere piú vitali più toniche e più belle,
  • gli anziani per combattere tutti quei fenomeni tipici dell’invecchiamento.

NONI ED IL DOLORE

Il frutto del Nonu è stato adoperato per lungo tempo in modo efficace e sicuro per alleviare il dolore. Ricordate, due nomi tradizionali del Nonu erano “l’albero antidolorifico” e “l’albero della cefalea”.

In aggiunta alle migliaia e migliaia d’anni di uomini che usano con successo il Nonu per i dolori, la ricerca scientifica documenta gli effetti benefici del Nonu sul dolore. Nel 1990, i ricercatori hanno scoperto che “la somministrazione dell’estratto di Morinda Citrifolia mostrava una significativa attività analgesica centrale nei topi relativa al dosaggio (generalmente, più ne prendi, più forte gli effetti S.S.)”.

Un analgesico è una sostanza che riduce o elimina il dolore. I ricercatori proseguirono a sostenere che l’estratto di Nonu “non mostra alcun effetto tossico”. La Morinda Citrifolia cura dolori cronici intollerabili come le cefalee debilitanti, i dolori neuro-muscolari e delle articolazioni. In alcuni casi i risultati sono sorprendentemente veloci.

E’ importante ricordare che il Nonu agisce bene come ottimo analgesico e antinfiammatorio. Il Nonu contiene due dei migliori antiossidanti – la vitamina C ed il selenio oltre alle altre sostanze che agiscono contro i radicali liberi irritanti ed infiammatori nel corpo, riducono l’infiammazione e diminuiscono il dolore notevolmente.

Mitch Tate, fondatore del Center for Lifestyle Disease e di Nonu International, Inc., è riconosciuto come il “padre del Nonu moderno” ed è un educatore sulla salute. Secodo Mitch, migliaia di persone in tutto il mondo che utilizza il Nonu stanno ricevendo sollievo naturale per le loro “sfide” nel campo della salute. Il Nonu era virtualmente sconosciuto fuori dalle isole del Sud Pacifico ma tutto questo è cambiato quando Mitch e sua moglie Laura hanno trascorso una vacanza a Tahiti nell’agosto del 1994.

Mitch stesso ha sperimentato gli effetti della pianta quando si era ferito la spalla contro una scogliera corallina ed adoperò una foglia di Nonu schiacciata come “cerotto”. Incredibilmente, il dolore scomparve ed il taglio profondo si sanò velocemente senza infezione e senza lasciare cicatrice.

La tecnologia moderna ha confermato ciò che i guaritori Polinesiani sapevano da tempo. La Morinda Citrifolia è ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici co-fattori e steroli di piante. Fornisce anche composti di rafforzamento della salute come gli antiossidanti, i fitonutrienti ed i bioflavonoidi.

E’ importante far rilevare che alcuni dei costituenti attivi del Nonu sono solubili quindi tendono ad essere eliminati tramite l’urina o la sudorazione. Uno studio ha mostrato che i costituenti del frutto del Nonu raggiungono la loro massima funzione curativa due ore dopo l’ingestione ed iniziano ad indebolirsi dopo quattro ore, eppure sono ancora attivi anche dopo 12 ore. Le implicazioni di questo studio suggeriscono che per ottenere i massimi benefici è consigliabile somministrare il Nonu (succo, capsule ecc.) parecchie volte a giorno in dosaggi scaglionati o divisi piuttosto che una o due volte al giorno. Ancora più importante, per ottenere risultati ottimali è meglio somministrare il Nonu, come altri tonici o erbe, continuamente e giornalmente come è sempre stato fatto tradizionalmente. A causa del suo sapore sgradevole, sarebbe difficile assumere il Noni al naturale, ma oggi è possibile reperirlo anche sotto forma di compresse.

DANNI DA FUMO

Diversi studi di intervento in doppio cieco e controllati con placebo hanno coinvolto i fumatori di sigarette, dimostrando la sostanziale attività antiossidante del succo di noni.

Uno studio di 30 giorni, ad esempio, ha studiato 285 volontari adulti che fumavano più di 20 sigarette al giorno (16). Mentre il placebo (succhi d’uva e mirtillo con un sapore di formaggio aggiunto per imitare il sapore del noni) non ha avuto alcun effetto, il succo di noni ha dimostrato una riduzione di circa il 30% dei radicali liberi.

Due studi clinici su fumatori hanno scoperto che bere 118 ml di succo di noni al giorno per 1 mese ha ridotto i livelli di sostanze chimiche cancerogene (addotti aromatici del DNA) di circa il 45% (17 e 18).

SALUTE DEL CUORE

Gli studi sui fumatori adulti hanno dimostrato l’effetto positivo del succo di noni sui lipidi nel sangue e sulla Proteina C Reattiva ad alta sensibilità (hs-PCR), che è un marcatore ematico dell’infiammazione.

Uno studio sui fumatori ha scoperto che bere fino a 188 ml di succo di noni al giorno per 1 mese ha ridotto significativamente il colesterolo totale, l’omocisteina (-23,9%), il colesterolo cattivo LDL (-12,1-36,4%) e la proteina C-reattiva (-15,2%) (19).

Parallelamente, si è osservato un aumento del colesterolo buono HDL (da 49 a 57 mg/dL).

In un altro studio umano su non fumatori sani, il succo di noni non ha ridotto il colesterolo. Gli Autori hanno suggerito che i suoi benefici ipocolesterolemizzanti potrebbero, quindi, essere limitati alle persone con colesterolo alto .

Negli studi sull’uomo e sugli animali, il frutto e l’estratto di noni hanno anche ridotto la pressione sanguigna (20 e 21)..

DIABETE

Diversi studi in vitro hanno indicato che il frutto del noni può essere utile nel controllo della formazione di prodotti finali di glicazione avanzata (AGE) e può successivamente ridurne gli effetti avversi.

Questi AGE si formano a causa degli alti livelli glicemici che caratterizzano il diabete e sono alla base delle sue complicanze.

Il potenziale antiglicativo del succo di noni è stato ulteriormente dimostrato in uno studio di intervento in aperto di 8 settimane e in uno studio trasversale (22).

Si ritiene che gli iridoidi siano gli attivi più importanti nel determinare tale effetto.

Attenzione, comunque, ai prodotti industriali a base di succo di noni, spesso ricchi di zuccheri aggiunti. Gli studi dimostrano che le bevande dolcificate con zucchero possono aumentare il rischio di malattie metaboliche, come la steatosi epatica (fegato grasso) e il diabete di tipo 2 (23 e 24).

Bibliografia e sitografia

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  18. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19838937/
  19. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23097636/
  20. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9731690/
  21. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5490519/
  22. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26904624/
  23. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29761318/
  24. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26199070/

 

Mysa è un soffice tappetino rivestito di speciali punte che, sfruttando le innumerevoli proprietà terapeutiche dell’agopressione cutanea e della reflessologia, ti può aiutare ad alleviare: stress, tensioni muscolari a collo, spalle e schiena, problemi del sonno, problemi circolatori, spossatezza, mancanza di energia, tensioni nella zona cervicale e lombare…Molti si sdraiano per qualche minuto sul tappetino chiodato Mysa semplicemente per regalarsi piacevolissimi attimi di relax, per sciogliere tensioni mentali e fisiche, e per dedicarsi per un po’ solo a se’ stessi…

Secondo i dettami dell’ Agopressione Cutanea, le punte di materiale rigorosamente atossico ed anallergico, a contatto della schiena nuda, già dopo pochi minuti stimolerebbero il sistema nervoso ( agiscono quindi come stimolatori con azione propriocettiva, ovvero stimolante del sistema neuro-motorio) inviando impulsi a livello spinale, fino al cervello, attivando la produzione di endorfina e di ossitocina.

Le endorfine sono chiamate anche “l’ormone della felicità”, in quanto bloccano gli impulsi del dolore producendo un senso di benessere. (diminuzione di dolori muscolari, al collo, cervicale ed alle articolazioni)
L’ossitocina è invece ” l’ormone dell’amore e della serenità”, in quanto regala un diffuso senso di tranquillità, nonché leggera sonnolenza ( contro stress, spossatezza e problemi nell’ addormentarsi)

Altri effetti da molti riscontrati sono lo e stimolo della circolazione sanguigna e linfatica, con relativo maggiore rifornimento di ossigeno ai muscoli ed agli organi. (problemi circolatori, cellulite, etc.).

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Cosa accade quando ci si sdraia sul tappetino Mysa

15 minuti: L’effetto di ago-pressione cutanea delle punte sul corpo stimola il rilascio di ossitocina ed endorfina.

20 – 30 minuti: I livelli di stress nel corpo diminuiscono, il sonno viene conciliato, si sciolgono le tensioni di mente e corpo, inoltre migliora la circolazione sanguigna ed il sistema linfatico.

Oltre i 45 minuti: Effetto Analgesico: A questo punto si potrebbero iniziare a riscontrare benefici di tipo analgesico, tipici dell’acupressione. Molti avvertono già un sollievo dal dolore, il metabolismo aumenta, e già le infiammazioni potrebbero iniziare a diminuire.

Un successo semplicemente impressionante tra gli utilizzatori, solo ora si tenta di spiegare scientificamente.

Cerchiamo ora di spiegare cosa c’è dietro agli effetti benefici che migliaia di appassionati hanno riscontrato nell’utilizzo dei nostri materassini e cuscini Mysa.

Tutto e’ iniziato circa sei anni fa’, dalla “riscoperta” del tappetino per agopressione come era stato concepito decenni addietro dal Russo Ivan Kuznetzov, seguito dalla creazione di una versione “Svedese”, con nuovi materiali e nuovo design delle punte.

Ed ecco poi l’evoluzione finale, con i nuovi Tappetini chiodati Mysa, che ne ha ottimizzato i benefici tramite un esclusivo design delle punte, una scelta oculata dei materiali, nuove forme, e l’abbinamento con altre terapie naturali, per dinamizzarne i benefici, rispetto agli altri modelli ormai “fermi” alla versione del 2006.

Risultato: un successo ancora più strepitoso, che ha stimolato un enorme interesse da parte degli operatori del settore, dai medici agli esperti in terapie naturali. Diverse scuole e cliniche stanno finalmente cercando di dare una spiegazione di carattere medico / scientifico al fenomeno mondiale “Spikemat”. Dopo spiegazioni che vanno dal placebo, ad un potente “Gate Effect”, allo stimolo dei meridiani, fino ai benefici tipici della Reflessologia, ora alcune cliniche, Università autorevoli ed Importanti ricercatori ne stanno cercando di capire le cause, ed in questo periodo stanno finalmente uscendo i primi studi indipendenti e test universitari.

Bisogna comunque premettere che chi è esperto di Riflessologia, Digitopressione, Agopuntura, Agopressione, o di tutte le altre terapie alternative simili a queste, non appena vede un articolo Mysa, dimostra spesso di capirne i benefici, e poterne comprendere le potenzialità, in modo immediato, e quasi “ovvio”, nella sua semplicità

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Long Life

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Lattanza di pesce

La Lattanza di pesce ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici. Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nella fisiologia delle funzioni nervose e psichiche, dell’attenzione, della concentrazione ed in modo particolare della memoria. In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale.

 

In linea con l’azione di rivitalizzazione, volta alla restaurazione delle funzioni vitali attraverso elementi naturali che concentrano l’essenza della vita e hanno un’origine marina, presentiamo la lattanza di pesce. La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa  o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA,  oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione,  rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:

– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione,

l’attenzione, e specialmente la memoria.

– Per risolvere i disturbi del sonno.

– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.

– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.

– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile,  morbo di Alzheimer.

– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.

– Per favorire la buona costituzione ossea.

– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.

– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 

Polpa essiccata di ostriche

L’ostrea edulis è un “frutto di mare” assai noto fin dalla remota antichità, sia per la capacità  di produrre perle, sia per le proprietà salutari eccellenti che presenta. Per Omero,  la perla è una costituzione di origine divina, una sfera di luce manifestata nell’essenza del frutto abissale marino. Per le sue caratteristiche l’ostrica ha una stretta relazione con il  potere e la funzione venerea, che è generatrice di vita e di potenza.

A Roma le ostriche erano molto diffuse, i romani della fine della Repubblica, e specie quelli  dell’Impero, le consumavano frequentemente, inoltre divennero abili coltivatori e approfonditi  intenditori di tutte le varietà, giungendo a distinguere le caratteristiche delle ostriche  delle varie località marine.

Plinio, nella sua opera enciclopedica, dà ampia descrizione dei tipi di ostriche.
Secondo Plinio (H.N. XXXII, 21), la ostrea, che deriva il suo nome dal greco ostreum o ostreon,  ovvero il nicchio degli animali testacei, termine connesso a osteon, osso craniale, copertura  ossea testacea che ha relazione con il cranio, deve avere la palma della mensa, in quanto guarisce molti malanni, come ulcere, catarri, febbri, infiammazioni della pelle e eruzioni.

In generale le ostriche danno abbondanza di umore vitale, umidità e freschezza, tono generativo e renale, energia e vivacità.
Per la forma bivalve e per il mollusco simile all’organo genitale femminile venereo, secondo la scienza delle analogie e delle corrispondenze le ostriche vennero associate al potenziamento delle funzioni sessuali e generative.

Nel periodo medioevale, a causa di queste caratteristiche, non vennero particolarmente promosse, ma nel Rinascimento, con la restituzione della medicina antica, si approfondirono le ampie virtù delle ostriche, le quali venivano ancora mangiate prevalentemente cotte e in modo molto minore crude. L’esame medico approfondito portò, fra il XVI e il XVIII secolo, a promuovere l’uso delle ostriche fresche per attingere pienamente alle loro qualità nutritive e medicamentose.

Dal Settecento, grazie anche alla descrizione e alla promozione fatta da Giacomo Casanova, l’ostrica venne indicata sempre più come alimento “afrodisiaco”, ancora una volta le virtù veneree e l’azione sulle funzioni essenziali della vitalità e della generazione vengono messe in risalto.

Con lo sviluppo della scienza biochimica analitica, fra l’Ottocento e il Novecento, viene messo in luce che le ostriche hanno un altissimo contenuto di zinco, sostanza che accentua in maniera sensibile la funzionalità degli ormoni sessuali e del testosterone, perciò agisce sulla salute degli apparati riproduttivi maschili e femminili, sulla fertilità di entrambi i sessi, sulla funzionalità degli organi sessuali e del coito. Il mollusco dell’ostrica non contiene solamente lo zinco, ma è una vera e propria miniera di sostanze vitali, di proporzioni, qualità e specificità tali da costituire una vera e propria panacea per l’intero sistema organico, osseo e nervoso.

L’Hericium erinaceus è un fungo medicinale molto raro e pregiato con forma similare a una folta barba, gradevole al gusto e in possesso di notevoli proprietà benefiche per l’appartato digerente e il sistema nervoso. In Cina e Giappone è noto da diversi secoli grazie al suo impiego in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) mentre è solamente in anni molto recenti che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica.

Tra le sostanze di spicco contenute nel fungo troviamo polisaccaridi, in particolare gli α- e i β-glucani, e terpenoidi, di cui le erinacine e gli ericenoni sono i composti che hanno attirato il maggior interesse e soggette alla ricerca farmacologica. Questi diterpenoidi sono lipofili (solubili nei grassi) e sono attivi a livello nervoso, grazie alla loro capacità di attraversare la barriera ematoencefalica, e stimolare la sintesi del Fattore di Crescita Nervoso (NGF)[1], prevedendo che l’Hericium abbia potenziali effetti sulle funzioni del cervello e sul sistema nervoso autonomo.

Tra le erinacine, si sono dimostrate particolarmente attive l’erinacina A, in grado di stimolare in vitro la sintesi di NGF e di catecolamine a livello del sistema nervoso centrale in topi da laboratorio[2], e l’erinacina E, capace di agire come agonista dei recettori K per gli oppioidi[3]. Sostanze che agiscono come agonisti dei recettori K producono effetti analgesici e sono utili per il controllo della depressione, dell’ansia e dello stress[4].

Questa attività specifica è stata confermata da diverse ricerche, ma uno in particolare si è dimostrato interessante: nel 2010 è stato condotto uno studio su un gruppo di trenta femmine che sono state assegnate casualmente al gruppo a cui è stato somministrato l’Hericium erinaceus (HE) o al gruppo placebo, per una durata totale di 4 settimane. “Concentrazione”, “irritabilità”” e “ansia” tendevano ad essere inferiori nel grippo HE rispetto al gruppo placebo. Questi risultati hanno messo in evidenza come l’assunzione del fungo Hericium sia potenzialmente in grado di ridurre la depressione e l’ansia, suggerendo inoltre un meccanismo diverso dall’azione di stimolazione della sintesi di NGF da parte del fungo[5].

Fonti Bibliografiche:

  1. Hirokazu Kawagishi; Atsushi Shimada; Ryoko Shirai; Kenji Okamoto; Fumihiro Ojima; Hideki Sakamoto; Yukio Ishiguro; Shoei Furukawa (1994). “Erinacines A, B and C, strong stimulators of nerve growth factor (NGF)-synthesis, from the mycelia of Hericium erinaceum”. Tetrahedron Letters. 35 (10): 1569–1572. doi:10.1016/S0040-4039(00)76760-8.
  2. Shimboa M, Kawagishib H, Yokogoshi H. Erinacine A increases catecholamine and nerve growth factor content in the central nervous system of rats. Nutr Res. 2005;25:617–623. doi: 10.1016/j.nutres.2005.06.001.
  3. Saito T, Aoki F, Hirai H, et al. (November 1998). “Erinacine E as a kappa opioid receptor agonist and its new analogs from a basidiomycete, Hericium ramosum”. The Journal of Antibiotics. 51 (11): 983–90. PMID 9918390. doi:10.7164/antibiotics.51.983
  4. Land BB, Bruchas MR, Lemos JC, Xu M, Melief EJ, Chavkin C (January 2008). “The dysphoric component of stress is encoded by activation of the dynorphin kappa-opioid system”. The Journal of Neuroscience. 28 (2): 407–14. PMC 2612708 Freely accessible. PMID 18184783. doi:10.1523/JNEUROSCI.4458-07.2008
  5. Nagano M, Shimizu K, Kondo R, Hayashi C, Sato D, Kitagawa K, Ohnuki K. Reduction of depression and anxiety by 4 weeks Hericium erinaceus intake. Biomed Res. 2010 Aug;31(4):231-7.

 

L’Hericium erinaceus (Criniera di Leone o Yamabushitake) è un fungo che cresce su alberi molto vecchi, morenti o morti a foglia larga. È consumata come alimento in Giappone e in Cina, non presenta effetti nocivi e sono stati ampiamente documentati diversi effetti terapeutici come l’attività antiossidante[1], l’attività ipolipemizzante[2], l’attività emoagglutinante[3], l’attività antimicrobica[4] l’attività anti-cancerogena[5] e modulazione dello stress del reticolo endoplasmatico (ER)[6,7].

Le Erinacine (A-I), il principale agente attivo isolato dal micelio di coltura dell’Hericium, sono una miscela di composti diterpenoidi (appartenenti ai terpenoidi) che possiede proprietà biologiche attraverso una variegata stimolazione del fattore di crescita nervoso, il “nerve growth factor” (NGF)[8 ,9 ,10]. L’NGF è particolarmente presente a livello della corteccia frontale, dell’ippocampo, dell’ipotalamo e nel midollo spinale; la sua sintesi è regolata da molecole endogene, quali gli ormoni tiroidei, i corticosteroidi, i neuropeptidi e le citochine[11,12,13].

Nel Sistema Nervoso Centrale (SNC), il NGF esercita un’azione trofica sui neuroni colinergici[14] e lo spettro di azione di questa molecola non è limitato a specifiche classi neuronali centrali e periferiche, ma è esteso anche a cellule appartenenti al sistema immuno-emopoietico e, in situazioni fisiologiche, è sostenuto da cambiamenti neuroendocrini[15,16,17]. È importante notare che la somministrazione orale di erinacine A sembra prevenire la demenza legata all’età, aumentando il livello di NGF nel locus coeruleus e nell’ippocampo, ma non nella corteccia cerebrale, secondo quanto verificatosi in ratti di laboratorio trattati con questa miscela[18 ,19].

L’ictus è la quarta principale causa di morte e la prima di disabilità a lungo termine in tutto il mondo[20]. L’Insulto ischemico produce eccessivi radicali liberi che poi causano eccessivo stress nel reticolo endoplasmatico (ER), fenomeno che è stato collegato all’apoptosi cellulare, e questo evento, quindi, indurrebbe la morte cellulare per apoptosi nei neuroni[21]. Inoltre, la neurotossicità mediata dai radicali liberi può far si che si verifichi l’apoptosi delle cellule neuronali e questa conclusione trova conferma dal fatto che il danno ischemico è ridotta dopo l’induzione della formazione di antiossidanti endogeni[22]. Così, un ruolo fondamentale degli antiossidanti è quello di svolgere un’importante azione neuro protettiva; il danno ischemico è causato da una serie di eventi che coinvolgono lo svuotamento di energia e la morte cellulare e questi sono mediati da vari fattori intermedi, compreso un processo eccitatorio eccessivo, che provoca la formazione di radicali liberi a livello extracellulare, e uno stato infiammatorio[23].

In conclusione, l’Hericium erinaceus offre effetti neuroprotettivi dopo il danno cerebrale ischemico e ha la capacità di ridurre il danno dei radicali liberi. Tutto questo può essere messo in relazione allo stress del reticolo endoplasmatico. Inoltre, inibisce l’infiammazione riducendo l’induzione di iNOS e la produzione di nitrotirosina, un prodotto della nitrazione della tirosina mediata da specie reattive come l’anione perossinitrito e il biossido di azoto. Si è rilevato in alcune condizioni patologiche ed è considerato come marker di stress ossidativo dipendente da NO (monossido di azoto). Lo fa attraverso l’inattivazione di p38/MAPK, proteine chinasi sensibili allo stimolo da stress che sono coinvolte nella differenziazione cellulare, nell’apoptosi e nell’autofagia, e la riduzione dei livelli proteici di CHOP. Dopo tutto quanto appena detto, possiamo sostenere che l’erinacine A, estratta dal fungo Hericium, può essere un promettente agente che favorisce la neuroprotezione e quindi può ridurre il danno ischemico cerebrale.

FONTI BIBLIOGRAFICHE
1. Malinowska E., Krzyczkowski W., ?apienis G., Herold F. Improved simultaneous production of mycelial biomass anpolysaccharides by submerged culture of Hericium erinaceum: Optimization using a central composite rotatable design (CCRD) J. Ind. Microbiol. Biotechnol. 2009;36:1513–1527. doi: 10.1007/s10295-009-0640-x.
2. Yang B.K., Park J.B., Song C.H. Hypolipidemic effect of an exo-biopolymer produced from a submerged mycelial culture of Hericium erinaceus. Biosci. Biotechnol. Biochem. 2003;67:1292–1298. doi: 10.1271/bbb.67.1292.
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5. Mizuno T., Wasa T., Ito H., Suzuki C., Ukai N. Antitumor-active polysaccharides isolated from the fruiting body of Hericium erinaceum, an edible and medicinal mushroom called Yamabushitake or Houtou. Biosci. Biotechnol. Biochem. 1992;56:347–348. doi: 10.1271/bbb.56.347.
6. Nagai K., Chiba A., Nishino T., Kubota T., Kawagishi H. Dilinoleoyl-phosphatidylethanolamine from Hericium erinaceum protects against ER stress-dependent Neuro2a cell death via protein kinase C pathway. J. Nutr. Biochem. 2006;17:525–530. doi: 10.1016/j.jnutbio.2005.09.007.
7. Ueda K., Tsujimori M., Kodani S., Chiba A., Kubo M., Masuno K., Sekiya A., Nagai K., Kawagish H. An endoplasmic reticulum (ER) stress-suppressive compound and its analogues from the mushroom Hericium erinaceum. Bioorg. Med. Chem. 2008;16:9467–9470. doi: 10.1016/j.bmc.2008.09.044.
8. Kawagishi H., Shimada A., Hosokawa S., Mori H., Sakamoto H., Ishiguro Y., Sakemi S., Bordner J., Kojima N., Furukawa S. Erinacines E, F, and G, stimulators of nerve growth factor (NGF)-synthesis, from the mycelia of Hericium erinaceum. Tetrahedron Lett. 1996;37:7399–7402. doi: 10.1016/0040-4039(96)01687-5.
9. Kawagishia H., Shimadaa A., Shiraia R., Okamotob K., Ojimab F., Sakamotob H., Ishigurob Y., Furukawac S. Erinacines A, B and C, strong stimulators of nerve growth factor (NGF)-synthesis, from the mycelia of Hericium erinaceum. Tetrahedron Lett. 1994;35:1569–1572. doi: 10.1016/S0040-4039(00)76760-8.
10. Lee E.W., Shizuki K., Hosokawa S., Suzuki M., Suganuma H., Inakuma T., Li J., Ohnishi-Kameyama M., Nagata T., Furukawa S., et al. Two novel diterpenoids, erinacines H and I from the mycelia of Hericium erinaceum. Biosci. Biotechnol. Biochem. 2000;64:2402–2405. doi: 10.1271/bbb.64.2402.
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L’auricoloterapia è una disciplina terapeutica riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità volta alla cura ed al benessere attraverso la stimolazione del padiglione auricolare.  È una scienza di antichissima data. Già gli Egizi conoscevano l’utilizzazione del padiglione auricolare a scopo terapeutico. È noto oggi alla scienza medica che con l’auricoloterapia stimolando determinati punti dell’orecchio si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine.

AUTOTERAPIA BREVETTATA

I sistemi ZERODIET® e ZEROSMOKE® e MENO-STRESS® e CONCENTRA® e VIGOR® e NAUSEASTOP® si avvalgono di un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi DELL’AURICOLOTERAPIA ANTICA aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per:

Si tratta di dispositivi medici consistenti in due biomagneti che applicati all’orecchio, senza forarlo, esercitano una pressione programmata su determinati nervi neurotrasmettitori.. I biomagneti, composti di metalli nobili e ricoperti in oro, sono di forma e composizione diversa per ognuna delle terapie, così come differenti sono i punti e i tempi di applicazione. Presenti con grande successo al SANA, questi dispositivi rigorosamente Made in Italy, vengono distribuiti tramite una qualificata rete vendita e supportati da un forte impegno di marketing, con una comunicazione innovativa su diversi media e un efficiente servizio clienti.

Zerosmoke® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di sistemi validi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, ma aggiunge una tecnologia che sta dando risultati eccellenti (più dell’80%) nel trattamento della dissuefazione dal fumo.
È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio si inducono i neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produce il fumatore inalando la nicotina.
Producendo le stesse endorfine in maniera alternativa alla nicotina, il desiderio di fumare e di conseguenza la dipendenza va a diminuire fino a zero nel giro di 6-7 giorni.
I due magneti ZEROSMOKE, posizionati in una determinata zona dell’orecchio, attraendosi tra di loro esercitano una stimolante pressione programmata che attiva i neurotrasmettitori a produrre endorfine, riducendo così la voglia di fumare.
I magneti sono ricoperti in oro sia perchè quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura, sia perchè essendo un materiale nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.
Il metodo è completato dal manuale contenente le istruzioni per l’uso ed una guida per il primo mese da non fumatore sviluppata con il CENTRO ANTIFUMO EUROPEO.
Nelle indicazioni in esso contenute ci sono inoltre le linee guida preparate dall’Arizona Smokers Helpline dell’Università dell’Arizona dal Tobacco Education and Prevention Program dell’Arizona Department of Health Services. Formando così un insieme efficacissimo per chi ha deciso di smettere di fumare. Approvato come Dispositivo Medico dal DIPARTIMENTO DELLA SALUTE AMERICANO.È un Dispositivo Medico CE.

I vantaggi di Zerosmoke®
• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio, grazie alla loro proprietà si attraggono e restano in sede senza pericolo che si stacchino.
• PRATICO: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in qualsiasi momento della giornata.
• SICURO: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• EFFICACE: risultati da subito.

Una volta smesso di fumare, se capitasse a distanza di mesi o di anni di rimettere in bocca una sigaretta e avere paura di ricominciare, hai sempre i magneti a disposizione, grazie alla loro composizione (terre rare ed oro), la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
I magneti vanno usati da un minimo di 3 ore ad un massimo di 4 ore al giorno, possibilmente a casa o comunque nel periodo in cui si è più tranquilli, ad esempio la sera dopo mangiato fino a quando si va a letto.
I due magneti sono di misure differenti, quello più piccolo va posto davanti all’orecchio e quello più grande dietro.
Questa operazione va fatta per 6/7 giorni durante i quali potete continuare a fumare normalmente come da abitudine. Alla scadenza del settimo giorno ridurrete sensibilmente la vostra dipendenza dal fumo e ciò risulterà molto facile.
Continuate ad utilizzare i magneti per altri 20-25 giorni per eliminare definitivamente la dipendenza dal fumo e seguite le indicazioni fornite nel manuale allegato.
Da questo momento, quando ti verrà offerta una sigaretta potrai rispondere con soddifsazione: NO GRAZIE HO SMESSO CON ZEROSMOKE!

Zerodiet® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per perdere peso senza sforzo da parte dell’utilizzatore.

È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio, si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produciamo quando mangiamo traendone soddisfazione.
Il sistema Zerodiet si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sul trago dell’orecchio sinistro (come da immagine) con la loro programmata pressione riducono sensibilmente la fame e l’appetito.

I due magneti provocano la stimolazione di due nervi neurotrasmettitori che svolgono due attività concomitanti: la prima a livello cerebrale con la produzione di un particolare tipo di endorfine che accelerano il processo di sazietà:
la seconda a livello fisico nell’apparato digerente dando la sensazione di saturazione ed inducendo l’individuo di conseguenza a mangiare meno di quello che avrebbe mangiato se non avesse avuto questi stimoli.

I magneti ZERODIET diventano inoltre un importante coaudiuvante quando vengono usati insieme a regimi alimentari controllati o diete.
I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura, sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.

Testato e consigliato dall’I.S.I.A. Istituto superiore di Igiene Alimentare e da centri specializzati in USA e Canada. È un Dispositivo Medico CE

I vantaggi di Zerodiet®

• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio. È sufficiente metterli in maniera che non cadano, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto.
• PRATICA: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in qualsiasi momento della giornata.
• SICURA: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• VERSATILE: si può utilizzare in concomitanza ad altri prodotti o regimi alimentari atti a ridurre il peso corporeo.
• EFFICACE: risultati visibili già da subito.

I magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
I due magneti hanno forma diversa, vanno posti in quella sporgenza anteriore (trago) che copre l’ingresso del condotto uditivo: il magnete più piccolo con il foro centrale viene posizionato sulla parete esterna, mentre quello più grande va all’interno.

L’utilizzo dei magneti ZERODIET permette di mangiare dal 25 al 39% in meno di quello che si sarebbe mangiato senza il loro uso, e di conseguenza consente una perdita di peso che va dai 3,6 fino ai 5,3 Kg. Il tutto in 30 giorni senza privazioni e senza seguire alcun regime alimentare specifico.

MenoStress® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per ridurre Ansia, Stress e Insonnia.

È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio, si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produciamo quando siamo pienamente efficienti e traiamo soddisfazione da quello che stiamo facendo.
Il sistema MenoStress si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sulla parte anteriore del lobo dell’orecchio sinistro con la loro programmata pressione riducono sensibilmente lo stress, l’ansia e aiutano a prendere sonno naturalmente.

La terapia mediante pressione magnetica ha raggiunto un ruolo ben definito che recenti studi clinici e di laboratorio hanno studiato fin nei più fini meccanismi neurofisiologici.
La possibilità di intervenire sui comportamenti mediante la stimolazione di zone ben definite del padiglione auricolare è l’elemento peculiare nell’impiego di questa terapia per il trattamento della tensione nervosa.
Studi recenti hanno evidenziato che la stimolazione auricolare è capace di modificare in maniera significativamente positiva lo stato d’animo della persona dando come risultati:

1. il miglioramento del tono dell’umore
2. la diminuzione dell’ansia e dell’irritabilità 
3. il rilassamento muscolare dovuto a sovratensioni
4. l’aumento della capacità di prendere sonno quando richiesto.

I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.
È un Dispositivo Medico CE.

I vantaggi di MenoStress ®

• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio. È sufficiente metterli in maniera che non cadano, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto.
• PRATICA: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in autonomia senza l’aiuto di terzi.
• SICURA: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• VERSATILE: Si può utilizzare in concomitanza ad altri prodotti atti a raggiungere lo stesso scopo.
• EFFICACE: risultati già dalle prime applicazioni.

I magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
Posizionare i magneti 2 volte al giorno, 30 minuti al mattino dopo alzati, questo vi darà sia più carica sia più sicurezza nell’iniziare la vostra giornata e per 30 minuti la sera, dopo aver finito i vostri impegni, prima di andare a letto, questo vi darà la rilassatezza sia fisica che mentale per procedere ad un sonno riposante e ristoratore.

Come prevenzione metteteli per 30 minuti prima di un evento impegnativo (fase pressoria del magnete sul lobo) ad esempio ESAME, COLLOQUIO DI LAVORO, PRIMA DI SALIRE IN AEREO (se questo vi provoca ansia) ecc. e toglieteli prima dell’evento (fase depressoria del lobo).

La fase pressoria provocherà la riduzione dell’ansia e della tensione nervosa per affrontare l’evento e la fase depressoria darà la determinazione necessaria per portarlo a termine.

Come potete notare i magneti sono di dimensioni uguali per cui è lo stesso posizionare uno o l’altro davanti o dietro. Vanno posti in quella sporgenza inferiore (lobo) del vostro orecchio. È sufficiente metterli come si vede nel disegno perché con la loro pressione essi stimolino i neurotrasmettitori atti allo scopo, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto. Mettetevi davanti ad uno specchio (se è quello del lavabo chiudete il tappo dello stesso, eviterete che se uno dei due magneti vi cada vada a finire dentro lo scarico) e applicatevi i magneti nell’orecchio sinistro come già specificato e come indicato nel disegno. Sia se lo fate da soli sia che vi facciate aiutare assicuratevi che voi ed eventualmente il vostro partner abbiate le mani ben pulite. Una volta messi in posizione non toccateli più e non fateveli toccare da nessuno per tutto il tempo che li tenete.

CONCENTRA® MIGLIORA LA TUA CONCENTRAZIONE

CONCENTRA® è un’innovativa autoterapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccelenti nei trattamenti per l’aumento della concentrazione nello studio, nello sport e nel lavoro.
Il sistema CONCENTRA® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati come descritto più avanti con la loro programmata pressione aiutano sensibilmente ad aumentare la concentrazione.
I due magneti della terapia CONCENTRA® provocano la stimolazione di neurotrasmettitori che, agendo a livello cerebrale, favoriscono lo stato di attenzione attiva su uno specifico obiettivo.
I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.

La terapia mediante pressione magnetica ha raggiunto un ruolo ben definito che recenti studi clinici e di laboratorio hanno studiato fin nei più fini meccanismi neurofisiologici.
La possibilità di intervenire sui comportamenti mediante la stimolazione di zone ben definite del padiglione auricolare è l’elemento peculiare nell’impiego di questa terapia per il raggiungimento di uno stato di concentrazione attivo..
Studi recenti hanno evidenziato che la stimolazione auricolare è capace di modificare in maniera significativamente positiva la concentrazione della persona e danno:

1. un adeguato stimolo nel fondere azione e consapevolezza nella concentrazione prolungata sul compito o l’azione da svolgere;
2. l’aumento della capacità di focalizzare l’attenzione in un puro coinvolgimento (senza interesse per l’esito, evitando stress da prestazione);
3. dimenticanza di sé con elevata consapevolezza dell’attività che si sta svolgendo;
4. maggior chiarezza riguardo agli stimoli situazionali e alla migliore risposta da mettere in atto.

COME FUNZIONA
Posizionare i magneti nella parte alta della conca dell’orecchio appena sotto l’elice 2 volte al giorno, per circa 15 minuti alla volta nei periodi in cui la vostra concentrazione ha bisogno di essere aumentata. Per periodo si intende genericamente una settimana, ma anche per tempi fino a un mese. Periodi più lunghi rischiano di portare all’assuefazione la stimolazione auricolare con una resa sempre più bassa dell’effetto.

Come uso specifico si possono mettere per 30/40 minuti (fase pressoria del magnete) prima di un evento impegnativo. Vanno tolti poco prima di iniziare l’evento (inizio della fase depressoria del magnete). Queste due fasi (pressoria e depressoria) provocheranno, la prima, la carica del punto auricolare; la seconda, che dura circa 4 ore, la stimolazione cerebrale necessaria per aumentare considerevolmente la concentrazione. I magneti sono di dimensione e forma diverse, la base circolare piatta andrà posizionata dietro e la sfera davanti. Vanno posti nella parte alta del padiglione auricolare, appena sotto il bordo superiore (elice).

MORPHEO ®  RIPOSA BENE, VIVI MEGLIO

Il sistema MORPHEO ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sul lobo dell’orecchio sinistro, con la loro calibrata pressione e decompressione, possono aiutare ad agevolare il sonno e a renderlo riposante. 

I due biomagneti della terapia MORPHEO ® provocano la stimolazione di una serie di neurotrasmettitori che agendo a livello cerebrale possono aiutare a riequilibrare le condizioni ottimali per dormire.

VIGOR Plus ® AUTOTERAPIA CONTRO LA DISFUNZIONE ERETTILE E L’EIACULAZIONE PRECOCE

Il sistema VIGOR Plus ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale, che con la loro calibrata pressione e decompressione, possono aiutare il processo erettivo.

La stimolazione continua nel tempo con la terapia Vigor® può aiutare a modificare la capacità e la velocità dell’erezione nel maschio e a ritardare l’eiaculazione precoce, regolando i meccanismi psico-fisici della libido che si attivano prima e durante l’atto sessuale.

  • VIGOR Plus ®, applicato in un punto specifico dell’orecchio, sfrutta i principi dell’Auricoloterapia esercitando una pressione tale da intervenire su problematiche quali la mancata o debole erezione, l’impotenza e l’eiaculazione precoce.
  • VIGOR Plus ®, stimolando il padiglione auricolare, regola i meccanismi psico-fisici della libidoaiuta concretamente l’erezione e ritarda l’eiaculazione precoce.
  • VIGOR Plus ® non ha controindicazioni o effetti collaterali: il suo rivestimento in oro, infatti, lo rende ipoallergenico.
  • VIGOR Plus ® può essere usato da solo o in concomitanza con qualsiasi altro prodotto atto allo stesso scopo.
  • VIGOR Plus ® non è un prodotto medicinale e non si sostituisce al medico in caso di patologie.

FINO A 14 ORE DI DURATA!

Il dispositivo medico VIGOR Plus ® assiste uomini affetti da disfunzione erettile o eiaculazione precoce. I biomagneti VIGOR Plus ® sono ricoperti di oro, perché l’oro è un conduttore efficace che non dà allergia. I magneti indossati in un punto specifico dell’orecchio sinistro attivano dei neurotrasmettitori che a loro volta regolano e stimolano l’uso dell’organo genitale maschile e la libido.

Immagina di mettere un piccolo magnete diviso in 2 parti di soli 5 mm di diametro sull’orecchio sinistro e dopo appena 20 minuti di poter godere il piacere di un erezione e ritardare l’orgasmo per lungo tempo.

Troppo bello per essere vero?

Eppure gli studi clinici dimostrano che questo fenomeno è dovuto alla stimolazione di specifici punti riflessi dell’orecchio.

VIGOR Plus ®:

  1. facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
  2. allunga la durata dell’erezione
  3. controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

In che modo?

Basta mettere i biomagneti sull’orecchio sinistro (senza ganci, ci pensa la forza magnetica!) ed è già possibile rimuoverli dopo soli 20 minuti. L’efficacia dei magneti ha effetto fino a 14 ore di fila con un’ora di applicazione! In aggiunta, uomini con eiaculazione precoce possono ritardare il momento dell’orgasmo.

  • SEMPLICE è costituito da due piccoli biomagneti ricoperti in oro
  • PRATICO ti basta appena qualche secondo per l’applicazione
  • SICURO non ha controindicazione né effetti collaterali
  • VERSATILE puoi utilizzarlo anche in concomitanza con altri prodotti
  • EFFICACE puoi riscontrare risultati visibili fin da subito
  • DUREVOLE puoi utilizzarlo per più di un anno dalla sua prima applicazione
  • COMODO puoi indossarlo in qualunque momento della giornata

NAUSEA STOP ® AUTOTERAPIA MAGNETICA AURICOLARE PER LA RIDUZIONE DEL SENSO DI NAUSEA E VOMITO

Due biomagneti da applicare ad una specifica parte dell’orecchio. I due magneti della terapia NAUSEA STOP ® provocano la stimolazione di neurotrasmettitori che svolgono 2 attività concomitanti:

  • la prima a livello cerebrale, frenando e bloccando la sensazione di nausea;
  • la seconda a livello fisico nell’apparato digerente togliendo la spontanea contrazione della muscolatura che provoca il vomito.

Un metodo molto pratico che non ti ruba del tempo, poiché questi biomagneti sono molto facili da applicare. Non hanno controindicazioni o effetti collaterali e sono molto utili in caso di nausea o vomito durante il viaggio, si possono indossare per ridurre ed eliminare i sintomi.

L’oro è tra i migliori conduttori esistenti in natura, è un metallo nobile e prezioso e non provoca allergie. Può essere usato anche con altri prodotti, compatibile con programmi di dieta e dimagrimento. Questi biomagneti possono essere usati per 1 anno dal primo utilizzo.

ZEROLAX ® AUTOTERAPIA PER FAVORIRE LE FUNZIONI INTESTINALI AD EFFETTO LASSATIVO

ZEROLAX ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che, con la loro calibrata pressione aiuteranno ad agevolare le funzioni intestinali ottenendo un effetto lassativo.

I biomagneti, stimolando la conca auricolare, attivano neurotrasmettitori che svolgono due attività:

  • la prima, sul rilassamento dei muscoli intestinali
  • la seconda, sulla frequenza delle evacuazioni.

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“Vale oro quanto pesa” un detto che si addice perfettamente a questa preziosa spezia di origine persiana considerata da sempre “l’oro rosso dell’oriente” Utilizzato in Medio Oriente a scopo rituale, aromatico e medicale fin dagli albori della civiltà, con l’espansione dei Parsi prima e dei Mori poi, lo zafferano si è diffuso da una parte verso India, Tibet e Cina, dall’altra in tutto il bacino del Mediterraneo.

Apprezzato fin dall’antichità perla sua capacità di insaporire le vivande, è stato utilizzato per secoli dai maestri tintori per colorare di giallo le stoffe più preziose. Ha trovato inoltre un ampio impiego anche nella medicina tradizionale che lo utilizzava soprattutto per le sue proprietà stimolanti, afrodisiache, antidepressive, emmenagoghe e antispasmodiche.
Già usato nella Medicina Ayurvedica, lo zafferano ancor oggi occupa un posto importante nell’ambito della fitoterapia ufficiale; tra le monografie delle piante medicinali pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è presente infatti anche la monografia “Stigma Croci”, che descrive le caratteristiche, le proprietà biologiche e gli usi medicamentosi dello zafferano.

L’alto valore economico dello zafferano è dettato dalle modalità operative con cui si effettua la sua produzione. La spezia infatti è ottenuta dagli stimmi del fiore di Crocus sativus, una piccola pianta perenne della famiglia delle Iridacee incapace di generare semi fertili.

Tutte le operazioni colturali che riguardano la produzione dello zafferano vengono ancora oggi eseguite rigorosamente a mano, dalla messa a dimora dei bulbi, alla raccolta dei fiori, alla separazione degli stimmi. Quest’ultima fase è la più delicata perché i filamenti non presentano una colorazione omogenea; sono infatti di colore rosso solo nella parte che fuoriesce dal calice del fiore, che è quindi la più preziosa perché più ricca di sostanze funzionali, mentre nel resto della loro lunghezza sono bianchi nella porzione inserita nello stilo e gialli nella parte intermedia. La presenza o meno di queste parti poco funzionali nel raccolto determina la purezza e le proprietà della spezia.

Una volta raccolti, gli stimmi vengono sottoposti a un processo di essiccazione che ne garantisce la conservabilità; vengono poi confezionati e immessi sul mercato o come tali o sotto forma di polvere vermiglia. Per ricavare un chilo di zafferano bisogna raccogliere più di 150.000 fiori.

Usi tradizionali
In tempi antichi lo zafferano era considera¬to una vera panacea ed era impiegato nelle più svariate situazioni. I disturbi che venivano trattati con più frequenza sono: mestruazioni dolorose, lombalgia, dispepsia, spasmi bronchiali, asma, tosse, depressione ed eccitazione nervosa. Era molto considerato anche come afrodisiaco maschile mentre nelle donne, per la sua spiccata capacità di attivare la motilità uterina, veniva frequentemente utilizzato ad alte dosi come abortivo. Proprio per queste sue proprietà oggi se ne sconsiglia l’uso in gravidanza
Tra le applicazioni più curiose e interessanti viene ricordato l’uso in odontoiatria; lo zafferano infatti veniva impiegato come analgesico e sedativo in caso di problemi alle gengive e ai denti. Preparazioni a base di zafferano venivano anche utilizzate per frizionare le gengive dei bambini nel periodo della dentizione.
Mentre molti degli usi tradizionali sono oggi caduti in disuso, alcune delle attività biologiche svolte dallo zafferano hanno invece trovato conferma in vari studi scientifici, sperimentali e clinici, svolti negli ultimi anni.

Composizione chimica

Gli elementi chimici che conferiscono allo zafferano le sue specifiche qualità organolettiche sono: crocetina, crocina, picrocrocina e safranale.

Queste quattro molecole derivano tutte da un unico precursore, il carotenoide zeaxantina, dal quale derivano per degradazione enzimatica, a opera di una diossigenasi specifica.
La crocetina è un carotenoide abbastanza inusuale, caratterizzato da una catena di 20 atomi di carbonio e dalla presenza di due gruppi carbossilici, posizionati uno a ogni capo della catena.
Questi gruppi possono andare incontro a reazioni di esterificazione che nello zafferano coinvolgono in via preferenziale una particolare struttura zuccherina, il diglucoside p-D-genziobiosio; la reazione dà origine alla crocina, forma glicosilata idrosolubile della crocetina che determina il colore intenso tipico dello zafferano.

Concorrono a determinare il colore della spezia anche altri carotenoidi presenti negli stimmi del fiore come la 3-crocetina (monometilcrocetina), la y-crocetina (dimetilcrocetina), l’a-carotene, il 3-carote¬ne, il licopene e le stesse crocetina e zeaxantina.
Responsabile dell’odore caratteristico dello zafferano è invece il safranale, componente principale dell’olio essenziale, mentre il sapore amaro è dovuto alla presenza di picrocrocina, forma gliconica del safranale.
Nella spezia sono però presenti anche altri elementi chimici tra cui, alcaloidi, saponine e fitosteroli. Si ritrovano inoltre zuccheri, minerali, vitamine del gruppo B, in particolare vitamina Bl e B2, nonché composti volatili come a e 13-pinene ed eucaliptolo.
Uno zafferano di buona qualità dovrebbe contenere circa il 30% di crocina, tra il 5 e il 15% di picrocrocina e un 2,5% di composti volatili incluso il safranale.

Proprietà biologiche degli stimmi
La letteratura scientifica è ricca di lavori sperimentali dedicati allo studio delle proprietà biologiche dello zafferano e dei principi attivi che lo caratterizzano, tutti dotati di un profilo di attività piuttosto ampio.
Particolarmente ben documentati risultano essere gli effetti protettivi contro i danni indotti dai radicali liberi come pure le attività esercitate dallo zafferano a livello del Sistema nervoso centrale, in particolare gli effetti sul tono dell’umore.

Azione antiradicalica e citoprotettiva con¬tro lo stress ossidativo
La presenza nello zafferano di una grande quantità di carotenoidi dota la spezia di notevoli attività antiossidanti e antiradicaliche, proprietà documentata sperimentalmente sia in vitro che in vivo.

In vitro, sia l’estratto totale di zafferano che i suoi costituenti crocina, crocetina, dimetilcrocetina e safranale sono risultati in grado di neutralizzare il radicale DPPH.
L’attività antiradicalica dello zafferano e dei suoi costituenti è stata valutata in vitro anche come effetto citoprotettivo contro lo stress ossidativo, utilizzando per lo studio colture di cellule PC12 sottoposte a ipossia. La presenza di crocina nel mezzo di coltura proteggeva le cellule dal danno indotto dai radicali liberi che, se non controllati, possono anche provocare la morte cellulare.”

L’attività antiradicalica e citoprotettiva dello zafferano, della crocina e del safranale è stata confermata anche in vivo determinando in adeguati modelli sperimentali il livello di protezione contro il danno ossidativo indotto da ischemia o da sostanze genotossiche.
In base ai risultati ottenuti nelle varie sperimentazioni, si ritiene che gli effetti protettivi osservati siano dovuti alla capacità dello zafferano e dei suoi costituenti di preservare le difese antiossidanti, enzimatiche e non enzimatiche, naturalmente presenti nelle cellule.

Effetti sul Sistema nervoso centrale
Nella medicina tradizionale molte droghe naturali sono state utilizzate empiricamente per alleviare disturbi risultati poi dipendere da una disfunzione nell’attività del Sistema nervoso centrale.
Le proprietà antispasmodiche e sedative riconosciute da sempre agli stimmi di Crocus sativus hanno suscitato l’interesse dei ricercatori che hanno studiato a fondo il possibile meccanismo d’azione dei suoi costituenti.
I risultati ottenuti negli studi sperimentali indicano che i componenti dello zafferano agiscono sulle cellule cerebrali almeno a due livelli:
• proteggono le cellule neuronali con un meccanismo di tipo antiradicalico;
• agiscono sulla funzionalità dei neuro-trasmettitori con un meccanismo specifico.
Questa duplice attività giustifica i molteplici effetti positivi riscontrati nei modelli sperimentali a livello delle funzioni cerebrali, tra cui:
• mantenimento della plasticità neuronale
• capacità di sostenere memoria e apprendimento
• protezione dalle convulsioni indotte con farmaci

Per quanto riguarda l’attività sui neurotrasmettitori si ritiene che la crocina agisca prevalentemente sul sistema dopaminergico e noradrenergico, mentre il safranale sembrerebbe influenzare il sistema serotoninergico e il complesso recettoriale GABA benzodiazepine.
All’azione sui neurotrasmettitori sono certamente dovuti anche i benefici effetti esercitati dallo zafferano sul tono dell’umore, effetti conosciuti fin nell’antichità e riportati anche negli antichi trattati persiani di fitoterapia. Tra i potenziali effetti salutistici dello zafferano, l’azione positiva esercitata nei soggetti affetti da depressione è l’unica che ha già trovato un solido riscontro clinico.

Effetti sul tono dell’umore negli stati depressivi

La maggior parte delle persone affette da depressione presenta forme cliniche lievi o moderate e sono perciò piuttosto riluttanti a intraprendere trattamenti farmacologici di lunga durata, non scevri di effetti collaterali. Alternative terapeutiche più naturali, purché capaci di migliorare il tono dell’umore, possono offrire modalità di trattamento accettati anche dai pazienti più riluttanti.

Nell’uomo, l’attività antidepressiva del¬lo zafferano è stata oggetto di studi clinici comparativi che ne hanno confermato l’efficacia, in pazienti affetti da depressione lieve o moderata, a dosaggi piuttosto bassi, nell’ordine di 30 mg/die per os.

Ta le attività è stata riscontrata utilizzando sia estratti idroalcolici di stimmi che di petali; tuttavia la legislazione relativa all’uso salu¬tistico del fiore di Crocus sativus permette solo l’impiego degli stimmi, tal quali o sotto forma di estratto. I risultati ottenuti negli studi clinici, eseguiti applicando protocolli sperimentali molto rigorosi, hanno dimostrato che un trattamento di 6 settimane con estratto di zafferano, alla dose di 30 mg/die, è in grado di esercitare un effetto positivo sovrapponibile a quello esercitato dai farmaci antidepressivi Imipramina, somministrata alla dose di 100 mg/die, e Fluoxetina alla dose di 20 mg/die.

Contrariamente a questi farmaci però, il trattamento con zafferano presenta un migliore profilo di tollerabilità, sia per numero degli effetti indesiderati che per intensità. Rispetto al trattamento con Imipramina per esempio, il gruppo trattato con zafferano non presentava casi di sedazione ed era molto ridotta anche l’incidenza di effetti come “bocca secca” e “aumento di appettito”. Inoltre, gli effetti positivi dello zafferano sono risultati molto marcati anche rispetto ad un trattamento con il solo placebo, a sostegno di una oggettiva attività dell’estratto di zafferano sulle funzioni che, nell’uomo, modulano il tono dell’umore e la motivazione.

Per quanto riguarda il meccanismo d’azione dell’estratto di zafferano, sulla base del pro¬filo di attività riscontrato sia negli studi clinici che in quelli sperimentali, alcuni autori ritengono che l’effetto antidepressivo sia dovuto a un’azione inibitoria sul reuptake di dopamina e noradrenalina da parte della crocina e sul reuptake della serotonina da parte del safranale.

Oltre la medicina tradizionale
L’uso empirico delle piante medicinali, basato sull’esperienza e sulla tradizione, è risultato essere in molte occasioni una buona base di partenza per sofisticate ricerche scientifiche, rivelatesi poi fonte di preziose informazioni e di importanti sviluppi applicativi. Anche gli studi eseguiti sullo zafferano sono stati una fonte feconda di risultati, di nuovi spunti di ricerca e di interessanti indirizzi salutistici.Dalla mole di risultati scientifici disponi¬bili emerge con chiarezza l’attività modulatrice dello zafferano sulle funzioni cerebrali al cui livello sono stati riscontrati effetti complessi che coinvolgono diversi aspetti funzionali. Particolarmente rilevanti ci sembrano gli effetti positivi esercitati dall’estratto di zafferano sugli stati depressivi di lieve e moderata entità, situazioni di malessere che possono affliggere le perso¬ne anche quando devono fronteggiare forti avversità, affrontare situazioni di stress o decidere profondi cambiamenti esistenziali.
Prodotti a base di zafferano potrebbero perciò essere considerati come un utile supporto in caso di disagio psichico dovuto a situazioni contingenti, evitando così di dover ricorrere necessariamente all’assunzione, non sempre gradita, di farmaci di sintesi.

La Fitoterapia è, forse, una delle forme di cura più antica inventata dal genere umano,prevede l’uso di piante o estratti di esse per la cura di malattie o per un generale benessere dell’organismo.In questo contesto le piante cosiddette adattogene risultano quanto mai utili anche nei confronti dello stress, dell’ansia e della depressione. 

Alcune piante sono particolarmente efficaci nel ridurre lo stato di tensione continua che si accompagna alla condizione di stress (maca, noni, eleuterococco, ginseng, schizandra, aralia, rhodiola rosea,iperico).

Ansia, angoscia, paura, panico, umore alterato, depressione, sono esperienze universali abituali, spesso quotidiane, talvolta continue. Lo stile di vita moderno induce sempre più ansia, angoscia e depressione, tanto che gli psicofarmaci hanno il primato di vendita in farmacia.
Si parla di depressione quando il tono dell’ umore perde flessibilità, si fissa verso il basso e non c’è più nulla di piacevole che riesca a influenzarlo: è come guardare il mondo attraverso cinque paia di occhiali scuri, si vede tutto nero.
La depressione colpisce circa il 10 per cento della popolazione americana ed europea, (sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di disturbi della depressione) e sale addirittura al 23 per cento fra i giovani e gli adolescenti.

Secondo gli ultimi calcoli potrebbe addirittura superare le malattie cardiache come causa di morte entro il 2020 e già oggi è la principale causa delle assenze dal lavoro, con un costo complessivo di 51 miliardi sulla produttività di una nazione. I dati del National Institute of Health americano indicano che un terzo delle donne è depresso, e la percentuale è in continuo aumento.

Un altro elemento messo in luce dagli studi è che le cure anti-depressive risultano efficaci solo per un terzo della popolazione. Molti esperti del campo concordano nel dire che i trattamenti con gli antidepressivi non bastano, e spesso sono necessarie altre forme terapeutiche. Le cause della depressione sono molteplici, includono traumi personali, fattori genetici e effetti di farmaci o droghe sul cervello.

Una vita relazionale sana può tenere lontano gli effetti della depressione e lo stesso possono fare buone abitudini come la meditazione, lo yoga, e il passare un po’ di tempo con un animale di compagnia.

Il fattore più importante nella cura della depressione è la ricerca delle radici del problema e per questo è sempre necessario rivolgersi a un esperto medico o psicoterapeuta. Molte persone hanno continui e intermittenti episodi di depressione proprio perché non sono stati ben individuati ancora le origini profonde del trauma. Detto ciò, va anche detto che esistono degli alimenti che possono risultare un valido aiuto nei trattamenti anti-depressivi. Naturalmente neanche questi possono essere assunti alla leggera. Qualsiasi cambiamento o aggiunta nella propria dieta va discussa col medico di base o con il terapeuta.

Ma quali sono i SINTOMI per riconosce la depressione ? 

Secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità, si può diagnosticare uno stato di depressione quando per almeno due settimane sono contemporaneamente presenti 5 (o più) di questi sintomi: umore triste e depresso, aumento o perdita di peso, insonnia o sonno esagerato, agitazione o rallentamento psicomotorio, affaticamento, sensi di colpa, incapacità di pensare e di concentrarsi, pensieri di morte.
Spesso si cerca di spronare chi è depresso a cambiare, gli si chiede di metterci almeno un pò di “volontà”. Ma volontà vuol dire energia e a chi soffre di questo disturbo è proprio l’ energia che manca. Da soli in certi casi è difficile uscirne.

Molti dei moderni farmaci antidepressivi si basano sull’obbiettivo di alzare i livelli di SEROTONINA nel cervello. La serotonina è un neurotrasmettitore responsabile del sonno, del flusso sanguigno, della fame, della libido e della risposta e dell’elaborazione del dolore. La serotonina si trova in grande quantità nel cervello e anche nelle cellule del sangue e nei tratti gastrointestinali. Una alternativa naturale alla prescrizione degli antidepressivi è il 5 Hydroxytryptophan, detto anche 5 https. Questo agente è un precursore della serotonina e stimola la produzione di serotonina nel cervello. E’ stato dimostrato che piccole dosi di 5-htp migliorano l’umore, riducono l’ansia, rendono più stabile il sonno e aiutano a curare le forme moderate di depressione. Questo elemento si trova nel formaggio e nei gallinacei, ma soprattutto nei semi di una pianta africana chiamata Griffonia simplicifolia.

Il LITIO è conosciuto come cura delle depressioni bipolari, ma è molto valido, come minerale, per permettere al corpo di aumentare le funzioni cerebrali. E’ oggi indicato anche come elemento di prevenzioni dell’Alzheimer, ed ha dimostrato di essere capace di bloccare molti dei canali che causano la demenza. E’ un prodotto molto economico e non ha particolari controindicazioni, anche se è consigliabile prendere alcuni grassi acidi per eliminare qualsiasi effetto tossico. La dose consigliata è di 10-20 milligrammi al giorno.

La natura ci offre sempre dei cibi che ci possono aiutare, ma ricordiamo che la depressione è un problema serio. Consultate delle persone esperte, fate delle cure apposite e soprattutto non tenete tutto dentro di voi. 

Tra le piante usate nella cura della depressione spicca l’’IPERICO o erba di San Giovanni considerata la pianta ufficiale per curare la depressione. E’ stato usato per secoli nei casi di nevralgia o di malattie mentali, e, come sedativo, nei casi di punture di insetti o di malaria. Anche Ippocrate lo cita come medicina. Nuovi studi hanno mostrato la sua efficacia nel trattare lo stato depressivo. Uno studio del 1996 nota che “gli estratti di hipericum sono molto migliori del placebo danno effetti simili agli antidepressivi classici”.

E’ riconosciuto che 900 mg di estratto secco di iperico al giorno aumentano il livello di seratonina, la molecola del benessere. Gli effetti collaterali sono quasi nulli: in rari casi può esserci mal di stomaco e, ancora più raramente, fotosensibilità (reazione allergica alla luce solare). Se dopo un mese di uso di iperico non ci sono miglioramenti, è meglio passare ai farmaci. I farmaci curano comunque solo i sintomi della depressione, unitamente ai farmaci è bene ci sia un sostegno psicologico da parte di un esperto.

Che l’erba di San Giovanni, o iperico, (una pianta erbacea perenne) fosse utile nei casi di depressione lievi o di modesta entità già si sapeva, ma ora una rassegna della Cochrane Library su ben 29 studi clinici dimostrerebbe l’efficacia dell’iperico anche nei casi di depressione grave. Negli studi l’erba di San Giovanni è stata confrontata sia con placebo (farmaco inattivo), sia con farmaci antidepressivi di prima generazione (triciclici) e di più recente introduzione (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, Ssri).
I dati ottenuti su più di 5000 pazienti indicano che questa pianta medicinale non avrebbe nulla da invidiare a triciclici e Ssri, con il vantaggio di essere meglio tollerata e comportare minori effetti collaterali. «L’estratto di iperico contiene sostanze farmacologicamente attive che agiscono sul sistema nervoso.

Si tratta di un rimedio di derivazione naturale che funziona anche nelle depressioni più gravi. Il segreto del successo delle cure sta nell’intervenire precocemente e evitare ricadute. La forma di assunzione più efficace e pratica sono le capsule di estratto secco della pianta, l’estratto per essere sicuramente efficace deve essere titolato in ipericina, la titolazione standard è dello 0,3%, e ogni capsula di solito contiene 300 mg di estratto (è scritto sulla confezione), la dose è di una capsula 3 volte al giorno, ai pasti, è da tenere presente, quella che è la principale controindicazione dell’iperico, cioè la possibilità di causare fotosensibilizzazione, è bene quindi esporsi poco al sole ed eventualmente utilizzare alte protezioni.

Per cominciare ad agire, l’iperico richiede almeno 2-3 settimane, è opportuno poi continuare il trattamento per almeno 2 -3 mesi per avere un risultato più stabile, successivamente si può ripetere specialmente nei periodi critici, di solito l’autunno o anche la primavera. Per accelerare la risposta si può associare un trattamento con oligoelementi, molto valida è l’associazione Rame-Oro-Argento, una dose (una fiala o 6-7 granuli) tutti i giorni per 7-10 giorni, poi a giorni alterni per altri 20 giorni circa, ovviamente insieme all’iperico.

Altra importantissima pianta usata contro i disturbi depressivi è la RHODIOLA ROSEA.

Cresce spontaneamente nelle fredde zone del nord Europa (Lapponia e Scandinavia) e del nord Asia (Siberia Orientale ed Occidentale) ad altitudini di 3000 / 5000 mt. sul livello del mare ma si può trovare anche sulle Alpi e sui Pirenei ed in estremo Oriente; può raggiungere un’altezza di 75 cm.

Il suo impiego ha una storia leggendaria: popolazioni antiche siberiane ne tramandavano l’uso di generazione in generazione, considerando la pianta ( di cui utilizzavano le radici sotto forma di tè o altri infusi) un valido aiuto per aumentare la resistenza fisica durante i freddi inverni asiatici oltre che per curare malattie da raffreddamento, depressione e prevenire malori dovuti alle alte quote.
Medici mongoli prescrivevano l’estratto di Rhodiola per il trattamento della tubercolosi e del cancro.

Interessatissimi alle sue proprietà per molti secoli gli imperatori cinesi hanno organizzato numerose spedizioni in Siberia orientale con il compito di reperire i luoghi in cui tale pianta cresceva spontaneamente poiché le popolazioni locali custodivano gelosamente il segreto di queste zone.
Solo successivamente si è passati alla sua semina e coltivazione. Della pianta, raccolta nel periodo autunnale all’età di 3-4 anni, si utilizza il rizoma, lavato ed essiccato a temperature di circa 40-50°C

Ad oggi sono ormai tutti concordi, grazie ai lunghi anni di sperimentazione, ad ammettere che le straordinarie proprietà riconosciutele dalla tradizione popolare sono scientificamente giustificate.

La caratteristica fondamentale che rende unica la Rosea, differenziandola dalle altre 200 specie di Rhodiola, è da attribuire alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici: salidroside, rosavin, rosin e rosarin; proprio questi ultimi composti citati fanno di questa forse il più completo adattogeno mai studiato sino ad ora .

A differenza di altri adattogeni quali eleuterococco, ginseng, schizandra ed aralia, contenenti solo salidroside, costituisce un valido aiuto nella cura di malattie depressive in casi di affaticamento da stress psico-fisico, nella regolazione del peso corporeo, nell’incremento delle prestazioni fisiche e dello stato energetico , nella cura dell’amenorrea secondaria , per il morbo di Parkinson e nelle turbe di memoria ed apprendimento.

Il meccanismo d’azione dei costituenti della Rhodiola Rosea (in particolare del Rosavin che ha maggiore attività biologica) coinvolge direttamente la serotonina le cui funzioni sembrano essere legate al controllo dell’appetito, sonno, comportamento, umore, funzionalità cardiovascolare, memoria e capacità di apprendimento. L’effetto terapeutico sembra determinarsi attraverso l’inibizione dell’enzima deputato all’inattivazione della serotonina (COMT) e la stimolazione del trasporto del 5- HTP (precursore della serotonina) attraverso la barriera ematoencefalica.
Il risultato finale porta ad un aumento dei livelli di serotonina nel sangue.

E’ stato dimostrato, inoltre, che il Rosavidin, contenuto nella radice di Rhodiola Rosea, stimola la biosintesi di ormoni quali epinefrina, norepinefrina e adenocorticotropo che, attivando l’adenilatociclasi a livello delle cellule adipose, stimolano il suddetto enzima promuovendo in tal modo il rilascio degli acidi grassi nel sangue. La mobilizzazione degli ac. grassi dal tessuto adiposo rappresenta un aumento del miglior substrato per la produzione di ATP.
Attenendosi agli studi fin ora effettuati possiamo attribuire alla Rhodiola Rosea:
 miglioramento degli stati depressivi,
 stimolo dell’attivita’ mentale, miglioramento della
concentrazione , della lucidita’ e del potenziale mnemonico,
 miglioramento della funzionalita’ cardiovascolare.
 perdita di peso
 aumento della resistenza alla fatica
 miglioramento del polso, della pressione arteriosa, della
capacita’ polmonare e dei tempi di normalizzazione del battito
cardiaco
 effetto anabolizzante sul tessuto muscolare .
 trattamento contro l’amenorrea secondaria.
 miglioramento della funzionalita’ sessuale9.
 miglioramento della funzionalita’ uditiva
 miglioramento della salute gengivale
 parkinsonismo: la Rhodiola Rosea sembra essere in grado di
contrastare gli effetti più evidenti delle condizioni pre-
parkinsoniane probabilmente perché determina un aumento del
livello di dopamina nel cervello.

EFFICACI anche le LE ALGHE KLAMATH: un grande ricostituente in grado di dare all’organismo l’energia per reagire a stress e malattie, anche gravi.

Le microalghe del lago Klamath (Oregon, USA) sono tra le alghe verdi-azzurre commestibili, le uniche a crescere spontaneamente in un lago tra i più incontaminati e ricchi di depositi minerali vulcanici che esistono oggi sul pianeta. Le alghe verdi-azzurre sono alla base di tutta la catena alimentare e vitale, essendo in realtà cianobatteri, cioè i più primordiali e fondamentali fotosintetizzatori, responsabili ancora oggi dell’80% dell’ossigeno del pianeta. Possono essere impiegate come coadiuvante nelle patologie acute o croniche, in caso di abbassamento del livello energetico, per situazioni di ridotta produzione, blocco e/o mancata utilizzazione di energia da parte dell’organismo. Particolarmente efficace, dal punto di vista del sostegno nutriterapico, nei casi di anemia, negli esaurimenti nervosi (depressione, ansia, iperattività), nelle forme di degenerazione neurologica (Alzheimer, sclerosi multipla) e cardiovascolare, nelle patologie dermatologiche, nelle disfunzioni sessuali e della fertilità, nel diabete e in tutti i casi di degenerazione metabolica e immunitaria (tumore, AIDS, infezioni croniche).

Le Klamath siano un ottimo ricostituente per tutti i casi di debilitazione e stanchezza e nella riduzione energetica legata all’invecchiamento e allo stress. Eccellente per i bambini in età pre-scolare e scolare, con problemi energetici e immunitari. Ottimo coadiuvante per tutti coloro che svolgono attività ad elevato dispendio energetico e nervoso come sportivi, studenti, imprenditori, ecc. Sinergico a qualsiasi trattamento terapeutico, rafforza nutrizionalmente l’effetto dei rimedi e ne riduce gli eventuali effetti collaterali.

Non va infine sottovalutata la GRANDE EFFICACIA degli OMEGA 3, i grassi buoni che curano!!

Giocano così un ruolo cruciale nella prevenzione dell’aterosclerosi, degli infarti, ma anche della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell’artrite reumatoide. Gli Omega 3 svolgono un’azione importantissima nel metabolismo cerebrale.

Per ottenere i benefici bisogna ricorrere a integratori di Omega 3 in modo da arrivare ad assumerne 600 mg. al giorno. Quanto ai pesci freschi, il salmone contrasta molto bene l’invecchiamento, purché risulti di qualità incontaminata. Attenzione quindi che il pesce provenga da mari freddi e che abbia subito una procedura di distillazione molecolare d’alta qualità: è l’unico modo per garantire l’assenza di metalli pesanti come il mercurio.