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Lattanza di pesce

Lattanza di pesce

La Lattanza di pesce ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici. Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nella fisiologia delle funzioni nervose e psichiche, dell’attenzione, della concentrazione ed in modo particolare della memoria. In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale.

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In linea con l’azione di rivitalizzazione, volta alla restaurazione delle funzioni vitali attraverso elementi naturali che concentrano l’essenza della vita e hanno un’origine marina, presentiamo la lattanza di pesce. La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa  o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA,  oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione,  rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:

– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione,

l’attenzione, e specialmente la memoria.

– Per risolvere i disturbi del sonno.

– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.

– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.

– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile,  morbo di Alzheimer.

– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.

– Per favorire la buona costituzione ossea.

– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.

– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 

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Stress e Polpa D’ostrica

Polpa essiccata di ostriche

L’ostrea edulis è un “frutto di mare” assai noto fin dalla remota antichità, sia per la capacità  di produrre perle, sia per le proprietà salutari eccellenti che presenta. Per Omero,  la perla è una costituzione di origine divina, una sfera di luce manifestata nell’essenza del frutto abissale marino. Per le sue caratteristiche l’ostrica ha una stretta relazione con il  potere e la funzione venerea, che è generatrice di vita e di potenza.

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A Roma le ostriche erano molto diffuse, i romani della fine della Repubblica, e specie quelli  dell’Impero, le consumavano frequentemente, inoltre divennero abili coltivatori e approfonditi  intenditori di tutte le varietà, giungendo a distinguere le caratteristiche delle ostriche  delle varie località marine.

Plinio, nella sua opera enciclopedica, dà ampia descrizione dei tipi di ostriche.
Secondo Plinio (H.N. XXXII, 21), la ostrea, che deriva il suo nome dal greco ostreum o ostreon,  ovvero il nicchio degli animali testacei, termine connesso a osteon, osso craniale, copertura  ossea testacea che ha relazione con il cranio, deve avere la palma della mensa, in quanto guarisce molti malanni, come ulcere, catarri, febbri, infiammazioni della pelle e eruzioni.

In generale le ostriche danno abbondanza di umore vitale, umidità e freschezza, tono generativo e renale, energia e vivacità.
Per la forma bivalve e per il mollusco simile all’organo genitale femminile venereo, secondo la scienza delle analogie e delle corrispondenze le ostriche vennero associate al potenziamento delle funzioni sessuali e generative.

Nel periodo medioevale, a causa di queste caratteristiche, non vennero particolarmente promosse, ma nel Rinascimento, con la restituzione della medicina antica, si approfondirono le ampie virtù delle ostriche, le quali venivano ancora mangiate prevalentemente cotte e in modo molto minore crude. L’esame medico approfondito portò, fra il XVI e il XVIII secolo, a promuovere l’uso delle ostriche fresche per attingere pienamente alle loro qualità nutritive e medicamentose.

Dal Settecento, grazie anche alla descrizione e alla promozione fatta da Giacomo Casanova, l’ostrica venne indicata sempre più come alimento “afrodisiaco”, ancora una volta le virtù veneree e l’azione sulle funzioni essenziali della vitalità e della generazione vengono messe in risalto.

Con lo sviluppo della scienza biochimica analitica, fra l’Ottocento e il Novecento, viene messo in luce che le ostriche hanno un altissimo contenuto di zinco, sostanza che accentua in maniera sensibile la funzionalità degli ormoni sessuali e del testosterone, perciò agisce sulla salute degli apparati riproduttivi maschili e femminili, sulla fertilità di entrambi i sessi, sulla funzionalità degli organi sessuali e del coito. Il mollusco dell’ostrica non contiene solamente lo zinco, ma è una vera e propria miniera di sostanze vitali, di proporzioni, qualità e specificità tali da costituire una vera e propria panacea per l’intero sistema organico, osseo e nervoso.

 

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Come affrontare i problemi di erezione?

Cause e rimedi

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Meccanica e fisiologia dell’erezione
Per capire quali potrebbero essere i problemi di erezione e le cause scatenanti, dobbiamo avere chiaro cosa accade al corpo di un uomo, a livello fisiologico, durante un’erezione.
Innanzitutto questo processo è fondamentale per poi permettere il rapporto sessuale e quindi la riproduzione.

L’erezione consiste nel rilassamento delle arterie del pene. Dilatandosi le arterie si allargano,ricevono più sangue e il pene si gonfia. Tale gonfiore comprime le vene che si trovano sulla superficie del pene imprigionando il sangue, che fa fatica a ripartire. Più sangue che arriva e meno che se ne va: è l’erezione. Il pene aumenta di volume, allungandosi ed espandendosi, e diventa rigido. Questo processo è noto come tumescenza.

L’erezione riflette un equilibrio dinamico tra forze eccitatorie ed inibitorie, mentre il sistema nervoso simpatico, vasocostrittore, tende ad inibire l’erezione, il sistema parasimpatico, vasodilatante e mio-rilassante, costituisce una delle forze eccitatorie.

Ne esistono diversi “tipi” a seconda dei segnali che la provocano, e che possono originare nei genitali o nel cervello. Si distinguono infatti in:
1. Erezione riflessa, si realizza in seguito a stimolazione dei genitali esterni e delle zone erogene del corpo;
2. Erezione psicogena, si raggiunge grazie a stimoli sessuali elaborati a livello del Sistema Nervoso Centrale (fantasie, stimoli immaginativi, visivi, uditivi, olfattivi ecc.);
3. Erezione notturna: si verifica spontaneamente durante le fasi di sonno REM in ogni soggetto sano, mediamente 4 volte per notte, il cui significato si pensa sia legato alla preservazione dell’integrità delle strutture del pene (completa e continua ossigenazione).
4. Infine l’erezione peniena è l’effetto della cascata di eventi psico-neuro-endocrino (relativa agli ormoni) -vascolari, che si attiva in seguito a stimoli riflessi o centrali.

La risposta sessuale è una sequenza temporale di numerose fasi che, nell’insieme, descrivono un ciclo:
– il desiderio sessuale o libido
– l’eccitazione genitale, cioè l’erezione
– la fase di plateau, ossia il periodo di eccitazione sessuale protratto, durante il quale la respirazione diventa più rapida e superficiale, i muscoli scheletrici si tendono ed aumenta la frequenza cardiaca.
– l’orgasmo
– la risoluzione o eiaculazione

Cosa può causare problemi di erezione?
La disfunzione erettile, un tempo definita “impotenza sessuale”, è l’incapacità di ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente per l’attività sessuale.
I problemi di erezione, per essere davvero considerati una patologia, devono essere presenti in modo costante. In altre parole, una disfunzione occasionale non è da considerare patologica: sono molti gli uomini assolutamente sani che talvolta vanno incontro a defaillance.

Alla base di un deficit dell’erezione possono esserci molti fattori:

a) Stress: lo stress o altri fattori psicologici o forti ansie possono provocare quella che viene anche detta disfunzione erettile psicogena.

b) Diabete: diversi studi hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra diabete e disfunzione erettile. ììInfatti la presenza nel sangue di una quantità eccessiva di glucosio provoca danni ai piccoli vasi sanguigni. Lo zucchero in eccesso si lega infatti alle pareti dei vasi rendendoli meno elastici e impedendone perciò la naturale estensione necessaria al trasporto di adeguate quantità di sangue. Questa condizione comporta un minore afflusso di sangue nel pene e di conseguenza un ridotto aumento delle dimensioni e della turgidità durante l’erezione.
In termini più generici questo fattore scatenante rientra nelle disfunzioni erettili organiche, quindi dovute a fattori fisici, il diabete infatti non è l’unica patologia che può comportare problemi di erezione.

c) Carenza di aminoacidi: anche tale fattore rientra nelle disfunzioni erettili organiche e coinvolge ugualmente il metabolismo. Tale scompenso biochimico non permette all’organismo di produrre la giusta quantità di energia quando necessario e di mantenere toniche le fibre muscolari.

d) Abuso di farmaci: alcuni farmaci possono causare direttamente o indirettamente problemi di erezione (in questo caso si parla di disfunzione erettile farmacologica).

Qual è il giusto approccio a questi disturbi?
– In caso di stress, si rivela fondamentale “correggere” quegli squilibri ormonali che lo alimentano. E’ possibile ad esempio limitare i livelli di adrenalina, cortisolo e altri ormoni dello stress con l’utilizzo di alcune piante adattogene che, quando siamo particolarmente stressati, produciamo in eccesso.
– E’ indispensabile alimentarsi nella maniera corretta, introducendo cibi ad alto valore nutritivo e non raffinati e lavorati industrialmente. In questo modo agevoliamo il corpo a gestire i livelli di zucchero nel sangue, evitando la condizione diabetica. Se però questa fosse già in atto e una corretta alimentazione non fosse sufficiente, è altamente consigliato fornire al corpo vitamina D, magnesio, estratto di cannella, carnitina, vitamine del complesso B.
– Per mantenere un tono vascolare ben elastico è necessario fornire al corpo la vitamina C.

– In caso di carenze aminoacidiche è importante colmarle attraverso le proteine del cibo (pesce, uova, carne, ecc.) e in caso attraverso un apporto ulteriore di aminoacidi in forma libera.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

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Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

L’auricoloterapia è una disciplina terapeutica riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità volta alla cura ed al benessere attraverso la stimolazione del padiglione auricolare.  È una scienza di antichissima data. Già gli Egizi conoscevano l’utilizzazione del padiglione auricolare a scopo terapeutico. È noto oggi alla scienza medica che con l’auricoloterapia stimolando determinati punti dell’orecchio si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine.

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AUTOTERAPIA BREVETTATA

I sistemi ZERODIET® e ZEROSMOKE® e MENO-STRESS® e CONCENTRA® e VIGOR® e NAUSEASTOP® si avvalgono di un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi DELL’AURICOLOTERAPIA ANTICA aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per:

Si tratta di dispositivi medici consistenti in due biomagneti che applicati all’orecchio, senza forarlo, esercitano una pressione programmata su determinati nervi neurotrasmettitori.. I biomagneti, composti di metalli nobili e ricoperti in oro, sono di forma e composizione diversa per ognuna delle terapie, così come differenti sono i punti e i tempi di applicazione. Presenti con grande successo al SANA, questi dispositivi rigorosamente Made in Italy, vengono distribuiti tramite una qualificata rete vendita e supportati da un forte impegno di marketing, con una comunicazione innovativa su diversi media e un efficiente servizio clienti.

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Zerosmoke® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di sistemi validi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, ma aggiunge una tecnologia che sta dando risultati eccellenti (più dell’80%) nel trattamento della dissuefazione dal fumo.
È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio si inducono i neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produce il fumatore inalando la nicotina.
Producendo le stesse endorfine in maniera alternativa alla nicotina, il desiderio di fumare e di conseguenza la dipendenza va a diminuire fino a zero nel giro di 6-7 giorni.
I due magneti ZEROSMOKE, posizionati in una determinata zona dell’orecchio, attraendosi tra di loro esercitano una stimolante pressione programmata che attiva i neurotrasmettitori a produrre endorfine, riducendo così la voglia di fumare.
I magneti sono ricoperti in oro sia perchè quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura, sia perchè essendo un materiale nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.
Il metodo è completato dal manuale contenente le istruzioni per l’uso ed una guida per il primo mese da non fumatore sviluppata con il CENTRO ANTIFUMO EUROPEO.
Nelle indicazioni in esso contenute ci sono inoltre le linee guida preparate dall’Arizona Smokers Helpline dell’Università dell’Arizona dal Tobacco Education and Prevention Program dell’Arizona Department of Health Services. Formando così un insieme efficacissimo per chi ha deciso di smettere di fumare. Approvato come Dispositivo Medico dal DIPARTIMENTO DELLA SALUTE AMERICANO.È un Dispositivo Medico CE.

I vantaggi di Zerosmoke®
• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio, grazie alla loro proprietà si attraggono e restano in sede senza pericolo che si stacchino.
• PRATICO: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in qualsiasi momento della giornata.
• SICURO: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• EFFICACE: risultati da subito.

Una volta smesso di fumare, se capitasse a distanza di mesi o di anni di rimettere in bocca una sigaretta e avere paura di ricominciare, hai sempre i magneti a disposizione, grazie alla loro composizione (terre rare ed oro), la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
I magneti vanno usati da un minimo di 3 ore ad un massimo di 4 ore al giorno, possibilmente a casa o comunque nel periodo in cui si è più tranquilli, ad esempio la sera dopo mangiato fino a quando si va a letto.
I due magneti sono di misure differenti, quello più piccolo va posto davanti all’orecchio e quello più grande dietro.
Questa operazione va fatta per 6/7 giorni durante i quali potete continuare a fumare normalmente come da abitudine. Alla scadenza del settimo giorno ridurrete sensibilmente la vostra dipendenza dal fumo e ciò risulterà molto facile.
Continuate ad utilizzare i magneti per altri 20-25 giorni per eliminare definitivamente la dipendenza dal fumo e seguite le indicazioni fornite nel manuale allegato.
Da questo momento, quando ti verrà offerta una sigaretta potrai rispondere con soddifsazione: NO GRAZIE HO SMESSO CON ZEROSMOKE!

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Zerodiet® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per perdere peso senza sforzo da parte dell’utilizzatore.

È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio, si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produciamo quando mangiamo traendone soddisfazione.
Il sistema Zerodiet si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sul trago dell’orecchio sinistro (come da immagine) con la loro programmata pressione riducono sensibilmente la fame e l’appetito.

I due magneti provocano la stimolazione di due nervi neurotrasmettitori che svolgono due attività concomitanti: la prima a livello cerebrale con la produzione di un particolare tipo di endorfine che accelerano il processo di sazietà:
la seconda a livello fisico nell’apparato digerente dando la sensazione di saturazione ed inducendo l’individuo di conseguenza a mangiare meno di quello che avrebbe mangiato se non avesse avuto questi stimoli.

I magneti ZERODIET diventano inoltre un importante coaudiuvante quando vengono usati insieme a regimi alimentari controllati o diete.
I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura, sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.

Testato e consigliato dall’I.S.I.A. Istituto superiore di Igiene Alimentare e da centri specializzati in USA e Canada. È un Dispositivo Medico CE

I vantaggi di Zerodiet®

• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio. È sufficiente metterli in maniera che non cadano, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto.
• PRATICA: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in qualsiasi momento della giornata.
• SICURA: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• VERSATILE: si può utilizzare in concomitanza ad altri prodotti o regimi alimentari atti a ridurre il peso corporeo.
• EFFICACE: risultati visibili già da subito.

I magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
I due magneti hanno forma diversa, vanno posti in quella sporgenza anteriore (trago) che copre l’ingresso del condotto uditivo: il magnete più piccolo con il foro centrale viene posizionato sulla parete esterna, mentre quello più grande va all’interno.

L’utilizzo dei magneti ZERODIET permette di mangiare dal 25 al 39% in meno di quello che si sarebbe mangiato senza il loro uso, e di conseguenza consente una perdita di peso che va dai 3,6 fino ai 5,3 Kg. Il tutto in 30 giorni senza privazioni e senza seguire alcun regime alimentare specifico.

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MenoStress® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per ridurre Ansia, Stress e Insonnia.

È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio, si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produciamo quando siamo pienamente efficienti e traiamo soddisfazione da quello che stiamo facendo.
Il sistema MenoStress si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sulla parte anteriore del lobo dell’orecchio sinistro con la loro programmata pressione riducono sensibilmente lo stress, l’ansia e aiutano a prendere sonno naturalmente.

La terapia mediante pressione magnetica ha raggiunto un ruolo ben definito che recenti studi clinici e di laboratorio hanno studiato fin nei più fini meccanismi neurofisiologici.
La possibilità di intervenire sui comportamenti mediante la stimolazione di zone ben definite del padiglione auricolare è l’elemento peculiare nell’impiego di questa terapia per il trattamento della tensione nervosa.
Studi recenti hanno evidenziato che la stimolazione auricolare è capace di modificare in maniera significativamente positiva lo stato d’animo della persona dando come risultati:

1. il miglioramento del tono dell’umore
2. la diminuzione dell’ansia e dell’irritabilità 
3. il rilassamento muscolare dovuto a sovratensioni
4. l’aumento della capacità di prendere sonno quando richiesto.

I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.
È un Dispositivo Medico CE.

I vantaggi di MenoStress ®

• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio. È sufficiente metterli in maniera che non cadano, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto.
• PRATICA: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in autonomia senza l’aiuto di terzi.
• SICURA: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• VERSATILE: Si può utilizzare in concomitanza ad altri prodotti atti a raggiungere lo stesso scopo.
• EFFICACE: risultati già dalle prime applicazioni.

I magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
Posizionare i magneti 2 volte al giorno, 30 minuti al mattino dopo alzati, questo vi darà sia più carica sia più sicurezza nell’iniziare la vostra giornata e per 30 minuti la sera, dopo aver finito i vostri impegni, prima di andare a letto, questo vi darà la rilassatezza sia fisica che mentale per procedere ad un sonno riposante e ristoratore.

Come prevenzione metteteli per 30 minuti prima di un evento impegnativo (fase pressoria del magnete sul lobo) ad esempio ESAME, COLLOQUIO DI LAVORO, PRIMA DI SALIRE IN AEREO (se questo vi provoca ansia) ecc. e toglieteli prima dell’evento (fase depressoria del lobo).

La fase pressoria provocherà la riduzione dell’ansia e della tensione nervosa per affrontare l’evento e la fase depressoria darà la determinazione necessaria per portarlo a termine.

Come potete notare i magneti sono di dimensioni uguali per cui è lo stesso posizionare uno o l’altro davanti o dietro. Vanno posti in quella sporgenza inferiore (lobo) del vostro orecchio. È sufficiente metterli come si vede nel disegno perché con la loro pressione essi stimolino i neurotrasmettitori atti allo scopo, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto. Mettetevi davanti ad uno specchio (se è quello del lavabo chiudete il tappo dello stesso, eviterete che se uno dei due magneti vi cada vada a finire dentro lo scarico) e applicatevi i magneti nell’orecchio sinistro come già specificato e come indicato nel disegno. Sia se lo fate da soli sia che vi facciate aiutare assicuratevi che voi ed eventualmente il vostro partner abbiate le mani ben pulite. Una volta messi in posizione non toccateli più e non fateveli toccare da nessuno per tutto il tempo che li tenete.

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CONCENTRA® MIGLIORA LA TUA CONCENTRAZIONE

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CONCENTRA® è un’innovativa autoterapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccelenti nei trattamenti per l’aumento della concentrazione nello studio, nello sport e nel lavoro.
Il sistema CONCENTRA® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati come descritto più avanti con la loro programmata pressione aiutano sensibilmente ad aumentare la concentrazione.
I due magneti della terapia CONCENTRA® provocano la stimolazione di neurotrasmettitori che, agendo a livello cerebrale, favoriscono lo stato di attenzione attiva su uno specifico obiettivo.
I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.

La terapia mediante pressione magnetica ha raggiunto un ruolo ben definito che recenti studi clinici e di laboratorio hanno studiato fin nei più fini meccanismi neurofisiologici.
La possibilità di intervenire sui comportamenti mediante la stimolazione di zone ben definite del padiglione auricolare è l’elemento peculiare nell’impiego di questa terapia per il raggiungimento di uno stato di concentrazione attivo..
Studi recenti hanno evidenziato che la stimolazione auricolare è capace di modificare in maniera significativamente positiva la concentrazione della persona e danno:

1. un adeguato stimolo nel fondere azione e consapevolezza nella concentrazione prolungata sul compito o l’azione da svolgere;
2. l’aumento della capacità di focalizzare l’attenzione in un puro coinvolgimento (senza interesse per l’esito, evitando stress da prestazione);
3. dimenticanza di sé con elevata consapevolezza dell’attività che si sta svolgendo;
4. maggior chiarezza riguardo agli stimoli situazionali e alla migliore risposta da mettere in atto.

COME FUNZIONA
Posizionare i magneti nella parte alta della conca dell’orecchio appena sotto l’elice 2 volte al giorno, per circa 15 minuti alla volta nei periodi in cui la vostra concentrazione ha bisogno di essere aumentata. Per periodo si intende genericamente una settimana, ma anche per tempi fino a un mese. Periodi più lunghi rischiano di portare all’assuefazione la stimolazione auricolare con una resa sempre più bassa dell’effetto.

Come uso specifico si possono mettere per 30/40 minuti (fase pressoria del magnete) prima di un evento impegnativo. Vanno tolti poco prima di iniziare l’evento (inizio della fase depressoria del magnete). Queste due fasi (pressoria e depressoria) provocheranno, la prima, la carica del punto auricolare; la seconda, che dura circa 4 ore, la stimolazione cerebrale necessaria per aumentare considerevolmente la concentrazione. I magneti sono di dimensione e forma diverse, la base circolare piatta andrà posizionata dietro e la sfera davanti. Vanno posti nella parte alta del padiglione auricolare, appena sotto il bordo superiore (elice).

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MORPHEO ®  RIPOSA BENE, VIVI MEGLIO

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Il sistema MORPHEO ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sul lobo dell’orecchio sinistro, con la loro calibrata pressione e decompressione, possono aiutare ad agevolare il sonno e a renderlo riposante. 

I due biomagneti della terapia MORPHEO ® provocano la stimolazione di una serie di neurotrasmettitori che agendo a livello cerebrale possono aiutare a riequilibrare le condizioni ottimali per dormire.

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VIGOR Plus ® AUTOTERAPIA CONTRO LA DISFUNZIONE ERETTILE E L’EIACULAZIONE PRECOCE

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Il sistema VIGOR Plus ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale, che con la loro calibrata pressione e decompressione, possono aiutare il processo erettivo.

La stimolazione continua nel tempo con la terapia Vigor® può aiutare a modificare la capacità e la velocità dell’erezione nel maschio e a ritardare l’eiaculazione precoce, regolando i meccanismi psico-fisici della libido che si attivano prima e durante l’atto sessuale.

  • VIGOR Plus ®, applicato in un punto specifico dell’orecchio, sfrutta i principi dell’Auricoloterapia esercitando una pressione tale da intervenire su problematiche quali la mancata o debole erezione, l’impotenza e l’eiaculazione precoce.
  • VIGOR Plus ®, stimolando il padiglione auricolare, regola i meccanismi psico-fisici della libidoaiuta concretamente l’erezione e ritarda l’eiaculazione precoce.
  • VIGOR Plus ® non ha controindicazioni o effetti collaterali: il suo rivestimento in oro, infatti, lo rende ipoallergenico.
  • VIGOR Plus ® può essere usato da solo o in concomitanza con qualsiasi altro prodotto atto allo stesso scopo.
  • VIGOR Plus ® non è un prodotto medicinale e non si sostituisce al medico in caso di patologie.

FINO A 14 ORE DI DURATA!

Il dispositivo medico VIGOR Plus ® assiste uomini affetti da disfunzione erettile o eiaculazione precoce. I biomagneti VIGOR Plus ® sono ricoperti di oro, perché l’oro è un conduttore efficace che non dà allergia. I magneti indossati in un punto specifico dell’orecchio sinistro attivano dei neurotrasmettitori che a loro volta regolano e stimolano l’uso dell’organo genitale maschile e la libido.

Immagina di mettere un piccolo magnete diviso in 2 parti di soli 5 mm di diametro sull’orecchio sinistro e dopo appena 20 minuti di poter godere il piacere di un erezione e ritardare l’orgasmo per lungo tempo.

Troppo bello per essere vero?

Eppure gli studi clinici dimostrano che questo fenomeno è dovuto alla stimolazione di specifici punti riflessi dell’orecchio.

VIGOR Plus ®:

  1. facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
  2. allunga la durata dell’erezione
  3. controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

In che modo?

Basta mettere i biomagneti sull’orecchio sinistro (senza ganci, ci pensa la forza magnetica!) ed è già possibile rimuoverli dopo soli 20 minuti. L’efficacia dei magneti ha effetto fino a 14 ore di fila con un’ora di applicazione! In aggiunta, uomini con eiaculazione precoce possono ritardare il momento dell’orgasmo.

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  • SEMPLICE è costituito da due piccoli biomagneti ricoperti in oro
  • PRATICO ti basta appena qualche secondo per l’applicazione
  • SICURO non ha controindicazione né effetti collaterali
  • VERSATILE puoi utilizzarlo anche in concomitanza con altri prodotti
  • EFFICACE puoi riscontrare risultati visibili fin da subito
  • DUREVOLE puoi utilizzarlo per più di un anno dalla sua prima applicazione
  • COMODO puoi indossarlo in qualunque momento della giornata

 

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NAUSEA STOP ® AUTOTERAPIA MAGNETICA AURICOLARE PER LA RIDUZIONE DEL SENSO DI NAUSEA E VOMITO

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Due biomagneti da applicare ad una specifica parte dell’orecchio. I due magneti della terapia NAUSEA STOP ® provocano la stimolazione di neurotrasmettitori che svolgono 2 attività concomitanti:

  • la prima a livello cerebrale, frenando e bloccando la sensazione di nausea;
  • la seconda a livello fisico nell’apparato digerente togliendo la spontanea contrazione della muscolatura che provoca il vomito.

Un metodo molto pratico che non ti ruba del tempo, poiché questi biomagneti sono molto facili da applicare. Non hanno controindicazioni o effetti collaterali e sono molto utili in caso di nausea o vomito durante il viaggio, si possono indossare per ridurre ed eliminare i sintomi.

L’oro è tra i migliori conduttori esistenti in natura, è un metallo nobile e prezioso e non provoca allergie. Può essere usato anche con altri prodotti, compatibile con programmi di dieta e dimagrimento. Questi biomagneti possono essere usati per 1 anno dal primo utilizzo.

 

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ZEROLAX ® AUTOTERAPIA PER FAVORIRE LE FUNZIONI INTESTINALI AD EFFETTO LASSATIVO

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ZEROLAX ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che, con la loro calibrata pressione aiuteranno ad agevolare le funzioni intestinali ottenendo un effetto lassativo.

I biomagneti, stimolando la conca auricolare, attivano neurotrasmettitori che svolgono due attività:

  • la prima, sul rilassamento dei muscoli intestinali
  • la seconda, sulla frequenza delle evacuazioni.

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Zafferano: tante proprietà salutistiche in un unico fiore

“Vale oro quanto pesa” un detto che si addice perfettamente a questa preziosa spezia di origine persiana considerata da sempre “l’oro rosso dell’oriente” Utilizzato in Medio Oriente a scopo rituale, aromatico e medicale fin dagli albori della civiltà, con l’espansione dei Parsi prima e dei Mori poi, lo zafferano si è diffuso da una parte verso India, Tibet e Cina, dall’altra in tutto il bacino del Mediterraneo.

Dried saffron spice and Saffron flowers

Apprezzato fin dall’antichità perla sua capacità di insaporire le vivande, è stato utilizzato per secoli dai maestri tintori per colorare di giallo le stoffe più preziose. Ha trovato inoltre un ampio impiego anche nella medicina tradizionale che lo utilizzava soprattutto per le sue proprietà stimolanti, afrodisiache, antidepressive, emmenagoghe e antispasmodiche.
Già usato nella Medicina Ayurvedica, lo zafferano ancor oggi occupa un posto importante nell’ambito della fitoterapia ufficiale; tra le monografie delle piante medicinali pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è presente infatti anche la monografia “Stigma Croci”, che descrive le caratteristiche, le proprietà biologiche e gli usi medicamentosi dello zafferano.

L’alto valore economico dello zafferano è dettato dalle modalità operative con cui si effettua la sua produzione. La spezia infatti è ottenuta dagli stimmi del fiore di Crocus sativus, una piccola pianta perenne della famiglia delle Iridacee incapace di generare semi fertili.

Tutte le operazioni colturali che riguardano la produzione dello zafferano vengono ancora oggi eseguite rigorosamente a mano, dalla messa a dimora dei bulbi, alla raccolta dei fiori, alla separazione degli stimmi. Quest’ultima fase è la più delicata perché i filamenti non presentano una colorazione omogenea; sono infatti di colore rosso solo nella parte che fuoriesce dal calice del fiore, che è quindi la più preziosa perché più ricca di sostanze funzionali, mentre nel resto della loro lunghezza sono bianchi nella porzione inserita nello stilo e gialli nella parte intermedia. La presenza o meno di queste parti poco funzionali nel raccolto determina la purezza e le proprietà della spezia.

Una volta raccolti, gli stimmi vengono sottoposti a un processo di essiccazione che ne garantisce la conservabilità; vengono poi confezionati e immessi sul mercato o come tali o sotto forma di polvere vermiglia. Per ricavare un chilo di zafferano bisogna raccogliere più di 150.000 fiori.

Usi tradizionali
In tempi antichi lo zafferano era considera¬to una vera panacea ed era impiegato nelle più svariate situazioni. I disturbi che venivano trattati con più frequenza sono: mestruazioni dolorose, lombalgia, dispepsia, spasmi bronchiali, asma, tosse, depressione ed eccitazione nervosa. Era molto considerato anche come afrodisiaco maschile mentre nelle donne, per la sua spiccata capacità di attivare la motilità uterina, veniva frequentemente utilizzato ad alte dosi come abortivo. Proprio per queste sue proprietà oggi se ne sconsiglia l’uso in gravidanza
Tra le applicazioni più curiose e interessanti viene ricordato l’uso in odontoiatria; lo zafferano infatti veniva impiegato come analgesico e sedativo in caso di problemi alle gengive e ai denti. Preparazioni a base di zafferano venivano anche utilizzate per frizionare le gengive dei bambini nel periodo della dentizione.
Mentre molti degli usi tradizionali sono oggi caduti in disuso, alcune delle attività biologiche svolte dallo zafferano hanno invece trovato conferma in vari studi scientifici, sperimentali e clinici, svolti negli ultimi anni.

Composizione chimica

Gli elementi chimici che conferiscono allo zafferano le sue specifiche qualità organolettiche sono: crocetina, crocina, picrocrocina e safranale.

Queste quattro molecole derivano tutte da un unico precursore, il carotenoide zeaxantina, dal quale derivano per degradazione enzimatica, a opera di una diossigenasi specifica.
La crocetina è un carotenoide abbastanza inusuale, caratterizzato da una catena di 20 atomi di carbonio e dalla presenza di due gruppi carbossilici, posizionati uno a ogni capo della catena.
Questi gruppi possono andare incontro a reazioni di esterificazione che nello zafferano coinvolgono in via preferenziale una particolare struttura zuccherina, il diglucoside p-D-genziobiosio; la reazione dà origine alla crocina, forma glicosilata idrosolubile della crocetina che determina il colore intenso tipico dello zafferano.

Concorrono a determinare il colore della spezia anche altri carotenoidi presenti negli stimmi del fiore come la 3-crocetina (monometilcrocetina), la y-crocetina (dimetilcrocetina), l’a-carotene, il 3-carote¬ne, il licopene e le stesse crocetina e zeaxantina.
Responsabile dell’odore caratteristico dello zafferano è invece il safranale, componente principale dell’olio essenziale, mentre il sapore amaro è dovuto alla presenza di picrocrocina, forma gliconica del safranale.
Nella spezia sono però presenti anche altri elementi chimici tra cui, alcaloidi, saponine e fitosteroli. Si ritrovano inoltre zuccheri, minerali, vitamine del gruppo B, in particolare vitamina Bl e B2, nonché composti volatili come a e 13-pinene ed eucaliptolo.
Uno zafferano di buona qualità dovrebbe contenere circa il 30% di crocina, tra il 5 e il 15% di picrocrocina e un 2,5% di composti volatili incluso il safranale.

Proprietà biologiche degli stimmi
La letteratura scientifica è ricca di lavori sperimentali dedicati allo studio delle proprietà biologiche dello zafferano e dei principi attivi che lo caratterizzano, tutti dotati di un profilo di attività piuttosto ampio.
Particolarmente ben documentati risultano essere gli effetti protettivi contro i danni indotti dai radicali liberi come pure le attività esercitate dallo zafferano a livello del Sistema nervoso centrale, in particolare gli effetti sul tono dell’umore.

Azione antiradicalica e citoprotettiva con¬tro lo stress ossidativo
La presenza nello zafferano di una grande quantità di carotenoidi dota la spezia di notevoli attività antiossidanti e antiradicaliche, proprietà documentata sperimentalmente sia in vitro che in vivo.

In vitro, sia l’estratto totale di zafferano che i suoi costituenti crocina, crocetina, dimetilcrocetina e safranale sono risultati in grado di neutralizzare il radicale DPPH.
L’attività antiradicalica dello zafferano e dei suoi costituenti è stata valutata in vitro anche come effetto citoprotettivo contro lo stress ossidativo, utilizzando per lo studio colture di cellule PC12 sottoposte a ipossia. La presenza di crocina nel mezzo di coltura proteggeva le cellule dal danno indotto dai radicali liberi che, se non controllati, possono anche provocare la morte cellulare.”

L’attività antiradicalica e citoprotettiva dello zafferano, della crocina e del safranale è stata confermata anche in vivo determinando in adeguati modelli sperimentali il livello di protezione contro il danno ossidativo indotto da ischemia o da sostanze genotossiche.
In base ai risultati ottenuti nelle varie sperimentazioni, si ritiene che gli effetti protettivi osservati siano dovuti alla capacità dello zafferano e dei suoi costituenti di preservare le difese antiossidanti, enzimatiche e non enzimatiche, naturalmente presenti nelle cellule.

Effetti sul Sistema nervoso centrale
Nella medicina tradizionale molte droghe naturali sono state utilizzate empiricamente per alleviare disturbi risultati poi dipendere da una disfunzione nell’attività del Sistema nervoso centrale.
Le proprietà antispasmodiche e sedative riconosciute da sempre agli stimmi di Crocus sativus hanno suscitato l’interesse dei ricercatori che hanno studiato a fondo il possibile meccanismo d’azione dei suoi costituenti.
I risultati ottenuti negli studi sperimentali indicano che i componenti dello zafferano agiscono sulle cellule cerebrali almeno a due livelli:
• proteggono le cellule neuronali con un meccanismo di tipo antiradicalico;
• agiscono sulla funzionalità dei neuro-trasmettitori con un meccanismo specifico.
Questa duplice attività giustifica i molteplici effetti positivi riscontrati nei modelli sperimentali a livello delle funzioni cerebrali, tra cui:
• mantenimento della plasticità neuronale
• capacità di sostenere memoria e apprendimento
• protezione dalle convulsioni indotte con farmaci

Per quanto riguarda l’attività sui neurotrasmettitori si ritiene che la crocina agisca prevalentemente sul sistema dopaminergico e noradrenergico, mentre il safranale sembrerebbe influenzare il sistema serotoninergico e il complesso recettoriale GABA benzodiazepine.
All’azione sui neurotrasmettitori sono certamente dovuti anche i benefici effetti esercitati dallo zafferano sul tono dell’umore, effetti conosciuti fin nell’antichità e riportati anche negli antichi trattati persiani di fitoterapia. Tra i potenziali effetti salutistici dello zafferano, l’azione positiva esercitata nei soggetti affetti da depressione è l’unica che ha già trovato un solido riscontro clinico.

Effetti sul tono dell’umore negli stati depressivi

La maggior parte delle persone affette da depressione presenta forme cliniche lievi o moderate e sono perciò piuttosto riluttanti a intraprendere trattamenti farmacologici di lunga durata, non scevri di effetti collaterali. Alternative terapeutiche più naturali, purché capaci di migliorare il tono dell’umore, possono offrire modalità di trattamento accettati anche dai pazienti più riluttanti.

Nell’uomo, l’attività antidepressiva del¬lo zafferano è stata oggetto di studi clinici comparativi che ne hanno confermato l’efficacia, in pazienti affetti da depressione lieve o moderata, a dosaggi piuttosto bassi, nell’ordine di 30 mg/die per os.

Ta le attività è stata riscontrata utilizzando sia estratti idroalcolici di stimmi che di petali; tuttavia la legislazione relativa all’uso salu¬tistico del fiore di Crocus sativus permette solo l’impiego degli stimmi, tal quali o sotto forma di estratto. I risultati ottenuti negli studi clinici, eseguiti applicando protocolli sperimentali molto rigorosi, hanno dimostrato che un trattamento di 6 settimane con estratto di zafferano, alla dose di 30 mg/die, è in grado di esercitare un effetto positivo sovrapponibile a quello esercitato dai farmaci antidepressivi Imipramina, somministrata alla dose di 100 mg/die, e Fluoxetina alla dose di 20 mg/die.

Contrariamente a questi farmaci però, il trattamento con zafferano presenta un migliore profilo di tollerabilità, sia per numero degli effetti indesiderati che per intensità. Rispetto al trattamento con Imipramina per esempio, il gruppo trattato con zafferano non presentava casi di sedazione ed era molto ridotta anche l’incidenza di effetti come “bocca secca” e “aumento di appettito”. Inoltre, gli effetti positivi dello zafferano sono risultati molto marcati anche rispetto ad un trattamento con il solo placebo, a sostegno di una oggettiva attività dell’estratto di zafferano sulle funzioni che, nell’uomo, modulano il tono dell’umore e la motivazione.

Per quanto riguarda il meccanismo d’azione dell’estratto di zafferano, sulla base del pro¬filo di attività riscontrato sia negli studi clinici che in quelli sperimentali, alcuni autori ritengono che l’effetto antidepressivo sia dovuto a un’azione inibitoria sul reuptake di dopamina e noradrenalina da parte della crocina e sul reuptake della serotonina da parte del safranale.

Oltre la medicina tradizionale
L’uso empirico delle piante medicinali, basato sull’esperienza e sulla tradizione, è risultato essere in molte occasioni una buona base di partenza per sofisticate ricerche scientifiche, rivelatesi poi fonte di preziose informazioni e di importanti sviluppi applicativi. Anche gli studi eseguiti sullo zafferano sono stati una fonte feconda di risultati, di nuovi spunti di ricerca e di interessanti indirizzi salutistici.Dalla mole di risultati scientifici disponi¬bili emerge con chiarezza l’attività modulatrice dello zafferano sulle funzioni cerebrali al cui livello sono stati riscontrati effetti complessi che coinvolgono diversi aspetti funzionali. Particolarmente rilevanti ci sembrano gli effetti positivi esercitati dall’estratto di zafferano sugli stati depressivi di lieve e moderata entità, situazioni di malessere che possono affliggere le perso¬ne anche quando devono fronteggiare forti avversità, affrontare situazioni di stress o decidere profondi cambiamenti esistenziali.
Prodotti a base di zafferano potrebbero perciò essere considerati come un utile supporto in caso di disagio psichico dovuto a situazioni contingenti, evitando così di dover ricorrere necessariamente all’assunzione, non sempre gradita, di farmaci di sintesi.

Stress, ansia, depressione e fitoterapia

La Fitoterapia è, forse, una delle forme di cura più antica inventata dal genere umano,prevede l’uso di piante o estratti di esse per la cura di malattie o per un generale benessere dell’organismo.In questo contesto le piante cosiddette adattogene risultano quanto mai utili anche nei confronti dello stress, dell’ansia e della depressione. 

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Alcune piante sono particolarmente efficaci nel ridurre lo stato di tensione continua che si accompagna alla condizione di stress (maca, noni, eleuterococco, ginseng, schizandra, aralia, rhodiola rosea,iperico).

Ansia, angoscia, paura, panico, umore alterato, depressione, sono esperienze universali abituali, spesso quotidiane, talvolta continue. Lo stile di vita moderno induce sempre più ansia, angoscia e depressione, tanto che gli psicofarmaci hanno il primato di vendita in farmacia.
Si parla di depressione quando il tono dell’ umore perde flessibilità, si fissa verso il basso e non c’è più nulla di piacevole che riesca a influenzarlo: è come guardare il mondo attraverso cinque paia di occhiali scuri, si vede tutto nero.
La depressione colpisce circa il 10 per cento della popolazione americana ed europea, (sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di disturbi della depressione) e sale addirittura al 23 per cento fra i giovani e gli adolescenti.

Secondo gli ultimi calcoli potrebbe addirittura superare le malattie cardiache come causa di morte entro il 2020 e già oggi è la principale causa delle assenze dal lavoro, con un costo complessivo di 51 miliardi sulla produttività di una nazione. I dati del National Institute of Health americano indicano che un terzo delle donne è depresso, e la percentuale è in continuo aumento.

Un altro elemento messo in luce dagli studi è che le cure anti-depressive risultano efficaci solo per un terzo della popolazione. Molti esperti del campo concordano nel dire che i trattamenti con gli antidepressivi non bastano, e spesso sono necessarie altre forme terapeutiche. Le cause della depressione sono molteplici, includono traumi personali, fattori genetici e effetti di farmaci o droghe sul cervello.

Una vita relazionale sana può tenere lontano gli effetti della depressione e lo stesso possono fare buone abitudini come la meditazione, lo yoga, e il passare un po’ di tempo con un animale di compagnia.

Il fattore più importante nella cura della depressione è la ricerca delle radici del problema e per questo è sempre necessario rivolgersi a un esperto medico o psicoterapeuta. Molte persone hanno continui e intermittenti episodi di depressione proprio perché non sono stati ben individuati ancora le origini profonde del trauma. Detto ciò, va anche detto che esistono degli alimenti che possono risultare un valido aiuto nei trattamenti anti-depressivi. Naturalmente neanche questi possono essere assunti alla leggera. Qualsiasi cambiamento o aggiunta nella propria dieta va discussa col medico di base o con il terapeuta.

Ma quali sono i SINTOMI per riconosce la depressione ? 

Secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità, si può diagnosticare uno stato di depressione quando per almeno due settimane sono contemporaneamente presenti 5 (o più) di questi sintomi: umore triste e depresso, aumento o perdita di peso, insonnia o sonno esagerato, agitazione o rallentamento psicomotorio, affaticamento, sensi di colpa, incapacità di pensare e di concentrarsi, pensieri di morte.
Spesso si cerca di spronare chi è depresso a cambiare, gli si chiede di metterci almeno un pò di “volontà”. Ma volontà vuol dire energia e a chi soffre di questo disturbo è proprio l’ energia che manca. Da soli in certi casi è difficile uscirne.

Molti dei moderni farmaci antidepressivi si basano sull’obbiettivo di alzare i livelli di SEROTONINA nel cervello. La serotonina è un neurotrasmettitore responsabile del sonno, del flusso sanguigno, della fame, della libido e della risposta e dell’elaborazione del dolore. La serotonina si trova in grande quantità nel cervello e anche nelle cellule del sangue e nei tratti gastrointestinali. Una alternativa naturale alla prescrizione degli antidepressivi è il 5 Hydroxytryptophan, detto anche 5 https. Questo agente è un precursore della serotonina e stimola la produzione di serotonina nel cervello. E’ stato dimostrato che piccole dosi di 5-htp migliorano l’umore, riducono l’ansia, rendono più stabile il sonno e aiutano a curare le forme moderate di depressione. Questo elemento si trova nel formaggio e nei gallinacei, ma soprattutto nei semi di una pianta africana chiamata Griffonia simplicifolia.

Il LITIO è conosciuto come cura delle depressioni bipolari, ma è molto valido, come minerale, per permettere al corpo di aumentare le funzioni cerebrali. E’ oggi indicato anche come elemento di prevenzioni dell’Alzheimer, ed ha dimostrato di essere capace di bloccare molti dei canali che causano la demenza. E’ un prodotto molto economico e non ha particolari controindicazioni, anche se è consigliabile prendere alcuni grassi acidi per eliminare qualsiasi effetto tossico. La dose consigliata è di 10-20 milligrammi al giorno.

La natura ci offre sempre dei cibi che ci possono aiutare, ma ricordiamo che la depressione è un problema serio. Consultate delle persone esperte, fate delle cure apposite e soprattutto non tenete tutto dentro di voi. 

Tra le piante usate nella cura della depressione spicca l’’IPERICO o erba di San Giovanni considerata la pianta ufficiale per curare la depressione. E’ stato usato per secoli nei casi di nevralgia o di malattie mentali, e, come sedativo, nei casi di punture di insetti o di malaria. Anche Ippocrate lo cita come medicina. Nuovi studi hanno mostrato la sua efficacia nel trattare lo stato depressivo. Uno studio del 1996 nota che “gli estratti di hipericum sono molto migliori del placebo danno effetti simili agli antidepressivi classici”.

E’ riconosciuto che 900 mg di estratto secco di iperico al giorno aumentano il livello di seratonina, la molecola del benessere. Gli effetti collaterali sono quasi nulli: in rari casi può esserci mal di stomaco e, ancora più raramente, fotosensibilità (reazione allergica alla luce solare). Se dopo un mese di uso di iperico non ci sono miglioramenti, è meglio passare ai farmaci. I farmaci curano comunque solo i sintomi della depressione, unitamente ai farmaci è bene ci sia un sostegno psicologico da parte di un esperto.

Che l’erba di San Giovanni, o iperico, (una pianta erbacea perenne) fosse utile nei casi di depressione lievi o di modesta entità già si sapeva, ma ora una rassegna della Cochrane Library su ben 29 studi clinici dimostrerebbe l’efficacia dell’iperico anche nei casi di depressione grave. Negli studi l’erba di San Giovanni è stata confrontata sia con placebo (farmaco inattivo), sia con farmaci antidepressivi di prima generazione (triciclici) e di più recente introduzione (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, Ssri).
I dati ottenuti su più di 5000 pazienti indicano che questa pianta medicinale non avrebbe nulla da invidiare a triciclici e Ssri, con il vantaggio di essere meglio tollerata e comportare minori effetti collaterali. «L’estratto di iperico contiene sostanze farmacologicamente attive che agiscono sul sistema nervoso.

Si tratta di un rimedio di derivazione naturale che funziona anche nelle depressioni più gravi. Il segreto del successo delle cure sta nell’intervenire precocemente e evitare ricadute. La forma di assunzione più efficace e pratica sono le capsule di estratto secco della pianta, l’estratto per essere sicuramente efficace deve essere titolato in ipericina, la titolazione standard è dello 0,3%, e ogni capsula di solito contiene 300 mg di estratto (è scritto sulla confezione), la dose è di una capsula 3 volte al giorno, ai pasti, è da tenere presente, quella che è la principale controindicazione dell’iperico, cioè la possibilità di causare fotosensibilizzazione, è bene quindi esporsi poco al sole ed eventualmente utilizzare alte protezioni.

Per cominciare ad agire, l’iperico richiede almeno 2-3 settimane, è opportuno poi continuare il trattamento per almeno 2 -3 mesi per avere un risultato più stabile, successivamente si può ripetere specialmente nei periodi critici, di solito l’autunno o anche la primavera. Per accelerare la risposta si può associare un trattamento con oligoelementi, molto valida è l’associazione Rame-Oro-Argento, una dose (una fiala o 6-7 granuli) tutti i giorni per 7-10 giorni, poi a giorni alterni per altri 20 giorni circa, ovviamente insieme all’iperico.

Altra importantissima pianta usata contro i disturbi depressivi è la RHODIOLA ROSEA.

Cresce spontaneamente nelle fredde zone del nord Europa (Lapponia e Scandinavia) e del nord Asia (Siberia Orientale ed Occidentale) ad altitudini di 3000 / 5000 mt. sul livello del mare ma si può trovare anche sulle Alpi e sui Pirenei ed in estremo Oriente; può raggiungere un’altezza di 75 cm.

Il suo impiego ha una storia leggendaria: popolazioni antiche siberiane ne tramandavano l’uso di generazione in generazione, considerando la pianta ( di cui utilizzavano le radici sotto forma di tè o altri infusi) un valido aiuto per aumentare la resistenza fisica durante i freddi inverni asiatici oltre che per curare malattie da raffreddamento, depressione e prevenire malori dovuti alle alte quote.
Medici mongoli prescrivevano l’estratto di Rhodiola per il trattamento della tubercolosi e del cancro.

Interessatissimi alle sue proprietà per molti secoli gli imperatori cinesi hanno organizzato numerose spedizioni in Siberia orientale con il compito di reperire i luoghi in cui tale pianta cresceva spontaneamente poiché le popolazioni locali custodivano gelosamente il segreto di queste zone.
Solo successivamente si è passati alla sua semina e coltivazione. Della pianta, raccolta nel periodo autunnale all’età di 3-4 anni, si utilizza il rizoma, lavato ed essiccato a temperature di circa 40-50°C

Ad oggi sono ormai tutti concordi, grazie ai lunghi anni di sperimentazione, ad ammettere che le straordinarie proprietà riconosciutele dalla tradizione popolare sono scientificamente giustificate.

La caratteristica fondamentale che rende unica la Rosea, differenziandola dalle altre 200 specie di Rhodiola, è da attribuire alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici: salidroside, rosavin, rosin e rosarin; proprio questi ultimi composti citati fanno di questa forse il più completo adattogeno mai studiato sino ad ora .

A differenza di altri adattogeni quali eleuterococco, ginseng, schizandra ed aralia, contenenti solo salidroside, costituisce un valido aiuto nella cura di malattie depressive in casi di affaticamento da stress psico-fisico, nella regolazione del peso corporeo, nell’incremento delle prestazioni fisiche e dello stato energetico , nella cura dell’amenorrea secondaria , per il morbo di Parkinson e nelle turbe di memoria ed apprendimento.

Il meccanismo d’azione dei costituenti della Rhodiola Rosea (in particolare del Rosavin che ha maggiore attività biologica) coinvolge direttamente la serotonina le cui funzioni sembrano essere legate al controllo dell’appetito, sonno, comportamento, umore, funzionalità cardiovascolare, memoria e capacità di apprendimento. L’effetto terapeutico sembra determinarsi attraverso l’inibizione dell’enzima deputato all’inattivazione della serotonina (COMT) e la stimolazione del trasporto del 5- HTP (precursore della serotonina) attraverso la barriera ematoencefalica.
Il risultato finale porta ad un aumento dei livelli di serotonina nel sangue.

E’ stato dimostrato, inoltre, che il Rosavidin, contenuto nella radice di Rhodiola Rosea, stimola la biosintesi di ormoni quali epinefrina, norepinefrina e adenocorticotropo che, attivando l’adenilatociclasi a livello delle cellule adipose, stimolano il suddetto enzima promuovendo in tal modo il rilascio degli acidi grassi nel sangue. La mobilizzazione degli ac. grassi dal tessuto adiposo rappresenta un aumento del miglior substrato per la produzione di ATP.
Attenendosi agli studi fin ora effettuati possiamo attribuire alla Rhodiola Rosea:
 miglioramento degli stati depressivi,
 stimolo dell’attivita’ mentale, miglioramento della
concentrazione , della lucidita’ e del potenziale mnemonico,
 miglioramento della funzionalita’ cardiovascolare.
 perdita di peso
 aumento della resistenza alla fatica
 miglioramento del polso, della pressione arteriosa, della
capacita’ polmonare e dei tempi di normalizzazione del battito
cardiaco
 effetto anabolizzante sul tessuto muscolare .
 trattamento contro l’amenorrea secondaria.
 miglioramento della funzionalita’ sessuale9.
 miglioramento della funzionalita’ uditiva
 miglioramento della salute gengivale
 parkinsonismo: la Rhodiola Rosea sembra essere in grado di
contrastare gli effetti più evidenti delle condizioni pre-
parkinsoniane probabilmente perché determina un aumento del
livello di dopamina nel cervello.

EFFICACI anche le LE ALGHE KLAMATH: un grande ricostituente in grado di dare all’organismo l’energia per reagire a stress e malattie, anche gravi.

Le microalghe del lago Klamath (Oregon, USA) sono tra le alghe verdi-azzurre commestibili, le uniche a crescere spontaneamente in un lago tra i più incontaminati e ricchi di depositi minerali vulcanici che esistono oggi sul pianeta. Le alghe verdi-azzurre sono alla base di tutta la catena alimentare e vitale, essendo in realtà cianobatteri, cioè i più primordiali e fondamentali fotosintetizzatori, responsabili ancora oggi dell’80% dell’ossigeno del pianeta. Possono essere impiegate come coadiuvante nelle patologie acute o croniche, in caso di abbassamento del livello energetico, per situazioni di ridotta produzione, blocco e/o mancata utilizzazione di energia da parte dell’organismo. Particolarmente efficace, dal punto di vista del sostegno nutriterapico, nei casi di anemia, negli esaurimenti nervosi (depressione, ansia, iperattività), nelle forme di degenerazione neurologica (Alzheimer, sclerosi multipla) e cardiovascolare, nelle patologie dermatologiche, nelle disfunzioni sessuali e della fertilità, nel diabete e in tutti i casi di degenerazione metabolica e immunitaria (tumore, AIDS, infezioni croniche).

Le Klamath siano un ottimo ricostituente per tutti i casi di debilitazione e stanchezza e nella riduzione energetica legata all’invecchiamento e allo stress. Eccellente per i bambini in età pre-scolare e scolare, con problemi energetici e immunitari. Ottimo coadiuvante per tutti coloro che svolgono attività ad elevato dispendio energetico e nervoso come sportivi, studenti, imprenditori, ecc. Sinergico a qualsiasi trattamento terapeutico, rafforza nutrizionalmente l’effetto dei rimedi e ne riduce gli eventuali effetti collaterali.

Non va infine sottovalutata la GRANDE EFFICACIA degli OMEGA 3, i grassi buoni che curano!!

Giocano così un ruolo cruciale nella prevenzione dell’aterosclerosi, degli infarti, ma anche della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell’artrite reumatoide. Gli Omega 3 svolgono un’azione importantissima nel metabolismo cerebrale.

Per ottenere i benefici bisogna ricorrere a integratori di Omega 3 in modo da arrivare ad assumerne 600 mg. al giorno. Quanto ai pesci freschi, il salmone contrasta molto bene l’invecchiamento, purché risulti di qualità incontaminata. Attenzione quindi che il pesce provenga da mari freddi e che abbia subito una procedura di distillazione molecolare d’alta qualità: è l’unico modo per garantire l’assenza di metalli pesanti come il mercurio.

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Alga KLAMATH e feniletilammina: la molecola dell’amore

Alla base di gran parte delle patologie tipiche dell’epoca attuale c’è l’enorme aumento da un lato dei processi infiammatori, dall’altro di quelli neurodegenerativi. In entrambi i casi gli acidi grassi Omega-3 hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo terapeutico fondamentale.

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E’ noto come i processi degenerativi causati dalla produzione eccessiva di eicosanoidi infiammatori come le prostaglandine di serie 2 (PGE2) e certi tipi di leucotrieni e trombossani, siano alla base delle patologie cardiocircolatorie, tumorali, osteoarticolari e neurodegenerative. Anche se tale eccesso di eicosanoidi infiammatori dipende da numerosi fattori nutrizionali (e non solo), il rapporto sbilanciato tra grassi saturi e insaturi da un lato, e quello ancora più squilibrato tra Omega-6 e Omega-3 all’interno degli insaturi, gioca un ruolo certamente decisivo.

Mentre il rapporto tra grassi saturi e insaturi va progressivamente migliorando all’interno della popolazione, per fattori che sarebbe troppo lungo analizzare qui, il rapporto tra Omega-6 (acido linoleico — LA) e Omega-3 (acido alfa-linolenico — LNA), la cui proporzione ideale si situa tra 4:1 e 2:1, è attualmente così squilibrato che l’ultimo rapporto dello EDA statunitense parla di un rapporto medio nella comune alimentazione di ben 25:1 (in Europa siamo attorno al 15:1). Questo squilibrio è la principale causa dell’eccesso di produzione degli eicosanoidi infiammatori. Esso può essere contrastato sia correggendo l’utilizzo dei grassi nella alimentazione, soprattutto introducendo fonti di acido alfa-linolenico quali olio di lino e microalghe Klamath; sia introducendo nella dieta fonti di Omega-3 direttamente utilizzabili dal corpo quali il pesce (azzurro, salmonidi non di allevamento, tonno, etc.) o, meglio ancora, olio algale.

Anche se le fonti alimentari di alfa-linolenico LNA sono importanti indipendentemente dai suoi metaboliti EPA e DHA, il fatto che la trasformazione metabolica dello LNA è problematica nella gran parte della popolazione, e soprattutto proprio nei soggetti più a rischio, rende estremamente utile (spesso indispensabile) l’introduzione alimentare di Omega-3 direttamente utilizzabili dal nostro organismo quali il DHA. La trasformazione dello LNA in EPA e DHA dipende infatti da un enzima, il Delta-6 desaturasi, che è scarsamente presente nel tratto digestivo, e riesce a trasformare in metaboliti finali, EPA e DHA, non più del 5% dello LNA ingerito. Inoltre, il Delta-6-desaturasi è ancora più carente proprio negli anziani, nei diabetici, negli ipertesi, e nelle persone affette da patologie neurodegenerative, cioè proprio in quelle persone che più avrebbero bisogno di compiere quella trasmutazione metabolica.

I VANTAGGI DELL’OLIO ALGALE
Stabilita dunque l’utilità di una integrazione diretta degli Omega-3 biodisponibili, restano da chiarire i motivi per cui l’olio algale è preferibile rispetto agli oli di pesce. Innanzitutto va detto che la fonte originaria di EPA e DHA sono le alghe verdi-azzurre contenute nel plancton, e che solo in quanto si nutrono ditali microalgbe i pesci sono fonti effettive di Omega-3. Poiché 180% del pesce consumato è ormai di allevamento e si nutre di tutto fuorché di microalghe verdi-azzurre, il contenuto di Omega-3 del pesce comunemente consumato è praticamente nullo: questa è la ragione per cui, nonostante il consumo di pesce sia quintuplicato negli ultimi 20 anni, le patologie legate al dismetabolismo dei grassi (obesità, problematiche cardiovascolari, infiammatorie, etc.) anziché diminuire sono ulteriormente aumentate. La situazione è ovviamente diversa in rapporto agli oli di pesce, che sono estratti da pesce di mare e normalmente titolati in EPA e DHA.

Il primo problema è ovviamente quello della drammatica depauperazione dei mari e della ingente diminuzione del pesce disponibile; l’aumento del consumo terapeutico degli oli di pesce ovviamente non fa che rafforzare questo tragico trend di distruzione ecologica.

L’altro problema pratico degli oli di pesce è quello legato ai fenomeni di rigurgito che esso provoca nella maggior parte delle persone (anche se ultimamente esistono sul mercato oli di pesce meno soggetti a questo tipo di problemi). Di sicuro, l’olio algale è ben tollerato da tutti gli individui, e non genera assolutamente nessun fenomeno di rigurgito o nausea. Inoltre, mentre l’olio di pesce necessità di numerosi processi di lavorazione chimica (specie se è manipolato per evitare i problemi di rigurgito), l’olio algale è assolutamente puro e non manipolato.

Il vantaggio più grande dell’olio algale è di tipo funzionale: l’olio algale ha infatti una titolazione di DHA notevolmente superiore a quella degli oli di pesce, che in genere hanno un più alto contenuto di EPA. La maggior parte dei benefici deriva però soprattutto dal DHA.

DHA E SISTEMA NEUROCEREBRALE
Il DHA è il principale componente del cervello, tanto che nelle membrane nervose e sinaptosomali plasmatiche rappresenta circa un 35% della porzione acidica totale. Proprio per questo, esso è essenziale per il corretto sviluppo neurale del bambino e più in generale per la plasticità sinaptica.
Con l’invecchiamento si assiste al calo del DHA, e in parallelo ad una perdita di funzionalità cerebrale. In effetti, i pazienti affetti da morbo di Alzheimer mostrano livelli bassissimi di DHA nel cervello.
Quando il ripetersi di stress implicanti il sistema nervoso si associa ad una carenza di DHA, si ha come risultato una perdita di plasticità sinaptica che a sua volta genera perdita di memoria e ridotta efficienza intellettiva.
Diversi studi hanno dimostrato come l’integrazione di DHA nella dieta possa apportare un significativo miglioramento delle funzioni cognitive e un rovesciamento della senescenza neurocerebrale.

Da notare anche che le carenze di DHA portano all’alterazione delle proprietà biofisiche delle membrane neuronali, e ciò ha non solo degli effetti diretti sulla traduzione del segnale, ma anche sui neurotrasmettitori, sull’uptake di serotonina e sulla trasmissione dopaminergica e serotoninergica. Tutto ciò implica di riflesso che l’integrazione di DHA, promuovendo la normalizzazione dell’attività dei neurotrasmettitori, può avere effetti significativi su condizioni quali depressione, senso della fame, memoria e acutezza mentale, processi di degenerazione neurocerebrale.

In particolare, il DHA gioca un ruolo decisivo nella prevenzione dell’invecchiamento neurologico e nella protezione dai processi neurodegenerativi, aiutando a mantenere l’efficienza cerebrale, anche grazie alla sua capacità di stimolare antiossidanti endogeni come il glutation-perossidasi soprattutto nel cerebro.

DHA E SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO
Anche se effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio sono prodotti sia dallo EPA che dal DHA, la recente letteratura scientifica ascrive solo al DHA l’intera gamma di benefici terapeutici sulle patologie cardiovascolari. Il DHA è un normale componente delle membrane vascolari e cardiache, e la carenza di DHA può compromettere l’integrità e la funzionalità tissutale cardiaca.
Numerosi studi hanno confermato che l’integrazione di DHA nella dieta porta ad una significativa riduzione dei biomarkers associati alla patologia cardiovascolare, che ancora oggi costituisce la prima causa di morte nel mondo.

La serie di benefici attribuibili all’integrazione di DHA sono così riassumibili:
a) riduzione dei triglìceridi;
b) riduzione dell’aggregazione piastrinica e della viscosità sanguigna;
c) inibizione dello sviluppo di placche aterosclerotiche;
d) abbassamento della pressione sanguigna;
e) riduzione della fibrillazione ventricolare e delle aritmie.

GRAVIDANZA E LATTAZIONE
Un altra area dove il DHA svolge un ruolo fondamentale è la nascita, crescita e sviluppo cerebrale del neonato e del bambino.

In gravidanza, si ha un forte accumulo di DHA nel cervello del feto proprio nell’ultimo trimestre, e dalla quantità e qualità ditale accumulo dipende il normale sviluppo neuronale e cerebrale del neonato. Il feto riceve il DHA di cui ha bisogno dalla placenta materna, e dunque la salute neurocerebrale del neonato dipende in misura significativa dalla presenza o meno nella dieta della madre di DHA o del suo precursore LNA (ma in questo caso ci devono anche essere tutte le condizioni nutrizionali ed enzimatiche necessarie a trasformare lo LNA in DHA, condizioni che sono sempre più rare nella popolazione).

In effetti, diversi studi hanno stabilito una diretta correlazione tra composizione della dieta materna e il contenuto di DHA nel cervello e nella retina della prole.

Oltre a svolgere un ruolo decisivo per il corretto sviluppo neuronale del feto, la ricerca ha iniziato a dimostrare come l’assunzione di DHA durante la gravidanza possa prolungare la gestazione, aumentare il peso alla nascita e ridurre le possibilità di nascite premature. Va infine aggiunto che, proprio a causa del trasferimento degli acidi grassi essenziali (EFA) dalla madre al feto durante la gravidanza, la madre stessa tende a subire una forte depauperazione dei suoi livelli di EFA, il che è ritenuto da alcuni una delle principali cause della depressione post-partum. L’integrazione di EFA, e in particolare di DHA, durante la gravidanza è utile dunque non solo per il bambino ma per la madre stessa.

INFANZIA
La letteratura scientifica sul ruolo essenziale giocato dal DHA nello sviluppo neuronale e cerebrale del bambino è ormai fortemente consolidata, I bambini allattati al seno tendono ad avere una presenza maggiore di DHA nelle membrane neuronali, ma ciò dipende molto dalla qualità della dieta materna (da cui l’importanza della integrazione dietetica di DHA nella madre). I preparati industriali sostitutivi del latte materno contengono non tanto il DHA, quanto il suo precursore, l’acido alfalinolenico (LNA), che molto spesso non riesce ad essere trasformato nei suoi metaboliti utili a causa delle carenze nutrizionali ed enzimatiche prevalenti nella popolazione (specie quella infantile). L’integrazione di Omega-3 prontamente biodisponibili può essere dunque essenziale per il corretto sviluppo neurocerebrale del bambino. Nel caso del bambino, l’olio algale ricco in DHA è superiore all’olio di pesce anche perché quest’ultimo, contenendo elevate dosi di EPA, interferisce con l’azione dell’acido arachidonico (AA), anch’esso essenziale per la crescita neuronale nell’infanzia. Per concludere, occorre anche sottolineare come l’integrazione di DHA nella dieta dei bambini non allattati al seno, o delle mamme che allattano, ha forti possibilità di migliorare lo sviluppo immunologico del bambino, in particolare tramite il potenziamento della composizione e maturità di linfociti, citochine e antigeni.

ACUTEZZA VISIVA
Le membrane fotorecettoriali della retina rappresentano la parte de! nostro organismo che è costituita dalla più alta percentuale di DHA, circa il 60%. Diversi studi, condotti sia sugli animali che sull’uomo, hanno messo in luce come la carenza di DHA generi conseguenze negative anche sulla capacità visiva. Con l’avanzare dell’età, si assiste ad una perdita progressiva dei fotorecettori, anche a causa di processi ossidativi degenerativi che implicano soprattutto la frazione lipidica ditali recettori, costituita in gran parte dal DHA. La capacità del DHA, e solo del DHA, di arrestare l’apoptosi dei fotorecettori è stata provata sia in vivo che in vitro. Questo conferma come l’integrazione di DHA possa avere effetti benefici sia sulla degenerazione maculare legata all’età, sia su patologie oculari quali la retinite pigmentosa.

ATTIVITÀ ANTINFIAMMATORIA
Per la sua capacità di sostituire l’acido arachidonico (AA) nelle membrane, il DHA esercita anche una importante azione antinfiammatoria. L’AA è intatti precursore delle PGE2 e dei leucotrieni infiammatori, e poter evitare che esso diventi parte delle diverse membrane tissutali, anche muscolari, gioca un ruolo decisivo nel ridurre i diversi processi infiammatori (anche negli sportivi). Inoltre, il DHA favorisce la produzione delle prostaglandine di serie 1 (PGE1) che stimolano l’afflusso di sangue ai muscoli, favorendo così una migliore ossigenazione muscolare.

PHYCOPLUS®
PhycoPlus® è un concentrato di ficocianine e feniletilammina da microalghe Klamath. La Klamath è naturalmente ricca di ficocianine (come tutte le verdi-azzurre ne contiene ca. il 5% del suo peso a secco). In PhycoPluse, tale concentrazione sale attorno al 15%, assieme ad un 0,8-1% di feniletilammina. Grazie alle proprietà antinfiammatorie e neurorigeneranti di queste due molecole, PhycoPluse potenzia in maniera sinergica l’azione del DHA contenuto nell’olio algale.

LE FICOCIANINE UN NUOVO INIBITORE SELETTIVO DI COX-2 E DI LIPOSSIGENASI
Le ficocianine inibiscono l’enzima ciclossigenasi-2 (COX-2), ma lasciano intatto il COX-1.Mentre il COX-1 svolge importanti e benefiche funzioni omeostatiche, il COX2 conduce alla produzione di vari eicosanoidi (prostaglandine, leucotrieni, trombossani) infiammatori, Il problema dei farmaci antinfiammatori (FANS) è che essi inibiscono sia il COX-2 che il COX-1, generando così devastanti effetti collaterali, Le ficocianine svolgono dunque una potente azione antinfiammatoria senza effetti collaterali.

Le ficocianine hanno anche elevate proprietà antiossidanti, notevolmente superiori a quelle delle vitamine C ed E, in particolare contro i radicali OH e RO.
Anche grazie a tale potere antiossidante, le ficocianine inibiscono direttamente l’enzima 5-lipossigenasi, e dunque la produzione del leucotriene 84 (LTB4), responsabile di vari stati infiammatori tra cui l’asma.
Infine, le ficocianine inibiscono l’enzima fosfolipase A2, e quindi la produzione della prostaglandina PGE2, direttamente coinvolta nello sviluppo di varie forme di tumore.
Anche grazie a ciò, le ficocianine svolgono una forte azione antitumorale, e sembrano in grado di ridurre l’angiogenesì e rallentare la crescita cancerosa. Ulteriori studi hanno dimostrato che le ficocianine sono in grado; dì inibire la perossidazione lipidica nel fegato, e l’edema indotto in vivo nelle cavie da GO (glucoso-ossidasD; di inibire l’infiammazione auricolare, e “ridurre sostanzialmente” sia l’infiammazione che il danno colonico nelle coliti indotte da acido acetico nelle cavie; di “ridurre in maniera significativa” il danno epatico provocato nelle cavie da sostanze chimiche epatotossiche.

Recenti studi hanno dimostrato come le ficocianine siano una valida alternativa naturale anche ai nuovi farmaci inibitori selettivi di COX-2; la capacità antinfiammatoria delle ficocianine è risultata da 2 a 3 volte più elevata di quella, rispettivamente, del Celecoxib® e del Rofecoxib®, senza nessuno degli effetti collaterali di questi.

Le proprietà neurorigeneranti della feniletilammina (PEA)

La Klamath è l’unico cibo a tutt’oggi conosciuto che contiene in quantità significative la feniletilammina, una molecola naturalmente prodotta dal nostro cervello negli stati di euforia e gioia (al punto da essere definita la “molecola dell’amore”). La feniletilammina contribuisce direttamente ad aumentare la quantità di dopamina liberamente circolante, incrementando così la trasmissione dopaminergica. Recenti studi hanno messo in luce come la PEA sia anche direttamente coinvolta nella trasmissione serotoninergica e delle catecolamine. E’ grazie a questa sua versatilità neurologica che la PEA è nota come capace di alleviare la depressione, normalizzare l’umore, migliorare l’acutezza mentale e la memoria, stimolare sentimenti di gioia e affetto. PhycoPlus concentra a livelli elevati la PEA naturalmente contenuta nella Klamath, e dunque si presenta come capace di produrre effetti nutriterapici importanti in problematiche come depressione e sbalzi di umore; cali di memoria, concentrazione e acutezza mentale; patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson; disordini dell’attenzione e dell’apprendimento.

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L’Ashwaganda, pianta usata da secoli nella medicina ayurvedica

L’Ashwagandha è una pianta dalle proprietà neuroprotettive, efficace contro il Parkinson, l’Alzheimer e con molte altre proprietà benefiche. 

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I benefici che si attribuiscono all’Ashwagandha riguardano proprio alcune delle malattie che affliggono maggiormente la società moderna, alle prese con i problemi legati all’invecchiamento della popolazione, e cioè il morbo di Parkinson e l’Alzheimer, come pure i problemi di nervosismo, depressione, insonnia ecc. Finché non si troveranno rimedi più efficaci contro questi problemi, potrebbe quindi valer la pena di provare anche con l’Ashwagandha (naturalmente solo dopo aver parlato con il proprio medico e semmai in aggiunta e non in sostituzione delle altre medicine). Nelle dosi giuste non fa male, come provato sia da studi su animali(6) sia dal fatto che è usata da secoli nella medicina ayurvedica (soprattutto come blando calmante, che agevola il sonno)

In casi d’ ansietà e depressione, un’amministrazione controllata per cinque giorni di questa pianta ha dimostrato un’attività ansiolitica simile a quella ottenuta con il lorazepam (Benzodiazepine) ed effetti antidepressivi analoghi a quelli del preparato farmaceutico imipramina (Tofranil) (1)

In una sperimentazione su larga scala (2) sono stati studiati gli effetti di questa pianta sulle conseguenze negative dello stress (compreso l’aumento dell’ormone dello stress, il cortisone) I risultati sono stati impressionanti: riduzione del livello del cortisone del 26%, diminuzione del tasso di zucchero nel sangue al mattino a digiuno e miglioramenti nei profili lipidici.
Negli ultimi 5 anni l’Istituto di Medicina Naturale dell’Università giapponese di Toyama ha condotto ricerche approfondite sui benefici dell’Ashwagandha sul cervello, riscontrando una significativa rigenerazione degli assoni , dei dendriti e delle sinapsi delle cellule neuronali, traendone la conclusione che questa pianta costituisca un potenziale trattamento per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer ed il Parkinson.(3)

Uno studio precedente (4) aveva dimostrato che l’Ashwagandha inibisce l’acetilcolinesterase, un enzima responsabile della degradazione di uno dei messaggeri chimici chiave nel cervello. Le medicine attualmente usate contro l’Alzheimer, come l’Aricept, agiscono appunto in base a questo meccanismo. In aggiunta a questi documentati effetti neuroprotettivi e rigenerativi, un recente studio effettuato per ora solo “in vitro” (cellule in condizioni di laboratorio), ha dimostrato che la withaferina A. contenuta nell’Ashwagandha, avrebbe proprietà di inibizione della crescita di cellule tumorali del seno e del colon ancora più forti di quelle di preparati a base di doxorubicina (Caelix, Myocet).(5)

I principi attivi contenuti nella pianta appartengono al gruppo degli alcaloidi e lattoni steroidei. I lattoni comprendono una categoria di costituenti chiamati withanolidi. Ad oggi sono stati identificati e studiati 35 withanolidi ed un buona parte delle proprietà benefiche della pianta è attribuita a due di questi, la withaferina A e il withanolide D.

Infine, come se ciò non bastasse, oltre ai benefici per problemi sopra citati sono state dimostrate forti proprietà antimicrobiche contro numerosi ceppi batterici, compresa la salmonella. E’ comunque una caratteristica delle piante, che contengono fitocomplessi dalle proprietà variegate, il poter agire contro una vasta serie di problemi, a differenza dei preparati farmaceutici di sintesi, che agiscono magari in modo più forte, ma in modo molto specifico contro una sola patologia.

Riferimenti :
(1) Bhattacharya SK et al. “Anxioliytic-antidepressant activity of Withania somnifera glycowithanolides:an experimental study.” Phytomedicin,2000 Dec;7 (6):463-9
(2) Unpublished study, 2005.NutrGenesis,LLC
(3) Kuboyama T. et al. “Neuritic regeneration and synaptic reconstruction induced by withanolide A”, su Br J Pharmacol.2005 Apr;144(7):961-71
(4) Choudhary MI et al. “Cholinesterase inhibiting withanolides from Withania somnifera.”, su Chem Pharm Bull (Tokyo)2004 Nov;52(11):1358-61
(5) Owais M et al. “Antibacterial efficacy of Withania somnifera an indigenous medicinal plant against experimental murine salmonellosis”, in Phytomedicin 2005 Mar;12(3):229-35
(6) Aphale AA et al. “Subacute toxicity study of the combination of ginseng (Panax ginseng) and ashwaganda (Withania somnifera) in rats: a safety assessment.”, su Indian J Physiol Pharmacol. 1998 Apr; 42(2):299-302

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Alga Klamath

Volevamo qualcosa di incontaminato, di puro…ma che fosse allo stesso tempo ricco e che portasse in sé tutte le forze degli elementi della natura…. terra, acqua, sole.. . L’abbiamo trovato nel lago Klamath, in Oregon, nel nord degli Stati Uniti, collocato all’interno di uno straordinario scenario naturale protetto.

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Le alghe verdi azzurre che crescono nel Lago Klamath, in Oregon, si arricchiscono della incredibile varietà di minerali di origine vulcanica trasportati dalle acque purissime di sorgente che giungono al lago. L’inquinamento là non esiste, come nemmeno l’uso di pesticidi e di qualsiasi altro composto chimico. Il sole favorisce la crescita e lo sviluppo di microalghe assolutamente uniche, prima di tutto perché ancora raccolte nel loro ambiente naturale.

La composizione di questi semplici microrganismi è straordinaria; le sostanze nutritive sono bilanciate e perfettamente in sintonia con ciò di cui il nostro organismo ha bisogno: oltre 30 minerali ed oligoelementi, 12 vitamine, tra le quali la C e la E in elevate quantità ed il gruppo B al completo, essenziale per la salute delle cellule nervose.

Inoltre l’alga Klamath contiene dal 60 al 65% di proteine nobili facilmente assimilabili, composte da tutti i 20 aminoacidi, oltre ad elevate quantità di aminoacidi liberi, ossia non legati tra loro a formare catene proteiche. Sono proprio questi ultimi i più importanti per noi perché fungono da precursori per la formazione dei peptidi cerebrali, i neuropeptidi, nutrimento essenziale per il nostro cervello.

Le condizioni climatiche, caratterizzate da inverni particolarmente rigidi, favoriscono, nella membrana cellulare di quest’alga, la sintesi di acidi grassi, in particolare Omega-3 e Omega-6. Anche questa proprietà contribuisce a rendere la Klamath un nutriente completo per la funzionalità del nostro sistema nervoso.

Non mancano gli antiossidanti, soprattutto il betacarotene, perfettamente assimilabile e potenziato da altri 14 carotenoidi che ne completano l’azione.

Recenti analisi hanno rivelato inoltre la presenza di un composto naturalmente prodotto dal cervello, la feniletilammina, con proprietà stimolanti ed antidepressive.

Tutto ciò rende l’alga Klamath un nutriente veramente straordinario, le cui funzioni terapeutiche sono difficilmente delimitabili. I benefici vanno dall’aumento dell’energia e della vitalità fisica e mentale alla diminuzione dello stress, del nervosismo, dell’ansia e dell’irritabilità.

Noi crediamo sia l’aiuto migliore che la natura ti possa offrire, in particolare ora. È ancora incontaminata e purissima…speriamo rimanga tale!

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Depressione stagionale

La depressione stagionale é una forma depressiva lieve che si ripropone ogni anno al cambio di stagione, in particolar modo con l’accorciamento della giornata di luce. Qui parliamo di alcuni rimedi naturali

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In Autunno e in Primavera si può soffrire di piccole crisi depressive causate soprattutto dal cambiamento climatico e dalla diminuzione delle ore di luce solare .

La cosiddetta depressione stagionale é un tipo di depressione chiamata SAD ( Seasonal Affective Disorder ) che determina nella persona stanchezza , disinteresse per le attività che si svolgono normalmente, sonnolenza , calo del desiderio sessuale . Spesso tutto questo si accompagna ad un intenso desiderio di cibo e quindi ad un aumento del peso corporeo. Nella maggior parte dei casi questi disturbi scompaiono col sopraggiungere della bella stagione. E’ importante però tenere sotto controllo questo disturbo e una terapia consiste nell’esporsi quotidianamente alla luce solare, almeno un’ora al giorno, o davanti a luci particolari che riproducono esattamente la luce solare.
Per quanto riguarda l’ alimentazione chi soffre di SAD dovrà cercare di limitare l’eccesso di calorie assunte quotidianamente. Sarà sufficiente consumare a intervalli regolari pasti piccoli e nutrienti, a base di cereali integrali, carni magre, pesce, formaggi magri, molta frutta e verdura; preferire i carboidrati complessi come cereali, pasta, pane, patate, ed evitare zucchero e dolci; mangiare sempre seduti, masticando e inghiottendo con calma. In questo modo non si avvertirà il bisogno di assumere altro cibo.

Per quanto riguarda i RIMEDI NATURALI che possono essere d’aiuto ve ne sono vari.

Il primo è il MAGNESIO , minerale ormai assai conosciuto ed utilizzato anche nella medicina allopatica o ufficiale. Si utilizza negli stati di ansia, iperemotività sindromi premestruali. Lo si può trovare sotto forma di polvere o tavolette da assumere più volte al giorno ma vi sono anche alimenti ( forse un po’ troppo calorici ) che lo contengono in grande quantità come cacao, cioccolato e noci.

Una pianta che possiamo utilizzare anche in associazione con magnesio è la RHODIOLA ROSEA , un adattogeno che aiuta il nostro organismo a contrastare gli effetti negativi dello stress e adattarsi meglio nei confronti di ciò che ci disturba. Sembra che agisca favorevolmente anche sul calo del desiderio sessuale.

Vi sono piante con azione tonica e stimolante che possono aiutare in questi periodi contrastando lo stato di sonnolenza e apatia ed eventualmente anche quello del calo del desiderio sessuale.

GINSENG, MACA, ELEUTEROCOCCO, SUMA, DAMIANA , MUIRA PUAMA ,GUARANA’: Di solito vengono preferite le associazioni di queste piante ma possono essere utilizzate anche singolarmente. Se l’aumento del peso corporeo è eccessivo e con la sola dieta non si riesce a tornare al peso desiderato possiamo trovare un aiuto in rimedi naturali che accelerano il metabolismo come ANANAS , FUCUS , CITRUS AURANTIUM , CROMO POLINICOTINATO o rimedi naturali che riducono l’assorbimento come: GYMNEMA , GLUCOMANNANO , GARCINIACAMBOGIA, CHITOSANO .

Vi è un altro disturbo molto frequente soprattutto in Autunno ed in Inverno. Gli studiosi parlano di METEOROPATOLOGIA ed è una vera e propria scienza che si divide in meteorosensibilità e meteoropatia. Si è definiti meteorosensibili quando, al variare delle condizioni climatiche, si riacutizzano o si aggravano le malattie preesistenti. Si è definiti invece meteoropatici quando, sempre al variare delle condizioni climatiche, si manifestano disturbi di cui normalmente non si soffre. Anziani e bambini sono i più soggetti a risentire delle variazioni climatiche sia dal punto di vista fisico che psicologico poiché il loro organismo non ce la fa ad adattarsi subito ai cambiamenti esterni.

Da un punto di vista fisico un aiuto ce lo possono dare quelle piante che aumentano le nostre difese immunitarie e che possono essere utilizzate tranquillamente anche da bambini o anziani. Per esempio ECHINACEA o UNCARIA TOMENTOSA se somministrate dall’autunno per tutto il periodo invernale rafforzano l’organismo e anche una eventuale influenza o un raffreddore saranno affrontati e “sconfitti” con molta più facilità e velocità. Stesso discorso per PROPOLI o PAPAIA FERMENTATA .

Tra i fattori climatici che maggiormente aggravano i sintomi di chi soffre di METEOROPATIA vi sono l’umidità e il vento. Il grado ideale di umidità è del 50 – 60 % poiché l’aria eccessivamente secca può irritare le vie respiratorie mentre l’aria troppo umida ostacola la circolazione del sangue. Quando all’umidità eccessiva si associa un intenso caldo si possono avere molti fastidi: difficoltà di concentrazione, calo del rendimento fisico e intellettuale, disturbi cardiocircolatori, allergie.Il vento può indurre eccitazione ma, se persiste troppo, può determinare spossatezza. Alcuni venti provocano mal di testa, depressione, sbalzi di pressione. Il Föhn , vento caldo e secco che spira da nord a sud e si forma nelle regioni alpine, influisce sia sul fisico che sulla psiche provocando irritabilità, depressione, mal di testa, insonnia, disturbi della circolazione. Alla base di questi disturbi sembra che possa esserci l’influsso esercitato dalla carica elettrica dell’aria sul sistema nervoso centrale e il contrasto che si forma quando l’aria calda del Föhn e l’aria fredda della terra si incontrano.

Anche se gli studiosi non sono concordi sulle cause della meteoropatia sembra che alla sua origine vi sia la funzione svolta da una ghiandola, l’epifisi. Questa ghiandola influirebbe sul funzionamento delle ghiandole surrenali quando l’organismo è sotto stress e sulla tiroide. E’ stato scoperto che l’attività dell’epifisi è regolata dalla luce del sole e dai campi magnetici della Terra. Questa ghiandola stimola la produzione di MELATONINA , un ormone che viene prodotto quando è buio e la cui produzione si riduce nei periodi di stress e in età avanzata.

I possibili rimedi naturali ci vengono da piante ad attività adattogena come la RHODIOLA ROSEA, di cui abbiamo parlato prima. Altre piante efficaci sono quelle ad azione rilassante ed ansiolitica come VALERIANA, PASSIFLORA, TIGLIO, MELISSA, che assunte quotidianamente migliorano il tono dell’umore e la qualità della vita. Se è soprattutto il ritmo del sonno ad essere alterato allora possiamo utilizzare MELATONINA poiché probabilmente il nostro livello di stress ha determinato una riduzione di produzione endogena dell’ormone. Si deve prendere tutti i giorni una compressa 20 minuti prima di andare a letto e gli effetti cominciano a manifestarsi dopo 15 -20 giorni.

Per contrastare gli effetti negativi dei campi magnetici che si formano sulla Terra si può indossare un bracciale di rame. Sembra che il rame incida sul rapporto tra ioni positivi e negativi scaricando l’elettricità elettrostatica che si accumula nell’aria .

Tra gli oli essenziali da poter utilizzare per ottenere un effetto rilassante e per contrastare piccoli momenti di depressione vi sono TIMO e LAVANDA . Sopratutto la lavanda può essere messa su un fazzolettino di stoffa di cotone ed annusato spesso per potenziarne l’effetto e sfruttarne appieno le virtù.