La natura rappresenta da sempre una fonte importante di sostanze bioattive utilizzate dalla ricerca farmacologica. Numerosi principi attivi di origine vegetale hanno infatti contribuito alla scoperta e allo sviluppo di farmaci moderni.
Una recente revisione scientifica pubblicata nel 2025 sulla rivista Chinese Medicine ha analizzato oltre 1.100 studi dedicati a diversi composti naturali studiati per la loro possibile attività antitumorale.
La revisione, intitolata “Natural anti-cancer products: insights from herbal medicine”, ha preso in considerazione studi cellulari, modelli animali e moderne analisi multi-omiche, concentrandosi sui meccanismi molecolari attraverso i quali alcune sostanze naturali potrebbero interferire con i processi coinvolti nello sviluppo e nella progressione dei tumori.
È importante sottolineare che si tratta principalmente di evidenze precliniche: i risultati ottenuti in laboratorio o negli animali non dimostrano automaticamente un’efficacia terapeutica nell’uomo.
Quali sono i 12 composti naturali studiati?
Dalla revisione emergono 12 sostanze o gruppi di composti che hanno mostrato ripetutamente attività interessanti nei modelli sperimentali analizzati.

1. EGCG del tè verde
L’EGCG, ovvero epigallocatechina gallato, è una delle principali catechine presenti nel tè verde. Gli studi analizzati hanno evidenziato diversi possibili meccanismi d’azione, tra cui l’interferenza con alcune vie coinvolte nella crescita cellulare, la promozione dell’apoptosi e la modulazione dei processi infiammatori.
Tra i meccanismi studiati troviamo:
- modulazione delle vie PI3K/AKT/mTOR;
- promozione della morte cellulare programmata;
- riduzione di alcuni segnali infiammatori;
- interferenza con angiogenesi e invasività cellulare;
- possibile modulazione di meccanismi associati alla resistenza ai farmaci.
2. Triptolide e celastrol
Triptolide e celastrol sono composti presenti nella pianta Tripterygium wilfordii, conosciuta anche come “vite del dio del tuono”. La ricerca preclinica ha evidenziato una notevole attività biologica di queste molecole, che possono interferire con diversi meccanismi cellulari.
Sono stati studiati in particolare per la capacità di:
- modulare vie come NF-κB, STAT3 e AKT/mTOR;
- favorire l’apoptosi;
- influenzare il ciclo cellulare;
- interferire con alcuni meccanismi di evasione immunitaria.
3. Artemisinina
L’artemisinina è un composto ottenuto da Artemisia annua. È conosciuta soprattutto per il suo impiego farmacologico contro la malaria, ma la ricerca sta studiando anche altri possibili effetti biologici.
Negli studi preclinici sono stati osservati meccanismi che comprendono:
- aumento dello stress ossidativo nelle cellule tumorali;
- interferenza con l’angiogenesi;
- riduzione della capacità invasiva delle cellule;
- modulazione di alcune vie associate alla resistenza ai farmaci.
4. Ginsenosidi del ginseng
I ginsenosidi sono i principali composti bioattivi caratteristici del ginseng.
La ricerca sperimentale ha evidenziato possibili effetti su diversi processi cellulari coinvolti nella progressione tumorale, tra cui:
- modulazione dell’apoptosi;
- interferenza con alcuni meccanismi di metastatizzazione;
- regolazione di vie immunitarie;
- influenza su p53 e PTEN;
- possibile interazione con il microbiota intestinale.
Il ginseng è inoltre studiato per il suo possibile ruolo nel supporto dell’organismo e nella gestione della stanchezza, anche in ambito oncologico.
5. Curcumina
La curcumina è uno dei principali componenti bioattivi della curcuma.
È una delle sostanze naturali maggiormente studiate dalla ricerca scientifica e, nei modelli preclinici, ha mostrato la capacità di intervenire su numerose vie cellulari.
Tra i meccanismi studiati:
- induzione dell’apoptosi e di altre forme di morte cellulare;
- modulazione dell’infiammazione;
- interferenza con l’angiogenesi;
- influenza su alcuni meccanismi di resistenza ai farmaci;
- riduzione di marcatori associati all’invasività cellulare.
6. Icariina (Horny Goat Weed / Erba di capra cornea)
L’icariina è un flavonoide associato alle piante del genere Epimedium. Gli studi preclinici hanno evidenziato possibili effetti sulla risposta immunitaria e sulle vie di crescita cellulare.
In particolare, sono stati studiati:
- modulazione dell’espressione di PD-L1;
- influenza sulle vie PI3K/AKT;
- possibile interferenza con alcuni meccanismi di resistenza ai farmaci;
- riduzione di alcuni segnali associati all’invasività cellulare.
7. Resveratrolo
Il resveratrolo è un polifenolo presente soprattutto nella buccia dell’uva rossa e in diversi frutti di bosco. È da tempo oggetto di numerose ricerche per le sue proprietà biologiche.
In ambito oncologico sperimentale, gli studi hanno analizzato la sua possibile capacità di:
- modulare p53;
- ridurre alcuni segnali infiammatori;
- influenzare i processi di invasione cellulare;
- attivare differenti vie di morte cellulare;
- interagire con alcuni trattamenti convenzionali.
8. Apigenina (Camomilla)
L’apigenina è un flavonoide presente in diverse piante e alimenti, tra cui la camomilla, il prezzemolo e il sedano. La maggior parte delle evidenze relative al suo possibile ruolo antitumorale deriva da studi in vitro e da modelli animali.
Tra i meccanismi studiati troviamo:
- modulazione di PI3K/AKT, EGFR ed ERK;
- influenza sull’espressione di PD-L1;
- possibile modulazione dei meccanismi di resistenza ai farmaci;
- interferenza con processi di invasione cellulare;
- induzione dell’apoptosi e di altre forme di morte cellulare.
9. Acido ursolico
L’acido ursolico è un composto naturale presente, tra le altre fonti vegetali, nella buccia delle mele, nel basilico e nel rosmarino. Le ricerche disponibili sono principalmente precliniche e hanno studiato la sua capacità di interferire con diversi processi cellulari.
Sono stati analizzati in particolare:
- modulazione di p53 e dello stress ossidativo;
- interferenza con la via AKT/mTOR;
- possibile riduzione dei processi associati alla metastatizzazione;
- influenza sulla ferroptosi;
- possibile interazione con meccanismi di resistenza ai farmaci.
10. Silibinina (Cardo Mariano)
La silibinina è uno dei principali componenti della silimarina, estratta dal cardo mariano. La ricerca preclinica ha studiato il suo possibile ruolo nella modulazione di diversi meccanismi cellulari coinvolti nella progressione tumorale.
Tra quelli analizzati:
- modulazione di mTOR e STAT3;
- interferenza con l’angiogenesi;
- influenza sulla via Wnt/β-catenina;
- supporto alla funzionalità mitocondriale;
- modulazione dell’espressione di PD-L1.
11. Berberina
La berberina è un alcaloide naturale presente in diverse piante medicinali, tra cui Coptis chinensis e Hydrastis canadensis. Gli studi sperimentali hanno esaminato la sua capacità di interferire con numerose vie cellulari.
Tra i meccanismi studiati:
- modulazione delle vie PI3K/AKT;
- influenza su HER2 e TGF-β;
- riduzione di alcuni segnali infiammatori;
- possibile interferenza con meccanismi di resistenza ai farmaci.
12. Emodina
L’emodina è un composto antrachinonico presente in piante come il rabarbaro e il poligono del Giappone. Le evidenze disponibili sono prevalentemente precliniche e suggeriscono possibili interazioni con diversi meccanismi cellulari.
La ricerca ha studiato in particolare:
- modulazione delle vie Wnt/β-catenina, STAT3 e NF-κB;
- induzione di diverse forme di morte cellulare;
- interferenza con il metabolismo delle cellule tumorali;
- influenza sulle molecole coinvolte nell’invasività;
- possibile modulazione della resistenza ai farmaci.
Cosa ci insegna questa ricerca?
Uno degli aspetti più interessanti della revisione è che molti dei composti analizzati sembrano intervenire contemporaneamente su diversi processi biologici. Gli studi hanno evidenziato possibili interazioni con meccanismi coinvolti nella crescita cellulare, nell’infiammazione, nell’angiogenesi, nella metastatizzazione, nell’evasione immunitaria e nella resistenza ai farmaci.
Questo approccio multifattoriale rappresenta uno degli elementi che rendono le sostanze naturali particolarmente interessanti per la ricerca farmacologica.
Dalla ricerca di laboratorio all’uomo
È però fondamentale distinguere tra attività antitumorale osservata in laboratorio ed efficacia clinica dimostrata nei pazienti. Un composto può mostrare risultati molto promettenti su cellule tumorali coltivate in laboratorio o in modelli animali, ma ciò non significa automaticamente che possa prevenire o curare un tumore nell’uomo.
Sono necessari studi clinici rigorosi per stabilire efficacia, dosaggio, sicurezza, interazioni con altri trattamenti e reale utilità terapeutica. La revisione pubblicata nel 2025 rappresenta quindi soprattutto una fotografia dello stato della ricerca preclinica sui composti naturali studiati in ambito oncologico.
Natura e ricerca farmacologica
Lo studio conferma quanto il mondo naturale continui a rappresentare una fonte importante di molecole bioattive. Tè verde, curcuma, ginseng, uva, camomilla, cardo mariano e numerose altre piante contengono sostanze che la ricerca scientifica continua ad approfondire.
Il loro interesse non deriva però dalla semplice etichetta di “naturale”, ma dalla possibilità di identificare molecole specifiche, comprenderne i meccanismi biologici e verificare attraverso studi rigorosi se possano avere una reale applicazione terapeutica.
Fonte scientifica: Cui D., Zhang C., Zhang L. et al. Natural anti-cancer products: insights from herbal medicine. Chinese Medicine 20, 82 (2025). DOI: 10.1186/s13020-025-01124-y.
Altri articoli
- Erboristeria Arcobaleno: Coriolus Versicolor e glicoproteine PSP e PSK
- Erboristeria Arcobaleno: Oncologia Integrata: il ruolo dei funghi medicinali
- Erboristeria Arcobaleno: Prodotti naturali a supporto della terapia oncologica
- Erboristeria Arcobaleno: MICO onco CARE: funghi liquidi ad alta concentrazione
- Erboristeria Arcobaleno: Funghi medicinali in nanoemulsione ad alta concentrazione
- Erboristeria Arcobaleno: Giuseppe Di Bella: speciale medicina amica
- Erboristeria Arcobaleno: Il cancro non è una malattia
- Erboristeria Arcobaleno: Supporto-oncologico-Integratori
- Erboristeria Arcobaleno: SUPPORTO ONCOLOGICO
- Erboristeria Arcobaleno: Dall’embrione di un pesce tropicale buoni effetti contro il cancro
- Erboristeria Arcobaleno: Riprogrammare le cellule tumorali
- Erboristeria Arcobaleno: Nuovi risultati in tema di riprogrammazione delle staminali per la cura dell’epatocarcinoma, del tumore del colon e altri tipi di cancro
- Erboristeria Arcobaleno: L’ascorbato e il Ribosato di potassio nelle nuove prospettive di cura del tumore
- Erboristeria Arcobaleno: Ascorbato di Potassio: benefici per la salute
- Erboristeria Arcobaleno: L’ascorbato di potassio, alleato contro il cancro anche negli animali
- Erboristeria Arcobaleno: Supporto-oncologico-Integratori
- Erboristeria Arcobaleno: Zeolite: alleata contro tossine e tumori
- Erboristeria Arcobaleno: Il fiuto straordinario del cane nella diagnosi precoce del tumore
- Erboristeria Arcobaleno: I Magnifici “sette” consigli anticancro
- Erboristeria Arcobaleno: Antiossidanti come difesa dal cancro
- Erboristeria Arcobaleno: Il Coprinus come supporto contro il cancro al seno
- Erboristeria Arcobaleno: Terapie complementari e oncologia











Uno dei funghi medicinali più conosciuti è il 

PQQ e biogenesi mitocondriale
Conclusioni
Evidenze sperimentali su specifici microrganismi


Antiossidanti e integrazione nutrizionale