Importanza della Vitamina K2 (MK-7) e corretto utilizzo del calcio.

La vitamina K2, che fa parte della famiglia della vitamina K, ha dimostrato di influenzare positivamente la produzione della proteina osteocalcina, un agente di rimozione del calcio dai tessuti molli e dalle arterie riconducendolo nel tessuto osseo. Per questo motivo risulta più utile a differenza dalla sola vitamina K. La vitamina K2 si è dimostrata il supporto ideale per l’attività della vitamina D3.

L’azione della vitamina K sul mantenimento di ossa normali come indicato anche dal REGOLAMENTO (UE) N. 432/2012 DELLA COMMISSIONE del 16 maggio 2012, trova riscontro in numerosi studi scientifici, tra i quali segnaliamo un articolo di analisi del Dott. Katarzyna Maresz apparso su Integrative Medicine: a clinician’s Journal dal titolo Proper Calcium Use: Vitamin K2 as a Promoter of Bone and Cardiovascular Health. (Uso corretto del calcio: Vitamina K2 quale promotore della salute cardiovascolare e delle ossa)

Di seguito l’abstract dello studio.

Un’ assunzione non adeguata del calcio può comportare a una diminuita densità minerale ossea che può incrementare vil rischio di fratture osee. L’integrazione di calcio promuove la densità minerale e robustezza ossea e può prevenire l’osteoporosi.

Studi scientifici recenti suggeriscono che un’assunzione “importante” di integratori di calcio possonopossono predisporre all’insorgenza di malattie cardiovascolari e possono essere connessi con il deposito di calcio a livello delle pareti dei vasi sanguigni e dei tessuti molli.

D’altra parte, la vitamina K2 è associata con l’inibizione della calcificazione e dell’irrigidimento delle arterie. Un’assunzione adeguata di vitamina K2 ha dimostrato di abbassare il rischio di danno vascolare perché attiva la proteina di matrice GLA (MGP), che inibisce i depositi del calcio sulle pareti. La Vitamina K, in particolare la vitamina K2, è quasi del tutto assente nel cibo spazzatura e viene consumata in quantità molto basse persino nelle diete salutistiche del mondo Occidentale. La mancanza di Vitamina K comporta un attivazione non corretta della proteina matrice GLA (MGP)  la quale compromette in modo importante il processo di rimozione del calcio e aumenta il rischio di calcificazione dei vasi sanguigni.

Un aumentato apporto di vitamina K2 potrebbe essere un mezzo per limitare i rischi per la salute legati alla necessità di abbassare i livelli calcio.

Studi effettuati sul natto (semi di soia fermentati) confermano l’importanza della vitamina K2 in forma di menachinone  7 (MK-7).

Gli studi del dott. Kaneki e colleghi hanno mostrato che un aumentata assunzione di MK-7 porta a una osteocalcina maggiormente attivata, il che si collega a un aumento della formazione della matrice ossea e della densità ossea minerale e perciò un rischio inferiore di frattura all’anca.

Questi risultati sono stati confermati in uno studio di 3 anni su 944 donne in un’età tra 20 e 79 anni, che hanno hanno dimostrato che l’assunzione di natto arricchito con MK-7 è associata con il preservare la densità minerale ossea.

Per l’articolo completo (in lingua originale) clicca QUI

Fonti bibliografiche
1. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1268_5_file.pdf

Come prevenire le malattie nell’età avanzata

Uno studio, sostenuto dall’UE, ha approfondito gli effetti della vitamina D, degli omega-3 e dell’attività praticata a casa sulla salute degli anziani. Tutti abbiamo sentito o letto circa i benefici per la salute riguardo la vitamina D, gli acidi grassi omega-3 e l’attività fisica.In un contesto di rapido invecchiamento della popolazione europea, assume sempre più importanza verificare qualora tali strategie siano efficaci nel migliorare la salute dei nostri cittadini più anziani.

Per rispondere a tale domanda, il progetto DO-HEALTH, finanziato dall’UE, ha studiato l’incidenza della vitamina D, degli omega-3 e di un programma di allenamento incentrato sulla forza su adulti relativamente sani di età pari o superiore ai 70 anni.

Lo studio è stato pubblicato nel «Journal of the American Medical Association».

Il più ampio studio europeo sugli anziani

Condotto da Heike Bischoff-Ferrari, professoressa di medicina geriatrica e di ricerca nell’ambito dell’invecchiamento presso l’Università di Zurigo, coordinatore del progetto, lo studio DO-HEALTH comprendeva 2157 partecipanti provenienti da cinque paesi europei: Austria, Francia, Germania, Portogallo e Svizzera.

Gli anziani arruolati nello studio non erano affetti da gravi problemi di salute nei cinque anni precedenti alla sperimentazione, presentavano una mobilità sufficiente e buone funzioni cognitive.

L’obiettivo dello studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo consisteva nello stabilire qualora la vitamina D, gli omega-3 e della semplice attività fisica, separatamente o in combinazione, potessero migliorare sensibilmente la salute degli anziani nelle seguenti aree: pressione sanguigna diastolica o sistolica, fratture non vertebrali, prestazioni fisiche, tasso di infezione o cognizione.

Durante lo svolgimento dello studio della durata di tre anni, i partner del progetto DO-HEALTH hanno organizzato visite complete di intere giornate per monitorare la salute dei partecipanti.

Inoltre, ogni tre mesi essi hanno condotto alcune indagini telefoniche e hanno annotato nuove infezioni, malattie, cadute, visite mediche e ricoveri ospedalieri.

«I nostri risultati suggeriscono che l’integrazione di vitamina D e degli omega-3 in adulti di età pari o superiore ai 70 anni possono avere un effetto sulle infezioni» 

Secondo l’articolo, gli acidi grassi omega-3 hanno ridotto del 10% il rischio di infezione nelle vie aeree superiori e del 62% nelle vie urinarie.

Inoltre, la vitamina D ha diminuito del 16% il rischio di infezione nelle persone dai 70 ai 74 anni, anche la pressione sanguigna sistolica di 2,5 mmHg negli uomini.

«Considerata la sicurezza elevata dei costi ridotti di questi integratori insieme alla mortalità elevata correlata alle infezioni negli anziani, tali risultati sono molto pertinenti per la salute della popolazione generale», ha osservato Bischoff-Ferrari.

«In ultima analisi, l’obiettivo di DO-HEALTH consiste nel permettere un maggior numero di persone invecchiare in un modo sano e attivo», ha concluso Bischoff-Ferrari.

La biobanca di DO-HEALTH (VitaminD3-Omega3-Home Exercise- HeALTHy Aging and Longevity Trial) creata per lo studio verrà utilizzata per ricerche future nell’ambito di malattie croniche tra gli anziani e per migliorare le procedure preventive.

Fonte: https://cordis.europa.eu/

Per ulteriori informazioni sull’importanza dell’implementazione della Vitamina D vedi anche la pagina Vitamine del sito qui oppure qui per gli Omega

Il calcio che conta

Il massimo contenuto di calcio nelle ossa si rileva intorno ai trent’anni poi, progressivamente, le ossa cominciano a perderne. diventa così indispensabile integrarlo quotidianamente con l’alimentazione e fare attività fisica per stimolarne la deposizione nello scheletro. Altrettanto utile è stare al sole per favorire la produzione della vitamina D, che ne migliora l’assorbimento.
È il minerale più abbondante nel nostro organismo. Lo si assume attraverso gli alimenti (ne sono ricchi il latte e i suoi derivati, gli ortaggi e le verdure e alcuni pesci). Ma solo una piccola quantità, circa il 30%, viene effettivamente assorbita.

L’assimilazione del calcio dipende infatti da più fattori:

dall’età (i bambini ne assimilano fino al 60%, mentre negli anziani la percentuale scende al 20%).

Dalla presenza nell’intestino delle vitamine soprattutto la D.

Dall’assunzione di alcuni alimenti (il lattosio, per esempio, ne favorisce l’assorbimento, mentre l’eccesso di sale e di caffeina lo riducono).

Per questo ne è carente chi soffre di intolleranza ai latticini, chi è vegano, chi eccede nell’alcol e spesso anche le donne durante la gravidanza, l’allattamento o la menopausa.

In tutti questi casi può essere utile soddisfarne il fabbisogno con integratori specifici a base di calcio associato alla vitamina D che ne favorisce la disponibilità.

 

Per maggiori informazioni visita anche la pagina MINERALI o QUI

Klamin® e Aphamax®- Straordinarie molecole cianobatteriche

Klamin® e Aphamax® sono i due estratti microalgali inventati e brevettati dal Dott. Stefano Scoglio.

Questo breve articolo è la prima presentazione sintetica, ma completa e accessibile, degli studi scientifici e clinici condotti sui due estratti da alga Klamath.

Gli studi su questi estratti coprono aree diverse come depressione e ansia; neurodegenerazione e ADHD; autismo e Alzheimer; così come la psoriasi e l’infiammazione urinaria e gastrica; riduzione della lipoperossidazione delle cellule e aumento dei fattori nutrizionali e antiossidanti in vivo.

I due estratti hanno dimostrato la capacità di stimolare il rilascio e la mobilizzazione di cellule staminali sia somatiche che neurali, con un grande potenziale nella lotta contro l’invecchiamento e la degenerazione generale ad esso associata.

 

Dall’invisibile Fiore dell’Acqua (Aphanizomenon flos aquae) ai due estratti Klamin® e AphaMax®

Aphanizomenon flos aquae (AFA), il “fiore invisibile dell’acqua”, è un tipo di cianobatteri, detti anche “alghe verdi-azzurre”.

L’unico che è ampiamente consumato come integratore alimentare è il ceppo che vive e prolifera nell’Upper Klamath Lake, Oregon, USA.

Il suo nome specifico è Aphanizomenon flos aquae Ralfs ex Born. & Flah. Var. flos aquae. Klamath AFA è il prodotto delle caratteristiche uniche del Lago Upper Klamath, cuore di un vero paradiso ambientale situato in un’area di montagne vulcaniche.

Si trova a 1300 metri di altitudine con 300 giorni di sole all’anno e inverni molto freddi che costringono le alghe a produrre acidi grassi.

Il lago stesso è piuttosto grande, ma anche molto superficiale, cosa che favorisce la fotosintesi, e con un deposito di minerali vulcanici alto fino a 10 metri, il che spiega l’esclusiva ricchezza minerale di Klamath AFA.

Come visibile dalla mappa, il lago si trova appena sotto l’incredibile Crater Lake, formatosi 7.700 anni fa dall’esplosione del monte Mazama, le cui ceneri hanno depositato una grande massa minerale sul fondo del lago Klamath.

Le acque incontaminate e super-energetiche che scendono dal Crater Lake ancora oggi nutrono il lago Klamath, dandogli forza e vitalità.

Nonostante le maldicenze sul lago da parte di critici interessati, il lago Klamath è uno dei laghi più incontaminati del mondo.

È uno dei siti più importanti per gli uccelli sia stanziali che migratori degli Stati Uniti occidentali, e in estate si possono trovare decine di migliaia di uccelli come unici abitanti del lago, dai famosi Dancing Grebes, ai Pellicani e alle Aquile Calve – l’uccello simbolo degli Stati Uniti – super predatori al vertice della catena alimentare – e per questo basilari marker ambientali – che possono sopravvivere solo in aree non inquinate.

Grazie a questo straordinario ambiente, l’AFA Klamath, che viene raccolta selvaggia, è probabilmente il cibo più ricco sulla terra, e in termini assoluti batte praticamente qualsiasi altro cibo o supercibo in termini di abbondanza nutrizionale. Il suo profilo nutrizionale super-ricco comprende tutte le 14 vitamine, con alte concentrazioni di vitamina A (sotto forma di pro-vitamina A caroteni); Vitamine del gruppo B, tra cui un’elevata quantità di vitamina B12 e folati (la forma naturale dell’acido folico), estremamente importanti per prevenire l’accumulo dell’amminoacido tossico omocisteina; vitamina K, importante per la salute delle ossa e dei denti e per una corretta coagulazione del sangue; piccole quantità di vitamina C ed E.

Klamath AFA ha anche 73 minerali e oligoelementi, tra cui quantità significative di ferro, fluoro naturale e vanadio, essenziali per il metabolismo dell’insulina e la sindrome metabolica.

Klamath AFA è una buona fonte di acidi grassi Omega 3, ha il più ampio spettro di carotenoidi, tra cui importanti xantofille come luteina, zeaxantina, cantaxantina, astaxantina e licopene.

Recentemente abbiamo scoperto che l’AFA ha un alto contenuto e varietà di polifenoli, così come la più completa e potente serie di molecole nutraceutiche, tra cui un’enorme concentrazione (quantificabile al 4%) della clorofilla anti-infiammatoria e anti-tumorale (si consideri che “alimenti verdi” come le erbe di cereali hanno un tasso medio di clorofilla dello 0,3%). Prima di passare alla disamina di tali molecole, vorrei fare un confronto tra Klamath AFA e le altre due microalghe più comuni, Spirulina e Clorella.

La Spirulina è l’altra microalga cianobatterica consumata come integratore alimentare.

Sia l’AFA Klamath che la Spirulina sono “alghe blu-verdi”, cioè appartengono alla classe dei cianobatteri primordiali, la prima forma di vita sul pianeta, chiamata anche procarioti, che differiscono da tutte le altre forme di vita successiva.

Tra le altre caratteristiche uniche, i cianobatteri non hanno una membrana a base di cellulosa, e quindi sono facilmente digeribili (al contrario, ad esempio, della Clorella, che è una microalga unicellulare eucariotica, con una membrana resistente che deve essere meccanicamente distrutta per renderla digeribile per gli umani).

I cianobatteri precedono anche la distinzione tra vegetali e animali, e così, mentre sono blu-verdi e vivono nell’acqua, hanno fino al 70% di proteine. Si tratta di “proteine nobili”, essendo formate da tutti i 9 amminoacidi essenziali.

Klamath AFA possiede tutti i 20 amminoacidi e ha una proporzione degli amminoacidi essenziali che è ideale per l’assorbimento umano, così che il suo tasso di assorbimento delle proteine è addirittura migliore sia della carne che delle uova.

Sia l’AFA Klamath che la Spirulina sono “alghe verdi-azzurre”, cioè appartengono alla classe dei cianobatteri primordiali, la prima forma di vita sul pianeta.

Tuttavia, oltre ai loro tratti comuni, ci sono anche differenze molto significative tra AFA     Klamath, Spirulina e Clorella, come sintetizzato dalla seguente tabella:

Klamin® e Aphamax®

Klamin® e Aphamax®

È dalla ricerca sviluppata principalmente dal mio gruppo di ricerca (Dr. Scoglio) che sono stati inventati estratti di AFA specifici, che concentrano alcune delle molecole AFA più rilevanti:
• feniletilammina (PEA) e molecole inibitrici degli enzimi MAO-B, i principali costituenti del Klamin® con le sue proprietà neuromodulanti e immunomodulanti;
• AFA-ficocianine, concentrate nell’estratto AphaMax®, con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anti-proliferative.

Queste molecole, però, assieme funzionano anche per stimolare il metabolismo delle cellule staminali. Un’azione che integra e completa le molte proprietà che abbiamo menzionato sopra, rendendo il complesso dei due estratti l’integratore più perfetto per migliorare salute, benessere e giovinezza.

Dal punto di vista nutrizionale

Quest’alga risulta tra i cibi più assimilabili in assoluto, contiene infatti un profilo nutrizionale unico.

Con uno spettro completo e bilanciato di ben tredici diverse vitamine, soprattutto quelle del gruppo B e K, ha la più alta concentrazione di vitamina B12 assimilabile, essenziale per l’energia e la salute del sistema nervoso e cardiovascolare, oltre che minerali, oligoelementi in una forma organica completamente assimilabile, acidi grassi essenziali, omega-3 e omega-6 in rapporto equilibrato (in grado di inibire gli stati infiammatori e proteggere da disturbi cardiocircolatori) e grandi quantità di betacarotene associato a ben 14 carotenoidi, in quella che è probabilmente la più ampia orchestra di sostanze antiossidanti. È l’unico cibo contenente proteine complete: tutti i 20 aminoacidi in proporzioni che li rendono completamente assimilabili.

Inoltre, l’American Institute of Medicine ha stabilito che fino al 30% della popolazione anziana oltre i 50 anni di età, perde la capacità di assimilare la vitamina B12 dal cibo. Di conseguenza si raccomanda l’integrazione di vitamina B12 a tutte le persone di età superiore ai 50 anni; ecco perché la Klamath con successo è promossa come fonte naturale di vitamina B12.

Recenti studi sulle sue potenzialità

Esiste una lunga casistica sugli effetti altamente positivi della Klamath sull’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla, grazie alle sue numerose attività biologiche.

Una recente analisi scientifica ha rivelato la presenza nella Klamath dell’aminoacido feniletilammina (PEA).

Circa 20 anni fa, si è scoperto che la quantità di PEA nel cervello dei pazienti depressi era inferiore a quella di individui normali e che la PEA somministrata oralmente ai pazienti depressi era in grado di normalizzare la condizione depressiva.

In effetti, la gran parte dei farmaci antidepressivi agiscono aumentando i livelli di PEA (la “molecola dell’amore”) nel cervello.

Metabolismo dei grassi e permeabilità intestinale

Alcuni studi hanno dimostrato che la Klamath ha la capacità di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo e trigliceridi.

La dieta a base di Klamath ha prodotto risultati come: massimo aumento degli EPA e DHA, consistente riduzione dell’acido arachidonico e una diminuzione di colesterolo e trigliceridi.

Questo risultato è stato ulteriormente confermato da un altro studio nel quale si è visto che l’alga accresce i livelli dell’enzima pancreatico α-amilasi ed è noto che l’aumento di tale enzima tenda a ridurre i livelli della glicemia.

Assunzione

È bene assumere l’alga Klamath non più di 2-3 grammi al giorno. Può essere utilizzata sia in capsule che in polvere e ne viene consigliata l’assunzione al mattino a stomaco vuoto. È sconsigliato utilizzarla prima di andare a letto poiché ha un effetto energizzante e stimolante.

 

Per maggiori informazioni visita anche la pagina ALGA KLAMATH o QUI

 

Come scegliere un buon integratore (fonte Dott. Filippo Ongaro)

Sugli integratori le opinioni sono molto contrastanti. Per alcuni sono sostanze miracolose che curano ogni male, per altri sono veleni da evitare a tutti i costi. Ovviamente entrambe le posizioni sono tanto assurde quanto poco scientifiche.

Gli integratori sono utili strumenti per migliorare la salute e la funzionalità dell’organismo e come tali non sono né una panacea né una fonte di danno.

Con il termine integratori alimentari possiamo raggruppare un numero molto ampio di sostanze naturali di cui il nostro organismo ha bisogno per funzionare nel modo corretto.

Tipicamente chi non ama il concetto di integrazione alimentare sostiene che i cibi ci forniscono già tutto ciò che ci serve. Nella realtà le cose non stanno proprio così.

Prima di tutto viviamo molto più a lungo e ci ammaliamo molto spesso di malattie croniche quindi le nostre esigenze non sono rimaste costanti nel corso dell’evoluzione. Poi i cibi vengono prodotti, processati, cotti e conservati e questo cambia in modo significativo le concentrazioni di nutrienti che essi sono in grado di fornirci.

Infine non è affatto detto che poiché sono scomparse le patologie da grave carenza (come per esempio scorbuto, pellagra e rachitismo), questo voglia dire che non esistono carenze meno forti ma comunque deleterie.

I ricercatori parlano di micro carenze croniche e suggeriscono che queste possano accelerare l’invecchiamento e peggiorare la salute.

Detto questo è bene chiarire che la soluzione non è certamente quella di riempirsi di prodotti di discutibile qualità e di prenderli a casaccio.

In un mondo perfetto dovrebbe essere un medico preparato in materia a suggerire gli integratori più adatti in base alla condizione del paziente. Purtroppo questa opportunità rimane ancora piuttosto rara, anche se sicuramente sarà destinata a diffondersi nei prossimi anni.

In alternativa si può ricorrere al parere di un farmacista esperto in integrazione alimentare che sarà in grado di dare dei suggerimenti mirati.

In molti casi però la persona interessata dovrà arrangiarsi e allora sarà bene seguire per lo meno alcune indicazioni.

La prima è che ci sono solo alcune sostanze che apportano benefici e che sono da considerarsi a bassissimo rischi. Sono solo queste che vanno prese in considerazione quando non si è seguiti da un medico.

Partiamo allora da queste sostanze e cerchiamo di capire come possiamo orientarci sul prodotto da scegliere:

Multivitaminico: la scelta migliore è quella di assumere un prodotto ad ampio spettro di vitamine, con aggiunta di minerali e fitonutrienti o estratti vegetali. In linea generale i dosaggi non dovrebbero superare il 100% di quelli consigliati (LARN).

Omega 3: è fondamentale assumere oli certificati per purezza e assenza di inquinanti, ma è anche necessario prestare attenzione alla loro conservazione. In primo luogo sarebbero da preferire prodotti in blister con capsule separate oppure in confezioni di vetro scure e con capsule rigide e non trasparenti. In casa vanno conservati sempre in frigo.

PER APPROFONDIRE: Tutta la verità sugli Omega 3

Vitamina D: la forma migliore è quella oleosa in gocce ma è bene ricordarsi che va assunta su un piccolo pezzo di pane o una galletta di riso. Meglio l’assunzione giornaliera di un dosaggio adeguato piuttosto che la dose settimanale o mensile.

PER APPROFONDIRE: Vitamina D: effetti e rischi da carenza

Acido alfa lipoico: si tratta di una sostanza antiossidante e antiglicante molto stabile e sicura. La forma R è più efficace di quella Alfa, anche se meno facile da trovare.

Coenzima Q10: antiossidante e cofattore nel metabolismo energetico mitocondriale, la forma più efficace è l’ubichinolo piuttosto che il più popolare ubichinone.

Proteine isolate del siero del latte: essenziali come integratore post-allenamento, vanno scelti prodotti privi di lattosio (se si è intolleranti) e possibilmente al naturale, senza dolcificanti. Sono accettabili le versioni con stevia, sucralosio o xilitolo.

PER APPROFONDIRE: Le proteine in polvere fanno male?

Il parere di un medico esperto sarebbe sempre desiderabile.

Infine credo sia necessario prestare attenzione ai prezzi. Alcuni integratori distribuiti a prezzi davvero molto bassi rispetto ad altri hanno concentrazioni estremamente ridotte o materia prima di scarsa qualità.

Rimani forte, vivi a pieno!

Filippo Ongaro: medico degli astronauti dal 2000 al 2007, coach e autore bestseller

Dopo aver lavorato come medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e aver collaborato con NASA e Agenzia Spaziale Russa, sono stato il primo italiano a ottenere la certificazione in medicina anti-aging in USA e ho fondato e diretto il primo istituto di medicina anti-aging in Italia. Ho lavorato con militari d’élite, atleti, manager e migliaia di pazienti e ho scritto 9 libri, la maggior parte dei quali bestseller. Ora ho deciso di non svolgere più attività clinica e di dedicarmi esclusivamente al coaching.

La tua vita è la mia missione!

Quale Oligoelemento fa al caso mio?

In Naturopatia si parla spesso del concetto di terreno, cioè la costituzione organico-genetica-psicologica da cui deriviamo e di cui siamo costituiti prevalentemente. Nel momento in cui si comprendono le caratteristiche base di una determinata persona anche la terapia risulta più semplice ed efficace.

Esistono alcuni preparati che vanno a riequilibrare proprio il terreno di cui siamo fatti.

Immaginate di aver un fazzoletto di terra da coltivare ma essendo da tempo sfruttato risulta poco produttivo, cosa fate?

Cercherete di capire il tipo di terreno, e lo nutrirete degli elementi carenti. I naturopati cercano di fare la stessa cosa e si fanno aiutare dagli oligoelementi.

Gli oligoelementi sono dei catalizzatori, dei regolatori delle funzioni fondamentali del nostro organismo e fanno sì che esso funzioni in modo armonioso, equilibrato. Essi sono minerali contenuti in minime quantità nell’organismo, che svolgono un’azione di controllo potente, a volte determinante, su tutte le funzioni vitali.

E’ dunque corretto affermare che l’oligoterapia, insieme alla vitaminoterapia, è una terapia di apporto biologica e integrata.

Gli oligoelementi sono degli incredibili catalizzatori delle nostre funzioni o per meglio dire sono i catalizzatori degli enzimi, infatti molti di essi funzionano solo se attivati (catalizzati) dagli oligoelementi. Le reazioni enzimatiche del nostro organismo sono migliaia, quindi potete immaginare l’importanza degli oligoelementi nel nostro organismo.

Vediamone alcuni dei principali.

  • Bismuto – Coadiuvante fisiologico per le manifestazioni infiammatorie del cavo orale
  • Calcio – svolge un ruolo fondamentale nel fisiologico processo di mineralizzazione ossea, in molte attività enzimatiche e in numerose fasi della coagulazione del sangue
  • Cobalto – Coadiuvante fisiologico nel trattamento dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori, studi condotti da Henry Picard
  • Cromo – Complemento nutrizionale in grado di accelerare il metabolismo. Consente di ripristinare una normale sensibilità all’insulina, con minor formazione di adipe e maggior riassorbimento del tessuto adiposo immagazzinato
  • Ferro – Può essere utile come coadiuvante fisiologico nelle condizioni a rischio carenziale di ferro e nelle anemie da carenza di ferro
  • Fluoro – Coadiuvante fisiologico, può svolgere un’attività riparativa e protettiva per i denti e può conferire solidità alle ossa e resistenza ed elasticità ai tessuti di sostegno
  • Fosforo – Coadiuvante fisiologico, regolatore dell’eccitabilità neuromuscolare, assicura la formazione, il deposito e l’utilizzo dell’energia nella cellula
  • Iodio – Può agire favorevolmente sulla funzione tiroidea responsabile della regolazione del metabolismo basale, del livello energetico e della crescita
  • Litio – Oligoelemento elettivo nell’ansia cronica – depressiva
  • Manganese – Può favorire una fisiologica attività detossificante generale. Utile nel trattamento delle manifestazioni allergiche e iperergiche
  • Manganese-cobalto – E’ il complesso regolatore della diatesi neuroatritica .Viene consigliato nelle manifestazioni da distonia neurovegetativa, dominata da ansia e da diminuita capacità di concentrazione e memoria
  • Manganese-rame – Può agire favorevolmente sui processi infiammatori recidivanti e persistenti. Utile per il benessere del cavo orale e delle vie aeree
  • Potassio – Coadiuvante fisiologico, può favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso
  • Rame – Può essere utile come coadiuvante alimentare nei processi infiammatori anche a livello articolare e respiratorio
  • Rame-oro-argento – Può essere utile in tutte le manifestazioni caratterizzate da una risposta nulla o ridotta agli stimoli e dalla compromissione dei meccanismi difensivi . Facilita la ripresa generale, riduce l’incidenza delle infezioni
  • Selenio – Può essere utile per ostacolare i radicali liberi il cui accumulo minimo ma costante è all’origine dell’invecchiamento
  • Silicio – Coadiuvante fisiologico, svolge un’attività rimineralizzante, in particolare a livello scheletrico e degli annessi cutanei
  • Zinco – E’ l’oligoelemento essenziale della crescita, dell’integrità cellulare e della modulazione immunitaria. Può favorire il rinnovamento del tessuto cutaneo e stimolare la produzione del collagene, costituente fondamentale del tessuto osseo
  • Zinco-nichel-cobalto – E’ il complesso regolatore endocrino della “sindrome da disadattamento “dell’asse ipofiso-pancreatico. Può agire positivamente sulle alterazioni del metabolismo glucidico, nel sovrappeso e nell’obesità. Contrasta la fame eccessiva
  • Zinco-rame – Complesso regolatore endocrino, può agire positivamente sulle alterazioni della crescita e dei disturbi ormonali
  • Zolfo – Coadiuvante fisiologico con azione detossificante e di drenaggio cutaneo

 

Zolfo e benessere

Lo zolfo è il quarto minerale più abbondante nel corpo, così essenziale da essere presente in ogni cellula di origine animale e vegetale. Questo minerale è stato da sempre un nutriente sottovalutato, forse perché associato allo zolfo che tutti conosciamo, maleodorante e di origine inorganica, mentre andrebbe considerato per la sua importante presenza negli aminoacidi sulfurici quali metionina, cisteina (quindi glutatione) e taurina determinanti costituenti delle proteine. Il passaggio dello zolfo da inorganico ad organico avviene grazie a delle forme di vita marina molto semplici come le alghe e il fitoplancton che assimilano lo zolfo e lo convertono, generando una molecola volatile: il dimetil-solfuro.

 

Successivamente a questa trasformazione, le molecole di dimetil-solfuro si vanno a posizionare nella parte dell’atmosfera più ricca di ozono, dove, a causa della presenza della luce ultravioletta, generano il DMSO (dimetilsulfossido) e il MSM (metil-sulfonil-metano). Entrambi questi prodotti si dissolvono nell’atmosfera e si concentrano nelle nuvole, dove attraverso la pioggia e le altre precipitazioni atmosferiche, raggiungono finalmente la superficie terrestre per essere assorbite dalle piante ed usate per la formazione degli aminoacidi ed altri composti organosolforici.

Il MSM come abbiamo detto sopra, è quindi la forma naturale dello zolfo organico. Si trova in tutti gli organismi viventi ed è presente in basse concentrazioni nei nostri tessuti e fluidi corporei. Il MSM si trova anche in molte varietà di alimenti: vegetali, carne, pesce, frutta e latte. Sfortunatamente in seguito a certi trattamenti come lavaggio, cottura e altre metodiche coinvolte nella moderna preparazione di questi cibi per il loro consumo quotidiano, l’effettivo livello di MSM, di cui l’organismo ha bisogno per mantenersi in buona salute, va perso. Per questo motivo un’integrazione di MSM supplementare potrebbe essere vantaggiosa.

Questa sostanza si presenta in forma di polvere bianca, pura, stabile, inodore e insapore, non produce gas intestinali ma soprattutto è stata usata per molti anni come integratore alimentare senza provocare alcuna intolleranza o reazione allergica. L’uso dell’MSM è illimitato proprio per il fatto che è atossico; non ci sono rischi di sovradosaggio perché il nostro organismo lo immagazzina e lo utilizza nel momento del bisogno, eliminando le quantità in eccesso dopo dodici ore.

Lo zolfo è un elemento importante, è presente nei muscoli, nell’epidermide e nelle ossa per circa la metà della quantità totale presente nel nostro corpo. È presente nella cheratina, nelle unghie e nei capelli. È indispensabile per la formazione del collagene, il costituente primario della cartilagine e del tessuto connettivo; è responsabile della conformazione delle proteine del corpo attraverso la formazione di disolfuro.

Diversi sono gli studi che attribuiscono all’MSM proprietà curative e preventive di molti disturbi: il MSM ammorbidisce i tessuti e riequilibra la pressione sanguigna e cellulare, aiutando ad eliminare le sostanze tossiche; le persone che soffrono di artrite reumatoide, artrosi, dolori e crampi muscolari troveranno giovamento assumendo dosi supplementari di MSM.

Ma le proprietà curative di questa fantastica sostanza non finiscono qui:

lupus eritematoso, diabete, stress, disfunzioni polmonari, acidità di stomaco e molte allergie e intolleranze ai più comuni allergeni sono state trattate con successo con somministrazioni supplementari di MSM. Sebbene la risposta allergica non sia stata completamente eliminata, in soggetti con gravi allergie c’è stata una importante riduzione della sintomatologia.

 

Il MSM è tossico?

In biologia il MSM è classificato come una delle sostanze meno tossiche, ha un grado di tossicità simile a quello dell’acqua. Il comune sale da tavola è molto più tossico. La dose letale per topi di laboratorio è stata di 20 grammi per chilogrammo di peso. Quando è stato somministrato a dei volontari, non si sono verificati episodi di tossicità con 1g per chilo per 30 giorni di somministrazione. Iniezioni endovenose giornaliere di 0,5 g/Kg per 5 giorni a settimana non hanno prodotto risultati di tossicità misurabile su esseri umani. Il MSM è stato ampiamente testato come ingrediente alimentare senza ottenere alcuna reazione allergica. All’università Oregon Health Sciences University di Portland (USA) è stato eseguito uno studio sulla tossicità del MSM: più di 12.000 pazienti sono stati trattati con dosi di 2 grammi di MSM al giorno per più di sei mesi e non si sono riscontrati seri casi di tossicità.

 

Cosa può fare per noi?

Risposte ad allergie.

Il MSM per via orale ha alleviato la risposta allergica a pollini e alimenti. Le proprietà anti-allergiche del MSM sono state pari o migliori dei tradizionali preparati antistaminici.

Controllo dell’iperacidità.

Pazienti che hanno usato antiacidi e farmaci antagonisti dei recettori istaminici per controllare l’iperacidità hanno utilizzato il MSM con risultati eccellenti.

Controllo della costipazione.

Pazienti con costipazione cronica hanno ottenuto un sollievo immediato e continuativo con una somministrazione orale di 100 fino a 500 mg di MSM al giorno.

Altri studi clinici

Sono stati condotti molti studi sulle potenzialità del MSM come agente terapeutico per varie malattie. Queste includono sia patologie gravi che lievi; fra le altre artrite reumatoide, lupus, cancro al seno e al colon e il russare cronico. Qui di seguito alcuni di questi studi:

 

ARTRITE REUMATOIDE

Alcuni studi di laboratorio e su volontari hanno riportato significativi successi dalla somministrazione di MSM da 100 mg a 5 gr al giorno per un periodo medio di 19 mesi. La capacità del MSM di mantenere una buona permeabilità cellulare ha permesso una più facile eliminazione delle sostanze tossiche, (acido lattico, tossine), favorendo l’assimilazione dei nutrienti e riducendo contemporaneamente l’infiammazione.

 

LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO

Il Lupus è una patologia infiammatoria di origine sconosciuta, (è considerata autoimmune). Colpisce principalmente giovani donne e bambini. Può iniziare con febbre o dopo diversi mesi di episodi febbrili e affaticamento. I sintomi comprendono dolori articolari come nell’artrite, macchie rosse della pelle, disfunzioni renali, (nefrite del lupus) e infezioni del tratto urinario. La malattia può provocare anche danni al cuore, polmoni, milza, sangue e al tratto gastrointestinale. Gli studi eseguiti su topi di laboratorio hanno mostrato che il MSM può avere effetti protettivi sia prima che dopo la comparsa dei sintomi.

 

DIABETE

Questa patologia deriva dall’insufficiente capacità dell’organismo di metabolizzare i carboidrati assunti con l’alimentazione provocando in questo modo un pericoloso innalzamento del livello degli zuccheri nel sangue che può portare severe complicanze cardiache, renali, oltre che cecità ed amputazioni. Le cause possono essere ricercate nell’insufficiente produzione di insulina, l’ormone preposto a metabolizzare i carboidrati oppure una resistenza delle cellule a quest’ultima. Il MSM, secondo alcuni studi, preso in dosi di almeno 2 gr al giorno, rende le cellule più permeabili permettendo un migliore bilanciamento dei livelli di zucchero nel sangue.

 

ACIDITÁ DI STOMACO

Secondo uno studio che ha preso in esame dei soggetti che assumevano antiacidi o gli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, nel 75% dei casi dopo una settimana di trattamento con 3 gr al giorno di MSM si è verificata la possibilità di ridurre ed in molti casi eliminare l’assunzione dei farmaci antiacidi.

 

ALLERGIE

Il MSM ha un ampio e profondo effetto benefico nel miglioramento di diverse risposte allergiche. Migliora la reazione allergica ad allergeni da inalazione, ingestione, contatto e infettivi. I soggetti degli studi hanno trovato una diretta correlazione fra la concentrazione del MSM usato e la resistenza agli allergeni.

Allergie ambientali.

Soggetti con allergie croniche a materiali ambientali presenti nelle case, polvere, polline, lana, pelo di animali, piume e diversi altri allergeni, hanno riportato un sostanziale fino a un completo sollievo dei loro sintomi dell’allergia con dosi di MSM varianti da 50 fino a 1000 mg al giorno. I sintomi variavano da congestione respiratoria ad infiammazione, prurito, catarro e malessere generale. Nonostante il MSM da solo non possa eliminare completamente la risposta allergica, la maggioranza dei soggetti ha riportato una significativa riduzione della necessità di assumere farmaci. Gli individui con asma allergica o febbre da fieno hanno controllato meglio i loro sintomi con la riduzione a un quarto o meno dei farmaci in precedenza necessari.

 

Allergie a cibi e medicinali.

I soggetti che avevano manifestato una risposta allergica a farmaci quali aspirina, anti-infiammatori non steroidei per l’artrite e antibiotici (orali) come pure quelli con allergie a vari tipi di cibo (cereali, gamberetti, latte, ecc.) hanno riportato sia una minore intolleranza che una completa tolleranza a queste sostanze assumendo da 100 a 1000 mg di MSM al giorno.

Riassumendo, gli studi finora condotti hanno dimostrato che il MSM è utile nelle seguenti condizioni:

 

DOLORE: cronico, denti, herpes zoster, nevralgia.

INFIAMMAZIONE: artrite reumatoide, cistite interstiziale, distorsioni.

MAL DI TESTA: emicrania, mal di testa da stress.

ALLERGIE: asma, febbre da fieno, intolleranze alimentari, acari della polvere

PELLE: cicatrici, ustioni, scottature solari, acne, sclerodermia.

CAPELLI E UNGHIE: tasso di crescita, unghie fragili.

MUSCOLI: crampi, fibromialgia, recupero da sforzo sportivo.

DIGESTIONE: bruciori di stomaco, reflusso acido, iperacidità, ulcere, effetti collaterali da anti- infiammatori FANS, infiammazioni intestinali, colon spastico, morbo di Crohn, costipazione.

DIABETE: resistenza all’insulina.

OCCHI: prevenzione della cataratta, lesioni.

BOCCA: igiene orale, mal di denti, problemi alla mandibola (TMJ)

PARASSITI: morsi e punture, repellente per insetti, giardia.

DISTORSIONI-STRAPPI: tendiniti, borsiti.

PROBLEMI NEUROLOGICI: herpes zoster, paralisi di Bell, sindrome del tunnel carpale.

CIRCOLAZIONE: mani e piedi freddi.

RESPIRAZIONE: debolezza polmonare, russare

DISINTOSSICAZIONE: ipersensibilità a farmaci, protezione contro inquinanti, rimozione del mercurio da otturazioni dentali.

ENERGIA: affaticamento, effetti dello stress.

IMMUNITÁ: recupero atletico dopo sforzo, malattie autoimmuni, artrite reumatoide, lupus.

Dosaggio

Una dose singola non è efficace per migliorare i sintomi. Perciò il MSM è somministrato periodicamente durante il giorno. Risultati apprezzabili di solito si ottengono entro tre settimane. Il dosaggio effettivo dipende dalla natura, dalla gravità dei sintomi e dal livello di MSM già presente nel sangue. Le persone sane sembrano avere livelli di MSM di almeno 1 ppm (parti per milione), mentre pazienti con i sintomi sopra descritti spesso hanno valori più bassi. Comunque, non è necessario sottoporsi ad analisi del sangue per trovare il livello di MSM, una quantità in eccesso non è dannosa dato la non tossicità di questa sostanza.

 

Perché integrare la vitamina D

La vitamina D è uno dei fattori nutrizionali più importanti per la nostra salute, spesso viene sottovalutato, ma in realtà svolge un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza. Essa è un ormone importantissimo per la nostra vita.

 

Il sole e il cibo non bastano

Esiste in diverse isoforme, alcune più biodisponibili di altre, quindi più facilmente assimilabili dall’uomo.

La forma attiva e più facilmente assimilabile dall’uomo è la vitamina D3, anche detta colecalciferolo e la fonte migliore da cui reperirla è l’esposizione solare.

Purtroppo è impossibile ottenere buoni livelli di vitamina D affidandosi esclusivamente alla luce del sole, in quanto l’esposizione a cui dovremmo sottoporci dovrebbe essere quella delle ore più calde, nella fascia oraria tra le 12 e le 14, e che troviamo esclusivamente nella stagione estiva. In più, l’esposizione dovrebbe avvenire tutti i giorni e in assenza di protezione solare, perché la crema solare blocca quei raggi solari, gli ultravioletti, che ci permettono di attivare la vitamina d a livello di epidermide.

Si può capire quindi quanto questo fattore sia poco applicabile, e perché la sola esposizione solare non basta!

Anche le fonti alimentari di vitamina D purtroppo sono scarse. Essa infatti è contenuta in piccole concentrazioni, nel fegato, nell’olio di pesce e nei pesci marini, in forme difficilmente assimilabili dall’uomo.

Dunque possiamo affermare che neanche la sola alimentazione è sufficiente per ottenere dei buoni livelli di vitamina D!

Queste premesse ci permettono di capire quanto sia indispensabile integrarla ulteriormente attraverso dei prodotti suppletivi.

Ma a cosa serve questo ormone?

La vitamina D è conosciuta per il ruolo da protagonista che svolge nel metabolismo del calcio. Essa permette infatti il riassorbimento di calcio a livello intestinale e la deposizione dello stesso nelle ossa per poterle rinforzare; ma non è l’unica funzione di tale nutriente.

La vitamina D permette anche il riassorbimento del fosforo nei reni, interviene nella regolazione di molti geni (è quindi indispensabile per l’espressione genica), rinforza il sistema immunitario in quanto permette l’attivazione dei globuli bianchi.

Le sue funzioni “ad ampio spettro” fanno sì che tale nutriente, che agisce sia da ormone che da vitamina, possa avere un ruolo determinante nella gestione di patologie e disturbi cronici, come ad esempio il diabete, malattie autoimmuni e tante altre ancora.

A dimostrazione di ciò ci sono numerosi studi che osservano un’elevata correlazione tra forti carenze di vitamina D e l’aumento dell’incidenza di tali patologie.

Dati bibliograci dimostrano inoltre che l’integrazione suppletiva di concentrazioni ottimali di vitamina D può determinare la riduzione, o il miglioramento, di patologie croniche (da quello che interessano lo stomaco, all’intestino, fino al sistema nervoso, come le malattie neuro degenerative).

La vitamina D, in conclusione, ha un ruolo enorme per la salute del nostro organismo e del nostro metabolismo.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

 

La Vitamina C, il bioregolatore indispensabile per la vita

Il vantaggio delle nuove formulazioni a basso dosaggio altamente biodisponibili ed assimilabili in versione SPRAY sublinguale.

 

CELLFOOD Vitamin C+ contribuisce al sano metabolismo della pelle e dei tessuti connettivi. Il collagene è il principale componente cellulare della pelle e dei tessuti connettivi del nostro corpo ed è la “colla” che tiene assieme il nostro corpo. Il collagene non può essere prodotto senza la Vitamina C, ed è anche necessario alla ricostruzione dei vasi sanguigni, alla guarigione di contusioni e di fratture ossee.

Una carenza di Vitamina C può alterare la produzione di collagene e causare dolori alle giunture, anemia, nervosismo, ritardo nella crescita, riduzione della risposta immunitaria, aumento della predisposizione alle infezioni. La forma estrema di questa carenza è chiamata scorbuto, una condizione evidenziata da gonfiore delle giunture, gengive sanguinanti, ed emorragia dei vasi sanguigni proprio sotto l’epidermide. Se non viene curato, lo scorbuto è una malattia fatale

Questa formula esclusiva contiene CELLFOOD, che aumenta la biodisponibilità di queste vitamine e minerali. Dato che i nutrienti sono colloidali (4-7 nanometri di diametro), ionici, e caricati negativamente, e a causa del fenomeno del movimento di Brown, essi rimangono sospesi in una soluzione liquida. Anche la maggior parte dei fluidi corporei, come il sangue e la linfa, sono colloidali e caricati negativamente, consentendo alla vitamina C in formato spray di essere assunto come un normale fluido corporeo che permette al contenuto nutritivo di passare immediatamente attraverso le membrane percettive di bocca, gola, ed esofago, ed entrare direttamente nel flusso sanguigno.

Il nostro corpo non la produce ma noi ne abbiamo estremamente bisogno. Ecco perché la nostra dieta non deve prescindere dall’assunzione di Vitamina C.

Fondamentale per il corpo umano e per prevenire molte malattie, dallo scorbuto ad alcuni tumori, la Vitamina C è presente in tante tipologie di frutta e verdura e viene assunta anche sotto altre forme. Delle sue straordinarie proprietà, dei benefici per il nostro organismo e di molto altro .

Che importanza ha la vitamina C nella nostra dieta?

La vitamina C è tra quelle che gli esseri umani non possono sintetizzare all’interno del proprio corpo. Tale svantaggio è condiviso con poche altre specie e, limitandoci ai mammiferi, tra tutte le circa 4500 diverse specie esistenti, siamo in un manipolo ulteriormente ristretto. Fino ai primi anni del 1900, l’unica fonte possibile era quella dietetica, sufficiente, ad esempio, a evitare lo scorbuto conclamato. La successiva sintesi chimica ha reso disponibile questa vitamina in maniera addizionale.

In quali categorie di frutta e verdura oltre agli agrumi è presente?

La vitamina C è presente in kiwi, ribes, fragole, meloni, lamponi, cachi, more, broccoli, peperoni, pomodori, finocchio, cavolini di Bruxelles, mirtilli, patate, verdure a foglia verde: lattuga, radicchio, spinaci, prezzemolo. Nella frutta il contenuto di vitamina C è maggiore prima della piena maturazione, conferendo il tipico sapore aspro.

Ne integriamo abbastanza? Qual è la dose ideale o in che quantità dovremmo assumerne?

In genere, con una dieta variegata ed equilibrata, ne assumiamo abbastanza da non avere sintomi evidenti di scorbuto. Già lo stesso scopritore, Gyorgyi, pensava che l’uso a questo solo fine fosse veramente ristretto. Oggi sappiamo che il paradigma degli anni ’20-’30, una malattia, una vitamina, era una semplificazione estrema. Una singola vitamina è coinvolta in numerosissime catene di reazioni e determina l’espressione di non uno ma decine e anche centinaia o migliaia di geni.

Trattandosi di una sostanza il cui assorbimento varia fortemente secondo l’individuo e dello stato di salute, non esiste una tabella applicabile, per esempio, in base all’età, al sesso, al peso. Aggiungiamo che avere cronicamente il pieno di vitamina C lancia un potente messaggio a tutto il corpo. Gli esseri umani hanno un mirabile organismo biologico che si adegua alle quantità dei nutrienti presenti variando di conseguenza non solo il metabolismo ma addirittura l’espressione genetica. Le dosi raccomandate partono dai 50mg ma le variazioni individuali sono elevatissime. Spesso si tende ad assumerne di più in presenza di un raffreddore conclamato passando da pochi grammi a svariate decine.

Purtroppo non tutta la vitamina C è uguale, bisogna tenere presente il tipo e via di somministrazione, la biodisponibilità e assimilazione. Esistono formulazioni spray sublinguale a basso dosaggio che possono essere somministrate più volte nella giornata garantendo un dosaggio ed una modulazione ottimale del fabbisogno di vitamina C. Inoltre queste formulazioni sono testate anche per il loro potenziale antiossidante che è una ulteriore garanzia di efficacia.

 Per contrastare quali patologie la vitamina C è particolarmente indicata? – Guarire con la Vitamina C

La vitamina C è stata impiegata da medici che ne hanno sperimentata l’efficacia in molte malattie anche gravi, anche se tali impieghi sono divenuti in larga parte, purtroppo, desueti. Forse l’esempio più clamoroso è l’impiego che ne è stato fatto nella poliomielite. Si tratta di una malattia per la quale anche oggi il trattamento medico standard offerto va poco al di là della cura caritatevole. Ebbene, alla fine degli anni ’40 ci furono ricercatori che sperimentarono e precisarono protocolli di cura a base di vitamina C: l’americano Klenner, in particolare, curò 60 casi con una percentuale di guarigione del 100%.

Un altro esempio d’importante patologia ci proviene dalla storia di un altro medico, il dottor Kalokerinos. Di origine greca, lavorò in Australia nei tempi in cui la mortalità neonatale dei bambini aborigeni era quasi del 50%, e la ridusse drasticamente somministrando vitamina C alle mamme e ai bambini una volta nati. Egli abbassò drasticamente anche i picchi di mortalità post vaccinali. Mi limito a citare il dottor Klenner quando asseriva che nell’attesa che il medico emetta la diagnosi, intanto si dovrebbe cominciate a somministrare vitamina C. Cosa comprensibilissima, poiché questa sostanza ci appartiene talmente che moriamo, e male, quando ne siamo privi.

E’ meglio assumere solo quella naturale contenuta nella frutta oppure possiamo sostituirla con pastiglie o polveri?

Se vogliamo evitare lo scorbuto, non servono pastiglie o polveri in quanto le piccole quantità richieste si possono ottenere direttamente dalla dieta. Se vogliamo livelli ottimali dobbiamo raggiungere concentrazioni sanguigne che si ottengono solo ingerendo quantitativi che rendono impossibile il ricorso alla forma biologica della frutta e della verdura. Sto parlando di quantità da 2 grammi in su, per cui, ipotizzando di mangiare arance che abbiano 50 mg, dovremmo ingerirne più di 40 al giorno. A coloro che vogliano fare qualcosa senza dover calibrare la propria dose nella maniera ottimale sopra descritta consiglio di iniziare partendo con 100mg tre volte al giorno e pian piano arrivare a mezza pasticca da un grammo cinque volte al giorno. Non è assolutamente semplice e pratico mangiare due arance tre volte al giorno, a cominciare dal problema di procurarsi un valido sostituto per tutte le stagioni. Non dico impossibile. Ma è chiaro che molti sono tentati dalla semplicità e preferiscono assumere la quantità prevista in compresse o polvere con acqua.

E’ consigliata la somministrazione di Vitamina C ai bambini?

E’ molto importante somministrarne quando si fanno le vaccinazioni. Più genericamente, una regola adottata da Klenner era di somministrare (in dosi divise, ovviamente) un grammo di vitamina C a un bambino di un anno e di aumentare di un grammo all’anno. I bambini sono esseri umani in formazione e per i quali i pericoli dell’esposizione ai veleni e alle radiazioni – pensiamo ai cellulari e al wi-fi per esempio -sono accentuati per le loro caratteristiche fisiologiche. Innalzare i loro livelli di vitamina C li fornisce di uno scudo protettivo innocuo e di grande spessore. Un concetto espresso anche dal dottor Saul nel libro Liberati dal dottore «Ho cresciuto i miei figli fino al college senza una singola dose di qualsiasi antivirale, antistaminico o antibiotico. Quello che hanno ricevuto sono state solo megadosi di vitamina C. Noi, come tanti altri genitori, abbiamo appreso i principi della terapia con vitamina C (quantità, frequenza e durata) stando vicino al letto dei nostri bambini alle tre del mattino».

Oggi si assumono molti integratori anche di vitamina C. Ciò è una conseguenza di una dieta diversa rispetto per esempio negli anni ‘50 o è motivata dall’avanzamento della ricerca scientifica in materia?

Una volta certi integratori non erano nemmeno disponibili quindi il confronto è difficile da farsi. Klenner li dava ai suoi bambini e così hanno fatto tutti i ricercatori sulle vitamine. Ora sono disponibili a prezzi accessibili e in formati anche avanzatissimi e una volta impensabili. Il progresso ha portato tanti problemi, ma qualche lato positivo ce l’ha.

L’assunzione di vitamina C ha delle controindicazioni?

Se prendete quantitativi elevati di vitamina C da fonti naturali – frutta e verdura – dovrete assumere quantitativi ben maggiori di altre sostanze, ad esempio antiparassitari, per cui si deve porre una maggior attenzione alla provenienza e in genere alla qualità del cibo. Il corpo umano è letteralmente imbevuto di vitamina C e alcuni organi ne hanno talmente necessità che la assorbono dal sangue anche quando questo ne possiede una concentrazione minore. Solo chi soffre di favismo sa già, nella sua lista di prodotti cui fare attenzione, che non può assumere quantitativi elevati e concentrati se non con la supervisione medica. Un consiglio: se si cominciasse l’integrazione, iniziare con dosi piccole e frequenti, mantenendo una stessa dose almeno per una settimana e poi aumentandola ma di poco. Così il corpo può abituarsi alla nuova abbondanza. Per lo stesso motivo, qualora si dovesse sospendere l’integrazione, conviene ridurre la dose in maniera graduale.

La grande differenza sulla vitamina C la fa la via di somministrazione:

il punto focale e di forza che fa la  differenza della nostra vitamina C spray è la grande biodisponibilità nella somministrazione sublinguale nella forma dispersa colloidale.  Tale caratteristica la distingue da tutti gli altri preparati presenti in commercio e ne permette una facilità di assunzione graduale, mantenendone costanti i livelli nel sangue, fatto che spesso è carente nei prodotti presenti in farmacia.

Non dimentichiamoci difatti che la vitamina C (o acido ascorbico) ha un determinato limite quantitativo nell’assorbimento per via orale e che, ad esempio, per un dosaggio di un grammo, presente nelle formulazioni in compresse, capsule o effervescenti, non supera realmente i 250 mg.

Inoltre gli studi confermano che la vitamina C a un grammo può avere un effetto proossidante,  con il risultato che ne va perduto quasi i 3/4 del contenuto effettivo. Per questo motivo è importante puntare sulla grande biodisponibilità di CELLFOOD Vitamin C Plus Spray  proprio perché costituisce un notevole punto di forza in tal senso.

 

Come affrontare i problemi di erezione?

Cause e rimedi

 

 

Meccanica e fisiologia dell’erezione
Per capire quali potrebbero essere i problemi di erezione e le cause scatenanti, dobbiamo avere chiaro cosa accade al corpo di un uomo, a livello fisiologico, durante un’erezione.
Innanzitutto questo processo è fondamentale per poi permettere il rapporto sessuale e quindi la riproduzione.

L’erezione consiste nel rilassamento delle arterie del pene. Dilatandosi le arterie si allargano,ricevono più sangue e il pene si gonfia. Tale gonfiore comprime le vene che si trovano sulla superficie del pene imprigionando il sangue, che fa fatica a ripartire. Più sangue che arriva e meno che se ne va: è l’erezione. Il pene aumenta di volume, allungandosi ed espandendosi, e diventa rigido. Questo processo è noto come tumescenza.

L’erezione riflette un equilibrio dinamico tra forze eccitatorie ed inibitorie, mentre il sistema nervoso simpatico, vasocostrittore, tende ad inibire l’erezione, il sistema parasimpatico, vasodilatante e mio-rilassante, costituisce una delle forze eccitatorie.

Ne esistono diversi “tipi” a seconda dei segnali che la provocano, e che possono originare nei genitali o nel cervello. Si distinguono infatti in:
1. Erezione riflessa, si realizza in seguito a stimolazione dei genitali esterni e delle zone erogene del corpo;
2. Erezione psicogena, si raggiunge grazie a stimoli sessuali elaborati a livello del Sistema Nervoso Centrale (fantasie, stimoli immaginativi, visivi, uditivi, olfattivi ecc.);
3. Erezione notturna: si verifica spontaneamente durante le fasi di sonno REM in ogni soggetto sano, mediamente 4 volte per notte, il cui significato si pensa sia legato alla preservazione dell’integrità delle strutture del pene (completa e continua ossigenazione).
4. Infine l’erezione peniena è l’effetto della cascata di eventi psico-neuro-endocrino (relativa agli ormoni) -vascolari, che si attiva in seguito a stimoli riflessi o centrali.

La risposta sessuale è una sequenza temporale di numerose fasi che, nell’insieme, descrivono un ciclo:
– il desiderio sessuale o libido
– l’eccitazione genitale, cioè l’erezione
– la fase di plateau, ossia il periodo di eccitazione sessuale protratto, durante il quale la respirazione diventa più rapida e superficiale, i muscoli scheletrici si tendono ed aumenta la frequenza cardiaca.
– l’orgasmo
– la risoluzione o eiaculazione

Cosa può causare problemi di erezione?
La disfunzione erettile, un tempo definita “impotenza sessuale”, è l’incapacità di ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente per l’attività sessuale.
I problemi di erezione, per essere davvero considerati una patologia, devono essere presenti in modo costante. In altre parole, una disfunzione occasionale non è da considerare patologica: sono molti gli uomini assolutamente sani che talvolta vanno incontro a defaillance.

Alla base di un deficit dell’erezione possono esserci molti fattori:

a) Stress: lo stress o altri fattori psicologici o forti ansie possono provocare quella che viene anche detta disfunzione erettile psicogena.

b) Diabete: diversi studi hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra diabete e disfunzione erettile. ììInfatti la presenza nel sangue di una quantità eccessiva di glucosio provoca danni ai piccoli vasi sanguigni. Lo zucchero in eccesso si lega infatti alle pareti dei vasi rendendoli meno elastici e impedendone perciò la naturale estensione necessaria al trasporto di adeguate quantità di sangue. Questa condizione comporta un minore afflusso di sangue nel pene e di conseguenza un ridotto aumento delle dimensioni e della turgidità durante l’erezione.
In termini più generici questo fattore scatenante rientra nelle disfunzioni erettili organiche, quindi dovute a fattori fisici, il diabete infatti non è l’unica patologia che può comportare problemi di erezione.

c) Carenza di aminoacidi: anche tale fattore rientra nelle disfunzioni erettili organiche e coinvolge ugualmente il metabolismo. Tale scompenso biochimico non permette all’organismo di produrre la giusta quantità di energia quando necessario e di mantenere toniche le fibre muscolari.

d) Abuso di farmaci: alcuni farmaci possono causare direttamente o indirettamente problemi di erezione (in questo caso si parla di disfunzione erettile farmacologica).

Qual è il giusto approccio a questi disturbi?
– In caso di stress, si rivela fondamentale “correggere” quegli squilibri ormonali che lo alimentano. E’ possibile ad esempio limitare i livelli di adrenalina, cortisolo e altri ormoni dello stress con l’utilizzo di alcune piante adattogene che, quando siamo particolarmente stressati, produciamo in eccesso.
– E’ indispensabile alimentarsi nella maniera corretta, introducendo cibi ad alto valore nutritivo e non raffinati e lavorati industrialmente. In questo modo agevoliamo il corpo a gestire i livelli di zucchero nel sangue, evitando la condizione diabetica. Se però questa fosse già in atto e una corretta alimentazione non fosse sufficiente, è altamente consigliato fornire al corpo vitamina D, magnesio, estratto di cannella, carnitina, vitamine del complesso B.
– Per mantenere un tono vascolare ben elastico è necessario fornire al corpo la vitamina C.

– In caso di carenze aminoacidiche è importante colmarle attraverso le proteine del cibo (pesce, uova, carne, ecc.) e in caso attraverso un apporto ulteriore di aminoacidi in forma libera.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista