Diabesità e integratori

, ,

Diabesità è un termine coniato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sottolineare la ormai comprovata correlazione tra diabete mellito di tipo 2 ed obesità.

Diabesità: in una sola parola, due malattie croniche che, insieme, innescano un circolo vizioso in cui una alimenta l’altra, ampliando il quadro clinico del paziente e portando allo sviluppo di più patologie, tra cui la sindrome metabolica e malattie vascolari correlate. Definite come le più classiche delle malattie metaboliche, sono la conseguenza del consumismo e della globalizzazione. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di persone in sovrappeso nel pianeta è raddoppiato dal 1980. Oggi più di 600 milioni di adulti sono obesi e il diabete di tipo 2, conseguenza dell’obesità, nel 2025 riguarda 330 milioni di persone. L’Italia – con il tasso di obesità infantile del 9% – è uno dei paesi europei più colpiti dal fenomeno, con importanti conseguenze sulla qualità della vita dei pazienti e sulle spese sanitarie.

Crescita congiunta di due epidemie

  • Oltre 330 milioni di persone vivono con il DMT2 nel mondo (IDF, 2023), e più del 70% è affetto da sovrappeso o obesità.
  • La prevalenza della diabesità è in crescita anche tra adolescenti, con quadri precoci di insulino-resistenza, ipertensione e NAFLD.
  • L’associazione diabesità-aumentata mortalità cardiovascolare è ormai ben documentata

Insulino-resistenza: meccanismo centrale

L’insulino-resistenza rappresenta il nodo centrale che collega obesità e diabete:

  • I FFA in eccesso derivanti dalla lipolisi viscerale competono con il glucosio come fonte energetica, inibendo la captazione insulinica nei muscoli.
  • Gli intermediari tossici lipidici (diacilglicerolo, ceramidi) interferiscono con la fosforilazione del recettore insulinico (IRS-1/2).
  • Si attiva il sistema MAPK e PKC, promuovendo infiammazione e stress ossidativo.

Disfunzione adipocitaria

Il tessuto adiposo non è un semplice deposito energetico ma un organo endocrino attivo. In condizioni di obesità viscerale:

  • Gli adipociti diventano ipertrofici, ipossici, apoptotici e infiltrati da macrofagi M1.
  • Viene meno l’equilibrio tra adiponectina (anti-infiammatoria) e leptina, resistina, visfatina (pro-infiammatorie).
  • La secrezione di IL-1β, TNF-α, IL-6, MCP-1 alimenta l’infiammazione sistemica.

Infiammazione cronica di basso grado

La diabesità è una condizione infiammatoria sistemica subacuta, con attivazione:

  • Del sistema immunitario innato (infiltrazione di macrofagi, neutrofili e cellule NK nel tessuto adiposo)
  • Della via TLR4-LPS: endotossiemia metabolica causata dalla disbiosi intestinale
  • Della via NF-κB → trascrizione di geni pro-infiammatori, con coinvolgimento epatico, muscolare ed endoteliale

Microbiota intestinale, asse intestino-metabolismo e diabesità

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha acceso i riflettori sul ruolo fondamentale del microbiota intestinale nella regolazione di numerosi processi fisiologici. Il microbiota, un ecosistema complesso composto da trilioni di microrganismi che abitano il nostro tratto gastrointestinale, è oggi riconosciuto come un “organo invisibile” con funzioni cruciali per la salute generale. Tra i molteplici ambiti in cui il microbiota esercita la sua influenza, spicca il suo impatto sulla sindrome metabolica, una condizione patologica sempre più diffusa, da me definita come “Il male del secolo”.

Il microbiota intestinale partecipa attivamente alla digestione dei nutrienti, alla sintesi di vitamine e degli acidi grassi a catena corta (SCFA), e alla modulazione della risposta immunitaria. Una disbiosi intestinale, ovvero uno squilibrio nella composizione del microbiota, può compromettere queste funzioni e favorire lo sviluppo della sindrome metabolica.

Studi scientifici hanno evidenziato che individui con sindrome metabolica presentano un microbiota meno diversificato, con una riduzione dei batteri benefici come i Bifidobacterium e un aumento di specie potenzialmente patogene. Questa alterazione contribuisce a uno stato infiammatorio sistemico, che gioca un ruolo chiave nella resistenza all’insulina e nell’aumento di peso.

Numerosi studi dimostrano anche come il microbiota intestinale influenzi direttamente la sensibilità insulinica, l’omeostasi glicemica e la composizione corporea.

Caratteristiche della disbiosi nella diabesità

  • Diminuzione di Akkermansia muciniphila, Faecalibacterium prausnitzii
  • Aumento di Firmicutes/Bacteroidetes ratio
  • Ridotta produzione di SCFA (acidi grassi a catena corta) con attività antinfiammatoria
  • Perdita della barriera mucosa intestinale e aumento della permeabilità (leaky gut)

Interventi sul microbiota

  • Prebiotici (inulina, FOS, GOS), probiotici mirati, postbiotici (es. butirrato) possono migliorare il profilo metabolico.
  • Dieta a base vegetale, integratori con polifenoli, berberina modulano positivamente il microbiota.

Le alterazioni del microbiota sono molto simili in tutti i quadri clinici associati alla sindrome metabolica. Migliorare la composizione del microbiota risulta essere quindi un approccio terapeutico lungimirante: in diversi studi clinici, la somministrazione di probiotici ha determinato una tendenza alla perdita di peso senza alcuna dieta di accompagnamento o modifica dello stile di vita.

Inoltre, sono stati dimostrati effetti positivi sull’indice di massa corporea (IMC), sul girovita, sulla percentuale di grasso corporeo e sul metabolismo di zuccheri e grassi. È stato osservato che un trattamento di sei mesi ha portato risultati migliori rispetto a un trattamento della durata di tre mesi. In questo caso, anche un dosaggio più elevato di probiotici ha permesso di raggiungere risultati migliori.

Il trattamento dell’obesità associata a disbiosi intestinale richiede un approccio multimodale che integri interventi mirati al ripristino di un microbiota sano con strategie tradizionali di gestione del peso corporeo. La modulazione del microbiota intestinale rappresenta un target terapeutico promettente, con diverse strategie in fase di studio e sviluppo.

L’utilizzo di probiotici specifici, selezionati sulla base delle loro proprietà metaboliche e anti-infiammatorie, rappresenta una delle strategie più studiate. Ceppi batterici appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium hanno dimostrato effetti positivi sul metabolismo energetico e sulla composizione corporea in diversi studi clinici. L’approccio probiotico viene spesso integrato con l’utilizzo di prebiotici, sostanze che favoriscono selettivamente la crescita di batteri benefici nel microbiota intestinale.

La dieta svolge un ruolo fondamentale non solo nel controllo del peso corporeo ma anche nella modulazione del microbiota intestinale. Pattern alimentari ricchi in fibre, polifenoli e altri composti bioattivi possono favorire la crescita di batteri benefici e la produzione di metaboliti vantaggiosi per il metabolismo. La riduzione del consumo di alimenti ultra-processati e ricchi in zuccheri semplici rappresenta un altro elemento importante per il ripristino di un microbiota sano.

Diabesità e integratori naturaliComplicanze della diabesità

CARDIOVASCOLARI

Il diabete rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari che, proprio nei pazienti diabetici, sono considerate tra le principali cause di morte, manifestandosi con una frequenza da 2 a 4 volte superiore rispetto al resto della popolazione. Esiste, infatti, un’importante correlazione tra valori di Hb glicata (media delle glicemie nelle 6 settimane precedenti il prelievo del sangue) e sviluppo di complicanze cardiache; questa correlazione è incrementata dalla concomitante presenza di obesità, ipercolesterolemia, vita sedentaria.

  • I pazienti con diabesità presentano un rischio 2-4 volte maggiore di infarto e ictus.
  • Disfunzione endoteliale, ipertrofia ventricolare sinistra, ipertensione e aterosclerosi precoce

La stretta correlazione tra diabete mellito e malattia cardiovascolare si comprende meglio considerando le stime epidemiologiche recenti, sintetizzate nel documento congiunto SIC-SID (Società Italiane Di Cardiologia (Sic) e Di Diabetologia (Sid).

I dati più rilevanti si possono riassumere come segue:

  • Rispetto a un soggetto non affetto, un soggetto con diabete mellito ha un rischio doppio di malattie cardiovascolari (patologia coronarica, ictus ischemico e morte per cause cardio-vascolari), indipendentemente da altri fattori di rischio;
  • Il rischio di eventi cardiovascolari è maggiore nelle donne e in età più giovane;
  • II rischio è maggiore nei pazienti con diabete mellito di lunga durata e complicanze microvascolari, tra cui malattia renale o proteinuria;
  • L’elevato rischio di malattia coronarica inizia a livelli di glucosio al di sotto della soglia che definisce il diabete mellito (<7 mmol/L, <126 mg/dl) e aumenta con l’aumentare dei livelli di glucosio;
  • In presenza di diabete mellito, il sesso femminile non è protetto dalla malattia cardiovascolare prematura, come si verifica nella popolazione generale.

NAFLD/NASH

  • L’obesità viscerale e l’insulino-resistenza causano accumulo lipidico epatico, infiammazione, fibrosi.
  • La NAFLD è considerata la “manifestazione epatica della diabesità”.

La NAFLD è l’acronimo di Non-Alcoholic Fatty Liver Disease, ovvero steatosi epatica non alcolica. Si tratta di una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso (trigliceridi) nel fegato in assenza di consumo significativo di alcol. È considerata oggi la più comune malattia epatica nei paesi industrializzati, strettamente associata alla sindrome metabolica, diabesità, dislipidemia e insulino-resistenza. In Italia la prevalenza stimata di NAFLD in popolazione generale è di circa il 25%, con tassi superiori al 50% in popolazioni a rischio quali soggetti obesi e/o diabetici, e con una prevalenza stimata di danno epatico significativo di circa il 2%, ma intorno al 13% in popolazione diabetica.

La NAFLD rappresenta un problema emergente dal punto di vista epidemiologico, clinico e di impatto sulla qualità di vita. La dimensione del problema è inoltre ancora più rilevante se consideriamo che abbiamo a che fare con una condizione in costante e continua crescita, fortemente correlata alla pandemia di “diabesità”, e che deve essere considerata come una malattia multiorgano in grado di incrementare non soltanto il rischio di complicanze epatiche ma anche di quelle non correlate alla malattia di fegato ed in modo particolare cardiovascolari e neoplastiche.

Diabesità e integratori naturaliFitoterapici e fitocomplessi per contrastare la diabesità

Esistono formulazioni naturali che possono aiutare a ridurre l’appetito, controllare la glicemia e favorire la perdita di peso. Ovviamente, non hanno la stessa efficacia dei farmaci, ma possono essere un supporto utile, soprattutto per chi cerca soluzioni più naturali e poco costose (es. la capraggine –Galega officinalis– è un’erba infestante ed è la pianta che dà vita alla metformina).

La fitoterapia è intimamente legata alle origini della scienza medica. I rimedi naturali, soprattutto derivati dal mondo vegetale hanno da sempre costituito il primo strumento per tentare la cura degli esseri umani e degli animali da questi addomesticati. Questa pratica esperienziale si è fatta scienza con il progredire delle conoscenze e delle tecniche di ricerca e di applicazione terapeutica. I principi attivi sono molecole farmacoattive a cui è dovuta l’azione farmacologica del principio attivo o “droga” del rimedio.

Si tratta della parte della pianta che contiene maggiore concentrazione di principio attivo e viene raccolta durante il tempo balsamico. In fitoterapia conviene sempre ricorrere alla droga nella sua integralità, dal momento che qualsiasi procedimento atto ad estrarre il principio attivo della pianta sconvolge profondamente la biochimica della droga stessa.

Dalla Nostra Madre Terra ci arrivano sempre degli aiuti. Conoscenze secolari e recentissime hanno identificato alcune piante e alcune sostanze estratte da esse (fitocomplessi) che possono essere di grande aiuto nella patologia diabetica. Di seguito le principali e più conosciute. 

Tra i rimedi più utilizzati nei disturbi metabolici e nell’eccesso ponderale troviamo:

  • Inibitori dell’assorbimento: riducono la captazione intestinale di carboidrati e lipidi (es. Garcinia cambogia, Gymnema sylvestre, Caigua).
  • Sazianti: aumentano il senso di pienezza e regolano lo svuotamento gastrico (es. Glucomannano, Guar, Psillio, Chitosano).
  • Modulatori del tono dell’umore: contrastano la fame nervosa e lo stress correlato al cibo (es. Rhodiola rosea, Griffonia simplicifolia, Hypericum perforatum).
  • Stimolanti del metabolismo: attivano la termogenesi e favoriscono il dispendio energetico (es. Fucus vesiculosus, Camellia sinensis, Ilex paraguariensis).
  • Fitocomplessi ad azione endocrina e metabolica: influenzano ormoni chiave nella regolazione della glicemia e del peso corporeo.

Nutraceutica e fitoterapia mirata

MolecolaAzione principale
BerberinaAttiva AMPK, simile alla metformina
CarnosinaEffetto antiglicante e antinfiammatorio
Momordica charantiaAzione insulinomimetica e ipoglicemizzante
Gymnema sylvestreBlocca recettori dolcezza, rigenera cellule β
Lagerstroemia speciosaMigliora uptake di glucosio nei muscoli
InositoloModula sensibilità insulinica, utile in PCOS
Curcumina + piperinaRiduce infiammazione sistemica e stress ossidativo

Diabesità e integratori naturali

Uno degli obiettivi più interessanti della ricerca fitoterapica recente è il sistema incretinico, in particolare l’ormone GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1). Questo ormone prodotto dalle cellule L dell’intestino è implicato nella regolazione della secrezione insulinica, del senso di sazietà e del metabolismo glucidico. Alcuni fitocomplessi sono in grado di stimolarne direttamente la secrezione endogena o di inibirne la degradazione enzimatica (attraverso l’inibizione della DPP-4), mimandone parzialmente l’azione.

In questo contesto si inserisce GLP-1000 DIETPRO, un integratore nutraceutico avanzato che combina diversi estratti vegetali e micronutrienti in grado di agire in sinergia per sostenere il metabolismo glucidico e la regolazione del peso. GLP-1000 DIETPRO si distingue per l’integrazione di sostanze naturali ad azione incretino-mimetica, ipoglicemizzante e anoressizzante, rendendolo una scelta promettente nel supporto non farmacologico alla gestione della diabesità.

Composizione e Meccanismi d’Azione

  • Berberina: alcaloide naturale derivato da Berberis vulgaris, attiva l’AMPK (adenosine monophosphate-activated protein kinase), imitando l’azione della metformina. Inibisce inoltre la DPP-4, prolungando la vita del GLP-1 endogeno.
  • Cromo: oligoelemento essenziale che potenzia l’azione insulinica, contribuendo a migliorare la captazione periferica del glucosio e la sensibilità insulinica.
  • Gelso bianco (Morus alba): ricco di DNJ (deoxynojirimicina), inibisce l’enzima α-glucosidasi, rallentando l’assorbimento dei carboidrati e attenuando il picco glicemico post-prandiale.
  • Caffè verde (acido clorogenico): riduce l’assorbimento intestinale del glucosio, stimola la lipolisi e promuove il dispendio energetico.
  • Piperina: alcaloide del pepe nero, aumenta la biodisponibilità degli altri principi attivi, in particolare della berberina.
  • Fibre solubili (Psillio, Glucomannano): rallentano lo svuotamento gastrico, prolungano il senso di sazietà, riducono l’assorbimento di carboidrati e migliorano la salute del microbiota intestinale. Gli acidi grassi a corta catena (SCFA) prodotti dalla fermentazione di queste fibre stimolano direttamente la produzione endogena di GLP-1. Il microbiota produce SCFA (acidi grassi a catena corta) a partire da queste fibre, stimolando direttamente la secrezione endogena di GLP-1 dalle cellule L intestinali.

GLP-1000 DIETPRO si inserisce in una nuova generazione di integratori naturali incretino-mimetici e metabolici, capaci di sostenere il trattamento integrato della diabesità attraverso vie fisiologiche e ben tollerate. La sua formulazione intelligente agisce non solo sul sintomo (la glicemia alta), ma anche sulle cause profonde: disbiosi intestinale, infiammazione cronica, resistenza insulinica, disregolazione dell’appetito.

Sebbene l’effetto non sia sovrapponibile ai GLP-1 agonisti farmacologici, l’utilizzo costante di questo integratore può rappresentare un alleato importante nella prevenzione e gestione precoce della diabesità, soprattutto se abbinato a dieta funzionale e attività fisica.

La diabesità è una sfida crescente, ma affrontabile con strategie integrate che uniscano cambiamenti nello stile di vita, nutrizione funzionale e sostanze naturali sinergiche. I fitocomplessi rappresentano un’opzione promettente e fisiologica, capaci di intervenire su meccanismi endocrini, immunologici e metabolici sottostanti. In particolare, l’approccio incretino-mimetico naturale, come quello di GLP-1000 DIETPRO, offre una via sostenibile per modulare il metabolismo in profondità, favorendo una gestione precoce e preventiva della diabesità.

Bibliografia

  1. Drucker DJ. Mechanisms of Action and Therapeutic Application of Glucagon-like Peptide-1. Cell Metab. 2018.
  2. Cicero AFG, et al. Berberine as a Natural Agent in the Treatment of Metabolic Syndrome: A Review. Phytomedicine. 2020.
  3. Yadav H, et al. Microbiome and metabolic disease: revisiting the therapeutic potential of fiber. Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2018.
  4. Zhang Y, et al. Berberine Promotes GLP-1 Secretion through Modulation of Gut Microbiota. Nutrients. 2020.
  5. Uebanso T, et al. Involvement of the gut microbiota in the development of obesity and diabetes. Biosci Microbiota Food Health. 2015.

Altri articoli:

  1. Erboristeria Arcobaleno: Prodotti naturali efficaci in caso di Diabete
  2. Erboristeria Arcobaleno: Gluco-Ri per il controllo della glicemia
  3. Erboristeria Arcobaleno:  Sostanze naturali per controllare la glicemia
  4. Erboristeria Arcobaleno: MAITAKE (GRIFOLA FRONDOSA), nell’obesità e nel diabete
  5. Erboristeria Arcobaleno:  Glicemia e funghi terapici
  6. Erboristeria Arcobaleno: Riacquistare la linea con i funghi
  7. Erboristeria Arcobaleno: Micoterapia e diabete
  8. Erboristeria Arcobaleno:  Sovrappeso e obesità: un problema di salute pubblica globale
  9. Erboristeria Arcobaleno: Diabesità e integratori
  10. Erboristeria Arcobaleno:  Obesità e rischio
  11. Erboristeria Arcobaleno: Gestione del peso con GLP-1
  12. Erboristeria Arcobaleno: SOVRAPPESO
  13. Erboristeria Arcobaleno:  MAITAKE (GRIFOLA FRONDOSA), nell’obesità e nel diabete
  14. Erboristeria Arcobaleno:  GRIFOLA: per perdere peso…e non solo!
  15. Erboristeria Arcobaleno: Nopal: il cactus che assorbe grassi e zuccheri
  16. Erboristeria Arcobaleno: LIPOBIOCOL® – Supporto nutrizionale avanzato
  17. Erboristeria Arcobaleno: Il terzo volto del diabete
  18. Erboristeria Arcobaleno:  Obesità, autoimmunità e microbiota
  19. Erboristeria Arcobaleno: Momordica e glicemia
  20. Erboristeria Arcobaleno: Noce di Cola dalla tradizione africana
  21. Erboristeria Arcobaleno: Strategie integrate per il controllo del peso
  22. Erboristeria Arcobaleno: Salacia reticulata: benefici per glicemia e peso
  23. Erboristeria Arcobaleno: Glicemia e benessere metabolico

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.