Siamo musica: riprogrammare le cellule attraverso il suono

A cura di “Il Giornale delle Fondazioni” intervista di Roberta Bolelli a Carlo Ventura, Direttore del Laboratorio Nazionale di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali dell’INBB. Ogni cellula produce vibrazioni meccaniche, reagendo a suoni, oscillazioni dei campi magnetici, luce: si tratta di energia fisica che può essere potenzialmente utilizzata per riprogrammare cellule malate verso l’autoriparazione.

Il Prof. Carlo Ventura è nato a Trani (Bari) il 29-05-1958. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna, ha conseguito sia il titolo di Specialista in Cardiologia che di Dottore di Ricerca in Biochimica presso la medesima Università. Ha trascorso ripetuti periodi di ricerca negli Stati Uniti presso il Laboratory of Cardiovascular Science (L.C.S.) del National Institute on Aging (N.I.A.) – National Institutes of Health (N.I.H.) di Baltimora. Attualmente è Professore Ordinario di Biologia Molecolare presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna. E’ direttore del Laboratorio Nazionale di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali dell’Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB) (www.inbb.it). Dirige la “Divisione di Bologna” dell’INBB, comprendente le Unità di Ricerca di Bologna, Firenze e Siena dell’INBB.  E’ Editor-in-Chief di World Journal of Stem Cells (2020 IF 5.326, Journal Citation Reports).

Nel 2010, nel contesto dell’INBB, ha fondato VID art|science (http://vidartscience.org), movimento internazionale che sviluppa un percorso transdisciplinare di Artisti e Scienziati nella convinzione che ogni manifestazione artistica possa parlare alle dinamiche più profonde della nostra biologia. E’ membro della American Society of Biochemistry and Molecular Biology (ASBMB) e della Cell Transplant Society. E’ autore di oltre centocinquanta pubblicazioni in estenso sulle più importanti riviste internazionali di biologia cellulare e molecolare.

PRINCIPALI SCOPERTE
Carlo Ventura ha scoperto i recettori delle endorfine nelle cellule miocardiche, assieme ad alcune vie di trasduzione del segnale ad essi accoppiate che sono risultate agire come regolatori fondamentali della omeostasi citoplasmatica del Ca2+ e del pH e della contrattilità miocardica.

Ha scoperto i recettori nucleari delle endorfine e segnali intranucleari associati con l’orientamento cardiaco in cellule staminali embrionali murine e umane adulte di diversa origine. Dopo questa scoperta è stato introdotto il termine “intracrino” per identificare un meccanismo o una molecola in grado di controllare l’omeostasi cellulare agendo a livello del nucleo o di un compartimento intracellulare. Queste scoperte hanno aperto la strada a nuovi approcci di ingegneria tissutale e rigenerazione miocardica.

Ha sintetizzato e sviluppato nuovi agenti, esteri misti di acido ialuronico, butirrico e retinoico (HBR), dotati di “logica differenziativa e paracrina” in grado di generare una resa elevata di cardio-/vasculo-genesi in vitro a partire da cellule staminali embrionali murine o mesenchimali umane, assieme ad una efficiente riparazione cardiovascolare in vivo in modelli animali di piccola (ratto) e grossa taglia (maiale) sottoposti ad infarto miocardico e trapianto intracardiaco di cellule staminali mesenchimali umane precondizionate ex vivo con HBR.

Ha scoperto che le energie fisiche (campi magnetici pulsati a frequenza estremamente bassa), radiofrequenze (radioelectric conveyed fields) e le energie vibrazionali (nanomeccaniche) sono capaci di orchestrare l’orientamento e il differenziamento terminale delle cellule staminali, aumentando la pluripotenzialità cellulare, senza l’intervento di agenti chimici o il trasferimento genico mediante vettori virali. Queste scoperte stanno aprendo la strada ad una strategia di “riprogrammazione diretta”, in situ, delle cellule staminali, dove queste già si trovano, residenti in tutti i tessuti del corpo umano. Gli studi in corso stanno puntando alla realizzazione di una nuova forma di medicina di precisione che non richieda il trapianto di cellule e tessuti, e sia basata sul potenziamento delle intrinseche capacità di autoguarigione.

Ventura ci porta verso le nuove frontiere della ricerca scientifica. “Le cellule come comunicazione, sonorità, trasformazione. Le cellule, forme elementari e fondamentali della vita, si dispiegano, interagiscono, si rigenerano, comunicano mediante vibrazioni, percepiscono ed emettono sonorità (…) per questo abbiamo concentrato la nostra ricerca sulla possibilità che l’energia sonora possa governare la differenziazione cellulare. Di qui nasce la nostra sperimentazione del rapporto tra la musica e la dinamica cellulare, attraverso le collaborazioni con Milford Graves leggenda nel mondo del Jazz e con il Maestro Bruno Oddenino protagonista della musicoterapia e della bioarmonia”.

Uno straordinario esploratore dei confini tra Arte e Scienza è il Prof. Carlo Ventura, Ordinario di Biologia Molecolare presso la Scuola di Medicina dell’Università di Bologna, il Laboratorio Nazionale di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali dell’Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), Eldor Lab, e GUNA ATTRE (Advanced Therapies and Tissue REgeneration), entrambi presso gli “Acceleratori di Innovazione” del CNR di Bologna. E’ anche membro della American Society of Biochemistry and Molecular Biology (ASBMB) e della Cell Transplant Society.

Nel 2010, nel contesto dell’INBB, ha fondato VID art|science, per sviluppare un percorso transdisciplinare di Artisti e Scienziati verso il riconoscimento dell’unità intrinseca delle arti e delle scienze partendo dalla convinzione che ogni manifestazione artistica possa parlare alle dinamiche più profonde della nostra biologia.
Partendo dalla presa d’atto che il progresso ha spesso portato a una frammentazione della conoscenza e al conseguente divario tra studi umanistici e scienze, VID art|science promuove approcci transdisciplinari nelle arti e nelle scienze per esplorare l’unità delle arti visive, della musica, del movimento, dei concetti scientifici e delle espressioni multiculturali.

Lo abbiamo incontrato, incuriositi e interessati dagli elementi innovativi della sua ricerca e ne parliamo direttamente con lui.

COSA STA ACCADENDO OGGI NELLA BIOLOGIA E NEL RECUPERO DI QUESTA VISIONE UNITARIA TRA ARTE E SCIENZA?
Io credo che si stia aprendo una nuova prospettiva di superamento della separazione tra la cultura scientifica e la cultura umanistica, di una cultura che unisca il pensiero creativo di questi due mondi e le competenze dei loro protagonisti per dar vita a processi di innovazione profonda verso nuove frontiere della conoscenza. Questa non è soltanto un’aspirazione, ma deriva dalle esperienze maturate sul campo.

LA SUA RICERCA HA MOSTRATO COME LE CELLULE RISPONDANO CON DELLE VIBRAZIONI AGLI IMPULSI DEL SUONO, DELL’ARTE, DELLE EMOZIONI. QUINDI SI PUÒ AFFERMARE CHE L’ARTE E IN PARTICOLARE LA MUSICA INFLUENZANO LA DINAMICA DELLE NOSTRE CELLULE?
Per molto tempo la scienza ha ritenuto che le funzionalità e il comportamento delle cellule e quindi le terapie fossero governabili attraverso strumentazioni chimiche. La nostra ricerca ha invece dimostrato che la loro evoluzione è influenzata da energia fisica. Dopo la trasformazione di cellule staminali in cellule miocardiche attraverso l’esposizione a campi magnetici di bassissima frequenza, più di recente abbiamo sperimentato come l’esposizione a campi radioelettrici mediante un convogliatore REAC (Radio Electric Asymmetric Conveyer) può trasformare cellule staminali embrionali murine e cellule staminali umane adulte in cellule cardiache, nervose, vascolari, muscolari. Straordinaria ulteriore possibilità è quella di «riprogrammare» cellule umane adulte non staminali, un fattore importante per i processi di autoguarigione.

Ulteriore passaggio di questa ricerca è la nostra scoperta che dalle cellule promanano vibrazioni acustiche e che queste si modificano in relazione ai compiti che esse svolgono. Per cui abbiamo concentrato la nostra ricerca sulla possibilità che l’energia sonora possa governare la differenziazione cellulare. Di qui nasce la nostra sperimentazione del rapporto tra la musica e la dinamica cellulare, attraverso le collaborazioni con Milford Graves leggenda nel mondo del Jazz e con il Maestro Bruno Oddenino protagonista della musicoterapia e della “bioarmonia”.

ANCHE LEI QUINDI VEDE NELL’ART THERAPY UNA NUOVA FRONTIERA DELLA SALUTE?
L’arte può influenzare la dinamica delle nostre cellule staminali. In particolare che uno stimolo fisico sonoro ne possa stimolare il differenziamento è stato l’esito di una nostra sperimentazione che ha portato ad un brevetto congiunto dell’Università di Bologna e dell’Università della California-Los Angeles.
Le cellule del corpo umano generano continuamente vibrazioni e suoni che narrano il loro stato di salute o di sofferenza. Opportunamente convogliati alle cellule staminali, questi suoni sono in grado di farle trasformare nelle cellule mature del nostro organismo.
La musica e la parola, attraverso il potere diffusivo del suono, possono raggiungere queste cellule dove già si trovano, in ogni organo e tessuto del corpo umano, rendendole capaci di avviare addirittura un processo di autoguarigione.

QUINDI L’AUTOGUARIGIONE È POSSIBILE?
L’aumento della vita media comporta la necessità di un miglioramento delle condizioni di efficienza fisica e mentale anche nei soggetti anziani e allo stesso tempo pone l’esigenza di sviluppare terapie capaci di sostituire o rigenerare organi danneggiati da processi patologici o traumi.
La medicina rigenerativa rappresenta un vastissimo campo di ricerca sull’auto-guarigione (self-healing) perché il corpo possa utilizzare propri meccanismi per ricreare le cellule, ricostruire i tessuti e riparare gli organi danneggiati da malattie, traumi o semplice invecchiamento, ripristinandone le funzioni.
Nel complesso, dalle nostre scoperte emerge una nuova visione della biologia cellulare capace di generare nuovi approcci terapeutici basati sull’impiego di energie fisiche (campi elettromagnetici, vibrazioni del suono, luce, musica, parole) per raggiungere direttamente le cellule staminali dove queste si trovano in vivo, in qualsiasi tessuto del nostro corpo. Grazie alla natura diffusiva di queste energie, la riprogrammazione delle cellule staminali potrà essere effettuata in situ aprendo la strada ad una medicina rigenerativa basata sulla stimolazione della naturale capacità dei tessuti di sviluppare percorsi di autoguarigione, senza la necessità di trapianto di cellule staminali.

LA SUA PROSPETTIVA È UN APPROCCIO TRANSDISCIPLINARE CHE HA DATO VITA ACELLULE VID ART|SCIENCE, IL LABORATORIO DI SCIENZA ED ARTE DA LEI FONDATO. CI PUÒ PARLARE DELLE SUE INIZIATIVE E DEI SUOI SVILUPPI?
VID art|science è un movimento internazionale di Artisti e Scienziati accomunati dalla convinzione che ogni manifestazione artistica possa parlare alle dinamiche più profonde della nostra biologia. Negli ultimi anni si è sempre di più assistito allo sviluppo di percorsi di Arte e Scienza, in cui l’Arte si mostra capace di raccontare un percorso scientifico.
In questo contesto, dalla collaborazione con Julia von Stietencron (Designer e Artista Tessile che di VID è Direttore Artistico) sono nati diversi progetti innovativi di sperimentazione e approfondimento del rapporto Arte e Scienza.

Per esempio HeArt, Healing Art of the Heart (l’Arte del Cuore di portare sollievo, guarigione) un ambiente multisensoriale che diventa da un lato specchio delle nostre emozioni, dall’altro un luogo in cui l’Arte stessa genera forme e suoni capaci di donare bellezza, serenità e benessere. Con HeArt non rappresentiamo lo spettro di frequenze associate al battito cardiaco, ma rendiamo visibili tutte le vibrazioni del cuore umano, anche quelle non udibili, sotto forma di onde capaci di creare forme in continua evoluzione in un mezzo liquido, grazie ad un software sviluppato dal Dr. Marco Tausel nell’ambito del Team di VID art|science, in collaborazione con l’Institute of Hearth Math (Boulder Creek, California, USA). Lo spettatore diviene così esploratore delle forme d’Arte generate dal pulsare del proprio cuore, in un nuovo paesaggio interiore in cui vivere un’aumentata capacità di serenità e benessere.

MA ANCHE MUSICA E PAROLE INFLUENZANO IL SISTEMA CELLULARE?
Certo. Il Progetto Cell Melodies – che ha preso avvio da un primo evento realizzato proprio a Bologna, con la partecipazione di Milford Graves e Alessandro Bergonzoni – si esprime in eventi teatrali nei quali, sul palco, di fronte alla platea, oltre all’Artista ci sono anche cellule staminali umane adulte poste sul piano di lavoro di un microscopio. Mediante un sistema di Hyperspectral Imaging possiamo cogliere e rendere visibili le vibrazioni emesse dalle cellule staminali in risposta alle vibrazioni sonore, sia che si tratti di ritmi percussori, suoni di strumenti musicali o il suono della voce umana. Non solo. Possiamo seguire anche lo spettro delle vibrazioni emesse dall’Artista e analizzare lo spettro vibrazionale degli spettatori. Dalle risposte cellulari all’Arte possono scaturire nuove forme di espressione musicale, pittorica, narrativa e in definitiva artistica.

QUINDI VID PUÒ FAVORIRE SINERGIE SULL’INNOVAZIONE CREATIVA?
Sì. Ad esempio Le Stanze – struttura fondata nel 2018 da Julia von Stietencron con altre tre stiliste, unendo professionalità di diversi ambiti del design in attività che vanno da progetti in ambito sociale ed equo-solidale fino a collaborazioni artistiche e tecnologicamente innovative – sta realizzando (con il contributo per la parte tecnologica di Marco Tausel e mio) una collezione disegnata per incorporare wearables altamente tecnologici, capaci di aumentare lo stato di benessere della persona. Questi wearables saranno configurati come “ibridi” di materiali naturali con “nanostrutture” tecnologicamente avanzatissime. Per questo si parla di nanomotions. I segnali inviati dai wearables saranno codificati per aumentare lo stato di benessere di cellule e tessuti, incluso il benessere delle cellule staminali che, come è ormai dimostrato, risiedono in tutti i tessuti del corpo umano. Si aprono così nuove prospettive nel mondo della connettività, la connessione con noi stessi, col nostro interno.

Esperienze straordinarie, la cui sintesi più suggestiva forse possiamo trovare nelle parole di Alessandro Bergonzoni: «Quando Carlo Ventura, dopo un mio spettacolo, ha detto che quell’ “invisibile frequenza” che producevo era rappresentabile, guardabile e dimostrabile, ho accettato di diventare cavia, studio umano e parte di questa ricerca. Eccomi a disposizione per una prova–esperimento su strato e dimensione di un nuovo processo artistico scientifico».

Nelle antiche tradizioni spirituali si riscontra una comune identificazione nella vibrazione sonora come origine di ogni cosa, ed in particolare si attribuisce al suono come Parola, il potere di creare. Il mantra (mantra: parola che libera la mente).

Da epoche molto antiche i suoni e la armonie musicali hanno trovato applicazioni terapeutiche.
• E’ noto il passo bibblico che racconta la guarigione del Re Saul da uno stato depressivo, con somatizzazioni, grazie al suono dell’arpa di Davide.
• I narratori greci ci raccontano di Alessandro il Grande che curava i suoi disturbi psichici e somatici con le melodie della lira.
• Negli antichi manoscritti cinesi di Su Ma T’sien si legge che “la nota Tche agisce sul cuore e conduce l’uomo all’armonia dei riti perfetti”.
• Indicazioni che trovano sintonia con gli studi di Pitagora il quale usava melodie diatoniche, cromatiche ed enarmoniche per guarire il corpo e la mente, trasformando le emozioni negative in movimenti positivi dell’anima.
• Anche P.Deunov e M.O.Aivanhov danno estrema importanza alle potenzialità di guarigione dei suoni musicali, ed in particolare, per quanto riguarda i disturbi cardiaci, alle melodie intonate sul do naturale. A tale nota correlano la possibilità di generare rapidamente uno stato di calma e di gioiosità interiore che aiuta a mostrarsi positivi e vitali verso la vita.

Dagli ultimi studi sulla fisica quantistica è emerso che tutti gli organi del corpo umano ed ogni singola cellula emettono una particolare frequenza, e allo stesso tempo sono in grado di captare come delle antenne le frequenze provenienti dall’esterno.

Tali frequenze entrando in risonanza, portano le cellule ad emettere dei biofotoni* che sono il linguaggio di comunicazione che avvia una serie di processi: dall’auto-guarigione all’espulsione di sostanze nocive dal liquido intracellulare.
Possiamo quindi dire che in ogni istante il nostro corpo ed ogni singola cellula emettono una particolare e melodica sinfonia, ma quando una sola cellula è in disarmonia questa melodia diventa una cacofonia che porta squilibrio a tutti i processi metabolici e catabolici, al corpo, alla mente e allo spirito.
*Il termine “biofotoni” indica il fenomeno di emissione di energia luminosa da parte dei tessuti viventi. Ogni cellula emette segnali specifici, propri e caratteristici.
Ogni particella del nostro corpo ha una particolare frequenza vibratoria, più particelle con la medesima frequenza compongono un tessuto o un organo che risuonerà alla medesima frequenza (Risonanza libera).

Da ciò ogni organo risponde ad una frequenza specifica.

A tal proposito sono stati eseguiti degli studi approfonditi da Barbara Hero, una studiosa Americana che ha catalogato la frequenza propria degli organi del corpo umano e li ha messi in relazione con le note musicali della scala accordata con il LA di riferimento a 432Hz.
Noi siamo esseri complessi composti da molti organi differenti e da un numero infinito di particelle.
In altre parole potremmo dire che il corpo umano è un sistema vibrante complesso e ogni parte del nostro corpo possiede delle Frequenze di risonanza specifiche, l’insieme di queste frequenze crea un complesso armonico che determina il nostro grado personale di frequenza.
Potremmo paragonarci ad una grande orchestra: quando siamo in una condizione di equilibrio e armonia significa che tutti gli elementi che compongono l’orchestra stanno suonando in armonia tra di loro, ma se uno degli elementi dell’orchestra inizia a suonare delle note errate che non corrispondono all’armonia generale, creerà una condizione di disarmonia che influenzerà l’andamento di tutta l’orchestra.

FREQUENZE E NOTE DI ALCUNI ORGANI E PARTI DEL CORPO:

Esiste quindi un codice vibrazionale – di suono – che ci “racconta” quello che stanno facendo le cellule. Gli scienziati lo hanno applicato alla medicina rigenerativa, alle nostre cellule staminali ed esse si sono contratte “firmando” il proprio suono orizzontale e verticale, facendoli suonare insieme (orizzontale è un suono ondeggiante più basso, profondo, in linea retta; verticale si sente un ondeggiare verticale). Portando questi suoni e vibrazioni, con macchinari adattati appositamente, a una cellula staminale del grasso. Dopo due settimane, la cellula è diventata cellula miocardica che batte e si contrae, un micro cuore in vitro, qualcosa in cui non si sarebbero mai trasformate.

ECCO L’IDEA DELLA MEDICINA RIGENERATIVA: sfruttare questi codici, comprenderli, e sfruttare il potenziale diffusivo di queste energie fisiche. Noi tutti siamo cioè permeabili ai suoni, alla luce, ai campi elettromagnetici. Si possono raggiungere le cellule staminali dove già si trovano. Infatti, sono presenti in tutti i tessuti del corpo umano, le possiamo riprogrammare per realizzare una medicina rigenerativa che non ha bisogno di trapianti di tessuti ma che va a potenziare qualcosa che già tutti abbiamo dentro di noi: il cosiddetto potenziale di auto guarigione.
Suoni, movimenti, vibrazioni: al variare della musica esterna, le cellule cambiano il loro ritmo, la loro vibrazione. Dapprima le cellule sono andate dietro la vibrazione e melodia esterna, poi hanno sviluppato un ritmo loro proprio. Urlando o parlando pacatamente, le cellule rispondono, sorprendentemente parlando esse capiscono fin dentro il loro nucleo. La musica può parlare a dinamiche profonde del nostro essere.

Gli esseri umani sono parte della natura vibratoria dell’universo. Così come noi non vediamo tutte le radiazioni elettromagnetiche, sentiamo vibrazioni con le orecchie da venti a massimo ventimila hertz ma non possiamo sentire di più, che pure esiste. L’armonia melodica musicale fa vibrare in fase le nostre cellule. “Parla” alle dinamiche più profonde della nostra biologia.

Fonti:
• www.ilgiornaledellefondazioni.com/content/siamo-musica
• https://opinione.it/hi-tech
• Carlo Ventura, David Muehsam, Life rhythm as a Symphony of Oscillatory Patterns: Electromagnetic Energy and Sound Vibration Modulates Gene Expression for Biological Signaling and Healing.

 

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