I funghi e le piante medicinali per la gestione delle candidosi

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Strategie di depurazione e micoterapia
Elena Renier, BSc (Hons) BA (Hons) MNIMH, Comitato Scientifico IMI

 

Esistono c.100.000 specie di funghi diverse, suddivise in due categorie:
1- macro-funghi che comprendono funghi per uso alimentare
2- micro-funghi che comprendono lieviti e muffe.

Avendo un’alimentazione eterotrofa, non essendo cioè capaci di produrre le sostanze di cui necessitano, si avvicinano di più agli animali che alle piante. A differenza di quest’ultime, i funghi hanno la parete cellulare costituita da glucani differenziati (beta-glucani prevalentemente non-cellulosici) e dal polisaccaride chitina, la quale è presente anche nell’esoscheletro degli artropodi.

Riguardo ai polisaccaridi di riserva, i funghi possono accumulare analogamente agli animali, il glicogeno, mentre i vegetali utilizzano l’amido. I funghi sono privi di clorofilla e si nutrono di organismi ricchi di carboidrati, minerali, vitamine e proteine. In simbiosi con l’organismo umano vivono funghi, il cui sostentamento è simile alla nutrizione umana.

In condizione di omeostasi, la microflora dell’intestino umano contiene fino a circa 400 commensali microbici, per circa l’85% sani e 15% considerati nocivi. Tra i commensali che in moderazione svolgono un ruolo utile, citiamo i lieviti comuni delle specie Candida: C.albicans, C.tropicalis, C.glabrata, C.krusei, C.guillermondi, C.dubliniensis e C.zeylanoides e i batteri utili, come, ad esempio, i Lactobacilli: L.fermentum e L.acidophilus, in grado di neutralizzare i lieviti e le candidosi in particolare.

Come disse Pasteur, “beviamo il 90% delle nostre malattie”, indicando che l’eccesso di microbi entra nel corpo attraverso la cavità orale, mangiando e respirando. La Candida assieme al resto della microflora sana, in quantità moderate, modula elementi del sistema immunitario intestinale ad azione pro-infiammatoria.
La Candida e il muco gastrointestinale, il quale si forma sullo strato epiteliale della mucosa e, in seguito all’erosione dei villi intestinali, sulla sottomucosa, provoca infiammazione, la quale, in eccesso, può contribuire a lesionare questi tessuti. I globuli bianchi, apportati dal flusso sanguigno, reagiscono agli agenti patogeni e ai radicali liberi per neutralizzarli, aumentando il pus che forma muco nel tentativo di guarire i tessuti cellulari lesionati neutralizzano tossine e radicali liberi, purché nel corpo esistano quantità adeguate di aminoacidi, vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi e carboidrati grezzi, come quelli contenuti nei funghi, cioè i polisaccaridi, tra i quali i alfa-glucani e beta-glucani, le glicoproteine e i triterpeni. Tali polisaccaridi soffrono un’attività farmacologica analoga ai Biological Response Modifers (BRM), ben nota dai sistemi medici oprientali moderni e antichi di Cina, Giappone e Tibet.

Recentemente gli USA e l’Europa hanno cominciato ad utilizzare estratti concentrati di funghi medicinali titolati in beta-glucani per i casi di immunosoppressione e di candidosi cronica. I beta-glucani stimolano l’immunità, legandosi a ricettori sulla superficie di granulociti, monociti, macrofagi e cellule dendritiche, attivando così la risposta immunitaria innata aspecifica e di conseguenza anche quella specifica. Attivando la risposta immunitaria innata per affrontare micosi e altre infezioni, i beta-glucani riportano le citochine Th2 iperattive a uno stato di omeostasi Th1/Th2, riducendo l’infiammazione e neutralizzando i radicali liberi.

Funghi particolarmente adatti a regolare la bilancia immunitaria e le infezioni sono l’Agaricus Blazei Murrill, il Reishi e il Coriolus, sebbene tutti i funghi medicinali contengano beta-glucani e agiscano sul sistema immunitario con affinità più spiccate per organi e sistemi fisiologici specifici, ciò che la medicina tradizionale cinese (MTC) chiama organo-tropismo.

Internamente, l’eccesso di Candida, senza segni cutanei, va differenziata da casi rari di Cryptococcus (meningite fungina), oppure Aspergillus (aflatossine alimentari e muffe ambientali inalate), anche se la infezioni fungine possono coesistere. Ancor prima di manifestare segni di mughetto, la candidosi si cronicizza gradualmente a causa della deplezione nutrizionale, inclusi di molti antiossidanti endogeni come il glutatione, un potente antiossidante, essenziale per rendere biodisponibili e attive nel corpo altre sostanze come il ferro e le vitamine C ed E. Le micosi del corpo umano già in fase di cronicità avanzata facilmente identificabili. Manifestandosi sotto forma di “mughetto”, muffa a tutti gli effetti, la Candida è visibile sulle mucose della bocca e sulla superficie cutanea dello scalpo, delle pieghe inguinali, delle ascelle, delle braccia, dietro alle ginocchia e sotto il seno, dove si può confondere e coesistere con altre micosi comuni: Pityriasis versicolor, Tinea corporis, Tinea cruris e Tinea pedis.

La candidosi cronica può essere la causa oppure la conseguenza di fattori stressogeni sia psicologici che fisiologici, i quali si possono manifestarsi nei punti più vulnerabili della costituzione innata dell’individuo ed essere scatenati da fattori ambientali, spesso dovuti ad abitudini scorrette che, in combinazione tassano il sistema immunitario. La candidosi e lo stress cronici affiggono i tessuti epiteliali del cuoio capelluto, della pelle e delle unghie assieme a tutti i tessuti epiteliali che proteggono le membrane delle mucose gastrointestinali e delle membrane neuronali, perché i tessuti nervosi e tegumentari si formano dallo stesso ectoderma embrionale durante la gestazione.

I funghi Reishi ed Hericium agiscono allo stesso tempo sui tessuti epiteliali di tutte le mucose fisiologiche e del sistema nervoso. Il Reishi contiene adenosina, sostanza ad azione spasmolitica importante per l’intero sistema digestivo e per il rilassamento nervoso e i suoi polisaccaridi risparmiano il cortisolo, aumentando la capacità di affrontare lo stress fisiologico e regolando l’attività antimicrobica delle ghiandole sebacee. Mentre il fungo Hericium, ricco di ericenoni agisce sulla rigenerazione della mielina delle membrane nervose, partendo dall’area centrale cerebrale e dalla spina dorsale, fino alle diramazioni dei plessi nervosi enterici e cutanei. La varietà delle presentazioni cliniche della candidosi non è sempre facilmente riconducibile a una sola area deficitaria ai fini terapeutici. Per questo, è indispensabile prendere in considerazione le abitudini alimentari, lo stile di vita e le condizioni ambientali, oltre ad utilizzare questionari analitici e test di conferma.
L’alimentazione raffinata moderna è sovraccarica di zuccheri, carboidrati, alcolici e lieviti lavorati industrialmente che apportano calorie “vuote”, sostanze prive di valore nutrizionale e tossine “acidificanti” che producono radicali liberi in quantità difficili da smaltire attraverso i meccanismi d’eliminazione fisiologici. L’acidosi sostenuta e l’ossidazione favoriscono l’espansione di pseudo-ife e pseudo-miceti della Candida, la quale si nutre dei metaboliti dei processi infiammatori che contribuiscono a stimolare la formazione di muco nelle pareti epiteliali delle mucose delle membrane gastrointestinali, provocando malassorbimento e malnutrizione, e sulla mielina delle membrane neuronali, ostacolando, parzialmente o totalmente la neurotrasmissione.

La Candida produce ottanta micotossine, tra cui l’acetaldide, la stessa tossina prodotta dall’alcol. Il sistema linfatico di tutta la parete intestinale è ricoperto dalle Placche di Peyer, con ricettori sulle membrane, le quali contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi, provocati dall’alterazione dell’equilibrio acido-basico gastrointestinale, e quindi, dalla maggiore quantità di sostanze mal digerite, oltre che dalle micotossine. In particolare, le Placche di Peyer presenti nell’ileo nella sottomucosa e nella lamina propria, quando incontrano un antigene, si attivano, moltiplicandosi (sono presenti linfociti B e un pò di linfociti T e cellule M), iniziando processi autoimmuni.

La malnutrizione, il consumo d’alcolici, l’uso d’antibiotici, corticosteroidi e farmaci non steroidei, la pillola anticoncezionale, l’esposizione a sostanze chimiche e metalli pesanti: alluminio, arsenico, mercurio e piombo che si trovano nei pesticidi, nei residui di amalgama dentario e nelle vaccinazioni che inseriscono virus mutevoli prima di contrarli, danneggiano la microflora batterica, alterando il pH fisiologico, instaurando processi infiammatori cronici e aumentando la permeabilità delle mucose gastrointestinali, ciò che si definisce “Leaky Gut Syndrome”. Le tossine non filtrate dalle mucose gastrointestinali sono riassorbite nel flusso sanguigno, provocando reazioni autoimmuni e favorendo la proliferazione di miceti della Candida in tutto il corpo.

L’alimentazione contribuirebbe all’equilibrio delle mucose e dell’apparato gastrointestinale dalla bocca all’intestino retto, se l’apporto di vitamine, minerali, amminoacidi, acidi grassi e carboidrati di qualità nella dieta moderna fosse adeguato e se l’uso frequente d’antibiotici non esaurisse le poche risorse vitali. Altre misure per ridurre la tossicità che altera il pH sono l’esercizio fisico che favorisce l’ossigenazione muscolare, la qualità del sonno e il riposo, ridurre il consumo di carne, caffeina e nicotina, aumentare il consumo di verdure alcalinizzanti e consumare frutta povera di zuccheri in moderazione e lontano dai pasti. Esistono linee guida che indicano se i cibi sono alcalini, neutri oppure acidi da valutare nell’equilibrio complessivo di ogni dieta, considerando aspetti di biodisponibilità di ogni alimento e aspetti riguardanti l’equilibrio della flora batterica che varia da persona a persona.

Per gestire la proliferazione incontrollata di candidosi, è essenziale iniziare a inserire nelle abitudini alimentari cibi idonei, seguendo una dieta ricca di cibi genuini, integrali e provenienti da coltivazioni biologiche, prive di pesticidi, ad alta densità nutrizionale.

La sostituzione alimentare di carboidrati raffinati, i formaggi stagionati, muffe, lieviti e alcolici dovrebbe avere l’accortezza di non privare la persona affetta da candidosi, solitamente già carente di sostanze nutritive, di una dieta varia, equilibrata e piacevole, adatta sia alla condizione della flora intestinale, sia ai gusti e alle abitudini personali, spesso dettati da aspetti relativi alla cultura individuale.

Per ottenere la massima efficacia, la micoterapia dovrebbe seguire un programma di depurazione del fegato, delle vie biliari, urinarie e linfatiche, con strategie per neutralizzare l’infiammazione e i danni sistemici prodotti dai radicali liberi delle micotossine e dell’acidosi. In tutti i casi, le strategie di disintossicazione devono essere graduali e agire in profondità, in tempi consoni ai ritmi fisiologici dell’individuo, riducendo al minimo le crisi di guarigione, provocate dalla rimozione delle micotossine. Gli estratti di Cardo mariano, titolato in silimarina, e di Curcuma, titolata in curcuminoidi, aumentano la produzione endogena degli antiossidanti glutatione ed enzima superossidodismutasi (SOD), riducendo l’infiammazione causata dal fattore NK-FB, correlato alla rigenerazione e alla riparazione dei tessuti cellulari danneggiati dall’acetaldeide, la principale tossina nella candidosi. È importante assumere fitopreparati che aumentino la secrezione e il flusso biliare, dal fegato alla colecisti, favorendo l’eliminazione di colesterolo e accumuli di acidi grassi, contenenti anche le micotossine, migliorando così la peristalsi intestinale, e fitopreparati che stimolino la diuresi per risolvere cistiti ricorrenti, spesso associate a candidosi. Composti di piante medicinali, come, ad esempio, le foglie di Carciofo e le foglie e la radice del Tarassaco, facilitano l’espulsione delle micotossine liposolubili trasportate nella bile e dei residui idrosolubili nell’urina. La Curcuma è utile anche per depurare il sistema linfatico che trasporta i residui microbici sia dalla circolazione sanguigna, sia dalla superficie cutanea, attraverso una intricata rete di linfonodi.

In un secondo momento, la depurazione graduale delle vie fisiologiche d’eliminazione deve essere accompagnata dall’integrazione della microflora batterica con fermenti e funghi adatti. La flora batterica intestinale della maggioranza delle persone è di circa 5kg e svolge la funzione di produrre vitamine B e di aumentare la biodisponibilità di calcio, magnesio e ferro. La microflora debellata deve essere totalmente reintegrata con probiotici solamente in seguito a somministrazione antibiotica, mentre in tutti gli altri i casi possono essere sufficienti i prebiotici.

Assieme ai probiotici Lactobacilli, sono consigliabili i frutto-oligo-saccaridi (FOS), fibre presenti in frutta e verdura, indigeribili per il corpo umano ma indispensabili per la microflora. Altri FOS alimentari reperibili sono l’inulina presente in mirtilli, tuberi, cicoria, cipolle, aglio e carciofi. Prebiotici ineguagliati sono presenti negli enzimi attivi dei funghi salutari in toto, principalmente le laccasi delle specie di Hericium, Reishi e le specie di Pleurotus e Shiitake. Questi funghi salutari devono provenire da coltivazioni biologiche controllate per essere benefici e offrire, quindi, una vasta gamma di polisaccaridi ed enzimi attivi e differenziati, normalmente assenti nell’alimentazione. La micoterapia svolge attività prebiotiche per la presenza d’enzimi antiossidanti e antimicrobici, capaci, oltretutto, di regolare la produzione di antigeni sulle mucose gastrointestinali e di alleviare le complicazioni della candidosi, degenerate in sindromi autoimmuni e malattie croniche degenerative. La disintossicazione linfatica può essere coadiuvata anche dal fungo Polyporus, il quale è preferibile alla Curcuma nei casi d’occlusione parziale o totale delle vie biliari.

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