Prodotti naturali efficaci in caso di Diabete

,

-Il diabete tocca milioni di persone, un vero flagello mondiale. Succede quando il nostro corpo non gestisce l’insulina come dovrebbe, facendo salire il glucosio nel sangue. Senza la giusta attenzione, questa condizione può intaccare organi cruciali come cuore e reni, e persino la nostra vista. In questo contesto, non mancano rimedi naturali che, insieme alle cure classiche, promuovono un trattamento più completo e armonico del diabete, adattandosi bene a chi cerca un approccio più integrato alla propria salute.

La ricerca ci insegna un trucco o due su come tener testa al diabete. Prodotti naturali come il ginseng americano, il cromo, la cannella e i funghi terapici  sembrano promettenti per regolare lo zucchero nel sangue. Se mescoliamo questi aiuti naturali con una dieta sana e un po’ di attività motoria, potremmo migliorare la nostra reazione all’insulina e mantenere stabile il glucosio.

Con il diabete che non dà tregua, i rimedi naturali aprono una finestra di speranza. Non solo potenziano i trattamenti di routine, ma abbracciano la natura per dare al nostro organismo quel qualcosa in più. Ricorda, l’armonia è tutto. Collaborare strettamente con i professionisti della salute è il segreto per trovare il modo migliore di vivere bene con il diabete.

Ci sono due tipi principali: il tipo 1 e il tipo 2. Il primo scatta improvviso e richiede insulina da subito. Il secondo, più comune, spesso nasce da una dieta sbagliata e scarsa attività fisica.

Il DIABETE MELLITO TIPO 1 è caratterizzato dalla distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina (Beta-cellule) ed è causato da una problematica autoimmune (produzione di autoanticorpi diretti contro le β-cellule) o idiopatica (causa sconosciuta). Poiché vi è carenza assoluta di insulina la terapia farmacologica prevede la somministrazione di insulina esogena associata ad una dieta sana ed esercizio fisico.

Il DIABETE TIPO 2 invece, risulta da una complessa interazione tra il profilo genetico dell’individuo e molteplici fattori ambientali (eziopatogenesi multifattoriale) quali incremento ponderale, diete incongrue (es. eccessivo contenuto di grassi nella dieta che porta ad alterazioni lipidiche plasmatiche), inattività fisica. La terapia è non farmacologica (modifica abitudini alimentari e dell’attività fisica) ma in alcuni casi è opportuno ricorrere alla terapia farmacologica.

In assenza di sintomi tipici la diagnosi di diabete viene posta sulla base del riscontro, confermato in almeno due diverse occasioni, di diversi parametri:
1) Glicemia a digiuno > o = 126 mg/dl (dosaggio eseguito al mattino, dopo almeno 8h di digiuno);
2) Glicemia > o = 200 mg/dl 2h dopo carico orale di glucosio (eseguito con 75 g di glucosio);
3) Emoglobina glicata (HbA1c) > o = 6,5% (> o = 47,5 mmol/mol).

Se non lo gestiamo bene, il diabete può fare danni gravi. Può rovinare i vasi sanguigni e causare malattie cardiovascolari, problemi ai reni, alla vista, e disturbi ai nervi. Questo lo rende una delle principali cause di disabilità e morte nel mondo.

Gestirlo correttamente è vitale. Serve un approccio olistico che va oltre la medicina. Va implementata una dieta sana, esercizio fisico regolare, e monitoraggio costante dei livelli di zucchero. È altrettanto importante educarsi sulla propria condizione.

Il diabete tocca milioni di persone, un vero flagello mondiale. Succede quando il nostro corpo non gestisce l’insulina come dovrebbe, facendo salire il glucosio nel sangue. Senza la giusta attenzione, questa condizione può intaccare organi cruciali come cuore e reni, e persino la nostra vista. In questo contesto, non mancano rimedi naturali che, insieme alle cure classiche, promuovono un trattamento più completo e armonico del diabete, adattandosi bene a chi cerca un approccio più integrato alla propria salute.

I RIMEDI NATURALI NEL TRATTAMENTO DEL DIABETE

Il ruolo dei rimedi naturali nel controllo del diabete è diventato un argomento di crescente interesse sia per chi vive con questa condizione sia per i professionisti del settore sanitario. La ricerca suggerisce che alcuni supplementi naturali possono fornire vantaggi supplementari se usati in aggiunta ai trattamenti tradizionali. È tuttavia essenziale consultare un medico prima di aggiungere nuovi rimedi al proprio regime terapeutico.

Ginsengmagnesiocannellaaloe vera, CBD, Coprinus, Maitake, Agaricus e Cordyceps abbassano la glicemia elevata e  sono quindi utili sia quando la glicemia è elevata, sia nel diabete, e altri hanno mostrato potenziali effetti positivi nel migliorare il controllo della glicemia. Questi non sono sostituti dei farmaci prescritti ma possono servire come complementi per ottimizzare la gestione del diabete. Ad esempio, il ginseng americano è noto per la sua capacità di aumentare la sensibilità all’insulina, contribuendo così a regolare i livelli di glucosio nel sangue.

È fondamentale evidenziare che, sebbene alcuni studi mostrino benefici, il settore dei rimedi naturali necessita di ulteriori indagini per verificare l’efficacia e la sicurezza di questi metodi. Le Dietary Guidelines for Americans consigliano l’assunzione giornaliera di 22 a 34 grammi di fibre, rimarcando l’importanza di una dieta bilanciata nel controllo del diabete.

Integrare la propria dieta con alimenti ricchi di nutrienti essenziali, unitamente a un’adeguata attività fisica, costituisce la base per una gestione efficace del diabete. Alcuni minerali come il cromo e il magnesio hanno dimostrato di svolgere un ruolo chiave nel metabolismo dei carboidrati e dei grassi, essenziali per la risposta cellulare all’insulina.

Nonostante l’attrattiva dei rimedi naturali, è importante ricordare che non esistono soluzioni miracolose. La gestione del diabete è un percorso complesso che richiede un approccio olistico, includendo la supervisione medica, modifiche dello stile di vita e, quando necessario, l’uso di farmaci. L’obiettivo è mantenere i livelli di zucchero nel sangue entro intervalli salutari, prevenendo le complicanze a lungo termine e migliorando la qualità della vita.

GINSENG: UN ALLEATO CONTRO IL DIABETE

Il Ginseng è considerato un prezioso alleato nella lotta contro il diabete, grazie alla sua capacità di migliorare la sensibilità all’insulina e regolare i livelli di glucosio nel sangue. Questa radice, usata da secoli nella medicina tradizionale, sta guadagnando interesse anche nella comunità scientifica moderna per i suoi potenziali benefici nel controllo del diabete.

Il ginseng, in particolare quello americano (Panax quinquefolius), si distingue per la sua capacità di agire sul metabolismo glucidico. Studi hanno mostrato che può migliorare significativamente il controllo della glicemia, specialmente quando utilizzato insieme ai trattamenti convenzionali per il diabete. Questo effetto è attribuito alla presenza di ginsenosidi, i principi attivi del ginseng, che sembrano incrementare l’efficienza dell’insulina nel corpo.

La modalità d’uso del ginseng americano può variare, ma comunemente viene assunto sotto forma di supplemento. Le capsule di estratto standardizzato sono tra le forme più studiate e raccomandate, poiché offrono una concentrazione controllata di ginsenosidi. È importante, tuttavia, consultare un medico prima di iniziare l’assunzione di ginseng, specialmente se si stanno già assumendo farmaci per il diabete, per evitare il rischio di ipoglicemia.

Per quanto riguarda il dosaggio, non esiste una quantità universale raccomandata, in quanto può variare in base alle esigenze individuali e al tipo di estratto utilizzato. Tuttavia, studi clinici hanno spesso impiegato dosi giornaliere nell’ordine dai 200 a 400 mg di estratto di ginseng americano, dimostrando miglioramenti nei livelli di glucosio a digiuno e nella tolleranza al glucosio.

CROMO E MAGNESIO: MINERALI PER L’EQUILIBRIO GLICEMICO

Il Cromo e il Magnesio sono due minerali essenziali che giocano un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio glicemico e nel controllo della glicemia, fattori fondamentali nella gestione del diabete. La loro importanza per la salute metabolica emerge con forza dalla ricerca scientifica, che ne ha esplorato gli effetti e le modalità d’uso per supportare le persone con diabete.

Il CROMO è un elemento traccia che interviene nel metabolismo dei carboidrati, facilitando l’azione dell’insulina e migliorando il controllo del glucosio nel sangue. La sua assunzione è particolarmente indicata per chi vive con il diabete di tipo 2, poiché può aiutare a ridurre la resistenza all’insulina. Gli studiosi hanno osservato come supplementi di cromo possano portare a una modesta diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue in persone con diabete, suggerendo dosaggi che variano generalmente tra i 200 e i 600 microgrammi al giorno, a seconda delle esigenze individuali e della formulazione del supplemento.

Il MAGNESIO, d’altra parte, è coinvolto in più di 300 reazioni enzimatiche nel corpo, molte delle quali influenzano direttamente il metabolismo del glucosio e la sensibilità all’insulina. Un adeguato apporto di magnesio può contribuire a migliorare la funzione insulinica e a prevenire le fluttuazioni dei livelli di zucchero nel sangue. La ricerca indica che bassi livelli di magnesio sono spesso associati a un aumentato rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, evidenziando l’importanza di questo minerale nella dieta quotidiana. Il magnesio si trova in alimenti come verdure a foglia verdenocisemi e cereali integrali, ma può essere anche assunto tramite integratori, con dosaggi consigliati che variano in base all’età, al sesso e alle condizioni di salute.

Integrare la dieta con cromo e magnesio, quindi, può essere una strategia utile per chi cerca di migliorare il controllo della glicemia attraverso metodi naturali. Tuttavia, è essenziale procedere sotto la guida di un professionista sanitario per evitare interazioni con altri farmaci e per assicurarsi che l’integrazione sia appropriata e sicura.

CANNELLA: PIÙ DI UNA SPEZIA

La cannella è riconosciuta non solo per il suo aroma distintivo ma anche per i suoi benefici nel supporto del controllo della glicemia, rendendola un complemento interessante per chi gestisce il diabete. Questa spezia millenaria, apprezzata in tutto il mondo per le sue proprietà culinarie, nasconde virtù che vanno oltre la cucina.

La ricerca ha evidenziato come la cannella possa influenzare positivamente la sensibilità all’insulina e aiutare a moderare i livelli di glucosio nel sangue. Questi effetti sono particolarmente rilevanti per le persone con diabete di tipo 2, dove il corpo lotta per utilizzare l’insulina in modo efficace.

L’inserimento della cannella nella dieta quotidiana è semplice. Può essere aggiunta a bevande calde, spolverata su frutta e cereali, o utilizzata in varie ricette per arricchirne il sapore senza aggiungere zuccheri. La flessibilità di utilizzo della cannella permette di sfruttarne i benefici senza grandi sforzi o cambiamenti radicali alla dieta.

Nonostante le sue promettenti proprietà, è cruciale usare la cannella con moderazione. Esistono diverse varietà di cannella, e alcune possono contenere livelli significativi di cumarina, un composto che può essere nocivo se assunto in grandi quantità. La varietà di Ceylon è spesso consigliata per un uso più sicuro a lungo termine, grazie ai suoi bassi livelli di cumarina.

ALOE VERA: BENEFICI OLTRE LA PELLE

L’Aloe Vera è rinomata non solo per i suoi effetti benefici sulla pelle ma anche per le sue proprietà salutari interne, particolarmente per il controllo del diabete. Questa pianta succulenta, usata da millenni nella medicina tradizionale, offre un tesoro di vantaggi che vanno ben oltre il trattamento di scottature e ferite cutanee.

Recenti studi hanno iniziato a rivelare il potenziale dell’aloe vera nel migliorare la sensibilità all’insulina e abbassare i livelli di zucchero nel sangue nelle persone affette da diabete di tipo 2. Questi effetti sono attribuiti ai fitochimici presenti nel gel di aloe vera, che aiutano a migliorare l’efficacia dell’insulina prodotta dal corpo e a ridurre la glicemia.

L’utilizzo dell’aloe vera per il controllo del diabete può avvenire in diverse forme. Alcuni preferiscono consumare il gel direttamente dalla foglia della pianta, mentre altri optano per succhi o integratori che contengono estratto di aloe vera. È importante, però, assicurarsi della qualità e della purezza del prodotto scelto, poiché la presenza di aloina, un composto trovato nella corteccia esterna della foglia, può causare effetti collaterali se assunto in grandi quantità.

La dose ottimale di aloe vera non è ancora stata definita chiaramente, e varia in base alla forma del prodotto e alle condizioni individuali. Tuttavia, la ricerca suggerisce che dosi moderate possono fornire benefici senza causare effetti indesiderati significativi.  L’aloe vera rappresenta un’opzione naturale promettente per coloro che cercano di migliorare la gestione del loro diabete. Con le giuste precauzioni e sotto la guida di un professionista della salute, l’integrazione di questo antico rimedio nel controllo del diabete può offrire un supporto prezioso nel percorso verso il benessere.

I BENEFICI del CBD per il diabete di tipo 2

Il CBD, un composto della cannabis che non produce effetti psicoattivi, ha mostrato un potenziale significativo in questo ambito. Basandoci sui risultati di questo studio, il CBD sembra essere molto prezioso nel trattamento del diabete e delle sue complicazioni, essendo capace di migliorare il funzionamento delle cellule del pancreas, ridurre l’infiammazione in quest’organo e potenziare la resistenza all’insulina. Il CBD non solo offre un’azione di prevenzione per le complicanze del diabete ma si dimostra anche terapeuticamente valido per le complicanze già manifestate, migliorando la funzionalità degli organi colpiti. Tuttavia, è necessario condurre ulteriori ricerche per confermare la sicurezza e l’efficacia del CBD. È importante riconoscere che l’applicazione clinica del CBD nel trattamento del diabete e delle sue complicanze necessita di ulteriori approfondimenti.

Un altro studio pilota, randomizzato, in doppio cieco, e controllato con placebo, ha esaminato gli effetti del CBD e del THCV (tetraidrocannabivarina: cannabinoide minore presente nella cannabis, che contrasta l’attività del recettore CB1 attivando allo stesso tempo il recettore CB2.) sui parametri glicemici e lipidici in pazienti con diabete di tipo 2 non trattati con insulina. Nello specifico, questo studio ha coinvolto 62 soggetti randomizzati in cinque gruppi di trattamento:

  1. CBD (100 mg due volte al giorno).
  2. THCV (5 mg due volte al giorno).
  3. rapporto 1:1 di CBD e THCV (5 mg/5 mg, due volte al giorno).
  4. rapporto 20:1 di CBD e THCV (100 mg/5 mg, due volte al giorno).
  5. un placebo abbinato per 13 settimane.

I risultati hanno mostrato che, rispetto al placebo, il THCV ha significativamente diminuito la glicemia a digiuno e migliorato la funzione delle cellule beta pancreatiche, oltre ad aumentare i livelli di adiponectina e apolipoproteina A, sebbene il colesterolo HDL non sia stato influenzato. Al contrario, il CBD ha ridotto i livelli di resistina e aumentato quelli del peptide insulinotropico dipendente dal glucosio rispetto alla linea di base, ma non rispetto al placebo. Sia il CBD che il THCV sono stati ben tollerati.

Questi risultati suggeriscono che il THCV potrebbe rappresentare un nuovo agente terapeutico nel controllo glicemico in soggetti con diabete di tipo 2. Tuttavia, è importante notare che la ricerca è ancora in una fase preliminare e che ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati e per comprendere meglio il potenziale del CBD e del THCV nel trattamento del diabete di tipo 2.

Per approfondimenti, puoi consultare lo studio pubblicato su Diabetes Care e su PubMed :

MICOTERAPIA e DIABETE

Nell’area metabolica per molti funghi è stata descritta un’azione terapeutica sul controllo della glicemia, dell’ipercolesterolemia, dell’ipertrigliceridemia, dell’ipertensione e del diabete 2. Tali effetti sono stati correlati alla presenza di fibre e polisaccaridi (beta-glucani), ma nel tempo gli studi scientifici hanno dimostrato un’azione ben più profonda e articolata orientata al recupero della salute effettuata da numerose altre molecole bioattive in essi contenute. Per molti funghi è stata infatti dimostrata azione antitumorale, antivirale, antitrombotica, anti-ipertensiva, di controllo della glicemia, di miglioramento della memoria e della concentrazione e anti-aging.

Tra i funghi più studiati per la sindrome metabolica e il diabete 2 vi sono la Grifola frondosa o Maitake e il Coprinus comatus, ma si sono dimostrati molto utili anche l’Agaricus blazei Murrill, il Ganoderma lucidum (Reishi), l’Auricularia auricula judae e il Cordyceps sinensis.

La GRIFOLA FRONDOSA (MAITAKE) è chiamato anche il fungo del metabolismo. Oltre all’elevata quantità di beta-glucani, ha dimostrata attività anti-amilasica e anti-glucosidasica, la più potente tra tutti i funghi ad oggi studiati, che permette un elevato controllo dell’iperglicemia. In pratica inibisce la funzione di enzimi, come l’alfa-glucosidasi, che sono deputati al processo di digestione e utilizzazione dei caboidrati nell’intestino, riducendo l’iperglicemia post-prandiale (9,10).

Inoltre sono ampiamente dimostrati in letteratura i suoi effetti di miglioramento della sensibilità insulinica e di riduzione della resistenza insulinica periferica, di regolazione dei livelli di glicemia, di emoglobina glicata, dei grassi nel sangue e di tutta una serie di parametri metabolici che possono risultare alterati in questa condizione clinica; conseguentemente contribuisce al controllo del peso e delle sintomatologie associate al diabete 2 quali ad esempio l’ipertensione (11-15).

Il COPRINUS COMATUS è un fungo ricco in vanadio che è stato studiato in modelli di diabete sia di tipo 1 che di tipo 2. Il vanadio ha infatti attività revitalizzante delle cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina, quindi la sua assunzione può essere di aiuto anche in presenza di diabete 1 (autoimmune). In ogni caso è risultato molto efficace nella riduzione della glicemia e dell’emoglobina glicata anche nel diabete di tipo 2. Da questo fungo è stata isolata una sostanza chiamata “comatina” con effetti ipoglicemizzanti, in grado di inibire la glicosilazione non enzimatica e di migliorare la sensibilità periferica all’insulina (16-19).

Il GANODERMA LUCIDUM (Reishi) è un fungo con storia millenaria di utilizzo in Cina, ed è conosciuto anche come fungo della longevità o dell’immortalità. La sua somministrazione migliora la gestione della glicemia nel topo e i suoi effetti, oltre che alla riduzione dell’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale, sono stati attribuiti anche alla sua importante azione anti-infiammatoria e anti-ossidante. È stato dimostrato che facilità il rilascio di insulina da parte delle cellule pancreatiche e che migliora significativamente la sensibilità periferica all’insulina e riduce la glicazione proteica. Tali effetti dipendono molto anche dalla sua capacità di migliorare la composizione e l’attività della flora microbica intestinale (microbiota e microbioma). Una peculiarità importante del Ganoderma lucidum nella gestione del diabete 2 è la sua importante protezione cardiovascolare, soprattutto in considerazione del fatto che il rischio cardiovascolare nei soggetti affetti da diabete 2 è di 10 volte superiore rispetto a soggetti sani (20-24).

L’AURICULARIA AURICULA-JUDAE è un fungo gelatinoso a forma di orecchio (chiamato anche orecchio di Giuda) e di colore rosso scuro a volte quasi nero. È molto popolare in Cina dove viene usato per ridurre il “calore” del corpo, ossia l’infiammazione. Ha effetto ipoglicemizzante grazie alla grande quantità di fibre e mucillagini che contiene; contiene un elevato livello di melanina e polifenoli che gli conferiscono attività anti-ossidante e anti-infiammatoria che contribuiscono a migliorare la resistenza insulinica. È un fungo molto interessante anche per la sua funzione di protezione epatica, di fluidificazione della bile e di miglioramento delle funzioni intestinali. Nel diabete 2 la funzione epato-biliare è in genere compromessa e condiziona la salute dell’intestino; per questo motivo il sostegno con Auricularia potrebbe risultare particolarmente efficace. Come il Ganoderma inoltre, esercita un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare con riduzione del rischio di aterosclerosi e di infarto e ictus (25-30).

Il CORDYCEPS SINENSIS è un fungo che cresce nell’altopiano Tibetano, tra i 3600 e i 5000 metri, parassita di un insetto (Hepialis armoricanus) che ha una lunga storia di utilizzo nella medicina tibetana. È uno dei funghi più interessanti per le sue articolate proprietà sulla salute. La sua efficacia è stata dimostrata anche nella gestione della sindrome metabolica e del diabete di tipo 2 dove migliora la gestione della glicemia e riduce efficacemente la glicazione proteica. Uno degli effetti più interessanti del Cordyceps, probabilmente correlato alla sua azione di riequilibrio ormonale, è la sua capacità di migliorare il rapporto massa magra/massa grassa che corrisponde ad un miglioramento del metabolismo e della salute. Ha azione antiossidante e anti-infiammatoria che contribuiscono a migliorare la sensibilità periferica all’insulina e ha dimostrato effetti protettivi a livello cardiovascolare, renale e neurologico. La sua azione ossigenante e antiossidante permettono di migliorare il metabolismo a livello cellulare riducendo anche il rischio di degenerazione oncologica (31-38).

L’AGARICUS BLAZEI MURRILL (ABM) è molto studiato per la sua attività di potenziamento immunitario e antitumorale. La sua assunzione nell’uomo è stata associata a riduzione della massa grassa, in particolare viscerale, a miglioramento dei rapporti dei lipidi nel sangue (colesterolo, HDL, trigliceridi) e ad un miglioramento della gestione della glicemia. La sua associazione con il Corpinus comatus migliora la sintomatologia associata al diabete 1. In numerosi studi è stata dimostrata la sua attività anti-iperglicemica, ipocolesterolemica e antisclerotica evidenziando un’attività antidiabetica generale con miglioramento della resistenza insulinica. Interessante la sua capacità di aumentare la concentrazione di adiponectina (sostanza chiamata anche “bruciagrassi”) che favorisce la perdita del grasso accumulato nell’area viscerale.

La sua azione è stata studiata anche insieme a farmaci antidiabetici con miglioramento della funzione e riduzione degli effetti collaterali (39-41).

Questa generale panoramica dell’azione dei funghi sul metabolismo e sulla prevenzione e gestione del diabete 2 permette di comprendere come essi agiscano in modo profondo e articolato. Ognuno di essi ha peculiarità che possono influire sulla scelta di quale fungo utilizzare in particolari condizioni e sintomatologie. È anche molto interessante notare che il loro utilizzo può essere effettuato in concomitanza con i farmaci con i quali non interferiscono, anzi, ne ottimizzano la funzione riducendone gli effetti collaterali.
Poiché la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2 sono in crescita esponenziale e condizionano in modo importante la salute e la qualità della vita delle persone affette, può essere molto utile considerare l’utilizzo di questi “super-alimenti funzionali” soprattutto in prevenzione, per ridurre il rischio di sviluppo di tali patologie.

“Il ruolo e gli evidenti benefici dei funghi e dei loro polisaccaridi, oltre ad essere usati da millenni dall’Arte Medica, ultimamente hanno anche avuto innumerevoli conferme dagli studi scientifici. Però, nonostante non ci siano dubbi sui numerosi benefici apportati dai funghi medicinali, siamo ancora molto lontani dalla validazione clinica di questi importanti serbatoi di nutrienti. Nonostante tutti i dati noti sulle potenzialità dei funghi, il loro consumo a scopo medicinale è ancora ristretto ad un piccolissimo numero di medici.
C’è sicuramente bisogno di sensibilizzare la Comunità medica e non medica sul fatto che i funghi medicinali devono essere:
-coltivati in ambienti esenti da inquinanti,
-controllati nella loro purezza chimico-fisica,
-prescritti da medici competenti,
-consumati per lunghi periodi di tempo…
al fine di sfruttare al massimo il potenziale preventivo e curativo di questa preziosa risorsa naturale” (Dr. Roberto Gava in https://www.robertogava.it/

Attenzione però ad un particolare

Bisogna però fare molta attenzione alla sicurezza dei funghi in generale e dei funghi medicinali in particolare, perché questa dipende dalla fonte dei funghi, dal metodo di estrazione e dalla purezza dei loro polisaccaridi.

Alcuni funghi possono contenere composti nocivi, come i metalli pesanti e alcune micotossine che, se i funghi vengono consumati in grandi quantità, possono causare disturbi gastrointestinali, mal di testa, affaticamento e crampi muscolari (42), specialmente in soggetti con una debole funzionalità epatica.

Comunque, se gli integratori di funghi medicinali sono prodotti da una ditta seria, sono sicuramente ben tollerati e svolgono un ruolo positivo nel mantenimento e nel ripristino della nostra salute globale, ma anche nell’aumentare le nostre difese antivirali e antiossidanti, che oggi sono particolarmente fragili nella maggior parte dei soggetti, specie i bambini, gli anziani e le persone affette da una o più patologie croniche.

Visita le pagine dedicate del sito: Glicemia e  Micoterapia

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTACI:
ERBORISTERIA ARCOBALENO
Specialisti in MICOTERAPIA
Tel. 3200469843 / 0445-524576
info@erboristeriarcobaleno.com

Fonti: https://stefaniacazzavillan.it/ e https://crystalweed.it/

BIBLIOGRAFIA

  1. Helms S. Cancer prevention and therapeutics: Panax ginseng. Altern Med Rev 2004; 9:259–274.
  2. Reeds DN, Patterson BW, Okunade A, et al. Ginseng and ginsenoside Re do not improve beta-cell function or insulin sensitivity in overweight and obese subjects with impaired glucose tolerance or diabetes. Diabetes Care 2011; 34:1071–1076.
  3. Yin J, Zhang H, Ye J. Traditional chinese medicine in treatment of metabolic syndrome. Endocr Metab Immune Disord Drug Targets 2008; 8:99–111.
  4. About Herbs, Botanicals & Other Products | Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York, mskcc.org
  5. Asatiani MD, Wasser SP, Nevo E, Ruimi N, Mahajna JA, Reznick A. (2011): “The shaggy ink cap medicinal mushroom, Coprinus comatus (of mull.: fr.) pers.(Agaricomycetideae) substances interfere with h2o2 induction of the Nf-Κb pathway through inhibition of Iκbα phosphorylation in Mcf7 breast cancer cells.” International Journal Of Medicinal Mushrooms, 13(1): 19-25.
  6. Badalyan S, Sisakyan S. (2005): “Study of antiprotozoal activity and mitogenic effects within some medicinal mushrooms.” International Journal ofMedicinal Mushrooms, 7: 382-383.
  7. Bailey CJ, Turner SL, Jakeman KJ, Hayes WA. (1984): “Effect of Coprinus comatus on plasma glucose concentrations in mice.” Planta Med., 50 (6): 525-6.
  8. Lee KA, Lee JS, Yoon JD, Chung MW, Ha, HC, Lee JS. (2005): “Hepatoprotective effects of waxy brown rice cultured with Agrocybe cy- lindracea (DC.) Gillet.” International Journal of Medicinal Mushrooms, 7(3): 351-352.
  9. Su, Chun‐Han, et al. “Inhibitory potential of Grifola frondosa bioactive fractions on α‐amylase and α‐glucosidase for management of hyperglycemia.” Biotechnology and applied biochemistry 60.4 (2013): 446-452.
  10. Su, Chun-Han, Min-Nan Lai, and Lean-Teik Ng. “Inhibitory effects of medicinal mushrooms on α-amylase and α-glucosidase–enzymes related to hyperglycemia.” Food & function 4.4 (2013): 644-649.
  11. Kubo, Keiko, Hisao Aoki, and Hiroaki Nanba. “Anti-diabetic activity present in the fruit body of Grifola frondosa (Maitake). I.” Biological and Pharmaceutical Bulletin 17.8 (1994): 1106-1110.
  12. Kubo, Keiko, and Hiroaki Nanba. “Anti-hyperliposis effect of maitake fruit body (Grifola frondosa). I.” Biological and Pharmaceutical Bulletin 20.7 (1997): 781-785.
  13. Horio, Hiroyuki, and Masaru Ohtsuru. “Maitake (Grifola frondosa) improve glucose tolerance of experimental diabetic rats.” Journal of nutritional science and vitaminology 47.1 (2001): 57-63.
  14. Matsuura, Hideyuki, et al. “α-Glucosidase inhibitor from the seeds of balsam pear (Momordica charantia) and the fruit bodies of Grifola frondosa.” Bioscience, biotechnology, and biochemistry66.7 (2002): 1576-1578.
  15. Hong, Lei, Ma Xun, and Wu Wutong. “Anti‐diabetic effect of an α‐glucan from fruit body of maitake (Grifola frondosa) on KK‐Ay mice.” Journal of pharmacy and pharmacology 59.4 (2007): 575-582.
  16. Han C, Liu T. A comparison of hypoglycemic activity of three species of basidiomycetes rich in vanadium. Biol Trace Elem Res 2009; 127: 177–82
  17. Han, Chunchao, et al. “Hypoglycemic activity of fermented mushroom of Coprinus comatus rich in vanadium.” Journal of Trace Elements in Medicine and Biology 20.3 (2006): 191-196.
  18. Han, Chunchao, Bo Cui, and Yingzi Wang. “Vanadium uptake by biomass of Coprinus comatus and their effect on hyperglycemic mice.” Biological trace element research 124.1 (2008): 35-39.
  19. Ding, Zhongyang, et al. “Hypoglycaemic effect of comatin, an antidiabetic substance separated from Coprinus comatus broth, on alloxan-induced-diabetic rats.” Food chemistry 121.1 (2010): 39-43.
  20. Zhang HN, Lin ZB. Hypoglycemic effect of Ganoderma lucidum polysaccharides. Acta 
Pharmacol Sin 2004; 25: 191–
  21. Gao, Yihuai, et al. “A phase I/II study of Ling Zhi mushroom Ganoderma lucidum (W. Curt.: Fr.) Lloyd (Aphyllophoromycetideae) extract in patients with type II diabetes mellitus.” International Journal of Medicinal Mushrooms6.1 (2004).
  22. Jia, Jie, et al. “Evaluation of in vivo antioxidant activities of Ganoderma lucidum polysaccharides in STZ-diabetic rats.” Food Chemistry 115.1 (2009): 32-36.
  23. Seto, S. W., et al. “Novel hypoglycemic effects of Ganoderma lucidum water-extract in obese/diabetic (+ db/+ db) mice.” Phytomedicine 16.5 (2009): 426-436.
  24. Ma, Haou-Tzong, Jung-Feng Hsieh, and Shui-Tein Chen. “Anti-diabetic effects of Ganoderma lucidum.” Phytochemistry 114 (2015): 109-113.
  25. Yuan, Zuomin, et al. “Hypoglycemic effect of water-soluble polysaccharide from Auricularia auricula-judae Quel. on genetically diabetic KK-Ay mice.” Bioscience, biotechnology, and biochemistry 62.10 (1998): 1898-1903.
  26. Takeuchi, Hisanao, Puming He, and Lau Yan Mooi. “Reductive effect of hot-water extracts from woody ear (Auricularia auricula-judae Quel.) on food intake and blood glucose concentration in genetically diabetic KK-Ay mice.” Journal of nutritional science and vitaminology 50.4 (2004): 300-304.
  27. Kim, Sung Kyu, et al. “Antidiabetic effect of Auricularia auricula mycelia in streptozotocin-induced diabetic rats.” Natural Product Sciences 13.4 (2007): 390-393.
  28. Zhang, Hua, et al. “Purified Auricularia auricular-judae polysaccharide (AAP Ia) prevents oxidative stress in an ageing mouse model.” Carbohydrate polymers 84.1 (2011): 638-648.
  29. Yang, Byung-Keun, et al. “Hypolipidemic effect of an exo-biopolymer produced from submerged mycelial culture of Auricularia polytricha in rats.” Biotechnology Letters 24.16 (2002): 1319-1325.
  30. Chiu, Wan-Chun, et al. “Auricularia polytricha aqueous extract supplementation decreases hepatic lipid accumulation and improves antioxidative status in animal model of nonalcoholic fatty liver.” BioMedicine 4.2 (2014).
  31. Lo, Hui-Chen, et al. “The anti-hyperglycemic activity of the fruiting body of Cordyceps in diabetic rats induced by nicotinamide and streptozotocin.” Life sciences 74.23 (2004): 2897-2908.
  32. Lo, Hui-Chen, et al. “Anti-hyperglycemic activity of natural and fermented Cordyceps sinensis in rats with diabetes induced by nicotinamide and streptozotocin.” The American Journal of Chinese Medicine 34.05 (2006): 819-832.
  33. Li, S. P., et al. “Hypoglycemic activity of polysaccharide, with antioxidation, isolated from cultured Cordyceps mycelia.” Phytomedicine 13.6 (2006): 428-433.
  34. Kan, Wei-Chih, et al. “Effects of extract from solid-state fermented Cordyceps sinensis on type 2 diabetes mellitus.” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2012 (2012).
  35. Dong, Yuan, et al. “Studies on the antidiabetic activities of Cordyceps militaris extract in diet-streptozotocin-induced diabetic Sprague-Dawley rats.” BioMed research international 2014 (2014).
  36. Ma, Li, Song Zhang, and Mei Du. “Cordycepin from Cordyceps militaris prevents hyperglycemia in alloxan-induced diabetic mice.” Nutrition Research 35.5 (2015): 431-439.
  37. Kai, Zhao, et al. “Effect of Dongchongxiacao (Cordyceps) therapy on contrast-induced nephropathy in patients with type 2 diabetes and renal insufficiency undergoing coronary angiography.” Journal of Traditional Chinese Medicine 35.4 (2015): 422-427.
  38. Takakura, Kentaro, et al. “Cordyceps militaris improves the survival of Dahl salt-sensitive hypertensive rats possibly via influences of mitochondria and autophagy functions.” Heliyon3.11 (2017): e00462.
  39. Kim, Yea-Woon, et al. “Anti-diabetic activity of β-glucans and their enzymatically hydrolyzed oligosaccharides from Agaricus blazei.” Biotechnology letters 27.7 (2005): 483-487.
  40. Hsu, Chung-Hua, et al. “The mushroom Agaricus Blazei Murill in combination with metformin and gliclazide improves insulin resistance in type 2 diabetes: a randomized, double-blinded, and placebo-controlled clinical trial.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine 13.1 (2007): 97-102.
  41. Hsu, Chung-Hua, et al. “The mushroom Agaricus Blazei Murill in combination with metformin and gliclazide improves insulin resistance in type 2 diabetes: a randomized, double-blinded, and placebo-controlled clinical trial.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine 13.1 (2007): 97-102.
  42. Rizzo G, Goggi S, Giampieri F, Baroni L. A review of mushrooms in human nutrition and health. Trends Food Sci Technol. (2021) 117:60–73.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.