Morbo di Alzheimer: zafferano, vitamina B12 ed Hericium Erinaceus possono essere utili

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Solo in Italia, i malati di Alzheimer sono più di 520.000, con 80.000 nuovi casi all’anno. Da qui al 2020 si prevedono circa 115.000 di nuove diagnosi di Alzheimer. L’età media dei malati è di 77 anni (il 66,8% costituito da over 75 anni, l’8,9% da pazienti sotto i 65 anni e un quarto circa da malati di età compresa tra i 66 ed i 75 anni). Sono soprattutto le donne a soffrire di questo terribile male.

Il morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressivamente invalidante la cui incidenza stimata è del 1% nelle persone di età superiore a 65 anni; le cause della sua insorgenza non sono ancora note anche se sembrano essere stati individuati diversi fattori di rischio quali la familiarità, l’esposizione a sostanze tossiche o traumi, l’età avanzata.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Current Alzheimer Research e condotto da un gruppo di ricercatori della Temple University della Pennsylvania, anche il consumo eccessivo di cibi ad elevato contenuto dell’amminoacido metionina quali fagioli, uova, aglio, lenticchie, cipolle, carne rossa, pesce, yogurt e semi contribuirebbe ad aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. Questo perché, come spiega Domenico Praticò, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio, quando la metionina raggiunge livelli troppo elevati il nostro organismo regisce trasformandola in un altro amminoacido chiamato omocisteina per i quale studi precedenti condotti sugli esseri umani hanno già dimostrano una responsabilità nell’insorgenza del morbo di Alzheimer e Demenza.Morbo di Alzheimer: zafferano, vitamina B12 ed Hericium Erinaceus possono essere utiliUTILE SEMBRA ESSERE INVECE UN’INTEGRAZIONE DELLA DIETA CON ZAFFERANO, VITAMINA B12 ED HERICIUM ERINACEUS

Lo ZAFFERANO, la nota spezia usata sin dall’antichità per dare sapore a molte pietanze, sembra racchiudere in sè proprietà terapeutiche che potrebbero rivelarsi efficaci nella lotta contro varie malattie cerebrali, tra le quali il morbo di Alzheimer.

Le proprietà antiossidanti dello zafferano, il cui nome scientifico è Crocus sativus, pianta appartenente alla famiglia delle iridacee, sono conosciute da molto tempo come pure è nota l’azione che la crocina, carotenoide che dona allo zafferano il suo caratteristico colore arancione, e il safranale, spezia che dona allo zafferano il suo inonfondibile aroma, svolgono per proteggere l’organismo dall’azione dei radicali liberi che provocano in un primo momento danni cellulari ed in un secondo tempo possono generare varie malattie. Le sue proprietà benefiche per la salute del cervello sono state oggetto di dibattito tra decine di studiosi greci e stranieri di fama mondiale durante un incontro recentemente organizzato ad Atene.

I benefici dell’azione antiossidante dello zafferano sono stati illustrati dal professor Moschos Polissiou dell’Università di Agricoltura di Atene il quale ha ricordato come le sostanze contenute nello zafferano possano proteggere e rivitalizzare le cellule, migliorare la circolazione sanguigna in particolare nel tessuto cerebrale e la memoria, ridurre vari disturbi cardiovascolari e tenere sotto controllo la crescita di cellule cancerogene che possono formarsi nel cervello, oltre a ridurre i danni causati da malattie cerebrali come l’Alzheimer.

La scienza dell’alimentazione sta davvero facendo passi da giganti e ogni giorno si scopre sempre qualcosa in più per curare o prevenire malattie molto gravi, proprio come il morbo di Alzheimer. Secondo un recente studio, svolto dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, la vitamina B12 potrebbe essere un antidoto portentoso. La ricerca durata ben 7 anni ha permesso di verificare il ruolo di questa vitamina.

Si sono sottoposti alla sperimentazione 271 finlandesi volontari tra i 65 e i 79 anni, sani all’inizio della ricerca, 17 dei quali hanno sviluppato la demenza senile nel corso dello studio. I partecipanti sono stati periodicamente sottoposti ad analisi del sangue per analizzare i livelli di vitamina B12 e di omocisteina (un aminoacido associato alla vitamina B12) i cui eccessivi livelli sono collegati a effetti negativi sulla salute del cervello (compreso l’ictus). Il focus della ricerca ha verificato che per ogni micromole di omocisteina in più il rischio di malattia di Alzheimer aumenta del 16%, mentre per ogni picomole in più della forma attiva della vitamina B12 il rischio si riduce del 2%.

HERICIUM ERINACEUS
Fungo raro, considerato una prelibatezza, assomiglia alla testa di un leone. Si sviluppa preferibilmente su alberi di quercia ancora vivi, oppure su faggio, noce, platani ed altre latifoglie. Cresce sul tronco ad una altezza di circa 3-4 metri. Il corpo fruttifero assomiglia alla testa di un leone, per questo in Asia è chiamato testa di leone.
La presenza di una sostanza simile al NGF stimola la sintesi di mielina e la ricostruzione delle fibre nervose. I suoi effetti sul sistema nervoso sono multipli ed articolati; il suo utilizzo è utile nel trattamento dell’ansia, dello stress, dei deficit mnemonici e dell’insonnia.

Studi clinici hanno riscontrato risultati incoraggianti nel trattamento della sclerosi multipla e del morbo di Alzheimer.

Contiene numerosi minerali (Potassio, Zinco, Ferro, Germanio, Selenio, Fosforo), tutti gli aminoacidi essenziali, polisaccaridi immunomodulanti (ß-glucani) e ad effetto antitumorale (FIII – FIII2b), ericenoni, erinacine ed un fattore simile al Nerve Growth Factor (NGF). È un fungo che lavora principalmente sui tessuti di derivazione ectodermica (mucose e sistema nervoso).

Possiede un gruppo di sostanze bio-attive, hericenon A,B,C,D,E,che inducono la produzione del fattore stimolante della crescità del tessuto nervoso (NGSF) composto capace di stimolare la rigenerazione dei neuroni cerebrali gravemente danneggiati ma ancora in vita.

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