OLIVO: UN DONO DELLA NATURA


Di questa pianta, originaria del vicino Oriente, siamo abituati a usare l’olio, estratto dai frutti. Eppure l’olivo in fitoterapia è utile in tutte le sue parti: foglie e corteccia sono impiegate in una buona varietà di preparazioni, il cui spettro d’azione comprende la cura delle febbri, dell’ipertensione e dell’ipercolesterolemia, è un alleato prezioso proprio per purificare il sangue e prevenire i disturbi circolatori. I suoi estratti sono l’ideale per tenere sotto controllo il colesterolo, senza influire negativamente sui grassi Hdl, il cosiddetto “colesterolo buono” che ha invece una funzione protettiva per il cuore e le arterie. Non solo: l’olivo ha una importante funzione ipotensiva, che torna utile a quanti soffrono di pressione alta». Si trova sotto forma di foglie e di macerato glicerico: « Le foglie sono adatte in decotto, mentre il macerato glicerico, pratico da assumere, va solo diluito in poca acqua, poi bevuto». Ma anche l’olio ha un’importante funzione curativa: «La medicina contadina lo usava per disintossicare il fegato e nelle infiammazioni dello stomaco». Così, ripristinando una corretta funzionalità del tratto digerente, il rischio che circolino nel sangue scorie di cibi mal digeriti si riduce. E l’olio d’oliva svolge al meglio la sua funzione depurativa.

II macerato glicerico di olivo è consigliato in caso di ipertensione. Tonifica i vasi sanguigni e quindi è utile anche nella prevenzione dell’arteriosclerosi. Si assumono 40 gocce di macerato glicerico in mezzo bicchiere d’acqua, due volte al giorno. Durante le feste, per scongiurare i rischi di un’alimentazione disattenta e scorretta.

Recenti studi scientifici, condotti da ricercatori svizzeri e tedeschi, hanno confermato ciò che già i nostri antenati avevano capito da secoli e cioè che le foglie di olivo nascondevano proprietà salutistiche non indifferenti. Oggi si parla di esse in termini di un’azione ipotensiva, ipocolesterolemizzante, cardiotonica e antinfiammatoria ecc… Nella guida il nostro interesse verterà solo sull’azione ipotensiva.

“Sulle rive del Giordano crescono degli alberi
che non perdono mai le foglie
i cui frutti sono cibo e le foglie medicina (Ezechiele 47.12)”.

Un versetto che indica chiaramente che gli straordinari principi attivi dell”albero della vita” sono concentrati nelle sue foglie mentre i suoi frutti, le olive e l’olio, sono un ottimo alimento. Per gli ebrei l’ulivo è uno dei doni più preziosi di Dio, simbolo stesso dell’Alleanza.

L’olivo è presente nella storia della medicina e dell’erboristeria mediterranea da diversi millenni. Esistono infinite testimonianze che documentano l’uso delle foglie d’olivo nella cultura Greca, Araba, Egiziana, Romana ma il suo uso è stato da sempre limitato dal gusto “terribilmente amaro e sgradevole” dell’infuso di foglie d’olivo che progressivamente ne ha creato il disuso.

Nella prima metà del secolo scorso, tuttavia, si è manifestata una ripresa d’interesse per il possibile uso terapeutico dei preparati erboristici ricavati dalle foglie di questo splendido albero.

L’osservazione di alcuni rimedi popolari tradizionali ottenuti con le foglie di olivo stimolò l’interesse di diversi studiosi e ricercatori dell’area mediterranea, quali Mazet, Daniel-Brunet e Oliviero in Francia, De Nunno in Italia, Stamatiadis in Grecia.
Ne scaturirono studi e sperimentazioni che nei tre decenni centrali del ‘900 aprirono un ricco filone di ricerche ed esperienze con le foglie di olivo mirate a scoprire quali sostanze consentono all’olivo di vivere così a lungo, di resistere alle awersità dell’ambiente e di avere questa enorme “vitalità”.

L’albero dell’Olivo è straordinariamente “divino”, infatti, senza cure, pesticidi. ecc. “vive millenni” e olivi centenari possono essere estirpati, trapiantoti e attecchiranno sempre e ovunque.

Perche? Perché nelle sue linfe scorrono sostanze attive “uniche al mondo” che lo proteggono e lo mantengono vitale nel tempo. Molecole che la scienza sta studiando per offrirle al mondo. (albero della vita).
Non ci sono altre piante con simili caratteristiche. L’olivo questa portentosa pianta cardine della dieta mediterranea è stata recentemente riscoperta e rivalutata in tutto il mondo.

Un lavoro di review molto accurato e solidamente documentato sulla chimica delle foglie di olivo fu eseguito negli anni ‘60 e riguardava i componenti principali che all’epoca erano stati individuati, poche molecole rispetto alle centinaia, estremamente attivi che, come strumenti di un’orchestra, presentavano un comportamento sinergico e armonico con effetti incredibilmente efficaci nella loro capacità di radical scavenging.

Secondo lo studio di Benavente-Garcia et aI. (1999), nelle foglie di olivo, sono presenti principalmente 5 gruppi di composti fenolici:

  • Oleuropeosidi (oleuropeina e verbascoside),
  • Flavoni ( luteolin-7-glucoside, apigenin-7-glucoside, diosmetin-7-glucoside, luteolina e diosmetina ),
  • Flavonoli (rutina),
  • Flavan-3-oli (catechina),
  • Fenoli sostituiti (tyrosolo, idrossityrosolo, vanillina, acido vanillico e acido caffeico),
  • oltre a l’elenolide, l’N-pentatriacontano, l’acido oleanolicoin, l’Omo-oleastranolo, un chinone, vitamina K2-simile, acidi malico, tartarico, glicolico, lattico,
  • Glucosidi: oleoside, steroleoside,
  • Enzimi: lipasi, perossidasi, emulsina, Colina, Tannino pirogallico, Glucosio, Saccarosio, Mannitolo, olio essenziale.


Il composto più abbondante è l’OLEUROPEINA, seguita da idrossityrosolo, dai flavon-7 glucosidi di luteolina e apigenina e dal verbascoside ed esplicano un’azione antiossidante superiore a quella delle vitamine C ed E, grazie alla sinergia tra flavonoidi, oleuropeosidi e fenoli.

Si cominciò così ad estrarre e a studiare alcune molecole presenti scoprendone le incredibili proprietà e cominciò a crescere l’interesse della ricerca farmaceutica nei confronti di questi composti.

Es. Verso la fine degli ani 1960 la Upjohn Company, importante società farmaceutica statunitense, per decenni effettuò notevoli studi sulle capacità antibatteriche ed antivirali dell’acido elenolico per renderlo disponibile al consumo umano. Un farmaco estremamente efficace per debellare virus e batteri avrebbe avuto un mercato importantissimo.

Però alla fine, il “calcio elenolato” prodotto dalla Upjohn, che in vitro uccideva tutto, in vivo si fissava sulle proteine del sangue e si rivelò assolutamente inefficace, confermando che l’efficacia era legata al solo prodotto naturale, e la casa farmaceutica abbandonò le ricerche.

Oggi conosciamo l’efficacia di poche molecole presenti e ogni giorno università e centri ricerche, aggiungono ulteriori scoperte legate alla sinergia di questo “miracolo della Natura”.

Tra le molecole più importanti presenti nell’olivo c’è l’IDROSSITIROSOLO, un polifenolo naturale che è il migliore antiossidante che agisce come radical scavenger coinvolto nell’inibizione dei processi di ossidazione collegati ai fenomeni di alterazione cellulare tipici delle malattie degenerative e dell’invecchiamento (aterosclerosi, artriti, problemi cardiovascolari). E’ ritenuto in grado di attivare la formazione di glutatione, un forte agente antiossidante prodotto dalle nostre cellule. L’idrossitirosolo viene estratto in forma “industriale” con processi molto laboriosi che richiedono l’uso di notevoli quantità di solventi organici nocivi e infiammabili e adeguate apparecchiature di estrazione e di purificazione, dalle olive, dall’olio di oliva e dalle acque di vegetazione.

Oggi è un chemical pregiatissimo, commercializzato da ditte internazionali a prezzi elevati, superiori a 1000 – 1500 Euro/grammo e, per la sua efficacia come anti-aging, trova applicazioni industriali nel settore farmaceutico, cosmetico e alimentare. E’ una molecola molto efficace ed è alla base di moltissimi prodotti anti età specialmente nel settore cosmetico ma ovviamente, nei prodotti commercializzati, è presente in quantità esigue visto il costo elevatissimo.

Oggi gli studi fitochimici hanno prodotto una sempre più precisa identificazione della composizione del fitocomplesso delle foglie di olivo.

Il TIROSOLO è un potente antiossidante che porta a un miglioramento delle attività metaboliche generali (fegato, muscoli, cuore) e intellettuali (effetto anti stress, antidepressivo, miglior capacità mnemonica e di concentrazione). Riduzione della fatica mentale, miglioramento dell’attenzione, della concentrazione e delle performance intellettuali, aumento dell’efficienza fisica, lieve effetto antidepressivo, aumento dello stato di benessere.
In sinergia con gli altri fenoli, produce un’azione dimagrante dovuta alla stimolazione di alcune lipasi in grado di accelerare la liberazione dei grassi dai tessuti di deposito (lipolisi) per trasformarli in grasso bruno facilmente demolito, cioè ‘bruciato’1 per produrre energia. sostanza in grado di togliere il desiderio ossessivo di carboidrati e svolgere azione sedativa-antiansia, riducendo notevolmente la fame ansiosa.

L’ACIDO ELENOLICO è un antiossidante che combatte i radicali liberi, facilita la circolazione del sangue e in vitro si è dimostrato un potentissimo antibatterico e antivirale, eliminando qualsiasi forma batterica o virus.

RUTINA manifesta un’azione antiossidante superiore a quella delle vitamine C ed E (quasi 2,5 volte maggiore), grazie alla sinergia tra flavonoidi, oleuropeosidi e fenoli sostituiti. Aiutano a combattere varie patologie come: epatite A e B, poliomielite, influenza e anche HIV. E’ di grande aiuto alle donne che hanno problemi con il ciclo mestruale e si è rivelata efficace anche alla presenza di problemi circolatori, edemi, pruriti, arrossamenti, emorroidi e vene varicose. Per le sue proprietà antiossidanti, antiaggreganti piastriniche ed antitrombotiche (rende il sangue “più fluido”), la rutina promuove la salute cardiovascolare, ad esempio in presenza di colesterolo alto, obesità o ridotta tolleranza al glucosio.

(fonte: Pantheum.net)

AZIONE dei Principi Attivi riscontrati nella Pianta dell’olivo

dalla ricerca sulle molecole e composti presenti principalmente nelle foglie

1. AZIONE IPOTENSIVA (utilissimo nell’IPERTENSIONE)
E’ stata sperimentata l’azione dell’estratto acquoso di foglie di olivo sul metabolismo del sodio e del potassio serico e urinario, e sul metabolismo del rame nel cervello, nel fegato e nel siero con attenzione sulle correlazioni esistenti fra gli enzimi ossidanti contenenti rame e adrenalina e noradrenalina con conseguente azione ipotensiva.

De Nunno (194]) osservò anche che l’azione ipotensiva delle foglie di olivo si manifesta in maniera più marcata e più durevole negli ipertesi, mentre normotesi e ipertesi diabetici sarebbero meno sensibili e l’azione ipotensiva sarebbe in questi casi meno evidente e più transitoria. Si è costatata un’evidente azione ipotensiva tanto nei casi d’ipertensione renale quanto in quelli d’ipertensione essenziale, da menopausa e aterosclerosi.

Gli estratti di foglie di olivo hanno dimostrato di possedere una attività calcio-antagonista sui vasi sanguigni.

2. AZIONE CARDIOTONICA

L’estratto di foglie d’olivo, grazie agli antiossidanti presenti nell’ olivo, svolge un’azione cardiotonica ed antiaritmica, regolarizzando i battiti cardiaci. E’ utile in caso di angina e uno studio ha dimostrato l’effetto cardioprotettivo dell’Oleuropeina negli eventi acuti dovuti all’occlusione coronarica. Può contribuire a prevenire gli attacchi d’angor.

3. AZIONE VASOPROTETIVA
Altri studi suggeriscono che gli acidi grassi polinsaturi (acido alinoleico) porterebbero alla formazione di trombaxano e prostaglandine coinvolte nel garantire l’integrità dei vasi e quindi un’azione vasoprotettiva nell’uomo.

4. AZIONE IPOGLICEMIZZANTE (Utile nelle forme di DIABETE)
L’Oleuropeina e l’acido Elenolico hanno un effetto antidiabetico; in particolare l’acido Elenolico riduce il glucosio ematico, abbassa i livelli d’insulina e migliora la tolleranza al glucosio. Le proprietà ipoglicemizzanti (Benigni et al., 1963) regolando i livelli di zuccheri nel sangue sono di grande aiuto nelle forme DIABETICHE.

5. AZIONE IPOCOLESTEROLEMIZZANTE
Le foglie di olivo riducono i valori di COLESTEROLO e di lipidi abbassando il livello delle lipoproteine a bassa densità (colesterolo cattivo) e alzando quelle ad alta densità (colesterolo buono). Grazie ai polifenoli contenuti nelle foglie, sono riequilibrati i fosfolipidi e diminuisce la viscosità ematica (fluidificano il sangue) inibendo l’aggregazione delle piastrine.

6. AZIONE ASTRINGENTE
L’astringenza è data dalla presenza di tannini, che astringono la superficie della pelle e delle mucose, formando una sottile membrana. Utilizzati per la coagulazione della sanguinazione capillare, per le escrezioni plasmatiche (siero) e la guarigione di ferite. Sono nello stesso tempo dei germostatici. Per le sue proprietà che attenuano le funzioni dei tessuti, soprattutto esterni, è utile nella terapia delle malattie della pelle, dermatiti, eritemi, infiammazioni dell’alto tratto digestivo, diarrea a seguito di infiammazioni gastrointestinali, lesioni aperte, emorroidi.

7. AZIONE FEBBRIFUGA
Le foglie di olivo abbassano la FEBBRE e per le sue proprietà febbrifughe l’olivo era usato in passato, quale succedaneo della china, nel caso di febbri intermittenti, tifoiodi e MALARIA.

8. AZIONE DIMAGRANTE
Le foglie di olivo sono nemiche naturali dell’obesità, diminuiscono il peso e difendono dalla sindrome metabolica possono essere usate per ridurre il grasso addominale e tenere lontano il pericolo obesità. Almeno, lo sostiene una ricerca dell’University of Southern Queensland (Australia), diretta dalla professoressa Lindsay Brown e pubblicata dal “iournal of Nutrition”. Come spiega la professoressa Brown, il legame tra antiinfiammatori (come le foglie di Olivo) e la perdita di peso è un fatto tutt’altro che noto. Tuttavia, i risultati ottenuti con le foglie d’olivo hanno sortito effetti nettamente superiori alle aspettative.

9. AZIONE ANTINFIAMMATORIA
Le foglie favoriscono la cicatrizzazione, proteggono e tonificano i vasi capillari, leniscono le emorroidi infiammate.

10. AZIONE DIURETICA
La vasodilatazione indotta dall’Olivo avviene anche a livello renale e ciò spiega in parte l’azione diuretica posseduta da questa pianta (Penso, 1989). Per le sue proprietà DIURETICHE, è invece usato soprattutto per aumentare la secrezione urinaria, è utile nella GOTTA, nel REUMATISMO, nell’OBESITA’. Le foglie di olivo hanno un’azione renale, con miglioramento della funzione glomerulare e aumento dell’eliminazione dei cataboliti azotati e dei sali.

11. AZIONE ENERGIZZANTE
L’estratto di foglie d’Olivo conferisce un senso di benessere generale, energia e resistenza alla fatica, utile in caso di stanchezza, astenia e sonnolenza. È utilizato con successo anche in caso di sindrome da Fatica Cronica, spesso associata a disfunzioni del sistema immunitario.

12. AZIONE PROTETTIVA
Le foglie di olivo proteggono le mucose ed evitano gli effetti dell’ipercloridria, riducendo così i rischi di ulcere gastriche e duodenali. Svolgono anche un’azione protettiva sulle cellule e rallentano il processo d’invecchiamento della pelle.

13. AZIONE DEPURATIVA
Le foglie di olivo svolgono un’azione disintossicante generale mirata soprattutto all’eccesso di acidi urici, grassi e zuccheri nel sangue. Depura il fegato.

14. AZIONE ANTICELLULITE
L’estratto di foglie di olivo elimina in pochi giorni le scorie che provocano oppure peggiorano la “Buccia d’arancia” e smuovono il grasso nei punti critici. Drena e rassoda risolvendo gradatamente la CELLULITE.

15. AZIONE VASODILATATRICE
Capretti (1948) studiò sperimentalmente e chimicamente l’azione dell’infuso di foglie di olivo a varia concentrazione. Tale azione conseguirebbe a una vasodilatazione che sarebbe dovuta prevalentemente a un effetto miolitico che si esercita sulle fibre muscolari lisce delle pareti vasali. Il fatto che tale vasodilatazione si manifesti anche sulle coronarie dimostrerebbe la natura muscolare e non nervosa di quest’azione. Svolge un’importante azione di ripristino dell’attività sessuale.

16. AZIONE SULL’ATTIVITA’ MENTALE
Influenzando i livelli e le attività delle monoamine (dopamina, adrenalina, norepinefrina, serotonina) attraverso un’inibizione dell’enzima responsabile della loro degradazione; il risultato è un miglioramento delle attività metaboliche intellettuali (effetto antidepressivo, miglior capacità mnemonica e di concentrazione). Gli stessi principi attivi esercitano un’azione equilibratrice sui peptidi oppioidi (betaendorfine) con riduzione della fatica mentale, miglioramento dell’attenzione, della concentrazione e delle performance intellettuali con lieve effetto antidepressivo. Aumento dello stato di benessere.

17. AZIONE ANTIMICOTICA
Altri effetti delle foglie di olivo, attribuibili all’oleuropeina, sono il potenziamento della protezione cellulare e dell’organismo intero attraverso la risposta mediata dai macrofagi (Visioli et al., 1998 b). Questo effetto s’integra armoniosamente con l’azione antimicrobica suaccennata, l’inibizione dell’aggregazione delle piastrine e della produzione di eicosanoidi (Petroni et al., 1995).
Le foglie di olivo hanno azione antimicrobica, batteri, lieviti, funghi (anche Candida albicans), muffe e altri parassiti (Aziz et al., 1998; Juven e Henys, 1972; Koutsoumans et al., 1998; Tassou e Nychas, 1995).

18. AZIONE ANTIVIRALE
L’acido elenolico si è dimostrato un potentissimo antibatterico e antivirale, eliminando qualsiasi forma batterica o virus (herpes, raffreddore, influenza), retrovirus.

19. AZIONE ANTITUMORALE
Le analisi epidemiologiche hanno mostrato un benefico effetto dell’estratto di foglie d’olivo nella prevenzione dei tumori. Un recente studio dimostra che queste proprietà sono dovute alla frazione fenolica, capace di inibire le fasi d’iniziazione e promozione delleì patologie neoplastiche. Previene le malattie degenerative.

20. AZIONE ANTIRADICALICA SPECIFICA
Uno studio clinico ha valutato se un estratto di olivo potesse influenzare lo status ossidativo di volontari sani. Sono stati arruolati 98 volontari, che dovevano assumere estratto di olivo, prelevando il sangue venoso 1 ora dopo l’ingestione dell’estratto per misurare in esso il livello di glutatione e la capacità antiossidante plasmatica totale. Si è visto un significativo aumento del livello di GLUTATIONE, sia in forma ossidata sia in forma ridotta. Questo effetto potrebbe essere dovuto all’aumento dell’espressione degli enzimi di fase Il mediato dall’antioxidant response element (ARE), incluso quello della gamma glutamilcisteina ligasi e della glutatione sintetasi.

21. AZIONE ANTIOSSIDANTE GENERICA
L’Olivo combatte varie specie reattive dell’ossigeno e contrasta bene anche i danni causati dai radicali liberi alle cellule (fenomeno chiamato perossidazione lipidica). E’ noto che leì LDL esposte ai radicali liberi vanno incontro a un processo ossidativo, e questo è il meccanismo che scatena l’evoluzione della MALATTIA ATEROSCLEROTICA. Il consumo di ossigeno insito nella crescita delle cellule porta alla generazione di numerosi radicali liberi di ossigeno. E’ stato dimostrato che flavonoidi, fenoli e oleuropeosidi possiedono un’importante attività antiossidante contro questi radicali (Bors et al., 1990; Visioli et al., 1998a; Visioli et al., 1998b).

ALTRE AZIONI
L’estratto di foglie d’olivo possiede anche proprietà antispastiche e broncodilatatrici (Commissione E tedesca).
• Esercita un’azione lassativa e contribuisce a correggere la stipsi cronica.
• Stimola la mineralizzazione delle ossa e l’assimilazione dei sali minerali di primaria importanza.
• Scioglie i calcoli biliari.
• Cura disfunzioni renali e infiammazioni alla vescica.
• Lenisce gli spasmi di stomaco e i fastidi delle emorroidi.

TOSSICOLOGIA
Tutta la letteratura disponibile non riporta effetti secondari tossici. Molti autori rilevano l’assoluta tollerabilità dei preparati di foglie d’olivo.

Approfondimento: L’olivo come pianta erboristica

Foglie d’olivo anticolesterolo
In otto settimane un estratto delle foglie riduce il colesterolo LDL e la pressione arteriosa
( Fonte: Elena Meli in Il Corriere della Sera.it 04 novembre 2008)

Una novità che potrebbe far piacere in Italia, terra ricca di olivi: dalle foglie della pianta si può ottenere un estratto che, secondo dati pubblicati sulla rivista Phytotherapy Research, ridurrebbe in maniera significativa il colesterolo LDL e la pressione arteriosa.

GEMELLI – I risultati arrivano da una piccola sperimentazione condotta da un gruppo di ricercatori svizzeri e tedeschi su 20 coppie di gemelli monozigoti, tutti con una lieve forma di ipertensione e il colesterolo un po’ elevato: aver scelto i gemelli, osservano gli autori, ha permesso loro di eliminare le incertezze nell’interpretazione dei dati che sarebbero potute derivare dalle differenze genetiche fra individui. I medici hanno dato a uno dei due gemelli di ogni coppia un placebo, all’altro l’estratto di foglie d’olivo in due diverse dosi, 500 e 1000 milligrammi; il trattamento è proseguito ogni giorno per otto settimane, mentre i ricercatori raccoglievano dati circa lo stile di vita dei partecipanti e soprattutto analizzavano regolarmente parametri come la pressione arteriosa e il colesterolo.

I dati raccolti indicano che entrambi questi fattori vengono influenzati dall’estratto, che aveva già dimostrato effetti simili in esperimenti precedenti condotti sui ratti: la pressione massima si riduce con l’estratto nella dose più elevata e soprattutto il colesterolo LDL, quello “cattivo”, cala in tutti i pazienti sottoposti al trattamento, in modo dose-dipendente (l’effetto, cioè, è maggiore al crescere della quantità di estratto somministrato).

PRINCIPIO ATTIVO – «Va detto che nessuno potrebbe mettersi a mangiare foglie d’olivo, perciò non è possibile assicurarsi l’effetto individuato dei ricercatori attraverso l’alimentazione. Bisognerà quindi capire innanzitutto qual’è il principio attivo dell’estratto responsabile delle azioni anti-colesterolo e antipertensive», commenta Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran). «Occorrerà isolarlo e studiarlo e chissà che davvero non si riesca, prima o poi, a utilizzarlo davvero. In caso contrario mi sembra poco utile, anche perché un conto è prendere un estratto in cui la quantità dell’eventuale principio attivo può non essere sempre costante e precisa, tutt’altra storia è assumere una pastiglia in cui c’è un farmaco dosato al millesimo di grammo, con un effetto dimostrato».


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Secondo lo studio di Benavente-Garcia et aI. (1999), nelle foglie di olivo, sono presenti principalmente 5 gruppi di composti fenolici:

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Flavonoli (rutina),
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oltre a l’elenolide, l’N-pentatriacontano, l’acido oleanolicoin, l’Omo-oleastranolo, un chinone, vitamina K2-simile, acidi malico, tartarico, glicolico, lattico,
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Il composto più abbondante è l’oleuropeina, seguita da idrossityrosolo, dai flavon-7 glucosidi di luteolina e apigenina e dal verbascoside ed esplicano un’azione antiossidante superiore a quella delle vitamine C ed E, grazie alla sinergia tra flavonoidi, oleuropeosidi e fenoli. Tra le molecole più importanti presenti nell’olivo c’è I’IDROSSITIROSOL, un polifenolo naturale che è il migliore antiossidante che agisce come radical scavenger coinvolto nell’inibizione dei processi di ossidazione collegati ai fenomeni di alterazione cellulare tipici delle malattie degenerative e dell’invecchiamento (aterosclerosi, artriti, problemi cardiovascolari). E’ ritenuto in grado di attivare la formazione di glutatione, un forte agente antiossidante prodotto dalle nostre cellule. L’idrossitirosolo viene estratto in forma “industriale” con processi molto laboriosi che richiedono l’uso di notevoli quantità di solventi organici nocivi e infiammabili e adeguate apparecchiature di estrazione e di purificazione, dalle olive, dall’olio di oliva e dalle acque di vegetazione.

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Ingredienti: Acqua, alcool, Olivo (Olea europaea L.) foglie 30%, Passiflora (Passiflora incarnata L.) sommità, Biancospino (Crataegus oxyacantha Medicus) foglie e fiori, Pilosella (Hieracium pilosella L.) parti aeree, Fumaria (Fumaria officinalis L.) sommità, miele, miscela di aromi naturali.

Modo d’uso: Assumere 25 gocce 3 volte al giorno diluite in poca acqua

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Caratteristiche degli Ingredienti

erboristeriarcobaleno-benessere-salute-antiossidanti-schio-oleamax-ulivo-foglieOLIVO
Dal punto di vista clinico le foglie di olivo possono essere impiegate nelle forme di ipertensione arteriosa di grado modesto, ove determinano ipotensione tramite un meccanismo di vasodilatazione periferica senza provocare azione depressoria sul cuore. Gli acidi grassi contenuti nell’estratto di Olivo riducono inoltre la viscosità ematica e facilitano la diuresi. L’effetto ipotensore compare dopo 20-30 minuti dalla somministrazione ed aumenta gradatamente sino a determinare la scomparsa dei distrubi dovuti allo stato ipertensivo.

PASSIFLORA
Questa pianta viene spesso utilizzata negli adulti anche per il trattamento dell’eretismo cardiaco (palpitazioni e tachicardie dei soggetti ansiosi). In ciò ha un utilizzo del tutto simile al Biancospino, al quale viene spesso associata per la sua attività sul miocardio.

BIANCOSPINO
A livello cardiaco incrementa l’apporto ematico a miocardio e coronarie, determinando una migliore tolleranza all’anossia. La pianta agisce sul sistema cardiovascolare da una parte dilatando la muscolatura dei vasi, in particolare quelli coronarici, per cui diminuendo la resistenza periferica determina un’azione ipotensiva, dall’altra agendo direttamente sul miocardio con un’azione inotropa positiva. Il Biancospino manifesta proprietà inotrope positive e cronotrope negative (rinforza e rallenta le contrazioni del miocardio), nonchè domotrope positive (> conducibilità), batmotrope negative (> eccitabilità). In particolare l’azione inotropa positiva sarebbe riconducibile all’inibizione della c-AMP-fosfodiesterasi.erboristeriarcobaleno-benessere-salute-antiossidanti-schio-biancospino

PILOSELLA
I diuretici hanno la funzione di far aumentare l’escrezione urinaria. L’aumento del flusso di urine fa si che ci sia meno “massa liquida” nel sangue, e tale diminuzione, creando una diminuzione in volume del sangue, fa si che la pressione diminuisca. La Pilosella è una delle piante a maggiore azione diuretica per la presenza di umbelliferone. Essa agisce direttamente a livello dei tubuli renali, dove stimola l’escrezione di acqua, sodio, cloro e scorie azotate, senza irritare in alcun modo i reni.

FUMARIA
La Fumaria in associazione a Pilosella e Biancospino agisce a livello del miocardio aiutando a controllare le alterazione dei battiti cardiaci.

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Olivo 580

60 caps
Prezzo: € 22,00

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Per coadiuvare il trattamento dell’ipertensione svolgendo un’azione di radical scavenging.

Olivo foglie estratto secco titolato al 12,5% min. in oleuropeina 580 mg
Altri usi
: aiuta a contrastare l’insorgenza della sindrome metabolica.

Come si assume: 2 capsule al giorno.

Avvertenze e precauzioni: Olivo 580 potenzia l’effetto di farmaci antipertensivi vasodilatatori, per cui è necessario porre attenzione nel caso in cui il paziente assuma farmaci appartenenti a questa categoria. Sono raramente possibili effetti collaterali, quali reazioni allergiche cutanee, quindi va valutata attentamente la somministrazione in soggetti predisposti a fenomeni allergici.

Le informazioni sulle piante e derivati qui indicate provengono dalla Letteratura scientifica. Tutte le informazioni non sostituiscono in alcun modo il parere del medico e non rappresentano indicazioni terapeutiche.

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erboristeriarcobaleno-benessere-salute-antiossidanti-schio-askorbatoASKORBATO K- HdT 90 compresse
Askorbato di Potassio Powered d’estratti d’Ulivo titolato in oleuropeina e Vite titolata in polifenoli e OPC

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Ingredienti per 1cpr 400mg:
Acido ascorbico 180mg
Potassio bicarbonato 102mg
Olea europaea L. folia (Ulivo) tit 6% oleuropeina 55mg
Vitis vinifera L. (Semi d’acini d’Uva) estratto secco purificato tit 80% polifenoli e 55% OPC 40mg
Eccipienti: stearato di magnesio, gommalacca, glicerina.
Produzione e lavorazione spagnola

L’Askorbato di Potassio HdT nasce dall’esigenza di creare un potente antiossidante da usare da solo o in sinergia con i funghi medicinali per aumentare la loro biodisponibilità.

Dosaggio consigliato 1-6 cps/die suddivise nella giornata corrispondente a 300-1800 mg di ascorbato di potassio

L’ascorbato di potassio è il sale potassico dell’acido ascorbico, meglio conosciuto come Vitamina C. L’acido ascorbico, che deve essere giornalmente assunto con la dieta, in quanto il nostro organismo non è in grado di produrlo, è un importante antiossidante ed è indispensabile per la sintesi del collagene e dei tessuti connettivi.

Aumenta l’assorbimento del ferro, contribuisce all’accrescimento delle ossa, migliora la resistenza alle infezioni e potenzia il sistema immunitario. La sua carenza provoca lo scorbuto.
Il Potassio è considerato il catione guida dei processi metabolici intracellulari. Un organismo sano si contraddistingue, tra le altre cose, anche per il corretto funzionamento della pompa Sodio-Potassio. L’acido ascorbico, che è un fortissimo antiossidante, si comporta come “veicolo trasportatore” per il potassio, ed è quindi in grado di riportare la sua concentrazione intracellulare ai valori corretti. L´ascorbato di potassio interviene a riequilibrare gli elettroliti, introducendo potassio ed espellendo sodio dalla cellula, ed è in grado di far questo, grazie alla sua struttura ciclica (ascorbato). Produzione e lavorazione spagnola.

Un organismo sano si contraddistingue, tra le altre cose, anche per il corretto funzionamento della pompa di membrana sodio-potassio. La perdita di potassio intracellulare determina uno sbilanciamento elettrolitico a causa dell’alterato funzionamento della pompa sodiopotassio, con elevati livelli di sodio e ridotti livelli di potassio intracellulare; questa situazione è spesso riscontrabile nei processi degenerativi cellulari. Questo evento, che completa una catena di processi biochimico-fisici complessi, ha infatti un peso importante nel controllo della proliferazione cellulare. In questo contesto l’acido ascorbico si comporta come “veicolo trasportatore” per il potassio, e contribuisce a riportare la sua concentrazione intracellulare ai valori corretti.

erboristeriarcobaleno-benessere-salute-antiossidanti-schio-potassio-sodioL’ascorbato di potassio, grazie alla sua struttura molecolare ciclica, è in grado di ripristinare le corrette concentrazioni intracellulari di sodio e potassio e quindi un corretto funzionamento cellulare.

Già nel 1932 Moravel e Kishi misero in evidenza l’alta concentrazione di potassio nella cellula sana a differenza della cellula neoplastica, nella quale notarono valori drasticamente inferiori a seconda del livello di malignità (cellula sana 290 mg/100ml; tessuto neoplastico in via di sviluppo 50mg/100ml; tessuto neoplastico sviluppato 25mg/100ml; tessuto neoplastico in fase terminale 5mg/100ml).

Nel 1969 Dean Burk del National Cancer Institute (NCI) affermò: “il grande vantaggio che gli ascorbati possiedono come potenziali agenti antitumorali è che essi sono particolarmente non tossici per i normali tessuti del corpo e possono essere somministrati senza effetti collaterali degni di nota anche a dosi estremamente alte (fino a 5g/kg o più)”.

Il biochimico Gianfranco Valsè Pantellini della New York Academy of Science notò già negli anni ottanta l’attività dell’ascorbato di potassio nelle malattie degenerative.

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