Propoli, Pappa Reale, Polline e Miele: i Prodotti dell’Alveare
I prodotti dell’alveare accompagnano da secoli le tradizioni alimentari e naturali di numerose culture. Propoli, pappa reale, polline e miele sono tra le sostanze più conosciute e apprezzate prodotte dalle api, frutto di un delicato equilibrio tra il lavoro dell’alveare e le risorse offerte dalla natura.
Ogni prodotto possiede caratteristiche uniche che ne hanno favorito l’utilizzo nel tempo. La propoli è una sostanza resinosa raccolta dalle api da gemme e cortecce di diverse piante; la pappa reale rappresenta l’alimento esclusivo dell’ape regina; il polline è una preziosa fonte naturale di nutrienti; mentre il miele è uno degli alimenti più antichi e apprezzati al mondo, disponibile in numerose varietà legate alle diverse fioriture.
L’interesse verso i prodotti dell’alveare continua ancora oggi grazie alla loro origine naturale, alla lunga tradizione d’impiego e al ruolo che ricoprono nell’ambito dell’alimentazione e del benessere quotidiano. Per questo motivo trovano spazio sia nel settore erboristico sia in quello dell’integrazione alimentare e della cosmesi naturale.
In questa sezione potrai approfondire le caratteristiche della propoli, della pappa reale, del polline e delle diverse tipologie di miele, scoprendo le peculiarità che rendono questi prodotti tra i più apprezzati del mondo dell’apicoltura e delle tradizioni naturali.
Apicoltura: una tradizione che custodisce la biodiversità

L’apicoltura è un’attività antichissima che accompagna l’uomo da migliaia di anni e che ancora oggi svolge un ruolo fondamentale nella tutela degli ecosistemi e nella valorizzazione delle risorse naturali. Attraverso la cura e la gestione degli alveari, gli apicoltori contribuiscono non solo alla produzione di miele, propoli, pappa reale e polline, ma anche alla conservazione della biodiversità vegetale.
Le api sono infatti tra i più importanti insetti impollinatori presenti in natura. Grazie alla loro incessante attività di raccolta del nettare e del polline favoriscono la riproduzione di numerose specie vegetali, sostenendo l’equilibrio degli ecosistemi e la produttività di molte colture agricole.
L’apicoltura moderna unisce conoscenze tradizionali e tecniche innovative, con particolare attenzione al benessere delle api, alla qualità dei prodotti dell’alveare e al rispetto dell’ambiente. La scelta di pratiche sostenibili e responsabili contribuisce a preservare il delicato rapporto tra insetti impollinatori, flora spontanea e attività umane.
Ogni prodotto dell’alveare racchiude il lavoro di migliaia di api e l’impegno degli apicoltori nel custodire un patrimonio naturale di grande valore. Per questo motivo miele, propoli, pappa reale e polline rappresentano non solo preziose risorse naturali, ma anche il simbolo di un legame profondo tra uomo, natura e biodiversità.
Propoli: la resina prodotta dalle api
La propoli è una sostanza naturale resinosa che le api raccolgono dalle gemme, dalla corteccia e da altre parti di numerose specie vegetali. Una volta trasportata nell’alveare, viene elaborata e utilizzata dalle api come materiale protettivo per sigillare e mantenere in buone condizioni l’ambiente interno della colonia.
La composizione della propoli può variare in base alla zona geografica, alle essenze botaniche presenti sul territorio e alla stagione di raccolta. Proprio questa stretta connessione con l’ambiente naturale rende ogni propoli unica nelle sue caratteristiche e particolarmente interessante dal punto di vista apistico ed erboristico.
Da secoli la propoli è conosciuta e utilizzata in diverse tradizioni naturali. Oggi continua a essere una delle sostanze più apprezzate provenienti dall’alveare e viene impiegata nella realizzazione di integratori alimentari, estratti, spray, caramelle, cosmetici e numerose altre preparazioni dedicate al benessere quotidiano.
La qualità della propoli dipende da diversi fattori, tra cui l’origine botanica, le modalità di raccolta e i processi di lavorazione. Per questo motivo la selezione accurata delle materie prime rappresenta un aspetto importante nella realizzazione di prodotti che valorizzano al meglio le caratteristiche di questa preziosa sostanza naturale prodotta dalle api.
Propoli è una sostanza composta da almeno
180 principi attivi di cui sono noti 150
Svolge azioni antibatteriche, antifungine, antivirali, immunostimolanti, antinfiammatorie e anti-radicali.
La propoli è prodotta dalle api ed è perciò composta principalmente da secrezioni resinose che le api raccolgono sugli alberi (pioppi, abeti, olmi, betulle, ecc.) e che poi mescolano con saliva e cera. Le api utilizzano questa sostanza nei loro alveari sia come materiale da costruzione sia come antisettico. Viene infatti applicata per “sterilizzare” l’alveare, in particolare l’entrata delle cellette destinate ad accogliere le uova, oppure per evitare la decomposizione di eventuali animaletti “intrusi” riusciti a penetrare nell’alveare, uccisi dalle api, ma troppo pesanti per poter essere trascinati fuori.
La scoperta e l’utilizzo della propoli risalgono a tempi antichissimi, circa 6000 anni fa. I sacerdoti egiziani la usavano per mummificare le spoglie dei faraoni, mentre i medici la impiegavano per trattare le infezioni della pelle, dell’apparato respiratorio e come cicatrizzante e disinfettante delle ferite. Ma anche i greci, i romani gli arabi e gli incas ne conoscevano le proprietà. Negli ultimi decenni, poi, gli scienziati hanno messo in evidenza i suoi componenti, la sua azione e le sue proprietà.
Con il variare del periodo di raccolta, del tipo di vegetazione e della specie di resina varia anche la composizione chimica della propoli, come anche il colore, l’aroma e il sapore. In generale, si possono individuare, oltre a resine e balsami (50 per cento) e cere (30 per cento), un 10 per cento di sostanze volatili (per lo più oli essenziali) e un 10 per cento di materiali organici (per esempio i flavonoidi), pollini, minerali e vitamine.
I flavonoidi hanno un ruolo molto importante perché assicurano alla propoli gran parte delle sue proprietà antimicrobiche. In passato la spiccata azione antibatterica e antifungina della propoli veniva assegnata agli oli essenziali presenti nella propoli, ma oggi è stato provato come sono proprio i flavonoidi e in particolare la galangina e la pinocembrina ad assicurare alla propoli le sue preziose proprietà antimicrobiche.
A seconda della sede di raccolta il colore della propoli varia dal giallo-verde (quando prevalgono i pini) a rossastro (prevalenza di pioppi) fino al nero (prevalenza di betulle) con tutte le sfumature possibili tra i diversi colori. Così anche l’odore, molto aromatico, muta in base alle sostanze resinose presenti. Lo stesso vale per il sapore che dal tipico acre-amaro arriva fino al dolce. La consistenza della propoli dipende invece dalla temperatura ambientale, dura e friabile al freddo la propoli diventa malleabile appena la si manipola, malleabilità che aumenta man mano che la temperatura si avvicina ai 30°C. A temperature superiori diventa appiccicosa e viscosa, mentre a 65-70°C fonde.
LA COMPOSIZIONE DELLA PROPOLI
– 50-55% di resine e balsami (terpeni, polisaccaridi, acidi uronici, acidi aromatici, aldeidi aromatiche, acidi ed esteri caffeici, ferulici cumarici).
– 25-35% di cera (acidi grassi, ossiacidi, lattoni).
– 5-10% di sostanze volatili, di cui lo 0,5% di olii essenziali.
– 5% di polline, presente per cause accidentali.
– 5% circa di materiali organici vari tra cui i più importanti sono i flavonoidi (acido benzoico, ac. caffeico, ac. ferulico, alcool cinnamico, crisina,dimetossifiavoni galangina, isovanilina, isalpina, pinocembrina, pinobanksina, pronostrobina, vanillina, kemferide, etc … ), minerali (alluminio, calcio, cromo, rame, ferro, manganese, piombo, silice, etc … ), vitamine dei gruppo B (Bl, B2, B6, PP), vitamina C ed E.
Le proprietà terapeutiche
Purtroppo non tutti i flavonoidi presenti nella propoli esplicano un’attività batterica evidente. Mentre la galangina e la pinocembrina inibiscono anche a basse concentrazioni la crescita di numerosi microorganismi altri flavonoidi risultano essere biologicamente meno attivi. Si può affermare che i preparati a base di propoli se impiegati alle giuste concentrazioni presentano le seguenti proprietà.
Proprietà batteriostatiche e battericide
Numerose sperimentazioni hanno dimostrato sia in vivo che in vitro la capacità della propoli in soluzione alcoolica alla concentrazione dal 10 al 20% di inibire lo sviluppo di vari ceppi batterici Gram positivi (Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycocter¡um tubercolosis, Bacillus alvei, B. alvei, B. larvae, B. subtilis e numerose salmonelle ). Tali proprietà possono essere più o meno evidenti a seconda della presenza nella propoli di acido benzoico, acido ferulico, galangina e pinocembrina le cui proprietà antibatteriche anche a basse concentrazioni sono da tempo note
Proprietà fungicide
I preparati a base di propoli sono risultati particolarmente attivi contro infezioni da Candida, saccaromiceti, tricofili, e microspori in grado di provocare numerose affezioni parassitarie (micosi) sull’uomo e gli animali. Tale azione sarebbe dovuta alla presenza di acido caffeico, pinocembrina, pinobaucsina e benzii-p-cumarolo.
La propoli svolge azione fungicida anche nei riguardi di alcuni funghi che attaccano il mondo vegetale.
Proprietà antivirali
La Propoli svolge un’azione di inibizione nei confronti di alcuni tipi di herpers, il corona virus e circa 10 tipi di infezioni virali. Tale proprietà sarebbe dovuta essenzialmente alla frazione idrosolubile della Propoli.
Proprietà cicatrizzanti
Da sempre la propoli è stata impiegata sottoforma di unguento come cicatrizzante grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe.
Proprietà immunostimolanti
L’impiego della propoli potenzierebbe l’azione dei vaccini (come quelli contro il tifo e paratifo) come evidenziato da numerosi studi effettuati sui vitelli.
Proprietà vasoprotettiva
Sempre grazie aviazione dei flavonoidi che costituiscono il cosiddetto ‘fattore P’ la propoli svolgerebbe un’azione di prevenzione della permeabilità e fragilità capiliare.
Proprietà antiossidanti e antiirrancidenti
La presenza di fenoli consentirebbe l’impiego della propoli anche nella conservazione dei grassi e degli alimenti in genere in sostituzione degli additivi chimici.
Oltre a queste proprietà la propoli assunta per via interna migliorerebbe la secrezione dei succhi gastrici, è diuretica, favorisce l’assimilazione della vitamina C, funge da antisenile per l’effetto antiossidante e attivante dei complessi enzimatici.
Attualmente il maggior impiego della propoli rimane comunque quello esterno come disinfettante, cicatrizzante e lenitivo, attraverso soluzioni, unguenti e pomate. L’uso interno è ancora limitato al livello sperimentale anche a causa delle maggiori implicazioni e della difficoltà di utilizzare preparati titolati.
Controindicazioni
Fino ad oggi non è stata registrata nessuna significativa controindicazione nell’uso della propoli ad eccezione di alcuni casi di Ipersensibilità e di sensibilizzazione manifestatesi in soggetti tendenzialmente allergici, manifestazioni messe in relazione all’abbondante presenta di allergeni nelle resine delle piante da cui le api traggono la propoli.
L’antibiotico naturale: a cosa serve
La propoli, se impiegata alle idonee concentrazioni, è in grado di esercitare diverse azioni. Prima di tutto è uno dei migliori antibatterici naturali con attività sia batteriostatica sia battericida: impedisce infatti la moltiplicazione dei germi e li uccide, e stimola i processi immunitari.
Definito “antibiotico naturale”, svolge anche una valida azione su molti ceppi di virus, tra cui molti virus influenzali e parainfluenzali, alcuni rhinovirus e il virus responsabile dell’herpes simplex: in particolare ne inibisce la crescita e ne rallenta la moltiplicazione.
Il suo utilizzo principale è contro il mal di gola, le affezioni delle vie repiratorie (faringiti, tracheiti e tonsilliti) e le affezioni del cavo orale (gengiviti, infiammazioni della lingua e del palato). 20-30 gocce disciolte in acqua o in una tisana sono un vero toccasana.
Per la prevenzione delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree può essere associata alla Rosa Canina (fonte naturale di vitamina C), al Ribes Nero (ha proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e antiallergiche) e all’Eucalipto (svolge un’azione balsamica ed espettorante).
La propoli ha anche un’azione antimicotica, ossia è attiva su molti funghi che interessano lo strato superficiale della pelle, in particolare sulla Candida. È meno efficace sui funghi che si trovano in profondità.
Da sempre, poi, questa sostanza è stata impiegata sottoforma di unguento e pomata come cicatrizzante e disinfettante grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe. Sempre grazie all’azione dei flavonoidi che irrobustiscono le pareti capillari, infine, la propoli svolgerebbe un’azione di prevenzione della permeabilità e fragilità capillare.
La presenza di fenoli consentirebbe l’impiego della propoli anche nella conservazione dei grassi e degli alimenti in genere in sostituzione degli additivi chimici. Oltre a queste proprietà la propoli migliorerebbe la secrezione dei succhi gastrici, favorisce la diuresi e l’assimilazione della vitamina C.
Insomma, date le sue molteplici funzioni, sempre meglio tenere un po’ in casa, per ogni evenienza, questa preziosa medicina naturale.
LA PROPOLI ITALIANA
La linea Propolit utilizza esclusivamente propoli italiana purissima. Viene garantito così un prodotto di qualità superiore rispetto a tutte le marche presenti nel mercato e che utilizzano nella stragrande maggioranza propoli cinese, sudamericana o di paesi dell’Europa dell’Est.
La Propoli di provenienza cinese, in particolare (la maggior parte di quella presente in mercato), viene fusa appena raccolta e successivamente colata in stampi per essere confezionata in piccoli panetti.
Purtroppo, durante questo processo di riscaldamento, si perdono completamente gli olii essenziali. La propoli di origine Sudamericana e dei paesi dell’Europa dell’Est spesso lascia anche a desiderare dal punto di vista igienico/sanitario.
La propoli italiana è analizzata e controllata, viene certificata come una delle migliori a livello mondiale, è molto ricca di olii essenziali, terpeni e flavonoidi che non vengono persi durante la lavorazione in quanto non sono necessari il riscaldamento e i processi di purificazione per il trasporto.
Inoltre, l’apicoltura in Italia è sottoposta a rigidi controlli da parte dell’ASL e dagli organi competenti e ciò, indirettamente, permette di ottenere un prodotto certificato di sana origine. La propolì italiana permette anche di limitare le allergie aumentando il livello di tollerabilità in quanto deriva da piante con le quali conviviamo tutti i giorni, a differenza di quella d’importazione, ricca di allergeni di una flora inesistente in Italia e scatenante allergie e intolleranze nelle persone ipersensibili.
La Titolazione
La propolì italiana utilizzata da Propolit si e rivelata tra le più lìcche in contenuto di galangina. Infatti nel mercato sono presentì prodotti che in media contengono fra a il 2% e il 5% p/p di galantina calcolato sul residuo secco. Nella propoli italiana utilizzata da Propolit questo dato arriva al 7.3% p/p. confermando l’altissima qualità del prodotto.
Per la salute delle persone che ami
La linea di propoli garantita italiana di altissima qualità.
Contiene Miele Vergine Integrale Biologico (Garanzia AIAB) e Alcool Biologico.
La propoli della migliore qualità, in una linea studiata per rispondere a tutte le esigenze: in versione alcolica e analcolica, per adulti e bambini.
Diffusori di propoli: il profumo naturale dell’alveare negli ambienti
I diffusori di propoli sono dispositivi progettati per favorire la diffusione nell’ambiente delle componenti aromatiche naturalmente presenti nella propoli. Grazie a specifici sistemi di evaporazione o nebulizzazione, consentono di utilizzare questa preziosa sostanza dell’alveare anche negli spazi domestici, negli uffici e negli ambienti dedicati al relax e al benessere.
L’utilizzo dei diffusori di propoli si è sviluppato nel tempo grazie al crescente interesse verso i prodotti naturali e alle tradizioni che valorizzano le sostanze prodotte dalle api. Il caratteristico aroma della propoli contribuisce a creare un’atmosfera piacevole e richiama il mondo dell’apicoltura e della natura.
Oggi sono disponibili diverse tipologie di diffusori, progettati per adattarsi a differenti esigenze di utilizzo. La scelta di prodotti realizzati con materiali di qualità e l’impiego di propoli accuratamente selezionata permettono di valorizzare al meglio le caratteristiche di questa sostanza naturale.
I diffusori di propoli rappresentano una soluzione apprezzata da chi desidera portare negli ambienti il profumo e il fascino dei prodotti dell’alveare, integrando tradizione apistica e attenzione al benessere degli spazi quotidiani.
Diffusore di propoli con ionizzatore e ventola Propolair Kontak: il protagonista del nuovo benessere!
Propolair carica elettricamente le particelle di propoli di segno negativo. In questo modo la propoli aderisce rapidamente alle superfici, alle mucose respiratorie e alle particelle volatili dannose (fumo, polvere di casa, virus, batteri, acari) diminuendo l’inquinamento ambientale e concentrandosi più facilmente nell’apparato respiratorio.
Con tale dispositivo, le particelle di propoli caricate elettricamente di segno negativo aderiscono rapidamente alle superfici, alle mucose respiratorie e alle particelle volatili dannose per l’uomo, quali fumo di tabacco, polvere di casa, virus, batteri e acari.
Con le loro riconosciute proprietá antibatteriche, antimicotiche e antinfiammatorie, le molecole di propoli (95%) e incenso (5%) inibiscono la presenza batterica e microbica, come dimostrato da una sperimentazione svolta dall’ASL di Collegno (TO) in un’aula scolastica, dove con l’utilizzo dei diffusori di propoli Kontak per tre giorni, si é ottenuto un drastico abbattimento dei microbi dell’aria, sanificando l’ambiente.
La ionizzazione negativa aumenta il movimento delle ciglia bronchiali, cosí da ottenere una concentrazione mirata della propoli nel ramo respiratorio.
COSA SONO GLI IONI NEGATIVI
Gli Ioni negativi sono molecole che hanno catturato un elettrone. Si formano in natura come conseguenza di molti fenomeni: per frizione fra stati diversi di aria, generando cariche elettrostatiche, durante i temporali, vicino alle cascate ecc…
In condizioni naturali, la presenza di ioni positivi e di ioni negativi é analoga. Questa proporzione é peró variabile in funzione dei luoghi e degli ambienti. Se ricordiamo il nostro stato generale prima e dopo un temporale non ci é difficile associare che il malessere e la pesantezza che proviamo prima é associato alla alta percentuale di ioni positivi, e la leggerezza e la vitalitá che proviamo dopo é associata alla elevata percentuale di ioni negativi.
L’effetto primario degli ioni negativi é quello di eliminare fumi, polveri ed eventuali sostanze tossiche che inquinano l’aria. Quando le particelle inquinanti entrano in contatto con gli ioni negativi si caricano fino ad essere attratte da qualsiasi superficie di carica neutra od opposta.
APPLICAZIONI MEDICHE DELLA IONIZZAZIONE NEGATIVA
Numerosi studiosi hanno accertato le virtú curative degli ioni negativi per i seguenti casi:
ASMA: uno studio effettuato dal dott. Mortlock dell’Universitá di Camberra ha dimostrato che gli ioni negativi hanno effetti benefici nella cura degli asmatici, si é anzi dimostrato con metodi scientifici che in piú di 1/3 dei casi esaminati vi é un netto miglioramento della respirazione.
STRESS, ANSIA E DEPRESSIONE: si é dimostrato che gli ioni negativi influenzano il ritmo delle onde alfa del cervello.
Vengono sperimentati in casi di stress e depressione in quanto regolano il livello di serotonina, un ormone neurologico che viene prodotto in eccessive quantitá dal nostro corpo in risposta agli stress psicofisici.
CHI TRAE BENEFICIO DALLA IONIZZAZIONE NEGATIVA
La facoltá di biologia e salute umana dell’Università di Surrey, ha studiato gli effetti della ionizzazione su 1000 persone che hanno utilizzato lo ionizzatore per un lungo periodo e i risultati sono i seguenti.
Hanno tratto giovamento il:
– 65% dei pazienti affetti da asma
– 71% degli affetti da febbre da fieno
– 64% degli affetti da catarro
– 67% degli affetti da sinusite
– 68% degli affetti da bronchite cronica
– 64% degli affetti da enfisema
– 74% degli affetti da emicrania
– 79% degli affetti da tensione nervosa, depressione e stress
La Propoli è una sostanza naturale che le piante producono a propria difesa. Raccolta e trasformata dalle api , viene utilizzata per proteggere l’alveare dai batteri, dai funghi, dalle muffe e dagli insetti nemici.
Recentemente sono stati scoperti gli effetti benefici della frazione volatile diffusa nell’ambiente. Ricca di olii essenziali, flavoni, terpeni e sostanze aromatiche, questa sostanza svolge un’azione benefica sull’intero organismo che si traduce in un’esaltazione probiotica generale.
Oggi, con i diffusori ambientali Propolair Kontak è possibile riprodurre in ogni ambiente la stessa “aria fina” che si respira nei boschi e usufruire degli stessi benefici della frazione volatile che si sprigiona in natura.
La frazione volatile della propoli regala all’aria un piacevole aroma di sottobosco e preziose proprietà terapeutiche. Non a caso, i sanatori erano costruiti nel verde, là dove la frazione volatile, nota con il nome di “aria fina”, portava benefici ai pazienti ospitati.
I diffusori Kontak sono gli unici diffusori di propoli brevettati a livello mondiale capaci di ricreare gli stessi benefici dell’aria fina, in ogni ambiente e in ogni momento.
Recenti studi hanno dimostrato che le caratteristiche della propoli sono pailicolarmente efficaci se assorbite dall’organismo attraverso la frazione volatile che si sprigiona nell’aria quando il sole, riscaldando le gemme delle piante, ne permette la suhlimazione e la difhisione nell’ambiente.
Kontak ha sviluppato e brevettato un innovativo sistema che rilascia nell’ambiente la frazione volatile della propoli: l’unico capace di sfruttare completamente e selettivamente le proprietà di sanificazione dell’aria e la sua azione probiotica sull’intero organismo.
Kontak ha scelto di utilizzare per la sua linea PropolAir solo propoli italiana e biologica, più attiva sui micrcbi e ad alta tollerabilità.
Con PropolAir, l’antico sapere delle api diventa un tuo patrimonio, alleato del tuo benessere.
Vari studi svolti dall ASL 5 di Torino e a Milano hanno dimostrato che l’uso del diffusore Propolair ha permesso in soli 3 giorni un abbattimento del 71.8% della carica microbica media nell’aria.
-Il primo, eseguito dall’ASL 5 di Collegno (TO), ha registrato, in soli 3 giorni, l’abbattimento del 71,8% della carica microbica media presente nell’aria,
-Il secondo, effettuato presso l’Associazione Casa Materna Asili Nido (Ml), sottolinea un elevato indice di tollerabilità.
Durante tutto il periodo in cui è stato utilizzato il diffusore PropolAir, il numero delle assenze dei bambini per indisposizione è notevolmente diminuito e non si sono verificate manitestazioni di allergie o fenomeni di intolleranza alla propoli. Inoltre, il Laboratorio Chimico della C.C.I.A.A. di Torino ha svolto un’indagine per valutare la concentrazione di inquinanti nell’aria: le prove hanno evidenziato un significativo abbattimento degli IPA e una discreta riduzione del Benzene, sostanze presenti nei centri urbani inquinati, riconosciute cancerogene dall’O.M.S.
(Fiq. 1) SANIFICAZIONE DELL’ARIA – Studio ASL 5 di Collegno (TO): per valutare l’efficacia della propoli per sanificare ambienti affollati, l’azienda sanitaria di Collegno ha installato per 3 giorni consecutivi i diffusori di propoli all’interno di aule scolastiche e ha controntato i campioni d’aria prelevati prima e dopo l’utilizzo del diffusore. Già in così pochi giorni, gli effetti registrati sono stati davvero sorprendenti: diminuzione del 11,3% della carica microbica accunulata nell’aria durante il giorno; aria più pulita e con meno batteri; conseguente riduzione del rischio di malattie di carattere virale e respiratorio. (Biologi Italiani, gennaio 1996),
(Fiq. 2) PREVENZIONE E AUMENTO DIFESE IMMUNITARIE – Studio presso l’Associazione Casa Materna Asili Nido (MI):
Lo studio ha rilevato che, durante tutto il periodo in cui è stato usato il diffusore PropolAir, i bambini, grazie all’effetto della propoli, si sono ammalati di meno e per periodi più brevi, e hanno apprezzato il leggero profumo emanato dalla frazione volatile estratta dai diffusori. Inoltre, in nessun caso si sono avute manifestazioni allergiche o fenomeni di intolleranza.
Lo stesso risultato nel nido neonati, con apprezzamenti decisamente positivi: i bambini cosi piccoli sono intatti maggiormente esposti ad agenti patogeni ed è importante poterli proteggere con un sistema naturale, privo di qualsiasi effetto collaterale.
L’analisi di campioni d’aria raccolti con il diffusore Kontak in funzione ha evidenziato come il riscaldamento temporizzato prodotto dal diffusore garantisca l’estrazione di tuffi i principi attivi racchiusi nella propoli.
Tali principi — diversi per composizione — sono liberati gradualmente, a temperature diverse.
Per verificare le proprietà degli elementi estratti, Kontak ha controntato i dati raccolti con le informazioni presenti nella banca dati Medline, il più importante database mondiale di biomedicina. I risultati confermano le numerose proprietà terapeutiche delle sostanze rilasciate dal diffusore:
• antiossidanti
• antivirali
• antibiotiche
• anti-infiammatorie
• antimicotiche
• anestetiche
•antisettiche
• immunostimolanti
Il grande valore della propoli risiede nell’avere tali proprietà concentrate insieme in un unico prodotto di origine naturale. Il merito del sistema PropolAir, invece, è quello di assicurare l’estrazione e la diffusione nell’ambiente di tutti questi principi, riconosciuti e utilizzati anche dalla medicina ufficiale.
COME SI USA
L’utilizzo del diffusore Kontak è semplicissimo. Una volta sistemata la capsula nell’apposita sede, sarà sufficiente collegare l’apparecchio all’impianto elettrico di casa e dare l’avvio con il pulsante frontale.
La confezione sarà comunque corredata di tutte le informazioni necessarie comprese le informazioni circa la garanzia del prodotto.
LE CAPSULE
Le capsule contengono una miscela di propoli (95%) e incenso (5%), una resina che si forma su arbusti presenti in Somalia, Eritrea, Arabia e India : svolge un’azione anti-infiammatoria e hanno una durata di 144 ore.
É sufficiente introdurne una nel diffusore che esegue automaticamente i cicli di riscaldamento/raffreddamento, visualizzabili attraverso una serie di spie luminose che indicano l’autonomia residua della capsula.
Le capsule potete ordinarle sempre su questo sito ad esempio 10 pezzi hanno una durata di 180 giorni per un’uso consigliato di otto ore.
I diffusori PropolAir di Kontak riproducono, in casa e in auto, l’aria naturale e benefica del bosco, per farti respirare pura propoli italiana, a pieni polmoni.
Diffusore Propolair Modello base
Prezzo: €105,00 scontato € 95,00
Questi diffusori liberano la frazione volatile della propoli completamente e selettivamente.
In modo completo, perché utilizzano esclusivamente la migliore propoli italiana; in modo selettivo, perché tutti i principi attivi vengono liberati gradualmente e regolarmente per tutta la durata della capsula.
La propoli utilizzata da Kontak per i suoi diffusori è pura, italiana e di ottima qualità. In molti studi è risultata la più efficace nella lotta dei microrganismi testati rispetto a quella d’importazione.
Il diffusore PropolAir scalda la propoli contenuta nella capsula fino al punto di fusione della frazione cerosa (62°), portandola poi alla temperatura ottimale (85°) per la liberazione della frazione volatile. L’alternarsi tra le due temperature permette il completo rilascio delle sostanze volatili. Ogni capsula è monouso e ha una durata di 122 ore.
Ionizzatore diffusore Propolair
modello A2 con ionizzatore
Prezzo: €160,00 scontato € 135,00
Diffusore Propoli versione A2 con Ionizzatore.
Nella gamma dei diffusori Kontak, il modello A2 é dotato di un sistema elettronico che permette la ionizzazione della frazione volatile della propoli diffuse nell’ambiente. Con tale dispositivo, le particelle di propoli caricate elettricamente di segno negativo aderiscono rapidamente alle superfici, alle mucose respiratorie e alle particelle volatili dannose per l’uomo, quali fumo di tabacco, polvere di casa, virus, batteri e acari.
Ionizzatore diffusore Propolair
con ventola – modello A3 – 50/60 mq.
Prezzo: € 180,00 scontato € 170,00
Nella gamma dei diffusori Kontak, il modello A3 é dotato di un sistema elettronico che permette la ionizzazione della frazione volatile della propoli diffuse nell’ambiente con la possibilità di attivare la funzione ventola per raddoppiare il raggio d’azione della frazione volatile.
Con tale dispositivo, le particelle di propoli caricate elettricamente di segno negativo aderiscono rapidamente alle superfici, alle mucose respiratorie e alle particelle volatili dannose per l’uomo, quali fumo di tabacco, polvere di casa, virus, batteri e acari. Con le loro riconosciute proprietá antibatteriche, antimicotiche e antinfiammatorie, le molecole di propoli (95%) e incenso (5%) inibiscono la presenza batterica e microbica, come dimostrato da una sperimentazione svolta dall’ASL di Collegno (TO) in un’aula scolastica, dove con l’utilizzo dei diffusori di propoli Kontak per tre giorni, si é ottenuto un drastico abbattimento dei microbi dell’aria, sanificando l’ambiente.

Diffusore di propoli Propolina P1, Kontak
Prezzo: € 140,00 scontato € 105,00
Diffusore di Propoli Propolina P1 Grazie alla formula brevettata Kontak, il diffusore libera la frazione volatile della propoli completamente e selettivamente. In modo completo, perché utilizza esclusivamente la migliore propoli italiana; Il diffusore scalda la propoli fino al punto di fusione della frazione cerosa, portandola poi alla temperatura ottimale per la liberazione della frazione volatile.
L’alternarsi tra le due temperature permette il completo rilascio delle sostanze volatili. La simpatica forma ad ape di Propolina protegge i più piccoli con i benefici della propoli e accompagna il loro sonno con la luce calda e rassicurante delle sue antenne luminose.
Il diffusore Propolina utilizza le stesse capsule di tutti i diffusori PropolAir di Kontak.
Per i bambini, tutta la qualità di una propoli pura, biologica, italiana, la più più efficace nella lotta dei microrganismi testati rispetto alla propoli di importazione. Ogni capsula monouso ha una durata di 122 ore
La confezione contiene Un diffusore Propolina con capsula propoli
Modo d’uso: accendere il diffusore in camera del bambino e farlo funzionare.
Indicazioni: la frazione volatile della propoli ha dimostrato rispetto alla frazione estrattiva, assunta per via orale,una azione probiotica generale, un riequilibrio del sistema nervoso centrale ed una azione utile negli stati di stress e depressione.
Notizie aggiuntive sulla propoli: la propoli è un prodotto vegetale, una sostanza protettiva che si trova sulla corteccia delle piante, avvolge le gemme, si deposita nella parte sottostante i petali dei fiori. La parte appiccicosa depositata sopra la gemma è la propoli. Le api la raccolgono e la usano per proteggersi dagli agenti patogeni o dagli insetti che s’infiltrano nell’alveare. La frazione volatile della propoli si sprigiona in natura, nei boschi in particolare quando la vegetazione è inondata dai raggi solari.In particolari condizioni si può avvertire nell’aria il profumo particolare del sottobosco, specie dopo un temporale estivo è tipico percepire il classico aroma della propoli: quella è la frazione volatile, soprannominata ” aria fina “.
PROPOLAIR CAPSULA MONOUSO
5 RICARICHE
Prezzo: € 20,00 scontato € 18,00
Caratteristiche: la Capsula Propolair contiene una miscela di Propoli italiana (95%) e incenso (5%). E’ monouso ed è utilizzabile su qualsiasi diffusore della linea Propolair.
Uso: è sufficiente introdurla nel diffusore, il quale esegue automaticamente i cicli di riscaldamento/raffreddamento, visualizzabili attraverso una serie di spie luminose che ne indicano l’autonomia residua.
L’azienda produttrice dei diffusori di propoli ha da poco messo in commercio le nuove capsule di propoli con involucro in vetro anzichè in metallo, questo perchè il vetro essendo un materiale ecologico per eccellenza ben si combina con le caratteristiche di questo prodotto. La trasparenza del vetro lascia intravedere la purezza degli ingredienti: solo pura propoli di qualità, così come la si trova in natura. Ogni capsula ha una durata di ca. 15 giorni. Contenuto Confezione: 5 capsule di Propoli Italiana con Boswelia.
Il Diffusore Kontak e la Frazione volatile della Propoli Bio sono stati oggetto di numerosi articoli, con taglio sia scientifico sia divulgativo.
Ecco una rassegna bibliografica suddivisa per tipologia di pubblicazione.
Riviste divulgative
– “Messaggero di sant’Antonio”, gennaio 2003
– “Propoli diffusa”, nove mesi, settembre 2002
– “PROPOLAIR” propoli nell’aria di casa, corriere della sera, inserto salute, num.30 settembre 2002
– “Aria pulita con incenso e propoli”, luna nuova, 22/12/1995
– “Aria di casa più sana con la propoli”, Viversani&belli, numero 18, maggio 1998, pp. 74-76
– “L’igiene in ufficio”, Missione Salute, n. 5, 2000.
Riviste medico-scientifiche
– “La propoli: un antimicrobico dalla storia millenaria”, Pediatrics ed. italiana, febbraio 1998.
– “Aerodiffondere la propoli”, Giornale del Medico, novembre 1998.
Pubblicazioni di settore
– “Curarsi con la propoli”, L. Pecchiai, Biotecnologie, pp. 2-4, Anno 1995
– “Monitoraggio microbiologico dell’aria in ambiente confinato dopo diffusione di sostanze a base di terpeni”, Biologi Italiani, 2, febbraio 1996.
– “Gli ioni negativi e la propoli”, in Amica felicitá, di P.M. Rovere, Ed. Centro di Benessere Psicofisico, cap. 8, p. 39, 1997.
– “La propoli – chimica, farmacologia e terapia/Attivitá
antimicrobica della frazione volatile della propoli”, di A. Alì, M. Sgrignani, F. Mearelli, A. Camporese, Ed. Planta Medica, 1997.
Integratori di propoli: una delle preparazioni più apprezzate dell’alveare
Gli integratori di propoli rappresentano una delle modalità più diffuse per valorizzare questa preziosa sostanza naturale prodotta dalle api. Disponibili in diverse formulazioni, vengono realizzati utilizzando propoli accuratamente selezionata e lavorata secondo metodi che ne preservano le caratteristiche originarie.
Nel settore dell’integrazione alimentare la propoli viene proposta sotto forma di estratti liquidi, compresse, capsule, spray e altre preparazioni pratiche da utilizzare nella quotidianità. Le formulazioni possono contenere propoli pura oppure essere associate ad altri ingredienti di origine naturale, scelti per creare prodotti completi e adatti a differenti esigenze.
L’interesse verso gli integratori di propoli deriva dalla lunga tradizione che accompagna questa sostanza dell’alveare e dalla crescente attenzione verso prodotti naturali ottenuti da materie prime di qualità. La provenienza della propoli, il contenuto di componenti caratteristici e i processi di estrazione rappresentano aspetti importanti nella scelta delle diverse formulazioni disponibili.
Oggi gli integratori di propoli sono tra i prodotti dell’alveare più richiesti e apprezzati, grazie alla loro praticità d’uso e alla possibilità di integrare nella routine quotidiana una delle sostanze più rappresentative del mondo dell’apicoltura e delle tradizioni naturali.
PropolMix 1® Di Leo Flacone 50 ml
Composizione: Alcol, acqua. Estratti di Propoli 10%, Echinacea (Echinacea angustifolia Heller) radice, Calendula (Calendula officinalis L.) fiori e foglie, aromi naturali.
Coadiuvante in caso di: malattie infettive, in particolare: laringiti, tracheiti, laringotracheiti, sinusiti, bronchiti, cistiti ed uretriti; malattie virali da raffreddamento: raffreddori e influenze.
Consigli d’uso: la dose consigliata per un’eventuale esigenza di integrazione della dieta è di 30 gocce per 3 volte al giorno, in mezzo bicchiere di acqua, 10 minuti prima dei pasti.
Controindicato in caso di: ulcera; gravi forme di gastriti, ipertensione arteriosa e insonnia.
La propoli (o propolis) è una sostanza resinosa, prelevata dalle api sulle gemme e sulla corteccia di molti alberi; ha un significato enorme all’interno dell’arnia perché assolve funzioni igieniche grazie alle sue proprietà batteriostatiche, fungicide e disinfettanti.
Infatti, la presenza nell’alveare di umidità, calore e zuccheri in grande quantità creerebbe notevoli problemi di soprawivenza alle api stesse, che usano la propoli per rivestire le pareti interne dell’arnia, per chiudere fessure, per impedire processi putrefattivi. Contiene diverse sostanze, tra cui: resine, cere, oli essenziali, derivati dell’acido benzoico e dell’acido cinnamico, ma soprattutto flavonoidi come crisina, pinocimbrina e galangina. Ecco perché un estratto titolato in galangina, assicura una buona qualità della propoli stessa.
Semi di pompelmo: il nome pompelmo deriva da due parole olandesi, “pompeon” che significa grosso, e da “limoes” che significa limone. Cresce in luoghi assolati e caldi che permettono ai frutti di ricevere la luce del sole dalle 7 alle 8 ore al giorno.
Le proprietà di questo frutto ed in particolare dei semi furono scoperte nel 1980 in Florida, da un immunologo, il dottor iacob Harich, si accorse che il materiale da compostaggio contenente i semi di pompelmo non fermentava e non si decomponeva. Studi successivi hanno confermato le proprietà antibatteriche dell’estratto di semi di pompelmo, che oltre ad essere estremamente efficace, non indebolisce il sistema immunitario e la flora batterica. I semi sono ricchi di principi funzionali, tra cui i più interessanti sono i bioflavonoidi come l’esperidina, il canferolo e la naringina, che conferisce il sapore amaro ai semi stessi.

APIX® Sedigola 20 Pastiglie Gola
In caso di gola irritata, faringiti e tonsilliti
Prezzo: € 7,50
Apix® Sedigola Pastiglie gola è formulato per proteggere ed idratare la mucosa orofaringea, alleviando la sensazione di dolore in caso di gola irritata, faringiti e tonsilliti.
Apix® Sedigola Pastiglie gola contiene estratti di Propoli e Agrimonia che contribuiscono a formare un film mucoadesivo a protezione della mucosa irritata, mentre il Miele ha un effetto emolliente. L’estratto di Pompelmo e l’olio essenziale di Cannella conferiscono al prodotto un particolare effetto rinfrescante. Può essere usato anche come preventivo per chi è esposto a freddo, fumo, smog e polveri.
Le pastiglie Apix® Sedigola sono dolcificate con Miele ed edulcoranti di origine vegetale e sono disponibili in due gradevoli gusti: Miele Limone e Miele Eucalipto.
Apix® Sedigola Pastiglie gola è formulato per proteggere ed idratare la mucosa orofaringea, alleviando la sensazione di dolore in caso di gola irritata, faringiti e tonsilliti.
Sciogliere una pastiglia lentamente in bocca; si consiglia di assumere 4-6 pastiglie nell’arco della giornata.
Composizione: Gusto Miele Eucalipto Sciroppo di Maltitolo, Miele, Propoli resina estratto titolato, Pompelmo semi estratto titolato, Isomalto, Mentolo, Agrimonia sommità fiorite estratto, xilitolo, ammonio glicirizzinato, gomma xantana, coloranti: curcumina e indigotina; Eucalipto, Cannella scorze olio essenziale, aroma miele. Composizione Gusto Miele Limone Sciroppo di Maltitolo, Miele, Propoli resina estratto titolato, Pompelmo semi estratto titolato, Isomalto, Agrimonia sommità fiorite estratto titolato, Cannella scorze olio essenziale, xilitolo, ammonio glicirizzinato, gomma xantana, succo di limone, aromi: miele, limone, limone buccia e agrumix.
Senza glutine e senza glucosio e saccarosio.
È un dispositivo medico CE.
Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni per l’uso. Aut. Min. richiesta il 11/07/2014
APIX® Sedigola Spray Gola Forte 30 ml
In caso di gola irritata, faringiti e tonsilliti
Apix® Sedigola Spray gola forte è formulato per proteggere ed idratare la mucosa orofaringea, alleviando la sensazione di dolore in caso di gola irritata, faringiti e tonsilliti. Apix® Sedigola Spray gola forte contiene Propoli, Astragalo, Erisimo e Acido Ialuronico che contribuiscono a formare un film mucoadesivo a protezione della mucosa irritata. Il Miele ha un effetto emolliente sulla mucosa, mentre gli estratti di Salvia e Pompelmo e gli oli essenziali di Menta, Eucalipto e Cannella conferiscono al prodotto un particolare effetto rinfrescante. Può essere usato anche come preventivo per chi è esposto a freddo, fumo, smog e polveri. La sua particolare formula senza alcool lo rende adatto anche ai bambini al di sopra dei 3 anni.
Bambini da 3 a 6 anni: nebulizzare da 1 a 2 volte la soluzione nel cavo orale; ripetere fino a 2 volte nell’arco della giornata.
Adulti e bambini al di sopra dei 6 anni: nebulizzare da 2 a 4 volte la soluzione nel cavo orale; ripetere fino a 4 volte nell’arco della giornata, a seconda delle necessità.
Contiene: Miele, acqua, Propoli resina estratto titolato, Pompelmo semi estratto glicerico, Erisimo sommità con fiori estratto, Astragalo radice estratto titolato, Salvia foglie estratto titolato, Acido Ialuronico, Eucalipto foglie olio essenziale, Menta piperita foglie olio essenziale, Cannella scorze olio essenziale, acido citrico, conservante: potassio sorbato.
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Apix® Flufast, associa le ben note proprietà della Propoli a quelle antiossidanti dei semi di Pompelmo, ricchi in bioflavonoidi. Contiene inoltre Sambuco, Miele, oli essenziali, Vitamina C e Zinco.
L’estratto di Sambuco è utile per il benessere delle vie respiratoriee e per favorire la fluidificazione delle secrezioni bronchiali. Gli oli essenziali di Eucalipto, Menta e Timo svolgono un’azione balsamica, emolliente e lenitiva contribuendo al benessere di naso e gola. La Vitamina C e lo Zinco sono utili alle normali funzioni del sistema immunitario.
È un valido aiuto da prendere ai primi disturbi della stagione fredda: unisce all’efficacia dei suoi ingredienti i benefici di una bevanda calda. Apix® Flufast, infatti, è in pratiche bustine da sciogliere in acqua calda e bere subito per sfruttare al meglio le proprietà degli oli essenziali.
Da 1 a 3 bustine al giorno da sciogliere in acqua, preferibilmente calda, e bere subito per sfruttare i benefici degli Oli essenziali.
Contiene: Propoli resina, Pompelmo semi, Miele, Sambuco frutti, Eucalipto, Menta, Timo bianco, Vitamina C, Zinco
Senza Glutine e senza Salicina.
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Le Perle APIX® PROPOLI grazie alla presenza degli oli essenziali di Timo, Anice e Menta, svolgono un’azione balsamica, contribuendo così al benessere di naso e gola. Hanno inoltre effetto emolliente e lenitivo sulle mucose della gola e sostengono il tono della voce grazie all’Erisimo. Assumere da 4 a 6 perle nell’arco della giornata per ottenere un deciso effetto balsamico. Dose raccomandata a ragazzi e adulti.
Contiene oltre alla Propoli ad alto titolo in galangina, e ai semi di Pompelmo le Perle contengono Liquirizia, Erisimo, oli essenziali di Menta, Anice e Timo bianco.
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Perché aspettare che i disturbi tipici della stagione invernale prendano il sopravvento?
Ai primi sintomi, può venirvi in soccorso Apix® Propoli Soluzione Idroalcolica che combina le virtù della Propoli e dei Semi di Pompelmo con la capacità di Zinco e Rame di contribuire alla normale funzione del sistema immunitario. Potrete così aiutare le naturali difese del vostro organismo a contrastare le insidie della stagione fredda.
Quando usarlo
A partire dai primi sintomi di raffreddamento e altri disturbi tipici della stagione fredda.
Come usarlo
30 gocce sciolte in poca acqua o in un cucchiaino di zucchero o miele, 1-2 volte al giorno. Può essere usata anche per le pennellature.
Cosa contiene
Propoli resina, Pompelmo semi, Rame e Zinco.
Note
Senza glutine. Leggere le avvertenze riportate sulla confezione.
APIX® PROPOLI Spray Nasale 15 ml
Dispositivo medico CE
Apix Propoli Spray Nasale rimuove i depositi di muco dalle fosse nasali e favorisce la respirazione. Contiene Propoli, semi di Pompelmo, estratti di Amamelide, Eufrasia ed oli essenziali diEucalipto e Pino, che in associazione allo Zolfo favoriscono la protezione delle mucose delle fosse nasali dall’azione di batteri o di inquinanti ambientali.
Contiene: Propoli, Semi di Pompelmo, estratti di Amamelide, Eufrasia ed oli essenziali di Eucalipto e Pino, che in associazione allo Zolfo in forma organica favoriscono la protezione delle mucose delle fosse nasali dall’azione di batteri o di inquinanti ambientali.
Quando usarlo
A partire dai primi sintomi di raffreddore, mal di gola e altri disturbi tipici della stagione fredda.
Come usarlo
Adulti: 2-3 spruzzate per narice 2-3 volte al giorno.
Bambini: 1-2 spruzzate per narice 1-2 volte al giorno.
Polline: un prezioso dono raccolto dalle api
Il polline è una sostanza naturale raccolta dalle api durante il loro incessante lavoro di bottinatura sui fiori. Costituito da minuscoli granuli prodotti dalle piante, rappresenta una delle principali fonti di nutrimento dell’alveare e svolge un ruolo fondamentale nella vita della colonia.
Le api raccolgono il polline e lo trasportano fino all’alveare sotto forma di piccole palline aderenti alle zampe posteriori. Una volta raccolto, viene utilizzato come alimento per le larve e per il mantenimento delle normali attività della comunità delle api. La sua composizione può variare in base alle specie vegetali visitate e alle caratteristiche del territorio di provenienza.
Grazie alla sua origine naturale e alla ricchezza di nutrienti presenti nei granuli pollinici, il polline è da tempo oggetto di interesse nel settore dell’alimentazione naturale e dell’integrazione alimentare. Oggi viene proposto in diverse forme, tra cui granuli puri, capsule e formulazioni che lo associano ad altri prodotti dell’alveare.
Apprezzato per il suo legame con il mondo dell’apicoltura e con la biodiversità vegetale, il polline continua a essere uno dei prodotti più rappresentativi dell’alveare e una delle risorse naturali maggiormente valorizzate nell’ambito delle tradizioni apistiche ed erboristiche.

Tra i rimedi popolari usati da secoli dagli apicoltori c’è sempre stato l’uso del polline; la scienza dietetica ha scoperto da poco in esso una somma tale di sostanze benefiche, da definirlo un iperalimento, un “alimento miracolo”.
Il polline e’ costituito da strutture microscopiche alle quali le piante affidano il trasporto delle proprie cellule germinali. E’ composto prevalentemente da proteine, glucidi e vitamine. Le api lo raccolgono e lo utilizzano soprattutto per l’alimentazione delle api piu’ giovani quale unica fonte di proteine concentrate, nonche’ di tutti gli altri principi attivi.
Per l’uso alimentare il polline naturale viene essiccato e conservato senza alcun trattamento.
La ricchezza delle sostanze contenute rendono il polline un ottimo alimento naturale. Puo’ essere consumato tal quale o in aggiunta ad altri prodotti (per esempio allo yogurt o al miele).
Una delle caratteristiche più importanti del polline è che le sue sostanze nutritive vengono immediatamente assimilate dall’organismo. Inoltre il polline viene tenuto in grande considerazione per le sue caratteristiche curative. Agisce sul ringiovanimento delle cellule, stimola gli organi ed aumenta la vitalità. È considerato per eccellenza il nutrimento perfetto che la Natura ci offre. Contiene inoltre 16 vitamine diverse, micro-sali ed enzimi, co-enzimi, acidi grassi e vegetali, idrati di carbonio, proteine ed aminoacidi.
E’ un prodotto delle api. E ‘ una delle sostanze piu’ ricche che la natura ci offre. E’ un alimento completo. Ha grossa presenza di sostanze azotate. Contiene proteine e aminoacidi tra cui arginina, metionina, lisina, vitamine, oligoelementi, enzimi, ormoni, fattori antibiotici e sali minerali.
Utilizzato negli stati di affaticamento, agisce migliorando lo stato generale dell’organismo.
Combatte l ‘ affaticamento intellettuale, astenia, nevrastenia, anemia, astenia sessuale. Agisce contro l’ipertrofia prostatica. Utilizzato anche in geriatria.
E’ un tonico generale per l’organismo e assiste in tutti i processi di sviluppo e crescita, contribuendo così al generale benessere dell’organismo. .
Caratteristiche e proprietà:
Il polline delle api si trova in ogni parte del mondo. Il polline non è elaborato dalle api, ma semplicemente raccolto da esse sui fiori e costituisce la materia prima per la produzione della pappa reale. Il polline è considerato da molti l’alimento più perfetto sulla terra in termini di gamma completa di sostanze nutrienti.
Ogni granello di polline è una unità biologica che contiene tutto ciò che è necessario alla vita: vitamine, proteine (è composto al 35% da proteine – tanto quanto nei fagioli e nelle lenticchie – da cinque a sette volte più proteine che nella carne), ventuno dei ventitre aminoacidi noti, carboidrati, enzimi, coenzimi, zuccheri, ormoni di crescita, sali minerali, oligoelementi (più di 25 oligoelementi compongono il 3,8 per cento del polline, e comprendono ogni oligoelemento essenziale), lipidi [la maggior parte dei grassi sono acidi grassi essenziali–70 per cento alfa-linoleico (omega 3), 3-4 per cento I linoleico (omega 6), 16-17 per cento monoinsaturi e saturi]. Nel nucleo della sua cellula, il polline racchiude il segreto della vita: le molecole DNA e RNA che stabiliscono la funzione di tutte le cellule viventi.
Composizione media per 100 gr: acqua 60,5 gr, proteine 20gr, grassi 4,5 gr, zuccheri 15 gr, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, D, E, PP, K (praticamente tutte le vitamine conosciute, anche se la B12 è presente in basse percentuali), sali minerali (calcio, manganese, fosforo, ferro, sodio, potassio, aluminio, magnesio, rame), enzimi e coenzimi, acido pantotenico, acido nicotinico, tiamina, riboflavina, acido ascorbico (Vitamina C), pigmenti, xantofilla, carotene, e steroli.
Il polline è uniformemente ricco di carotenoidi, bioflavonoidi e fitosteroli, ma il profilo esatto è variabile secondo la fonte delle piante e le condizioni di crescita. Tuttavia, il betacarotene, il licopene, il beta-sitosterolo, la quercetina, la isoramnetina, la rutina sono sempre presenti in analisi del polline.
I bioflavonoidi sono una ragione principale delle molte virtù salutari del polline. I bioflavonoidi sono una grande classe di fitoestrogeni che sono ampiamente distribuiti nel cibo e nelle piante medicinali. Lo “scheletro di base a tre anelli” di tutti i flavonoidi consiste di due anelli di benzene collegati a un anello di pyran. Ci sono migliaia di variazioni, basate sui diversi componenti che sono legati in posizione attorno agli anelli.
Studi epidemiologici hanno mostrato che maggiore è l’assunzione di bioflavonoidi, minore è il rischio di malattie cardiovascolari.
Molti bioflavonoidi sono potenti antiossidanti. I bioflavonoidi abbassano il colesterolo, stabilizzano e rafforzano i capillari, riducono le infiammazioni, combattono i radicali liberi e sono antivirali, antibatterici e anticancerogeni.
La quercetina è un antistaminico, antiallergenico e antiasmatico, ed è quindi molto utile nella cura dell’asma, di malattie polmonari croniche ostruttive, bronchiti, sinusiti, raffreddori, influenza, e allergie.
La rutina tonifica i capillari, aiutando le vene varicose, l’insufficienza venosa, le emorroidi e l’ipertensione.
Il polline ha quindi molte proprietà, essendo:
- tonico, nutritivo e rinvigorente – rafforza e nutre l’intero organismo. E’ usato per dare resistenza e forza. Usato dagli atleti per aumentare l’energia, la forza e la resistenza alla fatica e allo sforzo muscolare. Efficace nel combattere la fatica, la stanchezza, l’esaurimento, la depressione. Può ridare vitalità e vigore – utile nella convalescenza e nel recupero dopo la malattia o operazioni chirurgiche.
- anti-allergenico – il polline è utilissimo nel debellare le allergie; si inizia a prendere in dosi omeopatiche aumentando gradualmente finché le allergie scompaioni. Usato anche nella cura della febbre da fieno.
- utile contro l’ipertensione e il nervosismo
- corregge e regola gli squilibri endocrini
- anti-microbico
- disintossicante – Gli estratti di polline aiutano il fegato a disintossicarsi e lo proteggono dai danni.
In un esperimento di laboratorio, a dei topi sono state date dosi letali di acetaminoefene, con o senza estratti di polline, e li si è osservati per 72 ore. Tutti i topi a cui non era stato dato il polline sono morti in 24 ore, mentre una proporzione significativa di quelli a cui era stato dato il polline sono sopravvissuti. Il polline si rivelava più protettivo se somministrato un’ora dopo la dose di acetaminofene, invece di un’ora prima. In uno studio prolungato, dei topi sono stati esposti a vapori di solventi organici 30 ore alla settimana per tre mesi, simulando un’esposizione industriale. Ciò ha causato un significato aumento degli enzimi del fegato, a indicazione del fatto che le capacità disintossicanti del fegato erano sotto stress. I topi a cui erano stati dati estratti di polline avevano livelli di enzimi significativamente più bassi dei topi del gruppo di controllo. L’esposizione ai solventi aumentava anche il colesterolo (104 per cento) e i trigliceridi (37 per cento) nei topi del gruppo di controllo; questi aumenti erano quasi inesistenti nei topi trattati con polline.
- aiuta contro il colesterolo alto e i trigliceridi alti
- usato nel trattamento del cancro – vari studi sono stati fatti in proposito: estratti standardizzati di polline sono stati valutati un trattamento efficace per l’ingrossamento della prostata e la prostatite in test clinici a doppio cieco e con controllo placebo. Non si sono verificati effetti collaterali significativi. Il polline contiene licopene, beta-sisterolo e numerosi flavonoidi che hanno dimostrato un’azione nell’inibire la crescita di tessuto della prostata e nel ridurre il dolore, l’infiammazione e il rischio di cancro alla prostata. Topi a cui sono stati impiantati carcinomi polmonari sono sopravvissuti quasi il doppio di tempo se curati con estratti di polline rispetto ai gruppi di controllo non trattati. Il polline aumenta anche l’efficacia delle cure di chemioterapia se somministrato contemporaneamente. Al contrario delle medicine, il polline non attacca direttamente il tumore, ma piuttosto stimola il sistema immunitario.
Storia e curiosità:
Il polline è una fonte principale di alimentazione per le api. Le api operaie viaggiano di fiore in fiore raccogliendo il polline in speciali “cesti” posti sulle loro gambe. Le operaie raccolgono più di quello che serve all’alveare, per cui gli apicoltori hanno inventato degli schermi per grattare del polline quando le api entrano nell’alveare.
Alcuni pollini sono leggeri e asciutti, e destinati ad essere dispersi dal vento. Altri pollini sono più pesanti e appiccicosi e destinati ad attaccarsi agli insetti che visitano i fiori. Questi granelli di polline sono come microscopici “autostoppisti” che vengono raccolti dalle api di passaggio, e sono principalmente il tipo che si trova nel polline di api. Mentre le api raccolgono, eseguono il compito di impollinare le piante. I pollini portati dal vento sono responsabili delle maggiori allergie da polline, non i pollini appiccicosi.
In realtà, un consumo regolare di polline può dare significativo sollievo dalle allergie.
Il polline delle api venduto in granuli è di solito il meno lavorato. I granuli dovrebbero essere morbidi e malleabili, e con un profumo e un gusto fiorito e dolce, simile al miele grezzo. Il caratteristico sapore “fiorito” del miele grezzo è dovuto alle piccole quantità di polline nel miele. Una certa lavorazione del polline è necessaria perché i grani di polline hanno due gusci esterni duri che circondanto i contenuti nutritivi. I sistemi digestivi delle api sono progettati per far fronte a questi gusci, ma quelli degli umani, dei gatti, e dei cani no. Di conseguenza, i migliori produttori di polline rompono delicatamente i grani prima di impachettarli. Il polline venduto in sacchetti di plastica deve essere sempre tenuto in frigorifero; i contenitori sigillati devono essere messi in frigorifero una volta aperti. Il polline fresco grezzo è in effetti un prodotto fresco, e deve essere trattato come tale.
I granuli possono essere incapsulati, pressati in compresse o in tavolette masticabili o finemente macinati per essere usati in cibi e bevande (fonte: anagen.net/polli.htm).
Approfondimento: Polline d’api, allergie e cervello
POLLINE IN GRANI
Barattolo da 170 grammi
Prezzo: € 12,00
Per il suo contenuto proteico e vitaminico il polline è un utile complemento della dieta umana con benefici effetti ad ogni età:
nel bambino stimola la crescita, elimina problemi di anemia, svolge azione ricostituente e calmante;ì nella persona adulta è un ottimo tonificante e stimolante delle funzioni gastriche, stimola l’appetito, aiuta nel lavoro intellettuale e negli stati di affaticamento; combatte l’impotenza e l’astenia sessuale; agisce contro l’ipertrofia prostatica; nella persona anziana è utile per l’azione regolatrice di tutto l’organismo;
Il polline preferibilmente va preso al mattino a digiuno nelle dosi di circa 20 grammi per gli adulti (un cucchiaio da minestra) e di 5 grammi per i bambini (un cucchiaino da caffè ricolmo). La modalità di assunzione consigliata consiste nel lasciarlo sciogliere in bocca allo stato naturale oppure, per renderlo più accettabile, specialmente per i bambini, miscelato al miele, allo yogurt oppure al latte addolcito con il miele.
Approfondimento: Il Polline e la saggezza dell’alveare
Pappa Reale: il nutrimento esclusivo dell’ape regina
La pappa reale è una sostanza naturale prodotta dalle api nutrici e destinata all’alimentazione dell’ape regina durante tutto il suo ciclo di vita. Questo alimento speciale rappresenta uno degli elementi più affascinanti del mondo dell’alveare e da sempre suscita interesse per il suo ruolo all’interno della colonia.
Si tratta di una sostanza dalla consistenza cremosa e dal caratteristico colore bianco-perlaceo, ottenuta attraverso un complesso processo naturale svolto dalle api operaie. La pappa reale viene prodotta in quantità limitate e raccolta con tecniche specifiche che richiedono esperienza e attenzione da parte degli apicoltori.
Da molti anni la pappa reale è apprezzata nel settore dell’alimentazione naturale e dell’integrazione alimentare, dove viene proposta in forma fresca, liofilizzata o all’interno di formulazioni che la combinano con altri prodotti dell’alveare. La qualità della materia prima, le modalità di conservazione e la provenienza rappresentano aspetti importanti per valorizzarne al meglio le caratteristiche.
Grazie al suo stretto legame con il mondo delle api e alla lunga tradizione che ne accompagna l’utilizzo, la pappa reale continua a essere uno dei prodotti dell’alveare più conosciuti e apprezzati da chi ricerca ingredienti naturali provenienti dall’apicoltura e dalle tradizioni legate al benessere naturale.

La pappa reale è un prodotto di origine animale tonico, ricostituente e antiinfiammatorio. La pappa o gelatina reale è un prodotto di origine animale, secreto esclusivamente delle ghiandole ipofaringee e mandibolari dalle api operaie nutrici, in età compresa tra il 5° e il 14° giorno di vita adulta. La pappa reale è il nutrimento esclusivo dell’ape regina.
Proprio perché le api la utilizzano subito dopo la sua secrezione, essa non viene immagazzinata nell’alveare come avviene per il polline o il miele. Di conseguenza, le nutrici ne producono in una piccola quantità e l’unico modo per ottenerne una grande quantità è aspettare il periodo della sciamatura.
Avviene in primavera, ed è il momento in cui le api si riproducono e la vecchia ape regina si prepara a sciamare dall’alveare con una parte delle api, nel momento in cui esso ha raggiunto un livello ormai traboccante del suo sviluppo.
Dal canto loro api, che in questo “troppo pieno” non riescono più ad avvertire tramite i feromoni la sua presenza, allevano tutta una serie di nuove regine. A questo scopo costruiscono un gran numero di celle rotonde destinate alle larve reali riempiendole di questo ricco nutrimento.
Si tratta di una sostanza di natura proteica, di color giallo chiaro, dall’odore caratteristico e di sapore acidulo-zuccherino, la cui produzione è conseguenza di una supernutrizione di polline da parte delle api. E’ un alimento somministrato a tutte le giovani larve fino al terzo giorno di vita e in seguito riservato soltanto a quelle che dovranno diventare le api regina, mentre le altre (futuri maschi e operaie) riceveranno una mescolanza di miele e polline .
Tenendo presente che una regina ha un ciclo vitale di oltre cinque anni, mentre un’operaia di 45-90 giorni circa, la differenza è determinata essenzialmente dall’alimentazione dell’ape regina.
La storia della pappa reale
La pappa reale è stata utilizzata fin dall’antichità, in particolare nell’apiterapia asiatica e nell’Antico Egitto. Sebbene la sua storia sia parzialmente frutto di leggende (le si attribuisce la guarigione di Papa Pio XII), la ricerca scientifica moderna si è concentrata sulla sua composizione nutrizionale.
Nel 600 il naturalista ed entomologo Jan Swammerdam individuò il nutrimento residuo nella cella reale dell’alveare dopo lo sfarfallamento della regina.
Il reverendo Langstroth, considerato il padre dell’apicoltura americana, fu il primo a farne fare un’analisi chimica nel 1852, anche se con metodi non del tutto precisi. Fu intorno al 1950 che si cominciò realmente ad ottenere informazioni precise sulla composizione della pappa reale, fino a considerarla un prodotto vendibile globalmente. Si dovranno attendere dieci anni per sentir parlare dei benefici della pappa reale in termini di salute, con l’introduzione dell’apiterapia come insieme di trattamenti per il benessere umano.
Negli anni ’80 furono pubblicati gli standard di selezione della pappa reale per uso farmaceutico e alimentare, mentre l’interesse di Paesi come Cina e Giappone aumentò al punto da ricercare i ceppi più adeguati alla produzione di grosse quantità di pappa reale. Si investì, anche in Italia, sia sul miglioramento degli espedienti tecnici e delle modalità di gestione degli alveari
Composizione
I costituenti principali della pappa reale sono acqua, proteine, zuccheri, lipidi (come l’acido grasso 10-idrossidecenoico) sali minerali (sodio, potassio, fosforo, calcio, ferro e zinco) e vitamine del gruppo B e roialisina, un peptide di 51 aminoacidicaratteristico della pappa reale e oggetto di numerosi studi.
Anche se presentano delle variazioni notevoli, la composizione della gelatina reale rimane relativamente costante confrontando alveari diversi. L’acqua compone circa i due terzi della gelatina reale fresca ma analizzando il peso secco, le proteine e gli zuccheri sono le frazioni di gran lunga più rappresentate. Le proteine compongono in media il 73.9% in peso; una gran parte della quale sotto forma di aminoacidi, sia allo stato libero sia combinato. Tutti gli otto amminoacidi essenziali per l’uomo sono presenti.
Gli zuccheri comprendono principalmente fruttosio e glucosio in proporzioni relativamente costanti, simili al loro contenuto nel miele, il fruttosio quindi prevale. In molti casi il fruttosio e il glucosio rappresentano assieme il 90% degli zuccheri totali mentre il contenuto di saccarosio varia considerevolmente da un campione all’altro.
Il contenuto lipidico è, da molti punti di vista, una caratteristica molto interessante della gelatina reale. La frazione lipidica è costituita per l’80-90% in peso da acidi grassi liberi con strutture molecolari insolite nonché rare. Essi sono principalmente acidi grassi idrossilati o acidi dicarbossilici a corta catena comunemente contenuti in alimenti di origine animale e vegetale. Questi acidi grassi sono responsabili della maggior parte delle proprietà biologiche associate alla gelatina reale.
I sali minerali contenuti in maggior quantità sono, in ordine decrescente K, Ca, Na, Zn, Fe, Cu e Mn, con una forte prevalenza del potassio.
Le vitamine presenti in grande quantità sono la Tiamina (B1), Riboflavina (B2), Nicotinamide (B3 o PP), Acido Pantotenico (B5), Piridossina (B6), Mesoisositolo (B7), Biotina (Be o H), cido folico (B9). Presenti in piccolissime quantità sono la Vitamina A, Vitamina C, Vitamina D, Vitamina E.
Altri costituenti sono l’Acetilcolina, un fattore antibatterico e antibiotico, prodotto durante la digestione delle api di melata, nettare e polline.
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Per un’assunzione ottimale del prodotto si consiglia 1 cucchiaino dosatore al giorno (incluso all’interno della confezione), preferibilmente al mattino, a digiuno.
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Miele: il nettare degli dei
Il miele è uno degli alimenti naturali più antichi e apprezzati al mondo, conosciuto e utilizzato da numerose civiltà fin dall’antichità. Ottenuto dal lavoro delle api che raccolgono il nettare dei fiori e lo trasformano all’interno dell’alveare, rappresenta uno dei prodotti più preziosi e simbolici della natura.
La straordinaria varietà di fioriture presenti nei diversi territori dà origine a numerose tipologie di miele, ognuna caratterizzata da aromi, profumi, colori e sapori distintivi. Miele di acacia, castagno, tiglio, agrumi, eucalipto e molte altre varietà raccontano il legame tra le api, le piante e l’ambiente in cui vengono prodotte.
Nel corso dei secoli il miele ha occupato un posto importante nelle tradizioni alimentari di tutto il mondo ed è stato spesso considerato un alimento di grande valore. La sua naturale dolcezza e la sua versatilità lo rendono ancora oggi protagonista in cucina, nella preparazione di bevande, dolci e numerose ricette della tradizione.
Apprezzato per la sua origine naturale e per il profondo legame con l’attività delle api, il miele continua a rappresentare uno dei prodotti più emblematici dell’alveare. Ogni cucchiaino racchiude il lavoro di migliaia di api e il patrimonio botanico dei territori da cui proviene, offrendo un’autentica espressione della biodiversità e della natura.

Il miele è un dolce naturale e viscoso prodotto dalle api, in particolare dalle api operaie, comunemente utilizzato come alimento e dolcificante. È stato consumato dall’umanità per migliaia di anni: epigrafi storiche risalenti all’antico Egitto mostrano il suo utilizzo sia come alimento che come medicina. È stato trovato anche in antiche tombe egizie, conservato ancora commestibile dopo millenni.
Esistono centinaia di varietà di miele in tutto il mondo, ognuna con il suo sapore, colore e aroma. Queste differenze dipendono dalla fonte di nettare delle piante come il miele d’acacia, il miele di lavanda o il miele di tarassaco.
Il miele è composto principalmente da zuccheri, come glucosio e fruttosio, ma può anche contenere piccole quantità di acqua, vitamine, minerali e sostanze antiossidanti.
Questo delizioso alimento è creato attraverso un processo che parte dalla raccolta del nettare dei fiori o delle secrezioni zuccherine delle piante da parte delle api, proseguendo con la trasformazione chimica e la conservazione all’interno delle arnie. Ecco un processo semplificato della produzione di miele:
- Raccolta del nettare: le api bottinatrici volano di fiore in fiore, utilizzando la loro proboscide (una sorta di lingua allungata) per raccogliere il nettare dai fiori. Il nettare è una sostanza zuccherina prodotta dalle piante come meccanismo per attirare gli insetti impollinatori
- Elaborazione del nettare: le api trasportano il nettare raccolto all’interno dell’arnia, dove lo mescolano con enzimi digestivi speciali presenti nelle loro ghiandole. Questi enzimi iniziano a scomporre gli zuccheri complessi nel nettare in zuccheri più semplici, come il glucosio e il fruttosio
- Evaporazione e maturazione: le api distribuiscono il nettare elaborato nelle celle del favo e lo ventilano per accelerare l’evaporazione dell’acqua contenuta nel nettare. Questo processo riduce la quantità di umidità nel liquido, contribuendo a rendere il miele più concentrato
- Sigillatura del favo: una volta che il miele ha raggiunto la giusta consistenza e che il contenuto di umidità è stato ridotto al livello adeguato, le api lo sigillano nella cella del favo con una sottile cera d’api. Questa sigillatura aiuta a proteggere il miele da eventuali contaminazioni e lo conserva per il consumo successivo.
Il miele è tradizionalmente apprezzato per i suoi potenziali benefici per la salute, se consumato con moderazione.
È noto per le sue proprietà antimicrobiche, grazie alla presenza di enzimi, di acidi e di un basso pH che ostacolano la crescita dei batteri.
Il miele è ricco di zuccheri naturali, principalmente glucosio e fruttosio, che forniscono energia immediata. Questo lo rende una buona scelta come dolcificante naturale in alternativa allo zucchero raffinato.
Il miele contiene inoltre composti antiossidanti come flavonoidi e polifenoli, che possono contribuire a combattere lo stress ossidativo nel corpo e proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Viene utilizzato spesso per alleviare la tosse secca e l’irritazione della gola, consumato con acqua calda e limone.
Il miele è, inoltre, un ottimo alleato della digestione grazie ai suoi enzimi digestivi e può essere efficace nel ridurre la tosse notturna nei bambini, aiutandoli a dormire meglio.
Infine, è diffusa la credenza che il consumo di miele possa aiutare a ridurre le reazioni allergiche stagionali. La teoria è che le piccole quantità di polline presenti nel miele possano contribuire a desensibilizzare il sistema immunitario. Tuttavia, le prove scientifiche su questo punto sono ancora limitate.
Depurativo e antiage: con il miele purifichi la pelle riducendo le rughe
Il miele è molto efficace per pulire in profondità la pelle, depurandola da inestetismi e impurità; contiene un enzima in grado di sintetizzare il perossido di idrogeno, una sostanza dall’elevato potere antibatterico e antinfiammatorio. Inoltre, la ricca presenza di antiossidanti nel miele, fa di lui un ottimo prodotto antiage, in grado di contrastare l’invecchiamento cutaneo (aumentato dal continuo smog) e di ridurre la comparsa e l’intensità delle rughe (Fonte: Riza.it).
Nonostante i potenziali benefici per la salute, il consumo di miele può comportare alcune controindicazioni da tenere in considerazione:
- Pericolo di botulismo infantile: il miele non dovrebbe essere dato ai bambini di età inferiore a 1 anno. Può contenere spore del batterio Clostridium botulinum, che in un sistema digerente infantile non completamente sviluppato può causare il botulismo infantile, una malattia potenzialmente grave. Dopo il primo anno di vita, il sistema digestivo dei bambini è di solito abbastanza maturo da prevenire il rischio di botulismo
- Alte calorie e zuccheri: il miele è ricco di zuccheri naturali, principalmente glucosio e fruttosio, che forniscono calorie. Un consumo eccessivo di miele può contribuire all’aumento di peso e all’incremento del livello di zucchero nel sangue, di conseguenza i diabetici dovrebbero consumarlo con moderazione. Inoltre, il suo alto contenuto calorico può contribuire all’obesità se consumato in eccesso
- Reazioni allergiche: alcune persone possono essere allergiche al polline presente nel miele e potrebbero sviluppare reazioni allergiche come prurito, eruzioni cutanee o gonfiore. Se si sospetta un’allergia al miele, è importante consultare immediatamente un allergologo
- Interazione con farmaci: in alcune situazioni, l’assunzione di grandi quantità di miele potrebbe interferire con l’efficacia di alcuni farmaci come, ad esempio, alcuni antibiotici
- Contaminazione: il miele può essere contaminato da particelle estranee o da pesticidi, a seconda delle pratiche agricole utilizzate nella regione di produzione. È importante scegliere il miele da fonti affidabili e ben controllate.
Miele di castagno

Il miele di castagno è un prodotto naturale straordinario, viene raccolto tra i mesi di giugno e ottobre. Ha un colore ambrato tendente allo scuro, un odore e sapore intenso. Le proprietà e i benefici del miele di castagno sono molteplici.
Il miele di castagno è un prodotto tipico dell’area mediterranea, in particolar modo lo troviamo in Italia, in Grecia e in Svizzera. Si ottiene grazie all’incessante importazione di nettare da parte delle api dai fiori di castagno, nel periodo che va tra giugno ed ottobre. Caratterizzata da un retrogusto amaro e un odore forte, il miele di castagno si presenta meno dolce rispetto agli altri mieli, non a caso il basso indice glicemico, lo rendono unico e molto ricercato.
La sua consistenza è piuttosto liquida, grazie alla ricca presenza di fruttosio; ciò determina la mancata formazioni di cristalli, con conseguente assenza di cristallizzazione del miele. La variazione di colore e sapore varia in base al luogo di produzione e al microclima che caratterizza il tempo di raccolta.
In laboratorio è stato dimostrato come il miele di castagno abbia un’ottima attività antibatterica contro lo stafilococco e l’escherichia coli. Si presume che queste azioni antibatteriche siano dovute all’azione del lisozima, un’enzima capace di rompere la parete cellulare delle cellule batteriche. Per tale motivo, è indicato per curare ulcere cutanee, aiutare a prevenire le infezioni e velocizzare la guarigione.
Altri studi hanno dimostrato che il miele di castagno contiene un’elevata percentuale di acido fenolico e ha una grande capacità antiossidante. Gli antiossidanti proteggono le cellule dall’azione degli agenti ossidanti, come i radicali liberi, contribuendo a prevenire l’insorgere di alcune malattie.
Per le sue proprietà emollienti, se ne consiglia l’utilizzo contro i malanni stagionali, come il classico mal di gola o per curare le infezioni respiratorie e le tossi.
Il miele di castagno è ricordato anche per il suo potere antispasmodico ed è quindi utile per le donne che soffrono di dolori mestruali. Per chi è soggetto ad abbassamento di voce, il miele di castagno è un ottimo alleato: abbinandolo ad un te o ad un infuso caldo, il potere lenitivo del fruttosio in esso contenuto, sarà in grado di curare la raucedine efficacemente e in modo naturale.
Proprio grazie all’elevato contenuto di fruttosio, zucchero semplice facile da assumere, il miele di castagno è un’ottima fonte di energia utile per chi affronta una convalescenza o per le mamme nei periodi di post porto e allattamento.
Il miele di castagno è utilizzato anche nella cosmesi: grazie, infatti, alle sue qualità emollienti e idratanti è impiegato come ingrediente nella realizzazione di creme per il corpo e prodotti per capelli.
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Miele di castagno 500 gr
Il biologico dai produttori
Prezzo: € 13,00
Il miele di castagno è un prodotto al 100% italiano. Ottenuto da soli fiori di castagno, questo è un miele scuro, dal profumo aromatico e dal sapore deciso. Un miele che può essere apprezzato non solo come dolce, ma anche accompagnato a carni e formaggi.
Inserito tra i mieli amari è un Miele deciso ed importante, non per tutti.
Alla vista ha colore ambrato, limpido e liquido (difficilmente cristallizza per la prevalenza del fruttosio sul glucosio)
Al naso provoca sensazioni forti, odori tannici, animali, fenolici
Al palato conferma il carattere deciso,leggermente amaro e persistente
Non tende alla cristallizzazione o comunque cristallizza in modo irregolare e tardivamente.
Miele di acacia

Il miele di acacia è una sostanza zuccherina viscosa ricavata dal nettare dei fiori della pianta Robinia Pseudoacacia.
Oltre a costituire un ottimo dolcificante da utilizzare in sostituzione dello zucchero, il prodotto ha anche formidabili funzioni terapeutiche. La presenza di vitamine, minerali e flavonoidi conferisce al miele di acacia importanti proprietà antiossidanti, antibatteriche e lenitive dei disturbi cutanei. Inoltre, assumendo l’alimento la sera, si può beneficiare di un’efficace azione dimagrante.
Il gusto dolce del miele di acacia si accompagna a un retrogusto lievemente amarognolo. L’aroma e il sapore che caratterizzano il prodotto sono delicati e presentano un sentore di vaniglia.
La vitamina C e il magnesio costituiscono due capisaldi nella composizione chimica del prodotto. Ad essi vengono associate funzioni terapeutiche importanti quali: il potenziamento del sistema immunitario, il neutralizzare i radicali liberi e il controllo della glicemia.
Inoltre le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie riconosciute al rimedio sono ascrivibili alla ricca presenza di composti vegetali noti come flavonoidi.
E’ noto per le sue proprietà antimicrobiche. Il rimedio agisce producendo e rilasciando piccole quantità di perossido di idrogeno: un acido che provoca la morte dei batteri attaccando le loro pareti cellulari. Risulta particolarmente efficace nei confronti dello Staphylococcus aureus e dello Pseudomonas aeruginosa: due ceppi batterici resistenti agli antibiotici e responsabili rispettivamente di infezioni della pelle e di alcuni disturbi respiratori. Inoltre l’alimento è in grado di ridurre la resistenza batterica che caratterizza le diverse fasi della malattia cronica renale.
Il miele di acacia biologico e grezzo aiuta ad alleviare i disturbi che colpiscono il tratto digestivo. Si ritiene che il prodotto sia in grado di ridurre il grado di acidità presente nello stomaco. L’aggiunta in acqua tiepida di un cucchiaino di miele di acacia puro insieme a del succo di limone produce un effetto alcalinizzante idoneo a mantenere stabile il grado di acidità ideale per il benessere dello stomaco.
Il prodotto si usa, da secoli, nel trattamento delle ferite. Grazie all’azione sinergica posta in essere dalle proprietà antiossidanti e antibatteriche, il rimedio è in grado di accelerare il processo di guarigione delle ferite prevenendo la colonizzazione batterica e l’insorgenza di infezioni. Il miele di acacia, applicato localmente, esercita una potente azione antinfiammatoria cutanea, riduce l’entità dell’edema, favorisce lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni e promuove la corretta idratazione della pelle, alleviando i disturbi associati alla ferita.
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Miele di acacia 500 gr
Il biologico dai produttori
Prezzo: € 13,00
Dolcificante dal grande potere energetico, il miele di acacia può essere considerato a tutti gli effetti un energizzante naturale in grado di rifornire il sistema nervoso di nuove energie. La sua alta digeribilità e il contenuto di proteine, vitamine, sali minerali e amminoacidi lo rende inoltre un apprezzato ricostituente.
Un rimedio naturale utilizzabile anche dai diabetici leggeri, in quanto il suo contenuto di zuccheri è in larga parte dovuto al fruttosio e quindi non va a richiedere insulina per la sua metabolizzazione.
Risulta poi efficace nel trattamento del mal di gola, anche se in misura minore rispetto alle varietà di manuka o di melata, oltre che come disintossicante del fegato e rimedio ad azione lassativa.
Miele di Manuka

Il miele di Manuka proviene da aree incontaminate della Nuova Zelanda ed è ottenuto dalle api che si nutrono dei fiori dell’albero della Manuka, pianta indigena della famiglia delle Myrtaceae.
La sua peculiarità e unicità rispetto agli altri mieli è la presenza del Metilgliossale (MGO), che si trova naturalmente nel nettare del fiore di Manuka e dunque nel miele stesso. Questo componente naturale è indice di qualità del prodotto.
È un miele cremoso, ambrato, dal forte profumo aromatico e dal gusto unico, che richiama le spezie.
Il miele di manuka, grazie alla presenza di una tipica proteina colloidale, è particolarmente viscoso-cremoso. Il colore è scuro, da giallo intenso a marrone. Ha un sapore forte, caratterizzato da sentori di terra, oli essenziali, erba e minerali; viene definito anche florido, ricco e complesso. Il gusto è dolce con retrogusto amarognolo. L’aroma ricorda la terra umida e l’erica (pianta).
Il miele di manuka è usato fin dall’antichità nel trattamento di molte condizioni patologiche e disturbi vari. Tuttavia solo alla fine del XIX secolo i ricercatori hanno scoperto e dimostrato le sue proprietà antibatteriche naturali.
L’azione del miele di manuka non si limita ad ostacolare il metabolismo e la proliferazione batterica, ma stimola la produzione di cellule speciali deputate alla riparazione dei tessuti infetti. Il miele di manuka contiene vari fattori antimicrobici, efficaci soprattutto contro E. coli e S. aureus. Tra questi citiamo il perossido di idrogeno, l’elemento antibiotico per eccellenza, ed il metilgliossale (MG), un composto solitamente presente in piccole quantità nei mieli comuni ed invece abbondantissimo in quello di manuka (nel quale si forma per conversione del diidrossiacetone nel nettare dei fiori di manuka). Non è tuttavia da escludere che l’effetto medicinale del miele di manuka sia attribuibile anche ad altri composti.
BENEFICI DEL MIELE DI MANUKA
- Uso topico per trattare le ferite minori. Puoi usare il miele di Manuka su tagli minori, graffi e ustioni. Le qualità terapeutiche del miele contrastano l’infezione e accelereranno il processo di guarigione e cicatrizzazione. Basta coprire l’area interessata con uno strato sottile di miele.
- Uso topico per acne ed eczema. Il miele di Manuka può aiutare a curare acne, acne rosacea, orticaria ed eczema. Applicare un sottile strato di miele sulla zona interessata. Lasciare agire per 10 minuti, quindi lavare con sapone delicato e acqua tiepida. Ripetere ogni giorno.
- Denti e gengive. Gli studi suggeriscono che consumare miele di Manuka può aiutare a ridurre la placca e la gengivite. Questo può essere spiegato con la potente carica antibatterica combinata con la ricchezza di minerali fondamentali per i denti.
- Mal di gola. È risaputo che il miele è altamente benefico per tosse e mal di gola, e nel caso del miele di Manuka questo è ancora più vero. Infatti aiuta a lenire l’infiammazione, a potenziare il sistema immunitario e a fermare la crescita di batteri nocivi.
- Raffreddore e sinusite. Consumare il miele di Manuka aiuta a liberare il naso chiuso e trattare l’infezione delle vie nasali.
- Reflusso acido e ulcera gastrica. È riportato che il miele di Manuka può aiutare a eliminare il reflusso acido e migliorare i sintomi di altri problemi digestivi come ulcera gastrica e indigestione.
- Allergie. Gli studi suggeriscono che il consumo giornaliero di miele di Manuka può aiutare a ridurre i sintomi delle allergie stagionali.
- Insonnia. Il miele di Manuka può aiutare coloro che hanno difficoltà ad addormentarsi. Prenderne un cucchiaino prima di andare a letto.
Il miele di Manuka ha mostrato anche altri benefici come per il trattamento dell’Helicobacter pylori, Escherichia coli, SIBO e candidosi vaginale.
Si consiglia un cucchiaino di miele di Manuka direttamente in bocca o sciolto in una bevanda tiepida (non calda) fino a tre volte al giorno. Va consumato da solo, lontano dai pasti.

Perchè Berringa è cosi speciale?
– Il pù potente MGO registrato al mondo fra tutti i mieli antibatterici fino ad oggi con 2264 MGO.
– Gli studi condotti dal Prof. H. Alzahrani della King Abdulaziz University KSA (2011) indicano che questo miele è il trattamento naturale più efficace per i diabetici che soffrono di ferite ai piedi.
– È un prodotto naturale al 100% e certificato biologico.
– Laddove il Manuka della Nuova Zelanda raggiunge un massimo di circa 700 MGO, Berringa raggiunge valori medi di MGO intorno ai 1750 mg/kg con punte fino a 2264 mg/kg.
LA SIGLA MGO®
MGO è l’acronimo di MethylGlyOxal – tradotto in Italiano Metilgliossale.
Il Metilgiossale è il componente che caratterizza il miele di Berringa ed è il principale responsabile dell’azione antibatterica e antimicrobica dello stesso. Il sistema di misurazione che considera l’MGO ci permette di conoscere la quantità di Metilgliossale contenuta nel miele ed è espressa in mg/kg.
Il sistema MGO è stato utilizzato dal Prof. Thomas Henle per misurare il livello di attività antibatterica non legata al Perossido di Idrogeno. Per comprendere meglio l’MGO facciamo un esempio: con la sigla MGO 220+ indichiamo un tipo di miele la cui concentrazione di Metilgliossale è pari a 220 mg/kg.
BERRINGA Miele di Manuka è disponibile con diversi livelli di MGO, indicati per esigenze differenti; più alta è la quantità di MGO, maggiore è l’attività antibatterica svolta:
– 120+ MGO: bassa potenza, indicato per uso pediatrico. Perfetto per i più piccoli grazie alla sua delicatezza.
-220+ MGO: media potenza, indicato per l’uso quotidiano ed il benessere generale. Perfetto come supporto al normale funzionamento del sistema immunitario.
– 400+ MGO: medio-alta potenza, indicato per un’azione lenitiva sulle mucose e per il sostegno del benessere generale.
– 550+ MGO: alta potenza, indicato per applicazioni topiche e per un intenso sostegno al sistema immunitario.
– 900+ MGO: potenza molto alta, indicato per un supporto aggiuntivo per il sistema immunitario
LA SIGLA UMF®
Con l’acronimo UMF indichiamo la frase Unique Manuka Factor.
L’UMF, proprio come l’MGO misura l’attività antibatterica nei mieli di Manuka.
Ad oggi la ricerca scientifica suggerisce il metodo MGO come metodo di misurazione della potenza antibatterica; questa scelta è dovuta alla maggiore precisione, attendibilità e ripetibilità riscontrata nel sistema MGO.

Il miele bioattivo Berringa super Manuka è un miele per applicazioni interne ed esterne che differisce enormemente dal comune miele da cucina.
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Si consiglia di non bere nei 20 minuti successivi all’assunzione, per mantenere il miele nella concentrazione ottimale per la sua azione salutare, il più a lungo possibile. L’uso topico di Manuka Honey scaturisce dalle evidenze di efficacia antibatterica su ferite aperte infettate da alcuni batteri. Si consiglia di non utilizzare nei bambini al di sotto di un anno di età, in caso di diabete o allergie verso questo alimento.
Miele di Melata
Il miele di melata è una particolare varietà di miele che si distingue dagli altri perché non deriva direttamente dal nettare dei fiori. Viene prodotto dalle api a partire dalla melata, una sostanza zuccherina presente sulle piante e originata dall’attività di alcuni insetti che si nutrono della linfa degli alberi.
Caratterizzato da un colore generalmente più scuro e da un gusto intenso e aromatico, il miele di melata presenta note meno dolci rispetto a molti mieli floreali e una consistenza spesso più densa. Le sue caratteristiche possono variare in base alla zona di produzione, alle specie arboree presenti e alle condizioni ambientali.
Molto apprezzato dagli estimatori dei prodotti dell’alveare, il miele di melata rappresenta una delle espressioni più particolari dell’apicoltura e testimonia la straordinaria capacità delle api di valorizzare le risorse offerte dagli ecosistemi forestali. La sua produzione è strettamente legata alla presenza di boschi e aree naturali ricche di biodiversità.
Grazie al suo profilo aromatico unico e al forte legame con gli ambienti boschivi, il miele di melata continua a essere una delle varietà più ricercate da chi desidera scoprire sapori autentici e le molteplici sfumature del mondo del miele.
Miele di melata: un prodotto poco conosciuto dalle caratteristiche eccezionali!

Il Miele di Melata è un tesoro nascosto della natura, un prodotto unico e delizioso che porta con sé una storia affascinante e una serie di benefici per la salute.
Il miele di melata è ricco di proprietà benefiche ed è per questo motivo che è un alimento molto prezioso per la nostra alimentazione. In particolare, ha una forte azione antisettica e antibatterica. E’ l’unico miele che non viene prodotto a partire dal nettare dei fiori ma dalla melata degli alberi.
La melata è una sostanza zuccherina secreta da alcuni insetti (afidi, cocciniglie, psille, ecc.) che si nutrono della linfa degli alberi, in particolare abete rosso, pino, quercia, tiglio e acero. E’ molto ricca di sostanze derivanti dalla linfa degli alberi, come sali minerali e zuccheri e rappresenta un’utile fonte di nutrimento per le api. Una volta raccolta questa preziosa sostanza zuccherina, le api la introducono nell’alveare e la trasformano in miele.
In passato, la melata ha avuto un ruolo importante anche per la sopravvivenza della specie umana in varie parti del mondo con clima arido e desertico, ad esempio in Africa, Australia, Medio Oriente, Mesopotamia ed Egitto. Oggi invece, la melata viene consumata prevalentemente sotto forma di miele di melata prodotto soprattutto nelle foreste di conifere.
Il miele di melata ha un colore molto scuro, a volte quasi nero, è dotato di una consistenza molto densa che non cristallizza. Il sapore è meno dolce di quello dei mieli di nettare e possiede un particolare retrogusto terroso e di corteccia, dolce e amaro allo stesso tempo
Grazie all’alto contenuto di ferro, potassio, magnesio e manganese, il miele di melata è molto utile come integratore naturale di sali minerali e oligominerali, e viene spesso consigliato agli sportivi,è facilmente assimilabile dall’organismo e immediatamente disponibile. Può essere usato come dolcificante leggero grazie al suo contenuto meno elevato di zuccheri semplici che ne garantiscono un indice glicemico inferiore più indicato per i diabetici e per le persone che seguono diete dimagranti o a basso impatto glicemico.
Si consiglia di scioglierne uno o due cucchiai in mezzo litro d’acqua con il succo di mezzo limone. Per apprezzarne la proprietà di tonico digestivo è possibile gustarlo con uno yogurt naturale, o su una fetta di pane tostato, nelle bevande o con una tazza di cereali la mattina.
Le caratteristiche particolari del miele di melata lo consigliano come un alimento antibiotico al 100% naturale da avere sempre in casa.
Visto che la materia prima raccolta dalle api proviene dalle foglie degli alberi, è estremamente importante la zona di raccolta, infatti nel miele di melata si possono rivelare concentrazioni più alte di sostanze chimiche e metalli pesanti rispetto ad altri mieli che, nella maggior parte dei casi, provengono dall’inquinamento industriale, urbano e stradale.
Il Miele di Melata non è un miele estremamente dolce in confronto ai mieli di nettare, nonostante la sua composizione iniziale (nasce proprio come sostanza zuccherina che viene rielaborata dalle api negli alveari e trasformata in miele). Rispetto al miele di millefiori, per esempio, presenta una quantità di fruttosio e glucosio abbastanza ridotto. Ciò che contraddistingue il Miele di Melata è sicuramente il suo sapore amarognolo, intenso, terreno (ricorda le cortecce degli alberi) ed il suo colore scuro (a volte, può essere quasi nero e per questo chiamato il miele della Foresta Nera Tedesca) a testimonianza della sua ricca concentrazione di antiossidanti, i quali contrastano la comparsa dei radicali liberi che sono la principale causa di invecchiamento della pelle.
Fra tutti i mieli in commercio, il Miele di Melata è sicuramente il più ricco di antiossidanti, ma anche di oligoelementi e di vitamine.
Il miele di melata non apporta colesterolo, fibre, lattosio, glutine e istamina; purine e fenilalanina sono irrilevanti. Può contenere molecole potenzialmente allergizzanti, ragion per cui i soggetti con reazioni avverse a varie componenti vegetali come ad esempio i pollini dovrebbero informarsi con attenzione.
Un’altra caratteristica peculiare del miele di melata è l’alto contenuto in enzimi (invertasi, diastasi e glucossidasi) che supera abbondantemente quella presente nei mieli di nettare, rendendolo un prodotto molto più attivo. Inoltre è alto, più che in tutti gli altri mieli, anche il contenuto in sali minerali.
Dal punto di vista aromatico, benché ci sia una grande diversità tra melata e melata, tutte hanno un caratteristico gusto di caramello, di frutta cotta e di sciroppo erboristico che può essere catalogato come di media intensità. Individuare la sua origine botanica è pressoché impossibile se non per alcuni tipi di melata che hanno caratteristiche organolettiche peculiari e ben riconoscibili, come quella di abete ed alcune di quercia.
LE ALTRE SUE CARATTERISTICHE TIPICHE SONO:
IL BASSO CONTENUTO DI ACQUA, perché le api trovano la melata sulle foglie e, dato che la raccolgono in estate, l’umidità relativa dell’ambiente è di solito bassa e questo influisce anche sul prodotto finale. Ovviamente se la melata è raccolta durante un periodo umido, questa può avere anche una umidità alta, ma difficilmente superiore al 18%.
UNA BASSA ACIDITÀ: il pH di solito è compreso tra 4,5 e 5,5, anche se l’acidità libera è sempre piuttosto alta. Il pH del miele di nettare è invece compreso tra 3,5 e 4. Ciò influisce anche sull’HMF che evolve sempre piuttosto lentamente tanto che difficilmente, dopo un anno, supera il valore di 10 mg/kg. Questo capita perché l’evoluzione dell’HMF è fortemente influenzata dall’ambiente acido. Quindi il miele di melata può essere definito come molto più resistente di quello di nettare alle lavorazioni.
BASSO CONTENUTO DI MONOSACCARIDI: tanto che la legge ha dovuto inserire una deroga al limite minimo di questi zuccheri nel miele di melata. La somma fruttosio + glucosio deve essere superiore a 45 g/100 g (ma di solito si attesta su 50-55 g/100 g), molto inferiore ai 60 g/100 g quale limite minimo previsto per il miele di nettare.
Al contrario del miele di nettare ha un ELEVATO CONTENUTO IN OLIGOSACCARIDI fra cui vanno segnalati l’isomaltosio (2g/100g), melezitosio (fino a 5g/100g), raffinosio (0,5-2 g/100g), trealosio (0,5-2,4g/100g), maltotriosio ed erlosio, ma basso contenuto in saccarosio (0,1 – 0,8g/100g). Questo lo fa un miele particolarmente poco dolce ma quasi mai amaro. Infatti lo zucchero che in bocca dà la sensazione di dolcezza maggiore è il fruttosio (fatto 100 il potere dolcificante del saccarosio – ovvero lo zucchero di canna o barbabietola – quello del fruttosio è 170) e la sua concentrazione nel miele di melata è più bassa che in quello di nettare. Gli zuccheri che lo sostituiscono, al contrario, hanno un potere dolcificante molto basso (sempre facendo riferimento al potere dolcificante del saccarosio, quello del maltosio è 40, 4 volte inferiore a quello del fruttosio). Attenzione, se stai facendo una dieta devi sapere che il potere dolcificante non è legato a quello calorico. Per tutti i mieli è 304 calorie ogni 100 grammi comunque più basso di quello dello zucchero che viaggia intorno alle 370 calorie/100 grammi.
Rispetto alla cristallizzazione, il miele di melata ce l’ha, solitamente, rallentata perché anche il glucosio (lo zucchero che per la sua scarsa solubilità la innesca) si trova in quantità inferiore rispetto al miele di nettare. Il rapporto fruttosio/glucosio rimane piuttosto alto e supera quasi sempre 1,30. Una eccezione è la melata di larice che, per il suo contenuto in melizitosio addirittura non può essere può essere estratta dai favi (Fonte: https://www.bioapi.it/).
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Miele di Melata 500 gr
Il biologico dei produttori
Prezzo: € 15,00
Miele prodotto dalle api elaborando la “manna”, una secrezione prodotta dagli afidi; molto ricco di sali minerali. Dalle proprietà antibiotiche, è ricco di ferro e un ottimo integratore naturale di sali minerali e oligominerali. Al posto degli ordinari integratori di sali minerali è possibile prendere uno o due cucchiai di miele di melata sciolti in mezzo litro d’acqua con mezzo limone.
il Miele di Melata è molto più di un semplice dolcificante; è un simbolo di connessione con la natura e un tesoro culinario che porta con sé una storia ricca e una serie di benefici per la salute. Con il suo sapore unico e i suoi molteplici usi in cucina, il Miele di Melata continua a essere apprezzato e amato in tutto il mondo.
Conservare in un luogo fresco e asciutto a riparo dai raggi solari
Approfondimenti
Le api sentinelle dell’aria che respiriamo

La natura ha già in sé gli strumenti per poter verificare e monitorare la qualità dell’aria. Le api possono dirci come e cosa respiriamo nelle nostre città. L’apicoltura urbana è già una realtà da anni in molte città del mondo, pensiamo a metropoli come Berlino, Londra, Parigi, New York, Copenaghen, Tokyo e molte altre.
Qui arnie e apiari permettono di misurare il livello di inquinamento atmosferico.
Il biomonitoraggio è un metodo che permette di controllare la qualità ambientale di un ecosistema osservando il comportamento degli organismi viventi che vi vengono introdotti. Si scelgono le api come insetti bioindicatori perché sono capaci di rendere l’alveare una vera centralina ambientale. Le api, infatti, replicano lo stesso tipo di comportamento ogni giorno: si allontanano dall’arnia per compiere voli di perlustrazione, poi rientrano trasportando (nella peluria e sulle ali) tutte le preziose informazioni raccolte sull’ambiente esplorato.
Hanno il corpo ricoperto di peli e grazie a ciò le microparticelle ambientali si attaccano al loro corpo, riportando all’interno dell’alveare materiali esterni presenti nell’ambiente che permettono di capire le principali cause di una moria elevata all’interno di un alveare; inoltre, sono particolarmente sensibili a tutte le sostanze presenti nell’aria, soprattutto durante la fioritura, e in presenza di sostanze inquinanti o abbandonano il nido cercando un altro alveare oppure muoiono; inoltre, si riproducono molto velocemente e hanno una vita relativamente corta e ciò consente il ricircolo all’interno dell’alveare e di conseguenza un’analisi sempre aggiornata delle sostanze presenti. Infine, sono dotate di un ampio raggio di volo e di un’alta mobilità e questo consente di monitorare un’ampia zona.
QUELLO CHE LE API CI DICONO: sull’Autosole c’è un enorme quantità di particolato, ma non è dovuto a tubi di scappamento o motori, ma all’usura delle pastiglie dei freni. E ancora: anche vicino a industrie e inceneritori ci sono polveri sottili e PM, ma non sono legate come indica l’immaginario collettivo ai “camini”, bensì spesso a banali processi di lavoro, dai trasporti alle operazioni di carico e scarico.
Ci dicono ogni cosa, le api, raccontandoci non solo quanto è inquinato un determinato luogo, ma perfino, grazie a una visione nel dettaglio, con quale strategia potrebbe migliorare la qualità dell’aria.
Le api e gli impollinatori sono come panni “cattura-polvere”, capaci di compiere mille viaggi dal fiore all’alveare e in ogni spostamento e attività catturano polveri. Si riempiono di PM10, ma anche di PM2.5 e polveri ancor più minuscole, come i PM1 o i PM0.1. Ogni polvere ha una sua composizione, in grado di informarci in sostanza da dove proviene o come viene prodotta. Studiare le api, significa dunque comprendere le nostre fonti di inquinamento.
Su questo, da diversi anni l’Università Cattolica di Piacenza sta facendo un lavoro unico al mondo. Dalle prime pubblicazioni del 2015 ad oggi gli esperti della facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari hanno raccolto una serie di importantissimi risultati che riguardano il biomonitoraggio attraverso le api.
Grazie all’analisi degli insetti presenti in alveari vicini a centri industriali, inceneritori, autostrade o zone trafficate, gli scienziati “ascoltano” quello che le api hanno da dirci.
“Ci parlano – spiega l’entomologa Ilaria Negri dell’Università Cattolica di Piacenza, alla guida di questi progetti – e ci raccontano quanto è inquinato un determinato ambiente, perché grazie a microscopi elettronici e scansioni con la sonda a raggi X possiamo esaminare tutte le polveri che si accumulano sulle api e classificarle per morfologia, dimensioni e composizione chimica: in sostanza, capire da dove provengono e se sono legate ad attività umane o meno”.
Gli impollinatori infatti, animali che come larga parte degli insetti fra perdita di habitat biodiversità e crisi climatica stanno soffrendo come mai prima d’ora, non sono solo alla base degli equilibri naturali, oltre che preziosissimi amici che ci offrono – dal miele alla cosmetica – tantissimi prodotti che consumiamo, ma sono vere e proprie sentinelle dell’inquinamento.
Trasportano polveri, minerali, informazioni. Quando si spostano,durante le loro attività per centinaia di metri attorno all’alveare, le operaie oltre al polline e al nettare raccolgono polveri atmosferiche, le stesse che mettono a rischio la salute umana o che tentiamo di combattere, quando superano le soglie d’allarme, per esempio con i blocchi del traffico.
“Sono evolutivamente adattate per catturare il polline, ma facendolo attraggono anche altro, si sporcano di tanto particolato inorganico ed è quello che noi poi analizziamo. Studiandolo possiamo capire ogni cosa, dalla presenza di metalli pesanti a quella di minerali, sino a comprendere se sono composti prodotti da attività umana e quanto queste attività contribuiscono ad inquinare”.
I risultati degli studi dell’Università Cattolica di Piacenza non solo raccontano il ruolo delle api, ma suggeriscono anche specifiche azioni preventive e correttive che possano minimizzare le emissioni del particolato e l’impatto delle polveri inquinanti sull’ambiente.
Studiare le polveri sottili grazie all’analisi di quelle presenti sulle api, potrebbe perfino migliorare le strategie di sostenibilità in chiave di mobilità. Nella corsa ai nuovi modelli di auto come le elettriche o a idrogeno, per esempio, bisognerebbe “tener conto anche del peso e del carico sulle pastiglie dei freni, pensando sempre di più a quelle magnetiche rispetto alle classiche.
Infatti è stato impressionante scoprire, come ci raccontino le api di alveari vicini all’A1, come le polveri ultrafini dell’autostrada che attraversa l’Italia siano soprattutto dovute all’usura delle pastiglie dei freni e non ad altro. Ecco, anche in questo caso, le api ci indicano un qualcosa che potremmo migliorare in futuro”
(da Repubblica, 10/11/2020 e https://www.georgofili.info/contenuti/risultato/15380).
“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”: senza l’impollinazione, i vegetali, gli animali e gli uomini si ritroverebbero davanti all’estinzione.
Il miele un mito che si alimenta nel tempo,
un alimento che sconfina nel mito

Il rapporto dell’uomo con il miele si perde nella notte dei tempi e si colora di divino e di miracoloso. E’ documentata la presenza di piante che producono nettare e polline fin da 150-100 milioni di anni or sono. Le prime api compaiono da 50 a 25 milioni di anni fa, insieme ai primi esemplari di primati. Le api sociali, cioè le api vere e proprie che funzionano come organismo collettivo, avrebbero un’età che va da 20 a 10 milioni di anni or sono. Un milione di anni fa compare l’uomo.
Le prime tracce che testimoniano l’uso del miele da parte dell’uomo, il quale probabilmente se ne cibava fin dalle origini, sono databili a circa 10 mila anni fa. La più antica testimonianza dell’allevamento vero e proprio delle api risale a una pittura egiziana del 2400 avanti Cristo in cui a destra si nota l’operazione di prelievo dei favi dagli alveari con l’uso del fumo (si tratta di alveari orizzontali, nella tradizione mediterranea). Il miele nell’Antico Egitto era inizialmente un cibo di lusso, una prerogativa reale e divina; una maggiore generalizzazione del suo uso comincia nel secondo millennio avanti Cristo, come mostra il ritrovamento di vasi per il miele o favi in tombe private, e la menzione del miele come razione di cibo in spedizioni commerciali, come bottino di guerra, pagamento di tributi, offerte templari e doni votivi.
Il miele era conosciuto e apprezzato in tutti i popoli dell’area mediterranea e di quella egeo-anatolica: e in molti paesi di queste aree l’apicoltura (come attività organizzata, distinta da quella del “cacciatore di miele”) era praticata almeno dalla metà del secondo millennio avanti Cristo.
Nell’ antichità il miele, nell’alimentazione, era utilizzato sia come dolcificante, che come condimento, che come conservante.
Il trattato De arte coquinaria di Apicio (in realtà una raccolta di diversi autori che copre alcuni secoli) è la fonte più ricca di informazioni sull’uso del miele in cucina. Il gusto agrodolce era molto apprezzato, ma quella del trattato di Apicio era una cucina stravagante ed elitaria.
Come dolcificante, il miele compariva sulle tavole modeste così come su quelle dei ricchi, dove a volte veniva servito nel favo in cui era contenuto.
Il miele era usato nel confezionamento di piatti di pesce e di legumi, di confetture di frutta e sciroppi, di focacce. Come conservante, era utilizzato con frutti come mele, cotogne, e pere. Insieme al latte, costituiva un alimento dato ai bambini delle fasce sociali più alte.
Dalla sua fermentazione veniva prodotto l’ idromele, che continuò ad essere popolare nel Medioevo. Un’altra bevanda ricercata era il vino mielato, per il quale si utilizzavano i vini più pregiati e stagionati, come Falerno e Massico. Ma l’uso del miele si estendeva alla cosmesi (olii aromatici, profumi) e alla medicina, come antisettico, cicatrizzante, purgativo, fino all’artigianato (immersioni per dare brillantezza al colore porpora dei tessuti o alle pietre preziose).
Al miele, così come all’ape, era attribuito un valore sacro e un’origine divina, come testimoniano diversi miti: quello di Zeus nutrito dal latte della capra Amaltea e di miele dalle figlie di Melisseo, di Dioniso allevato a miele da una ninfa e di Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che insegnò agli uomini l’arte dell’apicoltura. Il miele era anche simbolo di rigenerazione dopo la morte, ed era usato nei culti funerari ad Atene fin dal V secolo avanti Cristo. Nell’antichità il miele veniva definito di prima o seconda scelta a seconda che provenisse dalla colatura del favo o dalla spremitura.
La distinzione delle varietà di miele era molto primitiva, spesso basata su un’ osservazione ai nostri occhi povera o ingenua. Aristotele distingueva tra il miele primaverile “più dolce e più bianco e nel complesso più dolce di quello autunnale”. Sosteneva inoltre: “il miele rosso è meno buono…infatti si corrompe come il vino da un recipiente. Perciò occorre farlo seccare”. Il miele di timo era quello che godeva di maggiore popolarità: “Il miele della Sicilia” scriveva Varrone “ha la palma su tutti proprio perché là abbonda il buon timo”. E Plinio: “Perché (il miele di timo) sia buono, deve essere profumato, di un sapore dolce-amaro, vischioso e trasparente”. Anche il miele di erica calluna viene identificato come tale (“è raccolto dopo le piogge autunnali, quando solo l’erica è in fiore nei boschi: per questo ha l’aspetto granuloso”).
Il prezzo del miele era paragonabile a quello degli olii e vini migliori, come si rileva dall’ “Editto dei prezzi” di Diocleziano del 301 dopo Cristo.
L’apicoltura fu praticata in maniera artigianale durante tutta l’antichità, ma ebbe un grande sviluppo nel Medioevo, con Carlo Magno che istituì l’obbligo che in ogni podere lavorasse anche un apicoltore con il compito di badare alle api e preparare miele e idromele. Nel Rinascimento il miele era protagonista nei sontuosi banchetti degli aristocratici e per i maestri dell’arte culinaria rappresentava un ingrediente per dare prestigio nelle tavole delle grandi famiglie.
L’importanza alimentare del miele si mantenne fino all’avvento dello zucchero, un prodotto dolcificante, estratto sia dalla canna che dalla barbabietola, più economico del miele.
Per il miele poteva iniziare un periodo di marginalizzazione, invece a partire dall’800 si iniziò a proporre un’apicoltura semi-razionale che permettesse di estrarre il miele senza distruggere i favi e a puntare ad ottenere un prodotto sempre più pulito e libero da sostanze e sapori estranei. Nel ‘900 si sviluppa anche una maggiore attenzione alla provenienza botanica dei mieli che portò, negli anni Settanta, a caratterizzare i mieli unifloreali attraverso l’esplorazione e la quantificazione dei granuli pollinici rimasti come residuo in un miele per dimostrarne la provenienza. Da questo momento in poi non si parla più di “miele” ma di “mieli”. Oggi in Italia ne esistono più di 50 tipi, da quello d’acacia al millefiori, i più comuni, a quello d’arancio, d’eucalipto, di rododendro, di tiglio e di moltissime altre piante e fiori. Riscoperto per le sue proprietà alimentari e terapeutiche, il miele continua oggi ad essere un prezioso collante tra storia, natura e nutrizione.
IL MIELE NELLA LETTERATURA
Fin dall’antichità, ampia è stata la presenza delle api e del miele nella letteratura, segno del fascino che il mondo di questi meravigliosi insetti e il loro biondo prodotto buono, nutriente ed utile per l’alimentazione umana, hanno esercitato su letterati, poeti e filosofi.
L’ape e il miele venivano spesso intesi come il tramite tra la vita terrestre e l’aldilà e talora considerati simboli di immortalità. Aristotele definiva il miele “rugiada celeste” che le api raccolgono dai fiori o intercettano negli strati superiori dell’aria, Plinio lo chiamava “saliva delle stelle” e Virgilio, cantore della natura per eccellenza, “dono celeste” degli dei agli uomini.
Non a caso Zeus veniva definito Melisseo e si diceva che Eros dio dell’amore, prima di colpire e trafiggere il cuore degli innamorati con le sue frecce, ne intingesse la punta nel miele. Gli dei, nel mondo greco e romano, si cibavano di ambrosia e nettare, miele purissimo da cui ricavavano l’immortalità e l’incorruttibilità ed agli dei Egizi, Greci e Romani offrivano il miele come dono votivo.
Le api e il miele, nella poesia antica, sono stati cantati in molti modi diversi e sono stati loro attribuiti significati metaforici: talora l’ape è diventata sinonimo di crudeltà ma anche di prosperità, il miele è diventato il simbolo della dolcezza per eccellenza: dolcezza nel gustarlo ma anche dolcezza dell’amore così ben espressa nell’iscrizione di duemila anni fa, fatta da un amante a Pompei:

“Amantes, ut apes, vitam mellitam exigunt”
gli amanti come le api vogliono vivere nel miele.
MITI, CURIOSITA´ E SAGGEZZA POPOLARE
“Secondo una leggenda le api sarebbero nate dalle viscere di un torello sacrificale, destinato dagli dei a dare rifugio a esseri sprovvisti di piedi ma muniti di ali, freneticamente danzanti nell’aria, numerosi come le gocce di una pioggia d’estate”.
“I filosofi greci ammirati dalla fragranza e dolcezza del miele, credevano che le api distillassero la rugiada dalle stelle e dall’arcobaleno, lo consideravano un elisir di giovinezza e lo somministravano agli atleti durante i giochi olimpici, per l’alto valore energetico”.
“Si narra che sulla tomba del famoso medico Ippocrate nidificarono le api producendo un miele miracoloso e che Democrito sia vissuto 109 anni seguendo per tutta la vita questo precetto: miele all’interno ed olio all’esterno”.
“Cleopatra adoperava miele e mandorle per fare impazzire i suoi amanti e ricorreva al miele per le sue proprietà cosmetiche”.
“Nelle tombe dei faraoni venivano posti accanto al sarcofago vasi pieni di miele, cibo per il lungo viaggio verso la vita ultraterrena”.
“A Roma il miele era venduto sulla via Sacra con altre prelibatezze di pregio”.
“Apicio riuscì ad allestire un intero banchetto con piatti a basedi miele, fra le portate spiccarono una tartaruga al miele cotta al forno e un pavone in salsa di miele”.
“Plinio il Vecchio ci ha tramandato una ricetta di un gelato ante litteram: mescolare miele e ghiaccio finemente tritati con poco succo di frutta per creare una crema dolce e fresca”.
“Galeno raccomandava agli uomini di bere, prima di coricarsi, miele accompagnato da mandorle e pinoli, per aumentare la loro virilità”.
Intorno all’anno 3200 a.C venne scelta l’ape come simbolo per rappresentare la regalità dei faraoni, considerato il fatto che gli antichi Egizi erano rimasti profondamente colpiti dall’operosità dell’ape.
Il geroglifico dell’ape regina è presente nel cartiglio che porta il nome del sovrano Nebkaure Kheti III della X dinastia e in quelloì di Analknos. Cinquemila anni dopo Napoleone Bonaparte farà ricamare sul mantello imperiale uno sciame d’api.
Gli Egiziani erano provetti apicoltori: avevano inventato un sistema di “colture mobili”, arnie artificiali di argilla che trasportavanoì su larghe chiatte e che percorrevano avanti e indietro il Nilo, allo scopo di seguire la fioritura delle piante. Il Faraone Ramsete III farà scortare gli apicoltori nomadi da drappelli di arcieri, pur di assicurarsi l’approvvigionamento di miele.
In un graffito, databile al 1100 a.C lo stesso Ramsete III è rappresentato mentre rende omaggio al dio Nilo con alcune migliaia di giare ricolme di miele.
Nell’antico Egitto gli animali destinati al sacrificio erano nutriti con il miele, al Faraone veniva portato in dono il miele dai suoi sudditi.
Per garantire all’anima del neonato di restare a lungo nel suo corpo, un rito egizio prevedeva di somministrare al piccolo il “sacro miele”.
Dalle Sacre Scritture si desume che Israele e la Palestina erano ricchi produttori di miele. Nell’Esodo si parla di Canaan come diì “un paese dove scorre latte e miele”. Nei Proverbi il valore nutritivo del miele è espresso nella frase: “un favo di miele… dolce per l’anima e salutare per le ossa”. A Davide e ai suoi seguaci tormentati dalla fame e dalla sete, vennero offerti miele e formaggio di mucca.
L’uomo della preistoria in Europa, in India, e in Africa Australe, conosceva il miele e aveva trovato il modo di procurarselo, come testimoniano numerose rappresentazioni graffitiche, una delle più significative è una pittura rupestre scoperta nel 1925, nella Grotta del ragno, vicino a Valencia e risalente al 7000 a.C in cui è rappresentato un uomo vicino ad un nido d’api con in una mano un recipiente e nell’altro alcuni favi.

Un’altra pittura rupestre scoperta sempre in Spagna, raffigura un gruppo di persone in attesa della spartizione del miele che alcuni uomini con una scala stanno raccogliendo da un favo sito fra i rami di un albero.
L’uomo prima di diventare apicoltore era un cacciatore di miele: a tal proposito in una regione dell’Africa, il cacciatore di miele si avvaleva dell’aiuto di un “uccello indicatore”, ghiotto di miele che, con il suo sguardo acuto, guidava l’uomo verso il nido delle api e riceveva, come ricompensa, un favo lasciatogli dal cacciatore.
I Greci erano molto ghiotti di miele: lo usavano per legare le salse e addolcire i vini. L’idromele era una bevanda detta anche “nettare degli dei”, i Greci la preparavano immergendo nell’acqua per alcuni giorni, i residui di un favo.
Il primo documento scritto sul miele compare su alcune tavolette di argilla ritrovate a Ninive, in Mesopotamia che documentano l’utilizzo del miele sia come cibo (contenuto in piccole focacce di farina, sesamo e datteri) sia come medicamento. Gli Assiro-Babilonesi usavano il miele anche come cosmetico unito ad argilla e olio di cedro.
I Romani benestanti, durante il pasto, assaggiavano il miele almeno tre volte al giorno: all’inizio con il vino, a metà con una pietanza cucinata con il miele, e alla fine con il solo miele. Anche i Romani preparavano l’idromele e usavano il miele come conservante per i cibi. Il poeta Orazio era ghiotto di una frittata detta “ova mellita” fatta con due uova e due once di miele. I Romani importavano il miele da Malta il cui nome originario era Melita cioè terra del miele, da Creta da Cipro e dalla Spagna.
I Celti e i Merovingi conoscevano ed usavano il miele come testimoniano le anfore piene di miele trovate nelle tombe dei loro re e i reperti di tanti dolci a base di miele. Questi popoli usavano il miele come merce di scambio o come forma di pagamento.
Carlo Magno ordinò ai suoi contadini di allevare api: a quei tempi molti alveari erano artificiali. “bugni villici” cioè tronchi cavi, fessure di cortecce di sughero, giunchi intrecciati, casette di legno e otri di terracotta.
Il miele russo era considerato di alto pregio soprattutto per la preparazione di farmaci, era così prezioso che un principe russo decretò la condanna a morte per chiunque abbattesse un albero su cui nidificavano le api.
MELISSA, LA NINFA DEL MIELE
Il temibile dio Crono era un essere crudele e spietato che non esitava a divorare i propri figli quando gli capitavano per le mani.
La moglie, Rea, faceva il possibile per proteggere i figli, ma non sempre vi riusciva. Dopo la nascita di Giove la dea decise di mettere il piccolo al sicuro affidandolo ad una ninfa figlia del re Melisso di Creta, Melissa.
Nutrire e crescere un bambino non è facile, specie se fa parte della prole degli dei, ma Melissa e le sue amiche ninfe non si persero mai d’animo e diedero al piccolo tutto il loro amore. Per sfamare il bambino una capra, Amaltea, diede il suo latte, mentre la stessa Melissa procurava il miele per addolcirlo.
Quando Giove riuscì a strappare il potere al crudelissimo padre non dimenticò la sua nutrice e le sue amiche. La capra Amaltea, divenuta vecchia, aveva perso un corno che il padre degli dei trasformò in un Corno dell’Abbondanza che si riempiva istantaneamente di tutto ciò che le ninfe che lo avevano nutrito desideravano, senza mai svuotarsi.
Per premiare la dedizione di Melissa la trasformò in un’ape (animale sacro agli dèi) e anche per la capra Amaltea ci fu un premio: fu eternata in cielo nella costellazione del Capricorno.
Si racconta che al tempo in cui gli uomini erano ancora selvaggi e si sfamavano cibandosi della carne diì animali e di quella dei propri simili Melissa e le sue amiche mostrarono a quei bruttissimi esseri le proprietà del miele, cibo degli dei, delle erbe e dei frutti del bosco. Gli uomini impararono allora a cibarsi dei frutti del bosco e della terra e soprattutto del miele.
FONTI:
- https://unaapi.it/mieli-e-prodotti-delle-api/miele/il-miele-attraverso-i-secoli/
- OSSERVATORIO NAZIONALE MIELE, Il miele nel mito Gocce di poesia e di saggezza in tremila anni di cultura, ricerca storica a cura di Lia Collina (https://www.informamiele.it/news)
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Domande frequenti sulla propoli e sui prodotti dell’alveare
Cosa sono i prodotti dell’alveare?
I prodotti dell’alveare sono sostanze naturali realizzate dalle api o raccolte da esse durante la loro attività. Tra i più conosciuti troviamo propoli, miele, pappa reale e polline, utilizzati da secoli nell’alimentazione e nelle tradizioni naturali.
Cos’è la propoli?
La propoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono da gemme e cortecce di diverse piante. All’interno dell’alveare viene utilizzata per proteggere e mantenere l’ambiente della colonia.
In quali forme si trova la propoli?
La propoli è disponibile in numerose formulazioni, tra cui estratti liquidi, spray, compresse, capsule, caramelle e preparazioni dedicate all’utilizzo quotidiano.
Qual è la differenza tra propoli, pappa reale e polline?
Si tratta di prodotti dell’alveare con origini e caratteristiche differenti. La propoli è una sostanza resinosa raccolta dalle api, la pappa reale è il nutrimento destinato all’ape regina, mentre il polline è costituito dai granuli raccolti dai fiori e trasportati all’alveare.
Cos’è la pappa reale?
La pappa reale è una sostanza naturale prodotta dalle api nutrici e utilizzata per alimentare l’ape regina. È uno dei prodotti più preziosi e caratteristici del mondo dell’apicoltura.
Cos’è il polline delle api?
Il polline è costituito da granuli raccolti dalle api sui fiori e rappresenta una delle principali fonti di nutrimento della colonia. Oggi viene utilizzato anche nell’alimentazione naturale e negli integratori alimentari.
Quali sono le principali varietà di miele?
Esistono numerose varietà di miele, tra cui miele di acacia, castagno, tiglio, agrumi, eucalipto, melata e molte altre. Ogni tipologia presenta caratteristiche organolettiche legate alla specifica origine botanica.
Cos’è il miele di melata?
Il miele di melata viene prodotto dalle api a partire da sostanze zuccherine presenti sulle piante e non direttamente dal nettare dei fiori. Si distingue per il gusto intenso e il colore generalmente più scuro rispetto ai mieli floreali.
Cosa sono i diffusori di propoli?
I diffusori di propoli sono dispositivi che consentono di diffondere nell’ambiente le componenti aromatiche della propoli, contribuendo a creare atmosfere piacevoli ispirate al mondo dell’alveare e dell’apicoltura.
Come scegliere prodotti dell’alveare di qualità?
È consigliabile prestare attenzione alla provenienza delle materie prime, alle modalità di lavorazione e alla trasparenza delle informazioni fornite dal produttore, privilegiando prodotti ottenuti da filiere controllate e di qualità.
Perché i prodotti dell’alveare sono così apprezzati?
Propoli, miele, pappa reale e polline sono apprezzati per la loro origine naturale, per il legame con il mondo delle api e per la lunga tradizione che ne accompagna l’utilizzo in numerose culture nel corso della storia.
Propoli, miele e prodotti dell’alveare: un patrimonio della natura
I prodotti dell’alveare rappresentano una delle espressioni più affascinanti del rapporto tra le api, le piante e l’ambiente naturale. Propoli, pappa reale, polline e miele accompagnano da secoli le tradizioni alimentari e naturali di numerose culture, conservando ancora oggi un ruolo di primo piano nel mondo dell’apicoltura e del benessere naturale.
Ogni prodotto racconta una storia fatta di biodiversità, equilibrio ecologico e straordinaria collaborazione all’interno dell’alveare. Dalla propoli raccolta dalle gemme delle piante al miele ottenuto dal nettare dei fiori, fino alla pappa reale e al polline, queste preziose risorse naturali testimoniano l’importanza delle api per gli ecosistemi e per la conservazione della ricchezza botanica del territorio.
Scegliere prodotti dell’alveare di qualità significa valorizzare il lavoro degli apicoltori, il rispetto della natura e la straordinaria varietà di sostanze che le api rendono disponibili attraverso la loro attività quotidiana. Un patrimonio naturale che continua a essere apprezzato per la sua autenticità, la sua tradizione e il profondo legame con il mondo vegetale.
In questa sezione puoi scoprire una selezione di propoli, miele, pappa reale, polline e altri prodotti dell’alveare scelti per accompagnare chi desidera avvicinarsi alle tradizioni dell’apicoltura e alle risorse offerte dalla natura.
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