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Il grande mondo della nutrizione sta cambiando, non più il mero calcolo delle calorie e dei macronutrienti, ma interazione tra micronutrienti e DNA.

Negli ultimi anni le scoperte della nutrigenomica hanno dimostrato che gli alimenti che assumiamo ogni giorno sono in grado di “dialogare” con le cellule e con il nostro patrimonio genetico, modulando l’espressione degli stessi in grado di orientare l’organismo sia verso una condizione di salute e sia verso condizioni patologiche di sovrappeso obesità, diabete ecc..

Qualsiasi processo metabolico a sua volta, dipende direttamente o indirettamente dalla biodisponibilità di ossigeno, elemento vitale per eccellenza, sulla base dei cui livelli ogni cellula può non solo orientare il proprio metabolismo in senso costruttivo (anabolismo) o demolitivo (catabolismo), ma anche in grado di modulare fattori di trascrizione, fattori inducibili dall’ipossia (HIF) ecc., che, attraverso articolati meccanismi di riprogrammazione di attività enzimatiche cellulari, giocano un ruolo determinante nell’insorgenza e nello sviluppo di malattie infiammatorie, degenerative e neoplastiche.

In questo scenario, la già riconosciuta efficacia della medicina degli stili di vita può ulteriormente avvantaggiarsi, quando necessario, della moderna nutraceutica basata sulla modulazione fisiologica dell’ossigeno “on-demand”. Il tutto attraverso il monitoraggio attento di specifici marcatori biochimici, possibilmente predittivi, per restituire alle nostre cellule non semplice salute ma benessere. L’obiettivo del congresso è promuovere lo sviluppo della cultura della salute, intesa non come assenza di malattia, ma come stato ottimale di benessere fisico, psichico e sociale in armonia con la natura e con l’ambiente.

Questo obiettivo può essere raggiunto non solo aiutando le persone a scegliere i nutrienti di cui hanno davvero bisogno ma anche disintossicandole dagli agenti nocivi che, purtroppo, inquinano l’ambiente. Lo strumento base per raggiungere tale finalità è l’informazione che, a sua volta, è una delle più potenti armi della prevenzione.

Utilissimo coadiuvante nella terapia delle sindromi depressive, dei disturbi dell’umore, della cefalea e delle manifestazioni infiammatorie e dolorose delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli (osteopenie, artriti, fibromialgia).

Ultimamente il mondo scientifico sta prendendo maggiormente in considerazione l’importanza di mantenere livelli ottimali di certi composti biologici, di cui la natura ci ha fornito, come chiave essenziale per la prevenzione e anche per la cura di alcune patologie.

Tra queste molecole c’è da annoverare soprattutto la S-Adenosil-Metionina (SAME) un particolare nucleoside in grado di donare il gruppo metilico della metionina, che esso incorpora, a varie altre molecole (acidi nucleici, amminoacidi, catecolammine, fosfolipidi, etc.). In questo modo, per esempio, dai precursori dell’RNA può essere sintetizzato, nel nucleo, il DNA, dai fosfolipidi a etanolammina (cefaline), nelle membrane cellulari, possono generarsi i fosfolipidi a colina (lecitine), dalla noradrenalina, nei neuroni, può ottenersi l’adrenalina e così via. Inoltre, la SAME è un precursore, nel fegato, del glutatione, un tripeptide noto per la sua potente azione detossicante ed antiossidante.

Il SAMe è una molecola dalle proprietà molto interessanti.
Conosciuta già da molti anni per i suoi effetti antidepressivi, fu scoperta nel 1952 dall’italiano G.L. Cantoni.

Il SAMe, che sta per S-Adenosil-Metionina, sta riscuotendo sempre più credibilità non solo nel trattamento della Depressione, ma anche come Disintossicante Epatico, per l’Osteoartrite, per il Morbo di Parkinson, per la Fibromialgia e la Sindrome di Gilbert etc., e sempre di più stanno uscendo nuovi studi clinici a riguardo.

Parliamo di “composti biologici” proprio perché il SAMe altro non è che una molecola biochimica che si trova in ogni cellula vivente, e che prende parte a numerose reazioni biochimiche nel corpo umano; fra l’altro, il SAMe è considerato un composto fondamentale per la salvaguardia della cartilagine.

Il corpo umano di un adulto ne produce giornalmente 6-8 gr., la maggior parte dei quali viene prodotta dal fegato.

Il SAMe è vitale per produrre e mantenere i composti di neurotrasmettitori come la serotonina, la norepinefrina, la dopamina e la fosfatidilserina. Esso prende parte in un processo biochimico chiamato Metilazione, il processo di aggiungere un gruppo metile, che è composto da un atomo di carbonio e tre atomi di idrogeno, a proteine, enzimi, DNA, aminoacidi etc.

La Metilazione è un processo cruciale per numerose funzioni biologiche, essa è coinvolta nel mantenere il DNA, nel metabolizzare i grassi, nel proteggere il sistema nervoso, nel disintossicare il fegato e perfino è utile per inibire le infezioni virali.

Quindi, la Metilazione è il modo con il quale il corpo sintetizza la cartilagine e la biochimica del cervello, si disintossica da sostanze nocive etc. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il processo di Metilazione decresce con l’avanzare dell’età, ciò ci porta ad un maggiore rischio di malattie degenerative man mano che invecchiamo.

Tutto ciò avviene a livello cellulare; per fare ciò la metilazione si poggia sulla presenza di certi nutrienti che forniscono le basi per i gruppi Metile.

I gruppi Metile, con i loro appropriati enzimi, sono ben conosciuti per il loro ruolo di convertire, ad es., l’Omocisteina, un acido tossico, in Metionina, un amminoacido benefico e fondamentale per l’organismo umano.

Il gruppo metile (–CH3), quantunque piccolissimo (appena 1 atomo di Carbonio e 3 atomi di Idrogeno), gioca un ruolo determinate nell’intero metabolismo cellulare. Così gli organismi viventi si sono evoluti in modo tale da generare molecole in grado di veicolare, all’occorrenza, questo
“radicale” da una via metabolica all’altra.

Il SAMe fornisce la maggior parte dei gruppi Metile al corpo, ed è normalmente prodotto dall’organismo dall’amminoacido Metionina.

Il SAMe, inoltre, è di fondamentale importanza per il metabolismo degli acidi nucleici e delle poliamine, per la struttura e la funzione delle membrane cellulari e come precursore del glutatione.

Questi processi sono, spesso, seriamente alterati in vari stati patologici, ma non possono essere riparati amministrando semplicemente la metionina, ma necessitano, come abbiamo detto prima, della cooperazione di altri nutrienti (enzimi, vitamine etc.) per far sì che ciò possa essere portato a compimento.

Il SAMe partecipa in 3 tipi di reazioni biochimiche importanti: la Transmetilazione, la Transulfurazione e l’Aminopropilazione.

– Transmetilazione: è un processo per mezzo del quale i gruppi metilici (CH3 ) sono trasferiti da una molecola ad un’altra.
– Transulfurazione: è un processo biologico tramite il quale vengono creati dei composti solforati fisiologici tipo: cisteina, taurina, glutatione, CoA, ecc.
– Aminopropilazione: è un processo di produzione di poliamine, composti organici essenziali per lo sviluppo cellulare, stimolano la sintesi proteica, la sintesi di DNA e RNA e la divisione cellulare.

Sono composti stabilizzatori della struttura fosfolipidica delle membrane cellulari; fattori di crescita cellulare; regolatori dell’omeostasi glucidica, del Ca++ intracellulare; agenti anti-catabolici.

Il caffè verde è un antiossidante 4 volte più potente del the verde, grazie alla presenza di acido clorogenico. Infatti esso neutralizza i radicali liberi presenti nell’organismo umano, contrastando la degenerazione cellulare, e lo sviluppo di malattie croniche.

Il caffè rappresenta la bevanda più consumata al mondo, utilizzata da secoli per le sue virtù toniche-energetiche e per ridurre l’eccessiva STANCHEZZA FISICA E MENTALE. Attraverso il processo di tostatura o torrefazione, i semi di caffè acquisiscono un caratteristico ed inconfondibile aroma ma, purtroppo, questo succede a discapito di svariate sostanze nutritive che, essendo termolabili, vengono inevitabilmente degradate dall’alta temperatura utilizzata (200 – 250° C), che può portare addirittura alla carbonizzazione della cellulosa contenuta nei chicchi.

Oltre alla degradazione delle sostanze nutritive, nella tostatura del caffè avviene anche un processo (detto reazione di Maillard), in cui attraverso la combustione di carboidrati e proteine si possono formare, oltre alle sostanze aromatiche caratteristiche del caffè tostato, anche sostanze potenzialmente pericolose per la nostra salute (ad esempio: l’acrilamide, sostanza tossica e mutagena). Quindi il caffè verde e quello tostato hanno in comune solo l’effetto tonico-stimolante dovuto alla caffeina che, essendo stabile anche ad alte temperature, viene degradata solo in misura minore.

Solo recentemente si sono riscoperte la eccezionali proprietà del caffè verde, note da secoli ma fino ad oggi un po’ troppo sottovalutate. Il caffè verde contiene molte sostanze antiossidanti, tra cui la più conosciuta e abbondante è l’acido clorogenico, potente ANTIOSSIDANTE NATURALE che riduce lo stress ossidativo causato dai radicali liberi e può proteggerci dall’azione di sostanze tossiche e mutagene.

Tuttavia, con la torrefazione il caffè perde più del 90% di tale sostanza.

L’azione del caffè verde che interessa di più è sicuramente quella DIMAGRANTE, infatti il caffè verde possiede un effetto “brucia-grassi”, cioè promuove l’utilizzo dei grassi come “combustibile” per produrre energia.

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato che la caffeina può favorire il catabolismo lipidico nelle cellule adipose. Studi effettuati sull’uomo hanno dimostrato che può aumentare la spesa energetica, migliorare le condizioni cliniche dei pazienti diabetici, promuovere il consumo di glucosio e, se assunta prima dell’esercizio fisico, favorire l’aerazione ed aumentare la lipolisi.

L’acido clorogenico, assieme ai suoi composti correlati, ha dimostrato di poter ridurre l’aumento del peso corporeo e l’accumulo di grasso viscerale. La caffeina sopprime l’assorbimento dei grassi, mentre l’acido clorogenico può stimolarne il metabolismo nel fegato e può inibire il metabolismo del glucosio a livello epatico.

Alcune ricerche hanno indicato che il consumo di caffè verde può portare a riduzioni del peso corporeo a lungo termine, un effetto che probabilmente è collegato ai noti effetti termogenici della caffeina e agli altri composti farmacologicamente attivi presenti nell’estratto di caffè verde.

Oltre agli effetti tonici e dimagranti, il caffè verde possiede diverse altre proprietà benefiche che lo rendono unico. Risulta utile per aumentare le performance atletiche riducendo la stanchezza e l’affaticamento, possiede un’azione cardiotonica, promuove la digestione e favorisce la diuresi e il drenaggio dei liquidi corporei.

Riassumendo i semi di caffè verde possiedono le seguenti proprietà:

– Azione tonica, dovuta principalmente alla presenza di caffeina (migliore tono muscolare, aumento capacità d’attenzione e concentrazione mentale);

– Sostegno metabolico (effetto termogenico, cioè promuove l’utilizzo dei grassi come “combustibile” per produrre energia, il cosiddetto “effetto brucia-grassi”).

– Aumento delle performance atletiche (riduzione della stanchezza e dell’affaticamento);

– Azione cardiotonica (aumento della contrattilità cardiaca e del numero di pulsazioni);

– Azione antiossidante (dovuta principalmente all’acido clorogenico);

– Azione digestiva (aumenta la secrezione gastrica);

– Azione diuretica e di drenaggio sui liquidi corporei;

Il Germanio, scoperto nel 1886 dal chimico tedesco Clemens Wimbler è un metalloide con numero atomico 32 e simbolo Ge. Sebbene sia un elemento raro è presente nella crosta terrestre, in certi minerali, nei tessuti animali e vegetali; tuttavia si estrae principalmente dai minerali. Il ruolo biologico di questo elemento è ancora poco conosciuto ed il fabbisogno giornaliero si stima tra 0,4 e 1,5 mg. Cibi come grano, vegetali, crusca e legumi sono una ricca fonte di germanio, mentre ne sono poveri i cibi animali.

La forma nutrizionale di Germanio più conosciuta è il Ge-132 il cui nome tecnico è Bis-Beta Carboxietil Germanio o Germanio Sesquiossido. Il Ge-132 è stato sintetizzato nel 1967 dal Dr. Asai e benché successivamente siano stati fatti tentativi di preparare altri composti organici, il sesquiossido resta attualmente il più utilizzato e sperimentato. Il Germanio nella forma organica di sesquiossido (GeCH2CH2COOH)2O3 è arricchito da carbonio, idrogeno e ossigeno. La forma cristallina del composto consiste in una struttura reticolare formata da un ponte –Ge–O–Ge in cui 3 atomi di Ossigeno sono attaccati a 1 atomo di Germanio.

Il Germanio sesquiossido si presenta in forma di polvere bianca, parzialmente solubile in acqua.
Negli ultimi anni si è diffuso rapidamente nella ricerca ed applicazione dei trattamenti medici, come energizzante e protettivo per la salute, come tonificante e regolatore.

Nei paragrafi seguenti si esporrà la farmacocinetica del Ge-132 riferendosi al composto liquido per via orale. Questa è infatti la forma di somministrazione più utilizzata, per i suoi ovvi vantaggi e non perché altre forme siano state considerate pericolose o non siano state provate.

Azione
Il Ge–132 può avere attività antiproliferativa e antiossidante. Le ricerche effettuate in questo senso, così come l’esperienza clinica avuta in Giappone, Europa, Cina e Stati Uniti hanno dato risultati incoraggianti nel miglioramento e nella cura di diverse malattie, come l’artrite reumatoide, le allergie alimentari, l’ipercolesterolemia, la candida, le infezioni virali.
Dai dati risulta che il Ge-132 agisce nell’organismo umano a tre livelli:
• come “attivatore” della risposta immunitaria normale
probabilmente questa è la funzione fondamentale del Ge-132 e potrebbe risultare molto utile in malattie come il cancro e l’AIDS.
• come “trasportatore” di molecole di O2 all’interno di tessuti e cellule, in alternativa alla funzione svolta dall’emoglobina.
• come “accaparratore” e depuratore di radicali liberi
i quali sembra abbiano una funzione fondamentale nei processi di invecchiamento e nelle malattie autoimmuni.

MECCANISMO D’AZIONE
Il meccanismo della possibile azione antiproliferativa non è ancora conosciuto. Si è ipotizzato che l’attività antiproliferativa sia dovuta ad un potenziamento immunitario. Ci sono prove che il Ge-132 stimoli l’attività delle cellule natural killer (NK) e linfociti T citotossici, così come un incremento della produzione di interferone. È stato dimostrato che il potenziamento della risposta immunitaria negli esseri umani si attua nei modi seguenti:
a) Aumento dei livelli di interferone gamma che svolge un ruolo di immunoregolazione
La cinetica dell’interferone gamma indotto dal Ge-132, presenta un picco intorno alle 24 ore dopo la sua somministrazione orale e mostra una curva direttamente proporzionale al dosaggio usato.
Quanto detto può spiegare l’effetto sinergico sulla produzione dei macrofagi.
È importante, inoltre, notare che l’interferone gamma indotto dal Ge-132 ha un’azione antivirale simile a quella normalmente prodotta dal corpo umano.
b) Attivazione delle cellule “Natural Killer”

Si ottiene una citotossicità superiore a quella delle NK normali, sia in prove in vitro che in vivo con animali da laboratorio. Ciò può spiegare l’attività antitumorale di questo composto nell’essere umano.
c) Potenziamento dell’attività e del numero dei macrofagi
Nelle prove in vivo si è dimostrata un’alta sopravvivenza di cavie (più del 50%) a cancro inoculato con cellule del tipo FM3 e con associazione di titoli alti di macrofagi attivati da Ge-132.
Prove simili a quella esposta sono state realizzate con cellule cancerogene di polmone tipo Lewis, di adenocarcinoma tipo Walker, o anche con ceppi AH 66 e AH 44.
Tutte sono state statisticamente significative ed hanno dato risultati incoraggianti, sia nell’inibizione del tumore originale come anche delle sue metastasi.
L’attività antitumorale si completa con l’ossigenazione a livello tissutale della zona e l’allontanamento dei radicali liberi.

È stato anche dimostrato che il Ge-132 incrementa la produzione di anticorpi del tipo IgG – IgM.
Chiaramente, anche questa attivazione immunitaria è strettamente connessa con la risposta antitumorale.
Per quanto riguarda l’azione del Ge-132 sul controllo e miglioramento del dolore, probabilmente essa è connessa con l’ossigenazione tissutale e con la pulizia di radicali liberi.
Assorbimento
Il Ge-132 viene assorbito nella prima parte del duodeno, anche se piccole quantità si diffondono nei tratti inferiori del tubo digerente. La somministrazione del composto prima o dopo i pasti non ha dato variazioni misurabili dell’assorbimento. La concentrazione ematica raggiunge il picco 2-3 ore dopo la somministrazione, per scendere della metà in un periodo di 4 ore.
Distribuzione
La distribuzione del Ge-132 nell’organismo a 3 ore dalla somministrazione orale mostra una densità maggiore nella tiroide, dopo la 4° ora si presentano valori del composto nei reni e nella vescica.
Dalle 6 alle 12 ore dalla somministrazione si trovano quantità di Ge-132 nel pancreas, nei reni, nella prostata e nei testicoli. Notiamo che ancora oggi si ignora perché questo composto abbia dei luoghi di “predilezione” a seconda del tempo di somministrazione.
Dopo 12 ore dalla somministrazione non si trovano residui neppure in periodi di assunzione superiori ad un anno.

Escrezione
L’escrezione del Ge-132 inizia circa tre ore dopo la somministrazione e si realizza soprattutto per via renale, mentre il 15-18% si verifica attraverso le feci. Praticamente il 100% della quantità del composto viene eliminato nelle prime 24 ore successive alla somministrazione orale.
Precauzioni
Sebbene il Ge-132 puro non è stato ancora associato ad alcuna complicazione renale, ne dovrebbero evitare l’utilizzo bambini, donne incinte, mamme che allattano, persone con rischi di problemi renali o che assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.
Effetti secondari e tossicità
Alcune reazioni potrebbero includere nausea, diarrea ed eruzioni cutanee. Sono state utilizzate dosi molto elevate e per periodi prolungati, in esseri umani ed animali di laboratorio, ma senza riscontrare alcun cambiamento misurabile che potesse dare indizi di tossicità. Negli esseri umani, dopo somministrazioni a partire da 75 mg/Kg peso corporeo, sono stati studiati i seguenti parametri: emocromo completo, elettroforesi proteica, enzimi epatici, sodiemia, potassiemia, calcemia, fosforemia. Non si sono osservati cambiamenti della pressione arteriosa, dell’ECG e del pH plasmatico.
Sono state realizzate anche prove a largo raggio con animali da laboratorio per cercare eventuali teratogeni, ma senza mai trovare parametri fuori norma.
Interazioni Non ci sono interazioni conosciute con il Ge-132.

Dosaggio
Non c’è una dose raccomandata; sono state usate dosi dai 10 mg ogni 24 ore fino ai 100 mg per Kg di peso corporeo (in un uomo di 75 Kg = 7500 mg al giorno).
È certo che la risposta immunitaria aumenta in modo direttamente proporzionale alla dose. Di solito si utilizzano da 50 a 250 mg al giorno, indipendentemente dal peso del paziente a secondo della gravità della malattia (dosaggio medio 50 mg di Ge-132).
In ogni caso sembra non ci sia alcuna ragione per somministrarne più di 500 mg al giorno, visto che l’effetto prodotto arriva ad un livello stabile nella curva dose-risposta, anche somministrando successivamente il composto.

AIDE: il germanio liquido che incrementa la “FORZA VITALE ”
C’è una precisa qualità che distingue le cose viventi da quelle non viventi.
Questa qualità, che può essere definita “forza vitale”, fluisce da organo ad organo nel nostro corpo integrandone le funzioni in un unico “vedere”, respirare, in una persona viva.
L’esistenza di una forza vitale è stata riconosciuta per secoli dalla medicina orientale e più recentemente in occidente attraverso il lavoro di coraggiosi pionieri come Nordenstrom e Becke. La forza vitale è elettrica. La forza vitale fluisce attraverso i nervi ma anche attraverso i vasi sanguigni e da cellula a cellula in ogni tessuto. L’energia vitale mantiene l’ambiente elettronico che tutte le cellule vitali hanno bisogno di avere per funzionare in armonia.
Inoltre, l’energia vitale è anche chimica. L’energia vitale procura l’energia chimica che guida le circa 100.000 reazioni chimiche che il metabolismo mette in opera.
L’energia vitale è continuamente reintegrata di momento in momento dal processo di conversione elettrochimico.
Questo è il meccanismo attraverso il quale l’energia del cibo viene convertita in energia chimica della quale le cellule hanno bisogno per mantenersi vitali. È l’ossigeno che conduce questo processo di conversione elettrochimico.
L’energia vitale viene generata dall’energia contenuta negli elettroni delle molecole del cibo.
Enzimi e coenzimi catalitici lavorano in stretta collaborazione per estrarre l’energia dalle coppie di elettroni derivati dalle molecole del cibo. Quando c’è un dispendio della loro energia gli elettroni sono collocati in combinazione con ioni idrogeno ed ossigeno a formare acqua.
Il processo è accelerato o rallentato in base alla quantità di ossigeno disponibile per quest’ultima tappa. Più ossigeno è disponibile più è veloce la conversione dell’energia del cibo in energia vitale.
AIDE incrementa l’azione dell’ossigeno nel generare la forza vitale attraverso meccanismi che ancora non si comprendono. La connessione tra l’ossigenazione dei tessuti e la salute tissutale sembra completamente diretta poiché il rifornimento di ossigeno è generalmente il fattore limitante nei confronti del funzionamento e della sopravvivenza tissutale.
Attraverso la spinta sull’efficienza dell’ossigeno nel collocare gli elettroni spesi è probabile che il Ge-132 abbia un profondo effetto energizzante potendo virtualmente rifornire energicamente (di combustibile) tutte le funzioni vitali del corpo.

Regolatore, sintonizzatore di energia e catalizzatore di ossigeno
È molto probabile che il Ge-132 agisca cataliticamente in modo tale che piccole quantità possano avere effetti benefici.
Il Ge-132 ha un effetto energizzante anche a dosaggi estremamente bassi.
Sebbene debbano essere fatti gli esperimenti definitivi, le evidenze suggeriscono che il Ge-132 agisce su funzioni vitali ad un livello fondamentale: quello della produzione dell’energia cellulare.
Per comprendere meglio come il Ge-132 possa intensificare questo processo è necessario considerare il ruolo centrale giocato dall’ossigeno.
L’ossigeno è la sostanza più essenziale per la sopravvivenza umana. A lungo termine l’abilità individuale di ottenere ed inviare adeguate quantità di ossigeno alle cellule dei propri tessuti ed organi è il maggiore determinante nell’aspettativa di vita.
Il Ge-132 inoltre, in aggiunta alle sue proprietà catalitiche per l’ossigeno potrebbe avere ulteriori proprietà antiossidanti.
Altro argomento che suggerisce le sue proprietà catalitiche nei confronti dell’ossigeno è la proprietà di essere attivo nei confronti di malattie della circolazione periferica.

GERMANIO ORGANICO LIQUIDO – Ge-132
Alcuni pazienti del Dr. Asai riferiscono che i loro arti cominciarono a recuperare un normale colore roseo dopo l’assunzione del Ge-132, in aggiunta alla sensazione di calore comunemente riferita.
Possibile protezione verso l’ipossia
In un loro autorevole lavoro “Le basi patologiche della malattia”, un libro di testo utilizzato dalla maggior parte delle scuole di medicina in USA, Robbins e Cotran affermano che l’ipossia è probabilmente la più comune causa di lesione cellulare e potrebbe anche essere il meccanismo finale di danno inizialmente prodotto da una varietà di agenti fisici, biologici e chimici. L’incremento dell’efficienza nell’utilizzazione dell’ossigeno, prodotto dal Ge-132, potrebbe offrire alle cellule danneggiate o “affamate” di ossigeno la possibilità di ristabilire la loro attività omeostatica. La chiave principale della produzione di energia per via aerobica (che richiede ossigeno) sta nel fatto che essa si accoppia ad elettroni ad alta energia (ottenuta dalla rottura di legami di carbonio-idrogeno).
È un antiossidante. In aggiunta alle sue proprietà catalitiche per l’ossigeno, il Germanio Ge-132 potrebbe avere anche proprietà antiossidanti.

Gli antiossidanti derivati dagli alimenti (particolarmente la vitamina C, il betacarotene, la vitamina E, il selenio, il manganese e lo zinco) rappresentano insieme i bulloni di un sistema altamente sofisticato ed adattabile di difesa nei confronti dello stress operato sul corpo. I radicali liberi rubano elettroni dalle molecole biologiche: gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi donando loro elettroni. Gli agenti antiossidanti proteggono le cellule aiutando il processo di trasferimento di elettroni, antagonizzando le ben note conseguenze dello slittamento di singoli elettroni verso molecole d’ossigeno: questa dislocazione di singoli elettroni durante il trasferimento di coppie di elettroni può produrre radicali liberi di ossigeno che sono in grado di determinare considerevoli danni biologici e clinici. In teoria per contrastare questi effetti tossici, il Ge-132 può migliorare l’efficienza del trasferimento di elettroni.
Il prodotto AIDE è puro, sicuro e non ha effetti tossici. Si assume di norma 1 stick al giorno al mattino appena svegli. Per un’azione d’urto 2 sticks bevuti al mattino appena svegli.Indicazioni
Le molteplici virtù del germanio organico liquido, lo rendono utile per svariate applicazioni.

Di seguito, si segnalano solo alcuni dei casi in cui si è dimostrata l’utilità del Ge-132, con i dosaggi raccomandati.
Acufeni – Vertigini: 2 Sticks/die primi 15 gg. 1Stick/die per mese succ. Essenziale per migliorare l’ossigenazione cerebrale.
Alimentazione sportiva: 1Stick/die. Utile per migliorare la resistenza e apportare O2 cellulare.
Arteriosclerosi – Demenza senile – Sindrome di Alzheimer: 2 Sticks/die. Importante per diminuire i livelli di colesterolo, aumentare l’ossigenazione dei tessuti e delle cellule cerebrali.
Herpes zooster – Immunodeficienza – Infezioni virali – Infiammazioni: 4 Sticks/die. Utile per migliorare il sistema immunitario e attivare l’interferone.