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Acido aceteilsalicico

Acido aceteilsalicico naturale contro il cancro?

Secondo le ultime notizie in arrivo dal Regno Unito, pubblicate su una rivista scientifica, piccole dosi giornaliere di acido acetilsalicilico terrebbero lontano il cancro.

Tutto nasce da una pianta ad alto fusto, il Salice, apprezzata fin dall’antichità per il suo contenuto in sostanze curative. Dalla sua corteccia gli antichi ricavarono un rimedio efficace nell’alleviare il dolore, ma anche nella cura di altre condizioni associate a infiammazioni e febbre.

I salicilati hanno attività antinfiammatorie, antipiretiche, analgesiche e antireumatiche, proprietà conosciute già in tempi antichi; ne parlano infatti già Ippocrate nel suo De Materia Medica e Dioscoride (I sec. d.C.). Nel 1757 il reverendo Edward Stone, pastore di un piccolo villaggio dell’Oxfordshire, lo utilizzò come antimalarico, in alternativa alla costosa China. Nel 1824 gli italiani Rigatelli e Fontana, dimostrarono l’azione febbrifuga e riuscirono ad isolare la salicina, ma la svolta si ebbe nel 1897 quando il giovane chimico F. Hoffmann sintetizzò l’acido acetilsalicilico decretando la fortuna dell’azienda farmaceutica tedesca Bayer, diventando il più diffuso e popolare prodotto da banco al mondo.

Meccanismi e attività consolidate

Le attività antidolorifica e antifebbrile dell’Asa sono dovute al blocco della sintesi di sostanze che favoriscono l’infiammazione (le prostaglandine) perché il farmaco interferisce con l’attività degli enzimi destinati a produrle. Tale azione ne fa un rimedio efficace contro malanni di stagione, dolori, febbre e infiammazione. Così come nelle patologie infiammatorie croniche come l’artrite.

In più, è stato visto che possiede un’attività fluidificante sul sangue, sfruttata per ridurre il pericolo di infarto e ictus nelle persone predisposte.

Quando, dietro parere del medico, viene assunto giornalmente a basse dosi (minori di quelle che si usano contro dolore e infiammazione) offre un effetto protettivo contro le malattie cardiovascolari, prevenendo la formazione dei coaguli.

Le proprietà antitumorali

Ma non basta: sembra che 75 mg di acido acetilsalicilico al giorno, assunti regolarmente, siano in grado di contrastare l’insorgenza di tumori. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori inglesi della Oxford University.

Riesaminando la storia clinica di oltre 25.500 persone che avevano assunto quotidianamente Asa come trattamento preventivo nei riguardi di eventi cardiovascolari agli studiosi, guidati da Peter Rothwell, è saltata all’occhio una particolare coincidenza.

Nel gruppo studiato il rischio di morire per tumore era più basso del 20% rispetto a chi non assumeva Asa. E questo effetto “scudo” anti cancro sembra mantenersi per 10 o addirittura 20 anni, anche quando la terapia con acido acetilsalicilico è stata interrotta dopo un tempo variabile compreso tra i quattro e gli otto anni.

In realtà, l’ipotesi che l’Asa avesse anche azione protettiva nei riguardi dei tumori, oltre che delle malattie cardiovascolari, non è nuova. Ma ancora nessuno aveva potuto raccogliere dati come quelli che il gruppo inglese ha pubblicato, nel dicembre del 2010, sulla rivista medica The Lancet.

Si conferma un’attività nella prevenzione dei tumori

I dati pubblicati parlano chiaro: dopo cinque anni dall’inizio dell’assunzione quotidiana di Asa l’incidenza di tutti i tumori si è ridotta del 34%, e del 54% se si prendono in considerazione soltanto i tumori gastrointestinali. Ma anche dopo 20 anni la protezione contro il cancro resta, riducendo del 20% in totale il pericolo di morirne.

Tumori e infiammazione: una relazione pericolosa

Rimane da stabilire come faccia l’Asa a interferire con l’insorgenza di neoplasie. L’ipotesi formulata già da tempo è che la molecola contrasti lo sviluppo dei tumori agendo sui meccanismi infiammatori legati a questi ultimi.

Sono necessarie maggiori ricerche poiché potrebbero esserci in causa anche altri effetti come quelli pro-apoptotici, cioè che favoriscono il “suicidio” delle cellule tumorali in sviluppo.

E, commenta la società italiana di Oncologia medica (Aiom), bisogna essere ancora un po’ cauti poiché gli elementi per raccomandare in modo allargato l’uso di Asa (75 mg al giorno per almeno cinque anni) per proteggersi dai tumori non sono ancora sufficienti.

Fonte: https://www.saperesalute.it/tumori-lacido-acetilsalicilico-li-toglie-di-torno

Salice Bianco come Aspirina Naturale

La corteccia del salice bianco – per essere efficace – deve provenire da un albero vecchio di almeno 2-3 anni. La salicina, i flavonoidi e i tannini presenti nella corteccia contribuiscono a rendere il salice bianco una vera e propria aspirina naturale che agisce da antinfiammatorioantifebbrile e analgesico.

Questa pianta, in particolare si è dimostrata efficace per la cura di stati dolorosi e infiammatori come dolori reumatici, artrite e tendinite, ma anche per la cura di ferite e bruciature.

Ecco alcuni dei casi in cui il salice bianco si rivela utile:

Febbre

L’acido salicilico agisce da antifebbrile e antipiretico: è capace, cioè, di far abbassare la temperatura corporea. In caso di febbre, dunque, gli effetti curativi del salice bianco possono essere sfruttati bevendone un infuso, che va preparato con due cucchiaini di corteccia in 200 ml di acqua bollente lasciati in infusione per almeno 10 minuti.

La bevanda può essere assunta 2-3 volte al giorno, al massimo per tre giorni. In alternativa si può assumere il salice bianco anche sotto forma di capsule, prendendone due al giorno in caso di influenza. Se la febbre supera i 39°, si consiglia di consultare il medico.

Mal di testa

Le proprietà analgesiche del salice bianco sono utili per lenire i dolori provocati dal mal di testa. Anche in questo caso l’infuso di corteccia di salice bianco potrebbe essere utile. Altrimenti, sono presenti in commercio anche polveri di corteccia o estratti sia secchi che liquidi.

L’importante è non superare i 240 mg di salicina al giorno (e i 120 mg per dose singola) se non si vuole incorrere in effetti collaterali.

Dolori mestruali

Le componenti presenti nella corteccia di salice bianco riducono le infiammazioni, presenti nella mucosa uterina, che provocano i crampi mestruali. L’infuso di salice bianco è efficace anche per contrastare altri dolori tipici del periodo mestruale come mal di schiena, mal di gambe e mal di testa.

Per preparare un infuso contro i dolori mestruali basta versare due cucchiaini da tè di corteccia di salice bianco in due bicchieri di acqua ben calda. Far riposare per qualche minuto, filtrare e dolcificare eventualmente con del miele. B

ere questo infuso qualche giorno prima dell’arrivo del ciclo e durante la fase di dolore più acuta.

Mal di denti

La corteccia di salice bianco è utile anche per contrastare il mal di denti grazie alle sue proprietà analgesiche e antinfiammatorie. In questo caso basta masticare un po’ di corteccia dove si avverte maggior dolore o in alternativa bere un infuso di corteccia.

Con l’infuso di salice bianco si possono anche fare dei gargarismi per lenire il fastidio del mal di denti o strofinare un po’ di polvere sulla parte dolorante.

Mal di schiena

Anche i dolori alla schiena possono essere alleviati dall’azione analgesica del salice bianco. Questa aspirina naturale difatti, assunta sotto forma di estratto o di compresse aiuta a disinfiammare la zona colpita dal dolore.

Lo stesso effetto si ottiene anche per altri tipi di dolori muscolari e articolari come quelli che colpiscono le ginocchia e il tunnel carpale.

Effetti Collaterali del Salice Bianco

Il salice bianco è controindicato per chi è allergico ai salicilati (e quindi all’aspirina), per chi è affetto da ulcera cronica e da asma bronchiale. È sconsigliato l’uso in caso di allattamento o gravidanza; inoltre, gli estratti di salice bianco non sono indicati per bambini e ragazzi sotto i 18 anni.

Tra gli effetti collaterali noti vi sono orticarie e in generale reazioni allergiche alla pelle, nausea, acidità di stomaco e diarrea. In ogni caso, è importante consultare un medico se si intende assumere il salice bianco, soprattutto se nel frattempo si stanno assumendo altri farmaci.

Dove comprare il Salice Bianco

Il salice bianco si acquista in erboristeria e può essere reperito in diverse forme. Si può acquistare sotto forma di cortecciacapsulecompresse, polvere, tè o tintura.

La polidatina (trans-resveratrol-3-O-glucoside) è un composto naturale appartenente alla classe degli stilbeni, della famiglia dei polifenoli. E’ possibile estrarla dalle radici della pianta di Poligonum Cuspidatum, originaria dell’Asia ma attualmente molto diffusa anche in America ed Europa.

La polidatina è considerata la molecola “gemella” del resveratrolo: i due stilbeni, infatti, differiscono solamente per una molecola di glucosio presente nella polidatina, differenza che la rende maggiormente solubile, più resistente agli attacchi enzimatici e migliore dal punto di vista dell’assorbimento intestinale e della biodisponibilità. Grazie alla sua elevata solubilità in acqua, la polidatina può anche essere somministrata per via parenterale, prestandosi ad una migliore utilizzazione farmacologica.

Utilizzi della polidatina

Resveratrolo e polidatina sono caratterizzati circa dagli stessi effetti biologici, solo che quest’ultima risulta essere decisamente più potente, grazie alla differenza strutturale che la rende molto più assimilabile. Le applicazioni cliniche del resveratrolo, a causa del suo scarso assorbimento e rapido metabolismo, sono limitate.

La polidatina viene utilizzata soprattutto in ambito medico come potente antiossidante e antinfiammatorio nella prevenzione e trattamento delle patologie croniche correlate a infiammazione e stress ossidativo:

  • Diabete mellito
  • Obesità
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie neurodegenerative
  • Cancro

Diversi studi hanno confermato che la polidatina è in grado di ridurre la la propagazione (effetto scavenger–spazzino) di specie reattive dell’ossigeno, la produzione di ossido nitrico e di citochine pro-infiammatorie mediante l’inibizione dell’inflammosoma NLRP e la via di segnalazione del recettore NF-kB, entrambi fattori coinvolti nei processi infiammatori (1,2,3).

Polidatina e oncologia

Le attività antitumorali della polidatina sono mediate attraverso la modulazione di diverse molecole segnale che regolano la progressione del ciclo cellulare, l’infiammazione, la proliferazione e l’angiogenesi delle cellule tumorali.

Gli studi in letteratura circa di gli effetti della polidatina sono diversi e riguardano diverse forme tumorali:

  • In uno studio in vitro del 2018 la polidatina è stata in grado di ridurre la proliferazione e migrazione delle cellule di tumore polmonare non a piccole cellule mediante l’inattivazione dell’inflammosoma NLRP e bloccando la via NF-kB (4).
  • In uno studio del 2019 è stato osservato che la polidatina, in vitro, è in grado di sopprimere la migrazione e l’invasività delle cellule di epatocarcinoma e aumentare i processi di apoptosi delle cellule tumorali. Il meccanismo molecolare coinvolto è il blocco della via di segnalazione AKT/STAT3-FOXO1 (5).
  • Uno studio del 2019 su un modello animale di topi con tumore al seno, ha mostrato che la polidatina ha un effetto anti-proliferativo, anti-angiogenetico e pro-apoptotico. Il meccanismo d’azione è l’inibizione della via di segnalazione PI3K/AKT (6).
  • Uno studio in vitro del 2017 ha mostrato che la polidatina è in grado di indurre apoptosi e bloccare la proliferazione delle cellule di carcinoma della cervice uterina mediante l’inibizione della via di segnalazione PI3K / AKT / mTOR (7).
  • In uno studio in vitro del 2019 è stato osservato che la polidatina inibisce la proliferazione cellulare e promuove l’apoptosi nelle cellule di osteosarcoma. Il meccanismo molecolare alla base di tali effetti è il blocco del pathway TUG1 / Akt (8).
  • Uno studio del 2016 su una linea cellulare in vitro di leucemia, ha mostrato che la polidatina inibisce in modo significativo la proliferazione delle cellule tumorali e ha aumentato i processi di apoptosi. Il meccanismo molecolare coinvolto è l’inibizione del gene JAK2 che codifica per una proteina coinvolta nella promozione della crescita e divisione cellulare (9).
  • Uno studio del 2013 su linee cellulari in vitro di tumore del colon-retto ha mostrato che il trattamento combinato di polidatina e resveratrolo ha prodotto sulle cellule tumorali degli effetti antiproliferativi e pro-apoptotici. Inoltre le due sostanze sembrano avere un’azione sinergica. Il meccanismo d’azione è l’inibizione del pathway PI3K / AKT (10).
  • Uno studio in vitro del 2017 ha osservato che con l’aumentare della concentrazione di polidatina diminuiva sempre di più la proliferazione delle cellule di mieloma multiplo, aumentava l’apoptosi e l’autofagia. Il meccanismo molecolare individuato è l’inibizione della via di segnalazione mTOR / p70s6k (11).

Se da un lato la polidatina è utile nel contrastare la crescita tumorale, dall’altro lato alcuni studi hanno dimostrato che potrebbe essere utile per migliorare la chemiosensibilità o ridurre gli effetti collaterali delle terapie tradizionali di chemio-radioterapia quando indifferibili:

  • Uno studio in vitro del 2019 ha dimostrato che trattando con polidatina linee cellulari di osteosarcoma, resistenti al trattamento con paclitaxel, è stata soppressa la crescita del tumore ed è stata indotta l’apoptosi migliorando, di conseguenza, l’efficacia del paclitaxel (12).
  • Secondo uno studio del 2019 su un modello murino, la polidatina ha un effetto radiosensibilizzante: la terapia combinata di polidatina e radioterapia ha infatti notevolmente ridotto il volume del tumore (13).
  • Uno studio in vivo su un modello murino del 2018 ha mostrato che la polidatina è in grado di alleviare le lesioni indotte dalle radiazioni (14).

Controindicazioni ed effetti collaterali

Ad oggi la polidatina non ha mostrato tossicità o effetti collaterali.

Riferimenti bibliografici:

1) Foods. 2019 Nov 7. Polydatin and Resveratrol Inhibit the Inflammatory Process Induced by Urate and Pyrophosphate Crystals in THP-1 Cells. Oliviero F, Zamudio-Cuevas Y, Belluzzi E, Andretto L, Scanu A, Favero M, Ramonda R, Ravagnan G, López-Reyes A, Spinella P, Punzi L.

2) J Cell Mol Med. 2017 Nov. Polydatin reduces Staphylococcus aureuslipoteichoic acidinduced injury by attenuating reactive oxygen species generation and TLR2NFκB signaling. Gan Zhao, Kangfeng Jiang, Haichong Wu, Changwei Qiu, Ganzhen Deng,  and Xiuli Peng

3) Nutrients. 2019 Nov 15. Polydatin Inhibits NLRP3 Inflammasome in Dry Eye Disease by Attenuating Oxidative Stress and Inhibiting the NF-κB Pathway. Park B, Jo K, Lee TG, Hyun SW, Kim JS, Kim CS.

4) Biomed Pharmacother2018 Dec. Polydatin suppresses proliferation and metastasis of non-small cell lung cancer cells by inhibiting NLRP3 inflammasome activation via NF-κB pathway. Zou J, Yang Y, Yang Y, Liu X.

5) Oncol Lett. 2019 May. Polydatin inhibits hepatocellular carcinoma via the AKT/STAT3-FOXO1 signaling pathway. Jiang J, Chen Y, Dong T, Yue M, Zhang Y, An T, Zhang J, Liu P, Yang X.

6) J Cell Mol Med. 2019 May. Targeting the ROS/PI3K/AKT/HIF1α/HK2 axis of breast cancer cells: Combined administration of Polydatin and 2Deoxydglucos. Tao Zhang,Xinying Zhu, Haichong Wu, Kangfeng Jiang, Gan Zhao, Aftab Shaukat, Ganzhen Deng, and Changwei Qiu  

7) Zhongguo Zhong Yao Za Zhi. 2017 Jun. Polydatin induces human cervical cancer cell apoptosis via PI3K/AKT/mTOR signaling pathway. Pan JH, Wang HB, Du XF, Liu JY, Zhang DJ.

8) Toxicol Appl Pharmacol. 2019 May 15. Polydatin inhibits proliferation and promotes apoptosis of doxorubicin-resistant osteosarcoma through LncRNA TUG1 mediated suppression of Akt signaling. Hu T, Fei Z, Su H, Xie R, Chen L

9) Mol Med Rep. 2016 Apr. Polydatin-induced cell apoptosis and cell cycle arrest are potentiated by Janus kinase 2 inhibition in leukemia cells. Cao WJ, Wu K, Wang C, Wan DM.

10) J Transl Med. 2013 Oct 20. Polydatin, a natural precursor of resveratrol, induces cell cycle arrest and differentiation of human colorectal Caco-2 cell. De Maria S, Scognamiglio I, Lombardi A, Amodio N, Caraglia M, Cartenì M, Ravagnan G, Stiuso P.

11) Onco Targets Ther. 2017 Feb 16. Polydatinregulates proliferation, apoptosis and autophagy in multiple myeloma cells through mTOR/p70s6k pathway. Yang B, Zhao S.

12) J Cell Biochem. 2019 Oct. Polydatinenhances the chemosensitivity of osteosarcoma cells to paclitaxel. Zhao W, Chen Z, Guan M.

13) Int J Biol Sci. 2019 Jan 1. PolydatinIncreases Radiosensitivity by Inducing Apoptosis of Stem Cells in Colorectal Cancer. Chen Q, Zeng YN, Zhang K, Zhao Y, Wu YY, Li G, Cheng HY, Zhang M, Lai F, Wang JB, Cui FM

14) Biosci Rep. 2018 Nov 13. Protective effect of polydatinon radiation-induced injury of intestinal epithelial and endothelial cells. Li L, Zhang K, Zhang J, Zeng YN, Lai F, Li G, Ma N, Hu MJ, Cui FM, Chen Q.

Fonte: https://www.artoi.it/polidatina/

La curcuma è una spezia dal colore giallo-arancio e dall’aroma penetrante, molto utilizzata nella cucina indiana. Si ricava dalla polverizzazione del rizoma (un fusto carnoso simile a una radice) della curcuma longa, pianta tropicale indiana appartenente alla stessa famiglia delle Zingiberacee, la stessa dello zenzero. Il termine curcuma trae origini dalla lingua sanscrita “kum-kuma” e dall’arabo “kour-koum“, che significa appunto zafferano, per via della sua somiglianza con la più preziosa spezia, dello stesso giallo vivo, ma dall’aroma differente. In Occidente la si utilizza soprattutto in cucina, nell’alimentazione sana e naturale e come integratore dalle numerose proprietà.

La curcuma viene usata da migliaia di anni nella medicina tradizionale cinese e nell’ayurveda come rimedio dalle numerose proprietà. Nella medicina tradizionale cinese viene utilizzata per riequilibrare i meridiani di stomacomilza e fegato, inoltre secondo questa medicina tradizionale rende il sangue più fluido e cura i disturbi femminili. L’antica medicina indiana, l’ayurveda, utilizza questa spezia per far fluire l’energia eliminando scorie e tossine e la consiglia la mattina a digiuno, diluendone un cucchiaino nell’acqua, come rimedio detox. In questi ultimi anni, la curcuma è stata oggetto di numerosi studi scientifici che non solo hanno confermato le proprietà individuate dalle antiche medicine, ma ne hanno anche scoperte di nuove.

La curcuma svolge soprattutto tre funzioni benefiche per la salute:

  1. antinfiammatoria
  2. antiossidante
  3. immunostimolante
  • Da queste tre azioni derivano tutte le proprietà e i benefici che fanno sì che, il rizoma della curcuma e i suoi estratti, siano utili per contrastare le malattie infiammatorie croniche (da quelle intestinali alle articolari), per riequilibrare l’apparato digerente, contribuendo alla salute di stomacofegato – che disintossica in profondità – e intestino e contrastando la formazione di colesterolo LDL (“cattivo”) a livello della ghiandola epatica. Insieme, le sue funzioni agiscono anche sulla prevenzione di alcune forme tumorali, così come sulla salute del cervello e del cuore.
  • Come antinfiammatorio, la spezia è utile in caso di dolori muscolo scheletrici e le infiammazioni tipiche di artrite e artrosi, così come in presenza di dolori mestrualicolitecefalea edemicraniafibromialgia. Inoltre, facilita l’eliminazione del grasso addominale, resa difficile dallo stato infiammatorio prodotto dalle stesse cellule adipose.
  • Come antiossidante, si rivela utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce e di tutti i disturbi che l’accompagnano, compreso il rallentamento del metabolismo che porta a prendere peso più facilmente dopo una certa età.
  • L’azione immunostimolante si rivela invece utile per rafforzare le difese dell’organismo, proteggendolo dall’attacco di batteri, virus ed altri elementi dannosi.
È soprattutto la curcumina, un elemento antiossidante che dà il tipico colore al rizoma, la responsabile di tutte le proprietà benefiche della spezia: ogni 10g di polvere ne possono contenere da 2 a 8g. La curcumina fu individuata per la prima volta nel 1842, dagli scienziati Vogel e Pelletier, che le diedero il nome.

Curcuma: disturbi e malattie che traggono beneficio dal suo impiego

  1. Diabete: la curcumina potrebbe migliorare la resistenza all’insulina, un fenomeno associato a intolleranza al glucosiodiabetemalattie cardiovascolari e sindrome metabolica(che comprende sovrappeso, soprattutto con grasso addominalealti livelli di zucchericolesterolo e trigliceridi e di pressione sanguigna).
  2. Celiachia e Morbo di Crohn: entrambe queste condizioni (la celiachia fino a sei mesi dalla sospensione del glutine) comportano una condizione infiammatoria intestinale che trae beneficio dall’assunzione di integratori di curcuma.
  3. Gastrite: grazie all’azione antinfiammatoria e antibatterica di questa spezia, la sua integrazione contrasta il bruciore di stomaco (se presente) e contribuisce all’eliminazione dell’Helicobacter pylori, quando la gastrite è provocata da questo batterio.
  4. Cistiti e candidosi: entrambi queste condizioni beneficiano dell’assunzione della curcuma, dall’azione antibatterica, efficace anche contro i funghi (candida). In poco tempo risolve bruciori e prurito.
  5. Depressione: la curcumina aumenta i livelli di serotonina dopamina, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Uno studio ha osservato che l’assunzione di 1g al giorno di questo principio attivo allevia la depressione in modo apprezzabile.
  6. Morbo di Alzheimer: la curcuma sembra ostacolare la proteina beta amiloide (A-beta), implicata nella progressiva degenerazione delle cellule cerebrali che caratterizza questa forma di demenza.
  7. Piccole ferite, escoriazioni e punture d’insetto: la spezia può anche essere utilizzata esternamente, in quanto è cicatrizzante per piccole ferite ed escoriazioni. Applicata in pasta (cioè diluita con poca acqua naturale o acqua di rose) è utile contro le punture di insetto.

Il Sistema Endocannabinoide è stato scoperto negli anni ’60 durante lo studio degli effetti del THC, la molecola psicoattiva della Cannabis, sul sistema nervoso. Nonostante il Sistema Endocannabinoide rivesta un ruolo chiave in moltissime funzioni, una vera e propria ricerca è cominciata a partire dagli anni ’90 fino ad arrivare al giorno d’oggi.

Gli studi scientifici hanno messo in evidenza due recettori: il CB1 e il CB2. 

Il CB1 è un recettore di membrana che si trova nel Sistema Nervoso Centrale in due zone che controllano il comportamento alimentare: la zona mesolimbica, legata al piacere di assumere cibo gustoso, alcool, nicotina e droghe, e la zona ipotalamica, legata alla produzione di molecole che regolano l’apporto di cibo. In seguito, i recettori CB1 sono stati trovati anche negli organi che controllano il metabolismo, come il tratto gastro-intestinale, il fegato, il pancreas endocrino, il tessuto adiposo e il muscolo scheletrico.

Il CB2 invece è un recettore coinvolto nel metabolismo dell’osso e ha la capacità di modulare la risposta immunitaria.

Dalla presenza di questi recettori, si arrivò ben presto alla conclusione che dovevano esistere anche delle molecole prodotte dal corpo che vi si legassero. Vennero quindi scoperti gli endocannabinoidi ( o cannabinoidi endogeni), rappresentati da molecole di derivazioni lipidica molto simili ai cannabinoidi esogeni (o fitocannabinoidi) della Cannabis. Fu subito chiaro quindi che l’organismo è dotato di un vero e proprio Sistema Endocannabinoide che si occupa di sintetizzare, o al contrario, di smaltire questi composti.

A differenza degli ormoni tradizionali e dei neurotrasmettitori che vengono immagazzinati in vescicole secretorie fino al momento del rilascio, gli endocannabinoidi sono sintetizzati e rilasciati sul momento e degradati subito la loro azione. Il Sistema Endocannabinoide agisce quindi su richiesta, esercitando le sue azioni solo dove e quando necessarie.

Il Sistema Endocannabinoide si basa su meccanismi intra-neuronali diversi da quelli dei normali neurotrasmettitori. Ecco perché è coinvolto sia nel controllo dell’appetito sia in molte altre funzioni fisiologiche correlate alla risposta allo stress e al mantenimento dell’omeostasi.

Gli endocannabinoidi hanno proprietà neuro-protettrici, sono in grado di regolare l’attività motoria e della memoria. Inoltre, il Sistema Endocannabinoide è coinvolto nella modulazione della risposta immunitaria, infiammatoria, endocrina ed esercita anche un’azione antiproliferativa.

Gli endocannabinoidi influenzano sensibilmente anche il sistema cardiovascolare e quello respiratorio, controllando il ritmo cardiaco, riducendo la pressione arteriosa e favorendo la  bronco-dilatazione.

Da un punto di vista nutrizionale, lo studio del sistema endocannabinoide è utile per comprendere il crescente fenomeno delle malattie metaboliche e dell’obesità legate ad uno stile di vita ed ad un’alimentazione poco sana che nel tempo sfociano in sovrappeso, diabete, dislipidemie, disturbi cardio-circolatori, ipertensione, infarti e ictus.

In condizioni fisiologiche gli endocannabinoidi vengono rilasciati durante il digiuno e promuovono la spinta a nutrirsi, riducendosi una volta esaurita l’assunzione di cibo e confermando che gli endocannabinoidi sono prodotti su richiesta.

Il Sistema Endocannabinoide modula, inoltre, i circuiti del piacere, fra cui l’appetito. Il cibo ingerito svolge un’azione sulle fibre nervose della dopamina, degli oppioidi, della serotonina e della noradrenalina, le quali connettono rombencefalo e mesencefalo all’ipotalamo per modulare l’azione di appetito e sazietà.

Da un lato c’è quindi una forte correlazione tra i livelli limbici di endocannabinoidi e dopamina e l’aumentato desiderio verso il cibo gustoso. Dall’altro lato però livelli costantemente elevati di endocannabinoidi, provocando un aumento del desiderio di cibo e quindi di gratificazione, continuano ad attivare il Sistema Endocannabinoide, che richiama altro cibo e che favorisce lo stoccaggio dei grassi.

La capacità di immagazzinare i grassi da parte delle cellule adipose aumenta e questo contribuisce al sovrappeso, all’obesità e ai disturbi metabolici già descritti.

Nella pratica clinica quotidiana è importante capire se la persona ha un comportamento alimentare regolare oppure se utilizza il cibo come gratificazione, al pari di qualsiasi altra dipendenza come fumo, droghe e alcool. In quest’ultimo caso il Sistema Endocannabinoide è molto più attivo della norma e questo sembra essere correlato all’obesità viscerale. Nelle forme più gravi, il Sistema Endocannabinoide diventa anche bersaglio dei farmaci che interferiscono con questa iperattivazione bloccando i recettori CB1, considerati utili per il trattamento dell’obesità e dei relativi fattori di rischio cardiometabolico (fonte: Veronica Pacella in www.enecta.com)

In parole semplici, la carenza di endocannabinoidi (CECD) è una condizione in cui il corpo produce una quantità inferiore di cannabinoidi rispetto a ciò che è essenziale per vivere una vita sana. La teoria sostiene inoltre che c’è una linea di malattie che può essere causata da questa carenza sottostante nel corpo.

Fu il Dr. Russo a inventare questa teoria, credendo che non fosse solo una deficienza limitata a condizioni come IBS, emicrania e fibromialgia – malattie che la medicina moderna non è ancora riuscita a spiegare pienamente – ma considerò che includeva il seguente:

  • MS (sclerosi multipla)
  • Parkinson
  • malattia di Huntington
  • Depressione
  • Insufficienza neonatale a prosperare
  • Fibrosi cistica
  • Glaucoma
  • dismenorrea
  • Spreco fetale inspiegabile (aborti ripetitivi)
  • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
  • Malattia bipolare

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18773754

http://www.giornaledicardiologia.it/allegati/00669_2008_04/fulltext/S1-4_2008_10%2074-82.pdf

 

Il Polyporus umbellatus, fungo medicinale noto per le proprietà diuretiche, in realtà possiede molte altre qualità eccezionali, documentate da numerosi studi scientifici.

Storia

In Medicina Tradizionale Cinese il Polyporus umbellatus è indicato per le patologie conseguenti a umidità-ristagno ed è quindi estensivamente usato come diuretico naturale. È stato e viene utilizzato anche per molte affezioni urologiche. Ai gironi nostri, secondo l’Istituto Micologico Tedesco (Mycotroph), il Polyporus umbellatus è il fungo terapeutico con più spiccato tropismo per il sistema linfatico, è utile quindi in tutte quelle situazioni cliniche in cui spicchi il coinvolgimento di tale apparato.

La leggenda del polyporus

Nella Medicina Tradizionale Cinese, il Polyporus umbellatus viene chiamato Zhu Ling ed è considerato un importante diuretico naturale. Il fungo aumenta la produzione di urina e stimola l’escrezione di sodio e cloro, senza però che ci sia una concomitante perdita di potassio, che protegge muscoli e nervi, come avviene con l’utilizzo dei normali diuretici. Riduce la ritenzione idrica e la stasi linfatica, aiutando a ridurre gonfiori ed edemi. È però sconsigliato un suo impiego prolungato nei soggetti che presentano debolezza renale e mancanza di liquidi, in quanto il fungo stimolerebbe un’azione di drenaggio su un organo, il rene, in deficit energetico, incapace di rispondere.

Caratteristiche generali

Il corpo fruttifero si compone di un unico gambo massiccio, biancastro da cui si dipartono varie ramificazioni cilindriche, che a loro volta si suddividono in rami più piccoli, più corti, sull’estremità dei quali si aprono numerosi cappelli sovrapposti e debordanti (a volte più di cento). I cappelli sono del diametro di 2-4 cm, tondeggianti, con l’orlo sottile ondulato, spesso fessurato. La superficie è squamosa e di colore grigio più o meno chiaro o nocciola-giallastro. La faccia inferiore è tappezzata di tubuli bianchi corti che terminano in altrettanti pori rotondi. Il corpo fruttifero, nel suo insieme, può raggiungere i 50 cm di diametro e può pesare anche alcuni chili.

La carne dei cappelli è bianca e tenera mentre quella delle ramificazioni è alquanto fibrosa. Il fungo odora di farina ed è di sapore gradevole. Il Polyporus umbellatus è un fungo commestibile e viene considerato una prelibatezza, purché giovane. Infatti, facilmente si altera e si decompone e in tale stato emana un cattivo odore. Una volto colto, va perciò consumato al più presto. Il Polyporus umbellatus spunta, in folti gruppi, a mazzo, da un corpo bulboso nerastro, lo sclerozio, nascosto nell’humus del bosco nelle vicinanze di vecchi faggi o querce, sopra tronchi d’alberi e su ceppaie. È un fungo saprofita o parassita, commestibile, non molto comune, diffuso nelle zone settentrionali temperate dell’Europa e dell’Asia, nel periodo estivo e autunnale. Si può confondere con la Grifola frondosa che però ha cappelli a forma di ventaglio e gambo laterale.

Componenti generali del Polyporus

Questo fungo contiene ergosterina, acido-alfa-idrossi-tetra-eicosanoico, biotina, oltre a polisaccaridi e polipeptidi vari. È inoltre ricco di Calcio, Potassio, Ferro. Nel fungo sono presenti anche piccole quantità di Sodio e gli oligoelementi Manganese, Rame e Zinco. Contiene poi al suo interno proteine, grassi, carboidrati e fibre vegetali, importantissime per una corretta digestione degli alimenti e come prebiotico per la flora intestinale.

Sostanze bioattive

Il fungo contiene principalmente:

  • Sali minerali:
    • Potassio
    • Ferro
    • Calcio
    • Zinco
  • Acidi grassi insaturi
  • Tutti gli amminoacidi essenziali ed i più comuni non essenziali
  • Poliporusteroni A, B, C, D, F e G
  • Polyporoid A, B e C
  • Ergone (ergosta-4,6,8(14),22-tetraen-3-one)
  • Biotina

Studi scientifici

Dal Polyporus umbellatus sono stati isolati 7 composti triterpenici con importanti attività antiossidanti e con diverse azioni a livello cellulare. L’attività più importante del fungo si esplica come diuretico per il corpo e studi in vitro eseguiti su cavie da laboratorio avvalorano questa sua proprietà. Studi eseguiti in vitro confermano che questo fungo ha importanti proprietà per la cura del benessere dell’organismo che possono essere sfruttati per il trattamento di diverse problematiche che possono colpire l’individuo.

Azione diuretica

L’azione diuretica è stata dimostrata a livello scientifico. È stata infatti isolata una sostanza chiamata ergone (ergosta-4,6,8(14),22-tetraen-3-one) con dimostrati effetti diuretici anti-aldosteronici ed effetti indiretti sul canale ionico Na+/K+. I dati sperimentali dimostrano che ergone aumenta il volume urinario in stati di ritenzione idrica o nei casi di riassorbimento dell’acqua, iatrogeni da mineralcorticoidi. Altre molecole con azione diuretica isolati dal Polyporus sono l’ergosterolo e il d-mannitolo. Gli effetti diuretici del Polyporus a dosaggi diversi sono stati studiati eparagonati agli effetti del furosemide, un diuretico di sintesi. Il vantaggio molto importante del Polyporus è dato dal fatto che, a differenzadei diuretici farmacologici, permette l’eliminazione di sodio e cloro, ma mantiene il potassio a livello intracellulare.

Azione antipertensiva

Il Polyporus agisce regolando la pressione sanguigna, quando l’innalzamento è mediato da un aumento di aldosterone, in situazioni quindi di aumento pressorio da ipervolemia, ossia quando la pressione si regolarizza con i diuretici.

Azione di prevenzione renale e vescicale

Tradizionalmente questo rimedio è stato utilizzato anche per la prevenzione e il trattamento dei calcoli urologici (litiasi renale e vescicale – renella) e per prevenire e trattare nefriti e pielonefriti. Studi su modelli animali (ratti) hanno dimostrato che l’ergone somministrato preventivamente, oltre ad agire come diuretico antialdosteronico, è in grado di proteggere i reni dal danno fibrotico interstiziale iniziale indotto da sostanze chimiche nefrotossiche.

Azione antimicrobica sul tratto genito-urinario

Il Polyporus effettua azione inibitoria nei confronti delle infezioni urogenitali da Chlamydia trachomatis e da micoplasmi (es. Ureaplasma urealyticum), batteri intracellulari, trasmissibili per via sessuale e agenti eziologici di sterilità sia maschile che femminile, delle prostatiti infettive nell’uomo e delle stenosi della cervice uterina della donna. Da un lato sfiamma le mucose vescicali, dall’altro la sua azione di potenziamento immunitario permette di recuperare da situazioni infettive e soprattutto di prevenirle.

Promuove la crescita dei capelli

Uno studio sulla crescita di capelli in scalpi umani in vitro ha dimostrato che basse dosi di fungo (1.28 e 6.4 μg/ml) ne stimolavano in modo

significativo la crescita, mentre alte dosi (4 e 20 mg/ml) la inibivano (Sun et al, 2005).

I componenti bioattivi identificati per questa funzione sono la 3,4 diidrossibenzaldeide, acetosyringe e polyporusterone A e B.

Azione antiossidante

Protegge i globuli rossi dall’emolisi indotta da 2,2-azo-bis(2- amidinopropane)-dihydrochloride (AAPH). L’effetto di inattivazione dei radicali liberi è dose-dipendente. Anche in questo caso sono state isolate le sostanze ritenute le principali responsabili dell’azione antiossidante protettiva nei confronti dei globuli rossi: polyporusterone A e polyporusterone B.

Dati scientifici hanno dimostrato che non solo l’estratto, ma anche il fungo intero è molto efficace nel controllo dei radicali liberi.

Si tratta di un fungo in grado di togliere “umidità” e quindi tossine, in particolare di natura acida.

Migliora la stasi linfatica e l’eliminazione delle tossine dalla matrice. In naturopatia ciò significa ridurre la demineralizzazione conseguente all’acidosi mesenchimale e quindi a risparmiare minerali. I minerali permettono di “strutturare” i tessuti, quindi, con l’assunzione di Polyporus, i capelli si rinforzeranno, la pelle assumerà un aspetto migliore e più tonico, la matrice sarà più “pulita” e il linfatico verrà drenato e favorirà l’espulsione delle tossine ristagnate attraverso la diuresi.

I minerali sono anche cofattori enzimatici, quindi l’attività enzimatica sarà sostenuta con conseguente miglioramento generale del metabolismo e aumento dell’energia vitale.

In assenza di “acidosi mesenchimale” non ci sarà precipitazione del calcio sotto forma di ossalati o urati di calcio a livello urinario e si ridurrà il rischio di renella e calcoli urinari. La vescica e i reni saranno sfiammati e sostenuti nel loro funzionamento.

Non è un semplice diuretico o drenante linfatico. Come tutti i funghi ha sinergie di composti, tra cui polisaccaridi e metaboliti secondari (ergosterolo, ergone, …), in grado di agire sul sistema immunitario migliorandone la funzione; ciò lo rende un rimedio ad azione molto più profonda tanto che è utilizzato di sostegno, come prevenzione e trattamento, nelle infiammazioni e infezioni acute e croniche del sistema genito-urinario sia nei confronti di batteri extra ed endocellulari, che di funghi patogeni e virus.

Per lo stesso motivo sostiene l’organismo in corso di patologie più importanti quali i linfomi e le leucemie e il carcinoma della vescica, che affliggono i tessuti/organi/meridiani da esso sostenuti e tonificati.

Convalidazioni scientifiche

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colostro di capra

Il colostro di capra è la prima secrezione delle ghiandole mammarie durante la gravidanza o dopo il parto. È costituito da acqua, grassi, carboidrati, immunoglobuline e fattori di crescita. Il colostro è il mezzo mediante il quale la madre trasmette al neonato le proprie difese immunitarie ed è molto importante per proteggerne la salute intestinale.

 

Nel colostro, oltre agli anticorpi (immunoglobuline secretorie IgA), alle cellule immunitarie (macrofagi, neutrofili, linfociti ecc.) e agli importantissimi fattori di crescita epiteliale, sono presenti le prostaglandine (PG) che hanno una importante funzione protettiva dell’apparato digerente ed intervengono nella liberazione degli enzimi e nella regolazione dell’acidità. Il colostro di capra contiene inoltre vitamine – in particolare A, E, B12, ma anche D e pro vitamina A (betacarotene). Per quanto riguarda i minerali è invece ricco di zolfo – importante per la riparazione dei tessuti e la sintesi con il collagene – e il ferro contenuto risulta particolarmente assorbitile grazie alla lattoferrina: una proteina antivirale, antibatterica e antinfiammatoria. La lattoferrina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti e ne priva i batteri che lo utilizzano per la replicazione.

La capra è in assoluto l’animale con le difese immunitarie più alte presente in natura. Essa riesce infatti  a sopravvivere ai veleni degli animali più letali (ragni, serpenti ecc.) senza bisogno di alcun aiuto esterno. Secondo gli studi effettuati, è proprio grazie al colostro che questo patrimonio immunitario viene trasmesso alle nuove generazioni.

L’assunzione di colostro può essere di aiuto:

  • nei casi di disbiosi intestinale ed intolleranze alimentari
  • per rinforzare il sistema immunitario
  • per l’attività sportiva
  • per combatte l’invecchiamento precoce
  • per facilitare la riparazione dei tessuti
  • per stimolare la produzione di particolari enzimi

Alga spirulina

La Spirulina è un’alga monocellulare, con configurazione fisica a spirale, che può crescere solamente in acque dolci molto alcaline. Originaria dell’America centrale e Africa centrale, attualmente viene coltivata in speciali fattorie acquatiche nelle regioni subtropicali.

La Spirulina è una delle più antiche forme di vita: è apparsa sulla Terra circa 3 miliardi di anni fa.

Oggi la Spirulina è considerata l’alimento del futuro per il suo elevatissimo contenuto proteico(circa il 70%) e le sue straordinarie concentrazioni di betacarotene(molto più della carota) e di tutte le altre vitamine (tra le quali spicca laB12, difficilmente reperibile negli alimenti vegetali) e minerali (ricca di ferro e rame e quindi è ottima nei casi di anemia), molti enzimi(tra cui la SOD, un potente antiossidante).

Le proteine della Spirulina sono estremamente facili da digerire e da assimilare, ed è completa perché possiede tutti gli amminoacidi essenziali (quelli che l’organismo non riesce a sintetizzare) in proporzione ottimale e 10 dei 12 amminoacidi non essenziali. Proprio per l’alto apporto di proteine è molto consigliata agli sportivi, e ai vegetariani e ai vegani(soprattutto per la B12).

Alga spirulina ha proprietà antibiotiche, inibisce la crescita di batteri, lieviti e funghi. Questo superalimento ha una concentrazione eccezionale di nutrienti funzionali quale non si è mai vista in nessun cibo, pianta, erba o cereale. Studi eseguiti in USA e Giappone hanno dimostrato un’attività antivirale contro diversi virus (hiv, herpes simplex, citomegalovirus); questa azione antivirale sarebbe data dal calcium spirulan, un polisaccaride che contiene sia zolfo che calcio, che impedirebbe al virus di penetrare nella cellula

È stato dimostrato che la ficocianina e i polisaccaridi della spirulina aumentano la produzione di macrofagi, contribuiscono alla riproduzione del midollo spinale, rafforzano il sistema immunitario e la capacità di resistenza alle malattie.

Per la ricchezza di minerali basici, la spirulina contribuisce a ristabilire l’equilibrio acido-base rendendo più alcalini i tessuti.

Altri aspetti molto importanti della Spirulina è la presenza di alti livelli di clorofilla (disintossicante da metalli e tossine), di magnesio(essenziale in tutte le funzioni biologiche), della Vitamina A(contro l’acne e per la salute degli occhi e delle ossa), delle Vitamine E e F (salute del cuore e dei vasi sanguigni). Stimolando le cellule staminali del midollo spinale, vengono rinforzati e riequilibrati i globuli bianchi (effetto immunostimolante) e i globuli rossi (azione antianemica).

Una regolare assunzione di Spirulina aiuta a completare la nostra alimentazione, spesso povera di micronutrienti(farinacei, zuccheri, cibi pronti non contengono nutrienti; la frutta e verdura coltivate con erbicidi e pesticidi sono povere di nutrienti) e impoverita maggiormente dalla sedentarietà, dallo stress e dall’inquinamento, tutti fattori che indeboliscono il nostro organismo rendendoci più vulnerabili. Le dosi quotidiane di solito riportate sulle confezioni sono da 2 a 4 grammi al giorno.

PRINCIPI ATTIVI:

  • 65% Proteine (8 aminoacidi essenziali)
  • 18% Carboidrati (fra cui il ramnosio che favorisce il metabolismo del glucosio); fibra.
  • 7% Minerali (Calcio, Magnesio, Ferro, Potassio, Zinco, Rame, Manganese, Cromo, Selenio),
  • 5% Vitamine naturalmente ricca di betacarotene, vitamine (complesse B, D, E, K)
  • 5% Lipidi – tra i quali gli acidi grassi essenziali Omega6.
  • Sali minerali (Ca, K, P, Na, Mg, S, Cl, Fe, Zn, Mn, Cu, Co, Ni, Mo, Cr).
  • Pigmenti quali clorofille, ficocianine, caroteni e xantofille (mixoxantofilla, zeaxantina, criptoxantina, echinenone).

INDICAZIONI:

  • Affaticamento
  • Attività sportiva
  • Invecchiamento precoce
  • Alimentazione squilibrata
  • Stress psico fisico
  • Immunostimolante

Alga spirulina a confronto:

1,65 volte più proteine della soia e 3 volte dei fagioli

8,4 volte più calcio del latte

34 volte più ferro degli spinaci

25 volte più betacarotene delle carote

3 volte più vitamina B12 di quella presente nelle uova

 

Nel 1974 è stata nominata come “alimento del futuro” durante la Conferenza Mondiale dell’Alimentazione dell’ONU, considerata la sua digeribilità e la sua capacità di contenere al suo interno elementi nutritivi che non si trovano spesso in natura: perfetta per conferire energia e per migliorare il proprio stato di salute. Aztechi e Maya ne conoscevano il grande valore e l’effetto curativo: molti erano gli utilizzi nel quale veniva applicata, ed era considerata addirittura come “il cibo degli dei”, perché in grado di fornire energia rapidamente e di aumentare le capacità di resistenza.

Long Life

Il Long Life contribuisce a migliorare in maniera significativa la longevità del corpo, a  rigenerare gli organi e ripara il DNA e RNA danneggiati, migliorando la salute e la progressione all’evoluzione del nostro organismo in maniera naturale e sicura, con la miglior forma Colloidale Atomica attualmente sul mercato. Nessun accumulo nei tessuti massima penetrazione ed espulsione fisiologia (non carica i Reni). Le persone che hanno provato questo prodotto sono rimaste estasiate dai molteplici benefici avuti. Oro Rame e Argento sono le basi della Medicina Naturale Cinese di 5000 anni fa e ha un ruolo di primaria importanza nella Medicina Naturale Ayurvedica Indiana. Il prodotto si presenta in flaconi da 50 ml con gradazioni da 500 ppm,1000 ppm, 2000 ppm. Ottimo nel trattamento di Artriti, Artrosi, Artrite reumatoide, etc.

L’argento è efficace contro oltre 700 patologie, privo di effetti collaterali è un ottimo rimedio naturale, Anti radicali liberi, antibiotico naturale, antifungino, antinfiammatorio, antiparassitario, decongestionante delle mucose, antiossidante.

L’Oro migliora la capacità di apprendimento, rendendola più veloce; migliora notevolmente l’autostima, la vista, migliora l’energia, l’attenzione, la capacità di concentrazione e di meditazione, la stabilità emotiva, aumenta la libido, riduce lo stress e l’ansietà, riduce, fino ad eliminarla, la depressione, riduce il dolore causato da artrite, riduce il senso di stanchezza, migliora la coordinazione cervello-mano-occhio con migliori risultati in campo sportivo.

Il Rame viene usato per curare: calvizie, bruciature, artriti, parassiti, infezioni virali e batteriche, può uccidere oltre 600 microbi, viene usato per stabilizzare il flusso sanguigno nel corpo, aumenta le funzioni circolatorie, viene usato per pulire e disinfettare le ferite, stimola i processi metabolici. Viene usato per disturbi legati alla denutrizione e alla cattiva circolazione. È considerato un giusto rimedio per disturbi renali spasmodici e crampi formi.

A chi è consigliato?

Essendo un mix di prodotti è consigliato a tutti per riportare l’organismo ad uno stato di equilibrio psicofisico generale. Nello specifico è adatto a coloro che soffrono una condizione di privazione energetica, poca vitalità, spossatezza, scarsa memoria, senso di rinuncia, difficoltà a concentrarsi e vivere il momento presente. Per chi soffre di insonnia, irrequietezza, agitazione, ansia generalizzata o ha subito un trauma da cui non riesce a riprendersi. Il Long Life dona quella spinta necessaria a riprendere in mano la propria vita incrementando energia e vitalità.

Dopo 15 anni di ricerca e studi proponiamo il prodotto più performante in commercio che si differenzia da tutti gli altri per la miglior forma colloidale realizzata con particelle della dimensione di un Atomo.

 

Le “lacrime di Chio” ovvero il Masthia di Chiouna resina dalle mille virtù 

Chios è una piccola isola greca situata a poca distanza dalla costa turca,famosa per aver dato i natali a Omero..ma soprattuto per questa resina leggendaria e fascinosa. Si trova solo nel sud dell’isola perchè solo qui il lentisco secerne questo tipo di resina sotto forma di lacrime trasparenti.


La Mastiha: una particolarissima resina prodotto della secrezione del tronco e dei rami del Pistacia lentiscus. L’unicità della mastica risiede nel fatto che solamente a Chios il lentischio ha questo tipo di secrezione. Gli antichi greci la utilizzavano regolarmente.

Citata da Ippocrate, esaltata da Galeno e da Dioscoride, considerato l’iniziatore della farmacologia, alla mastica si attribuivano innumerevoli proprietà benefiche e terapeutiche.

Ippocrate fu uno dei primi a scoprirne le straordinarie proprietà coadiuvanti il buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale.

Sia nell’Impero Bizantino, sia in quello ottomano, il commercio di Masthia era monopolio delle corti reali durante l’impero ottomano, la Masthia valeva come l’oro oro e il suo furto veniva punito con pene molto dure sino alla morte.

La mastica di Chios ha ottenuto la Denomiazione di Origine Controllata e viene commercializzata dalla cooperativa dei produttori.

Il mastice e’ un arbusto della famiglia pistacchio, attinente alla resina di lentisco. Viene utilizzato per la pasticceria, confetteria, cosmetici, per l’incenso nel campo delle belle arti e per fare liquori. Ma è meglio conosciuto come una gomma naturale ottenuto da ripetute incisione dei gambi.

Il mastice di Chios è anche riconosciuto da poco come farmaco da parte dell’Unione Europea. A partire dal 2015, è ufficialmente considerato un farmaco naturale, da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Sulla base di ricerche di laboratorio e studi clinici, gli scienziati rivelano che il Mastiha Chios naturale è dotato di particolari proprietà benefiche e terapeutiche con effetti anti-microbiche e anti-infiammatori.

Il comitato per i medicinali a base di piante (HPMC) della EMA hanno votato all’unanimità per l’incorporazione del Mastiha di Chios nella categoria dei farmaci vegetali tradizionali, con due indicazioni terapeutiche per problemi digestivi e contro l’infiammazione della pelle.

Per la medicina tradizionale mediterranea il mastice, di natura calda e secca, di virtù astringente, era utile alla tosse e allo stomaco; si masticava per rassodare le gengive.

Per la medicina araba mastaka eccitava l’appetito e calmava il dolore delle gengive, calmava la dispnea, risolveva gli umori dello stomaco. Avicenna scriveva che a causa della sua leggera virtù disseccante dissolveva la flemma e a causa della sua virtù astringente era utile nelle infiammazioni degli organi digestivi.

La medicina ayurvedica utilizza le galle di un albero apparentato, Pistacia integerrima, nei sintomi respiratori e nella diarrea.

Alcuni studi scientifici 
hanno evidenziato l’attività protettiva e antisecretiva del mastice sulle pareti dello stomaco. Altri studi ne hanno rilevato l’effetto antibatterico sull’ Helycobacter. 

Il  mastice di Chios ( Pistacia lentiscus var. Chia) è un agente antimicrobico naturale che ha trovato ampio uso in prodotti farmaceutici e come integratore alimentare.

  1. Ha proprietà antibatteriche e anti infiammatorie
  2. Cura le infiammazioni del cavo orale, è un antisettico e profumatore dell’alito, previene la formazione della placca dentale
  3. Agisce come un immunostimolante
  4. Il rimedio naturale più efficace contro il bruciore di stomaco, ulcera gastrica, reflusso gastroefageo
  5. Combatte il batterio “Helicobacter pylori” che causa acidità di stomaco e ben più gravi problemi allo stomaco
  6. Protegge le cellule dello stomaco da ulcere e gastriti
  7. Ha ottime proprietà fungicide
  8. Migliora l’efficacia di un trattamento classico antibiotico
  9. Ha proprietà antidiarroiche
  10. Ricco di antiossidanti, può essere utilizzato sulla pelle contro l’acne e per la sua purificazione
  11. Ha proprietà antisettiche e cicatrizzanti

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Veniamo al mondo con un patrimonio enzimatico di circa cinquemila enzimi diversi che tende ad esaurirsi con l’età. Veleni ambientali, radicali liberi, farmaci di sintesi, depotenziano i cicli energetici e la vitalità enzimatica, favorendo un depauperamento accelerato del nostro patrimonio enzimatico, che invece potrebbe essere sostenuto da una alimentazione biodinamica attenta all’energia degli alimenti.

Sappiamo però che la qualità degli alimenti viene pregiudicata da molti fattori negativi: mutazioni genetiche, tecniche di coltivazione, di allevamento, di conservazione e, non ultima, la maggior sterilità dei terreni per uso massivo di concimi chimici e diserbanti. Possiamo aiutare le cellule del nostro organismo che perdono lentamente la loro energia? I prodotti della Citozeatec, pronti e biodisponibili, possono intervenire correttamente quando il nostro corpo ne ha più bisogno.

Perché servono nutrienti specifici?

– La Raccomandazione UE del 28 aprile 2010 relativa all’iniziativa di una programmazione congiunta nel settore dell’alimentazione sana per una vita sana, indica, tra l’altro, come “l’eliminazione di fattori di rischio comuni connessi allo stile di vita – ed in particolare all’alimentazione – consentirebbe di evitare l’80% delle cardiopatie, degli ictus, dei casi di diabete di tipo 2, nonché il 40% dei tumori”.

ll CITOZYM è un prodotto che appartiene ad una nuova generazione di integratori alimentari, definiti Biodinamici, che sono in grado di apportare alimenti funzionali ottenuti da conversioni enzimatiche specifiche e quindi “nutrire” direttamente e rapidamente le cellule incontrate.

L’assoluta novità e dovuta all’ulilizzo di Enzimi nel ciclo produttivo, che rispecchiano gli enzimi dei metabolismi energetici delle cellule eucariote, agiscono sugli zuccheri che li compongono, sulle vitamine e sugli altri componenti predisponendo la loro conformazione biochimica affinché possano essere immediatamente utilizzati dagli enzimi endogeni come substrati nutrizionali specifici, all’interno delle cellule ed in particolare nei mitocondri, che sono le più importanti “fabbriche” energetico-metaboliche esistenti, in grado di sostenere la vita così come la conosciamo e all’interno dei quali i processi metabolici si sono sempre più perfezionati in milioni di anni.

Processi che dovrebbero essere capiti ed assecondati evitando, per quanto possibile, di contrastarli. E’ possibile quindi un miglioramento delle funzioni cellulari stesse con conseguente recupero dell’equilibrio termodinamico e ottimizzazione del metabolismo degli zuccheri e dei metabolismi correlati (v. Ciclo di Krebs, ecc.).

Per raggiungere questo scopo ogni integratore Biodinamico presenta caratteristiche proprie e, allo stesso tempo, complementari agli altri lntegratori Biodinamici.

Tutti gli integratori Biodinamici escono dalla stessa linea produttiva a conversione enzimatica sequenziale e sono quindi perfettamente compatibili fra loro e agiscono in modo assolutamente sinergico. Possono essere utilizzati anche singolarmente, oppure necessariamente insieme.

ll CITOZYM è il prodotto principale alla base dell’integrazione nutraceutica Biodinamica. I substrati molecolari e i coenzimi contenuti nel prodotto sono utili per sostenere e innalzare le attività enzimatiche cellulari, con particolare riferimento al metabolismo glucidico e mitocondriale (Glicolisi aerobica, Ciclo di Krebs e metabolismi correlati: ciclo dell’urea, beta-ossidazioni degli acidi grassi, gluconeogenesi, ecc.). Di particolare importanza, nel CITOZYM è la tipologia e conformazione della struttura degli zuccheri, esosi e pentosi, in grado di favorire sia i metabolismi energetici che le esigenze derivanti dalla sintesi di nucleotidi e nucleosidi (attività DNA e RNA mediata).

Le ricerche di base in vitro e in vivo (*) hanno confermato I ‘aumento dell’attività metabolica mitocondriale con aumento della sintesi di ATP, il miglioramento del consumo del glucosio a livello aerobico, una riduzione della trasformazione di piruvato ad acido lattico, un rapido abbassamento dello “stress ossidativo” da ROS (radicali liberi) per innalzamento delle attività enzimatiche dei processi antiossidanti (SOD, CAT, GSH) con effetto rinforzante sull’attività dei monociti che giocano un ruolo chiave nel sistema immunitario.

(*) Dipartimento di Biologia – Laboratorio di oncologia sperimentale e istologia – Univ. di Tor Vergata – Roma.

CITOZYM  FAVORISCE LA REGOLAZIONE DEI METABOLISMI ENERGETICI, IL CONTROLLO DELLO STRESS OSSIDATIVO E L’ELIMINAZIONE DELLE TOSSINE.