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Un piccolo frutto dell’Amazzonia torna sotto i riflettori della ricerca: uno studio clinico suggerisce un possibile ruolo nella riduzione del grasso epatico, ma servono conferme.

Negli ultimi anni, l’interesse verso alimenti funzionali e integratori naturali è cresciuto notevolmente, soprattutto in relazione alle patologie metaboliche. Tra questi, il Camu-Camu (Myrciaria dubia), una bacca originaria delle foreste amazzoniche, è stato recentemente oggetto di uno studio clinico che ne ha valutato gli effetti sulla steatosi epatica. I risultati, pur preliminari, aprono nuove prospettive nel campo della nutrizione clinica e della prevenzione.

Questa utile pianta prospera nelle lussureggianti foreste del Sud America. Per secoli, gli indigeni peruviani hanno utilizzato il camu camu, che ora è molto popolare come integratore alimentare che può essere ottenuto facilmente sotto forma di polvere o estratto. Le proprietà di questo integratore sono molto benefiche, viene utilizzato  per la cura della pelle e la salute degli occhi, contribuendo allo stesso tempo alla salute generale del corpo.  Grazie ai suoi molteplici benefici, il camu camu è un prezioso bene naturale per il benessere del corpo. Incorporandolo nei pasti quotidiani, funge da risorsa preziosa per il raggiungimento ed il supporto della salute fisica.  Inoltre, le bacche di camu camu sono utilizzate anche in molti prodotti alimentari, come succhi di frutta, yogurt e barrette energetiche.

Composizione nutrizionale del Camu-Camu

Il camu-camu (Myrciaria dubia) si distingue per la presenza di numerosi composti bioattivi che contribuiscono al suo interesse nutrizionale e funzionale. Tuttavia, è importante interpretare questi elementi nel contesto di una dieta equilibrata, senza attribuire loro effetti terapeutici diretti non dimostrati.

Vitamina C

Il camu-camu è una delle fonti naturali più ricche di vitamina C (acido ascorbico), con concentrazioni significativamente superiori rispetto a molti altri frutti, inclusa l’arancia. Questa vitamina svolge un ruolo fondamentale:

  • nella protezione dallo stress ossidativo
  • nel supporto al sistema immunitario
  • nella sintesi del collagene

Aminoacidi

Il frutto contiene diversi aminoacidi, tra cui:

  • valina
  • leucina
  • serina

Valina e leucina appartengono agli aminoacidi essenziali e partecipano a numerosi processi metabolici, tra cui il mantenimento della massa muscolare e il metabolismo energetico. La serina, invece, è coinvolta in diversi processi cellulari, inclusa la sintesi di proteine e fosfolipidi.

È importante precisare che, sebbene presenti, questi aminoacidi non sono contenuti in quantità tali da rendere il camu-camu una fonte primaria proteica.

Potassio

Il potassio è un minerale essenziale per il corretto funzionamento dell’organismo. Contribuisce:

  • alla regolazione della pressione arteriosa
  • alla funzione muscolare
  • all’equilibrio dei fluidi

Flavonoidi

Il camu-camu contiene diversi flavonoidi, composti vegetali con attività antiossidante. Queste molecole aiutano a neutralizzare i radicali liberi e possono contribuire alla protezione cellulare.

Acido gallico

L’acido gallico è un composto fenolico con proprietà antiossidanti. Studi di laboratorio suggeriscono anche attività antimicrobiche e antivirali, anche se la rilevanza clinica di questi effetti nell’uomo deve essere ancora chiarita.

Acido ellagico

Anche l’acido ellagico è un potente antiossidante. Alcune ricerche preliminari hanno esplorato il suo potenziale ruolo nella prevenzione di processi degenerativi, inclusi quelli tumorali, ma si tratta di evidenze ancora in fase sperimentale e non conclusiva.

Steatosi epatica e Camu-Camu: un possibile aiuto dalla natura

La Steatosi epatica non alcolica è una condizione sempre più diffusa, caratterizzata dall’accumulo eccessivo di grassi (lipidi) all’interno delle cellule del fegato. A differenza della semplice steatosi, questa forma può evolvere verso quadri clinici più complessi e pericolosi.

Nel tempo, infatti, il fegato può andare incontro a:

  • infiammazione cronica
  • processi di cicatrizzazione (fibrosi)
  • morte delle cellule epatiche (necrosi)

Questi fenomeni compromettono progressivamente la funzionalità dell’organo, con conseguenze potenzialmente irreversibili.

Oggi questa patologia è stata ridefinita come MASLD (malattia epatica steatosica associata a disfunzioni metaboliche), per sottolinearne il forte legame con condizioni come obesità, insulino-resistenza e dislipidemia.

Si stima che colpisca circa un adulto su quattro, rendendola una delle malattie epatiche croniche più comuni a livello globale. Nonostante la sua diffusione, non esistono ancora terapie farmacologiche specifiche approvate, e nei casi più gravi può evolvere fino a:

  • cirrosi epatica
  • insufficienza epatica
  • esiti fatali

Il ruolo emergente del Camu-Camu

Negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata su possibili strategie nutrizionali per contrastare questa condizione. Tra queste, ha suscitato particolare interesse il camu-camu (Myrciaria dubia), un piccolo frutto originario dell’Amazzonia.

Questo frutto si distingue per:

  • un contenuto eccezionalmente elevato di vitamina C
  • una ricca presenza di polifenoli, tra cui proantocianidine ed ellagitannine

Questi composti sono noti per le loro proprietà:

  • antiossidanti
  • antinfiammatorie
  • potenzialmente protettive nei confronti del metabolismo cellulare

Proprio queste caratteristiche hanno portato a ipotizzare un possibile ruolo del camu-camu nella protezione del fegato e nella riduzione dell’accumulo di grasso epatico.

Trial clinico sul Camu-Camu

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell Reports Medicine (1), ha coinvolto 30 adulti in sovrappeso con ipertrigliceridemia, una condizione spesso associata all’accumulo di grasso nel fegato. Lo studio è stato progettato come un trial clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, considerato il “gold standard” nella valutazione dell’efficacia di un intervento.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha assunto quotidianamente 1,5 grammi di camu-camu, mentre l’altro ha ricevuto un placebo, per un periodo complessivo di 12 settimane. L’obiettivo era valutare l’impatto dell’integrazione sul contenuto di grasso epatico, misurato attraverso tecniche di imaging avanzate come la risonanza magnetica (MRI), oggi tra i metodi più accurati per questo tipo di analisi.

Al termine dello studio, i risultati hanno evidenziato una differenza significativa tra i due gruppi. Nei soggetti trattati con camu-camu, la percentuale di grasso epatico è diminuita mediamente del 7,43%, mentre nel gruppo placebo si è osservato un incremento dell’8,42%. Questo si traduce in una differenza complessiva di circa il 16%, un dato che suggerisce un potenziale effetto favorevole dell’integratore sulla steatosi epatica.

Oltre alla riduzione del grasso nel fegato, i ricercatori hanno osservato anche un miglioramento di alcuni marker biochimici associati al danno epatico, indicando un possibile beneficio non solo strutturale ma anche funzionale.

Nonostante questi risultati siano incoraggianti, è importante sottolineare che lo studio ha coinvolto un numero limitato di partecipanti e una durata relativamente breve: saranno quindi necessari ulteriori studi su scala più ampia per confermare l’efficacia e la sicurezza del camu-camu nel lungo periodo.

Riduzione del grasso epatico: cosa dice lo studio

La ricerca ha evidenziato che l’assunzione di camu-camu è stata associata a una riduzione del grasso epatico fino al 16% rispetto al gruppo placebo.

Questo risultato assume una certa rilevanza clinica, soprattutto considerando:

  • l’elevata prevalenza della malattia
  • l’assenza di trattamenti farmacologici specifici

Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta di uno studio preliminare, con un numero limitato di partecipanti, e che saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare questi effetti su larga scala.

Polifenoli e meccanismi d’azione

Il potenziale effetto benefico del camu-camu sembra legato principalmente alla sua elevata concentrazione di polifenoli.

Questi composti bioattivi possono:

  • contrastare lo stress ossidativo
  • ridurre l’infiammazione sistemica
  • influenzare il metabolismo dei lipidi

Studi preclinici condotti su modelli animali avevano già mostrato risultati promettenti: in particolare, il camu-camu si era dimostrato capace di prevenire l’accumulo di grasso nel fegato in topi con obesità indotta dalla dieta.

Il dato più rilevante dello studio recente è che, per la prima volta, questi effetti sono stati osservati anche in un contesto clinico umano, seppur iniziale.

Altri possibili benefici del Camu-Camu

Camu-Camu e salute del fegatoOltre al potenziale effetto sulla steatosi epatica, il camu-camu (Myrciaria dubia) è oggetto di numerosi studi per le sue proprietà biologiche. Tuttavia, è importante sottolineare che molte di queste evidenze derivano da studi preclinici o sperimentali, e non sempre sono state confermate in modo solido nell’uomo.

Attività antiossidante

Il camu-camu è considerato una delle fonti naturali più ricche di vitamina C. L’acido ascorbico, insieme ai composti fenolici presenti nella bacca, contribuisce a contrastare lo stress ossidativo, proteggendo le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Questo meccanismo è associato, in generale, a una riduzione del rischio di patologie croniche.

Effetti antinfiammatori

Diversi studi suggeriscono che il succo e gli estratti di camu-camu possano modulare i processi infiammatori. Poiché l’infiammazione cronica è coinvolta nello sviluppo di molte malattie — tra cui patologie cardiovascolari e metaboliche — questo effetto è considerato particolarmente rilevante.

Supporto al sistema immunitario

Grazie all’elevato contenuto di vitamina C e polifenoli, il camu-camu può contribuire al normale funzionamento del sistema immunitario, migliorando la risposta dell’organismo agli agenti esterni.

Possibili effetti metabolici

Alcune evidenze suggeriscono che gli estratti di Myrciaria possano:

  • contribuire alla regolazione della glicemia
  • ridurre i picchi glicemici post-prandiali
  • influenzare positivamente il metabolismo dei lipidi

Questi effetti, se confermati, potrebbero essere utili nel contesto delle sindromi metaboliche.

Salute cardiovascolare

I flavonoidi contenuti nel camu-camu sembrano favorire il rilassamento dei vasi sanguigni, con un possibile effetto benefico sulla pressione arteriosa. Tuttavia, le evidenze cliniche in questo ambito sono ancora limitate.

Produzione di collagene e salute dei tessuti

La vitamina C svolge un ruolo essenziale nella sintesi del collagene, una proteina fondamentale per:

  • pelle
  • ossa
  • tendini
  • legamenti

Un adeguato apporto può quindi contribuire al mantenimento della salute dei tessuti connettivi.

Assorbimento del ferro

L’acido ascorbico favorisce l’assorbimento del ferro non-eme (di origine vegetale), mantenendolo nella forma più facilmente assimilabile. Questo può essere particolarmente utile in soggetti con carenze o aumentato fabbisogno.

Modalità di assunzione e sicurezza

Il camu-camu può essere consumato:

  • in polvere (aggiunto a smoothie o yogurt)
  • in capsule
  • sotto forma di succo

In generale è considerato sicuro a dosi moderate, ma:

  • dosi elevate possono causare disturbi gastrointestinali
  • mancano dati sugli effetti a lungo termine
  • cautela in gravidanza e in caso di terapie farmacologiche

Conclusione

Il camu-camu rappresenta un alimento dalle caratteristiche nutrizionali molto interessanti e con un potenziale ruolo nel supporto della salute metabolica, in particolare per quanto riguarda il fegato. I risultati dello studio clinico disponibile sono promettenti, ma ancora preliminari, e non consentono di considerarlo una terapia per la MASLD.

In un’ottica scientificamente corretta, il camu-camu può essere visto come un possibile supporto complementare, da inserire all’interno di uno stile di vita sano. Ad oggi, le strategie più efficaci per la prevenzione e il trattamento della steatosi epatica restano una dieta equilibrata, la perdita di peso e l’attività fisica regolare.

Un approccio consapevole permette di valorizzare le potenzialità di questo frutto senza cadere in semplificazioni o aspettative eccessive, mantenendo sempre al centro le evidenze scientifiche.

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno: Camu-camu: un super-alimento dall’Amazzonia
  2.  Erboristeria Arcobaleno: CAMU-CAMU: il superfood amazzonico
  3. Erboristeria Arcobaleno: Shiitake e steatosi epatica
  4. Erboristeria Arcobaleno: Il fegato: un organo chiave

Bibliografia

  1. Cell Reports Medicine 2024. Doi: 10.1016/j.xcrm.2024.101682 https://doi.org/10.1016/j.xcrm.2024.101682
  2. Composti attivi e proprietà medicinali del genere Myrciaria (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0308814613019328?via%3Dihub)
  3. Composti antiossidanti e antipertensivi in ​​vitro dal tegumento del seme di camu-camu (Myrciaria dubia McVaugh, Myrtaceae): uno studio multivariato di struttura-attività (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30055315/)
  4. Semi di camu-camu (Myrciaria dubia) – Da flusso secondario a ingrediente antiossidante, antiiperglicemico, antiproliferativo, antimicrobico, antiemolitico, antinfiammatorio e antipertensivo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31816536/)
  5. https://www.medicinaintegratanews.it/camu-camu-efficace-nella-steatosi-epatica/
  6. https://www.farmacista33.it/nutrizione-e-integrazione/29800/

 

 

Un crescente corpo di evidenze scientifiche rivela che i batteri intestinali non sono semplici spettatori, ma attori attivi nella risposta ai trattamenti oncologici. Nel caso della capecitabina, farmaco cardine nella terapia del carcinoma del colon-retto, la presenza di specifici ceppi batterici produttori di vitamina K2 si associa a una riduzione degli effetti collaterali neurologici. Comprendere e modulare questo dialogo tra microbiota e chemioterapia apre nuove prospettive per una medicina oncologica più personalizzata, tollerabile ed efficace.

La capecitabina (CAP), pro-farmaco del 5-fluorouracile, è comunemente utilizzata nel trattamento del carcinoma del colon-retto. Tuttavia, la risposta terapeutica è altamente variabile e frequentemente limitata da effetti collaterali, tra cui la tossicità neurologica. Studi recenti suggeriscono che il microbiota intestinale non solo modula l’efficacia del trattamento, ma può anche contribuire alla tollerabilità della terapia. In particolare, è emerso un potenziale ruolo protettivo dei batteri intestinali produttori di vitamina K2 contro la tossicità off-target del farmaco.

La chemioterapia sistemica, sebbene rappresenti un pilastro nel trattamento delle neoplasie solide, è frequentemente associata a eventi avversi che limitano l’aderenza terapeutica e compromettono la qualità di vita dei pazienti. La capecitabina (CAP), ampiamente utilizzata nel trattamento del carcinoma del colon-retto, viene metabolizzata in vivo in 5-fluorouracile (5-FU), il quale agisce inibendo la sintesi di DNA e RNA nelle cellule tumorali. Tuttavia, solo il 40% dei pazienti risponde efficacemente alla terapia, mentre una percentuale significativa (fino al 57%) richiede una riduzione o sospensione del trattamento a causa della tossicità.

Recenti evidenze precliniche suggeriscono che la composizione e la funzionalità del microbiota intestinale possano modulare non solo la risposta al trattamento, ma anche la sua tossicità. È stato quindi ipotizzato che l’interazione tra farmaci antitumorali e microbiota possa rappresentare un fattore determinante per la personalizzazione della terapia oncologica.Oncologia integrata e microbiota: ruolo strategico della vitamina K2Obiettivi dello studio

Un team di ricercatori dell’Università di Maastricht ha indagato l’impatto della capecitabina sul microbiota intestinale in un gruppo di 56 pazienti con carcinoma del colon-retto, focalizzandosi in particolare sul ruolo della vitamina K2 prodotta dai batteri intestinali e sulla possibilità che essa contribuisca a mitigare gli effetti collaterali neurologici della chemioterapia.

Materiali e Metodi

I partecipanti allo studio sono stati sottoposti a tre cicli di trattamento con capecitabina. Campioni fecali sono stati raccolti prima, durante e dopo la terapia per analizzare la composizione del microbiota e il profilo funzionale metagenomico. In parallelo, sono stati valutati gli effetti collaterali riportati dai pazienti, con particolare attenzione ai disturbi neurologici (es. nevralgia).

Analisi bioinformatiche e modelli di machine learning sono stati impiegati per correlare i profili microbici con la comparsa di tossicità e la necessità di aggiustamenti del dosaggio.

Risultati

Dopo tre cicli di trattamento, si è osservata una significativa alterazione della composizione microbica intestinale: aumento di taxa appartenenti all’ordine Clostridiales e riduzione della famiglia Actinomycetaceae. A livello funzionale, sono emerse modifiche in oltre 250 pathway metabolici, inclusi quelli coinvolti nella biosintesi del menachinolo (vitamina K2), soprattutto da parte di ceppi del genere Escherichia.

I pazienti con livelli più elevati di batteri produttori di vitamina K2 hanno mostrato una minore incidenza di dolore neuropatico. Studi in vitro e su modelli animali hanno confermato che la vitamina K2 esercita un effetto protettivo sulle cellule nervose esposte alla chemioterapia, senza indurre tossicità aggiuntiva.

Infine, i modelli predittivi basati sull’analisi di specifici geni microbici hanno mostrato una discreta accuratezza nel prevedere il rischio di effetti collaterali, offrendo potenzialmente uno strumento per la personalizzazione del trattamento.

Implicazioni cliniche: perché implementare la vitamina K2 nei percorsi oncologici

I dati raccolti suggeriscono una rilevanza clinica emergente della vitamina K2, non solo come nutriente essenziale ma come modulatore del microbiota e della tolleranza alla chemioterapia. L’osservazione che i batteri produttori di vitamina K2 riducono la neurotossicità correlata alla capecitabina apre la strada a diverse strategie complementari:

  • Integrazione nutrizionale mirata di vitamina K2 (sotto forma di MK-7 o MK-4), soprattutto nei pazienti sottoposti a trattamenti neurotossici.
  • Valutazione del profilo microbico intestinale come strumento per personalizzare la terapia e prevenire la tossicità.
  • Prevenzione dei dismicrobismi indotti dalla chemioterapia mediante l’uso di probiotici o postbiotici mirati a sostenere le popolazioni batteriche produttrici di K2.

Poiché la vitamina K2 è coinvolta anche in altri processi sistemici — come la mineralizzazione ossea, la salute cardiovascolare e la modulazione infiammatoria — il suo utilizzo in oncologia potrebbe avere effetti sistemici sinergici di protezione, oltre alla riduzione della tossicità neurologica.

Discussione

La capacità del microbiota intestinale di sintetizzare metaboliti bioattivi, come la vitamina K2, potrebbe rappresentare un meccanismo endogeno di difesa contro la tossicità farmacologica. La vitamina K2, in particolare, si configura come un “co-fattore metabolico” protettivo, utile sia al microbiota che all’organismo ospite.

L’implementazione della vitamina K2 nei percorsi oncologici integrati potrebbe costituire una strategia innovativa e facilmente applicabile per aumentare la tolleranza alla terapia e migliorarne l’efficacia complessiva, riducendo al contempo la necessità di aggiustamenti del dosaggio.

Focus specifico: Vitamina K2 e cancro

È interessante notare che la vitamina K2 non è solo un cofattore essenziale nella coagulazione e nella salute ossea, ma è stata anche esplorata come agente antitumorale in diversi modelli sperimentali e clinici [1].

Numerosi studi in vitro hanno dimostrato che la vitamina K2 è in grado di inibire la crescita e la metastatizzazione di diverse linee cellulari tumorali, inclusi tumori epatici, pancreatici e leucemici [2, 3, 7]. I meccanismi d’azione comprendono la modulazione di pathway intracellulari fondamentali, come la proteina chinasi A (PKA), la proteina chinasi C (PKC), il fattore nucleare kappa B (NF-κB) e recettori steroidei e xenobiotici [1, 4, 5].

Oltre agli studi preclinici, vi sono segnalazioni cliniche di pazienti oncologici che, integrando vitamina K2 con i protocolli standard, hanno mostrato un rallentamento della progressione neoplastica o addirittura una remissione completa [6, 7].

Sorprendentemente, gli effetti antitumorali della vitamina K2 non sembrano essere limitati a un singolo tipo di tumore, ma sono stati osservati in molteplici forme di cancro, suggerendo un potenziale ruolo trasversale come coadiuvante terapeutico [1, 8].

Questi dati, se integrati con le osservazioni recenti sul ruolo protettivo del microbiota intestinale produttore di vitamina K2 durante la chemioterapia con capecitabina, rafforzano l’ipotesi che l’implementazione clinica della vitamina K2 — attraverso dieta, integrazione mirata o modulazione del microbioma — possa offrire doppi benefici oncologici: antitumorali diretti e miglioramento della tollerabilità terapeutica.

Conclusioni

Lo studio fornisce nuove evidenze sul ruolo cruciale del microbiota intestinale nella modulazione della risposta alla capecitabina e suggerisce che interventi personalizzati sul microbiota e una maggiore attenzione alla disponibilità di vitamina K2 potrebbero rappresentare una nuova frontiera della medicina oncologica di precisione. L’integrazione di vitamina K2 merita considerazione non solo per ridurre gli effetti collaterali, ma anche per il suo potenziale contributo diretto nel controllo della proliferazione tumorale.

Fonte originale: Hillege, L., et al. (2025). Microbiome-derived vitamin K2 modulates capecitabine neurotoxicity in colorectal cancer patients. mBio, 16(4), e00930-25.
https://journals.asm.org/doi/10.1128/mbio.00930-25

Bibliografia

  1. Xv F, Chen J, Duan L, Li S. Research progress on the anticancer effects of vitamin K2. Oncol Lett. 2018;15(6):8926-8934.
  2. Xia J, Matsuhashi S, Hamajima H, et al. PKC isoforms and inhibition of NF-κB by vitamin K2 in hepatocellular carcinoma. J Nutr Biochem. 2012;23(12):1668-1675.
  3. Showalter SL, Wang Z, Costantino CL, et al. Naturally occurring K vitamins inhibit pancreatic cancer cell survival. J Gastroenterol Hepatol. 2010;25(4):738-744.
  4. Li Y, Chen JP, Duan L, Li S. Effect of vitamin K2 on type 2 diabetes mellitus: A review. Diabetes Res Clin Pract. 2018;136:39-51.
  5. Jinghe X, Mizuta T, Ozaki I. Vitamin K and hepatocellular carcinoma: The basic and clinic. World J Clin Cases. 2015;3(9):757-764.
  6. Sada E, Abe Y, Ohba R, et al. Vitamin K2 modulates differentiation and apoptosis in hematopoietic cells. Eur J Haematol. 2010;85(6):538-548.
  7. Yaguchi M, Miyazawa K, Katagiri T, et al. Vitamin K2 and its derivatives induce apoptosis in leukemia cells. Leukemia. 1997;11(6):779-787.
  8. Halder M, Petsophonsakul P, Akbulut AC, et al. Vitamin K: Differences between K1 and K2 in health and disease. Int J Mol Sci. 2019;20(4):896.
  9. Erboristeria Arcobaleno: k2 e salute: il nutriente sconosciuto
  10. Erboristeria Arcobaleno: Importanza della vitamina k2 (mk-7) e corretto utilizzo del calcio.
  11. Erboristeria Arcobaleno: Oncologia integrata e microbiota: ruolo strategico della vitamina k2
  12. Erboristeria Arcobaleno:Vitamina k2 e d3: una sinergia vincente
  13. Erboristeria Arcobaleno: Nattochinasi e benessere cardiocircolatorio
  14. Erboristeria Arcobaleno: Nattokinasi: un piccolo enzima per grandi risultati
  15. Erboristeria Arcobaleno:  Vitamina d, microbiota e immunità
  16. Erboristeria Arcobaleno: Vitamina K2: perché è così importante

 

 

La vitamina K2, che fa parte della famiglia della vitamina K, ha dimostrato di influenzare positivamente la produzione della proteina osteocalcina, un agente di rimozione del calcio dai tessuti molli e dalle arterie riconducendolo nel tessuto osseo. Per questo motivo risulta più utile a differenza dalla sola vitamina K. La vitamina K2 si è dimostrata il supporto ideale per l’attività della vitamina D3.

L’azione della vitamina K sul mantenimento di ossa normali come indicato anche dal REGOLAMENTO (UE) N. 432/2012 DELLA COMMISSIONE del 16 maggio 2012, trova riscontro in numerosi studi scientifici, tra i quali segnaliamo un articolo di analisi del Dott. Katarzyna Maresz apparso su Integrative Medicine: a clinician’s Journal dal titolo Proper Calcium Use: Vitamin K2 as a Promoter of Bone and Cardiovascular Health. (Uso corretto del calcio: Vitamina K2 quale promotore della salute cardiovascolare e delle ossa)

Di seguito l’abstract dello studio.

Un’ assunzione non adeguata del calcio può comportare a una diminuita densità minerale ossea che può incrementare vil rischio di fratture osee. L’integrazione di calcio promuove la densità minerale e robustezza ossea e può prevenire l’osteoporosi.

Studi scientifici recenti suggeriscono che un’assunzione “importante” di integratori di calcio possonopossono predisporre all’insorgenza di malattie cardiovascolari e possono essere connessi con il deposito di calcio a livello delle pareti dei vasi sanguigni e dei tessuti molli.

D’altra parte, la vitamina K2 è associata con l’inibizione della calcificazione e dell’irrigidimento delle arterie. Un’assunzione adeguata di vitamina K2 ha dimostrato di abbassare il rischio di danno vascolare perché attiva la proteina di matrice GLA (MGP), che inibisce i depositi del calcio sulle pareti. La Vitamina K, in particolare la vitamina K2, è quasi del tutto assente nel cibo spazzatura e viene consumata in quantità molto basse persino nelle diete salutistiche del mondo Occidentale. La mancanza di Vitamina K comporta un attivazione non corretta della proteina matrice GLA (MGP)  la quale compromette in modo importante il processo di rimozione del calcio e aumenta il rischio di calcificazione dei vasi sanguigni.

Un aumentato apporto di vitamina K2 potrebbe essere un mezzo per limitare i rischi per la salute legati alla necessità di abbassare i livelli calcio.

Studi effettuati sul natto (semi di soia fermentati) confermano l’importanza della vitamina K2 in forma di menachinone  7 (MK-7).

Gli studi del dott. Kaneki e colleghi hanno mostrato che un aumentata assunzione di MK-7 porta a una osteocalcina maggiormente attivata, il che si collega a un aumento della formazione della matrice ossea e della densità ossea minerale e perciò un rischio inferiore di frattura all’anca.

Questi risultati sono inoltre stati confermati in uno studio di 3 anni su 944 donne in un’età tra 20 e 79 anni, che hanno hanno dimostrato che l’assunzione di natto arricchito con MK-7 è associata con il preservare la densità minerale ossea.

Per l’articolo completo (in lingua originale) clicca QUI

Fonti bibliografiche

  1. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1268_5_file.pdf
  2. Erboristeria Arcobaleno: k2 e salute: il nutriente sconosciuto
  3. Erboristeria Arcobaleno: Importanza della vitamina k2 (mk-7) e corretto utilizzo del calcio.
  4. Erboristeria Arcobaleno: Oncologia integrata e microbiota: ruolo strategico della vitamina k2
  5. Erboristeria Arcobaleno:Vitamina k2 e d3: una sinergia vincente
  6. Erboristeria Arcobaleno: Nattochinasi e benessere cardiocircolatorio
  7. Erboristeria Arcobaleno: Nattokinasi: un piccolo enzima per grandi risultati
  8. Erboristeria Arcobaleno: Vitamina K2: perché è così importante

 

 

Alga Klamath

Klamin e Aphamax sono i due estratti microalgali inventati e brevettati dal Dott. Stefano Scoglio. Questo breve articolo è la prima presentazione sintetica, ma completa e accessibile, degli studi scientifici e clinici condotti sui due estratti da alga Klamath.

Gli studi su questi estratti coprono aree diverse come depressione e ansia; neurodegenerazione e ADHD; autismo e Alzheimer; così come la psoriasi e l’infiammazione urinaria e gastrica; riduzione della lipoperossidazione delle cellule e aumento dei fattori nutrizionali e antiossidanti in vivo. I due estratti hanno dimostrato la capacità di stimolare il rilascio e la mobilizzazione di cellule staminali sia somatiche che neurali, con un grande potenziale nella lotta contro l’invecchiamento e la degenerazione generale ad esso associata.

Dall’invisibile Fiore dell’Acqua (Aphanizomenon flos aquae) ai due estratti Klamin e AphaMax

Aphanizomenon flos aquae (AFA), il “fiore invisibile dell’acqua”, è un tipo di cianobatteri, detti anche “alghe verdi-azzurre”.

L’unico che è ampiamente consumato come integratore alimentare è il ceppo che vive e prolifera nell’Upper Klamath Lake, Oregon, USA.

Il suo nome specifico è Aphanizomenon flos aquae Ralfs ex Born. & Flah. Var. flos aquae. Klamath AFA è il prodotto delle caratteristiche uniche del Lago Upper Klamath, cuore di un vero paradiso ambientale situato in un’area di montagne vulcaniche.

Si trova a 1300 metri di altitudine con 300 giorni di sole all’anno e inverni molto freddi che costringono le alghe a produrre acidi grassi.

Il lago stesso è piuttosto grande, ma anche molto superficiale, cosa che favorisce la fotosintesi, e con un deposito di minerali vulcanici alto fino a 10 metri, il che spiega l’esclusiva ricchezza minerale di Klamath AFA.

Come visibile dalla mappa, il lago si trova appena sotto l’incredibile Crater Lake, formatosi 7.700 anni fa dall’esplosione del monte Mazama, le cui ceneri hanno depositato una grande massa minerale sul fondo del lago Klamath.

Le acque incontaminate e super-energetiche che scendono dal Crater Lake ancora oggi nutrono il lago Klamath, dandogli forza e vitalità.

Nonostante le maldicenze sul lago da parte di critici interessati, il lago Klamath è uno dei laghi più incontaminati del mondo.

È uno dei siti più importanti per gli uccelli sia stanziali che migratori degli Stati Uniti occidentali, e in estate si possono trovare decine di migliaia di uccelli come unici abitanti del lago, dai famosi Dancing Grebes, ai Pellicani e alle Aquile Calve – l’uccello simbolo degli Stati Uniti – super predatori al vertice della catena alimentare – e per questo basilari marker ambientali – che possono sopravvivere solo in aree non inquinate.

Grazie a questo straordinario ambiente, l’AFA Klamath, che viene raccolta selvaggia, è probabilmente il cibo più ricco sulla terra, e in termini assoluti batte praticamente qualsiasi altro cibo o supercibo in termini di abbondanza nutrizionale. Il suo profilo nutrizionale super-ricco comprende tutte le 14 vitamine, con alte concentrazioni di vitamina A (sotto forma di pro-vitamina A caroteni); Vitamine del gruppo B, tra cui un’elevata quantità di vitamina B12 e folati (la forma naturale dell’acido folico), estremamente importanti per prevenire l’accumulo dell’amminoacido tossico omocisteina; vitamina K, importante per la salute delle ossa e dei denti e per una corretta coagulazione del sangue; piccole quantità di vitamina C ed E.

Klamath AFA ha anche 73 minerali e oligoelementi, tra cui quantità significative di ferro, fluoro naturale e vanadio, essenziali per il metabolismo dell’insulina e la sindrome metabolica.

Klamath AFA è una buona fonte di acidi grassi Omega 3, ha il più ampio spettro di carotenoidi, tra cui importanti xantofille come luteina, zeaxantina, cantaxantina, astaxantina e licopene.

Recentemente abbiamo scoperto che l’AFA ha un alto contenuto e varietà di polifenoli, così come la più completa e potente serie di molecole nutraceutiche, tra cui un’enorme concentrazione (quantificabile al 4%) della clorofilla anti-infiammatoria e anti-tumorale (si consideri che “alimenti verdi” come le erbe di cereali hanno un tasso medio di clorofilla dello 0,3%). Prima di passare alla disamina di tali molecole, vorrei fare un confronto tra Klamath AFA e le altre due microalghe più comuni, Spirulina e Clorella.

La Spirulina è l’altra microalga cianobatterica consumata come integratore alimentare.

Sia l’AFA Klamath che la Spirulina sono “alghe blu-verdi”, cioè appartengono alla classe dei cianobatteri primordiali, la prima forma di vita sul pianeta, chiamata anche procarioti, che differiscono da tutte le altre forme di vita successiva.

Tra le altre caratteristiche uniche, i cianobatteri non hanno una membrana a base di cellulosa, e quindi sono facilmente digeribili (al contrario, ad esempio, della Clorella, che è una microalga unicellulare eucariotica, con una membrana resistente che deve essere meccanicamente distrutta per renderla digeribile per gli umani).

I cianobatteri precedono anche la distinzione tra vegetali e animali, e così, mentre sono blu-verdi e vivono nell’acqua, hanno fino al 70% di proteine. Si tratta di “proteine nobili”, essendo formate da tutti i 9 amminoacidi essenziali.

Klamath AFA possiede tutti i 20 amminoacidi e ha una proporzione degli amminoacidi essenziali che è ideale per l’assorbimento umano, così che il suo tasso di assorbimento delle proteine è addirittura migliore sia della carne che delle uova.

Sia l’AFA Klamath che la Spirulina sono “alghe verdi-azzurre”, cioè appartengono alla classe dei cianobatteri primordiali, la prima forma di vita sul pianeta.

Tuttavia, oltre ai loro tratti comuni, ci sono anche differenze molto significative tra AFA     Klamath, Spirulina e Clorella, come sintetizzato dalla seguente tabella:

È dalla ricerca sviluppata principalmente dal mio gruppo di ricerca (Dr. Scoglio) che sono stati inventati estratti di AFA specifici, che concentrano alcune delle molecole AFA più rilevanti:
• feniletilammina (PEA) e molecole inibitrici degli enzimi MAO-B, i principali costituenti del Klamin® con le sue proprietà neuromodulanti e immunomodulanti;
• AFA-ficocianine, concentrate nell’estratto AphaMax®, con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anti-proliferative.

Queste molecole, però, assieme funzionano anche per stimolare il metabolismo delle cellule staminali. Un’azione che integra e completa le molte proprietà che abbiamo menzionato sopra, rendendo il complesso dei due estratti l’integratore più perfetto per migliorare salute, benessere e giovinezza.

Dal punto di vista nutrizionale Klamin e AphaMax

Quest’alga risulta tra i cibi più assimilabili in assoluto, contiene infatti un profilo nutrizionale unico.

Con uno spettro completo e bilanciato di ben tredici diverse vitamine, soprattutto quelle del gruppo B e K, ha la più alta concentrazione di vitamina B12 assimilabile, essenziale per l’energia e la salute del sistema nervoso e cardiovascolare, oltre che minerali, oligoelementi in una forma organica completamente assimilabile, acidi grassi essenziali, omega-3 e omega-6 in rapporto equilibrato (in grado di inibire gli stati infiammatori e proteggere da disturbi cardiocircolatori) e grandi quantità di betacarotene associato a ben 14 carotenoidi, in quella che è probabilmente la più ampia orchestra di sostanze antiossidanti. È l’unico cibo contenente proteine complete: tutti i 20 aminoacidi in proporzioni che li rendono completamente assimilabili.

Inoltre, l’American Institute of Medicine ha stabilito che fino al 30% della popolazione anziana oltre i 50 anni di età, perde la capacità di assimilare la vitamina B12 dal cibo. Di conseguenza si raccomanda l’integrazione di vitamina B12 a tutte le persone di età superiore ai 50 anni; ecco perché la Klamath con successo è promossa come fonte naturale di vitamina B12.

Recenti studi sulle potenzialità Klamin e AphaMax

Esiste una lunga casistica sugli effetti altamente positivi della Klamath sull’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla, grazie alle sue numerose attività biologiche.

Una recente analisi scientifica ha rivelato la presenza nella Klamath dell’aminoacido feniletilammina (PEA).

Circa 20 anni fa, si è scoperto che la quantità di PEA nel cervello dei pazienti depressi era inferiore a quella di individui normali e che la PEA somministrata oralmente ai pazienti depressi era in grado di normalizzare la condizione depressiva.

In effetti, la gran parte dei farmaci antidepressivi agiscono aumentando i livelli di PEA (la “molecola dell’amore”) nel cervello.

Metabolismo dei grassi e permeabilità intestinale

Alcuni studi hanno dimostrato che la Klamath ha la capacità di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo e trigliceridi.

La dieta a base di Klamath ha prodotto risultati come: massimo aumento degli EPA e DHA, consistente riduzione dell’acido arachidonico e una diminuzione di colesterolo e trigliceridi.

Questo risultato è stato ulteriormente confermato da un altro studio nel quale si è visto che l’alga accresce i livelli dell’enzima pancreatico α-amilasi ed è noto che l’aumento di tale enzima tenda a ridurre i livelli della glicemia.

Assunzione Klamin e AphaMax

È bene assumere l’alga Klamath non più di 2-3 grammi al giorno. Può essere utilizzata sia in capsule che in polvere e ne viene consigliata l’assunzione al mattino a stomaco vuoto. È sconsigliato utilizzarla prima di andare a letto poiché ha un effetto energizzante e stimolante.

Per maggiori informazioni su Klamin e AphaMax visita anche la pagina ALGA KLAMATH o QUI

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Antiage

Ecco come fare fronte all’invecchiamento cellulare con l’impiego degli integratori alimentari.

L’invecchiamento cellulare è un processo fisiologico che interessa tutte le cellule dell’organismo.

Ogni tipo di cellula (del cuore, del fegato del cervello, del sangue, della pelle ecc.) è interessata da questo fenomeno, con tempistiche differenti determinate sia dal tipo stesso di cellula, “programmata” dal proprio codice genetico a restare giovane per un tempo maggiore o minore, sia dai danni provocati da agenti esterni di vario tipo.

Principale responsabile dell’invecchiamento cellulare sono i radicali liberi, forme di ossigeno caricate negativamente che interferiscono con le normali reazioni chimiche delle cellule determinando anomalie di funzionamento e quindi accelerando l’invecchiamento e la morte cellulare.

I radicali liberi, che possono originarsi in quantità moderate anche a partire dalle attività cellulari, aumentano a causa di stili di vita impropri.
Tra questi: l’eccessiva esposizione ai raggi UV del sole o delle lampade abbronzanti, soprattutto senza crema solare con adeguato filtro protettivo, il fumo di sigaretta (anche passivo), l’eccesso di alcool, reazioni collaterali dei farmaci, infezioni. Per contrastare l’ossidazione e il conseguente invecchiamento cellulare è bene seguire uno stile di vita salubre e un’alimentazione bilanciata e ricca di micronutrienti.

Alimentazione contro l’invecchiamento

Un’alimentazione ricca di pesce azzurro, olio extravergine di oliva, pomodoro e carboidrati può essere d’aiuto nel contrastare questo fenomeno, ma non sempre sufficiente.

È qui che a supporto di una dieta variegata, entrano in gioco sempre più gli integratori alimentari.

L’integrazione alimentare è ormai sempre più una realtà necessaria e confermata da svariate ricerche scientifiche.

Antiossidanti e minerali sono estremamente importanti a questo scopo, tra gli altri: Omega 3, Vitamina E, Vitamina C, Licopene, Selenio, Rame e Zinco.

Visita La pagina ANTIAGE oppure qui.

Erboristeria Arcobaleno: Integratori: quando assumerli


Sugli integratori le opinioni sono molto contrastanti. Per alcuni sono sostanze miracolose che curano ogni male, per altri sono veleni da evitare a tutti i costi. Ovviamente entrambe le posizioni sono tanto assurde quanto poco scientifiche.

Gli integratori sono utili strumenti per migliorare la salute e la funzionalità dell’organismo e come tali non sono né una panacea né una fonte di danno.

Con il termine integratori alimentari possiamo raggruppare un numero molto ampio di sostanze naturali di cui il nostro organismo ha bisogno per funzionare nel modo corretto.

Tipicamente chi non ama il concetto di integrazione alimentare sostiene che i cibi ci forniscono già tutto ciò che ci serve. Nella realtà le cose non stanno proprio così.

Prima di tutto viviamo molto più a lungo e ci ammaliamo molto spesso di malattie croniche quindi le nostre esigenze non sono rimaste costanti nel corso dell’evoluzione. Poi i cibi vengono prodotti, processati, cotti e conservati e questo cambia in modo significativo le concentrazioni di nutrienti che essi sono in grado di fornirci.

Infine non è affatto detto che poiché sono scomparse le patologie da grave carenza (come per esempio scorbuto, pellagra e rachitismo), questo voglia dire che non esistono carenze meno forti ma comunque deleterie.

I ricercatori parlano di micro carenze croniche e suggeriscono che queste possano accelerare l’invecchiamento e peggiorare la salute.

Detto questo è bene chiarire che la soluzione non è certamente quella di riempirsi di prodotti di discutibile qualità e di prenderli a casaccio.

In un mondo perfetto dovrebbe essere un medico preparato in materia a suggerire gli integratori più adatti in base alla condizione del paziente. Purtroppo questa opportunità rimane ancora piuttosto rara, anche se sicuramente sarà destinata a diffondersi nei prossimi anni.

In alternativa si può ricorrere al parere di un farmacista esperto in integrazione alimentare che sarà in grado di dare dei suggerimenti mirati.

In molti casi però la persona interessata dovrà arrangiarsi e allora sarà bene seguire per lo meno alcune indicazioni.

La prima è che ci sono solo alcune sostanze che apportano benefici e che sono da considerarsi a bassissimo rischi. Sono solo queste che vanno prese in considerazione quando non si è seguiti da un medico.

Partiamo allora da queste sostanze e cerchiamo di capire come possiamo orientarci sul prodotto da scegliere:

Multivitaminico: la scelta migliore è quella di assumere un prodotto ad ampio spettro di vitamine, con aggiunta di minerali e fitonutrienti o estratti vegetali. In linea generale i dosaggi non dovrebbero superare il 100% di quelli consigliati (LARN).

Omega 3: è fondamentale assumere oli certificati per purezza e assenza di inquinanti, ma è anche necessario prestare attenzione alla loro conservazione. In primo luogo sarebbero da preferire prodotti in blister con capsule separate oppure in confezioni di vetro scure e con capsule rigide e non trasparenti. In casa vanno conservati sempre in frigo.

PER APPROFONDIRE: Tutta la verità sugli Omega 3

Vitamina D: la forma migliore è quella oleosa in gocce ma è bene ricordarsi che va assunta su un piccolo pezzo di pane o una galletta di riso. Meglio l’assunzione giornaliera di un dosaggio adeguato piuttosto che la dose settimanale o mensile.

PER APPROFONDIRE: Vitamina D: effetti e rischi da carenza

Acido alfa lipoico: si tratta di una sostanza antiossidante e antiglicante molto stabile e sicura. La forma R è più efficace di quella Alfa, anche se meno facile da trovare.

Coenzima Q10: antiossidante e cofattore nel metabolismo energetico mitocondriale, la forma più efficace è l’ubichinolo piuttosto che il più popolare ubichinone.

Proteine isolate del siero del latte: essenziali come integratore post-allenamento, vanno scelti prodotti privi di lattosio (se si è intolleranti) e possibilmente al naturale, senza dolcificanti. Sono accettabili le versioni con stevia, sucralosio o xilitolo.

PER APPROFONDIRE: Le proteine in polvere fanno male?

Il parere di un medico esperto sarebbe sempre desiderabile.

Infine credo sia necessario prestare attenzione ai prezzi. Alcuni integratori distribuiti a prezzi davvero molto bassi rispetto ad altri hanno concentrazioni estremamente ridotte o materia prima di scarsa qualità.

Rimani forte, vivi a pieno!

Filippo Ongaro: medico degli astronauti dal 2000 al 2007, coach e autore bestseller

Dopo aver lavorato come medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e aver collaborato con NASA e Agenzia Spaziale Russa, sono stato il primo italiano a ottenere la certificazione in medicina anti-aging in USA e ho fondato e diretto il primo istituto di medicina anti-aging in Italia. Ho lavorato con militari d’élite, atleti, manager e migliaia di pazienti e ho scritto 9 libri, la maggior parte dei quali bestseller. Ora ho deciso di non svolgere più attività clinica e di dedicarmi esclusivamente al coaching.

La tua vita è la mia missione!


Alga spirulina

La Spirulina è un’alga monocellulare, con configurazione fisica a spirale, che può crescere solamente in acque dolci molto alcaline. Originaria dell’America centrale e Africa centrale, attualmente viene coltivata in speciali fattorie acquatiche nelle regioni subtropicali.

La Spirulina è una delle più antiche forme di vita: è apparsa sulla Terra circa 3 miliardi di anni fa.

Oggi la Spirulina è considerata l’alimento del futuro per il suo elevatissimo contenuto proteico(circa il 70%) e le sue straordinarie concentrazioni di betacarotene(molto più della carota) e di tutte le altre vitamine (tra le quali spicca laB12, difficilmente reperibile negli alimenti vegetali) e minerali (ricca di ferro e rame e quindi è ottima nei casi di anemia), molti enzimi(tra cui la SOD, un potente antiossidante).

Le proteine della Spirulina sono estremamente facili da digerire e da assimilare, ed è completa perché possiede tutti gli amminoacidi essenziali (quelli che l’organismo non riesce a sintetizzare) in proporzione ottimale e 10 dei 12 amminoacidi non essenziali. Proprio per l’alto apporto di proteine è molto consigliata agli sportivi, e ai vegetariani e ai vegani(soprattutto per la B12).

Alga spirulina ha proprietà antibiotiche, inibisce la crescita di batteri, lieviti e funghi. Questo superalimento ha una concentrazione eccezionale di nutrienti funzionali quale non si è mai vista in nessun cibo, pianta, erba o cereale. Studi eseguiti in USA e Giappone hanno dimostrato un’attività antivirale contro diversi virus (hiv, herpes simplex, citomegalovirus); questa azione antivirale sarebbe data dal calcium spirulan, un polisaccaride che contiene sia zolfo che calcio, che impedirebbe al virus di penetrare nella cellula

È stato dimostrato che la ficocianina e i polisaccaridi della spirulina aumentano la produzione di macrofagi, contribuiscono alla riproduzione del midollo spinale, rafforzano il sistema immunitario e la capacità di resistenza alle malattie.

Per la ricchezza di minerali basici, la spirulina contribuisce a ristabilire l’equilibrio acido-base rendendo più alcalini i tessuti.

Altri aspetti molto importanti della Spirulina è la presenza di alti livelli di clorofilla (disintossicante da metalli e tossine), di magnesio(essenziale in tutte le funzioni biologiche), della Vitamina A(contro l’acne e per la salute degli occhi e delle ossa), delle Vitamine E e F (salute del cuore e dei vasi sanguigni). Stimolando le cellule staminali del midollo spinale, vengono rinforzati e riequilibrati i globuli bianchi (effetto immunostimolante) e i globuli rossi (azione antianemica).

Una regolare assunzione di Spirulina aiuta a completare la nostra alimentazione, spesso povera di micronutrienti(farinacei, zuccheri, cibi pronti non contengono nutrienti; la frutta e verdura coltivate con erbicidi e pesticidi sono povere di nutrienti) e impoverita maggiormente dalla sedentarietà, dallo stress e dall’inquinamento, tutti fattori che indeboliscono il nostro organismo rendendoci più vulnerabili. Le dosi quotidiane di solito riportate sulle confezioni sono da 2 a 4 grammi al giorno.

PRINCIPI ATTIVI:

  • 65% Proteine (8 aminoacidi essenziali)
  • 18% Carboidrati (fra cui il ramnosio che favorisce il metabolismo del glucosio); fibra.
  • 7% Minerali (Calcio, Magnesio, Ferro, Potassio, Zinco, Rame, Manganese, Cromo, Selenio),
  • 5% Vitamine naturalmente ricca di betacarotene, vitamine (complesse B, D, E, K)
  • 5% Lipidi – tra i quali gli acidi grassi essenziali Omega6.
  • Sali minerali (Ca, K, P, Na, Mg, S, Cl, Fe, Zn, Mn, Cu, Co, Ni, Mo, Cr).
  • Pigmenti quali clorofille, ficocianine, caroteni e xantofille (mixoxantofilla, zeaxantina, criptoxantina, echinenone).

INDICAZIONI:

  • Affaticamento
  • Attività sportiva
  • Invecchiamento precoce
  • Alimentazione squilibrata
  • Stress psico fisico
  • Immunostimolante

Alga spirulina a confronto:

1,65 volte più proteine della soia e 3 volte dei fagioli

8,4 volte più calcio del latte

34 volte più ferro degli spinaci

25 volte più betacarotene delle carote

3 volte più vitamina B12 di quella presente nelle uova

 

Nel 1974 è stata nominata come “alimento del futuro” durante la Conferenza Mondiale dell’Alimentazione dell’ONU, considerata la sua digeribilità e la sua capacità di contenere al suo interno elementi nutritivi che non si trovano spesso in natura: perfetta per conferire energia e per migliorare il proprio stato di salute. Aztechi e Maya ne conoscevano il grande valore e l’effetto curativo: molti erano gli utilizzi nel quale veniva applicata, ed era considerata addirittura come “il cibo degli dei”, perché in grado di fornire energia rapidamente e di aumentare le capacità di resistenza.

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Gli integratori alimentari sono: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”

Gli integratori alimentari sono sostanze naturali adatti ad essere impiegati anche per la cura e la prevenzione di diversi problemi di salute, la cui efficacia è provata da diversi esperti ed è intesa come un efficace supporto ad una corretta alimentazione e attività fisica.

In particolare, Ongaro (2016) sostiene che sia errata la teoria che l’alimentazione fornisca tutti i nutrienti di cui il nostro organismo necessita, in quanto nella pratica reale quasi mai è veramente così, per diversi motivi tra i quali: la qualità dei prodotti acquistati, i metodi di produzione e la nutrizione sempre più disattenta da parte delle persone.

Gli integratori alimentari sono, secondo l’esperto, un’opportunità che deve essere colta con intelligenza e attenzione per colmare micro-carenze, che nel tempo possono portare deficit metabolici che incidono sul benessere e la salute.

In particolare, si osserva come molte delle sostanze nutraceutiche5 contenute negli integratori alimentari che oggi vengono utilizzati per scopi di prevenzione, salute e benessere, fossero in realtà già conosciute per le loro proprietà terapeutiche ed utilizzate fin dall’antichità.

La scienza e le tecnologie hanno quindi poi permesso di approfondire queste conoscenze mettendo a punto tecniche produttive per rendere disponibili al pubblico le qualità benefiche di questi prodotti. (Brandolini et al., 2012)

La tabella contiene i principali settori di trattamento in cui gli integratori alimentari per la salute e il benessere, secondo Brandolini, Maietti e Tedeschi, hanno dato i maggiori risultati.

I principali integratori alimentari per la salute e il benessere.

Problemi cardiovascolari, trigliceridi e colesterolo, aterosclerosi: Omega 3/Omega 6 
Circolazione cerebrale, problemi di memoria, senescenza precoce, concentrazione: Gingko biloba
Potenziamento sistema immunitario: Multivitaminico/minerale; Vitamina c; Glutammina; Aloe vera, Funghi
Problemi articolari, artrosi, osteoporosi: Glucosamina 
Problemi di sonno: Melatonina
Disintossicazione ed eliminazione metalli pesanti, iperglicemia, prediabete, diabete di tipo 2: Acido lipoico
Stress: Ginseng; Magnesio
Depurazione fegato e vie biliari: Estratti di erbe: tarassaco, cardo mariano, carciofo 
Depurativo generale: Aloe vera 
Problemi di prostata: Serenoa repens 
Ristagno di liquidi, drenaggio liquidi: Estratti di erbe: asparago, ortosiphon, tarassaco 

Erboristeria Arcobaleno: Integratori: quando assumerli


La vitamina C  è una sostanza necessaria per la normale crescita e la salute di cellule e tessuti. Si tratta di un micronutriente  fondamentale per il  benessere dell’organismo.

La vitamina C o acido ascorbico è ampiamente distribuita nel mondo vegetale, una riserva importante si trova nelle ghiandole surrenali e nei momenti di maggior tensione s’impoverisce notevolmente, nei momenti di stress le surrenali rilasciano epinefrina e norepinefrina.

E’ solubile in acqua, poco in alcool. In soluzione acquosa rapidamente si ossida in presenza di metalli, alcali, luce, ossigeno.

E’ necessario un rifornimento continuo, infatti il corpo umano non è capace di sintetizzarla. Sembra vadano bene 200 mg al giorno (100 mg al mattino e 100 mg nella colazione del pomeriggio, verso le 17:00).

Una sua funzione molto importante è quella di mantenere in attività il collagene, una proteina necessaria per la formazione del tessuto connettivo della pelle, dei legamenti e delle ossa.

La vitamina C è sicuramente di vitale importanza per il sistema immunitario.

Scoprire che assumendo vitamina C non ci si ammala più, non gioverebbe ai bilanci multimiliardari delle lobby farmaceutiche.

Un ricercatore del calibro di Linus Pauling, doppio premio Nobel, assumeva fino a 18 grammi di vitamina C al giorno; alcuni dottori hanno curato dei pazienti da polmoniti in soli tre giorni facendogli ingerire maxi dosi di vitamina C (30 grammi al giorno).

Vitamina C fondamentale per il benessere del tuo organismoE’ da preferire quella di origine naturale perché possiede un importante fattore di utilizzo da parte dell’organismo, infatti è costituita da 2 tipi C1 e C2 che si completano e migliorano l’utilizzo e l’assorbimento. In quella di sintesi è presente solo la C1. Si ritrova in quantità elevata nell’ ACEROLA-ROSA CANINA – FRUTTI-OLIVELLO SPINOSO. Possiede azione antiossidante, stimolante del sistema immunitario, coadiuvante nella formazione del collagene, favorente il riassorbimento del ferro di origine vegetale dell’organismo.

Ha un ruolo rilevante nella rimarginazione delle ferite e delle ustioni perché facilita la formazione del tessuto connettivo della cicatrice.

Contrasta gli effetti tossici del fumo di tabacco, dei gas di scarico degli autoveicoli, etc.

Ha un ruolo rilevante nella rimarginazione delle ferite e delle ustioni perché facilita la formazione del tessuto connettivo della cicatrice.

La vitamina C in soluzione è acida, ph=2.4 .

E’ idrosolubile quindi è presente nei fluidi corporei.

Rigenera la vitamina E. Agisce contro OH-, O2-

Contenuta in frutta e verdura, frattaglie (fegato e reni).

Pochissimo contenuta in latte e carne.

Il livello di acido ascorbico nel sangue raggiunge la punta massima due o tre ore dopo l’ingestione di una quantità media, per poi diminuire quando inizia l’eliminazione attraverso le urine e la sudorazione. La maggior parte della vitamina C viene eliminata dal corpo in tre o quattro ore.

Una maggiore eliminazione della vitamina C attraverso le vie urinarie dovuta ad una maggiore assunzione della vitamina non significa che i tessuti del corpo sono saturi. Il livello di vitamina C nel sangue tornerà ai livelli medi in 12 o 13 ore, indifferentemente dalla quantità assunta.

Per mantenere un giusto livello della vitamina nel siero, bisognerebbe assumerla ad intervalli di tre o quattro ore.

L’eccesso di vitamina C che arriva alla vescica può prevenire il cancro alla vescica. E’ una vitamina estremamente labile, e viene distrutta rapidamente dalla cottura, dall’esposizione all’aria e alla luce.

La conservazione riduce molto il contenuto di vitamina C

Il succo d’arancia, se viene conservato coperto nel frigorifero, conserverà la sua forza per diversi giorni. Quanto più freschi e meno cotti saranno gli alimenti maggiore sarà la quantità di vitamina contenuta. Tra i metodi di cottura da preferire ricordiamo il forno a microonde, il vapore e la frittura rapida.

I gambi dei  broccoli conservano la vitamina molto più a lungo delle infiorescenze. Gli spinaci perdono 105 mg della vitamina nel giro di 10 giorni.

I peperoni dolci possono essere conservati per 3 settimane con una perdita minima.

La capacità dell’organismo di assorbire la vitamina C viene ridotta dal fumo, dallo stress, dalla febbre alta o dall’inalazione di gas derivati dalla combustione del petrolio.

I sulfamidici aumentano l’eliminazione della vitamina C attraverso le vie urinarie di due o tre volte rispetto alla quantità normale.

Il bicarbonato di sodio crea un ambiente alcalino che distrugge la vitamina C.

Inoltre quantità d’acqua eccessive impoveriscono le riserve organiche di vitamina C.

I contraccettivi orali ne diminuiscono l’effetto. I salicilati, i sulfamidici, le tetracicline, il fumo, l’aspirina ne riducono l’assorbimento.

La sospensione improvvisa di vitamina C in soggetti che la assumono regolarmente, può rilevare sintomi da carenza.

Per uso esterno, la vitamina C è un potente antiossidante ed opportunamente formulato è capace di penetrare nella cute, proteggerla contro i danni indotti dai raggi U.V., stimola la crescita dei fibroplasti e la sintesi di nuovo collagene.

La vitamina C e la vitamina E combinate insieme, proteggono le componenti idrofile e lipofile della cute, riducendo i danni indotti da UVA, UVB.

Se viene assunta vitamina C sufficiente per saturare i tessuti, essa entra nelle cellule e distrugge i virus momentaneamente inattivi. Per più di  25 anni il dott. Frederick Klenner di Reidsville, in North Carolina, ha usato la vitamina C nel trattamento di malattie virali. La sua terapia si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di 20-40 grammi di vitamina C al dì. La vitamina C è importante per il recupero di pazienti colpiti da attacco cardiaco, prevenendo la dannosa azione dei radicali liberi.

Comunque, il cuore assorbirà una così grande quantità di vitamina C da altri tessuti del corpo, che sarà necessaria un’integrazione sufficiente.

Alcuni medici scozzesi sostengono che la vitamina C contrasta le emorragie del tratto intestinale causate dall’aspirina o dall’alcool. L’emorragia può anche continuare o rincominciare se non è presente vitamina C sufficiente per chiudere le lesioni.

La vitamina C può bloccare la formazione di sostanze cancerogene come le nitrosammine.

Queste sostanze si trovano nei cosmetici, nei prodotti a base di tabacco, nel fumo di sigaretta, nelle bevande a base di malto e nelle carni trattate (ad alcuni tipi di salumi viene aggiunta la vitamina C per evitare che le nitrosammine entrino nell’organismo).

Si riporta che alcuni individui sono stati guariti dal cancro con l’assunzione di 10 grammi di vitamina C al giorno.

La mancanza di vitamina C può essere causa di infarti e di ictus, provocati da coaguli.

La carenza può causare degenerazione muscolare che può includere il cuore.

E’ noto che il fumo diminuisce il livello di acido ascorbico nel sangue. Ad un campione di sangue umano di cui si conosceva con precisione il contenuto di acido ascorbico è stato aggiunta nicotina. Il contenuto di acido ascorbico è diminuito di una percentuale dal 24 al 31%. Gli etilisti hanno un tasso bassissimo di vitamina C nel siero perché la vitamina è utilizzata per eliminare gli effetti tossici dell’alcool.

Segni di carenza sono respiro corto, cattiva digestione, capelli fragili con doppie punte, capelli che si spezzano sottopelle e che si attorcigliano, capelli secchi e annodati, scarsità di latte, rottura dei vasi sanguigni causa di sanguinamento delle gengive alla base dei denti, rottura dei capillari causa di emorragie puntiformi, problemi alla pelle, indebolimento dello smalto, tendenza alla formazione di ematomi, giunture gonfie o doloranti, perdita di sangue dal naso, anemia, diminuita resistenza alle infezioni, lenta guarigione di fratture e ferite. I denti possono essere meno saldi e perdere le otturazioni.

Anche carenze minime di vitamina C possono causare disturbi alle gengive che permettono ai batteri e alle sostanze tossiche di penetrare nei tessuti causando periodontopatie. Protegge il materiale genetico dello sperma e garantisce la buona salute della progenie.

E’ importante per gli ormoni e combatte le infezioni.

Tra gli alimenti che lo contengono di più: arance, kiwi(circa 85mg per etto), limone e soprattutto le cime di rape (circa 110mg per etto). Una quantità di 500mg di vitamina C è contenuta in circa 6 kiwi. Vi è un effetto della vitamina C, presa in forti dosi, che è stato riferito da molti: si tratta dell’effetto lassativo.

Nella letteratura medica non viene riferito neppure un caso di formazione di calcoli renali in seguito all’assunzione di forti dosi di vitamina C. Sussiste tuttavia la possibilità che alcune persone abbiano una tendenza accentuata a produrre calcoli renali di ossalato di calcio in seguito all’assunzione di forti dosi di vitamina C.

E’ noto che l’acido ascorbico può essere ossidato nell’organismo diventando acido ossalico.

Appare verosimile che la maggior parte della gente non vada incontro a problemi relativi all’acido ossalico prendendo forti dosi di vitamina C, ma un certo numero di persone dovrà fare attenzione, proprio come deve stare attento a non mangiare troppi spinaci o rabarbaro, che hanno un alto contenuto di ossalati.”

Quantità supplementari di vitamina C presenti nell’urina potrebbero far sì che i normali esami di dosaggio del glucosio nell’urina diano un risultato positivo falso. Un altro esame che può essere falsato è quello del sangue nelle feci. Perciò nei giorni precedenti un esame sospendere l’assunzione di vitamina C. Le compresse di vitamina C possono danneggiare lo smalto dei denti.

I cibi devono essere freschi, crudi o solo scottati, poiché calore e luce distruggono la vitamina C

Fonte: http://www.anagen.net

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Siamo tutti consapevoli che l’alimentazione moderna è generalmente carente e sbilanciata.

C’è stato un enorme aumento della nutrizione negativa, legata alla presenza nei cibi di sostanze anti nutritive come pesticidi, fertilizzanti, coloranti e conservanti, o all’uso addirittura di cibi artificiali, e questo pone il nostro organismo sotto notevole stress.

Una maggiore attenzione ad assumere cibi privi di tali sostanze, è già un passo importante verso la salute.

Ma anche i cibi meno inquinati soffrono tuttavia dell’altro aspetto della odierna crisi della nutrizione: il crollo della nutrizione positiva. A causa di vari fattori (impoverimento dei terreni dovuti alle monocolture intensive; raccolte anticipate per motivi di grande distribuzione; trasporti; conservazione; metodi di cottura) i cibi di cui ci nutriamo sono sempre più poveri di vitamine e minerali.

Questa è la ragione del grande successo che negli ultimi decenni hanno avuto gli integratori multi-vitaminici e multi-minerali. Ma le vitamine e t minerali usati negli integratori sono generalmente di origine sintetica e inorganica, e sono scarsamente assimilati dal nostro organismo.

Per esempio, la vitamina C naturale è acido ascorbico chelato da numerosi flavonoidi che ne integrano l’azione e lo rendono maggiormente assimilabile; la vitamina C negli integratori è invece solo acido ascorbico, la cui unica funzione è quella di acidificare. I minerali usati negli integratori sono estratti da rocce e altri materiali inorganici, e dato che non siamo struzzi, non possiamo assimilarli. ll minerale maggiormente prescritto, il calcio carbonato estratto dalle rocce, ha un tasso massimo di assimilazione del 4%, e il problema è anche cosa il nostro organismo fa del 96% che non assimila (alcuni ritengono che si depositi nelle articolazioni). È per questo che per i nutrizionisti più attenti l’unica funzione degli integratori di sintesi è quello di rendere…la pipì più costosa…!

Ecco perché le autorità sanitarie insistono giustamente nel dire che occorre assumere minerali e vitamine da una alimentazione variata e bilanciata. Tuttavia, abbiamo già visto come l’alimentazione ordinaria, per quanto variata e bilanciata (cosa già di per sé difficile con i ritmi della vita contemporanea), non garantisce comunque un sufficiente apporto di vitamine e minerali a causa del crollo della nutrizione positiva.Salute e KlamathDa oltre 20 anni, sono stato il primo a proporre l’uso della microalga Klamath come alternativa, densa di nutrienti e assimilabile, agli integratori di sintesi. Le microalghe, e in particolare la Klamath, hanno una ricchezza nutrizionale unica, con uno spettro completo delle 14 vitamine (anche se alcune, come la vitamina C ed E, in piccole quantità); una ricca dotazione minerale, con alcuni minerali essenziali come ferro, vanadio, fluoro e molibdeno, presenti in quantità significative; e soprattutto con lo spettro completo degli oligoelementi, o minerali traccia, tutti presenti dato che la Klamath contiene ben 73 minerali, lo spettro completo!

Ma la Klamath ò anche una fonte di importanti molecole nutraceutiche, che spiegano gli effetti antiossidanti, antinfiammatori, immunologici e neurologici, che si possono ottenere assumendo quantità elevate della microalga. Una volta identificate tali molecole, la ricerca scientifica sviluppata in collaborazione con diverse Università e centri di ricerca, mi ha condotto a creare e brevettare estratti, Klamin@ e AphaMax@, che consentono di ottenere importanti risultati nutraceutici con quantità relativamente basse. Questi estratti sono supportati da numerosi studi scientifici e clinici.

Con lo sviluppo di questi due estratti, l’unica funzione che restava alla Klamath intera era quella nutrizionale. E a questo punto mi sono chiesto: come possiamo perfezionare la Klamath da un punto di vista nutrizionale? La risposta è stata quella di aggiungere alla Klamath una serie di estratti vegetali e di frutta, che concentrassero quelle vitamine e quei minerali che nella Klamath sono meno presenti.

Così è nato MultiNatural (Brevetto internazionale PCT/EP2016/079690).

(Dott. Stefano Scoglio).

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