Vitamina D e omega-3 associati per i disturbi mentali
Il cervello è composto per il 60% di grassi. Gli acidi grassi Omega 3, infatti, sono altamente concentrati nel cervello e pare essere importante per il sistema cognitivo (prestazioni cerebrali e della memoria) e per le funzioni comportamentali. I neonati che non assumono abbastanza acidi grassi Omega 3 dalla loro madre rischiano problemi allo sviluppo visivo e nervoso.
L’unione fa la forza, così ci insegna e ci ha insegnato per anni un antico proverbio latino. Infatti, già da tempo è stato dimostrato come gli omega-3 e la vitamina D possano migliorare le funzioni cognitive e la salute psichica. Entrambi i nutrienti giocano ruoli cruciali nell’equilibrio mente-cervello, influenzando aspetti chiave come l’umore, l’abilità intellettiva e la protezione dai disturbi psichiatrici e dalle malattie neurodegenerative. E per il mondo della ricerca queste loro capacità erano evidenti da tempo. Ciò che risultava poco chiaro era il meccanismo sottostante. La risposta sembra arrivare proprio dalla serotonina.
Vitamina D e omega-3 in associazione possono migliorare la funzione cognitiva e il comportamento sociale nei disturbi mentali come il disturbo da deficit dell’attenzione, il disturbo bipolare e la schizofrenia. Molti soggetti che soffrono di questi disturbi risultano carenti di micronutrienti in particolare di Omega-3 e vitamina D.
Questo potrebbe spiegare perché omega-3 e vitamina D esercitino effetti favorevoli sulla funzione cognitiva e il comportamento e migliorino i sintomi associati a disturbi mentali.
In una pubblicazione recente (1), Rhonda P. e Ames B.N. suggeriscono che gli omega-3 EPA e DHA e la vitamina D agiscano in sinergia nel mantenere elevati livelli cerebrali di serotonina. La sinergia dei 3 attivi può essere in parte spiegata dai loro effetti sul sistema serotoninergico: la vitamina D regola la sintesi di serotonina, l’EPA ne influenza il rilascio e il DHA migliora l’accessibilità del recettore serotoninergico nella membrana.
Carenze di Vitamina D, EPA e DHA, in combinazione con fattori genetici, porterebbero secondo Rhonda P. e Ames B.N. ad una disfunzione del circuito serotoninergico che potrebbe essere uno dei meccanismi coinvolti nell’insorgenza di disturbi neuropsichiatrici e depressione. Bassi livelli di serotonina risultano infatti associati a comportamento antisociale e aumento dell’aggressività incontrollata.
Gli autori suggeriscono che i disturbi mentali presentino prevalenza inferiore nelle donne grazie ad un effetto protettivo degli estrogeni che innalzano la sintesi di serotonina cerebrale.
Ma come facciamo a ottimizzare l’assunzione di vitamina D, EPA e DHA aiutando a prevenire e a modulare la gravità delle disfunzioni cerebrali? Ecco i suggerimenti da ricordare!
– Esporsi alla luce solare diretta, aiuta il corpo a sintetizzare la vitamina D in modo naturale.
– Includere almeno 3 volte a settimana alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 nella dieta, come alici, sardine, sgombro, salmone selvaggio, senza dimenticare uova e derivati del latte di animali allevato a pascolo. Ricordando, inoltre, che per ottimizzare il rapporto omega-3/omega-6 è fondamentale anche ridurre il consumo di cibi ricchi in omega-6, presenti negli oli di semi ampiamente utilizzati nell’industria alimentare.
– Integrare la dieta con supplementi di vitamina D, EPA e DHA diventa sempre più importante, specialmente durante la gravidanza e in chi soffre di disturbi della sfera neuro-psichiatrica.
- Patrick RP, Ames BN. ‘Vitamin D and the omega-3 fatty acids control serotonin synthesis and action, part 2: relevance for ADHD, bipolar, schizophrenia, and impulsive behavior’ FASEB J. 2015 Feb 24. pii: fj.14-268342.













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