Soluzioni idroalcoliche PVB: padre Vittorio Baroni
ProdottiLe soluzioni idroalcoliche PVB appartengono a una particolare tradizione erboristica legata all’esperienza di Padre Vittorio Baroni, sacerdote e studioso di fitoterapia e radiestesia. La storia delle formule PVB prosegue successivamente attraverso il Laboratorio Erboristico Di Leo, che ne ha mantenuto e sviluppato la tradizione formulativa.
Il percorso di Padre Vittorio Baroni si sviluppò soprattutto a partire dagli anni Sessanta e comprendeva lo studio della fitoterapia e della radioestesia. Le sue ricerche confluirono anche nell’insegnamento presso la Pontificia Accademia Teatina di Roma e l’Accademia Marsilio Ficino.
Il risultato più noto di questo lavoro è il volume “Dodici piante per i mali del secolo. Nuove conquiste in fitoterapia mediante studi radiestesici”, pubblicato originariamente nel 1981 e successivamente riproposto in nuove edizioni da Cantagalli.
Padre Vittorio Baroni: sacerdote, studioso di fitoterapia e radiestesia
Padre Vittorio Baroni nacque il 30 luglio 1911 a Vecchiano, in provincia di Pisa, in una famiglia nella quale erano presenti sia la tradizione religiosa sia l’interesse per la musica e la tecnica. Fin da giovane coltivò infatti interessi diversi: studiò musica e suonò il clarinetto nella Banda dei Ferrovieri di Pisa, mentre sul piano tecnico conseguì il diploma di perito radiotecnico presso l’Istituto Industriale di Pisa.
Durante il servizio militare prestò servizio come sottufficiale radiotelegrafista. Successivamente maturò la scelta della vita religiosa ed entrò, nel 1933, nella Scuola Apostolica della Congregazione della Missione di San Vincenzo de’ Paoli a Roma. Proseguì la propria formazione religiosa e teologica frequentando il Seminario Arcivescovile di Siena e il Collegio Alberoni di Piacenza. Fu ordinato sacerdote il 7 settembre 1941, a Bettola, in provincia di Piacenza.
L’attività religiosa e missionaria
La prima parte della sua vita sacerdotale fu dedicata soprattutto all’attività pastorale. Dopo un periodo come economo della Casa Pia San Vincenzo di Siena, dal 1942 iniziò un’intensa attività di missionario e predicatore che lo portò in diverse città italiane, tra cui Firenze, Perugia e Loreto, fino all’attività svolta a Roma nella chiesa di San Silvestro al Quirinale.
La sua formazione non rimase però limitata all’ambito teologico. A Roma approfondì anche l’odegetica, cioè lo studio relativo alla guida e all’accompagnamento della comunità cristiana, frequentando il biennio pastorale presso la Pontificia Università Lateranense.
L’incontro con la fitoterapia e la radiestesia
Un momento importante nella vita di Padre Baroni fu l’avvicinamento alla fitoterapia e alla radiestesia, che secondo le fonti biografiche iniziò a svilupparsi soprattutto a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta.
Le testimonianze contenute nel materiale dedicato alla sua opera raccontano che un’esperienza personale di malattia lo portò ad avvicinarsi a questi ambiti. Da allora iniziò a studiare con particolare interesse le piante e le loro proprietà tradizionalmente conosciute, affiancando alla fitoterapia il metodo radiestesico che avrebbe caratterizzato la sua successiva attività.
Per Padre Baroni, quindi, lo studio delle piante non rappresentava soltanto un interesse teorico. Il suo percorso si sviluppò attraverso l’osservazione delle preparazioni vegetali e attraverso un particolare metodo di ricerca nel quale fitoterapia e radiestesia venivano messe in relazione.
È importante ricordare che la radiestesia appartiene a un’impostazione storica e personale di Baroni e non coincide con i metodi diagnostici della medicina scientifica contemporanea. La sua esperienza va quindi collocata nel contesto culturale dell’epoca e della storia dell’erboristeria e delle pratiche naturali del Novecento.
L’attività di insegnamento
La sua esperienza maturò fino a diventare anche attività didattica. Padre Baroni insegnò fitoterapia e radiestesia presso la Pontificia Accademia Teatina di Roma e presso l’Accademia Marsilio Ficino. Il suo insegnamento raccolse l’interesse per le piante medicinali, le preparazioni fitoterapiche e il particolare metodo radiestesico da lui sviluppato.
Il volume pubblicato successivamente rappresenta proprio una testimonianza di questo percorso: la terza edizione oggi disponibile presso Edizioni Cantagalli indica che l’opera raccoglie le lezioni tenute da Padre Vittorio Baroni alla Pontificia Accademia Teatina e all’Accademia Marsilio Ficino.
Il libro “Dodici piante per i mali del secolo”
Nel 1981 Padre Baroni pubblicò la sua opera più conosciuta:
Dodici piante per i mali del secolo. Nuove conquiste in fitoterapia mediante studi radiestesici.
Il libro raccoglie una parte delle sue esperienze e delle sue lezioni e presenta il particolare metodo con cui Baroni metteva in relazione lo studio delle piante con la radiestesia. L’opera fu successivamente ripubblicata da Cantagalli in nuove edizioni, tra cui quella del 1990 e l’edizione del 2012. Quest’ultima conta 304 pagine ed è tuttora presente nel catalogo dell’editore.
Il titolo del volume richiama direttamente il nucleo della sua ricerca: dodici piante considerate da Baroni particolarmente significative all’interno del suo metodo di studio. È proprio da questa selezione che prende origine una parte importante della tradizione successivamente associata alle formulazioni PVB.
Gli ultimi anni
Dopo una vita dedicata al ministero religioso, alla predicazione, allo studio delle piante e all’insegnamento, Padre Vittorio Baroni tornò stabilmente a Siena nel 1978, pur mantenendo alcuni incarichi a Roma. Morì a Siena il 7 gennaio 1990, all’età di 78 anni.
La sua figura rimane legata soprattutto al particolare percorso che unì vocazione religiosa, interesse per la natura, fitoterapia e radiestesia, oltre che al libro Dodici piante per i mali del secolo, divenuto il principale riferimento scritto della sua esperienza.
È all’interno di questo percorso personale e culturale che si comprende meglio anche la nascita della tradizione delle formule PVB, successivamente associate a specifiche combinazioni di estratti vegetali e alle preparazioni idroalcoliche che ne hanno mantenuto il nome.
Da Padre Baroni a Maurizio Di Leo

La storia delle formule PVB prosegue dopo l’attività di Padre Vittorio Baroni attraverso il percorso professionale di Maurizio Di Leo.
Secondo la documentazione del Laboratorio Erboristico Di Leo, l’incontro con l’esperienza di Padre Baroni ebbe un ruolo importante nella formazione di Di Leo. La tradizione del laboratorio racconta in particolare l’incontro con Suor Raffaella Carella, che sarebbe stata curata da Padre Baroni e che avrebbe successivamente favorito l’avvicinamento di Maurizio Di Leo alla sua esperienza fitoterapica.
Il profilo professionale di Di Leo colloca l’inizio della sua attività nel 1978, con il conseguimento del diploma universitario di erborista presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino. Nel 1980 aprì l’Erboristeria Di Leo a Casalecchio di Reno e nel 1981 fondò il Laboratorio Erboristico Di Leo.
È all’interno di questo percorso che si collocano le formule PVB, che la documentazione del Laboratorio Di Leo descrive come formule lasciate da Padre Vittorio Baroni a Maurizio Di Leo. Si tratta di preparazioni idroalcoliche numerate, caratterizzate da differenti combinazioni di estratti vegetali.
Il Laboratorio Di Leo dichiara inoltre di aver mantenuto il metodo e le ricette ricevute da Baroni, inserendoli all’interno della propria attività erboristica. La documentazione del laboratorio collega questa tradizione anche all’utilizzo di piante fresche, spontanee e selvatiche e, per alcune preparazioni, al particolare approccio radiestesico attribuito a Baroni.
La continuità di questa tradizione è documentata anche dall’attività formativa del circuito Di Leo: nei programmi dei seminari dedicati alla fitoterapia compaiono specifici incontri sulle “Formule di Padre Vittorio Baroni”.
Le PVB rappresentano quindi un collegamento storico tra l’esperienza fitoterapica di Padre Baroni e la successiva attività del Laboratorio Erboristico Di Leo. Non si tratta di un’unica preparazione, ma di una famiglia di formule numerate, ciascuna con una propria composizione vegetale.
Le 12 piante studiate da Padre Baroni
Il cuore della sua impostazione è rappresentato da un gruppo di dodici piante, dalle quali prende il titolo il suo libro. Non si tratta di un elenco casuale: Baroni scelse queste specie come oggetto centrale delle proprie osservazioni, dedicando loro una trattazione specifica nel volume.
1. Alloro – Laurus nobilis
Pianta mediterranea conosciuta soprattutto per l’impiego culinario, l’alloro appartiene alla tradizione erboristica per l’utilizzo delle sue foglie e, in alcune preparazioni tradizionali, dei suoi frutti.
2. Bardana – Arctium spp.
La bardana è una delle piante più conosciute dell’erboristeria tradizionale. La radice è stata storicamente utilizzata in diverse preparazioni erboristiche e rappresenta una delle specie più ricorrenti nella tradizione depurativa.
3. Cipresso – Cupressus sempervirens
Il cipresso, caratteristico del paesaggio mediterraneo, occupa un posto importante nella tradizione erboristica soprattutto per le sue parti ricche di componenti aromatici.
4. Robbia – Rubia tinctorum
La robbia è una pianta particolarmente interessante anche dal punto di vista storico. Conosciuta soprattutto per il suo utilizzo come pianta tintoria, è stata studiata anche per le caratteristiche della sua radice e per gli impieghi riportati nella tradizione fitoterapica.
5. Assenzio – Artemisia absinthium
L’assenzio è una pianta aromatica dal caratteristico gusto amaro. Nella tradizione erboristica è conosciuto soprattutto per l’impiego delle parti aeree e per il suo profilo aromatico e amaro.
6. Pervinca – Vinca minor
La pervinca è una piccola pianta sempreverde che ha avuto una particolare importanza nella storia della farmacognosia. Alcuni suoi alcaloidi hanno infatti attirato l’interesse della ricerca farmacologica moderna.
7. Calendula – Calendula officinalis
La calendula è una delle piante più conosciute dell’erboristeria occidentale. I suoi fiori vengono tradizionalmente utilizzati in numerose preparazioni, soprattutto nell’ambito del benessere della pelle.
8. Bosso – Buxus sempervirens
Il bosso è una pianta sempreverde caratteristica di molte aree europee. La sua presenza nell’elenco di Baroni testimonia l’ampiezza della sua ricerca, che comprendeva anche specie meno comuni nell’erboristeria contemporanea.
9. Colchico – Colchicum autumnale
Il colchico è una pianta particolare e molto importante dal punto di vista farmacognostico. Contiene colchicina, sostanza biologicamente attiva che richiede particolare attenzione e che non deve essere confusa con una normale pianta da automedicazione.
10. Tuia – Thuja spp.
La tuia è una conifera sempreverde tradizionalmente utilizzata in alcune preparazioni erboristiche. È una delle specie che testimoniano l’ampiezza dell’approccio di Baroni.
11. Ombelico di Venere – Umbilicus spp.
Con il curioso nome popolare di ombelico di Venere vengono indicate alcune piante del genere Umbilicus. È una specie meno conosciuta dal grande pubblico, ma presente nella selezione delle dodici piante di Baroni.
12. Ginepro – Juniperus communis
Il ginepro è una delle piante aromatiche più note della tradizione europea. Le sue bacche sono state utilizzate storicamente in ambito alimentare ed erboristico e rappresentano una delle specie più riconoscibili della selezione di Baroni.
L’elenco delle dodici specie è documentato sia nelle fonti biografiche dedicate a Baroni sia nel materiale bibliografico relativo al suo libro.
Dal patrimonio di piante alle formulazioni PVB
L’importanza delle dodici piante non consiste semplicemente nel loro elenco. Nel lavoro di Baroni assume particolare rilievo l’idea di selezionare e combinare differenti piante sulla base delle caratteristiche che egli attribuiva loro. È proprio questo patrimonio di conoscenze che costituisce il riferimento storico delle successive formule PVB.
Le soluzioni oggi commercializzate con questa denominazione sono infatti descritte come formulazioni realizzate seguendo gli insegnamenti di Padre Vittorio Baroni. La linea comprende preparazioni idroalcoliche differenti, ciascuna caratterizzata da una propria combinazione di estratti vegetali.
È quindi più corretto parlare di un sistema di formulazioni ispirato all’esperienza di Baroni, piuttosto che considerare le PVB come un unico prodotto o come una semplice preparazione a base di una sola pianta.
Come sono formulate le soluzioni idroalcoliche
Le preparazioni PVB appartengono alla categoria delle soluzioni idroalcoliche, nelle quali acqua e alcol costituiscono il veicolo degli estratti vegetali. La scelta del veicolo permette di ottenere preparazioni liquide da assumere secondo le indicazioni specifiche riportate per ciascuna formula.
La composizione, tuttavia, non è uguale per tutte le PVB. Un esempio è la PVB n.12, la cui composizione comprende tiglio, verga d’oro, ononide, verbasco, parietaria, centinodio e sambuco, oltre ad acqua e alcol. Questo aspetto è importante anche per comprendere la linea: le diverse numerazioni identificano formulazioni differenti, costruite intorno a specifiche combinazioni di estratti vegetali.
La continuità della tradizione erboristica
Le PVB rappresentano oggi una testimonianza di una particolare stagione della fitoterapia italiana del Novecento, nella quale alcuni studiosi ed erboristi cercavano di sistematizzare le conoscenze tradizionali sulle piante attraverso metodi personali di osservazione e preparazione.
Il lavoro di Baroni si inserisce in questo contesto e rimane legato soprattutto alla sua opera sulle dodici piante e alla successiva diffusione delle formule PVB. Per chi si interessa di erboristeria, queste preparazioni permettono quindi di conoscere non soltanto una linea di prodotti, ma anche un capitolo della storia italiana delle preparazioni fitoterapiche tradizionali.
PVB: una storia da conoscere
Dalle dodici piante studiate da Padre Vittorio Baroni alle moderne soluzioni idroalcoliche PVB esiste un filo conduttore: la volontà di valorizzare il patrimonio botanico attraverso preparazioni basate sugli estratti vegetali.
La storia delle PVB è quindi inseparabile dalla figura di Baroni e dal suo libro Dodici piante per i mali del secolo, che rappresenta la principale testimonianza scritta del suo particolare approccio alla fitoterapia.
Per approfondire la storia delle PVB e conoscere le singole formulazioni, è possibile consultare la sezione dedicata ai Prodotti Di Leo e alle formule PVB sul sito di Erboristeria Arcobaleno.
Fonti e bibliografia
- Baroni Vittorio, Dodici piante per i mali del secolo. Nuove conquiste in fitoterapia mediante studi radiestesici, Edizioni Cantagalli, 3ª edizione, Siena, 2012, ISBN 978-88-8272-864-9. [Scheda ufficiale Edizioni Cantagalli]
- Giornelli Giuseppe, “P. Baroni Vittorio”, Annali della Missione, vol. 97, n. 4, 1990, pp. 313 e seguenti.
- Sonia Giusti (a cura di), Le piante magiche. Una ricerca storico-antropologica, Roma, Domograf, 1995.
- IBS, scheda bibliografica di Dodici piante per i mali del secolo di Vittorio Baroni, Edizioni Cantagalli, 2012.
- Libreria Universitaria, scheda bibliografica di Dodici piante per i mali del secolo di Vittorio Baroni.
- Wikipedia – voce Vittorio Baroni.







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