Unguento di Tepezcohuite

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Una pelle secca, ruvida, desquamata o soggetta a irritazioni ha bisogno innanzitutto di protezione, emollienza e sostegno della propria barriera naturale.

Tra le piante tradizionalmente utilizzate per il benessere della cute troviamo il Tepezcohuite, nome con cui è conosciuta la Mimosa tenuiflora, una specie originaria dell’America centrale e meridionale particolarmente diffusa in Messico. La corteccia di questa pianta è stata utilizzata per secoli nella medicina tradizionale per applicazioni sulla pelle e, proprio a partire da questi utilizzi, la Mimosa tenuiflora è stata successivamente studiata dalla ricerca scientifica.

Oggi il Tepezcohuite è conosciuto soprattutto per l’interesse suscitato dalle sue sostanze polifenoliche, tannini, flavonoidi e altri composti bioattivi, studiati per le loro proprietà antiossidanti, antimicrobiche e per il possibile coinvolgimento nei processi di riparazione cutanea.

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Mimosa tenuiflora: la pianta del Tepezcohuite

La Mimosa tenuiflora (Willd.) Poir. è una pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Si presenta come un arbusto o piccolo albero spinoso, dall’aspetto che può ricordare alcune specie di acacia, e può raggiungere diversi metri di altezza. È originaria delle regioni dell’America centrale e meridionale e trova particolare diffusione nelle aree del Messico.

La parte della pianta maggiormente conosciuta per l’impiego tradizionale è la corteccia, soprattutto quella dei rami più giovani. La corteccia di Mimosa tenuiflora è stata tradizionalmente essiccata e ridotta in polvere per essere utilizzata sulla pelle in presenza di ferite, ustioni e lesioni cutanee. Questo uso tradizionale ha rappresentato il punto di partenza per numerose ricerche fitochimiche e farmacologiche.

Il nome Tepezcohuite, con cui la pianta è conosciuta soprattutto in Messico, viene comunemente associato al significato di “albero della pelle”, un nome che riflette l’importanza attribuita storicamente alla pianta nell’ambito della cura cutanea.

La ricerca moderna ha effettivamente individuato nella corteccia diverse categorie di sostanze bioattive, confermando l’interesse scientifico per questa specie.

La corteccia: la parte più interessante della pianta

La corteccia di Mimosa tenuiflora rappresenta la droga vegetale maggiormente studiata. Con il termine droga vegetale si indica la parte della pianta utilizzata come materia prima perché contiene le sostanze alle quali vengono attribuite determinate attività biologiche. Nel caso del Tepezcohuite, la corteccia contiene una combinazione complessa di:

  • tannini;
  • flavonoidi;
  • altri composti polifenolici;
  • saponine;
  • polisaccaridi;
  • minerali e oligoelementi;
  • altre sostanze fitochimiche.

La composizione può variare in funzione dell’origine della pianta, delle condizioni ambientali, dell’età del materiale vegetale e soprattutto del metodo utilizzato per ottenere l’estratto. Per questo motivo non è corretto considerare tutti gli estratti di Mimosa tenuiflora identici tra loro.

Unguento di TepezcohuiteTannini: una componente caratteristica del Tepezcohuite

Tra i componenti più caratteristici della corteccia di Tepezcohuite troviamo i tannini, una grande famiglia di composti polifenolici. I tannini sono conosciuti soprattutto per la loro attività astringente, cioè per la capacità di interagire con le proteine e modificare temporaneamente le caratteristiche della superficie dei tessuti.

Questa caratteristica ha contribuito alla tradizionale utilizzazione delle cortecce ricche di tannini nelle preparazioni destinate alla pelle. I tannini possiedono inoltre attività antiossidanti e sono stati studiati, insieme ad altri polifenoli, nell’ambito dei processi di riparazione dei tessuti.

Nel caso della Mimosa tenuiflora, la ricerca ha evidenziato proprio un possibile ruolo della combinazione di tannini e flavonoidi nelle attività antimicrobiche osservate negli estratti della pianta.

Flavonoidi: protezione dallo stress ossidativo

I flavonoidi sono composti polifenolici presenti in moltissime specie vegetali. Una delle caratteristiche più studiate dei flavonoidi è la loro attività antiossidante, legata alla capacità di interagire con specie reattive dell’ossigeno e con diversi meccanismi cellulari.

La ricerca sui flavonoidi in generale ha evidenziato un possibile coinvolgimento di queste molecole nei processi di infiammazione, angiogenesi, riepitelizzazione e riparazione delle ferite. Nel Tepezcohuite, i flavonoidi fanno parte del complesso insieme di sostanze che caratterizza la corteccia.

È proprio questa fitocomplessità, e non necessariamente l’azione di un singolo principio attivo, a rendere interessante la pianta.

Saponine e altri composti vegetali

La corteccia di Mimosa tenuiflora contiene anche saponine, oltre a numerose altre categorie di sostanze fitochimiche. Le saponine costituiscono un gruppo molto ampio di composti vegetali presenti in numerose piante medicinali. Il loro interesse farmacologico è stato studiato in diversi ambiti, compresi i processi infiammatori, l’attività antimicrobica e i meccanismi coinvolti nella riparazione dei tessuti.

Non è tuttavia possibile attribuire a priori a tutte le saponine della Mimosa tenuiflora uno specifico effetto clinico: la composizione dell’estratto e la concentrazione dei singoli componenti sono determinanti.

Oligoelementi e metabolismo cutaneo

La pianta contiene inoltre elementi minerali e oligoelementi, sostanze che nell’organismo partecipano a numerosi processi biochimici. Gli oligoelementi sono coinvolti, tra l’altro, nell’attività di diversi enzimi e nei processi cellulari.

È quindi comprensibile l’interesse per la composizione minerale delle piante medicinali, anche se la presenza di un oligoelemento nella pianta non significa automaticamente che l’applicazione topica dell’estratto determini un effetto sistemico o terapeutico specifico.

Nel caso del Tepezcohuite, il principale interesse scientifico rimane comunque legato alla complessa composizione fitochimica della corteccia, in particolare ai suoi polifenoli e ad altri composti bioattivi.

Tepezcohuite e attività antimicrobica

Una delle caratteristiche più studiate della Mimosa tenuiflora è la sua possibile attività antimicrobica.

Una revisione integrativa pubblicata nel 2021 ha esaminato gli studi sperimentali disponibili sull’attività della pianta contro batteri e funghi. Gli autori hanno rilevato attività antimicrobica in vitro degli estratti di Mimosa tenuiflora e hanno indicato flavonoidi e tannini tra i composti che potrebbero contribuire a questo effetto.

Un precedente studio sperimentale aveva inoltre osservato attività in vitro di estratti acquosi ed etanolici della corteccia nei confronti di diversi batteri, lieviti e dermatofiti.

Questi risultati sono particolarmente interessanti dal punto di vista cosmetico e fitoterapico.

Tepezcohuite e rigenerazione della pelle

Unguento di Tepezcohuite

Il secondo grande ambito di interesse riguarda la riparazione cutanea. Alcuni componenti ad alto peso molecolare estratti dalla corteccia sono stati studiati su cellule cutanee umane.

Uno studio pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology ha evidenziato che alcune frazioni ricche in arabinogalattani ottenute dalla corteccia di Mimosa tenuiflora erano in grado di stimolare in vitro l’attività e la proliferazione dei fibroblasti dermici.

I fibroblasti sono cellule fondamentali per la produzione della matrice extracellulare e partecipano attivamente ai processi di riparazione della pelle.

Questi dati forniscono quindi una possibile spiegazione biologica dell’interesse tradizionale della pianta nelle preparazioni destinate alle lesioni cutanee.

Tepezcohuite e cicatrizzazione: cosa dicono gli studi clinici?

La Mimosa tenuiflora è stata studiata anche in ambito clinico.

Un primo studio ha valutato un estratto della corteccia nel trattamento delle ulcere venose degli arti inferiori.

Successivamente è stato condotto un ulteriore studio randomizzato, controllato e in doppio cieco su un idrogel contenente uno specifico estratto di corteccia di Mimosa tenuiflora. Lo studio ha coinvolto 41 persone, delle quali 32 hanno completato il protocollo. Entrambi i gruppi hanno mostrato una riduzione significativa dell’area delle ulcere, ma non è stata osservata una differenza statisticamente significativa tra l’idrogel contenente Tepezcohuite e il solo idrogel di controllo. Gli autori hanno quindi concluso che il preparato contenente l’estratto non risultava superiore al veicolo utilizzato come controllo.

Questo risultato è importante perché permette di mantenere un’informazione scientificamente equilibrata: il Tepezcohuite presenta potenziali interessanti, ma le evidenze cliniche non sono sufficienti per attribuirgli un’efficacia terapeutica generale nella guarigione delle ferite.

Unguento e Crema Tepezcohuite per la pelle secca

L’interesse per il Tepezcohuite non riguarda soltanto le ferite. Una preparazione cosmetica contenente Mimosa tenuiflora può essere utilizzata nella routine quotidiana quando la pelle appare:

  • secca;
  • ruvida;
  • desquamata;
  • soggetta a prurito;
  • arrossata;
  • irritata;
  • sottoposta a stress ambientale;
  • bisognosa di maggiore protezione.

In queste situazioni, la componente emolliente della preparazione assume un ruolo importante.

Un prodotto in crema o unguento permette infatti di creare una pellicola protettiva sulla superficie cutanea, contribuendo a ridurre la perdita d’acqua e a mantenere la pelle più morbida.

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Tepezcohuite e psoriasi

Il Tepezcohuite è tradizionalmente associato anche alle problematiche della pelle caratterizzate da secchezza, desquamazione e irritazione, motivo per cui viene utilizzato anche come coadiuvante cosmetico dalle persone con pelle soggetta a psoriasi. È però necessario distinguere il comfort cutaneo dal trattamento della malattia.

La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica che richiede una diagnosi e una gestione dermatologica appropriata.

Una crema o un unguento a base di Tepezcohuite può essere considerato un coadiuvante per la pelle secca e desquamata, ma non deve essere presentato come una terapia sostitutiva dei trattamenti prescritti dal medico.

Tepezcohuite e ustioni

Le ustioni rappresentano uno degli utilizzi tradizionali più conosciuti della Mimosa tenuiflora. La corteccia veniva tradizionalmente essiccata e polverizzata per essere applicata sulle lesioni. La presenza di composti polifenolici e l’attività antimicrobica osservata in laboratorio hanno contribuito a mantenere vivo l’interesse scientifico per questa pianta.

Anche gli studi sui fibroblasti hanno fornito ulteriori elementi per comprendere il possibile ruolo di alcuni componenti della corteccia nei processi di riparazione cutanea. Questo non significa però che il Tepezcohuite possa sostituire il trattamento medico delle ustioni.

In caso di ustioni estese, profonde, con formazione di bolle importanti, necrosi o coinvolgimento di aree delicate, è necessario rivolgersi tempestivamente a un professionista sanitario.

Tepezcohuite e ulcere cutanee

La ricerca clinica sulla Mimosa tenuiflora ha riguardato soprattutto le ulcere venose degli arti inferiori. Questo è uno degli ambiti nei quali esistono dati sull’uomo, anche se i risultati non permettono di considerare l’estratto come una terapia consolidata.

Una revisione sistematica con meta-analisi ha incluso due studi sul gel di Mimosa tenuiflora per le ulcere venose, sottolineando il potenziale interesse della pianta ma anche l’eterogeneità degli studi disponibili.

Perché il Tepezcohuite è chiamato “Albero della Pelle”?

Il nome tradizionale Tepezcohuite, associato al significato di “albero della pelle”, racconta il rapporto storico tra questa pianta e le popolazioni che ne utilizzavano la corteccia. La tradizione attribuiva alla pianta un’importante capacità di aiutare la pelle in presenza di ferite e ustioni.

La ricerca contemporanea ha successivamente studiato alcuni degli elementi che potrebbero contribuire a queste proprietà, individuando attività antimicrobiche degli estratti e interessanti effetti di alcune frazioni della corteccia sui fibroblasti dermici.

È proprio questo collegamento tra uso tradizionale e ricerca moderna a rendere la Mimosa tenuiflora una pianta particolarmente interessante.

Tepezcohuite: dalla medicina tradizionale alla ricerca moderna

La Mimosa tenuiflora costituisce un interessante esempio di pianta nella quale la conoscenza tradizionale ha preceduto la ricerca scientifica. Per generazioni la corteccia è stata utilizzata sulla pelle, soprattutto in relazione a ferite e ustioni.

La ricerca moderna ha poi iniziato a studiare la composizione della pianta e le sue attività biologiche.

Oggi sappiamo che gli estratti della corteccia mostrano attività antimicrobiche in vitro, mentre specifiche frazioni contenenti arabinogalattani hanno mostrato effetti sull’attività dei fibroblasti dermici in condizioni sperimentali.

Sono stati inoltre realizzati studi clinici sulle ulcere venose, con risultati interessanti ma non conclusivi.

Questo significa che il Tepezcohuite è una pianta scientificamente interessante, ma che sono necessari ulteriori studi per stabilire con precisione quali estratti, concentrazioni e formulazioni possano offrire i maggiori benefici clinici.

Curiosità sul Tepezcohuite

  1. La fama moderna del Tepezcohuite in Messico è legata a una serie di catastrofi avvenute negli anni ’80. In particolare, la corteccia venne utilizzata empiricamente sulle ustioni provocate dall’esplosione di un deposito di gas a San Juan Ixhuatepec nel 1984 e successivamente il suo utilizzo per le lesioni cutanee si diffuse ulteriormente dopo il terremoto di Città del Messico del 1985.
  2. La Mimosa tenuiflora è una specie particolarmente adattabile: cresce in ambienti secchi, boschi decidui, aree disturbate, terreni abbandonati e lungo le strade. È stata descritta come una specie opportunista, capace di colonizzare rapidamente ambienti modificati.
  3. Non confonderla con la mimosa italiana! Nonostante il nome Mimosa tenuiflora, questa pianta non è la mimosa dai caratteristici fiori gialli che vediamo in Italia a marzo. La cosiddetta mimosa ornamentale è generalmente identificata con Acacia dealbata, mentre il Tepezcohuite appartiene al genere Mimosa. Sono quindi specie botanicamente differenti, anche se appartengono alla stessa grande famiglia delle Fabaceae.
  4. In Brasile Mimosa tenuiflora è conosciuta anche con altri nomi e alcune parti della pianta hanno avuto un ruolo nelle tradizioni rituali legate alla Jurema. Una recente pubblicazione dell’Università Autonoma di Nuevo León segnala proprio la diversa storia etnobotanica della specie in Messico e Brasile.

Conclusione

Il Tepezcohuite (Mimosa tenuiflora) è una pianta che ha suscitato un crescente interesse per la particolare composizione della sua corteccia, naturalmente ricca di tannini, flavonoidi, saponine, polisaccaridi e altri composti vegetali. Le ricerche disponibili hanno evidenziato attività interessanti, in particolare nell’ambito antiossidante, antimicrobico e dei processi biologici coinvolti nella riparazione della pelle.

Pur essendo una pianta dalla lunga storia di utilizzo tradizionale, è importante interpretare correttamente le evidenze scientifiche: i risultati ottenuti in laboratorio o con specifici estratti non possono essere automaticamente estesi a ogni preparazione cosmetica. Proprio per questo, il Tepezcohuite va considerato soprattutto come un interessante ingrediente di origine vegetale per la cura e il benessere della pelle.

Grazie alle caratteristiche della sua corteccia, le preparazioni a base di Tepezcohuite possono trovare spazio nella routine cosmetica delle pelli secche, ruvide, stressate o facilmente soggette a fastidio, contribuendo a mantenere la pelle morbida, protetta e in buone condizioni. Un esempio è la Crema Tepezcohuite, disponibile presso Erboristeria Arcobaleno.

Riferimenti scientifici

  1. Ferreira TL, Evangelista AJJ. Mimosa tenuiflora’s antimicrobial activity on bacteria and fungi from medical importance: an integrative review. Arch Microbiol. 2021;203(6):3399-3406.
  2. Zippel J, Deters A, Hensel A. Arabinogalactans from Mimosa tenuiflora (Willd.) Poiret bark as active principles for wound-healing properties: specific enhancement of dermal fibroblast activity and minor influence on HaCaT keratinocytes. J Ethnopharmacol. 2009;124(3):391-396.
  3. Rivera-Arce E, Chávez-Soto MA, Herrera-Arellano A, et al. Therapeutic effectiveness of a Mimosa tenuiflora cortex extract in venous leg ulceration treatment. J Ethnopharmacol. 2007;109(3):523-528.
  4. Lammoglia-Ordiales L, Vega-Memije ME, Herrera-Arellano A, et al. A randomised comparative trial on the use of a hydrogel with tepescohuite extract (Mimosa tenuiflora cortex extract-2G) in the treatment of venous leg ulcers. Int Wound J. 2012;9(4):412-418.
  5. Lozoya X, Navarro V, Arnason JT, Kourany E. Experimental evaluation of Mimosa tenuiflora (Willd.) Poir. (Tepescohuite). I. Screening of the antimicrobial properties of bark extracts. Arch Invest Med. 1989;20(1):87-93.

 

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