Ginkgo biloba e demenza: il riconoscimento dell’HMPC

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Dalle antiche tradizioni orientali ai più recenti riconoscimenti europei, il Ginkgo biloba si conferma una delle piante medicinali più studiate e discusse. Il Comitato per i medicinali di origine vegetale dell’Agenzia Europea dei Medicinali (HMPC) ne ha valutato gli effetti terapeutici, riconoscendo ufficialmente il ruolo dell’estratto di ginkgo nel rallentare il declino cognitivo legato all’età e nel migliorare la qualità della vita nei soggetti con demenza lieve. Un passaggio fondamentale verso una fitoterapia più scientificamente fondata e regolamentata.

Il Ginkgo biloba L. è una delle piante medicinali più studiate al mondo e una delle poche a essere sopravvissute praticamente immutate per milioni di anni. Originario dell’Asia, questo albero è oggi al centro di un importante riconoscimento ufficiale da parte del Comitato per i medicinali di origine vegetale (HMPC) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), che ne ha valutato gli usi terapeutici sulla base delle prove scientifiche disponibili e della lunga esperienza clinica maturata nel tempo.

Il ruolo dell’HMPC e la regolamentazione europea dei fitoterapici

L’HMPC (Herbal Medicinal Products Committee) è un organo scientifico istituito presso l’EMA in seguito alla direttiva 2004/24/CE, la quale ha introdotto una procedura di registrazione semplificata per i medicinali tradizionali di origine vegetale all’interno dell’Unione Europea.
Il comitato ha il compito di redigere monografie scientifiche sulle piante medicinali e sui loro estratti, fornendo valutazioni di efficacia e sicurezza basate sia su dati clinici sia sull’uso consolidato o tradizionale delle sostanze. Queste monografie costituiscono oggi un punto di riferimento fondamentale per le autorità nazionali (come l’AIFA in Italia) quando valutano le richieste di autorizzazione all’immissione in commercio dei fitoterapici.

Nel caso del Ginkgo biloba, le conclusioni dell’HMPC rappresentano un passaggio chiave: esse confermano che, per alcune indicazioni, esistono prove sufficienti e coerenti per attribuire al ginkgo un valore terapeutico riconosciuto a livello europeo.

Ginkgo biloba e demenza: il riconoscimento dell’HMPCEffetti sul deficit cognitivo e sulla demenza lieve

L’HMPC ha riconosciuto che i medicinali a base di estratto secco di foglie di Ginkgo biloba possono essere utilizzati per rallentare il declino cognitivo legato all’età e per migliorare la qualità della vita negli adulti affetti da forme lievi di demenza.

Questo riconoscimento si basa su un solido uso consolidato e su numerosi studi clinici condotti negli ultimi decenni, che hanno mostrato come l’estratto standardizzato (generalmente identificato come EGb 761) possa esercitare effetti neuroprotettivi e migliorare alcune funzioni cognitive, in particolare l’attenzione, la memoria e la velocità di elaborazione delle informazioni.

Il meccanismo d’azione non è ancora completamente chiarito, ma le ricerche suggeriscono che il ginkgo agisca in diversi modi:

  • migliorando il flusso sanguigno cerebrale, soprattutto a livello microcircolatorio;
  • riducendo lo stress ossidativo attraverso l’azione antiradicalica dei suoi flavonoidi;
  • modulando i neurotrasmettitori (come acetilcolina, dopamina e serotonina);
  • e protegendo i neuroni dai danni causati da ischemia o radicali liberi.

In diversi studi clinici randomizzati (tra cui Scripnikov et al., Int J Clin Pharmacol Ther, 2007; e Napryeyenko et al., Curr Med Res Opin, 2009), l’estratto di ginkgo ha dimostrato un effetto positivo sulla funzione cognitiva e sul comportamento in pazienti con demenza lieve o Alzheimer iniziale, soprattutto se assunto in modo continuativo per almeno 3-6 mesi. Tuttavia, l’effetto è modesto e varia in base alla gravità della patologia: il ginkgo non rappresenta una cura, ma un supporto complementare nel trattamento della demenza lieve.

Effetti sulla circolazione periferica

Oltre agli effetti cognitivi, l’HMPC ha riconosciuto un uso tradizionale della foglia polverizzata di ginkgo per alleviare disturbi circolatori lievi, come la sensazione di freddo alle mani e ai piedi o la pesantezza alle gambe.

Questa indicazione si fonda su oltre 30 anni di esperienza clinica (di cui almeno 15 nell’UE) e su dati che confermano un profilo di sicurezza favorevole. Gli studi clinici, pur non sufficientemente numerosi per una piena validazione scientifica, mostrano che il ginkgo può migliorare la microcircolazione e favorire una maggiore ossigenazione dei tessuti, grazie all’effetto vasodilatatore e alla riduzione dell’aggregazione piastrinica e alla modulazione dell’ossido nitrico (NO), molecola chiave nella regolazione del tono vascolare (Diamond et al., J Sex Marital Ther, 1998).

Ginkgo biloba e demenza: il riconoscimento dell’HMPCMeccanismo d’azione vascolare e ruolo nell’erezione

L’erezione peniena è un processo fisiologico complesso che richiede una vasodilatazione adeguata dei corpi cavernosi, mediata dall’ossido nitrico endoteliale (NO). In questo contesto, il Ginkgo biloba potrebbe contribuire in modo indiretto a migliorare la funzione erettile in soggetti con deficit circolatorio o disfunzione endoteliale lieve, attraverso:

  • l’aumento del flusso sanguigno arterioso periferico e cavernoso;
  • la riduzione dell’aggregazione piastrinica e della viscosità ematica;
  • l’incremento della biodisponibilità di NO, favorendo la vasodilatazione.

Alcune ricerche preliminari hanno esplorato questa possibile applicazione. In uno studio condotto su 60 uomini con disfunzione erettile da causa organica o da farmaci SSRI, la somministrazione di estratto di Ginkgo biloba per 12 settimane ha determinato un miglioramento della risposta erettile nel 50–70% dei soggetti, soprattutto nei casi con componente vascolare o iatrogena.

Rischi e precauzioni d’uso

Come per ogni medicinale, anche i prodotti a base di Ginkgo biloba possono provocare effetti indesiderati. I più comuni sono cefalea, disturbi gastrointestinali e reazioni allergiche cutanee.
È stato inoltre segnalato un rischio di sanguinamento, in particolare in soggetti che assumono anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici (come warfarin o aspirina). Per questo motivo, l’uso del ginkgo deve essere valutato dal medico in questi casi.

Le linee guida dell’HMPC raccomandano di consultare un medico:

  • se i sintomi cognitivi non migliorano entro 3 mesi;
  • o se i disturbi circolatori persistono oltre 2 settimane.

L’importanza del riconoscimento ufficiale

Il riconoscimento dell’efficacia del Ginkgo biloba da parte dell’HMPC rappresenta un traguardo significativo nel campo della fitoterapia scientifica.
Per la prima volta, un organismo regolatorio europeo ha formalmente attestato che determinati estratti di ginkgo, standardizzati e ben caratterizzati, possono vantare un effetto terapeutico documentato nella gestione della demenza lieve.

Questo ha due conseguenze fondamentali:

  1. Autorevolezza scientifica: le valutazioni dell’HMPC si basano su prove oggettive, il che distingue il ginkgo dai semplici integratori erboristici privi di validazione clinica.
  2. Tutela del paziente: grazie alle monografie EMA, i prodotti a base di ginkgo commercializzati come fitoterapici autorizzati devono garantire qualità, sicurezza e standard di estrazione controllati, offrendo così un riferimento affidabile sia ai medici che ai cittadini.

Conclusione

Il Ginkgo biloba rappresenta oggi un esempio emblematico di come una sostanza di origine vegetale possa essere integrata nella medicina basata sull’evidenza. Pur non costituendo una cura per la demenza, l’estratto di ginkgo, quando impiegato in modo corretto e sotto controllo medico, può sostenere la funzione cognitiva, migliorare la qualità della vita negli anziani e contribuire al benessere circolatorio. Il riconoscimento dell’HMPC segna un passo importante verso una fitoterapia più scientificamente fondata, in cui la tradizione incontra la modernità della ricerca clinica e della regolamentazione europea.

Fonti e approfondimenti

  1. EMA – Herbal Medicinal Products Committee (HMPC): Assessment report on Ginkgo biloba L., folium (EMA/324406/2015)
  2. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) – Sezione “Farmaci vegetali”: www.aifa.gov.it
  3. Scripnikov A. et al., Int J Clin Pharmacol Ther, 2007;45(2):197-204.
  4. Napryeyenko O. et al., Curr Med Res Opin, 2009;25(10):2479-2485.
  5. DeFeudis FV, Drieu K. “Ginkgo biloba extract (EGb 761) and CNS functions: basic studies and clinical applications.” Curr Drug Targets, 2000;1(1):25–58.
  6. Erboristeria Arcobaleno: Ginkgo biloba, pianta dalle importanti proprietà benefiche.
  7. Erboristeria Arcobaleno: Ginkgo Biloba: il fossile vivente

 

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