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Scoperta in Francia, l’aromaterapia era già nota e praticata già da greci e romani. Ma l’aromaterapia cos’è esattamente? E come funziona? Vediamolo assieme.

Con il termine “aromaterapia” si indica l’utilizzo di essenze aromatiche, altrimenti dette oli essenziali, per il mantenimento della salute o per la terapia

Il concetto deriva dal francese aromathérapie e venne introdotto negli anni ’20 del Novecento da René Maurice Gattefossé. Questo chimico francese, studiando le applicazioni cosmetiche degli oli essenziali, notò importanti effetti dell’olio di lavanda sulle ustioni.

Un altro francese, Jean Valnet, portò avanti l’impiego terapeutico delle essenze, sfruttandole durante la seconda guerra mondiale per medicare le ferite dei soldati.

L’aromaterapia è una pratica che utilizza gli oli essenziali, sostanze aromatiche concentrate estratte da diverse parti delle piante, come fiori, foglie, scorze, radici e legni. È conosciuta soprattutto per il suo impiego nell’ambito del benessere quotidiano, attraverso la diffusione degli aromi nell’ambiente e altre modalità di utilizzo appropriate.

Il profumo di una pianta può evocare ricordi, accompagnare un momento di relax o contribuire a creare un’atmosfera piacevole in casa. Tuttavia, gli oli essenziali non sono semplici profumi: contengono composti chimici naturali molto concentrati che richiedono attenzione nella scelta e nell’utilizzo.

In questa guida scopriamo che cos’è l’aromaterapia, come si è sviluppata nel tempo, quali sono le caratteristiche degli oli essenziali e quali precauzioni è importante conoscere per utilizzarli correttamente.

Aromaterapia: significato e storia

Il termine aromaterapia unisce le parole “aroma” e “terapia” e indica l’impiego degli oli essenziali per finalità legate al benessere. L’utilizzo delle piante aromatiche e delle loro essenze ha radici antiche: diverse civiltà, tra cui quelle egizia, greca, romana e indiana, impiegavano sostanze profumate di origine vegetale nei rituali, nei massaggi, nella cura del corpo e nella vita quotidiana.

Nel corso dei secoli, le tecniche di estrazione e conservazione delle essenze si sono evolute, permettendo di ottenere preparazioni aromatiche sempre più concentrate.

Il termine moderno aromaterapia si è diffuso soprattutto nel Novecento, anche grazie al chimico francese René-Maurice Gattefossé, spesso citato nella storia di questa disciplina.

Oggi l’aromaterapia viene utilizzata principalmente nell’ambito delle pratiche complementari dedicate al benessere. È importante, però, distinguere gli usi tradizionali dalle evidenze scientifiche: le ricerche su alcuni oli essenziali sono interessanti, ma i risultati variano in base alla sostanza studiata, alla modalità di utilizzo e alla condizione considerata. L’aromaterapia non sostituisce le cure mediche.

Oli essenziali: cosa sono e come si ottengono

Gli oli essenziali sono miscele concentrate di composti aromatici volatili prodotti naturalmente dalle piante. Sono responsabili di molte delle caratteristiche olfattive che riconosciamo nei vegetali e possono essere presenti in strutture specifiche, come ghiandole, peli secretori o cavità della pianta.

La composizione di un olio essenziale può variare in base alla specie botanica, alla parte utilizzata, al clima, al terreno, al periodo di raccolta e al metodo di estrazione.

I principali metodi di produzione comprendono:

  • Distillazione in corrente di vapore: utilizzata per molte piante aromatiche, consente di separare le sostanze volatili dal materiale vegetale.
  • Spremitura a freddo: impiegata soprattutto per ottenere essenze dalle scorze degli agrumi.
  • Altri procedimenti specifici: utilizzati in base alla pianta e alle caratteristiche delle sostanze aromatiche da estrarre.

Non tutti gli estratti vegetali sono oli essenziali. Oleoliti, macerati, acque aromatiche ed estratti ottenuti con solventi hanno caratteristiche differenti e non devono essere considerati equivalenti.

Che cosa determina la qualità di un olio essenziale?

Per scegliere un prodotto è utile controllare il nome botanico della pianta, la parte utilizzata, il metodo di estrazione e le indicazioni riportate in etichetta. Anche la corretta conservazione è importante: luce, calore e aria possono alterare nel tempo alcune componenti.

La dicitura “naturale” non significa automaticamente che un prodotto sia adatto a tutti o privo di rischi. La concentrazione, la composizione e le modalità di utilizzo sono elementi fondamentali da considerare.

Le caratteristiche degli oli essenziali

Ogni olio essenziale presenta una composizione aromatica specifica. Lavanda, limone, menta piperita, eucalipto e rosmarino, per esempio, si distinguono per profilo olfattivo e componenti chimici.

Alcuni oli vengono tradizionalmente scelti per creare un ambiente rilassante, altri per una sensazione di freschezza o per rendere più gradevole l’esperienza olfattiva degli spazi domestici.

È utile ricordare che il profumo di un olio essenziale non dimostra, da solo, una specifica efficacia terapeutica. Gli effetti studiati in ambito scientifico dipendono dall’olio utilizzato e dal contesto: non è corretto attribuire a tutti gli oli essenziali la capacità di prevenire o curare infezioni, disturbi respiratori o altre patologie.

Per questo motivo, l’aromaterapia va considerata una possibile pratica complementare di benessere, senza sostituire diagnosi, terapie o indicazioni di medici e altri professionisti sanitari qualificati.

Come si utilizza l’aromaterapia

AROMATERAPIA COS’È E COME FUNZIONA - STORIA E UTILIZZO

Le modalità di utilizzo degli oli essenziali sono diverse. La scelta deve tenere conto del tipo di prodotto, delle istruzioni del produttore, dell’ambiente e delle persone che potrebbero entrarvi in contatto.

Diffusione ambientale

La diffusione è una delle modalità più conosciute. Si utilizzano dispositivi adatti, come i diffusori a ultrasuoni, seguendo le indicazioni relative alla quantità e alla durata d’impiego.

È preferibile iniziare con quantità contenute, arieggiare gli ambienti e interrompere la diffusione se compaiono fastidio, tosse, mal di testa o irritazione. Occorre prestare particolare attenzione in presenza di bambini, animali domestici, persone asmatiche o sensibili alle fragranze.

La diffusione deve essere moderata: un profumo intenso non è necessariamente più efficace o piacevole.

Inalazione degli aromi

L’inalazione degli aromi può avvenire in modo indiretto, per esempio percependo una fragranza da una fonte adatta all’uso previsto. Non è consigliabile improvvisare inalazioni di vapore con acqua bollente e oli essenziali, perché possono provocare ustioni e irritazioni.

In caso di disturbi respiratori persistenti, difficoltà a respirare o sintomi importanti, è necessario rivolgersi a un professionista sanitario anziché affidarsi agli oli essenziali.

Uso cutaneo e massaggio aromatico

Alcuni oli essenziali possono essere impiegati sulla pelle esclusivamente quando il prodotto è indicato per questa modalità d’uso e secondo le diluizioni raccomandate. In genere, l’impiego cutaneo richiede di diluire l’essenza in un prodotto vettore idoneo, come un olio vegetale.

L’applicazione di oli essenziali puri può provocare irritazioni, sensibilizzazione o reazioni allergiche. Alcune essenze, in particolare determinati oli di agrumi, possono inoltre aumentare la sensibilità della pelle alla luce solare.

È opportuno evitare il contatto con occhi e mucose e non applicare il prodotto su cute lesa. In caso di pelle sensibile, allergie o dubbi sull’idoneità di un prodotto, è preferibile chiedere consiglio a un professionista qualificato.

Uso orale: perché serve particolare cautela

Gli oli essenziali sono sostanze concentrate e non devono essere ingeriti autonomamente. L’assunzione orale può comportare rischi di tossicità, interazioni con farmaci e irritazione delle mucose, anche quando il prodotto è di origine naturale.

L’eventuale impiego per via orale deve essere valutato esclusivamente nell’ambito di indicazioni professionali appropriate, tenendo conto della specifica sostanza e delle condizioni individuali. Non tutti gli oli essenziali sono adatti a questa modalità d’uso.

Aromaterapia e sicurezza: le precauzioni da conoscere

Per utilizzare gli oli essenziali in modo consapevole è importante seguire alcune regole fondamentali:

  • Leggere sempre l’etichetta e rispettare le modalità d’uso indicate.
  • Non ingerire gli oli essenziali senza specifiche indicazioni professionali.
  • Non applicarli puri sulla pelle, salvo diversa indicazione esplicita per uno specifico prodotto.
  • Tenerli lontani dalla portata dei bambini e conservarli correttamente.
  • Prestare particolare attenzione durante la gravidanza e l’allattamento, in età pediatrica e in presenza di patologie, allergie o terapie farmacologiche.
  • Considerare la sensibilità degli animali domestici, che possono reagire diversamente alle sostanze aromatiche.
  • Interrompere l’utilizzo in caso di reazioni indesiderate.

La sicurezza dipende dal singolo olio essenziale, dalla concentrazione e dalla modalità d’impiego. In caso di ingestione accidentale o di una reazione importante, è opportuno contattare tempestivamente un centro antiveleni o un servizio sanitario.

Aromaterapia: un approccio consapevole al benessere quotidiano

L’aromaterapia permette di riscoprire il mondo delle piante aromatiche attraverso profumi e fragranze che possono accompagnare alcuni momenti della giornata. La diffusione ambientale, quando appropriata e moderata, può contribuire a creare un’atmosfera piacevole e personale.

Per scegliere e utilizzare gli oli essenziali è importante andare oltre il profumo: conoscere la pianta di origine, le caratteristiche del prodotto, le modalità d’impiego e le precauzioni aiuta a fare scelte più consapevoli.

La naturalità non esclude la necessità di attenzione. Un uso informato, rispettoso delle indicazioni e dei limiti delle conoscenze scientifiche, è il modo migliore per avvicinarsi all’aromaterapia senza attribuirle proprietà che non sono adeguatamente dimostrate.

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Per maggiori informazioni visita anche la pagina OLII ESSENZIALI o QUI


L’uso di bruciare incenso si è molto diffuso, in questi ultimi decenni, anche in Italia. Accendere un bastoncino di incenso o bruciare delle resine ha infatti influenze positive sulla persona e sull’ambiente. Vengono riconosciuti alla fumigazione mediante incenso effetti stimolanti, calmanti, armonizzanti ed equilibranti, apportatrici di un pensiero ed emozioni positive. Gli incensi possono inoltre essere usati per attività più pratiche, come la purificazione di stanze ed ambienti, grazie alla loro funzione antisettica, antibatterica, insettorepellente e antivirale.

L’incenso è la resina solidificata proveniente dalle secrezioni delle piante della famiglia delle BURSERACEE, ripartite in 17 generi e a loro volta in circa 600 specie. In Etiopia ne crescono principalmente due generi, la Boswellia, (che dà origine all’incenso, detto olibanum, da lubàn, incenso in ambo) presente con sette specie, e la Commyphora, pianta diffusa in oltre 50 specie differenti, dalla quale proviene la famosa mirra. Possono avere una dimensione che varia dall’arbusto alla pianta di alto fusto.

La produzione della resina avviene o per essudazione spontanea dalla pianta, o tramite un metodico processo d’incisioni sul tronco, dal quale comincia ad essudare una sorta di lattice. Dopo circa un mese la gommoresina è sufficientemente indurita da essere raccolta.

Il tronco della Boswellia può essere inciso fino ad un massimo di 12 volte in un anno, con un intervallo di 15- 25 giomi, da settembre a giugno (prima che inizi la stagione delle piogge), e ogni pianta può produrre da uno a tre kg di resina.

La raccolta dell’incenso risulta essere un lavoro molto importante per i contadini e i pastori dediti a questa attività, garantendo loro un reddito anche nel periodo della stagione secca, in cui è quasi impossibile praticare l’agricoltura. Inoltre la Boswellia e la Commyphora riescono a crescere anche in terreni aridi e rocciosi, con un suolo fertile di 20cm appena di profondità, e le loro foglie costituiscono nella stagione secca una fondamentale fonte di nutrimento per capre, cammelli ed altri erbivori ed un refrigerio con la propria ombra per piante, uomini e animali. Svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella preservazione del suolo dalla desertificazione.

Nel solo Tigray (regione a nord, confinante con l’Eritrea) i lavoratori stagionali impiegati annualmente nella raccolta dell’incenso sono 7000, tra i quali il 31% sono donne, Gli uomini sono tradizionalmente dediti all’incisione della pianta e alla raccolta; le donne, invece si occupano della selezione e della classificazione.

In Etiopia l’incenso è chiamato comunemente “ettan”, ma assume nomi comuni differenti.

L’incenso e la mirra da sempre sono utilizzati sia a scopo religioso, che curativo, o come elemento nei riti quotidiani, In Etiopia, ad esempio, in ogni cerimonia del caffè che si rispetti, un rito che gli etiopi celebrano diverse volte al giorno (bevendone ogni volta tre tazze), viene fatto annusare il dolce profumo dell’incenso; preferito in questo caso risulta essere l’aroma rilassante dei lubanja, ideale per ricreare un’atmosfera lieta ed accogliente per l’ospite,

Nella medicina tradizionale etiopica, la resina della Boswellia e della Commyphora è utilizzata per diverse patologie, soprattutto come antisettico ed antibatterico, febbrifugo, espettorante e come cura per le linfonodopatie, e nelle regioni dei bassopiani, si mastica per alleviare la sete nei giorni più infuocati; la corteccia è masticata per lenire i disturbi allo stomaco. L’incenso è un ottimo rimedio naturale anche per allontanare insetti e zanzare.