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Succo di bergamotto: un valido aiuto contro il colesterolo e non solo

Ci sono agrumi come il Bergamotto che possono essere utilizzati nel controllo del colesterolo. Come le statine, il bergamotto potrebbe essere utilizzato con efficacia per ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” e aumentare quelli di colesterolo “buono”.

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Lo studio italiano

Non tutti ottengono benefici dalle statine nel ridurre e controllare il colesterolo LDL, o cattivo. In più, un recente studio del George Centre for Healthcare Innovation presso l’Università di Oxford (Uk) ha messo in evidenza come, sempre le statine, non riducano il rischio di formazione di coaguli nel sangue – che sono in genere causa di trombi. Infine, le statine, quali farmaci possono cagionare effetti collaterali e indesiderati.

Per tutti coloro che non vogliono, non possono o non ottengono benefici dalle statine, ecco che un’alternativa potrebbe trovarsi nel frutto di Bergamotto. Lo ha suggerito uno studio condotto dai ricercatori italiani dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, e i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica International Journal of Cardiology.

Il bergamotto sarebbe dunque capace di ridurre i livelli di colesterolo LDL, e far aumentare al contempo quelli di colesterolo HDL. Dette proprietà, potrebbero anche essere sfruttare per i pazienti con malattie cardiovascolari che potrebbero così ridurre le dosi di farmaci per il cuore, ipotizzano i ricercatori.

Lo studio è stato condotto su 237 pazienti che sono stati invitati a consumare un frutto al giorno per 30 giorni. Al termine del test, i ricercatori hanno potuto constatare che i livelli di colesterolo LDL erano scesi del 38%.

Il bergamotto è conosciuto ai più per il suo utilizzo in cosmetica e profumeria: è infatti un ingrediente di molti profumi e un conservante, nonché un antisettico. Si usa anche in alimentazione nella preparazione di dolci e altri cibi aromatizzati. Assai noto è poi un tipo di tè chiamato “Earl Grey” che contiene proprio questo aroma. Ma, come visto, il bergamotto può avere altri pregi che non solo il suo profumo.

Il succo di bergamotto nella prevenzione della patologia cardiovascolare

Il padre della medicina, Ippocrate, con l’aforisma ” Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo ” aveva, sin dall’antichità, evidenziato il rapporto tra alimentazione e benessere dell’individuo. Il termine “Nutraceutico” fu coniato negli anni ‘80 dal Dott. Stephen L. De Felice, fondatore della FIM ( Foundation for Innovation in Medicine ), ad indicare un alimento” o parte di alimento che fornisce benefici medici o salutari, inclusa la prevenzione o il trattamento della malattia.

Negli anni a seguire si è visto che dall’addizione di alcune sostanze salutari presenti negli alimenti si possono ottenere effetti positivi sulla salute dell’individuo, come gli Omega 3 nel latte o le vitamine nei fiocchi di cereali. In tal modo alle virtù di questi alimenti si sommano quelle degli acidi grassi polinsaturi, ottenendo così dei nutraceutici o alimenti funzionali ricchi di molecole salutari.

Tra i vari fitoterapici ad azione antiossidante utilizzati attualmente per la prevenzione e il trattamento di varie patologie metaboliche trova posto il bergamotto (Citrus bergamiache è una pianta endemica della Calabria, il cui succo presenta un’alta concentrazione di flavonoidi che possiedono proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e vasoprotettive,nonché ipolipemizzanti ed ipoglicemizzanti. In particolare, alcuni di essi agirebbero sulla sintesi intraepatica dei trigliceridi, inibendola, e sulla risposta intracellulare all’insulina, migliorandone il segnale.

Molta attenzione si è posta all’utilizzo del bergamotto come nutraceutico da impiegare nel trattamento dell’ipercolesterolemia lieve ed in caso di intolleranza alle statine, così come in associati stati di disglicemia.

Per quanto riguarda gli effetti sull’assetto lipidico, i derivati di due flavonoidi contenuti nel succo di bergamotto, esperetina e naringenina, possedendo una struttura simile al substrato dell’enzima HMG-CoA reduttasi epatica, lo inibiscono comportandosi come delle statine; anche il derivato glicosidico della naringenina, la naringina, inibisce tale enzima. Ne deriva che il succo di bergamotto riduce i livelli di colesterolo totale.

Inoltre, studi in vitro suggeriscono che la naringenina e l’esperetina riducono l’attività dell’enzima acil CoA: colesterolo aciltransferasi (ACAT), inibendo l’assemblamento delle lipoproteine.

Si hanno pure effetti sui trigliceridi sierici in quanto la esperetina riduce l’attività di un enzima chiave nella sintesi epatica dei trigliceridi, la fosfatidico fosfoidrolasi (PAP).

Un’altra proprietà da tenere in considerazione del succo di bergamotto è la sua attività ipoglicemizzante. In particolare, la naringenina, come altri polifenoli, incrementa l’attività dell’AMP chinasi (AMPK) e l’ uptake di glucosio nel muscolo e a livello epatico, il che si traduce in un miglioramento della sensibilità all’insulina e della tolleranza glicidica.

Per quanto riguarda l’azione sull’endotelio, i flavonoidi contenuti nel bergamotto, incrementando l’attività di alcuni enzimi ad azione antiossidante, limitano la produzione di radicali liberi dell’ossigeno nella parete vasale e insieme ad una ben nota proprietà antiinfiammatoria, migliorano la produzione endoteliale di ossido nitrico.

Fonti :
https://www.medicinalive.com
https://www.lastampa.it
https://donna.libero.it
Cuore e Vasi Anno XXXV n.2 – giugno 2013

 Tesi di laurea specialistica: Analisi ed attività farmacologica del succo di Citrus bergamia Risso

 

 

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