Tag Archivio per: Coppia

Con il termine infertilità andiamo a definire la scarsa efficacia nel concepimento, sia da parte della donna che infertilità dell’uomo.
Tale condizione andrebbe distinta da quella di sterilità, che definisce invece l’impossibilità assoluta, quindi condizione irreversibile, ad avere una gravidanza; anche se, nell’uso comune, i due termini vanno spesso a sovrapporsi.

Si parla di infertilità, o sub-fertilità, quando la coppia non riesce ad ottenere un concepimento dopo 12 mesi di rapporti regolari e senza l’utilizzo di metodi anticoncezionali. Alcuni studi addirittura posticipano il limite fino a 24 mesi. Esistono varie cause determinanti una condizione di infertilità e spesso possono coesistere fra loro.

Infertilità femminile: le principali cause
Si calcola che l’infertilità possa interessare il 15% circa delle donne e l’avanzare dell’età è strettamente connessa alla diminuzione della loro capacità riproduttiva (a 30 anni infatti la possibilità di concepire è intorno al 30-40%. Tale percentuale si riduce circa al 10% al raggiungimento dei 40 anni).

Esistono numerose cause di infertilità femminile:

  • Riduzione o chiusura delle tube di Falloppio, aderenze pelviche (in seguito a patologie infiammatorie o a precedenti interventi chirurgici).
  • Endometriosi: malattia frequente nell’età fertile, in cui cellule dell’endometrio, mucosa che riveste l’utero (normalmente presenti solo all’interno della cavità uterina), migrano e colonizzano
  • altri organi (più comunemente l’ovaio).
  • Scompensi ormonali: irregolarità o mancanza di ovulazione, iperprolattinemia, sindrome dell’ovaio micropolicistico.
  • La presenza, nella cervice uterina, di un muco ostile al passaggio degli spermatozoi, dovuto ad una carenza di estrogeni.
  • La presenza di malformazioni congenite dell’utero.
  • Cause aspecifiche. Questa situazione va sotto il nome di infertilità idiopatica e si osserva quando a livello diagnostico non è stato possibile trovare una causa specifica.

Principali cause dell’infertilità maschile:

L’infertilità maschile interessa il 7% degli uomini e corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per una insufficiente produzione di spermatozoi oppure per la natura qualitativamente alterata degli spermatozoi (per la loro ridotta motilità, l’alterata morfologia o il DNA danneggiato) che ostacolano il concepimento. Si parla di infertilità primaria quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza, di infertilità secondaria quando l’uomo ha già indotto una gravidanza precedentemente.

Accorgimenti per migliorare la fertilità:
Nutrirsi in maniera adeguata è fondamentale, la riproduzione infatti è un processo estremamente dispendioso e laborioso. L‘organismo umano non sostiene efficacemente i processi di fecondazione e gravidanza in uno stato generale di malnutrizione. A questo scopo non deve mancare alcun nutriente e sono particolarmente importanti: certe vitamine, acidi grassi e amminoacidi essenziali.Il tema delicato dell’infertilità, maschile e femminileVediamo nello specifico cosa si può rivelare prezioso in questo ambito:

1) AMINOACIDI.

Gli aminoacidi, unità fondamentali delle proteine, sono indispensabili elementi costituenti di ogni nostro tessuto, sono fonte energetica e permettono un’ottima comunicazione tra le cellule. Andando più nello specifico, a favorire la aminoacidifertilità, ha un ruolo non secondario la CARNITINA, aminoacido con un importante ruolo nella produzione di energia e nella stimolazione del metabolismo dei grassi; la GLUTAMMINA, elemento che interviene nel recupero delle cellule muscolari in seguito a intensi sforzi, ed ha un’attività stimolante a livello cerebrale. Per favorire l’apporto di aminoacidi, da un punto di vista alimentare è consigliato il consumo di proteine animali come carne rossa e uova (di buona qualità).

2) VITAMINA D.

Tale fattore deve essere mantenuto sempre a livelli sufficienti e quindi ottimali, in quanto interviene non solo nel regolare il metabolismo corporeo di calcio, ma come regolatore genico (regola l’espressione genica) e come regolatore di diversi ormoni.

3) MAGNESIO.

Questo nutriente è cofattore fondamentale per agevolare l’assimilazione della vitamina D, è un rilassatore muscolare e concilia anche la diminuzione dello stress mentale.

4) ATTIVITÀ FISICA.

Svolgere un’attività sportiva con regolarità, non solo è importante come valvola di sfogo per migliorare la condizione mentale e quindi la predisposizione ad un buon rapporto di coppia (soprattutto quando l’infertilità è dovuta non a fattori fisici o meccanici ma più a fattori psicologici e di stress), ma si rivela preziosa per agevolare la circolazione del sangue in tutti i distretti corporei e migliorare l’ossigenazione dei tessuti.

5) ELIMINARE GLI ZUCCHERI.

Gli zuccheri raffinati e tutti quegli alimenti che ne sono ricchi, possono essere, in maniera indiretta, un forte ostacolo alla fertilità. Tra le cause di infertilità viste in precedenza, ce ne sono alcune particolarmente correlate al metabolismo degli zuccheri: l’ovaio policistico nelle donne ne è un esempio. Esiste infatti una forte correlazione tra lo sviluppo di tale disturbo e una condizione di insulino-resistenza o di diabete. Inoltre anche condizioni di obesità o di gravi sindromi metaboliche negli uomini possono rivelarsi un impedimento alla fecondazione. E’ quindi importante limitare il consumo di cibi elaborati industrialmente, ricchi di zuccheri e aumentare il consumo di grassi di buona qualità: frutta secca, avocado, olio extravergine d’oliva ad esempio, poiché permettono di gestire meglio la glicemia.

E’ quindi importante sostenere uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta e ben bilanciata alimentazione, che possa assicurare dei buoni livelli nutrizionali; svolgere una costante attività fisica per promuovere ogni reazione fisiologica del nostro corpo e, laddove necessario, colmare le carenze specifiche che ci caratterizzano per agevolare al meglio la fertilità.

Affrontare l’infertilità richiede un approccio personalizzato che integri soluzioni mirate. Dopo le modifiche allo stile di vita, gli integratori alimentari possono svolgere un ruolo significativo nel migliorare la qualità ovocitaria e ottimizzare le condizioni per il concepimento. Trovi diverse proposte alla pagina specifica dedicata.

Dott.ssa Carolina Capriolo Biologa Nutrizionista

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno: Reishi e Cordyceps stimolano l’ovaio a produrre estrogeni e progesterone
  2. Erboristeria Arcobaleno: Fertilità: aiuti naturali per il concepimento
  3. Erboristeria Arcobaleno: Infertilità maschile in forte crescita: prevenzione e integratori
  4. Erboristeria Arcobaleno: MACA: il tesoro degli INCA per fertilità e benessere
  5.  Erboristeria Arcobaleno: Tribulus terrestris
  6. Erboristeria Arcobaleno: Il tema delicato dell’infertilità, maschile e femminile
  7. Erboristeria Arcobaleno: Infertilità maschile in forte crescita: prevenzione e integratori
  8. Erboristeria Arcobaleno:  Disfunzioni tiroidee, infertilità femminile e micoterapia
  9. Erboristeria Arcobaleno: Cordyceps e ferrtilità maschile
  10. Erboristeria Arcobaleno: Fertilità maschile: tecnologia, ambiente e stile di vita
  11. Erboristeria Arcobaleno: La sfida contemporanea della fertilità


Lattanza di pesce

La Lattanza di pesce ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici. Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nella fisiologia delle funzioni nervose e psichiche, dell’attenzione, della concentrazione ed in modo particolare della memoria. In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA, oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale.

 

In linea con l’azione di rivitalizzazione, volta alla restaurazione delle funzioni vitali attraverso elementi naturali che concentrano l’essenza della vita e hanno un’origine marina, presentiamo la lattanza di pesce. La lattanza, o latte di pesce, è costituita da sperma di pesce maschio, che si presenta sotto forma di una sostanza colloidale molle e bianca, che assomiglia a del latte cagliato. Generalmente la lattanza è di aringa  o di carpa o di altri pesci, ma la migliore lattanza è di merluzzo bianco (Gadus morhua).

La lattanza di pesce presenta una concentrazione organica e bilanciata di aminoacidi essenziali coordinati a diversi oligoelementi fondamentali e vitamine, di cui le principali sono del gruppo B. Ma specialmente la lattanza ha il più alto contenuto di fosforo fra gli alimenti organici, in rapporto alla massa, ne contiene dal 7 al 10%.

Il fosforo organico della lattanza si trova in uno stato particolarmente assimilabile e attivo, interviene così efficacemente nei processi di ossificazione, ma specialmente è fondamentale per le funzioni nervose, migliora l’attenzione, la concentrazione e in modo particolare la memoria.

In quanto composta di particolari acidi grassi polinsaturi, assai ricchi anche di DNA,  oltre che di fosforo e proteine, la lattanza opera nella rigenerazione del tessuto cerebrale e, più in generale, rigenera i tessuti che vanno incontro a degenerazione,  rimuove le cellule morte e indirettamente agisce sulla pelle e sulla distensione delle rughe, infine fornisce una specifica rivitalizzazione delle principali funzioni nervose e psichiche.

Può essere utile una integrazione di lattanza di pesce:

– Per sostenere l’equilibrio delle funzioni nervose, la concentrazione,

l’attenzione, e specialmente la memoria.

– Per risolvere i disturbi del sonno.

– Per migliorare le funzioni nervose in generale, o per sostenerle in periodi di stress o fatiche specifiche.

– Per la preparazione e il sostegno in caso di esami scolastici.

– Per recuperare stati di degenerazione nervosa, problemi di senescenza, problemi di memoria, confusione mentale, sclerosi, demenza senile,  morbo di Alzheimer.

– Per fare fronte ai processi di invecchiamento nervoso.

– Per favorire la buona costituzione ossea.

– Per consentire una rigenerazione cellulare generale.

– Per intervenire in situazione di ridotta fecondità o in casi di sterilità maschile e femminile.

Bibliografia
Gentile, H., L’integrazione alimentare rivitalizzante, 2011.
Hoareau, D., Nutrithérapie marine, Parigi, 2009.
Secondé, J.-C., Les aliments de la mer: Se soigner, rajeunir, mieux vivre, Parigi, 2006.

 

L’ostrea edulis è un “frutto di mare” assai noto fin dalla remota antichità, sia per la capacità  di produrre perle, sia per le proprietà salutari eccellenti che presenta. Per Omero,  la perla è una costituzione di origine divina, una sfera di luce manifestata nell’essenza del frutto abissale marino. Per le sue caratteristiche l’ostrica ha una stretta relazione con il  potere e la funzione venerea, che è generatrice di vita e di potenza.

A Roma le ostriche erano molto diffuse, i romani della fine della Repubblica, e specie quelli  dell’Impero, le consumavano frequentemente, inoltre divennero abili coltivatori e approfonditi  intenditori di tutte le varietà, giungendo a distinguere le caratteristiche delle ostriche  delle varie località marine.

Plinio, nella sua opera enciclopedica, dà ampia descrizione dei tipi di ostriche. Secondo Plinio (H.N. XXXII, 21), la ostrea, che deriva il suo nome dal greco ostreum o ostreon,  ovvero il nicchio degli animali testacei, termine connesso a osteon, osso craniale, copertura  ossea testacea che ha relazione con il cranio, deve avere la palma della mensa, in quanto guarisce molti malanni, come ulcere, catarri, febbri, infiammazioni della pelle e eruzioni.

In generale le ostriche danno abbondanza di umore vitale, umidità e freschezza, tono generativo e renale, energia e vivacità.
Per la forma bivalve e per il mollusco simile all’organo genitale femminile venereo, secondo la scienza delle analogie e delle corrispondenze le ostriche vennero associate al potenziamento delle funzioni sessuali e generative.

Stress e Polpa d'OstricaNel periodo medioevale, a causa di queste caratteristiche, non vennero particolarmente promosse, ma nel Rinascimento, con la restituzione della medicina antica, si approfondirono le ampie virtù delle ostriche, le quali venivano ancora mangiate prevalentemente cotte e in modo molto minore crude. L’esame medico approfondito portò, fra il XVI e il XVIII secolo, a promuovere l’uso delle ostriche fresche per attingere pienamente alle loro qualità nutritive e medicamentose.

Dal Settecento, grazie anche alla descrizione e alla promozione fatta da Giacomo Casanova, l’ostrica venne indicata sempre più come alimento “afrodisiaco”, ancora una volta le virtù veneree e l’azione sulle funzioni essenziali della vitalità e della generazione vengono messe in risalto.

Con lo sviluppo della scienza biochimica analitica, fra l’Ottocento e il Novecento, viene messo in luce che le ostriche hanno un altissimo contenuto di zinco, sostanza che accentua in maniera sensibile la funzionalità degli ormoni sessuali e del testosterone, perciò agisce sulla salute degli apparati riproduttivi maschili e femminili, sulla fertilità di entrambi i sessi, sulla funzionalità degli organi sessuali e del coito.

Il mollusco dell’ostrica non contiene solamente lo zinco, ma è una vera e propria miniera di sostanze vitali, di proporzioni, qualità e specificità tali da costituire una vera e propria panacea per l’intero sistema organico, osseo e nervoso.


 

Cause e rimedi

Meccanica e fisiologia dell’erezione
Per capire quali potrebbero essere i problemi di erezione e le cause scatenanti, dobbiamo avere chiaro cosa accade al corpo di un uomo, a livello fisiologico, durante un’erezione.
Innanzitutto questo processo è fondamentale per poi permettere il rapporto sessuale e quindi la riproduzione.

L’erezione consiste nel rilassamento delle arterie del pene. Dilatandosi le arterie si allargano, ricevono più sangue e il pene si gonfia. Tale gonfiore comprime le vene che si trovano sulla superficie del pene imprigionando il sangue, che fa fatica a ripartire. Più sangue che arriva e meno che se ne va: è l’erezione. Il pene aumenta di volume, allungandosi ed espandendosi, e diventa rigido. Questo processo è noto come tumescenza.

L’erezione riflette un equilibrio dinamico tra forze eccitatorie ed inibitorie, mentre il sistema nervoso simpatico, vasocostrittore, tende ad inibire l’erezione, il sistema parasimpatico, vasodilatante e mio-rilassante, costituisce una delle forze eccitatorie.

Ne esistono diversi “tipi” a seconda dei segnali che la provocano, e che possono originare nei genitali o nel cervello. Si distinguono infatti in:
1. Erezione riflessa, si realizza in seguito a stimolazione dei genitali esterni e delle zone erogene del corpo;
2. Erezione psicogena, si raggiunge grazie a stimoli sessuali elaborati a livello del Sistema Nervoso Centrale (fantasie, stimoli immaginativi, visivi, uditivi, olfattivi ecc.);
3. Erezione notturna: si verifica spontaneamente durante le fasi di sonno REM in ogni soggetto sano, mediamente 4 volte per notte, il cui significato si pensa sia legato alla preservazione dell’integrità delle strutture del pene (completa e continua ossigenazione).
4. Infine l’erezione peniena è l’effetto della cascata di eventi psico-neuro-endocrino (relativa agli ormoni) -vascolari, che si attiva in seguito a stimoli riflessi o centrali.

Come affrontare i problemi di erezione?La risposta sessuale è una sequenza temporale di numerose fasi che, nell’insieme, descrivono un ciclo:
– il desiderio sessuale o libido
– l’eccitazione genitale, cioè l’erezione
– la fase di plateau, ossia il periodo di eccitazione sessuale protratto, durante il quale la respirazione diventa più rapida e superficiale, i muscoli scheletrici si tendono ed aumenta la frequenza cardiaca.
– l’orgasmo
– la risoluzione o eiaculazione

Cosa può causare problemi di erezione?
La disfunzione erettile, un tempo definita “impotenza sessuale”, è l’incapacità di ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente per l’attività sessuale. I problemi di erezione, per essere davvero considerati una patologia, devono essere presenti in modo costante. In altre parole, una disfunzione occasionale non è da considerare patologica: sono molti gli uomini assolutamente sani che talvolta vanno incontro a defaillance.

Alla base di un deficit dell’erezione possono esserci molti fattori:

a) Stress: lo stress o altri fattori psicologici o forti ansie possono provocare quella che viene anche detta disfunzione erettile psicogena.

b) Diabete: diversi studi hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra diabete e disfunzione erettile. ììInfatti la presenza nel sangue di una quantità eccessiva di glucosio provoca danni ai piccoli vasi sanguigni. Lo zucchero in eccesso si lega infatti alle pareti dei vasi rendendoli meno elastici e impedendone perciò la naturale estensione necessaria al trasporto di adeguate quantità di sangue. Questa condizione comporta un minore afflusso di sangue nel pene e di conseguenza un ridotto aumento delle dimensioni e della turgidità durante l’erezione.
In termini più generici questo fattore scatenante rientra nelle disfunzioni erettili organiche, quindi dovute a fattori fisici, il diabete infatti non è l’unica patologia che può comportare problemi di erezione.

c) Carenza di aminoacidi: anche tale fattore rientra nelle disfunzioni erettili organiche e coinvolge ugualmente il metabolismo. Tale scompenso biochimico non permette all’organismo di produrre la giusta quantità di energia quando necessario e di mantenere toniche le fibre muscolari.

d) Abuso di farmaci: alcuni farmaci possono causare direttamente o indirettamente problemi di erezione (in questo caso si parla di disfunzione erettile farmacologica).

Come affrontare i problemi di erezione?Qual è il giusto approccio a questi disturbi?

  • In caso di stress, si rivela fondamentale “correggere” quegli squilibri ormonali che lo alimentano. E’ possibile ad esempio limitare i livelli di adrenalina, cortisolo e altri ormoni dello stress con l’utilizzo di alcune piante adattogene che, quando siamo particolarmente stressati, produciamo in eccesso.
  • E’ indispensabile alimentarsi nella maniera corretta, introducendo cibi ad alto valore nutritivo e non raffinati e lavorati industrialmente. In questo modo agevoliamo il corpo a gestire i livelli di zucchero nel sangue, evitando la condizione diabetica. Se però questa fosse già in atto e una corretta alimentazione non fosse sufficiente, è altamente consigliato fornire al corpo vitamina D, magnesio, estratto di cannella, carnitina, vitamine del complesso B.
  • Per mantenere un tono vascolare ben elastico è necessario fornire al corpo la vitamina C.
  • In caso di carenze aminoacidiche è importante colmarle attraverso le proteine del cibo (pesce, uova, carne, ecc.) e in caso attraverso un apporto ulteriore di aminoacidi in forma libera.

Fonte: Dott.ssa Carolina Capriolo – Biologa Nutrizionista

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno:  7 piante amiche del sesso
  2. Erboristeria Arcobaleno: Come affrontare i problemi di erezione?
  3. Erboristeria Arcobaleno: Le erbe dell’eros
  4. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR e CORDYCEPS: soluzione vincente
  5. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR: l’autoterapia che aiuta l’amore
  6. Erboristeria Arcobaleno: Adattogeni naturali contro lo stress
  7. Erboristeria Arcobaleno:  Tribulus Terrestris
  8. Erboristeria Arcobaleno: Maca, energia naturale….bisex
  9. Erboristeria Arcobaleno: Ormoni maschili e libido
  10. Erboristeria Arcobaleno: Ossido Nitrico e Arginina
  11. Erboristeria Arcobaleno: Damiana: energia vitale e armonia di coppia


L’auricoloterapia è una disciplina terapeutica riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità volta alla cura ed al benessere attraverso la stimolazione del padiglione auricolare.  È una scienza di antichissima data. Già gli Egizi conoscevano l’utilizzazione del padiglione auricolare a scopo terapeutico. È noto oggi alla scienza medica che con l’auricoloterapia stimolando determinati punti dell’orecchio si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine.

AUTOTERAPIA BREVETTATA

I sistemi ZERODIET® e ZEROSMOKE® e MENO-STRESS® e CONCENTRA® e VIGOR® e NAUSEASTOP® si avvalgono di un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi DELL’AURICOLOTERAPIA ANTICA aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per:

Si tratta di dispositivi medici consistenti in due biomagneti che applicati all’orecchio, senza forarlo, esercitano una pressione programmata su determinati nervi neurotrasmettitori.. I biomagneti, composti di metalli nobili e ricoperti in oro, sono di forma e composizione diversa per ognuna delle terapie, così come differenti sono i punti e i tempi di applicazione. Presenti con grande successo al SANA, questi dispositivi rigorosamente Made in Italy, vengono distribuiti tramite una qualificata rete vendita e supportati da un forte impegno di marketing, con una comunicazione innovativa su diversi media e un efficiente servizio clienti.

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

Zerosmoke® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di sistemi validi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, ma aggiunge una tecnologia che sta dando risultati eccellenti (più dell’80%) nel trattamento della dissuefazione dal fumo.
È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio si inducono i neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produce il fumatore inalando la nicotina.
Producendo le stesse endorfine in maniera alternativa alla nicotina, il desiderio di fumare e di conseguenza la dipendenza va a diminuire fino a zero nel giro di 6-7 giorni.
I due magneti ZEROSMOKE, posizionati in una determinata zona dell’orecchio, attraendosi tra di loro esercitano una stimolante pressione programmata che attiva i neurotrasmettitori a produrre endorfine, riducendo così la voglia di fumare.
I magneti sono ricoperti in oro sia perchè quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura, sia perchè essendo un materiale nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.
Il metodo è completato dal manuale contenente le istruzioni per l’uso ed una guida per il primo mese da non fumatore sviluppata con il CENTRO ANTIFUMO EUROPEO.
Nelle indicazioni in esso contenute ci sono inoltre le linee guida preparate dall’Arizona Smokers Helpline dell’Università dell’Arizona dal Tobacco Education and Prevention Program dell’Arizona Department of Health Services. Formando così un insieme efficacissimo per chi ha deciso di smettere di fumare. Approvato come Dispositivo Medico dal DIPARTIMENTO DELLA SALUTE AMERICANO.È un Dispositivo Medico CE.

I vantaggi di Zerosmoke®
• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio, grazie alla loro proprietà si attraggono e restano in sede senza pericolo che si stacchino.
• PRATICO: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in qualsiasi momento della giornata.
• SICURO: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• EFFICACE: risultati da subito.

Una volta smesso di fumare, se capitasse a distanza di mesi o di anni di rimettere in bocca una sigaretta e avere paura di ricominciare, hai sempre i magneti a disposizione, grazie alla loro composizione (terre rare ed oro), la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
I magneti vanno usati da un minimo di 3 ore ad un massimo di 4 ore al giorno, possibilmente a casa o comunque nel periodo in cui si è più tranquilli, ad esempio la sera dopo mangiato fino a quando si va a letto.
I due magneti sono di misure differenti, quello più piccolo va posto davanti all’orecchio e quello più grande dietro.
Questa operazione va fatta per 6/7 giorni durante i quali potete continuare a fumare normalmente come da abitudine. Alla scadenza del settimo giorno ridurrete sensibilmente la vostra dipendenza dal fumo e ciò risulterà molto facile.
Continuate ad utilizzare i magneti per altri 20-25 giorni per eliminare definitivamente la dipendenza dal fumo e seguite le indicazioni fornite nel manuale allegato.
Da questo momento, quando ti verrà offerta una sigaretta potrai rispondere con soddifsazione: NO GRAZIE HO SMESSO CON ZEROSMOKE!

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

Zerodiet® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per perdere peso senza sforzo da parte dell’utilizzatore.

È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio, si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produciamo quando mangiamo traendone soddisfazione.
Il sistema Zerodiet si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sul trago dell’orecchio sinistro (come da immagine) con la loro programmata pressione riducono sensibilmente la fame e l’appetito.

I due magneti provocano la stimolazione di due nervi neurotrasmettitori che svolgono due attività concomitanti: la prima a livello cerebrale con la produzione di un particolare tipo di endorfine che accelerano il processo di sazietà:
la seconda a livello fisico nell’apparato digerente dando la sensazione di saturazione ed inducendo l’individuo di conseguenza a mangiare meno di quello che avrebbe mangiato se non avesse avuto questi stimoli.

I magneti ZERODIET diventano inoltre un importante coaudiuvante quando vengono usati insieme a regimi alimentari controllati o diete.
I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura, sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.

Testato e consigliato dall’I.S.I.A. Istituto superiore di Igiene Alimentare e da centri specializzati in USA e Canada. È un Dispositivo Medico CE

I vantaggi di Zerodiet®

• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio. È sufficiente metterli in maniera che non cadano, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto.
• PRATICA: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in qualsiasi momento della giornata.
• SICURA: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• VERSATILE: si può utilizzare in concomitanza ad altri prodotti o regimi alimentari atti a ridurre il peso corporeo.
• EFFICACE: risultati visibili già da subito.

I magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
I due magneti hanno forma diversa, vanno posti in quella sporgenza anteriore (trago) che copre l’ingresso del condotto uditivo: il magnete più piccolo con il foro centrale viene posizionato sulla parete esterna, mentre quello più grande va all’interno.

L’utilizzo dei magneti ZERODIET permette di mangiare dal 25 al 39% in meno di quello che si sarebbe mangiato senza il loro uso, e di conseguenza consente una perdita di peso che va dai 3,6 fino ai 5,3 Kg. Il tutto in 30 giorni senza privazioni e senza seguire alcun regime alimentare specifico.

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

MenoStress® è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti nei trattamenti per ridurre Ansia, Stress e Insonnia.

È noto alla scienza medica che con l’agopuntura e con l’auricoloterapia, stimolando determinati punti dell’orecchio, si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine; le stesse che produciamo quando siamo pienamente efficienti e traiamo soddisfazione da quello che stiamo facendo.
Il sistema MenoStress si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sulla parte anteriore del lobo dell’orecchio sinistro con la loro programmata pressione riducono sensibilmente lo stress, l’ansia e aiutano a prendere sonno naturalmente.

La terapia mediante pressione magnetica ha raggiunto un ruolo ben definito che recenti studi clinici e di laboratorio hanno studiato fin nei più fini meccanismi neurofisiologici.
La possibilità di intervenire sui comportamenti mediante la stimolazione di zone ben definite del padiglione auricolare è l’elemento peculiare nell’impiego di questa terapia per il trattamento della tensione nervosa.
Studi recenti hanno evidenziato che la stimolazione auricolare è capace di modificare in maniera significativamente positiva lo stato d’animo della persona dando come risultati:

1. il miglioramento del tono dell’umore
2. la diminuzione dell’ansia e dell’irritabilità 
3. il rilassamento muscolare dovuto a sovratensioni
4. l’aumento della capacità di prendere sonno quando richiesto.

I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.
È un Dispositivo Medico CE.

I vantaggi di MenoStress ®

• SEMPLICE: due piccoli magneti da applicarsi da soli senza forare l’orecchio. È sufficiente metterli in maniera che non cadano, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto.
• PRATICA: non ti ruba tempo prezioso. È una terapia che puoi fare in autonomia senza l’aiuto di terzi.
• SICURA: non ha controindicazioni o effetti collaterali.
• VERSATILE: Si può utilizzare in concomitanza ad altri prodotti atti a raggiungere lo stesso scopo.
• EFFICACE: risultati già dalle prime applicazioni.

I magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura più di 100 anni.

COME FUNZIONA
Posizionare i magneti 2 volte al giorno, 30 minuti al mattino dopo alzati, questo vi darà sia più carica sia più sicurezza nell’iniziare la vostra giornata e per 30 minuti la sera, dopo aver finito i vostri impegni, prima di andare a letto, questo vi darà la rilassatezza sia fisica che mentale per procedere ad un sonno riposante e ristoratore.

Come prevenzione metteteli per 30 minuti prima di un evento impegnativo (fase pressoria del magnete sul lobo) ad esempio ESAME, COLLOQUIO DI LAVORO, PRIMA DI SALIRE IN AEREO (se questo vi provoca ansia) ecc. e toglieteli prima dell’evento (fase depressoria del lobo).

La fase pressoria provocherà la riduzione dell’ansia e della tensione nervosa per affrontare l’evento e la fase depressoria darà la determinazione necessaria per portarlo a termine.

Come potete notare i magneti sono di dimensioni uguali per cui è lo stesso posizionare uno o l’altro davanti o dietro. Vanno posti in quella sporgenza inferiore (lobo) del vostro orecchio. È sufficiente metterli come si vede nel disegno perché con la loro pressione essi stimolino i neurotrasmettitori atti allo scopo, nel giro di pochi minuti si autoposizioneranno da soli nel punto esatto. Mettetevi davanti ad uno specchio (se è quello del lavabo chiudete il tappo dello stesso, eviterete che se uno dei due magneti vi cada vada a finire dentro lo scarico) e applicatevi i magneti nell’orecchio sinistro come già specificato e come indicato nel disegno. Sia se lo fate da soli sia che vi facciate aiutare assicuratevi che voi ed eventualmente il vostro partner abbiate le mani ben pulite. Una volta messi in posizione non toccateli più e non fateveli toccare da nessuno per tutto il tempo che li tenete.

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

CONCENTRA® MIGLIORA LA TUA CONCENTRAZIONE

CONCENTRA® è un’innovativa autoterapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccelenti nei trattamenti per l’aumento della concentrazione nello studio, nello sport e nel lavoro.
Il sistema CONCENTRA® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati come descritto più avanti con la loro programmata pressione aiutano sensibilmente ad aumentare la concentrazione.
I due magneti della terapia CONCENTRA® provocano la stimolazione di neurotrasmettitori che, agendo a livello cerebrale, favoriscono lo stato di attenzione attiva su uno specifico obiettivo.
I magneti sono ricoperti in oro sia perché quest’ultimo è tra i migliori conduttori esistenti in natura sia perché essendo un metallo nobile e prezioso non provoca nessun tipo di allergia.

La terapia mediante pressione magnetica ha raggiunto un ruolo ben definito che recenti studi clinici e di laboratorio hanno studiato fin nei più fini meccanismi neurofisiologici.
La possibilità di intervenire sui comportamenti mediante la stimolazione di zone ben definite del padiglione auricolare è l’elemento peculiare nell’impiego di questa terapia per il raggiungimento di uno stato di concentrazione attivo..
Studi recenti hanno evidenziato che la stimolazione auricolare è capace di modificare in maniera significativamente positiva la concentrazione della persona e danno:

1. un adeguato stimolo nel fondere azione e consapevolezza nella concentrazione prolungata sul compito o l’azione da svolgere;
2. l’aumento della capacità di focalizzare l’attenzione in un puro coinvolgimento (senza interesse per l’esito, evitando stress da prestazione);
3. dimenticanza di sé con elevata consapevolezza dell’attività che si sta svolgendo;
4. maggior chiarezza riguardo agli stimoli situazionali e alla migliore risposta da mettere in atto.

COME FUNZIONA
Posizionare i magneti nella parte alta della conca dell’orecchio appena sotto l’elice 2 volte al giorno, per circa 15 minuti alla volta nei periodi in cui la vostra concentrazione ha bisogno di essere aumentata. Per periodo si intende genericamente una settimana, ma anche per tempi fino a un mese. Periodi più lunghi rischiano di portare all’assuefazione la stimolazione auricolare con una resa sempre più bassa dell’effetto.

Come uso specifico si possono mettere per 30/40 minuti (fase pressoria del magnete) prima di un evento impegnativo. Vanno tolti poco prima di iniziare l’evento (inizio della fase depressoria del magnete). Queste due fasi (pressoria e depressoria) provocheranno, la prima, la carica del punto auricolare; la seconda, che dura circa 4 ore, la stimolazione cerebrale necessaria per aumentare considerevolmente la concentrazione. I magneti sono di dimensione e forma diverse, la base circolare piatta andrà posizionata dietro e la sfera davanti. Vanno posti nella parte alta del padiglione auricolare, appena sotto il bordo superiore (elice).

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

MORPHEO ®  RIPOSA BENE, VIVI MEGLIO

Il sistema MORPHEO ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che posizionati sul lobo dell’orecchio sinistro, con la loro calibrata pressione e decompressione, possono aiutare ad agevolare il sonno e a renderlo riposante. 

I due biomagneti della terapia MORPHEO ® provocano la stimolazione di una serie di neurotrasmettitori che agendo a livello cerebrale possono aiutare a riequilibrare le condizioni ottimali per dormire.

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

VIGOR Plus ® AUTOTERAPIA CONTRO LA DISFUNZIONE ERETTILE E L’EIACULAZIONE PRECOCE

Il sistema VIGOR Plus ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale, che con la loro calibrata pressione e decompressione, possono aiutare il processo erettivo.

La stimolazione continua nel tempo con la terapia Vigor® può aiutare a modificare la capacità e la velocità dell’erezione nel maschio e a ritardare l’eiaculazione precoce, regolando i meccanismi psico-fisici della libido che si attivano prima e durante l’atto sessuale.

  • VIGOR Plus ®, applicato in un punto specifico dell’orecchio, sfrutta i principi dell’Auricoloterapia esercitando una pressione tale da intervenire su problematiche quali la mancata o debole erezione, l’impotenza e l’eiaculazione precoce.
  • VIGOR Plus ®, stimolando il padiglione auricolare, regola i meccanismi psico-fisici della libido, aiuta concretamente l’erezione e ritarda l’eiaculazione precoce.
  • VIGOR Plus ® non ha controindicazioni o effetti collaterali: il suo rivestimento in oro, infatti, lo rende ipoallergenico.
  • VIGOR Plus ® può essere usato da solo o in concomitanza con qualsiasi altro prodotto atto allo stesso scopo.
  • VIGOR Plus ® non è un prodotto medicinale e non si sostituisce al medico in caso di patologie.

FINO A 14 ORE DI DURATA!

Il dispositivo medico VIGOR Plus ® assiste uomini affetti da disfunzione erettile o eiaculazione precoce. I biomagneti VIGOR Plus ® sono ricoperti di oro, perché l’oro è un conduttore efficace che non dà allergia. I magneti indossati in un punto specifico dell’orecchio sinistro attivano dei neurotrasmettitori che a loro volta regolano e stimolano l’uso dell’organo genitale maschile e la libido.

Immagina di mettere un piccolo magnete diviso in 2 parti di soli 5 mm di diametro sull’orecchio sinistro e dopo appena 20 minuti di poter godere il piacere di un erezione e ritardare l’orgasmo per lungo tempo.

Troppo bello per essere vero?

Eppure gli studi clinici dimostrano che questo fenomeno è dovuto alla stimolazione di specifici punti riflessi dell’orecchio.

VIGOR Plus ®:

  1. facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
  2. allunga la durata dell’erezione
  3. controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

In che modo?

Basta mettere i biomagneti sull’orecchio sinistro (senza ganci, ci pensa la forza magnetica!) ed è già possibile rimuoverli dopo soli 20 minuti. L’efficacia dei magneti ha effetto fino a 14 ore di fila con un’ora di applicazione! In aggiunta, uomini con eiaculazione precoce possono ritardare il momento dell’orgasmo.

  • SEMPLICE è costituito da due piccoli biomagneti ricoperti in oro
  • PRATICO ti basta appena qualche secondo per l’applicazione
  • SICURO non ha controindicazione né effetti collaterali
  • VERSATILE puoi utilizzarlo anche in concomitanza con altri prodotti
  • EFFICACE puoi riscontrare risultati visibili fin da subito
  • DUREVOLE puoi utilizzarlo per più di un anno dalla sua prima applicazione
  • COMODO puoi indossarlo in qualunque momento della giornata

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

NAUSEA STOP ® AUTOTERAPIA MAGNETICA AURICOLARE PER LA RIDUZIONE DEL SENSO DI NAUSEA E VOMITO

Due biomagneti da applicare ad una specifica parte dell’orecchio. I due magneti della terapia NAUSEA STOP ® provocano la stimolazione di neurotrasmettitori che svolgono 2 attività concomitanti:

  • la prima a livello cerebrale, frenando e bloccando la sensazione di nausea;
  • la seconda a livello fisico nell’apparato digerente togliendo la spontanea contrazione della muscolatura che provoca il vomito.

Un metodo molto pratico che non ti ruba del tempo, poiché questi biomagneti sono molto facili da applicare. Non hanno controindicazioni o effetti collaterali e sono molto utili in caso di nausea o vomito durante il viaggio, si possono indossare per ridurre ed eliminare i sintomi.

L’oro è tra i migliori conduttori esistenti in natura, è un metallo nobile e prezioso e non provoca allergie. Può essere usato anche con altri prodotti, compatibile con programmi di dieta e dimagrimento. Questi biomagneti possono essere usati per 1 anno dal primo utilizzo.

Auricoloterapia come autoterapia moderna ed efficace

ZEROLAX ® AUTOTERAPIA PER FAVORIRE LE FUNZIONI INTESTINALI AD EFFETTO LASSATIVO

ZEROLAX ® si avvale di due biomagneti in materiale naturale che, con la loro calibrata pressione aiuteranno ad agevolare le funzioni intestinali ottenendo un effetto lassativo.

I biomagneti, stimolando la conca auricolare, attivano neurotrasmettitori che svolgono due attività:

  • la prima, sul rilassamento dei muscoli intestinali
  • la seconda, sulla frequenza delle evacuazioni.

Disponibilità in OFFERTA LIMITATA di prodotti on line sul sito dell’erboristeria arcobaleno: tutti i colori del benessere.

Alla base di gran parte delle patologie tipiche dell’epoca attuale c’è l’enorme aumento da un lato dei processi infiammatori, dall’altro di quelli neurodegenerativi. In entrambi i casi gli acidi grassi Omega-3 hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo terapeutico fondamentale.

E’ noto come i processi degenerativi causati dalla produzione eccessiva di eicosanoidi infiammatori come le prostaglandine di serie 2 (PGE2) e certi tipi di leucotrieni e trombossani, siano alla base delle patologie cardiocircolatorie, tumorali, osteoarticolari e neurodegenerative. Anche se tale eccesso di eicosanoidi infiammatori dipende da numerosi fattori nutrizionali (e non solo), il rapporto sbilanciato tra grassi saturi e insaturi da un lato, e quello ancora più squilibrato tra Omega-6 e Omega-3 all’interno degli insaturi, gioca un ruolo certamente decisivo.

Mentre il rapporto tra grassi saturi e insaturi va progressivamente migliorando all’interno della popolazione, per fattori che sarebbe troppo lungo analizzare qui, il rapporto tra Omega-6 (acido linoleico — LA) e Omega-3 (acido alfa-linolenico — LNA), la cui proporzione ideale si situa tra 4:1 e 2:1, è attualmente così squilibrato che l’ultimo rapporto dello EDA statunitense parla di un rapporto medio nella comune alimentazione di ben 25:1 (in Europa siamo attorno al 15:1). Questo squilibrio è la principale causa dell’eccesso di produzione degli eicosanoidi infiammatori. Esso può essere contrastato sia correggendo l’utilizzo dei grassi nella alimentazione, soprattutto introducendo fonti di acido alfa-linolenico quali olio di lino e microalghe Klamath; sia introducendo nella dieta fonti di Omega-3 direttamente utilizzabili dal corpo quali il pesce (azzurro, salmonidi non di allevamento, tonno, etc.) o, meglio ancora, olio algale.

Anche se le fonti alimentari di alfa-linolenico LNA sono importanti indipendentemente dai suoi metaboliti EPA e DHA, il fatto che la trasformazione metabolica dello LNA è problematica nella gran parte della popolazione, e soprattutto proprio nei soggetti più a rischio, rende estremamente utile (spesso indispensabile) l’introduzione alimentare di Omega-3 direttamente utilizzabili dal nostro organismo quali il DHA. La trasformazione dello LNA in EPA e DHA dipende infatti da un enzima, il Delta-6 desaturasi, che è scarsamente presente nel tratto digestivo, e riesce a trasformare in metaboliti finali, EPA e DHA, non più del 5% dello LNA ingerito. Inoltre, il Delta-6-desaturasi è ancora più carente proprio negli anziani, nei diabetici, negli ipertesi, e nelle persone affette da patologie neurodegenerative, cioè proprio in quelle persone che più avrebbero bisogno di compiere quella trasmutazione metabolica.

I VANTAGGI DELL’OLIO ALGALE
Stabilita dunque l’utilità di una integrazione diretta degli Omega-3 biodisponibili, restano da chiarire i motivi per cui l’olio algale è preferibile rispetto agli oli di pesce. Innanzitutto va detto che la fonte originaria di EPA e DHA sono le alghe verdi-azzurre contenute nel plancton, e che solo in quanto si nutrono ditali microalghe i pesci sono fonti effettive di Omega-3. Poiché 180% del pesce consumato è ormai di allevamento e si nutre di tutto fuorché di microalghe verdi-azzurre, il contenuto di Omega-3 del pesce comunemente consumato è praticamente nullo: questa è la ragione per cui, nonostante il consumo di pesce sia quintuplicato negli ultimi 20 anni, le patologie legate al dismetabolismo dei grassi (obesità, problematiche cardiovascolari, infiammatorie, etc.) anziché diminuire sono ulteriormente aumentate. La situazione è ovviamente diversa in rapporto agli oli di pesce, che sono estratti da pesce di mare e normalmente titolati in EPA e DHA.

Il primo problema è ovviamente quello della drammatica depauperazione dei mari e della ingente diminuzione del pesce disponibile; l’aumento del consumo terapeutico degli oli di pesce ovviamente non fa che rafforzare questo tragico trend di distruzione ecologica.

L’altro problema pratico degli oli di pesce è quello legato ai fenomeni di rigurgito che esso provoca nella maggior parte delle persone (anche se ultimamente esistono sul mercato oli di pesce meno soggetti a questo tipo di problemi). Di sicuro, l’olio algale è ben tollerato da tutti gli individui, e non genera assolutamente nessun fenomeno di rigurgito o nausea. Inoltre, mentre l’olio di pesce necessità di numerosi processi di lavorazione chimica (specie se è manipolato per evitare i problemi di rigurgito), l’olio algale è assolutamente puro e non manipolato.

Il vantaggio più grande dell’olio algale è di tipo funzionale: l’olio algale ha infatti una titolazione di DHA notevolmente superiore a quella degli oli di pesce, che in genere hanno un più alto contenuto di EPA. La maggior parte dei benefici deriva però soprattutto dal DHA.Alga KLAMATH e feniletilammina: la molecola dell'amoreDHA E SISTEMA NEUROCEREBRALE
Il DHA è il principale componente del cervello, tanto che nelle membrane nervose e sinaptosomali plasmatiche rappresenta circa un 35% della porzione acidica totale. Proprio per questo, esso è essenziale per il corretto sviluppo neurale del bambino e più in generale per la plasticità sinaptica.
Con l’invecchiamento si assiste al calo del DHA, e in parallelo ad una perdita di funzionalità cerebrale. In effetti, i pazienti affetti da morbo di Alzheimer mostrano livelli bassissimi di DHA nel cervello.
Quando il ripetersi di stress implicanti il sistema nervoso si associa ad una carenza di DHA, si ha come risultato una perdita di plasticità sinaptica che a sua volta genera perdita di memoria e ridotta efficienza intellettiva.
Diversi studi hanno dimostrato come l’integrazione di DHA nella dieta possa apportare un significativo miglioramento delle funzioni cognitive e un rovesciamento della senescenza neurocerebrale.

Da notare anche che le carenze di DHA portano all’alterazione delle proprietà biofisiche delle membrane neuronali, e ciò ha non solo degli effetti diretti sulla traduzione del segnale, ma anche sui neurotrasmettitori, sull’uptake di serotonina e sulla trasmissione dopaminergica e serotoninergica. Tutto ciò implica di riflesso che l’integrazione di DHA, promuovendo la normalizzazione dell’attività dei neurotrasmettitori, può avere effetti significativi su condizioni quali depressione, senso della fame, memoria e acutezza mentale, processi di degenerazione neurocerebrale.

In particolare, il DHA gioca un ruolo decisivo nella prevenzione dell’invecchiamento neurologico e nella protezione dai processi neurodegenerativi, aiutando a mantenere l’efficienza cerebrale, anche grazie alla sua capacità di stimolare antiossidanti endogeni come il glutation-perossidasi soprattutto nel cerebro.

DHA E SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO
Anche se effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio sono prodotti sia dallo EPA che dal DHA, la recente letteratura scientifica ascrive solo al DHA l’intera gamma di benefici terapeutici sulle patologie cardiovascolari. Il DHA è un normale componente delle membrane vascolari e cardiache, e la carenza di DHA può compromettere l’integrità e la funzionalità tissutale cardiaca.
Numerosi studi hanno confermato che l’integrazione di DHA nella dieta porta ad una significativa riduzione dei biomarkers associati alla patologia cardiovascolare, che ancora oggi costituisce la prima causa di morte nel mondo.

La serie di benefici attribuibili all’integrazione di DHA sono così riassumibili:
a) riduzione dei triglìceridi;
b) riduzione dell’aggregazione piastrinica e della viscosità sanguigna;
c) inibizione dello sviluppo di placche aterosclerotiche;
d) abbassamento della pressione sanguigna;
e) riduzione della fibrillazione ventricolare e delle aritmie.

GRAVIDANZA E LATTAZIONE
Un altra area dove il DHA svolge un ruolo fondamentale è la nascita, crescita e sviluppo cerebrale del neonato e del bambino.

In gravidanza, si ha un forte accumulo di DHA nel cervello del feto proprio nell’ultimo trimestre, e dalla quantità e qualità ditale accumulo dipende il normale sviluppo neuronale e cerebrale del neonato. Il feto riceve il DHA di cui ha bisogno dalla placenta materna, e dunque la salute neurocerebrale del neonato dipende in misura significativa dalla presenza o meno nella dieta della madre di DHA o del suo precursore LNA (ma in questo caso ci devono anche essere tutte le condizioni nutrizionali ed enzimatiche necessarie a trasformare lo LNA in DHA, condizioni che sono sempre più rare nella popolazione).

In effetti, diversi studi hanno stabilito una diretta correlazione tra composizione della dieta materna e il contenuto di DHA nel cervello e nella retina della prole.

Oltre a svolgere un ruolo decisivo per il corretto sviluppo neuronale del feto, la ricerca ha iniziato a dimostrare come l’assunzione di DHA durante la gravidanza possa prolungare la gestazione, aumentare il peso alla nascita e ridurre le possibilità di nascite premature. Va infine aggiunto che, proprio a causa del trasferimento degli acidi grassi essenziali (EFA) dalla madre al feto durante la gravidanza, la madre stessa tende a subire una forte depauperazione dei suoi livelli di EFA, il che è ritenuto da alcuni una delle principali cause della depressione post-partum. L’integrazione di EFA, e in particolare di DHA, durante la gravidanza è utile dunque non solo per il bambino ma per la madre stessa.

INFANZIA
La letteratura scientifica sul ruolo essenziale giocato dal DHA nello sviluppo neuronale e cerebrale del bambino è ormai fortemente consolidata, I bambini allattati al seno tendono ad avere una presenza maggiore di DHA nelle membrane neuronali, ma ciò dipende molto dalla qualità della dieta materna (da cui l’importanza della integrazione dietetica di DHA nella madre). I preparati industriali sostitutivi del latte materno contengono non tanto il DHA, quanto il suo precursore, l’acido alfalinolenico (LNA), che molto spesso non riesce ad essere trasformato nei suoi metaboliti utili a causa delle carenze nutrizionali ed enzimatiche prevalenti nella popolazione (specie quella infantile). L’integrazione di Omega-3 prontamente biodisponibili può essere dunque essenziale per il corretto sviluppo neurocerebrale del bambino. Nel caso del bambino, l’olio algale ricco in DHA è superiore all’olio di pesce anche perché quest’ultimo, contenendo elevate dosi di EPA, interferisce con l’azione dell’acido arachidonico (AA), anch’esso essenziale per la crescita neuronale nell’infanzia. Per concludere, occorre anche sottolineare come l’integrazione di DHA nella dieta dei bambini non allattati al seno, o delle mamme che allattano, ha forti possibilità di migliorare lo sviluppo immunologico del bambino, in particolare tramite il potenziamento della composizione e maturità di linfociti, citochine e antigeni.

ACUTEZZA VISIVA
Le membrane fotorecettoriali della retina rappresentano la parte de! nostro organismo che è costituita dalla più alta percentuale di DHA, circa il 60%. Diversi studi, condotti sia sugli animali che sull’uomo, hanno messo in luce come la carenza di DHA generi conseguenze negative anche sulla capacità visiva. Con l’avanzare dell’età, si assiste ad una perdita progressiva dei fotorecettori, anche a causa di processi ossidativi degenerativi che implicano soprattutto la frazione lipidica ditali recettori, costituita in gran parte dal DHA. La capacità del DHA, e solo del DHA, di arrestare l’apoptosi dei fotorecettori è stata provata sia in vivo che in vitro. Questo conferma come l’integrazione di DHA possa avere effetti benefici sia sulla degenerazione maculare legata all’età, sia su patologie oculari quali la retinite pigmentosa.

ATTIVITÀ ANTINFIAMMATORIA
Per la sua capacità di sostituire l’acido arachidonico (AA) nelle membrane, il DHA esercita anche una importante azione antinfiammatoria. L’AA è intatti precursore delle PGE2 e dei leucotrieni infiammatori, e poter evitare che esso diventi parte delle diverse membrane tissutali, anche muscolari, gioca un ruolo decisivo nel ridurre i diversi processi infiammatori (anche negli sportivi). Inoltre, il DHA favorisce la produzione delle prostaglandine di serie 1 (PGE1) che stimolano l’afflusso di sangue ai muscoli, favorendo così una migliore ossigenazione muscolare.

PHYCOPLUS®
PhycoPlus® è un concentrato di ficocianine e feniletilammina da microalghe Klamath. La Klamath è naturalmente ricca di ficocianine (come tutte le verdi-azzurre ne contiene ca. il 5% del suo peso a secco). In PhycoPluse, tale concentrazione sale attorno al 15%, assieme ad un 0,8-1% di feniletilammina. Grazie alle proprietà antinfiammatorie e neurorigeneranti di queste due molecole, PhycoPluse potenzia in maniera sinergica l’azione del DHA contenuto nell’olio algale.Alga KLAMATH e feniletilammina: la molecola dell'amoreLE FICOCIANINE UN NUOVO INIBITORE SELETTIVO DI COX-2 E DI LIPOSSIGENASI
Le ficocianine inibiscono l’enzima ciclossigenasi-2 (COX-2), ma lasciano intatto il COX-1.Mentre il COX-1 svolge importanti e benefiche funzioni omeostatiche, il COX2 conduce alla produzione di vari eicosanoidi (prostaglandine, leucotrieni, trombossani) infiammatori, Il problema dei farmaci antinfiammatori (FANS) è che essi inibiscono sia il COX-2 che il COX-1, generando così devastanti effetti collaterali, Le ficocianine svolgono dunque una potente azione antinfiammatoria senza effetti collaterali.

Le ficocianine hanno anche elevate proprietà antiossidanti, notevolmente superiori a quelle delle vitamine C ed E, in particolare contro i radicali OH e RO.
Anche grazie a tale potere antiossidante, le ficocianine inibiscono direttamente l’enzima 5-lipossigenasi, e dunque la produzione del leucotriene 84 (LTB4), responsabile di vari stati infiammatori tra cui l’asma.

Infine, le ficocianine inibiscono l’enzima fosfolipase A2, e quindi la produzione della prostaglandina PGE2, direttamente coinvolta nello sviluppo di varie forme di tumore.
Anche grazie a ciò, le ficocianine svolgono una forte azione antitumorale, e sembrano in grado di ridurre l’angiogenesì e rallentare la crescita cancerosa. Ulteriori studi hanno dimostrato che le ficocianine sono in grado; dì inibire la perossidazione lipidica nel fegato, e l’edema indotto in vivo nelle cavie da GO (glucoso-ossidasD; di inibire l’infiammazione auricolare, e “ridurre sostanzialmente” sia l’infiammazione che il danno colonico nelle coliti indotte da acido acetico nelle cavie; di “ridurre in maniera significativa” il danno epatico provocato nelle cavie da sostanze chimiche epatotossiche.

Recenti studi hanno dimostrato come le ficocianine siano una valida alternativa naturale anche ai nuovi farmaci inibitori selettivi di COX-2; la capacità antinfiammatoria delle ficocianine è risultata da 2 a 3 volte più elevata di quella, rispettivamente, del Celecoxib® e del Rofecoxib®, senza nessuno degli effetti collaterali di questi.

Le proprietà neurorigeneranti della feniletilammina (PEA)

La Klamath è l’unico cibo a tutt’oggi conosciuto che contiene in quantità significative la feniletilammina, una molecola naturalmente prodotta dal nostro cervello negli stati di euforia e gioia (al punto da essere definita la “molecola dell’amore”). La feniletilammina contribuisce direttamente ad aumentare la quantità di dopamina liberamente circolante, incrementando così la trasmissione dopaminergica. Recenti studi hanno messo in luce come la PEA sia anche direttamente coinvolta nella trasmissione serotoninergica e delle catecolamine. E’ grazie a questa sua versatilità neurologica che la PEA è nota come capace di alleviare la depressione, normalizzare l’umore, migliorare l’acutezza mentale e la memoria, stimolare sentimenti di gioia e affetto. PhycoPlus concentra a livelli elevati la PEA naturalmente contenuta nella Klamath, e dunque si presenta come capace di produrre effetti nutriterapici importanti in problematiche come depressione e sbalzi di umore; cali di memoria, concentrazione e acutezza mentale; patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson; disordini dell’attenzione e dell’apprendimento.

Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stress. Le statistiche dicono che questo grosso disturbo è ormai un problema sociale, che purtroppo risulta in crescita.

L’impotenza è un disturbo legato alla sessualità che nell’uomo può portare alla eiaculazione precoce o alla totale assenza di eiaculazione, in ogni caso alla difficoltà di avere un rapporto sessuale soddisfacente; le cause principali sono gli eccessi alimentari, gli stress intellettuali e fisici, un peso corporeo eccessivo, una vita lontana dai ritmi della natura.

La dieta
Eliminare drasticamente alcol, caffè e bevande eccitanti, tabacco, carne; una dieta vegetariana aumenta la sensibilità a livello sottile sia nella sfera fisica che emozionale; l’aglio e la cipolla sono potenti fattori di vitalità e longevità, farne uso abbondante e giornaliero; altri alimenti consigliati sono i fiocchi d’avena, frutta secca, pane integrale, lievito di birra in fiocchi (da spargere sulle insalate), cavolo, acetosella, funghi, oli vegetali, pinoli; anche le spezie sono utili anche se non bisogna eccedere: pepe, peperoncino, curry, zafferano, paprica, zenzero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, vaniglia.

Consigli utili
Potete profumare l’ambiente con effluvi di muschio e ambra grigia; le erbe dell’amore sono la menta piperita, l’anice verde, il rosmarino, la salvia: con queste potete preparare una tisana da bere al mattino a digiuno e la sera prima di andare a letto.

Il problema viene rilanciato dal Dott. Aldo Isidori, direttore della cattedra di Andrologia all’Università La Sapienza di Roma, che ha esposto il problema a Milano in occasione del primo bilancio di attività del Numero Verde per il problema della disfunzione erettile. Il nuovo numero verde (800046696) è stato chiamato per il 96% da uomini, il 41% di telefonate provenivano dal nord Italia, e di questi il 60% avevano da 45 anni in su, ed erano sposati il 70%.

Durante il primo mese di attività i 15 medici che hanno lavorato al numero verde (servizio organizzato da Uomo e Donna in Salute di Pfizer Italiana) hanno ricevuto circa 2000 chiamate, il 78% degli uomini ha chiesto un consulenza medica o un aiuto psicologico, il 12% ha affermato di soffrire di eiaculazione precoce, il residuo 10% altre patologie. Altre patologie riscontrate dai medici sono state l’ipertensione (29%), il diabete (13%), l’ansia e la depressione cronica (14%). Il 76% degli uomini che soffrono di problemi erettili sono fumatori e denunciano il problema da almeno un anno, e nonostante tutto non hanno in corso nessuna terapia per guarire. Questo fa capire che l’imbarazzo a parlare di questo problema è notevole e si preferisce tenerlo nascosto piuttosto di parlarne e curarlo.

Trascurare questa patologia, nel lungo tempo, porterà ad un aumento dei costi sociali. Per non incidere pesantemente sul bilancio del nostro Sistema sanitario nazionale, gli esperti spiegano che bisognerà puntare sulla prevenzione.

Attualmente la maggior parte di coloro che soffrono di disfunzione erettile non la ritengono una vera e propria malattia, è per questo motivo che ben 8 uomini su 10 affetti da questo disturbo non si recano dal medico. Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di urologia e della Società europeo di urologia andrologica, evidenzia che nella maggior parte dei casi le persone affette da disfunzione erettile ritengono si tratti di una condizione non curabile, una disinformazione molto diffusa che va colmata.

Mirone spiega che grazie ad una prevenzione corretta si può evitare il ricorso ad interventi chirurgici, un vantaggio che oltre a migliorare la qualità della vita dei pazienti consente di abbattere i costi sociali di queste patologie.VIGOR: l'autoterapia che aiuta l'amoreLa disfunzione erettile potrebbe colpire anche uomini tra i 20 e i 30 anni, in questi casi è spesso correlata a stati di depressione e va affrontata adeguatamente con l’aiuto dello specialista.

Mirone ha inoltre evidenziano come la tendenza all’uso di droghe nasca spesso proprio dagli insuccessi sessuali.

L’esperto spiega che una vita sessuale vissuta con difficoltà può essere quindi considerata un fattore predisponente all’utilizzo delle droghe e per questo va tenuta sotto controllo ad ogni età. Gli specialisti suggeriscono comunque di sottoporsi a una visita di controllo nel caso si dovessero riscontrare delle disfunzioni erettili che si protraggono del tempo e, superati i 50 anni, il consiglio è quello di effettuare una visita urologica almeno ogni sei mesi, sottoponendosi all’esame del Psa per la diagnosi precoce del tumore alla prostata e anche ad una ecografia per il controllo del volume prostatico. Il tumore alla prostata si conferma purtroppo la patologia cancerogena più diffusa tra gli uomini, le visite di controllo permetterebbero di riscontrare il problema precocemente consentendo di intervenire in maniera meno invasiva.

Gli uomini con disfunzione erettile dovrebbero essere incoraggiati a superare la propria riluttanza ed a cercare aiuto. Esistono varie possibilità per trattamento della disfunzione erettile. A ciascuna di queste opzioni corrisponde un profilo diverso di efficacia, tollerabilità e soddisfazione da parte del paziente.

È noto per esempio alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

La ditta Vicentina STAR BENE lancia sul mercato un nuovo dispositivo per autoterapia in auricoloterapia pressoria.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

La terapia Vigor si attiva posizionando i due biomagneti 1 volta al giorno per 1 ora nel periodo a voi più comodo, fase pressoria. Una volta tolti si attiva la fase depressoria che vi darà per circa 12/14 ore la capacità di avere una erezione normale (se mancante) o migliore di quella che già avete, controllando anche l’eventuale predisposizione all’eiaculazione precoce. Il grafico sottostante dimostra l’efficacia nella fase depressoria in base alla durata dell’applicazione. Il tempo di applicazione minimo, 20 minuti, genera 4 ore di efficacia da quando vengono tolti i magneti. Il tempo massimo,60 minuti di applicazione prolunga il tempo di efficacia fino a 14 ore.

DALLA RICERCA SULLA MAGNETOTERAPIA AURICOLARE UN NUOVO PRODOTTO STRAORDINARIO EVOLUZIONE DELL’AGOPUNTURA: AURICOLARE SENZA PUNTURA DA AGO

SEMPLICE: 2 piccoli magneti da applicarsi da soli per poco tempo al giorno
PRATICA: non ruba tempo prezioso perchè la fai da solo senza bisogno di recarti in studi medici o centri specializzati
SICURA: nessun farmaco da ingerire o qualsiasi altro elemento invasivo.
EFFICACE: risultati già dalla prima applicazione
DUREVOLE: può essere utilizzata e riutilizzata per più di un anno dalla prima applicazione
COMODO: non devi metterlo durante l’atto ma in qualsiasi momento della giornata
VERSATILE: si può utilizzare ed è efficace da sola o contemporaneamente e in aiuto ad altri prodotti atti a raggiungere lo stesso scopo.

E’ un dispositivo testato e registrato al Ministero della Salute e non c’è nessuna controindicazione.

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno:  7 piante amiche del sesso
  2. Erboristeria Arcobaleno: Come affrontare i problemi di erezione?
  3. Erboristeria Arcobaleno: Le erbe dell’eros
  4. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR e CORDYCEPS: soluzione vincente
  5. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR: l’autoterapia che aiuta l’amore
  6. Erboristeria Arcobaleno: Adattogeni naturali contro lo stress
  7. Erboristeria Arcobaleno:  Tribulus Terrestris
  8. Erboristeria Arcobaleno: Maca, energia naturale….bisex
  9. Erboristeria Arcobaleno: Ormoni maschili e libido
  10. Erboristeria Arcobaleno: Ossido Nitrico e Arginina
  11. Erboristeria Arcobaleno: Damiana: energia vitale e armonia di coppia


Lo stato sudamericano del Perù è la casa di numerose piante dagli effetti benefici, inclusa la radice di maca, una leggendaria radice stimolante della libido tramandata dagli Inca.

La radice di maca peruviana è anche soprannominata “Ginseng peruviano”, anche se non ha alcuna relazione con il ginseng asiatico. Tuttavia come il ginseng, la maca è spesso usata nella forma di estratto per aumentare la forza, l’energia, la stamina, la libido e la funzione sessuale.

Che cos’è la maca?
Maca (Lepidium meyenii) è una pianta annuale coltivata nelle highlands centrali del Perù ed era molto famosa nella cultura Inca.
Le leggende narrano che i guerrieri Inca mangiassero la pianta prima di entrare in battaglia perché li faceva diventare più forti. Tuttavia, una volta conquistata una città, ai guerrieri era proibito mangiare la maca, allo scopo di proteggere le donne conquistate dai loro potenti impulsi sessuali.

Oggigiorno la popolarità di maca sta aumentando man mano che le proprietà della pianta ritornano alla luce.

Che cosa contiene?
Un’analisi iniziale di maca indica il suo contenuto di glucosinolati, dei composti che hanno un effetto positivo sulla fertilità.
La radice contiene in quantità significative anche proteine (11%), calcio (10%), magnesio e potassio. Altri minerali che sono stati identificati fra i componenti sono iodio, manganese, zinco, rame e sodio. Vitamine (B2, B6, C, niacina) e amminoacidi sono anche fra i componenti della radice

Gli usi peruviani
In Perù maca è considerata un alimento. La radice di maca viene utilizzata come ingrediente per biscotti, torte, budini, patatine e frullati. Nei mercati si trovano spesso delle bancarelle dove si vendono frullati di maca. Il tipico frullato contenente maca include radice di maca macerata, papaya, latte condensato, un uovo, miele e vaniglia.Maca, energia naturale....bisexChe cosa dicono i medici su maca
I consumatori non sono i soli a utilizzare maca. La radice e i suoi estratti è infatti utilizzata da molti medici in Perù e non solo. Il dott. Hugo Malaspina, un cardiologo di Lima esperto anche in medicina alternativa, fa utilizzo di maca da diversi anni, principalmente a supporto della funzione ormonale durante l’invecchiamento.

Un altro pioniere nelle applicazioni terapeutiche di Maca è il dott. Jorge Aguila Calderon. Come il dott. Malaspina, il dott. Calderon prescrive maca per una serie di disturbi ormonali, quali osteoporosi, impotenza, sterilità maschile e femminile. La usa anche nel trattamento di rachitismo, anemia, sintomi della menopausa come vampate e sudori notturni, andropausa e disfunzioni erettili negli uomini, invecchiamento precoce e stati di debolezza generale come nella sindrome da stanchezza cronica.

Negli Stati Uniti, il dott. Gabriel Cousens, dove è possibile prescrive maca al posto della terapia ormonale sostitutiva (TOS) per alleviare i sintomi della menopausa come vampate e depressione, oltre che per aumentare l’energia delle donne in menopausa.

In Italia, il prof. Giovanni Menaldo, direttore dell’Istituto di Medicina della Riproduzione e Psicosomatica San Carlo di Torino, impiega maca assieme ad altre tre piante dell’Amazzonia (ovvero jergon sacha, huanarpo macho e camu-camu) per aiutare le coppie con problemi della fertilità. Secondo il prof. Menaldo, maca aiuta sia gli uomini che le donne che soffrono di sterilità. Negli uomini, gli estratti di maca aiuterebbero ad potenziare la forza degli spermatozoi, mentre nelle donne la pianta stimolerebbe la produzione di ovociti maturi.

Quanta maca dovrei assumere?
In Perù, maca è considerata un alimento e non è usata in piccole quantità. Purtroppo sono molte le persone che credono che le erbe siano dei farmaci e ritengono che già piccole quantità possano avere effetto. Nella maggior parte dei casi ciò è falso. Di regola, i consumatori assumono troppo poco di gran parte delle erbe per avere i benefici che quelle erbe possono apportare. É molto rara l’erba che funziona in piccole dosi.

Per un utilizzo pari a quello peruviano, andrebbero assunte come minimo 6-10 capsule da 500 mg di maca in polvere al giorno, pari a 3000-5000mg di maca.

Fonte: www.naturmedica.com

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno:  7 piante amiche del sesso
  2. Erboristeria Arcobaleno: Come affrontare i problemi di erezione?
  3. Erboristeria Arcobaleno: Le erbe dell’eros
  4. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR e CORDYCEPS: soluzione vincente
  5. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR: l’autoterapia che aiuta l’amore
  6. Erboristeria Arcobaleno: Adattogeni naturali contro lo stress
  7. Erboristeria Arcobaleno:  Tribulus Terrestris
  8. Erboristeria Arcobaleno: Maca, energia naturale….bisex
  9. Erboristeria Arcobaleno: Ormoni maschili e libido
  10. Erboristeria Arcobaleno: Ossido Nitrico e Arginina
  11. Erboristeria Arcobaleno: Damiana: energia vitale e armonia di coppia
  12. Erboristeria Arcobaleno: Muira Puama: il “legno potente” dell’amazzonia


Il problema della disfunzione erettile è un problema quanto mai attuale, in Italia ne soffre un uomo su tre. Le cause maggiori che alimentano e/o provocano questo disturbo sono la cattiva alimentazione e lo stress.

VIGOR è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti NEI TRATTAMENTI PER LA DIFFICOLTÀ DI EREZIONE O DI IMPOTENZA MASCHILE.

È noto alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell’orecchio induce la stimolazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.

Il sistema VIGOR si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali – posizionati come descritto più avanti – con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari che agevolano la facilità e l’intensità dell’erezione.

La stimolazione continua nel tempo della terapia VIGOR è CAPACE DI MODIFICARE IN MANIERA SIGNIFICATIVA LA CAPACITÀ E LA VELOCITÀ DELL’EREZIONE NEL MASCHIO E DI RITARDARE L’EIACULAZIONE PRECOCE REGOLANDO I MECCANISMI PSICO FISICI DELLA LIBIDO CHE SI ATTIVANO PRIMA E DURANTE L’ATTO SESSUALE

a) facilita e accelera l’apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi del pene
b) allunga la durata dell’erezione
c) controlla la sensibilità specifica dell’organo evitando l’eiaculazione precoce o non voluta

I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perchè non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all’oro).

VIGOR e CORDYCEPS: soluzione vincenteCORDYCEPS SINENSIS È DEFINITO ANCHE IL FUNGO DELLA VIRILITÀ ed è un impareggiabile afrodiasiaco. Un fungo che cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa 6 settimane. Questo fungo è un parassita delle larve di piccole falene bianche che poi in estate diventa tipo l’erba, infatti secondo la leggenda le pecore che brucavano quest’erba erano più forti e sane. Oltre a migliorare la vita sessuale, Cordyceps ha tante altre azioni benefiche ad esempio migliora efficienza del sistema immunitario, aiuta a combattere il freddo, fa dimagrire, tiene lontana la depressione, ha un’azione energizzante e combatte l’invecchiamento.

In Oriente è abbastanza frequente che l’uomo lo assuma in occasione di incontri galanti. Naturalmente, l’effetto si manifesta con l’assunzione continuata, per un mese e oltre. Più l’assunzione è prolungata, più il risultato è prorompente, dato che il Cordyceps aumenta il testosterone nell’uomo.

Oltre a rafforzare l’apparato genitale, il Cordyceps fornisce benefici anche a livello circolatorio perché contiene l’Adenosina, un nucleoside dall’effetto vasodilatatore che aumenta l’afflusso del sangue nei corpi cavernosi. Il Cordycerps contiene anche numerose sostanze ansiolitiche e antidepressive. In particolare, stimola i circuiti mentali superiori che fanno capo “all’area limbica” del cervello, che potremmo definire – senza addentarci troppo in tecnicismi – la stazione centrale di arrivo e di partenza da dove transitano le emozioni.

Il Cordyceps sinensis è un vero elisir. Innanzitutto consiglio l’acquisto in erboristeria, il prodotto è sottoposto a controlli scrupolosi e risponde a rigorosi protocolli sia di coltivazione biologica che di produzione europea e italiana certificate.

La cosa interessante è che le capsule di Cordyceps sinensis rispetto alla pillola blu (il viagra) hanno un’azione diversa, in entrambi i casi lo scopo è migliorare la vita sessuale, però mentre il viagra ha un effetto legato all’assunzione momentanea (senza citare poi gli effetti secondari possibili), il fungo della virilità migliora la situazione anche a lungo termine, gli effetti man mano diventano migliori e anche duraturi. Il segreto pare risieda nel bilanciamento dei linfociti Th1 e Th2.

Alcuni studi suggeriscono che il Cordyceps possa avere effetti positivi sulla funzione sessuale maschile. Ecco i principali meccanismi ipotizzati:

1. Aumento della produzione di testosterone

Alcuni studi suggeriscono che il Cordyceps possa stimolare la produzione di testosterone, ormone chiave nella funzione sessuale maschile.

2. Miglioramento del flusso sanguigno

Si pensa che possa aiutare a migliorare la circolazione, grazie a effetti simili alla vasodilatazione. Questo è importante perché l’erezione dipende dal flusso sanguigno ai corpi cavernosi del pene.

3. Effetto adattogeno e riduzione dello stress

Il Cordyceps ha proprietà adattogene, ovvero può aiutare il corpo a gestire meglio lo stress. Siccome lo stress è una causa comune della disfunzione erettile (soprattutto psicogena), questo effetto indiretto può essere utile.

4. Aumento dell’energia e della resistenza

Alcuni utenti riferiscono un miglioramento della vitalità e della resistenza fisica, anche in ambito sessuale.

Studi Clinici
  1. Studio su 22 uomini con bassa libido (Zhu, 1998): Cordyceps sinensis migliorò il desiderio sessuale in circa l’80% dei partecipanti.
  2. Studio su anziani con disfunzione sessuale (Chen et al.): dopo 6 settimane di assunzione di Cordyceps militaris, si osservò un miglioramento significativo della funzione sessuale, senza effetti collaterali rilevanti.
  3. Studio coreano (2020) su integratori combinati: un integratore a base di cordyceps, ginseng e zinco ha mostrato miglioramenti nei punteggi IIEF-5 (scala per la disfunzione erettile) rispetto al placebo.

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno:  7 piante amiche del sesso
  2. Erboristeria Arcobaleno: Come affrontare i problemi di erezione?
  3. Erboristeria Arcobaleno: Le erbe dell’eros
  4. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR e CORDYCEPS: soluzione vincente
  5. Erboristeria Arcobaleno: VIGOR: l’autoterapia che aiuta l’amore
  6. Erboristeria Arcobaleno: Adattogeni naturali contro lo stress
  7. Erboristeria Arcobaleno:  Tribulus Terrestris
  8. Erboristeria Arcobaleno: Maca, energia naturale….bisex
  9. Erboristeria Arcobaleno: Ormoni maschili e libido
  10. Erboristeria Arcobaleno: Ossido Nitrico e Arginina
  11. Erboristeria Arcobaleno: Damiana: energia vitale e armonia di coppia


Un trilione corrisponde a mille miliardi. E’ questo più o meno il numero di cellule del sistema nervoso di un essere umano. Ogni cellula nervosa (o neurone) nel cervello può giungere ad avere diverse migliaia di connessioni con altri neuroni. Da queste connessioni tra neuroni si può formare un numero praticamente infinito di circuiti nervosi, ognuno dei quali corrisponde a un concetto, a un’idea, a un sentimento, a un impulso ad agire. In queste quantità stratosferiche risiede la vera natura dell’anima umana.

Come avviene la trasmissione di un impulso nervoso da un neurone all’altro?
Esiste un piccolo intervallo intercellulare detto sinapsi nella quale all’arrivo dell’impulso nervoso si diffonde una sostanza fisiologica chiamata neurotrasmettitore che eccita il neurone successivo e rende possibile la trasmissione nervosa.

I neurotrasmettitori possono avere carattere eccitatorio o inibitorio, e dalla sintesi dei vari impulsi ricevuti il neurone fa partire o meno un nuovo impulso. Esistono molti neurotrasmettitori e i principali sono l’acetilcolina (presente nelle sinapsi di tipo colinergico quali quelle relative alla fibra muscolare e agli effettori pregangliari del sistema nervoso autonomo) e la noradrenalina (presente nelle sinapsi adrenergiche quali gli effettori postgangliari ortosimpatici).

La noradrenalina è anche un ormone secreto con il rapporto di 1 a 4 insieme all’adrenalina dalla midollare delle ghiandole surrenali proprio su stimolazione ortosimpatica.

Altri importanti neurotrasmettitori del cervello sono la dopamina, la serotonina, aminoacidi quali il GABA (acido gamma-aminobutirrico) e il glutammato.

Una regola fondamentale (molto importante per capire come funziona il cervello) è che due neurotrasmettitori diversi non possono legarsi allo stesso recettore anche se lo stesso neurotrasmettitore può legarsi a recettori diversi. Ciò fa capire come ci sia un grande ordine in una massa così fitta di neuroni.

Entriamo un po’ nella specificità dei principali neurotrasmettitori. I più diffusi nel cervello sono quelli a struttura proteica più semplice come il GABA e l’acido glutammico.

IL GABA è il neurotrasmettitore inibitorio di gran lunga più importante perché implicato nella fisiopatogenesi dell’ansia. Il GABA infatti rende il neurone refrattario agli stimoli eccitatori e inibisce la trasmissione nervosa. Nell’ansia vi è certamente una riduzione dei livelli del GABA e ciò spiega l’agitazione dell’ansioso. I farmaci tranquillanti il cui capostipite è il valium vanno a legarsi proprio ai recettori del GABA e mutandone la forma ne aumentano l’affinità col neurotrasmettitore. I farmaci ansiolitici dunque non riducono l’ansia per una loro specifica proprietà terapeutica ma soltanto perché favoriscono la naturale azione tranquillante del GABA.

Neurotrasmettitori come l’acetilcolina, la serotonina, la dopamina, la noradrenalina pur avendo concentrazioni cerebrali piuttosto basse, rivestono notevole importanza essendo protagonisti dei processi cognitivi ed emotivi.

La loro azione si esplica in maniera più lenta rispetto al GABA ma è più persistente e può coinvolgere altri apparati come quello ormonale. L’acetilcolina è il mediatore del sistema nervoso parasimpatico e degli effettori pregliari del simpatico, oltre alla mediazione verso la muscolatura scheletrica. Anche la noradrenalina è una protagonista del cervello emozionale essendo coinvolta nella regolazione dei comportamenti di emergenza e nella risposta allo stress. Regolando la risposta del simpatico al livello viscerale promuove l’aumento del battito cardiaco, della pressione arteriosa, della mobilitazione degli zuccheri, della dilatazione dei bronchi e naturalmente del rilascio di adrenalina.

La dopamina è il principale neurotrasmettitore del cervello emozionale. Oltre ad avere un grande ruolo nel coordinamento del comportamento motorio (un deficit di questo sistema costituisce la sintomatologia del morbo di Parkinson), è determinante per i comportamenti adattativi e le conseguenti implicazioni affettive. I processi emozionali del piacere e della ricompensa sono regolati dalla dopamina al pari delle gratificazioni conseguenti al mangiare, al bere, al riprodursi, al successo nella lotta e nella competizione. L’euforia connessa allo scampato pericolo è orchestrata dalla dopamina. La trasmissione dopaminergica risulta dunque correlata alla fisiologia del rinforzo psicologico e quindi è determinante nei processi di apprendimento. E’ naturale dunque pensare che una scarsa attività dopaminergica può avere un ruolo nella fisiologia della depressione, e al contrario una iperattività di quel sistema sorregga le sindromi maniacali e schizofreniche.

La serotonina è un mediatore nervoso scoperto più recentemente che ha una presenza limitata nel cervello ma non per questo di secondaria importanza. Ha un grande ruolo infatti nella regolazione del sonno e del sogno e nell’equilibrio di tanti parametri corporei.Dalla chimica del cervello dipende l'amore e l'odio, il desiderio sessuale e la paura, la voglia di vivereEsiste un’altra classe di neurotrasmettitori la cui scoperta ci ha fatto ancor più capire che la biochimica del nostro organismo si basa su una stretta interazione di tutti i principi ai vari livelli del corpo. I neuropeptiti sono molecole proteiche che svolgono molteplici funzioni nel sistema nervoso ma che sono rilasciate non solo dai neuroni ma anche da altri organi come l’intestino, il cuore e il pancreas. Dunque queste sostanze agiscono come neurotrasmettitori nel cervello e come ormoni su vari organi bersaglio ed hanno la fondamentale funzione di integrare i meccanismi fisiologici e i processi comportamentali.

Le endorfine fanno parte della famiglia dei neuropeptiti e sono molto importanti nella modulazione della percezione del dolore e per il tono dell’umore. L’azione è morfino-simile e i derivati dell’oppio hanno gli stessi recettori delle endorfine. Ciò spiega la gravità della dipendenza da eroina, che si sostituisce al ruolo naturale delle endorfine che così non vengono più prodotte dall’organismo. Le endorfine hanno un’azione inibitoria sui neuroni con cui stabiliscono un legame a livello dei recettori. Importante è la loro presenza nelle strutture del sistema limbico e questo spiega l’influenza sui comportamenti e sulla risonanza psichica delle emozioni. Vari esperimenti confermano il ruolo delle endorfine, di concerto con dopamina e noradrenalina, nel meccanismo della cosidetta ricompensa cerebrale che favorisce il ripetersi dei comportamenti tendenti alla soddisfazione dei bisogni organici connotati con l’esperienza del piacere.

Sulle endorfine è bene dire qualcosa di più. Sappiamo il grande ruolo che esse hanno nell’abolizione del dolore al pari della morfina che è il più potente antidolorifico usato in medicina. L’analgesia non farmacologica che viene ottenuta con tecniche come l’agopuntura, l’ipnosi, la stimolazione elettrica e l’uso di placebo, ha indubbiamente la sua spiegazione nel ruolo delle endorfine.

Tutte le forme di dipendenza (quindi non solo quelle da sostanze) possono avere un supporto notevole nell’attività delle endorfine. Se per esempio prendiamo in considerazione l’effetto pacificante della meditazione buddista o della preghiera per altre religioni vediamo che queste attività portano ad un aumento delle endorfine che danno appunto un senso di pace e di appagamento. Ciò spiega la “dipendenza” da queste pratiche e il rinforzo che coinvolge nella religiosità. La scoperta interessante per chiunque è che non occorre abbracciare per forza alcuna religione per ottenere tali effetti pacificanti, basta per esempio fare per congruo tempo gli esercizi del training autogeno.

La riflessione sui meccanismi di azione degli psicofarmaci ci aiuta a capire il ruolo dei vari neuromediatori nell’attività cerebrale e dunque la genesi degli stati mentali. Gli psicofarmaci agiscono sui recettori dei neuroni specifici per i vari neurotrasmettitori. I recettori specifici per la serotonina, per la dopamina, per la noradrenalina e per il GABA sotto l’effetto degli psicofarmaci subiscono un’influenza che riesce a modificare l’attività dei diversi neurotrasmettitori aumentandola o riducendola secondo i casi.

Le patologie depressive (quali che siano i sottili meccanismi) sembrano essere connesse con un’alterazione funzionale dei sistemi della noradrenalina e della serotonina, mentre i disturbi psicotici deriverebbero da un’alterata trasmissione della dopamina. Il successo dei farmaci antidepressivi che hanno come capostipite il prozac e che agiscono impedendo la ricaptazione della serotonina confermano le ipotesi formulate partendo dal meccanismo d’azione di antidepressivi più vecchi, che prolungavano l’azione della noradrenalina. Sicuramente non è giusto considerare la serotonina come il principale neurotrasmettitore coinvolto nella depressione poiché anche il sistema noradrenergico ha un ruolo primario. Esiste un’interazione complessa tra i neurotrasmettitori e i neuromodulatori la cui precisa comprensione sarà l’appannaggio dei posteri.

A proposito della serotonina è bene accennare che oltre che ai collegamenti con la depressione questa sostanza ha un ruolo in altre situazioni quali comportamenti impulsivi, aggressività, disturbi alimentari, schizofrenia. Sembra dunque che la serotonina regoli importanti passaggi relativi all’umore, al sonno e all’appetito. Diversi studi i cui esiti devono ancora configurarsi, stanno esplorando il possibile ruolo della serotonina in un grave disturbo del bambino come l’autismo.

Quando David Lawrwnce in “L’amante di Lady Chatterley” descrisse il coinvolgente incontro della signora con il guardiacaccia non si pose l’interrogativo di quali sostanze in quei momenti la facessero da padrone nei loro cervelli. Oggi sappiamo che una donna o un uomo innamorati sono in balia di sostanze simili alle anfetamine che massimizzano l’azione della dopamina. Una molecola, la feniletilamina, normalmente prodotta dall’organismo, quando l’approccio comincia a muovere le possenti leve del desiderio, cresce fino a raggiungere livelli elevati. La feniletilamina è contenuta (in dosi non certo elevate) nella cioccolata e ciò potrebbe validare la percezione di alcuni che ravvisano in tale alimento qualità antidepressive (non mi pare si sia mai sostenuto anche un’azione afrodisiaca).La feniletilamina, crescendo in quantità, favorisce il rilascio di dopamina il cui ruolo è centrale per l’ottenimento della sensazione che consegue alla soddisfazione di stimoli quali la fame, la sete, il desiderio sessuale. L’incontro che promette una vasta gamma di soddisfazioni alimenta i meccanismi associativi con il piacere e la feniletilamina sale ancora. La dopamina provoca indirettamente anche eccitazione, euforia ed entusiasmo e riduce parallelamente l’appetito (un intralcio nel programma comportamentale).

E’ la noradrenalina che così entra in azione soprattutto nell’ipotalamo e nel resto del sistema limbico. Gli organi sessuali sono in pre-allerta. L’adrenalina entra in circolo ma a bassi livelli, tanto per dare una mano nell’aumento del battito cardiaco, nella respirazione e nella pressione sanguigna. E’ qui il punto delicato in cui si potrebbe innescare il ruolo disfunzionale dell’ansia: se l’agitazione si accentua troppo, addio vasocongestione dei genitali.

Si parla tanto di feromoni. Se siamo nel campo dell’entomologia abbiamo tutte le ragioni per parlarne, avendo questi messaggeri chimici un grosso ruolo nella comunicazione tra insetti. Anche negli altri animali i feromoni hanno notevole importanza anche se personalmente non so dire in che misura è alla base dell’erezione di uno stallone. Ma nell’essere umano l’unica funzione certa dei feromoni è quella di “piège à con”, nel senso che c’è più d’uno che credendo alle promesse di qualche sito Internet paga notevoli quattrini per pura acqua di fonte. Chi ha la necessità di fare colpo su qualcuno o su qualcuna dovrebbe puntare di preferenza su altre caratteristiche, magari di ordine psicologico.

Indubbiamente innamorarsi e poi essere coinvolti in quel corpo a corpo senza esclusione di colpi che è il rapporto sessuale, può essere un’esperienza esaltante che ovviamente facciamo di tutto per ripetere, come è tipico per le cose regolate dalla dopamina. Ma già dopo l’orgasmo si verifica un notevole aumento di un peptide secreto dall’ipofisi posteriore, l’ossitocina.

Si tratta dell’ormone che regola il parto e favorisce l’allattamento. L’ossitocina aumenta la sensibilità alle carezze e spinge all’abbraccio e al contatto cutaneo e favorisce l’attaccamento e la formazione di coppie stabili. Se la feniletilamina ha il compito di accendere il fuoco, l’ossitocina ha quello di farlo durare a lungo.

La feniletilamina avendo la capacita di stimolare il rilascio di dopamina, crea esaltazione e stato febbrile dell’eros, ma alla lunga l’organismo sviluppa tolleranza per cui si aboliscono i pirotecnici effetti iniziali. Le endorfine apportano soddisfazione e calma e riducono l’ansia. Così il piacere della relazione pacata fa dimenticare l’esaltazione e lo sconquasso dell’innamoramento. Ma non è fatale che sia così. Ci sono i dipendenti della feniletilamina che ai primi accenni di “normalizzazione” si gettano nella ricerca di nuove conquiste nell’intento di riattivare gli effetti euforizzanti che non si rassegnano a perdere.

Nella lotta tra feniletilamina e ossitocina a volte c’è un bel pareggio nel senso che si instaura un’amore doppio: quello che dà rassicurazione e quello che dà emozione. L’amore che si prova per entrambi i partner spesso è perfettamente equilibrato e per nulla al mondo si vorrebbe fare a meno dell’uno o dell’altro. Quando le circostanze obbligano a una scelta, il dilemma è lacerante.

La mia esperienza dei numerosi casi del genere che mi sono capitati è che intorno ai trent’anni tende a prevalere la feniletilamina e intorno ai cinquanta tende a prevalere l’ossitocina. Comunque va detto che nei conflitti di cuore il più delle volte il ragionamento e la saggezza non hanno quel ruolo centrale che sarebbe bene che avessero.

Sono state dimostrate delle correlazioni tra l’ossitocina e i comportamenti ripetitivi. Si è visto una significativa riduzione di tali comportamenti in soggetti a cui era stata infusa ossitocina. Ciò potrebbe suggerire qualche riferimento ai disturbi ossessivo-coatti. I comportamenti ripetitivi costituiscono uno dei sintomi peculiari dell’autismo e se consideriamo che i bambini autistici dimostrano tra l’altro scarso attaccamento alle figure genitoriali dobbiamo inferire che l’ossitocina ha un ruolo notevole di legante sociale.Dalla chimica del cervello dipende l'amore e l'odio, il desiderio sessuale e la paura, la voglia di vivereL’ossitocina è stata chiamata il neuropeptide “amnesico” per la capacità di interferire con i processi di fissazione e rievocazione degli engrammi. Ciò ci fa considerare che la natura tende a far dimenticare i dolori del parto e a far ricordare la bellezza dell’emozione del primo contatto con il bambino. Il comportamento materno è certamente molto influenzato dall’ossitocina. Ma parallelamente l’ossitocina facilita l’attaccamento sessuale, dagli eventi precopulatori alle risposte orgasmiche, tramite l’attivazione dei centri limbici e vegetativi, e conseguente periodo refrattario. L’evitazione del “disordine” della ricerca di sempre nuovi partner con cui accoppiarsi e l’acquisizione dell'”ordine” di relazioni monogame, sono mediazioni importanti operate dall’ossitocina.
Si è notato che nei casi di ipersessualità maschile, con pesanti risvolti di devianza, la somministrazione di farmaci antiandrogeni risolve generalmente i problemi. Ciò ci conferma il ruolo del testosterone per l’attivazione del desiderio sessuale e del comportamento copulatorio sia nel maschio che nella femmina.

Nelle aree anteriore e preottiche dell’ipotalamo esistono recettori capaci di legarsi all’ormone sessuale e di dar vita alla sequenza di risposte che hanno nel primo momento eccitatorio il punto di partenza. Per espletare tale funzione di start bastano minime quantità di testosterone, che anche la donna è in grado di produrre. All’inizio di situazioni sessualmente invitanti, come possono essere il primo approccio e i segnali di reciproca simpatia, il testosterone comincia ad aumentare e continua ad aumentare in relazione alla “fluidità” della situazione. Il concetto di “fluidità” della situazione va inteso ovviamente nel senso del contesto ambientale e del grado di disponibilità del partrner.

Ma la “fluidità” va riferita soprattutto alla situazione soggettiva data dal grado di sicurezza e dalle esperienze pregresse. Ciò significa che un maschio con livelli d’ansia contenuti e con un cospicuo bagaglio di coiti ben riusciti raggiunge livelli di concentrazione del testosterone decisamente superiori rispetto a un maschio insicuro e con pochi tentativi malriusciti alle spalle.

Una condizione di difficoltà quale l’eiaculazione precoce o un’erezione problematica durata per un tempo sufficientemente protratto porta il testosterone ai limiti bassi della norma e anche al di sotto. Ciò potrebbe essere preso come la causa quanto è solo l’effetto del problema. Condizioni di buona attivazione del sistema dopaminergico favoriscono livelli ottimali di testosterone. Come dire: più gioia di vivere, più autostima, più testosterone. Infatti nelle sindromi depressive il testosterone si abbassa.

E d’altra parte nei casi di ipogonadismo caratterizzati da bassi livelli di testosterone c’è una accentuata facilitazione all’insorgere di depressione. Ciò conferma ancora una volta che tutto si tiene: un aspetto positivo del nostro funzionamento favorisce notevolmente altri aspetti positivi. E chi si chiude a riccio su una sua “inadeguatezza” può essere certo che non riuscirà ad impedire che quello che all’inizio era una semplice buca con il tempo diverrà una voragine.

Fonte: Domenico Iannetti

Altri articoli

  1. Erboristeria Arcobaleno: Microbiota e benessere mentale
  2. Erboristeria Arcobaleno: BIOTICI a supporto del benessere e della salute
  3.  Erboristeria Arcobaleno: NUTRIFLOR: combinazione vincente di probiotici ed alga Klamath
  4. Erboristeria Arcobaleno: Lucyd: il tuo compagno per affrontare ansia e stress
  5. Erboristeria Arcobaleno: Gli artefici del ben-essere
  6. Erboristeria Arcobaleno: Gli ormoni della felicità
  7. Erboristeria Arcobaleno: Gaba e psicobiotici
  8. Erboristeria Arcobaleno: Gli ormoni della felicità
  9. Erboristeria Arcobaleno:  GH: l’ormone della crescita che lavora tutta la vita
  10.  Erboristeria Arcobaleno: I messaggeri chimici del corpo
  11. Erboristeria Arcobaleno: Ossitocina: l’ormone che ci lega agli altri (e a noi stessi)

Bibliografia

  1. Happiness & Health: the Biological Factors — Systematic Review Article“ — revisione che esamina i principali neurotrasmettitori coinvolti nell’umore, tra cui dopamina e serotonina, e il loro impatto sulla salute (PMC).
  2. Dopamine and Oxytocin Interactions Underlying Behaviors“ — review che esplora come dopamina e ossitocina interagiscono nei comportamenti sociali, affettivi, nei disturbi come depressione, autismo, dipendenza (PMC).
  3. Oxytocin Interactions with Central Dopamine and Serotonin Systems …“ — studio più recente che discute l’interazione del sistema dell’ossitocina con quelli della dopamina e della serotonina per modulare comportamento materno e sociale (PMC)
  4. The Effect of Experimental Supplementation with the Klamath Algae Extract in ADHD“ — studio clinico su bambini/ragazzi con ADHD che ha valutato l’effetto di Klamin® (estratto di alga Klamath, contenente PEA) su attenzione, iperattività, funzioni esecutive dopo 6 mesi (PubMed).
  5. Palmitoylethanolamide (PEA) supplementation for human health“ — review sistematica che raccoglie i trial clinici sull’uso di PEA in varie condizioni: neurologiche, neuropsichiatriche, dolore, benessere generale (PMC).
  6. GABA Supplementation, Increased Heart-Rate Variability, Emotional Response, Sleep Efficiency and Reduced Depression in Sedentary Overweight Women Undergoing Physical Exercise“ — trial clinico che valuta l’effetto dell’integrazione di GABA su sonno, umore, risposta emotiva e variabilità della frequenza cardiaca. (PubMed).
  7. Variation in the β-endorphin, oxytocin, and dopamine receptor …“ — articolo che esplora le variazioni nei recettori di beta-endorfina, ossitocina e dopamina in popolazioni umane, utile per comprendere le differenze individuali nelle risposte emotive (PMC).
  8. The neuroendocrinology of love“ — esamina come ormoni come dopamina, ossitocina, serotonina influenzano attrazione, legame sociale, stress e comportamento emotivo (PMC)
  9. Erboristeria Arcobaleno: Gli ormoni della felicità